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SEMINARIO DOTT.

RINNOVATI

GESTIONE DELLA COLICA CHIRURGICA NEL CAVALLO

La colica è una sindrome algica che può trovare cause addominali o extra-addominali (come nel caso di ostruzione esofagea, ad
esempio).

Il dolore è la sovrapposizione psichica degli effetti protettivi della subcoscienza.

La valutazione della colica parte dalla forma mimica del dolore, con cui animale esprime il dolore stesso.

La prima cosa da fare è richiedere l’anamnesi e valutare il dolore. Davanti ad una colica siamo davanti a tre scelte:

- Terapia medica
- Terapia chirurgica
- Eutanasia

Il cavallo durante la colica: si guarda il fianco, raspa, rotola. Un cavallo che si rotola o raspa violentemente esprime molto dolore; a
differenza di uno che una volta ogni tanto si guarda il fianco.

Si prende poi la FC e il polso, che risultano aumentati in caso di dolore. Basterebbe anche solo il polso, ma a volte è difficile prenderlo
in colica. Quando un cavallo ha 80 di polso e si rotola --> la colica sarà grave.

Si fa quasi sempre diagnosi di sede, e non specifica (possibile in sede laparotomica).

Si prende poi la FR: maggiore è, più ha dolore.

Si osserva le membrane e le mucose: preoccuparsi quando sono molto pallide o estremamente congeste (TRC molto aumentato o molto
diminuito). A parità di patologia, due cavalli possono presentare due sintomatologie completamente diverse.

Auscultazione dell’addome nei quattro versanti: ci preoccupiamo quando motilità è estemamente diminuita o aumentata. E per ultima si
esegue l’esplorazione rettale, che può portarci anche a far diagnosi.

Si passa poi agli esami collaterali:

- Sondaggio rinogastrico
o Positivo = reflusso gastrico per ileo paralitico (ostruzione o stenosi funzionale) ➔ peculiare, ma non esclusivo, delle
coliche del piccolo intestino.
o Negativo =
- Lattato ematico = esprime il metabolismo anaerobio. In corso di colica, lattati ematici alti sono da relazionarsi a lesioni
ischemiche. Un cavallo che ha fatto attività sportiva fino ad un’ora prima ha comunque i lattati ematici, quindi visitare sempre
il paziente per relazionarvi i parametri ematici.

SEGNI CLINICI PATOLOGI PICCOLO INTESTINO

Il dolore solitamente è improvviso, difficilmente controllabile con gli analgesici e il reflusso appare nelle prime fasi della colica.

Una colica può essere:

- Del piccolo/grosso intestino


- Ostruttiva/non ostruttiva
- Ostruttiva strangolativa/ostruttiva non strangolativa (lesione vascolare?)

Per il piccolo intestino abbiamo:

1) Ostruzione semplice
2) Ostruzione strangolativa
3) Infiammazione

COSTIPAZIONE DELL’ILEO

Si tratta di un accumulo di materiale compattato e disidratato nell’ileo --> massa tubulare da molle a solida ostruente. Ne conseguen
ileo paralitico.

Si tratta spesso di una patologia primitiva: punte dentali e scorretta alimentazione favoriscono questa problematica.

Il primo trattamento può essere di tipo medico: i dolori all’inizio sono vaghi, scarica poco la valvola ileo-ciecale e quindi si preferisce
provare a dare fluidi o olio di vasellina.
In caso terapia medica non funzioni, animale viene portato in sala operatoria. Si esegue una taxis manuale, cioè si prende intestino in
mano e manualmente si cerca di far defluire il contenuto verso il cieco. A volte non è sufficiente, allora si prende una sacca di ringer
calda con deflussore e ago rosa, che viene inserito all’interno dell’ileo per ammorbidire il contenuto. Una volta ammorbidito far defluire
nel cieco. Non è necessaria una enterotomia.

La prognosi solitamente è buona, ma può recidivare. Risponde bene a trattamenti analgesici.

COSTIPAZIONE DA ASCARIDI

Non solo a livello dell’ileo ma anche del digiuno. Si tratta di una colica peculiare perché avviene solamente in una circostanza: quando
si svermina un cavallo mai stato trattato o non trattato da molto tempo --> anamnesi la fa da padrone.

Si tratta di una colica pericolosa: animale muore di endotossiemia, laminite per la morte massiva di molti parassiti.

In questi cavalli la chirurgia è necessaria:

1) Buttare tutti ascaridi nel cieco e di lì finire nel colon (taxis manuale) = ultimo dei trattamenti proposti
2) Enterotomia (dieresi, fuoriuscita ascaridi, chiusura della breccia, trattamento endotossico successivo)

Spesso la prognosi è infausta (50% circa muore di endotossiemia).

ADERENZE

Le aderenze sono molto frequenti nel cavallo e dovute al fatt che il peritoneo è fatto da uno strato di monociti che una volta toccati
vengono via e non riformano, formando aderenze.

Le aderenze le posso avere tra intestino e intestino, intestino e parete addominale, oppure intestino e omento.

Può risultare una colica strangolativa o come no.

La chirurgia consiste nello sbrigliamento dell’aderenza stessa. Segni tipici di una colica del piccolo intestino.

Se non c’è strangolamento la prognosi è migliore. Solitamente, si sospetta la presenza di aderenze in animali che hanno subito
precedenti interventi.

OSTRUZIONE STRANGOLATIVA DEL PICCOLO INTESTINO

L’insorgenza di solito è acutissima (=dolore fulminante, difficilmente trattabile con analgesici), e le mucose sono molto pallide o
congeste. I borborigmi sono quasi sempre assenti. Nelle prima fasi, intestino reagisce con un’ipermotilità, apprezzabile se ci troviamo in
scuderia dato che si apprezzano nelle prime fasi.

Effettuare ecografia, addominocentesi (per saggiare lattato addominale o ematico). Se lattato ematico è superiore, suggerisce un

Il trattamento è chirurgico:

• Volvolo (torsione organo attorno al suo asse mesenteriale) --> si crea una lesione ischemica e strangolamento intestinale dove
si rende necessaria una enterostomia.
• Ernia del forame epiploico --> dislocazione di visceri od organi da una cavità naturale ad una che può essere naturale,
teratologica o accidentale. Esistono ernie monocavitarie, policavitarie ed intercavitarie.
Ernia propedentia cordis nel bovino.
In questo caso si ha dislocazione dell’intestino, in particolare ileo, nello iato di Winslow (a livello del lobo caudale del fegato,
vena porta, piega astro—pancreatic.a.
L’intestino vi può entrare da dx o sx➔ risultato è lo stesso, intestino si ischemizza per strangolamento.
Di solito si fa un’anastomosi termino-terminale, in corso di enterotomia.
Di solito il dolore è variabile, poi diventa incoercibile.
• Lipoma penduncolato ➔ lipoma mesenterico molto lungo che fa attorno all’intestino una torsione che va poi a strozzare
l’intestino. I fattori di rischio sono vari: pony particolarmente predisposti.
Ci può essere risoluazione oppure no, in relazione a quanto tempo impiega veterinario per agire.
• Ernia mesenterica, monocavitaria, interna, dove si ha passaggio di tenue, ileo o digiuno attraverso il foro del mesentere di
qualsivoglia tratto.
• Ernia scrotale/inguinale, possiamo avere come no la rottura della vaginale/parietale. Più correttamente si parla di ernia
inguinale acuta dello stallone. Si ha il passaggio di intestino attraverso l’ostio vaginale del peritoneo. Si può rompere la
vaginale o no (unico individuo femminile che può avere ernia inguinale è la cagna).
Testicolo caldo, dolente, mentre dopo alcune ore durissimo e freddo. C’è una predisposizione di razza: cavalli da tiro e
trottatori. Nel puledro ci può essere e si può ridurre.
In caso di ischemia si esegue rimozione di un tratto intestinale e segue orchiectomia. Nel caso di ernia strozzata nel puledro,
questo si tende a rimuoverlo,
• Invaginamento, può essere di vario tipo: digiuno-digiunale, digiuno-ileale o ileo-ciecale. Può verificarsi per asincronia delle
contrazioni e mobilità di due segmenti di intestino. Questo può avvenire per varie cause.
• Ernia diaframmatica, molto spesso si procede all’eutanasia. Per ernie molto piccole, si riesce a chiudere porta erniaria per via
laparoscopica con la rete. Problema duplice: non sempre si identifica che è quel tipo di colica.
Servirebbe un’anamnesi accurata. Quando possibile trattamento toracoscopico.
• Ernia ombelicale strangolata, tipica del puledro quando si ha involuzione degli annessi ombelicali l’intestino si infila negli anelli
ombelicali. Si tratta di ernia cronica che quando si infiamma però da sintomatologia acuta.
• Malattie neoplastiche, primarie o secondarie, che possono diventare ostruenti dando coliche molto importanti per
sintomatologia del piccolo intestino. Si è impossibilitati ad agire poiché si va diagnosi alla laparotomia esplorativa. Coliche
ricorrenti, in cui si fa laparotomia esplorativa perché non si riesce a capire cosa causi la colica.
• Enterite prossimale (non chirurgica!)
Se riuscissimo a fare correttamente diagnosi, è da non trattare chirurgicamente. L’enterite prossimale non riusciamo ad
individuarla.
Sintomatologia colica del piccolo intestino, reflusso, dolore, si ha laparotomia esplorativa e non si ha nessuna paratopia,
nessuna lesione ischemica ma solo una enterite prossimale… e a quel punto il cavallo muore, perché ha bianchi bassi e con
insulto chirurgico sta peggio.
Importante anamnesi accurata!
Nell’enterite prossimale si ha ispessimento delle anse in maniera generalizzata.

Appunti Martina

LESIONI GROSSO INTESTINO

La capacità di accumulo e distensione è enorme. Sono coliche ad insorgenza più lenta. Il piccolo colon quando ci sono coliche i sintomi
si instaurano molto lentamente (a differenza della regione digiunale).

Segni clinici: la colica parte dalla mimica del cavallo. I segni clinici sono fortemente variabili. Coliche più gestibili da un pdv
farmacologico. Sono cavalli che rispondono bene agli analgesici.

Frequenza cardiaca dai 40 ai 100 bpm. Nel volvolo del grosso colon si ha frequenza elevatissima fino a 100-120.

All’esplorazione rettale si capisce meglio rispetto al piccolo intestino, perché è subito lì. Dolore più sordo e duraturo nel tempo.
Presenza di reflusso solo in un secondo momento

INTESTINO CIECO

In sede laparotomica è il nostro punto di repere, sta centralmente nell’addome, composto da corpo, base, apice con due tenie che si
fondono verso l’apice.

Le due tenie del cieco mi portano: seguendo la tenia dorsale all’ileo, tenia ventrale colon.

La maggior parte delle volte abbiamo costipazione del cieco ++, poi abbiamo rottura dell’organo, infarto, invaginazioni (coliche
abbastanza rare).

- Costipazione del cieco: è una colica di diagnosi semplice, all’esplorazione rettale sul fianco destro sentiamo organo di
dimensioni imponenti ed impaccato con feci dure. Ma non si risolve in maniera medica. Il trattamento con sonde per
decostipare causano un accumulo di liquido che ne possono causare la rottura! Quindi necessaria gestione chirurgica.
La chirurgia prevede tiflotomia, levo le feci. Ma non sempre è efficace, a seconda che sia primitiva o secondaria. Se è primitiva,
è dovuta ad errata innervazione dell’organo: quindi recidiva.
Se la tiflotomia non basta, dobbiamo trovare un’altra soluzione.
La più temibile è quella primitiva: l’ileo butta alimenti nel cieco, ma il cieco non butta nel colon… non si sa quando avviene
quella primitiva.
È una colica con pochi dolori: il cavallo raspa, si mette a cavalletto… all’esplorazione si sente costipato sulla destra.
Se innervazione è compromessa, non è efficace: doppia sutura introflettente.
Se la tiflotomia non è sufficiente, faccio bypass del cieco (è un reintervento, perché so che non funziona solo dopo aver fatto il
primo): può essere completo o incompleto a seconda se lascio in situ o no l’organo.
Questo bypass consente di creare una nuova valvola “ileo-cecale”.
Non faccio prima questo intervento, perché causo una alterazione intestinale importantissima! Il cavallo è un monogastrico, ma
di fatto si comporta come un ruminante per colpa del cieco. Se bypasso il cieco, il colon si deve adattare, si ispessisce… il
problema è che hanno una sopravvivenza di 2-3 anni dopo l’intervento. Quindi non si fa come primo intervento.
Quindi:
1. Tiflotomia
2. Svuoto organo

Se recidiva → bypass!
Si lascia il cieco in situ (che va incontro ad involuzione) e si fa bypass.
Se il cieco non è molto impaccato, è abbastanza morbido possiamo anche optare per terapia medica, soprattutto nelle prime
fasi.
Con il trattamento medico sopravvivono di più, perché sono meno gravi; con il trattamento chirurgico sopravvivono 60% degli
individui.
- Perforazione del cieco: non è una patologia chirurgica!!!!
Si rompe per costipazione o secondariamente per presenza di gas. Si fa laparotomia esplorativa e si vede perforazione.
L’animale muore. Si fa eutanasia, perché tanto morirebbe per peritonite.

GROSSO COLON

Oggetto di colica ostruttiva, non ostruttiva, strangolativa e non.

Coliche ostruttive non strangolative:

- Costipazione grosso colon: colica più comune. Colica dove il management medico è auspicabile.
Si ha flessura pelvica costipata, ovvero flessura tra LVD e LDC. Accumulo di feci compatte con costipazione.
Dolori sordi ad accessi: si riesce a gestirla con analgesici.
FC non elevata.
Diagnosi: flessura pelvica che dovrebbe stare sulla sinistra spostata al centro in cavità pelvica. Si sente massa fecale molto
dura.
Fattori predisponenti vari: qualsiasi cosa! A volte ha male ad un occhio, lo metti in box, non si muove e si costipa il colon.
Trattamento: parte sempre come trattamento non chirurgico. Molto spesso si hanno terapie fai da te da parte dei proprietari
con analgesici per 3-4 gg e quando il vet arriva, la distensione dell’organo con compattezza dell’organo che prevedono
necessità di intervento chirurgico con esteriorizzazione dell’organo e colotomia pelvica.
- Enterolitiasi: ostruttiva non chirurgica. Formazione di un conglomerato che di solito si ferma a livello di flessura pelvica,
oppure nel piccolo colon, che si organizza attorno ad un nucleo. Il nucleo spesso è spago di rotoballe che ingerito fa da punto
di concrezione che arriva fino alla consistenza della pietra. A volte sono noccioli della frutta.
La pica è un fattore predisponenti ed anche la durezza dell’acqua.
Una volta fatta diagnosi è sconsigliato tentare di fare l’espulsione per via naturale: l’enterolito spostandosi gratta la parete e
fa lesioni all’intestino! Quindi una volta fatta diagnosi dobbiamo procede alla laparotomia esplorativa e togliere enterolito o
tramite taxis manuale guidata se è nel piccolo colon con mano transrettale; oppure si fa enterotomia.
Quando si ha sospetto di enterolitiasi e enterolita ha una certa consistenza, ++ nei pony Shettland si fa rx addominale.
Bisogna prevenirli con corretta alimentazione e contenuto minerale dell’acqua basso.
- Corpi estranei: spesso si ferma nell’ileo. Stragrande maggioranza sono reti di nylon. Se supera l’ileo, lo troviamo nel colon
(++).
Ostruzioni per paratopie, coliche ancora non strangolative:
- Dislocazione dorsale destra e sinistra: la sinistra è la più conosciuta.
Spesso denominata come ERNIA NEFROSPLENICA o INCARCERAMENTO NEFROSPLENICO.
Il colon si sposta e si incastra facendo ernia interna nel legamento tra rene e milza (nefrosplenico). Colica con diagnosi molto
semplice. Patologia prettamente chirurgica, anche se può avere prima management medico – si chiede di chiudere poi questo
spazio.
Si fa diagnosi in maniera semplice: non si sente la milza, ma si sente il colon alla palpazione rettale. Si fa eco e si vede il colon
là dove si dovrebbe avere milza – spazio nefro-splenico – rene.
Dobbiamo fare dei farmaci per far costringere la milza che si riduce di volume: si usa fenilefrina. Dopo questo farmaco si fa
trottare il cavallo dal lato destro per far stirare l’addome e per far scendere intestino dallo spazio nefro-splenico. Se l’intestino
fosse ancora lì, preparo sala operatoria, induco nel box-risveglio, lego e tiro su il posteriore e salto sul fianco sx. Se non si è
ancora scarcerato, lo devo posizionare manualmente con chirurgia con laparotomia sul lato dx.
Successivamente si effettua chiusura laparoscopica dello spazio nefro-splenico con pz in piedi. Chiudo con dei punti per
impedire la recidiva.
Dislocazione destra: abbiamo il colon che si insinua tra cieco e parete addominale. Non è difficile la diagnosi perché si sente
flessura pelvica verso destra con palpazione.
Dolore variabile, solitamente buona risposta agli analgesici. Spesso si riduce solo con analgesici e fluido terapia. Se dopo 12
ore non si risolve, si opera con colonpessi per evitare recidive – ma ha delle complicazioni, quindi se si può, si evita.
- Volvolo del grosso intestino: se il volvolo è minore di 270° non c’è ischemia con necrosi. È sempre dolorosa, è sempre
chirurgica, ma non dovrebbe necrotizzare. Se è > l’intestino diventa ischemico.
Il volvolo del grosso colon fa sì che si abbia alla laparotomia esplorativa si ha colon congesto, viola. Si ha dolore, FC e FR
altissime. Dolore incoercibile. Il colon non è in sede.
Si ha reflusso gastrico dopo poco per compressione del piccolo intestino e ileo paralitico secondario.
La diagnosi spesso è con esplorazione rettale.
Non abbiamo dubbio se dobbiamo operare o no. Anche 2 ore dall’insorgenza possono risultare fatali. Quando è troppo
ischemico il grosso colon non possiamo fare molto… possiamo detorcere, svuotare e rimettere in posizione, ma se è troppo
ischemico.

PICCOLO COLON

Difficilmente il dolore è imponente, soprattutto per ostruzioni semplici

Puledro → Costipazione da ritenzione di meconio: il puledro nasce con il meconio, quindi… ritenzione = arresto di prodotti organici od
organici ai loro luoghi di origine o loro dipendenze, quindi risulta alloggio forzato e per i primi si ha accumulo. Si possono fare fluidi
per via rettale: 3-4 litri un paio di volte al giorno per non intervenire chirurgicamente. Ago nel piccolo colon, sacca di ringer, si
ammorbidisce e si fa defluire tutto il contenuto. Si tende a non trattarle in maniera non chirurgica.
PRINCIPALI PATOLOGIE DELLE PRIME VIE RESPIRATORIE
CAVITA’ NASALI

Problema fonico. Il cavallo fa rumore, ed è una questione secondaria al calo di rendimento fisico.

- Paralisi falsa narice

Semplice da diagnosticare. Il cavallo ha stridore.


Si vede una narice più bassa dell’altra e si vede che la falsa narice è collabita mettendo un dito nel naso.
Si può fare rinoplastica (soluzione da campo): si rimuove solo la cute mettendola in alto; altrimenti si toglie la falsa narice con anestesia
generale.

- Palatoschisi

Mancata unione del palato, soprattutto del palato molle, ma anche duro.
Segno classico = polmonite ab ingestis e si vede latte che esce dal naso.
Intervento proposto: sinfisiotomia → si taglia sinfisi mentoniera, si porta da una parte la lingua e si va a fare sutura sul palato.
È un intervento che non si fa di frequente perché la prognosi non è ottima.

- Ematoma progressivo dell’etmoide

Patologia non frequente nel cavallo, ma comunque presente ++ nei cavalli + anziani. Non si sa la sua origine istologicamente molto
simile ad emangioma, ma non è di origine tumorale.
Una delle due narici è + o meno occupata dall’etmoide che diventa grosso quanto pallina da tennis. Inoltre, abbiamo epistassi
ricorrente.
Diagnosi endoscopica: si riesce a localizzare etmoide che risulta essere arrossato ed ingrossato.
Il suo trattamento è vario. Vari trattamenti proposti perché nessuno funziona in maniera perfetta.
La meno invasiva: iniezione di formalina tamponata al 10% o agenti sclerosanti e diminuisce di volume; oppure si può bruciare con un
laser quando è piccolo.
Altrimenti si passa in chirurgia con apertura del seno e la rimozione vera e propria: è praticamente una autopsia, perché fuoriesce
molto sangue. Serve sangue fresco!

- Micosi delle narici

Molto simile/uguale a quella del cane.


Trattamento trans-edoscopico con pomate antimicotiche.

- Polipi nasali

Spesso sono cisti. Anche questi sono causa di rumore respiratorio perché occupano spazio nei seni e nel naso. Si ha rimozione
chirurgica della cisti, oppure si aprono i seni mascellari e frontali contestualmente con asportazione della parte cistica senza richiudere,
facendolo chiudere per seconda intenzione.

FARINGE

- Iperplasia linfoide faringea (FARINGITE FOLLICOLARE)

Solo poche volte è dovuta ad irritazione per allergeni o malattie virali. Molto spesso è dovuta a patologie secondarie tipo emiplagia
laringea e dislocazione del palato molle.

- Cisti faringea (SUBEPIGLOTTIDEA)

Abbastanza rara, causa dolore e disfagia.


Si fa rimozione chirurgica della cisti.

- Collasso della volta del faringe

Non è mai primitivo. Complicazione di malattie neuromuscolari. Si tratta la patologia originaria.

- Dislocazione dorsale del palato molle (DDPM)

Può essere:

✓ Persistente: endoscopia a riposo


✓ Intermittente: sotto sforzo, tipica del galoppatore ed è invalidante

Il palato molle si porta al di sopra dell’epiglottide. Va fatta endoscopia sotto sforzo, si vede il palato molle sopra con stridore e rumori
espiratori. Quando è grave possiamo anche avere disfagia.
Le cause sono tra le più disparate: ipoplasia epiglottidea, spinta della lingua durante l’esercizio, neuropatie.
Segni clinici: intolleranza all’esercizio, cavallo russa molto..perdita margine libero dell’epiglottide
Trattamenti: problema nei galoppatori, il trattamento di prima scelta è quello di legare la lingua in galoppo. Quelli che hanno
dislocazione intermittente lieve la soluzione è quella di prendere la lingua e legarla con collant.
Intervento di ultima generazione: tie forward.
È molto costoso, intervento che è andato molto di moda fino a 4-5 anni fa e poi hanno visto che la % di successo è quasi uguale a
quella dell’intervento tradizionale.
Serve a rimpiazzare il muscolo tiro-ioideo. A spostare tutta la laringe in avanti, innalzando l’epiglottide.
Si mette un impianto nelle cartilagini laringee spingendo in avanti e verso l’alto.
Intervento tradizionale = stafilectomia marginale. Accesso laringotomico, si prende il palato e se ne rifila il margine. Si possono recidere
anche i muscoli che tendono a tirare indietro il palato.
In alternativa a chi non vuole spendere troppo: si può fare miectomia nel terzo medio del collo con cavallo in standing.
Altrimenti con laser con via endoscopica, in piedi, si fanno 3-4 file di bruciature e inducono retrazione cicatriziale che tirano indietro il
palato.

- Incarceramento dell’epiglottide

Epiglottide sovrastata e si incarcera nelle pieghe ari-epiglottidee, pieghe di mucose che danno movimento all’epiglottide. A volte sono
sovrabbondanti e si vede epiglottide bombata e non ne vediamo il margine libero. A volte si incarcera fortuitamente e si risolve con un
uncino levandola.
A volte si fa resezione della linea mediana o si può ispessire l’epiglottide con delle resine siliconiche per ispessire l’epiglottide.
Da non scambiare con infiammazione dell’epiglottide!

- Emiplagia laringea

Assonopatia distale del nervo laringeo ricorrente che va ad innervare il mm cricoaritenoideo dorsale, quindi il malfunzionamento di
questo nervo porta a paralisi o paresi della laringe, di solito sx.
La corda vocale si ritrova flaccida nel lume della trachea con conseguente rumore respiratorio di grado di verso a seconda della
emiplegia.
Esiste una classificazione della disfunzione laringea a riposo: da grado I a grado V
Trattamento: chirurgico.

✓ Ventricolectomia via laringotomica con cordectomia: tecnica più vecchia! Si identifica il ventricolo del Morgagni, con un
tiramucosa (o cocker) si fa tipo cavatappi e si sguanta la mucosa ed il ventricolo del Morgagni tira la corda vocale verso
sinistra per tessuto di granulazione, si prende la corda vocale e si taglia.
✓ Ventricolocordectomia per via endoscopica, laser, cavallo in piedi: si fa per via transnasale bruciando ventricolo del Morgagni
e corda vocale
✓ Aritenoidectomia parziale: non si esegue, se non in quelli di grado V. Si toglie l’aritenoide, quindi il cavallo diventa disfagico.
✓ Laringoplastica con protesi: gold standard. Ne esistono diverse varianti, noi parliamo di quella standard: tirante che tiene
aperta l’aritenoide che va dalla cricoide al processo muscolare dell’aritenoide. È un filo di diversi tipi a seconda della scelta del
chirurgo, preferibilmente sintetico non assorbibile che fa da tirante.

Bisogna piantare il filo sopra o sotto i muscoli fino ad arrivare al processo muscolare dell’aritenoide, si tende fino a che non si ha una
abduzione di x gradi, a seconda dell’esperienza del chirurgo e dell’efficacia degli interventi precedenti. Abduzione migliore è dell’80%.
Se viene tirata troppo diventa disfagico, se viene tirato poco non ha efficacia.

Si fa in anestesia generale o locale con cavallo in piedi.

Si ripropone a cavalli da salto.

• Reinnervazione con peduncolo neuromuscolare: si va ad innervare il cricoaritenoideo dorsale. Ci vogliono 8 mesi/1 anno
per vedere efficacia dell’intervento.
• Tracheostomia nei casi gravi

- Condropatia delle aritenoidi

PATOLOGIE DELLA TASCHE GUTTURALI

- Timpanismo: perforazione con laser per eliminare timpanismo


- Micosi: scolo nasale mono o bilaterale, si vede fungo per via endoscopica. È un ambiente caldo, perché c’è la carotide, quindi
si ha umidità e calore che permettono la crescita di funghi.
Lo scolo nasale può essere più o meno purulento e spesso più o meno emorragico: il fungo può ledere le pareti della carotide
ed il cavallo muore.
Epistassi monolaterale, a volte poco sangue, a volte invece in un’ora si perde il paziente.
Chiusura della carotide con il “coil”.
Non arrivando più alla tasca gutturale, non si hanno più condizioni di umidità per il fungo.
- Empiema: raccolta di pus. Alla radiografia vediamo pus conglomerato, particolare e specifiche che si chiamano condroidi.
- Artropatia temporo-ioidea
ORTOPEDIA NEL CAVALLO
LA ZOPPICATURA

La zoppia è sintomo di patologia specifica. La visita viene fatta con elementi semeiologici e si confronta mentalmente e
soggettivamente con ciò che è normale:

- Con un soggetto sospetto patologico


- Dopo un trattamento, un intervento, un blocco anestetico

Successivamente, si documenta con le tecnologie.

Si parte con il segnalamento e l’anamnesi: determinate razze di cavalli e attitudine portano con sé delle patologie. I galoppatori hanno
facilmente patologie al nodello o flessore superficiale; QH osteocondrosi della grassella.

• Razza
• Sesso, ci sono patologie specifiche che colpiscono maggiormente i maschi (es. dolore al testicolo provoca zoppicatura)
• Età
• Attitudine

Quando si fa delle domande al proprietario bisogna pensare che questo sia in buona fede, soprattutto in caso di visita per la
compravendita: c’è chi in malafede tende a mascherare eventuali zoppia, con manipolazioni del morso al trotto.

1) Fase statica --> il 70% di zoppia si risolvono col cavallo fermo


Difetti di appiombo (mancinismo, cagnolismo, dentro di se e fuori di se)
2) Fase dinamica, si fa partendo dal passo e poi passando al trotto

L’anamnesi deve essere accurata:

- Durata zoppia (acuta o cronica)


- Intensità
- Insorgenza
- Caratteristiche zoppia durante attività (caldo, freddo)
- Permanenza / ricorrenza / intermittenza
- Variazione in seguito a fasi di riposo
- Progressione
- Causa apparente
- Terapie effettuate e risposta al loro uso
- Ultima ferratura

La zoppia ha vari grading:

➢ 1 = difficilmente evidente
➢ 2 = evidente con movimento abnorme del cavallo
➢ 3 = molto evidente
➢ 4 = evidente al passo
➢ 5 = soppressione dell’arto al passo

È una cosa soggettiva. Tenere conto della conformazione, cioè della forma e profilo dell’animale, della sua forma e funzione, e della
costituzione, cioè le caratteristiche ereditarie di un animale o di una razza che meglio si prestano ad una data funzione. Una cattiva
conformazione degli arti favorisce o è causa di zoppicatura.

L’esame statico consiste in:

1) Ispezione
a. Da lontano, per valutare la conformazione, la costituzione, gli spostamenti del peso e
l’appoggio degli arti ecc.
b. Da vicino, gli arti e paragonarli uno con l’altro. Cavallo piazzato, eventualmente legato
ai due venti o tenuto da un aiuto.
c. Davanti
d. Dietro
e. Laterale

Arto anteriore normale:

- Linea da punta spalla biseca l’arto.


- Linea da spina scapola biseca arto fino al nodello e cade al tallone.

Arto posteriore normale:

- Linea dalla tuberosità ischiatica biseca l’arto.


- Linea da tuberosità ischiatica segue il metatarso.
2) Palpazione
a. Zoccolo con sonda apposita

L’esame in movimento consiste nella valutazione dell’animale al:

- Passo/Trotto
- Dritto/Circolare
- Duro /Morbido
- Piano/salita - discesa

Il trotto è l’andatura che maggiormente stressa la zoppia: valutiamo meglio movimenti della testa e della groppa. Nella zoppia dell’arto
anteriore, il cavallo sposta la testa usandola da bilanciere così da ridurre il carico sull’arto malato. La alza quando appoggia l’arto
malato e l’abbassa con quello sano. Non si guardi solo il “saluto”, altrimenti si perdono le zoppie del secondo e primo grado.

I movimenti sono più evidenti, maggiore è il grado di zoppicatura.

Per l’arto posteriore: il cavallo si comporta come un umano. Quando appoggia arto malato abbassa drasticamente la groppa, e poi dà
un colpo di groppa quando lo tira su. Nel posteriore alza la testa quando appoggia l’arto sano.

Al trotto si fa prima in linea retta, meglio prima su terreno duro e poi su terreno morbido. In salita e discesa e poi cavallo in volta a sx e
dx. i dolori ossei sono stressati dal terreno duro, i dolori tendinei dal terreno morbido. In salita, maggiore propulsione degli arti
posteriori, in discesa sollecita maggiormente gli arti anteriori. A volte le patologie sono asimmetriche, ecco che è fondamentale l’esame
in volta.

Spesso non si può eseguire tutto questo schema, ma bisogna adattarsi al luogo in cui visitiamo e al tipo di cavallo.

Arti anteriori:

1) Movimento testa: la testa si abbassa quando appoggia l’arto sano, si innalza quando appoggia l’arto malato.
2) Talloni: normalmente il tallone atterra prima della punta e si solleva prima della punta. (dolore alla punta accorcia la fase
posteriore del passo, dolore al tallone accorcia la fase anteriore del passo) = (arco basso all’anteriore dolore alla spalla, carpo
e nodello, accorciamento fase anteriore e allunga la fase posteriore)

Arti posteriori:

1) Movimento testa: la testa si solleva quando appoggia l’arto posteriore sano, si abbassa quando appoggia l’arto malato.
2) Movimento glutei: da dietro asimmetria ed innalzamento. Il dolore diminuisce la durata dell’innalzamento del gluteo

Tenere sempre presenti le fasi del passo:

1) Appoggio
2) Stacco
3) Sospensione
4) Impatto (da presa di contatto a dissipazione)

Il passo ha una fase craniale e una fase caudale. Ad esempio, nelle zoppie di grassella è quasi abolito la fase craniale = animale trascina
la punta. La fase craniale è situata davanti all’impronta del piede opposto, mentre la caudale posteriormente l’impronta del piede
opposto.

Bisogna far bene attenzione all’arco di sospensione dell’arto.

Individuato l’arto malato, lo palpiamo nuovamente e poi passiamo alle prove di flessione. Queste servono a mettere in stress le
strutture osseo-articolari per 40s-1min per poi far partire il cavallo al trotto --> vedere se grading aumenta o meno a seguito della
prova di flessione (es. nodello con artrosi peggiorerà). Prova di flessione negativa se si tratta di una tendinite del nodello.

Flessioni arto anteriore: carpo, nodello, piede.

Flessioni arto posteriore: garretto (grassella), nodello.

Si possono fare poi lesioni parcellari, soprattutto a livello anteriore.

La corda femoro-metatarsica fa si che garretto e grassella devono essere flette in maniera congiunta (in caso di rottura si flettono
separatamente). Ecco che è possibile fare lesioni parcellari nel posteriore, ma di difficile valutazione.

Cosa faccio per confermare il mio sospetto? Si eseguono degli esami diagnostici collaterali. Nel cavallo si esegue “le anestesie
diagnostiche” --> blocchi. Queste diminuiscono o aboliscono la zoppia quando anestetizziamo il sito causa della zoppia. Si parte dal
distale al prossimale, e possono essere ALR (tronculari), infiltrative o intrarticolari (nel caso di guaine).

Quando zoppia diminuisce di almeno il 70% quella è la sede da indagare.


Localizzata la sede di lesione:

- Rx
- Ecografia
- Scintigrafia = si inietta tecnezio (cambio di colore nel sito di lesione)
- RM
- Tac
- Termografia
- Artroscopia = visualizzo al superficie articolare
- Esame liquido sinoviale = quando sospetto artrite settica (soprattutto nei puledri per via ematogena data la vascolarizzazione
encondrale)

Nascita di nuovi sistemi per riducano la soggettività nella valutazione della zoppia:

• GAIT ANALYSIS - Animale viene messo sul tread mill, e viene dotato di un sensore che registra le oscillazioni di arto,
groppa e testa.
• ACCELEROMETER-BASED SYSTEM - Oscillometri che in base a come oscilla il corpo dell’animale, indicano dove si trovi zoppia
e se alta o bassa.

La zoppia è un disordine strutturale o funzionale di uno o più arti, che si manifesta durante il movimento o in stazione. L’eziologia può
essere traumatica, congenita od acquisita, per infezioni, disturbi metabolici, circolatori ecc.

La zoppia si evidenzia con alterazione delle fasi del passo, dell’arco di sospensione ecc.

Esistono anche altre scale per il grading a 4 e 10 livelli.

Grading system a 4:

• I grado: evidente solo al trotto. Rumore più smorzato quando appoggia l’arto malato.

• II grado: si nota al passo, evidente al trotto. La testa si solleva leggermente quando appoggia l’arto ant. malato, asimmetria
innalzamento gluteo e riduzione della durata. Nell’appoggio sostenitivo si ha una ridotta discesa del nodello.

• III grado: ben evidente al passo e al trotto, colpo di testa (anteriore si alza, posteriore si abbassa)

• IV grado: sottrazione al carico, appoggio per breve tempo.

Tipo di visita:

1) Visita di sanità
2) Visita di compravendita: Remember, your veterinarian cannot tell you whether to buy a horse or not, they can simply assist
you in finding current or potential problems. (AAEP)

La maggior parte delle zoppie è a carico degli arti anteriori perché sopportano il 60% del peso. Il 95% delle zoppicature interessano le
regioni distali.

L’80% delle zoppie dell’arto posteriore ha sede nel garretto e nella grassella.

Cause di zoppia sono anche ferrature errate, superfici di corsa troppo soffici, troppo dure, scivolose o sassose fatica muscolare,
scorretto allenamento, sfruttamento di soggetti troppo giovani (2 anni). Valutare anche la sella.

ESAME PER SEDE

• Palpazione e manipolazione:
Si inizia a palpare gli arti ritenuti sani, per ultimo l’arto considerato malato.
In senso disto- prossimale.
• Piede: forma, dimensione, consumo anomalo della parete,
• Controllo della suola:
Palpazione con sonda da piede paragonando i 4 piedi.
• Cercine coronario:
Calore, tumefazione, pus o materiale liquido.
• Pastoia: giuntura interfalangea prossimale.
Palpare per evidenziare tumefazioni.
Confrontare con la opposta.
Formelle artropatie degenerativa
Fratture falange.
• Nodello: palpazione giuntura etacarpo falangea.
Controllare i sesamoidi, tendine flessore superficiale e profondo, guaina tendine flessore profondo (molletta).
Flessione (flexing test)
Sinovite, capsulite,
Fratture ecc.
• Metacarpo:
Palpare i tendini estensori faccia dorsale dello stinco,
Valutare eventuali aderenze. Calore, dolore e tumefazione terzo medio metacarpo (mal di stinchi)
Palpare il II e IV metacarpali con animale in stazione poi arto sollevato
e flesso.
Calore, dolore, tumefazione = schinella, frattura ecc.
• Legamento sospensore:
Palpazione profonda in stazione e con arto flesso.
Dolore, tumefazione = desmite,
• Briglia carpica: dal legamento comune palmare si inserisce sul flessore profondo, a metà
metacarpo.
Palpazione con dolore sintomo di infiammazione (desmite della briglia carpica)
Stiramento o rottura.
• Tendini flessori: profondo e superficiale sono intimamente associati.
Palpazione con arto in appoggio e arto per valutare calore, tumefazione e dolore.
Con arto sollevato e nodello flesso si cerca di fare scorrere i tendini uno sull’altro.
Aderenze sono causate da teniti, sinoviti o tenosinoviti che portano a tumefazione calda e dolente. (processo acuto)
Tumefazione dura più o meno dolente, con deformità del tendine (ventre di trota) è sintomo di tenite, tenosinovite
cronica (tenonco)
• Carpo:
Palpazione di tumefazioni calde, dolenti molli = sinovite, capsulite
Palpazione tumefazioni diffuse, fluttuanti = ematoma, seroma acuto o igroma cronico.
Aspirazione del liquido poi palpare di nuovo per verificare la presenza
di una tenite
Test della flessione.
• Avambraccio:
Palpare i muscoli per verificare la presenza di flogosi acuta o cronica
(miopatia fibrosa)
• Gomito:
Palpare i tessuti molli periarticolari. Tumefazione fluttuante (lupia, bursite olecranica)
Palpare anche l’ascella.
Crepitio del movimento del gomito = frattura olecranica.
• Spalla e scapola:
Palpare i muscoli, test della flessione risveglierà dolore in caso di osteocondrosi o per fratture.
• Tarso (Garretto): palpare per evidenziare se esiste
Una tumefazione liquida mobile (Idrartro tibio-tarsica: sinovite) (spavenio acquoso)
Proliferazioni ossee a carico delle art. intertarsiche distali (spavenio osseo)
Una tumefazione data dalla distensione della guaina del flessore profondo (rara zoppicatura)
Faccia plantare calcaneo infiammazione del legamento plantare lungo (corba)
Lussazione del tendine del fless. superficiale del dito
Tumefazione liquida igroma calcaneale (cappelletto)
• Grassella: verificare tumefazioni ed eventuali ipotrofie muscolari che possono essere correlate a gonite, rottura dei
legamenti crociati, stiramento leg. collaterale mediale, osteocondrite dissecante.
Palpare la rotula per lussazione o movimenti anomali.
• Femore: verificare polso arteria femorale, faccia mediale coscia
nel solco fra m. sartorio cranialmente e m.pettineo caudalmente.
Polso debole o assente = trombosi a. iliaca.
• Anca: mettere in evidenza asimmetria ed atrofia dei gruppi muscolari.
• Pelvi: controllare simmetria delle tuberosità delle anca e ischiatiche.
Sospettto frattura tuberosità
NAVICOLITE – MALATTIA DEL COMPLESSO NAVICOLARE

Erroneamente si parla di navicolite perché in realtà si tratta di un problema della parte plant<re o plasmare del piede. Va da sé che in
alcuni casi specifici si possa parlare di navicolite, in alcuni podotrochilite (borsa navicolare che si infiamma), in altri di tendinite (del
flessore profondo).

L’anatomia della zona fa capire le possibilità ampie di espressione di questa patologia. L’osso fa da scorrimento per il flessore
profondo. Tra i due abbiamo la borsa navicolare, divisa tramite membrana dall’articolazione interfalangea distale anteriormente e dalla
grande sesamoidea, posteriormente.

Si parla infatti di complesso. Una delle cause di patologia più comune nei galoppatori, difficilmente nei trottatori, cavalli da evento e
QH. Ha una importante componente genetica

L’eziopatogenesi si ricerca in:

- Conformazione dritto giuntata e osso navicolare debole


- Frequenti concussioni
- Ferite penetranti nella borsa navicolare.

Quando salta, tutto il peso del cavallo va su un piede solo, quindi tutta la forza scarica sul complesso navicolare.

Patogenesi riporta varie teorie diverse a seconda di come procede la patologia:

1) Teoria della bursite = iperemia, rarefazione ossea, alterazione superficie flessoria


2) Teoria dell’eziologia vascolare = arteriosclerosi, trombosi e ischemia (> vascolarizzazione, osteoporosi apice forami)
3) Rimaneggiamento osseo = aumentata attivazione di osteoblasti e osteoclasti per alterata pressione sull’osso

Tutte le possibili cause proposte sono speculative perché ad oggi la malattia non è riproducibile sperimentalmente. Sembra che
giochino un ruolo importante le succussioni e la forma del piede stesso

BIOMECCANICA – in base alla conformazione ossea un cavallo è più o meno predisposto alla patologia. Stimoli scorretti
biomeccanicamente accelerano il processo degenerativo da usura.

Gli angoli importanti da considerare sono:

- Mantenere leva vantaggiosa per DDFT


- In propulsione estensione e forze aumentano

Come detto, la conformazione piede altera forze e stress su navicolare, la cui conformazione può essere
concava, ondulata, convessa.

Le modificazioni anatomo patologiche consistono in:

- Modificazioni da usura in fibrocartilagine palmare


- Rimodellamento (sclerosi) o. Subcondrale
- Edema fibrosi della midollare sino a formazioni cistiche
- Espansione delle invaginazioni della sinoviale (ex fori vascolari) per osteoclasia
- Fibrillazione cartilagine articolare
- Fibrillazione del flessore
- Aderenze fra flessore e cartilagine
- Entesofiti – desmopatia inserzionale
- Bursite (primaria?)

Segni clinici:

- Cavallo che scrive, segno ormai poco rinvenuto poiché si trattava di cavalli che si trovavo ad un punto della patologia molto
avanzato
- Zoppia
- Il cavallo atterra in punta (eccessivo consumo, tende a incespicare, contusione della suola in punta)
- Accorciamento della fase anteriore del passo con andatura strisciante (scambiata per zoppia di spalla=cavallo contrae i
muscoli sterno-mandibolari conseguentemente)
- Atrofia del ventre muscolare estensore radiale del carpo
- Dolore al muscolo brachio-cefalico per contrattura
- Contrazione dello zoccolo, innalzamento dei talloni, suola concava
Alla visita della zoppicatura:

- Accorciamento passo, zoppia lieve a volte intensa


- Camminare in dritto e in volta su terreno duro
- Al passo - Appoggio in punta per primo
- Al trotto - Rigido collo e spalla
- Visibile in cerchio
- volta stretta esagera sintomi
- Palpazione con sonda zoccolo
- suo valore zone d’applicazione
- Flexion test
- Esacerbare iperestensione con trotto in salita o su cuneo

Come fare diagnosi definitiva?

1. Anestesia diagnostica - Blocco nn. digitali posteriori o palmari


2. Anestesia diagnostica - intrarticolare
3. Anestesia della borsa --> Ago tra i glomi, arrivo alla borsa sinoviale
4. Radiologia
5. Scintigrafia
6. MRI
7. Ecografia
8. Bursoscopia

ANESTESIA TRONCULARE

Può essere eseguita in due punti:

1) Prossimale (facile)
2) Distale (no branca dorsale)

È indicativa di dolore al «piede», ma non specifica per malattia navicolare. A volte zoppica controlaterale.

Falsi negativi (20%).

La mancata risposta al blocco anestetico può essere indice di:

- Aderenze fibrose tra l’osso navicolare e il tendine flessore profondo


- Possibile artrite interfalangea distale
- Presenza di nn. accessori provenienti dal n. digitale dorsale o n. palmare
- Contusioni soleari
- Concomitante artrite traumatica del nodello
- Anestesia scorretta o incompleta

ANESTESIA SINOVIALE INTERFALANGEA DISTALE

Non è specifica, ma funziona. Si ha desensibilizzazione dell’osso, legamento e borsa navicolare per diffusione anestetico (tempo 10
min).

ANESTESIA DELLA BORSA

Difficile, e quindi suggerita la guida radiografica. È attendibile.

RADIOLOGIA

Proiezioni:

- D-P
- L-M
- Dorsoprox-palmarodist obliqua
- Palmaroprox-palmardist obliqua 35-50°
- Proiezioni oblique in flessione

Non sempre correlazione fra zoppia e radiologia. L’assenza di lesioni radiografiche non esclude la presenza di malattia navicolare.
CR molto meglio per diagnosi.
In radiologia gli elementi da rilevare per la diagnosi sono i seguenti:

- Zone trasparenti a margine distale (Presenza, numero, forma, dimensioni, posizione)


- Aree trasparenti su margine prox
- Delimitazione cortico-midollare
- Midollare (Trasparenze e trabecolatura)
- Entesofiti (Margine distale, prox e collaterali)
- Superficie flessoria (Regolarità, aree di trasparenza, ossificazioni)
- Osteofiti articolari
- Ispessimento DDFT
La scala Dick ha un grading da 0 a 4 (0=eccellente, 1=buono, 2=medio, 3=scarso, 4=pessimo)

Lesioni con il gambo vengono dette “a leccalecca”.

Skyline, con piede sopra cassetta, mediante utilizzo di supporto ➔ superficie flessoria del navicolare (possibile presenza di lesioni
cistiche che creano problemi)

SCINTIGRAFIA

Questa tecnica individua area di turnover e infiammazione ossea. Non specifica, non chiarisce la struttura responsabile del problema ma
solo l’area.

MRI

Potenzialmente più sensibile, ma non sempre applicabile per costi, anestesia (anche standing) ed interpretazione, che richiede una
lunga curva d’apprendimento.

ECOGRAFIA

• Due finestre:

o Una dalla superficie volare della pastoia


o Una dal fettone

• Non specifica, difficile esecuzione, non costosa

BURSOSCOPIA

Evidenza di erosioni fibrocartilagine, ma dà problemi di DDTF. Possibili aderenze.. Solo speculativa?

Il trattamento comporta:

1) Mascalcia
a. Pareggio
b. Ferratura correttiva
2) Medico
a. Farmacologico
b. Iniezioni intrasinoviali
3) Chirurgico ➔ Nevrectomia

Gli scopi del trattamento sono il riposo, che è efficace se non si tratta di navicolite (altrimenti dolore ritorna), e lenire il dolore per
impedire un circolo vizioso: appoggio in punta per primo. Si consiglia quindi di camminare regolarmente e in appiombo. Ricordare che
comunque si tratta di una malattia degenerativa irreversibile.

Per quanto riguarda pareggio e ferratura, a volte si prova e si cerca la strada anche attraverso errori, data l’individualità.

I principi base sono:

- Mantenimento di un buon bilanciamento dorso-palmare e latero-mediale


- Facilitare stacco perchè DDFT non prema navicolare con ferro rollante in punta [Punta corta (lo è già a 55°)]
- Mantenere talloni
- Proteggere suola da concussioni

Utilizzare un ferro a uovo e sue modifiche.

Le ferrature terapeutiche proteggono i talloni. I ferri che cambiano il punto di brakeover sono detti “a punta sbarchettata”.

I cavalli con punta lunga-tallone basso richiedono un pareggio accurato per contrastare questa conformazione.

Il trattamento farmacologico comprende:

- NSAID - Fenilbutazone
o Non tutti rispondono
o Basso dosaggio
- Vasodilatatori - Isossisuprina
o B-agonista – vasodilatazione
o Aumento temperatura piedi dopo somministrazione
o Antinfiammatorio e emorreologico
- Anticoagulanti - Warfarin (scarsi risultati)
- Calcificanti – Tiludronato 1 mg/kg

Si effettua un’infiltrazione della borsa podo-trocleare con antinfiammatori steroidei e/o acido ialuronico.
Le tecniche per la nevrectomia possono essere diverse:

1) Nevrectomia chimica
a. Sarapina
b. Veleno di cobra
2) Crionevrectomia
a. Azoto liquido
3) Desomotomia
a. della briglia carpica
b. dei legamenti collaterali del navicolare
4) Nevrectomia (come ultima soluzione)
a. Se l’anestesia digitale palmare ha fruttato completa remissione dei sintomi
b. Complicazioni
i. Persistenza dolore
ii. Neuroma
iii. Ritorno della zoppicatura
iv. Rottura del DDFT(indebolimento)
v. Caduta della parete dello zoccolo (occlusione a. digitale)
vi. Non evidenza di lesioni soleari
vii. Incompleta per branche accessorie (50%)
viii. Reinnervazione

La prognosi va da riservata ad infausta.


LAMINITE

Le prime descrizioni della malattia risalgono ai romani. Ancora questa patologia è oggetto di studio, dato che non si comprende ancora
a pieno il meccanismo eziopatogenetico della malattia.

Si tratta di un’infiammazione delle lamine sensitive del cheratogeno del piede ➔ pododermatite asettica diffusa. Patologia per perdita
ingranaggio piede e della terza falange. I segni clinici sono dovuti a

- Distacco delle lamine da parete dorsale zoccolo


- Dolore
- Trazione di Fless. Prof.
- Rotazione falange

RICHIAMI ANATOMICI – all’interno della scatola cornea dello zoccolo abbiamo la III falange, attaccata intimamente a questo tramite delle
lamine. Le lamine tengono il piede sospeso all’interno dello zoccolo. Si tratta di un ingranaggio dermo-epidermico modificato a tutti gli
effetti.

La muragli dello zoccolo è composta da 3 strati:

- Superficiale (periople)
- Medio (tubulare, da corona)
- Profondo (laminare)

Ho così corrispondenza delle lamine con la muraglia, e dei villi con corona, suola, fettone e bulbi.

L’apparato sospensore è formato da lamine epidermiche e lamine dermiche. La falange distale, avvolta dal derma, è sospesa all’interno
dello zoccolo.

Sulla parete abbiamo:

- 550-600 lamine primarie verticali di 7mm di spessore e 5 cm di lunghezza che terminano alla linea bianca
- 150-200 lamine secondarie aumentano la superficie per il ruolo di sospensione con le altre
- Complessivamente circa 0,8m2 (il bovino molto meno)
- Falange III e derma rimangono uniti e riducono lo stress anche in alti carichi, tranne che in laminite

La connessione delle lamine è più estesa alla punta, poiché le forze di trazione per flesso-estensione in punta sono potenti e agiscono
direttamente sulla falange. Meno estese le connessioni ai talloni, e si ha dispersione delle forse ai tessuti sottostanti dato il cuscinetto
delle cartilagini.

La membrana basale si trova tra le lamelle epidermiche e dermiche. Si tratta di una giunzione solida fra derma e cellule dell’epitelio
germinativo. La lamina densa è costituita da collagene di tipo IV e glicoproteine (in particolare laminina-1). Queste componenti nella
laminite scompaiono.

Quando si ha la crescita dalla parete dello zoccolo in prossimità della corona e cercine coronario si ha rigenerazione continua (le
lamelle prossimali generano lamelle primarie). I danni in corona sono gravi per la crescita, mentre distalmente nelle lamelle non si
vedono mitosi (=quindi le lamelle servono solo come sospensione tra zoccolo e falange).

La parete è in continua crescita a livello coronario. Le cellule dello strato germinativo maturano e degenerano in cheratinociti
aggiungendosi al corno.

A livello del terreno subisce continua abrasione o rimozione da parte del maniscalco. Sia di struttura tubulare che di lamelle cornee.

Le lamelle primarie e secondarie subiscono un distacco riattacco continuo, scaglionato di cellule epidermiche e solo una piccola parte
viene persa e solo poche alla volta si distaccano per mantenere sempre la connessione P3 derma.

Il rimodellamento delle lamine non sembra richiedere proliferazione cellulare ➔ rimodellamento della cellule e della matrice è regolato
da un equilibrio MMP. Il loro rilascio si regola sulla base delle necessità presentate da stress e stiramenti.

Un’attivazione incontrollata di MMP porta a distruzione dell’apparato di unione.

EZIOPATOGENESI

L’eziopatogenesi è sempre legata a lesioni a livello vascolare che portano dei microtrombi nella vascolarizzazione lamellare, con
conseguente infiammazione e quindi laminite.

Le cause si ricercano in:

1) Sovraccarico di glucosio (=ingestione di quantitativo enorme di concentrati)


2) Eccesso di peso
3) Rinfondimento
4) Infezioni (metrite, enterite, polmonite..)

Tutte queste cause portano alla presenza di ammine endotossiche (istamina, citokine, MMP), in grado di operare modificazioni vascolare
e trofiche sull’apparato laminare.
La microtrombosi indotta da tossina viene spiegato partendo da un eccesso di amido, con conseguente aumento dei batteri gram +
(Streptococcus bovis) che utilizzano amido e producono acido lattico. Le fermentazioni portano ad abbassamento del pH, un aumento
di endotossiemia nel cieco e quindi lesioni vascolari e conseguente trombosi.

Le alterazioni emodinamiche sono dovute a:

1) Shunt artero-venosi
Shunt A-V 500 /cm2 bypass difensivo
Se prolungato ipoperfusione capillare
Necrosi ischemica delle lamine epidermiche
2) Vasocostrizione e edema
Iniziale vasocostrizione
Aumento pressione e edema
Sindrome compartimentale
Permeabilità a proteine
Formazione edema

La distruzione enzimatica della membrana basale è data da produzione locale abnorme di MMP-2 e MMP-9, in risposta a stress e
stiramenti MMP.

Si ha il rilascio dell’attacco cellula/cellula e cellula/MB --> gli emidesmosomi nella laminite sono assenti o rotti con separazione e
arrotondamento del nucleo delle cellule basali.

Le alterazioni del metabolismo del glucosio possono essere dovute a:

1) Cattivo utilizzo per Cushing


2) Insulinemia
3) Controllo della glicemia

L’iperponia si riscontra in lesioni ortopediche dolorose (fratture, artriti) con un’incidenza oltre il 10% e la mortalità oltre il 50%. La
patogenesi si ricerca in un carico eccessivo e un’inadeguata perfusione lamellare per costante carico e assenza di azione di pompaggio
(Cuore succenturiato = si dice che il cavallo abbia 5 cuori perché ogni volta che il piede appoggia funge come una pompa, con
conseguente apertura delle anastomosi vascolari).

Un'unica teorica non sembra essere ancora raggiungibile e molti aspetti delle attuali teorie non sono mutuamente esclusive.

SINTOMATOLOGIA

CLASSIFICAZIONE SINTOMATOLOGIA

La sintomatologia può essere classificata sulla base del decorso clinico, oppure in base alla scala Obel.

Obel definisce la laminite:

- Primaria (acuta)
- Secondaria (cronica)
- Terziaria (cronica)

In base al decorso clinico:

- Laminite acuta
o Forma subacuta
o Forma acuta
o Forma refrattaria
- Laminite cronica (è la prosecuzione di una laminite acuta, in cui si ha inizio della rotazione di P3)
o Cronica precoce
o Cronica attiva
o Cronica stabile

Classica rappresentazione: animale sta sotto di sé con gli arti posteriori e fa fatica a camminare.

Un Obel 1:

• Cambia peso fra gli arti


• Polso digitale
• Calore dello zoccolo
• Sonda zoccolo positiva
• Zoppicatura remissione con anestesia
• Maggior sintomi anteriori (65% peso)
Un Obel 2-3:

• Sintomi sistemici (tremore, sudore, FR e FC)


• Fuori di sé
• Carica i posteriori e salta per camminare

Alla visita:

- Aumento T° allo zoccolo


- Polso digitale venoso martellante/persistente
- Sudorazione
- Tremori
- Rifiuto del cibo

L’evidenza del polso digitale e della temperatura in corona sono segni di alterazione della vascolarizzazione:

- Letto vascolare del piede compreso in un ristretto spazio tra scatola cornea e falange distale
- Edema interstiziale in sistema chiuso
- Dolore

Le anastomosi artero-venose sono sistemi di evacuare rapidamente il sangue venoso. Le vene palmari hanno valvole per impedire il
ritorno, ma queste non sono presenti nel piede. Le anastomosi si trovano nelle lamelle dermiche e proteggono dall’edema nei primi
momenti. L’ischemia si ha solo dopo 2h, e poi sopraggiunge il dolore.

Quando si parla di laminite cronica si parla di una laminite di lunga durata. Le manifestazioni sono legate a effetti di disintegrazione
legame laminare fra falange e zoccolo e rotazione P3. La dislocazione (rotazione) della falange provoca la torsione del cercine
coronario con relative conseguenze:

- Schiacciamento arteria marginale


- Stiramento della giunzione dermoepidermica
- Cambiamento di rapporti nelle arterie

Durante la rotazione:

- Il cercine coronoideo viene compresso fra parete dello zoccolo e terza falange
- Le papille non sono più allineate con la parete ma vengono stirate
- La direzione variata delle papille fa cambiare direzione dell’accrescimento dello zoccolo

La direzione dello zoccolo viene corretta solo dopo il riallineamento.

Il margine superiore della muraglia si palpa distintamente

Solitamente è palpabile una fossetta al di sopra della muraglia, solo in punta. Se tutta la circonferenza è grave perché significa totale
distruzione giunzione P3-zoccolo. Si ha così innesto immediato peli-zoccolo.

A volte si apprezza anche il distacco della parete.

In merito all’arteria marginale, si ha schiacciamento e rottura dei vasi, con lesione del derma soleare. Gli arrossamenti soleari si hanno
per ematomi subsoleari (emoglobina compresa nella suola).

La suola da piatta passa a convessa, la linea bianca è più ampia e si apre. È grave se la falange prolassa dalla suola. La rotazione della
falange provoca:

- Schiacciamento in punta del cercine ritarda crescita in punta, normale ai talloni, che provoca:
▪ Punta più lunga e curva concava
▪ Cerchiature più aperte ai talloni
- Sollevamento dei talloni anche vistosi

Si ha allontanamento delle lamine dermiche e epidermiche che diventa permanente con conseguente formazione di un cuneo corneo:

- Da siero a sangue
- Da iperplasia delle lamelle epidermiche

Forse è causa di persistenza di rotazione.

Il cavallo può essere recuperato se si interviene entro 72h dall’inizio della fase acuta ➔ meccanismo che si autoperpetua, fino al
distacco completo della III falange dallo zoccolo (maggiore grado ischemia, maggiore dolore). Il flessore nel mentre tende a far ruotare
la falange. A sto punto fermare il processo è difficile, e la laminite si cronicizza.

La laminite cronica dà sintomi evidenti, tra cui la zoppia e la suola riporta della cerchiature (non esclusive di laminite!).
FORMA SUBACUTA

- Rinfondimento da strada
- Pareggio eccessivo suola
- Senza rotazione
- Si risolve senza danno permanente alle lamine
- A volte difficile da diagnosticare
- Sintomi lievi:
o Calore zoccolo
o Moderato aumento del polso digitale
o Sollevamento ripetuto del piede
o Zoppia in circolo
o Dolore al sondaggio del piede

FORMA ACUTA

Sintomi sono più gravi e lenta la risposta al trattamento. Può esserci rotazione. Maggiormente presente sull’anteriore in quanto porta
più peso.

- Bipede anteriore = fuori di sé anteriormente e sotto di se posteriormente


- 4 piedi = decubito prolungato o sotto di sé anteriormente e posteriormente
- 1 piede = porta più peso sull’altro sembra migliorare la causa che ha portato a iperponia

L’animale riporta ansietà., tremori muscolari, aumento frequenza respiratoria e della T°. I piedi sono caldi in corona e parete. Il polso è
duro (digitale).

A volte risposta al sondaggio.

I sintomi sono sistemici (motilità intestinale, disorresia, mucose)

FORMA REFRATTARIA

Non risponde alla terapia nei primi 7-10 giorni. Indica grave degenerazione delle lamine e infiammazione. La prognosi è peggiore.

FORMA CRONICA PRECOCE

Dura giorni o mesi. Si ha rotazione, e l’evoluzione è differente su risposta del trattamento: in alcuni pochi gradi, ma di solito la
rotazione è più grave, ed arriva sino allo sfondamento

FORMA CRONICA ATTIVA

Forma cronica in cui non si ha assestamento ma la rotazione prosegue lentamente ma inesorabilmente. Ci troviamo gli ascessi. La
falange si abbassa e sfonda la suola.

FORMA CRONICA STABILE

La falange è stabile e la rotazione è variabile da grave a leggera. Ricrescono suola e parete, e si ha miglioramento clinico.

- Aumento linea bianca


o Separazione della suola per futura penetrazione dell’estremità di P3
o Infezione soprattutto in ambienti umidi
- Cerchiature convergenti in corona dorsalmente
- Alterazione dell’apporto vascolare e perdita dell’interdigitazione lamellare.
- Depressione sopra la parete (a volte soluzioni di continuo al solco coronario)
- Spesso preferiscono appoggiarsi al posteriore e scaricare gli anteriori

GRADING ANATOMO-PATOLOGICO (POLLIT)

È basato su ciò che si trova all’istologia ai vari gradi di laminite. Prima della sintomatologia clinica, inizia distruzione della membrana
epidermica. A sintomi presenti l’anatomia delle lamelle è già alterata

A seconda delle cause 8-12 h sino a 30-40 h per completarsi il distacco.

L’attività peggiora il danno (no anestesia).

• Grado 1

In fase di sviluppo cellule della strato basale si allungano, scivolano una sull’altra, si restringono cambiano forma da racchetta a nastro
(evidente dapprima sulle estremità e la membrana basale perde unione con cellule – formazioni a capezzolo).

Alla base delle cellule, la membrana basale è ancora in posizione normale vicino alla PEL.
• Grado 2

Ad ogni passo BM e SEL si allontanano. Alla base delle SEL scompare MB che si allontana da PEL.

La membrana basale porta con sé connettivo e capillari, le cellule basali si raggruppano in masse amorfe ai lati delle PEL.

Le cellule non sono ancora in necrosi, e le estremità a capezzolo sono bollose.

Si ha poco connettivo e capillari fra SEL.

• Grado 3

Completa separazione fra SEL e BM. Le cellule sono senza membrana basale, come massa amorfa

Le lamine della membrana basale rimangono isolate (come tubuli) nel connettivo vicino alla lamelle. Le estremità delle lamelle scivolano
via dalla membrana basale all’inizio microscopicamente, poi di alcuni millimetri.

L’estremità di PEL è completamente staccata dalla membrana.

RADIOGRAMMI

Mettiamo un marker a livello di parete, il piede su un supporto e proiezioni L-L.

Malattia della linea bianca: fessurazione a livello della linea bianca e entrata di aria nella scatola cornea.

Slide

La tecnica corretta prevede l proiezione L-M, con puntamento sotto la corona. Si deve valutare:

- Rotazione dell’estremità distale di P3


- Distanza fra lamine epidermiche e P3
- Linea r-trasparente al di sotto di parete
- Distanza di P3 dal suolo
- Modificazioni morfologia P3

Si osserva di solito un oggetto radio-opaco al margine dorsale dello zoccolo e una puntina sull’apice del fettone. Si eseguono
radiografie in serie per monitorare il processo: se i segni clinici sono presenti per oltre 10 gg anche in assenza di rotazione, è facile che
si verifichi.

Nella laminite cronica i gradi condizionano la prognosi:

• Fausta 5,5
• Riservata 11,5
• Infausta

La linea radiotrasparente è indice di separazione tra la connessione dermoepidermica, e si ha la formazione di gas (forse azoto) che
sostituisce le lamelle. È grave se evidente anche nella proiezione d-P. si osserva cuneo corneo.

Il founder distance è il metodo di Eustace per valutare il rinfondimento. Se la falange scende verticalmente significa che tutta la
connessione laminare è saltata e la prognosi è quindi infausta.

Con la perdita delle connessione fra falange e zoccolo si ha discesa della falange con diminuzione dello spazio tra margine solare e
suola, visibile alla radiografia.

Controllare anche il rimodellamento osseo conseguente:

- “Ski-tipped” P3
- Lisi ossea margine dorsale
- Fratture al margine dorsale
- Periostite margine dorsale P3
- Scomparsa della falange

La scomparsa della terza falange si ha soprattutto per le infezioni ascendenti, demineralizzazioni imponenti sino a scomparsa della
falange per osteomieliti.

VENOGRAFIA

Le arterie del piede si anastomizzano, ma non terminano (?). Bisogna fare attenzione a 5 aree:

- Arcata terminale
- Vasi delle lamelle dorsali
- Plesso coronario
- Vasi circonflessi
- Vasi dei talloni
Il danno o compressione ad un’area, limita ma non elimina la perfusione alle lamine. L’arteria bulbare raramente è interessata e irrora la
corona.

TRATTAMENTO

La laminite acuta è da considerarsi un’emergenza da trattarsi appena compaiono i sintomi. Bisogna capire in che fase evolutiva si è e
qual è la velocità dell’evoluzione del processo patologico.

Gli scopi del trattamento sono:

➢ Prevenire l’evoluzione (fermare cause)


➢ Ridurre il dolore e la trazione del flessore profondo
➢ Prevenire il danno laminare
➢ Favorire l’emodinamica capillare dermica
➢ Impedire il movimento della falange
➢ Riportare il piede ad una corretta biomeccanica

Il trattamento può essere di:

- Tipo medico
- Pareggio e ferrature correttive (movimento particolare del piede così che questo subisca un massaggio continuo, stimolando
la vascolarizzazione)
- Tipo chirurgico --> apertura completa del cercine per togliere aria che è entrata per distacco della linea bianca. Si esegue una
fessurazione importante a livello del cercine così che unghia nuova che cavallo produrrà sarà un’unghia dove questa presenza
di aria non c’è più.

Il trattamento medico prevede:

- Adattamento del box (sabbia, decubito)


- Olio di vasellina
- Antinfiammatori
- Vasodilatatori
- Anti-endotossici
- Anticoagulanti
- Applicazione del freddo
- Siero-plasma
- Fluidi
- Antimicrobici/antibiotici

ANTINFIAMMATORI - Per ridurre edema dolore infiammazione e danni alle lamine:

- Fenilbutazone (Antidolorifico efficace)


- Flunixin meglumine (Meno efficace ma antitossinico)
- Ketoprofen (Blocca la cascata dell’infiammazione)
- DMSO (Antiradicali, previene la malattia da riperfusione, antinfiammatorio potente)

ANTI-ENDOTOSSIEMICI – L’endotossiemia provoca diminuzione del flusso alle lamelle:

- Antimicrobici
- Flunixin meglumine
- Ketoprofen
- Siero iperimmune

VASODILATATORI E ANTICOAGULANTI – Oppure ipertensivi per migliorare la perfusione laminare:

- Acepromazina (Vasodilatatore e rilassante)


- Isossisuprina (Per 3-4 settimane)
- Pentossifillina (Migliora circolo e rilascio O2)
- Aspirina (Maggiori proprietà antiaggreganti che antinfiammatorie)
- Eparina (Dubbia azione, preventiva)

L’applicazione del freddo in modo prolungato per impedire lo sviluppo di infiammazione.

Il pareggio serve per:

1) Togliere la punta
a. Toglie tensione a parete dorsale
b. Riduce strappamento lamine
c. Diminuisce tensione su fl. prof a stacco
d. Aumenta peso su parte post
2) Nella laminite cronica si ha riallineamento parete (falange con punta squadrata)
FERRATURA - Applicazioni di sostegni e supporti al fettone e ½ o 2/3 del piede.

Si possono effettuare ferrature:

- A uovo
- Heart bar – «a cuore» (scarica sul fettone)
- Rock and roll
- Ferro rovesciato con soletta
- Talloni sollevati a 18° (scarica flessore, limita le forze di trazione)

Altrimenti è possibile utilizzare delle calzature.

Gli scopi della ferratura in questo caso sono volti a:

1) Sostegno alla terza falange


2) Sollevamento (temporaneo) dei talloni per limitare la distrazione lamellare

L’heart bar shoe deriva da un ferro del 19 secolo. Si procede al reclutamento del fettone a sostenere il peso, cos’ non provoca
danneggiamento, poi si carica il posteriore e si risparmia peso dalla punta, che è danneggiata e dolente.

Per riportare in posizione la terza falange e limitare la compressione su cercine coronario, si asporta la parete:

- Crescita non ritardata


- Direzione crescita regolare
- Minor dolore

La ferratura “rock and roll” favorisce l’irrorazione de piede attraverso un’azione di massaggio.

Le calzature consistono in rullanti della suola, per creare azione di massaggio e ripristinare vascolarizzazione del piede.

TRATTAMENTO CHIRURGICO

• Tranfsixation pinning: cast di vetroresina fatto per il piede, si utilizza come ausilio alla guarigione dato che scarico i pesi
in caso di ablazione della parete dello zoccolo o per altre situazioni di debolezza di zoccolo o suola.
• Tenotomie
o Desmotomia briglia carpica (in casi lievi)
o Tenotomia flessore profondo
▪ Metacarpale o pastorale
▪ Efficace in laminiti croniche
▪ Poco efficace su laminiti acute e osteiti
o Tenotomia e derotazione con pareggio
▪ Abbassare i talloni sino a sostegno peso uniforme
▪ Applicazione di sostegno al fettone
• Partial hoof removal - Possibile impiego di feltro per sostituire il cercine tolto. Si impiega per togliere pressioni alla
corona. La parete dorsale è già stacca e non serve a sostenere il peso. Sono necessari bendaggi per coprire le lamine
dermiche.
• Solcatura della parete dorsale della muraglia
PATOLOGIE DEL PIEDE

1. MARCIMENTO DEL FETTONE

Presenza di materiale necrotico, nerastro, maleodorante in lacune mediana e laterali del fettone.

In profondità sino a vivo (pododermatite).

Più colpiti i posteriori e si ha zoppia solo in casi gravi.

Eziologia:

- Mancanza di igiene
o Urina e feci dissolvono il corno
o Sferophorus necrophorus
- Talloni contratti
- Mancanza di esercizio

Deve essere differenziato dal cancro del fettone.

Il trattamento consiste nella:

- Rimozione cause
- Pulizia chirurgica
- Ripareggiare fettone e zoccolo
- Medicazioni antisettiche
- Ambiente pulito

La prognosi è favorevole, anche se c’è possibilità di recidiva.

2. CANCRO DEL FETTONE

Si definisce come “pododermatite papillomatosa vegetante.”

Si tratta di una ipertrofia cronica del cheratogeno del fettone su base infiammatoria infettiva. Non è rara, e può colpire uno o più piedi
(spesso posteriori). Colpisce maggiormente le fattrici e cavalli da tiro.

È una malattia progressiva e si diffonde a tutto il cheratogeno del fettone.

Eziologia:

- Condizioni igieniche scadenti


o Umido, caldo,
o Lettiera impregnata di urina
- Stabulazione fissa e con poco controllo
- Degenerazione del corno originale
- Spirochete o gram negativi anaerobi

Sintomi:

- Aspetto vegetativo papillomatoso, corno soffice e friabile ed essudato caseoso grigio


- Odore fetido
- Distacco di fettone
- Facile sanguinamento
- Possibile estensione a suola
- Dolore a pressione
- Zoppia solo in fase avanzata

Deve essere differenziato dal marcimento del fettone.

Trattamento lungo, difficile e costoso:

- Porre il soggetto in ambiente asciutto e pulito


- Volontà del proprietario
- Asportazione di tessuto degenerato con blocco anestetico
- Non troppo profondo per lasciare strato germinativo
- Ricostruzione richiede mesi
- Sostanze astringenti antisettiche e indurenti il corno
- Terapia antibiotica locale e sistemica (cloramfenicolo metronidazolo)
- Fasciature frequenti
- Ricorrenza
3. CONTUSIONI, ECCHIMOSI E ASCESIS SUB-SOLEARI

Una contusione può verificarsi ad esempio quando il cavallo galoppa e pesta un sasso. Dalla contusione si ha ematoma che per sua
natura tende ad espandersi. Il dolore è immenso e sembra che arto si sia fratturato dato che iperestende arto.

Si ha schiacciamento del corion soleare fra falange e suola con formazione di ecchimosi.

Con la sobbattitura si ha interessamento dei tessuti soleari nell’angolo tra parete e barre. Spesso sono colpiti i piedi anteriori.

Si tratta di una patologia data dall’aumento della pressione (zoccolo scatola rigida).

Le cause della sobbattitura possono essere molteplici:

1) Conformazione del piede


a. Piedi piatti
b. Piedi lunghi
2) Ferrature scorrette con ferro che spinge su interno di parete e preme su suola
a. Troppo a lungo che si pianta nella suola
b. Misure inferiori
c. Ferrato troppo “a magro”
3) Contusioni soleari
a. Sasso
b. Raggiungersi
c. Terreni troppo duri

Le cause dell’accesso subsoleare invece comprendono:

1) Chiodi vicini a lamine sensitive che portano infezione


2) Sassi acuminati penetranti la suola
3) Sobbattiture che creano ematomi e cultura di batteri

Segni clinici:

- Colore rosso del corno della suola dopo curettage


- Calore (1 solo piede)
- Polso rinforzato
- Zoppia grave e improvvisa --> appoggia in punta
- Formazione di pus e suppurazione in corona se cronicizzato

Diagnosi:

- Sondaggio per evidenziazione e localizzazione


- Eventuale blocco anestetico positivo
- Emocromo in alcuni casi
- Radiografie - Osteolisi terza falange, se cronico

Trattamento:

- Riposo
- Sferrare (se per ferratura)
- Ammorbidire corno
- Drenaggio – rimozione suola
o Allevia pressione
o Risoluzione dolore
o Evita ascessualizzazione
o Drenaggio ventrale
- Antinfiammatori
- Antibiotici
- Bendaggi

La prognosi è favorevole.

4. OSTEITE DELLA TERZA FALANGE

Cavalli che galoppano su terreni molto duri, con conseguenti contusioni continue. Accorciamento della fase del passo ➔ pare che
animale cammini sulle uova.

Si ha demineralizzazione della terza falange per infiammazione e solitamente è limitato a punta e processi laterali (=irregolarità del
bordo distale).
Le cause della flogosi persistente sono:

- Contusioni suola e angoli


- Ferita da punta
- Laminite

A volte osteite, è un epifenomeno di altra malattia.

Segni clinici:

- Zoppia grave
- Sondaggio positivo in punta

Diagnostica radiografica:

- Difficile diagnosi
- Demineralizzazione
- Frammentazione
- Irregolarità asimmetrica margine (laterale)

Trattamento:

- Riposo
- Ferratura
- Sollevare suola con spessori, imbottiture
- Antinfiammatori
- Nevrectomia se ai processi laterali (prova anestesia)

5. SETOLE

Si tratta di fratture (Mensa) della parete dello zoccolo, parallele ai tubuli cornei. Le setole possono essere traumatiche o spontanee,
longitudinali o orizzontali, complete o incomplete: ascendenti (dalla superficie d’appoggio), discendenti (dal cercine coronario) o
trasversali.

In base alla localizzazione possono essere:

- Della punta
- Del quarto
- Del tallone

Superficiali o profonde, oppure “nascoste”.

Le cause delle setole sono da ricercarsi in:

- Scarsa qualità dello zoccolo


- Parete troppo sottile
- Angoli che creano tensione
- Eccessiva crescita
- Piede troppo secco
- Ferite al cercine coronario

L’estensione ai tessuti sensitivi provoca:

- Zoppia per dolore


- Insorgenza infezione

Le setole prossimali (discendenti) derivano da scarsa qualità dello zoccolo, traumi locali o infiammazioni.

Le setole distali (ascendenti) sono spesso superficiali e non danno segni clinici. Derivano da scarsa cura ed igiene, scarsa qualità dello
zoccolo o eccessive tensioni. Il trattamento prevede il pareggio.

Le setole in tutta la lunghezza sono più spesso mediali, derivanti da traumi o prosecuzione delle distali. Gli zoccoli sono troppo lunghi
e il piede asimmetrico. La ferratura potrebbe essere troppo corta, la binda troppo stretta, chiodi e barbette troppo arretrate e gli
intervalli di ferrature troppo lunghi.

Segni clinici:

- Presenza fenditura
- In profonde:
o Zoppicatura
o Dolore a sondaggio
o Sanguinamento all’esercizio
- Fuoriuscita di pus se inquinata
Diagnosi:

- Presenza della fenditura


- Definire estensione e gravità
- Anestesia perineurale per definire gravità

Trattamento:

- Dipende da luogo e profondità


- Pareggio correttivo
- Appropriata ferratura
- Ridurre movimenti
- Debridement ferita
- Proteggere lamine sottostanti
- Metodi di fissazione vari
o Resine composite
▪ Disinfettare
▪ Lasciare un po’ di corno per proteggere da reazione esotermica
▪ Riempimento dello spazio con colla epossidica
▪ Lasciare drenaggio se possibile Accorciamento alla superficie d’appoggio (zufolo)
o Ferrature
▪ Disegni con ferro rovente per fermare progressione
▪ Barbette
▪ Traverse
o Metodi di fissazione
▪ Placchette
▪ Fori e passaggio di nastro ombelicale
▪ Inserimento chiodi

La prognosi è fausta, ma sono possibili le recidive se il corno è scadente.

6. FERITE PENETRANTI DEL PIEDE

Sono comuni, da punta, che veicolano Clostridium tetani.

Gravità per localizzazione in direzione della profondità: al terzo medio, fettone e lacune le più gravi.

- Penetrazione borsa navicolare


- Possibile estensione dell’infezione ad articolazione

Alla suola: fratture terza falange, osteiti purulente.

Alla linea bianca: infezione e suppurazione sino a cercine coronario.

Segni clinici:

- Febbre
- Zoccolo caldo
- Polso digitale duro
- Dolore al sondaggio
- C.e. (chiodo) o foro evidente

In stadi avanzati:

- Tumefazione in corona
- Zoppicatura ingravescente sino a mancato appoggio
- Ectasia sinoviale tendinea o articolare

Diagnosi:

1) Radiografie
o Specillazione
o Mezzo di contrasto opaco
2) Artrocentesi e esame liquido sinoviale

Trattamento:

- Drenaggio ampio con apertura DDFT


- Rimozione tessuto necrotico e purulento
- Interventi ripetuti in anestesia locale o generale di
o Medicazione
o Fasciatura
- Artroscopia (?)
- Iniezione intravenosa antibiotici
- Antitetanica
La prognosi va da riservata ad infausta.

7. OSSIFICAZIONE DELLE CARTILAGINE ALARI

Non porta zoppia, ma alterazioni dell’elaterio.

È frequente nei cavalli anziani, pesanti. Per concussione su terreni duri. Colpisce prevalentemente gli arti anteriori, e interessa
maggiormente le cartilagini laterali. Altre cause sono appiombo o pareggio scorretto oppure la ferrature non propria.

Spesso l’ossificazione è asintomatica e bisogna valutare l’epifenomeno.

Viene diagnosticata solo occasionalmente.

Segni clinici:

- Zoppicatura
o Difficile da definire
o Evidente in volta sul duro dal lato colpito

Diagnosi:

- Blocco digitali posteriori


- Radiografia
o Ossificazione ectopica
- Scintigrafia
o Rilevanza clinica

Trattamento:

- NSAIDs
- Pareggio e ferratura (rock and roll)
- Impedire progressione

L’ossificazione delle cartilagini alari porta a complicazioni quali:

• Fratture
o Zoppicatura improvvisa
o Trattamento
▪ Conservativo - riposo per 6-8 settimane e esercizio controllato 6-8 mesi
▪ Rimozione piccoli frammenti
▪ Nevrectomia monolaterale digitale
• Necrosi e suppurazione (chiovardo)
o Formazione di fistola
o Scolo cronico
o Non guarisce
o Infezione batterica mista

Diagnosi:

- Tumefazione
- Fistola in corona
- Definire direzione e profondità
- Radiologia
o Liquido contrasto
o Specillo

Trattamento:

- Debridment in condizioni sterili con


o Incisione curva in corona
o Rimozione materiale necrotico
o Ampio flushing

8. CHIOVARDO CARTILAGINEO

Si tratta di un’infiammazione settica o infettiva a carico della cute della corona e del fettone. Abbiamo 3 tipi di chiovardo:

a) Traumi del Cercine - raro, (animale che si calpesta) --> drenaggio, disinfezione e bendaggio
b) Suppurazione delle cartilagini alari, molto più grave
c) Ferita penetrante e suppurata della suola
9. FORMELLE

Definite esostosi falangee o interfalangee. Si dividono in articolari, più dolorose, e non.

Le formelle possono essere anche alte o basse.

Le formelle non articolari (periostosi), per sollecitazioni, possono essere esiti di fatti traumatici. Spesso non danno zoppie e appaiono
come forme deturpanti.

Le formelle articolari comportano una riduzione della linea articolare, con formazione di osteofitosi marginali dovuta a reazioni
desmoperiostali inserzionali (capsula).

Si osserva osteoartrosi della fila digitale, frequente nei cavalli sportivi.

Le cause sono da ricercarsi in:

- Difetti di conformazione
o Pastoia corta e dritta giuntato
- Traumi interni
o Improvvisi stop e curve strette (western)
- Alterazioni infiammatorie primitive o secondarie
- Osteocondrosi
- Artropatie degenerative tipo I: giunture molto mobili con eventi infiammatori evidenti (nodello)
- Artropatie degenerative tipo II: giunture poco mobili con prevalenti fenomeni produttivi (giunture interfalangee, formelle)

In caso di trauma esterno si ha stiramento dei legamenti, da pressione eccessiva; mentre se si tratta di un trauma esterno allora
parliamo di contusione.

Segni clinici:

- Calore
- Ingrandimento articolazione palpabile
- Zoppia cronica che aumenta col lavoro
- Flessione positiva

Diagnosi:

- Positivo a blocco anestetico perineurale


- Radiografie
- Distinguere produzione di osso non articolare

Trattamento:

- NSAIDs fenilbutazone
- Corticosteroidi i.a. breve durata
- Ialuronato di Na
- Glicosaminoglicani polisolfati
- Rubefacenti o vescicanti
- Artrodesi

La prognosi è favorevole per il ritorno all’esercizio, specialmente l’arto posteriore.