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TESINA ARMONIA 2

Bibliografia
Niels Wilhelm Gade, nato a Copenaghen nel 1817 è stato un compositore, direttore
d’orchestra e violinista. Già a diciassette anni entra nell’orchestra reale di
Copenaghen ed inizia a comporre, non riscontrando sin da subito il successo sperato.
In quel periodo si avvicina alla letteratura romantica tedesca, ispirandosi ad altri
compositori dello stesso periodo come Mendelssohn e Schuman. Nel 1841 compone
la sua prima sinfonia, che però non sarà ben accetta dal pubblico danese ma troverò
invece successo dal pubblico tedesco, con lo stesso Mendelssohn che scriverà a Gade
dell’apprezzamento ricevuto in Germania. Proprio per questo motivo, a Lipsia
incontrerà Mendelssohn e Schuman e diventerà assistente del primo. In Germania
rimarrà fino al 1848, quando a causa di una guerra tra Prussia e Danimarca sarà
costretto a tornare in terra danese. Li diventerà direttore del Royal Theatre e nel 1863
direttore dell’accademia di musica danese.
Fondamentalmente Gade può essere ritenuto uno dei maggiori musicisti e
compositori danesi del periodo romantico, nonché uno dei migliori esempi insieme al
norvegese Grieg della musica scandinava.
Composizioni e stile
Gade compose un'opera teatrale, balletti e musiche di scena, pagine corali, Lieder e
molta musica sinfonica (8 sinfonie, 5 ouverture, alcune suite orchestrali, concerti e
sonate per violino) e da camera. Le sue composizioni più importanti sono sicuramente
l’ouverture Echi d’Ossian e tra le otto sinfonie la quarta in Sib maggiore. In queste
composizioni, soprattutto nelle sinfonie si può percepire l’influenza romantica
tedesca, a cui lo stesso compositore si ispirava rifacendosi ai già citati Mendelssohn e
Schuman. La reputazione a livello internazionale di Gade aumentò grazie alle
numerose produzioni per voci e orchestra, le cosiddette Cantate o Koncertstykke, in
cui si possono percepire numerosi riferimenti a melodie folkloristiche danesi.
Per quanto riguarda le composizioni per musica da camera, oltre alle sonate per archi,
sia in quartetti che quintetti, troviamo la Fantasiestücke per clarinetto e pianoforte.
In questa composizione che assume la forma di una fantasia si distinguono quattro
tempi:
1. Andantino con moto
2. Allegro vivace
3. Moderato (Ballade)
4. Allegro molto vivace
La fantasia come sappiamo dalla teoria musicale è un tipo di composizione del 17°
secolo in pieno stile libero che si contrappone alle regole di costruzione della Fuga.
Grazie a Bach assumerà anche il nome di Toccata o Preludio. Proprio la rinuncia a
qualsiasi regola fa si che non si riesca sin da subito ad individuare un tema principale.
Anche l’individuazione di una tonalità è frutto delle scelte del compositore e fa si che
non si segua alcuna regola prestabilita.
Ritornando alla Fantasiestücke di Gade, questa assume una forma ciclica in cui il tema
viene ripreso più volte anche nei movimenti successivi. Nel primo tempo, in cui la
tonalità è in FA maggiore, individuiamo tre sezioni omoritmiche (grandi A) in cui il
tema viene introdotto dal clarinetto, successivamente ad una introduzione del
pianoforte. Nel secondo tempo, la tonalità cambia e si passa in SIb maggiore, la
struttura rimane invariata, con l’inizio da parte del pianoforte e successivamente dal
nuovo tema introdotto dal clarinetto. In questo secondo tempo distinguiamo due
temi principali che si alternano lungo tutto il tempo, con delle variazioni che li
modificano. Nella ballata, possiamo analizzare il cuore centrale della composizione. Il
tempo di esecuzione è moderato, quindi in contrapposizione ai tempi analizzati
precedentemente. La tonalità è Sol minore, e come visto in precedenza, il clarinetto
viene introdotto dal pianoforte. In questo tempo distinguiamo due grandi temi (A e
B) che si alternano. Il primo grande tema A mantiene un andamento lento. Possiamo
notare dal punto di vista analitico la presenza di quinte e seste eccedenti. Il secondo
tema, in cui l’andamento varia essendo più animato, viene ricavato dal tema visto nel
movimento precedente (Allegro vivace). I due temi come detto si alternano
successivamente riprendendo le stesse figurazioni ritmiche. Verso la fine si assiste ad
un procedimento cromatico che da l’avvio ad un nuovo grande tema (C), in cui il
tempo diviene più mosso e agitato. Nell’ultimo movimento siamo in Lab maggiore, e
come visto in precedenza si ha un’introduzione da parte del pianoforte con un pedale.
Distinguiamo anche qui un grande tema A e poi una ripresa del tema del primo
movimento, analizzando la parte del clarinetto, guardando soprattutto alle crome. Il
tema A viene ripreso poi da una successione cromatica ascendente di minime
eseguite dal pianoforte. In seguito, possiamo notare un grande tema B, che spezza il
tema A, ripreso successivamente, che ha un andamento più tranquillo.