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Elementi di combustione

Ing. Giuliano Deledda


2 marzo 2010

Sommario
In queste brevi note sono forniti alcuni elementi relativi alla combustione. Trattandosi
di un argomento molto complesso si tratta veramente di brevi cenni che hanno lo scopo
di mettere in luce alcuni aspetti che ritengo interessanti, a partire dalla termochimica per
arrivare all’impatto ambientale.
Considero importante conoscere almeno le linee generali di tale argomento nel conte-
sto più generale dello studio dei propulsori aeronautici lasciando poi libero il lettore di
approfondire spontaneamente le parti che riterrà più interessanti.

Indice
1 Generalità 1

2 Definizioni 2

3 Equazioni di conservazione 2

4 Aria teorica di combustione 3

5 Potere calorifico 4

1 Generalità
Con il termine combustibile si intende ogni sostanza che, reagendo con l’ossigeno, da luogo
a una reazione chimica con sviluppo di calore oltre che di altre forme di energia (ad esempio
energia elettromagnetica sotto forma di luce).
Lo studio della combustione risulta particolarmente importante nel contesto dell’analisi delle
macchine termiche in quanto grazie ad essa gli si fornisce energia che può essere convertita in
lavoro.
La benzina o il gasolio sono combustibili comuni, impiegati nelle applicazioni terrestri e non
noti alla maggior parte delle persone. Se bruciamo del gasolio in una camera di combustione
possiamo sfruttare il calore corrispondente per produrre movimento come accade nei motori
di cui sono equipaggiati le automobili o gli aerei, oppure scaldare dell’acqua per riscaldare un
appartamento durante il periodo invernale. Questo dipende da come intendiamo sfruttare il
calore generato; quello che è certo è che bruciando un chilogrammo di gasolio si ottengono
circa 40000000 J.
Quello che ci interessa è proprio determinare con precisione questa quantità di calore e ana-
lizzare il meccanismo attraverso il quale viene generato; per fare ciò nel proseguo saranno
richiamati alcuni concetti base di Chimica.

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2 Definizioni
Gli elementi o sostanze elementari non sono scindibili da punto di vista chimico in sostanze più
semplici; essi sono costituiti da atomi, che a loro volta hanno una struttura discreta costituita
da un certo numero di Protoni, Elettroni e Neutroni.
Ciascun elemento è caratterizzato da un certo numero di protoni (numero atomico ); alcuni
elementi si presentano con uno stesso numero di protoni ma diverso numero di neutroni: in
questo caso si parla di isotopi.
Risulta comodo riferire le masse dei singoli atomi alla massa di un elemento di riferimento: il
C 12 . In particolare l’ unità di massa atomica è uguale alla dodicesima parte della massa del
C 12 , ed è chiamata dalton. Ovviamente la massa del Carbonio è pari a 12 u.

Seguono alcune definizioni importanti:


• Una molecola di un elemento chimico è costituita da uno o più atomi di un solo elemento
(ad esempio H2 , O2 , C);
• Una molecola di un composto chimico è costituita da uno o più atomi di più elementi
chimici (tipo H2 O)
• Una Sostanza può essere costituita da elementi chimici (tipo H2 , C, O2 . . . ) o da
composti chimici (tipo H2 O, CO, . . . ) o da un miscuglio di essi;
• Una mole di materia contiene un numero di molecole (elementi o composti) pari a
quello contenuto in 12g dell’isotopo C 12 , ossia un numero di Avogrado (NA ) di molecole
(6, 022∆1023 molecole).
• Il peso molecolare (kg/mole) è la massa di una mole di materia;
• La Concentrazione è il numero di moli per unità di volume.
• Un’equazione chimica può essere scritta nella forma
R
X P
X
n r Ar = n p Ap
r=1 p=R+1

La precedente afferma che il numero di atomi di ogni elemento messi nella reazione come
reagenti deve essere uguale al numero di atomi di ogni elemento che si ottiene come
prodotto di reazione. Ovviamente la precedente non ci dice se la reazione possa o meno
avvenire.

3 Equazioni di conservazione
Siamo interessati alle miscele gassose reagenti; sappiamo che la densità è data dall’equazione
di stato dei gas perfetti
nR0 T nR0 T nR0 T
pV = nR0 T → V = → vM = →v=
p p Mp
Mp
ρ=
nR0 T
pM
ρ= (1)
R0 T
Questa varia ampiamente in funzione dei cambiamenti di temperatura e composizione, le quali
influenzano la massa molecolare M.
Introduciamo a questo punto due importanti parametri: la frazione molare Xi e la frazione
in massa Yi .

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Si consideri una certa miscela composta da N specie chimiche la cui massa molare sia M,
allora si ha:
XN
M= Xi Mi (2)
i=1

Per capirne il significato consideriamo una miscela di gas che conosciamo bene:l’aria. La sua
composizione è la seguente:

Elemento Massa Molecolare % in volume


O2 32 20,99
N2 28 78,03
CO2 44 0,03
Altri gas 40 0,95

Tabella 1: Composizione dell’atmosfera

Per semplicità possiamo dire che in volume la composizione è data dal 79% di azoto e dal
21% di ossigeno. Allora si hanno i seguenti valori di frazione molare:
21
XO2 = = 0, 21
21 + 79
79
XN2 = 0, 79
21 + 79

Si calcola facilmente la massa molare dell’aria 0, 213̇2 + 0, 79 · 28 = 28, 84kg/kmol.


Per quanto riguarda la massa molare dei composti chimici si calcola a partire dalla massa
atomica dei suoi costituenti. Consideriamo il C10 H22 (n-decano), si ha:

MC10 H22 = 10 · MC + 22 · MH = 10 · 12 + 22 · 1 = 142kg/kmol

Vediamo ora l’impiego del concetto di frazione molare nel contesto di una reazione chimica.
31 79 31 79
C10 H22 + (O2 + N2 ) → 10CO2 + 11H2 O + · N2
2 21 2 21

C10 H22 + 15, 5(O2 + 3, 76N2 ) → 10CO2 + 11H2 O + 58, 28N2


Questa ci dice che per bruciare completamente una molecola di n-decano occorrono 15,5
molecole di ossigeno: 10 servono per ossidare il carbonio e 5,5 per ossidare l’ossigeno. L’azoto
non partecipa alla reazione.
La frazione molare del combustibile vale:
1
XC10 H22 = = 0, 0134
1 + 15, 5 + 58, 28
Non è difficile calcolare la sua frazione in massa:
142
YC10 H22 = = 0, 0625
142 + 496 + 1632, 6

4 Aria teorica di combustione


I combustibili contengono carbonio, idrogeno, piccole quantità di zolfo, sostanze incombustibili,
vapore acqueo e inerti. L’ossigeno necessario per la combustione è fornito dall’aria che è una
miscela di ossigeno, azoto e altri gas inerti secondo una definita proporzione; in particolare, con

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riferimento alle proporzioni in volume, si ha; 21% di ossigeno e 79% di azoto. I combustibili
più usati nei motori endotermici sono gli idrocarburi, composti del carbonio e dell’idrogeno.
Gli idrocarburi si differenziano gli uni dagli altri per la disposizione degli atomi nelle molecole;
tale struttura ne definisce la famiglia. La serie caratterizzata dalla formula chimica Cn H2n+2
è detta serie paraffinica; un esempio di questo tipo di idrocarburi è il metano la cui formula
chimica è CH4 .
Una reazione di combustione risulta completa se il combustibile ha ossigeno a sufficienza per
ossidarsi completamente. In questo caso tutto il carbonio si trasforma in CO2 e tutto l’idrogeno
in acqua. L’ossigeno è fornito dall’aria atmosferica che lo contiene nelle proporzioni dette; si
consideri che se la temperatura non è molto elevata l’azoto si comporta come un gas inerte e
non partecipa alla reazione.
Con riferimento al metano si ha:

CH4 + 2(O2 + 3, 76N2 ) → CO2 + 2H2 O + 2 · 3, 76N2

Indichiamo con α il rapporto di miscela, intendendo con tale dicitura il rapporto tra la
massa d’aria e quella del combustibile. In questo casi si ha:
ma 2 · 32 + 2 · 3, 76 · 28
α= = = 17, 16
mf 1 · 16
Questo significa che per avere combustione completa occorrono 17 parti in massa d’aria e
1 di metano.
Questo rapporto di miscela è detto stechiometrico αstec ed è caratteristico di ogni combustibile;
molte benzine hanno un valore αstec ≈ 15.

5 Potere calorifico
Il potere calorifico è la quantità di calore ricavabile dalla combustione completa di 1 kg (o 1
m3 ) di sostanza combustibile in determinate condizioni. Trattandosi di un’energia specifica si
J
misura in kg per le sostanze solide o liquide, e in mJ3 in condizioni normali per quelle gassose.
Si definiscono inoltre il potere calorifico superiore ed inferiore. Il primo è da considerarsi un
valore lordo, nel senso che a seguito delle elevate temperature conseguenti alla reazione l’acqua
prodotta evapora e questo sperpera una parte dell’energia generata.
Per la valutazione del potere calorifico superiore si parte dalla considerazione che il combustibile
formato essenzialmente da carbonio e idrogeno genera calore consumando questi elementi che
andranno a produrre anidride carbonica ed acqua. Sapendo che il consumo di 1 kg di carbonio
produce 33000 kJ e quello di 1kg di idrogeno 143000 kJ è facile calcolare tale parametro. Si
tenga poi in conto che per far evaporare 1 kg di acqua occorrono circa 2500 kJ.
Dalla composizione chimica del combustibile si possono determinare le quantità di carbonio e
idrogeno consumati, mentre dalla reazione chimica si determina la massa d’acqua prodotta è
quindi il calore di evaporazione.

Esercizio 5.1
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