Sei sulla pagina 1di 5

KANT: il criticismo

I suoi primi scritti sono di argomento scientifico


Fisica, branca della filosofia
Fisica e metafisica
Dio, oggetto di fede piuttosto che di dimostrazione razionale
Filosofia, deve determinare i limiti della conoscenza umana non si può parlare di ciò che i nostri
sensi non colgono
Criticismo, fenomeniforma (deriva dalle cose) e contenuto (strutture percettive, spazio e tempo)
Conoscenza fenomenica e conoscenza noumenica
Noumeno, rimane al di là dei limiti della conoscenza possibile, la cosa-in-sé

Critica della Ragion Pura


La fondazione del sapere
Come è possibile una conoscenza scientifica?
Bisogna individuare il fondamento del sapere scientifico
La metafisica può essere una scienza?
 critica della ragion pura
 come è possibile la matematica come scienza?
 Come è possibile la fisica come scienza?
 È possibile la metafisica come scienza?
Mira ad una fondazione del sapere
Analizzare la ragione, capirne la natura e le funzioni, e giudicarla per valutare cosa è in grado di
conoscere
Ragione pure, in sé indipendentemente dall’esperienza e dalla conoscenza
Criticismo
Ogni conoscenza si traduce in giudizio sulla realtà, deve essere un giudizio scientifico
 Giudizio analitico a priori, matematicail triangolo ha tre lati, universali e necessari, ma
non estendono la nostra conoscenza, il predicato analizza il soggetto
 Giudizio sintetico a posteriori, arricchiamo la conoscenza, tutti i corpi sono pesanti, deriva
dall’esperienza, va verificato
 giudizi sintetici a priori, arricchiscono la conoscenza e si presentano come universali e
necessari, 5+7=12, tutti i giudizi scientifici

La rivoluzione copernicana ed il criticismo


Quali sono gli strumenti a nostra disposizione per conoscere il mondo? Quali sono le possibilità ed
i limiti?
La matematica e la fisica sono diventate scienze quando, invece di descrivere, hanno cercato di
ricostruire la realtà a partire dai concetti a priori
Soggetto, modella i dati a seconda delle proprie strutture conoscitivenuova rivoluzione
copernicana, non è la conoscenza a regolarsi sugli oggetti esterni ma sono gli oggetti che
assumono le caratteristiche imposte dalle strutture a priori del soggetto umano
Fenomeno, sintesi di materia e forma, materia fornita dall’esperienza, forma deriva dalle strutture
a priorila realtà è conosciuta come appare a noi ed è comune a tutti, universale, perché
possediamo tutti le stesse strutture conoscitive
Bisogna giudicare la ragione per capirne le sue possibilità ed i suoi limiti
 Estetica trascendentale, sensibilità, facoltà con cui gli oggetti ci sono dati attraverso i sensi
e tramite le forme a priori di spazio e tempo
 Analitica trascendentale, intelletto, facoltà attraverso cui pensiamo i dati sensibili tramite i
concetti puri o categorie
 Dialettica trascendentale, ragione, facoltà attraverso cui, procedendo oltre l’esperienza,
cerchiamo di spiegare la realtà per mezzo di idee
Critica della Ragion pura, riguarda quindi l’analisi delle possibilità e dei limiti della ragione, studio
degli elementi a priori
Ragion pura, oggetto e oggetto della critica

Estetica trascendentale
Fenomeni
 Materia, deriva dal mondo esterno
 Forma, deriva dal soggetto
Spazio, intuizione pura, indipendente dalle sensazioni, mediante la quale le sensazioni assumono
forma
Tempo, ordina le percezioni interne
Mentre le percezioni interne (stati d’animo) non passano attraverso lo spazio, quelle esterne
passano anche attraverso il tempo, diventano esperienza personale perciò interiore
Tempo, intuizione pura presente in ogni esperienza
Spazio e tempo sono a priori, non derivano dall’esperienza, non sono concetti, non derivano
dall’esperienza ma la rendono possibiletrascendentali
La matematica è una scienza perché si fonda su strutture a priori che ne garantiscono l’universalità
e la necessità
Ciò che conosciamo è il fenomeno perché non possiamo conoscere la cosa-in-sé, il noumeno

Analitica trascendentale
Logica trascendentale, pensiero applicato all’esperienza: analitica e dialettica
Analitica, analizza le strutture conoscitive a priori mediante le quali il soggetto rielabora e collega i
dati della sensibilità
Uso legittimo dell’intelletto che mediante i concetti a priori ordina i dati dell’esperienza
Categorie, concetti puri, condizioni di conoscenza, come è possibile conoscere, forme che
l’intelletto usa per classificare le intuizioni sensibili
Ad ogni giudizio corrisponde una categoria
Categorie, appartengono alla sfera del pensiero ma pretendono di valere anche per la realtà,
bisogna giustificare l’uso delle categorie per organizzare i dati dell’esperienza dato che esse sono
indipendenti dall’esperienza stessa
esistenza di uno spazio unitario in cui le categorie convergono, Io penso, soggetto in generale
Coscienza di conoscere, appercezione trascendentale, autocoscienza
Opera la sintesi della conoscenza e ne costituisce il fondamento stabile
Non è una sostanza, funzione dell’intelletto, esiste solo nel processo conoscitivo, no coscienza
individuale ma condizione generale della conoscenza, presente nello stesso modo in tutti gli
uomini e quindi universaleconoscenza universale
Le categorie unificano la sensibilità mediante spazio e tempo (intuizioni pure), vengono rielaborate
dall’intelletto mediante le categorie e riunificate, sintesi, dall’Io penso
Esiste una struttura intermedia, schema trascendentale, fra dati sensibili e concetti puri
Schemi organizzati secondo il tempo perché esso condiziona ogni esperienza
Io penso e schematismo stabiliscono la legittimità della conoscenza basata sulle categorie che
modellano l’esperienza
È possibile la fisica come scienza a condizione di trattare l’esperienza in base a questi principi
Conoscenza fenomenica, mondo dell’esperienza rielaborato dalle strutture a priori
Noumeno,la cosa-in-sé, al di là dell’esperienza, inconoscibilela colomba volando sente la
resistenza dell’aria e pensa che potrebbe volare con meno sforzo se non ci fosse, ma in realtà se
non ci fosse l’aria sarebbe impossibile il volo

Dialettica trascendentale
È possibile la metafisica come scienza?
Smascheramento della ragione che cerca di andare oltre ai suoi limitila metafisica non è una
scienza
Esigenza dell’uomo di interpretare la totalità
Intelletto, studia le singole ragioni attraverso le quali spiega i singoli ambiti della realtà, senza
cercare di rendere conto della totalità dell’esistente; la ragione tenta il saltopretende di
unificare tutta l’esperienza interna sotto l’idea di Io, tutta quella esterna sotto l’idea di Mondo e
tutta l’esperienza in generale sotto l’idea di Dio
Io, Dio e Mondoidee della ragione non derivate da una sintesi dell’esperienzanon hanno
funzione conoscitiva ma regolativa, ragione come norma per la conoscenza
Critica alla psicologia, cosmologia e teologia razionale di Wolff
Esistenza di Dio, la sua esistenza è dimostrabile? no
Prove:
 Ontologica, tutti hanno il concetto di Dio e nel suo concetto vi è racchiusa la sua esistenza
MA l’esistenza non è un predicato, non può essere dedotta da un altro ma solo accertata
 Cosmologica, tutto ciò che esiste ha una causa, causa prima incausata (Tommaso D’Aquino)
MA fallace, salto illecito fuori dall’esperienza, ambito diverso
 Teleologica, mondo come progetto provvisto di finalità, opera di un essere intelligente ma
si ritorna alla prova cosmologica
agnosticismo religioso

Critica della ragion pura


La morale del dovere
Esiste una morale universale e si chiede come sia possibile, vuole trovare il fondamento
Come è possibile la morale, che presuppone la libertà e quindi la possibilità per la volontà umana
di autodeterminarsi
Morale:
 Universale, valida per tutti gli uomini
 Autonoma, fondata sulla ragione, non può essere condizionata dalle circostanze esterne o
da fattori soggettivi
 Formale, non si riferisce ad un contenuto particolare
Individuare delle vere e proprie leggi morali, valide, in ogni luogo e tempo
Massime, quelle che seguiamo senza pretendere che valgano per tutti
Imperativi, validi universalmente, ma non sempre sono incondizionati
 Ipotetici, subordinati ad una condizione per cui dobbiamo seguirli se vogliamo perseguire
un determinato fine
 Categorici, non sono subordinati ad alcuna condizione, obbligano semplicemente ad un
determinato comportamento
Può indicare solo la struttura formale nella quale deve calarsi la nostra azione per poter
essere considerata morale
Opera in modo che la massima della tua volontà possa sempre valere in ogni tempo come
principio di una legislazione universale
Basta immaginare che la massima della nostra azione divenga una legge valida per tutti e
valutare le conseguenze, se queste sono razionali la nostra massima deriva dall’imperativo
categorico
La legge morale deve essere conforme alla ragione, non è bene ciò che è voluto da Dio ma ciò che
è in sé razionale
Morale dei contenuti, no universalità, non è indipendente
Serve il principio di universalizzazione
Agisci in modo da trattare l’umanità, sia nella tua persona si in quella di ogni altro,
sempre anche come fine e mai semplicemente come mezzo
rispetto per la dignità dell’uomo
Uomo, soggetto della morale
Autonomia, non è condizionata da nessuna autorità superiore, neppure da quella divina
Fondata sulla ragione, quindi autofondata
Rifiuto delle morali eteronome, finalità esterna, relative non universali
Presupposto della libertà, se non fosse possibile decidere non sarebbe possibile nessuna morale
Morale del dovere, dell’intenzione, considera il bene e il male non in riferimento all’azione e alle
sue conseguenze ma in rapporto alla volontà dell’individuo
Sommo bene, totalità, virtù e felicità
3 postulati
 Esistenza di Dio, non possiamo dimostrarla ma è un’esigenza morale
 Immortalità dell’anima, processo infinito per cui l’uomo può continuare a migliorarsi
 Libertà, se non ci fosse non sarebbe possibile la morale, postulato fondamentale
ambito pratico, esigenze morali per risolvere i problemi esistenziali

 Critica della ragion pura, mondo della scienza, determinismo, fenomeno


 Critica della ragion pratica, ambito morale, noumeno
2 mondi indipendenti ma contradditori, sensibilità e ragione

Critica del giudizio


Giudizio estetico e giudizio teleologico
Trovare un senso nel mondo, in modo che la realtà concreta si accordi con le nostre istanze morali
Sentimento, oggetto di questa critica, basato su un giudizio diverso da quello conoscitivo, si
interroga sul senso della natura e della nostra esistenza
 Giudizio determinante, relativo alla conoscenza, costruisce il mondo fenomenico, struttura
e determina l’esperienza, sia particolare sia universale, dati percettivi colti dai sensi e dalle
forme a priori
 Giudizio riflettente, il particolare è dato, ricerca dell’universale, perché qualcosa suscita in
noi determinati sentimenti
o Giudizio estetico, si interroga sul senso della bellezza
o Giudizio teleologico, si interroga sulla finalità della natura
Non producono conoscenza ma speranza, possibilità

Il giudizio estetico
Non ha funzione conoscitiva, riguarda la soggettività, esprime ciò che sentiamo non ciò che
possiamo conoscere
Uomo, soggetto della bellezza e della natura
Rovesciamento la bellezza non è nelle cose e non possono esistere regole o canoni per
determinare ciò che è bello e ciò che non lo è
La bellezza è un sentimento del soggetto non un qualità dell’oggetto
Pur essendo soggettivo, il giudizio estetico è comune a tutti gli uomini
Distinzione fra piacevole (soggettivo) e bello (comune a tutti gli uomini)
Il sentimento del gusto non deriva dall’esperienza ma è una struttura a priori e come tale è
comune a tutti gli uomini, universale
Ciò che è piacevole è soggettivo, ciò che è bello lo è invece universalmente
Estetica kantiana, riguarda prettamente la natura, in particolare in relazione al sublime
Genio, sintesi di intelletto e spontaneità
Il bello e il sublime
Estetica e moralità sono collegate
Bello, disinteressato oltre ad essere universale, non si può argomentare, lo è per tutti, armonia
formale fra le parti
Legame tra bello e piacere, necessario
Sublime, disarmonia, sentimento di contraddizione perché è fondamentalmente spiacevole ed il
piacere che ne deriva è solo indiretto
 sublime matematico, suscitato dall’immensamente grande
 sublime dinamico, provocato dall’immensamente potente
sia il bello sia il sublime sono legati all’ambito morale, interiorità, legge morale

Il giudizio teleologico
La vita umana ha senso?
Esigenza di senso, la scienza non spiega tutto e quel che la scienza non spiega il giudizio riflettente
può immaginarlo o ipotizzarlo anche se non potrà mai dimostrarlo
Se c’è un fine nel mondo questo deve essere di tipo morale, e l’unico essere morale è
l’uomofine ultimo della creazione, speranza, non ci sono argomenti razionali
Possiamo scorgere la libertà dell’uomo e la presenza di Dio