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Broken Link Building: come ottenere un backlink di

qualità
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18 maggio 2017

Strategia di Link building non convenzionale per risultati


a medio-lungo termine
Nella SEO, e nel web marketing in generale, cosa c’è di più discusso, controverso ed
essenziale della link building? Un buon backlink può trasformarsi in oro puro nelle tue
mani, e regalare un boost significativo alla tua strategia di posizionamento sui motori di
ricerca.

A questo punto sorge una domanda, spontanea: come si riconosce un buon backlink?
Ecco alcune caratteristiche che non devono mancare mai:

Deve essere attinente. È abbastanza inutile guadagnare dei backlink da siti con
temi differenti dal tuo, anzitutto per la difficoltà oggettiva ad ottenerlo, in secondo
luogo per l’assenza di valore che il link donerebbe al lettore. Per motivi simili sarebbe
inoltre opportuno (ma non necessario) che la pagina linkante e quella linkata
avessero il testo nella stessa lingua.
Deve provenire da una fonte autorevole. Google ha derubricato il PageRank,
questo non significa che un link proveniente da Repubblica.it o Wikipedia ora
possiede lo stesso valore di un link proveniente da un sito di pirati.
Deve donare trust. I link nofollow non valgono niente? No, non è proprio così. I link
follow incidono decisamente sul ranking della pagina linkata? Sì, decisamente sì.
Deve essere posizionato nelle zone “calde” della pagina. Più è visibile un
backlink, più è probabile che l’utente ci clicchi, più ha un "peso"
nella considerazione di Google.

Broken link building: da link rotti a opportunità per la tua strategia SEO
Non è facile, vero? No, proprio per niente.

I link che ottieni commentando nei blog, o anche firmando il sito di qualche cliente, “fanno
numero” ma presi singolarmente non spostano il ranking in maniera sensibile. Ci sono poi
delle nicchie piuttosto particolari in cui sei impossibilitato a seguire queste strategie “low
cost”, e devi far lavorare il cervello incessantemente per trovare le opportunità più valide.

In questo post ti voglio descrivere una delle strategie di link building più raffinate e non
convenzionali, indubbiamente onerosa e difficile, ma in grado di garantire risultati
lusinghieri sul medio-lungo termine. Si tratta della Broken Link Building, una tecnica che
permette di sfruttare un fenomeno fisiologico del Web (i broken link, appunto), per ottenere
dei backlink di elevata qualità.
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Come fare Link building con i link rotti
La broken link building si suddivide in 3 diverse fasi:

1. Fase di ricerca
Se stai cercando di posizionare una pagina o un sito web, avrai anche delle keyword
target di riferimento. Le stesse parole chiave sono la traccia da seguire in questa ardua
missione per guadagnare backlink, e rappresentano le leve per restare nel seminato
dell’attinenza tematica.

A questo punto uno dovrebbe mettersi a effettuare ricerche su Google con le varie
keyword e spulciarsi poi tutti i risultati. Un lavoro immane, per fortuna che qualcuno ha
pensato alla disperata solitudine dei SEO realizzando dei tool che automatizzano tutto
questo processo. Il loro nome è SERP Scraper e qui ve ne consiglio un paio
gratuiti: Simple Scraper Tool (lo puoi scaricare qui), e il SEO Spider di Screaming Frog.

Al SERP Scraper di turno dovrai fornire una lista di keyword e il numero di risultati per
SERP di cui desideri lo spool. Ti consiglio di non esagerare con le ricerche, nasconditi
dietro un proxy o comunque configura un delay di 30-60 secondi tra una ricerca e l’altra,
altrimenti rischi di farti mettere l’IP in blacklist, temporanea o meno, e di compromettere il
tuo lavoro.

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Una volta terminato il ciclo di ricerche, il SERP Scraper ti restituirà la lista di risultati su un
file .csv contenente le URL, la parola chiave e la posizione in SERP, e sarai pronto alla
fase successiva: quella di analisi.

2. Fase di analisi
L’analisi è laboriosa e, lo dico chiaramente, non sempre ti restituirà dei link prospect. In
sintesi, dovrai passare al vaglio i risultati restituiti dal SERP Scraper e trovare all’interno di
essi dei link rotti, ovvero dei riferimenti a pagine non più esistenti, quelle che se provi a
navigare il browser ti risponde con un codice d’errore HTTP 404 (“not found”). Si tratta di
un fenomeno che può accadere, d’altronde una risorsa può cessare di essere disponibile
per svariati motivi, e non tutti hanno la prontezza di correggere i propri link, soprattutto se
nessuno glieli segnala!

Per smazzarti questa fase ti suggerisco un paio di tool gratuiti: Broken Link Checker,
un'estensione Chrome che effettua il parsing della pagina che stai navigando al
momento evidenziando i link rotti, oppure DeadLinkChecker, più adatto alle verifiche
massive. Per ovvi motivi, preferisco utilizzare il secondo, che riesce a farmi risparmiare un
po' di tempo.
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Durante questo processo troverai sicuramente dei link rotti, ma saranno quasi sempre di
scarso valore: account o domini scaduti, link ad articoli su temi non più di attualità,
addirittura obsoleti. Nulla che possa interessare i tuoi scopi di link builder. Questo processo
è assimilabile al lavoro del cercatore di pepite. Prima o poi troverai un link buono, ovvero
un link che ha tutte le caratteristiche che ho descritto nell’apertura di questo post, solo
che…punta a un indirizzo URL non esistente! A quel punto potrai passare alla fase
successiva: la proposta.

3. Fase di proposta
Analizza per bene il testo e il tema della pagina che ospita il link, l’anchor text del
collegamento, sfrutta la cache di Google o la Wayback Machine per recuperare la pagina
non più esistente e farti un’idea.

A questo punto rispondi con onestà al seguente quesito: sei in possesso di un contenuto
che possa sostituire quella pagina nel medesimo link? In caso affermativo puoi passare
all’ultimo paragrafo di questa fase, altrimenti dovrai prendere un’altra decisione, ovvero
produrre un contenuto candidabile per la sostituzione e pubblicarlo all’interno del sito che
stai cercando di posizionare. Oneroso, vero? Certo, ma sto dando per scontato che tu lo
sappia già, e che il link a cui stai aspirando sia di un sito particolarmente autorevole,
uno dei primissimi risultati della SERP per la tua keyword di riferimento. L’effort deve
essere ben speso, non vale la pena farlo per un link qualsiasi. Non copiare (ovviamente) il
contenuto della pagina non più esistente, ma mantieniti nella traccia originaria, magari
arricchendola o aggiornandola con gli ultimi sviluppi.

Sia nel caso in cui tu abbia già il contenuto per sostituire, sia nel caso che tu lo debba
produrre, arriverai poi al momento in cui dovrai contattare il gestore del sito dov’è
ospitato il link rotto per segnalargli il 404 e proporgli il tuo link per la sostituzione. Ecco un
template di mail standard da inviare:

Ciao XX,

Mentre navigavo alla ricerca di alcune informazioni su XXX mi sono imbattuto nel tuo
sito/pagina.

Hai messo insieme un gran numero di risorse e tools utilissimi, complimenti!

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Volevo segnalarti che hai un link in 404:

........

Pensavo che ti avrebbe fatto comodo saperlo per sistemarlo.

Volevo a tal proposito segnalarti una risorsa che ho scritto io e che magari potresti utilizzare
al posto di quella in errore se ti va.

Credo che potrebbe interessare sia te che i tuoi utenti:

http://.............

Se poi ti va anche di darmi un feedback sui contenuti del sito mi farebbe veramente piacere
una tua opinione!

In ogni caso complimenti ancora per il tuo lavoro.

Saluti,

Enrico

Anche in questo caso voglio essere chiaro: è difficile che vi sia una risposta positiva, è
difficile anche che vi sia una risposta di qualsiasi tipo. La percentuale di riuscita è stimabile
intorno al 10%. Nel caso in cui tu riesca, però, avrai un backlink “pesante” in più nel tuo
profilo.

Il ranking ti ringrazierà.

Che cosa ne pensi della strategia SEO di Broken Link building?


Perché non provi anche tu a cercare un sito con un link rotto a cui proporre un tuo
contenuto in sostituzione? Poi raccontaci se sarai riuscito ad ottenere un backlink da un
sito importante e i risultati che questo avrà comportato per il tuo sito.

5/5