Sei sulla pagina 1di 4

Responsabilità del Notaio che

sbaglia la denuncia di
successione: da quando
decorre la prescrizione?
Il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del
danno derivante da responsabilità professionale inizia a
decorrere non dal momento in cui la condotta del
professionista determina l’evento dannoso, bensì da quello in
cui la produzione del danno si manifesta all’esterno,
divenendo oggettivamente percepibile e riconoscibile da parte
del danneggiato.

Questo il principio di diritto stabilito dalla Sez. III


Civile, sent. 22 settembre 2016, n. 18606, con la quale ha
accolto il ricorso di un cittadino milanese avverso la
sentenza della Corte d’Appello.

I fatti.

Tizio, alla morte della propria madre, incaricava il notaio


Caio di redigere la dichiarazione di successione (in data 14
aprile 1989).

Successivamente (in data 13 luglio 1995), l’Agenzia delle


Entrate notificava a Tizio avviso di accertamento: in pratica,
l’Amministrazione finanziaria contestava a Tizio
un’indicazione errata del valore catastale degli immobili ai
fini della determinazione dell’imposta.

In data 8 febbraio 2002, Tizio inviava al Notaio Caio lettera


di diffida e messa in mora, chiedendo il risarcimento dei
danni.

Tale atto, ricordiamo, assume notevole importanza, in quanto


interrompe il decorso della prescrizione, che, nel nostro
caso, così come in quelli di responsabilità contrattuale, è
pari ad anni 10, a differenza di quella da sinistro stradale,
pari ad anni 2 (salvo l’illecito civile sia considerato dalla
legge come reato, nel qual caso all’azione risarcitoria si
applica la prescrizione più lunga prevista per il reato, anche
se il processo penale non sia stato promosso).

Secondo la Corte d’appello e il Tribunale, la prescrizione


decennale del diritto al risarcimento del danno doveva
considerarsi maturata: in pratica a Tizio non spettava il
risarcimento danno, in quanto il diritto era prescritto,
considerando come dies a quo (termine di a partire dal quale
la prescrizione comincia decorrere) la data della denuncia di
successione (14 aprile 1989), contenente l’errata indicazione
del valore catastale degli immobili, e non dalla data del
successivo accertamento della maggiore imposta (13 luglio
1995).

La Cassazione, al contrario, accogliendo il ricorso di Tizio,


con la sentenza in commento, ha sancito come termine di
decorrenza della prescrizione la data dell’accertamento della
maggiore imposta (13 luglio 1995), ossia quella di
verificazione del danno, di percezione da parte del
danneggiato Tizio, e non quella precedente di denuncia della
successione della madre di Tizio.

Cos’è la prescrizione civile.

L’art. 2934 cod. civ. recita: “Ogni diritto si estingue per


prescrizione, quando il titolare non lo esercita per il tempo
determinato dalla legge”.
Dunque, la prescrizione è una causa di estinzione del diritto
determinato dal trascorrere del tempo e dall’inerzia del suo
titolare.

La prescrizione per l’azione di responsabilità contrattuale è


ordinaria, ossia decennale.

Decorrenza della prescrizione.

Il problema che si pone nella prassi quotidiana dei vari


Tribunali e Corti è quello di stabilire il giorno a partire
dal quale la prescrizione incomincia a decorrere, ossia il
c.d. dies a quo praescriptionis.

La norma di riferimento, l’art. 2935 cod. civ. afferma


testualmente: “la prescrizione incomincia a decorrere dal
giorno in cui il diritto può essere fatto valere”.

In giurisprudenza, in particolare quella della Suprema Corte


di Cassazione, si sono formati negli anni, due diversi ed
antitetici orientamenti. Da una parte, chi sostiene che il
dies a quo debba porsi nel giorno del verificarsi del danno
conseguente all’inadempimento (spostando, dunque, in avanti il
termine); dall’altra chi sostiene, invece, che il dies a quo
vada posto nel giorno dell’inadempimento (anticipando, di
fatto, il suddetto termine di decorrenza).

Maggioritario ed ormai consolidato, il primo orientamento


(Cass. 16463/09; 16658/07; n. 10493/06), al quale aderisce la
sentenza in commento, a parere del quale il termine di
prescrizione del diritto al risarcimento del danno da
responsabilità professionale inizia a decorrere non già dal
momento in cui la condotta del professionista determina
l’evento dannoso (es. data della denuncia di successione del
notaio), bensì da quello in cui la produzione del danno è
oggettivamente percepibile e conoscibile da parte del
danneggiato (es. data di notifica dell’avviso di accertamento
dell’Agenzia Entrate).
In altra fattispecie, in applicazione del suindicato principio
la S.C. ha ritenuto che, in un’ipotesi di responsabilità
professionale per avere l’Avvocato in una causa di
risarcimento danni erroneamente evocato in giudizio soggetto
diverso da colui che risultava essere il vero responsabile,
correttamente il giudice del merito aveva considerato la
prescrizione dell’azione nei confronti del suddetto legale
iniziare a decorrere dalla notificazione della sentenza del
definitivo accertamento giudiziale della carenza di
legittimazione del soggetto in quell’altro processo convenuto,
quale momento in cui il danno si era manifestato all’esterno
nella sua oggettività, divenendo percepibile, conoscibile ed
azionabile sul piano della domanda risarcitoria (Corte di
Cassazione, Sez. III civile, Sent. 8 maggio 2006, n. 10493)

Avv. Angelo Greco

(foro di Siena)