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Università Politecnica delle Marche

Facoltà di Medicina e Chirurgia


A.A. 2012/13

Corso Monografico
“Onde Acustiche in Medicina”
Dr. Fabrizio Fiori
Dipartimento SAIFET- Sezione di Scienze Fisiche
Via Brecce Bianche (Monte Dago), 60131 Ancona
Tel. 071-2204606, email f.fiori@univpm.it
• http://fisicaondemusica.unimore.it/
(a cura del Progetto Lauree Scientifiche del Dipartimento di Fisica
dell'Università di Modena e Reggio Emilia)

• http://it.wikipedia.org/wiki/Onde_(fisica)
ONDE ELASTICHE

• Un’onda elastica è una


perturbazione che si propaga
in un mezzo elastico senza
traslazione di materia
• Ogni punto del mezzo
elastico oscilla intorno alla
sua posizione di equilibrio con
moto periodico
In altre parole, descriviamo attraverso il concetto di
ONDA ELASTICA il trasferimento di energia dovuto alle
oscillazioni delle particelle di un mezzo che viene
perturbato.

Se le oscillazioni avvengono nella stessa direzione della


propagazione avremo un’ onda

Longitudinale

altrimenti sarà

Trasversale
• Il FRONTE d’ONDA è il luogo dei punti
interessati dalla perturbazione nel medesimo
istante

• Se i fronti d’onda sono dei piani paralleli si


parla di ONDA PIANA

• Se la sorgente è di forma sferica, oppure


se può essere considerata puntiforme
(approssimazione valida a distanze grandi
rispetto alle dimensioni della sorgente
stessa), i fronti d’onda sono delle sfere
concentriche, e si parla di ONDA SFERICA
Solido in un piano

• rappresentiamo il solido con un insieme di palline (che possiamo considerare come


gli atomi o le molecole del materiale di cui il solido è costituito) nel piano dello
schermo;

• il pallino blu evidenzia il moto dell'onda, seguendone una cresta, mentre un pallino
rosso evidenzia quattro atomi (o molecole) scelti come riferimento;

• anche in questo caso abbiamo due tipi di onde: nel primo caso gli atomi oscillano
longitudinalmente a destra e a sinistra, mentre nel secondo trasversalmente in
alto e in basso.
Onde sulla superficie

• riguardano particolarmente la superficie di un mezzo;

• in tal caso si osserva che andando in profondità le oscillazioni delle particelle


divengono sempre più piccole e le onde si smorzano.

• queste onde non sono né puramente longitudinali né puramente trasversali: le


particelle si muovono in piccole ellissi o cerchi.

Onde di Rayleigh: scuotono la superficie terrestre Onde di gravità sulla superficie di un liquido: sono
durante i terremoti (insieme anche ad onde tipicamente le onde sulla superficie del mare. Le
puramente longitudinali e trasversali). Le particelle ruotano "in avanti" rispetto alla
particelle ruotano "all'indietro" rispetto alla direzione di propagazione dell'onda.
direzione di propagazione dell'onda.
Grandezze fondamentali per la descrizione dell’onda:

• velocità di propagazione c (o velocità di fase), che dipende dal


mezzo in cui l’onda si propaga

• periodo T : tempo che intercorre tra il passaggio di due fronti


d’onda in uno stesso punto

• frequenza f (=1/T): numero di fronti d’onda che attraversano un


dato punto nell’unità di tempo; si misura in Hertz (1 Hz = 1 s-1)

• lunghezza d’onda λ: distanza spaziale tra due fronti d’onda


successivi

Tra queste grandezze esistono le relazioni fondamentali:

λ = c T ovvero λ = c/f
Es.: Facendo oscillare con legge armonica l’estremo di
una corda tesa si produce un’onda che si propaga lungo
la corda stessa.

Nei 4 istanti di
tempo intervallati
da un periodo T,
l’onda si sposta di
una distanza pari
a λ

Velocità dell’onda
c = λ/T = λ·f
Cosa accade nei gas?

• in un gas le forze di attrazione tra le molecole sono molto più deboli di quelle
che legano le molecole di un solido, e lo stesso vale per le forze di superficie,
che sono rilevanti in un liquido.

• la conseguenza di ciò è che in un gas esistono solo le onde longitudinali (in


questo caso dette di compressione).

• le onde sonore sono appunto onde meccaniche di compressione, consistenti in


oscillazioni della pressione dell’aria.
Onda sonora

Un’onda sonora è udibile dall’orecchio umano se la


sua frequenza è compresa nell’intervallo

20 Hz – 20000 Hz
In fluido la velocità del suono dipende dalla densità ρ
e dal modulo di comprimibilità K del mezzo in cui
avviene la propagazione:

Il modulo di comprimibilità è l'aumento della densità provocato da una


compressione. È definito come l'incremento di pressione Δp necessario a
causare un incremento relativo di densità Δρ/ρ, secondo la relazione:

12
Velocità di un’onda sonora

Mezzo Velocità (m/s)


Aria secca (20oC) 343
Vapore (134oC) 494
Acqua distillata 1486
Acqua di mare 1519
Piombo 1190
Rame 3810
Alluminio 5000
Acciaio 5200
Si definisce l’intensità I dell’onda come:

I = ΔE/(ΔS·Δt)

= energia ΔE che attraversa la superficie ΔS nel tempo Δt


= potenza P per unità di superficie
(unità di misura: Joule/(m2·s) = Watt/m2)

Data una sorgente sonora puntiforme posta in O, la forma del


fronte delle onde emesse è sferica, e l’intensità si riduce con il
quadrato della distanza da O:

r
R
O
Esempio 1:

Un altoparlante fornisce una potenza acustica di 1


W. A che distanza l’intensità sonora vale 0.05 W/m 2,
se assumiamo che tutta la potenza venga emessa
isotropicamente su mezza sfera?

Poiché

si ottiene
Esempio 2:

Si calcoli l’energia che in un’ora investe il timpano (S = 0.2 cm2) di


un soggetto posto a 5 m da una sorgente sonora puntiforme di
potenza P = 0.5 W.
Se il soggetto si pone a distanza doppia, di quanto si ridurrà
l’energia assorbita?

Se r’ = 2r = 10 m:
Nel caso dell’ onda piana è possibile una descrizione
matematica semplice.

Se la perturbazione y prodotta al tempo t=0 nel punto


x=0 si sposta con velocità c

x=0 x

si troverà in x con un ritardo pari a x/c.

La dipendenza di y dallo spazio x e dal tempo t si potrà


quindi descrivere genericamente come

Y = f (t - x/c)
Un’onda piana che si propaga nello spazio (x), e in funzione
del tempo (t), si può descrivere tramite una semplice
funzione seno (o coseno):

y(x,t) = A sin [ω (t - x/c) + φ0]

oppure

y(x,t) = A sin [ωt – kx + φ0]

dove:
ω = 2πf = 2π/T è detta pulsazione [s-1]
k = 2π/λ = 2πf/c = ω/c è detta numero d’onda [m-1]
φ0 = fase iniziale

A è l’ampiezza dell’oscillazione

N.B.: l’intensità dell’onda è proporzionale al


quadrato dell’ampiezza: I ~ A 2
Nel caso di un’onda sferica abbiamo visto che:

I ~ 1/r 2

ma, essendo anche I ~ A 2, si avrà: r

A = b/r (b = costante)

(l’ampiezza dell’onda sferica è inversamente proporzionale


alla distanza r dalla sorgente)

e quindi l’equazione che descrive l’onda sferica sarà:

y(r,t) = (b/r) sin [ω (t - r/c) + φ0]

oppure

y(r,t) = (b/r) sin [ωt – kr + φ0]


Esempio:

Scrivere l’equazione di un’onda piana di frequenza f =


50 Hz che si propaga lungo l’asse delle x in un mezzo
alla velocità c= 1000 cm/s e la cui ampiezza Ymax sia
pari a 20 mm.

y(x,t) = Ymax sin [ω (t - x/c)] (abbiamo supposto φ0 = 0)

In unità del S.I.:

y(x,t) [m] = (0.02 m) sin { (100π s-1) (t[s] - x[m]/(10 ms-1) }

oppure

y(x,t) [m] = (0.02 m) sin { (100π s-1) t[s] – (10π m-1) x[m] }

k = ω/c
Attenuazione di un’onda elastica

• In generale esistono delle forze fra le molecole del mezzo, che si


oppongono al moto di oscillazione di queste ultime (attrito viscoso).

• A causa dell’attrito viscoso, durante la sua propagazione nel mezzo


l’onda dissipa la sua energia e pertanto diminuisce progressivamente la
sua intensità.

• L’intensità I diminuisce esponenzialmente con lo spessore x di materiale


attraversato:

I(x) = I0 e-αx , α = coefficiente di attenuazione del mezzo


I(x)
Per le onde acustiche, α dipende dal
materiale e dalla frequenza dell’onda:

α~f2
a parità di materiale attraversato, le
onde di bassa frequenza penetrano
più in profondità!
x
In un mezzo non omogeneo, oltre all’attenuazione, si
verificano altri fenomeni:

• le superfici di discontinuità (interfacce) generano la


RIFLESSIONE dell’onda nello stesso semipiano

• piccole zone di discontinuità (di dimensioni inferiori


alla lunghezza d’onda) riflettono in tutte le direzioni,
generando il fenomeno della DIFFUSIONE o
SCATTERING

• nel passaggio da una regione ad un’altra (con diverse


caratteristiche fisiche) cambia la velocità di
propagazione, e all’interfaccia si ha il fenomeno della
RIFRAZIONE, in cui si modifica la λ e la direzione di
propagazione dell’onda
RIFLESSIONE

θinc = θrifl
(l’angolo di incidenza è uguale all’angolo di riflessione)
RIFRAZIONE
Tra l’angolo di incidenza e
quello di rifrazione vale la
relazione nota come legge
di Snell:

Si può avere la riflessione totale quando θ2 = 90°, cioè al di sopra


di un angolo limite di incidenza tale che:

(N.B. può avvenire solo se c1 < c2 !!!)


INTERFERENZA
costruttiva distruttiva

A+B

A
B

DIFFRAZIONE
Fenomeno associato alla deviazione della traiettoria
delle onde quando queste incontrano un ostacolo sul
loro cammino.

diffrazione di un'onda piana attraverso una fenditura di


ampiezza pari a quattro volte la lunghezza d'onda.
Principio di Huygens

Tutti i punti di un fronte d’onda possono essere considerati


sorgenti puntiformi di onde sferiche secondarie aventi la
stessa frequenza dell'onda principale.
BATTIMENTI

L’interferenza di due onde frequenze leggermente


diverse (sx) dà luogo ad un’ onda di duplice periodicità
(dx).

45 Hz
5 Hz
Infatti, considerando per semplicità l’evolversi nel tempo della
situazione nel punto x=0, l’interferenza di due onde y1 e y2, con
uguale ampiezza A e pulsazioni ω1 e ω2 (con ω1≈ω2), è data da:
Esempi di battimenti
Due diapason (440 Hz):

Sovrapposizione di due onde (440 Hz e 439 Hz),


generata tramite software (GoldWave):
Le onde sonore udibili (cioè nell’intervallo di
frequenze fra 20 e 20000 Hz) possono essere
generate dalle corde vocali e percepite dall’orecchio
umano.
Orecchio umano
• Le onde sonore esterne vengono percepite e raccolte dal padiglione
auricolare (orecchio esterno), entrano nel condotto uditivo esterno
dove vengono amplificate e colpiscono la membrana timpanica, che
vibra.

• Le vibrazioni vengono convogliate agli ossicini dell'orecchio medio, i


quali trasmettono gli impulsi alla chiocciola (o coclea), che è
costituta da una delicata struttura a spirale ripiena di un fluido.

• Gli impulsi giunti all'orecchio interno, viaggiando lungo terminazioni


nervose, raggiungono il nervo acustico che li trasporta al cervello,
dove vengono riconosciuti come suoni.

• Nell'orecchio interno, oltre alle cellule sensoriali (organo del Corti)


situate nella chiocciola, si trovano le strutture che costituiscono
l'organo dell'equilibrio (canali semicircolari, otricolo e sacculo). 
Caratteristiche di un suono

Altezza:
dipende dalla frequenza fondamentale dell’onda
(acuto ⇒ alta frequenza, grave ⇒ bassa frequenza)

Intensità:
dipende dal quadrato dell’ampiezza della vibrazione
(debole ⇒ bassa intensità, forte ⇒ alta intensità)
Timbro di un suono

• E’ la qualità percepita di un suono, che permette di distinguere


due suoni che hanno la stessa altezza e la stessa intensità.

• In parole più semplici è la qualità del suono che ci permette di


distinguere ad esempio la voce di un violino da quella di un flauto,
quando i due strumenti stanno emettendo la stessa nota.

• Il timbro di uno strumento è dovuto, in larghissima parte,


alla composizione spettrale del suono che esso emette.

• Semplificando potremmo dire che quando uno strumento emette


una nota di una determinata frequenza esso, a causa dei vincoli
imposti dalla "geometria" delle parti oscillanti dello strumento
stesso, genera, insieme alla nota fondamentale, più note di
frequenza multipla intera della fondamentale (armoniche).
La minima intensità sonora apprezzabile dall’orecchio
umano è di 10-12 W/m2, mentre intensità di circa 1
W/m2 sono percepite come dolorose.

C’è dunque un range di ben 12 ordini di grandezza!!!


Perciò, per descrivere quantitativamente l’intensità
sonora percepita, è conveniente usare la funzione
logaritmo.

Si definisce così la sensazione sonora σ, legata


all’intensità I attraverso la relazione:

(legge di Weber-Fechner)

In cui I0 è l’intensità di soglia (10-12 W/m2).


L’unità di misura di σ è il decibel (dB).
• Il nostro orecchio è dunque in grado di percepire (senza danni) suoni
per cui σ varia tra 0 e 120 dB.

• Tuttavia, in questo range, la percezione del suono non è lineare:


l’intervallo di sensazioni sonore percepibili non è lo stesso per i suoni
di tutte le frequenze.

• In altri termini, il nostro orecchio ha una curva di sensibilità:


Esempio:

Un altoparlante produce una sensazione sonora di 40


dB alla distanza di 10 m. Quanto vale l’intensità in
quel punto?
Se si affianca un secondo altoparlante uguale al
primo, quanto vale la sensazione sonora risultante?

Con 2 altoparlanti

Dunque
Propagazione in mezzi confinati

Immaginiamo ora che l’onda incontri un ostacolo e venga


riflessa

X=
0
Avremo la sovrapposizione dell’onda incidente e di quella
riflessa
y = f (t - x/c) + g (t + x/c)

poiché in x=0 si ha y=0, g(t) = -f(t)

dunque: y= f (t - x/c ) – f (t + x/c)


X
e quindi y = A (sin ω(t-x/c) - sin ω(t+x/c)) =0

Infine, applicando le formule di trigonometria si


ottiene:

Y = 2 A cos(ωt) sin (ωx/c) (ONDA STAZIONARIA)


In qualunque istante, in un’onda stazionaria ci sono

• dei punti fissi che non oscillano, detti NODI


(nell’ esempio precedente i valori di x tali che
sin(ωx/c)=0)

• dei punti fissi che oscillano con ampiezza massima,


detti VENTRI.
Consideriamo il caso di una corda di lunghezza L fissata ai due
estremi (es: corda di chitarra)

Si ha y=0 per x=0, ma anche per x=L, e quindi:

sin (ωL/c) = 0, cioè ωL/c = n π, da cui:

La corda può oscillare soltanto con ben determinate frequenze:


quelle per cui la sua lunghezza L è multipla di mezza lunghezza
d’onda.

La frequenza corrispondente a n=1 si chiama fondamentale, quelle


corrispondenti ai valori successivi di n sono le armoniche.
n=1 n=2

n=3 n=4
E’ anche possibile che nell’estremo l’oscillazione sia
massima (ad es. le canne d’organo, ma anche il
condotto uditivo con all’estremo il timpano).
In questo caso sin (ωL/c) = 1 e la relazione che deve
essere soddisfatta è del tipo:

L = (2n - 1) λ /4

Anche in questo caso l’onda deve “adattarsi”


esattamente alla lunghezza della corda:

SONO PERMESSE SOLTANTO ALCUNE BEN


DETERMINATE FREQUENZE
Analisi di Fourier
Il teorema di Fourier afferma che qualunque funzione periodica avente la
frequenza fondamentale f0 può essere sviluppata in serie di Fourier, cioè
rappresentata mediante una somma di funzioni sinusoidali pure, ciascuna di
opportuna ampiezza e di frequenza multipla dif0 (armoniche).

In altri termini qualunque oscillazione (onda), di forma qualsiasi, anche non


sinusoidale, è il risultato di una somma di oscillazioni (onde) sinusoidali.
Risonanza:

• Sappiamo per esperienza che una piccola spinta ad un'altalena la fa


oscillare ad una frequenza ben precisa, detta frequenza propria che
dipende dalla lunghezza dell'altalena, ma non dai dettagli della forza
somministrata durante la spinta.

• Se anziché applicare la spinta una sola volta la ripetiamo periodicamente


nel tempo possiamo studiare come l'altalena risponde al variare della
frequenza della nostra spinta.

• Potremo perciò verificare che, se la forza applicata dall'esterno ha una


frequenza prossima alla frequenza propria dell'altalena, quest'ultima
tende ad oscillare in modo sempre più ampio.

• Invece, per frequenze della forza esterna molto maggiori o molto minori
della frequenza propria, la nostra spinta ostacola l'oscillazione.

• Questo concetto si può applicare a qualunque sistema oscillante al quale


sia applicata una sollecitazione esterna periodica.
Amplitude

Es.: crollo del Tacoma Bridge (USA, 7 novembre 1940): sebbene


progettato per resistere a venti fino a 200 Km/h, il ponte crollò sotto
l’effetto di raffiche a soli 65 Km/h, che però agirono con la frequenza
propria dell’oscillazione del ponte ( filmato)
Risonanza:

Analogamente, le onde stazionarie confinate in una regione di spazio si


rinforzano a vicenda mettendo in oscillazione “all’unisono” le molecole del
mezzo:

mentre si elidono tutte le onde di frequenza diversa da quelle delle


armoniche determinate dalla geometria del sistema.
• Solo le onde STAZIONARIE possono raggiungere valori
di ampiezza che le rendono percettibili al nostro udito
(questo perché solo onde di definita frequenza possono
entrare in risonanza con il mezzo in cui si propagano)

• Quanto visto spiega anche perché l’orecchio umano è


particolarmente sensibile intorno ai 3 kHz.
Infatti il meato acustico è lungo circa 2.5 cm, e si
configura come un tubo aperto da un lato e chiuso sul
timpano.
La lunghezza d’onda che corrisponde alla frequenza
fondamentale vale:

λ = 4 L = 10 cm, per cui:


f = c/λ = 34000 (cm/s)/10 cm = 3400 Hz
• Lo stesso risultato si può estendere a cavità di forma
complicata:
il nostro spazio naso-buccale determina le caratteristiche dei
suoni che emettiamo, e pronunciamo suoni diversi perché
fisicamente mettiamo in oscillazione punti diversi dello spazio,
dunque generiamo armoniche diverse

• Su tali concetti si basa tutta l’acustica musicale. Noi


percepiamo come piacevoli i suoni emessi contemporaneamente
da due corde che hanno lunghezze che stanno tra loro in
particolari rapporti (es: 1/2: accordo di ottava; 2/3: accordo
di quinta, ecc.)

• Più sono presenti armoniche e più è ricco il timbro del suono;


più le armoniche tra due note all’unisono sono uguali e più il
risultato è piacevole (non si hanno battimenti).
Sorgente in quiete (f0)
Effetto Doppler

(sorgente sonora in moto rispetto


all’osservatore)

La frequenza percepita dall’osservatore


(f ) è diversa da quella emessa dalla
sorgente (f0)

Sorgente in avvicinamento (f>f0) Sorgente in allontanamento (f<f0)


Effetto Doppler

Un osservatore in moto relativo rispetto a una sorgente di onde


sonore percepisce il suono con una frequenza f diversa da quella f0
emessa dalla sorgente.
Nel caso di osservatore in quiete e sorgente in moto, lo
scostamento in frequenza Δf = f - f0, denominato Doppler shift, è
dato da:

dove c è la velocità del suono nel mezzo e v la velocità relativa


della sorgente rispetto all’osservatore.

Il segno + (frequenza percepita maggiore di quella della sorgente) si


ha per sorgente in avvicinamento.
Il segno - (frequenza percepita minore di quella della sorgente) si
ha per sorgente in allontanamento.
Se la direzione del movimento relativo non è parallela a
quella del percorso acustico, il Doppler shift è dato da:

dove θ è l’angolo tra la direzione del moto ed il percorso


acustico

Direction of sound

N.B.: Se θ=90° non si ha effetto Doppler (Δf=0) !


Cosa succede se v > c ?

Es.: il "boom" prodotto da un jet che oltrepassa la “barriera


del suono” (cioè appunto che vola a velocità maggiore di
quella del suono)