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PLS23014

Fernando
 

Sor
STUDI
 

PER
 

CHITARRA
 

-­
 

EDIZIONE
 

INTEGRALE
Trascrizione
 

e
 

diteggiatura
 

a
 

cura
 

di
 

Paolo
 

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PREFAZIONE
Nel panorama della didattica chitarristica dell’Ottocento gli Studi di Fernando Sor (Barcellona 1778 – Parigi
1839) occupano sicuramente una posizione privilegiata. La loro scrittura, pur prendendo spunto da formule
tecniche modellate sulle risorse dello strumento, le rielabora subordinandole ad una invenzione musicale
artisticamente ispirata. L’importanza di questi Studi emerge con assoluta evidenza a chiunque analizzi opere
analoghe scritte da chitarristi compositori contemporanei a Sor, siano esse inserite in apposite raccolte dedicate ai
principianti oppure in metodi che proprio nell’Ottocento hanno goduto di particolare fortuna grazie al fiorente
sviluppo delle scuole chitarristiche. Ci si accorge subito infatti che, a confronto di altre produzioni coeve che
condividono le stesse finalità, con i suoi Studi Sor entra da protagonista nello sviluppo di una concezione didattica
che coniuga in maniera esemplare tecnica ed espressione musicale. Sia nei semplici brani monodici, che guidano
l’allievo nei primi passi dell’apprendimento strumentale, che in quelli più complessi, che non di rado richiedono un
vero e proprio impegno virtuosistico, Sor consegue risultati artisticamente significativi elaborati su schemi che
adeguatamente assimilati mettono il chitarrista in grado di muoversi con disinvoltura in qualunque altro ambito
musicale. La storia dello strumento ci rivela che da subito gli Studi di Sor sono stati considerati e apprezzati nella
loro sostanza musicale oltre che nella loro effettiva portata didattica e formativa. Già Napoléon Coste ne diteggiò
26 in appendice alla sua revisione del Metodo per chitarra di Sor1, ma anche nel Novecento Andrés Segovia ha
raccolto 20 Studi in una ormai leggendaria edizione che ha costituito un punto di riferimento per generazioni di
chitarristi2. Oltre alle raccolte di Coste e di Segovia, questi Studi o parte di essi sono apparsi anche in molteplici
edizioni che ne hanno promosso la conoscenza e la diffusione. Fra queste, vorrei citare in particolare quella di
Ruggero Chiesa a cui va il merito di aver curato l’edizione critica mettendo a confronto le fonti pervenuteci3.
Fondamentale poi è la pubblicazione in facsimile dell’opera omnia per chitarra di Sor a cura Brian Jeffery che
comprende anche la serie completa degli Studi4, ad esclusione di quelli del Metodo.
Scopo di questo lavoro è quello di raccogliere l’opera didattica di Sor in un unico volume che consenta, da una
parte, lo studio complessivo e comparato di un repertorio di fondamentale importanza nell’iter formativo del
chitarrista, dall’altra, una facile reperibilità e fruibilità del materiale anche per quanto concerne l’impaginazione (i
numeri d’op. sono raccolti in fascicoli e non vi sono voltate di pagine all’interno dello stesso pezzo). Insieme alla
praticità d’uso, è stata mia intenzione esplorare diteggiature che offrissero rinnovati approcci esecutivi.
Affrontando questi studi potremmo in effetti recuperare le diteggiature originali di Sor, ove presenti5, integrandole
magari con quelle proposte dalle edizioni di Coste e Segovia che complessivamente contengono un buon numero di
Studi fra i più significativi. Un’altra opzione consiste però in una rilettura volta a ricercare nuove possibilità
esecutive suggerite da queste pagine. È stata questa la via da me percorsa nella presente edizione. Non ho perciò
considerato vincolanti le diteggiature originali di Sor o quelle storicamente consolidate da tradizioni esecutive
anche di prestigio, sviluppando una ricerca che riflettesse il mio personale punto di vista. In questa direzione certe
difficoltà tecniche, che non di rado affiorano nella scrittura chitarristica di Sor poco propenso in genere a rinunciare
al rigore dell’idea in favore di una più immediata resa strumentale, sono risolte con diteggiature che, nelle mie
intenzioni, rimandano a un gesto esecutivo conforme al senso espressivo della frase musicale. In particolare, ho
dedicato molta attenzione all’elaborazione di soluzioni digitali che garantissero il legato e la permanenza delle dita
sulle corde per prolungarne le risonanze, fedele in questo a quanto prescrive lo stesso Sor6. Diteggiature a parte, la
presente edizione si muove comunque nel solco di un assoluto rispetto degli originali anche per quanto concerne la
loro composizione grafica. Le fonti utilizzate sono le seguenti:

- op. 6 Milhouse, Londra 1815-1817


- op. 29 Meissonnier, Parigi 1827
- op. 31 Meissonnier, Parigi 1828
- op. 35 Pacini, Parigi 1828
- op. 44 Pacini, Parigi 1831
- op. 60 Pacini, Parigi 1836-37
- Metodo per Chitarra, Bonn / Parigi 1831

1
Méthode complète pour Guitare par Ferdinand Sor. Revue et augmentée de nombreux exemples avec une notice sur la septième corde par
N. Coste, Éditions Henry Lemoine, Paris 1845.
2
F. Sor, 20 Studi per chitarra, Revisione di Andrés Segovia, Edizioni Curci – Milano.
3
Fernando Sor, Studi per chitarra, edizione integrale, 3 voll., Suvini-Zerboni, Milano 1984.
4
Fernando Sor, Complete Works for Guitar, Facsimile edition, Editor Brian Jeffery, Shattinger International Music Corp., New York 1977.
5
Sor propone sue diteggiature nei numeri d’op. 31, 35, 44 e 60.
6
A conferma di ciò, riporto quanto scrive Sor nell’avvertenza allo Studio n. 1 dell’op. 44 “Ne levez le doigt qui presse une corde jusqu'à ce
que vous en ayez besoin pour être employé aillieur”.
II

Ciascuna delle tre raccolte pubblicate da Pacini presenta un Avertissement, in edizione riprodotto in facsimile
unitamente al frontespizio di ciascun numero d’op., di cui si fornisce di seguito la traduzione:

Op. 35
“Parecchie persone hanno trovato che le mie ventiquattro lezioni per i principianti pretendevano progressi un po'
troppo rapidi, e che esse erano disposte in modo da consentire allo scolaro di acquistare un grande talento: che questa
disposizione non era affatto ciò che conviene a coloro i quali, volendo essere solo dilettanti senza perciò impegnarsi in
uno studio assiduo, si accontentano di potersi accompagnare e di suonare alcuni pezzi piacevoli non eccessivamente
impegnativi. La giustezza di queste osservazioni mi ha fatto decidere a comporre questi Esercizi che sono sufficienti ad
imparare ad accompagnarsi con facilità e a mettere lo scolaro in condizione di occuparsi delle 24 lezioni se egli
desidera accrescere il proprio talento; queste lezioni gli sembreranno allora meno difficili poiché egli avrà già eseguito
ciò che è alla base di ciascuna.
Questi esercizi saranno molto utili alle persone che studieranno secondo il metodo che io sono in procinto di pubblicare,
poiché il mio scopo principale è stato di mettere in pratica la teoria che esso racchiude."

Op. 44
“Si dirà, senza dubbio, che quest'opera doveva far parte del mio metodo, e che per conseguenza ho avuto torto a
pubblicarla separatamente. Si avrebbe ragione se, scrivendo il metodo, io avessi avuto uno scopo ben diverso da quello che
mi ha fatto decidere a intraprendere tale lavoro. Se il solo movente che mi guidava fosse stato la vendita della mia opera,
io avrei interpretato soltanto il desiderio degli acquirenti che speravano di trovarvi molti pezzi graziosi e facili da
decifrare, rivolgendo esclusivamente ad essi la loro attenzione e considerando tutt’al più nella parte delle istruzioni solo la
diteggiatura della scala in tre o quattro tonalità; ma io avevo il dovere verso me stesso non solo di non ingannare affatto il
lettore, ma anche di impedire che egli si potesse ingannare facendogli trascurare l’obiettivo. Colui che vorrà sinceramente
imparare mi sarà grato di una omissione di cui altri forse mi biasimeranno; poiché eseguendo i pezzi contenuti in questo
quaderno vi si troveranno applicati principi già assimilati che gli consentiranno di suonarli più facilmente avendo posto le
basi tecniche. Coloro che intendessero un metodo diversamente da me, non acquistino il mio: essendo questi 24 pezzi tutti
diteggiati, sono sufficienti per metterli in grado di suonare automaticamente della musica definita da spiriti benevoli
insuonabile pur dicendo che essi la suonano.”

Op. 60
“Quest'opera è, secondo me, di una grande importanza, in quanto essa concilia due cose normalmente incompatibili;
colui che vuole imparare a suonare la chitarra da dilettante ci riuscirà (per mezzo di queste lezioni) con poco impegno:
e senza richiedere l’esercizio necessario a conseguire un grande talento, ho fatto in modo che i pezzi, malgrado la loro
facilità, comprendessero i principi esecutivi che sono alla base di una tecnica complessa; e volendo si potrebbe
continuare senza la necessità (sfortunatamente troppo comune) di rinunciare a quanto appreso per cercare un altro
punto di partenza.
In base a ciò, si potrebbe pensare che quest’opera dovrebbe far parte del mio metodo: la mia coscienza me l’ha impedito.
Colui che non desidera più di quello che questa opera può insegnare relativamente alla tecnica non ha bisogno di acquistare
un libro così caro. E d'altronde, io sarei caduto in ciò che biasimo, cioè la consuetudine di riempire un metodo con esempi di
facile esecuzione, che accarezzano l'orecchio ma distraggono dal testo, che secondo me è la vera base del metodo”.

Oltre a queste che possono essere considerate delle brevi prefazioni, sono presenti a volte nelle opere di Sor
anche avvertenze che precedono i singoli Studi. In questa edizione sono fedelmente riportate in lingua
originale prima dello Studio a cui si riferiscono. Relativamente alle diteggiature, si seguono i criteri correnti.
In qualche caso si troverà l’indicazione di un capotasto e insieme di una corda a vuoto. Ciò significa che si
solleverà leggermente la falange dell’indice in corrispondenza della corda a vuoto che deve essere posta in
vibrazione (ad es. bat. 1 op. 29 n. 23). Le legature non presenti in Sor sono specificate con una linea
tratteggiata. I suoni armonici sono indicati come nell’originale, vale a dire indicando la corda e il tasto su cui
viene prodotto l’effetto. Nelle sue raccolte Sor inserisce due Studi sugli armonici (op. 29 n. 21 e op. 60 n.
25)7. In ambedue, l’autore provvede a riportare su un altro rigo le note reali, non all’altezza effettiva ma in un
registro più grave per agevolarne la lettura. Questi criteri sono stati fedelmente mantenuti in edizione. Gli
Studi dal Metodo vengono proposti in facsimile per offrire un esempio di stampa d’epoca. Tra parentesi sono
inoltre suggerite eventuali integrazioni o diteggiature alternative.
Vorrei infine esprimere un sincero ringraziamento all’amico e collega Fabio Spruzzola, che ha revisionato il
lavoro fornendomi utili e preziosi suggerimenti.
Milano, dicembre 2011 Paolo Cherici

7
Nel suo Metodo, Sor inserisce anche un altro brano sugli armonici (vedi pag. 25 del fascicolo VI).
III
PREFACE
Within the context of 1800 didactic production for guitar, the studies written by Fernando Sor (Barcelona 1778 –
Paris 1839) stand out for their relevance. Although inspired by technical conventions patterned on the resources of
the instrument, their composer seems to have re-elaborated them through the subordination to a kind of musical
invention based on an artistic feature. The importance of these Studies can distinctly impress anyone who analyses
similar works written by composing guitarists who were active in Sor’s era, either as part of dedicated collections
addressed to beginners or as sections of nineteenth-century compilations which earned fortune thanks to the
flourishing development of guitar schools. If compared to other coeval production which shared the same aims,
through his Studies Sor plays a fundamental role in the growth of a didactic conception which successfully
combines technique with musical expression. Both in the most easy monodic pieces which introduce the scholar in
the learning of music and in the more complex ones – which frequently demand an out-and-out virtuosity – Sor
reaches particularly meaningful artistic results. These are mostly elaborated on models that, if adequately
assimilated, allow the guitarist to confidently explore any other musical framework. The history of guitar shows
how much were Sor’s studies considered and appreciated by virtue of their musical substance, as well as of their
effective didactic and formative legacy. Napoléon Coste did already finger 26 of them in the appendix of his
revision of the Sor’s Method for guitar8; similarly, in the 20th century it was Andrés Segovia who collected 20
Studies in what became a legendary edition, which represented a milestone for entire generations of guitarists9.
In addition to the above mentioned collections, these Studies, entirely or partly, have appeared in several other
editions which increased their circulation and renown. Among these publications, in particular, I would like to call
attention to the one completed by Ruggero Chiesa, whose merit is to have looked after the critical edition derived
from the comparison of all the available sources10. Brian Jeffery’s issue was equally fundamental: he indeed edited
the facsimile of Sor’s opera omnia for guitar including the complete series of his Studies11, except those which had
been comprised in the Method.
The purpose for this work is to gather the didactic opus of Sor within a single volume. On one hand, this should
enable an overall and comparative study of an extremely meaningful repertoire in every guitarist’s training process;
furthermore, as far as the page layout is concerned, the current edition aims to offer an easy accessibility and
usability of the material. To ensure this aspect, the opus numbers (Op.) are reunited in different files and page turns
within single pieces have been avoided. Alongside this handiness, my aim was also to propose fingerings which
could suggest renovated performing approaches. While facing these Studies we could effectively consider Sor’s
original fingerings12, possibly completing them with the ones introduced in the editions prepared by Coste and
Segovia, which on the whole contain quite a few of the most notable Studies. A second option was to re-read the
initial work and attempt to seek new performing possibilities, starting from the impulses provided by these pages.
This was the methodological approach which I chose. Therefore, I did not restrict myself to Sor’s original
fingerings or to the even illustrious solutions traditionally adopted in the classical performing: I wished to develop
an outcome which could reflect my personal point of view. Sor’s way of writing frequently features some technical
difficulties: in fact, he seems to have been unwilling to sacrifice the rigour of the idea in favour of a more
immediate instrumental output. In this regard, I have tried to resolve this factor through fingerings that intend to
make references to a performing custom compliant with the expressive sense of the musical sentence. In particular,
I drew my attention to the elaboration of digital arrangements which could preserve both the legato and the fingers’
permanence on the chords to extend its resonance, in line with what Sor himself did prescribe13. Apart from the
fingerings, this edition locates itself in a position of absolute respect of the originals also for what regards their
graphic composition. The primary sources are the following:
- op. 6 (London: Milhouse, 1815-1817);
- op. 29 (Paris: Meissonnier, 1827);
- op. 31 (Paris: Meissonnier, 1828);
- op. 35 (Paris: Pacini, 1828);
- op. 44 (Paris: Pacini, 1831);
- op. 60 (Paris: Pacini, 1836-37);
- Method for Guitar (Bonn / Paris, 1831).

8
Méthode complète pour Guitare par Ferdinand Sor. Revue et augmentée de nombreux exemples avec une notice sur la septième corde par
N. Coste (Paris: Éditions Henry Lemoine, 1845).
9
Sor, Fernando, 20 Studi per chitarra, revision by Andrés Segovia (Milano: Edizioni Curci).
10
Sor, Fernando, Studi per chitarra, complete edition (3 volumes) (Milano: Suvini-Zerboni, 1984).
11
Sor, Fernando, Complete Works for Guitar, Facsimile ed. (New York: Editor Brian Jeffery, Shattinger International Music Corp., 1977).
12
Sor suggests his fingerings in the opus numbers 31, 35, 44 and 60.
13
To demonstrate this, I quote what Sor wrote in the Avertissement to the Study no. 1, op. 44: “Ne levez le doigt qui presse une
corde jusqu'à ce que vous en ayez besoin pour être employé aillieur”.
IV

Each of the three collections published by Pacini is prefaced by an Avertissement, which will be proposed as a
facsmile alongside the frontispiece of each opus number.
An English translation is below advanced:

Op. 35
“Several people found that my twenty-four lessons for beginners demanded too rapid progress and that they were organised in
order to facilitate the scholar to acquire a great talent. According to some, this disposition was not suitable for those who only
wish to be amateurs and refrain from any regular study. Some, in fact, just desire to accompany and play pleasant pieces which
are not excessively demanding. The rightness of these remarks made me compose these Exercises which help with the learning
of easy accompaniment techniques, enabling the scholar to deal with the 24 lessons if he is longing for an increase of his
talent. In this case, these lessons will appear less difficult to him since he will have already understood the essence of each of
them. These exercises will be highly useful for those who study according to the method which I am about to publish, given that
my main aim is to put into practice the theory which it incorporates.”

Op. 44
“Undoubtedly it will be said that this work should have been included in my method and that, consequently, I went wrong when
I published it separately. They would be right if, while composing my method, I had an utterly different objective from what
convinced me when I started the task. If the selling of my opus had been the only reason to drive me, I would have only taken
the desire of the potential purchasers, who hoped to find very graceful pieces, easy to decipher. This would have been true if I
directed my attention exclusively to them and moreover if I considered only three or four tones for the fingering of the scale to
be included in the instructions. Nevertheless, not only did I had as a duty to myself the fact that I should in no case deceive the
reader, but I also had to prevent him from a self-deception which would have led him in the in-observance of the final aim. He,
who sincerely wants to learn, will be grateful to me for an omission which may cost to me the blame of others. In effect, playing
the pieces contained in this exercise book, he will find the application of principles which he already assimilated and which
will enable him to play themselves more easily, after having established the technical fundamentals. Those who conceive the
method differently from me should not buy mine: being all fingered, these 24 pieces can easily help those people to play
automatically a music which some benevolent spirits defined “unplayable”, although admitting to play it.”

Op. 60
“In my opinion, this work has a great importance, since it combines two aspects which are normally incompatible; who want to
learn how to play the guitar as an amateur will succeed in this, through these lessons, with little difficulty. Without requesting
the effort to achieve a considerable talent, I operated to ensure that, in spite of their facility, these pieces included the
performing principles which are the base of a complex technique. It would also be possible to continue without the necessity,
unfortunately too common, to renounce to everything which has been learned in order to look for another starting point. With
respect to this, it may be thought that this work should be included in my method. Nonetheless, my conscience forbade this. He,
who does not desires more than what this work may teach relatively to the technique, should not buy such an expensive book.
All in all, I would have done what I disapprove, i.e. the habit of filling a method with easy-playing examples which caress the
ear but distract from the text. I repute the text to be the true foundation of the method.”

Besides these which may be considered short presentations, at times, in his opus, Sor inserts some admonitions
which open the single Studies. In this edition, these are accurately reported in the original language before the
Study they refer to. As far as fingerings are concerned, general criteria are respected. Sometimes the indication of a
barré (capotasto) together with the one of an open string may be found. This means that raising the phalange of the
left-hand index, the string corresponding to the phalange can be openly played (for instance, bar 1 op. 29 no. 23).
Slurs which were not originally displayed by Sor are marked with a broken line. The harmonic sounds are shown as
in the original version, specifying the chord and the position on which the effect is produced. In his collections, Sor
enters two Studies on harmonic sounds (op. 29 no. 21 and op. 60 no. 25)14. In both of them, the author records on
another stave the real notes, which are indicated not in their real pitch, but in a more bass range to ease the reading.
These standards have been faithfully maintained in this edition. The Studies taken from the Method are proposed as
facsimile to offer examples of ancient prints. Through the brackets, some potential supplements or alternative
fingerings are suggested.
Finally, I would like to kindly thank my friend and colleague Fabio Spruzzola who revised this work and advised
me with useful and precious recommendation.
Milan, December 2011
Paolo Cherici
translated by Emiliano Rossi

14
In his Method, Sor inserts also a piece on harmonic sounds (cf. p. 25, file VI).
OP. 6 (Studi 1-6)
2
II

Op. 6 n. 1
Allegro moderato

II
4

II II
8

12

II II
16

II
20

II II
24

28
6

I
i m i

Op. 6 n. 5
Andante p
p
p

V
3

III II
6

III
9

V
12

III II
p I
15 p i

III
18

21

[
10

Fernando Sor in giovane età (da “Revista de Cataluña”, Barcellona 1862).


OP. 6 (Studi 7-12)
12

3
3
in Re
Op. 6 n. 7
Allegro

3 3 3
3 3 3

3
3
8

3 3 3
II
12

3 3
II
16

V
3 3 3 3 3 3
20

3
3 3
24

3
3 3 II
29 3 II

3
33

3 3
3 3 3 3 3
37
OP. 29
2

Op. 29 n. 13
Andante lento

III III
4
[

I
7

10

III
I
13

VI
16

III I III
I
19

I
22

I
25
8

Op. 29 n. 17
Allegro moderato

p i p

11

II

16

22

VII

28

VIII
II
33

3 3

VII

III
39

III III
45

II V IV
50
OP. 31
2

Cette leçon n'exige que la connaissance des notes, son but principal est d'habituer l'écolier a bien placer la main gauche.

Op. 31 n. 1
Andante

17

24

Op. 31 n. 2
Andante

10

15

Fine

21

28
20

II II

Op. 31 n. 24
Allegretto moderato

4 II

8 (1)

II II
12

VII
16

20

24

( VII )
28

IV

32 II
OP. 44
OP. 60
12
Cette leçon a pour but la fixitè du doigt sur le-quel est basée l'exécution d'un passage.

Op. 60 n. 20

II
5

Fine

10

15

20

25

30

35

40
14

Op. 60 n. 22
Allegretto moderato

II
4

14

19

24

29

34

39
18

STUDI DAL METODO


27

Natalie Houzé, allieva di Sor, raffigurata nel Metodo di Francesco Molino.


...la lira d’Orfeo...
Collana di musiche per il liuto e la chitarra a cura di Paolo Cherici

Edizioni per chitarra Edizioni per liuto

Fernando Sor Johann Sebastian Bach


Studi per chitarra – edizione integrale Opere scelte trascritte per liuto - Vol. I
Op. 6-29-31-35-44-60-Studi dal Metodo “Lo stile italiano”
Revisione e diteggiatura di P. Cherici (BWV 989-1021-1023-1033-1034-1035)
PLS23014
Intavolatura per arciliuto in sol a cura di P. Cherici
PLS0307
Mauro Giuliani
Tre Sonatine op. 71
Revisione e diteggiatura di P. Cherici Johann Sebastian Bach
Prefazione di Marco Riboni Opere scelte trascritte per liuto – Vol. II
PLS23114 “Lo stile francese”
(BWV 820-821-822-823-832-992)
La chitarra di Haydn Intavolatura per arciliuto in sol a cura di P. Cherici
Trascrizioni dell’Ottocento di PLS6108
Matiegka, de Fossa,Coste, Carulli, Giuliani
Revisione e diteggiatura di P. Cherici Johann Sebastian Bach
Prefazione di Leopoldo Saracino Vol. III: Le opere per liuto
PLS23214 (BWV 995-996-997-998-999-1000-1006a)
Intavolatura per arciliuto in sol a cura di P. Cherici
Johann Sebastian Bach PLS23914
Opere scelte trascritte per chitarra
Le suites per violoncello
Trascrizione e diteggiatura di P. Cherici Johann Sebastian Bach
PLS23314 Opere scelte trascritte per liuto – Vol. IV
Le suites per violoncello
Johann Sebastian Bach Intavolatura per arciliuto in sol a cura di P. Cherici
Opere scelte trascritte per chitarra PLS24014
Ciaccona
dalla Partita n. 2 in re min. per violino solo BWV 1004 Johann Sebastian Bach
Trascrizione e diteggiatura di P. Cherici Opere scelte trascritte per liuto – Vol. IV
PLS22714 Le suites per violoncello
Trascrizione in notazione su doppio rigo
Non ti spiacqua l’ascoltar PLS24114
Antologia dal libro di intavolatura di
Vincenzo Capirola (1517)
Trascrizione per chitarra a cura di P. Cherici Non ti spiacqua l’ascoltar
Prefazione di Pinuccia Carrer Antologia dal libro di intavolatura di
PLS23414 Vincenzo Capirola (1517)
Revisione delle intavolature a cura di P. Cherici
Rose e Viole Prefazione di Pinuccia Carrer
Antologia dalle intavolature di PLS24214
P. P. Borrono da Milano e Francesco da Milano
Trascrizione per chitarra a cura di P. Cherici Rose e Viole
PLS23514 Antologia dalle intavolature
P. P. Borrono da Milano e Francesco da Milano
La chitarra di Schubert Revisione delle intavolature a cura di P. Cherici
Trascrizioni dell’Ottocento di PLS24314
Mertz, Aleksandrov, Tarrega
Revisione e diteggiatura di P. Cherici
Prefazione di Nicoletta Confalone
PLS23614

Joseph Kreutzer
Quattro Trii op. 9 per flauto, violino e chitarra
Revisione di P. Cherici
Prefazione di Francesco Biraghi
PLS23714
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