Sei sulla pagina 1di 19

IL VECCHIO E IL NUOVO PIANO CASA

A CONFRONTO
con le nuove disposizioni dettate
dalla legge regionale n. 32 del 29 novembre 2013
(Bur n. 103 del 30/11/2013) - in vigore dal 1° dicembre 2013

Il primo dicembre 2013 è entrata in vigore la legge regionale n. 32 del 29 novem-


bre 2013, terza edizione del Piano casa emesso per la prima volta con la legge re-
gionale n. 14 dell’8 luglio 2009 e successivamente aggiornato con la legge regio-
nale n. 13 dell’8 luglio 2011 (secondo Piano casa).
Poichè è una legge di proroga, il testo consiste nell’aggiornamento della legge
originaria, aggiornamento che comporta cancellazioni, modifiche, aggiunte.
Pensando di fare cosa utile ai geometri, pubblichiamo in due colonne parallele il
testo della legge n. 14/2009 vigente fino al 30 novembre 2013 (vecchio Piano ca-
sa) con le parti cancellate e quelle sostituite, e a fronte il testo della stessa legge
regionale n. 14/2009 coordinato con la nuova legge n. 32/2013, comprendente
anche le aggiunte, cioè il nuovo Piano casa vigente dal 1° dicembre 2013.
Di seguito pubblichiamo le modifiche apportate ad altre leggi regionali, come la
legge n. 11/2004 e n. 50/2012, e nuove disposizioni.

Testo coordinato a cura di Mariangela Ballo


La legge regionale n. 32 del 29 novembre 2013 si trova in Bur n. 103 del 30/11/2013
(www.regione.veneto.it/bollettino ufficiale)

COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA 1


LE MODIFICHE Testo coordinato con la legge
AL “VECCHIO” PIANO CASA regionale 29 novembre 2013, n. 32
Legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 “NUOVO” PIANO CASA
in vigore fino al 30 novembre 2013 in vigore dal 1° dicembre 2013
barrate le parti cancellate; in corsivo le parti modificate
Art. 1 - Finalità. Art. 1 - Finalità.
1. La Regione del Veneto promuove misure per il soste- 1. La Regione del Veneto promuove misure per il soste-
gno del settore edilizio attraverso interventi finalizzati al gno del settore edilizio attraverso interventi finalizzati:
miglioramento della qualità abitativa per preservare, a) al miglioramento della qualità abitativa per preservare,
mantenere, ricostituire e rivitalizzare il patrimonio edili- mantenere, ricostituire e rivitalizzare il patrimonio edili-
zio esistente nonché per favorire l’utilizzo dell’edilizia zio esistente, nonché a favorire l’utilizzo dell’edilizia so-
sostenibile e delle fonti di energia rinnovabili. stenibile e delle fonti di energia rinnovabili;
1. La Regione del Veneto promuove misure per il soste- b) ad incentivare l’adeguamento sismico e l’eliminazione
gno del settore edilizio attraverso interventi finalizzati: delle barriere architettoniche negli edifici esistenti;
a) al miglioramento della qualità abitativa per preserva- c) ad incentivare la demolizione e ricostruzione in area
re, mantenere, ricostituire e rivitalizzare il patrimonio idonea di edifici esistenti che ricadono in aree dichiarate
edilizio esistente, nonché a favorire l’utilizzo dell’edilizia ad alta pericolosità idraulica;
sostenibile e delle fonti di energia rinnovabili; d) a favorire la rimozione e lo smaltimento della copertu-
b) ad incentivare l’adeguamento sismico e l’eliminazione ra in cemento amianto di edifici esistenti.
delle barriere architettoniche negli edifici esistenti; 2. Le disposizioni di cui alla presente legge si applicano
c) ad incentivare la demolizione e ricostruzione in area anche agli edifici soggetti a specifiche forme di tutela a
idonea di edifici esistenti che ricadono in aree dichiarate condizione che gli interventi possano essere autorizzati ai
ad alta pericolosità idraulica; sensi della normativa statale, regionale o dagli strumenti
d) a favorire la rimozione e lo smaltimento della copertu- urbanistici e territoriali.
ra in cemento amianto di edifici esistenti. 3. Nel caso di edifici che sorgono su aree demaniali o vin-
2. Le disposizioni di cui alla presente legge si applicano colate ad uso pubblico, gli interventi edilizi sono subordi-
anche agli edifici soggetti a specifiche forme di tutela a nati allo specifico assenso dell’ente tutore del vincolo.
condizione che gli interventi possano essere autorizzati ai
sensi della normativa statale, regionale o dagli strumenti [Nuovo articolo]
urbanistici e territoriali. Art. 1 bis - Definizioni e modalità applicative.
3. Nel caso di edifici che sorgono su aree demaniali o vin- 1. Ai fini della presente legge:
colate ad uso pubblico, gli interventi di cui agli articoli 2, a) per prima abitazione del proprietario o prima casa di
3, 4 e 5 edilizi sono subordinati allo specifico assenso abitazione si intendono le unità immobiliari in proprietà,
dell’ente titolare della proprietà demaniale o tutore del usufrutto o altro diritto reale in cui l’avente titolo o i suoi
vincolo. familiari risiedano oppure si obblighino a stabilire la resi-
denza e a mantenerla;
b) per familiari si intendono il coniuge, i parenti entro il
terzo grado in linea retta e collaterale e gli affini entro il
secondo grado e altri aventi diritto;
c) per edificio residenziale unifamiliare si intende la co-
struzione funzionalmente indipendente, anche se a schie-
ra, che disponga di uno o più accessi, destinata all’abita-
zione di un singolo nucleo familiare.
2. Gli ampliamenti e gli incrementi in termini di volume o
di superficie esistenti sono determinati sulla base dei para-
metri edificatori stabiliti dallo strumento urbanistico.
3. Nei limiti degli ampliamenti e degli incrementi volu-
metrici consentiti non vanno calcolati i volumi scomputa-
bili ai sensi della normativa vigente.
4. Gli interventi di cui agli articoli 2, 3, 3 ter e 4 sono con-
sentiti una sola volta anche se possono essere realizzati in
più fasi, fino al raggiungimento degli ampliamenti o de-
gli incrementi volumetrici e di superficie complessiva-
mente previsti.

2 COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA


LE MODIFICHE Testo coordinato con la legge
regionale 29 novembre 2013, n. 32
AL “VECCHIO” PIANO CASA
Legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 “NUOVO” PIANO CASA
in vigore fino al 30 novembre 2013 in vigore dal 1° dicembre 2013
barrate le parti cancellate; in corsivo le parti modificate
Art. 2 - Interventi edilizi di ampliamento. Art. 2 - Interventi edilizi di ampliamento.
1. Per le finalità di cui all’articolo 1, in deroga alle previ- 1. In deroga alle previsioni dei regolamenti comunali e
sioni dei regolamenti comunali e degli strumenti urbani- degli strumenti urbanistici e territoriali comunali, provin-
stici e territoriali comunali, provinciali e regionali, è con- ciali e regionali, ivi compresi i piani ambientali dei parchi
sentito l’ampliamento degli edifici esistenti nei limiti del regionali, è consentito l’ampliamento degli edifici esi-
20 per cento del volume se destinati ad uso residenziale e stenti al 31 ottobre 2013 nei limiti del 20 per cento del vo-
del 20 per cento della superficie coperta se adibiti ad uso lume, o della superficie; è comunque consentito un am-
diverso. Resta fermo che nei limiti dell’ampliamento non pliamento fino a 150 metri cubi per gli edifici residenzia-
vanno calcolati i volumi scomputabili ai sensi della nor- li unifamiliari da destinarsi a prima casa di abitazione.
mativa vigente. Resta fermo che sia l’edificio che l’ampliamento devono
1. In deroga alle previsioni dei regolamenti comunali e insistere in zona territoriale omogenea propria.
degli strumenti urbanistici e territoriali comunali, pro- 2. L’ampliamento di cui al comma 1 può essere realizza-
vinciali e regionali, ivi compresi i piani ambientali dei to in aderenza, utilizzando un corpo edilizio già esistente
parchi regionali, è consentito l’ampliamento degli edifici ovvero con la costruzione di un corpo edilizio separato. Il
esistenti al 31 ottobre 2013 nei limiti del 20 per cento del corpo edilizio separato, esistente o di nuova costruzione,
volume, o della superficie; è comunque consentito un am- deve trovarsi sullo stesso lotto di pertinenza dell’edificio
pliamento fino a 150 metri cubi per gli edifici residenzia- che genera l’ampliamento o su un lotto confinante; l’am-
li unifamiliari da destinarsi a prima casa di abitazione. pliamento può essere, altresì, realizzato su un altro lotto,
Resta fermo che sia l’edificio che l’ampliamento devono purché lo stesso si trovi a non più di 200 metri, misurabi-
insistere in zona territoriale omogenea propria. li in linea d’aria, rispetto al lotto di pertinenza dell’edifi-
2. L’ampliamento di cui al comma 1 deve essere realizza- cio che genera l’ampliamento e appartenga, già alla data
to in aderenza rispetto al fabbricato esistente o utilizzan- del 31 ottobre 2013, al medesimo proprietario o al di lui
do un corpo edilizio contiguo già esistente; ove ciò non coniuge o figlio.
risulti possibile oppure comprometta l’armonia estetica 3. Nei limiti dell’ampliamento di cui al comma 1 sono da
del fabbricato esistente può essere autorizzata la costru- computare l’eventuale recupero dei sottotetti esistenti al
zione di un corpo edilizio separato. 31 ottobre 2013 aventi le caratteristiche di cui all’artico-
2. L’ampliamento di cui al comma 1 può essere realizza- lo 2, comma 1, lettere a) e b) della legge regionale 6 apri-
to in aderenza, utilizzando un corpo edilizio già esistente le 1999, n. 12 “Recupero dei sottotetti esistenti a fini abi-
ovvero con la costruzione di un corpo edilizio separato. tativi” con esclusione dei sottotetti esistenti oggetto di
Il corpo edilizio separato, esistente o di nuova costruzio- contenzioso in qualsiasi stato e grado del procedimento.
ne, deve trovarsi sullo stesso lotto di pertinenza dell’edi- 4. In caso di edifici composti da più unità immobiliari
ficio che genera l’ampliamento o su un lotto confinante; l'ampliamento può essere realizzato anche separatamente
l’ampliamento può essere, altresì, realizzato su un altro per ciascuna di esse, compatibilmente con le leggi che di-
lotto, purché lo stesso si trovi a non più di 200 metri, mi- sciplinano il condominio negli edifici, fermo restando il
surabili in linea d’aria, rispetto al lotto di pertinenza del- limite complessivo stabilito al comma 1. In ipotesi di ca-
l’edificio che genera l’ampliamento e appartenga, già al- se a schiera l’ampliamento è ammesso qualora venga rea-
la data del 31 ottobre 2013, al medesimo proprietario o lizzato in maniera uniforme con le stesse modalità su tut-
al di lui coniuge o figlio. te le case appartenenti alla schiera, ad eccezione delle
3. Nei limiti dell’ampliamento di cui al comma 1 sono da unità di testa che possono avere forma diversa.
computare l’eventuale recupero dei sottotetti esistenti al 5. La percentuale di cui al comma 1 è elevata di un ulte-
31 maggio 2011 31 ottobre 2013 aventi le caratteristiche riore 10 per cento nel caso di utilizzo di tecnologie che
di cui all’articolo 2, comma 1, lettere a) e b) della legge prevedano l’uso di qualsiasi fonte di energia rinnovabile
regionale 6 aprile 1999, n. 12 “Recupero dei sottotetti esi- con una potenza non inferiore a 3 kW, ancorché già in-
stenti a fini abitativi” con esclusione dei sottotetti esisten- stallati.
ti oggetto di contenzioso in qualsiasi stato e grado del 5 bis. La percentuale di cui al comma 1 è elevata di un ul-
procedimento. teriore 15 per cento per gli edifici residenziali, purché vi
4. In caso di edifici composti da più unità immobiliari sia un contestuale intervento di riqualificazione dell’inte-
l'ampliamento può essere realizzato anche separatamente ro edificio che ne porti la prestazione energetica, come

COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA 3


LE MODIFICHE Testo coordinato con la legge
regionale 29 novembre 2013, n. 32
AL “VECCHIO” PIANO CASA
Legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 “NUOVO” PIANO CASA
in vigore fino al 30 novembre 2013 in vigore dal 1° dicembre 2013
barrate le parti cancellate; in corsivo le parti modificate
per ciascuna di esse, compatibilmente con le leggi che di- definita dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192
sciplinano il condominio negli edifici, fermo restando il “Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendi-
limite complessivo stabilito al comma 1. In ipotesi di ca- mento energetico nell’edilizia” e dal decreto del Presi-
se a schiera l’ampliamento è ammesso qualora venga rea- dente della Repubblica 2 aprile 2009, n. 59 “Regola-
lizzato in maniera uniforme con le stesse modalità su tut- mento di attuazione dell’articolo 4, comma 1, lettere a) e
te le case appartenenti alla schiera, ad eccezione delle b), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, concer-
unità di testa che possono avere forma diversa. nente attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendi-
4 bis. Per gli edifici residenziali in zona agricola l’am- mento energetico in edilizia” e successive modificazioni,
pliamento del 20 per cento, qualora sia realizzato sulla alla corrispondente classe B.
prima casa di abitazione, è calcolato sulla volumetria 5 ter. La percentuale di cui al comma 1 è elevata di un ul-
massima assentibile ai sensi della vigente normativa. teriore 5 per cento per gli edifici residenziali e 10 per cen-
Limitatamente agli edifici composti da due unità immo- to per gli edifici ad uso diverso, qualora l’intervento pre-
biliari, anche se sovrapposte, e ai soli fini del calcolo de- veda la messa in sicurezza sismica dell’intero edificio,
gli ampliamenti previsti dal presente articolo, la volume- purché la stessa non sia già obbligatoria per legge.
tria massima assentibile è riferita a ciascuna unità immo-
biliare anziché all’intero edificio, fermo restando il rispet-
to di quanto previsto al comma 4.
5. La percentuale di cui al comma 1 è elevata di un ulte-
riore 10 per cento nel caso di utilizzo di tecnologie che
prevedano l’uso di fonti qualsiasi fonte di energia rinno-
vabile con una potenza non inferiore a 3 Kw 3 kW, ancor-
ché già installati.
5 bis. La percentuale di cui al comma 1 è elevata di un ul-
teriore 15 per cento per gli edifici residenziali, purché vi
sia un contestuale intervento di riqualificazione dell’inte-
ro edificio che ne porti la prestazione energetica, come
definita dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192
“Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendi-
mento energetico nell’edilizia” e dal decreto del Presi-
dente della Repubblica 2 aprile 2009, n. 59 “Regola-
mento di attuazione dell’articolo 4, comma 1, lettere a) e
b), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, concer-
nente attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendi-
mento energetico in edilizia” e successive modificazioni,
alla corrispondente classe B.
5 ter. La percentuale di cui al comma 1 è elevata di un ul-
teriore 5 per cento per gli edifici residenziali e 10 per
cento per gli edifici ad uso diverso, qualora l’intervento
preveda la messa in sicurezza sismica dell’intero edificio,
purché la stessa non sia già obbligatoria per legge.
Art. 3 - Interventi per favorire il rinnovamento del Art. 3 - Interventi per favorire il rinnovamento del
patrimonio edilizio esistente. patrimonio edilizio esistente.
1. La Regione promuove la sostituzione e il rinnovamento 1. La Regione promuove la sostituzione e il rinnovamen-
del patrimonio edilizio esistente al 31 ottobre 2013 me- to del patrimonio edilizio esistente al 31 ottobre 2013 me-
diante la demolizione e ricostruzione degli edifici realizza- diante la demolizione e ricostruzione degli edifici legitti-
ti anteriormente al 1989 e legittimati da titoli abilitativi che mati da titoli abilitativi che necessitano di essere adegua-
necessitano di essere adeguati agli attuali standard qualita- ti agli attuali standard qualitativi, architettonici, energeti-
tivi, architettonici, energetici, tecnologici e di sicurezza. ci, tecnologici e di sicurezza.

4 COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA


LE MODIFICHE Testo coordinato con la legge
regionale 29 novembre 2013, n. 32
AL “VECCHIO” PIANO CASA
Legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 “NUOVO” PIANO CASA
in vigore fino al 30 novembre 2013 in vigore dal 1° dicembre 2013
barrate le parti cancellate; in corsivo le parti modificate
2. Per incentivare gli interventi di cui al comma 1 finaliz- 2. Gli interventi di cui al comma 1 finalizzati al persegui-
zati al perseguimento degli attuali standard qualitativi ar- mento degli attuali standard qualitativi architettonici,
chitettonici, energetici, tecnologici e di sicurezza in dero- energetici, tecnologici e di sicurezza, sono consentiti in
ga alle previsioni dei regolamenti comunali e degli stru- deroga alle previsioni dei regolamenti comunali e degli
menti urbanistici e territoriali, comunali, provinciali e re- strumenti urbanistici e territoriali, comunali, provinciali e
gionali, sono consentiti interventi di demolizione e rico- regionali, ivi compresi i piani ambientali dei parchi regio-
struzione anche parziali che prevedano aumenti fino al 40 nali. La demolizione e ricostruzione, purché gli edifici
per cento del volume demolito per gli edifici residenziali siano situati in zona territoriale omogenea propria, può
e fino al 40 per cento della superficie coperta demolita per avvenire anche parzialmente e può prevedere incrementi
quelli adibiti ad uso diverso, purché situati in zona territo- del volume o della superficie:
riale propria e solo qualora per la ricostruzione vengano a) fino al 70 per cento, qualora per la ricostruzione ven-
utilizzate tecniche costruttive di cui alla legge regionale 9 gano utilizzate tecniche costruttive che portino la presta-
marzo 2007, n. 4 “Iniziative ed interventi regionali a favo- zione energetica dell’edificio, come definita dal decreto
re dell’edilizia sostenibile”. A tali fini la Giunta regionale, legislativo 19 agosto 2005, n. 192 “Attuazione della diret-
entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente tiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’e-
legge, integra le linee guida di cui all’articolo 2 della leg- dilizia” e dal decreto del Presidente della Repubblica 2
ge regionale n. 4/2007 , prevedendo la graduazione della aprile 2009, n. 59 “Regolamento di attuazione dell’artico-
volumetria assentibile in ampliamento in funzione della lo 4, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 19
qualità ambientale ed energetica dell’intervento. agosto 2005, n. 192, concernente attuazione della diretti-
2. Gli interventi di cui al comma 1 finalizzati al persegui- va 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia” e
mento degli attuali standard qualitativi architettonici, successive modificazioni, alla corrispondente classe A;
energetici, tecnologici e di sicurezza, sono consentiti in b) fino all’80 per cento, qualora l’intervento comporti l’u-
deroga alle previsioni dei regolamenti comunali e degli tilizzo delle tecniche costruttive di cui alla legge regiona-
strumenti urbanistici e territoriali, comunali, provinciali le 9 marzo 2007, n. 4 “Iniziative ed interventi regionali a
e regionali, ivi compresi i piani ambientali dei parchi re- favore dell’edilizia sostenibile”. A tali fini la Giunta regio-
gionali. La demolizione e ricostruzione, purché gli edifi- nale integra le linee guida di cui all’articolo 2 della legge
ci siano situati in zona territoriale omogenea propria, regionale 9 marzo 2007, n. 4, prevedendo la graduazione
può avvenire anche parzialmente e può prevedere incre- della volumetria assentibile in ampliamento in funzione
menti del volume o della superficie: della qualità ambientale ed energetica dell’intervento.
a) fino al 70 per cento, qualora per la ricostruzione ven- 3. Gli interventi di cui al comma 2, qualora comportino
gano utilizzate tecniche costruttive che portino la presta- una ricomposizione planivolumetrica che comporti una
zione energetica dell’edificio, come definita dal decreto modifica sostanziale con la ricostruzione del nuovo edifi-
legislativo 19 agosto 2005, n. 192 “Attuazione della di- cio su un’area di sedime completamente diversa, sono as-
rettiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nel- sentiti, in deroga all’articolo 6, mediante rilascio del per-
l’edilizia” e dal decreto del Presidente della Repubblica messo di costruire, ai sensi del Capo II del Titolo I della
2 aprile 2009, n. 59 “Regolamento di attuazione dell’ar- Parte I del decreto del Presidente della Repubblica 6 giu-
ticolo 4, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo gno 2001, n. 380 “Testo unico delle disposizioni legisla-
19 agosto 2005, n. 192, concernente attuazione della di- tive e regolamentari in materia edilizia” e successive mo-
rettiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia” dificazioni.
e successive modificazioni, alla corrispondente classe A; 4. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano
b) fino all’80 per cento, qualora l’intervento comporti l’u- anche nel caso che gli edifici siano demoliti o in corso di
tilizzo delle tecniche costruttive di cui alla legge regiona- demolizione sulla base di un regolare titolo abilitativo.
le 9 marzo 2007, n. 4 “Iniziative ed interventi regionali a
favore dell’edilizia sostenibile”. A tali fini la Giunta regio-
nale integra le linee guida di cui all’articolo 2 della legge
regionale 9 marzo 2007, n. 4, prevedendo la graduazione
della volumetria assentibile in ampliamento in funzione
della qualità ambientale ed energetica dell’intervento.

COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA 5


LE MODIFICHE Testo coordinato con la legge
regionale 29 novembre 2013, n. 32
AL “VECCHIO” PIANO CASA
Legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 “NUOVO” PIANO CASA
in vigore fino al 30 novembre 2013 in vigore dal 1° dicembre 2013
barrate le parti cancellate; in corsivo le parti modificate
3. La percentuale del 40 per cento può essere elevata al 50
per cento nel caso in cui l’intervento di cui al comma 2
comporti una ricomposizione planivolumetrica con forme
architettoniche diverse da quelle esistenti comportanti la
modifica dell’area di sedime nonché delle sagome degli
edifici originari e sia oggetto di un piano attuativo ai sen-
si della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 “Norme per
il governo del territorio” e successive modificazioni.
3. Gli interventi di cui al comma 2, qualora comportino
una ricomposizione planivolumetrica che comporti una
modifica sostanziale con la ricostruzione del nuovo edifi-
cio su un’area di sedime completamente diversa, sono as-
sentiti, in deroga all’articolo 6, mediante rilascio del per-
messo di costruire, ai sensi del Capo II del Titolo I della
Parte I del decreto del Presidente della Repubblica 6 giu-
gno 2001, n. 380 “Testo unico delle disposizioni legisla-
tive e regolamentari in materia edilizia” e successive mo-
dificazioni.
4. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano
anche nel caso che gli edifici siano demoliti o in corso di
demolizione sulla base di un regolare titolo abilitativo,
purché, all’entrata in vigore della presente legge, non sia
già avvenuta la ricostruzione.

[Nuovo articolo]
Art. 3 bis - Interventi nelle zone agricole.
1. Nelle zone agricole gli interventi di cui agli articoli 2 e
3 sono consentiti limitatamente agli edifici a destinazione
residenziale e a quelli funzionalmente destinati alla con-
duzione del fondo agricolo.
2. Per gli edifici residenziali in zona agricola l’amplia-
mento, qualora realizzato sulla prima casa di abitazione,
è calcolato sulla volumetria massima assentibile ai sensi
della vigente normativa. Limitatamente agli edifici com-
posti da due unità immobiliari, anche se sovrapposte, e ai
soli fini del calcolo dell’ampliamento, la volumetria mas-
sima assentibile è riferita a ciascuna unità immobiliare
anziché all’intero edificio, fermo restando il rispetto di
quanto previsto dall’articolo 2, comma 4.
3. L’ampliamento di cui all’articolo 2 e l’eventuale am-
pliamento previsto dall’articolo 44, comma 5, della legge
regionale 23 aprile 2004, n. 11 “Norme per il governo del
territorio e in materia di paesaggio” e successive modifi-
cazioni, possono essere realizzati recuperando la struttu-
ra agricolo-produttiva non più funzionale alla conduzione
del fondo, ancorché separata dall’edificio principale, o
con la costruzione di un corpo edilizio separato, ai sensi
dell’articolo 2, comma 2.

6 COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA


LE MODIFICHE Testo coordinato con la legge
regionale 29 novembre 2013, n. 32
AL “VECCHIO” PIANO CASA
Legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 “NUOVO” PIANO CASA
in vigore fino al 30 novembre 2013 in vigore dal 1° dicembre 2013
barrate le parti cancellate; in corsivo le parti modificate
[Nuovo articolo]
Art. 3 ter - Interventi per favorire la rimozione e lo
smaltimento dell’amianto.
1. Per gli interventi sugli edifici esistenti che comportano
la rimozione e lo smaltimento della copertura in cemento
amianto, qualora ciò non sia già obbligatorio per legge, è
concesso un ampliamento fino al 10 per cento del volume
o della superficie, anche in deroga ai parametri dello stru-
mento urbanistico comunale.

[Nuovo articolo]
Art. 3 quater - Interventi su edifici in aree dichiara-
te ad alta pericolosità idraulica e idrogeologica.
1. Per gli edifici ricadenti nelle aree dichiarate ad alta pe-
ricolosità idraulica o idrogeologica è consentita l’integra-
le demolizione e la successiva ricostruzione in zona terri-
toriale omogenea propria non dichiarata di pericolosità
idraulica o idrogeologica, anche in deroga ai parametri
dello strumento urbanistico comunale, con un incremento
fino al 50 per cento del volume o della superficie.
2. Limitatamente agli edifici a destinazione residenziale,
la ricostruzione di cui al comma 1 è consentita anche in
zona agricola, purché caratterizzata dalla presenza di un
edificato già consolidato e sempre che l’area non sia og-
getto di specifiche norme di tutela da parte degli strumen-
ti urbanistici o territoriali che ne impediscano l’edifica-
zione.
3. La demolizione dell’edificio deve avvenire entro tre
mesi dal rilascio del certificato di agibilità per gli edifici
ricostruiti; in caso di mancata demolizione trovano appli-
cazione le disposizioni di cui all’articolo 31 del DPR n.
380/2001.
4. Agli edifici ricostruiti ai sensi del presente articolo non
si applicano le disposizioni di cui agli articoli 2, 3 e 4.”.

Art. 4 - Interventi per favorire la riqualificazione Art. 4 - Interventi per favorire la riqualificazione
degli insediamenti turistici e ricettivi. degli insediamenti turistici e ricettivi.
1. Fermo restando quanto consentito dagli articoli 1, 2 e 1. Fermo restando quanto consentito dagli articoli 1, 2 e
3 è possibile ampliare fino al 20 per cento le attrezzature 3 è possibile ampliare fino al 20 per cento le attrezzature
all’aperto di cui all’allegato S/4 lettera b) e lettera d) nu- all’aperto di cui all’allegato S/4 lettera b) e lettera d) nu-
meri 1) e 2) della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 meri 1) e 2) della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33
“Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo”, “Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo”,
anche se ricadenti in area demaniale. anche se ricadenti in area demaniale.
2. Nell’ipotesi in cui gli insediamenti turistici, ricettivi e 2. Nell’ipotesi in cui gli insediamenti turistici, ricettivi e
ricreativi effettuino investimenti nell’ambito degli inter- ricreativi effettuino investimenti nell’ambito degli inter-
venti di cui al comma 1, le concessioni demaniali marit- venti di cui al comma 1, le concessioni demaniali marit-
time si intendono prorogate per la durata massima previ- time si intendono prorogate per la durata massima previ-
sta dalle vigenti normative nazionali e regionali. sta dalle vigenti normative nazionali e regionali.
Nell’ipotesi in cui gli insediamenti turistici, ricettivi e ri- Nell’ipotesi in cui gli insediamenti turistici, ricettivi e ri-

COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA 7


LE MODIFICHE Testo coordinato con la legge
regionale 29 novembre 2013, n. 32
AL “VECCHIO” PIANO CASA
Legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 “NUOVO” PIANO CASA
in vigore fino al 30 novembre 2013 in vigore dal 1° dicembre 2013
barrate le parti cancellate; in corsivo le parti modificate
creativi effettuino investimenti nell’ambito degli inter- creativi effettuino investimenti nell’ambito degli inter-
venti di cui al comma 1, le concessioni demaniali marit- venti di cui al comma 1, le concessioni demaniali marit-
time si intendono prorogate per la durata massima previ- time si intendono prorogate per la durata massima previ-
sta dalle vigenti normative nazionali e regionali. sta dalle vigenti normative nazionali e regionali.

Art. 5 - Interventi per favorire l’installazione di im- Art. 5 - Interventi per favorire l’installazione di im-
pianti solari e fotovoltaici e di altri sistemi di capta- pianti solari e fotovoltaici e di altri sistemi di capta-
zione delle radiazioni solari. zione delle radiazioni solari.
1. Non concorrono a formare cubatura sulle abitazioni esi- 1. Non concorrono a formare cubatura sulle abitazioni esi-
stenti alla data di entrata in vigore della presente legge: stenti alla data di entrata in vigore della presente legge:
a) i sistemi di captazione delle radiazioni solari addossa- a) i sistemi di captazione delle radiazioni solari addossa-
ti o integrati negli edifici, quali serre bioclimatiche, pare- ti o integrati negli edifici, quali serre bioclimatiche, pare-
ti ad accumulo e muri collettori, atti allo sfruttamento ti ad accumulo e muri collettori, atti allo sfruttamento
passivo dell’energia solare, sempreché correlati con il passivo dell’energia solare, sempreché correlati con il
calcolo di progetto degli impianti termomeccanici; calcolo di progetto degli impianti termomeccanici;
b) le pensiline e le tettoie finalizzate all’installazione di b) le pensiline e le tettoie finalizzate all’installazione di
impianti solari e fotovoltaici, così come definiti dalla nor- impianti solari e fotovoltaici, così come definiti dalla nor-
mativa statale, di tipo integrato o parzialmente integrato, mativa statale, di tipo integrato o parzialmente integrato,
con potenza non superiore a 6 kWp. con potenza non superiore a 6 kWp.
2. Le strutture e gli impianti di cui al comma 1 sono rea- 2. Le strutture e gli impianti di cui al comma 1 sono rea-
lizzabili anche in zona agricola e sono sottoposte a de- lizzabili anche in zona agricola e sono sottoposte a de-
nuncia di inizio attività (DIA) in deroga alle previsioni nuncia di inizio attività (DIA) in deroga alle previsioni
dei regolamenti comunali e degli strumenti urbanistici e dei regolamenti comunali e degli strumenti urbanistici e
territoriali fatto salvo quanto previsto dal decreto legisla- territoriali fatto salvo quanto previsto dal decreto legisla-
tivo 22 gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e tivo 22 gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e
del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio
2002, n. 137” e successive modificazioni. 2002, n. 137” e successive modificazioni.
3. La Giunta regionale, entro novanta giorni dalla data di 3. La Giunta regionale, entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, stabilisce le carat- entrata in vigore della presente legge, stabilisce le carat-
teristiche tipologiche e dimensionali delle strutture e de- teristiche tipologiche e dimensionali delle strutture e de-
gli impianti di cui al comma 1. gli impianti di cui al comma 1.

Art. 6 - Titolo abilitativo edilizio e procedimento. Art. 6 - Titolo abilitativo edilizio e procedimento.
1. Le disposizioni della presente legge di carattere straor- 1. Le disposizioni della presente legge di carattere straor-
dinario prevalgono sulle norme dei regolamenti degli en- dinario prevalgono sulle norme dei regolamenti degli en-
ti locali e sulle norme tecniche dei piani e regolamenti ur- ti locali e sulle norme tecniche dei piani e regolamenti ur-
banistici contrastanti con esse. banistici contrastanti con esse.
2. Gli interventi di cui agli articoli 2, 3 e 4 sono sottopo- 2. Gli interventi di cui agli articoli 2, 3 e 4 sono sottopo-
sti a denuncia di inizio attività (DIA) ai sensi degli artico- sti a denuncia di inizio attività (DIA) ai sensi degli artico-
li 22 e seguenti del decreto del Presidente della Repub- li 22 e seguenti del decreto del Presidente della Repub-
blica 6 giugno 2001, n. 380 “Testo unico delle disposizio- blica 6 giugno 2001, n. 380 “Testo unico delle disposizio-
ni legislative e regolamentari in materia edilizia” e suc- ni legislative e regolamentari in materia edilizia” e suc-
cessive modifiche e integrazioni. cessive modifiche e integrazioni.
3. La DIA deve essere corredata dalla seguente documen- 3. La DIA deve essere corredata dalla seguente documen-
tazione: tazione:
a) attestazione del titolo di legittimazione; a) attestazione del titolo di legittimazione;
b) asseverazione del professionista abilitato che sottoscri- b) asseverazione del professionista abilitato che sottoscri-
ve la DIA, con la quale attesta la conformità delle opere ve la DIA, con la quale attesta la conformità delle opere

8 COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA


LE MODIFICHE Testo coordinato con la legge
regionale 29 novembre 2013, n. 32
AL “VECCHIO” PIANO CASA
Legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 “NUOVO” PIANO CASA
in vigore fino al 30 novembre 2013 in vigore dal 1° dicembre 2013
barrate le parti cancellate; in corsivo le parti modificate
da realizzare agli strumenti urbanistici e regolamenti edi- da realizzare agli strumenti urbanistici e regolamenti edili-
lizi vigenti e a quelli eventualmente adottati, come inte- zi vigenti e a quelli eventualmente adottati, come integrati
grati dalle norme di cui alla presente legge, nonché la sus- dalle norme di cui alla presente legge, nonché la sussisten-
sistenza di tutte le condizioni cui la presente legge subor- za di tutte le condizioni cui la presente legge subordina la
dina la realizzazione dell’intervento; realizzazione dell’intervento;
c) elaborati progettuali richiesti dal regolamento edilizio c) elaborati progettuali richiesti dal regolamento edilizio e
e dallo strumento urbanistico vigente; dallo strumento urbanistico vigente;
d) parere dell’autorità competente ai sensi dell’articolo d) parere dell’autorità competente ai sensi dell’articolo 23,
23, comma 4, del DPR n. 380/2001 e successive modifi- comma 4, del DPR n. 380/2001 e successive modificazio-
cazioni, nel caso di intervento su immobile vincolato; ni, nel caso di intervento su immobile vincolato;
e) documenti previsti dalla parte seconda del DPR n. e) documenti previsti dalla parte seconda del DPR n.
380/2001 qualora ne ricorrano i presupposti; f) autocerti- 380/2001 qualora ne ricorrano i presupposti; f) autocertifi-
ficazione sulla conformità del progetto alle norme di si- cazione sulla conformità del progetto alle norme di sicurez-
curezza e a quelle igienico-sanitarie. 4. L’esecuzione dei za e a quelle igienico-sanitarie. 4. L’esecuzione dei lavori è
lavori è in ogni caso subordinata agli adempimenti previ- in ogni caso subordinata agli adempimenti previsti dall’ar-
sti dall’articolo 90, comma 9, lettera c) del decreto legis- ticolo 90, comma 9, lettera c) del decreto legislativo 9 apri-
lativo 9 aprile 2008, n. 81 “Attuazione dell’articolo 1 del- le 2008, n. 81 “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 ago-
la legge 3 agosto 2007, n. 123 in materia di tutela della sa- sto 2007, n. 123 in materia di tutela della salute e della si-
lute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. curezza nei luoghi di lavoro.
Art. 7 - Oneri e incentivi. Art. 7 - Oneri e incentivi.
1. Per gli interventi di cui agli articoli 2 e 3 Ferma restan- 1. Ferma restando l’applicazione dell’articolo 17 del DPR
do l’applicazione dell’articolo 17 del DPR n. 380/2001, per n. 380/2001, per gli interventi di cui agli articoli 2, 3, 3 ter
gli interventi di cui agli articoli 2, 3, 3 ter e 3 quater, il con- e 3 quater, il contributo di costruzione è ridotto del 60 per
tributo di costruzione è ridotto del 60 per cento nell’ipotesi cento nell’ipotesi di edificio o unità immobiliari destinati
di edificio o unità immobiliari destinati a prima abitazione a prima abitazione del proprietario o dell’avente titolo;
del proprietario o dell’avente titolo; negli stessi casi, per le negli stessi casi, per le famiglie con un numero di figli pa-
famiglie con un numero di figli pari o superiore a tre, il con- ri o superiore a tre, il contributo afferente al permesso di
tributo afferente al permesso di costruire non è dovuto. costruire non è dovuto.
1 bis. In deroga al comma 1, per gli interventi di cui agli 1 bis. In deroga al comma 1, per gli interventi di cui agli
articoli 2 e 3, 3 ter e 3 quater che utilizzano fonti di ener- articoli 2 e 3, 3 ter e 3 quater che utilizzano fonti di ener-
gia rinnovabile con una potenza non inferiore a 3 kwh 3 gia rinnovabile con una potenza non inferiore a 3 kW , il
kW, il contributo di costruzione: contributo di costruzione:
a) non è dovuto per gli edifici destinati a prima abitazio- a) non è dovuto per gli edifici destinati a prima abitazio-
ne del proprietario o avente titolo; ne del proprietario o avente titolo;
b) può essere ridotto dal comune nella misura del 50 per b) può essere ridotto dal comune nella misura del 50 per
cento per gli edifici adibiti ad uso diverso da quello di cui cento per gli edifici adibiti ad uso diverso da quello di cui
alla lettera a). alla lettera a).
1 ter. Le riduzioni di cui ai commi 1 e 1 bis si intendono 1 ter. Le riduzioni di cui ai commi 1 e 1 bis si intendono
riferite: riferite:
a) nel caso previsto dagli articoli 2 e 3 ter al volume o al- a) nel caso previsto dagli articoli 2 e 3 ter al volume o al-
la superficie ampliati; la superficie ampliati;
b) nel caso previsto dagli articoli 3 e 3 quater al volume b) nel caso previsto dagli articoli 3 e 3 quater al volume
ricostruito e alla nuova superficie comprensivi dell’incre- ricostruito e alla nuova superficie comprensivi dell’incre-
mento. mento.
2. I comuni possono stabilire ulteriori incentivi di caratte- 2. I comuni possono stabilire ulteriori incentivi di caratte-
re economico in caso di utilizzo delle tecniche costruttive re economico in caso di utilizzo delle tecniche costruttive
della bioedilizia o che prevedano il ricorso alle energie della bioedilizia o che prevedano il ricorso alle energie
rinnovabili. rinnovabili.

COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA 9


LE MODIFICHE Testo coordinato con la legge
regionale 29 novembre 2013, n. 32
AL “VECCHIO” PIANO CASA
Legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 “NUOVO” PIANO CASA
in vigore fino al 30 novembre 2013 in vigore dal 1° dicembre 2013
barrate le parti cancellate; in corsivo le parti modificate
2 bis. Per usufruire delle agevolazioni di cui ai commi 1 2 bis. Per usufruire delle agevolazioni di cui ai commi 1
e 1 bis, lettera a), l’obbligo a stabilire e a mantenere la e 1 bis, lettera a), l’obbligo a stabilire e a mantenere la re-
residenza di cui all’articolo 1 bis, comma 1, lettera a) sidenza di cui all’articolo 1 bis, comma 1, lettera a) non
non può essere inferiore ai quarantadue mesi successivi può essere inferiore ai quarantadue mesi successivi al ri-
al rilascio del certificato di agibilità. Qualora si contrav- lascio del certificato di agibilità. Qualora si contravvenga
venga a tale obbligo il comune, a titolo di penale, richie- a tale obbligo il comune, a titolo di penale, richiede il ver-
de il versamento dell’intero contributo altrimenti dovuto samento dell’intero contributo altrimenti dovuto maggio-
maggiorato del 50 per cento; per i comuni turistici la rato del 50 per cento; per i comuni turistici la suddetta
suddetta maggiorazione è pari al 200 per cento.” maggiorazione è pari al 200 per cento.”
Art. 8 - Elenchi e monitoraggio. Art. 8 - Elenchi e monitoraggio.
1. I comuni, a fini conoscitivi, provvedono ad istituire ed 1. I comuni, a fini conoscitivi, istituiscono e aggiornano l’e-
aggiornare l'elenco degli ampliamenti autorizzati ai sensi lenco degli interventi autorizzati ai sensi della presente legge.
degli articoli 2, 3 e 4. 2. L’elenco di cui al comma 1 indica, per ciascun tipo di in-
1 bis. L’elenco di cui al comma 1 indica per ciascun tipo tervento, il volume o la superficie di ampliamento o di in-
di intervento di cui agli articoli 2, 3 e 4, il volume o la su- cremento autorizzati, la localizzazione e se si tratta di pri-
perficie di ampliamento autorizzato. ma casa di abitazione.
1. I comuni, a fini conoscitivi, istituiscono e aggiornano l’e- 3. I volumi e le superfici di ampliamento o di incremento
lenco degli interventi autorizzati ai sensi della presente legge. autorizzati ai sensi della presente legge sono inseriti nel
2. L’elenco di cui al comma 1 indica, per ciascun tipo di quadro conoscitivo di cui all’articolo 10 della legge regio-
intervento, il volume o la superficie di ampliamento o di in- nale 23 aprile 2004, n. 11 e successive modificazioni.
cremento autorizzati, la localizzazione e se si tratta di pri-
ma casa di abitazione.
3. I volumi e le superfici di ampliamento o di incremento
autorizzati ai sensi della presente legge sono inseriti nel
quadro conoscitivo di cui all’articolo 10 della legge regio-
nale 23 aprile 2004, n. 11 e successive modificazioni.

Art. 9 - Ambito di applicazione. Art. 9 - Ambito di applicazione.


1. Gli interventi previsti dagli articoli 2, 3 e 4 3 ter, 3 qua- 1. Gli interventi previsti dagli articoli 2, 3 e 3 ter, 3 qua-
ter e 4 non trovano applicazione per gli edifici: ter e 4 non trovano applicazione per gli edifici:
a) ricadenti all’interno dei centri storici ai sensi dell’arti- a) ricadenti all’interno dei centri storici ai sensi dell’arti-
colo 2 del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 colo 2 del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444
“Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di di- “Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di di-
stanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi destina- stanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi destina-
ti agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pub- ti agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pub-
blici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o blici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o
a parcheggi da osservare ai fini della formazione dei nuo- a parcheggi da osservare ai fini della formazione dei nuo-
vi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esisten- vi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esisten-
ti, ai sensi dell’articolo 17 della legge 6 agosto 1967, n. ti, ai sensi dell’articolo 17 della legge 6 agosto 1967, n.
765”, salvo che per gli edifici che risultino privi di grado 765”, salvo che per gli edifici che risultino privi di grado
di protezione, ovvero con grado di protezione di demoli- di protezione, ovvero con grado di protezione di demoli-
zione e ricostruzione, di ristrutturazione o sostituzione zione e ricostruzione, di ristrutturazione o sostituzione
edilizia, di ricomposizione volumetrica o urbanistica, an- edilizia, di ricomposizione volumetrica o urbanistica, an-
che se soggetti a piano urbanistico attuativo. I comuni che se soggetti a piano urbanistico attuativo. Restano fer-
possono deliberare, entro il 30 novembre 2011, se e con mi i limiti massimi previsti dall’articolo 8, primo comma,
quali modalità consentire detti interventi; decorso inutil- n. 1), del decreto ministeriale n. 1444 del 1968 e succes-
mente tale termine gli interventi sono realizzabili in tutto sive modificazioni;
il centro storico limitatamente alla prima casa di abitazio- b) vincolati ai sensi della parte seconda del decreto legis-

10 COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA


LE MODIFICHE Testo coordinato con la legge
regionale 29 novembre 2013, n. 32
AL “VECCHIO” PIANO CASA
Legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 “NUOVO” PIANO CASA
in vigore fino al 30 novembre 2013 in vigore dal 1° dicembre 2013
barrate le parti cancellate; in corsivo le parti modificate
ne, così come definita dall’articolo 8 della legge regiona- lativo 22 gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e
le 9 ottobre 2009, n. 26 “Modifica di leggi regionali in del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio
materia urbanistica ed edilizia”, come modificato dalla 2002, n. 137” e successive modificazioni;
presente legge. Restano fermi i limiti massimi previsti c) oggetto di specifiche norme di tutela da parte degli
dall’articolo 8, primo comma, n. 1), del decreto ministe- strumenti urbanistici e territoriali che non consentono gli
riale n. 1444 del 1968 e successive modificazioni; interventi edilizi previsti dai medesimi articoli articoli 2,
b) vincolati ai sensi della parte seconda del decreto legis- 3, 3 ter, 3 quater e 4;
lativo 22 gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e d) ricadenti nelle aree di inedificabilità assoluta di cui al-
del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio l’articolo 33 della legge 28 febbraio 1985, n. 47 “Norme
2002, n. 137” e successive modificazioni; in materia di controllo dell’attività urbanistico-edilizia,
c) oggetto di specifiche norme di tutela da parte degli sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie”, o di
strumenti urbanistici e territoriali che non consentono gli quelle dichiarate inedificabili per sentenza o provvedi-
interventi edilizi previsti dai medesimi articoli 2, 3 e 4 2, mento amministrativo;
3, 3 ter, 3 quater e 4; e) anche parzialmente abusivi;
d) ricadenti nelle aree di inedificabilità assoluta di cui al- f) aventi destinazione commerciale qualora siano volti ad
l’articolo 33 della legge 28 febbraio 1985, n. 47 “Norme eludere o derogare le disposizioni regionali in materia di
in materia di controllo dell’attività urbanistico-edilizia, commercio;
sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie”, o di g) ricadenti in aree dichiarate ad alta pericolosità idrauli-
quelle dichiarate inedificabili per sentenza o provvedi- ca e nelle quali non è consentita l’edificazione ai sensi del
mento amministrativo; decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in mate-
e) anche parzialmente abusivi soggetti all'obbligo della ria ambientale” e successive modificazioni, fatte salve le
demolizione; disposizioni di cui all’articolo 3 quater.
f) aventi destinazione commerciale qualora siano volti ad 2. Con gli interventi previsti dagli articoli 2, 3 e 4 può es-
eludere o derogare le disposizioni regionali in materia di sere modificata la destinazione d’uso degli edifici, purché
programmazione, insediamento ed apertura di grandi strut- la nuova destinazione sia consentita dalla disciplina edili-
ture di vendita, centri commerciali e parchi commerciali di zia di zona e salvo quanto previsto dal comma 2 bis.
commercio; 2 bis. Per gli edifici dismessi o in via di dismissione, si-
g) ricadenti in aree dichiarate ad alta pericolosità idrauli- tuati in zone territoriali omogenee diverse dalla zona agri-
ca e nelle quali non è consentita l’edificazione ai sensi del cola, è consentito il mutamento della destinazione d’uso
decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in mate- con il recupero dell’intera volumetria esistente, qualora
ria ambientale” e successive modificazioni, fatte salve le l’intervento sia finalizzato alla rigenerazione o riqualifi-
disposizioni di cui all’articolo 3 quater. cazione dell’edificio, fermo restando che la nuova desti-
2. Con gli interventi previsti dagli articoli 2, 3 e 4 può es- nazione deve essere consentita dalla disciplina edilizia di
sere modificata la destinazione d’uso degli edifici, purché zona. Sono fatti salvi eventuali accordi o convenzioni
la nuova destinazione sia consentita dalla disciplina edili- precedentemente sottoscritti.
zia di zona e salvo quanto previsto dal comma 2 bis. 2 ter. Gli interventi previsti dal comma 2 bis sono assen-
2 bis. Nel caso in cui gli interventi di cui agli articoli 2, 3 titi, in deroga all’articolo 6, mediante rilascio del permes-
e 4 riguardino edifici situati in zona impropria, purché di- so di costruire.
versa dalla zona agricola, la destinazione d’uso degli edi- 4. Gli interventi di cui agli articoli 2, 3, 3 ter, 3 quater e 4
fici può essere modificata limitatamente al volume che sono subordinati all'esistenza delle opere di urbanizzazio-
sarebbe realizzabile ai sensi della specifica disciplina di ne primaria ovvero al loro adeguamento in ragione del
zona, incrementato della percentuale di ampliamento maggiore carico urbanistico connesso al previsto aumen-
consentita dalla presente legge. Sono fatti salvi eventuali to di volume o di superficie degli edifici esistenti, ad
accordi o convenzioni precedentemente sottoscritti. esclusione degli interventi realizzati sulla prima casa di
2 bis. Per gli edifici dismessi o in via di dismissione, si- abitazione.
tuati in zone territoriali omogenee diverse dalla zona 6. L'istanza intesa ad ottenere il titolo abilitativo per gli
agricola, è consentito il mutamento della destinazione ampliamenti di cui all’articolo 2 riguarda anche i fabbri-
d’uso con il recupero dell’intera volumetria esistente, cati il cui progetto o richiesta del titolo abilitativo edilizio
qualora l’intervento sia finalizzato alla rigenerazione o siano stati presentati al comune entro il 31 ottobre 2013.

COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA 11


LE MODIFICHE Testo coordinato con la legge
regionale 29 novembre 2013, n. 32
AL “VECCHIO” PIANO CASA
Legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 “NUOVO” PIANO CASA
in vigore fino al 30 novembre 2013 in vigore dal 1° dicembre 2013
barrate le parti cancellate; in corsivo le parti modificate
riqualificazione dell’edificio, fermo restando che la nuo- 7. Le istanze per gli interventi di cui agli articoli 2, 3, 3
va destinazione deve essere consentita dalla disciplina ter, 3 quater e 4 devono essere presentate entro il 10 mag-
edilizia di zona. Sono fatti salvi eventuali accordi o con- gio 2017.
venzioni precedentemente sottoscritti. 8. Sono fatte salve le disposizioni in materia di distanze
2 ter. Gli interventi previsti dal comma 2 bis sono subor- previste dalla normativa statale vigente. 9. È comunque
dinati ad un piano urbanistico attuativo ai sensi dell’arti- ammesso, anche negli edifici ricadenti nei centri storici di
colo 20 della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 e suc- cui all’articolo 2 del decreto ministeriale n. 1444 del 1968
cessive modificazioni. non sottoposti al vincolo di cui al comma 1, lettera b),
2 ter. Gli interventi previsti dal comma 2 bis sono assen- l’aumento della superficie utile di pavimento all’interno
titi, in deroga all’articolo 6, mediante rilascio del per- del volume autorizzato, nel rispetto dei parametri igieni-
messo di costruire. co-sanitari previsti dalla normativa vigente.
3. Gli interventi di cui agli articoli 2 e 3 che riguardano la 8 bis. Al fine di consentire il riordino e la rigenerazione
prima casa di abitazione si applicano, fermo restando del tessuto edilizio urbano già consolidato ed in coerenza
quanto previsto dai commi 1 e 2, sin dall’entrata in vigo- con l’obiettivo prioritario di ridurre o annullare il consu-
re della presente legge. mo di suolo, anche mediante la creazione di nuovi spazi
4. Gli interventi di cui agli articoli 2, 3, 3 ter, 3 quater e 4 liberi, in attuazione dell’articolo 2 bis del DPR n.
sono subordinati all'esistenza delle opere di urbanizzazio- 380/2001 gli ampliamenti e le ricostruzioni di edifici esi-
ne primaria ovvero al loro adeguamento in ragione del stenti situati nelle zone territoriali omogenee di tipo B e
maggiore carico urbanistico connesso al previsto aumen- C, realizzati ai sensi della presente legge, sono consentiti
to di volume o di superficie degli edifici esistenti, ad anche in deroga alle disposizioni in materia di altezze
esclusione degli interventi realizzati sulla prima casa di previste dal decreto ministeriale n. 1444 del 1968 e suc-
abitazione. cessive modificazioni, sino ad un massimo del 40 per
5. Fermo restando quanto previsto dai commi 1, 2, 3 e 4, cento dell’altezza dell’edificio esistente.
i comuni entro il termine del 30 ottobre 2009 deliberano,
sulla base di specifiche valutazioni di carattere urbanisti-
co, edilizio, paesaggistico ed ambientale, se o con quali
ulteriori limiti e modalità applicare la normativa di cui
agli articoli 2, 3 e 4. Decorso inutilmente tale termine la
Giunta regionale, entro i successivi quindici giorni, nomi-
na un commissario ad acta con il compito di convocare,
entro e non oltre dieci giorni, il consiglio comunale ai fi-
ni dell’eventuale adozione del provvedimento.
6. L'istanza intesa ad ottenere il titolo abilitativo per gli
ampliamenti di cui all’articolo 2 riguarda anche i fabbri-
cati il cui progetto o richiesta del titolo abilitativo edilizio
siano stati presentati al comune entro il 31 marzo 2009
31 ottobre 2013.
7. Le istanze relative agli interventi di cui agli articoli 2,
3 e 4 devono essere presentate entro ventiquattro mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge ed i re-
lativi interventi, ad esclusione di quelli sulla prima casa di
abitazione, non possono iniziare prima del decorso del
termine di cui al comma 5 e comunque non prima del ri-
lascio del titolo edilizio ove previsto.
7. Le istanze per gli interventi di cui agli articoli 2, 3, 3
ter, 3 quater e 4 devono essere presentate entro il 10 mag-
gio 2017.
8. Sono fatte salve le disposizioni in materia di distanze
previste dalla normativa statale vigente. 9. È comunque

12 COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA


LE MODIFICHE Testo coordinato con la legge
regionale 29 novembre 2013, n. 32
AL “VECCHIO” PIANO CASA
Legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 “NUOVO” PIANO CASA
in vigore fino al 30 novembre 2013 in vigore dal 1° dicembre 2013
barrate le parti cancellate; in corsivo le parti modificate
ammesso, anche negli edifici ricadenti nei centri storici di
cui all’articolo 2 del decreto ministeriale n. 1444 del 1968
non sottoposti al vincolo di cui al comma 1, lettera b),
l’aumento della superficie utile di pavimento all’interno
del volume autorizzato, nel rispetto dei parametri igieni-
co-sanitari previsti dalla normativa vigente.
Art. 10 - Ristrutturazione edilizia. Art. 10 - Ristrutturazione edilizia.
1. Nelle more dell’approvazione della nuova disciplina 1. Nelle more dell’approvazione della nuova disciplina
regionale sull’edilizia, ai fini delle procedure autorizzati- regionale sull’edilizia, ai fini delle procedure autorizzati-
ve relative alle ristrutturazioni edilizie ai sensi del DPR n. ve relative alle ristrutturazioni edilizie ai sensi del DPR n.
380/2001: 380/2001:
a) gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’arti- a) gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’arti-
colo 3, comma 1, lettera d), del DPR n. 380/2001, anche colo 3, comma 1, lettera d), del DPR n. 380/2001, anche
al fine di consentire l’utilizzo di nuove tecniche costrutti- al fine di consentire l’utilizzo di nuove tecniche costrutti-
ve, possono essere realizzati con l’integrale demolizione ve, possono essere realizzati con l’integrale demolizione
delle strutture murarie preesistenti, purché la nuova co- delle strutture murarie preesistenti, purché la nuova co-
struzione sia realizzata con il medesimo volume o con un struzione sia realizzata con il medesimo volume o con un
volume inferiore e all’interno della sagoma del fabbrica- volume inferiore;
to precedente; b) gli interventi di ristrutturazione edilizia con amplia-
b) gli interventi di ristrutturazione edilizia con amplia- mento di cui all’articolo 10, comma 1, lettera c), del DPR
mento di cui all’articolo 10, comma 1, lettera c), del DPR n. 380/2001, qualora realizzati mediante integrale demo-
n. 380/2001, qualora realizzati mediante integrale demo- lizione e ricostruzione dell’edificio esistente, per la parte
lizione e ricostruzione dell’edificio esistente, per la parte in cui mantengono i volumi esistenti sono considerati, ai
in cui mantengono volumi e sagoma i volumi esistenti so- fini delle prescrizioni in materia di indici di edificabilità
no considerati, ai fini delle prescrizioni in materia di indi- e di ogni ulteriore parametro di carattere quantitativo, ri-
ci di edificabilità e di ogni ulteriore parametro di caratte- strutturazione edilizia, ai sensi dell’articolo 3, comma 1,
re quantitativo, ristrutturazione edilizia, ai sensi dell’arti- lettera d), del DPR n. 380/2001 e non nuova costruzione,
colo 3, comma 1, lettera d), del DPR n. 380/2001 e non mentre è considerata nuova costruzione la sola parte rela-
nuova costruzione, mentre è considerata nuova costruzio- tiva all’ampliamento che rimane soggetta alle normative
ne la sola parte relativa all’ampliamento che rimane sog- previste per tale fattispecie.
getta alle normative previste per tale fattispecie. b bis) negli interventi di ristrutturazione edilizia la rico-
struzione a seguito della demolizione può avvenire anche
su area di sedime parzialmente diversa, purché ciò non
comporti una modifica sostanziale della localizzazione
dell’edificio nell’ambito del lotto di pertinenza. In caso di
interventi ubicati nelle zone di protezione delle strade e
nelle zone vincolate come inedificabili dagli strumenti ur-
banistici generali, la ricostruzione è consentita anche in
area adiacente, purché al di fuori della fascia di rispetto
o dell’area inedificabile.

Art. 11 - Interventi a favore dei soggetti disabili. Art. 11 - Interventi a favore dei soggetti disabili.
1. La realizzazione degli interventi di cui alla presente 1. La realizzazione degli interventi di cui alla presente
legge funzionali alla fruibilità di edifici adibiti ad abita- legge funzionali alla fruibilità di edifici adibiti ad abita-
zione di soggetti riconosciuti invalidi dalla competente zione di soggetti riconosciuti invalidi dalla competente
commissione, ai sensi dell’articolo 4 della legge 5 feb- commissione, ai sensi dell’articolo 4 della legge 5 feb-
braio 1992, n. 104 “Legge-quadro per l’assistenza, l’inte- braio 1992, n. 104 “Legge-quadro per l’assistenza, l’inte-
grazione sociale e i diritti delle persone handicappate”, dà grazione sociale e i diritti delle persone handicappate”, dà

COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA 13


LE MODIFICHE Testo coordinato con la legge
regionale 29 novembre 2013, n. 32
AL “VECCHIO” PIANO CASA
Legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 “NUOVO” PIANO CASA
in vigore fino al 30 novembre 2013 in vigore dal 1° dicembre 2013
barrate le parti cancellate; in corsivo le parti modificate
diritto alla riduzione delle somme dovute a titolo di costo diritto alla riduzione delle somme dovute a titolo di costo
di costruzione in relazione all’intervento, in misura del di costruzione in relazione all’intervento, in misura del
100 per cento, sulla base dei criteri definiti dalla Giunta 100 per cento, sulla base dei criteri definiti dalla Giunta
regionale ai sensi dell’articolo 10, comma 2, della legge regionale ai sensi dell’articolo 10, comma 2, della legge
regionale 12 luglio 2007, n. 16 “Disposizioni generali in regionale 12 luglio 2007, n. 16 “Disposizioni generali in
materia di eliminazione delle barriere architettoniche”. materia di eliminazione delle barriere architettoniche”.

[Nuovo articolo]
Art. 11 bis - Interventi finalizzati a garantire la frui-
bilità degli edifici mediante l’eliminazione di bar-
riere architettoniche.
1. Le percentuali di cui all’ articolo 2, comma 1 e all’arti-
colo 3 sono elevate fino ad un ulteriore 40 per cento per
gli interventi da chiunque realizzati e finalizzati alla eli-
minazione delle barriere architettoniche di cui all’artico-
lo 7, comma 1, lettere a), b) e c), della legge regionale 12
luglio 2007, n. 16.
2. La Giunta regionale, per le finalità di cui al comma 1,
sentita la competente commissione consiliare, che si
esprime entro sessanta giorni dalla richiesta trascorsi i
quali si prescinde dal parere, integra le prescrizioni tecni-
che atte a garantire la fruizione degli edifici residenziali
privati, degli edifici residenziali pubblici e degli edifici e
spazi privati aperti al pubblico, approvate ai sensi dell’ar-
ticolo 6 della legge regionale 12 luglio 2007, n. 16, pre-
vedendo la graduazione della volumetria assentibile in
ampliamento in funzione del livello di fruibilità garantito
dall’intervento.

14 COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA


Nuove disposizioni della legge regionale 29 novembre 2013, n. 32
“NUOVO” PIANO CASA
in vigore dal 1° dicembre 2013

Art. 12 - [...] Disposizioni in materia di volumi tecnici. decorso il suddetto termine, non trovano più applicazione.
2. Gli ascensori esterni e i sistemi di sollevamento realiz- 2. Salvo quanto previsto dal comma 3, con l’entrata in vi-
zati al fine di migliorare l’accessibilità agli edifici sono da gore della presente legge non trovano applicazione le de-
considerarsi volumi tecnici, esclusi pertanto dal calcolo liberazioni adottate dai comuni in attuazione della legge
del volume o della superficie e soggetti alle norme del co- regionale 8 luglio 2009, n. 14 e della legge regionale 8 lu-
dice civile in materia di distanze. glio 2011, n. 13 “Modifiche alla legge regionale 8 luglio
Art. 13 - Efficientamento energetico dei nuovi edifici. 2009, n. 14 “Intervento regionale a sostegno del settore
1. Al fine di favorire l’efficientamento energetico, qualora la edilizio e per favorire l’utilizzo dell’edilizia sostenibile e
prestazione energetica dell’edificio, così come definita dal modifiche alla legge regionale 12 luglio 2007, n. 16 in
decreto legislativo n. 192 del 2005 e successive modificazio- materia di barriere architettoniche” e successive modifi-
ni e dal decreto del presidente della repubblica n. 59 del cazioni, alla legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 “Norme
2009, sia corrispondente alla classe A, il costo di costruzio- per il governo del territorio e in materia di paesaggio” e
ne è ridotto del: successive modificazioni e disposizioni in materia di au-
a) 50 per cento per la realizzazione di nuovi edifici residenziali; torizzazioni di impianti solari e fotovoltaici”.
b) 25 per cento per la realizzazione di nuovi edifici adibiti ad 3. Alle istanze presentate prima dell’entrata in vigore della
uso diverso. presente legge si applica la disciplina della legge regionale 8
2. L’esenzione di cui al comma 1 riguarda le istanze per la rea- luglio 2009, n. 14, della legge regionale 9 ottobre 2009, n. 26
lizzazione di nuovi edifici presentate entro il 10 maggio 2017. e della legge regionale 8 luglio 2011, n. 13 vigente prima del-
Art. 14 - Disposizioni attuative e transitorie. l’entrata in vigore della presente legge. Resta ferma la possibi-
1. La Giunta regionale entro centoventi giorni dall’entrata in lità per il richiedente di integrare l’istanza presentata ovvero di
vigore della presente legge, sentita la commissione consilia- presentare altra istanza in applicazione della nuova normativa
re competente in materia, detta nuove disposizioni esplicati- contenuta nel Capo I; in tale ipotesi il comune è tenuto a veri-
ve della legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 come modifica- ficare e riesaminare l’istanza integrata o la nuova istanza alla
ta dalla presente legge in sostituzione delle precedenti che, luce delle nuove disposizioni recate dalla presente legge.

Modifiche a leggi regionali portate dalla legge regionale 29 novembre 2013, n. 32


“NUOVO” PIANO CASA
in vigore dal 1° dicembre 2013
barrate le parti cancellate; in corsivo le parti modificate testo vigente dal 1 dicembre 2013
Legge regionale 24 aprile 2004, n. 11 “Norme per il go- Legge regionale 24 aprile 2004, n. 11 “Norme per il go-
verno del territorio e in materia di paesaggio” e s.m. verno del territorio e in materia di paesaggio” e s.m.
Articolo 26 - Progetti strategici. Articolo 26 - Progetti strategici.
1. Il piano territoriale regionale di coordinamento (PTRC) 1. Il piano territoriale regionale di coordinamento (PTRC)
può prevedere che le opere, gli interventi o i programmi di può prevedere che le opere, gli interventi o i programmi di
intervento di particolare rilevanza per parti significative del intervento di particolare rilevanza per parti significative del
territorio siano definiti mediante appositi progetti strategici. territorio siano definiti mediante appositi progetti strategici.
2. Per l’attuazione dei progetti strategici l’amministrazio- 2. Per l’attuazione dei progetti strategici l’amministrazio-
ne, che ha la competenza primaria o prevalente sull’ope- ne, che ha la competenza primaria o prevalente sull’ope-
ra o sugli interventi o sui programmi di intervento, pro- ra o sugli interventi o sui programmi di intervento, pro-
muove la conclusione di un accordo di programma, ai muove la conclusione di un accordo di programma, ai
sensi dell'articolo 7, che assicuri il coordinamento delle sensi dell'articolo 7, che assicuri il coordinamento delle
azioni e determini i tempi, le modalità, il finanziamento azioni e determini i tempi, le modalità, il finanziamento
ed ogni altro connesso adempimento. ed ogni altro connesso adempimento.
2 bis. La Giunta regionale può approvare con la procedu- 2 bis. La Giunta regionale può approvare con la procedu-
ra di cui al comma 2, previo parere della competente ra di cui al comma 2, previo parere della competente
commissione consiliare, i progetti strategici previsti nel commissione consiliare, i progetti strategici previsti nel
documento preliminare di PTRC di cui all’art. 25, com- documento preliminare di PTRC di cui all’art. 25, com-
ma 1, purché non in contrasto con il PTRC vigente. ma 1, purché non in contrasto con il PTRC vigente.

COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA 15


Modifiche a leggi regionali portate dalla legge regionale 29 novembre 2013, n. 32
“NUOVO” PIANO CASA
in vigore dal 1° dicembre 2013
barrate le parti cancellate; in corsivo le parti modificate testo vigente dal 1 dicembre 2013
2 ter. I progetti strategici di cui al comma 7 dell’articolo 42
della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 “Sviluppo e so-
stenibilità del turismo veneto”, sono di interesse regionale
ai sensi dell’articolo 6, comma 2, della legge regionale 16
febbraio 2010, n. 11, “Legge finanziaria regionale per l’e-
sercizio 2010” qualora comportino variante ai piani urba-
nistici e territoriali e sono approvati dalla Giunta regiona-
le ai sensi dell’articolo 32 della legge regionale 29 novem-
bre 2001, n. 35 “Nuove norme sulla programmazione”.
Legge regionale 24 aprile 2004, n. 11 “Norme per il go- Legge regionale 24 aprile 2004, n. 11 “Norme per il go-
verno del territorio e in materia di paesaggio” e s.m. verno del territorio e in materia di paesaggio” e s.m.
Articolo 48 - Disposizioni transitorie. Articolo 48 - Disposizioni transitorie.
1. Gli strumenti urbanistici e loro varianti adottati prima [commi 1-7 septies]
che siano applicabili gli articoli da 1 a 49, ai sensi dell'arti- 7. octies. In deroga al divieto previsto dal comma 1, e co-
colo 50, comma 1, sono approvati ai sensi della legge regio- munque fino all’approvazione del primo PAT, possono es-
nale 27 giugno 1985, n. 61 "Norme per l'assetto e l'uso del sere adottate, con le procedure di cui all’articolo 50,
territorio" e successive modificazioni e della legge regiona- commi 6, 7 e 8 della legge regionale 27 giugno 1985, n.
le 1 giugno 1999, n. 23 "Programmi integrati di riqualifica- 61, e successive modificazioni, le varianti allo strumento
zione urbanistica, edilizia ed ambientale in attuazione del- urbanistico generale finalizzate all’insediamento, esclu-
l'articolo 16 della legge 17 febbraio 1992, n. 179" e succes- sivamente all’interno del centro storico, di medie o gran-
sive modificazioni, fermo restando quanto previsto dall'ar- di strutture di vendita, come definite dall’articolo 3, com-
ticolo 50, comma 3. Fino all'approvazione del primo piano ma 1, lettere e) e g) della legge regionale 28 dicembre
di assetto del territorio (PAT), il comune non può adottare 2012, n. 50 “Politiche per lo sviluppo del sistema com-
varianti allo strumento urbanistico generale vigente salvo merciale nella Regione del Veneto”.
quelle finalizzate, o comunque strettamente funzionali, alla
realizzazione di opere pubbliche e di impianti di interesse
pubblico, al recupero funzionale dei complessi immobiliari
dismessi dal Ministero della difesa di cui all’articolo 1,
comma 259, della legge 27 dicembre 2006, n. 296
“Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e plu-
riennale dello Stato (legge finanziaria 2007)”, all’elimina-
zione delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e
privati, con le procedure di cui all’articolo 50, comma 3,
della legge regionale 27 giugno 1985, n. 61 e successive
modificazioni nonché quelle disciplinate dall’articolo 50,
commi da 4 a 8 e 16, della legge regionale 27 giugno 1985,
n. 61 e successive modificazioni; con le medesime proce-
dure possono essere altresì adottate le varianti allo strumen-
to urbanistico generale vigente finalizzate a dare attuazione
all’articolo 5 della legge regionale 9 marzo 2007, n. 4
“Iniziative ed interventi regionali a favore dell’edilizia so-
stenibile” nonché quelle necessarie per l’installazione di
pannelli solari e fotovoltaici. Con le procedure dei commi
da 5 a 8 e 16 del predetto articolo 50, possono essere adot-
tate le varianti allo strumento urbanistico generale finaliz-
zate a dotare di infrastrutture di trasporto, che non determi-
nino volumetria, aree contigue ad altre già destinate dalla
pianificazione urbanistica e territoriale, vigente al 30 otto-
bre 2005, ad attività produttive nel settore della logistica.
[commi 2-7 septies]

16 COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA


Modifiche a leggi regionali portate dalla legge regionale 29 novembre 2013, n. 32
“NUOVO” PIANO CASA
in vigore dal 1° dicembre 2013
barrate le parti cancellate; in corsivo le parti modificate testo vigente dal 1 dicembre 2013
Legge regionale 28 dicembre 2012, n. 50 “Politiche Legge regionale 28 dicembre 2012, n. 50 “Politiche
per lo sviluppo del sistema commerciale nella Regio- per lo sviluppo del sistema commerciale nella Regio-
ne del Veneto” ne del Veneto”
Articolo 4 - Indirizzi regionali. Articolo 4 - Indirizzi regionali.
1. Al fine di assicurare che lo sviluppo delle attività com- 1. Al fine di assicurare che lo sviluppo delle attività com-
merciali sia compatibile con il buon governo del territorio, merciali sia compatibile con il buon governo del territorio,
con la tutela dell’ambiente, ivi incluso l’ambiente urbano, con la tutela dell’ambiente, ivi incluso l’ambiente urbano,
la salvaguardia dei beni culturali e paesaggistici e la tutela la salvaguardia dei beni culturali e paesaggistici e la tutela
del consumatore, la Giunta regionale, entro centoventi del consumatore, la Giunta regionale, entro centoventi
giorni dall’entrata in vigore della presente legge, previo pa- giorni dall’entrata in vigore della presente legge, previo pa-
rere della competente commissione consiliare, adotta un rere della competente commissione consiliare, adotta un
regolamento ai sensi degli articoli 19, comma 2, e 54, com- regolamento ai sensi degli articoli 19, comma 2, e 54, com-
ma 2, dello Statuto, contenente gli indirizzi per lo sviluppo ma 2, dello Statuto, contenente gli indirizzi per lo sviluppo
del sistema commerciale in attuazione dei seguenti criteri: del sistema commerciale in attuazione dei seguenti criteri:
a) garantire la sostenibilità economica, sociale, territoriale a) garantire la sostenibilità economica, sociale, territoriale
ed ambientale del sistema commerciale; ed ambientale del sistema commerciale;
b) favorire la localizzazione degli interventi commerciali b) favorire la localizzazione degli interventi commerciali
all’interno dei centri storici e urbani; all’interno dei centri storici e urbani;
c) incentivare il risparmio di suolo, favorendo gli interven- c) incentivare il risparmio di suolo, favorendo gli interven-
ti di consolidamento dei poli commerciali esistenti, gli in- ti di consolidamento dei poli commerciali esistenti, gli in-
terventi di recupero e riqualificazione di aree o strutture di- terventi di recupero e riqualificazione di aree o strutture di-
smesse e degradate, gli interventi che non comportano au- smesse e degradate, gli interventi che non comportano au-
mento della cubatura esistente in ambito comunale; mento della cubatura esistente in ambito comunale;
d) rafforzare il servizio di prossimità e il pluralismo delle d) rafforzare il servizio di prossimità e il pluralismo delle
forme distributive. forme distributive.
2. Il regolamento regionale di cui al comma 1: 2. Il regolamento regionale di cui al comma 1:
a) detta i criteri per l’individuazione da parte degli stru- a) detta i criteri per l’individuazione da parte degli stru-
menti di pianificazione territoriale ed urbanistica delle aree menti di pianificazione territoriale ed urbanistica delle aree
idonee all’insediamento delle medie strutture con superfi- idonee all’insediamento delle medie strutture con superfi-
cie di vendita superiore a 1.500 metri quadrati e delle gran- cie di vendita superiore a 1.500 metri quadrati e delle gran-
di strutture di vendita; di strutture di vendita;
b) definisce le modalità per la valutazione integrata degli b) definisce le modalità per la valutazione integrata degli
impatti e l’individuazione delle misure compensative e di impatti e l’individuazione delle misure compensative e di
mitigazione atte a rendere sostenibili gli insediamenti; mitigazione atte a rendere sostenibili gli insediamenti;
c) definisce gli ambiti territoriali di rilevanza regionale ai c) definisce gli ambiti territoriali di rilevanza regionale ai
fini dell’applicazione dell’articolo 26, comma 1, lettera e); fini dell’applicazione dell’articolo 26, comma 1, lettera e);
d) definisce ogni altra disposizione di dettaglio per l’attua- d) definisce ogni altra disposizione di dettaglio per l’attua-
zione della presente legge. zione della presente legge.
3. Gli enti territoriali competenti adeguano gli strumenti 3. Gli enti territoriali competenti adeguano gli strumenti
urbanistici e territoriali al regolamento regionale di cui al urbanistici e territoriali al regolamento regionale di cui al
comma 1 entro e non oltre centottanta giorni un anno dal- comma 1 entro e non oltre un anno dalla data della sua
la data della sua pubblicazione. Fatto salvo quanto previsto pubblicazione. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 26,
dall’articolo 26, dalla data di entrata in vigore della presen- dalla data di entrata in vigore della presente legge e sino a
te legge e sino a tale adeguamento, non è consentita l’indi- tale adeguamento, non è consentita l’individuazione di
viduazione di nuove aree o l’ampliamento di aree esistenti nuove aree o l’ampliamento di aree esistenti con destina-
con destinazione commerciale per grandi strutture di ven- zione commerciale per grandi strutture di vendita e per me-
dita e per medie strutture con superficie di vendita superio- die strutture con superficie di vendita superiore a 1.500
re a 1.500 metri quadrati e non può essere rilasciata l’auto- metri quadrati e non può essere rilasciata l’autorizzazione
rizzazione commerciale in presenza di una variante appro- commerciale in presenza di una variante approvata in vio-
vata in violazione del presente divieto. lazione del presente divieto.

COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA 17


Disposizioni transitorie della legge regionale 29 novembre 2013, n. 32
“NUOVO” PIANO CASA
in vigore dal 1° dicembre 2013
Art. 18 - Disposizioni transitorie in materia di applica- Art. 19 -Disposizioni transitorie in materia di Piano
zione dell’articolo 48 della legge regionale 23 aprile territoriale regionale di coordinamento (PTRC).
2004, n. 11 “Norme per il governo del territorio e in ma- 1. Dall’entrata in vigore della presente legge e sino all’ap-
teria di paesaggio” e successive modificazioni. provazione del PTRC, adottato dalla Giunta regionale con la
1. Le varianti allo strumento urbanistico generale consen- deliberazione n. 427 del 10 aprile 2013 pubblicata nel
tite in deroga al divieto di cui all’articolo 48, comma 1, Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto del 3 maggio
della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11, alla data di en- 2010, n. 39 e, comunque, sino alla scadenza delle misure di
trata in vigore della presente legge, nonché quella previ- salvaguardia previste dall’articolo 29 della legge regionale
sta dall’articolo 16, possono essere adottate fino all’ap- 23 aprile 2004, n. 11, non si applicano le disposizioni del-
provazione del primo piano di assetto del territorio (PAT) l’articolo 38 delle norme tecniche di cui all’allegato B4 del
e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2015. PTRC medesimo.

Abrogazioni disposte dalla legge regionale 29 novembre 2013, n. 32


“NUOVO” PIANO CASA
in vigore dal 1° dicembre 2013
testo vigente fino al 30 novembre 2013 abrogazioni dal 1 dicembre 2013
Legge regionale 9 ottobre 2009, n. 26 “Modifica di leg- Art. 20 - Abrogazioni.
gi regionali in materia urbanistica ed edilizia” - arti- 1. È abrogato il comma 1 dell’articolo 8 della legge regio-
colo 8, comma 1 nale 9 ottobre 2009, n. 26 “Modifica di leggi regionali in
1. Per “prima abitazione del proprietario” di cui all’arti- materia urbanistica ed edilizia”.
colo 7 della legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 e “prima
casa di abitazione” di cui al comma 3, comma 4, comma
6 e comma 7 dell’articolo 9 della medesima legge, si in-
tendono le unità immobiliari in proprietà, usufrutto o al-
tro diritto reale in cui l’avente titolo, o i suoi familiari, ri-
siedano oppure si obblighino a stabilire la residenza ed a
mantenerla almeno per i ventiquattro mesi successivi al
rilascio del certificato di agibilità.

Legge regionale 8 luglio 2011, n. 13 “Modifiche alla 2. Sono abrogati gli articoli 7 e 8 della legge regionale 8
legge regionale 8 luglio 2009, n. 14” luglio 2011, n. 13 “Modifiche alla legge regionale 8 lu-
Art. 7 - Al comma 1 dell’articolo 8 della legge regionale 9 glio 2009, n. 14 “Intervento regionale a sostegno del set-
ottobre 2009, n. 26 , le parole “si obblighino a stabilire la tore edilizio e per favorire l’utilizzo dell’edilizia sosteni-
residenza e a mantenerla per ventiquattro mesi dall’entrata bile e modifiche alla legge regionale 12 luglio 2007, n. 16
in vigore della medesima legge regionale 8 luglio 2009, n. in materia di barriere architettoniche” e successive modi-
14 .” sono sostituite dalle parole “si obblighino a stabilire ficazioni, alla legge regionale 23 aprile 2004, n. 11
la residenza ed a mantenerla almeno per i ventiquattro me- “Norme per il governo del territorio e in materia di pae-
si successivi al rilascio del certificato di agibilità.” saggio” e successive modificazioni e disposizioni in ma-
Art. 8 - 1. Il termine di ventiquattro mesi di cui all’arti- teria di autorizzazioni di impianti solari e fotovoltaici”.
colo 9, comma 7, della legge regionale 8 luglio 2009, n. 3. È abrogato l’articolo 12 della legge regionale 31 di-
14 , per la presentazione delle istanze relative agli inter- cembre 2012, n. 55 “Procedure urbanistiche semplificate
venti di cui agli articoli 2, 3 e 4 della legge regionale 8 lu- di sportello unico per le attività produttive e disposizioni
glio 2009, n. 14 , così come modificati dalla presente leg- in materia urbanistica, di edilizia residenziale pubblica, di
ge, è prorogato al 30 novembre 2013. mobilità, di noleggio con conducente e di commercio iti-
2. Con l’entrata in vigore della presente legge non trova- nerante”.
no applicazione le deliberazioni adottate dai comuni ai
sensi dell’articolo 9, comma 5, della legge regionale 8 lu-
glio 2009, n. 14 .
3. Le disposizioni di cui alla legge regionale 8 luglio

18 COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA


Abrogazioni disposte dalla legge regionale 29 novembre 2013, n. 32
“NUOVO” PIANO CASA
in vigore dal 1° dicembre 2013
testo vigente fino al 30 novembre 2013 abrogazioni dal 1 dicembre 2013
2009, n. 14 , come modificate dalla presente legge, si ap-
plicano sin dall’entrata in vigore della presente legge, sal-
vo quanto previsto dal comma 4.
4. I comuni entro il 30 novembre 2011 possono deliberare,
fermo restando quanto previsto dall’articolo 9, comma 1,
lettera a), della legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 , come
modificato dalla presente legge, sulla base di specifiche
valutazioni di carattere urbanistico, edilizio, paesaggistico
ed ambientale, se e con quali eventuali limiti e modalità ap-
plicare la normativa di cui agli articoli 2 e 3 della legge re-
gionale 8 luglio 2009, n. 14 , come modificati dalla presen-
te legge, con riferimento a:
a) edifici residenziali non destinati a prima casa di abitazio-
ne, così come definita dall’articolo 8 della legge regionale 9
ottobre 2009, n. 26 , come modificato dalla presente legge;
b) strutture ricettive di cui agli articoli 22 e 25 della legge
regionale 4 novembre 2002, n. 33 “Testo unico delle leggi
regionali in materia di turismo” e successive modificazioni;
c) edifici produttivi;
d) edifici commerciali-direzionali.
5. Decorso inutilmente il termine di cui al comma 4, gli ar-
ticoli 2 e 3 della legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 , co-
me modificati dalla presente legge, trovano integrale appli-
cazione.
6. Gli interventi di cui agli articoli 2, 3 e 4, della legge regio-
nale 8 luglio 2009, n. 14 , come modificati dalla presente leg-
ge, sono consentiti una sola volta anche se possono essere
realizzati in più fasi, fino al raggiungimento degli incremen-
ti volumetrici e delle superfici complessivamente previsti.
7. Fermo restando quanto previsto dal comma 6, gli inter-
venti di cui agli articoli 2 e 4 della legge regionale 8 luglio
2009, n. 14 , come modificati dalla presente legge, sono
consentiti sugli edifici esistenti alla data di entrata in vigo-
re della presente legge ovvero su quelli il cui progetto, o ri-
chiesta di titolo abilitativo edilizio, siano stati presentati al
comune entro il 31 maggio 2011.

Legge regionale 31 dicembre 2012, n. 55 “Procedure 3. È abrogato l’articolo 12 della legge regionale 31 di-
urbanistiche semplificate di sportello unico per le atti- cembre 2012, n. 55 “Procedure urbanistiche semplificate
vità produttive e disposizioni in materia urbanistica, di sportello unico per le attività produttive e disposizioni
di edilizia residenziale pubblica, di mobilità, di noleg- in materia urbanistica, di edilizia residenziale pubblica, di
gio con conducente e di commercio itinerante ” - mobilità, di noleggio con conducente e di commercio iti-
Art. 12 - Fino al riordino complessivo della legge regiona- nerante”.
le 23 aprile 2004, n. 11 , e comunque non oltre il 31 dicem-
bre 2013, le varianti allo strumento urbanistico generale,
consentite in deroga al divieto di cui all’articolo 48, com-
ma 1, della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 alla data
di entrata in vigore della presente legge e quelle previste
dal presente capo, possono essere adottate fino all’appro-
vazione del primo piano di assetto del territorio (PAT).

COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA 19