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TO S V E Z Z A M E N TO A L L’ A L I M E N TA Z I O N E A R I C H I E S TA • D A L L’ A U TO S V E Z Z A M E N TO A L L’ A L I M E N TA Z I O

Perché il latte sì e il resto no?

A sei mesi tutto e subito:


si impara così a mangiare e non si rischia l’allergia

Gloria Conti e Andrea Re, mentare a richiesta”. A richiesta per- mangia tutti assieme e si condivide il
in collaborazione con ché l’input deve venire dal bambino: piacere della tavola. Per essere certi
Manuela Musetti, è lui a segnalare il proprio interesse di offrire a un bambino di pochi me-
Pediatra, Monticelli Terme (PR) per il cibo prendendo attivamente si la cosa giusta è necessaria una cu-
parte ai pasti dei “grandi”, cercando cina sana, per i genitori e quindi per
di arraffare quello che gli capita sot- i figli, pasti bilanciati ricchi di frutta
D a tempo sappiamo che allattare
“a richiesta” (orari e quantità
scelti dal bambino) è il modo miglio-
to mano e che gli sembra interessan-
te per poi portarlo alla bocca, buttar-
e verdura di stagione. Altro punto
fondamentale è il rispetto del bam-
lo in terra, annusarlo, spalmarselo bino, delle sue scelte, dei suoi gusti,
re di alimentarlo nei primi mesi. sulla faccia. Complementare perché della sua sazietà e dei suoi “no”.
Perché allora non dovremmo conti- il latte potrà rimanere per lui l’ali- Si è visto che proprio intorno ai 6
nuare a fidarci del bambino e della mento principale fin verso i 12 mesi mesi i bambini, ancora senza denti,
sua capacità di regolarsi e di autoge- e anche oltre. imparano a muovere lingua, mandi-
stire l’alimentazione? bola e guance come per masticare e
Il bambino è già allenato al gusto, LATAVOLA È UN PIACERE deglutire cibi solidi, minimizzando
perché nel periodo fetale attraverso il È importante vivere pasti sereni con il rischio di soffocamento. Il cibo
liquido amniotico, e poi attraverso il tutta la famiglia, durante i quali si può essere sminuzzato per facilitare
latte materno, ha già sperimentato il loro la masticazione o offerto com’è,
sapore dei cibi assunti dalla mamma. in forma di pezzi facili da manipola-
Attorno ai 6 mesi, a volte prima, a re, che loro possono succhiare o
volte dopo, inizia a mostrare alcuni mordicchiare. Aumentando le capa-
segni che indicano che è pronto a in- cità manuali e masticatorie (anche
trodurre nella sua dieta alimenti di- senza denti) e imparando che il cibo
versi dal latte: la perdita del riflesso riempie la pancia, la quantità di ci-
di estrusione, che fa tirare fuori la lin- bo assunta sarà sempre maggiore, e
gua quando si stimolano le labbra, nel tempo calerà la richiesta di latte.
spingendo così il cibo solido fuori dal- Il tutto in maniera molto, molto
la bocca; la capacità di star seduto graduale.
senza aiuto; l’interesse verso quello Mangiare è un istinto che abbiamo
che fanno i grandi a tavola; il coordi- tutti e il passaggio dal latte ai solidi
namento fra occhi, mani e è un traguardo che abbiamo rag-
bocca per guardare il cibo, giunto tutti, non è qualcosa che si
prenderlo e “assaggiarlo”. apprende, a differenza, per esem-
Comincia allora il passag- pio, dell’uso delle posate.
gio da una dieta di solo lat- Mangiare è come cam-
te a una “da adulto”, un minare o parlare: pri-
processo lento e rispettoso dei ma o poi tutti i bambi-
tempi di ciascuno. Abbiamo parlato ni raggiungono questi
(e parliamo ancora) di “autosvezza- traguardi.
mento”, termine inesatto ma sempli-
ce e immediato, anche se sarebbe
meglio dire “alimentazione comple- info@autosvezzamento.it

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E vissero così felici e contenti

Il segreto di una buona alimentazione?


Cominciare bene e proseguire meglio

sciassero tranquilli sulla pancia della


mamma nel giro di mezz’ora si at-
taccherebbero da soli al seno; sanno
gestire al meglio il ritmo delle pop-
pate semplicemente rispondendo ai
segnali del proprio organismo, ag-
giustandolo poi col passare dei mesi;
meno si interviene migliore è il ri-
sultato. Maturate le giuste compe-
tenze volgono il loro interesse ai cibi
Lucio Piermarini
solidi dei genitori e anche in questo
Pediatra, Terni
caso il miglior risultato si ottiene
IL PECCATO ORIGINALE evitando ogni interferenza. Dando
All’origine dei rigidi schemi che pre- per scontato che la famiglia si ali-

U
vedono l’introduzione graduale degli n bambino si attiva spontanea- menti correttamente, quel che c’è da
alimenti c’è, a metà del secolo scor- mente per giocare, fin dai primi fare è soltanto sminuzzare adeguata-
so, il progressivo abbandono dell’al- mesi e senza che nessuno glielo sug- mente il cibo per rendere più como-
lattamento al seno e la convinzione, gerisca. All’inizio non ha la possibi- da tutta l’operazione (ma c’è chi fa a
sbagliata, che il latte materno già a 2- lità di appropriarsi di oggetti e allora meno anche di questo – vedi box).
3 mesi non fosse più adeguato alle si ingegna a giocare con le proprie Rischi di sbagliare ancora non ce ne
esigenze di crescita del bambino e mani, la bocca, la voce stessa; non sono; l’ambiente familiare è, per così
andasse integrato con altri alimenti. può farne a meno, perché è un biso- dire, un ambiente protetto in cui le
Così si iniziò a svezzare bambini pic- gno fisiologico, e anche (soprattut- scelte alimentari possibili sono state
colissimi, con un apparato digerente e to?) sperimentazione e conoscenza. già tutte selezionate al meglio.
un sistema immunitario ancora imma- Fa tutto da sé e non c’è alcun biso- Ma che succede quando il bambino,
turi e si dovette ricorrere ad alimenti gno di sorvegliarlo. Con il passare sia fisicamente sia intellettivamente,
speciali ad alta digeribilità. Con gli an- del tempo tuttavia, il suo mondo si esce dal ristretto ambito familiare e si
ni si prese lentamente coscienza dei allarga: impara ad afferrare oggetti ritrova in mezzo al flusso di moltepli-
danni prodotti da questa fretta immo- vicini, poi raggiungerà quelli distanti ci e variegati messaggi che caratteriz-
tivata e, sotto la spinta di organizza- strisciando o gattonando e, una volta zano, spesso negativamente, il nostro
zioni sanitarie nazionali e internazio- in piedi, anche quelli posti in alto. mondo moderno? Le sue competen-
nali (Organizzazione Mondiale della Con queste conquiste diventa impor- ze, che finora lo hanno ben guidato,
Sanità, UNICEF), iniziò il cammino in- tante la guida dell’adulto, sia per evi- saranno adeguate al nuovo cimento?
verso che ci ha portato alle attuali tare i rischi, sia per orientare nel
raccomandazioni di proseguire l’allat- modo più fruttuoso l’attività esplo- I NOSTRI GENI SONO ANCORA
tamento al seno esclusivo fino a 6 rativa del bambino in un mondo che “QUELLI DI UNA VOLTA”
mesi. Per molto tempo si è creduto di lui non conosce. Ebbene, la riposta non è più così cate-
prevenire le allergie ritardando l’in- Con il cibo siamo di fronte allo stes- gorica come prima, e lo è sempre me-
troduzione di determinati alimenti, so meccanismo. Mangiare è un biso- no quanto più il bambino cresce. Il
ma diversi studi hanno dimostrato il gno vitale. I bambini nascono e san- fatto è che il nostro patrimonio gene-
contrario: l’introduzione tardiva dei no esattamente cosa fare. Se si la- tico e quindi, con lui, il modo in cui
cibi solidi si associa a un aumento del
rischio di sensibilizzazione allergica.
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funzioniamo è ancora tarato su quello be veramente strano se un bambino, bi salutari, che continuano ad essere
che era l’ambiente di vita dell’uomo messo di fronte a una miriade di gio- sempre quelli di tutta la famiglia.
primitivo, dove per mangiare biso- chi diversi, tutti stimolanti, si mettes- Per riuscire a far questo, tuttavia, è
gnava impegnarsi a fondo quotidia- se a giocare con uno solo di essi, ma- necessario essere ben consapevoli
namente, con grande dispendio di gari il più noioso. dei nostri reali bisogni nutrizionali
energie e senza garanzia di successo. È così anche per il cibo, anche se, e, sulla base di questi, regolare verso
Capite bene come invece al tempo non essendo i bambini tutti uguali, il basso la quantità dei cibi con ele-
presente non solo il cibo sia a portata ci sarà chi, davanti ad un’offerta di vato potere calorico che si porta in
di mano, ma tutto congiura per far sì cibo così abbondante e allettante co- tavola, in modo che, quando più o
che lo si desideri e ottenga con gran- me quella che oggi abbiamo davanti, meno è tutto finito, se si vuol man-
de facilità. Ed ecco che i meccanismi risponderà in un modo, chi in un al- giare ancora, saranno a disposizione
di autoregolazione dell’appetito, ade- tro, ma la crescita del numero di soltanto quantità, persino illimitate,
guati fintanto che il bambino si muo- bambini in sovrappeso ci dimostra ma di verdura, cotta o cruda, e frut-
veva nell’ambito controllato della fa- che il rischio che ci si butti a capofit- ta. In pratica si crea quello che qual-
miglia, non lo sono più in un ambien- to sul mangiare è un rischio concre- che mamma ha definito uno stato di
te così mutato. E non perché cedano to, a meno di un efficace controllo relativa “carestia fittizia”. In questo
colpevolmente alla pressione degli sui comportamenti alimentari e sul- modo i bambini arrivano ai pasti
stimoli alimentari ambientali. Tutt’al- l’ambiente. E allora che fare? sempre con il giusto appetito, man-
tro. Semplicemente, ancora impostati giano di gusto tutto quel che gli ser-
sul registro della vita primitiva (arraf- …MA NON COME UN GIOCO ve e non si sognano nemmeno di
fa quel che trovi perché domani non Se la nostra esperienza con l’alimen- contrattare qualcosa di diverso o di
si sa se lo troverai ancora), fanno tazione complementare a richiesta mettersi a giocare con il cibo; non
esattamente ciò che ci si aspetta, con (ACR vedi box) nel corso del primo gliene importa nulla e se anche gli
la differenza sostanziale che domani anno è stata soddisfacente, e quindi venisse l’idea, di fronte all’atteggia-
si troverà altrettanto e lo stesso ogni siamo convinti della sua efficacia co- mento comprensivo ma fermo dei
giorno che verrà. A meno che non si me modulatore del comportamento genitori, gli passerebbe in fretta e
verifichi un cataclisma (per il quale, alimentare dei nostri bambini, basta senza rimpianti.
detto fra noi, la nostra società si sta mantenere lo stesso atteggiamento, L’idea che questa modalità educativa
già adoperando da tempo). Tornando cioè privilegiare la “richiesta”, orien- dei genitori si configuri come un
un attimo al nostro paragone, sareb- tandola però verso una gamma di ci- maltrattamento dell’infanzia ha le
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sue radici nella errata e malsana SVEZZAMENTO


idea che la felicità di un bambino di- Significa letteralmente “levare il vizio” (il vezzo). Il
penda in maniera consistente anche vizio sarebbe quello di succhiare il seno che, nella
da banali soddisfazioni di gola o, tradizione, viene “levato” somministrando al bambi-
sempre ritornando al gioco, dalla ab- no ormai cresciuto le “pappe”. Il concetto però è al-
bondante disponibilità di giocattoli. quanto datato: intanto succhiare il latte non si può
Con la conseguenza di avere oggi proprio dire che sia un vizio (magari è un piacere,
bambini obesi e stracolmi di cianfru- ma soprattutto è una necessità); per quanto riguarda
saglie, elettroniche e non, tenden- le pappe poi, ormai sappiamo di poterne fare tran-
zialmente ignorati e sopportati dai quillamente a meno.
propri genitori. In realtà la più gran-
de felicità per i bambini, fin dalla AUTOSVEZZAMENTO
nascita, è potersi godere i propri ge- Questo termine, che di recente si è molto diffuso,
nitori e fare tutto quel che loro fan- sta ad indicare quel processo per cui i bambini cerca-
no, pasti compresi. Il resto, sempre no (e ottengono) da soli alimenti diversi dal latte (e
che sia ben regolato, ha la sua im- dalle stesse pappe).
portanza, ma del tutto secondaria.
Se si raggiunge questo equilibrio, che ALIMENTAZIONE COMPLEMENTARE A RICHIESTA (ACR)
sarà ovviamente diverso per ogni fa- È il modo giusto per dire che i nuovi cibi, che il bam-
miglia, diventerà molto più semplice bino stesso richiede, completano un’alimentazione
difendere i nostri figli dai condizio- che è ancora basata sul succhiare il latte; sparisce la
namenti che qualche sfortunato parola “vizio”.
compagno di gioco o di scuola, qual-
che parente e amico male informato, SI FA COSÌ ANCHE OLTREMANICA
o la pubblicità televisiva con le sue In Gran Bretagna, del tutto indipendentemente da
malie porranno sul loro cammino. quanto avvenuto qui in Italia, si è diffusa una pratica
E così vissero felici e contenti. molto simile all’Alimentazione Complementare a Ri-
chiesta (ACR) chiamata Baby Led Weaning (BLW) tradu-
giovannaelucio@googlemail.com cibile con “svezzamento guidato dal bambino”. Le basi
scientifiche sono esattamente le stesse, ma dal punto
di vista pratico nel BLW si privilegia la manipolazione
libera del cibo da parte del bambino, offrendoglielo an-
che a parti intere, mentre con l’ACR si cerca di far sì
che i bambini chiedano per ottenere e imparino da su-
bito a trattare il cibo con le stesse modalità dei genito-
ri. Nessuna differenza sostanziale nei risultati, forse, a
parer nostro, meno lavoro per i genitori.

CAPRICCIOSI SI DIVENTA
I bambini non iniziano a mangiare in maniera caotica
e capricciosa di punto in bianco. Il bambino apparen-
temente inappetente e schizzinoso è un punto di ar-
rivo, dopo una serie di errori di valutazione che si
sono succeduti per molti giorni, se non per molte
settimane, a partire da un primo evento, occasionale
e del tutto normale, di diminuzione dell’appetito. Le
insistenze e l’offerta esagerata di alternative fanno
sì che il bambino, inzeppato a forza, non senta più lo
stimolo della fame. Per invertire questo processo e
ristabilire la normalità bisogna innanzitutto infor-
marsi e convincersi dei propri errori, poi, con altret-
tanta gradualità e calcolata naturalezza, riportare i
bambini in condizione di chiedere spontaneamente
di voler mangiare e trovarsi costretti, non dai genito-
ri ma da un contesto uguale per tutti, ad accettare e
apprezzare quel che c’è, ben sapendo che non sono
possibili alternative.
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Autosvezzamento:
al di là delle parole
Voci dal blog di Autosvezzamento.it

Gloria Conti conti molto, ma molto di più, l’espe- succhiare. Ecco, magari un vasetto
Qual è la vera essenza dell’autosvez- rienza della condivisione: imparare di omogeneizzato alla frutta l’avreb-
zamento? Che vuol dire esattamente a stare assieme uniti e non divisi da be nutrita di più, ma il suo stupore
fare autosvezzamento o meglio, per- un tavolo, conoscere la cucina di fa- per avere imparato qualcosa di nuo-
ché lo abbiamo scelto? Scommetto miglia e i suoi significati, imparare a vo, un gusto diverso, e averlo fatto
che ognuno di noi ha una risposta gestire il proprio appetito, essere li- da sola... beh nessun omogeneizzato
diversa. In anni di dialoghi sull’argo- beri di dire “no” oppure “ancora”. gliel’avrebbe mai regalato!
mento, ho capito che lo spirito del-
l’autosvezzamento è diverso per cia- Nicole Fontana
scun genitore che lo affronta. Dietro L’autosvezzamento l’ha scelto il no-
al cibo si nascondono (più o meno stro piccolo! L’idea di dargli pappe
bene) sempre una miriade di impli- proprio non mi andava, allora mia
cazioni di vario genere, molte delle mamma mi ha detto “usa il buon
quali sono così personali e profonde, senso e ascolta il tuo piccolo e ve-
che forse non ci rendiamo conto che drai...”. Aveva ragione! Io ed i miei
sono lì a parlarci e che lo fanno più fratelli siamo stati svezzati così e so-
forte di ogni altra cosa; al punto che, no contenta che anche mio figlio
a volte, le consideriamo ragioni og- possa seguire la sua strada alla
gettive quando forse, in fondo in scoperta del cibo. È stato facile
fondo, non lo sono. perche è bastato ascoltare Alex e
Del resto l’autosvezzamento non ha mettere a disposizione cibi vari e sa-
regole, ma lo fanno i bambini, lo ni, il resto è venuto da sé. Poi grazie
fanno i genitori, lo fanno le fami- a autosvezzamento.it ho scoper-
glie. to e imparato tanto. Alex tra
Perché l’ho scelto? E per- poche settimane compie 1
ché me ne sono tanto in- anno ed è felice, sano e auto-
namorata? svezzante. Lui siede a tavola
Perché garantisce un’espe- con noi mangia, sperimenta cresce e
rienza con il cibo a tutto tondo, favo- Marisel Casis soprattutto si diverte, e noi con lui.
risce l’armonia famigliare e lo stare Autosvezzamento significa per noi,
insieme. L’aspetto educativo e, in un ad esempio, che la prima volta che Beatrice Piazza
certo senso, didattico sono in assolu- ho visto mia figlia interessarsi a un Ho scoperto l’autosvezzamento ben
to quelli principali; per me è ciò che mandarino (a 6 mesi) non sono cor- prima che il bimbo nascesse, 8 mesi
spicca su tutto. La qualità dei cibi è sa per togliendoglielo dalle mani, fa, informandomi su internet e leg-
totalmente secondaria e comincian- anzi ero lì, facevo l’indiana fingendo gendo il libro di Piermarini. Illumi-
do dagli alimenti più blandi e di con- di non osservarla, e lasciavo che lei nante perché per una volta è il bam-
sistenza più semplice da gestire, ab- sentisse l’odore del frutto, la sua bino, con i suoi bisogni, i suoi gusti e
biamo voluto che le nostre bambine consistenza con le mani. Poi ho no- la sua volontà ad essere al centro del-
assaggiassero tutto nella convinzio- tato che se lo portava alla bocca, co- l’attenzione e non le paranoie, i biso-
ne che poco di tutto, usando il cer- me tutto quello che le passava tra le gni e i gusti del genitore. Un modo
vello e nei limiti delle proprie cono- mani, ho provato a sbucciarlo e, te- bellissimo di avvicinare il bambino al
scenze, non possa far male e che nendo uno spicchio, glielo facevo cibo e alla convivialità della tavola.

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L’autosvezzamento non è
“figlio di nessuno”
Rudolf Steiner e Maria Montessori potrebbero essere i genitori
di questa prima, importante, scelta educativa

Cecilia M. Voi
Giornalista
e formatore mediale, Milano

I’ autosvezzamento è steineriano o
montessoriano? Una domanda
curiosa. Me la sono fatta quando ho
iniziato l’autosvezzamento con il
mio bambino, perché riflettevo sul
fatto che la decisione di intraprende-
re questo percorso entusiasmante
fosse il primo, importante passo di
una precisa scelta educativa. Mette-
vo mio figlio su una strada nuova,
dalla quale non saremmo più tornati
indietro e che avrebbe invitato an-
che noi genitori alla flessibilità, al ri-
spetto, alla comprensione.
Questo modo finalmente sensato di
approcciare l’incontro con il cibo ri-
spetto alle abitudini più diffuse po-
teva essere, secondo me, paragonato
all’innovazione educativa apportata La sua accoglienza in USA per un ci- attività consolidate che scandiscono
dalle pedagogie cosiddette “di meto- clo di conferenze, per esempio, fu le sue giornate in modo sereno e
do”. Ho cercato perciò di rispolvera- trionfale. Tuttavia in quell’anno la tranquillo. L’educatore – genitore o
re i miei studi e le letture fatte per Montessori aveva già avviato la sua insegnante che sia – è il sole nella
tentare di dare una risposta. nuova scuola, così come da tempo vita del bambino. È lui che, con sag-
La premessa importante, dal punto era stata aperta la scuola steineria- gezza e con misura, sceglie le attività
di vista storico, è che solo Maria na. Il suo fondatore Rudolf Steiner più adatte, ne determina gli orari e
Montessori, medico, era vivente al era invece morto nel 1925. ne definisce le modalità. Rispetto al
tempo in cui (1939) la pediatra sta- Quali sono i punti centrali delle due cibo, si coglie una visione tradizio-
tunitense Clara M. Davis pubblicò i pedagogie? Possiamo trovare dei nale del passaggio da dieta lattea a
risultati dell’esperimento alimentare collegamenti tra queste e il rapporto cibi solidi che resta in mano all’adul-
con i bambini che oggi si ritiene alla con il cibo? to: la preparazione della classica
base della moderna “alimentazione “pappa morbida” è ancora oggi mol-
complementare a richiesta”. La PEDAGOGIE A CONFRONTO to sentito e praticato da chi si trova
Montessori ne ebbe notizia in quan- La pedagogia steineriana mette al d’accordo con questa prospettiva
to medico? Non si sa, anche se sa- centro l’idea che il bambino goda educativa nella logica del fare “ogni
rebbe bello ipotizzarlo: pare infatti pienamente del suo diritto alla len- cosa a suo tempo”.
che ella fosse sempre molto infor- tezza, apprendendo grazie all’imita- L’idea cardine della pedagogia mon-
mata sulle iniziative d’oltreoceano. zione e a una successione ritmica di tessoriana consiste invece nel consi-

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derare il bambino capace di appren- zero per la Montessori, dunque. altro pilastro: il valore di socialità
dere da solo. L’educatore è sì una Vorrei permettere allo Steiner di re- dei pasti supera di gran lunga la me-
guida, ma una guida che deve fare cuperare terreno. Rudolf Steiner, in- ra funzione fisiologica del saziare la
un rispettoso passo indietro. In fa- fatti, ha proposto per primo un ap- fame e di assumere tutti i compo-
miglia, in asilo e poi a scuola vengo- proccio più rispettoso della Natura e nenti dei cibi utili alla crescita del-
no poste le condizioni migliori, af- del mestiere ad essa collegato: l’agri- l’organismo.
finché il bambino conquisti gradual- coltura biodinamica si deve a lui. Il Volendo fare un paragone con i pun-
mente, ma piuttosto precocemente, presupposto di Steiner è spirituale, ti di vista steineriani e montessoria-
l’autonomia: l’autonomia è il mezzo oltre che medico e salutistico. Man- ni, avremmo un piatto della bilancia
per raggiungere la consapevolezza di giare rispettando le stagionalità dei che pende un po’ di più a favore del-
sé come individuo armonico e re- prodotti e preservandone il gusto ori- l’approccio steineriano. Qui il valore
sponsabile e, a lungo termine, come ginale senza eccedere con i condi- corale, il senso del gruppo prevalgo-
essere umano libero. L’autonomia menti mette l’essere umano in armo- no sulle abilità individuali: in questa
nel vestirsi e nel curare l’igiene, per nia con il cosmo. Allo stesso pedagogia l’apprendimento è tanto
esempio, è la chiave per apprendere modo, l’autosvezzamento ci semplifi- migliore quanto più i bambini si per-
l’amore verso se stessi, così come ca la vita, consentendoci di cucinare cepiscono parte di un tutto organico
l’autonomia nel riordinare il proprio per i bambini tutti i piatti che amia- e sensato. Ecco perché l’enfasi è po-
spazio di gioco è il fondamento per il mo senza riserve, a patto che siano sta sui girotondi, sul suonare in or-
rispetto degli altri. cucinati con alimenti sani e bilanciati chestra, sul recitare tutti insieme,
L’alimentazione complementare a ri- tra loro. Siamo in parità, oserei dire. sul cantare in coro.
chiesta si fonda sulla convinzione che La pedagogia montessoriana, vice-
il bambino abbia in sé la capacità di STARE INSIEME O FARE DA SÉ? versa, incoraggia l’iniziativa indivi-
essere autonomo nella regolazione L’alimentazione complementare a duale proprio come motore della cu-
delle sue necessità nutritive. Uno a richiesta, però, si regge anche su un riosità e quindi dell’apprendere. La-
sciando il bambino libero di dedicar-
si alla materia e all’attività che prefe-
risce per il tempo che preferisce, egli
si misurerà con le sue forze assecon-
dando le sue naturali e migliori in-
clinazioni. Due a uno per Rudolf
Steiner! O forse no?
Presto la Montessori riesce a riequili-
brare il gioco, con un’intuizione dav-
vero degna di nota e che stenta
tutt’oggi a decollare nelle
famiglie. Maria Montessori sostene-
va che i bambini non dovessero esse-
re ingannati in merito a una legge di
natura: la robustezza e la fragilità dei
diversi materiali. Se noi diamo a un
bambino – lei diceva – un bicchiere
di vetro, imparerà a sue spese che es-
so può cadere e rompersi. Inutile
rimproverarlo. Inutile risparmiargli
il disappunto offrendogli un bicchie-
re di latta (la plastica di allora). Il
bambino apprende dall’esperienza.
Negli asili montessori infatti ci sono
bicchieri di vetro e piatti di ceramica.
Molte mamme che si sono dedicate
con passione all’autosvezzamento
potranno confermare che i bambini
mangiano più volentieri con il piatto
di ceramica e bevono più volentieri
dal bicchiere di vetro; e ci ripagano

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della fiducia accordata con molti menti che hanno un inizio, uno svol- Mi è piaciuto però ripercorrere al-
meno disastri. Pari e patta! gimento e una fine: pesare la pasta, cuni punti salienti di queste due vi-
Andiamo a vedere infine quali indi- cuocerla, condirla, mangiarla; appa- sioni dell’educazione, perché, pro-
cazioni danno i nostri amici pedago- recchiare, mangiare, sparecchiare); prio come l’alimentazione comple-
ghi rispetto al momento specifico trasformazioni (da crudo a cotto, da mentare a richiesta, esse sono nate
dei pasti con i bambini. duro a morbido, da insipido a condi- per restituire ai bambini il loro po-
to); attività quotidiane (azioni reali e sto nel mondo che non è solo acces-
SINTONIA COMPLETA non create appositamente per intrat- sorio o casuale. Maria Montessori e
Sia per lo Steiner sia per la Montesso- tenerlo). Rudolf Steiner hanno lottato, per-
ri la cucina (intesa sia come locale sia È così importante il tempo che ruota ché i figli fossero considerati veri
come attività che vi si svolge) è un’oc- attorno ai pasti che in molte aule protagonisti dell’umanità di cui at-
casione splendida di formazione. Il montessoriane e steineriane c’è un tendere pazienti la rivelazione delle
bambino da piccolo osserva e in se- angolo cottura, in modo che i bam- loro capacità, dei loro talenti e della
guito prende parte alla preparazione bini dell’asilo possano vedere gli in- loro volontà. La nostra attesa sarà
dei pasti insieme ai genitori o agli in- segnanti dedicarsi in prima persona premiata, un giorno, con donne e
segnanti: lavare, tagliare, cuocere, ap- e con loro alla preparazione del uomini pienamente liberi e capaci
parecchiare e infine riporre tutto. pranzo. di decidere.
Il bambino ha così l’occasione di as- Allora alla domanda iniziale forse
sistere ad azioni sensate (procedi- non c’è una risposta precisa. cecilia.voi@libero.it

UN ESPERIMENTO “STORICO”
Clara M. Davis era una pediatra di Chicago che negli anni
’20-’30 condusse una serie di esperimenti per capire se i
bambini appena svezzati potessero scegliere i propri cibi per
conto proprio. Mise a disposizione di un gruppo di bambini
33 cibi diversi, tutti sani, non elaborati, stagionali e cotti in
modo semplice, lasciandoli liberi di scegliere quelli che pre-
ferivano.
Si vide che bambini diversi mangiavano cibi totalmente di-
versi: alcuni preferivano banane, altri gelatina di midollo,
altri ogni tanto aggiungevano una manciata di sale ai propri
cibi. Un bambino continuò a bere olio di fegato di merluzzo,
ricco di vitamina D, fino a guarire dal rachitismo per poi
cambiare la propria dieta. E tutti i bambini, col tempo risul-
tarono sanissimi e senza carenze. 29
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Dimmi quanto, quanto,


quanto…
L’unica persona che può dirvi con certezza quanto debba mangiare
vostro figlio è... vostro figlio

Lucio Piermarini stato), visto che è scontato che tutti


gli altri mangeranno di meno, e an-
che molto di meno.
Di meglio non è possibile fare in

N essuno, ma proprio nessuno,


nemmeno un nutrizionista, può
sapere con assoluta certezza quanto
quanto i ricercatori fanno i conti
semplicemente studiando soggetti
sani e registrando quanto e cosa
debba mangiare esattamente cia- mangiano. Ne deriva che l’unico
scun bambino. Le tabelle nutrizio- modo per sapere quanto debba
nali che troviamo nelle pubblicazio- mangiare vostro figlio è lasciarlo
ni scientifiche, o che i pediatri spes- mangiare liberamente e vedere con
so consegnano ai genitori dei loro cosa si sazia. A questo punto possia-
piccoli pazienti, si possono basare mo programmare i pasti del giorno
su valori medi (il famoso mezzo pol- successivo, vedere come va e appor-
lo a testa teorico, calcolato tra chi tare delle correzioni se necessario, e
non lo mangia mai e chi ne mangia così via.
uno intero), utili per chi, come un In più, non solo ogni bambino ri-
ristoratore, deve programmare gli guardo le sue necessità nutrizionali,
acquisti per sfamare un gruppo ete- come è ormai chiaro a tutti, è diver-
rogeneo di soggetti e vuole limitare, so dagli altri ma, essendo un organi-
con un giusto margine di sicurezza, smo in crescita e essendo il ritmo di
inutili e costosi avanzi. Ma più crescita non lineare ma normalmen-
spesso utilizzano i valori quasi te soggetto a cambiamenti, ecco che
massimi, nel senso della il suo appetito non sarà sempre po-
quantità di alimento che sizionato su un determinato livello,
soddisfa quasi tutti i ma presenterà delle oscillazioni an-
componenti della popo- che ampie che, inevitabilmente,
lazione che ci interes- metteranno in crisi tutti quei geni-
sa, nel nostro caso i tori (e quei nonni) che spesso pro-
bambini, utilizzati da prio noi pediatri abbiamo abituato a
tutte quelle istituzio- preoccuparsi più di quanto un bam-
ni, necessariamente bino mangi che di come sta.
garantiste, che non
vogliono rischiare E SE NON MANGIA
che pochi bambini (o PROPRIO NIENTE?
meglio le loro fa- Be’, se non mangia proprio niente
miglie) abbia- niente, per giorni e giorni, correte
no a lamentarsi subito dal dottore perché la situa-
di aver avuto troppo zione deve essere veramente grave.
poco, anche a costo di ve- Ma sarà proprio vero? Di fronte ad
der sprecato fino alla metà affermazioni tipo “vive d’aria”, “se
di quanto cucinato (e acqui- fosse per lui non mangerebbe mai”,

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O N E A R I C H I E S TA • D A L L’ A U TO S V E Z Z A M E N TO A L L’ A L I M E N TA Z I O N E A R I C H I E S TA • D A L L’ A U TO S V E Z

“non si sa di cosa campa” e così via, te si guadagnerà piatendo un paio di INRAN


riferite ad un bambino, o bambina, merendine, e che invece potrebbe È l’Istituto Nazionale di Ricerca per
che per il resto viene descritto in guadagnarsi con qualche (più saluta- gli Alimenti e la Nutrizione, studia
buona salute e normalmente attivo, re) porzione di verdura e frutta. Ca- gli alimenti e il loro ruolo nel mante-
non solo si deve dubitare, ma si pite ora perché ciò che è importante nimento della salute e nella preven-
può essere certi che quanto gli bi- è valutare come sta di salute un bam- zione del rischio di malattie correla-
sogna lo mangia sicuramente. Da bino e non quanto, ma cosa mangia? te all’alimentazione. Una delle sue
un resoconto pignolo di una gior- attività è quella di definire, sulla ba-
nata tipo viene sempre fuori che MEGLIO MAGRI CHE “NORMALI” se delle ricerche svolte in tutto il
l’accusato mangia a sufficienza, Altro equivoco è quello di credere mondo, i livelli di sicurezza delle va-
magari meno di altri, male e disor- che per essere “normale” un bambi- rie sostanze nutritive nell’alimenta-
dinatamente, ma quanto gli neces- no debba essere paffutello, come ci zione di adulti e bambini. Nel 2012
sita lo manda giù. siamo abituati a vederli nel corso sono state riviste le precedenti ta-
Il fatto è che non ci rendiamo conto, dei primi mesi di vita. In realtà pro- belle del 1996 e uno degli aspetti
anche noi pediatri, di quanto poco prio a cavallo del primo complean- più interessanti è stata la diminuzio-
possa bastare ad una persona per no la maggior parte dei bambini ral- ne drastica, quasi del 30%, dei livelli
star bene. Facciamo l’esempio delle lenta vistosamente il suo ritmo di raccomandati di proteine. Qualche
proteine, nutriente nobile, da sempre crescita in peso, che si stabilizza sui dubbio sui precedenti valori, sugge-
in prima fila tra le preoccupazioni due chili all’anno, più o meno, fino ritoci dai nostri sanissimi bambini
nutrizionali di pediatri e genitori. alla pubertà. Ma c’è di più; un bam- “inappetenti”, lo avevamo già avu-
Pensate che un bambino nel secondo bino che in precedenza sia cresciuto to, ma il conforto di una istituzione
anno di vita del peso medio di 11-12 particolarmente bene in peso, arri- così prestigiosa ci aiuta ad essere
chili soddisferebbe completamente i vando a 11-12 chili a un anno, è pos- più convinti e convincenti.
suoi bisogni quotidiani, sempre in sibile, e augurabile, che nel secondo
media, con solo 300 grammi di latte, anno di vita non aumenti neanche
o 50 di carne, o 90 di legumi, o un di un grammo, acquistando così
uovo di 90 grammi. “In media” vuol progressivamente quell’aspetto ma-
dire che ci saranno bambini che gro e scattante che è la normalità
avranno bisogno fino a un 20% in dei bambini dai tre anni in poi. Una
più, ma anche bambini cui basterà fi- costanza nell’aumento di peso a
no al 20% in meno (vedi box). E que- questa età rappresenta invece un
sto vuol dire anche che qualsiasi al- campanello di allarme di un possi-
tro alimento che contenga proteine bile soprappeso, assolutamente da
(pane, pasta, biscotti per esempio) gestire con tempestività e responsa-
aggiunto alle quantità indicate sopra bilità. Mai come in questo caso pre-
farà sballare l’equilibrio e alla lunga venire è meglio che curare, in quan-
potrebbe portare dei danni metaboli- to l’obesità è una delle patologie più
ci. E vuole anche dire che più di qual- difficile da trattare.
che bambino di quella età con solo In conclusione, ancora una volta, fi-
100 grammi di latte a colazione, con diamoci dei nostri bambini, edu-
3-4 biscotti, 15 grammi di pasta a chiamoli responsabilmente presen-
pranzo e 20 grammi di pane a cena, tandoci costantemente come model-
sempre quanto a proteine, riesce a li adeguati, nel loro e nel nostro in-
soddisfare tranquillamente i suoi bi- teresse.
sogni, anche per mesi. Gli mancano
solo 250-300 calorie che sicuramen- giovannaelucio@googlemail.com