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Scelta della frequenza di esercizio:

È un compromesso tra:
- fenomeni indesiderati di interazione nei tessuti biologici
(-)
- ampiezza dell’eco (-)
- scattering (+, flussimetri, Doppler) (-, imaging
ecografico)
- assorbimento (-)
- risoluzione (+)

Risultato: normalmente si opera tra 1 e 10 MHz


Se si aumenta la frequenza (ad es. per aumentare la collimazione
del fascio), si aumenta anche il coefficiente di assorbimento e
quindi l’intensità assorbita dai tessuti delle zone superficiali, fino
a valori non accettabili (riscaldamento, cavitazione)

SOLUZIONE: tecnica impulsata


Esempio:
- I0 =80 W/cm2
- f0 =1 MHz
- 200 impulsi al secondo (200 PRF, Pulse Repetition Frequency)
- durata impulso 5 μs

Ieff = 80 [W/cm2] · 200 [s-1] · 5·10-6 [s] = 0.08 [W/cm2]


PRINCIPIO DELL’ECOGRAFIA
• Il generatore di tensione invia un impulso al
trasduttore piezoelettrico che così oscilla alla sua
frequenza di risonanza.

• L’impulso ultrasonoro attraversa i tessuti e viene


riflesso da discontinuità di impedenza acustica. In tal
modo vengono generati gli echi.

• Nell’istante in cui gli echi raggiungono il trasduttore, il


generatore è spento e l’eco provoca l’oscillazione del
trasduttore che così genera un segnale elettrico.

• Il limitatore ha la funzione di proteggere il ricevitore


dall’impulso di trasmissione (centinaia di Volt).
δ

Si misura Δt

} si ricava δ
(distanza fra le
interfacce)

Imaging
RISOLUZIONE

• Risoluzione Spaziale (capacità dell’apparecchio di


rappresentare come separate strutture a contatto):
- Assiale: capacità di differenziazione lungo l’asse
di propagazione del fascio
- Laterale: capacità di discriminazione tra due
oggetti vicini, posti l’uno di fianco all’altro alla
stessa profondità

• Risoluzione di contrasto: capacità di discriminazione tra


oggetti aventi impedenze acustiche poco diverse

• Risoluzione temporale: capacità di mostrare variazioni


delle strutture in esame
Risoluzione assiale (R.A.)

SPL = Space Pulse


Length

R.A. = SPL / 2
Risoluzione Laterale

• Migliora con il
diminuire della
larghezza del fascio.

• Il fascio ultrasonoro
rimane cilindrico nella
cosiddetta «zona di
Fresnel», la cui
lunghezza è
proporzionale alla
frequenza (d=diametro
del fascio).

• però le alte frequenze


vengono assorbite
prima
L’apparecchio ecotomografico

• Cristallo trasduttore (sonda). È la componente periferica


del sistema, a contatto con il paziente; genera gli impulsi
ultrasonori, li trasmette alla regione in esame e
riceve gli chi di ritorno.
• Sistema elettronico composto da diversi circuiti che
pilotano il trasduttore generando l’impulso elettrico di
stimolazione, ricevono il segnale elettrico generato
dall’eco, amplificano ed elaborano il segnale.
• Scan converter. Digitalizza e memorizza i dati ottenuti
dalla scansione. Inoltre li converte nel formato adatto al
tipo di rappresentazione
• Sistema di visualizzazione. Rappresenta, in genere su
video, le immagini prodotte.
Pannello di controllo
• A seconda delle tecnologie utilizzate le sonde o
trasduttori possono essere di tipo meccanico (cristallo
oscillante che vibra in liquido) o elettrico (gruppi di
trasduttori che vengono fatti vibrare in sequenza).

• Le sonde possono essere classificate in base alla


disposizione dei cristalli e alla modalità di
propagazione del fascio, come di tipo convex, lineare,
settoriale, vettoriale e anulare.

• I trasduttori possono avere differenti frequenze


(frequenza di risonanza del trasduttore), sonde a
frequenza maggiore hanno profondità di penetrazione
minori.
Sonda ecografica per
ecografia a scansione

- matrice di cristalli
piezoelettrici

- la risoluzione laterale
dipende dalla dimensione
dei cristalli
Tipi di trasduttori (sonde)

• Sonda lineare

• Sonda curva (convex)

• Sonda ginecologica
θ
A seconda della diversa analisi spaziale e temporale offerta
dall’apparecchio, si distinguono l’ecografia “A Mode”, e l’ecografia
bidimensionale o “B Mode”, di più ampia utilizzazione, per esempio
nell’esame di organi addominali, e la “M Mode”.

A Mode
Viene visualizzata sullo schermo l’ampiezza dell’eco in funzione
della profondità, proporzionale al tempo trascorso tra l’emissione
dell’impulso e la sua ricezione .
L’ampiezza dell’eco dipende dalla distanza dall’emettitore, dal
coefficiente di assorbimento del mezzo, dal coefficiente di
riflessione del bersaglio e da eventuali fenomeni di dispersione.

Come sarà l’eventuale rappresentazione con immagine


bidimensionale?
La modalità operativa “B Mode” bidimensionale è la
rappresentazione su monitor televisivo di echi provenienti da
una sezione del corpo attraversata dal fascio di ultrasuoni.
In questo caso l’ampiezza dell’eco modula la luminosità del
punto sullo schermo mentre il ritardo dell’eco (profondità)
modula l’asse orizzontale.
E’ inoltre possibile ottenere immagini bidimensionali di una
sezione dell’oggetto in studio, effettuandone una scansione,
cioè variando la direzione del fascio di ultrasuoni con un
movimento di traslazione o rotazione.
Nel primo caso si ottiene la scansione rettilinea e nel
secondo quella angolare, talora detta polare o settoriale.
In seguito al movimento del trasduttore, gli echi illuminano
il punto sullo schermo e generano così un tomogramma ad
ultrasuoni.
Artefatti:
- presenza di aria (es. ecografia viscerale)
- velocità di propagazione del suono in aria (345 m/s)
(5 volte inferiore che nei tessuti)
- tempo di ritorno 5 volte superiore
- con tecnica impulsata l’eco non arriva in tempo al
trasduttore (finestra di ricezione)
Esempi di applicazioni mediche: ostetricia

5.5 sett. 6 sett.

18 sett. 19 sett.
Misure del feto in utero

Diametro biparietale (DBP) Lunghezza del femore


Recenti progressi: ecografia 3D
Flussimetria Doppler

Consideriamo un vaso sanguigno, al cui interno si trovano, immersi nel


plasma, anche corpuscoli (globuli bianchi, piastrine, ma soprattutto
globuli rossi), e inviamo un fascio di US di frequenza f0 che
intercetta un globulo rosso:

- Gli US verranno ricevuti dal globulo in moto con velocità v che,


riflettendoli, verrà a sua volta visto dal ricevitore come una sorgente
in moto

- il ricevitore misurerà pertanto US di frequenza f = f0 + Δf


(Doppler shift):
θ

t
Es.: Rappresentazione grafica del segnale Doppler con
l'accelerazione del flusso durante ogni battito cardiaco.
Le velocità misurate mediante analisi Doppler possono essere utilizzate in due
modi:
a) calcolando il flusso volumico o portata (Q = v·S [m3/s] );
b) analizzando il segnale Doppler mediante indici flussimetrici

• Per ottenere Q bisogna conoscere la sezione S del vaso (S=πr2), ma la


misurazione del diametro del vaso (2r) è in generale piuttosto imprecisa, e tale
è di conseguenza anche il relativo valore di S.

• Pertanto, non essendo rari errori fino al 15% e perfino fino al 50% (specie, ad
esempio, in ecografie fetali) si sono sviluppati diversi indici flussimetrici che,
essendo rapporti fra grandezze quali la velocità sistolica di picco (S), la
velocità minima diastolica (D) e la velocità media (M), sono indipendenti dai
fattori responsabili dell’imprecisione delle misure di flusso volumico.

• In particolare, questi indici non necessitano della misura della sezione del vaso
analizzato e sono denominati:
• rapporto sisto-diastolico (S/D)
• indice di resistenza (o di Pourcelot) [RI = (S-D)/S]
• indice di pulsatilità (o di Gösling) [PI = (S-D)/M].
Sistemi “duplex”

Studi morfologici ecografia


Studi emodinamici flussimetria Doppler con
analisi dello spettro di frequenze

}
Ecografo
Flussimetri ecodoppler (o duplex)
Flussimetro Doppler

Sovrappone l’informazione del Doppler ad una visualizzazione


ecografica dei vasi.

La stessa sonda contiene le due sonde che, per evitare


interferenze, lavorano a frequenze diverse
“Color Doppler”

• Lo strumento rileva effetto Doppler su sangue in movimento e


produce colori sullo schermo

• I colori fondamentali usati sono 2:


Rosso = flusso in avvicinamento
Blu = flusso in allontanamento

• Le gradazioni di colori sono rappresentative del valore di velocità:


Tinte più tenui = velocità più elevate
Tinte più scure = velocità più basse

• Aggiunta del verde per identificare zone di turbolenza.

• Codifica della dispersione dei valori di velocità:


Giallo = verde + rosso
Turchese = verde + blu

I colori danno una stima qualitativa dei flussi


Immagine Duplex di un restringimento dell'arteria
carotide del collo. Il flusso del sangue è rappresentato a
colori. In mezzo si riconosce una placca arteriosclerotica
(freccia) che riduce il flusso ed essendo calcificata causa
un'attenuazione del segnale (ombra sotto la placca).
Immagine Duplex del flusso nel cordone ombelicale
Cardiologia: immagine Duplex rivelante severa
patologia (rigurgito mitrale)
Imaging sulla seconda armonica

• Il tessuto stesso, sollecitato meccanicamente dall’onda


di pressione acustica, presenta un comportamento
non-lineare: entrando in oscillazione emette una banda di
frequenze con dei picchi di ampiezza sulle armoniche,
cioè sulle frequenze multiple della frequenza trasmessa.
Naturalmente, il picco maggiore è sulla seconda armonica,
perché le altre sono fortemente attenuate.

• Il trasduttore emette ultrasuoni ad una data frequenza


(f0) e riceve quelli a frequenza doppia (2f0)
• Quando un suono si propaga nell’acqua (o nei tessuti)
provoca, nei momenti di pressione positiva, un aumento di
densità e, nei momenti di pressione negativa, una
diminuzione della densità stessa.

• Poiché all’aumentare della densità aumenta la velocità di


propagazione, avremo che nei picchi di pressione positiva la
propagazione tenderà ad essere più veloce, e più lenta nei
picchi negativi. Ne consegue una deformazione dell’onda
sinusoidale, che determina la produzione di armoniche.

• Le armoniche tendono ad aumentare man mano che il suono


si propaga, in quanto questo effetto aumenta all’aumentare
del percorso
Gli ultrasuoni emessi dal trasduttore sono di bassa
frequenza (per esempio 1.7 MHz), e quindi molto
penetranti, mentre il segnale utile per la formazione
dell’immagine è ad alta frequenza (per esempio 3.4 MHz) e
quindi dà un’ottima risoluzione.

In effetti il segnale di seconda armonica subisce


l’attenuazione corrispondente alla sua frequenza, ma solo
nella fase di ritorno, quindi la metà rispetto ad un segnale
emesso dal trasduttore alla stessa frequenza.

Un’evidente conseguenza di questo fenomeno è il forte


miglioramento di risoluzione nelle zone più profonde.
Apparente eliminazione dei
lobi laterali emessi dal
trasduttore: i lobi laterali
in trasmissione esistono
ancora, ma non hanno
effetto sulla ricezione in
seconda armonica.
Le tecniche di seconda armonica vengono
utilizzate anche con l’ausilio di MEZZI DI
CONTRASTO (MdC).
Il rapporto tra l’intensità di US diffusa da una
particella di piccole dimensioni e quella inviata
viene descritta tramite la SEZIONE D’URTO:

Dove:

r = raggio ; K = compressibilità, ρ = densità

della particella (b) e del mezzo (0).


• La formula precedente spiega perché sia conveniente usare
particelle gassose (la cui compressibilità è circa 20000 volte
maggiore di un liquido!) come mezzo di contrasto.

• Occorre che non ‘ostruiscano’ il circolo polmonare, il che impone


dimensioni inferiori ai 10 µm (microsfere).

• Le microsfere ‘nude’ (prima generazione di MdC), tuttavia, sono


estremamente instabili: per rendere più lento il decadimento si è
inizialmente pensato di ‘incapsularle’ con shell di albumina o di
galattosio (seconda generazione).

• Sono attualmente in uso MdC di terza generazione, ottenuti


aumentando la rigidità della shell (lipidi) oppure utilizzando gas di
scarsissima diffusività nei liquidi. In questo modo si ottengono vite
medie dell’ordine dell’ora.
Come si comporta la microbolla gassosa investita
dall’US?

US

Su di essa viene esercitata una forza (pulsata), dovuta


alla pressione di radiazione. Si deve poi tenere conto
delle caratteristiche elastiche della bolla e della
viscosità del mezzo.
La bolla varia in modo ciclico il suo volume.
Per un analogo sistema meccanico, il modello più
semplice è quello di una molla, di costante
elastica k, con attaccata una massa m:
k
F(t)
m

La frequenza propria del sistema è ωo = (k/m)1/2;


se sollecitato con una forza esterna F(t), periodica di
frequenza ω, si metterà in oscillazione raggiungendo la
massima ampiezza quando ω = ωo (RISONANZA )
• In condizioni di risonanza, le particelle insonate ad una
data frequenza, rifletteranno soltanto quegli ultrasuoni
che hanno una frequenza multipla di quella di insonazione
(ARMONICHE ).

• Ne consegue che, se lo strumento si pone in ricezione in


una banda centrata su una frequenza doppia o tripla di
quella inviata, esso riceverà il segnale generato dal solo
mezzo di contrasto, cancellando tutto il ‘rumore’ dovuto ai
tessuti.

• Le immagini così ottenute hanno una migliore risoluzione e


un molto migliore rapporto segnale-rumore.