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J-

Il pastor fido
di Battista Guarini

r. Storia del genere.

Battista Guarini attese alla composizione delPastorfido dah58o-8r alry89,


per lo piri nella sua villa alla Guarina, in San Bellino presso Padova. Era allora al
servizio di Alfonso II d'Este, dove restd per due anni (1585-87) come segretario:
ma alle funzioni di diplomatico e di cortigiano Guarini accompagnd, fin dagli
anni giovanili, l'attivit) letteraria, esercitata nei generi piri in voga e nelle forme
dei suoi modelli maggiori, Ariosto e Tasso.
Si pud perd ben dire che tutti i suoi scritti sembrano costituire un apprendi-
stato all'opera che lo rese famoso, Il pastorfido: le giovanfi,Rime (edite poi nel
1598); la commedia L'ldropica (edrzione postuma, Ciotti, Venezia :,6ry); ilPro-
logo el'lntermezzo per la rappresentazione del z dicembre ry87 a Sassuolo del
Sacrificio di Agostino Beccari. La versificazione,la tessitura comica, la sapiente
utlizzazione degli elementi spettacolari sono proprio quelle componenti della
sua esperienza letteraria che daranno i loro frutti nella pastorale.
Il pastor fido conclude anche la breve storia della pastorale femarese, tnizia-
ta nel rr4, con laEgle di G. Giraldi Cinzio (teorico, tra l'aluo, della mistione di
tragico e comico in un'opera destinata alle scene), in cinque atti in endecasillabi
sciolti, con parti corali in endecasillabi e settenari. A questo autore si deve an-
che la contrapposizione tra rigido mondo delle ninfe di Diana e sensuale mon-
do dei satiri, che sfocia in una conclusione punitiva, in cui le ninfe vengono tra-
sformate da Diana in alberi, fiori, fiumi e fonti, secondo il racconto del dio Pan.
Trasportare la mutazione dal racconto alla visione sari uno dei compiti dello
spettacolo barocco.
La successiva tappa della pastorale ferrarese E segnata, nelry54, dalSacrifi-
cio diAgostino Beccari, che adotta il nome di <<nuova favola pastorale>> per la
sua opera e che abbandona anche la fine <<terribile e compassionevole>> voluta
da Giraldi Cinzio per la sua uagicommedia, sottraendo cosf il genere al compi-
to dell'esempio morulizzante.L'Aretusa di Alberto Lollio elo Sfortunato dr
Agostino Argenti, rappresentate sempre a Femara, costituiscono gli immediati
p recedent i delT' Am i n t a di T or quato Tasso, rappres entata nel ry7 3 . La linea fin
qui ricordata sembra precisare nel tema amoroso intrecciato al tema della corte
il fondamento del genere pastorale; insieme ad altri temi di contrasto, come
quello del passato contro il presente,_della citti e del]a corte conro la campagna
e i suoi ingenui comportamenti, della virtri conro l'astuzia nell'adempimento
ineluttabile del disegno del destino. Sono temi che Tasso si incarica di sottrarre
Franca Angelini
7C,6
Guarini Il pastor fido 7o7

sico spirto in giovanil vaghezza>>) e seguita con molte allusioni alTavitadel Gua-
rini leggibili sotto la metafora pastorale (<Ch'avido anch'io di peregrina gloria,
I sdegnai che sola mi lodasse e sola I m'udisse Arcadia>>), che allude a sua volta
rrl servizio prestato presso il cardinale Scipione Gonzagae poi presso il duca di
l;errara (<<Tutto fei, nulla fui>); mentre infine E adombrataladecisione di riti-
rarsi dalla vita cortigiana, maestra di ogni ignobile simul^zione, e di dedicarsi
rrlla conquista del << secondo alloro > in patria (< e la mia patria, I madre di cigni
sfbrtunati, andrebbe I gD per me cinta del secondo alloro >); allusione riferibile,
come vuole Luigi Fassd', ad Ariosto o, forse meglio, a Tasso.
Da questa forte intenzione di promozione personale nasce dunque ll pastor
fido, edito nel 1589 e rappresentato alla corte di Mantova presso Vincenzo Gon-
7,^g^nelr11g1. Con quest'opera termina la pastorale delle sperimentazioni, delle
teorie drammaturgiche e delle innovazio ni e tntziala pastorale - modello per gli
imitatori, che varieranno all'infinito 1o schema esemplare proposto dal Guarini.

2. Struttura

Il pastorfido si svolge in cinque atti, con milleseicentotredici versi, unProlo-


go e cori alla tine di ogni atto; i versi sono misti di endecasillabi e settenari rima-
ti. Una inroduzione in prosa e le annotazionidello stesso Guarini si indirizzano
al lettore, destinatario non secondario di un'opera che si rivolge cosi allo spetta-
colo come alla lettura.
La figura alla quale si pud fare riferimento a proposito della struttura di
questo testo E il circolo: una ptofezia, enunciata nel passato per pome fine alla
vendetta di Diana, invocata dal fido pastore Aminta tradito dall'incostanzadel-
la ninfa Lucrina, si attua alla fine grazieall'amore di un nuovo fido amante, Mir-
tillo. Il matrimonio tra Mirtillo e Amarilli, novelli semiddi, porri fine alla perse-
cuzione, insieme glorificando la divina prowidenza che conduce a buon porto i
suoi disegni per il bene degli umani.
Questa struttura fa immediatamente pensare alla maggiore tragedia greca,
l'Edipo re di Sofocle, evocata anche dalTafigura del cieco indovino Tirenio che
qui scioglie l'enigma della profezia; e conferma la nosma ipotesi, cioE che per
Guarini la tragicommedia pastorale pud svolgere la funzione che nella classiciti
cra propria della tragedia. Della tragedia, infatti, Il pastor fido condivide molti
clei caratteri individuati daJ.-P. Vernant'e specialmente il rovesciamento della
condizione dei personaggi e quindi del loro destino. Che poi nella ragicomme-
dia il rovesciamento awenga dal ragico al comico, cioE dalla morte al7avrta, dal
t non-amore all'amore e dalla ltcenzaal lieto fine coniugale, non toglie molto alla
lunzione mitica del nuovo testo. La tragicommedia, come l'antica tragedia, de-
ve utrlizzare il racconto mitico per raccogliere la piri ampia adesione sentimen-

M. PIERI La nascita del teatro moderno tn Italia


tra XV e XVI secolo Torino 1989, p. I t ' Cfu. ibid., p. 274, nota ai w. r78-8o.
il
Cito da B. GUARINI, Pas tor fido, 1n Teatro del Seicento, a /'t
cura di L. F assd, Milano-N,rt1 r, rl r 'Cfr. 1.-r.vrnNANt,14.mbiguitieroaesciamento.Sullastrutturaeruigmaticadell'<Edipore>>,inll
pp. 9r 32 3 (per tutte le cttaztom da tra parentesi
nel testo 'indicazione di atto, scena
(' ruito. Gaida storica e critica, a cura di M. Detienne, Bari rg74, pp. 7 1:-ro2.
Guarini Il Pastor fido 7o9
7oB Franca Angelini

a una gata dibaci rubandone uno ad Amarilli' an-


tale e intellettuale di un pubblico interamente identificato con la dinamica della cladonna, avev^partecipato E raccontat a dal
rappresentazione. cora una volta bendata. La << rime#;; iiq".t1'.uento
f,tgrtrl, qf^:i come la celebrazione di un evento
Leggera in superficie, questa pastorale d fittamente costruita negli strati me- *i."i".iir;ii;i#;p^j,o
passato (<<or.o*piJf i'"rro d.rti"uto.a ripetersi' Con grande sa-
no visibili del tessuto. Ma la metafora forse piri appropriata E quella di un accu- .lel ^pp"",o1r)
;r',ffi;il11;J""ji;;;tr;, i" ."i I'airore, da erotico (il ba-
rato lavoro di ingegneria, che lancia un esile ponte appoggiandolo su solide co- Dienza,Guarini matri-
lonne. In questo caso,le colonne sono rappresentate da un'invisibile ma fonda- tio), ,i sublima, ,;;;;;;; ii;;;;if-o,i, -oite scampata, nel salvifico
mentale presenza del numero due, del raddoppiamento, della duplicazione monio finale. \r r^1'^-^., cieco d
--:^- de|}'amore
Nel lungo racconto di Mirtillo
(II, r, w. 43-271) Ia nascita
simmetrica, cosi nell'intera favola come in ogni situazione e anche in ogni breve
percorso di un singolo brano. nei sensi, u".f, .tto .i..o d.l.or'fo, nelf ing.anno e,nel travestimen-
n"l.^r.li.
Al momento di awicinarci alla conclusione, cioE quando si attua la conver- j;3-8tlTJ.i4,ffi H';iff 31,ir:i
sione di Silvio dal disprezzo delT'amore al suo contrario mediante la pieti, il gio- ir*t**i#til*)'#i:fi
Id;. ft;x, fericit i at*aversJ^siil;;';i'a.ry
$:?i'f
viita. intelligente del p ro -
vanetto pronuncia un lungo monologo in cui inmoduce una delle figure piri ri- ffi ;
della visione iera della col-
correnti in questo genere letterario-musicale, quella di Eco. La ninfa del mito, tagonista, firro utl;u."....1."i. fi""fgl;ffi.tento
si corona del successo; l'uomo cieco
innamorata di Narciso, langui piangendo sino a restare una voce che ripete le pa. eui ul.orrt.urio, .rirtianament;,if mito
attua, senzarup.rio, il piunopr.*ie;;i;i.;.h.
i'h, tttlto come mezzo salvifi-
ultime parole di chi la intemoga. Risponde, con questo artificio, la veriti. Eco ri- e
sponde anche a Silvio, anticipando una conclusione del dramma ancora ignoto; co. La coppia Mi;;,ll;-ffi"riif!, a"r" i.-t uu.ttie delf inreccio, si ricongiunge
Mirti*o E il pastor fido della
p..d"Jii;;i;;;'rr"i;;il;;;i9' iottu
cosi si fa indovina. rivela la sua
l'antico;;;;;;i;'u infedele' congiungendo-
A ben vedere, tutto il dramma pastorale di Guarini segue questa costruzio- orofezia, capace di sanare
:'i;il;;-i*i"11, come lui rampolla di dEi'
che precede il dramma: il
ne: una costruzione paradossale, perch6 Eco ripete quanto gli altri dicono e nel-
lo stesso tempo anticipa, sull'ultimaparcladell'interrogante, la risposta.Rip.- Il lettore conosce questa..rorr["d"J1;Ar[i*q1rto di cui non sl conosce
tere e anticipare, propore una parola che contiene gi) la sua risposta, ciod il suo pubblico segue con sospenslone un intreciio di destini
i,esito. Mirtillo appare cosi come ; t;i;.re
cristiano, che conclude la vicenda
senso; questa E la mama delPastorfido, cheparte da un oracolo incomprensibile perd d-u[." t".'ryY,t^":'
mondano rircuttato
-r;;r-.;io,
e lo svolge all'insaputa dei personaggi fino alla sua spiegazione o attuazione. felicemente con^un
salvifica. Raramente, come in questo
caso,iu..ttu del teatro B riuscita a mlsce-
Questo mondo rassicurato da una tramaprowidenziale che presiede ai destini elementi di cultura cristiana e con-
degli uomini, ai loro incontri e ai loro scontri conducendoli al lieto fine attraver- lare elemerrti di .rlirr., .l.rri.b -pigugued passato e presente de1
si muove tra
so una tragedia schivata, costituisce l'esatta rappresentazione visibile del mon- troriformistica. Esattamen,..o*" t-iu',rolu
mostra le c&nponenti della tr^ge-
mito del pasror f;d", i^ojilq.r**, in scena
do retto dalla prowidenza.L'intento di Guarini e quello della sua epoca, la per- mito cattolico'
fetta esecuzione di un dramma pastorale e la grande storia del progetto contro- dia classicu, .ir.rl#;;b1t*ata dall'odierno
il passaggio tra passato e fu-
riformistico, qui perfettamente si incontrano e coincidono. Da tutto cid deriva L,azionedrammatica altro ".;;;;;it.5r"" che I'ha messo in moto'
ques,o.ongirr"**dgtii" -oJ"'.iclico al passaio
il successo incontrastato dell'opera nel suo secolo e il suo destino di modello; ruro, dominato non dal caso
infinitamente variato dagli imitatori, ma rispettato nella anticrpazione del desti- Il mondo de[Pastor fid.o dp";;; -."J" .t iuso, nelle tragedie) ma da
no e nella sua attuazione durante l'azione. (come awiene ;;il;;#*.ai.il .,J d4 fato
(com. *itt" '
i'upputt'te casJalitd degli in-
Il paradosso del ripetere vaticinando E paradosso del tempo, del passato che <ruella miscela dei due che si.hi;;;;;ii;;,,'
ti ditpot'gono secondo un di-
diventa futuro. Un ossimoro, invece, presiede a questa pastorale, ciod la vista .o'tri dettati dalla passione "*;;"..i',;i; l9;1rAmostru it tio piano' il suo dise-
cieca, owero la ceciti illuminata dalla visione dell'invisibile. Il personaggio che segno .h" ,frgiJ;i;;Ji;*uri'. lh; ^ll^fine
gno felice..r,*-;;dil F q;;; uitio". del
mondo che perfettamente
rappresenta questo tema E Tirenio, il cieco indovino in tutto ritagliato sul mo- it'g^ttt'o della
dello di Tiresia. Ma anche due leggiadre scene, in relazione ra loro, pongono in coincide col piano deila r.rgi.orrtil"il,'if i^U"iil laffama,t,'t
;
cieca vista uma na;lavita B ii"zione dell'adempimento' fatta
.rrr^ br'.u""-ri'2;;;?
azione questo tema coniugandolo al motivo cortese dell'amore, sempre nel se- q"iete dello spazio e del
gno del destino prowidenziale. cli piaceri .a ;;;.il;ddl^ ii"JE gioiu, "tllu schivata e con-
In III, z Mirtillo, approfittando del gioco della cieca, o come anche si chia- rempo. U,
"rr#, r"i?estini, unairagedia
ma della mosca cieca,che costringe Amarilli a bendare i suoi occhi, la bacia, par-
"*'";J:hffi;ilf".."
ctusa ir, .o*-.;;;; ;;;il a i"'i;d I'og.rr"
d.ilu ."IY ::ltroriformista
e

tecipando illecitamente a questo gioco, riservato alle sole fanciulle, per consi-
glio della perfida Corisca che vuole cosiportare a rovinal'odiatarivale. Questo
;;;;;. 4i,,. g.'..1 letterario,
' Sttrtt.rra del testo Poetica t
e
avicenda, de.
^u"?.T;1:fi1'Jr;,Hi-i;:f;'"";
delPastor fido presso i contemporanel
e
suo gesto, di perdizione momentanea e futura salvezza,non fa che ripetere, nel ,.rr"i"".J. G;;r,d;;;rrdd*uii.o
racconto di Mirtillo, una scena awenuta l'anno precedente quando, travestito nei secoli seguenti'
Franca Angelini
7ro Guarini Il pastor fido 7rr
dissoluto,le piacevolezzemodeste, il nodo finto, il rivolgimento felice, e sopra-
3. Il "terzo" genere. tutto l'ordine comico>>', ciod il lieto fine. Alla sconvolgente catarsi ragica, il
nuovo genere sostituisce la dilettosa,finale ricomposizione dell'ordine previsto
L'elaborazione della.poetica tragicomica prende polemicamente dal cielo, le sante nozze, aderenti alle aristocratiche occasioni festive e alle reli-
le mosse
in Guarini dallanecessith di rispond"ere al ciprioru biuro". O.
N"iLi .til;l giose celebrazioni del mito, ciod dell'accaduto in illo tempore,come si legge nel-
ma della pubblicazione del Pastor
fido, uuru^f"UUii.u, o un Discorso intorng d I'Argomento che inroduce ll pastor fido: << Sacrificavano gli arcadi a Diana, loro
que' principi'-cause e accrescimenti ihe la comm)dia, ta nageiiielii
p-ir*o eroiat dea, ciascun anno una giovane del paese [...] >>'.
riceuono frii,
/alk filosofia. morale e ciqile e da, gouern)tori ,;;:;L\ititr, (rr8z). Laffagicommedia di Guarini d insomma la perfettaattuazione della sua teo-
Convinto aristotelico, il De Nores n.giu, l.tittimita letteraria
ria drammatica. Senza rinunciare agli allettamenti della finzione, egli li tempe-
pastorale e alLatragicommedia, detiniti <<riostrirr?ispeito ^1^'i^;[(;
;t g*;;i?flrri.l; .ti. ra, mescola e ricompone, piegando al gusto di un pubblico aristocratico che
favola pastorale, p1rch6. impropriamente estesa d;fi6fi;";';i;il
atti del aspira all'esemplaiti", sia l'origine "bassa" della commedia sia quella "alta" di
dramma
.regolare. e_ perch6 ilverosimilmente agita du imio.i che pu.l"rno li una ritualiti esigente, rischiosa ed eccessiva com'B quella della tragedra greca.
linguaggio colto dei poeti; alJa tagicommedia, "perch6 ill..it.r-..rt!
azioni.ttagiche e azionicomiche, insieme mescoiando personaggi -.r.olrvi Dalla legittimith teorica della mistione Guarini passa quindi a difendere l'u-
aristocraticie niti strutturale della sua tagicommedia. Come nella commedia tercnziana, aITe
sacerdotali per la tragedia-e-personaggi plebei p..iu .om-edillA
.:q"i, sempre del De Nores, uii Apol_ogia ft59o) p.. ,","aiflrr, soit.
q"."" azioniprincipali si intrecciano le secondarie, le une necessarie alle altre per il fe-
P
Gurarini rispondeva al p_rimo scritto .on il Veratlo-ou** dino -.ntr. lice scioglimento dell'intrigo. L'uniti si rispetta << componendo in modo la favo-
d.r-i"*to bi la, che parte di lei alcuna non si possa n6levare n6 trasportare, che tutta non si
scritto messer Giason De Nores contra le tragicommedie , t, piitiiii;;;",
suo di. o.
muova e tutta non si trasformi>> E cosi descritta la struttura unitaria dell'opera
scors.o di,pgysia., pubblicato anonimo .r"r r5Eg, e poi
.on ir irioio ;;:;r;;o orri*
repltca dell'attizzato accademico fgrrayese iru difela del <Pastorfido e insieme l'importanza dell'organtzzazione delle parti nella proposta delPastor
> contra la sei.
conda scrittara di messer Giasoi De Nores lrtitiioio oApoloelii", p"LUii.rro fido come modello del nuovo genere.
ir5gz rl'93,quando erano gii morti sia il De Nor.r ;f."B;;;r rlVJr"i",l,atto. i* <<Non sono dunque nel Pastor fido - afferma l'autore - tre favole, una di
- - --
re che aveva prestato ai due-scritti it ,.ro ,o-.. persone private che fanno l'azioncomica, l'altradi personaggi grandi che fanno
Una sintesi dei due Verati si legge nel.Compendio della poesia tragicomica la parte ffagrca, elaterzadi pastori che fanno la pastorale; ma una favola sola di
(scritto nel r5ee e pubblicato a venEZia nerr6-;. q"i"di pastorali persone, mista di tragedia e commedia, ma tessuta comicamente, ch'd
;;!{;;;:i;"ip.ndice
al Pastor fido), in cui il Guarini compie il miracolJ Ji .o.rgrungere un sol poema>>'. Con la presenza determinante della f.avolapastorale, che am-
argomenti e
logica dellapoetica aristotelica aI grrto nuovo di cui la sua_pastorale bienta qui l'intera favola in Arcadia e che allude aLL,a tradtzione umanistica di
E l,esempio
maggiore.Il Guarini vi sostiene linecessiti che le forme d;";;;i;he quel luogo senzatempo dove sembra rivivere la mitica eti dell'oro in una tem-
siano at.
tuali quindi soggett e amutazione, a seconda aa g"rl" d.ip;t-6ii.ol'..-.o-.1,.. perie che guarda non al passato ma alfuturo della letteratura, Guarini suggella
ti si mutano>> e <<i costumi si cangiano> coji..l""p,rbbii.[.;;;;;r.rr"t.rioni, i. nuoao genere saldamente ancorandolo a\|'antico.
che .<sono fatte per gli ascoltantiir'. Sono forme i;;;ii;i;[;6Jia Si capisce allora come sia proprio il mondo pastorale a consentire la miscela
che lr
commedia: la prima perch6 presume di purifica.. o il t.r.ore e la commis tragicomica: un mondo n6 della citti n6 della corte, un mondo dunque non del-
eruzio.
ne con le tragiche viJte>..rbn mediante <i precetti santissimi la storia, che si presta per detinizione alla proiezione del reale nel simbolo e nel-
della nos6a reli.
gione>; la seconda perch6 manca il suo fine di dilettare d";;"t;;;;; I'allegoria; un mondo che ha gii rovato nel passato prossimo la sua espressione
<<di gente sordida e mercenaria>>, ciod i comici
, caucr
d.ll Arte. teaffale e la sua accoglienzanelteatro delle corti italiane. Si pud dunque conclu-
,,misto,,
Il"".oyp genere invece, ciod la'tagicommediu, g.r.r. che prende il dere che il genere misto altro non E se non una pastorale architettata in modo
d.y. p re ced ent form e, d"sinte i q.rf.r?, p.r i n uovi r.rnp L p rri onnivoro, con i pezzi di tutti i generi teaffalt, piegati perd al progetto di una
Tftusione
.g^t,^.^1.r1.- i s
<< di tutte quelle parti tragiche e comiihe che vlrisimil-.rt. .l"ri a..o. ".. nuova sensibiliti da formare,traglcasenzarischi ma quanto basta a17a coscrenza
ro possono stare insieme corrette sotto una sola forma drammati..r. della falTacia del mondo, comica senza indecenza e rufforzando l'utile. L'inse-
Mirto an.
zich6,sommadi genere dlversi, la *agicommedia,.dull;*r.
grandi e non l'azione,.la f.avolaverisimile ma non vera, gli afietti ;;;il; i.'r.rrono gnamento e la lezione morale sono ben nascoste nelle pieghe della favola. Il pa-

tuzzati, il diletto non la mestizia, il pericolo non la


;t;;i;;;i* , tbid.
a^tf -.ri.; ^llriil*iiro
non ) to., Argomento, in ro., ll pastor fido, ed. Fassd cit., p. 97.
a to.,ll pastor fido e il Compendio cit., p. z5z.
1
B' GUARINI ,Il pastor fido il Compendio della poesia tragicomica,a cura di G. Brognoligo, Brrl
e
t9r4, p. 23r. ' lbid. Guarini usa anche, per spiegare la natura del genere misto, la metafora dell'Ermafrodito,
assai cara alla mitologia barocca.
712 Franca Angelini
Guarini Il pastor fido 7r3
store arcade non e solo, come nella radizione
iI poeta o muslco parte nella miscela del terzo genere, dopo ed entro il ragico degli alti personag-
che SU blima col can to amore ma diviene per
la nuova SO cieti della
forma fido gi c degli alti destini; una parte inessenziale alla trama,un intermezzo,un inter-
vrrllo per ridere, com'd giusto per i due personaggi negativi e per la beffa all'a-
spetto sensuale dell'amore.
4. Temi. Come nei ranghi alti domrnala prowidenza, qui dominano caso e astuzia,
;rrmi umane per eccellenza e armi politiche: per caso il Satiro inconra Corisca
irrdifesa, per astuzia.quest'ultima riesce.a scappare. II segno dell'astuziadlapa*.
nrcca, che la fanciulla lascia in mano all'ex amante. La parrucca compariva an-
clre nella garu di baci che fece innamorare Mirtillo; B il suo mavestimento da
,lonna, che di l'awio al suo amore e anche alTafavolanel suo complesso (da li
parte infatti il rischio corso da Amarilli per malizia di Corisca e l'esatta ripetizio-
nc - apparente - della maledizione, questa volta sciolta dal nuovo pastor fido
Mirtillo che si scopriri essere il predestinato al salvifico matrimonio).
L'uomo dunque interviene nel piano con astuzia e finzione (con "politica",
l)otremmo dire): ma iI buon esito sfugge alle sue mani, rivelandosi in ultima
rrnalisi un altro strumento nelle mani della prowidenza.Larama di Corisca per
l,crdere Amarilli e conquistare cosi l'amore di Mirtillo si rovesceri infatti nel
suo contrario: l'agnizione finale, con la scoperta della vera origine divina di
Mirtillo, dari quindi l'awio al mamimonio.
AI tema d'amore, nelle sue sfumature dall'ideale al reale, dal sublime al bas-
so-erotico, si intreccia profondamente iI tema della prowidenza; a questo, il te-
rna dell'intoccabile gerarchia nelle cose del mondo, a questo e agli altri, il tema
tlell'inaniti dell'astuzia politica nel cambiamento del piano deciso in alto loco.
l,'architettura della favola mosra la sua eccezionaliti nella solidarieti indisso-
lubile di questi temi, negli intrecci dal generale alparticolare, dalla favola alTa
scena all'episodio al verso.
Ad eccezione di Corisca, proprio a causa della struttura delPastorfido in cui
conta l'inueccio tematico e, per cosf dire,la partitura, glialtri non sono perso-
naggi nel senso moderno del termine, ciod figure di individui carattertzzati,m^
rnotivi rappresentati dal nome, com'E nel mito classico. Silvio, il bel cacciatore
che rifiuta l'amore e Mirtillo, il suo contrario, il fanciullo innamorato devoto e,
appunto, fedele; Amarilli,la ninfa oggetto d'amore e, al conmario, Dorinda, in-
r)amorata di Silvio, che riusciri a suscitare con la piet) l'amore del cacciatore, e
quindi soggetto d'amore; i padri che esigono il rispetto della legge, i servi e i vec-
chi pastori che devono spingere all'agnizione finale; Tirenio, l'indovino cieco e
i cori di pastori, cacciatori, ninfe e sacerdoti; intine il vecchio osceno amante di
()orisca, il Satiro.
I personaggi si dispongono dunque a coppie simmeriche, come awiene
nelle strutture dei canovacci della commedia dell'Arte: nella piri grande parti-
Un lungo ed elaboratolazzod la scena centrale del tura tra vecchi e giovani si dispongono temi minori rappresentati dafigure uma-
quando l'uomo ha affenato la ninfa e sta per
rapporto Satiro-coriscl, rre o mitiche.
qorr.d.ri;;'{"d, jJr.."r'rr.rggir.
gli lasciandogli in mano tu ,,r, p;;;;;;; Si diceva che fa eccezione Corisca, innamorata di Mirtillo e oggetto d'amore
fr;;:;iii-;i: qui it comico trova Ia sur tlel Satiro, percid sintesi delle altre due figure femminili dal punto di vista fun-
1 tD.,
Argomento cit., p.97 zionale. Fa eccezione Corisca,ninf.asensuale e furba, che rappresenta il motivo
dell'intervento umano nel piano prowiden ziale. L'intervento e votato allo scac-
7r4 Franca Angelini Guarini Il pastor fido 7r5

co ma nondimeno grande d il suo fascino; quello stesso fascino dei grandi "bef- occasion di ben condume a fine
(II, 4, w. S6z-l>)
fattori" della commedia cinquecentesca, dei servi mediatori e organizzatori tli il mio pensiero? [...1
imprevedibili soluzioni, un fascino comico nel senso della tradizione del generc, La lode della fortuna B pienamente convenzionale, come Ia lode della frnzio'
(..Ma vedi il mio
E questo ci ricorda che il Guarini ha affinato le sue qualiti drammaturgiche ,," J.ll irg.rro .'h;;;g*l . t, t.J" del-<destin> personale
proprio con una commedia, L'ldropica, composta - come awisava lPrologct - "
rlcstin come -'rirr.l-d.!o r'p""t" Amarilli. Ah-, i'v6'farvista I di nonvederla e
per riprendere l'esempio classico del <<divino>> Ariosto conro i comici dell'Ar- conclude questo suo secondo mono-
ii;i.;;iulq.ru.rtorr, ibid,,w. 597-g9).hg
te che hanno awilito il genere portandolo <<or qua or li>, olre il mecenatismo i;T;il;;;il;; titii,^rr;'p :. t, mio desttno, ciod ,pqy?l:ildestino per-
(contro il destino
dei principi e <<facendone mercanzia>> come <<vagabonda e pubblica meremice>', ..nale che coincide con la buona sorte, fortuna occasionale
Corisca d della famiglia delle cortigiane nella commedia classica cinquecen' trrllettivo o buon *."*^t. .t" gli altri stanno - selza-sapere - conducen-
tesca; mala sua appartenenza invece alla mitica famiglia delle ninfe di Dia. .l,r).. uisti,"ria
oer far cio{far finta, che e un ulteriore uso della "vista" amorosa, e
da Co-
na mentre ne eleva il rango, nef.aanche piri sottili le arti della seduzione. Movi. ,,r'"fiJri"'r;';;li;i.U. Ui. J.lt, finzione gii espresso lapilariamente ["'] >
mento, instabiliti, capriccio: sono i caratteri del contemporaneo Don Giovan. ;i;;t.;" pri*r, t -i ,. Ctii non sa finger iamicb, I non E fiero nemico
ni, secondo l'educazione ricevuta da <<donna grande>> la quale <<Corisca - ml libid.,w. :81-8+). finzione della
dicea - si vuole appunto I far degli amanti quel che delle vesti: I molti averne, un Lafrnzione del comportamento e delle parolesi esibisce nella
goderne, e cangiar spesso [...]> (I, 3, w. 5;o-S). ,ir,i .ioJi;-a;;C f;ri"sa parrucca che anche Mirtillo aveva usato per ingan-
intrappolqtg dq.q amore il-
Quando arriva in scena, Corisca svolge un lungo monologo in cuivaria a suo nare Amari[i e; a"i Ll.i tti*,"t"ao quildi
uUu
potrebbe d,ir,g) *a Cori-
modo il tema del uedere come veicolo dell'amore: <<Un ch'ardisce mirarmi e i".ii..irr.*iiUifi. i;.", alU" p.rrrr..u ( rl,lazzo,si
d,e{,1donna{:
non m'adora? [...] conma di me che volsi t...1 gli occhi a mirarlo? [...] Che vd sc'a e il Satiro.*i*. corpi, nella fuea
belti non vista? O, se pur vista, I non vagheggiata? >> (ibid., w. 58r, 589-9o, 69z. ";ipfurnoui*..rto-d9i
rrcl fallace suo asesto e conseguente immobilizrurion da
parte dell'uomo' E
6t). (ruesto l,unico id;;;;n..i.J.. a Corisca e che sancisce la specularit) di cop.-
neltipologico, essendo il
Moltepliciti e movimento si coniugano in Corisca con un alro luogo oltrc ;i;?;lr;*i". iisrtiro: una rp.."lrrita nelcomico e
selvaggio e istintivo,
l'innocente vita d'Arcadia, quello delle << cittadi>> dove le belle donne si fregiano [il;;;i ,.*iJei J ar. idiu,'r^ryttenzzatodall'erotismo uomo vecchio:
di molti amanti: cosi il personaggio recupera anche il luogo della commedia, lt (.ome Io B Coris.;;;j;"i"i.'ai Diana. Donna giovane con6o
citti, luogo di gente media per azioni e sentimenti medi. Ma anche in Coriscr I i* i d,r. vince, nel mondo della commedia, la donna'
don-
temi vivono nello stile e nella lingua e il suo primo monologo, impostato con Tutta Ia scena sesta dell'atto II - f inseguimento e la falsa cattura della
quelli si.leggono sia
,,,, J*r.i. a.t Sr;il -;"" ai"logo
grande varieti di ritmi, con una concitazione che manca agli altri personagglf per contrasto d-i che
.fi. commedia dell'Arte:
arriva sino al dialogo con se stessa: <Ma che farai, Corisca? Il pregherai? | No, ,,"[. .".**Jt" di^;rtt. bur"..o ir"i canovacci della
che l'odio non vuol, bench'io 'l volessi. I Il fuggirai? N6 questo amor consente I < :-a;. oimi, son morta! 5ATIRO Ed io son vivoE [...] " (II, 6,ew'discorsivo,
coRrscA
818-:,p)'
t...1 Che fard dunque?>> (ibid.,w.675-7g). ,i d.u.'i. un brano comico, il linguaggio guotidiano
ffa^p'
Perplessiti, inganno, movimento: sono questi i segni di Corisca, segni con. ,,.".i.. it ai;";";;;;" Jru. ireqrrenti anti"tesi-Jntro ltantitesi generale il
ffanaquelli dei personaggi del destino, il quadrilatero Silvio-Dorinda/Mirtillo. narire ed essere che Coris., ,rpp'..r..r,ut <perfida maga>> co-e la,chiama
Amarilli che deve solo comporsi alla fine. La diviniti di Corisca d la machiavelll. l;:iff.';;i." irr.rr., in menzog;;;N;" t^ibastava aver mentito il core I e '1
(ibid.,w.
ca "fortuna" coniugata avitti, qui vista come astuzia: ,"ii" . f. p;;a;J;ir; . 'filurd"", l,s'anco il crin non mentivi? >> 98r-
O come favorisce i miei disegni pffi. alla ragazz .m ai suoi .capelli posticci'
;i;i ai;J u".o., ri".t .. qin dnzione
fortuna molto piri ch'io non sperai! Ma le ,rti -lgi.h;ddl, so"no pien?Teqte dlspie.gate da Corisca
t. ..1 .,,n^iffi;i;, ;ori; q"r"ig convince Rmaiillr della liceiti del suo amore per
Ha ben ella gran forza, e non la chiama i\4 i;ffi;;; i;rd;;;;;a;td condizione precaria della donna, dipendente so-
<<possente dea>> senza ragione il mondo; Io dalla sua bellezza e giovinezz i
ma bisogna inconmarla e farle vezzi,
spianandole il sentiero. I neghittosi Levaci la belti, la giovinezza;
saran di rado fortunati o mai. come alberghi di Pecchie \i
Se non m'avesse la mia industria fatta
restiamo, senza tavt e senza mele,
compagna di colei, che potrebbe ora negletti aridi tronchi
giovarmi una si comoda e sicura 1...1
Quanto Piri invecchia, l'uomo
2 to., Prologo a L'ldropica, in ro., Opere, a cura di L. Fassd, Torino r9ro, pp. 287-88. diventa Piri Perfetto,
716 Franca Angelini
Guarini Il pastor fido 7r7
e,,se perde bellezza, acquista senno.
Ma in noi con la beltate rlcl <<santo Imeneo>>, com'C nella logica della ragicommedia e nella convinzio-
e con Ia gioventri r degli ideali controriformistici.
rc
t...l Resta da sottolineare lo stretto rapporto tra Lnvenzione letter afla e invenzio-
rre mitica. Con rara competenza, i.Guarini usa tutti i riferimenti necessari a in-
manca ogni nosmo ben; n6 si pud dire
n6 pensar la piri sozza vcntare nuovi miti con tecniche antiche: i nomi alludono alla sostanza del per-
sonaggio e al suo destino, anzi, si potrebbe dire, sono il personaggio: alla fine
,lcl dramm a,l' agnizione si compie sul nome: << cARINo Ed a Silvio fie data I pa-
rirnente la fede, ch6 Mirtillo I fin dal suo nascimento ebbe tal nome, I se dal tuo
s(:rvo mi fu detto il vero; I ed egli si compiacque I ch'io 'l nomassi Mirtillo anzi
che Silvio. MoNTANo Gh e verb, or mi sowiene. E cotal nome I rinnovai nel se-
,'ondo, I per consolar la perdita del primor, (V, 6,YY.156-94).
Molti altri elementi della favola appartengono pienamente al mito: cosi, ad
t'scmpio, la contiguiti ma sacrificio e matrimonio tra i due prescelti, Mirtillo e
Amarilli. Ma anche la contiguiti tra morte e amore, che percone tutto ll pastor
lido eche prende corpo nella situazione di Dorinda, innamorata invano di Sil-
vio,la quale riesce ad ottenerne l'amore mediante la pieti, dopo che il cacciato-
rc l'ha mortalmente ferita scambiandola per un lupo. Sono i due personaggi che
piri compiutamente svolgono il momento pastorale della tragicommedia: Silvio
t' Dorinda - come il grande modello tassiano - arrivano all'amore attraverso la
nrorte scampata e la pieti; a loro appartiene anche la declinazione piri musicale,
il momento piri languido, i sospiri propri del genere. Come mostra la dichiara-
zi<rne d'amore che Dorinda offre aI..r[aruoncrudorrr <<Se tu mi saettasti, I quel
t'h'B tuo saettasti, I e feristi quel segnol ch'd proprio del tuo strale. I Quelle ma-
rri, a ferirmi, I han seguito 1o stil de' tuo' begli occhi. I Ecco, Silvio, colei che 'n
rilio hai tanto I [...] Brumastila ferir: ferita l'hai; I bramastilatuapreda: eccola
1,reda [...] > (IV, 9, w.r23r-4r). Cosf il mito classico raggiunge il mito moderno,
Iormatosi intorno al genere pastorale, nella seconda meta del secolo preceden-
tc, in quellaEercatache il poeta vuole ancora onorare, sovrapponendole un'al-
tra corte, nella persona del cardinale Scipione e di tutti i membri della famiglia
()onzaga. E struttura tipicamente pastorale, con le sue risorse mitico-musicali,
i'quella dell'episodio di Eco, con cui il cacciatore Silvio volentieri si trastulla e
clre funzionadanaturale indovino, prevedendo, nella parola finale che ripete, il
r|cstino delf interrogante.
Mondo classico e mondo moderno trovano nella magicommedia la loro
t'spressione finale,la conclusione di una ricerca letteraria a cui avevano parteci-
lrato sia la fiorentina Camerata dei Bardi, per il melodramma, che la generuzio-
rrc ferrarese intorno a Torquato Tasso, per la favola pastorale.
Sono questi i modelli cui si ispira ll pastor fido: Ariosto per le parti comi-
t'lre', Tasso per le parti pastorali; mentre invece latragedtaclassica e cinquecen-
r La caverna o srotta tcsca d troppo lontana dal fine encomiastico, dalla esaltazione dei tempi contro-
d elemento fbndamentale della scenogtafia
boschereccia e del suo mltot rilormistici e degli ambienti aristocratici, che caratteflzzano il terzo genere teo-
nell'Egle di G.Giralii.cirrioi;;;;i,;;;;;;.r,o un <<restauro dJI dramma satiresco
R. BRUSCAGLT, G. B. Giraldi: ,o*iro,
satirico. tragico,(r9gr), in
.*ipiaeu, (dr
";ff;;;;;,;:rense,
r983, pp' 16r-86), iPrologo dice che gli ,;.,irrgr;.;; pln
ddi croni";;tl;;;;;;;;;.*entaneamente ritirati in unl o E opportuno ripetere che Guarini d autore di una commedia, L'ldropica,scritta e forse rappre-
E appunto <<ctonio e silveItre, il" .a.rtt.r. e il ,l-bolirmo di quesra
ffi:Jl' figura scenogrrflcr I nrntata la prima volta nel 1584 nella villa di San Bellino nel Polesine, poi a Mantova nel r5o8. Venne
prrbl>licata dallo stampatore Ciotti di Venezia nel 1613.
Guarini Il Pastor fido 7r9
7r8 Franca Angelini

ptofezia'attraverso le gerarchie sacer-


rizzato dal Guarini. Non si dimentichi che lo scrittore arriva alla ttagicommc. rron E condotto dagli uomini, bensi dalla
adpretare, e u t"Ii gli uomini ub-
.ffie.Oi
dia, e forse alla letteratura, dalla pratica politico-diplomatica che occupa la par. rlotali che detengono il sapere.lu 1a loro devozione'
bidiscono. er.rrto ;i l ;'*i1" lf p.ito"alitd
te maggiore della sua vita. E che ll pastorfido E composto a Femara, dove egli si umana.e cieca
fi,,Jg,-lo,*l'-ento e l'atrnzione del-
trova al servizio di Alfonso II d'Este (poi sar) al servizio di Vincenzo Gonzagt tanto pi6 insperJ J;[,,".',o,j tt
fi;il
p;;;dt itlT,,to (tlZl\ da quella del Gua-
duca di Mantova, alla cui corte awerr) una splendida rappresentazione dellr laorofezia. Pochi anni separano Ia
tragicommedia nel rj98, quindi del granduca Ferdinando a Firenze e dei Dellr rini (rtAr-A9 per 6;;;r;;, iryl2^p.r f, prima- trppt"t.ttiazioie mantovana);
oltre ihe tru le due opere'
Rovere a Urbino). Non si dimentichi infine che tra gli scritti di teoria politica (il rnolte inve.. rc aiff.r-.rirZ'rrii,'{"Lptog.tti, V atto, in cui parla il
Trattato della politica liberti), di teoria mondano-letteraria (ll Segretario, diah- Ci si chiede inoltre se i versi d.1. i..rm PIi*. diJelvolta per lo scioglimen-
go nel qual non sol si tratta dell'fficio del segretario e del modo del compor lette. Dasrore Carino (;ffi, p*ativo Ji Nffitlil-;.'niru.
con molte allusioni allo stes-
re, ma sono sparsi infiniti concetti alla retorica, alla loica e alle morali perlinentil i,, det nodod*#;;.{,". f;;;;ffifi";l")
rr"t
questo p.rron^ggio per Parlare della
e gli scritti poetici, drammatici e di teoria letteraria c'd una continuit) e una soli. so autore, quasi che _egli avesse ,..lro lntesl'
stati correttamente
darieti che a noi pud sembrare incomprensibile. ;^-;;;"1f. "i.."au'Ji-po.,a-cortigiano,.siaho ii t"'tt' tant'agio' I quanta cagion
Il pastorfido E la dimosffazione- pioiettata su un eccelso schermo in cui le laddove si legge: .. [...] se [...] uu.tti rfi*o
vicende umane appaiono motivate e giustific ate daalti compiti e imperscrutabi. rli lagrimar r.*pr)Jufi,"i.." r; *uiir""
riir io*. canrari I avrei del mio signor
meoniu tro*6,'l da invidiar Achille;
li progetti - della confluenza tra libero arbitrio e divino arbitrio, tra volonti del l,armi e gli onori, I ch'or.no.., ulrrr"t J. ia
I gia per me cinta del
se-
suddito e ragione politico-religiosa. c la mia patria,t lriJr. ai cigni tf..;;;;r''""Jt.UU.t l'arte del poetar troppo
Alla confluenza tra antico e moderno, mito greco e nuova mitologia,Il pa. condo alloro. f fri.?ggf ;'f;il(;[t..olo inumano!) [
storfido propone un nuovo genere letterario per una nuova epoca, quella in cui infelice>> (V, ,, w' r7r-82)' primo alloro nel poema
il percorso mondano si chiude in un senso che lo illumina dopo, che di nome sl Il riferime*Jii#*ip-b.pilmente all'Ariosto. ttttt-t,:tttot'do'; ma I'evocazio-
destino quando il destino d attuato. Cosi aveva costruito la sua Aminta Torqua. cpico, dopo il q"rt C;;ti'if;9U,Ut uol"to nel dramma
to Tasso, con una simile volonti ma tutta piena di dubbi, con un ottimismo chc ne del grande p"iirr-rr.orJ.,r.'rlt. a.presenza-sia nell'epica che
sembrano da attribuire i conttnut
prendeva spunto dalla nostalgia per un'eti dell'oro irrimediabilmente scom. r)astorale - ciod;;;iffi;f rutt"; "i"itf'tti
infeliciti del secolo'
parsa: la vicenda di Aminta e Silvia, il rincorrersi stonato negli amori non corri. it?Iiffi; iilu"rro*"na, inumaniti,
di maggior fortuna del-
sposti fino al felice incontro finale atraverso la pieti, awiene entro la cornice Sono, der resto, gli anni de wr;;;;f,i;^".h;;lianni nell'86'
dell'eti dell'oro, della <<dolce eti>> in cui la disarmonia si ricomponeva e gli uo. l'Aminta(ruppr"r. rrr^rna Pesaro ;i;;4';Y:t6ry nell'84' 1lvltt't9ua scarsa-
e sembra
stampa)
mini potevano vivere insieme amore-poesia e felicitd; eti scomparsa e rappre. rr Firenze rr.t'go, ;;;;.. tt t""itipli.u;;1. edizioni a

sentabile solo con le favole dei pastori e delle ninfe. rnente *edibile che l'emulurioo. J.i
Guarini qol ti sia rivolta all'opera dello
La cornice di Guarini d diversa; nel Pastorfido la canonica lode dell'eti det. sfortunato po.,rlpirr .." i" j*fgtJ"r. a""t . 44 p"t," didi vista dell'intreccio'
vista del linguaggio
l'oro, derivata dagli esempi classici e soprattutto da Virgilio, si svolge nelProlo- dei temi . d.t p;s%';;il'il:i;;i"" ;;;h; aJ'p"nto
go come tema politico, della <<liberti moderata>>. le differenr. ,orrJ molie, il Tutto'iu"ot*J"
,, t"i-' sempliciti classica' su un
Q"i.il passato non E l'epoca felice 9he il presente pud solo ricompome per rlettato ,.-pti..I Ji;;;[,a i",.r"", ;il;r"r il G,rurini su visibilissime anti-
approssimazionemediante un amore che si purifica atmaversando la morte, co. rcsi, su orri*orl t" iirpi"gu*ft; ;icchisiimo di elementi retorici' come
me nella pastorale del Tasso dove Silvia accetta l'amore del pastore Aminta solo ,"'g[ ;;;-tirt
"" traitato ll Segretario'
r" ,, nel
dopo che l'ha creduto morto. Il passato in Guarini, come nella tragedia greclf
rappresenta una ffasgressione grave che il presente deve risarcire. Diversamen.
te perd da questo modello tragico, gli eroi di Guarini non presumono ciecl. ,. Valutazione critica e linguistico-stilistica'
mente di agire bene, non sono affetti da stolta jbris; sono mansuete pecorello,
non prometeiche personaliti in lotta con gli ddi. Sono, come si diceva, perso. i.r. La lingua, 1o stile:
naggi-temi, motivi musicali, non personaggi-individui capaci di fondare il rap.
s'd gii detto' consiste nella
porto primigenio dell'uomo con la natura e con gli altri uomini, come awieno Uno dei caratterifondamentali del Pastor fid'o,
L I t.q"t#t pi6 estese della sua
nella tragedia greca. Alla malinconia delbreve percorso umano, trapassato fell. ncrfetta coerenza tra 1e ,.qr.r#'#*; frase al verso e viceversa'
ce e presente che pud solo proiettare una pallida immagine di quella felicitir (un [H#;;;i;*, al persona eeii ii^situazione alia
esplicito ed implicito in quasitutte
percorso dove l'amore E gii attraversato dalLa morte da cui nasce), che sostln. lrasteri rr.r.#ofh[.iil:fff;;r;;ld,-;9ma
ziava la pastorale del Tasso, succede con Guarini l'ottimistica certezza che ll che
i.Jrit,rurioni e j*I ptitott" f intera favola'
tragitto umano purifica le colpe del passato e avri il suo premio. Il gioco per$ vogliamo Ih;;;;i;;;lilceciti d il tema centrale? Certo rappresenta
Guarini Il Pastor fido 72r
Z2o Franca Angelini
discorso monologante si op-
Alla sentenziositd del parlato' -a!la graviti del
bene il modo di immaginare e di comporre del Guarini. Infatti cieco E Cupido di ninfe che canta le lodi
la lrggrr"rr^;;l;,i*;i;; d.[;;i... n coro
nelle figurazioni del mito, cieco l'amore nella lirica classica e neoclassica e nellt
',,'rrc (<<Cieco Amor, non ti ttti';;;'i;; fui tit* il desio I di chi ti ffede
commedia, che deve ricomporre gli amori emati. Ma a questa figurazion€ rlon. ,l',,,',rore
f intero testo, dalle Annotazioni
I ..lr: IIl, z, w. gz_gQE accomp ugiirg,'*.
dana si affianca l'accezion e tragica della stessa figura; cieco l'uomo che crede dl
tlcll,autore, in cui riil;;. .il; it [;; f..; danzatoe musicato: << Fatto il ballo' fu
sfuggire al destino prescritto e che sfoggia la sua sapienzain questa cosruzionG
i'.,??l,..;, ;;Jilittil; musico de' nostri tempi' Indi sot-
r(.sso in musica d;
individuale, destinata alfalTimento e alla punizione (Edipo accecato, dopo Edi.
ro lc note di quella musica il poeta i;;.1;"ii;4,
il .ht casiond la diversiti dei
rr

po che scioglie gli enigmi ed Edipo che al contario pecca ignaro, ossia veri, to.u."iva servire alla necessitd
vt.rsi, ora di orro, Jru Ji.rrrJ".i, ,..oiao
Jlo tli
mente cieco). Alla ceciti del mondo comico si accompagna quella del mondo
tragico, che riflette sulla stolta jbris degli umani; ad Eros cieco si accompagnl ,lt'lle note>>'.
spettacolo' all'unithdelle com-
l'uiraniti cieca sulle proprie soiti che pErd, anzichlseguire le sorti di una giristr Esitiletterari, dunque, chevanno riferiti allo
r,(.renze - mimica, musica, poesia - ililti'o
t[" interamente si affida all'u1-
punizione, sari premiata da un Dio giusto, che si rivela nel lieto fine. di sottolineare un aspetto
La ceciti dunque d il tramite che unisce e rende solidale il mondo medio det 1,ffi;;,iilri;'i;1;.i[t'-t .". vrt!. ra pena percid
tra questo testo e la
f x)co o
nulla un^tiri[od4lr.riti.u-1.it!;;;; il ra'porto
.r.arica del teatro;;il., .o*i.o " *i*i...
comico (il tema amoroso) e il mondo alto del tragico (il tema del destino e dellr Per il^comico, oltre il rilievo gilr
prowidenza). Quasi tutti i personaggi stanno dentro questa area semantica, nella scena del Satiro e di corisca
rappresentata da Tirenio (Tiresia), indovino cieco: la coppia alta Mirtillo. :"ilffi'iJil; il;;-;;ir; t".orr,r"r,J;,
turro
"""*.l"t*" dialoeica breve e sentenziosa'
Amarilli (bendati si innamorano, baciano, ecc.), la coppia bassa Corisca-Satiroi t..n la parrucca,;;;;*-il la sua adattabiliti
la coppia Silvio-Dorinda (la piri lontana da questo schema) non si sotmae allc t.tre passa nei r.peiorid"llr.orrr*.Jiu d.liArt. ptopiig.per NrcAN-
,r situazioni diver"s^e.];;;r*r Spesso del cor iegno fallace B fgp.tur
leggi della vista ciod dell'amore: quando Silvio vede la fanciulla (dalui non vi. mente
r)r(o Pur l'opra *1;, ; ;;; il to',t'i vede' euemrri 9: fll:::llde.,1a (IV'
il cor si vede. *,;ffi;;"itil;i;:hi ;;;;';;.n
sta) ferita a morte, cosi riflette: <<Ma che fai qui? Che tardi? | Soffrirai ch'ella tl gli scorge il senso !"'1"
ueggia? Avrai I tanto cor, tanta fronte? | Fuggi la pena meritata, Silvio, I di que.
vv. 646-491. U.u'i"."i., ,.*ri. e *.tt.
i, q,r.tto mod"o al servizio di un'idea ''
sta uista ultrice [...] (IV, 9, w. 169-73; corsivi miei). 1a legge e l',obbedienza
,lcl mondo oltrech6 del tea*o' .rr'ia-Ju, ti ai.*u,
in cui
Tra i personaggi, "tocca a Corisca il primato della soggezione al vedere: <<Un
i;;;;;6;; ,,ri cupri.ci del caso (e della parola)'
ch'ardisce mirarmi e non m'adora? | t...1 Ct. val belti non vista? O, se pur vi. accompug";il i.-tr", per mano del Guarini' hanno
Ia
Le Annotazioniche
sta, I nonvagheggiata? e, sepurvagheggiata [...]?r, (I, 3,yy.58ne63t-32). Dellr testo letterario che si de-
lunzione di interpretare rettament;;;i1h"Lit""'
vista partecipa la finzione, la maschera, che il Satiro perfettamente descrive c un senso immutabile e serio che la pa-
commenta. stina alla uista,al pubblico, ry? atffaverso
ginu s.ritta contilne e che il lettore deve conoscere'
Infine si nota che, nello stesso ordine, la perfida ninfa B l'unica dotatadi un
T antar.ri",iili ;;;;;E;in r^alle scene, tantaferma cos*uzione per
ritratto (mentre degli altri conosciamo indirettamente le doti morali e fisiche,
i.uro ! ,i .u-biu*.nti-d9l p,itotttttico e degli attori non
trn,opera uffiduti
genericamente definite). Non cosiCoriscr, ..E dipersona I anzigrande cheno- rifletsivo intrattenimento' di
dice Ergasto; di vista allegra, I di bionda chioma, e colorita alquanto r, (II, r, w. sorprenda' c,r^irirJlrr.o.rrrii";;;d;U"'di
.uovo senere Jil;il;J*,,;i;i;;id"t differente per una uniti imprevi-
r5-ry; sappiamo dal Satiro che i suoi colori e la sua chioma sono tucchi e par.
sta, di sorpresa;;;f6"rr. tip"Jait. .ti. tt "'u iit' B stata coronata da
Oggi
rucca). Infine, anche seguendo questo percorso, si conferma che la ninfa El'uni. merita'
;;l il;;;. un proget,o ,*[ilioso, st,rdiato in tutti i dettagli'
co personaggio nel senso di individuo dotato di carattere e progetto particolarl:
d l'unica dotata di corpo, di una figura fisica che la distingue elafariconoscere,
Dal piano generale, dalla struttura tragicomica esemplare si arciva cosi allr 5.2. Fortuna del <<Pastor fido>>'
struttura minima del dramma, e da questa si risale. Non stupiranno dunque lc llpastorfido ebbe un-gran
molteplici metafore e i continui ossimori (vitalmorte, mutismo/parola, vista/ Modello del genere pastorale nel secolo barocco,
,ao,ir1""ol;rt.hit.tt ri, iot' tt'itt le possibili va-
ceciti, ecc.) essendo il mondo in generale un inganno dell'apparenza e un'ot. numero di imitatori, che ,r" dal tr asf eri -
ah.. La;i;;iff a car
r i anti t em atiche e a.mb ient ^tterizzata- L'erede pi(r
tuazione del destino e della superiore imperscrutabile volonti. ";;-q""11
mento della scena dai boschi ,[J;"tit.fitf."f-t"1a
<<piscatoria>>'
Il mondo E il riflesso della legge: da cid proviene l'almo carattere costantc iJ'iitit h i;;;;ii-i"iJ"uJa" bonare[i, rappresent?ta
prossima e r.rr1i In-
dell'alto linguaggio guariniano, cioE l'uso di sentenze e aforismi, per lo pi6 per
bocca dei vecchi e dei sacerdoti, i detentori della sapienza: <<LrNCo Uomo go.
*
pochi anni dopl il il1.rro. *oJ.Uol;J;a;, aFeraradagli Accademici
i*
gti altri, di doiumentare che co-
no, e mi pregio I d'esser umano [...] (I, r, w. 2%-d:secondo la sentenza clastl. trepidi. er.r,^iiuil;;A;-#;;4.,
"
ca. Ma anche i cori hanno la funzione di sentenziarce perfino Corisca, quando p' r49'
, r. cuARrNr , Annotazionr,, edizione curata dall'autore, Ciotti, Venezia t6oz,
esprime la sua dongiovannesca idea dell'amore.
Guarini Il Pastor fido 723
722 Franca Angelini
le selve e preferisce essere un
sa i contemporanei apprczz^ssero del Pastor fido: l'antefatto awenturoso, g,lr deh75t" un re illuminato che sceglie
ld, oastore,
amori doppi e mal assortiti, il percorso narrativo labirintico che alla fine si rli lird" nrt,tt.u;;ilt"sto che un re senza {"d:: ^t-noin tcr.r '
Grrarir' in un
importante-citazione del Guarini
strica attuando un oracolo e liberando il paese, nel caso della Filli, daltributo dl Successiva*.rri. incongiamo una Esperienze diVilbelnt
vite umane al re dei Traci. r(.sro esemplare d;d;;;;i;". .u, "iir.-ittutto' Nelledalla su a animaed egli si
.i.t'o
Qui l'antefatto d, ancora una volta, una profezia mentre l'intreccio B la sur Mt,istersi legge: "i;;il;-i.;i*ff."i 'i*o'si dalPa-
attuazione da parte di inconsapevoli personaggiel'agnizione finale rappresenta rrr(lava ridicendo in piena sereniti
L.."i di varie poesie' specialmente Giaco-
tisto teatrale
la consapevolezzada loro raggiunta di aver attuato un piano prowidenziale.ln rt* fid,o>>,. ar.ooli *odo ,rrr.r.."ti. leggeva^questo un abbozzo di favola
piri, gli amori doppi e mal assortiti vengono nella Filli di Sciro complicati dallr rrrtr Leopardi, cheffi;;l;;t
; ; ,tr"" iiU'id"on',mentre
rivaliti tra amici (Aminta e Niso innamorati di Celia, Celia di Niso e Aminte, r*rsrorare e ,uppr.lSirurT;;11j;
rirtrtttjel rsrg. A quest'epoca la. pastorale
Filli di Niso). Proprio su questo punto si concenrd la critica dei censori con. ,. l,occasione del;;;ir;.""r.
irnmaginare dei fanciulli e dei poeti'
temporanei, cui Bonarelli rispose con i Discorsi in difesa del doppio amore della
sua Celia (Ancona 16rz, postumi), dove si dimosralapienalegittimit) dell'amo.
re di Celia per i due pastori perch6 si tratta di un amore solo potenziale,verisi-
6. Nota bibliografica'
B' ciot-
mile e necessario <<per la tessitura e lo conducimento della favola>>. Argomento La pastorale di Guarini, con gli
interventi teorici, fu stamp a0 dac'
diPoesia tratto dai duove'
ri, venezia 16oz,;;1,ir;i. aip^r*iii"_-;i;i?;"d.io
quest'ultimo di primaria importanza perch6 induceva a riconoscere come fon-
damentali, oltre alle ragioni del decente e del verisimile, quelle estetiche dellr g. Af.o,ti, scenografo e architetto del
iG.
rati (conincisioni probabilm"rrr.
coerente conduzione della favola, del suo inreccio e della sua architettura. 'l'eatro Farnese di Parma)'
Col Bonarelli awiene il passaggio dalla pastorale con contenuto ideologico
alla pastorale spettacolare, in cui attori e macchine per rappresentare contano
L' ed iz ion. ;;;; del C o rn p e n d' i o d' e
f
,'
I I a p o e s'
ff{ i{ili
ri ;T;:,1: ?r',
r9r4, mentre..quella delPastor fido
Itr.;""tGo, gutijiZ]rttJ, E stata
piti della lezione che il testo contiene. In questo caso, sono di minor rilievo le va-
,\ticento,a cura fvfitrnolNapoli 1956:pP'g'-l'l'Lapastorale in
da Gior"; e;rf,;; ,il aiitirt"6i"ri
rianti di intreccio e di ambiente. delra sua scuola,
st udiata meritoriamente r89r'pp'
Impossibile seguire le numerose versioni dello schema pastorale proposto Origini del teatro italiano'II' Torino 349-
da Guarini. In sintesi perd si possono distinguere due fondamentali esiti: unu lrarticolar. a, o.'r^*ioNA, Piri recenti sono invece:
s77, ed,". .o**o* t', La
poela git1"'it''Mitqo 'g,o8' IIl'
nello spettacolo barocco, con macchine e danze, con ricche scenografie e lavoro
M. r. HERRTCK, Trasiconted,y
^Li"rrno tts';;;;;;)1,1O;;;t"i,*rrt in ltalv,urbanaPadova rg8)'
di attori impegnati a miscelare tragico e comico, che usa I'inreccio come puro borrbr-rrrifi nel Rinascim\nto italiano,
11622;M. prERr,
pretesto; l'altro che, nel melodramma, sviluppa invece la tessitura verbale alta c if-"rf.i. f" Jtllu scena (pittura' scenografia'
saggio .h. i.di.rff,r" "i^*"*^i; pastora-
melodiosa presente nei testi-modello del Pastor fido e, prima, dell'Aminta,
rilppresenrurro.ri) *lla fortuna.
Jiffttiotte delle favole boscherecce e
Quello pastorale d il principale genere teatrale che l'Italia offta alla letteru. ltolio tra xv xvt secolo, Torino 1989
li; ro., Lo nrrri't'o' ;;f;r;";";;;r*, in
e
tura e allo spettacolo europeo contemporaneo, sia negli esremi e piri raffinati pp. rs5-28)'
risultati raggiunti dal Pastor fido sia nel tearo delle macchine e degli attori, I i;;*h."r. it capitolo vlrr' prorr.nii;rii^dt.studi di storia dell'arte' dall'ormai
Assai urili i contributi
soggetti pastorali servono in questo caso a mostrare e a sperimentare apparati recente L.?uPPr, L'am-
scenici grandiosi, in cui siutrlizzano le prime macchine teatrali; spesso dunque classico E. BATTrsr r,L'antirinor6iri'rr' rfi4r.qg rg6z,al l' Materiali e
hiente, lt passagtio e ir territorro,in'ito)io-i.tt'ori, it'olioro,parte r98o'
si annullano e confondono con i temi mitologici, che snaturunol'iniziale pro- spaziali e tecnologie'Tomo
getto pastorale di Tasso e poi Guarini. Mitologiche sono le pastorali di Alexan. problemi, ruri'irZ'.ir.riii,'fi.-Rlr,'cbe
^
der Hardy (Parigi 157z-;:64) eJohn Lily (Kent1154 - Londra fio6); quest'ulti. ,,o'flJ?,?, (r98r), in
comico, satirico, tragico
mo sviluppd al massimo l'uso - gia rniziato da Guarini e seguito da Bonarelli- cfr.R. BRuscAcr,r, G. B. cinzio:
k pp. 16r-86.
delT'underplot otrama secondaria, che permette allafavoladi accentuare i moti. ur.,"{i[in, iitto ciwltd estense,Pisa 1983, molto piri studiata e ci-
vi romanzeschi e in tal modo propone futuri esiti nel poema epico e nel roman. Ricchissima la biblio grafia."lil;;;i^f"ailusso' Teatro' a cura di
zo Ln prosa, nuovo genere che assorbiri il dramma pastorale. Pensiamo al ro. rnta di quella d,e;-riiriye'*;iisi rimand
^i''io"o'
manzo pastorale, al7'Astrde di Honor6 d'Urf6e (Marsiglia ry68-r6z), che invir
,Eilcasodinotarechequesto.melodrammametastasianorovescialaconclusione'delPastorfido
alla grande corte di Enrico IV le aristocratiche allegorie del genere, ora privc di sidott", come Mirtillo' diversa-
.li Guarini perch6 Aminta, pastorello riffi.i"a.."i. "i".."
dei connotati religiosi per Guarini fondamentali.
La pastorale s6guita nella versione melodrammatic ; con rigore d'intreccio
,,'*,.-a" tJi;.sffi r,An:,ffii;;;,!r:i2i7ru,r,r7ei-e6(trad. it. Le esperienze di'vitbetmMei-

e misura della parola in Metastasio, che ripropone il mito dell'eti dell'oro nel rlrr, Milano 1954,I, P' 9r)'
724 Guarini Il pastor fido
Milano 1981, pp. 3-9i,nonch6 al saggio di G. M. Anselml
ryI _Guqlielminetti,
m questo stesso volume delle ODere, pp.!oz-zt. Sulla foituna
La Citti del Sole-
drlpnstolriiiii
cfr. y. N. PERELL e,, The critical Fortu:ne'of
niuiii, c"arini,s ,,Il di Tommaso Campanella
pastorfido,, Fl.
renze 1973.
i
Al dramma oastorale dedicato il VII Convegno del Centro di Studi
sul
Teatro medioevale e rinascimentale, *oltori;;l'dt;, i
cui Atti sono intitolatl
Origine del dramma pastorale in Europa, ,il;b" iid,
FRANCA ANGELINT

r. Genesi e storia.

Finch6 rimarranno prigionieri di questo mondo imperfetto e mediocre, gli


tuomini ordinari non saranno mai in grado di attingere le delizie della Citti Fe-
lice. Obnubilati dall"'amor di s6", abbacinati dagli idoli usurpatori che spa-
tlroneggiano sulla cittd terrena, posseduti dal ddmone dell'egoismo e della cu-
piditas, gli uomini intenti nelle loro ordinarie occupaziom non sanno infatti
che in un luogo remoto e sconosciuto una comuniti di santi ha nel frattempo
cdificato il Regno d'Utopia. Soltanto i loro simili dotati di grande coraggio e
spirito d'awentura poranno farne conoscenza. Sfidando indicibili taversie e
affrontando naufragi e vicissitudini inenarrabili, gli spiriti eletti raggiungeran-
rro Ie sponde dell'IsolaBeata. Una volta approdati, scruteranno le forme di vi-
ta dei cittadini d'Utopia, ne indagheranno costumi, abitudini, sistema politico
c credenze finch6, acquisita e memorizzatala documentazione,non faranno ri-
torno nel mondo "di qui" per offrire I'accuratarelazione di cid che hanno visto
c sentito. Soltanto a questo punto gli uomini ordinari potranno scuotersi dal
torpore di un'esistenza intrinsecamente corotta e sorda ai richiami divino-
naturali. La citti imperfetta sari messa nelle condizioni di riscattare se stessa,
di riscoprire il Bene perduto, di risollevarsi dalla Caduta. I sacrifici dell'av-
venturoso intermediario che ha trasmesso la conoscenza saranno ricompensati
c anche questo mondo, finalmente strappato il velo che ne aveva sinora occul-
tato l'autentica natura, potrd awiarsi lungo la strada della perfezione e dell'ar-
monia.
L'rnetzia e l'opaciD del presente, la discordia e la confusione che regnano
nel cuore degli uomini, gli squilibri e le dissonanze della vita associata, dauna
parte. Il raggiungimento di un traguardo finale di armoniarcaluzata, all'esre-
mo opposto. E ra le due polariti, i messaggeri di un'idea inaudita e rivoluzio-
naflaper i codici culturali dell'Occidente cristiano, destinata a scombussolare i
delicati rapporti che gli uomini inmattengono con la dimensione del possibile
c dell'osabile: la convinzione, cioE, << che un mutamento nell'ordine dell'Essere
rienti nell'ambito dell'azione umana, che questo atto salvifico sia possibile gra-

* In questo saggio, latrattazione relativa ai modelli e alle fonti dell'opera i confluita nella sezio-
ne prima.