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PROBLEMA

N. 1
1. Dato un punto ad una distanza 𝑟 dal filo, il campo magnetico è
𝜇% 𝐼
𝐵 𝑟 =
2𝜋 𝑟
In un punto 𝑃 𝑥; 0 avremo quindi due contributi opposti
𝜇% 𝐼
𝐵- 𝑟 =
2𝜋 𝑥
𝜇% 𝐼
𝐵. 𝑟 = −
2𝜋 𝑥 − 1
Quindi l’intensità della corrente sarà
𝜇% 𝐼 𝜇% 𝐼 𝜇% 1 1
𝐵121 𝑟 = − = 𝐼 +
2𝜋 𝑥 2𝜋 𝑥 − 1 2𝜋 𝑥 1−𝑥
56
L’unità di misura di 𝑘 = 𝐼 è 𝑇 ∙ 𝑚.
.7

Nell’intervallo 𝑥 ∈ 0,1 la direzione del campo è parallela all’asse 𝑦. Il verso è sempre


diretto verso le 𝑦 positive (verso l’alto), come previsto dalla regola della mano destra.



1 1
𝑓 𝑥 = +
𝑥 1−𝑥
?
1 1 −𝑥 . + 2𝑥 − 1 + 𝑥 . 2𝑥 − 1
𝑓 𝑥 =− .+ .
= .
=
𝑥 1−𝑥 1−𝑥 1−𝑥 .
1
𝑥=
2
-
La derivata è maggiore di 0 se 2𝑥 − 1 > 0, quindi se 𝑥 > .
.
-
La derivata è minore di 0 se 2𝑥 − 1 < 0, quindi se 𝑥 < .
.

Soluzione a cura di
Maria Teresa Ascione, Riccardo Azzali,
Romana Francesca Dimaggio, Alessio Giarnetti
Insegnanti di Matematica e Fisica su Skuola.net Ripetizioni


- - -
La funzione quindi cresce se 𝑥 > e decresce se 𝑥 < . Perciò 𝑥 = è un minimo.
. . .

2 2
𝑓 ?? 𝑥 = C
+
𝑥 1−𝑥 C
1 2 2
𝑓 ?? = + = 32
2 1 C 1
2 8

-
2. Nel punto 𝐶 = abbiamo una particella con velocità 𝑣% con carica 𝑞 che transita in un
.

campo magnetico.
La particella sarà soggetta a una forza di Lorentz pari a
𝐹 = 𝑞𝑣×𝐵
Essendo in quel punto il campo 𝐵 parallelo a 𝑣, la particella non sarà soggetta ad alcuna
forza e quindi non varierà la sua velocità.
Appena superato quel punto, 𝐵 non sarà più parallelo all’asse 𝑦 e quindi il moto sarà
differente.
Se 𝑥 < 0, ho che il campo generato dal primo filo avrà segno opposto rispetto al caso
precedente. Infatti
𝜇% 𝐼
𝐵- = < 0
2𝜋 𝑥
𝜇% 𝐼
𝐵. = − > 0
2𝜋 𝑥 − 1
Da questa parte quindi il campo magnetico sarà

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dato che il contributo di 𝐵- è sempre maggiore di 𝐵. , rivolto verso il basso, quindi verso
l’asse delle 𝑦 negative.
Se 𝑥 > 1 invece, si ha
𝐵- > 0
𝐵. < 0
Qui il campo con il contributo maggiore sarà sempre quello di 𝐵. , che è rivolto anche in
questo caso verso il basso
- -
In nessun punto si annulla il campo, infatti la funzione + che vale per ogni 𝑥 non si
L -ML

annulla mai.

3. Indipendentemente da ogni riferimento alla fisica, studiare la funzione
𝑓 𝑥 = 𝑥 M- + (1 − 𝑥)M-

dimostrando, in particolare, che il grafico di tale funzione non possiede punti di flesso.
Scrivere l’equazione della retta 1 𝑟 tangente al grafico di 𝑓 nel suo punto di ascissa 3 e
determinare le coordinate dell’ulteriore punto d’intersezione tra 𝑟 e il grafico di 𝑓.

Soluzione:
i punti di flesso si ricavano ponendo a zero la derivata seconda…calcoliamola

𝑓 𝑥 = 𝑥 M- + (1 − 𝑥)M-
Con la condizione x diverso da ZERO!

La derivata seconda è
2 2
𝑓 ?? 𝑥 = C +
𝑥 (1 − 𝑥)C
Ed essa non va a zero per limiti finiti, quindi non ha punti di flesso!

La retta tangente alla funzione nel punto 𝑥% = 1/3 è data dalla formula

𝑦 = 𝑓 ? 𝑥% ∗ 𝑥 − 𝑥% + 𝑓(𝑥% )
Dove
La derivata prima è

- -
𝑓? 𝑥 = Q
− Q
(-ML) L

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E calcolata nel punto 𝑥% = 1/3 vale

−27
𝑓 ? 𝑥% =

3
Mentre la funzione principale nel medesimo punto vale
𝑓 𝑥% = 9/2
La retta tangente allora avrà equazione

−27
𝑦 = ∗ 𝑥 − 1/3 + 9/2
3
Per vedere il punto d’intersezione metterò a sistema sia la retta sia f(x) e ottengo 3
risultati
X=1/3 y=9/2
Q Q
X=1/12(9- 33) 𝑦 = 3/4(1 + 33)
Q Q
X=1/12(9+ 33) 𝑦 = −3/4(−1 + 33)

4. Ricordando l’integrale di 𝑥 M- 𝑑𝑥 = log (𝑥)
possiamo facilmente calcolare l’integrale di
𝑓 𝑥 = 𝑥 M- + (1 − 𝑥)M-

che vale

L
log 𝑥 − log (𝑥 − 1)= log ( )
LM-

Considerando ora gli estremi 3/4 e 1/4 la soluzione dell’integrale è log(9), e graficamente
si rappresenta come l’area della sezione in figura



Per risolvere g 𝑥 = |𝑥 M- + (1 − 𝑥)M- | nell’intorno di 2 e t (con t maggiore di 2) vediamo
una proprietà:

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la quantità 𝑥 M- + 1 − 𝑥 M-
è sempre negativa quando la x è compresa fra 2 e t . Il modulo della funzione si può
scrivere come

𝑔 𝑥 = −𝑥 M- − 1 − 𝑥 M-
Quindi il suo integrale si risolverà come

-ML
{−𝑥^(−1) − (1 − 𝑥)^(−1)}𝑑𝑥= log(1-x)-log(x)= log ( )
L
E nell’intorno da noi cercato sarà

1−𝑡 1−2
log − log
𝑡 2

Per visualizzare graficamente gli estremi possiamo dare momentaneamente un valore
costante a t (sempre superiore a 2) come ad esempio 5, allora il grafico in questione sarà
del tipo:



Quando t tende a infinito la funzione tenderà al valore costante log(2).

PROBLEMA N. 2
1.
𝑓 𝑥 = 𝑥 𝑘−𝑥
𝑘 − 3𝑥
𝑓? 𝑥 =
2 𝑥
𝑘
𝑓? 𝑥 < 0 → 𝑥 >
3
𝑘
𝑓? 𝑥 > 0 → 𝑥 <
3

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a a
𝑓 decresce dopo 𝑥 = e cresce prima; quindi ho un massimo in 𝑥b = .
C C

𝑘 𝑘 𝑘 𝑘 2𝑘 2𝑘 𝑘
𝑦b = 𝑓 = 𝑘− = =
3 3 3 3 3 3 3

𝑘 2𝑘 𝑘
𝐹 ;
3 3 3

𝑔 𝑥 = 𝑥. 𝑥 − 𝑘
𝑔? 𝑥 = 2𝑥 𝑥 − 𝑘 + 𝑥 . = 2𝑥 . − 2𝑘𝑥 + 𝑥 . = 3𝑥 . − 2𝑘𝑥 = 𝑥 3𝑥 − 2𝑘
.a
Quindi 𝑔? 𝑥 = 0 per 𝑥 = 0 o per 𝑥 = ∈ 0, 𝑘 .
C

2𝑘
𝑔? 𝑥 > 0 → 𝑥 < 0 , 𝑥 >
3
2𝑘
𝑔? 𝑥 < 0 → 0 < 𝑥 <
3
.a
La funzione decresce da 0a dove ha un minimo, poi cresce:
C

2𝑘
𝑥c =
3
.
2𝑘 2𝑘 4𝑘 . 𝑘 4𝑘 C
𝑦c = −𝑘 = − =−
3 3 9 3 27
2𝑘 4𝑘 C
𝐺 ;−
3 27
2𝑘 𝑘
𝑥c = = 2𝑥b = 2 ∙ = 2𝑥b
3 3
4𝑘 C
𝑦c = −
27
.
.
2𝑘 𝑘 4𝑘 C
− 𝑦b =− =− −
3 3 27

2.
𝑘−3
𝑓? 𝑥 =
2 𝑥

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𝑔? 𝑥 = 3𝑥 . − 2𝑘𝑥
I grafici si incontrano in 𝑂 0; 0 .
Affinché siano ortogonali voglio che in 𝑂 0; 0 i valori della derivata siano antireciproci
lim 𝑓 ? 𝑥 = +∞ Tangente verticale
L→%

lim 𝑔? 𝑥 = 0 Tangente orizzontale.


L→%


L’altro punto in comune tra 𝑓 e 𝑔 si ottiene per 𝑥 = 𝑘, infatti

𝑓 𝑘 = 𝑘 𝑘 − 𝑘 = 0
𝑔 𝑘 = 𝑘 . 𝑘 − 𝑘 = 0
In 𝑥 = 𝑘 si ha

𝑓 ? 𝑘 = − 𝑘
𝑔? 𝑘 = 𝑘 .
Affinché siano ortogonali deve essere
1
− 𝑘=−
𝑘.
i
𝑘 . = 1 → 𝑘 = 1

3. Calcolo l’area della regione 𝑆 delimitata dai due grafici
- - - - -
𝑓 𝑥 − 𝑔 𝑥 𝑑𝑥 = 𝑓 𝑥 𝑑𝑥 − 𝑔 𝑥 𝑑𝑥 = 𝑥 − 𝑥 𝑥 𝑑𝑥 − 𝑥 C − 𝑥 . 𝑑𝑥
% % % % %
- -
2 C 2 i 𝑥l 𝑥C 4 1 21
= 𝑥. − 𝑥. − − = − =
3 5 % 4 3 %
15 12 60
21 .
𝑆= 𝑚
60
Il flusso sarà
21 .
Φ = 𝐵% ∙ 𝑆 = 2,0 ∙ 10M. 𝑇 ∙ 𝑚 = 7 ∙ 10MC 𝑊𝑏
60
4.
𝑅 = 70Ω
𝐵 𝑇 = 𝐵% ∙ 𝑒 Mt1 𝑐𝑜𝑠 𝜔𝑡

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dove 𝜔 = 𝜋 𝑟𝑎𝑑 𝑠.
𝑑Φ
𝐹𝑒𝑚
𝐼=− = − 𝑑𝑡
𝑅 𝑅
𝐵 𝑡
Φ 𝑡 = Φ%
𝐵%
Φ 𝑡 = 7 ∙ 10MC 𝑒 M71 𝑐𝑜𝑠 𝜋𝑡
Φ? 𝑡 = 7 ∙ 10MC 𝜋𝑒 M71 𝑠𝑒𝑛 𝜋𝑡 + 𝑐𝑜𝑠 𝜋𝑡
Φ?
I 𝑡 =− = 10Ml 𝜋𝑒 M71 𝑠𝑒𝑛 𝜋𝑡 + 𝑐𝑜𝑠 𝜋𝑡
𝑅
La corrente cambia verso se la sua espressione cambia segno. Quindi ciò accade per
3 3
𝑠𝑒𝑛 𝜋𝑡 = −𝑐𝑜𝑠 𝜋𝑡 → 𝜋𝑡 = 𝜋 → 𝑡 =
4 4
Per 𝑡 = 0.75 𝑠 la corrente cambia verso.
I ? 𝑡 = −2𝜋 . 𝑒 M71 𝑠𝑒𝑛 𝜋𝑡
Quindi I ? 𝑡 = 0 per ogni numero intero.
Ho infiniti punti stazionari.
Calcolo il valore della corrente per 𝑡 = 𝑛 ∈ 𝑍
𝐼 𝑛 = 𝜋 ∙ 10Ml 𝑒 M7}
È massimo per 𝑛 = 0, quindi in 𝑡 = 0.
La relazione che intercorre tra la variazione del flusso del campo e la corrente è la legge di
Lenz. Questa dice che la corrente indotta è sempre opposta in segno alla variazione del
flusso del campo magnetico che la induce.

QUESITO N. 1
• Affinché 𝑔 𝑥 non abbia asintoti verticali voglio che 𝑥 = 1 sia una soluzione del
numeratore
𝑘 − 1 + 𝑘 − 3 = 0 → 2𝑘 = 4 → 𝑘 = 2
𝑥 C + 2𝑥 . − 3
𝑔. 𝑥 =
𝑥−1

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𝑥 . + 3𝑥 + 3 𝑥 − 1
𝑔 𝑥 =
𝑥−1
lim 𝑔 𝑥 = 7
L→-±

𝑔 non ha asintoti verticali


lim 𝑔 𝑥 = +∞
L→±•

𝑔 non ha asintoti orizzontali


𝑔 𝑥
lim = ±∞
L→±• 𝑥

𝑔 non ha asintoti obliqui


• Affinché𝑔 abbia asintoti obliqui il grado del numeratore deve superare di 1 quello del
denominatore → il coefficiente di 𝑥 C deve essere 0
𝑘 − 1 = 0 → 𝑘 = 1
𝑥. − 3
𝑔- 𝑥 =
𝑥−1
𝑔 𝑥
lim = 1 = 𝑚
L→±• 𝑥

lim 𝑓 𝑥 − 𝑚𝑥 = 1 = 𝑞
L→±•

Asintoto obliquo di equazione 𝑦 = 𝑥 + 1




QUESITO N. 2
𝑓 pari e derivabile

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𝑓 𝑥 = 𝑓 −𝑥
𝐷𝑓 𝑥 = 𝐷 𝑓 −𝑥
dove
𝐷𝑓 𝑥 = 𝑓? 𝑥
mentre per la regola di derivazione delle funzioni composte
𝐷 𝑓 −𝑥 = −𝐷 𝑓 −𝑥 = −𝑓 ? −𝑥
Quindi
𝑓 ? 𝑥 = −𝑓 ? −𝑥
Perciò 𝑓 ? è dispari per tale caratterizzazione.

𝑔 dispari e derivabile
𝑔 𝑥 = −𝑔 −𝑥
𝐷𝑔 𝑥 = 𝐷 −𝑔 −𝑥
dove
𝐷𝑔 𝑥 = 𝑔? 𝑥
mentre per la regola di derivazione delle funzioni composte
𝐷 −𝑔 −𝑥 = − −𝑔? −𝑥 = 𝑔? −𝑥
Quindi
𝑔? 𝑥 = 𝑔? −𝑥
Perciò 𝑔? è pari per tale caratterizzazione.

ESEMPI:
𝑓 𝑥 = 𝑥. 𝑓 −𝑥 = −𝑥 .
= 𝑥. = 𝑓 𝑥 Pari
𝑓 ? 𝑥 = 2𝑥 −𝑓 −𝑥 = −2 −𝑥 = 2𝑥 = 𝑓 𝑥 Dispari

𝑔 𝑥 = 𝑥 𝑔 𝑥 = −𝑔 −𝑥 = − −𝑥 = 𝑥 Dispari
𝑔? 𝑥 = 1 𝑔 𝑥 = 𝑔 −𝑥 = 1 Pari

QUESITO N. 3

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Si consideri la funzione 𝑓: (0, +∞) → ℝ così definita:

L cos (
𝜋
𝑥)
3
- 𝑥

Determinare l’equazione della retta tangente al grafico di 𝑓 nel suo punto di ascissa 1.

Soluzione:
La formula della retta tangente al grafico nel punto di ascissa 𝑥% = 1 è

𝑦 = 𝑓 ? 𝑥% ∗ 𝑥 − 𝑥% + 𝑓(𝑥% )

Applicando il teorema fondamentale del calcolo integrale al nostro caso

𝜋 𝜋
cos ( 𝑥) cos ( )
𝑓? 𝑥 = 3 − 3
𝑥 1

Ma calcolata nel punto 𝑥% = 1 vale ZERO!
La funzione 𝑓(𝑥% )

- „…† ( ˆ L)
Equivale all’integrale -
che avendo gli estremi uguali (ed essendo dispari) equivale
L

anch’essa a zero.

La retta tangente all’equazione è quindi combaciante con l’asse delle ordinate y=0.

QUESITO N. 4
La retta 𝑟 passante per i punti 𝐴 e 𝐵 sarà
𝑥 − 𝑥‹ 𝑦 − 𝑦‹ 𝑧 − 𝑧‹
𝑟: = =
𝑥Œ − 𝑥‹ 𝑦Œ − 𝑦‹ 𝑧Œ − 𝑧‹
Risolvo mettendo a sistema la prima con la seconda e la prima con la terza

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𝑥 − 𝑥‹ 𝑦Œ − 𝑦‹ = 𝑥Œ − 𝑥‹ 𝑦 − 𝑦‹

𝑥 − 𝑥‹ 𝑧Œ − 𝑧‹ = 𝑧 − 𝑧‹ 𝑥Œ − 𝑥‹
𝑥−2 2−0 = 0+2 𝑦−0

𝑥+2 1−1 = 𝑧−1 0+2
2 𝑥 + 2 = 2𝑦

2 𝑧−1 =0
𝑦 =𝑥+2

𝑧=1
La retta 𝑟 in forma parametrica sarà
𝑥=𝑡
𝑦 = 𝑥 + 2
𝑧=1
Il punto generico 𝑃 appartenente alla retta 𝑟 avrà coordinate
𝑥Ž = 𝑡
𝑦Ž = 𝑡 + 2
𝑧Ž = 1
Calcolo la distanza tra il punto 𝐶 e il punto 𝑃

𝐶𝑃 = 5−𝑡 . + 1−2−𝑡 . + −2 − 1 . = 5−𝑡 . + −1 − 𝑡 . + 9


Calcolo la distanza tra il punto 𝐷 e il punto 𝑃

𝐷𝑃 = 1−𝑡 . + 3−2−𝑡 . + 4−1 . = 1−𝑡 . + 1−𝑡 . + 9


Uguaglio le due distanze
𝐶𝑃 = 𝐷𝑃 → 𝐶𝑃. = 𝐷𝑃.
. . . .
5−𝑡 + −1 − 𝑡 +9= 1−𝑡 + 1−𝑡 + 9
25 + 𝑡 . − 10𝑡 + 1 + 𝑡 . + 2𝑡 = 2 1 + 𝑡 . − 2𝑡
2𝑡 . − 8𝑡 + 26 = 2𝑡 . − 4𝑡 + 2 → 4𝑡 = 24 → 𝑡 = 6
𝑥=6
𝑃: 𝑦 = 2 + 6 → 𝑃 = 6,8,1
𝑧=1

QUESITO N. 5
Domanda1:
▪ Qual è la probabilità che, dopo 4 lanci, il suo punteggio sia ancora 0?

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I casi possibili sono disposizioni con ripetizione in cui per il lancio del dado vale n=6 k=4 (lanci)

La formula è 𝐷},a = 𝑛a in questo caso 𝐷•,l = 6l

I casi favorevoli sono o quando non prendi mai 3 oppure quando capita 3 una sola volta

La probabilità che non capiti mai 3 è data dalla formula (usando la formulazione complementare)

“ ∗• “
•‘,’ ”,6 -.–i
1− “ =-.–•
••,’


La probabilità che invece capiti una volta 3 è

“ ∗• “
•‘,‘ ”,ˆ -.i
“ =
••,’ -.–•


Sommandoli (probabilità totale di casi incompatibili) si ottiene la risposta:

Domanda2:
▪ Qual è la probabilità che, in una sequenza di 6 lanci, il punteggio non scenda mai sotto lo 0?

In questo caso i casi favorevoli son o che capiti sempre 3 oppure che capiti due volte il 3 quindi in
formule

“ ∗• “
•‘,• “ ∗• “
•‘,Q
”,6 ”,’ C-C
“ + “ =
••,• ••,• .CC.—


QUESITO N. 6
Ai vertici di un quadrato 𝐴𝐵𝐶𝐷, di lato 2 m, sono fissate quattro cariche elettriche. La carica in 𝐴 è
pari a 9 nC, la carica in 𝐵 è pari a 2 nC, la carica in 𝐶 è pari a 4 nC, la carica in 𝐷 è pari a −3 nC.

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Supponendo che le cariche si trovino nel vuoto, determinare intensità, direzione e verso del
campo elettrostatico generato dalle quattro cariche nel centro del quadrato.

SOLUZIONE

L’intensità del campo generato dalla carica è

𝑄™
𝐸™ = 𝑘
𝑑.
dove Q è la carica e d la distanza



Siamo su vertici di un quadrato quindi la distanza è data dalla diagonale di esso ovvero

2
𝑑= 𝐿 = 2𝑚
2
Dove L è il lato del quadrato

L’intensità è data dalla somma dei quattro contributi

l
𝑄™
𝐸121 = 𝑘
𝑑.
™œ-
•žQ
Ricordando che 𝑘 = 9 ∗ 10– ∙ ¡
™ ¢Q
ŸQ

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.
2
𝑑. =
2
Sull’asse 𝑥: due cariche positive (uscenti) quindi
4 − 9𝑁 45 𝑁
𝐸L = 9 ∙ =−
2 𝐶 2 𝐶
Sull’asse 𝑦: una carica uscente e una entrante
−3 − 2 𝑁 45 𝑁
𝐸¤ = 9 ∙ =−
2 𝐶 2 𝐶
Otteniamo che il campo ha intensità
45 2
𝐸121 = 𝐸L. + 𝐸¤. =
2

Il verso e la direzione sono dati dalle regole del parallelogramma tra 𝐸L e 𝐸¤ .

QUESITO N. 7
Una particella carica in un campo magnetico uniforme si muove di moto circolare uniforme con un
raggio di curvatura pari a
𝑝
𝑟=
𝑞𝐵
Dove p è la sua quantità di moto, q la sua carica e B il campo magnetico.
Nel nostro caso bisogna ricavare il campo B, abbiamo bisogno allora del raggio di curvatura. Dato
che ogni quadretto ha un lato di 1m e il raggio equivale esattamente alla diagonale di un
quadretto, abbiamo che

𝑟 = 2𝑚

Risoluzione n1: Meccanica classica
L’energia potenziale elettrica del protone si converte in energia cinetica. Vale dunque la relazione
1
𝑚 𝑣 . = 𝑞𝑉
2 ¦
Di conseguenza possiamo facilmente ricavare la velocità dalla formula

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2𝑞𝑉
𝑣=
𝑚¦

Il campo magnetico B si ricava utilizzando quindi

𝑝 𝑚¦ 𝑣 𝑚¦ 2𝑞𝑉 1 2𝑚¦ 𝑉
𝐵= = = = =
𝑞𝑟 𝑞𝑟 𝑞𝑟 𝑚¦ 𝑟 𝑞

1 2 ∙ 1.67 ∙ 10M.¨ 𝑘𝑔 ∙ 400𝑉


= M-– 𝐶
= 2.04 ∙ 10MC 𝑇
2 𝑚 1.60 ∙ 10


Risoluzione n2: Meccanica relativistica
L’energia totale del protone sarà data dalla sua energia a riposo più la sua energia elettrica
𝐸 = 𝑞𝑉 + 𝑚𝑐 .
Per ricavare la quantità di moto a partire dall’energia si utilizza la relazione

𝑝𝑐 = 𝐸 . − 𝑚. 𝑐 l = 𝑞𝑉 + 𝑚𝑐 . . − 𝑚. 𝑐 l =

= 𝑞. 𝑉 . + 2𝑞𝑉𝑚𝑐 . = 𝑞𝑉(𝑞𝑉 + 2𝑚𝑐 . )


Dove c è la velocità della luce. Come si può notare, in meccanica classica si fa l’approssimazione
𝑚𝑐 . ≫ 𝑞𝑉.
Si ha allora che:

𝑞𝑉(𝑞𝑉 + 2𝑚𝑐 . )
𝐵= = 2.04 ∙ 10MC 𝑇
𝑟𝑞𝑐

QUESITO N. 8
L’effetto in questione è l’effetto fotoelettrico.
La radiazione elettromagnetica su una lastra di metallo può portare all’emissione di un elettrone
cedendo la propria energia.
Ogni materiale ha un’energia di soglia diversa per l’emissione dei suoi elettroni, che è chiamato
lavoro di estrazione. Per far sì che un elettrone venga emesso, la radiazione elettromagnetica deve
avere un’energia maggiore del lavoro di estrazione.
𝐸ª«¢ ≥ 𝐿-

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Data la frequenza, l’energia della radiazione elettromagnetica è data da
𝐸ª«¢ = ℎ𝑓 = 7.80 ∙ 10-l 𝐻𝑧 ∙ 6.63 ∙ 10MCl 𝐽 ∙ 𝑠 = 5.17 ∙ 10M-– 𝐽
Che in elettronvolt equivale a
𝐸ª«¢ (𝐽)
𝐸ª«¢ = = 3.23𝑒𝑉
1.6 ∙ 10M-– 𝐽/𝑒𝑉
L’unico materiale ad avere una energia di soglia minore di questa è il Cesio, che ha un lavoro di
estrazione pari a 1.8eV.

Per calcolare la velocità massima dell’elettrone basta porre la sua energia cinetica uguale alla
differenza tra l’energia della radiazione e il lavoro di estrazione.
1 .
𝑚- 𝑣ž«L = ℎ𝑓 − 𝐿-
2
Da cui si ottiene

2 ℎ𝑓 − 𝐿- 2 ℎ𝑓 − 𝐿-
𝑣ž«L = = =
𝑚- 𝑚-

2 5.17 ∙ 10M-– 𝐽 − 1.8𝑒𝑉 ∙ 1.6 ∙ 10M-– 𝐽/𝑒𝑉


= =
9.1 ∙ 10MC- 𝑘𝑔

= 7.08 ∙ 10i 𝑚/𝑠



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