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PRINCIPI SULLA SALUTE RIPRODUTTIVA

DELLA DONNA LAVORATRICE

INTRODUZIONE

PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO PROFESSIONALI


PER LA DONNA GRAVIDA

NORME SULLA TUTELA DELLA GRAVIDANZA

VALUTAZIONE DEI RISCHI PROFESSIONALI:


SOSTANZE CHIMICHE PERICOLOSE (TABELLA IX)

CHE FARE IN CASO DI GRAVIDANZA


INTRODUZIONE
In Italia il 48% delle partorienti sono donne che
lavorano e che quindi possono essere esposte a
rischi riproduttivi

RISCHI RIPRODUTTIVI
Sono quelli che interferiscono con il processo
che va dal concepimento alla gestazione fino al
termine della gravidanza
METODI DI STUDIO
Azione mutagena in vitro su batteri
Azione teratogena su embrioni in vivo e in vitro
Studi epidemiologici: solo alcuni studiati, difficile
definire i danni, associazione non causa-effetto,
fattori concomitanti
PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO
PROFESSIONALI PER LA DONNA GRAVIDA

Si possono suddividere in:

Rischi professionali che colpiscono le


funzioni riproduttive

Rischi professionali che colpiscono


l’embrione ed il feto

Rischi professionali che provocano anomalie


dello sviluppo
RISCHI CHE COLPISCONO LE FUNZIONI
RIPRODUTTIVE
Rischi Funzione ovarica Sterilita’
Agenti chimici
Metalli
Cadmio
Mercurio
Nickel
Piombo +
Composti organici
Cloroprene
DDT
Bifenilpoliclorurati
Borati
CS2 +
N-exano
Gas anestetici
Rischi Funzione ovarica Sterilita’

Agenti fisici

Radiazioni ionizzanti

Rumore +/- +/-

Vibrazioni +

Microonde

Temperature alte

Lavoro fisico stressante +


RISCHI CHE COLPISCONO L’EMBRIONE ED
IL FETO
Rischi Riassorbimento Morte
o aborto perinatale
Agenti chimici
Metalli
Cadmio
Mercurio
Piombo + +
Composti organici
Cloroprene +
CVM +
Bifenilpoliclorurati
CS2 +
Gas anestetici +
Fumo di tabacco + +
Rischi Riassorbimento Morte
o aborto perinatale

Agenti fisici

Radiazioni ionizzanti + +

Rumore +/-

Vibrazioni +

Microonde +

Temperature alte
RISCHI CHE CAUSANO ANOMALIE DELLO
SVILUPPO
RISCHI Basso peso Difetti Tumori
alla nascita congeniti infantili
Agenti chimici
Metalli
Cadmio +
Mercurio +
Nickel +
Piombo + +/-
Composti organici
Aacrilonitrile +
Esteri metacrilati
Bifenili + +
CS2 + +
Gas anestetici + +
Fumo di tabacco + +
Agenti fisici Basso peso Difetti Tumori
alla nascita congeniti infantili

Radiazioni ionizzanti + +/-

Rumore + +/-

Vibrazioni +

Microonde

Temperature alte +/- +/-

Lavoro fisico stressante


NORME SULLA TUTELA DELLA GRAVIDANZA

L. 26.8.1950 n. 860 “Tutela fisica ed economica delle


lavoratrici madri”

L. 30.12.1971 n. 1204 “Tutela delle lavoratrici madri”


D.P.R. 1026/76 “Regolamento di esecuzione della L.
30.12.71 n. 1204 sulla tutela delle lavoratrici madri
(Tabella 7)

L. 903/77 “Parita’ di trattamento fra uomini e donne


in materia di lavoro”
L. 29.12.1987 n. 546 che prevede la corresponsione
di un’indennita’ economica in favore delle lavoratrici
autonome per i periodi della gravidanza e del
puerperio

L. 11.12.1990 n. 379 che attribuisce l’indennita’ di


maternita’ alle lavoratrici libere professioniste

D. Lgs. 645/96 sulla “Tutela delle lavoratrici madri”


come recepimento della Direttiva Comunitaria
(Tabella IV)
La legge 1204 del 1971 e’ la norma specifica piu’
importante in quanto fissa dei principi generali:

-le lavoratrici non possono essere licenziate dall’inizio della


gestazione fino a tre mesi dopo il parto, ne’ fino al
compimento di un anno di eta’ del bambino

-e’ vietato adibire al trasporto ed al sollevamento di pesi,


ed a lavori pericolosi, faticosi ed insalubri le lavoratrici
durante la gestazione e fino a 7 mesi dopo il parto

-le lavoratrici saranno spostate ad altre mansioni durante la


gestazione e fino a 7 mesi dopo il parto nei casi in cui
l’Ispettorato del Lavoro accerti che le condizioni di lavoro o
ambientali sono pregiudizievoli alla salute della donna
(Tabella 7)
La L. 1024/71 afferma inoltre che:

-e’ vietato adibire al lavoro le donne durante i 2 mesi


precedenti la data presunta del parto e durante i 3 mesi
dopo il parto
L’astensione obbligatoria e’ anticipata a 3 mesi dalla data
presunta del parto in caso di lavori pregiudizievoli o gravosi

-il periodo di astensione dal lavoro puo’ essere esteso in


questi casi:
- gravi complicanze della gestazione
- condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli alla salute
della donna e del bambino
- impossibilita’ di spostare la lavoratrice ad altre mansioni
TABELLA 7- LAVORI PERICOLOSI, FATICOSI ED
INSALUBRI (D.P.R. 1026/76)

-lavori per cui vige l’obbligo di visite mediche preventive


e periodiche
-lavori faticosi (sollevamento o trasporto pesi)
-lavori che obbligano a stare in piedi per piu’ della meta’
dell’orario di lavoro
-lavori con rischio di cadute (es. uso di scale)
-lavori che espongano a sostanze tossiche, infettanti, ed
a radiazioni ionizzanti
-lavori che espongano ad intense vibrazioni
-lavori svolti durante la notte
-lavori di assistenza e cura degli infermi nei sanatori e nei
reparti di malattie infettive, nervose e mentali
NORME SULLA TUTELA DELLA GRAVIDANZA

Recentemente la 626 ed il recepimento di una Direttiva


Comunitaria hanno apportato importanti novita’:

-Il datore di lavoro deve considerare anche i rischi per la


sicurezza e la salute delle lavoratrici gestanti, puerpere o in
periodi di allattamento
-L’obbligo di informazione comprende anche i rischi
considerati al punto precedente
-Il datore di lavoro, nel caso di lavoratrici gestanti, puerpere
o in allattamento, deve adottare le misure necessarie
affinche’ l’esposizione al rischio sia evitata, modificando
temporaneamente le condizioni di lavoro o l’orario di lavoro
quando questo non e’ posssibile, scatta l’astensione
anticipata dal lavoro
-Le lavoratrici gestanti hanno diritto ai permessi retribuiti
per l’effettuazione di esami od altri accertamenti prenatali
TABELLA IV – RISCHI PROFESSIONALI CHE
RICHIEDONO MASSIMA INFORMAZIONE E MAGGIORE
PROTEZIONE PER LA LAVORATRICE IN GRAVIDANZA
1. Variazioni meccaniche
2. Movimentazione manuale dei carichi
3. Rumore patologico
4. Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti
5. Sollecitazioni termiche
6. Particolari posizioni di lavoro
7. Fatica mentale e fisica
8. Agenti biologici
9. Agenti chimici come le sostanze etichettate R40, R45,
R46, R47, ai sensi della Direttiva sulle etichettature
10. Mercurio e derivati
11. Ossido di carbonio
12. Farmaci antiblastici
13. Agenti chimici pericolosi per assorbimento cutaneo
quali i solventi o per via inalatoria
TABELLA IX. Alcune sostanze chimiche a cui, salvo diversa
valutazione dei rischi, e’ da evitare l’esposizione della
lavoratrice gravida

Farmaci antiblastici o medicamenti antimitotici o a base


di mercurio e dei suoi sali (preparazione, somministrazione,
smaltimento)
Anestetici volatili
Formaldeide
Ossido di etilene
Sostanze quali R40-R45-R46-R47-R49-R61-R62-R63-R64 CE
o come cancerogene/teratogene/mutagene o sospette tali,
secondo CCTN/IARCo altri organismi internazionali,
prodotti chimici assorbiti per viatranscutanea (solventi: es.
xilene, toluene in An. Patologia o in Unita’ Chimica)
RISCHIO R

R40 Possibilita’ di effetti irreversibili


R45 Puo’ provocare il cancro
R46 Puo’ provocare alterazioni genetiche ed ereditarie
R47 Puo’ provocare malformazioni genetiche
R49 Puo’ provocare il cancro per inalazione
R61 Puo’ danneggiare i bambini non ancora nati
R62 Possibile rischio di ridotta fertilita’
R63 Possibile rischio di danni ai bambini non ancora nati
R64 Possibile rischio per i bambini allattati al seno
CHE FARE

La lavoratrice gravida deve presentare al proprio datore di


lavoro un certificato attestante la gravidanza, per consentire
al datore di lavoro di mettere in atto le misure specifiche per
la tutela della sua gravidanza ed acquisire il diritto a
beneficiare delle agevolazioni previste.

Nel documento di valutazione dei rischi, che ogni azienda


ha l’obbligo di redigere in base all’art.4 del D.L. 626/94,
dovranno risultare anche le lavorazioni vietate alle
lavoratrici madri, nel caso di attivita’ rientranti tra quelle
“pericolose, faticose ed insalubri”, la lavoratrice deve
essere sottoposta a visita di idoneita’ dal medico
competente che ne predispone, ove necessario, il
cambiamento di mansione. Se questo non e’ possibile, va
attivata la procedura di astensione anticipata dal lavoro.
GRAVIDANZA A RISCHIO

La lavoratrice con gravidanza a rischio per


complicanze o patologie preesistenti consulta lo
specialista ginecologo che compila il certificato di
gravidanza a rischio

Cio’ consente alla lavoratrice di usufruire di periodi


di astensione anticipata dal lavoro