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I mezzi di informazione e il dominio della televisione

Come cambia l’uso dei media in Italia con l’arrivo delle nuove tecnologie? Stando ai dati, il
mezzo principale resta la televisione. Secondo l’Europarometro quasi tutti gli italiani la
guardano almeno una volta a settimana e per 7 persone su 10 rimane la prima fonte
d’informazione. Cambia invece la lettura dei quotidiani. I dati Fieg mostrano che i lettori
online crescono, mentre quelli della carta stampata, già a livelli più bassi in Europa
occidentale, continuano a calare. Internet è in crescita, ma ha ancora un ruolo marginale: solo
1 persona su 2 naviga regolarmente e soltanto il 7% degli italiani usa la rete come prima fonte
di informazione. Non sorprende quindi che nel 2010 solo un decimo della pubblicità sia finita
online, mentre quasi la metà è andata alla televisione. In generale, l’uso della televisione in
Italia è in linea con la media europea.

Quello che fa eccezione però è che i canali più seguiti appartengono a due sole aziende: RAI
e Mediaset, che si spartiscono quasi l’80% dell’audience. Questo non avviene nella stampa,
dove i quotidiani più seguiti, la Reppublica e il Corriere della Sera, raggiungono assieme solo
un terzo dei lettori totali. Con i nuovi media, tuttavia, qualcosa sta cambiando: tra il 2002 e il
2009 la percentuale degli italiani che si informa esclusivamente attraverso la televisione e
scesa da quasi il 50% al 26%. Il quadro è ancora più complesso se guardiamo alle nuove
generazioni; secondo il Censis quasi tutti giovani dai 14 ai 29 anni guardano la televisione,
ma allo stesso tempo 8 su 10 utilizzano Internet per informarsi. Sembra quindi che i nuovi
media si stiano sommando ai media tradizionali anziché sostituirli. E mentre il dominio della
televisione è ancora intatto, Internet sta aumentando le fonti di informazione soprattutto fra i
più giovani. Insomma, l’Italia è ancora un paese teledipendente, ma ancora per quanto?

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