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Questione balcanica

La decadenza dell'lmpero Ottomano fece sorgere la “questione balcanica”, ossia il


problema dell'assetto della parte europea dell'lmpero (coincidente con i Balcani). Le mire
espansionistiche di Russia e Austria qui si intrecciarono con le richieste di indipendenza
dei popoli cristiani sotto il dominio ottomano. La Grecia divenne indipendente nel 1830.

Dopo una disastrosa guerra con la Russia, Istanbul fu costretta a firmare il duro trattato di
Berlino (1878)che prevedeva l’indipendenza de facto di Serbia, Romania e Montenegro e
la costituzione del principato di Bulgaria.
Inoltre la Bosnia veniva concessa in amministrazione all’Impero austro-ungarico. Tuttavia
l’ordine stabilito a Berlino non era destinato a durare. In una regione come i Balcani, un
mosaico di etnie e fedi religiose.
A complicare ulteriormente il quadro contribuiva l’affermazione del Panslavismo,
un’ideologia fondata sul mito della “riunificazione slava” e della “terza Roma”, utilizzata
dall’impero zarista per giustificare le proprie mire espansionistiche nei Balcani. La Serbia,
invece, riuscì ad imporsi quale guida dell’irredentismo balcanico.
La situazione si aggravò nel 1908, quando Vienna incorporò la Bosnia (a maggioranza
serba) entro i propri confini.