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Elettronica

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Particolare del circuito stampato della scheda Arduino, con un chip FTDI e componentistica a montaggio
superficiale

L'elettronica è la scienza e la tecnica concernente l'emissione e la propagazione


degli elettroni nel vuoto o nella materia. In quanto scienza l'elettronica è una branca della fisica, in
particolare dell'elettrologia. Nata come branca dell'elettrotecnica è oggi intesa come disciplina a sé, e
può essere definita come "tecnica delle correnti deboli e di alta frequenza" differendo dall'elettrotecnica
che è invece "la tecnica delle correnti forti e di bassa frequenza".[1]
Più specificatamente l'elettronica è l'insieme delle conoscenze e metodologie teoriche e pratiche
utilizzate per la progettazione e realizzazione di sistemi e apparati hardware in grado di
elaborare grandezze fisichesotto forma di segnali contenenti informazione, per svariati tipi di
applicazioni. Le realizzazioni dell'elettronica sono quindi dei circuiti elettronici di elaborazione costituiti
da componenti elettronici, attivi e passivi, collegati a mezzo di fili o tracciati conduttivi, in genere
metallici, attraverso cui circolano correnti elettriche. Di tale ambito si occupa l'ingegneria elettronica.

Indice

 1Storia
 2Descrizione
o 2.1Metodiche
o 2.2Ambiti
o 2.3Applicazioni
 3Note
 4Voci correlate
 5Altri progetti
 6Collegamenti esterni

Storia[modifica | modifica wikitesto]


Le prime realizzazioni dell'elettronica sono state i circuiti radio riceventi e trasmittenti; senza
dubbio Guglielmo Marconi e Nikola Tesla furono dei pionieri, ma le loro prime radio non avevano nulla
che non si potesse considerare più di una applicazione dell'elettrotecnica ad un problema nuovo. Il vero
salto di qualità avvenne per opera dell'ingegnere britannico John Ambrose Fleming dell'University
College di Londra, che nel 1904 inventò il primo dispositivo elettronico a due terminali, il diodo a vuoto,
cioè la prima valvola termoionica. Seguì a breve (1906) il primo componente elettronico a tre elettrodi
di Lee De Forest, il triodo a vuoto, che permetteva anche di amplificare un segnale.
Dopo la prima guerra mondiale l'elettronica si sviluppò rapidamente, soprattutto per merito della radio,
che in quel periodo era la sua applicazione di punta; nella teoria dei circuiti una pietra miliare fu nel
1927 l'invenzione del primo circuito a reazione, che permetteva di raggiungere con pochi componenti
prestazioni nettamente superiori, mentre gli apparecchi radio si facevano sempre più sofisticati
passando dai primi semplici schemi circuitali omodina, o sincrodina, a più complessi
schemi eterodina e supereterodina, che garantivano una migliore separazione fra le stazioni radio e
minor rumorosità.
Una nuova svolta si ebbe dopo la seconda guerra mondiale con l'invenzione del transistor, componente
attivo che poteva assolvere le stesse funzioni delle valvole termoioniche ad una frazione del costo,
dell'ingombro e della potenza necessari alle valvole: inoltre, più transistor possono essere integrati in
dispositivi complessi, i circuiti integrati appunto, che possono contenere oggi anche molti milioni di
transistor (e altri componenti come resistori, condensatori, diodi ecc) e quindi possono svolgere così
funzioni molto complesse con costi e ingombri contenuti.
Con i transistor prima e con i circuiti integrati poi, l'elettronica conosce un vero boom, che a tutt'oggi
non è ancora terminato.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]


Secondo alcuni autori (tra cui Jacob Millman), si può definire l'elettronica come lo studio del moto degli
elettroni al di fuori dei metalli. Secondo questa definizione, l'elettrotecnica e le applicazioni radio
classiche non rientrano nel campo dell'elettronica, che è riservato ai dispositivi a semiconduttore
(silicio, germanio, semiconduttori composti), ai tubi a vuoto (valvole) e alla propagazione del campo
elettromagnetico in mezzi dielettrici come l'aria o il vetro (fibre ottiche).
L'elettronica e l'elettrotecnica sono due discipline tra loro strettamente legate che si differenziano per il
tipo di applicazione: la prima ha come scopo principale l'elaborazione dei segnali elettrici e
dell'informazione, la seconda si occupa soprattutto della trasmissione della potenza elettrica nonché
della gestione e progettazione delle macchine elettriche.
L'elettronica, assieme all'informatica e alle telecomunicazioni, riassunte sotto la denominazione
di Information and Communication Technology (ICT), rappresenta a tutt'oggi uno dei settori
economici trainanti della cosiddetta terza rivoluzione industriale.
Metodiche[modifica | modifica wikitesto]
Dal punto di vista teorico l'elettronica adotta sia le leggi dell'elettromagnetismo classico e
dell'elettrotecnica sia la meccanica quantistica che è alla base della tecnologia dei semiconduttori.
Sono inoltre utilizzati i metodi matematici sviluppati dalla teoria dei sistemi per definire la risposta in
frequenza del sistema elettronico e dall'algebra di Boole.
I componenti elettronici attivi, cioè i diodi e i transistor, sono coperti da una trattazione teorica completa
ed è possibile prevederne il comportamento in ogni condizione; anche alcune tipologie di circuiti, come
gli amplificatori lineari a bassa potenza, gli amplificatori operazionali e gli oscillatori, dispongono di una
base di teoria che può in parte guidare il progettista, ma in generale il progetto di un nuovo circuito è un
lavoro che deve combinare teoria e creatività.
Ambiti[modifica | modifica wikitesto]
L'elettronica si divide in due grandi settori:
 l'elettronica analogica, si occupa di segnali analogici, cioè che variano nel tempo in modo continuo,
e che in linea di principio potrebbero assumere un valore qualsiasi in qualunque istante di tempo
dato (per esempio voci, suoni, intensità luminose ecc.): operazioni tipiche compiute su questi
segnali sono l'amplificazione, la modulazione, la miscelazione, il filtraggio.

 l'elettronica digitale, che invece tratta dei segnali elettrici che possono assumere soltanto alcuni
valori (predeterminati e finiti) "legittimi" di tensione, convenzionalmente due valori utilizzando il
sistema binario: "alto" o "basso" che sono associati ai valori logici "vero" e "falso". In questo caso ci
si riferisce a segnali binari che in genere vengono sottoposti a operazioni logiche booleane come
l'AND, l'OR, il NOT ecc. È proprio questo settore dell'elettronica che ha permesso la nascita e lo
sviluppo del moderno calcolatore elettronico.
Altre branche o settori sono:

 l'elettronica industriale
 l'elettronica di potenza
 l'optoelettronica
 l'elettronica ad alta frequenza
 l'elettronica di consumo
 la microelettronica
 l'elettronica per telecomunicazioni
 l'elettronica molecolare
 l'elettronica quantistica
Applicazioni[modifica | modifica wikitesto]
Le applicazioni più comuni dell'elettronica e dei circuiti elettronici sono:

 nelle telecomunicazioni;
 nell'informatica;
 nel controllo di robot e macchine industriali;
 nel controllo di ascensori e impianti automatizzati;
 nella diagnostica e nella clinica medica;
 negli strumenti di misura;
 nella visione artificiale;
 nella conversione dell'energia elettrica;
 negli azionamenti di motori a velocità variabile;
 nei veicoli stradali e ferroviari;
 nella microelettronica.
I componenti elettronici più comuni ed usati sono:

 Resistore
 Condensatore
 Induttore
 dispositivi a semiconduttore:
 Diodo
 Transistor
 valvole termoioniche
 componenti modulari:
 circuito integrato
 amplificatore operazionale

Note[modifica | modifica wikitesto]


1. ^ Confronta il lemma «elettrotecnica» del vocabolario Treccani.it.
Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]
 Elettronica analogica
 Elettronica digitale
 Elettronica di potenza
 Architettura degli elaboratori
 Elettrotecnica
 Informatica
 Ingegneria elettronica
 Telecomunicazioni