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Scoliosi e Attività Fisica Adattata

Lezione Magistrale del Prof. Dott. Carmelo Giuffrida

In Chinesiologia, se si vuole studiare una scoliosi, bisogna


considerare 2 fattori:
- accrescimento auxologico;
- movimento compensativo.
Per compensare una curva serve l’iper-correzione – la
compensazione anatomo-funzionale – migliorare le grandi
funzioni organiche – apprendimento dei corretti schemi
motori – riprogrammazione degli engrammi sensoriali e
motori - ….
La compensazione utile ad azzerare la deformità deve
porsi tra 2 valori:

- ipercorrezione esercitata sull’unità di superficie e sui


corpi vertebrali;

- capacità motoria individuale.

- Movimenti compensativi concessi dalla forma del


corsetto adottato; la corrispondenza geometrica tra zone
convesse e zone concave obbliga a un lavoro diretto
esclusivamente verso le camere di espansione: la zona
concava retratta è necessariamente costretta a ricevere i
tessuti molli del tronco.

- Capacità di adattamento al corsetto da parte del


soggetto (adattamenti bio-meccanici, aspetti psicologici,
accettazione di questo particolare “indumento”, motricità
condivisa con il corsetto ….;

-
- …

Effetti della dinamica respiratoria


L’inspirazione produce una maggiore espansione
meccanica del polmone omologo alla gibbosità che si
stabilizza e si compensa durante tutto il periodo apnoico. In questa fase il torace si espande con un
movimento meccanico delle coste verso l’alto e lateralmente a cui corrisponde un incremento del diametro
trasverso e laterale del torace (sotto sforzo l’allargamento del torace è superiore ai 5 cm.).
L’espirazione incrementa la depressione della zona retratta raggiungendo il suo apice peggiorativo a fine fase
apneustica.
Il polmone del lato convesso è più ventilato ed irrorato rispetto al controlaterale; le coste del lato convesso
sono verticalizzate rispetto a quelle del lato concavo che risultano orizzontalizzate.
La cinetica respiratoria produce un effetto perturbatore complesso e gli effetti dei movimenti costituiscono
un importante fattore dinamico di aggravamento del paramorfismo in quanto si assiste ad un accrescimento
della gibbosità per incremento della tensione mio-fasciale dinamica della sua arcata convessa a cui
corrisponde un adattamento tono-trofico sempre più maggiore dei muscoli del lato convesso.
La cupola diaframmatica si appiattisce ad ogni contrazione e provoca:
- Spinta anteriore del contenuto endo-addominale;
- Espansione ad ogni inspirazione dell’epigastri (area addominale superiore);
- Maggiore attività respiratoria del polmone omologo alla convessità della curva scoliotica con tendenza
peggiorativa.
Nel progettare le strategie operative, tanto con l’uso di un corsetto idoneamente progettato quanto con
l’esercizio localizzato compensativo, occorre una precisione supplementare all’empirismo sfruttando gli
strumenti di misura usati per quantificarne la topografia anatomica e l’entità disfunzionale.
Le spinte compensative devono ridurre al massimo la gibbosità!
Ogni atto respiratorio deve:
- ridurre l’espansione del torace dal lato convesso;
- deve bloccare il movimento dell’epigastrio (area addominale superiore) che si espande ad ogni inspirazione
durante la contrazione del diaframma.
Dato che il soggetto scoliotico tende a respirare essenzialmente di più col polmone del lato convesso occorre
invertire questo fenomeno esercitando una pressione meccanica settoriale e finalizzata sul polmone del lato
convesso ed occupare con una trasmigrazione le zone occupabile nella camera di espansione attraverso una
fuga contro-laterale.
Un eventuale corsetto adottato, associato ad Attività Fisica Adattata, deve prevedere delle camere di
espansione con caratteristiche ben precise:
a) - corrispondenza perfettamente concordante con le spinte meccaniche compensative; l’esercizio
dev’essere progettato localizzando le tensioni esclusivamente in quella specifica direzione. Fantasia e
creatività devono rendere l’esercizio sempre più dinamico e sempre più distrattivo. Meglio se operato in
propriocezione e in massime condizioni di instabilità senso-motoria e percettiva.
b) – costruzione e posizione delle camere di espansione di un corsetto e di un punto di spinta devono
perseguire l’obiettivo preciso ed inequivocabile delle compensazioni meccaniche utili apportabili e
migliorabili dall’esercizio fisico senza deviare dalla logica propriocettiva, sensoriale, motoria, cinematica
e cognitiva.
c) – il volume di una camera di espansione dev’essere innumerevolmente più grande (8-10-12 volte
maggiore) rispetto alla gibbosità da compensare e l’esercizio somministrato deve imprimere una
correzione sempre massimale.
d) – la posizione di una camera di espansione deve concedere, alle zone convesse sottoposte alle spinte
correttive dalle pelotte, la migrazione compensativa spontanea in fuga verso di esse durante l’uso
quotidiano del corsetto e durante l’esecuzione dell’esercizio localizzato.
e) – al fine di modellare lo sviluppo auxologico e consentire la contestuale compressione della gibbosità
scoliotica, è indispensabile che le camere di espansione abbiano un’opportuna distanza dalla cute del
tronco. Ciò consente un utilizzo in fuga direzionale delle strutture anatomiche in quel punto durante
l’esecuzione di tutti gli esercizi proposti e dei movimenti utili a correggere la deformità del tronco mentre
le pelotte impediscono i movimenti scompensanti.
La coppia di forze spinta-espansione determina la deflessione della curva scoliotica e la contestuale de-
rotazione assiale delle vertebre. Ciò consente di rispettare l’intervento chinesiologico nelle tre dimensioni
spaziali e di ristabilire correttamente l’asse naturale della crescita.
Il tronco dello scoliotico tende a svilupparsi in direzione “gibbo-dorsale in una direzione/toraco-anteriore in
direzione opposta” definendo il “torace ovalare” scoliotico.
Nel corsetto la spinta di compensazione agisce sulla gibbosità e la libertà di espansione nella camera di
espansione obbliga la zona di depressione e di retrazione ad acquisire la forma anatomica corretta.
L’esercizio fisico sfrutta la medesima legge e diventa un supporto compensativo essenziale. Se si aggiunge a
questa meccanica anche l’atto respiratorio, la coppia appoggio-espansione agevola l’equilibrio respiratorio
corretto e, con il momento apnoico la spinta diventa massima e la fuga massimale, sia in direzione assiale
che de-ratozionale. Avremo ottenuto una correzione biomeccanica in EDF e un pieno controllo
propriocettivo delle strutture anatomiche per cui possono essere omesse le spalline nella costruzione del
corsetto ed essere certi dell’elongation assiale.

Il Direttore Tecnico provvederà al riconoscimento di eventuale necessaria supervisione durante test


di esercizio sotto-massimale e massimale, di una valutazione sanitaria prima di impegnarsi in un
programma motorio, valuterà possibili fattori di rischio e la comprensione degli indicatori
prognostici, le condizioni tecniche e i sintomi clinici, le strategie più frequentemente utilizzate a
scopo profilattico ed educative, le modifiche dell'attività indotte dall'esercizio fisico.
Detterà le strategie comportamentali necessarie per le modificazioni degli stili di vita, comprendenti
l'esercizio e i metodi di affrontare gli stress connessi alla patologia vertebrale e alla scoliosi.
È suo compito osservare:
- il riconoscimento dei sintomi di disadattamento e/o incapacità di fare fronte al problema “scoliosi”
e socio-ambientali richiedendo quando è necessario un consulto di operatori qualificati in campo
psicologico;
- elementari interventi cognitivo-comportamentali utili per migliorare l'adesione ai programmi di
attività motoria e la perseveranza nella prosecuzione.

Attività Fisica Adattata: quale ginnastica? Correttiva, compensativa o posturale …!

La ginnastica ha il compito di potenziare bene e meglio possibile la funzione correttiva-


compensativa.
Mantenere in correzione il tronco di un soggetto scoliotico significa stabilizzare un equilibrio
meccanico tra 2 complessi chinesiologici a configurazione funzionale uniti da un collegamento
assiale verticale identificabile con la colonna vertebrale:
il complesso scapolo-omerale;
il complesso pelvico.