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Progetti

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Projects

Alejandro Aravena
The Siamese Towers
in Santiago de Chile
text by Gregorio Carboni Maestri

Località Location Universitad Católica del Chile, Santiago, Chile

Progettisti Architects Alejandro Aravena


Charles Murray
Alfonso Montero
Ricardo Torrejón

Collaboratori Collaborators Nicoletta Dal Zotto, Maddalena Barbi, Nicola Cascino,


Elisa Alberti, Ilaria Tinelli, Raffaele Danzi

Progetto Project time 2003 > 2004

Realizzazione Completion time 2004 > 2005

Superficie lotto Lot area 8.000m2

Built area Lot area 5.000m2

Costo complessivo Totalcost US$ 400/m2

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Saverio Lombardi Vallauri

Cristobal Palma

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Progetti Le Torri Siamesi a Santiago del Cile Uno dei più recenti progetti di Alejandro Ara-
vena, le “Torri Siamesi”, è un’ambigua scatola
vetrata bicefala, sede del Centro per l’Innova-
zione Tecnologica nella didattica dell’Universi-
tà PUC a Santiago del Cile. Molte delle scelte di
questo progetto nascono da una visione critica
di Aravena sul rapporto fra nuove tecnologie e
didattica.
Come deve e può essere oggi l’architettura della
didattica, considerando le evoluzioni tecnologi-
che ed il modificato rapporto studente-docen-
za-spazio dell’apprendimento? Ha ancora un
senso, oggi, l’“aula” tradizionale? La risposta
di Aravena è ambivalente ed “obliqua”, come
le forme di questo progetto: “sì y nò”.
“Sì… ”, perché le tecnologie hanno modificato
necessità spaziali e funzionali, portando l’ar-
chitetto, per esempio, a dover ripensare il mo-
do di “progettare” la luce, le questioni legate
alle “pelli” ed aperture, privilegiando la “mezza
luce”, impedendo riflessi sugli schermi e affati-
camento degli occhi.
“… y nó”. Il progetto di Aravena è fatto anche
di scetticismo dinanzi alle reali portate del-
l’informatica nel processo di formazione e ap-
prendimento. Per Aravena, in definitiva, nelle
interazioni pedagogiche, rimane invariato il
ruolo fondamentale di scambi fra esseri uma-
ni: un sano dialogo è sempre primordiale per
fare dell’università un luogo di sapere e non un
contenitore acritico.
Tale considerazione lo porta a rivisitare que-
stioni “eterne” legate allo spazio della peda-
gogia, interrogandosi sul ruolo dei luoghi di
scambi fra persone siano essi ufficiali (aule) o 2

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One of Alejandro ena’s most recent projects 0 2 10m
is the “Siamese Towers”, an ambiguous two-
headed box, headquarters of the Center for
Technological Innovation in Education at the
PUC University in Santiago, Chile. Many of
the design choices here come out of Aravena’s
critical eye to the relationship between new
technologies and education.
How should and can architecture for education
be today, considering technological develop-
ments and the changed student-teacher-space
Projects The Siamese Towers in Santiago de Chile

relationship of learning? Does it still make


sense today to have a traditional “classroom”?
Aravena’s answer is as ambivalent and “ob-
lique” as this design’s forms: “sì y nò”.
“Yes…”, because technology has changed spa-
tial and functional needs, leading the architect,
to have to reconsider, for example, the way of
“designing” light, issues about “skins” and
openings, favoring “half light”, preventing re-
flections on screens and eye strain.
“…and no”. Aravena’s design is also formed by
skepticism about the actual reach of informa-
tion technology in education. As Aravena sees
it, in teaching interactions, the fundamental
role of dialogue between human beings is ulti-
mately unchanged. “A healthy chat” is always
primary to making the university a place a
knowledge rather than an non-critical box .
This consideration leads him to rethink “age-
old questions” about the space of education, in-
vestigating the role of spaces in the dialogues
between people, whether “official” spaces
(classrooms) or “informal” spaces (hallways,
cafeterias, outdoor areas) that “return as much 3

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Vista generale da est; le
due torri poggiano su di un
basamento in legno che
funge da spazio pubblico
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Pianta piano di accesso
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Pianta piano primo
4
Vista notturna delle due torri
nel contesto

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General view from the east:
the two towers lay on a
wooden basement that act as
a public space
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Basement plan
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Fisrt floor plan
4
Night view of the two towers
in their context
Cristobal Palma

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Progetti Le Torri Siamesi a Santiago del Cile informali (corridoi, caffetterie, spazi esterni), 5
Sezione trasversale AA
che “riportino il più possibile ai modi di esse- 6, 7
re arcaici e primitivi”, applicando una nozione Vista del basamento in legno
“khantiana” dello spazio educativo. Concetto che circonda la torre
sviluppato chiaramente negli spazi esterni in 8
Pianta livello otto
cui l’obliquità dei piani permette ai passanti di
sdraiarsi o sedersi.
Spazio esterno, questo, rivestito in legni poveri
del Cile, che sembrano “appoggiati” più che fis-
sati, dando all’edificio un accresciuto carattere
d’instabilità tettonica. Il suolo ruvido, storto ed
imperfetto, rispetto alla pelle vetrata e pulita,
lascia sprofondare l’edificio invece di metterlo
su un piedistallo iconico e permette ai passanti
di sdraiarsi e sedersi.
È doppio anche il modo in cui viene affrontata
la questione dell’involucro. Di fronte all’espli-
cita richiesta della committenza di realizzare
una torre vetrata, Aravena si pone il problema
di come adeguare la scatola vetrata all’econo-
mia in termini ambientali, affrontando così le
scelte tecnologico-materiali, oltre che quelle
semantico-spaziali e formali.
Le scarse risorse economiche non permette-
vano il ricorso a raffinate tecnologie in grado
di risolvere il problema dell’effetto serra ed il
ricorso all’aria condizionata era, ovviamente,
escluso a priori. Alla pelle vetrata superficiale,
ne è stata dunque aggiunta un’altra, opaca e
più economica, un vero e proprio corpo inter-
no. Ogni strato assolve ad un ruolo diverso. La
prima pelle, lo “scrigno” esterno, formalmente
e semanticamente caricato, resistente all’in-
vecchiamento ma antieconomico energetica-
mente, lascia penetrare la luce. 5 0 2 10m

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Projects The Siamese Towers in Santiago de Chile

MartÌn Bravo

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VÌctor OddÛ
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as possible to archaic, primitive ways of be- 5


ing” in the educational space. This concept Transversal section
6, 7
was clearly developed in the external spaces View of the wooden deck
in which the obliqueness of the surfaces lets around the base of the
passersby stretch out or sit down. towers
This outdoor space is clad in poo” wood from 8
Level eight plan
Chile, which seems to rest upon the surface
rather than be attached, giving the building an
enhanced quality of tectonic instability. The
rough, crooked, imperfect terrain in relation-
ship to the clean, glazed skin lets the building B

“sink” instead of putting it on an iconic pedes-


tal, and lets passersby stretch out or sit down.
The matter of the envelope is also addressed
in a dual way. Given the client’s explicit re-
quest for a glass tower, Aravena set himself
A A
the problem of how to adapt the glazed “box”
to environmental efficiency, taking on techno-
logical and material issues in addition to se-
mantic, spatial and formal one.
A shortage of financial resources did not per-
mit for the use of sophisticated technologies
that could solve the greenhouse effect prob-
lem, and the use of air conditioning was, of C C
course, out of consideration. Therefore, a
second, opaque and less expensive, skin was
added to the surface glazed skin for a full-
fledged internal structure. Every layer serves
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a different purpose. The first skin, the outer


“case” is formally and semantically loaded,
withstands aging, but is not energy efficient,
as it lets light penetrate. Inside, the fiber ce-
ment structure, which is very weak in terms of
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aging, but more economic and thermally more B

efficient, serves the role of balancing, bound- 8


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Progetti Le Torri Siamesi a Santiago del Cile Al suo interno, il corpo in fibrocemento, mol- 9
Sezione longitudinale BB
to più debole in termini di invecchiamento ma 10
più economico e termicamente più efficiente Sezione trasversale CC
adempie al ruolo di equilibrare, delimitare e 11
controllare luce, spazi, suoni. Scorcio del corridoio
del settimo piano in cui
Fra corpo e pelle, il “vuoto”, o meglio, uno spa- l’edificio si divide in due
zio di convivenza e circolazione, non solo di torri
persone e pensieri, ma soprattutto d’aria, vera 12
protagonista dell’edificio. Prima che il calore Particolare della pelle
esterna in vetro
possa infatti penetrare nel corpo opaco interno, 13
l’aria calda viene propulsata ed espulsa verso Vista dello spazio tra la pelle
l’alto tramite un vento verticale, un effetto ci- in vetro e l’edificio
miniera chiaramente percettibile all’interno 14
Vista dell’edificio
dell’edificio.
Infine Aravena sembra voler togliere alla “tor-
re” il suo carattere di verticalità e prepotenza
iconica, ironizzando, quasi, sul concetto di sky-
scraper, operando una serie di deformazioni,
tagli e dislocamenti volumetrici a partire dal
settimo piano, e creando così un “corpo bice-
falo”. Da qualsiasi parte si osservi l’edificio si
ottengono immagini differenti dell’edificio. In
lontananza, dalla strada sopraelevata, grazie
anche all’effetto del gioco formale degli infissi
in alluminio, dei colori del corpo interno e delle
inclinazioni verticali, delle finestre, dei paral-
lelismi non sistematici, si ha l’immagine di due
edifici in altezza, di cui uno è inclinato verso il
basso, evocando, per altro, forme e movimenti
della Cordigliera Andina. In prossimità dalle
Siamese Towers e nei diversi luoghi del cam-
pus, studenti e docenti vivono l’edificio come
un unicum, come un elemento “pieno”: non più
“scatola” vetrata, ma corpo compiuto, simpati-
ca ma elegante creatura siamese. 9 0 2 10m

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ing and “controlling” light, space and sound. 9
Between the structure and the skin, there is Longitudinal section BB
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the “empty space” or rather a space for gath- Transversal section CC
ering and circulating, for people and thoughts, 11
and especially for air, the building’s real star View of the corridor at the
player. Before heat can penetrate the interior 7th level where the building
is devided in two parts
opaque structure, the hot air is propelled and 12
expelled upwards by a vertical wind, a chim- View of the external skin
ney effect clearly perceptible when entering made of glass
the building. 13
Upward view of the air
Aravena seems to want to take away the tow-
Projects The Siamese Towers in Santiago de Chile

space between glass skin


er’s character of verticality and iconic domi- and internal building
nance, almost mocking the concept of the 14
skyscraper, effecting a series of deformations, View of the building
cuts and volume displacements starting from
the seventh floor to create a “two-headed
whole”. From each place that one observes
the building, it has a different iconic image.
From the distance, from the raised street,
partly because of the effect of the formal play
of the aluminum door and window frames,
the colors of the interior structure and the
vertical inclinations, the windows, and the
non-systematic parallels, we have the image
of two buildings rising up, one of which is in-
clined downwards, evoking the forms and in-
clinations of the Cordillera of the Andes. From
close up, in the different parts of the campus,
students and teachers experience the building
as a single, “solid” element. It is no longer a
glass “box” but a complete structure, a fun,
yet graceful Siamese creature. Ambiguity and
“obliqueness” repeat throughout the project
without being systematic.
The outside skin expresses itself through 10

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Cristobal Palma

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Progetti Le Torri Siamesi a Santiago del Cile Ambiguità e “obliquità” sismica si ripetono,
senza sistematismi, in tutto il progetto. La pel-
le esterna si esprime tramite gli infissi obliqui,
che denunciano la logica geometrica d’in-
sieme. Vetri formalmente variegati, cura del
dettaglio, incroci di diagonali e successioni di
parallelismi. Immagine che muta al calar del
sole, facendo apparire un edificio nuovo: non
più pelle liscia e continua, bensì corpo fatto di
“muri e fori”, porte e finestre, in definitiva, gli
elementi dell’architettura…
Le torri siamesi di Aravena sono tante cose in
uno, un insieme doppio, dai doppi significati:
rivestimento e corpo, forma e significato, rea-
lismo ed ambiguità. Il tutto realizzato con sem-
plicità e pragmatismo.
Caratteri, questi, propri non solo di questo ar-
chitetto, capofila della “Scuola di Santiago”, ma
di buona parte della contemporaneità cilena e
risultanti, anche, da un confronto costante con
le dure realtà sociali e materiali del paese,
attraverso la ricerca nell’ambito dell’edilizia
popolare. Aravena, infatti, è il fiero direttore
di “Elemental”, il gruppo di progettazione par-
tecipata e di lotta per la dignità abitativa degli
emarginati, in un paese reduce dai cupi decen-
ni Pinochet, che partecipa al tentativo di un’in-
tera generazione di operare un vero e proprio
“riscatto nazionale”. Ogni riscatto necessita
tante ed intelligenti domande e risposte ricche,
dialettiche, raffinate, proprio come questo edi-
ficio, come le architetture di Aravena e dei suoi
compagni di strada.

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oblique door and window frames that eluci-


date the overall geometric system. It features
formally varied windows, attention to detail,
and crossing diagonals and successions of
parallels. This image changes with the set-
ting of the sun, making a new building ap-
pear. Instead of a continuous, smooth skin, the
structure is made of “walls and holes”, doors
and windows, ultimately, the elements of the
Projects The Siamese Towers in Santiago de Chile

building.
Aravena’s Siamese towers are many things in
one, a dual whole with dual meanings: clad-
ding and structure, form and meaning, real-
ism and ambiguity. All this is done with sim-
plicity and pragmatism.
These characteristics are not the sole prov-
ince of this architect, leader of the “School of
Santiago”. They are features of much of the
contemporary Chilean world, partly result-
ing from an ongoing dialogue, through pub-
lic building, with the hard social and material
realities of Chile. Aravena is proud to be the
director of “Elemental”, a group for participa-
tory planning that fights for the housing dig-
nity for marginalized peoples, in a country
that has come out of its dark Pinochet dec-
ades, in a generation’s attempt to effect a true
Cristobal Palma

“national redemption”. Redemption always


requires many, intelligent questions and full,
dialectical and sophisticated responses, like
this building, like Aravena’s architecture and
that of his travel companions.
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Dettaglio della facciata
in vetro, sezione e pianta:
1. profilo in acciaio150x150x6 11
mm; 2. montante in plastica; 10
3. giunto di dilatazione;
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4. vetro laminato 4+4mm;
5. doppia guarnizione;
6.giunto; 7. connettore
strutturale in silicio; 8. profilo
13
in acciaio 250x150x8mm;
9. protezione in alluminio;
10. vetro termico rinforzato
6mm; 11. angolare in acciaio
anodizzato 80x80x6mm;
12. alluminio 80x45mm;
13. dispositivo di fissaggio
in alluminio; 14. trave in
cemento armato 40x20cm;
15. barra di separazioen tra
Cristobal Palma

acciaio e alluminio; 16. blocco


di fissaggio; 17. ancoraggio
in acciaio 10

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Detail of the glass façade,
section and plan: 1. steel
section150x150x6 mm;
2. plastic shims; 3. open-pore
polyurethane seal;
4. laminated glass 4+4mm;
5. double contact strip;
6. silicon seal; 7. structural
silicon connector; 8. steel
11
section 250x150x8mm;
9. aluminum cover section;
10. tempered thermal glass 12
6mm; 11. anodized steel angle
Cristobal Palma

80x80x6mm; 12. aluminum


80x45mm; 13. alum fastener;
14. reinforced concrete beam
40x20cm; 15. separating
wedge between steel and
aluminum; 16. settlement
14 block; 17. steel anchors 0 0,05 0,2m

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