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L’INTERVISTA

Antonio Cianci

Claudio Forghieri

Le vie dell’innovazione
sono infinite
Rimuovere gli ostacoli per favorire ricerca e innovazione:
l’Italia ci prova. Antonio Cianci, consigliere del Ministro
per la pubblica amministrazione e l’innovazione,
ci spiega in che modo e con quali “strumenti”

Dottor Cianci, si fa un come catalizzatore e sostenitore dell’innova-


gran parlare del biso- zione. Come? Attraverso la semplificazione
gno d’innovazione nella normativa, il coordinamento e la valorizzazione
pubblica amministrazione degli attori territoriali dell’innovazione e attra-
del nostro paese. Ci può verso il ruolo di acquirente di prodotti e servizi
descrivere brevemente di nuova generazione.
cosa occorre secondo lei A tale scopo il Ministro ha costituito un tavolo
e quali sono le vostre linee d’azione principali di lavoro per la definizione di un programma
rispetto alla digitalizzazione della P.A.? organico di supporto all’innovazione, i2012.
Il programma si articola in tre assi: pubblica
Il lavoro che stiamo sviluppando si può riassu- amministrazione, imprese e persone. Il primo
mere nel concetto “rimuovere gli ostacoli per asse, già noto, è e-gov2012, che sviluppa il
favorire l’innovazione”. In Italia, spesso, pro- piano nazionale di e-government già approva-
getti innovativi molto interessanti non trovano to dal Governo. Il secondo asse, iEconomy, si
possibilità di svilupparsi a causa di un sistema propone di favorire l’innovazione nella pubbli-
burocratico non adatto a recepire l’innovazio- ca amministrazione e nelle imprese eliminando
ne. Però, fortunatamente, nella nostra ammini- gli ostacoli burocratici alla competitività, men-
strazione, sia a livello centrale sia a livello loca- tre il terzo, iSociety, punta a prevenire il rischio
le, sono presenti numerose realizzazioni di alto di esclusione informatica.
livello. Rimuovere le barriere per fare in modo Sia iEconomy che iSociety, vedono come
che possano essere messe a fattore comune è protagonista l’agenzia per la diffusione delle
una delle priorità maggiori. In questa strategia tecnologie dell’innovazione, agenzia della pre-
si inserisce il programma i2012, dove la i sta sidenza del Consiglio dei ministri, presieduta
proprio per innovazione, con cui si vuole in- dal Prof. Renato Ugo e della quale il Ministro
vece fare emergere il ruolo centrale della pub- Brunetta è il ministro competente. In prati-
blica amministrazione, non solo e non tanto ca, se eGov2012 è rivolto al miglioramento
come finanziatore di programmi di ricerca, ma dell’efficienza della P.A. e alla realizzazione
come sostenitore dei processi innovativi. di servizi per i cittadini, iEconomy e iSociety
L’obiettivo è ambizioso: la pubblica ammini- si propongono di creare un contesto favore-
strazione non come ostacolo ma, al contrario, vole allo sviluppo dell’innovazione nel Paese.
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L’INTERVISTA
Antonio Cianci

Il piano si propone, infatti, entro il 2010,


un’azione profonda di razionalizzazione e re- Se eGov2012 è rivolto
cupero di coerenza delle attuali attività svolte al miglioramento della P.A.
al sostegno dell’innovazione. e alla realizzazione
Il programma i2012 si basa su tre conside-
di servizi per i cittadini,
razioni strategiche. La prima è che le risorse
finanziarie e gli asset che la pubblica ammini- iEconomy e iSociety
strazione già utilizza per il miglioramento della creano un contesto
sua efficienza e per l’erogazione dei suoi servi- favorevole allo sviluppo
zi fondamentali possono e devono essere uti- dell’innovazione nel Paese
lizzate, senza costi aggiuntivi, per stimolare e
sostenere l’innovazione tra le imprese italiane.
La seconda è che vi è un ampio insieme di
azioni di semplificazione legislativa, normati-
va e amministrativa che, senza costi aggiun- nuova struttura, piuttosto che le strutture esi-
tivi, possono liberare un’enorme quantità di stenti diano pieno corso ai loro compiti attra-
energia innovativa nel Paese. La terza è che verso anche un maggiore dialogo e confronto.
un’azione di coordinamento centrale forte tra
le politiche in capo ai diversi ministeri compe-
tenti può contribuire in modo rilevante a ren- Cosa pensa della posta elettronica certifica-
dere più efficace l’impatto delle politiche per ta? Sarà la killer application per la digitalizza-
l’innovazione che già oggi costituiscono il por- zione della P.A.? O c’è il rischio che sia una
tafoglio dell’azione di Governo. delle tante promesse mai realizzate?

Il rischio è che sia una promessa realizzata.


Ci sono tante strutture che già si dovrebbero Scherzo, ma in realtà le implicazioni della po-
occupare d’innovazione. C’è forse bisogno di sta elettronica certificata sono numerose e
ridefinire le varie funzioni e sfere d’interven- importanti e riguardano, in modo molto am-
to? Lei cosa sta suggerendo al ministro? pio, l’organizzazione dei processi e del lavoro
all’interno della P.A.
L’innovazione in Italia è un coro a molte voci, Associare a uno strumento veloce, come la po-
ognuna delle quali aspira a un ruolo da solista. sta elettronica, la gestione delle comunicazio-
In realtà, occorrerebbe una minore frammen- ni istituzionali con la P.A., imporrà un cambio
tazione. Pensiamo solo ai rapporti sull’innova- di passo in molti uffici. La nostra previsione è
zione nella P.A. che vengono pubblicati ogni che, dopo un primo periodo di assestamento,
anno, ognuno da una associazione differen- la PEC potrà diventare uno strumento di gran-
te. Si tratta di ottimi lavori, che contengono, de efficienza.
però, per l’80%, considerazioni simili. Riuscire Occorre però una precisazione. Non è mai
a redigere un rapporto unico, che tenga conto la singola applicazione che può portare a un
delle singole componenti ma che si esprima in cambiamento organizzativo. È ciò che si fa
modo unitario autorevole sarebbe già un gran- con l’applicazione, è come la si usa che ne
de vantaggio. determina il successo. Per questo la PEC in sè
Il lavoro che stiamo svolgendo con il ministro non avrà nessun effetto se non verrà accom-
è un lavoro d’inclusione e federazione. Nel Pa- pagnata da un rinnovamento delle procedu-
ese sono numerose le iniziative eccellenti. Co- re che ne integrino le potenzialità nei normali
noscere e condividerle è l’imperativo dell’azio- strumenti di lavoro che costituiscono la dota-
ne del Governo. Non credo sia necessaria una zione degli uffici pubblici.
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L’INTERVISTA
Antonio Cianci

Secondo lei cosa serve di più in questo mo-


mento alla P.A. del paese: formazione, leggi, Associare
incentivi, migliore retribuzione del personale,
a uno strumento veloce,
motivazione, hardware e software. In quale
ordine li metterebbe? come la posta elettronica,
la gestione
Hardware e software ne abbiamo tanto, spes- delle comunicazioni
so sottoutilizzato. Così come di leggi. Per cui istituzionali con la P.A.,
metterei queste tre voci in fondo alla classifica.
imporrà un cambio
Sugli incentivi, la retribuzione e la motivazione
l’azione del Ministro Brunetta sta operando un di passo in molti uffici.
rivoluzione copernicana all’interno della pub- La PEC è uno strumento
blica amministrazione. Con il passare del tem- dall’alto grado di efficienza
po, mano a mano che i suoi effetti verranno ma in sè non avrà
assimilati dalle strutture, porterà a quella va-
nessun effetto
lorizzazione del merito che serve alla pubblica
amministrazione per fare esprimere al meglio se non verrà accompagnata
le sue eccellenze. da un rinnovamento
La formazione è importante e deve essere un delle procedure globali
processo continuo. Il mondo cambia veloce-
mente e la pubblica amministrazione deve
essere sempre al passo. Ma da sola non è
sufficiente. Deve essere accompagnata da
progetti di riorganizzazione e razionalizzazio- essere di grande aiuto. Così come organizzare
ne che liberino risorse. incontri, magari non impegnativi come semi-
L’interazione con il cittadino diventerà, grazie nari, ma semplici come tavole rotonde in cui i
anche alla PEC, sempre maggiore e la fluidità partecipanti si scambiano idee, progetti e stru-
dei processi interni e di interazione con il pub- menti, può avere un impatto molto forte nella
blico diventerà presto un elemento critico. E diffusione di quella cultura dell’innovazione,
questa è, secondo me, la sfida per la pubblica che da mantello “a macchie di leopardo” deve
amministrazione di questo decennio. diventare uniforme in tutto il Paese.

Secondo lei una rivista come E-GOV cosa www.innovazionepa.gov.it


potrebbe fare per aiutare il vostro lavoro?

Una rivista autorevole come E-GOV può e deve


avere un ruolo molto importante.
Abbiamo ricordato che non sono necessarie
nuove strutture, ma che, piuttosto, è neces-
sario che le strutture esistenti si confrontino
attraverso un maggiore dialogo e confronto.
Il tempo di tutti è sempre poco. Potere avere
un momento in cui ci si confronta sulle prati-
che, sulle realizzazioni fatte dai colleghi di altre
amministrazioni, su come sono state affronta-
te e risolte le criticità dei diversi progetti, può
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