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STEFANO BENNI

La chitarra magica (in Il bar sotto il mare, pp. 153-155)


C’era un giovane musicista di nome Peter che suonava la chitarra agli angoli delle strade.
Racimolava così i soldi per proseguire gli studi al Conservatorio: voleva diventare una grande
rock star. Ma i soldi non bastavano, perché faceva molto freddo e in strada c’erano pochi
passanti. Un giorno, mentre Peter stava suonando «Crossroads», gli si avvicinò un vecchio
con un mandolino.
- Potresti cedermi il tuo posto? È sopra un tombino e ci fa più caldo.
- Certo - disse Peter che era di animo buono.
- Potresti per favore prestarmi la tua sciarpa? Ho tanto freddo.
- Certo - disse Peter che era di animo buono.
- Potresti darmi un po’ di soldi? Oggi non c’è gente, ho raggranellato pochi spiccioli e ho
fame.
- Certo - disse Peter che eccetera. Aveva solo dieci monete nel cappello e le diede tutte al
vecchio.
Allora avvenne un miracolo: il vecchio si trasformò in un omone truccato con rimmel e
rossetto, una lunga criniera arancione, una palandrana di lamé e zeppe alte dieci centimetri.
L’omone disse: - Io sono Lucifumandro, il mago degli effetti speciali. Dato che sei stato
buono con me ti regalerò una chitarra fatata. Suona da sola qualsiasi pezzo, basta che tu glielo
ordini. Ma ricordati: essa può essere usata solo dai puri di cuore. Guai al malvagio che
suonerà! Succederebbero cose orribili! Ciò detto si udì nell’aria un tremendo accordo di mi
settima e il mago sparì. A terra restò una chitarra elettrica a forma di freccia, con la cassa di
madreperla e le corde d’oro zecchino. Peter la imbracciò e disse:
Suonami « Ehi Joe ».
La chitarra si mise a eseguire il pezzo come neanche Jimi Hendrix, e Peter non dovette far
altro che fingere di suonarla. Si fermò moltissima gente e cominciarono a piovere soldini nel
cappello di Peter. Quando Peter smise di suonare, gli si avvicinò un uomo con un cappotto
di caimano. Disse che era un manager discografico e avrebbe fatto di Peter una rock star.
Infatti tre mesi dopo Peter era primo in tutte le classifiche americane italiane francesi e
malgasce. La sua chitarra a freccia era diventata un simbolo per milioni di giovani e la sua
tecnica era invidiata da tutti i chitarristi. Una notte, dopo uno spettacolo trionfale, Peter
credendo di essere solo sul palco, disse alla chitarra di suonargli qualcosa per rilassarsi. La
chitarra gli suonò una ninnananna. Ma nascosto tra le quinte del teatro c’era il malvagio Black
Martin, un chitarrista invidioso del suo successo. Egli scoprì così che la chitarra era magica.
Scivolò alle spalle di Peter e gli infilò giù per il collo uno spinotto a tremila volt, uccidendolo.
Poi rubò la chitarra e la dipinse di rosso.
La sera dopo, gli artisti erano riuniti in concerto per ricordare Peter prematuramente
scomparso. Suonarono Prince, Ponce e Parmentier, Sting, Stingsteen e Stronhaim. Poi salì
sul palco il malvagio Black Martin.
Sottovoce ordinò alla chitarra: - Suonami « Satisfaction ».
Sapete cosa accade?
La chitarra suonò meglio di tutti i Rolling Stones insieme. Così il malvagio Black Martin
diventò una rock star e in breve nessuno ricordò più il buon Peter.
Era una chitarra magica con un difetto di fabbricazione.

Biografia
Non esiste una biografia del lupo Benni perché da trent’anni, tutte le volte che gliela
chiedono, il lupo la cambia, dicendo un sacco di balle, o quasi-balle. Poiché nessuno ha mai
controllato, Benni si è divertito a costruirsi almeno dodici biografie diverse.
Eccone una che è quasi vera.
Benni nasce nel 1947 a Bologna ma la sua infanzia è sulle montagne dell’Appennino, dove
fa le prime scoperte letterarie, erotiche e politiche.
Il soprannome Lupo nasce qui, per la sua abitudine di girare di notte ululando insieme ai suoi
sette cani.
Gioca a pallone ma la sua carriera è interrotta da un infortunio.
Studia al classico con risultati non eclatanti, viaggia e sbevazza. L’università proprio non fa
per lui. Cambia due o tre facoltà, ma intanto ha cominciato a scrivere.
Inizia a fare l’attore, ma non guadagna una lira. É un’esperienza che gli servirà dopo. Lavora
come abusivo in alcuni giornali, poi Fruttero e Lucentini lo scoprono sulla rivista il Mago.
Donato Barbone lo chiama alla Mondadori, (che allora non era di Silvio). Scrive articoli per
il Mondo, Panorama, Espresso e soprattutto per il Manifesto.
Fa il militare nei Lupi di Toscana (che destino!) e tra una guardia e un picchetto, scrive Bar
Sport. Con i primi soldi viaggia come un pazzo.
Grazie a due grandi amici, Valerio Occhetto e Grazia Cherchi, si convince di poter diventare
uno scrittore. Scrive Terra e Comici Spaventati Guerrieri.
A quarant’anni ha un figlio, a quarantacinque ritorna sul palcoscenico spinto dal jazzista
Paolo Damiani. Collabora a Repubblica e allo Straniero, e riprende a fare il quasi-attore. Vive
attualmente a Roma. Adora la Sardegna e ci va da trentacinque anni. Ha girato un film Musica
per Vecchi Animali, con Dario Fo, che non ha avuto alcun successo, ma durante il quale ha
imparato un sacco di cose, grazie agli indimenticabili Umberto Angelucci e Pasqualino De
Santis.
Ha scritto più di venti libri. Il suo preferito è Blues in sedici, l’ultimo Prendiluna edito da la
Feltrinelli.
Ha lavorato in teatro soprattutto con Dario Fo e Franca Rame, Angela Finocchiaro, Lucia
Poli, Paolo Rossi, Antonio Catania, Fabio De Luigi, Anita Caprioli e tanti altri. Ha scritto e
interpretato Misterioso, dedicato a Thelonius Monk con il pianista Umberto Petrin, da cui è
stato tratto un dvd, Sagrademari con Paolo Fresu, Strani Amori con Paolo Damiani e
Gianluigi Trovesi, Il Cyrano de Bergerac (riscritto per la collana Save the Story de
L’Espresso) con la pianista Giulia Tagliavia, Il Poeta e Mary, melologo interpretato con
Brenda Lodigiani e i musicisti Danilo Rossi e Stefano Nanni, Va’ fuori straniero con il
pianista Danilo Rea e Ci manca Totò con il chitarrista Fausto Mesolella. Ha messo in scena
Pompeo di Andrea Pazienza con Danilo Rossi, I mille cuori di E. A. Poe con Umberto Petrin,
il violoncellista Mario Brunello e la violoncellista Riviera Lazeri, Lolita di Nabokov. Ha
preso parte alle letture dell’Iliade, di Novecento, City e Moby Dick, tutte realizzate da
Alessandro Baricco. Attualmente è in tournée con il nuovo spettacolo Bestia che sei insieme
ad Angela Finocchiaro. Con Altan e Pietro Perotti ha creato il Museo delle Creature
Immaginarie per sostenere Amref.
Ha fondato con Alessandro Castellari e Libero Mancuso un delirante seminario
sull’immaginazione che ha tenuto per molti anni a Bologna, e in un sacco di posti: Napoli,
Gressoney, Roma, Alghero, Libera Univerisità di Alcatraz. Ha fatto nascere il leggendario
progetto di solidarietà sociale Gruppo Lupo, attivo da vent’anni. Ultima iniziativa, un
progetto di borse di studio per giovani immigrati.
Ha praticato per tredici anni arti marziali e ha inventato lo stile del coniglio codardo. È
tradotto in molte lingue, aspirava al mercato cinese, dove è finalmente arrivato con
Stranalandia. Misura uno e ottanta per settantasette chili.
È momentaneamente vivo e in buona salute.
Da: www.stefanobenni.it/biografia/

ESERCIZI

Esercizi di produzione orale:


1. Immagini di essere Peter. Quali strumenti suonereste e perché? Come pensate che sarebbe
la vostra vita da rock star? Che cose fareste con questo stile di vita? Parlatene in gruppi.
2. Nel testo abbiamo letto su alcuni artisti. Qual è la tua band preferita? E la tua canzone?
Spiegate i vostri motivi e raccontate come ha influito la musica nella vostra vita.
3. Immaginate di trovare ed aiutare il mago Lucifumandro, che oggetto vi darebbe? Quale
sarebbero le caratteristiche magiche di questo oggetto? E cosa farete con esso?
Esercizi di produzione scritta:
1. Scrivi un altro finale per il racconto. 50-70 parole.
Lessico da imparare
Essere magici
Musica: strumenti musicali
Risorse on-line
Intervista. Stefanno Benni: tren’anni di letteratura (10:11 minuti).
www.youtube.com/watch?v=NbmD6b1y7co
Incontro con l’autore (6:49)
www.youtube.com/watch?v=6Vz70cNQW-0

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