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Facoltà di Ingegneria di Messina, 23 giugno 2008

Ordine degli Ingegneri della Provincia di Messina


e
Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Messina
organizzano

Le Norme Tecniche per le Costruzioni:


quali novità?

- Falsone (DIC): La normativa sulle costruzioni in zona sismica dal 1908 ad oggi.
- Ricciardi (DIC): Le azioni sulle strutture in zona sismica
- Recupero (DIC): La progettazione di costruzioni di calcestruzzo.
- Colajanni (DIC): La progettazione per azioni sismiche.

- Amato (STS): La nuova normativa e i software STS; esempio di una struttura calcolata
con l’analisi statica non lineare; esempio di una struttura isolata alla base.
La normativa sulle costruzioni in zona sismica
dal 1908 ad oggi

G. Falsone

Dipartimento di Ingegneria Civile (DIC), Università di Messina

Messina, 28 dicembre 1908, ore 4:20:27

terremoto dell’XI grado (MCS)!

oltre 80.000 morti!

oltre 600 miliardi di lire (di allora) di danno!

è l’evento che segna l’inizio della normativa sulle


costruzioni in zona sismica in Italia.
In realtà le prime norme relative a costruzioni in zona
sismica in territorio italiano risalgono al 1784, successive
al terremoto di Calabria del 1783.

D.R. del Regno di Napoli del 20/03/1784, Approvazione


dei suggerimenti da servir di istruzioni al progetto della
riedificazione ed amplificazione della città di Reggio.

I suggerimenti trasformati in norme riguardano l’utilizzo


per le civili abitazioni, in sostituzione dei tradizionali
edifici in muratura, delle cosiddette case baracche o
edifici baraccati. Si tratta di costruzioni con ossatura in
legname rivestito di muratura, quest’ultima senza avere
una propria funzione portante.
In seguito al terremoto di Casamicciola (Ischia) del
1883, viene redatto il Regolamento edilizio per i comuni
dell’isola d’Ischia danneggiati dal terremoto del
28/07/1883.

Si tratta delle prime norme nelle quali si pone particolare


attenzione alle fonti di vulnerabilità connesse alla forma
dell’edificio, che deve essere praticamente quadrato, alle
azioni trasmesse dai tetti alle pareti portanti e alla
posizione delle aperture.

Tra le altre cose:


- viene vietata la muratura a sacco;
- nei restauri devono essere demolite le volte dei piani
sopra terra, sostituendovi solai debitamente costruiti; solo eccezionalmente si possono
conservare quelle dei pianterreni, quando siano in buono e sicuro stato, e possano
solidamente garantirsi, sia alleggerendole sia rinforzandole con catene e cinte di
ferro;
- si devono pure demolire i solai che sostengono i terrazzi, quando non abbiano una
solidità proporzionata al peso che portano.
In seguito al terremoto di Calabria del 1905 venne
emanato il R.D.L. n.511 del 16/9/1906 – Norme per le
costruzioni, ricostruzioni e riparazioni degli edifici
privati, pubblici e di uso pubblico nella regione
calabrese e nei comuni della provincia di Messina
danneggiati dal terremoto.

In particolare:
- si introducono delle larghezze minime per le strade;
- si specificano meglio i collegamenti solai-muri;
- viene vietata anche la muratura in pietrame rotondo
e in brest;
- per la prima volta vengono considerati gli edifici in
ferro e muratura e in legno e muratura, per i quali
vengono definite le caratteristiche dei materiali e le
modalità di collegamento;
- vengono anche considerati gli edifici in cemento armato;
- per le riparazioni, si impone il concatenamento con catene di ferro e
si prevede la cucitura delle lesioni con catenelle murarie,
preferibilmente eseguite con laterizi.
In seguito al terremoto di Messina del 1908 venne
emanato il R.D. n.193 del 18/4/1909 – Norme tecniche
ed igieniche obbligatorie per le riparazioni,
ricostruzioni e nuove costruzioni degli edifici pubblici e
privati nei comuni colpiti dal terremoto del 28/12/1908,
o da altri precedenti elencati nel R.D. del 16/4/1909.

Per la prima volta si combina la Normativa Tecnica sulle


Costruzioni con la Classificazione Sismica, cioè con la
definizione del territorio dove devono essere applicate le
norme.

Le norme tecniche sono molto restrittive:


- drastica riduzione del numero massimo di piani;
- limitazioni sul rapporto altezza fabbricato – larghezza stradale;
- prescrizione di listature per i muri in pietrame;
- possibilità di utilizzare la muratura armata e i telai in cemento armato;
- rispetto di dettagliate regole costruttive (cordoli, sbalzi, strutture non spingenti);
- considerazione di azioni statiche orizzontali e verticali proporzionali ai pesi;
- impossibilità di edificare su siti inadatti (paludosi, franosi, molto acclivi).
Attenzione particolare viene rivolta, per la prima volta,
alle riparazioni sugli edifici storici, per i quali l’art. 31
prevede: Per le riparazioni degli edifici di carattere
nazionale, in ispecie per valore artistico, storico od
archeologico, sarà stabilito, caso per caso, il partito da
seguire per il loro consolidamento…..….. possono essere
ammesse, in seguito a parere favorevole del Consiglio
Superiore dei Lavori Pubblici sul relativo progetto
tecnico, numero dei piani ed altezze, sia dell’intero
edificio che dei singoli piani, maggiori di quelle stabilite
al precedente articolo, quando siano giustificate da
ragioni di pubblica utilità, di servizio pubblico,
d’interesse artistico o di esercizio industriale. Tali edifici
non possono però mai essere destinati ad uso di alberghi,
scuole, ospedali, caserme, carceri e simili, e nemmeno
abitativo, salvo che per il personale necessario alla loro
custodia e vigilanza. La loro altezza non può superare i
16 m., a meno che la destinazione dell’edificio non
richieda assolutamente altezza maggiore.
Il 15/10/1911 si verifica un terremoto disastroso (X grado MCS)
nell’area etnea: il terremoto di Fondo Macchia.
Viene emanato il R.D. n. 1080 del 6/9/1912 – Norme tecniche e
igieniche obbligatorie per le riparazioni, ricostruzioni nuove
costruzioni degli edifici pubblici e privati nei comuni colpiti dal
terremoto dal terremoto del 28/12/1908, o da altri precedenti, in
sostituzione delle norme approvate con R.D. n. 193 del 18/4/1909.

Il 13.01.1915 si verifica il terremoto della Marsica (XI


grado MCS e oltre 30.000 vittime).
Viene emanato il R.D.L. n. 573 del
29/4/1915 – Norme tecniche ed igieniche da
osservarsi per i lavori edilizi nelle località
colpite dal terremoto del 13/1/1915.

Entrambe queste norme appaiono, da un lato, meno restrittive (sul numero massimo
dei piani, sullo spessore delle murature), dall’altro, più precise e affinate nel definire
gli spessori delle murature e le modalità dei collegamenti.
Il D.L.L. n. 1526 del 5/11/1916 quantifica le forze sismiche e la loro distribuzione
lungo l’altezza dell’edificio: 1) le azioni statiche dovute al peso proprio e al
sovraccarico, aumentate del 50% in modo da simulare l’effetto delle vibrazioni
sussultorie; 2) le azioni dinamiche dovute al moto sismico ondulatorio, simulate con
azioni orizzontali applicate alle masse del fabbricato nelle due direzioni.

- 17/5/1916 Alto Adriatico (VIII)


- 16/8/1916 Riminese (VIII)
- 26/4/1917 Val Tiberina (X)
- 10/11/1918 Appennino Romagnolo (VIII)
- 29/6/1919 Mugello (IX)
- 10/9/1919 Toscana Meridionale (VIII)
- 7/9/1920 Garfagnana (X)

Il R.D. n. 2089 del 23/10/1924 estende, per la prima volta,


alle zone sismiche dell’intero territorio nazionale le
prescrizioni che, tra le altre cose, stabiliscono che le forze
sismiche orizzontali e verticali non agiscono contemporaneamente ed impongono la
progettazione da parte di un ingegnere o architetto.
Il R.D.L. n. 431 del 13/3/1927 introduce due categorie sismiche
(la I e la II) a differente pericolosità, senza però avere carattere
innovativo da un punto di vista tecnico.

- 26/12/1927 Colli Albani (VIII)


- 27/3/1928 Friuli (X)
- 20/4/1929 Bolognese (VIII)
Viene emanato il R.D.L. n. 682 del 3/4/1930,
dove, in sostanza, viene effettuata soltanto una
riclassificazione del territorio.

- 23/7/1930 Irpinia (X) Viene emanato il R.D.L. n. 640 del


- 30/10/1930 Marche (IX) 25/3/1935 che dà specifiche direttive
- 26/9/1933 Maiella (IX) tecniche riguardo a:
- limitazione delle altezze degli edifici
in funzione della larghezza delle strade;
- altezze massime ammesse in funzione
delle tecnologie costruttive;
- dimensionamento delle strutture in c.a.
- scompare il legno come materiale per
elementi strutturali.
- 18/10/1936 Alpago – Cansiglio (IX)

Viene emanato il R. D. L. n. 2105 del


22/11/1937, con il quale si definiscono
le norme del buon costruire anche per
le zone non classificate. Si risente del
clima politico autarchico, per cui le in_
novazioni tecniche vengono condizionate da valutazioni di carattere economico.
Si incoraggia l’uso della muratura a discapito del cemento armato,
aumentando i limiti consentiti per l’altezza dei fabbricati, mentre
è reso obbligatorio l’impiego della muratura per gli edifici più bassi:
- fino a tre piani in zona di I categoria;
- fino a quattro piani in zona di II categoria.

Tra il 1937 e il 1948 si verificano tre eventi significativi:


-15/1/1940 Golfo di Palermo (VIII)
- 3/10/1943 Marche e Abruzzo (IX)
- 11/5/1947 Calabria centrale (IX)
Tranne l’inclusione delle province di Ascoli Piceno e Teramo nelle zone sismiche, non
si modifica nulla, anzi, con una serie di D.M., si declassifica: le norme antisismiche
sono considerate un intralcio allo sviluppo economico del territorio.
- 26/4/1959 Carnia (VIII)
- 21/8/1962 Irpinia (IX)
Viene emanata la Legge n. 1684 del 25/11/1962, con la quale:
- vecchi limiti di altezza e di numero di piani, in funzione della
categoria sismica e della tipologia costruttiva;
- riduzione delle azioni sismiche in condizioni geologiche favorevoli
(previa relazione geologica e dispensa ministeriale);
- nuovi coefficienti di proporzionalità e di distribuzione delle forze
sismiche e di riduzione dei sovraccarichi;
- consentite strutture in muratura (anche in blocchi semi-pieni), c.a.,
acciaio e legno e vietate le strutture spingenti;
- apparizione del giunto tecnico di separazione tra edifici contigui.
In generale il numero delle prescrizioni tende a ridursi in virtù della convinzione che le
nuove tecnologie garantiscono meglio certi requisiti costruttivi.

In quegli anni anche nelle Università italiane si intraprendono gli studi di Dinamica
delle Strutture e di Ingegneria Sismica che già alcuni risultati soddisfacenti avevano
prodotto negli Stati Uniti ed in Giappone.
- 31/10/1967 Monti Nebrodi (VIII)
- 15/1/1968 Valle del Belice (X)
- 6/2/1971 Tuscania (IX)

La legge n. 64 del2/2/1974 stabilisce il nuovo quadro di riferimento


per la normativa tecnica:
- per seguire meglio il progredire delle conoscenze, si demanda a
DD. MM. LL. PP. (e non più a leggi!) l’aggiornamento della
normativa;
- si stabiliscono esattamente i campi in cui tali decreti devono essere
emanati (edifici, ponti, dighe…);
- la classificazione sismica del territorio deve procedere sulla base di comprovate
motivazioni tecnico-scientifiche;
D.M.LL.PP. - nuovi criteri geotecnica per le opere di fondazione;
del 3/3/1975 - nuovi limiti per le altezze massime e il numero di piani per edifici in
muratura, a pannelli portanti e in legno;
- altezza illimitata per edifici in c.a. e in acciaio;
- possibilità di eseguire analisi statica o dinamica (modale);
D.M.LL.PP. - introduzione dei gradi di sismicità (C=0.1 (I) e C=0.07 (II));
del 3/3/1975 - nuovi coefficienti di proporzionalità e di distribuzione delle forze
sismiche e nuovi coefficienti di riduzione per i sovraccarichi;
- concomitante emanazione delle norme per il c.a., il c.a.p. e l’acciaio.

- 6/5/1976 Friuli (X)


- 15/9/1976 Friuli (IX)
- 15/4/1978 Golfo di Patti (VIII)
- 19/9/1979 Valnerina (IX)
- 23/11/1980 Irpinia-Basilicata (X)

Il D.M.LL.PP. n. 515 del 2/7/1981 (Normative per le riparazioni


ed il rafforzamento degli edifici danneggiati dal sisma nelle
regioni Basilicata, Campania e Puglia) introduce la zona sismica
di terza categoria (C=0.07).
Vengono previsti interventi, oltre che di riparazione, anche di
adeguamento, suddivisi secondo il tipo di fonte di vulnerabilità
che intendono fronteggiare.
Il D.M.LL.PP. del 19/6/1984 introduce la differenziazione del livello di protezione
sismica per particolari categorie di edifici:
- opere strategiche: incremento del 40%
- opere a particolare rischio d’uso: incremento del 20%.

D.M.LL.PP. del 20/11/1987 : Edifici in Muratura.

D.M.LL.PP. del 3/12/1987 : Costruzioni Prefabbricate.

D.M.LL.PP. del 4/5/1990 : Ponti Stradali.

D.M.LL.PP. del 16/1/1996 : Norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche.


Alcune modifiche: - si fa riferimento all’altezza massima di un edificio e non al
numero di piani;
- si può adottare il metodo di verifica agli stati limite oltre che
quello alle tensioni ammissibili;
- vengono ammessi danneggiamenti alle parti non strutturali e
agli impianti mediante il controllo degli spostamenti massimi;
D.M.LL.PP. del 16/1/1996
- l’analisi sismica statica può essere applicata solo agli edifici regolari (anche se non
si danno le condizioni di regolarità);
- per analisi dinamica si intende sempre l’analisi modale con spettro di risposta;
- solo per la valutazione degli spostamenti, per evitare fenomeni come la perdita di
connessione nei vincoli o il martellamento, si possono eseguire analisi dinamiche
effettive, eventualmente anche in campo non lineare;
- si tiene in qualche modo conto dell’interazione suolo-fondazione-struttura;
- si possono realizzare anche in zona sismica costruzioni con strutture miste, anche
c.a. + muratura, sia in orizzontale che in verticale;
- particolare attenzione verso le nuove costruzioni in muratura e in muratura
armata;
- gli interventi sugli edifici esistenti vengono distinti in miglioramento e
adeguamento.

Circolare LL.PP. n. 65/AA.GG. del 10/4/1997 migliora in alcuni punti il decreto,


riportando alcune specifiche dell’Eurocodice 8, ma non è cogente!.
- 31/10/2002 Molise (X)
Il 20/3/2003 il Presidente
del Consiglio firma
l’Ordinanza n. 3274,
recante Primi elementi in
materia di criteri generali
per la classificazione
sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le
costruzioni in zona sismica, corredata da quattro allegati:
- Criteri per l’individuazione delle zone sismiche;
- Norme tecniche per il progetto, la valutazione e l’adeguamento
sismico;
- Norme tecniche per il progetto sismico dei ponti;
- Norme tecniche per il progetto sismico di opere di fondazione e
di sostegno dei terreni.
La prima novità consiste nella provenienza: il Dipartimento della Protezione Civile e
non più il Ministero dei Lavori Pubblici.
Novità tecniche:
- norma prestazionale e non prescrittiva;
- abbandono definitivo del metodo di verifica delle tensioni
ammissibili ed adozione del solo metodo agli stati limite;
- particolare attenzione al costruito mediante la valutazione della
vulnerabilità sismica delle strutture in c.a. e in muratura;
- introduzione dell’obbligo di microzonazioni sismiche per la
valutazione degli effetti locali;
- obbligo delle verifiche per gli edifici strategici;
- nuova classificazione sismica.
SEMBRA, PERO’, CHE IL MINISTERO SI SIA
RIAPPROPRIATO DEL SUOLO RUOLO
LEGISLATIVO

DURERA’?

GRAZIE PER LA CORTESE ATTENZIONE