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CLASSIFICAZIONE DELLE AZIENDE

IN BASE ALLA TIPOLOGIA

Secondo questo principio, possiamo procedere ad una prima classificazione, in cui possiamo
distinguere “azienda” ed “impresa”.
L' AZIENDA è un istituto economico atto a perdurare nel tempo che svolge operazioni coordinate,
rivolte alla produzione ad al consumo di ricchezza.
L' IMPRESA, invece, è un'attività economica organizzata, volta alla produzione ed allo scambio di
beni o servizi.

Procedendo ad una più specifica classificazione, possiamo distinguere :


 AZIENDA FAMIGLIARE, la quale possiede valori sia NON economici (come la reciproca
assistenza e l'equilibrio affettivo), e sia economici (come i consumi e gli investimenti).
Diversa è l'IMPRESA FAMIGLIARE, dove il lavoro è svolto dai componenti della famiglia
stessa.
 AZIENDA PUBBLICA, la quale ha come scopo il soddisfacimento dei bisogni pubblici.
Esempi di aziende pubbliche sono le Regioni, le Province ed i Comuni.
 AZIENDA DI PRODUZIONE, la quale è da intendersi come un'impresa che ha come fine la
produzione di beni o servizi e la loro conseguente cessione sul mercato. A loro volta, si
suddividono in : imprese del settore primario (come le aziende agricole), imprese del settore
secondario (in cui vengono comprese tutte le varie attività dell'industria, come quella
alimentare, mineraria, ecc.), imprese del settore terziario (come le imprese commerciali),
imprese del settore avanzato (come le imprese di consulenza).
 AZIENDA NO PROFIT, la quale svolge attività NON commerciali. Essa è costituita con
atto pubblico e deve essere iscritta alla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate. E'
l'esempio di alcune Associazioni e Fondazioni. Una particolare categoria di enti non
commerciali è rappresentata dalle Onlus (organizzazioni non lucrative di utilità sociale), le
quali operano, per esempio, nei settori di assistenza sociale e sanitaria. Ad esse, infatti, è
anche permesso di svolgere attività commerciali, purchè i proventi non superino il 60% del
costo dell'intera Onlus.
 AZIENDE MUTUALISTICHE, le quali permettono ai soci di usufruire di beni e servizi a
condizioni più vantaggiose rispetto a quelle tradizionali di mercato. Per la loro costituzione è
obbligatorio un numero minimo di soci, che varia in base all'attività che l'azienda svolge
(per esempio di consumo o sanitaria).
 IMPRESE SOCIALI, le quali sono organizzazioni private senza sopo di lucro. Esse
svolgono attività di produzione e scambio di beni o servizi, avendo come fine l'utilità sociale
e l'interesse generale.

IN BASE AL SOGGETTO GIURIDICO

Conviene partire inizialmente dalla distinzione tra “soggetto giuridico” e “soggetto economico”.
Il soggetto giuridico è la persona fisica o la persona giuridica nel cui nome l'azienda è esercitata, la
quale assume gli obblighi e i diritti derivanti dall’esercizio dell’impresa.
Il soggetto economico, invece, è quella persona o quel gruppo di persone che concretamente è in
grado di assumere le decisioni inerenti l’impresa (supponiamo di trovarci di fronte alla Spa Alfa. La
società è controllata al 60% da una Holding. Il soggetto giuridico della società è la stessa Alfa Spa
che assume gli obblighi e i diritti che derivano dall’esercizio della sua attività: è la Alfa Spa che
deve pagare i debiti assunti, che ha diritto a riscuotere i crediti verso i clienti, e così via.
Il soggetto economico è la Holding che la controlla e che, di fatto, prenderà le decisioni relative
all’impresa disponendo della maggioranza dei voti nell’assemblea ordinaria).
Adattando la definizione, si può dire pertanto che sono soggetti economici tutti coloro che sono
portatori di interesse nell'azienda, ovvero gli Stakeholders. I principali Stakeholders possono essere
identificati, per esempio, negli azionisti o soci (siano essi di maggioranza o di minoranza), nei
fornitori e, per alcune tipologie di aziende in cui la distribuzione di valore al cliente è uno degli
obiettivi fondamentali, nei clienti stessi.
Il codice civile distingue inoltre nettamente due tipi di soggetti : l' IMPRENDITORE o IMPRESA
INDIVIDUALE (in cui coincidono soggetto giuridico ed economico), e la SOCIETA' (in cui più
soggetti svolgono un'attività economica, con la rispettiva separazione di soggetto giuridico rispetto
a quello economico).
Nell'impresa individuale, pertanto, il soggetto giuridico è l'imprenditore e risponde con i propri beni
delle obbligazioni dell'impresa. Questo significa non avere un'autonomia patrimoniale e, nel caso in
cui l'impresa fosse dichiarata fallita, anche l'imprenditore sarebbe definito tale. Inoltre, il reddito
dell'impresa individuale, viene assoggettato ad Irap ed Ire. Per le modeste dimensioni, è concessa la
tenuta di una contabilità semplificata.
Si parla, invece, di società quando l'attività è svolta da due o più persone. Essa si costituisce sulla
base di un “contratto di società”, il quale prevede l'accordo tra due o più persone denominate soci e
il conferimento dei beni nella società da parte di essi stessi. Per le società a scopo di lucro, i soci
svolgeranno l'attività anche a scopo di divisione degli utili.
Le società si distinguono in :
 SOCIETA' DI PERSONE, caratterizzate da un'autonomia patrimoniale imperfetta, in cui il
patrimonio della società NON è nettamente distinto da quello dei soci, comportando il fatto
che i creditori della società stessa possano rivalersi, in caso di insolvenza, sui beni appunto
del socio. E' questo il caso, ad esempio, delle società semplici o delle società in
accomandata semplice (Sas).
 SOCIETA' DI CAPITALI, caratterizzate da un'autonomia patrimoniale perfetta, dove il
patrimonio societario è nettamente distinto da quello dei soci. Si può pertanto dire che
posseggono una personalità giuridica, in quanto la responsabilità delle obbligazioni sociali è
attribuita solo alla società stessa.
 ASSOCIAZIONI TEMPORANEE DI IMPRESE, intese come una forma giuridica nella
quale più imprese si uniscono per partecipare insieme alla realizzazione di un progetto
specifico. Esse sono composte da un'azienda capogruppo, detta mandataria, alla quale le
altre aziende che fanno parte dell'associazione (dette mandanti), attribuiscono l'incarico di
trattare con il committente la realizzazione di un opera, quasi sempre attraverso la
partecipazione a gare di appalto.
 CONSORZI, i quali sono un raggruppamento di imprese che svolgono un'attività
continuativa.
 GRUPPO EUROPEO D' INTERESSE ECONOMICO, il quale è un istituto elaborato in
sede comunitaria atto a favorire il coordinamento tra imprese che appartengono a Stati
diversi dell'Unione Europea.

IN BASE ALLE DIMENSIONI

Le imprese vengono dimensionate tenendo conto di vari aspetti : possono, ad esempio, essere
classificate in relazione al numero di dipendenti, al capitale sociale, al capitale netto, al valore di
magazzino.
Le fasce dimensionali sono : grande, media e piccola impresa.
Nelle statistiche ufficiali il parametro più utilizzato, tendenzialmente, è comunque il fatturato.
IL CAPITALE

Per svolgere un'attività, l'impresa si serve dei beni a sua disposizione.


Tali beni possono essere suddivisi in beni materiali e beni immateriali, i quali, insieme, identificano
il PATRIMONIO AZIENDALE.
Esso può essere studiato sotto due aspetti :
 qualitativo, rappresentato appunto, dall'insieme dei beni (materiali e non) a disposizione
dell'impresa ;
 quantitativo, rappresentato dal valore attribuito a tali beni, il quale definisce il CAPITALE.

Il PATRIMONIO NETTO, invece, è la fonte di finanziamento interna all'azienda, e i cui elementi


principali possono essere identificati nel CAPITALE SOCIALE, nelle RISERVE DI UTILI e nelle
PERDITE. Tendenzialmente, il patrimonio netto, può essere rappresentato e suddiviso in una tabella
chiamata STATO PATRIMONIALE, in cui in una casella a sinistra possono essere raggruppate le
ATTIVITA' (composte ad esempio dalle immobilizzazioni e dalle disponibilità liquide), mentre in
una casella a destra possono essere raggruppate quelle che sono le PASSIVITA' (quali per esempio
sono i debiti).

TIPOLOGIE DI CAPITALE

Il capitale può, a sua volta, essere classificato in diversi profili :


 CAPITALE INIZIALE O DI COSTITUZIONE, che corrisponde al capitale sociale.
 CAPITALE DI FUNZIONAMENTO E DI BILANCIO, il quale, da un punto di vista
patrimoniale, rappresenta la gestione passata e quella futura.
 CAPITALE DI LIQUIDAZIONE, che corrisponde al valore dell'impresa calcolato al
momento della liquidazione.
 CAPITALE DI CESSIONE, il quale corrisponde al valore dell'impresa al momento della
cessione, rappresentando, quindi, la base del prezzo di vendita dell'impresa stessa.
 CAPITALE FONDAMENTALE, il quale viene calcolato analizzando il successo o il
fallimento di un'attività.

FORME DI FINANZIAMENTO
Le forme di acquisizione dei capitali necessari per la costituzione e l'avviamento di un'azienda o di
un'impresa si realizzano attraverso i cosiddetti finanziamenti che possono essere così identificati :
 l'apporto economico fornito dal proprietario e/o dai soci ;
 l'autofinanziamento ;
 il finanziamento da parte di terzi (essenzialmente il sistema bancario o obbligazionisti).
Senza i finanziamenti, pertanto, nessuna azienda decolla. Essi consistono infatti nel capitale proprio
o sociale messo a disposizione dall'imprenditore e/o dai soci (in quest'ultimo caso diventa un
obbligo dell'azienda verso i soci), oppure nel capitale, come detto, di terzi, messo a disposizione da
enti, banche, istituti di credito (in questo caso rappresentano,invece, debiti dell'azienda verso terzi).
I finanziamenti affluiscono all'azienda nel momento iniziale, alla costituzione, ma anche durante la
vita aziendale, ogni qual volta che sono necessari mezzi monetari per effettuare investimenti.
Le forme di finanziamento possono essere distinte in :
 finanziamenti a breve termine, come ad esempio gli anticipi di fatture ;
 finanziamenti a medio / lungo termine, come per esempio i mutui e gli investimenti (i
consistono nell'acquisizione dei fattori produttivi necessari per lo svolgimento delle
operazioni aziendali).
Tre le forme di finanziamento vanno certamente anche ricordati i Leasing.
BUDGET

La guida delle attività di gestione è il BUDGET. Esso coordina le funzioni e le attività aziendali.
Il budget può essere descritto attraverso 6 funzioni e 6 tipologie.
Le funzioni sono : programmazione, coordinamento, comunicazione, valutazione, motivazione ed
educazione.
Le tipologie, viceversa, sono : commerciale, di produzione, di acquisizione, per investimenti,
economico, finanziario e patrimoniale.
Attraverso questo approfondimento, possiamo quindi dedurre che, con il termine BUDGETING, si
possono intendere le azioni che portano alla redazione del budget stesso.

Il risultato finale di tale processo è un bilancio preventivo, ossia la traduzione in termini monetari di
una serie di previsioni, valutazioni e formulazioni di obiettivi. Esprime quindi le politiche aziendali
e ne consente una verifica a priori.

CICLO DI VITA DI UN PRODOTTO

Ogni prodotto ha un ciclo di vita in modo simile a ciò che accade per gli esseri viventi. Se ne
possono distinguere 5 :
1) L’introduzione, la quale si ha quando il prodotto viene messo per la prima volta in
distribuzione. Questo primo momento di vita può essere più o meno lungo. Se il prodotto
non è nuovo, ad esempio, può passare molto tempo prima che la domanda inizi a crescere in
modo rilevante. Invece, quando il prodotto è nuovo, esso non ha concorrenti sul mercato: di
conseguenza il lancio può essere più facile e l’impresa può cercare di conquistare rilevanti
quote di mercato e di creare una rete di distribuzione che sia in grado di far fronte alla fase
successiva di sviluppo del prodotto. Sempre qualora si tratti di un prodotto nuovo, l’impresa
può cercare di promuovere il prodotto senza bisogno di promuovere la propria marca.
Tendenzialmente, dunque, è una fase in cui si verificano maggiori costi a causa proprio
dell'introduzione sul mercato del prodotto, associata all'assenza di ricavi.
2) Si passa,poi, alla fase successiva dello sviluppo quando il prodotto si diffonde tra i
consumatori e crescono i ricavi. E’ evidente che la crescita delle vendite porterà nuove
imprese ad entrare nel mercato con la conseguenza che le aziende già presenti sul mercato
tenderanno a modificare le proprie strategie di marketing cercando di differenziare
l’immagine del proprio prodotto rispetto a quello della concorrenza. La diversificazione
potrà riguardare anche i canali di vendita o i metodi della stessa.
3) A questa fase segue quella della maturazione, che si manifesta quando si verifica un
ulteriore calo della domanda e una competitività sempre più forte tra le imprese concorrenti.
L’impresa che per prima ha lanciato il prodotto deve difendere la propria quota di mercato
ed evitare che la clientela passi alla concorrenza. Per fare questo deve investire
maggiormente in promozione e pubblicità. Poiché, in questa fase, i prodotti delle diverse
imprese concorrenti sono molto similari tra loro, diventa necessario investire maggiormente
in ricerca e sviluppo al fine di migliorare i propri prodotti. In questa fase si verifica,
tendenzialmente, un mantenimento dei ricavi.
4) Successivamente si manifesta la fase di saturazione, in cui si assiste ad una sostanziale
stabilizzazione delle vendite.
5) Si passa, infine, alla fase del declino quando le vendite subiscono un calo che potrà essere
graduale o brusco. Le ragioni del declino possono essere molteplici: il cambiamento dei
gusti dei consumatori, l’introduzione di nuovi prodotti sul mercato, l’innovazione
tecnologica. I costi per tenere in vita il prodotto tendono ad aumentare, mentre i ricavi a
ridursi.Pertanto, si dovrà valutare se rivitalizzare, pietrificare o abbandonare il prodotto.
GESTIONE

La gestione operativa di un'azienda è rappresentata dal sistema di operazioni economiche attuate


dall'imprenditore per il raggiungimento dei fini aziendali.
A loro volta, le operazioni economiche fondamentali, sono suddivise in due categorie : da una parte
si trovano quelle che soddisfano direttamente il fine aziendale, le cosiddette “operazioni di gestione
ordinaria”, dall'altra quelle che indirettamente lo soddisfano e che sono le “operazioni di gestione
straordinaria”.
Tra le operazioni di GESTIONE ORDINARIA si trovano :
 i finanziamenti, che consistono nel capitale proprio o sociale messo a disposizione
dall'imprenditore e/o dai soci (in quest'ultimo caso diventa un obbligo dell'azienda verso i
soci), oppure nel capitale, come detto, di terzi, messo a disposizione da enti, banche, istituti
di credito (in questo caso rappresentano,invece, debiti dell'azienda verso terzi). I
finanziamenti affluiscono all'azienda nel momento iniziale, alla costituzione, ma anche
durante la vita aziendale, ogni qual volta che sono necessari mezzi monetari per effettuare
investimenti ;
 gli investimenti, che consistono nell'acquisizione dei fattori produttivi necessari per lo
svolgimento delle operazioni aziendali ;
 la trasformazione, che rappresenta tutte le operazioni necessarie per trasformare l'input, cioè
i fattori produttivi che entrano in azienda, in output, cioè in prodotti o servizi venduti
dall'azienda ;
 i disinvestimenti, che sono quelle operazioni che si verificano dopo aver investito e
trasformato, finalizzate alla cessione dei beni e dei servizi prodotti ;
 le remunerazioni, che sono quelle operazioni attraverso le quali, con i mezzi monetari
ottenuti dalla cessione dei beni o servizi, l'azienda provvede a remunerare i soci pagando i
dividendi sul capitale sociale, a remunerare i fornitori, al rimborso del capitale sociale se in
esubero, al rimborso dei debiti di finanziamenti (ad esempio i mutui).

Tra le operazioni di GESTIONE STRAORDINARIA, invece, si trovano :


 la costituzione, nella cui fase vengono messe a punto le operazioni di finanziamento,
rappresentata pertanto dalla nascita dell'impresa stessa ;
 la liquidazione, nella cui fase vengono svolte le procedure per la cessazione dell'azienda e
attuate le operazioni di rimborso ai soci del capitale investito.

Le operazioni di gestione sono, quindi, concatenate da cicli, nei quali si distinguono :


 il ciclo economico – tecnico, che parte dal sostenimento dei costi iniziali e si conclude con i
ricavi ;
 il ciclo tecnico, che parte dalla trasformazione della materia prima e si conclude con il
prodotto finito ;
 il ciclo monetario, che inizia con il pagamento delle materie prime e si conclude con le
entrate per le vendite.

PERIODO AMMINISTRATIVO

Il periodo amministrativo rappresenta l'intervallo di tempo alla fine del quale si valuta il reddito
dell'azienda, dal quale deriva il reddito totale, che rappresenta il valore monetario dell'attività
continuativa.
Per quanto riguarda le società di persone o le ditte individuali, il periodo amministrativo coincide
con l'anno solare ; per le società di capitali, invece, dura 12 mesi.
CONTROLLO DI GESTIONE

Il controllo di gestione si articola su 3 livelli : strategico, operativo e direzionale.


Il controllo strategico verifica l'efficacia delle strategie aziendali.
Il controllo operativo, invece, verifica che le attività aziendali siano svolte con efficacia (attitudine a
raggiungere gli obiettivi a prescindere dalle risorse) ed efficienza (attitudine a raggiungere gli
obiettivi tenendo conto di risorse e costi).
Il controllo direzionale, a sua volta, è esercitato dai dirigenti, i quali verificano che tutte le risorse
siano state impiegate in maniera adeguata al fine del raggiungimento di un obiettivo.

REDDITO DI ESERCIZIO

Il reddito di esercizio è rappresentato dal valore della produzione a cui vengono sottratti i costi della
produzione ed, eventualmente, aggiunti o sottratti altri componenti negativi o positivi di reddito,
quali ad esempio proventi od oneri finanziari, proventi od oneri straordinari, imposte, ecc.).
La configurazione più importante del reddito di esercizio, può essere così definita : se positivo,
rappresenta l'utile che può consentire la remunerazione dei capitali investiti nell'impresa o può
costituire una riserva da lasciare investita (variazione positiva); viceversa, se negativo, indica una
perdita e misura la quota di capitale da reinvestire per mantenere l'equilibrio col quale l'esercizio si
presume sia partito (variazione negativa).

Per il controllo di gestione vengono utilizzati degli strumenti che si possono così elencare :
1) il budget ;
2) la contabilità analitica ;
3) la contabilità generale ;
4) il reporting ;
5) l'analisi degli scostamenti, la quale rappresenta il confronto tra programmato e conseguito, e
viene eseguita individuando in un primo momento lo “scostamento totale”, il quale viene poi
scomposto in “scostamenti elementari”, arrivando infine ad individuare le cause e le azioni
correttive da adottare.

BILANCIO DI ESERCIZIO
Il bilancio d'esercizio è l'insieme dei documenti contabili che un'impresa deve redigere
periodicamente, allo scopo di perseguire il principio di verità ed accertare in modo chiaro, veritiero
e corretto la propria situazione patrimoniale e finanziaria, al termine del periodo amministrativo di
riferimento, nonché il risultato economico dell'esercizio stesso.
Si possono distinguere due tipologie di bilancio :
1) bilancio ordinario, il quale viene redatto al termine del periodo amministrativo di
riferimento (che per l'impresa individuale corrisponde all'anno solare, mentre per le società
di capitali a 12 mesi) ;
2) bilancio straordinario, il quale viene redatto in momenti particolari.
A seconda, poi, del tipo di azienda, si possono distinguere :
 bilanci in forma speciale, redatti ad esempio da banche ed assicurazioni ;
 bilanci in forma normale, redatti da imprese che per due anni consecutivi hanno superato
almeno 2 dei 3 limiti previsti : 4,7 mil di attivo, 9 mil di ricavi e/o 50 dipendenti ;
 bilanci in forma abbreviata, redatti da imprese che, viceversa, per 2 anni consecutivi NON
hanno superato almeno 2 dei 3 limiti previsti. In questo caso, vengono scritti in forma
normale il conto economico, lo stato patrimoniale e la nota integrativa, mentre è concesso di
non inserire la relazione sulla gestione.
Specificamente, infatti, in linea teorica generale, i documenti che compongono il bilancio, sono 4 :
1) stato patrimoniale, regolato dall'art. 2424 c.c., identifica il cambiamento del capitale per
effetto delle operazioni di gestione : si identifica in un prospetto diviso in 2 sezioni, a
sinistra le attività, mentre a destra le passività. In calce vengono, poi, indicati i conti
d'ordine;
2) conto economico, regolato dall'art. 2425 c.c., evidenzia i costi ed i ricavi del risultato di
esercizio;
3) nota integrativa, in cui vengono spiegate le scelte fatte nel conto economico e nello stato
patrimoniale;
4) relazione sulla gestione, la quale contiene informazioni di carattere generale e specifico, ed è
redatta dagli amministratori.
La relazione del collegio sindacale è, invece, prevista solo per quelle imprese per cui è previsto un
organo di controllo esterno.

LE TEORIE ORGANIZZATIVE

L'evoluzione del pensiero nell'ambito dell'economia aziendale ha portato alla formulazione di


diverse teorie organizzative.

Taylor, ingegnere americano, per esempio, proponeva un'organizzazione scientifica del lavoro
(scientific management).
Egli scomponeva il lavoro in :
 operazioni elementari ;
 tempi standard ;
 studio degli impianti ;
 macchinari ;
 selezione ed addestramento del personale.
Questa teoria, va detto, trascura il consenso del personale.

Il francese Fayol, ha invece elaborato la teoria della direzione amministrativa, sostenendo che la
funzione direzionale deve essere presente a tutti il livelli.
Essa si divide in :
 funzione di direzione ;
 compiti di programmazione ;
 organizzazione delle risorse umane e dei materiali ;
 suddivisione del lavoro tra impiegato e dirigente ;
 centralizzazione dell'autorità ;
 armonia del personale.
Questa teoria veniva articolata seguendo 2 principi cardine :
 doing, il fare ;
 thinking, corrispondente al “prevedere, organizzare, comandare, coordinare e controllare”

Diversa, invece, la scuola delle relazioni umane nata da Mayo negli USA.
Egli sosteneva che le decisioni della direzione sono atte ad influire sui risultati dei lavoratori,
sottolineando così l'importanza delle relazioni umane nell'efficienza del personale (la cosiddetta
armonia).

Maslow, a sua volta, teorizzò una piramide basata su 5 livelli di bisogni :


 fisiologici ;
 di sicurezza ;
 di socializzazione ;
 di stima ;
 di autorealizzazione.
Questa teoria si basa sul concetto secondo cui se un bisogno non è soddisfatto, non è motivante, e
per essere motivante, deve essere soddisfatta la base della piramide teorizzata.

McGregor, invece, istituì 2 teorie : X e Y, indicando che lo stile di direzione deve essere più o
meno severo a seconda del lavoratore X (egoista e senza ambizioni) o Y (ambizioso e propenso al
cambiamento).

Likert, dal canto suo, individuò 4 stili di direzione in relazione al diverso comportamento tra
“capo” e collaboratore :
 autoritario ;
 paternalistico ;
 consultivo ;
 partecipativo.

STRUTTURE ORGANIZZATE

L'organizzazione corrisponde alle varie strutture che articolano e distinguono l'azienda.


Possiamo così elencare :
 la struttura elementare, tipica delle piccole aziende, dove “tutto” è in mano ad una singola
persona o ad un piccolo gruppo di persone. In questo caso tutti i dipendenti rispondono
direttamente al titolare ;
 la struttura funzionale, dove le unità organizzative sono divise in unità di STAFF ed in cui il
principio base è la divisione e specializzazione del personale ;
 la struttura divisionale, tipica delle grandi imprese che operano su più mercati. La divisione
può riguardare aspetti diversi, ad esempio prodotti, aree geografiche o tipologia della
clientela. Il modello a cui si ispira questa tipologia di struttura si identifica nel concetto di
frazionamento dell'impresa in più parti (che prendono il nome di mini imprese), il quale,
però, può portare alla perdita dell'unità aziendale ;
 la struttura matriciale, la quale combina gli elementi della struttura funzionale e divisionale,
intrecciando verticalmente (dal punto di vista delle funzioni) e orizzontalmente (da un punto
di vista delle divisioni), i concetti di autorità, competenze e responsabilità ;
 la struttura a progetto, quale ad esempio è l'impresa di costruzioni, dove viene nominato un
capo gruppo e si dà origine ad un gruppo di lavoro, il quale, finita l'opera, si scioglierà ;
 l'adhocrazia, in cui l'elemento fondamentale è l'innovazione : si creano infatti gruppi di
lavoro per la realizzazione di un progetto, formati da professionisti incentivati sulla
motivazione, i quali non sono soggetti alla routine aziendale, quindi non rispondono ad orari
e non hanno l'obbligo di presenza.