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GEOTECNICA A 16 febbraio 2005

COGNOME.........................................................NOME.................................. ................................. N. MATRICOLA..………..........

ESERCIZIO 1
Si deve eseguire una prova di permeabilità a carico costante su un terreno
mediamente permeabile. Lo schema dell'apparecchiatura è riportato in H
figura.
Durante la prova si utilizzeranno due pietre porose di spessore Lp, peso D
dell’unità di volume γp e permeabilità kp, confrontabile con il valore di Lp γ p; k p
C
permeabilità del terreno kt. Le perdite di carico idraulico nelle pietre porose
non sono quindi trascurabili.
Il terreno ha un’altezza Lt e un peso dell’unità di volume γt. z
La prova verrà eseguita applicando una differenza di carico idraulico H e
misurando la portata uscente Q. Lt
γt; kt
Nell'ipotesi che le perdite di carico nel tubo siano trascurabili e assumendo
le seguenti relazioni: ξ
Lt=a Lp [cm]; kp=b kt [cm/s]; γp=c γt; B
Lp γp; kp
γw (peso di volume dell'acqua)=d γt [N/cm3]; A
si determini:
1) l'espressione della portata uscente q per unità di area in funzione
della permeabilità del terreno kt e del carico idraulico H;
2) il valore del rapporto kt*/kt, in cui kt*=(qLt)/H rappresenta il valore
di permeabilità del terreno che si otterrebbe se non si tenesse conto
delle perdite di carico nelle pietre porose.
Si dica anche quando questo errore diventa trascurabile (ovvero il
rapporto tende ad essere unitario).
Assumendo poi:
Lp=1/2 cm; a=8; b=2; c=2 d=1/2;
3) si rappresenti qualitativamente gli andamenti dello sforzo verticale totale e della pressione interstiziale;
e si determini:
4) il valore dello sforzo verticale efficace alla generica coordinata z (0 ≤ z ≤ aLp), in funzione del carico
idraulico H;
5) il valore di carico idraulico H per cui almeno in un punto si ha l'annullamento dello sforzo efficace
verticale (quick condition).

ESERCIZIO 2
Si esegua la verifica a carico limite, a lungo termine, della fondazione nastriforme riportata in figura.
La forza verticale N vale 500 kN/m, la forza orizzontale T vale 30 kN/m.
TERRENO:
Si assuma un coefficiente di sicurezza, espresso in termini di pressione netta, η =3. 3
γ= 20 kN/m
c’= 0 kPa
Φ’=35°
N Nc=46,12
Nq=33,30
T Nγ=48,03

cls:
γ= 25 kN/m3

ACQUA:
γ= 10 kN/m3
I coefficienti correttivi per un terreno incoerente dovuti all’inclinazione del carico valgono:

ξq=(1-tgδ)m; ξγ=(1-tgδ)m+1; m=(2+B/L)/(1+B/L); tgδ=F’h/F’v


SOLUZIONE ESERCIZIO 1 (Lucia Simeoni)

Definiti hp e ht le perdite di carico idraulico rispettivamente in una delle pietre porose e nel terreno, per l'equazione di
continuità si ha:
hp ht
q = kp ⋅ = kt ⋅
Lp Lt
da cui si ricava:
kt L p
hp = ht
k p Lt

La perdita di carico totale H è data da:

kt L p  k Lp 
H = 2h p + ht = 2 ⋅ ht + ht =  2 ⋅ t + 1ht
k p Lt  k L 
 p t 
da cui si ricava:
H
ht =
 
kt L p
2⋅ + 1
 k L 
 p t 
L'espressione della portata diventa quindi:
ht H H H bk t H
1) q = kt ⋅ = kt = = =
Lt  k Lp  Lt Lp aL p Lp L p (2 + ab) )
Lt  2 ⋅ t + 1 +2 +2
 k L  kt kp kt bk t
 p t 
Nella soprastante espressione per la portata q la formula della permeabilità equivalente keq:

k eq =
∑ i
Li
=
2 L p + Lt
=
(2 + a) L p
Li L p Lt L p aLt
∑ i
ki
2 +
k p kt
2
bk t
+
kt

che ci permette di esprimere la portata q anche come:


H
q = k eq ⋅
∑i Li
Dall'espressione della portata q del punto 1) si può ricavare il valore della permeabilità del terreno kt:
qp (2 + ab)
kt =
bH
A questo punto è possibile calcolare l'entità dell'errore espresso dal rapporto kt*/kt:
k *t qap bH ab
2) = =
kt H qL p (2 + ab) (2 + ab)

Come si vede l'errore è funzione sia del rapporto b tra le permeabilità che del rapporto a tra gli spessori. Esso diventa
trascurabile (ovvero prossimo ad 1) quando b od a sono molto grandi, ovvero quando la permeabilità delle pietre porose è
molto maggiore della permeabilità del terreno o quando lo spessore del terreno è molto maggiore dello spessore delle
pietre porose.

L'espressione dello sforzo verticale totale è:


σ v = γ p L p + γ t z = cγ t p + γ t z = γ t (1 + z ) [ N / cm 2 ]
in cui si è tenuto conto delle uguaglianze: c=2 e Lp=1/2 cm.
Per valutare l'espressione della pressione interstiziale si determina prima quella del carico idraulico nel tratto compreso tra
i punti B e C:
ht h h h
hξ = hB − (ξ − p ) = h A − h p − t (ξ − p ) = ( 2 p + ap + H ) − t − t (ξ − p )
ap ap ab ap
H bH
= (2 p + ap + H ) − − (ξ − p ) [cm]
2 + ab p (2 + ab)
Tenendo conto dell'uguaglianza
ξ = L p (a + 1) − z [cm]

e sostituendo i valori p=1/2; a=8; b=2, si ottiene:


H
hz = 5 + (1 + 4 z ) [cm]
18
L'espressione della pressione interstiziale si ottiene dall'uguaglianza:
u = γ w (hz − ξ ) = γ w (hz − p (a + 1) + z ) [ N / cm 2 ]
con
1
γ w = dγ t = γ t [ N / cm 3 ]
2
Dopo aver eseguito le sostituzioni e gli opportuni calcoli, si ottiene:
1 H H 1 
u =γt + + z + z  [ N / cm 2 ]
 4 36 9 2 
3) gli andamenti qualitativi dello sforzo verticale totale e della pressione interstiziale sono:

D
C

σv

B
A
u idrostatico u con H≠0

Lo sforzo efficace nel terreno è dato da:


1 H H 1  3 H  1 H 
4) σ v' = σ v − u = γ t (1 + z ) − γ t  + + z + z  = γ t  −  + zγ t  −  [ N / cm 2 ]
 4 36 9 2   4 36  2 9 
Dalla figura del punto 3) si osserva che, all'aumentare del carico idraulico H, il primo punto a raggiungere la condizione
di sforzo verticale efficace nullo è il punto B (z=4 cm) per un valore del carico idraulico H tale che:
3 H  1 H 
σ v' = γ t  −  + 4γ t  −  = 0 [ N / cm 2 ]
 4 36  2 9 
e quindi pari a:
99
5) H= = 5,8 cm
17
SOLUZIONE ESERCIZIO 2 (Lucia Simeoni)

Innanzitutto dobbiamo calcolare i valori delle forze efficaci che agiscono sul piano di
fondazione.
Il peso proprio della fondazione W vale:
W = 25 ⋅ (2,5 ⋅ 0,5 + 0,5 ⋅ 0,5) = 37,5 kN/m
N
La risultante U della pressione interstiziale vale:
U = 10 ⋅ 0,5 ⋅ 2,5 = 12,5 kN/m
La forza V’ verticale efficace, che agisce sul piano di fondazione, vale: M

V' = N + W - U = 500 + 37,5 - 12,5 = 525 kN/m W


T
La presenza della forza orizzontale T produce un momento M alla base della
fondazione e, quindi, un’eccentricità e e rende il carico inclinato di δ rispetto alla U
verticale.
Il momento M vale:
M = T ⋅ (0,5 + 0,5) = 30 ⋅ 1 = 30 kN/m
L’eccentricità e vale:
M 30
e= = = 0,06 m
V' 525
L’inclinazione del carico, espressa con la tgδ, vale:
T 30
tgδ = = = 0,06
V' 525
A questo punto possiamo calcolare il valore corretto della base B’ per tener conto dell’eccentricità ed i valori dei
coefficienti correttivi ξγ e ξq:
B' = (B − 2e) = 2,38 m
Essendo la fondazione nastriforme, l’esponente m che compare nei coefficienti correttivi vale 2. I coefficienti correttivi
diventano:
ξγ = (1 − tgδ ) 3 = (1 − 0,06) 3 = 0,83 e ξq = (1 − tgδ ) 2 = (1 − 0,06) 2 = 0,88
Il valore della pressione limite q’lim è quindi dato da:
1 1
q 'lim = B' γ' Nγ ξγ + q' Nq ξq = ⋅ 2,38 ⋅ 10 ⋅ 48,03 ⋅ 0,83 + 5 ⋅ 33,30 ⋅ 0,88 = 620,91 kPa/m
2 2
in cui, dal momento che il piano di fondazione si colloca sotto la falda, γ’ e q’ sono stati calcolati come:
γ' = γ - γ w = 20 - 10 = 10 kN/m 3 q' = (γ - γ w ) ⋅ 0,5 = 10 ⋅ 0,5 = 5 kPa/m
Il valore della pressione ammissibile q’amm è dato da:
(q 'lim - q' ) (620,91 - 5)
q 'amm = + q' = + 5 = 210,30 kPa/m
η 3
e il carico ammissibile Q’amm è dato da:
Q 'amm = q 'amm ⋅ B ' = 210,30 ⋅ 2,38 = 500,52 kN/m < V' La fondazione non è verificata al carico limite
MECCANICA DELLE TERRE E DELLE ROCCE 16 febbraio 2005
COGNOME.........................................................NOME.................................. ................................. N. MATRICOLA..………..........

ESERCIZIO 1

Un campione viene posto in cella triassiale e quindi consolidato isotropicamente ad una pressione efficace di cella
σ’3=100 kPa. In tali condizioni, il campione risulta sovraconsolidato. Successivamente, mantenendo costante sia la
pressione di cella σ3 sia la pressione dell’acqua interstiziale (condizioni drenate), viene incrementato lo spostamento
assiale fino al raggiungimento della condizione ultima. Lo snervamento (passaggio da un comportamento elastico ad uno
elasto-plastico) si verifica in corrispondenza dello sforzo deviatorico q=75 kPa.
Utilizzando il modello Cam Clay modificato si determini:

1) la resistenza ultima;
2) l’indice dei vuoti al termine della fase di consolidazione isotropa;
3) la deformazione volumetrica elastica e plastica accumulata durante la fase di incremento dello sforzo deviatorico.

Per i parametri del modello si assuma λ = 0.26, κ = 0.05, N = 3.913, Γ = 3.767, M=1 (i valori di N e di Γ sono riferiti a
p’ = 1 kPa).

ESERCIZIO 2

Con riferimento alle condizioni non drenate, determinare il carico limite q della fondazione indicata in figura utilizzando
il teorema statico e cinematico dell’analisi limite.

1m

γ =20 kN/m3
γw=10 kN/m 3 2m cu=40 kPa
SOLUZIONE ESERCIZIO 1 (Lucia Simeoni)

Lo stato tensionale del campione al termine della consolidazione isotropa è definito da:
σ 1 = σ 1' = σ 3 = σ 3' = 100 kPa
da cui si ricavano:
σ 1' + 2σ 3'
p0 = p0' = = σ 1' = 100 kPa
3
q0 = q0' = σ 1' − σ 3' = 0 kPa
Si sa che in questa condizione il provino risulta sovraconsolidato. Perciò esso deve trovarsi: nel piano p'-q' all'interno della
curva di plasticizzazione e nel piano v-p' su una curva di scarico-ricarico, come riportato nelle figure.

.q'U U

.q'0
P

0
.p'0 .p'P .p'U .p'C1 .p'C2

0 P
U'

P' U

Successivamente si incrementa lo sforzo deviatorico q', mantenendo costanti sia la pressione di cella che la pressione
interstiziale. La prima condizione ci dice che l'incremento dello sforzo σ3 è nullo, la seconda condizione ci dice che gli
incrementi di sforzo totale ed efficace coincidono:
∆σ 3 = ∆σ 3' = 0
∆σ 1 = ∆σ 1' ≠ 0
La pendenza dei percorsi di carico totale, TSP, ed efficace, ESP, è data da:

∆σ 1'
∆q = ∆σ
' '
1 e ∆p = '

3
∆q '
=3
∆p '
L'equazione dell'ESP è:
q ' = 3( p ' − p0' )
Il campione raggiunge la superficie di plasticizzazione nel punto P, in cui q'P=75 kPa. Nota la pendenza del percorso di
carico ESP, si può calcolare il valore dello sforzo isotropo p' in P:

∆q ' 75
p = p + ∆p = p +
'
P
'
0 = 100 +
' '
0 = 125 kPa
3 3
Il punto P appartiene alla superficie di plasticizzazione che, per il modello Cam-Clay modificato, è descritta
dall'equazione:
2 2
q P' + M 2 p P' = Mp P' pC' 1
Da questa equazione si può ricavare il valore dello sforzo isotropo p'C1:
2 2
q ' + M 2 p P'
p '
C1 = P = 170 kPa
Mp P'
Il volume specifico vk1 della curva di scarico-ricarico di questa curva di plasticizzazione vale:
vk 1 = N − (λ − k ) ln pC' 1 = 2,834
Ora siamo in grado di determinare il valore del volume specifico del campione al termine della consolidazione isotropa,
v0, e al raggiungimento della superficie di plasticizzazione nel punto P, vP:
v0 = vk1 − k ln p0' = 2,604
v P = vk1 − k ln p P' = 2,593
Noto il volume specifico è semplice calcolare l'indice dei vuoti iniziale e0:
2) e0 = v0 − 1 = 1,604

Nel punto P la componente di deformazione volumetrica plastica è positiva. Un incremento dello sforzo deviatorico
provoca pertanto una espansione della superficie di plasticizzazione e, quindi, una riduzione del volume specifico.
Proseguendo nell'incremento dello spostamento assiale, si segue il percorso di carico efficace ESP fino al raggiungimento
della condizione ultima nel punto U. Tale punto deve trovarsi nel piano p'-q' sulla retta di stato critico CSL. Il punto U è
quindi definito dall'intersezione tra CSL e ESP:
q ' = 3( p ' − p0' )

 q = Mp
' '

da cui si ottengono i valori degli sforzi nella condizione ultima:


 qU' = 150 kPa
1) 
 pU = 150 kPa
'

Anche nel piano v-p', il punto U deve trovarsi sulla curva di stato critico. Il volume specifico del campione in U quindi è:
vU = Γ − λ ln pU' = 2,464
Il punto U appartiene alla superficie di plasticizzazione passante per lo sforzo isotropo p'C2:
2 2
q ' + M 2 pU'
p '
C2 = U = 300 kPa
MpU'
Il volume specifico vk2 della curva di scarico-ricarico di questa curva di plasticizzazione vale:
vk 2 = N − (λ − k ) ln pC' 2 = 2,715
Per determinare le deformazioni volumetriche elastica e plastica dobbiamo conosce i volumi specifici del campione nei
punti U' o P'. Essi sono:
v P ' = vk 2 − k ln p P' = 2,474
vU ' = vk 1 − k ln pU' = 2,583
La deformazione volumetrica elastica è data da:

vU ' − v0  v − v P ' v P − v0 
ε ve = − = − U +  = 0,008 = 0,8%
v0  v0 v0 
v −v v −v
ε vp = − U U ' = − P ' P = 0,046 = 4,6%
v0 v0
SOLUZIONE ESERCIZIO 2 (Lucia Simeoni)

1. TEOREMA STATICO
Ricerchiamo una distribuzione degli sforzi totali che sia equilibrata con le forze esterne e che non violi in alcun punto il
criterio di rottura.
Definita la coordinata z, le equazioni indefinite di
equilibrio in termini di sforzi totali sono: 1m

 δσ x
 δx = 0 ⇒ σ x = f ( z ) q
 δσ
 z = γ ⇒ σ z = γ ⋅ z + f ( x)
 δz
Le condizioni al contorno sono: z
2m
x
x = 0 : σ x = γ w ⋅ z

 z = 0: σz = q
Da cui si ottiene:
σ x = γ w ⋅ z

σ z = γ ⋅ z + q
Affinchè non sia violata la condizione di rottura deve τ
essere soddisfatta la seguente relazione:
σ z − σ x = γ ⋅ z + q − γ w ⋅ z ≤ 2 ⋅ cu
Da cui si ottiene:
q ≤ 2 ⋅ cu − (γ − γ w ) ⋅ z cu
Il valore di q è quindi funzione della profondità z ed
assume il valore minimo per z=2 m:
σx σz σ
qs = 2 ⋅ 40 − (20 − 10) ⋅ 2 = 60 kPa

2. TEOREMA CINEMATICO
Scegliamo un cinematismo compatibile, secondo il quale 1m
il concio di terreno rappresentato nella figura a lato si
sposta di δ su una retta inclinata di π/4.
q
Il lavoro esterno è dato da:
Le = q ⋅ 1 ⋅ δ v + W ⋅ δ v − S w ⋅ δ h 1m δ
In cui W è il peso del concio, Sw la spinta dell'acqua sulla
parete verticale, δv e δh le componenti verticale ed Sw
W
orizzontale dello spostamento δ.
1 1
W = γH 2 = 20 ⋅ 12 = 10 kN / m
2 2
1 1
S w = γ w H 2 10 ⋅ 12 = 5 kN / m
2 2
2 δh
δv = δh = δ
2
Il lavoro esterno vale: δ
δv
2 2 2
Le = q ⋅ δ + 10 ⋅ δ −5 δ
2 2 2
Il lavoro interno è dato da:
Li = cu Lδ = 40 ⋅ 2 ⋅ 1δ
Uguagliano lavoro interno e lavoro esterno si ottiene:
Le = Li
2 2 2
q⋅ δ + 10 ⋅ δ − 5 δ = 40 ⋅ 2 ⋅ 1δ
2 2 2
qc = 75 kPa

Il reale carico di collasso sarà compreso tra l'estremo inferiore ottenuto con il teorema statico e l'estremo superiore
ottenuto con il teorema cinematico. Per ottenere il suo reale si possono inserire discontinuità statiche nella soluzione del
teorema statico e differenti cinematismi nella soluzione del teorema cinematico:
q s ≤ q ≤ qc