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GANDHI E GLI ASPETTI

RELIGIOSI

Lidia Chitiliuc, Elena Di Vittorio, Alessandro Iaccarino,Michele Mercante, Ismael


Moses
GANDHI
GANDHI Qui è nato Gandhi
(Porbandar)
● Gandhi è stato un politico indiano

● E’ nato il 2 ottobre 1869

● E’ morto il 30 gennaio 1948


GANDHI:
Gandhi comunemente noto con l'appellativo onorifico di
Mahatma ,traducibile anche come "venerabile" è stato un
politico, filosofo e avvocato indiano.
Gandhi è stato uno dei pionieri e dei teorici del satyagraha, la
resistenza all'oppressione tramite la disobbedienza civile di
massa che ha portato l'India all'indipendenza. Il satyagraha è
fondato sulla verità e sulla nonviolenza.
Con le sue azioni, Gandhi ha ispirato movimenti di difesa dei
diritti civili e personalità come Martin Luther King, Nelson
Mandela e Aung San Suu Kyi.
In India, Gandhi è stato riconosciuto come "Padre della
nazione" e il giorno della sua nascita (2 ottobre) è un giorno
festivo. Questa data è stata anche dichiarata Giornata
internazionale della non violenza dall'Assemblea generale delle
Nazioni Unite.
GANDHI E IL SUO MATRIMONIO
● Nel 1881 all’età di 12 anni si sposa

● La moglie si chiama Kasturba Gandhi

● In seguito Gandhi condannerà più volte


la crudele usanza dei matrimoni infantili

● La coppia avrà 4 figli tutti maschi


GANDHI NELLA WW2
Quando scoppiò la Seconda Guerra mondiale, nel 1939,
Gandhi pur essendo profondamente colpito dalle
sofferenze causate dal Nazismo-Fascismo, dichiarò di
non poter appoggiare la guerra di libertà degli Inglesi,
quando questi negavano la stessa all'India, e che solo un
seguente miglioramento della situazione gli avrebbe fatto
sposare la causa degli Alleati.
Gandhi, col celebre discorso ricordato come Quit India,
Lasciate l' India, ridiscese in campo, scatenando un
movimento popolare per l'indipendenza senza
precedenti, che portò ad arresti di massa e violenze
inaudite. Fu arrestato nel 1942 e detenuto per altri due
anni, ma la permanenza britannica in India era ormai
diventata troppo onerosa e problematica per gli stessi
inglesi che in fine abbandonarono il Paese.
CONFLITTI RELIGIOSI
Con la fine della seconda guerra mondiale, le pressioni economiche e politiche nell'area indiana,
spinsero la Gran Bretagna ad appoggiare la volontà di coloro che volevano l'indipendenza dei
musulmani nelle zone dell'India britannica con la creazione di nuovi stati indipendenti.
La nascita degli stati indipendenti di India e Pakistan, si sarebbe dovuta svolgere attraverso relazioni
pacifiche.

Tuttavia, la spartizione dell'India britannica in India e Pakistan nel 1947, non divise le nazioni lungo
determinate e nette linee religiose. Quasi il 50 per cento della popolazione musulmana dell'India
britannica rimasta in India, e violente rivolte interne tra indù, sikh e musulmani causarono tra i 500.000
e il milione di morti.
Ma il maggiore scontro diplomatico si ebbe per la spartizione delle regioni del Kashmir e
dell'Hyderabad, dove, nonostante la maggioranza di popolazione musulmana che abitava in quelle
zone (convivevano popolazioni di religioni differenti) perciò si verificarono molti scontri.
IMPERO ANGLO INDIANO
Con il termine di Impero anglo-indiano oppure Impero indiano si indica l'insieme di domini diretti e protettorati
che il Regno Unito e i suoi predecessori accumularono e organizzarono nel subcontinente indiano, dal XVII al XX
secolo.
Con l'indipendenza concessa nel 1947, grazie alle campagne non violente di Gandhi, sui territori del cosiddetto Raj
britannico sorsero gli attuali stati di India, Pakistan e Birmania.
Grazie a questi domini, dal tempo della regina Vittoria Nel 1858, fino a Giorgio VI nel 1947, i sovrani britannici
poterono fregiarsi del titolo di "Imperatori d'India".Il subcontinente indiano fu il poss
edimento che più di ogni altro rese l'Impero britannico una superpotenza mondiale; in esso viveva oltre il 75% della
popolazione totale dell'impero e fu il principale esportatore di materie prime.
Ottenuta l'indipendenza, nel 1947, la tensione tra le comunità religiose era però giunta al limite; nonostante ciò
Gandhi si oppose con tutte le sue forze alla partizione del territorio indiano su basi religiose. Non celebrò infatti con
gli altri protagonisti a Delhi il giorno del passaggio di potere dai Britannici agli Indiani, rimanendo a Calcutta in
solitudine, lamentando la decisione di creare due Stati, un Pakistan musulmano e una India laica a maggioranza
Indù.
RELIGIONI IN INDIA
In base ai dati del censimento del 2011, la popolazione indiana è a grande maggioranza di religione
induista (79,8%), compresi gli ayyavazhi che sono considerati una setta induista e sono presenti
soprattutto nell'India meridionale; la seconda comunità religiosa della nazione è quella dei
musulmani che assommano al 14,23% della popolazione totale dell'India (è la seconda comunità
musulmana mondiale dopo l'Indonesia). Sono presenti inoltre altre minoranze religiose:
cristiani2,3%, sikh 1,72%, buddisti 0,7% e poi giainisti e altre comunità religiose (religioni tradizionali
tribali, bahai, ebrei e parsi).
I musulmani costituiscono la maggioranza nel Jammu e Kashmir e nelle Laccadive, mentre formano
grosse minoranze negli Stati di Uttar Pradesh (30 milioni, circa un quinto della popolazione), Bihar
(13 milioni e mezzo, un: sesto della popolazione), Bengala Occidentale (un quarto della
popolazione), Assam (poco meno di un terzo) e Kerala (un quarto).
I sikh costituiscono la maggioranza in Punjab e formano significative minoranze nel territorio di Delhi
(mezzo milione) e nell'Haryana (oltre un milione). I buddisti formano la maggioranza nello Stato del
Sikkim e nella regione del Ladakh e sono diffusi tra i paria grazie alle conversioni di massa iniziate
dal dr. Ambedkar negli anni cinquanta. I giainisti si trovano soprattutto negli Stati di Rajasthan
(650.000), Gujarat (525.000), Maharashtra (1.300.000) e Karnataka (400.000), i parsi sono
concentrati a Bombay.Gli ebrei, ora molto ridotti, erano presenti storicamente con le comunità di
Cochin, del Maharashtra (Bene Israel), di Bombay (Baghdadi), nel Mizoram (Bnei Menashe, indiani
convertiti) e nell'Andhra Pradesh (Bene Ephraim, anch'essi indiani convertiti).
FRASI SIGNIFICATIVE DI GANDHI

1. Il principio della non violenza richiede la


completa estensione da qualsiasi forma di
sfruttamento.

2. Se ci sarà un vincitore, la vittoria vera sarà


una morte vivente per la nazione che è
riuscirà vittoriosa.