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Salmo 90

La protezione divina

1Chiabita al riparo dell'Altissimo


passerà la notte all'ombra dell’Onnipotente.

2Iodico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,


mio Dio in cui confido».

3Egli ti libererà dal laccio del cacciatore,


dalla peste che distrugge.

4Ti coprirà con le sue penne,


sotto le sue ali troverai rifugio;
la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza.

5Non temerai il terrore della notte


né la freccia che vola di giorno,

6la peste che vaga nelle tenebre,


lo sterminio che devasta a mezzogiorno.

7Millecadranno al tuo fianco


e diecimila alla tua destra,
ma nulla ti potrà colpire.

8Basterà che tu apra gli occhi


e vedrai la ricompensa dei malvagi!

9»Sì,mio rifugio sei tu, o Signore!».


Tu hai fatto dell'Altissimo la tua dimora:

10nonti potrà colpire la sventura,


nessun colpo cadrà sulla tua tenda.

11Egliper te darà ordine ai suoi angeli


di custodirti in tutte le tue vie.

12Sullemani essi ti porteranno,


perché il tuo piede non inciampi nella pietra.

13Calpesterai leoni e vipere,


schiaccerai leoncelli e draghi.

14»Lo libererò, perché a me si è legato,


lo porrò al sicuro, perché ha conosciuto il mio nome.

15Mi invocherà e io gli darò risposta;


nell'angoscia io sarò con lui,
lo libererò e lo renderò glorioso.

16Lo sazierò di lunghi giorni


e gli farò vedere la mia salvezza».
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Commento
Il salmista professa di trovare la sua forza e pace nel Signore, nel quale confida: “Io dico al Signore:
<Mio rifugio e mia fortezza, mio Dio in cui confido>”.
Il salmo vuole infondere fiducia nel futuro, sicuramente positivo per chi confida nel Signore (Cf. Dt
6,14).
Il "laccio del cacciatore”, sono le trappole poste dai nemici per giungere a compromettere il giusto.
“Dalla peste che distrugge”; più giustamente secondo l'originale ebraico dovrebbe tradursi: “Dalla
parola che distrugge”, cioè dalla parola calunniatrice.
“Il terrore della notte”, sono gli assalti dei briganti, le incursioni dei nemici.
“La freccia che vola di giorno”, sono gli attacchi in pieno giorno dei nemici: di notte le frecce non si
usano.
“La peste che vaga nelle tenebre”, l'uomo non vede il propagarsi del contagio; per questo “nelle
tenebre”.
“Lo sterminio che devasta a mezzogiorno”, è l'azione delle carestie.
Di fronte all'imperversare delle sventure: “Mille cadranno al tuo fianco e diecimila alla tua destra, ma
nulla ti potrà colpire”.
Indubbiamente il salmo presenta una situazione del giusto non costantemente frequente, per cui va
aperta ad una lettura in chiave figurata, dal momento che le sventure colpiscono anche i giusti. Le
sventure non colpiscono il giusto nel senso che in tutte le circostanze avrà l'aiuto di Dio per non
cadere nell'infedeltà a Dio ed essere felice della sua presenza: Dio è il più grande bene.
Gli angeli custodiranno il giusto in tutti i suoi passi, cioè nei suoi viaggi, nelle sue iniziative. Anzi, tutto
sarà facilitato dagli angeli, la cui azione è presentata con l'immagine degli angeli che stendono le loro
mani a formare la strada dove percorre il giusto, affinché non inciampi nella pietra il suo piede.
Il giusto assistito da Dio camminerà indenne
nei pericoli: “Calpesterai leoni e vipere, schiaccerai leoncelli e draghi”. I “draghi”, sono un'immagine
tratta dalla mitologia cananea (Vedi il Leviatan; Cf. Ps 73).
Il salmista alla fine “passa la parola” a Dio: “Lo libererò, perché a me si è legato, lo porrò al sicuro,
perché ha conosciuto il mio nome...lo libererò e lo renderò glorioso. Lo sazierò di lunghi giorni e gli
farò vedere la mia salvezza”.

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SUL SALMO 90
ESPOSIZIONE

DISCORSO 1
Cristo è nostro modello, ma non delle opere della divinità.

1. Questo è il salmo dal quale il diavolo prese lo spunto per tentare il nostro Signore Gesù Cristo.
Ascoltiamolo, dunque, e lasciamoci istruire per essere in grado di resistere al tentatore: non fidandoci
di noi ma di colui che fu tentato per primo affinché noi non fossimo vinti dalla tentazione. La tentazione
non era affatto necessaria a lui; fu solo un ammaestramento per noi. Occorre però che noi prestiamo
attenzione alle risposte che egli diede al diavolo, imparando a rispondere anche noi alla stessa
maniera quando ci si presentano le stesse tentazioni. In tal modo entriamo per la porta, come avete
udito dalla lettura del Vangelo. Che significa infatti entrare per la porta? Entrare per Cristo. Egli stesso
diceva infatti: Io sono la porta 1. E che vuol dire " entrare per Cristo "? Vuol dire imitare le vie di Cristo.
Ma in che cosa imiteremo le vie di Cristo? Forse nello splendore che è proprio a lui, Dio incarnato? O
che forse lui ci esorta (o esige da noi) a compiere miracoli uguali a quelli che egli ha fatti? O non è più
vero che il nostro Signore Gesù Cristo governa tutto il mondo insieme con il Padre, ora e sempre? E
se esige che l'uomo sia suo imitatore, lo chiama forse con questo a governare insieme con lui il cielo e
la terra e tutte le cose che sono nel cielo e nella terra, o ad essere anche lui il creatore che dia l'essere
a tutte le cose, come tutte le cose furono fatte per mezzo di Cristo? Non a queste opere, che egli
compì all'inizio (e delle quali sta, scritto: Tutte le cose sono state fatte per mezzo di lui 2), ti invita il
Signore nostro Gesù Cristo, Dio e Salvatore nostro; e neppure [ti invita] a compiere certe opere che
egli ha compiute in terra. Non ti dice, ad esempio: non sarai mio discepolo se non camminerai sopra il
mare 3, oppure se non risusciterai un morto da quattro giorni 4, o se non aprirai gli occhi a un cieco
nato 5. Non ti dice questo. Che significa allora entrare per la porta? Imparate da me che sono mite e
umile di cuore 6. Significa che tu devi badare a ricopiare da lui ciò che egli è divenuto per te. Di
miracoli, infatti, ne ha operati anche quando non era nato da Maria. Chi mai, infatti, li avrebbe operati
se non colui del quale è detto: Egli solo compie grandi meraviglie 7? Cioè: anche coloro che
operarono prodigi prima della sua venuta poterono farli grazie alla sua potenza. Così Elia: se risuscitò
il morto, lo fece per la potenza di Cristo 8. Altrimenti Pietro sarebbe superiore a Cristo, poiché a Cristo
per fare alzare quel tale infermo fu necessario usare la voce 9, mentre quando passava Pietro gli si
recavano dei malati perché li coprisse soltanto con la sua ombra 10. Pietro sarebbe dunque più
potente di Cristo? Chi sarà tanto pazzo da affermare questo? Perché allora tanta potenza in Pietro?
Perché in Pietro c'è Cristo. Per questo diceva il Signore: Tutti coloro che sono venuti sono ladri e
rapinatori 11. Cioè, tali sono tutti coloro che sono venuti di loro volontà, senza essere stati mandati da
me; tutti coloro che sono venuti senza di me e nei quali io non ero e che io non ho autorizzati ad
entrare. Orbene tutti i miracoli che sono stati fatti sia prima sia dopo Cristo li ha compiuti il Signore: lui
che ne operò anche direttamente e di persona. Non ti esorta quindi a compiere i miracoli, dato che egli
stesso ne ha fatti anche prima di assumere la carne umana. Ma a che cosa ti esorta? Ti esorta ad
imitare ciò che non avrebbe potuto fare se non si fosse fatto uomo. Avrebbe forse potuto subire le
sofferenze se non fosse stato uomo? Se non fosse stato uomo non avrebbe potuto né morire né
essere crocifisso né essere umiliato. Ebbene anche tu, quando ti piombano addosso le tribolazioni di
questo mondo (è il diavolo che le suscita, sia apertamente per mezzo degli uomini sia in modo occulto
come fece con Giobbe), sii forte, sii tollerante! Abiterai nell'aiuto dell'Altissimo, come dice questo
salmo. Che se, invece, ti allontanerai dall'aiuto dell'Altissimo, non essendo in grado di sostenerti da
solo, cadrai.

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Necessità della fortezza.

2. Molta gente è forte nel subire persecuzioni quando si tratta di uomini che vedono infuriare
apertamente contro di loro. Credono che, se la persecuzione è palese e proviene da uomini, allora
imitano la passione di Cristo; se invece la persecuzione che li tormenta è occulta e proviene dal
diavolo, temono di non essere incoronati da Cristo. Se imiti Cristo non temere! Infatti anche quando il
diavolo tentò il Signore, là nel deserto non c'era nessun uomo, lo tentò occultamente, ma fu vinto lo
stesso. Come fu vinto quando volle infierire palesemente 12. Fa' anche tu così se vuoi entrare per la
porta. Facciamo così quando il nemico ci tenta di nascosto, quando vuol saggiarci danneggiandoci
nella salute con la febbre, con le malattie, con le sofferenze del corpo, come quelle che sopportò
Giobbe. Giobbe non vedeva il diavolo ma conosceva il potere di Dio. Sapeva che il diavolo non
avrebbe potuto far niente contro di lui, se non gli fosse stato permesso da colui che detiene il sommo
potere; e dava tutta la gloria a Dio negando ogni potere al diavolo. Quando il diavolo gli tolse ogni
cosa disse: Il Signore ha dato, il Signore ha tolto 13. Non disse: Il Signore ha dato, il diavolo ha tolto,
perché il diavolo non avrebbe potuto togliergli niente se non avesse avuto il permesso dal Signore. E il
Signore aveva permesso tutto questo per mettere alla prova l'uomo e perché il diavolo fosse sconfitto.
Anche quando il diavolo lo coprì di piaghe, ciò accadde perché il Signore lo permise. Fu coperto dalla
testa fino ai piedi dalla putredine e dai vermi, ma nemmeno allora Giobbe attribuì un qualche potere al
diavolo. E quando la sua moglie, l'unico familiare che il diavolo gli aveva lasciato perché fosse sua
alleata e non perché consolasse il marito, gli disse: Di' qualche parola contro Dio e muori, [Giobbe] le
rispose: Hai parlato come una donna stupida! Se abbiamo ricevuto i beni dalla mano del Signore, non
sopporteremo il male? 14

L'aiuto divino è accordato agli umili.

3. [vv 1.2.] Orbene chi imita Cristo al punto di sopportare tutte le molestie di questo mondo, chi ripone
la sua speranza in Dio e non si lascia sedurre dalle lusinghe del mondo né spaventare dalle sue
minacce, costui è l'uomo che abita nell'aiuto dell'Altissimo e che dimorerà nella protezione del Dio del
cielo, come avete udito e cantato nel salmo, dato che il salmo comincia proprio con queste parole.
Quanto alle parole con le quali il diavolo tentò il Signore, le riconoscerete quando giungeremo a
parlarne: infatti vi sono ben note. Dirà al Signore: Tu sei il mio protettore e il mio rifugio, o mio Dio. Chi
dice queste parole al Signore? Colui che abita nell'aiuto dell'Altissimo. E chi è che abita nell'aiuto
dell'Altissimo? Colui che non fonda la sua abitazione sulle proprie risorse. Chi è, ripeto, colui che abita
nell'aiuto dell'Altissimo? Colui che non è superbo, come lo furono quei tali che mangiarono per
divenire come dèi e perdettero la prerogativa ricevuta di uomini immortali. Vollero abitare nelle loro
risorse, non nell'aiuto dell'Altissimo. Ascoltarono il suggerimento del serpente e disprezzarono il
comandamento di Dio. Col risultato che videro realizzate in loro le minacce di Dio, non le promesse
del diavolo 15.

Il seguace di Cristo s'aspetti derisioni e insulti.

4. [v 3.] Ebbene di' anche tu queste parole: Spererò in lui perché egli mi libererà. Non sarò io a
liberarmi. Guarda un po' se t'insegni altra cosa, all'infuori della necessità che ci incombe di non riporre
la nostra speranza né in noi stessi né in qualsiasi uomo. Da che cosa ti libererà? Dalla trappola dei
cacciatori e dalla parola dura. Dalla trappola dei cacciatori: è una grande liberazione. Ma che cosa c'è
di grande nell'essere liberati dalla parola dura? Sta di fatto però che molti sono caduti nella trappola
dei cacciatori a causa della parola dura. A che cosa mi riferisco? Il diavolo tende dei lacci, e i suoi
angeli come cacciatori tendono anche essi dei lacci; ma gli uomini che camminano in Cristo passano
lontano da tali lacci. Il diavolo non osa tendere trappole [a chi è] in Cristo; le tende nei dintorni della
via, non sulla via. Sia dunque la tua via Cristo e non cadrai nella trappola del diavolo. La trappola è

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tesa per chi si allontana dalla via. Da un lato e dall'altro il diavolo pone lacci, da un lato e dall'altro
pone delle trappole; e tu cammini fra le insidie. Vuoi camminare sicuro? Non deviare né a destra né a
sinistra. Sia la tua via colui che per te si è fatto via 16, per condurti a sé per mezzo di se medesimo.
Così non avrai timore dei lacci dei cacciatori. Ma che vuol dire: Ti libera dalla parola dura? È assodato
che il diavolo ha fatto cadere molti nella trappola per mezzo della parola dura. Ad esempio: coloro che
vogliono essere cristiani restando in mezzo ai pagani subiscono i motteggi dei pagani; e allora, se si
vergognano di fronte a chi li insulta e per colpa delle parole dure abbandonano la via, cadono nei lacci
dei cacciatori. Ma che cosa ti farà la parola dura? Niente, tu rispondi. Non ti farà dunque neppure nulla
il laccio in cui il nemico ti fa cadere per mezzo della parola dura? Ricorda come si fa ordinariamente
quando si va a caccia con la rete. Per catturare gli uccelli il cacciatore tende la rete da un capo all'altro
della siepe e poi getta delle pietre contro la siepe. Quelle pietre non fanno alcun male agli uccelli.
Quando mai infatti avrà colpito un uccello colui che getta pietre contro la siepe? Ma l'uccello impaurito
dall'innocuo rumore delle pietre cade nella rete. Così gli uomini, temendo le inutili ed innocue parole di
coloro che li insultano e vergognandosi dei loro motteggi insulsi, cadono nei lacci dei cacciatori e sono
catturati dal diavolo. Ma perché, fratelli, non dovrei dirvi una cosa di cui non è proprio il caso di tacere,
una cosa che Dio mi obbliga a dire? Prendetelo come volete: Dio mi costringe a parlare; e se non
parlassi, cadrei anch'io nei lacci dei cacciatori. Se infatti avessi paura delle dicerie della gente e non
parlassi anch'io, per colpa della parola dura cadrei nei lacci dei cacciatori, io che vi esorto a non
temere le parole degli uomini. Che cosa debbo dunque dirvi? Debbo dirvi che, come il cristiano che
ascoltando dai pagani delle parole dure si vergogna [della sua fede], cade nella trappola dei cacciatori,
così tra i cristiani coloro che cercano di essere più diligenti e più buoni subiranno beffe da parte degli
altri cristiani. E che gioverebbe, fratelli, trovare finalmente una città ove non ci siano pagani? In tale
città certo nessuno insulta il cristiano per il fatto d'essere tale, dato che non c'è nessun pagano. Se
però vi saranno molti cristiani che vivono nel male, colui che vorrà vivere bene tra costoro, cioè essere
sobrio tra gli ubriaconi, essere casto tra i fornicatori, rendere sincero culto a Dio pur vivendo in mezzo
a quelli che consultano gli indovini, senza lui stesso ricorrere a tali empietà; frequentare soltanto la
chiesa in mezzo a gente solita frequentare le insulsaggini del teatro; costui trova in mezzo agli stessi
cristiani della gente che lo deride e ha da subire delle parole dure. Gli diranno: Tu sei grande! tu sei
giusto! Tu sei un altro Elia, un altro Pietro; tu sei venuto dal cielo! Così lo insultano. Da qualunque
parte si volga, da un lato e dall'altro ascolta parole dure. Se si lasciasse intimorire e si allontanasse
dalla via di Cristo, cadrebbe nelle trappole dei cacciatori. Ma in qual modo non si allontanerà dalla via
il cristiano, pur ascoltando quelle parole? E che cosa significa "non allontanarsi dalla via "? Egli
dunque ascolta delle parole offensive; orbene, in che cosa troverà conforto, al segno da non
preoccuparsene, da non allontanarsi dalla via e da entrare per la porta? Dica in tali frangenti: Ma quali
parole ascolto io che sono un servo e un peccatore? Anche al mio Signore fu detto: Tu sei un
indemoniato 17. Ecco avete ascoltato una parola dura detta contro il Signore. Non era necessario al
Signore udire questo insulto; fu solo per insegnarti come debba comportarti di fronte alle parole dure,
in modo da non cadere nei lacci dei cacciatori.

Cristo nostro rifugio.

5. [v 4.] Tra le sue scapole ti farà trovare dell'ombra e sotto le sue ali spererai. Dice così perché tu non
abbia a trovare in te la tua protezione, perché tu non creda di poterti proteggere da solo. Lui ti
proteggerà e libererà. Ti libererà dalla trappola dei cacciatori e dalla parola dura. Tra le sue scapole ti
farà trovare dell'ombra. Puoi intendere che ti coprirà con la schiena e con il petto, dato che le scapole
sono presso la testa. Ma poiché dice: Sotto le sue ali spererai, è manifesto che, proteggendoti lui con
le sue ali aperte, tu verrai a trovarti tra le scapole di Dio, e sarai nel mezzo mentre le ali di Dio ti
staranno da una parte e dall'altra. In tal modo non temerai che alcuno possa farti del male. Cerca
soltanto di non allontanarti da lì, dove nessun nemico osa avvicinarsi. Se la gallina protegge i suoi

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pulcini sotto le sue ali, quanto più sicuro sarai tu sotto le ali di Dio contro il diavolo e i suoi angeli, i
quali, essendo potestà dell'aria, volano attorno come avvoltoi per rapire il debole pulcino? Non senza
motivo fu fatto un paragone fra la gallina e la stessa Sapienza di Dio. È lo stesso Cristo nostro Signore
e Salvatore che si paragona alla gallina dicendo: Gerusalemme, Gerusalemme, quante volte ho voluto
riunire i tuoi figli come fa la gallina con i suoi pulcini e non hai voluto? 18 Gerusalemme non lo volle:
vogliamolo noi. Gerusalemme, fuggendo lontano dalle ali della gallina, venne rapita dalle potestà
aeree, perché si fidava delle sue forze mentre era debole. Noi invece confessando la nostra debolezza
rifugiamoci sotto le ali di Dio, che sarà per noi come la gallina che protegge i suoi pulcini. Non è infatti
ingiurioso chiamarlo gallina. Guardate, fratelli, gli altri uccelli! Molti di essi covano e riscaldano i loro
pulcini sotto i nostri occhi; ma nessuno si abbassa tanto alla debolezza dei propri piccoli quanto la
gallina. Stia attenta la vostra Carità! Se vediamo le rondini, i passeri, le cicogne volare al di fuori del
loro nido, non sappiamo se abbiano figli. Invece riconosciamo subito se la gallina ha figli: appare dal
tono della sua voce, dalla rilassatezza delle penne. Tutta si trasforma per adeguarsi ai suoi pulcini.
Essendo deboli, anch'essa si fa debole. Ebbene siccome noi eravamo deboli, la Sapienza di Dio si
fece debole. Il Verbo si fece carne e abitò tra noi 19 perché noi potessimo sperare sotto le sue ali.

Cristo distingue fra peccatore e peccatore.

6. [v 5.] [Come] con uno scudo ti circonderà la sua verità. Ciò che sono le ali è lo scudo, dato che in
realtà non si tratta né di ali né di scudo. Se si trattasse realmente di qualcuna di queste cose, come
potrebbero le ali essere scudo o lo scudo essere ali? Ma siccome di Dio si possono dire tutte queste
cose allegoricamente e in senso figurato, per questo si può dire che è ali ed è scudo. Se Cristo fosse
realmente una pietra non sarebbe leone; e se fosse un leone, non sarebbe agnello; mentre è leone
20, agnello 21, pietra 22, vitello e tante altre cose, perché in realtà non è né pietra né leone né agnello
né vitello. È soltanto Gesù Cristo, Salvatore di tutti gli uomini. Gli altri titoli contengono similitudini, non
realtà. Dice: La sua verità ti circonderà. La sua verità è come uno scudo che non permette si
mescolino coloro che sperano in se stessi con coloro che sperano in Dio. Gli uni e gli altri sono
peccatori, ma ecco da un lato il peccatore che in se stesso è arrogante, non confessa i suoi peccati,
anzi dice: Se i miei peccati dispiacessero a Dio egli non mi lascerebbe in vita. Dall'altro lato invece c'è
colui che non osava levare in alto gli occhi ma batteva il suo petto e diceva: Signore, sii benevolo con
me peccatore 23. Peccatore l'uno, peccatore l'altro; ma il primo schernisce, l'altro piange; quello
disprezza Dio, questo confessa i propri peccati. Senza dubbio la verità di Dio, che non usa preferenze
con nessuno, distingue tra colui che si pente e colui che si difende; distingue tra l'umile e il superbo,
tra chi spera in se stesso e chi spera in Dio. Ne consegue che la sua verità come con uno scudo ti
circonderà.

Diversa la responsabilità in coloro che cedono al persecutore.

7. [vv 5.6.] Non avrai timore del terrore notturno né della freccia che vola di giorno, né dello
spauracchio che circola nelle tenebre né della rovina né del demonio di mezzogiorno. Alle due
affermazioni antecedenti rispondono le due successive. Dice: Non avrai timore del terrore notturno, né
della freccia che vola di giorno. In corrispondenza a " terrore notturno " asserisce: Non [avrai timore]
dello spauracchio che circola nelle tenebre; e in corrispondenza a " la freccia che vola di giorno " dice:
Non [avrai timore] della rovina né del demonio di mezzogiorno. Che cosa dobbiamo temere di notte, e
che cosa dobbiamo temere di giorno? Quando uno pecca per ignoranza è come se peccasse di notte;
quando invece pecca consapevolmente, è come se peccasse di giorno. I due primi casi sono dunque
più leggeri; gli altri due, essendo delle ricadute, sono più gravi. State attenti, in modo che io possa, se
il Signore mi aiuterà, spiegarvi chiaramente di che si tratta. La questione è oscura, e grande sarà il
frutto se riuscirete a intenderla. Ha chiamato " terrore notturno " la tentazione (tentazione lieve) che

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capita agli ignoranti; e " freccia che vola di giorno " la tentazione (lieve anch'essa) che assale coloro
che sanno. Quali sono le tentazioni lievi? Quelle che non incombono, non urgono in modo da spingerci
prepotentemente al peccato, ma se schivate se ne vanno rapidamente. Considera però le stesse
cose, divenute ormai più gravi. Si leva un persecutore che con la violenza terrorizza gli ignoranti, cioè
coloro che non sono ancora saldi nella fede né sanno che sono cristiani proprio per sperare nella vita
futura. Cominciando a spaventarsi di fronte ai mali temporali loro minacciati, costoro crederanno che
Cristo li abbia abbandonati e che sono cristiani senza un perché. Non sanno infatti - come ho detto -
che, se sono cristiani, lo sono per calpestare i beni presenti e sperare quelli futuri. Sono stati sorpresi
dallo spauracchio che circola nelle tenebre e vengono catturati. Ma ci sono altri che sanno benissimo
di essere chiamati alla speranza di beni futuri; sanno che quanto Dio mi ha promesso non è di questa
terra né di questa vita; sanno che occorre sopportare tutte queste tentazioni per ricevere ed entrare in
possesso di ciò che Dio ci ha promesso per l'eternità. Sanno tutte queste cose; ma quando il
persecutore comincia a sferrare più violenti i suoi attacchi, ad usare minacce, supplizi, torture, allora
essi cedono. Trattandosi di persone istruite, è come se cadessero di giorno.

La storia delle persecuzioni cristiane.

8. Ma perché dice: " A mezzogiorno "? Si riferisce alla persecuzione divenuta furiosa: chiama
mezzogiorno l'apice del suo infuriare. Cerchi la vostra Carità di seguirmi mentre io provo tutto questo
attraverso le Scritture. Un giorno il Signore si mise a parlare di un seminatore che uscì per seminare la
semente, e una parte di essa cadde per la via, un'altra parte nella terra rocciosa e un'altra tra le spine;
poi si degnò spiegarci il significato della parabola. Riferendosi alla terra rocciosa, diceva: Sono questi
coloro che ascoltano la parola e per un momento si rallegrano ascoltandola; ma di fronte alla
tribolazione sollevatasi per la parola subito si scandalizzano. Che cosa aveva detto prima dei semi
caduti tra i sassi? Aveva detto che al sorgere del sole essi erano inariditi perché non avevano
profonda radice. Orbene qui sono raffigurati coloro che per un momento si allietano ascoltando la
parola ma poi inaridiscono quando si scatena la persecuzione a cagione della parola. Perché
inaridiscono? Perché non avevano una radice ben fissa 24. E che cos'è la radice? La carità. Dice
infatti l'Apostolo: Siate radicati e fondati nella carità 25. Come la radice di tutti i mali è la cupidigia 26,
Così la radice di tutti i beni è la carità. Voi sapete tutto questo e spesso lo si ripete; ma perché ho
voluto ricordarlo qui? Perché comprendiate il salmo e intendiate che, se si parla di demonio del
mezzogiorno, è in riferimento all'accanirsi della persecuzione violenta. Così infatti dice il Signore: Sorto
il sole l'erba inaridì, perché non aveva radice. E per spiegarci cosa significasse l'erba inaridita a causa
del sole diceva che, scatenatasi la persecuzione, quei tali non ressero perché non avevano profonda
radice. È giusto quindi vedere nel demonio di mezzogiorno, di cui il nostro salmo, la persecuzione
violenta. Lasciatemi ricordare qui, o fratelli, alcuni tratti delle antiche persecuzioni, da cui il Signore ha
liberato la sua Chiesa. Si degni di stare attenta la vostra Carità! In un primo tempo gli imperatori e i re
di questo mondo credettero di poter cancellare dalla terra, con le persecuzioni, il nome di Cristo e il
nome dei cristiani, e ordinarono che venisse ucciso chiunque si professasse cristiano. Chi non volle
subire la morte negò di essere cristiano, pur sapendo il male che faceva; e così fu raggiunto dalla
freccia che vola di giorno. Chi invece non si preoccupò della vita presente ma con sicurezza sperò in
quella futura, schivò la freccia che volava di giorno e confessò di essere cristiano. Colpito a morte
nella carne, fu liberato nello spirito. Nel riposo presso Dio cominciò ad attendere anche la redenzione
del suo corpo nella resurrezione dei morti: e così scampò da quella tentazione, cioè dalla freccia che
vola di giorno. Minacciavano: Chiunque si confesserà cristiano venga ucciso! Era, diciamo così, la
freccia che vola di giorno. Non era ancora il demonio di mezzogiorno, non era l'incendio, d'una
persecuzione furibonda, capace di turbare gravemente anche i più forti. Ascoltate, infatti, che cosa
accadde più tardi. I nemici, vedendo che molti correvano al martirio e che quanto più si accresceva il
numero dei martiri tanto più si diffondeva la fede in Cristo, dissero tra loro: Se uccideremo le tante
migliaia di fedeli che credono in questo nome, stermineremo, il genere umano: uccidendo tutti, sulla

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terra non ci resterà quasi più nessuno. Cominciava ad ardere il sole; cominciava a divampare
l'incendio. Ascoltate che cosa decretarono. Prima avevano ordinato: Chiunque si professerà cristiano
venga ucciso! In seguito ordinarono: Chiunque si professerà cristiano sia torturato, e sia torturato tanto
a lungo finché non negherà di essere cristiano! 27. Paragonate la freccia che vola di giorno con il
demonio di mezzogiorno. Che cosa era la freccia che vola di giorno? " Chiunque si professi cristiano
venga ucciso ". Quale fedele, data la celerità della morte, non era in grado di schivare quella freccia? Il
diavolo di mezzogiorno era invece: " Chiunque si professi cristiano non venga ucciso, ma lo si torturi
finché non abbia rinnegato la sua fede. Se invece la rinnega sia rilasciato ". In realtà molti, pur non
volendo rinnegare, non resistevano ai tormenti, poiché li si torturava finché non avessero rinnegato. In
ambedue i casi occorreva essere perseveranti nel non rinnegare Cristo; e a gente così disposta cosa
poteva fare la spada, che uccide in un attimo il corpo e lascia volare l'anima a Dio? Lo stesso risultato
avrebbero conseguito anche le torture prolungate: ma chi sarebbe stato capace di resistere a così
grandi e prolungati tormenti? Difatti molti cedettero: e credo che a cedere furono proprio coloro che
riponevano la loro speranza in se stessi, che non abitavano nell'aiuto dell'Altissimo e nella protezione
del Dio del cielo; coloro che non dicevano al Signore: Tu sei il mio sostegno; coloro che non
speravano sotto l'ombra delle sue ali, ma confidavano troppo nelle loro forze. Dio li respingeva, per
mostrare loro che è lui che protegge, che regola le prove e permette che ognuno ne abbia solo quel
tanto che può sopportare.

Defezioni fra i notabili e i perfetti nella Chiesa.

9. [v 7.] Molti, dunque, caddero per colpa del demonio di mezzogiorno. Volete sapere quanti?
Ascoltate le parole che seguono: Cadranno dal tuo fianco mille, e diecimila dalla tua destra: ma a te
non si avvicinerà. A chi sono rivolte queste parole? A chi, fratelli, se non al Signore Gesù Cristo?
Perché il Signore Gesù non è soltanto lui persona, ma lo è anche in quanto presente in noi.
Ricordatevi quelle parole: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? 28 Nessuno lo toccava, eppure diceva:
Perché tu mi perseguiti? Così dicendo, non si identificava con noi? Quando diceva: Chi ha fatto questo
ad uno dei miei piccoli, lo ha fatto a me 29, non si considerava in noi? Non sono separate tra loro le
membra: il capo e il corpo. Chi sono il capo e il corpo? Il Salvatore e la Chiesa. In che senso dunque è
detto: Cadranno dal tuo fianco mille e diecimila dalla tua destra? Cadranno a causa del demonio di
mezzogiorno. Fratelli, è veramente spaventoso cadere dal fianco di Cristo, cadere dalla destra di
Cristo! Come si cade dal suo fianco? E perché quelli dal fianco, mentre gli altri dalla destra? Perché
poi sono mille quei che cadono dal fianco, e diecimila quelli che cadono dalla destra? Che significa "
mille dal fianco "? Notate come i mille che cadono dal fianco sono meno dei diecimila che cadono dalla
destra. Chi sono costoro? Nel nome di Cristo, fra breve tutto vi sarà chiaro e manifesto. Cristo promise
ad alcuni che avrebbero giudicato insieme con lui: tali gli Apostoli, che abbandonarono tutto e lo
seguirono. Un giorno disse Pietro al Signore: Ecco noi abbiamo abbandonato tutto e ti abbiamo
seguito. Al che egli promise loro: Sederete sopra dodici troni per giudicare le dodici tribù d'Israele 30.
Non crediate che il Signore abbia fatto questa promessa soltanto ai Dodici. Dove sederebbe infatti
l'Apostolo Paolo, che lavorò più di tutti gli altri 31. Se sui troni avessero a sedere soltanto i Dodici? Egli
è, appunto, il tredicesimo. E se è vero che fra i Dodici uno, Giuda, decadde, sappiamo che al posto del
traditore Giuda venne ordinato Mattia. Leggiamo tutto questo negli Atti degli Apostoli 32. Tutti e dodici i
troni sono dunque occupati. Non sederà, dunque, in trono colui che lavorò più di tutti? Oppure i dodici
troni stanno ad indicare la perfezione del tribunale? Saranno infatti mille, eppure sederanno su dodici
troni. Ma come puoi provarmi - dirà qualcuno - che anche Paolo sarà tra i giudici? Ascolta le sue
parole: Non sapete che giudicheremo gli angeli? 33 Dice: Giudicheremo, senz'ombra di dubbio ma con
assoluta certezza. Egli era sicuro di poter annoverare se stesso tra coloro che avrebbero giudicato
insieme con Cristo. Se ne conclude che a giudicare ci saranno insieme con Cristo i principi della
Chiesa, i perfetti. A costoro diceva il Signore: Se vuoi essere perfetto, va', vendi tutti i tuoi beni e dalli

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ai poveri 34. Che significa: Vuoi essere perfetto? Significa: Vuoi giudicare insieme con me e non
essere giudicato? Quel giovane se ne andò rattristato; ma molti fecero ciò che diceva il Signore e molti
lo fanno anche ora. Ebbene, costoro giudicheranno insieme con lui. Ma molti che si ripromettono
d'essere giudici insieme con Cristo perché abbandonano tutti i loro beni e seguono Cristo presumono
troppo di se stessi; sono pieni di orgoglio e di superbia (solo Dio può conoscere questi vizi), e così non
riescono ad evitare il demonio di mezzogiorno, cioè la caduta, quando arde l'incendio di una
persecuzione particolarmente violenta. Nei tempi passati ci fu molta gente di tal fatta: avevano
distribuito tutti i loro beni ai poveri e già si ripromettevano di sedere a fianco di Cristo per giudicare i
popoli, ma quando prese ad infuriare il fuoco della persecuzione (era quello il demonio meridiano),
essi vennero meno in mezzo ai tormenti e rinnegarono Cristo. Questi sono coloro che cadono dal suo
fianco. Caddero mentre credevano d'assidersi al fianco di Cristo per giudicare il mondo.

Defezioni fra i Cristiani comuni.

10. Vi dirò anche chi siano coloro che cadono dalla sua destra. Sapete che quando apparirà quel
tribunale dove insieme con Cristo sederanno a giudicare coloro che hanno voluto essere perfetti (e
sono stati perfetti davvero, radicati e fondati nella carità, per cui non si sono inariditi per l'ardore del
sole né per gli assalti del demonio di mezzogiorno), allora, a quanto dice il Signore, si riuniranno
dinanzi a lui tutte le genti, ed egli li dividerà gli uni dagli altri come il pastore divide le pecore dai
caproni. Porrà le pecore a destra e i caproni a sinistra, e saranno giudicati. Saranno molti quelli che
giudicheranno, ma meno di quelli che staranno dinanzi al tribunale: i primi saranno come mille, gli altri
come diecimila. Che cosa dirà allora a quelli che saranno a destra? Ho avuto fame, e mi avete dato da
mangiare; sono stato esule e mi avete accolto 35. È chiaro che così dirà a quelli che in questo mondo
posseggono beni onde poter compiere tali opere di umana solidarietà. Tuttavia, anche questi
regneranno con quei primi: quelli come soldati, questi come semplici cittadini che li provvedono di
viveri 36, in quanto in quel regno i soldati e i cittadini saranno sotto lo stesso imperatore. Il soldato è
forte, il cittadino è fedele. Il soldato, uomo forte, combatte con le sue preghiere contro il diavolo; il
cittadino devoto rifornisce di viveri i soldati. Comprenda la vostra Carità! Coloro che sono posti alla
destra udranno alla fine: Venite, benedetti del Padre mio! Ricevete il regno che è stato preparato per
voi fin dall'origine del mondo 37. Molti, dunque, erano coloro che, quando divampava il fuoco della
persecuzione e infieriva il demonio di mezzogiorno, si ripromettevano di sedere a fianco di Cristo per
giudicare, ma non tutti costoro riuscirono a sostenere gli ardori e così caddero dal suo fianco. Accanto
a loro c'erano poi degli altri, che non si ripromettevano di sedere sul trono e di farla da giudici, ma
speravano solo di essere alla destra grazie alle loro elemosine. Anche questi speravano d'essere tra
coloro ai quali Cristo dirà: Venite, benedetti del Padre mio! Ricevete il regno che è stato preparato per
voi fin dall'origine del mondo. Orbene, se caddero molti fra coloro che speravano di giudicare, molti di
più ne caddero fra coloro che speravano semplicemente di potersi trovare alla destra; e per questo si
dice a Cristo: Cadranno dal tuo fianco mille, e diecimila dalla tua destra. Ma ce ne saranno anche molti
che non si saranno spaventati delle persecuzioni e con i quali Cristo forma un solo uomo in quanto
sono suoi membri. Per questo dice: Ma a te non si avvicinerà. Sono forse rivolte solo al capo le parole:
Non si avvicinerà? Certamente no! Non si avvicinerà neppure a Pietro neppure a Paolo; a nessuno
degli Apostoli si avvicinerà e a nessuno dei martiri che non sono venuti meno nelle torture. In che
senso, dunque, dice: Non si avvicinerà, se essi sono stati così torturati? La tortura si è avvicinata sì
alla carne, ma non è giunta al luogo dove ha sede la fede. Insomma, la fede di costoro era ben al
riparo dal terrore dei carnefici. Torturino pure! Il terrore non si avvicinerà. Torturino pure i persecutori! I
martiri se la rideranno dei tormenti, sperando in colui che per primo ha vinto perché poi vincessero tutti
gli altri. Ma chi sono coloro che vincono se non coloro che non presumono di se stessi? Intenda la
vostra Carità! Per giungere a questa conclusione il salmista ha detto tutto quanto precede. Dirà al
Signore: Tu sei il mio sostegno e il mio rifugio; e: Io spererò in lui, perché egli mi libererà dalla trappola
dei cacciatori. Egli mi libererà, non sarò io a liberare me stesso. Tra le sue scapole ti proteggerà. Ma

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quando? Quando spererai sotto le sue ali. Come con uno scudo ti circonderà la sua verità. Ebbene,
siccome tu ti sei affidato a lui e in lui hai riposto tutta la tua speranza, che cosa aggiunge? Non avrai
timore del terrore notturno, né della freccia che vola di giorno, né dello spauracchio che circola nelle
tenebre, né della rovina né del demonio di mezzogiorno 38. Chi è che non avrà timore? Chi non
confida in sé ma in Cristo. Coloro invece che si fidano di se stessi, anche se già speravano di trovarsi
a fianco di Cristo per giudicare, anche se già credevano di essere alla destra di Cristo (come se già
egli dicesse loro: Venite, benedetti del Padre mio! Ricevete il regno che è stato preparato per voi fin
dall'origine del mondo), quando è sopraggiunto il demonio di mezzogiorno (cioè è divampato l'incendio
della persecuzione terribile nella sua violenza) molti sono caduti perdendo la speranza di giudicare; e
di costoro è detto: Cadranno dal tuo fianco mille. Molti altri poi sono precipitati dalla speranza di
ottenere il premio delle loro generose prestazioni, e di costoro è detto: E diecimila dalla tua destra. Ma
a te, cioè al capo e al corpo, non si avvicineranno né la rovina né il demonio di mezzogiorno: perché il
Signore conosce i suoi 39.

Le pene di chi si ostina nel male.

11. [v 8.] Pur tuttavia guarderai con i tuoi occhi e vedrai la ricompensa dei peccatori. Che significano
queste parole? Perché dice pur tuttavia? Si riferisce agli empi cui fu consentito di insuperbire contro i
tuoi servi e di perseguitarli. Resteranno dunque impuniti gli empi che hanno perseguitato i tuoi servi?
No, non saranno impuniti: anche se tu hai permesso ogni cosa e sebbene per l'opera degli empi i tuoi
saranno stati maggiormente coronati. Pur tuttavia guarderai con i tuoi occhi, e vedrai la ricompensa
dei peccatori. Sarà loro reso il male che hanno inteso compiere, non il bene che si è compiuto a loro
insaputa. Occorre però che abbiamo gli occhi della fede, per vedere come i malvagi, se sono nella
prosperità, lo sono per breve tempo e poi piangeranno in eterno. A coloro cui per un qualche tempo
vien dato il potere sui servi di Dio, sarà detto: Andate nel fuoco eterno, che è stato preparato per il
diavolo e gli angeli suoi! 40 Ma se qualcuno ha occhi (come ha detto: Guarderai con i tuoi occhi), non
gli sembrerà una cosa da poco poter vedere l'empio che prospera in questo mondo, e con la fede
rendersi conto (è sempre questione di occhi!) di ciò che egli soffrirà alla fine se non si sarà ravveduto.
Perché coloro che oggi vogliono tuonare saranno poi fulminati. Pur tuttavia guarderai con i tuoi occhi e
vedrai la ricompensa dei peccatori.

Dio nostro rifugio.

12. [vv 9-12.] Perché tu, Signore, sei la mia speranza. Eccolo giunto a spiegare perché non cada di
fronte alla rovina e al demonio di mezzogiorno. Perché tu, Signore, sei la mia speranza. Hai collocato
il tuo rifugio assai in allo. In che senso il tuo rifugio è in alto? Molti immaginano che Dio sia un rifugio in
cui ci si possa riparare dalle burrasche di questo mondo. Viceversa, il nostro rifugio, cioè Dio, è in alto
e in luogo molto nascosto: là ti riparerai per sfuggire all'ira ventura. Nell'intimo e molto in alto hai
collocato il tuo rifugio. Non si avvicinerà a te il male né il flagello si accosterà alla tua tenda, perché ha
comandato ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie. Con le mani ti solleveranno affinché tu non urti
mai col piede nella pietra. Sono queste le parole che il diavolo disse al Signore Gesù Cristo quando lo
tentò. Siccome però debbono essere esaminate con molta accuratezza, per non stancarvi rimandiamo
il loro commento a domani, dato che anche domani debbo parlarvi. A motivo della nostra stanchezza
riprenderemo dunque domani il nostro discorso da questo passo del salmo. In tal modo eviteremo
d'essere precipitosi nella spiegazione né ci succederà che, per voler sciogliere rapidamente queste
oscure questioni, non riusciamo a farvele capire.

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SULLO STESSO SALMO 90
ESPOSIZIONE
DISCORSO 2
Cristo capo del corpo mistico. La Scrittura, lettera inviataci dal Padre celeste.

1. Quanti tra voi, carissimi, hanno ieri ascoltato il nostro discorso ricorderanno come, per la limitatezza
del tempo, non potemmo portare a termine il salmo che avevamo cominciato a spiegare. Una parte
della sua spiegazione si è dovuta quindi rimandare ad oggi. Ricorderete questo voi che ieri eravate
presenti; e sappiatelo anche voi che non c'eravate. È per questa ragione che abbiamo fatto recitare il
passo del Vangelo ove si narra del Signore che viene tentato proprio con le parole del salmo che qui
avete ascoltato 1. Cristo viene tentato perché il cristiano non sia vinto dal tentatore. Lui, il maestro, ha
voluto subire ogni sorta di tentazioni perché anche noi siamo tentati; così come ha voluto morire
perché noi moriamo; ha voluto risorgere perché noi risorgeremo. Tutte le cose che ha subite
manifestamente nella sua umanità lui che, pur essendo Dio per la cui opera siamo stati creati, le ha
subite per nostro esempio. Più volte lo abbiamo ricordato alla vostra Carità e non ci dispiace
ripetervelo spesso. In tal modo quei tali fra voi che non riescono a leggere (e sono molti!) o perché non
ne hanno tempo o perché non hanno studiato lettere, almeno perché l'ascoltano con frequenza, non
dimenticheranno la dottrina della loro fede salvifica. Certo, ripetendo le stesse cose, finiamo col
diventare noiosi ad alcuni; che almeno però possiamo contribuire al bene di altri! Sappiamo che molti
dispongono di buona memoria e, per essersi dedicati alle letture divine, sanno ciò che stiamo per dire;
vorrebbero quindi che noi dicessimo ciò che ignorano. Ma se sono più svelti degli altri [nel
comprendere] riflettano come la via va percorsa insieme con i più lenti. Quando due compagni
camminano sulla stessa strada e uno di essi è più veloce e l'altro più lento, è in potere del più veloce
far sì che il più lento possa adeguarsi alla sua andatura; non altrettanto invece potrà fare il più lento:
difatti, se il più veloce camminerà con tutta la rapidità di cui è capace, il più lento non riuscirà a
seguirlo. È necessario dunque che il più celere rallenti la sua velocità e non abbandoni il compagno
più lento. Questo è quanto più volte vi ho ripetuto; e di nuovo oggi ve lo ripeto, usando le parole
dell'Apostolo: Scrivervi le stesse cose non è per me faticoso, mentre per voi è di utilità 2. Il Signore
Gesù Cristo, uomo perfetto nella sua totalità, è capo e corpo. Riconosciamo il capo in quell'uomo che
nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu sepolto, risuscitò, ascese in cielo e siede alla
destra del Padre, donde attendiamo che venga come giudice dei vivi e dei morti. Egli è il capo della
Chiesa 3. Il corpo di questo capo è la Chiesa: non quella che si trova in questo luogo, ma quella che è
in questo luogo ed in tutto il mondo; né soltanto quella che esiste ai nostri tempi, ma quella che è
esistita dai tempi di Abele e che esisterà fino a coloro che nasceranno alla fine e crederanno in Cristo.
Perché la Chiesa è tutto il popolo dei santi che appartengono ad una stessa città; e questa città è il
corpo di Cristo, il cui capo è Cristo. Di essa fanno parte anche gli angeli, nostri concittadini; solo che,
mentre noi siamo in esilio e soffriamo, essi sono nella città e aspettano il nostro arrivo. Da quella città,
lungi dalla quale viviamo noi pellegrini, ci sono giunte delle lettere: sono le Scritture che ci esortano a
vivere bene. Dirò che ci sono venute soltanto delle lettere? Lo stesso re ne è disceso e si è fatto per
noi via in questo esilio, in modo che noi camminando in lui non ci smarriamo, non veniamo meno, non
ci imbattiamo nei ladroni, non cadiamo nelle trappole che vengono collocate ai margini della strada.
Sappiamo dunque riconoscere questo Cristo: il Cristo intero e completo, unito con la Chiesa. E
riconosceremo anche Cristo come individuo, nato dalla Vergine, capo della Chiesa, mediatore tra Dio
e gli uomini 4, Cristo Gesù: mediatore perché è venuto a riconciliare con Dio in se stesso coloro che
se ne erano allontanati. È infatti tra due che si trova il mediatore. Ci eravamo allontanati dalla maestà
di Dio e con il nostro peccato lo avevamo offeso. Venne mandato il Figlio in funzione di mediatore,
affinché pagasse con il suo sangue il debito dei nostri peccati per i quali eravamo separati da Dio e,
ponendosi nel mezzo, ci restituisse a lui e ci riconciliasse con colui dal quale ci eravamo estraniati con
i nostri peccati e con i nostri delitti. Egli è il nostro capo: egli che è Dio uguale al Padre, Verbo di Dio

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per cui mezzo sono state fatte tutte le cose 5. È Dio, e come Dio ci ha creati; è uomo, e in quanto
uomo ci ha rigenerati. Come Dio ci ha dato l'esistenza come uomo ce l'ha recuperata. Ascoltiamo il
salmo con gli occhi rivolti al Cristo. Stia attenta la vostra Carità! È questo un problema didattico e
l'ammaestramento della lezione di oggi è tale che vi servirà a intendere non soltanto un salmo ma
molti, a patto però che vi atteniate a questa regola. Talvolta il salmo (e non soltanto il salmo ma anche
in genere ogni profezia) parla di Cristo presentandone soltanto il capo; talvolta, invece, dal capo passa
al corpo, cioè alla Chiesa, senza mutare apparentemente persona. Difatti il capo non è separato dal
corpo e delle due realtà se ne parla come fosse un solo individuo. Intenda la vostra Carità quanto dico!
È certamente noto a tutti il salmo che a proposito della passione del Signore dice: Hanno trafitto le mie
mani e i miei piedi; hanno contato tutte le mie ossa. Si sono divisi e i miei abiti e sopra la mia veste
hanno gettato le sorti 6. I giudei arrossiscono quando ascoltano queste parole, perché è evidente che
questa profezia si riferisce alla passione di nostro Signore Gesù Cristo. Orbene, questo nostro Signore
Gesù Cristo era esente dai peccati, eppure, all'inizio di quel salmo si dice: Dio, Dio mio, perché mi hai
abbandonato? La voce dei miei delitti è lontana dalla mia salvezza 7. Vedete dunque come una cosa
sia detta nella persona del capo e un'altra nella persona del corpo. I delitti appartengono a noi; la
passione sostenuta per noi appartiene al Capo; ma mediante la passione che egli subì per noi è stato
pagato il debito dei delitti che era roba nostra. Lo stesso avviene anche in questo salmo.

Le vittime della persecuzione e il castigo dei persecutori.

2. [vv 1-8.] Abbiamo già spiegato ieri questi versetti. Ricordiamoli brevemente. Colui che abita
nell'aiuto dell'Altissimo, dimorerà nella protezione del Dio dei cieli. Trattando questi versi, abbiamo
raccomandato alla vostra Carità che nessuno riponga in se stesso la propria speranza, ma la ponga
tutta intera in colui nel quale è ogni nostra forza. Se infatti riportiamo qualche, vittoria, è per il suo
aiuto, non per la nostra presunzione. Il Dio dei cieli ci protegge se diciamo al Signore quanto segue:
Egli dirà al Signore: Tu sei il mio protettore e il mio rifugio, Dio mio. Spererò in lui perché egli mi
libererà dalla trappola dei cacciatori e dalla parola dura 8. Abbiamo detto che molti, temendo la parola
dura, cadono nella trappola dei cacciatori. È il caso di colui che viene insultato per essere cristiano.
L'offeso si pente d'essere cristiano e per la parola dura cade nella trappola del diavolo. Un altro vive in
mezzo a cristiani e vive meglio di molti di loro. Lo si deride, ed egli, impressionato dalle parole moleste
di chi lo insulta, cade nella trappola del diavolo: rinunzia ad essere il buon grano che sta sull'aia e
diventa paglia. Chi, invece, spera in Dio è liberato dalla trappola dei cacciatori e dalla parola dura. Ma
in qual modo ti protegge Dio? Tra le sue scapole ti farà trovare dell'ombra. Cioè: ti porrà dinanzi al suo
petto per proteggerti con le sue ali, supposto però che tu riconosca la tua fragilità e, come un pulcino
debole fugga sotto le ali della madre per non essere rapito dal falco. I falchi sono le potestà aeree (il
diavolo e i suoi angeli) che vogliono rapirci nella nostra debolezza. Fuggiamo sotto le ali della
Sapienza nostra madre, perché la stessa Sapienza si è resa debole per amor nostro: il Verbo cioè si è
fatto carne 9. Come la gallina diventa inferma per i suoi pulcini, al fine di proteggerli sotto le sue ali 10,
così si è abbassato il Signore nostro Gesù Cristo. Pur essendo nella natura di Dio, egli non ritenne
una rapina la sua uguaglianza con Dio, ma si volle rendere debole come noi per proteggerci sotto le
sue ali; e annientò se stesso assumendo la natura del servo. Si rese simile agli uomini e da tutto il suo
comportamento venne considerato un uomo 11. Sotto le sue ali spererai. Come con uno scudo ti
circonderà la sua verità; non avrai timore del terrore notturno. Le tentazioni subite nell'ignoranza sono
il terrore notturno; i peccati commessi consapevolmente sono la freccia che vola di giorno. Con " notte
" si intende infatti l'ignoranza, e con " giorno " la conoscenza. Ci sono alcuni che peccano per
ignoranza e altri che peccano consapevolmente: quelli che peccano per ignoranza sono abbattuti dal
terrore notturno, quelli che peccano consapevolmente sono trafitti dalla freccia che vola di giorno. Ma
quando questo accade in mezzo a persecuzioni molto gravi, è come se ci si avviasse al mezzogiorno;
e chiunque cade per causa di quel fuoco, cade come per mano del demonio meridiano. E molti in

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realtà sono caduti a motivo di un tal fuoco, come abbiamo spiegato ieri alla vostra Carità. Ci fu infatti
un periodo in cui la persecuzione divenne più accanita e si decretò: Siano torturati i cristiani finché non
rinneghino di essere cristiani. Prima li si uccideva non appena avessero confessato la loro fede; in
seguito vennero torturati perché rinnegassero la fede. E siccome ogni colpevole viene torturato finché
nega [la sua colpa], il cristiano era torturato finché confessava la fede, mentre era lasciato libero non
appena la rinnegava. Era dunque terribile la rabbia dei persecutori. Quanti caddero in quella prova
caddero come per mano del demonio di mezzogiorno. E quanti furono! Molti, che pur speravano di
sedere insieme con il Signore per giudicare, caddero dal suo fianco. Del pari molti altri che speravano
di trovarsi alla destra del Signore, cittadini di provincia facenti parte del popolo santo di Dio come
tributari che forniscono i viveri ai soldati, persone alle quali il Signore avrebbe dovuto dire: Ebbi fame e
voi mi deste da mangiare (saranno infatti molti alla sua destra), caddero da tale speranza. E saranno
di più coloro che cadranno in questo settore, perché più grande ne è il numero. Non saranno infatti
molti quelli che giudicheranno insieme con il Signore, mentre saranno parecchi quelli che staranno
dinanzi a lui. Né questi ultimi saranno tutti nella stessa condizione: alcuni saranno alla sinistra, altri alla
destra; alcuni saranno destinati a regnare, altri ad essere puniti. Alcuni udranno le parole: Venite,
benedetti del Padre mio! Ricevete il regno; altri si sentiranno dire: Andate al fuoco eterno, che è stato
preparato per il diavolo e gli angeli suoi 12. Ne consegue che per la rovina e il demonio di
mezzogiorno cadranno mille dal fianco e diecimila dalla destra. Ma a te non si avvicinerà. Chi non si
avvicinerà? Il demonio di mezzogiorno, il quale non ti abbatterà. Che c'è di strano, se non riesce a far
cadere il capo? Ma non fa cadere neppure coloro che sono uniti al capo nel modo che dice l'Apostolo:
Il Signore conosce i suoi 13. Alcuni infatti sono così predestinati, e il Signore sa che essi appartengono
al suo corpo. E siccome ad essi non si avvicina la tentazione che possa farli cadere, si debbono
intendere di costoro le parole: Ma a te non si avvicinerà. Poteva però succedere che alcuni deboli,
fissando lo sguardo sui peccatori ai quali era consentito di perseguitare così ferocemente i cristiani,
avessero a dire: " Ecco che cosa vuole Dio! Perché mai egli consente agli empi e agli scellerati di
infierire tanto contro i suoi servi? ". Ebbene, guarda un po' con i tuoi occhi, con gli occhi della fede, e
vedrai alla fine la ricompensa dei peccatori ai quali ora tante cose sono permesse perché tu sia posto
alla prova. Continua infatti il salmo: Pur tuttavia guarderai con i tuoi occhi e vedrai la ricompensa dei
peccatori.

3. [vv 9-12.] Perché tu, Signore, sei la mia speranza; hai collocato il tuo rifugio assai in alto. A te non si
avvicina il male. Dice al Signore: Tu, Signore, sei la mia speranza; hai collocato il tuo rifugio assai in
alto. Non si avvicinerà a te il male; né il flagello si accosterà alla tua tenda. Poi vengono le parole che
già avete udito pronunziare dal diavolo: Egli ha comandato ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie.
Ti solleveranno con le mani affinché tu non urti mai col piede nella pietra. A chi dice queste parole? A
colui al quale è detto: Tu, Signore, sei la mia speranza. Non credo sia necessario spiegare a dei
cristiani chi sia il Signore. Se intendono Dio Padre, in che modo potranno gli angeli sollevarlo con le
mani affinché il suo piede non inciampi nella pietra? Vedete dunque che si tratta del Signore Gesù
Cristo, il quale, mentre or ora stava parlando del corpo, di colpo prende a parlare di sé come capo. Si
riferiscono infatti al capo le parole: Tu, Signore, sei la mia speranza; altissimo hai collocato il tuo
rifugio. Cioè: per questo hai collocato il tuo rifugio assai in alto perché tu, Signore, sei la mia speranza.
Che vogliono dire queste parole? Stia attenta la vostra Carità! Tu, Signore, sei la mia speranza; hai
collocato il tuo rifugio assai in alto. Assodato questo, nulla può ormai stupirci; infatti continua: Non si
avvicinerà a te il male, perché hai collocato assai in alto il tuo rifugio; e perché hai collocato il tuo
rifugio assai in alto, il flagello non si accosterà alla tua tenda. Che poi gli angeli abbiano qualche volta
sollevato il Signore affinché non inciampasse nella pietra, questo non lo leggiamo nel Vangelo; tuttavia
così piace intendere il testo. Sono cose già accadute; e se erano state profetate, non lo erano senza
un motivo, ma perché dovevano accadere. Né possiamo contentarci di dire che Cristo non inciamperà

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nella pietra quando verrà la seconda volta, cioè quando verrà a giudicare. Quando dunque è accaduto
tutto questo? Stia attenta la vostra Carità!

La glorificazione di Cristo, nostro Signore e capo.

4. Ascoltate prima di tutto questo versetto: Tu, Signore, sei la mia speranza; hai collocato assai in alto
il tuo rifugio. Il genere umano conosceva la morte dell'uomo, ma non ne conosceva la resurrezione.
Aveva perciò di che temere ma non di che sperare. Ebbene, il Signore nostro Gesù Cristo volle
risorgere per primo, onde darci, egli che ci aveva infuso per nostra disciplina il timore della morte, la
speranza della resurrezione. In tal modo ci fece intravedere il premio della vita eterna che ci era
serbato per il futuro. Morì dopo che tanti erano morti; ma risorse prima di tutti. Morendo subì la sorte
che moltissimi avevano già subita; risorgendo fece una cosa che nessuno aveva compiuta prima di lui.
Difatti quando conseguirà questo [trionfo] la Chiesa, se non alla fine? Nel capo si è verificato in
anticipo ciò che sperano le membra. La vostra Carità conosce bene quali sono i dialoghi che
intercorrono tra il capo e le membra. Dica dunque la Chiesa al suo Signore Gesù Cristo; dica il corpo
al suo capo: Tu, Signore, sei la mia speranza; hai collocato assai in alto il tuo rifugio. Cioè: sei risorto
dai morti e sei asceso al cielo per collocare in alto, ascendendo, il tuo rifugio e così divenire la mia
speranza, dato che io in terra disperavo e non credevo di poter risorgere. Ora lo credo; perché è
asceso in cielo il mio capo, e là dove il capo è giunto per primo anche le membra lo seguiranno. Credo
che siano ormai chiare le parole: Perché tu, Signore, sei la mia speranza; hai collocato assai in alto il
tuo rifugio. Voglio ripeterlo in modo più accessibile. Affinché io avessi la speranza della resurrezione
che prima non avevo, per questo tu sei risorto per primo. In tal modo io ho [fondata] speranza di
seguirti lassù dove sei andato per primo. Questa è la voce che la Chiesa rivolge al suo Signore; è la
voce che il corpo rivolge al suo capo.

Se soffriremo con lui, saremo con lui glorificati.

5. Non stupirti quindi per le parole: Non si avvicinerà a te il male né il flagello si accosterà alla tua
tenda. Tenda di Dio è la carne. Il Verbo abitò nella carne e la carne fu come la tenda entro la quale
egli, nostro condottiero supremo, affrontò le nostre battaglie. In tale dimora venne anche tentato dal
nemico perché i suoi soldati non venissero meno. Egli offrì al nostro sguardo la nostra stessa carne; e
siccome i nostri occhi si allietano di questa luce terrena e trovano gioia alla vista di questo sole visibile,
egli volle rendere così manifesta la sua carne, che non ci fosse chi non avesse a vederla. Ecco perché
il salmo dice: Ha posto nel sole la tua tenda 14. Che vuol dire: Nel sole? Vuol dire " apertamente ", "
dinanzi agli occhi di tutti ", " ai raggi della luce terrena ". Ha posto cioè la sua tenda allo splendore
della luce che dal cielo inonda la terra. Ma come avrebbe potuto ivi porre la sua dimora se non fosse
uscito come sposo dal suo talamo? Così infatti continua il salmo. E quasi rispondendo alla domanda: "
Ma come ha fatto a porre nel sole la sua tenda? ", soggiunge: Egli stesso, come sposo che esce dal
suo talamo, ha esultato come un gigante che corre per la via 15. Ciò che è la tenda, lo stesso è la
sposa. Il Verbo è lo sposo. la carne è la sposa; il talamo è il grembo della Vergine. Che cosa dice
l'Apostolo? Saranno due in una carne sola. Questo è un grande sacramento: io lo dico in Cristo e nella
Chiesa 16. E che cosa dice il Signore stesso nel Vangelo? Ormai non sono più due ma una sola carne
17. Erano due e diventano uno. Del Verbo e della carne si forma un sol uomo, e meglio un solo Dio.
Orbene, questa dimora di Cristo ebbe in terra a sopportare i flagelli e tutti sappiamo che il Signore fu
flagellato 18. Ma forse che anche in cielo sente i flagelli? Certamente no. Perché? Perché ha collocato
assai in alto il suo rifugio, di modo che fosse la nostra speranza; e ora a lui non si accostano i mali né
il flagello si avvicina alla sua dimora. Egli è lontano, al di sopra di tutti i cieli; tuttavia i suoi piedi sono
qui in terra. Il capo è in cielo; il corpo in terra. E quando i suoi piedi erano flagellati e calpestati da
Saulo, il capo gridò: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? 19 È ovvio che nessuno perseguita il capo. Il
capo è in cielo, perché Cristo risorgendo dai morti non muore più e la morte non avrà più potere su di

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lui 20. Non si avvicinerà a te il male né il flagello si accosterà alla tua tenda. Non crediamo però che il
capo sia disgiunto dal corpo. Sono divisi quanto al luogo ma sono uniti nell'affetto; e per questa unione
di affetto gridava dal cielo: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Con voce di rimprovero lo fece cadere
a terra e con la destra della misericordia lo sollevò. Colui che perseguitava il corpo di Cristo divenne
membro di Cristo: per soffrire egli stesso le persecuzioni che un tempo infliggeva agli altri.

Cristo modello del cristiano. Il Verbo di Dio pane dell'uomo.

6. Orbene, fratelli, che cosa è detto del nostro capo? Tu, Signore, sei la mia speranza; hai collocato
assai in alto il tuo rifugio. Non si avvicinerà a te il male né il flagello si accosterà alla tua tenda. È
quanto è stato detto fin qui. Egli ha comandato ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie. Sono le
parole che avete udito or ora quando vi si leggeva il Vangelo. State attenti! Il Signore, dopo essere
stato battezzato, digiunò 21. Perché si fece battezzare? Perché noi non rifiutassimo il battesimo.
Quando infatti Giovanni diceva al Signore: Tu vieni da me per essere battezzato! sono io che debbo
essere battezzato da te, il Signore rispose: Lascia fare ora! Conviene che noi adempiamo ogni
giustizia 22. E compì l'umilissimo gesto [di farsi battezzare] lui che non aveva alcuna macchia. Perché
questo? Per ovviare alla superbia dei posteri. Capita a volte che un catecumeno superi molti fedeli per
la dottrina e per i buoni costumi. Vede che molti battezzati sono ignoranti, che molti altri non vivono
come egli vive, cioè non con la stessa castità né con uguale continenza. Egli farebbe a meno anche
della moglie, mentre talvolta si vede accanto un fedele che, anche se non dedito alla fornicazione,
tuttavia usa della moglie senza limiti di temperanza. Ebbene, costui potrebbe insuperbirsi e dire: Che
bisogno ho io di essere battezzato? Tutto al più riceverei quello che ha questo fedele che io già supero
per i miei costumi e la mia dottrina. A tale superbo il Signore dice: Che cosa hai tu superato? Di quanto
lo hai superato? Forse lo superi di quanto io supero te? Non c'è servo da più del suo padrone né
discepolo da più del suo maestro. Basta al servo essere come il suo padrone, e al discepolo essere
come il suo maestro 23. Non ti insuperbire al punto da ricusare il battesimo! Cerca il battesimo del
Signore, come io ho cercato il battesimo del servo. Orbene, il Signore fu battezzato; dopo il battesimo
fu tentato e infine digiunò per quaranta giorni, per adempiere un mistero di cui spesso vi ho parlato.
Non si possono dire tutte le cose in una volta per non sciupare del tempo prezioso. Dopo quaranta
giorni [il Signore] ebbe fame. Avrebbe potuto anche non provare mai la fame; ma, se così avesse fatto,
in qual modo sarebbe stato tentato? E se egli non avesse vinto il tentatore, in qual modo avresti tu
imparato a combattere contro il tentatore? Ebbe fame, ho detto; e subito il tentatore: Di' a queste pietre
che diventino pani, se sei il Figlio di Dio 24. Era forse una gran cosa per il Signore Gesù Cristo
cambiare le pietre in pane? Non fu lui che con cinque pani saziò tante migliaia di persone 25? Quella
volta creò il pane dal nulla. Donde fu presa infatti una così grande quantità di cibo che bastò a saziare
tante migliaia di persone? Le fonti del pane erano nelle mani del Signore. Non c'è niente di strano in
questo: infatti, colui che di cinque pani ne fece tanti da saziare tutte quelle migliaia di persone, è lo
stesso che ogni giorno trasforma pochi grani nascosti in terra in messi sterminate. Anche questi sono
miracoli del Signore ma, siccome avvengono di continuo, noi non diamo loro importanza. Ebbene,
fratelli, era forse impossibile al Signore fare dei pani con le pietre? Con le pietre egli fa degli uomini,
come diceva lo stesso Giovanni Battista. Dio è capace di suscitare da queste pietre figli per Abramo
26. Perché dunque non operò il miracolo? Per insegnarti come devi rispondere al tentatore. Poni il
caso che ti trovi nell'afflizione. Ecco venire il tentatore e suggerirti: Tu sei cristiano e appartieni a
Cristo; perché ti avrà ora abbandonato? Perché non ti manda il suo aiuto? Ricordati del medico. Talora
egli taglia e per questo sembra che abbandoni; ma non abbandona. Come capitò a Paolo, il quale non
fu esaudito proprio perché doveva essere esaudito. Paolo dice infatti che non fu esaudita la preghiera
con cui chiedeva gli fosse tolto il pungiglione della carne, l'angelo di satana che lo schiaffeggiava, e
aggiunge: Per questo pregai tre volte il Signore affinché me lo togliesse. In risposta egli mi disse: Ti
basta la mia grazia; infatti la virtù si perfeziona nella debolezza 27. È come se l'ammalato dicesse al

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medico che gli ha applicato un cataplasma sulla ferita: Quell'impiastro mi dà noia; ti prego, toglimelo! E
il medico: No, è necessario che tu lo tenga a lungo, altrimenti non potrai guarire. Il medico non dà retta
alla richiesta dell'ammalato perché vuole esaudirlo nel desiderio che ha di guarire. Siate perciò forti,
fratelli! Se talvolta siete tentati da qualche strettezza, è Dio che vi flagella per mettervi alla prova: egli
che vi ha preparato e vi conserva l'eredità eterna. E non lasciate che il diavolo vi dica: Se tu fossi
giusto, non ti manderebbe forse Dio il pane per mezzo di un corvo, come lo mandò ad Elia? 28 Non
hai forse letto le parole: Mai ho visto il giusto abbandonato né la sua discendenza mendicare il pane
29? Rispondi al diavolo: È vero quello che dice la Scrittura: Mai ho visto il giusto abbandonato né la
sua discendenza mendicare il pane; ho infatti un mio pane che tu non conosci. Quale pane? Ascolta il
Signore: Non di solo pane vive l'uomo ma di ogni parola di Dio 30. Non credi che la parola di Dio sia
pane? Se non fosse pane il Verbo di Dio, per cui mezzo sono state fatte tutte le cose, il Signore non
direbbe: Io sono il pane vivo, io che sono disceso dal cielo 31. Hai dunque imparato che cosa devi
rispondere al tentatore quando sei colto dai morsi della fame.

Non nei miracoli ma nell'umiltà occorre somigliare a Cristo.

7. E che dirai se il diavolo ti tenta dicendoti: Se tu fossi cristiano faresti miracoli come ne fecero molti
[antichi] cristiani? Ingannato da questo malvagio suggerimento, ti potrebbe venire la voglia di tentare il
Signore Dio tuo, dicendogli: Se sono cristiano, se lo sono dinanzi ai tuoi occhi e tu mi annoveri nel
numero dei tuoi, concedimi di fare anch'io qualcuna delle gesta che compirono i tuoi santi. Hai tentato
Dio pensando che non saresti cristiano se non facessi tali cose. Molti sono caduti proprio per il
desiderio di tali gesta [portentose]. Proprio questo, ad esempio, desiderava ottenere dagli Apostoli
quel Simone mago, il quale voleva comprare con il denaro lo Spirito Santo 32. Di Cristo amava la
potenza nel fare miracoli ma non amava imitarne l'umiltà. Allo stesso modo quando il Signore vide quel
tale discepolo, o uno della folla, che voleva seguirlo perché attratto dai miracoli che egli compiva. Vide
che era superbo e non cercava la via dell'umiltà ma la vana gloria del potere e gli disse: Le volpi
hanno la tana, e gli uccelli del cielo il nido; ma il Figlio dell'uomo non ha ove reclinare il capo 33. Le
volpi hanno la loro tana in te, e in te hanno i loro nidi gli uccelli del cielo. La volpe infatti raffigura
l'inganno, gli uccelli del cielo raffigurano la superbia: gli uccelli volano in alto, e così fanno i superbi; le
volpi hanno caverne insidiose, e tali sono tutti i simulatori. Che cosa rispose dunque il Signore?
Rispose: Potranno, sì, abitare in te la superbia e l'inganno, ma Cristo non ha in te un posto ove abitare
né dove reclinare il suo capo: il reclinare del capo infatti ben raffigura l'umiltà di Cristo. Se egli non
avesse chinato il capo, tu non saresti stato giustificato. Una volta anche i discepoli si misero a
desiderare cose di questo genere e, prima che apprendessero la via dell'umiltà, manifestarono la
voglia di sedersi in trono nel regno. Anzi, la madre di due fra loro sollecitò il Signore con la richiesta:
Di' che uno segga alla tua destra e l'altro alla tua sinistra, cercando così il potere, mentre, in quel
regno, al potere si arriva solo attraverso la prova dell'umiltà. In tale occasione il Signore rispose:
Potete bere il calice che io berrò? 34 Perché pensate alla sublimità del regno e non ad imitare la mia
umiltà? Ebbene, che cosa devi rispondere per non tentare Dio se il diavolo ti tentasse dicendoti: Fa'
miracoli? Rispondi ciò che rispose il Signore. Il diavolo gli disse: Gettati giù, perché sta scritto che egli
ha comandato ai suoi angeli di occuparsi di te, di sollevarti nelle loro mani perché tu non inciampi con
il piede nella pietra. Voleva suggerirgli: Se ti butterai giù gli angeli ti sosterranno. Poteva certamente
accadere, fratelli, che, se il Signore si fosse buttato nel vuoto, gli angeli devotamente avrebbero
sostenuto la sua carne. Invece egli che cosa rispose? Sta scritto anche: Non tenterai il Signore Dio tuo
35. Tu mi credi un uomo, rispose. Per questo infatti il diavolo gli si era avvicinato, per provare se fosse
o no Figlio di Dio. Egli vedeva solo la carne, mentre la maestà si palesava attraverso le opere, e gli
angeli gliene avevano reso testimonianza. Il diavolo dunque lo vedeva mortale e per questo lo tentò;
ma la tentazione di Cristo è stata di grande ammaestramento per il cristiano. Che cosa è dunque ciò

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che sta scritto? Non tenterai il Signore Dio tuo! Non tentiamo perciò il Signore dicendo: Se
apparteniamo a te, concedici di fare miracoli.

Lo Spirito Santo libera dal timore e diffonde la carità.

8. Ritorniamo alle parole del salmo: Egli ha comandato ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie. Ti
solleveranno con le mani affinché tu non urti col piede nella pietra. Cristo fu portato in mano dagli
angeli quando venne assunto in cielo. Non nel senso che egli sarebbe caduto se gli angeli non lo
avessero sorretto, ma perché portandolo rendevano omaggio al re. Guardatevi bene dal dire: Sono più
importanti coloro che lo portavano di colui che era portato! Sono forse i cavalli più importanti degli
uomini? Ma neppure questo è un paragone che regge, poiché i cavalli portano davvero l'uomo nella
sua fragilità. Pròvati infatti a sottrarre la cavalcatura, e vedrai come il cavaliere va a finire per terra!
Cosa dobbiamo dire allora? Dello stesso Dio è detto: Il cielo è il mio trono 36. Se il cielo porta Dio e
Dio siede su di esso, sarà forse per questo migliore il cielo? Ecco dunque il senso secondo cui
dobbiamo intendere in questo salmo l'ossequio degli angeli. Non è da ricollegarsi con una pretesa
debolezza del Signore ma è un onore che essi rendono, è un loro servigio. Quanto al Signore Gesù
Cristo, egli risorse da morte; ma per che cosa? Ascoltate le parole dell'Apostolo! È morto per i nostri
delitti, ed è risorto per la nostra giustificazione 37. Ascoltate che cosa dice il Vangelo riguardo allo
Spirito Santo: Lo Spirito non era ancora stato dato perché Gesù non era ancora stato glorificato 38. In
che cosa consiste la glorificazione di Gesù? Nel risorgere e nell'ascendere al cielo. Glorificato da Dio
nell'ascensione al cielo, mandò il suo santo Spirito nel giorno della Pentecoste. Nella legge, nel libro di
Mosè chiamato Esodo, si contano cinquanta giorni a cominciare dal giorno in cui si uccideva e si
mangiava l'agnello; e la legge fu data su tavole di pietra, scritta dal dito di Dio. Vangelo ci spiega cosa
sia il dito di Dio, dicendo che esso é lo Spirito Santo. Come possiamo provarlo? Il Signore,
rispondendo a coloro che lo accusavano di scacciare i demoni nel nome di Beelzebub, rispose: Se io
scaccio i demoni nello Spirito di Dio 39, mentre un altro Evangelista, narrando questo stesso episodio,
così riferisce le parole del Signore: Se io scaccio i demoni nel dito di Dio 40. Ciò che un Evangelista
dice apertamente, l'altro dice in modo più velato. Tu non sapevi cosa fosse il dito di Dio, e l'altro
Evangelista te lo spiega dicendo che è lo Spirito Santo. Dunque nel cinquantesimo giorno dopo
l'uccisione dell'agnello fu data la legge scritta con il dito di Dio, e lo Spirito Santo è venuto nel
cinquantesimo giorno dopo la passione del nostro Signore Gesù Cristo. L'agnello fu ucciso e fu
celebrata la Pasqua. Passarono cinquanta giorni e venne data la legge. Ma quella era una legge di
timore, non di amore; e perché il timore si convertisse in amore, dovette essere ucciso il vero Giusto,
di cui l'agnello che uccidevano i giudei era la figura. Egli poi risorse e dal giorno della pasqua del
Signore, come dal giorno della pasqua dell'agnello ucciso, passarono cinquanta giorni prima che
venisse lo Spirito Santo e si entrasse così nella pienezza dell'amore, liberi ormai dalla pena del timore
41. Perché ho detto tutto questo? Perché il Signore risorse e fu glorificato per mandare lo Spirito
Santo. Avevo già detto prima che il capo è in cielo, mentre i piedi sono in terra. Se il capo è in cielo e i
piedi sono in terra, che cosa sono i piedi del Signore in terra se non i santi del Signore che vivono
sulla terra? E chi sono i piedi del Signore? Gli Apostoli mandati in tutto il mondo. Chi sono i piedi del
Signore? Tutti gli evangelizzatori, della cui persona si serve il Signore per andare a tutte le genti. C'era
da temere che tali evangelizzatori inciampassero nella pietra. Mentre infatti la testa è in cielo, i piedi
che seguitavano a tribolare qui in terra avrebbero potuto inciampare nella pietra. In quale pietra? Nella
legge, scritta sulle tavole di pietra. Perché non diventassero colpevoli nei riguardi della legge, loro che
non avevano ricevuto la grazia, e, divenuti colpevoli, non restassero prigionieri della legge (dato che
trasgredire la legge è colpa), il Signore liberò quanti la legge aveva fatto diventare colpevoli, facendo
sì che essi più non inciampassero nella legge medesima. Affinché i piedi di questo capo non
cadessero nelle colpe derivanti dalla legge, venne inviato lo Spirito Santo, per suscitare l'amore e
liberare dal timore. Il timore non adempiva la legge; l'ha adempiuta l'amore. Gli uomini erano nel

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timore e non adempivano la legge; hanno amato e l'hanno adempiuta. In che senso, finché rimasero
nel timore non l'hanno adempiuta, mentre da quando hanno amato l'hanno adempiuta? Avevano
timore e rubavano le cose altrui; hanno amato e hanno donato le loro. Non c'è quindi da stupirsi che il
Signore sia stato assunto in cielo dalle mani degli angeli affinché il suo piede non inciampasse nella
pietra: coloro cioè che, pur facendo parte del suo corpo, restavano a tribolare qui in terra spargendosi
per tutto il mondo non sarebbero dovuti diventare trasgressori della legge. A tal fine li liberò dal timore
e riempì di amore. Per timore Pietro rinnegò tre volte il Signore 42. Non aveva ancora infatti ricevuto lo
Spirito Santo. Ma poi, ricevuto lo Spirito Santo, cominciò a predicare senza paura. Colui che aveva
rinnegato tre volte per timore delle chiacchiere di una servetta ricevuto che ebbe lo Spirito Santo
confessò in mezzo ai tormenti dei principi colui che aveva rinnegato 43. Niente di strano in tutto
questo! Infatti il Signore eliminò il suo triplice timore con il triplice amore. Risorto che fu dai morti, disse
a Pietro: Pietro, mi ami? Non disse: " Mi temi? ". Se infatti avesse avuto ancora timore, il suo piede
sarebbe potuto ancora inciampare nella pietra. Mi ami?, gli chiese il Signore; e Pietro: Ti amo.
Sarebbe stato sufficiente, penso, dirlo una volta sola. Sarebbe stato sufficiente a me, che pure non
vedo il cuore; quanto più doveva essere sufficiente al Signore che vedeva con quale intimo trasporto
del cuore Pietro diceva: Ti amo! Ma al Signore non basta una sola risposta; lo interroga di nuovo e
Pietro risponde: Ti amo. Lo interroga per una terza volta e Pietro, rattristato perché pensava che il
Signore dubitasse del suo amore, risponde: Signore, tu sai ogni cosa. Tu sai che io ti amo 44. Ma
comportandosi così con lui, il Signore voleva quasi dirgli: Tre volte mi hai rinnegato per paura;
confessami tre volte per amore. Di questo amore e carità il Signore ricolmò i suoi discepoli. Perché?
Perché aveva collocato assai in alto il suo rifugio; per questo, glorificato, mandò lo Spirito Santo e così
liberò i credenti dalle trasgressioni della legge, cosicché i loro piedi non inciampassero nella pietra.

Resistere alle minacce e alle lusinghe del demonio.

9. [v 13.] Le cose che restano vi sono ormai note, fratelli, perché spesso le abbiamo trattate.
Camminerai sopra l'aspide e il basilisco e calpesterai il leone e il drago 45. Sapete chi è il serpente; e
sapete in qual modo la Chiesa lo calpesta e non ne è vinta, in quanto sta in guardia contro le sue
astuzie. Credo che la vostra Carità conosca anche in qual modo egli sia leone e drago. Il leone
aggredisce apertamente, il drago insidia di nascosto. Il diavolo possiede, come questi animali, e la
forza e il potere. Quando erano uccisi i martiri, era leone inferocito; quando gli eretici tendono insidie,
è drago che striscia. Hai tu vinto il leone? Vinci anche il drago! Non ti ha divorato il leone; non ti
inganni il drago. Dimostriamo che era leone quando infuriava apertamente. Pietro, esortando i martiri,
dice: Non sapete che il vostro avversario il diavolo vi gira intorno come leone ruggente, cercando chi
divorare? 46 Era leone e cercava di divorare agendo con aperta ferocia. In qual modo è drago che
tende insidie? Per mezzo degli eretici. Temendo costoro, Paolo, perché non venisse corrotta l'integrità
della fede che la Chiesa conserva in cuore, diceva: Vi ho sposato ad un solo uomo per presentarvi a
Cristo come vergine casta; ma temo che, come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così
anche i vostri spiriti siano corrotti riguardo a quella castità che avete in Cristo 47. Poche sono nella
Chiesa le donne che conservano l'integrità del corpo; ma tutti i fedeli hanno l'integrità del cuore. Ora,
Paolo temeva che il diavolo corrompesse l'integrità del cuore per quanto concerne la fede: perduta la
quale, sì è senza profitto vergini nel corpo. Violata nel cuore, che giova conservare la verginità nel
corpo? Ecco perché una donna sposata cattolica è da preferirsi a una vergine eretica. La prima non è
più vergine nel corpo, la seconda è maritata nel cuore: e suo marito non è Dio ma il serpente. Che fa
invece la Chiesa? Camminerai sopra l'aspide e il basilisco. Il basilisco è il re dei serpenti, come il
diavolo è il re dei demoni. E calpesterai il leone e il drago.

10. [v 14.] Le parole che seguono sono rivolte da Dio alla Chiesa: Poiché in me ha sperato, lo libererò.
E ciò vale prima di tutto del Capo, il quale ora siede in cielo e, avendo collocato assai in alto il suo

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rifugio, a lui non si avvicina il male né il flagello si accosta alla sua tenda. Ma vale anche per noi che
soffriamo in terra e che viviamo ancora in mezzo alle tentazioni: noi per i quali c'è da temere che
inciampiamo nei lacci [di satana]. Ebbene, ascoltiamo la voce del Signore Dio nostro che ci consola e
dice: Poiché in me ha sperato, lo libererò; lo proteggerò perché ha conosciuto il mio nome.

Dio ci libera quando e come vuole.

11. [v 15.] Mi invocherà e io lo esaudirò; sono con lui nella tribolazione. Quando soffri, non temere che
Dio non sia con te. Sia con te la fede e Dio sarà con te nella tribolazione. Le tribolazioni sono onde del
mare [in burrasca], e tu sei sconvolto nella tua barca perché Cristo dorme. Cristo dormiva sulla barca
e gli uomini stavano per annegare 48. Se nel tuo cuore la fede dorme, è come se Cristo dorma nella
tua barca: quel Cristo che abita in te per mezzo della fede. Quando dunque cominci a provare del
turbamento, sveglia Cristo che dorme; sveglia la tua fede e vedrai che egli non ti abbandona. A volte
forse penserai d'essere abbandonato, perché egli non ti libera quando tu vuoi. Egli liberò i tre fanciulli
dal fuoco 49. Ebbene, colui che liberò quei tre fanciulli abbandonò forse i Maccabei? 50 Certamente
no. Liberò i tre fanciulli e liberò i Maccabei. I tre fanciulli corporalmente, per confondere gli infedeli; i
Maccabei spiritualmente, perché i fedeli li imitassero. Sono con lui nella tribolazione; e lo libererò e lo
glorificherò.

In alto il cuore!

12. [v 16.] Lo ricolmerò con la lunghezza dei giorni. Che cos'è " la lunghezza dei giorni "? La vita
eterna. Fratelli, non crediate che si parli di lunghezza dei giorni come quando si dice che d'inverno i
giorni sono più corti, mentre d'estate sono più lunghi. Ci darà forse giorni di tal genere? La lunghezza
di quei giorni non ha fine; è la vita eterna che a noi è promessa con l'immagine dei giorni lunghi. E
poiché essa basta a soddisfarci, a ragione dice: Lo ricolmerò. Tutto ciò che è nel tempo, per quanto
sia lungo, se ha fine non ci basta; e per questo non può neppure essere detto lungo. Se siamo ingordi,
dobbiamo esserlo della vita eterna; tale vita che non ha fine dovete desiderare. Ecco il campo che si
apre alla nostra avidità. Vuoi denaro senza fine? Desidera la vita eterna, che è senza fine. Vuoi che i
tuoi possessi non abbiano fine? Cerca la vita eterna. Lo ricolmerò con la lunghezza dei giorni.
Cristo ha dato in pegno alla sua sposa lo Spirito Santo. Amiamo il Signore e imitiamo il
Maestro . . . . . . . . .

13. E gli mostrerò la mia salvezza. Non dobbiamo, fratelli, passar sopra alla svelta su queste parole.
Gli mostrerò la mia salvezza. Cioè, gli mostrerò Cristo stesso. Ma come? Non è stato visto in terra?
Che cosa dunque vorrà mostrarci che sia davvero grande? Ecco: Gesù Cristo non è stato visto con
una visione pari a quella con cui lo vedremo. In terra fu visto in una maniera che non impedì a quanti
lo videro d'inchiodarlo alla croce. Sì, coloro che lo videro lo crocifissero, mentre noi che non lo
abbiamo visto crediamo in lui. Che dunque? Avevano forse occhi i suoi crocifissori, e noi no? Al
contrario! Noi abbiamo gli occhi, gli occhi del cuore; ma lo vediamo ancora per mezzo della fede, non
siamo nella visione immediata. Quando lo vedremo direttamente? Quando lo vedremo faccia a faccia
51, come dice l'Apostolo. E questo è ciò che Dio ci ha promesso quale grande premio di tutte le nostre
tribolazioni. Tutti gli sforzi che compi, li compi al fine di vedere [il Signore]. Non so esprimere la
grandezza di quello che vedremo, dato che la visione di lui sarà tutta la nostra ricompensa. So però
che tale grande visione consisterà nel vedere il Signore nostro Gesù Cristo. Colui che fu visto umile
sarà visto nella sua grandezza, e ci allieterà poiché lo vedremo come lo vedono ora gli angeli. In
principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio 52. Notate chi ci abbia promesso
questo; ascoltate cosa dice il Signore nel Vangelo. Chi ama me è amato dal Padre mio, e io lo amerò
53. E come se qualcuno gli avesse chiesto: Che cosa darai a chi ti ama?, risponde: Mostrerò me

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stesso a lui. Desideriamo e amiamo! Ardiamo d'amore, se siamo la sposa. Lo sposo è assente:
usiamo pazienza! Verrà colui che desideriamo. Ha dato un tale pegno che la sposa non può temere di
essere abbandonata dallo sposo. Lo sposo non rinunzierà al suo pegno. Quale pegno ha dato? Ha
versato il suo sangue. Quale pegno ha dato? ripeto. Ha mandato lo Spirito Santo. Potrà lo sposo
rinunziare a tali pegni? Se non avesse amato la sposa, non le avrebbe dato questi pegni. È certo
quindi che l'ama. Lo amassimo anche noi così! Nessuno ha amore più grande di colui che dà la vita
per i propri amici 54; ma in qual modo possiamo noi dare la nostra vita per lui? E poi, a che gli serve la
nostra vita, se egli ormai ha collocato assai in alto il suo rifugio, e il flagello non si appressa alla sua
tenda? Ma cosa dice Giovanni? Come Cristo ha dato, la vita per noi, così anche noi dobbiamo dare la
vita per i fratelli 55. Chiunque dà la vita per il fratello, la dà a Cristo; così come quando nutre un fratello
nutre Cristo. Ciò che avete fatto a uno dei miei più piccoli, lo avete fatto a me 56. Amiamolo ed
imitiamolo! Corriamo dietro ai suoi profumi, come è detto nel Cantico dei cantici: Noi correremo dietro
l'odore dei tuoi profumi 57. È venuto e ha fatto sentire il suo profumo, e il suo profumo ha riempito il
mondo. Donde proviene tale profumo? Dal cielo. Seguilo dunque in cielo, se rispondi con verità
quando ti si dice: In alto il cuore, in alto il pensiero, in alto l'amore, in alto la speranza, affinché non
imputridisca sulla terra! Ti guardi bene dal porre il grano in un luogo umido, per paura che ti marcisca,
dopo che hai faticato per mieterlo, trebbiarlo e spularlo. Cerchi un posto adatto per il tuo grano, e non
lo cerchi per il tuo cuore? Non lo cerchi per il tuo tesoro? Fa' in terra tutto quanto potrai: distribuisci le
ricchezze [ai poveri]! Non le perderai, ma le metterai al sicuro. Chi è che te le conserva? È Cristo, il
quale custodisce anche te. Sa custodire te, e non saprà custodire il tuo tesoro? E se vuole che cambi
il posto al tuo tesoro, perché lo fa se non perché ti decida a mutare l'indirizzo del tuo cuore? Tutti infatti
pensano al loro tesoro. Quanti sono coloro che, pur stando qui ad ascoltarmi, hanno il cuore rivolto
alla loro borsa! Siete immersi nella terra, perché è in terra ciò che amate! Mandate in cielo ciò che
amate e ivi sarà il vostro cuore. Infatti, dove sarà il tuo tesoro, ivi sarà anche il tuo cuore 58.

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