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Storia

SCOPRIRE IL PASSATO, CAPIRE IL PRESENTE

n 118
,50
MENSILE – Austria, Belgio, Francia, Lussemburgo, Portogallo, Spagna € 8 - Germania € 11,50 - Svizzera CHF 10,80 - Svizzera Canton Ticino CHF 10,40 - Canada CAD 11,50 - USA $ 11,50

AVVENTURA
Manuale di
sopravvivenza
per gli esploratori
dell’800

SE
ES O
Secoli di fantasie
proibite: dalla
letteratura erotica
alle foto “osé”

I TESORI RITROVATI
GLI ENIGMI
LE GRANDI CONGIURE

AGOSTO 2016
€ 4,90 in Italia OLIMPIADI NAPOLEONE III VICHINGHI
LE IMPRESE DI JIM THORPE, BELLA VITA E GUERRA GRANDI NAVIGATORI? SÌ,
IL PELLEROSSA CHE VINSE ALLA CORTE DI FRANCIA, MA ANCHE GLI SCHIAVISTI
Sped. in A.P. - D.L. 353/03 art.1, comma 1, DCB Verona PIÙ MEDAGLIE DI TUTTI NEL SECONDO IMPERO PIÙ TEMUTI DEL MEDIOEVO
Storia
CI TROOVI ANNCHE SUU:

118
agosto 2016 focusstoria.it

Ramses II, uno


dei faraoni
T ra i due simboli
universali dell’antico
simbolo del
Nuovo Regno.
IN PIÙ...

Egitto, la piramide di
Cheope e il delicato
12 VIAG
AGGI
In crociera
con stile
busto della regina Nefertiti, passano Dagli Anni ’20 ai ’70, l’età
1200 anni, un periodo che equivale d’oro dei transatlantici.
all’intera storia di Roma. Sembra OTTTOCENNTO
molto, ma la civiltà sulle rive del 18 L’arte
Nilo è fiorita ben più a lungo: dalla di esplorare
Bizzarri consigli per
MONDADORI PORTFOLIO/LEEMAGE

prima dinastia fino alla trentesima,


esploratori inglesi.
che cadrà sotto i colpi persiani,
SEESSO
trascorrono una trentina di secoli,
più tempo di quanto ne è passato 24 Fantasie
dalla Grecia classica fino a oggi.
proibite
Dai primi racconti erotici
Ciò dà un’idea dell’influenza alle foto osé.
straordinaria che ha avuto la terra dei
Faraoni sull’evoluzione delle civiltà
mediterranee e quindi dell’Europa
IL REGNO DEL NILO SOOCIETÀ
76 Tra nonni
e nipoti
come la conosciamo oggi. Di tutti 32
Una coppia quasi perfetta
La figura famigliare più
questi secoli, i più affascinanti sono amata nei secoli.
Akhenaton e Nefertiti: il potere nascosto della regina più bella.
forse quelli dei quali ci occupiamo in
questo numero. Al centro, si stagliano
38 82 LaSTTOROmaestrina
IE D’ITALIA

la figura di Nefertiti e quella di suo Le chiavi per l’antico Egitto terrorista


marito, il faraone Akhenaton, che noi Maria Pasquinelli,
Perché la civiltà egizia fu così importante e prosperò così a lungo. assassina politica nel
ricordiamo non soltanto per il loro 1947.
ruolo, ma anche, e soprattutto, per 44 MEEDIOEVVO
il fascino dei loro ritratti. Moderni ed
eterni, assieme con il sarcofago del
L’età d’oro
I “fantastici 4”: i faraoni che fecero grandi i secoli del Nuovo Regno. 86 Vichinghi
schiavisti
loro contemporaneo Tutankhamon
sono l’icona di quel periodo
46
Che cosa c’è qui dietro?
Abili navigatori e
mercanti di uomini.
affascinante e dell’intera storia Il mistero della mummia di Nefertiti: è nella tomba di Tutankhamon? COOSTUMEE
egiziana. 90 Pausa caffè
Jacopo Loredan
direttore
50
Le avventure di una statua
Foto d’autore davanti a
una tazza di caffè.
Le peripezie del busto dipinto di Nefertiti, dall’Egitto a Berlino.

RUBRICHE 52 94 LaGRRANDIgrandeur
TEMI
di
La città del Sole Napoleone III
4 LA PAGINA DEI LETTORI Francia capitale del
Com’era e come si viveva ad Amarna, la capitale voluta da Akhenaton.
6 NOVITÀ & SCOPERTE mondo dal 1852 al 1870.
9
10
AGENDA
MICROSTORIA
58
Congiure sul Nilo
SPPECIALEE OLIMPIADDI
100 Tiro alla fune e
70 DOMANDE & RISPOSTE I gialli e i complotti per assassinare i faraoni risolti dagli archeologi. altre stranezze
72 IN ALTRE PAROLE
73 COLD CASE 62
Misteri faraonici 102 L’indiano che
vinceva tutto
74 UNA FOTO UN FATTO
Il coltello di Tutankhamon, le piramidi a gradoni e altri enigmi (risolti).
114 FLASHBACK

In copertina: ricostruzione del volto di Nefertiti, basata sulla celebre statua


106 Idiscordia
Giochi della
3
dipinta, scoperta ad Amarna e oggi conservata a Berlino.
GRZEGORZ PĘDZIŃSKI
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Il quadro Sale per gli internati Voto alle donne,


di Rémy italiani in Sudafrica ma non a tutte
Cogghe Ho recentemente scoperto che Leggendo l’articolo “Cronaca di
pubblicato su un mio zio è stato probabilmente una svolta” su Focus Storia n° 116
Focus Storia internato in un campo di concen- vorrei aggiungere che al referen-
n° 116.
tramento in Sudafrica durante la dum del 2 giugno 1946 (sotto,
Seconda guerra mondiale. Mi ha la copertina del Tempo dopo i
raccontato che gli venivano fornite risultati) – ricordato per la prima
pasticche di sale, forse per sop- partecipazione femminile al voto
perire alla carenza di sali minerali in Italia – alcune donne non vota-
dovuta all’eccessiva sudorazione. rono per decreto legge [...]. Erano
Mi piacerebbe leggere un articolo le lavoratrici del sesso, “internate”
sull’argomento. nelle “case chiuse”, ovvero i bordelli
Andrea De Martino di Stato, che [...] per la legge, a
causa del bigottismo cattolico,
Tutto vero tranne... erano ritenute delle “paria” sociali
Carissima redazione di Focus Storia, senza diritti [...]. La negazione del
sono Stefano Congedo, un ragazzo diritto di voto per le “operatrici del
di 16 anni della provincia di Lecce.
Sono un “accanito” lettore della vo-
stra rivista da più di tre anni, ammi-
rando il vostro lavoro di ricerca. Ho
Chi c’è dietro? in tante foto della Prima guerra molto apprezzato il dossier “L’Italia
Vorrei sapere l’autore del quadro mondiale vediamo il sovrano con al tempo dei Promessi Sposi” del n°
che rappresenta i due domestici una macchina fotografica. La mia 116, e l’ho ritenuto molto utile per
alle prese con il buco della ser- curiosità è questa: le foto scattate i miei studi. Avrei però due critiche
ratura, riprodotto sul n° 116 di durante la Grande guerra da Vitto- da fare, non riguardanti l’articolo
Focus Storia. Pensavo a Gustave rio Emanuele III nelle sue visite al in sé, molto chiaro e di facile com-
Caillebotte, ma è morto pochi anni fronte, dove sono? Se esiste un ar- prensione, ma due piccoli dettagli
prima del 1908, data del dipinto. chivio che le conserva o un museo che io non ho tralasciato.
Eligio Imarisio, Genova dove sono esposte, mi piacerebbe Prima di tutto, il titolo: avete scritto
vederle. Sarebbe un punto di vista “L’Italia...”, ma in realtà parlate
Il quadro, un dipinto a olio, diverso su quel periodo storico: la solo della Lombardia del ’600, o
si intitola Madame riceve guerra vista con gli occhi di un re. comunque del Nord Italia, e non
ed è opera del pittore belga Rémy Stefano Gaole (Verona) di tutta la penisola, come il titolo
Cogghe (1854-1934). lascia intendere. Non sarebbe stato
più corretto scrivere “La Lombardia sesso” evidenzia come, sebbene il
Punto di vista reale al tempo dei Promessi Sposi”? fascismo fosse caduto, i diritti civili
Sono un appassionato di Storia La seconda critica riguarda l’illu- per loro fossero limitati anche dal
soprattutto della Grande guerra, strazione a pagina 56. Avete scritto nuovo governo democratico. An-
che secondo me è stato un avve- nella descrizione “Don Rodrigo che i cosiddetti partiti progressisti
nimento talmente eccezionale [...], rapisce Lucia nel giorno delle sue come il Psi, il Pci, Pd’A, Pri e il Psdi
che affascina sempre sia per i fatti nozze”. In realtà, ciò non è mai non si discostavano da quelli di
avvenuti, sia per i mezzi pionieri- avvenuto. L’illustrazione fa invece matrice conservatrice come la Dc,
stici [...], per i personaggi e le loro riferimento al capitolo III, quando il Pli o la destra: tutti reputavano
storie [...]. Lucia racconta a Renzo e alla ma- le “signorine allegre” non idonee
Da studioso e appassionato mi dre Agnese dell’incontro con Don a esercitare il diritto democratico
sono posto una domanda che è Rodrigo e il conte Attilio, la mole- di voto. D’altronde persino all’in-
piuttosto una curiosità [...]. Il re stia subita dal primo e il famoso terno degli stessi partiti le donne
Vittorio Emanuele III (foto a destra) “scommettiamo!” dei due uomini. non fecero nulla per far cambiare
era appassionato di fotografia, e Stefano Congedo opinione ai compagni di partito.
4
La proibizione alla partecipazione Alfonso è del tutto esatto affermare che sia
al voto, il divieto di matrimonio e d’Este in il primo scontro (contro i francessi)
l’obbligo coatto di schedatura per tenuta da del futuro ammiraglio inglese.
le“sex worker”erano una sorta di battaglia. Dal 1793, infatti, Nelson riceve il
legge razziale. comando della HMS Agamemnoon
Silvio Fumagalli che viene assegnata alla flotta
comandata dall’ammiraglio Hoood,
Lettrice in attesa impegnata nel Mar Mediterraneo a
Volevo fare i miei complimenti alla combattere i rivoluzionari franceesi.
vostra rivista che adoro! Approfitto Già nell’agosto 1793 la flotta gioca
per chiedervi se potete fare un un ruolo fondamentale nella resa carriera come soldato della Francia
articolo sulla gravidanza nei secoli. agli inglesi della città di Tolone che rivoluzionaria. Se non fosse stato
Ho scoperto da poco di aspettare manda una rappresentanza di cit- per l’assenza di Nelson, l’assedio di
un bambino e volevo sapere tadini sull’ammiraglia di Hood per Tolone sarebbe stato ricordato co-
come in passato veniva affrontata dichiarare fedeltà alla monarchia. me il primo e unico scontro tra due
una gravidanza, le complicazioni, nel 1509 i veneziani occuparono Durante la capitolazione di Tolone, dei più grandi geni militari della
ma anche le superstizioni e le Adria, che nella precedente spar- Nelson viene inviato presso le corti loro epoca, uno sul mare e l’altro
credenze, alcune delle quali resi- tizione (dopo la Guerra del sale amiche di Napoli e Torino per chie- sulla terra (con il futuro imperatore
stono ancora oggi. 1482-84) era rimasta a Ferrara. dere truppe di terra che suppor- di Francia come vincitore). Spesso
Manuela Tavian tassero la flotta inglese sul fronte si parla di Nelson come l’ammira-
Non è la stessa cosa, ma nei meridionale della guerra contro glio che sconfisse Napoleone, ma
prossimi numeri troverà un Le prime volte di Nelson la Francia rivoluzionaria. La lonta- va precisato che, nelle battaglie di
articolo sulle balie. Quello sulla Vi segnalo una possibile impreci- nanza della Agamemnon dal porto Abukir prima e in quella di Trafal-
storia della gravidanza, però, è sione nel breve articolo “La prima di Tolone fa in modo che Nelson gar in seguito, Nelson ha sconfitto
una buona idea. volta di capitan Nelson” (Focus Sto- non possa partecipare alla difesa la flotta francese, ma non si è mai
ria n° 116) in cui si parla della bat- della città quando, nel dicembre verificato uno scontro diretto tra i
Mani sul Polesine taglia di Capo Noli del 1795 come del 1793, un’armata francese pone due condottieri: l’assedio di Tolone
Nell’articolo su Alfonso d’Este (Fo- il primo scontro di Nelson contro i d’assedio Tolone che passa nuova- è forse ciò che più ci si avvicina.
cus Storia n° 117), dove si legge ”e francesi in qualità di comandante mente nelle mani della repubblica. L’anno seguente, il 1794, sempre al
dopo la vittoria di Agnadello passò di una nave. Per quanto questa Evento importante poiché al co- comando della HMS Agamemnon
all’incasso: ottenne il Polesine”. In battaglia tra la flotta anglo-napo- mando dell’artiglieria dell’esercito Nelson partecipa ad alcune mis-
realtà il Polesine non tornò più agli letana e quella francese sia di par- francese c’è il giovane capitano sioni in Corsica e riveste un ruolo
Estensi (ai quali era stato strappato ticolare importanza per l’equilibrio Napoleone Bonaparte, a una delle chiave nella caduta delle città di
pochi anni prima da Venezia). Anzi delle forze nel Mediterraneo, non prime azioni militari della sua Calvi e Bastia. La battaglia di Capo
Noli (1795), descritta nell’articolo,
è un tentativo di riconquistare le
città corse cadute in mano agli
inglesi dopo queste incursioni
militari alle quali ha preso parte lo
Il coltello era dei gauchos stesso Nelson. La battaglia di Capo
Vorrei rispondere al quesito completo di fodero in cuoio, solito per i duelli d’onore, in Noli si può quindi definire la prima
posto dalla lettrice Maristella con il manico in osso e lega cui i contendenti tentavano battaglia navale di Nelson, ma non
Bortoluzzi di Pordenone, nel d’argento e la lama uguale di sfregiarsi il viso a vicenda. Il la prima azione militare alla quale
n° 115 di Focus Storia, “Un con le stesse incisioni. Solo duello finiva immediatamente ha preso parte nel Mediterraneo.
coltello misterioso”: trattasi di il numero è differente (4.000 a sfregio avvenuto e i gauchos Luca Gandini, Pavia
un coltello usato dai gauchos anziché 8.000). Si portavano esibivano fieramente le cica-
argentini (l’equivalente dei infilati posteriormente nella trici, a testimonianza dei duelli I NO
OSTR I ERR
RORI
nostri butteri), probabilmente cintura e potevano essere fatti. Spero di essere stato suf- Focus Storia n° 116, pag. 57: a dire
“questo matrimonio non s’ha da fa-
risalente alla fine dell’Otto- utilizzati come normali coltelli ficientemente esauriente. re” è un bravo; pag. 9: il fotografo
cento. Io ne ho uno simile, da caccia, ma servivano di Alessandro Bruni, Colleferro (Rm) Doisneau si chiama Robert, non
Henri.

5
Ad Auschwitz la tazza
era uno scrigno segreto
U na toccante scoperta ad
Auschwitz: durante normali
attività di restauro su una tazza
Unica. Ignari della sorte che
li aspettava, gli ebrei internati
erano autorizzati a portare con
smaltata, appartenuta a un sé pochi effetti personali in una
ignoto deportato e conservata valigia, all’interno della quale
nel museo del lager, si è scoperto rovistavano squadre dedicate
che l’oggetto aveva un doppio di detenuti (i cosiddetti “Kanada
fondo dov’erano nascosti un kommando”): gioielli, soldi e altri
anello e una catenina d’oro im- oggetti di valore finivano confi-
ballata in un pezzo di tessuto. Un scati dai nazisti. Nel solo campo
esame dei gioielli ha rivelato che di Auschwitz sono conservate
furono prodotti in Polonia nel più di 12mila tazzine, ciotole
corso degli Anni ’20. Impossibile e piatti smaltati, ma la tazza-
per ora risalire all’identità del de- cassaforte è l’unico ritrovamento
portato che li aveva nascosti. di questo tipo . (f.-x. b.)

In Cambogia, una tecnologia laser aiuta a

Doppiofondo
con sorpresa
UNA NUOVA
U
Sopra a sinistra, i n’antica metropoli, archeologi guidati da Damian
GETTY IMAGES

raggi X che hanno dimenticata per seco- Evans dell’École Française


svelato la presenza li nella giungla cam- d’Extrême-Orient è alla ricer-
di un anello bogiana, ritrovata grazie a ca della città di Mahendra-
(a destra) e di una una sorprendente tecnologia parvata, capitale del glorio-
catenina d’oro, laser. Potrebbe sembrare la so impero Khmer (fiorito in
nascosti nel doppio trama di un film di Indiana Cambogia tra IX e XV seco-
fondo di una tazza. Jones, e invece è tutto vero. lo). Fondata nell’802, fu in
Appartenevano a Dal 2012, infatti, un team di seguito abbandonata per tra-
un deportato di
Auschwitz (a lato).

1 Ma quale moglie di Gesù... 2 Il primo oracolo di Apollo 3 La data è nelle stelle


IN PILLOLE

Il papiro che accennava a una presunta Rinvenuto un oracolo dedicato ad Apollo, il Gli astronomi aiutano a datare un’opera di
compagna di Cristo è con ogni probabilità un primo scoperto ad Atene, datato a circa 800 Saffo: la Poesia di mezzanotte descrive una
falso: a svelarlo, un’inchiesta americana che anni prima di Cristo. Si tratta di un pozzo per configurazione astronomica che si verificò tra
denuncia la contraffazione del reperto. l’idromanzia (la “lettura delle acque”). il 25 gennaio e il 31 marzo del 570 a.C.

6
Soppiantata Aristotele (384-322 a.C.): annunciato
il ritrovamento della sua tomba.
A destra, la rilevazione
tramite laser dei resti
dell’antica capitale
dell’impero Khmer,
poi abbandonata
per la vicina
Angkor (sotto).

AKG-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO
CORBIS/GETTY IMAGES
Aristotele
giace qui?
N on ci sono resti umani né
iscrizioni, né altre prove. Però
l’archeologo Kostas Sismanidis ha
suscitato grande clamore soste-
nendo di aver trovato la tomba di
Aristotele, il grande filosofo greco
(384-322 a.C.) allievo di Platone e
maestro di Alessandro Magno. Lo
studioso dirige gli scavi archeolo-
gici a Stagira, la città greca dove
nacque Aristotele. E dove, secondo
ritrovare l’antica capitale del IX secolo, sepolta nella giungla la tradizione, sarebbe stato sepolto,
quando i suoi abitanti vi riporta-

CITTÀ KHMER rono le ceneri da Calcide, dove il


pensatore era morto. Per questo
Sismanidis si è detto convinto di
avere in mano forti indizi di trovarsi
sferire il centro del potere so la fitta vegetazione cam- ce emerse le vestigia di mae- di fronte alla sepoltura di uno dei
nella vicina Angkor. bogiana. Ma c’è di più: du- stosi templi in pietra, alcune padri del pensiero occidentale.
All’avanguardia. La tecno- rante la campagna di ricerca misteriose incisioni geome- Dubbi. I resti archeologici si
logia impiegata per indaga- gli archeologi hanno indivi- triche nel terreno, identifica- trovano in una posizione pa-
re il territorio (oltre 1.900 duato attorno alla metropoli te come orti o giardini, e un noramica, vicino alla piazza
km2) è innovativa: si trat- una serie di città più picco- complesso sistema idraulico, principale della città, e consi-
ta del Lidar, un raggio laser le. Se delle abitazioni priva- estremamente all’avanguar- stono in una costruzione a ferro
sparato da un elicottero e in te, costruite in legno, si so- dia per il periodo. t di cavallo con pavimenti in
grado di penetrare attraver- no perse le tracce, sono inve- Simone Zimbardi marmo e resti di un altare. Risa-
lirebbero appunto al IV secolo
a.C., come alcune ceramiche e
monete emerse nell’area. Il che
ha insospettito i ricercatori, che
4 Il francobollo sbagliato 5 Gli eroi di Iwo Jima stavano invece scavando un
edificio di epoca bizantina. Ma
Ritrovato in Irlanda del Nord un rarissimo Chi erano i soldati che alzano la bandiera
francobollo Usa del 1918. La sua americana a Iwo Jima nella foto-icona del l’annuncio, arrivato proprio in
particolarità? Rappresentare un biplano 1945? Per chiarire la loro identità il Corpo dei occasione dei 2.400 anni dalla
rovesciato, per un errore di stampa. marines ha aperto una nuova inchiesta. nascita del filosofo, non ha con-
vinto tutti gli studiosi. (a. b.)

7
Romani contro i Pitti della Caledonia, nel II secolo d.C. Per
disorientare il nemico lanciavano anche biglie “sonore” (a destra).

Trucchi
teatrali
U n frammento di fischietto
di ceramica a forma di uc-
cellino è stato trovato tra i resti
del Curtain Theatre di Londra,
dove nel XVI secolo si svolge-
vano le rappresentazioni delle
opere di Shakespeare. Secondo
gli archeologi del Mola (Mu-
seum of London Archaeology),

GRANGER/ALINARI
impegnati dal 2011 sul sito, era
un giocattolo per bambini, ma
probabilmente era usato per
animare le rappresentazioni
con effetti sonori. Forse servì
in Romeo e Giulietta, tragedia
Battaglie a suon di biglie
composta tra il 1594 e il 1596, Trovati in Scozia proiettili di piombo usati li trovati in passato in Grecia,
nella quale ci sono molti rife- che contenevano veleno, i pro-
rimenti ai canti degli uccelli e dai Romani 1.800 anni fa, per spaventare. iettili reperiti in Scozia servi-
forse rappresentata la prima vano a disorientare i nemici

N
volta proprio al Curtain. elle battaglie contro i Trimontium Trust, che ha cu- fischiando sopra le teste, che
Dalle ceneri. Gli studiosi han- barbari della Caledo- rato la maggior parte degli sca- per lo spavento venivano ab-
no trovato altri reperti utili per nia i Romani usava- vi locali negli ultimi 50 anni. bassate. Soltanto il 20 per cen-
ricostruire la storia del teatro, no anche proiettili di piom- Le biglie pesano circa 30 gram- to del totale delle biglie trova-
attivo tra il 1577 e il 1624, poi bo sibilanti, per terrorizzare mi (quelle usate per stordire o te aveva un foro, che doveva
distrutto da un incendio nel il nemico. I reperti sono sta- uccidere erano grandi alme- comportare molto lavoro, con-
1666. Accoglieva mille persone, ti rinvenuti a Burnswark Hill, no il doppio) e alcune hanno siderando poi che erano og-
di cui una parte in piedi e gli un sito bellico del II secolo un foro di 5 mm di diametro; i getti che venivano gettati via.
altri seduti nelle gallerie. Diver- d.C. poco a nord del vallo di frombolieri ne lanciavano pro- Ce n’erano anche di più picco-
samente dagli altri teatri del Adriano (Scozia Sudocciden- babilmente 3-4 per volta. le, a forma di ghianda, frutto
periodo, ovali o poligonali, il tale) da una squadra diretta Arma di terrore. Secondo gli benaugurante per i Romani. t
Curtain era rettangolare. (g. l.) dall’archeologo John Reid del studiosi, a differenza di quel- Giuliana Lomazzi

La “casa” di Kublai Khan


GRANGER/ALINARI

M arco Polo aveva ragione. Sui


racconti dell’esploratore ve-
neziano qualche conferma comin-
occidentale della Città Proibita di
Pechino.
Nascosto. I successivi edifici degli
cia ad arrivare. A Pechino infatti è imperatori Ming e Qing avrebbero
stato scoperto il palazzo imperiale eclissato le strutture della prece-
di Kublai Khan, quello che Marco dente dinastia Yuan, che regnò sul-
Polo frequentò per anni e che de- la Cina dal 1279 al 1368, quando in
scrisse come il più grande palazzo Cina arrivò Marco Polo. Per ora gli
mai esistito. Eppure finora non si archeologi hanno individuato resti
Il palazzo imperiale di Kublai sapeva dove sorgesse. Ora alcuni di mura, il minimo indispensabile
Khan in una miniatura archeologi cinesi ne avrebbero per confermare almeno che il pa-
dal Milione di Marco Polo.
identificato i resti nell’area centro- lazzo esisteva e si trovava lì. (a. b.)
8
A cura di Irene Merli

MOSTRA VENEZIA EVENTO VERBANIA

Il ghetto, gli ebrei e l’Europa Il nuovo Museo


del paesaggio
Dopo due anni e mezzo di re-
stauro, questa sede museale lacu-
stre riapre con una retrospettiva
dello scultore Paolo Troubetzkoy.
Fino al 30/10. Palazzo Viani
Dugnani, Info: 0323 556621
www.museodelpaesaggio.it

FOTOGRAFIA ROMA

Domon Ken
150 scatti in bianco e nero del
maestro del realismo giappone-
se, un grande fotografo che del
suo Paese ha ritratto la vita socia-
le dal Dopoguerra, la tradizione e
la tragedia atomica di Hiroshima.
Fino al 18/09. Museo dell’Ara
Pacis. Info: www.arapacis.it

A
cinquecento an- ebraici in Occidente dopo il
ni dalla nascita del 1492 (quando gli ebrei fu-
Ghetto di Venezia, rono cacciati dalla Spagna),
una grande mostra a Palaz- per continuare con l’istitu-
zo Ducale, cuore del pote- zione del primissimo ghetto,
re dell’antica Serenissima, la sua localizzazione e la cre-
descrive come nacque e si scita urbana e architettonica
trasformò la prima zona al (Il Ghetto Novo, il Vecchio e
mondo in cui furono “rin- il Novissimo). Si scoprono
chiusi” gli ebrei. così le relazioni degli ebrei
Chiusure e scambi. Gra- con la città, con le botteghe IL LIBRO
zie a progetti architettoni- di Rialto, il cimitero ebrai-
ci dell’epoca, rarissimi vo- co, lo scavo del Canale de- Leoni, draghi,
lumi, documenti d’archivio, gli Ebrei. Gli scambi infatti, serpenti e sirene
oggetti liturgici, arredi, im- in un centro mercantile co-
Un grande volume riccamente
portanti quadri legati alla vi- me Venezia, non mancava-
illustrato, che ci accompagna tra
ta del ghetto (Bellini, Carpac- no, e favorirono la vita cul-
creature animali, reali o fantasti-
cio, Hayez, Chagall) e rico- turale. Anche se le regole im- che, che ci osservano minacciose
struzioni multimediali, “Ve- poste a chi viveva nel ghetto, da facciate delle cattedrali me-
Dipinti e documenti nezia, gli ebrei e l’Europa. tra abusi e conflitti, rimasero dioevali, capitelli e manoscritti.
A lato, un contratto 1516-2016” accompagna i vi- sempre valide. Fino all’aper- Una guida completa e unica nel
matrimoniale ebraico; sopra, sitatori in un viaggio nel tem- tura delle porte, per volere di suo genere, che spiega l’origine di
Predica di santo Stefano di po tra arte, storia e cultura. Napoleone, e alla progressiva simboli ispirati alle Scritture, ma
Carpaccio, in mostra. Si parte dagli insediamenti integrazione della comunità. anche alla classicità e al folclore.
Luca Frigerio, Bestiario
Fino al 13/11. Venezia, Palazzo Ducale. Info e prenotazioni: 848 082000, www.palazzoducale.visitmuve.it medievale, Ancora edizioni, 59 €

9
A cura di Marta Erba, Paola Panigas e Daniele Venturoli

PAROLE DIMENTICATE

L A T I B O L O
Discende dal sostantivo latino latibulum, a sua volta derivato dal verbo latere, che significava
“restare nascosto”. Infatti si usa per indicare una tana, un riparo, un nascondiglio.

LA VIGNETTA
BRIDGEMANART/MONDADORI PORTFOLIO

BASTONATI
Questa caricatura di Francesco Crispi (1818- inviò in Eritrea altri 10mila uomini, tuttavia la guer-
1901) fu pubblicata sul giornale satirico francese ra si concluse con la sconfitta italiana del 1° marzo
Le Petit Journal il 9 febbraio del 1896. Nel 1894, 1896 nella battaglia di Adua.
Crispi, da poco rieletto presidente del Consiglio, Nella vignetta, intitolata Le Pain Complet (“pane
IL MITO era impegnato nella guerra in Abissinia. Ma a
metà del 1895 si rese conto di essere in seria
integrale”), Crispi, vestito da bersagliere, viene col-
pito per l’appunto da una baguette di pane nero
Nell’Odissea, Ulisse (foto), difficoltà nella gestione della politica coloniale: (simbolo dell’appoggio francese agli etiopi), su cui
consigliato dalla maga Circe, la Francia riforniva di armi Menelik II, imperatore è inciso il nome della disfatta di Macallè.
riesce a superare indenne d’Etiopia, mentre Germania e Gran Bretagna non
l’insidioso canto delle

GETTY IMAGES
avevano alcuna intenzione di aiutare l’Italia.
SIRENE tappando le orec- Disfatta. Il 7 gennaio 1896 l’avamposto italiano
chie ai compagni e facen- di Macallè fu circondato dall’esercito etiope,
dosi legare all’albero della che ottenne rapidamente il ritiro degli italiani.
nave, per poterle ascoltare Menelik propose una trattativa di pace, ma Crispi
ma al contempo resistervi. ambiva a una vittoria a qualsiasi costo, così
Chi erano però le sirene?
Secondo i Greci, creature
marine che vivevano in un’i-
sola nei pressi dello Stretto
di Messina, incantavano i
marinai con la loro voce am-
maliante per poi farli morire
se sbarcavano. Le leggende
medioevali le raffigurano
metà donna e metà pesce,
ma le sirene della mitologia
greca avevano un aspetto
simile a un uccello, con testa
umana, a volte con braccia e
seno, e artigli ai piedi.
Metafora. Se si paragona
la vita a un viaggio, le sirene
rappresentano i tranelli po-
sti da desideri e passioni. Per
rifuggirli bisogna fare come
Ulisse: legarsi all’albero della
nave, cioè alla dura realtà.

10
IL NUMERO
BRIDGEMANIMAGES/MONDADORI PORTFOLIO

CHI L’HA DETT

10
Ovvero 8,56 euro: era il costo
della multa prevista per chi
baciava una donna in pubbli-
LIRE co in Italia, negli anni Trenta.

TOP TEN

I LADRI PIÙ FAMOSI


“Chi trova un amico trova

BRIDGEMAN/MONDADORI PORTFOLIO
Autolico
1
un tesoro” Principe dei ladri nella mitologia greca, figlio
di Hermes e Chione, figlia di Dedalione. Nonno
La ffrase è tratta d ll Bibbi
dalla Bibbia, e ” Ol
tesoro”. Oltre a “U i fedele
“Un amico fd di Ulisse, che da lui ereditò l’astuzia.
più precisamente dal Libro del è un balsamo di vita”.
Robin Hood (XIII-XIV sec.)
Siracide (o Ecclesiastico), dove si Etica. Il Libro del Siracide ripren- 2 Figura leggendaria ispirata a un personaggio
narrano molte storie di amicizia. de lo stile del Libro dei proverbi,
Nel testo si trova la famosa frase (V sec. a.C.) attribuito a re Salo- realmente esistito nello Yorkshire (e non nella
“Un amico fedele è una protezio- mone (foto), che contiene mas- contea dove si trova la foresta di Sherwood).
ne potente, chi lo trova, trova un sime di carattere morale. Jonathan Wild (1683-1725)
3
GETTY IMAGES

A capo di una banda di ladri e ricattatori, a


volte reclamava le ricompense offerte per re-
stituire ciò che i suoi stessi uomini rubavano.
L’OGGETTO MISTERIOSO
Dick Turpin (1705-1739)
4 Ladro e killer divenuto leggendario per una
Si tratta di un manufatto
composto da un cilindro me llico fuga a cavallo di 320 km in una notte. Ironia
con un “becco” sfilabile e da un della sorte: fu giustiziato per furto di cavalli.
mantice in legno e cuoio. Jeanne Valois (1756-1791)
Per che cosa veniva utilizzatoo?
5 Nobildonna francese implicata nell’intricato
“affare della collana”, uno degli scandali che di-
strussero la reputazione di Maria Antonietta.
Aspettiamo le vostre risposte, indiccando
Adam Worth (1844-1902)
anche la località, a: Focus Storia, viaa Batti- 6 Definito da Scotland Yard“il Napoleone del
stotti Sassi, 11/a - 20133 Milano opppure a
redazione@focusstoria.it crimine”. Conan Doyle si ispirò a lui per la figura
di Moriarty, il nemico di Sherlock Holmes.
È stato Emanuele De Meo di Latina il lettore più veloce nell’indovina- Sofia Blyuvshtein (1846-1902)
re logget
l’ tto misterioso del numero scorso: uno strumento usato 7 Nota come“Son’ka la mano d’oro”, per le sue
per eesaminare la filigrana dei francobolli che venivano inumi- rapine a regola d’arte. Fu rinchiusa nella colo-
dditi di benzene e appoggiati sul fondo. Sullo sfondo nero, nia penale di Sakhalin, dove conobbe Čechov.
in trasparenza, compariva il disegno della filigrana.
Jules Bonnot (1876-1912)
8
GETTYIMAGES

Ladro e abilissimo scassinatore di casseforti,


è stato il primo a usare l’automobile per i suoi
NATUREPL/CONTRASTO

VOCABOLARIO: BRUSCO furti. Morì in uno scontro a fuoco con la polizia.


Dal latino bruscus (pungiglione), si usava anche per il Ruscus acu- Vincenzo Peruggia (1881-1925)
leatus, cioè il pungitopo (foto). Il termine, in una
9 Voleva restituire la Gioconda all’Italia ruban-
forma da alcuni ritenuta dialettale, indica un dola al Louvre: non sapeva che era stato lo
sapore aspro (pungente, appunto) ma non stesso Leonardo a lasciarla al re di Francia.
sgradevole. In senso negativo vuol dire Stephen Blumberg (1951)
sgarbato. Dalla traslazione figurata del 10 Arrestato dall’Fbi nel 1990, aveva rubato
pungere dell’arbusto deriva infine il 23.600 tra libri rari e documenti, per un valore
significato di azione improvvisa e spia- di 5,3 milioni di dollari e 19 tonnellate di peso.
cevole, come un “brusco risveglio”.

11
VIAGGI

IN CROCIERA
CON STILE
Le prime linee transoceaniche debuttarono nel
A cura di Irene Merli

XIX secolo, per trasportare gli immigrati. Ma fu


dagli anni Venti fino ai Settanta l’età d’oro dei
transatlantici. Che rivive in queste foto d’epoca
RUE DES ARCHIVES/MONDADORI PORTFOLIO

Tra i grattacieli
Il Normandie, grande nave
della Compagnie Générale
Transatlantique, faceva la
rotta tra Francia e New York.
Fu varata nel 1932 e fu la
prima nave a superare i
300 metri di lunghezza.

12
BRIDGEMANIMAGES/ALINARI (2)
E la nave va...
tra i fiordi
Anni Trenta: giovani
bellezze tedesche si
rilassano sul ponte
di una nave nei fiordi
norvegesi, ancora
oggi meta di crociere.

Un sorriso
per il capitano
Negli anni Trenta i
viaggi per nave erano
lunghi e si doveva
ingannare il tempo:
qui, due passeggeri
bendati si sfidano
in una gara per
indovinare i cibi.
Passatempi
Il gioco dello
shuffle board, in
cui i partecipanti
spingono, con
una sorta di
“scopa”, dischi di
legno, cercando di
totalizzare più
punti possibile.

AKG-IMAGES
BRIDGEMANIMAGES/ALINARI
En plein air
Sul ponte per
fotografare i fiordi
norvegesi, nel 1930.
A quest’epoca le
navi più moderne
e lussuose
superavano in
comfort gli hotel
di lusso.
FOTOTECA GILARDI

Glorie italiche Come un film


Le navi italiane Rex, Il salone della prima
Conte di Savoia, classe del Saturnia,
Roma e Giulio transatlantico
Cesare ormeggiate italiano in servizio tra
a Genova. Le il 1925 e il 1965: gli
prime due erano le interni erano
ammiraglie della firmati dal celebre
flotta nazionale architetto
negli anni Trenta. Gino Coppedé.
UIG/ALINARI
Per chi apparteneva alla
buona società, fare almeno
un viaggio transoceanico
nella vita era un obbligo, per
non sfigurare. Ci si faceva un
guardaroba per l’occasione
15
Classi sociali
La piscina del
Normandie, che per
il lusso della prima
classe non aveva rivali
(ma c’erano anche
800 passeggeri di
terza classe, molti
emigranti).

La concorrenza era fra transatlantici inglesi, francesi, tedeschi e italiani.


Fino al 1952 si sfidarono nella traversata Europa-Usa: il Nastro Azzurro,
conquistato nel 1933 dal nostro Rex con 4 giorni, 12 ore e 53 minuti
16
RUE DES ARCHIVES/MONDADORI PORTFOLIO (2)

Genova-N.Y. indietro tutta Servizio in camera


Un passeggero del transatlantico italiano Raffaello Cabina di prima classe del France, nel 1960.
all’arrivo a Genova nel 1965, dopo un incendio a Le grandi navi erano diventate accessibili
bordo che obbligò il capitano a rientrare in Italia. anche alla classe media e le crociere una moda.
SERGIO DEL GRANDE/MONDADORI PORTFOLIO

17
OTTOCENTO

L’ARTE
D.A. MCKINLEY/NATIONAL GEOGRAPHIC CREATIVE

Occhi aperti
Un esploratore perlustra
terre vergini canadesi
a inizio ’900. A destra,
in Congo, viaggiatori
occidentali in posa con
portatori locali e, in basso
a destra, membri della
spedizione transafricana
degli italiani Baragiola-
I trucchi degli esploratori
Durini (1930).
In caso di ostilità...
Di tutte le invenzioni europee nessuna ter-
rorizza di più dei fuochi d’artificio. Un razzo
lanciato in cielo e fatto esplodere prima di un
attacco fa fuggire gli assalitori [...].

Vetri e specchietti
È bene avere in abbondanza delle perline
che sono i loro gioielli. Ma non sempre sono
bene accolte. Una volta, al Lago Ngami
(Botswana), il signor Andersson si sentì dire
dal capo locale che le sue perline non erano
gradite: le donne già “grugnivano come ma-
iali” sotto il peso di quelle che indossavano,
ricevute dai viaggiatori precedenti.
DI ESPLORARE
L’
idea di un manuale per esplo-
ratori venne nel 1850 a Francis
Galton – segretario della Royal
Geographical Society di Lon-
dra – durante un avventuroso viaggio in
Africa, alla scoperta delle terre dell’at-
tuale Namibia. Ma non solo. Galton ave-
va visto anche le sofferenze che aveva-
no sopportato i soldati britannici duran-
te la Guerra di Crimea (1853-56) ed era
convinto che una buona preparazione e
i giusti suggerimenti pratici avrebbero
evitato molte di quelle difficoltà, dovute
all’ostilità del clima e alla vita da campo.
MAI PIÙ SENZA. Il suo Arte di viaggiare
vide la luce nel 1855: 196 pagine in un
formato ideale per essere infilato nelle ta-
sche della casacca da viaggio dell’epoca.
Pagine che nel 1893 erano già raddoppia-
te. Le “istruzioni per l’uso”, alcune delle
quali potete leggere in queste pagine nel-
le parole originali di Galton, si aggiun-
gevano infatti di viaggio in viaggio. Un
esempio: nel 1860 Galton si recò sui Pi-
renei per osservare l’eclissi e sui suoi ap-
punti disegnò con cura i sacchi, imbottiti
e impermeabili, in dotazione ai doganieri
BRIDGEMANIMAGES/ALINARI

francesi di guardia alla frontiera. Li inse-


rì nel vademecum, contribuendo alla lo-
ro diffusione: aveva “inventato” il sacco
a pelo. t
Anita Rubini

inglesi dell’800 nelle parole (politicamente scorrette) scritte da uno di loro


La forza delle donne Alla garibaldina Un uomo abituato a bivaccare in caso di pe-
La presenza di qualcuna delle mogli dei na- In tempi recenti, le uniformi degli alpini e le ricolo notturno corre nel buio in cerca di sal-
tivi conferisce grande vivacità alla spedizio- divise di Garibaldi e dei suoi volontari, le fa- vezza, come farebbe un animale selvatico.
ne. Le donne sono preziose per raccogliere mose Camicie Rosse, costituiscono un esem- In tenda il sonno è pesante e non si sentono
informazioni e pettegolezzi. Inoltre sono pio di abbigliamento adatto a un viaggiatore distintamente i rumori. Fuori dalla luce e
state create per la fatica: ognuna di esse può che badi soprattutto alla praticità. dalla protezione fittizia ha paura.
trainare o trasportare pesi quanto due uomi-
ni messi insieme. Esse inoltre possono mon-
tare le nostre tende, cucire e rammendare i Tenda vs bivacco
nostri vestiti, riscaldarci la notte. In effetti, è Napoleone nelle sue Massime sulla guerra
impossibile coprire grandi distanze o viag- dice: “Le tende non sono salutari per i soldati.
giare a lungo senza la loro assistenza. Sono Molto meglio per loro bivaccare, con i piedi
vicino al fuoco e un po’ di paglia o qualche
CINECITTÀ LUCE/SCALA

in grado di fare tutto e il costo del loro man-


tenimento è esiguo. Essendo addette alla asse per proteggersi dal vento. Le tende sono
cucina, in tempi di penuria è loro sufficiente indispensabili solo per gli ufficiali che devono
leccarsi le dita per sfamarsi. È nella natura avere un riparo per scrivere e consultare le
delle donne di essere felici di portare pesi. mappe”.

19
Tra i consigli di Galton c’era quello di lavarsi il meno possibile: la sporcizia
commestibili. Personalmente, trovo che
ALINARI

le cavallette non siano niente male. Cuci-


nate in padella con un po’ di grasso, dopo
aver strappato loro le ali e le zampe, sono
deliziose.
Gli indigeni che vivono lungo le rive del
fiume Shire (Malawi) catturano i moscerini
che infestano il corso d’acqua e li cucinano,
dopo averli pressati a forma di torta.

Il pranzo è servito
In condizioni di emergenza, viaggiatori
sono arrivati a mangiare del cibo che in con-
dizioni normali li avrebbe fatti ammalare.
Quando è in gioco la vita, lo stomaco digeri-
sce anche i rifiuti e le carogne di animali.
[...] Si sente raccontare di persone che in
crisi di astinenza da cloruro di sodio si sono
Professione: vaccaro ni. La pelle si ispessisce intorno ai preziosi,
proprio come fa sopra a un proiettile. I gioielli ridotte a mischiare al cibo della polvere da
Fortunato è il viaggiatore che, al momento non devono avere i bordi taglienti. sparo, per utilizzare il salnitro che essa con-
di prendere in affitto il bestiame, trova i tiene. [...] In Australia, Africa e America del
guardiani per accudirlo. Generalmente però Nord vi è l’abitudine di portarsi dietro una
gli esploratori tengono con sé gli animali Sporco è meglio piccola quantità di grasso o burro, da man-
fino alla fine del viaggio, prendendosene Non è piacevole ammetterlo ma non vi è giare... quando si ha sete. La materia grassa
cura personalmente. dubbio che lo sporco e il grasso penetrando agisce sulle membrane riarse della bocca
Si assicurano che vengano abbeverati nei pori proteggono la pelle dal freddo in- e della gola allo stesso modo della crema
a ogni sosta, vanno a cercarli quando si clemente prendendo il posto dei vestiti. emolliente sulle mani.
perdono, danno una mano per mettere i In Europa passiamo la vita in uno strano
finimenti e per caricare la soma, in una pa- stato artificioso.
rola, sgobbano duramente per alcune ore al Il nostro corpo è sempre coperto da diversi Carne “fresca”
giorno facendo i vaccari. strati di vestiti, mani comprese. Questo Nel resoconto del suo viaggio in Africa,
succede perché noi possiamo lavarci spesso. il signor Bruce descrive l’abitudine degli
abissini di tagliare i pezzi di carne dai bovini
Scorta sottopelle L’uomo nudo invece questo lusso non può
concederselo. Un selvaggio non si lava mai vivi. [...] È abbastanza ragionevole che un
Per avere a disposizione un piccolo capitale se non ha a disposizione un grasso da spal- piccolo gruppo di viaggiatori sfiniti decida
nel caso in cui tutto il resto fosse rubato, marsi sul corpo subito dopo. di adottare questo sistema, quando il bi-
prima di partire per un Paese ricco ma non sogno di cibo si fa impellente. Certo l’idea
perfettamente civilizzato alcuni viaggiatori non è gradevole. L’animale soffre, anche se
seppelliscono dei gioielli nella propria carne. Moscerini per dessert non più delle centinaia di lepri e di fagiani
Il luogo più indicato è l’avambraccio sinistro, Come ci insegnano i cinesi, la maggior parte che giacciono feriti nei cespugli dopo ogni
proprio dove ci sono i segni delle vaccinazio- degli insetti che volano e strisciano sono battuta di caccia in Inghilterra.

Scienziati da campo
A destra, una sosta durante una
spedizione degli anni Dieci.
In alto, Sumatra (Indonesia), Anni
’70 dell’Ottocento: l’accampamento
del naturalista fiorentino Odoardo
Beccari sul Monte Merapi.
L.G. FOLSOM/NATIONAL GEOGRAPHIC CREATIVE

20
protegge la pelle dal freddo
Fuoco d’ossa
Per alimentare il fuoco le ossa di animale
sono un eccellente sostituto della legna. Il
primo a constatarlo e a parlarne è stato, cre-
do, Charles Darwin. Conservate dunque le
ossa attaccate alla carne che mangiate. “Nel
1829, ad Adrianopoli, durante la campagna
di Russia, i soldati saccheggiarono i cimiteri,
prelevando le ossa dalle tombe per farne
combustibile. Sopravvissero in questo modo
al freddo gelido” (von Moltke).

Consigli per il ritorno


Se avete preso appunti su fogli sparsi,
incollateli su un quaderno nuovo.
Alla prima occasione affidate i vostri ma-
noscritti e il vostro giornale di viaggio a un
rilegatore, aggiungendo le pagine bianche
e mettendo una copertina.
So che alla fine di un viaggio si ha l’impres-
sione che le avventure attraverso cui si è pas-
sati non si dimenticheranno più per il resto
della propria vita. Ma non è così. Il ritorno
alla vita civilizzata cancella in fretta il ricordo
della dura esperienza vissuta, i nuovi ricordi
si sovrappongono in fretta a quelli vecchi. Ho
parlato con uomini di non elevate capacità
mentali, servitori o altro, la cui esperienza in
un Paese selvaggio era svanita dalla loro me-
moria con la stessa rapidità di un sogno.

S+
APERNE
DI PIÙ

L’arte di viaggiare,
Francis Galton (Ibis).
Il manuale degli
esploratori dell’800.

Ultime
annotazioni
Un esploratore
nel Brasile della
prima metà del
Novecento
prende appunti
mentre viaggia.
ALINARI
Chiamaci o vieni su s it
SESSO

Ogni epoca ha
avuto i suoi modi
per suscitare
eccitazione e
desiderio. Prima
con i racconti
orali, poi con la
letteratura, infine
con la fotografia
e il cinema
TE

FOTOTECA GILARDI

Lettrice desnuda
Sopra, una scena di
flagellazione (detto
il “vizio inglese”) in
un’incisione per il
POPPERFOTO/GETTY IMAGES

romanzo di Restif de la
Bretonne Il contadino
pervertito (1775).
Sullo sfondo, una foto
erotica del 1915.

25
Solo un
filo di perle
Una cartolina del 1925
che non fu mai spedita
poiché la diffusione di
queste immagini era
illegale. Ma era un pezzo
da collezione. Foto
colorate come questa,
infatti, erano molto rare.

MONDADORI PORTFOLIO/BRIDGEMAN

26
Nel ’700 i libri erotici,
corredati da illustrazioni
esplicite, costavano 30
volte più degli altri.
Ed erano classificati
come testi di filosofia

FOTOTECA GILARDI (3)


N
el Medioevo, quando non c’e-
rano giornali né Internet, per
godersi qualche storiella sca-
brosa bisognava andare in Medioevo libertino
osteria, dove si trovava sempre qualcuno
Sopra, il bagno in una casa di piacere
disposto a raccontarne una. I protagonisti
medioevale (XV secolo). A fianco,
erano la maggior parte delle volte monaci un’illustrazione delle Memorie di Giacomo
e preti lascivi che consumavano amplessi Casanova (XVIII secolo). Sotto, Gli amori
dietro altari o nel segreto dei loro conven- del giovane Werther (1775) parodia in
ti con le spose di qualche sciocco mari- chiave erotica del romanzo di Goethe.
to. A raccontarle, in volgare e con un lin-
guaggio crudo e diretto, erano soprattut-
to gli studenti girovaghi, i chierici vagan-
tes che godevano dei privilegi ecclesiastici
senza aver preso i voti. Le storielle circo-
lavano anche nelle corti, in lingua latina.
Chierici, menestrelli e giullari inneg-
giavano all’amore libero e ai piaceri del-
la carne. Ma sotto sotto c’era la critica al
clero, che all’epoca (fino al Concilio di
Trento, nel 1545-63) trasgrediva tranquil-
lamente il voto di castità. Una regola con-
tro cui si scagliò anche Martin Lutero: la
castità, diceva, è un tragico errore che tra-
sforma i monasteri in bordelli e fangose
pozzanghere del diavolo.
Anche un grande scrittore del Trecen-
to la pensava più o meno così: Giovanni
Boccaccio. Nel suo Decamerone raccon- della stampa a caratteri mobili, la circo-
tò molte di queste storie con linguaggio lazione di manuali e romanzi osceni non
sboccato (o, appunto, “boccaccesco”, og- si poteva più arrestare. Specie nel liber-
gi sinonimo di “licenzioso, osceno”): per tino Settecento. Nonostante proibizioni,
lui il desiderio sessuale è parte della natu- sequestri e condanne nella Parigi di Lui-
ra umana; che nessuna legge morale, lai- prima volta due donne (non prostitute) gi XV (1715-1774) le pubblicazioni di ro-
ca o religiosa, potrà mai abolire. parlano senza pudori, mentre una inse- manzi erotici, corredate da incisioni con
EDUCAZIONE EROTICA. Per trovare le pri- gna all’altra come prepararsi alle gioie donne nude e amplessi consumati da ric-
me opere di narrazione erotica esplicita, del sesso con l’amato: in pratica un ma- chi aristocratici, si erano moltiplicate. Per
il cui scopo era suscitare il desiderio ses- nuale di educazione sessuale per le don- gli editori, che non rischiavano più la for-
suale, però, bisogna arrivare fino al XVII ne. E un contenuto osceno assai gradito ca, un vero affare.
secolo. E precisamente nella Francia del agli uomini. I libri erotici, classificati nei cataloghi
Re Sole (1654-1715). Era il 1655 quando Tutto questo non sfuggì alle autorità, clandestini come libri di filosofia, costa-
Michel Millot diede alle stampe lo scan- che sequestrarono le 300 copie stampa- vano mediamente 30 volte di più degli al-
daloso scritto La scuola delle ragazze o te e condannarono l’autore all’impicca- tri. E quando venivano sequestrati gli edi-
la filosofia delle donne, nel quale per la gione. Tuttavia, aiutata dalla diffusione tori erano pronti a ristamparli, poiché sa-

27
Per sfuggire ai sequestri
rebbero stati ancora più ricercati dai letto-
ri. Era il fascino del proibito.
FARSI FURBI. Per evitare condanne (peral-
tro più lievi di quelle previste per i libri il-
luministi di Rousseau e Voltaire), alcuni di
questi editori trovarono degli escamotage.
I libri proibiti venivano stampati in luoghi
fittizi: Coitopolis, Bordellopolis, Lesbo, So-
doma. Nacquero perfino editori specializ-
zati: il più famoso fu Hubert Cazin.
Le storie raccontate da Claude-Prosper
Jolyot de Crébillon figlio ne Il sofà (1741),
Primo di una lunga serie da Jean-Baptiste Boyer d’Argens in Thérèse
Sopra, Le Coucher de la Mariée del 1896. La philosophe (1748) o quella de Il diavolo in
pellicola, che durava circa 7 minuti, è uno corpo (1803) di Andrea de Nerciat o del
LIO/BRIDGEMAN

dei primi film pornografici. Ma è giunto fino Marchese De Sade col suo Justine (1797),
a noi solo in parte: un minuto e trenta di erano certamente molto scabrose. Ma an-
“preliminari”, in cui si vede un’attrice che si cor più forti erano le immagini che accom-
MONDADORI PORTFO

spoglia alla presenza di un uomo.


pagnavano i testi: Antoine Borel, François-
Rolland Elluin e Claude Bornet illustrava-
Modella e pittore

FOTOTECA GILARDI (2)


no con maestria nudi, coiti, flagellazioni.
Alcune opere libertine censurate allora
erano così hard che hanno dovuto aspetta-
re un paio secoli per essere riabilitate. È il
caso di Fanny Hill, memorie di una donna
di piacere dell’inglese John Cleland, pub-
blicato nel 1748. Vi si narrano le avventu-
re erotiche di un’orfana, tra orge e prosti-
tuzione. Ma uno dei motivi, pare, per cui
l’opera è considerata una delle più porno-
Erotismo grafiche della Storia è una scena di sodo-
da studio mia tra due uomini, a cui la donna si tro-
L’immaginario
va ad assistere per caso. Il libro fu subito
erotico nelle varie bandito in Inghilterra e l’autore imprigio-
epoche. Dall’alto, il nato con l’accusa di “corrompere i sudditi
pittore e la modella del re”. Fu proibito anche negli Stati Uniti
nell’800; l’allieva e il
Allieva e maestro dell’800 e solo nel 1966 la Corte suprema
maestro di musica, ha tolto il bando sul romanzo.
fantasia tipica del Oltre a testi e disegni osceni, tra i nobili
’700; e l’immancabile libertini aveva un certo successo anche il
segretaria con il capo teatro erotico: scene di sesso declamate e
(del 1930). spesso interpretate dal vivo sul palco. Lo
spettacolo si solito finiva quando arrivava-
no i gendarmi.
MORALE BORGHESE. Dopo la frenesia liber-
tina del Settecento, per la quale eros e fi-
losofia erano uniti e dove la legge di natu-
ra veniva scagliata come una freccia con-
to la morale e le sue catene, nel XIX seco-
lo le cose lentamente cambiarono.
La vita di tutti i giorni, con i mutamenti
della rivoluzione industriale, si stava mo-
dificando radicalmente e il desiderio ses-
suale non era più visto come una libera-
Segretaria e capufficio zione, ma come un pericolo da evitare per

28
gli editori pornografici si inventavano luoghi di stampa finti, come Coitopolis
non compromettere la famiglia, colonna
della società borghese.
Pericolosi erano i mariti fedifraghi ten-
tati da prostitute, ballerine e cantanti, ma
peggio ancora erano le mogli in cerca di
passioni da romanzo. Come L’amante di
Lady Chatterley di David Herbert Lawren-
ce, del 1928: la storia della moglie di un
Sadomaso barone paraplegico che ha una relazione
Una cartolina erotica (descritta nei particolari) con un guardia-
del XX secolo, che caccia. Fu subito proibito in tutta Europa.
mette in scena le ARRIVA LA PORNOGRAFIA. L’erotismo, pe-
fantasie sado-maso, rò, dal XIX secolo non ebbe più la carica
ispirate ai libri del eversiva e di critica sociale di altre epo-
marchese De Sade che: le narrazioni pornografiche si ridus-
(1740-1814) e dello sero a piacere fine a se stesso. L’adulte-
scrittore austriaco rio divenne il pretesto principale dei ro-
Leopold von Sacher- manzi erotici e nacque la figura della
Masoch (1836-1895).
femme fatale.
A metà Ottocento fu rispolverato un
vecchio termine: “pornografia”, che per
gli antichi voleva dire “discorso sulla pro-
stituzione” (dal greco porné, “prostituta”
e gráphos, “scrittura”), ma che ormai vo-
leva dire soltanto osceno. Mentre deside-
rio, sesso e psiche cominciavano a esse-
re indagati dalla scienza, gli editori
sfruttarono gli impulsi più bassi
dei lettori per ripubblicare vec-
chi romanzi libertini e autori
di un nuovo genere: il “porno”.
REALISMO FOTOGRAFICO. Ma c’e-
rano anche altri che si affacciava-
no con mezzi nuovi all’eros. Con l’in-
venzione della dagherrotipia, nel 1834, e
del cinema, nel 1895, si aprirono orizzon-
ti sconfinati. Le foto di nudo apparvero
subito, a metà del XIX secolo, nonostan-
te fossero proibite e molto laboriose da re-
alizzare. I lunghi tempi di esposizione co-
stringevano le modelle a posare nude an-
che per 15 minuti. Ogni copia, inoltre, an-
dava ottenuta dalla lastra originale. Non è
difficile immaginare, quindi, quanto po-
tessero costare. Le foto osé furono ancora
una volta un business tutto francese. Tra
il 1848 e il 1860 a Parigi sorsero 400 stu-
di che sfornavano soprattutto nudi. Con
l’ultimo capitolo delle fantasie proibi-
MONDADORI PORTFOLIO/BRIDGEMAN

te, scritto da cinema, riviste, fumetti e


Internet, è infine nata la distinzione tra
erotismo (più estetico) e pornografia.
Una differenza di cui chierici e libertini
non si sarebbero curati un granché. t
Federica Ceccherini

29
PRIMO PIANO
Il grande Egitto di Akhenaton e Nefertiti, ma anche
di Tutankhamon e Ramses II. Misteri, tesori e congiure,
la corte da sogno di Amarna, i gialli risolti dagli archeologi:
tutto quello che c’è da sapere sull’età d’oro del Nilo.

MISTERI ■
UN TRONO
PER DUE
pag. 32

AL DI LÀ DEI
LUOGHI COMUNI
pag. 38

I MAGNIFICI
QUATTRO
pag. 44

DIETRO LA TOMBA
DI TUTANKHAMON
pag. 46

NEFERTITI E IL
BUSTO ERRANTE
pag. 50

NEL CUORE DI
AKHETATON
pag. 52

COLD CASE
D’EGITTO
Monumentale pag. 58
L’interno del ■
complesso I FARAONI
templare di Luxor:
la sua costruzione
ENIGMATICI
iziò all’epoca di
pag. 62

LEEMAGE

menhotep III,
rca 3.300 anni fa.
31
PRIMO PIANO

Akhenaton e Nefertiti
regnarono insieme nel
segno del Sole. Ma non
è tutto oro quello che
luccica: chi teneva le redini
del potere? Forse lei, la
regina dei misteri

“V
ita prospera e salute!”, grida
la folla al passaggio della cop-
pia reale, che su un magnifico
carro si muove verso il grande
tempio di Aton, per la quotidiana celebrazione
dei riti in onore della divinità. I sovrani stanno
in piedi, abbracciati, e si baciano teneramente.
Lui, il faraone Akhenaton, quasi scompare di
fronte alla bellezza di lei, la regina Nefertiti: 25
anni, lo sguardo dolce, un viso così perfetto da
sembrare scolpito. E un sorriso indecifrabile, co-
me indecifrabili sono la maggior parte dei miste-
ri che la riguardano ancora oggi.
Di certo sappiamo che intorno alla metà del
XIV secolo a.C. fu regina d’Egitto. Una regina
anomala, con un potere oltre misura per la mo-
glie di un faraone: tanto che, dicono alcuni egit-
tologi, potrebbe aver regnato dopo la morte del
marito come suo successore. Ma per sapere chi
era e da dove veniva, bisogna destreggiarsi fra
le supposizioni. Accanto a chi ritiene che la re-
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gina fosse egizia c’è infatti chi è certo che fosse


una straniera. È il primo dei misteri.
PROMESSI SPOSI. È il 1366 a.C. quando la princi-
pessa Taduhepa (questo forse il suo vero nome
alla nascita) arriva a Tebe, presso l’odierna Lu-
xor, dopo il lungo viaggio dal Mitanni (Mesopo-
tamia settentrionale). Suo padre, il re Dushrat-
ta, alleato dell’Egitto, l’ha promessa in sposa al
faraone Amenhotep III: la quindicenne, però, si
illumina solo quando scorge il figlio del vecchio
sovrano, che la fissa imbambolato. Il faraone se
ne accorge, la decisione è presa: la straniera Ta-
duhepa andrà in sposa al suo secondogenito e
successore, Amenhotep IV. E si chiamerà Ne-
fertiti, “la Perfetta è arrivata” in lingua egizia.

UNA COPPIA
Chi si somiglia...
Viso allungato, occhi a
mandorla, labbra carnose
e collo esile: tutti i tratti
caratteristici dell’arte al
tempo di Akhenaton
(XIV secolo a.C.) sono ben
rappresentati in questo
rilievo di Akhenaton (a
sinistra) e Nefertiti.

QUASI PERFETTA 33
Hatshepsut è qui rappresentata 1
con la barba, simbolo di potere.
2

3
SCALA

Faraoni in
“quota rosa”
G li Egizi non erano né
misogini né maschilisti:
le donne potevano acce-
dere alle più alte cariche
e godevano spesso di una
posizione sociale elevata. A
dimostrarlo ci sono i nomi
di diverse grandi sovra-
ne, che ebbero un ruolo
decisivo nel governo del
Paese: fra queste ci fu la
suocera di Nefertiti, Tiye. Si
occupò della politica estera
dell’Egitto, durante i regni
del marito e del figlio, im-
ponendosi come donna di
governo, anche se sempre
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accanto a un uomo. Non


mancarono neppure le don-
ne che governarono l’Egitto
da sole, come faraoni: più
di 1.700 anni prima di Cleo-
patra e quattro secoli prima
di Nefertiti, nel XVIII secolo
a.C., salì al trono Sobekne-
feru,“la Bellezza di Sobek”. Secondo un’ipotesi, Nefertiti era una straniera, nata nel
Riformatrice. Figlia di Eppure, osserva chi pensa che invece Nefer- tep diventò sovrano d’Egitto un paio d’anni do-
Amenemhat III, sovrano
della XII dinastia (1990 a.C.- titi fosse egizia di nascita, una principessa stra- po. Il suo regno durò 17 anni, la maggior parte
1780 a.C.), fu tra le prime niera avrebbe dovuto mantenere il proprio no- dei quali dedicati alla riforma religiosa che rese
donne-faraone della Storia, me: Nefertiti invece è un nome “egizio doc”, ti- famosa la coppia reale e il loro dio, Aton. Que-
ma il suo regno fu breve pico della terra dei faraoni. sta potenza creatrice, che secondo gli Egizi co-
(poco più di tre anni). Molto FARAONE E GENTILUOMO. Per i fan dell’ipotesi stituiva il corpo di Ra e veniva rappresentata co-
più longevo fu il governo
di Hatshepsut: circa tre “Nefertiti egizia” fu invece lo scriba-capo, l’uffi- me il disco solare che porgeva la vita attraverso
secoli dopo Sobekneferu, ciale Ay, un importante dignitario di corte, a pre- “raggi” dotati di mani tese, in cinque anni sop-
la quinta sovrana della sentare la ragazza al faraone. Nefertiti e il futu- piantò il monopolio del “dio nascosto” Amon e
XVIII dinastia (1543-1292 ro Amenhotep IV non ebbero bisogno di accordi del suo strapotente clero.
a.C.), governò l’Egitto per diplomatici per convincersi a sposarsi: fu amore Nuovi templi, migliaia di sacerdoti, altari pie-
22 anni, soffiando il posto
al figliastro Thutmosi III e a prima vista. Almeno, così racconta la versio- ni di offerte: schiaffo finale al vecchio dio, Aton
rendendo prospero il regno ne romantica della storia. Faraone e gentiluomo, entrò in pompa magna a Tebe, città sacra del di-
lungo la Valle del Nilo. secondo una delle molte ricostruzioni, Amenho- vino avversario e capitale. Qui, nel quarto anno
34
RITRATTO
DI FAMIGLIA
Il faraone con la moglie
ritratto nell’intimità di
una scena di vita domesti-
ca. Un’immagine insolita
nell’arte egizia classica, ma
frequente nell’arte di Amarna
(da dove viene questo rilievo
in calcare). Akhenaton non si
fece mai raffigurare in scene
di guerra o di caccia, come da
6 tradizione, e cercò di uma-
5 nizzare la figura del faraone
introducendo nelle sue rap-
presentazioni aspetti di vita
quotidiana e familiare.

1. Il Sole, ovvero il dio Aton,


protegge la famiglia reale.

2. I suoi raggi terminano con


la croce ansata, l’ankh, sim-
4 bolo di vita per gli Egizi.

3. Akhenaton, rappresentato
con un aspetto femminile,
secondo lo stile di Amarna,
tiene in braccio la figlia mag-
giore Meritaton.

4. La piccola Ankhesenamon,
altra figlia della coppia reale,
gioca con l’orecchino della
mamma: è un altro elemento
insolito nell’arte egizia.

La “sacra famiglia” 5. La bella Nefertiti ha le stes-


Il faraone Akhenaton (a se dimensioni del marito: era
sinistra) e la moglie Nefertiti importante quanto lui.
con tre delle loro figlie, in
un bassorilievo del 1340 a.C. 6. La secondogenita Make-
circa. In basso, Ay, primo taton, in braccio alla regina,
scriba e per alcuni padre di morì prematuramente,
Nefertiti, riceve un pettorale forse per un’epidemia, più
d’oro dalla coppia reale. probabilmente di parto.

regno di Mitanni. Ma le fu consentito di avere un nome in lingua egizia“doc”


di regno, si svolse la prima uscita ufficiale a noi
AA/MONDADORI PORTFOLIO

nota di Nefertiti. L’occasione era importante: la


festa di Heb Sed, durante la quale il sovrano ri-
cevette un surplus di magica potenza vitale da
tutte le divinità egizie radunate nella capitale.
UNA POTENTE SACERDOTESSA. E la regina? “Il di-
sco sorge per manifestare il suo favore a Nefer-
titi e tramonta accresciuto nell’amore per lei”: il
grande inno ad Aton, iscritto sulla parete orien-
tale della tomba di Ay, la dice lunga sulla sua
grandezza fuori dal comune. «Nefertiti rappre-
sentava la controparte femminile del faraone
nella raffigurazione simbolica della creazione,
in una triade religiosa che includeva il disco so-
lare Aton, sempre in alto con i suoi raggi a uni-
I ritratti di Nefertiti sono il doppio re i due sposi. Lo stretto rapporto tra la regina
e la divinità si nota in quei casi in cui il nome
di quelli di Akhenaton. E la sua immagine del dio, inserito tra i geroglifici che compongo-
no il nome di Nefertiti, ha una particolare grafia
orna il sarcofago del faraone che lo mette in relazione diretta con la sua sa-
cerdotessa», conferma l’egittologo Mattia Man-
Padrona del Nilo cini. «Quasi sempre vicina al marito nelle rap-
Akhenaton e Nefertiti si tengono per mano, presentazioni ufficiali, la regina è stata sicura-
in un gruppo statuario di calcare dipinto: mente fondamentale, almeno dal punto di vi-
l’adorazione che il faraone aveva per la sua
sta simbolico, per le scelte programmatiche del
sposa principale non gli impedì di avere più
faraone. Ma proprio il suo anomalo ruolo nelle
mogli, tra cui alcune figlie. Nessuna consorte,
però, insidiò mai il potere di Nefertiti. scene di culto ha generato in passato fantasio-
se ipotesi secondo cui sarebbe stata lei l’ispira-
trice della riforma religiosa: in realtà tracce di
cambiamento c’erano già state durante il regno
di Amenhotep III».
TRASLOCO. La svolta di Amenhotep IV fu dra-
stica: nel quinto anno di regno, quando Tebe
diventò troppo stretta per due grandi divi-
nità, il faraone decise di fondare una nuo-
va città, dedicata al culto di Aton. A circa
300 km a nord, a metà strada con Men-
fi, chiusa fra il Nilo e le montagne sor-
se Akhetaton (oggi chiamata Amarna),
“la Regione di luce del dio Aton” o “l’O-
rizzonte di Aton”: era la nuova capita-
le del nuovo Egitto (v. articolo “La cit-
tà del Sole”).
La corte, i funzionari e gli artigiani vi
si trasferirono in massa. E, nella nuova
casa, i sovrani presero i nomi con cui
li conosciamo oggi: Amenhotep diven-
tò Akhenaton, cioè “lo Spirito utile ad
Aton”, e Nefertiti “la Perfezione delle
perfezioni di Aton, la Perfetta è arri-
vata” (Nefer-Neferu-Aton Nefertiti).
Nomi chilometrici, come tutti quel-
li in lingua egizia. E nel loro caso
particolarmente azzeccati: entram-
bi erano gli unici intermediari tra il
dio Sole e i mortali, ma sui cippi di
confine della città è la regina la cele-
brata protagonista, “sovrana della fe-
licità dotata di tutte le virtù”.
Non solo: Nefertiti è ritratta il doppio delle
volte del marito e, nei panni di divinità, la sua
figura decora i 4 angoli del sarcofago di Akhe-
naton, mentre le sue statue ricevono le preghie-
re degli Egizi. Quanto ai doveri regali profani,
la regina, alla pari del marito, distribuiva ono-
ERICH LESSING CULTURE AND FINE A

rificenze ai funzionari più fedeli.


PARI GRADO. «Nefertiti poteva fregiarsi di attri-
buti esclusivi del faraone: l’identificazione con
la sfinge, i nomi racchiusi nel cartiglio», aggiun-
ge Mancini. «E, come si vede in un frammento
di rilievo, fu raffigurata mentre sottomette i ne-
mici, una rappresentanzione tipica del faraone
fin dalla prima dinastia».
Concessioni frutto dello sconfinato amore
del suo Akhenaton? Non del tutto. «Nelle unio-
ni matrimoniali di questo livello, c’è poco spa-
zio per il romanticismo: la centralità politica di
Nefertiti non dipendeva dalla maggiore consi-
derazione o dall’affetto del marito. Appartene-
va invece alla liturgia di divinizzazione del re»,
risponde l’esperto.
CATTIVE NOTIZIE. Divinità, personalità politi-
ca e moglie amatissima, la Perfetta trovò an-
che il tempo di mettere al mondo sei figlie. Al-
cuni (tra molte obiezioni) ipotizzano che una
di loro sia diventata moglie del padre, anche se
Akhenaton fu probabilmente il più monogamo
tra i sovrani dell’Egitto.
Ma la felicità non dura per sempre, neppu-
re fra i faraoni: nel quattordicesimo anno di re-
gno la secondogenita, la dodicenne Maketaton,
morì, forse di parto. A palazzo, la gioia lasciò il
posto alla disperazione, nutrita dalla scompar-
sa delle due figlie più piccole. Colpa di un’epi-
demia di peste che investì l’Egitto e la corte?
Forse. Comunque sia, i giorni sereni erano fi-
niti. Ai lutti si aggiunsero le difficoltà nella po-
litica estera. I rapporti con i territori controlla-
ti, ogni giorno più difficili, i vassalli sconten-
ti e l’impero ittita sempre più minac-
cioso: Akhenaton affrontò tutto
con una fallimentare politica

SCALA (3)
non interventista.
Sul fronte sentimenta-
le le cose non andavano
meglio: dopo la mor-
Affari di famiglia
te delle figlie, Neferti-
Sopra, Akhenaton con il successore Smenkhara,
ti si ritirò in un palaz-
nome dietro al quale si celerebbe Nefertiti. Nel
zo a nord della città.
tondo, Meritaton, figlia della coppia.
Ed entrò in scena una
certa Kiya, moglie se-
condaria di Akhenaton e ton e Ankhkheperu-
forse la madre del famoso ra Smenkhara-dje-
Tutankhamon. serkheperu. Il primo fu
GOSSIPPARI. La coppia più bella coreggente di Akhenaton,
d’Egitto era alla frutta? Novella 2000 ci il secondo salì al trono dopo di
avrebbe ricamato per mesi. Gli egittologi, altret- lui. Chi erano? Nefertiti in entrambi i ca-
tanto gossippari, si sono sbizzarriti per decenni. si, dicono alcuni: prima associata al trono dal
Fino a poco tempo fa, alcuni sostenevano che marito, poi faraone a tutti gli effetti.
Nefertiti, caduta in disgrazia, fosse stata rim- IL RITORNO DI TUT. E se invece, suggeriscono i
piazzata nel cuore del faraone. Altri che, scossa complottisti, la sovrana avesse fatto assassina-
dalla morte delle figlie, si fosse ammalata, mo- re il secondo (Smenkhara) per far salire al tro-
rendo poco dopo. Ipotesi naufragate con la sco- no il giovanissimo genero, Tutankhaton? Il ge-
perta di un graffito nella cave di Deir Abu Hin- sto avrebbe condannato anche l’amato dio: una
nis (10 km a nord di Amarna): vi viene nomi- volta sul trono, infatti, il faraone bambino fu ri-
nata Nefertiti, evidentemente ancora viva e ve- portato a Tebe e, col nome di Tutankhamon, ri-
geta nonché “Grande sposa regale” del faraone pristinò il culto di Amon. Aton tornò a essere Le gioie di Amarna
nel suo sedicesimo anno di regno. A complica- una divinità tra le altre e Akhenaton, il “farao- Anello in oro con le
re le cose, in una specie di Beautiful dei tempi ne eretico”, fu cancellato dagli annali. La fama figurine stilizzate di
antichi, in quest’ultimo scorcio di regno spun- e la bellezza di Nefertiti, invece, sopravvissero Akhenaton e Nefertiti, oggi
tano i nomi di due misteriosi sovrani dai nomi per sempre. t conservato al Metropolitan
impronunciabili: Ankhkheperura Neferneferua- Maria Leonarda Leone Museum di New York.

37
PRIMO PIANO

Perché la civiltà egizia è così importante e ci affascina? Per rispondere bisogna

LE CHIAVI PER
M
ummie, pirami-
di, extraterrestri
e congiure... Il
grande Egitto
dei faraoni è una miniera di
misteri. E non da oggi. Perché
fin dal tempo degli antichi Ro-
mani, quando il millenario re-
gno del Nilo era soltanto un ri-
cordo, quella terra è stata con-
siderata la culla della magia e
della superstizione. Almeno
finché, oltre un millennio do-
po, Napoleone Bonaparte con
i suoi 154 studiosi al seguito,
durante la campagna militare
del 1798-1801, fece riscoprire
un’intera civiltà semisepolta
nella sabbia. Scatenando l’e-
gittomania. Nella stessa epoca
fu trovata, fra l’altro, la Stele
di Rosetta, la chiave per capire
la scrittura geroglifica, rima-
sta ignota anche ai Greci. Fu
allora che una piccola porta si
aprì aiutando a risolvere alcu-
ni degli enigmi egizi. Ecco, in
cinque domande e altrettante
risposte, perché la civiltà del
Nilo è stata così straordinaria,
e quello che c’è da sapere per
comprenderla. t
Aldo Carioli

Perché il regno egizio Come governavano Come funzionava


durò così a lungo? i faraoni? la loro società?
Il regno dei faraoni durò circa 3mila anni. Alle I faraoni erano considerati il tramite con gli La maggior parte degli Egizi erano contadini
radici di questo successo, il fatto che già nel dèi e per gli Egizi (come per quasi tutte le an- poverissimi. E vivevano in una condizione di
3000 a.C. la civiltà sviluppatasi intorno al Nilo tiche civiltà) non c’era differenza tra religione servitù: la proprietà della terra era del farao-
si era data un forma di Stato autosufficiente. e Stato. E la religione era il collante alla base ne o dei sacerdoti dei templi. Al di sopra del
Era uno Stato perfettamente organizzato, del consenso. Ma un faraone doveva essere popolo c’erano gli artigiani e l’esercito, di cui
con una burocrazia efficiente (la più antica anche un abile politico, oltre che un sacer- il faraone era il capo, che aveva però un’im-
conosciuta) che permetteva di controllare dote. Doveva mediare interessi di cui non portanza relativa. E i famosi “schiavi egizi”, di
anche le zone più remote. Il tutto in un ecosi- sempre avevano il controllo diretto: quelli dei cui parlano la Bibbia e gli storici greci? I docu-
stema, quello garantito dalle piene del Nilo, sacerdoti o quelli degli ambiziosi nomarchi menti dimostrano che la civiltà del Nilo non
che assicurava fertilità e prosperità. (i “governatori” delle province). era schiavista. Esistevano prigionieri di guer-
38
sgombrare il campo da alcuni luoghi comuni e usare una “bussola storica”

L’ANTICO EGITTO
Monumentale
Il tempio di Abu
Simbel, eretto per
celebrare la potenza
del faraone
Ramses II. Fino al
1813 rimase sepolto
dalla sabbia e tra
il 1964 e il 1968
fu smontato e
ricostruito più in
alto, per permettere
la costruzione della
diga di Assuan.

ra ridotti in schiavitù, ma per il resto la popo- È vero che il monoteismo Quanto conta l’eredità
lazione serviva il faraone o i templi durante
quattro mesi all’anno, quando i campi non nacque in Egitto? degli Egizi?
potevano essere coltivati a causa della piena Akhenaton impose il culto del Sole a spese Per i Greci l’Egitto era la terra dei sapienti (e
del Nilo. Per quanto riguarda invece la schia- di Amon, il dio tradizionale e più antico in del loro dio Thot), dove era nata la scrittura.
vitù degli Ebrei, di cui parla la Bibbia, le fonti Egitto. Ma il suo non fu un vero monotesimo. Nell’Odissea Ulisse fa spesso riferimento all’E-
egizie non citano mai schiavi o immigrati di L’idea di un unico Dio, però, prese forma in gitto. Anche i templi greci e romani furono
cultura ebraica. Anche se esistono diverse quel tempo anche grazie al fatto che la civiltà ispirati a quelli lungo il Nilo, con le loro co-
interpretazioni che ritengono storicamente egizia fu aperta agli stranieri. Era una società lonne che imitavano boschi e fiori di loto. Per
fondato l’Esodo degli ebrei. Le donne, infine, multietnica, come dimostra il fatto che diver- tutta l’antichità (come dimostra l’attrazione
godevano di più diritti che in Grecia o nell’an- si visir (i “primi ministri” dei faraoni) fossero di che esercitò l’Egitto su Alessandro Magno e
tica Roma: erano intestatarie della dote che origine straniera. Se un immigrato pagava i suoi Romani) il regno dei faraoni rappresentò
portavano e potevano anche ereditare. tributi era infatti considerato come gli altri. la fonte della saggezza e la terra della magia.
39
ORIGINI E ANTICO REGNO (5OO0-2195 A.C.)

40
Nasce la civiltà CRONOLOGIA
delle piramidi
irca 7 mila anni fa la fertile
C valle del Nilo si andava popo- La successione
lando di agricoltori e allevatori dei sovrani egizi
provenienti dalle savane africa-
ne in via di desertificazione. A La cronologia relativa ai faraoni è
nord, nel Basso Egitto, si afferma lacunosa e controversa, oltre che
Buto, vivace centro di scambi fonte di problemi per chi deve rico-
nel Delta. A sud, nell’Alto Egitto, struire la successione dei faraoni. L’e-
emergono Naqada e Hierakon- lenco qui sotto adotta la datazione
polis. Il cosiddetto Egitto pre- standard della Cambridge ancient
dinastico, cioè precedente la I history, integrata da altre fonti
dinastia nella cronologia redatta egittologiche.
da Manetone (III secolo a.C.), è
però un Paese diviso.
Unità. Sebbene nel corso del ANNI (A.C.) FARAONE DINASTIA
IV millennio a.C. Alto e Basso PERIODO PREDINASTICO
5000 3185 “RE SCORPIONE”
Egitto conoscano brevi periodi ETÀ TINITA
di coesione, il vero unificatore è 3185 3125 NARMER (MENES)
– intorno al 3150 – Narmer AHA
3125 3095 “IL COMBATTENTE”
(Menes per i Greci). Con lui inizia
l’epoca arcaica o “tinita” (dalla 3095 3040 DJER
città di Thini). Nasce il potere 3040 3030 UADJY I
3030 2985 DEN
centralizzato dei faraoni, che 2985 2975 ADJIB
organizzano il regno in oltre 40 2975 2965 SEMERKHET
distretti (nomoi in greco) gover- 2965 2930 KA
nati da un nomarca. 2930 ? HOTEPSEKHEMUY
Le piramidi. Con la III dinastia ? 2890 NEBRE
inizia l’Antico Regno, che si 2890 2845 NINETJER
espande a sud fino a includere 2845 ? UNEG
? 2875 SENEDJ
la Nubia e i suoi tesori minerari. II
? SEKHEMIB
La capitale si stabilisce a Menfi, e ? PERIBSEN
nelle sue necropoli reali (Saqqa- 2780 2770 KHASEKHEM
ra, Giza, Abu Sîr) si costruiscono 2770 2760 KHASEKHEMUY
le prime piramidi, tra cui quella 2760 2735 BEBY
a gradoni di Djoser. Durante la ANTICO REGNO
IV dinastia quest’arte tocca il suo 2735 ? SANAKHT
vertice, con la tomba di Cheope ? 2680 NEBKA
2680 2660 DJOSER
a Giza, la più grande piramide III
2660 2655 SEKHEMKHET
mai costruita. Dopo la VI dina- 2655 2650 KHABA
stia, che comprende il regno di 2650 2630 HUNI
Pepi II, il più lungo della storia 2630 2609 SNEFRU
(oltre 90 anni), lo Stato entra in 2605 2580 CHEOPE (KHUFU)
crisi e alcuni nomoi diventano 2580 2570 RADJEDEF
staterelli indipendenti. Inizia il 2570 ? CHEFREN (KHAFRE) IV
? BAEFRE
Primo Periodo Intermedio, dura-
2535 2515 MICERINO (MENKAURE)
to oltre un secolo. ? 2510 SHEPSESKAF
MEDIO REGNO (2064-1797 A.C.) 2510 2500 USERKAF
Prosperità 2500 2490 SAHURE
ed espansione 2490 2480 NEFERIRKARE-KAKAI
2480 2470 SHEPSEKARE
l Primo Periodo Intermedio 2470 2460 NEFEREFRE V
2460 2430 NIUSERRE
I termina con la lotta tra le MENKAUHOR
2430 2420
dinastie originarie di Herakle- 2420 2380 DJEDKARE
opolis (IX e X) e di Tebe (XI). È 2380 2350 UNIS
quest’ultima, alla fine, a pre- 2350 2330 TETI
valere ed è un faraone tebano, ? USERKARE
Mentuhotep II, a riunificare 2330 2280 PEPI I
Alto e Basso Egitto, stabilendo 2280 2276 MERENRE I VI
la capitale presso l’attuale 2276 2186? PEPI II
2200 MERENRE II
Luxor. Il lungo regno di que-
2200 2195 NITOKERTY
sto faraone (50 anni) favorisce PRIMO PERIODO INTERMEDIO
il prosperare delle arti e della 2195 2160 “FARAONI EFFIMERI” VII - VIII
letteratura, tanto che il Medio 2160 AKHTOES
Regno è considerato l’epoca ? MERIBRE KHETY I
“classica” dell’Egitto. Ne sono ? NEFERKARE
IX - X
testimonianza le tombe di re, ? NEBKAURE KHETY
nobili e funzionari, riccamente ? UAHKARE KHETY
? MERIKARE
decorate. Intanto, i faraoni della 2137 ? MENTUHOTEP I
XII dinastia bonificano l’oasi del ? 2121 ANTEF I
Faiyûm, facendone un centro XI
2121 2072 ANTEF II
importante e una ricca zona di 2072 2064 ANTEF III
produzione agricola. MEDIO REGNO
Potenza. Con la definitiva 2064 2013 MENTUHOTEP II
riconquista della Nubia, com- 2013 2001 MENTUHOTEP III XI
piuta da Sesostri III, l’Egitto 2001 1994 MENTUHOTEP IV
1994 1964 AMENEMHAT I
diventa una potenza regionale. 1964 1919 SESOSTRI I
Lungo i confini si costruiscono 1919 1881 AMENEMHAT II
fortificazioni e si intraprendono 1881 1873 SESOSTRI II
XII
spedizioni commerciali verso 1872 1854 SESOSTRI III
la terra di Punt (probabilmente 1853 1809 AMENEMHAT III
l’attuale Eritrea), sul Mar Rosso 1809 1800 AMENEMHAT IV
e nel Deserto orientale. Il Paese 1800 1797 SEBEKNEFRURA
SECONDO PERIODO INTERMEDIO
diventa polo di attrazione per 1797 ? ANTEF IV
gli stranieri, soprattutto i cosid- ? MENTUHOTEP V
detti “asiatici”. Tra loro ci sono ? MENTUHOTEP VI XIII - XIV
popoli semitici come gli Hyksos. AMENEMHAT V, VI, VII E
? 1634 “FARAONI EFFIMERI”
Questi ultimi, a partire dalla XIII
FARAONI HYKSOS XV - XVI
dinastia, iniziano una irresistibi- 1634 1526 (A NORD)
le scalata al potere. È il Secondo ? KHYAN (DINASTIE
Periodo Intermedio. Per oltre un ? APOPI HYKSOS)
secolo, fra il 1634 e il 1526 a.C., 1634 1543 FARAONI TEBANI (A SUD)
gli Hyksos controllano il Basso ? ANTEF V
Egitto e i suoi commerci dalla ? ANTEF VI XVII
? ANTEF VII (DINASTIA
loro capitale nel Delta, Avaris.
? TAO I TEBANA)
Ai faraoni di Tebe restano solo ? TAO II
regni effimeri nell’Alto Egitto.

41
1546? 1543 KAMOSE
NUOVO REGNO (1543-1078 A.C.)

42
L’impero dei CRONOLOGIA
grandi faraoni
ntorno al 1500 a.C. la XVII NUOVO REGNO
I dinastia tebana scaccia gli 1543 1518 AHMOSE
Hyksos dal Delta, riprendendo 1517 1497 AMENOFI I
1496 1483 THUTMOSI I
il controllo di Egitto e Nubia. 1483 1480 THUTMOSI II
Ma è con la XVIII dinastia che 1479 1457? HATSHEPSUT (REGINA)
il Paese tocca il suo apogeo. 1458 1424 THUTMOSI III
Sul trono si succedono i farao- 1424 1398 AMENOFI II
ni che hanno lasciato i monu- 1397 1387 THUTMOSI IV
XVIII
menti più ricchi e grandiosi: 1387 1348 AMENOFI III
Amenofi II, III e IV (Akhena- AMENOFI IV
1348 1331 (AKHENATON)
ton), i Thutmosidi, la regina 1331 NEFERNEFERUATON?
Hatshepsut, Tutankhamon. Si 1331 1328? SMENKHKARA
ampliano i grandi complessi 1328 1318 TUTANKHAMON
sacri di Karnak e Luxor, e Thut- 1318 1314 AY
mosi I “inaugura” la necropoli ? 1292 HOREMHEB
della Valle dei Re. Gli Egizi non 1292 1291 RAMSES I
1290 1279 SETY I
sono conquistatori, ma sotto
1279 1212 RAMSES II
Thutmosi III i confini del regno 1212 1202 MERENPTAH
si spingono oltre l’Eufrate. A XIX
1201 1196 SETY II
insidiare l’impero dei faraoni 1200 1197 AMENMESSE
ci sono solo gli Ittiti e le incur- 1195 1189 MERENPTAH SIPTAH
sioni dei “Popoli del Mare”. 1188 1186 TAUOSRE (REGINA)
L’epoca d’oro. Dopo la 1188 1185 SETHNAKHT
parentesi di Akhenaton, che 1185 1153 RAMSES III
1153 1146 RAMSES IV
fonda la città di Akhetaton 1146 1143 RAMSES V
(presso l’attuale Tell el-Amar- 1143 1136 RAMSES VI
na) e introduce il culto solare XX
1135 1128 RAMSES VII
monoteista, inizia l’epoca dei 1127 RAMSES VIII
Ramessidi (XIX e XX dinastia), 1126 1108 RAMSES IX
culminante nel regno, lungo 1108 1106 RAMSES X
67 anni, di Ramses II “il Gran- 1105 1078 RAMSES XI
de”. Si sottoscrivono trattati di TERZO PERIODO INTERMEDIO
1078 1043 SMENDES
pace con gli Ittiti, mentre Libi 1043 1039 AMENEMNESU
e Popoli del Mare vengono re- 1040 993 PSUSENNES I XXI
spinti. Nonostante questi suc- 993 984 AMENEMOPE (DINASTIA
cessi, dopo un lungo periodo OSORKON
984 978 IL VECCHIO TANITA)
di prosperità, l’impero finisce
978 959 SIAMON
con la XXI dinastia.
959 945 PSUSENNES II
Verso il tramonto. Nel Terzo 945 924 SHESHONK I
Periodo Intermedio, l’Egitto è 924 889 OSORKON I
nuovamente diviso e il potere 889 SHESHONK II
viene spartito fra i re di Tanis 889 874 TAKELOT I XXII
(nel Delta) e i sacerdoti di 874 850 OSORKON II (DINASTIA
Tebe. Poi sarà la volta di Libi, 850 825 TAKELOT II LIBICA)
Nubiani (i “faraoni neri”) e 825 773 SHESHONK III
773 767 PEMAY
Assiri. 767 730 SHESHONK IV
EPOCA GRECO-ROMANA (332 A.C.-313 D.C.)
Eredi della 818 793 PETUBASTI
XXIII
787 757 OSORKON III
sapienza egizia 764 757 TAKELOT III (DINASTIA
757 754 RUDAMON LIBICA)
er 5 secoli, dall’XI al VI 730 OSORKON IV
P secolo a.C., in Egitto si 727 720 TEFNAKHT
XXIV
succedono governi locali e 720 715 BOCCORI
dominazioni straniere. Nel 525 780 760 ALARA
a.C. i Persiani conquistano una 760 747 KASHTA
747 716 PIYE XXV
prima volta il Paese. I satrapi
716 702 SHABAKA (DINASTIA
persiani adottano il titolo di 702 609 SHABATAKA KUSHITA)
faraone. Alleatosi con i Greci, 689 664 TAHARQA
Amyrteo, unico faraone della 664 656 TANUTAMON (A SUD)
XXVIII dinastia, lo libera nel EPOCA TARDA
402 a.C. Ma nel 341 Nectanebo PSAMMETICO I
664 610 (A NORD)
II, l’ultimo sovrano indigeno,
610 595 NEKO XXVI
viene sconfitto da Artaserse 595 589 PSAMMETICO II (DINASTIA
III e l’Egitto cade nuovamente 589 570 APRIE SAITA)
sotto la dominazione persiana. 579 526 AMASI
Culla di cultura. Sconfitti i 526 525 PSAMMETICO III
Persiani dall’esercito di Ales- PRIMA DOMINAZIONE
525 404 PERSIANA XXVII
sandro Magno, l’Egitto entra
404 399 AMYRTEO XXVIII
a far parte dell’impero mace- 398 393 NEFERITE I
done, confinante a sud con lo 393 PSAMMUTI
Stato di Meroe, erede del mil- XXIX
393 380 ACORI
lenario regno di Kush. Nel 332- 379 378 NEFERITE II
331 a.C. viene fondata Ales- 378 360 NECTANEBO I
sandria, destinata a diventare 361 359 TEOS XXX
culla della cultura ellenistica. Il 359 341 NECTANEBO II
SECONDA DOMINAZIONE
simbolo più famoso di questa 341 332 PERSIANA
fase di passaggio tra l’antica 332 304 CONQUISTA MACEDONE
sapienza egizia e la “moderna” EPOCA TOLEMAICA
cultura greca è la biblioteca 304 284 TOLOMEO I SOTERE
di Alessandria, che prima 285 246 TOLOMEO II FILADELFO
dell’incendio appiccato dalla 246 221 TOLOMEO III EVERGETE
221 205 TOLOMEO IV FILOPATORE
flotta di Cesare (47 a.C.) arriva 205 180 TOLOMEO V EPIFANE
a conservare tra 500 mila e 700 180 145 TOLOMEO VI FILOMETORE
mila rotoli manoscritti. TOLOMEO VII (VIII)
145 116 EVERGETE II
L’epilogo. Dopo la morte di
Alessandro (323 a.C.) il suo TOLOMEO IX
116 107 SOTERE II
impero viene smembrato e 107 88 TOLOMEO X ALESSANDRO TOLOMEI
l’Egitto è affidato a Tolomeo TOLOMEO IX
88 81 SOTERE II
Sotere, che più tardi si pro-
clama faraone dando inizio al- 81 80 CLEOPATRA BERENICE III
TOLOMEO XI
la dinastia dei Tolomei. Nel 31 80 ALESSANDRO II
a.C. la flotta di Cleopatra viene TOLOMEO XII
80 58 NEO DIONISO
sconfitta da Ottaviano Augu-
sto. L’anno dopo, con il suicidio 58 55 BERENICE IV
TOLOMEO XII
della sua ultima regina, l’Egitto 55 51 NEO DIONISO
diventa romano. 51 30 CLEOPATRA VII

43
A tu per tu con i “fantastici 4”: i faraoni del Nuovo
Regno che fecero dell’Egitto di 3.500 anni fa un
impero potente e uno scrigno pieno di tesori

L’ETÀ
D’ORO
C
he cosa vi viene in mente quan- tale di Ahmose, divenne la nuova capi- Lavori in corso
do pensate all’antico Egitto? Le tale. «Da questo momento», scrive l’egit- Ricostruzione del cantiere
piramidi, certo. E poi? I grandi tologo Christian Jacq nel saggio L’Egitto per la realizzazione del
templi di Karnak, Abu Simbel, dei grandi faraoni (Mondadori), «i farao- tempio di Abu Simbel,
le spettacolari tombe della Valle dei Re. ni del Nuovo Regno si presenteranno co- voluto da Ramses II.
Cioè i più grandiosi monumenti del Nuo- me emissari esclusivi del dio Amon». In
vo Regno (v. cronologia nelle pagine pre- pratica, erano considerati divinità e il lo-
cedenti). La plurimillennaria storia dell’E- ro volere non si poteva discutere.
gitto è una storia di alti e bassi. E se le
piramidi sono il simbolo dell’Antico Re- Thutmosi III, il
gno di 5mila anni fa, Karnak e Abu Sim- “Napoleone d’Egitto”
bel lo sono di quell’età dell’oro, passata Il secondo dei “fantastici quattro” si chia-
da 3.500 anni e che oggi chiamiamo ap- mava Thutmosi III e, intorno al 1440 a.C.,
punto Nuovo Regno. Niente di tutto quel- fece dell’Egitto una superpotenza mili-
lo che possiamo ammirare ad Abu Simbel tare. Il faraone, sempre in prima linea,
e Karnak, però, esisterebbe senza i “fan- portò a termine 17 campagne di conqui-
tastici quattro”, i faraoni che resero ric- sta. Assedio dopo assedio, sconfinò oltre
co e potente il regno del Nilo: Ahmose, il Sinai e impose l’autorità egizia nell’a-
Akhenaton, Thutmosi, Ramses il Grande. rea siro-palestinese e infine puntò verso
l’Eufrate arrivando a Karkemis, tra Siria
Primo: fuori gli stranieri e Turchia. Attenzione, però: le sue con-
dalla terra dei faraoni quiste, che coincidono con la fase più im-
Il primo dei quattro è anche il meno fa- perialista della storia egizia, non furono
moso. Eppure tutto cominciò con lui. Fu merito solo del suo talento militare, ma Aton”). Ma l’Egitto non era pronto, la ri-
Ahmose (1530 a.C. circa) il fondatore anche dell’eredità lasciata dagli Hyksos: voluzione religiosa fallì e il regno arrivò
della XVIII dinastia, la prima del Nuovo carri da guerra e armi in bronzo. sull’orlo di una guerra civile. Trasformare
Regno. Quel poco che ne sappiamo ba- un politeismo millenario nella suprema-
sta a garantirgli un posto d’onore tra le E poi arrivò lui: l’artista zia di una divinità, non era cosa da po-
teste coronate del Nilo. Fu il suo esercito eretico che adorava il Sole co. Fu vero monoteismo? Non proprio. Ep-
a finire il lavoro iniziato dal predecesso- Dopo 54 anni di regno, Thutmosi III morì pure il primo grande culto di un solo dio,
re Kamose: liberare l’Egitto dagli stranieri lasciando l’Egitto grande e potente come quello degli Ebrei, potrebbe essersi ispira-
Hyksos ricacciandoli verso Oriente dopo non mai. A raccoglierne l’eredità, qua- to a quell’esperienza.
quasi due secoli di dominazione. si un secolo dopo, Amenofi IV che intor- Akhenaton fece costruire da zero la
Fu il risveglio da un lungo torpore. no al 1340 a.C. impose il culto di Aton e sua capitale. E agli artisti che chiamò
Quando l’Egitto riconquistò la sua uni- cambiò nome in Akhenaton (“lo Spiri- a realizzare questa residenza “farao-
tà sotto la XVIII dinastia, Tebe, città na- to utile ad Aton” o “Colui che è utile ad nica” impose un nuovo stile artistico,
44
imprimendo il suo “marchio di fabbri- Ramses II (dal 1280 a.C.). Il faraone, che, pitale, Pi-Ramses (nel Delta), al grandioso
ca” al Nuovo Regno: per la prima vol- a credere alle iscrizioni antiche, visse 90 tempio di Abu Simbel, destinato a intimi-
ta, infatti, sculture e pitture mostraro- anni, ebbe 77 mogli e oltre 100 figli, è fa- dire i Nubiani al Sud.
no il faraone in scene di vita familiare. moso per la costruzione di edifici monu- Fu un faraone megalomane, ossessio-
L’Egitto scoprì così l’intimità, e in fon- mentali in tutto l’Egitto. Ma anche per la nato dall’idea di celebrare se stesso. Du-
do, l’umanità dei faraoni. Ma presto ne devozione verso Nefertari (“Bella fra le rante il suo lungo regno ebbe tutto il tem-
avrebbe scoperto anche la megalomania. belle”), la sposa prediletta a cui dedicò po, e le risorse, per imporre un culto della
una tomba da sogno. Un vero gesto d’a- personalità testimoniato da statue colos-
Ramses il Grande, more per un egizio. sali le cui incisioni chiedevano “che tutto
palazzinaro infaticabile Riconquistò terre perdute e mantenne il l’universo si sottomettesse a lui”. Le stes-
Dopo Akhenaton fu la volta della dinastia dominio sulla Nubia (e sulle sue miniere se parole potrebbero valere per l’Egitto dei
dei Ramessidi che culminò nei 67 anni di d’oro). Riaprì i cantieri, i più grandi mai “fantastici quattro”. t
regno dell’ultimo dei “fantastici quattro”: visti nella Valle del Nilo: dalla nuova ca- Paola Panigas

45
PRIMO PIANO

Se fosse vero, sarebbe la soluzione di un giallo millenario. La mummia

CHE COSA C’E

D
ove fu sepolta, 3.300 anni fa, muro della tomba di Tutankhamon (nel- gillate di due camere segrete. La stanza
Nefertiti, la regina egizia mo- la Valle dei Re, oggi presso Luxor), una più piccola potrebbe essere stata un ma-
glie di Akhenaton? È uno dei camera in cui si potrebbero trovare i re- gazzino, mentre l’altra sembrerebbe ab-
gialli irrisolti dell’antico Egitto, sti della regina Nefertiti. bastanza grande da ospitare un sarcofa-
ma secondo qualcuno ora potrebbero es- INDIZI PROMETTENTI. Esaminando imma- go. Reeves nel suo studio ipotizza che
serci gli indizi utili a risolverlo. Ne è cer- gini ad alta risoluzione della camera fu- dal momento che Tutankhamon morì
to l’egittologo britannico Nicholas Ree- neraria del faraone, Reeves ha notato su inaspettatamente, a 19 anni, la sua tom-
ves, che nel 2015 ha annunciato di aver due dei muri alcune crepe, interpreta- ba probabilmente non era ancora pronta.
scoperto una camera segreta dietro a un te dallo studioso come tracce di porte si- Così fu sepolto in fretta e furia nel sepol-
di Nefertiti è in una camera nascosta nella tomba di Tutankhamon?

QUI DIETRO?

Parete intoccabile
Una delle pareti affrescate nella tomba
di Tutankhamon, dove alcuni credono
sia raffigurata Nefertiti (sopra):
per vedere se nasconde qualcosa si è
pensato di praticare piccoli fori.
GETTY IMAGES

cro di Nefertiti, morta 10 anni prima. E, radar, fatte in seguito alla ricerca di Ree- stanza nascosta fossero del 90%. Una se-
su uno dei muri, una delle figure sarebbe ves dal giapponese Hirokatsu Watanabe, conda serie di test è giunta però a un ri-
un ritratto della regina. sembravano confermare questa ipotesi: sultato opposto.
E c’è un altro dettaglio di cui tenere due spazi vuoti oltre i muri all’interno dei LA CONTROPROVA. Nell’aprile del 2016,
conto: la tomba di Tutankhamon, di ap- quali si trovano tracce di sostanze metal- infatti, nuove indagini con georadar han-
pena quattro stanze, è più piccola rispet- liche. Dati apparentemente incontrover- no smentito che esistano camere segrete.
to a quelle di altri faraoni, sintomo del tibili, dunque, tanto da far dichiarare al «Se ci fosse uno spazio vuoto dietro alle
fatto che forse è stata ricavata all’interno ministro egiziano delle Antichità allora in pareti», afferma il geofisico statunitense
di un sepolcro più grande. Rilevazioni al carica che le probabilità di scoprire una Dean Goodman, che ha analizzato i dati,
47
Tutankhamon morì
improvvisamente, a soli 19 anni.
La sua tomba non era ancora
pronta: secondo Reeves, il
giovane faraone fu seppellito
nella tomba di Nefertiti

GETTY IMAGES
L’ULTIMA DIMORA ANTICAMERA
DI TUTANKHAMON Una stanza di circa 30
metri quadri, da cui si
Scoperta il 4 novembre 1922 accedeva alla sala con
dall’archeologo inglese Howard Carter, il sarcofago.
la tomba KV62 è una delle poche tombe
egizie rimaste intatte per millenni.

SALA DEL TESORO CAMERA FUNERARIA


Qui si trovava il La stanza con
corredo funerario il sarcofago di
del faraone. Tutankhamon è
l’unica affrescata.
SPL/CONTRASTO

CAMERA SEGRETA 1
Secondo Reeves qui
potrebbe trovarsi la
mummia di Nefertiti.

48
«dovremmo avere un segnale molto più
forte. Ma non c’è».
I nuovi dati non hanno scoraggiato Ree-
ves, che nel corso della Seconda confe-
renza internazionale su Tutankhamon,
tenutasi al Cairo lo scorso maggio, si è
mostrato sempre più convinto, forte dei
risultati della ricerca di Watanabe: «Cer-
cavo prove che mi dicessero che la mia
lettura iniziale fosse sbagliata, ma non ne
ho trovate», ha detto. Dove sta dunque la
AFP/GETTY IMAGES

verità? La bilancia pende dalla parte de-


gli scettici.
La direttrice del Museo Egizio di Ber-
lino, Friederike Seyfried, rispondendo al
quotidiano egiziano Al-Ahram, ha per
esempio detto che le indagini radar non
La “Donna più bastano a dimostrare l’esistenza di came-
giovane” è lei? re segrete. Inoltre, secondo la studiosa, la
figura dipinta che per Reeves è Nefertiti,
ANNESSO
In questa stanza T ra i tanti che hanno cer-
cato di capire che fine ha
fatto la mummia di Nefer-
sarebbe invece il faraone Ay, raffigurato
mentre effettua la cosiddetta “cerimonia
si trovavano cibo dell’apertura della bocca” per Tutankha-
per il defunto e titi c’è l’archeologa inglese
Joann Fletcher, che nel 2003 mon, come spiegato da un’iscrizione.
unguenti. Anche l’archeologo Zahi Hawass, già
pensò di aver risolto il miste-
ro. La studiosa identificò la Segretario generale del Consiglio supremo
regina in una delle mummie delle antichità egizie, ha respinto l’ipote-
conservate al Cairo: la mum-
si. «Se ci fossero dei lavori in muratura, il
mia “61072”, la cosiddetta
“Younger Lady” (foto sopra) segnale radar dovrebbe mostrarli», ha det-
rinvenuta nel 1898 nella to alla conferenza, «e invece non si vede
tomba del faraone Amenho- niente». Certo, la “prova del nove” sareb-
tep II. La “Donna più giova- be andare a vedere davvero che cosa c’è
ne” non aveva più di 25 anni
dietro quelle pareti. Ma l’attuale ministro
quando morì, e faceva parte
di un terzetto composto dal- delle Antichità (quello precedente si è do-
la “Elder Lady” (“la Donna più vuto dimettere per i suoi iniziali entusia-
anziana”) e da un ragazzo. smi) ha promesso che le ricerche col ra-
Smentite. Forse più per mo- dar proseguiranno. «Ma nessuna indagine
tivi diplomatici che archeo-
fisica sarà autorizzata a meno che non ci
logici, l’egittologo egiziano
Zahi Hawass nel 2010 affer- sia il 100% di sicurezza che esiste una ca-
mò che, dopo il confronto vità dietro il muro», ha precisato.
tra i Dna di queste mummie GUERRE DI RELIGIONE. C’è un altro moti-
con quelli di Tutankhamon vo che rende improbabile trovare la tom-
e dell’ipotetica mummia
ba di Nefertiti vicino a Tutankhamon, os-
Segreti nella di Akhenaton, si potesse
stabilire che si trattava della sia nella Valle dei Re. La regina era anche
tomba regina Tiye (moglie del farao- sacerdotessa del culto di Aton, la divinità
Schema della tomba ne Amenhotep III) e di una al centro della rivoluzione religiosa porta-
del faraone nella Valle sorella di Akhenaton, diven- ta avanti dal marito Akhenaton. Secondo
dei Re, in Egitto: con le tata poi sua moglie e madre
Hawass, i sacerdoti di Amon, il dio “de-
due presunte camere di Tutankhamon. Gli stessi
dati, però, sono stati usati nel tronizzato” dal culto solare, non avrebbe-
segrete. In alto a sinistra,
2013 dall’egittologo francese ro mai permesso alla mummia di Neferti-
una copia del sarcofago
Marc Gabolde per confer- ti di essere sepolta in uno dei luoghi più
di Tutankhamon in mare la teoria della Fletcher:
una simulazione della sacri ad Amon.
la “Donna più giovane” non
cerimonia di sepoltura. Più probabile che la regina sia rima-
può che essere Nefertiti, che,
sostiene l’archeologo, era sta ad Amarna, la capitale di Akhenaton
«cugina di Akhenaton sia saccheggiata dai suoi successori. E se la
CAMERA SEGRETA 2 per discendenza paterna che mummia di Nefertiti fosse scampata alla
Di dimensioni inferiori materna». (m. l. l.) distruzione, si troverebbe più facilmente
rispetto all’altra, forse tra quelle rovine. t
è un magazzino. Marco Narducelli

49
PRIMO PIANO

Le av enture
di una statua
Finché è rimasta sepolta, per
oltre 3mila anni, la testa
dipinta di Nefertiti è stata
al sicuro. Ma da quando fu
scoperta, nel 1912, iniziarono
le sue peripezie. Che l’hanno
portata in ville, sotterranei e
banche, senza mai tornare a casa.


O
gni descrizione è inutile, bisogna
vederla. Ogni altra parola è su-
perflua”, scriveva l’archeologo
tedesco Ludwig Borchardt, che il
6 dicembre 1912 aveva scoperto il busto in cal-
care dipinto di Nefertiti, “la Perfetta è arrivata”.
Quanto rimase stregato da quel viso raffinato
e fiero scolpito più di 3mila anni fa, si capisce
dalle foto che l’archeologo allegò alle sue rela-
zioni di scavo da Tell el-Amarna. In una, Ne-
fertiti spunta dal terreno che l’ha protetta nei
secoli, in un’altra (a destra) Borchardt e i suoi
assistenti reggono la testa appena estratta, con
delicatezza e stupore.
RARITÀ. C’era davvero da stupirsi. Un busto Modello
come questo è un caso raro nell’arte egizia: se- di bellezza
condo gli studiosi si trattava di un modello per Il busto in calcare
le teste delle sculture della regina, da applica- dipinto, alto
re su corpi realizzati altrove. La testa di Nefer- circa 50 cm, è
titi fu trovata nel laboratorio di una celebrità il capolavoro
del tempo, lo scultore Tuthmosi, che l’abban- assoluto dell’arte
amarniana.
donò quando lasciò precipitosamente la città
di Amarna dopo la morte del faraone. Sembra
che fosse caduta da una mensola del laborato-
rio, restando quasi indenne. Un miracolo, agli
occhi del tedesco: “Il busto colorato fu sollevato
e noi ci trovammo tra le mani l’opera d’arte egi-
zia più piena di vita. Era quasi integro, solo le
REUTERS/CONTRASTO

orecchie erano danneggiate e all’occhio sinistro


mancava l’intarsio”. Gli occhi venivano infat-
ti realizzati con pietre inserite nella testa. Ma i
veri pericoli, per Nefertiti, cominciavano allora.
DALL’EGITTO A BERLINO. Herr Borchardt ave-
va iniziato a ispezionare la promettente area di
Tell-el Amarna nel 1907. E aveva convinto Ja-
mes Simon, ricco commerciante berlinese, a fi-
nanziare le successive campagne di scavo. L’ac-
cordo era questo: il milionario avrebbe garan-
50
GAMMA-RAPHO/CONTRASTO
tito 30mila marchi l’anno all’impresa, in cam-
bio tutti i ritrovamenti della Società orientale
tedesca, di cui Borchardt era direttore, sarebbe-
ro diventati suoi.
La nostra testa spuntò dalla sabbia durante
la terza campagna di scavi. E già l’anno dopo
fu esportata (con regolare permesso) a Berlino,
Tutto iniziò qui
mentre un’altra metà dei ritrovamenti veniva Tell el-Amarna: l’area dove
fu trovato il busto, il 6
lasciata in Egitto. Così prevedevano le regole.
dicembre 1912. Sotto a
Ma a “spartire il bottino” era naturalmente l’ar- destra, Borchardt a scoperta
cheologo che dirigeva gli scavi e Borchardt riu- appena avvenuta. In basso
scì senza troppi ostacoli a portare il busto della a sinistra, il reperto a
“regina colorata” nella sua Germania. Da dove Wiesbaden (Germania), nel
non uscì mai più. 1945, con un “Monuments
GERMANIZZATA. La destinazione europea di Man” americano.
Nefertiti fu Berlino. Più esattamente, la villa
di Simon (che era diventato proprietario del kers. Il 4 aprile 1945 gli Alleati arrivarono
capolavoro) nel quartiere di Tiergarten. Lì la anche lì e tutti i “tesori” (legittimi e non) del
ammirò più volte anche il Kaiser. Terzo Reich furono trasportati a Francoforte.
L’11 luglio 1920 Simon donò la testa, insie- CON I MONUMENTS MEN. Per la povera regina
me ad altri oggetti, allo Stato prussiano e quat- Nefertiti le avventure non erano però finite.
tro anni dopo Nefertiti si mostrò al pubblico in Gli americani organizzarono a Wiesbaden un
una mostra su Amarna. Borchardt era sempre punto di raccolta per le opere d’arte trafuga-
stato contrario e non la prese bene: forse vo- te e la cassa numero 28 finì lì, pronta a esse-
leva essere l’unico ad avere il privilegio di po- re spedita negli Stati Uniti. A fermarla fu il ca-
ter guardare negli occhi (o meglio, nell’unico po dei Monuments Men, Walter Farmer, che
occhio) la regina. O forse voleva evitare quel ne impedì la partenza per i musei americani,
che poi accadde: l’Egitto cominciò da allora a ghiotti di antichità: dimostrò che Nefertiti non
chiedere indietro, a più riprese, “La bellezza era stata “rapita” da Borchardt e che era inve-
del Nilo”. Ma i tedeschi non hanno mai pro- ce diventata proprietà tedesca rispettando tut-
nunciato nemmeno un mezzo “ja”. te le regole.
A dire il vero, ai tempi del Terzo Reich, Jo- Passarono altri dieci anni prima che, nel
seph Goebbels sembrò sul punto di restituirla. 1956, “la Perfetta” (o “la Bella”, secondo
Ma l’altolà di Hitler fu categorico: Nefertiti do- un’altra traduzione) potesse tornare a Ber-
veva restare sul suolo germanico, destinata a lino, ormai sua città adottiva. Qui passò dal
entrare in un futuro grande museo della nuo- Museo etnografico del sobborgo di Dalhem al
va Berlino. In realtà, finì in un sotterraneo. Museo Egizio nel castello di Charlottenburg
All’inizio della Seconda guerra mondiale, (nel 1967); infine al Museo egizio dell’Altes
nel 1939, il busto fu infatti messo al sicuro in Museum (2005). Dal 2009, nella sua attua-
una cassa contrassegnata con il numero 28 e le casa, il Neues Museum di Berlino, la regi-
rinchiusa nel caveau della Reichsbank. Quan- na sembra avere trovato pace. Nel frattempo
do iniziarono i bombardamenti alleati fu tra- l’Egitto ha di nuovo chiesto indietro la statua,

SCALA (2)
sferita nel bunker antiaereo dello Zoo di Ber- almeno in prestito per qualche mostra. Ma la
lino e nel 1944, con altri tesori artistici, nel- Germania ha risposto ancora “nein”. t
la miniera di salgemma della Turingia, a Mer- Irene Merli

In 3D, con uno scanner clandestino


N ell’autunno scorso
Jan Nikolai Nelles e
Nora Al-Badri, due ar-
sciarpa, e hanno docu-
mentato il tutto con un
video. Pochi mesi dopo
com/). Sembra che nel
giro di 24 ore ci siano
stati più di mille down-
opere d’arte ai Paesi di
origine (in questo caso
la Germania dovrebbe
tisti tedeschi, durante i dati sono stati pubbli- load (uno anche dall’U- restituire il busto all’E-
una visita al Neues Mu- cati su Internet e messi niversità americana del gitto), sostituendole
seum di Berlino hanno a disposizione di chiun- Cairo). nei propri musei con
eseguito una scansione que desiderasse farsi Vendetta. I due artisti rappresentazioni vir-
in 3D clandestina del una copia dell’antico hanno dichiarato che tuali o duplicandole
busto di Nefertiti. Ci reperto egizio con l’a- il loro gesto voleva con stampanti 3D. Il
sono riusciti grazie a iuto di una stampante spingere le istituzioni Neues Museum, per
uno scanner portatile, tridimensionale (http:// museali pubbliche e ora, non ha preso alcu-
nascosto sotto una nefertitihack.alloversky. private a restituire le na posizione.

51
PRIMO PIANO

La nuova capitale, Akhetaton, fu il “nido


d’amore” della coppia reale e il cuore del loro
potere. Ecco come ci si viveva

DE AGOSTINI/GETTY IMAGES
DEL SOLE
1

Religione e politica
Ricostruzione della città di Amarna,
l’antica Akhetaton.
In alto, un affresco che rappresenta
le figlie del faraone, trovato nelle
sale della residenza reale.

1 Il Grande Tempio di 2 Il Grande Palazzo 3 La residenza reale 4 Il Piccolo Tempio di


Aton, misurava 760x270 era un sontuoso edificio occupava un’area di Aton misurava 190x110
metri ed era il principale a uso esclusivamente 138x120 metri. metri e aveva mura
luogo di culto. cerimoniale. spesse due metri.

52
A
fare da sfondo alla storia d’a- riscoprissero, in una località semideserti-
more e di potere di Akhenaton ca chiamata Tell el-Amarna.
e Nefertiti fu una città spunta- Quello che gli archeologi, da allora, han-
ta dal nulla. Quando però il fa- no scoperto lascia a bocca aperta. E sve-
raone “eretico” morì, odiatissimo dai sa- la più di un segreto della vita degli anti-
cerdoti, la sua memoria fu maledetta, il chi Egizi.
suo nome cancellato da tutti i cartigli e CANTIERE LAMPO. Nel quarto anno di re-
ogni sua eredità distrutta o dimenticata. gno Amenhotep IV, alias Akhenaton, per
Inclusa quella città, Akhetaton, “l’Oriz- sottrarsi all’abbraccio mortale dei sacer-
zonte di Aton”: fu picconata, smontata doti ostili al “suo” culto del Sole, ave-

MONDADORI PORTFOLIO/AKG
mattone su mattone e rasa al suolo. Pas- va deciso di fondare una nuova capitale.
sarono più di tre millenni prima che gli Scelse una zona sulla riva destra del Nilo
archeologi francesi della spedizione na- e a metà strada tra Menfi (la capitale più
poleonica, sbarcata in Egitto nel 1798, la antica) e la detestata Tebe.

Un’arte rivoluzionaria
I l cranio allun-
gato di Akhena-
ton? Segno che
clinico: sarebbero
stati affetti della
Sindrome di Mar-
nelle sue vene fan (che deforma
scorreva anche le braccia renden-
sangue extra- dole sproporzio-
terrestre, per i nate rispetto al
sostenitori della corpo, allunga il
versione ufologi- viso e il cranio),
ca che lo hanno o sindromi come
soprannominato quella della cra-
il “faraone alie- niosinostosi “a
no”. O prova di punta”.
una malattia Convenzioni.
genetica per altri. Non serve scomo-
Da dove viene dare la patologia
l’aura di mistero né gli extrater-
3 attorno allo stile restri: l’aspetto
artistico cosid- del re e dei suoi
detto di Amarna? familiari seguiva
4 Dal fatto che, du- una convenzione
rante il regno di stilistica e sim-
Akhenaton, l’arte bolica, in cui ci si
egizia divenne liberava dalle for-
particolarmente me oggettive del
bizzarra. I faraoni corpo, staccan-
e i loro famigliari dosi dal realismo
(ma anche i digni- senza abbando-
tari) mostrano di- narlo del tutto.
verse deformità: Basti pensare
teste a forma di a esempi simili
cono, dita sottili nell’arte dell’Afri-
e corpo gracile, ca occidentale o
con tratti femmi- in artisti del ’900
nili. Sul perché come Modigliani,
di quelle strane che a quell’arte
immagini si sono si ispirò. La prova
arrovellati gli che si trattò di
esperti. una scelta di stile
Virtuosismi. Nel- la dà l’arte egizia
le raffigurazioni stessa, che virò
di Akhenaton e verso un realismo
della famiglia re- più marcato.
ale (nella foto, la L’arte amarniana,
testa di una delle infatti, fu una
figlie di Akhena- parentesi che si
ton e Nefertiti) chiuse già al tem-
alcuni studiosi po di Tutankha-
hanno visto i sin- mon, figlio di
WWW.AMARNA 3D.COM

tomi di un quadro Akhenaton. (a. r.)


«Lo studio degli oltre 3mila oggetti tro-
Il palazzo principale vati nel sito archeologico ha svelato che
cosa c’era nelle case degli amarniani: og-
includeva cortili getti raffinati che erano il frutto del lavo-
circondati da statue ro dei migliori artigiani d’Egitto», spie-

MONDADORI PORTFOLIO/BRIDGEMAN
ga l’archeologa Anna Stevens, direttrice
colossali e una sala degli scavi. «Usavano semplici arnesi in
pietra o legno, ma realizzavano statuette,
con 544 colonne in monili e gioielli in pasta di vetro e intar-
siati. E poi arredi in vimini, tessuti e na-
mattoni essiccati turalmente papiri. Erano i materiali della
vita di ogni giorno durante il Nuovo Re-
La città sorse a tempo di record. Il me- gno». Siccome poi, come ogni egizio, gli
rito fu del faraone, certo, ma anche del amarniani erano superstiziosi, abbonda-
lavoro obbligatorio dei sudditi. Bambini vano amuleti e altarini domestici per in-
inclusi. Lo dimostrano le deformazioni graziarsi le divinità tutelari o scacciare il
alla schiena nelle mummie dei più picco- malocchio. Nelle case c’erano infine cap-
li, provocate dai carichi portati sulle spal- pelle private dove onorare gli antenati.
le. A pesare così era “l’arma segreta” che
rese possibile quella costruzione miraco-
losa: mattoni di fango essiccato di picco-
le dimensioni (circa 50 x 25 cm). Si chia-
mavano talatat, erano facili da produrre
e rapidi da posizionare. Fu una rivoluzio-
IL GRANDE PALAZZO
ne: fino ad allora (e anche in seguito), gli Era il luogo delle cerimonie
Egizi avevano preferito usare la pietra per PASSAGGIO PRIVATO
pubbliche e in questa ipotesi Su questo lato del
i loro edifici monumentali.
Quattro anni dopo la posa della prima ricostruttiva appare in tutto il suo palazzo c’era il
passaggio verso gli
pietra, Akhetaton era già affollata. Chi ap- splendore: la sua funzione era appartamenti reali.
prodava lì dal Nilo veniva accolto da uno impressionare sudditi e ospiti.
spettacolo grandioso: il Grande Palazzo (v.
ricostruzione a destra) dove si tenevano
le cerimonie ufficiali, la fastosa residen-
za della famiglia reale, il cuore della città, ZOO SACRO
Qui pare venissero
con il centro amministrativo e religioso.
custodite gazzelle
Poco più in là, il Grande Tempio di Aton. e altri animali, de-
Nei quartieri centrali vivevano i pezzi stinate al giardino.
da novanta del regno: Panahesy (il gran-
de sacerdote), Nakhtpaaten (il visir) e
Ramose (il comandante dei carri da guer-
ra). Immobili di pregio, diremmo oggi,
con ampie metrature, disposti su più li-
velli, con un piano terra destinato ai la-
boratori domestici e un primo piano di
rappresentanza dove accogliere gli ospi-
ti e banchettare. Al terzo piano, più ven-
tilato e fresco, la zona notte.
Ma come viveva chi non apparteneva
all’entourage del faraone? Il contrasto,
dati archeologici alla mano, era stridente.
MONOLOCALI. Ad Akhetaton-Amarna,
NELL’HAREM
come altrove nell’antico Egitto, la gen- L’ala nord del Grande
te comune abitava in casette di un unico Palazzo era occupata
ambiente, con il forno per cuocere, tra il dall’harem, con camere e,
secondo questa ricostru-
vasellame e le ceste per la conservazione zione, un piccolo tempio.
di alimenti e bevande. In un angolo, i gia-
cigli per la notte. L’arredamento era più INGRESSO
che minimal: si mangiava seduti su stuo- I piloni, decorati e
ie e bassi tavolini. dipinti, erano tipici
dell’architettura egizia.
54
SCALA

BRIDGEMANART
Quel che
ne resta
A sinistra, nel sito
archeologico di
Amarna, una parete
di mattoni e una sala
con colonne a forma
di fiore di loto.
Nell’altra pagina,
un grappolo d’uva
in pasta di vetro:
il frutto evocava
l’inondazione a cui
l’Egitto doveva
la sua prosperità.

PICCOLO EDEN SALA DEL TRONO SALONI CERIMONIALI


C’era anche un Modesta nelle dimensioni, Le sale dove si ricevavano gli
giardino con piante, ma finemente decorata, ospiti e si tenevano cerimonie
fiori, fontane e conteneva un trono per il pubbliche erano in pietra e
uccelli tropicali. faraone e per la consorte. comunicanti fra loro.

SOL 90
LAGO SACRO
Una “piscina” sacra era
presente nei templi egizi:
secondo alcune ricostruzio-
ni nel Grande Palazzo
gli stagni erano due.

IMBARCADERO
Il Grande Palazzo
era collegato al
corso del Nilo da un
imbarcadero.
55
I tesori ritrovati
di Amarna
I primi a indivudare Akhe-
taton furono gli archeolo-
gi francesi sbarcati in Egitto
nel 1798, al seguito della
spedizione napoleonica.
Nell’Ottocento, per un ven-
tennio britannici e tedeschi
collaborarono agli scavi
sotto la supervisione egi-
ziana. Nel 1912, una delle
spedizioni archeologiche
tedesche (nella foto) trovò
il busto di Nefertiti, forse il

SCALA (3)
tesoro più importante del
sito archeologico.
GETTY IMAGES

Eterna rinascita
Sopra, contenitore per unguento a forma di pesce.
Si tratta di una specie tipica del Nilo, la tilapia,

SCALA (3)
che ha la particolarità di covare le uova in bocca:
per gli Egizi, era un simbolo di rinascita.

Monili per tutti Ceramica e ve ro


La porcellana, a cui venivano aggiunti pigmenti di Nacque nell’antico Egitto la tecnica
colore, era un materiale molto usato, e soprattutto dell’invetratura che ricopriva i vasi
economico, per realizzare gioielli e amuleti. Questa ornamentali di ceramica, poi detta maiolica,
collana, ritrovata ad Amarna, risale al 1345 a.C. dall’isola di Maiorca, in Spagna.
Nella cancelleria del faraone si sono conservate per 3mila anni le lettere
di Akhenaton ai re stranieri, in caratteri cuneiformi. E le loro risposte
VILLAGGIO OPERAIO. Dove lavoravano per caso, nel 1887, e le chia--

MONDADORI PORTFOLIO/BRIDGEMAN
questi maestri dell’artigianato? Nel pic- marono “lettere di Amarna”.
colo quartiere operaio di Amarna che, Sono scritte con caratteri cu-
nel suo genere, è stata forse la scoperta neiformi, la lingua franca del
archeologica più importante, con le case tempo, come oggi l’inglese. E
di manovali, scalpellini e intagliatori. In sono le lettere che alcuni fa-
uno di quei laboratori lavorava uno scul- raoni (Amenhotep III, Akhe-
tore chiamato Thutmosi. Il suo “atelier” naton e Tutankhamon) invia-
era enorme: 3mila metri quadri suddivi- rono ai re di Ittiti, Babilonesi,
si in reparti specializzati che sfornavano Mitannici, Assiri e ad altri so-
a ciclo continuo capolavori: statue e bu- vrani. Che cosa c’era scritto?
sti (incluso quello dipinto, di Nefertiti) I pochissimi che sanno de-
per templi e tombe dei notabili cittadini. cifrare quella scrittura, più
I sudditi del faraone erano lavoratori enigmatica di un codice se-
ad alta produttività: nel quartiere degli greto, hanno potutto leggere
artigiani la giornata era scandita da ritmi trattati commerciali moder-
durissimi. Si è calcolato che il 75% degli nissimi, sebbene scritti oltre
amarniani adulti soffriva, per questo, di 3mila anni fa. E hanno sco-
artrite alla spina dorsale e agli arti infe- perto che gli scribi del farao-
riori, mentre il 67% si portò nella tomba ne spedivano, per conto del
fratture assortite. Le mummie dei bambi- loro signore, lettere d’amore. O
ni, invece, portano i segni della malnutri- quasi: erano in realtà contratti di matri- tolia, presso il destinatario) scriveva a un
zione che in molti casi uccideva i più pic- monio e alleanze politiche. re vicino per chiedere una sua figlia (o un
coli e i più deboli. Per un faraone era infatti normale ave- figlio) in moglie (o marito). Se l’altro ri-
AMORE E POLITICA. L’ultimo tesoro di re una principessa straniera nel suo ha- spondeva di sì, l’alleanza era fatta. Im-
Akhetaton è spuntato infine dal quartie- rem. Funzionava così: il faraone (o la re- possibile l’inverso: nessuna principessa
re dei “ministeri”. Qui furono scoperte gina, come dimostra una lettera della ve- egizia finiva nell’alcova di uno straniero.t
quasi 300 tavolette d’argilla. Spuntarono dova di Tutankhamon, scoperta in Ana- Giovanni Landini

Parole e musica
DE AGOSTINI/GETTY IMAGES

Cantanti e suonatori d’arpa raffigurati nella


tomba di Meryra, uno dei funzionari più in vista
alla corte di Amarna. In alto a destra, una delle
“lettere di Amarna”, a caratteri cuneiformi.

57
PRIMO PIANO

CONGIURE
I faraoni dovevano guardarsi
le spalle dagli intrighi di
corte. Molti di loro, infatti,
furono assassinati:
lo raccontano i papiri di
allora. E gli studiosi di oggi
spiegano come morirono
Ramses III e gli altri

Fasti funebri
Una parte dei 7mila
metri quadrati di muri
incisi con bassorilievi
a Medinet Habu, il
colossale tempio
funerario (210x300
metri) di Ramses III,
nell’antica Tebe (Luxor).
SUL NILO
E
rano considerati divinità, ma i faraoni
non erano certo al riparo da intrighi,
complotti e congiure. Esiste infatti una
storia parallela, sulle rive del Nilo: tra-
me oscure ordite da cortigiani, loschi funziona-
ri, potenti visir (parola araba per indicare il tja-
ty, cioè il primo ministro dall’autorità illimita-
ta). Ma anche da donne fatali o eredi che, esclu-
si dalla successione, erano pronti a uccidere pur
di conquistare il potere. Non si contano, infatti,
i faraoni detronizzati o liquidati.
Le congiure più celebri? Quelle ai danni dei
sovrani Amenemhat I e Ramses III, attorno al-
le quali, analizzando antichi papiri, mummie e
tombe, hanno indagato archeologi, storici e stu-
diosi esperti di scienze forensi.
TRADIMENTI. Uno dei primi complotti di cui ci
è giunta notizia risale addirittura al XXIII seco-
lo a.C. La vittima, il faraone Pepi I, il traditore,
una delle sue spose. La congiura fu sventata in
tempo. Non fu così tre secoli più tardi, quando
andò in porto il complotto contro il fondatore
della XII dinastia, Amenemhat I. Questo farao-
ne fu assassinato attorno al 1962 a.C., al termi-
ne di una congiura messa in piedi dalle guardie
reali. Il mancato ritrovamento del suo corpo (o
meglio, della sua mummia) ha impedito finora
di accertare come morì. A dare credito all’ipo-
tesi che sia stato ucciso c’è un documento, no-
to come Insegnamento di Amenemhat per il fi-
glio Sesostri.
«Si tratta di un testo redatto dopo la morte del
faraone, ma scritto in prima persona, come se
fosse un’autobiografia», spiega l’egittologo Fa-
brizio Felici Ridolfi. «Lo stesso Amenemhat I
scrive all’erede una serie di consigli per affron-
tare la vita, rivelando tra l’altro di essere sta-
to vittima di una congiura di palazzo». Il farao-
ne afferma infatti, sconsolato, che “l’assassinio
MICHAEL MELFORD/NATIONAL GEOGRAPHIC CREATIVE

è stato perpetrato [...], il mio cuore non poteva


prevedere una tale mancanza dei miei servitori”.
A rafforzare la tesi del complotto maturato a
corte c’è anche un secondo documento: Raccon-
to di Sinuhe. Qui si narra che un tal Sinuhe, fun-
zionario dell’harem di Amenemhat I, alla noti-
zia della morte di quest’ultimo (ricevuta men-
tre era impegnato in una campagna militare),

59
CONTRASTO

Ramses III fu assassinato con inaudita violenza. Ma i congiurati, smascherati,


lasciò l’esercito e si rifugiò nell’attuale Palesti- mi della regina. A darcene notizia è il “Papiro Mani tagliate
na, dove visse per anni. Secondo alcuni studio- giudiziario di Torino”, un documento conserva- Il truce bassorilievo ritrovato
si, la fuga fu dovuta al fatto che Sinuhe conosce- to nel Museo Egizio del capoluogo piemontese. nel tempio di Medinet Habu,
va verità scomode sulla congiura e perciò teme- A PROCESSO. Il papiro riporta i verbali dei pro- a Luxor, rappresenta la
va ritorsioni a corte. O ancor peggio, di essere cessi contro i cospiratori della cosiddetta “con- conta delle mani dei nemici
ingiustamente accusato di far parte dei congiu- giura dell’harem”. A ordire il complotto, ricor- uccisi in una delle battaglie
rati. Il fatto che avesse lavorato nell’harem, det- rendo anche a pratiche magiche, fu Tiye, una condotte da Ramses III.
to nell’antico Egitto ipet nesut, lo aveva messo delle spose di Ramses III, che voleva mettere sul
a stretto contatto con la fonte principale di ogni trono il figlio Pentawer, avuto con il faraone ma
complotto: la cerchia della regina. non destinato al trono. «Così come Tiye, anche
CONGIURA NELL’HAREM. «Nell’ipet nesut la figu- gli altri cospiratori, una quarantina in tutto, ap-
ra di spicco era quella della Grande Sposa rea- partenevano alla cerchia più intima del re: mag-
le, la moglie principale del faraone e, di norma, giordomi, scribi, coppieri, alti funzionari, sedu-
madre del suo successore. Attorno a lei orbita- centi fanciulle e persino due giudici, che si era-
vano le spose secondarie e le favorite, ognuna no fatti corrompere da queste ultime», racconta
con rispettivi figli e nutrito entourage al segui- Felici Ridolfi. Il faraone morì, ma Pentawer non
to», spiega ancora Ridolfi. Ma non è tutto. «L’ha- prese il suo posto: il successore di Ramses III fu
rem pullulava di artigiani, bottegai, funzionari e infatti il legittimo Ramses IV.
figli di sovrani stranieri. Il che ne faceva un im- Nel papiro di Torino, i nomi dei responsabili
portante centro di potere, sia economico sia po- – ognuno dei quali fu “portato davanti ai magi-
litico. Era quasi impossibile che al suo interno strati della corte di giustizia” e “dichiarato col-
non si creassero pericolose tensioni». pevole” – sono stati storpiati: anche la loro me-
Lo scoprì a sue spese Ramses III (faraone del- moria doveva essere oltraggiata. Quanto ai loro
la XX dinastia), morto attorno al 1155 a.C. per corpi, sappiamo che tra quelli che vennero con-
una cospirazione ideata proprio tra i fedelissi- dannati a morte i più fortunati furono lasciati
60
CORTESIA ALBERT ZINK

Il delitto è servito
Il giallo sulla misterio-
sa morte di Ramses III
è stato risolto grazie a
Le prove. Le immagini
della tomografia com-
puterizzata (a sinistra)
un team di ricercatori, hanno rivelato che il
guidato dall’egitto- sovrano fu sgozzato
logo Zahi Hawass, da mentre era ancora in
Carsten Pusch, esperto vita. La ferita alla gola
di genetica dell’Uni- era rimasta nascosta
versità di Tubinga, e da per secoli sotto le
Albert Zink, paleopa- bende, come anche
tologo dell’Accademia l’Occhio di Horus (sot-
europea di Bolzano, to), un amuleto posto
che ha ottenuto i per- all’interno del taglio
messi per sottoporre la per favorirne la guari-
mummia a una Tac. gione nell’Aldilà.

Grazie alle immagini della Tac, è La mummia di Ramses


stato individuato il punto esatto III (a destra) fu ritrovata
(vedi la freccia) in cui è stato nella tomba DB320
nascosto, all’interno della ferita, presso Deir el-Bahari:
un amuleto che rappresenta un nascondiglio dove
l’occhio di Horus (a destra), per furono nascoste molte

BH/CONTRASTO
GETTY IMAGES

gli Egizi simbolo di protezione e mummie per salvarle dai


rigenerazione del corpo. saccheggiatori.

furono processati e costretti a uccidersi. Ad altri furono mozzati nasi e mani


“liberi” di suicidarsi. Altri ebbero salva la pelle, pianificato la morte in combutta con la madre»,
ma alcuni di loro con orecchie e naso mozzati. riferisce l’egittologo. «Il corpo ha il torace gonfio
MASSACRATO. Ma, se andò come dice il papi- e una strana piegatura lungo il collo, forse cau-
ro, come morì il faraone? A far luce sul miste- sata da una morte per impiccagione. È possibi- Tributo al padre
ro è stata, nel 2012, un’équipe internazionale di le che Pentawer fosse tra i congiurati ai quali fu Sotto, immagine dal Papiro
scienziati che ha concentrato le proprie atten- data la possibilità di suicidarsi». Come punizio- Harris. Documento redatto
zioni sulla mummia di Ramses III. L’analizi di ne ulteriore gli sarebbe stata riservata una mum- da Ramses IV, fa parlare
quest’ultima, sottoposta a una Tac, ha rivelato mificazione poco onorevole: il corpo fu rivestito in prima persona il padre
un taglio alla gola prodotto da una lama. Le im- con pelle di capra, considerata impura. Un mar- Ramses III (a sinistra) ed
magini computerizzate hanno individuato anche chio d’infamia, da traditore. t elenca le donazioni del re ai
un piccolo amuleto proprio all’interno della feri- Matteo Liberti templi e alle divinità.
ta. Si tratta dell’Occhio di Horus, simbolo egizio
che assicurava protezione al defunto nell’Aldilà.
Non solo. Secondo una recente indagine l’as-
sassinio fu un violento attacco da parte di più
persone, armate di asce e coltelli. Il faraone fu
letteralmente massacrato e poi il suo cadavere fu
ricomposto, come una sorta di creatura di Fran-
kenstein, per la mummificazione.
Ad arricchire la truce storia di Ramses III si
aggiunge il misterioso ritrovamento di una se-
conda mummia. Appartiene a un uomo di circa
vent’anni, lo “Sconosciuto E”. «In base alle ana-
lisi del Dna, è stata identificata come la mummia
di Pentawer, il figlio di Ramses III che ne avrebbe
GETTY IMAGES
PRIMO PIANO

MISTERI
FARAONICI
Il pugnale extraterrestre di Tutankhamon,
la piramide a gradoni, le oscure origini dei re
del Nilo e altre domande (con le risposte)
A cura di Paola Panigas

Pepi I governò
veramente 94 anni?
Q uesto faraone, della VI dinastia,
salì al trono che era ancora un
bimbo (aveva sei anni nel 2270 a.C.).
L’Egitto dell’Antico Regno viveva il
suo massimo splendore e Pepi restò
al potere per 94 anni. O almeno così
scrisse il sacerdote Manetone. Tutto
vero? Gli egittologi sono scettici sul-
la cifra esatta. Ma Pepi regnò davve-
ro a lungo: i “conteggi del bestiame”
fatti a suo nome furono infatti 31,
l’equivalente di 62 anni di regno
(al tempo le tasse, diciamo così, si
pagavano ogni due anni). I conti
quindi non tornano, perché resta un
buco di 32 anni di governo.
Ma come conti? Da dove spunta
allora una cifra così esagerata? Dai
metodi di conteggio degli anni di
regno dei faraoni, che hanno fatto
venire più di un mal di testa agli
studiosi. Alcuni egittologi, usando
diversi sistemi, sono arrivati alla
ragguardevole cifra di circa 50 anni.
Ma non di più.
Dalle stelle. Altrettanto miste-
rioso è il bilancio di quel governo.
Il piccolo Pepi, Successo o disastro? È vero che per
incoronato a soli l’Egitto l’Antico Regno fu un’età glo-
sei anni, in braccio riosa, ma l’epoca di Pepi ne segnò
alla madre, la regina la fine. Il faraone inamovibile aveva
Ankhenesmerira. un tallone d’Achille: i governatori
MONDADORI PORTFOLIO/BRIDGEMAN

locali, che lasciò diventare troppo


indipendenti. Così, dopo di lui,
l’Antico Regno imboccò la via della
decadenza.
È vero che Cheope era un tiranno?
R esta in gran parte un illustre
sconosciuto il faraone che, 5mila
anni fa, fece costruire la Grande
Piramide di Giza, una delle Sette
meraviglie del mondo antico.
Della sua mummia non c’è traccia:
abbiamo soltanto una statuetta in
avorio alta 7 centimetri (a destra)
per farci un’idea del suo aspetto.
Un po’ poco per chi, nelle intenzio-
ni dei suoi architetti, doveva sem-
brare un gigante della Storia.
Cattiva fama. Resta, invece,
la fama tramandata dal greco
Erodoto: un despota senza
scrupoli. La leggenda narra
che per finanziare il suo monu-

GETTY IMAGES (2)


mento funebre, alto 147 metri
(per il quale mobilitò 10mila
uomini e impiegò oltre due mi-
lioni di blocchi di calcare) costrinse
la figlia a prostituirsi. Del fatto che
le cose siano andate davvero così,
però, non ci sono prove. Verosimile
invece che la costruzione della
Grande Piramide fosse un progetto
su scala nazionale, al quale famiglie
da tutto l’Egitto dovettero contri-
buire con cibo (cereali e birra) e
manodopera.

L’unica rappresentazione
di Cheope, una statuetta
alta circa 7 cm, al Museo
Egizio del Cairo. Sullo
sfondo, la sua piramide
nella necropoli di Giza.

63
Tutankhamon aveva un pugnale extraterrestre?
E cco un vero paradosso della Storia:
un faraone bambino sale al trono a
nove anni e muore meno che ventenne
in ferro (nell’antico Egitto un metallo
raro, più prezioso dell’oro) infilato tra
le bende della mummia. Secondo una
(era circa il 1318 a.C.), non combatte recente indagine scientifica fu forgiato
nemmeno una battaglia e non fa co- con ferro ricavato da un meteorite.
struire grandi templi, eppure è famoso La scoperta si deve a una équipe italo-
come Napoleone. La fama del figlio di egiziana, che ha sottoposto il reperto
Akhenaton si deve a due fatti. O me- ai raggi X. L’ipotesi avanzata dal team
glio, a un fatto e a molte congetture. e avvalorata dall’analisi supervisio-
Lama spaziale. Il fatto è la scoperta nata da Francesco Porcelli, fisico del
della sua tomba intatta, nel 1922, da Politecnico di Torino, è che la lama
parte dell’egittologo inglese Howard fosse stata ricavata dal minerale fuso
Carter. Se Tut (come lo chiamano ami- rimasto dopo un impatto meteoritico:
chevolmente gli studiosi) è così celebre un evento registrato anche nei papiri
si deve soprattutto al tesoro estratto dell’epoca, dove si legge di un “ferro
dalla sua camera sepolcrale (a lato, il caduto dal cielo”. L’idea di analizzare il
GETTY IMAGES (5)

sarcofago). Tra gli oggetti più enig- ferro è venuta dopo che, nel 2010, nel
matici di quel tesoro c’è un pugnale deserto egiziano è stato individuato

I faraoni furono oltre 200, ma molti si sono portati nella tomba i segreti delle

Chi fu il primo faraone dell’Egitto?


N armer è considerato il
primo faraone d’Egit-
to, fondatore della prima
una zappa in mano, nell’atto
di scavare un canale.
Nello stesso sito è stata
dinastia. Fu lui, oltre 5mila rinvenuta la cosiddetta Tavo-
anni fa, a unificare Basso e letta di Narmer, del 3000 a.C.
Alto Egitto (ovvero la parte circa, considerata la più anti-
settentrionale e meridionale ca testimonianza della storia
del Nilo). E la sua dinastia egizia. La tavola, scolpita sui
segnò l’inizio della storia egi- due lati, riassume la storia di
zia, con la posa della prima un condottiero, ancora una
pietra, nella capitale Menfi, volta Narmer, raffigurato
di templi da dove esercitare da una parte con la corona
il potere politico e religioso. dell’Alto Egitto, dall’altra
Ma chi dominava la Valle di con quella del Basso Egitto,
Nilo, prima di lui? mentre sottomette i popoli
Re idraulico. Prima dei fa- delle due regioni. Dominate
raoni, i capi della civiltà stan- le piene del Nilo e introdotta
ziata lungo il grande fiume l’agricoltura, il passaggio dal-
erano coloro che sapevano la Preistoria alla Storia scattò
controllare le piene costruen- con l’architettura, quando si
do sbarramenti e canali. I cominciarono a costruire pa-
loro simboli di potere erano lazzi realizzati per governare
la mazza di comando e una e amministrare il culto, e con
coda di toro alla cintura. A la conseguente invenzione
Hierakonpolis (Alto Egitto) è della scrittura.
stata ritrovata la testa di una Giochi di parole. L’etimo-
di queste mazze (a destra), logia della parola faraone,
raffigurante quello che viene deriva proprio dal termine
identificato come il leggen- “palazzo reale”, Par-o in La testa
dario re Scorpione (e che per egizio che nella Bibbia si di mazza
alcuni non sarebbe altri che trasformò in Fara-o e passò a raffigurante,
lo stesso Narmer). Probabil- indicare il re d’Egitto. Il titolo secondo la
mente si tratta del primo“re fu attribuito per la prima vol- leggenda, il re
idraulico”capace di imporre il ta a Narmer. Mentre“Egitto” Scorpione, o
proprio dominio sulle comu- (che gli Egizi chiamavano Narmer.
nità sparse tra Alto e Basso Kemet) deriva da Aigyptos,
Egitto. È raffigurato con un forma greca del babilonese
gonnellino a cui è appesa ap- Hikupta, nome dell’antico
punto una coda di toro e con tempio di Menfi.

64
un raro cratere da impatto, di medie varie ipotesi: un tumore al surrene
dimensioni. Il responso è stato chia- o al cervello, anomalie ghiandolari,
ro: il ferro della lama contiene nichel tubercolosi, epilessia, malattie ossee.
al 10% e cobalto allo 0,6%, ossia le Le analisi basate sulle Tac hanno
concentrazioni tipiche dei meteoriti. però escluso la maggior parte di
Il coltello è davvero “extraterrestre”. queste patologie. E pure l’avvelena-
Diagnosi incerta. Sul versante mento. Continua invece a circolare
delle congetture, invece, tutto ruota un’ipotesi da soap opera: la madre
intorno alla morte del giovane. Per di Tutankhamon sarebbe stata una
decenni si è pensato che Tut fosse sorella di Akhenaton e il faraone,
stato assassinato con un colpo alla nato da un incesto, sarebbe stato
base del cranio. Uno studio del 2003, tormentato da difetti genetici e
però, ha dimostrato che le lesioni, malformazioni. In realtà, sua madre
rivelate dai raggi X, sarebbero poste- pare fosse Kiya, seconda moglie di
riori al decesso e dovute a un mal- Akhenaton. E a ucciderlo, con ogni
destro processo d’imbalsamazione. probabilità, non furono tare geneti-
Ma che cosa uccise, allora, il giovane che, bensì la malaria, di cui la mum-
faraone? Negli anni si sono avanzate mia conserva le tracce.

loro esistenze. Alimentando miti e dicerie

Perché Djoser volle Sesostri I,


secondo
la prima piramide? re della XII
dinastia.
A nche la fama di questo faraone di 4.600
anni fa, come nel caso di Tutankhamon,
è legata più alla sua morte che a quello che
fece in vita. E in particolare al lavoro del suo
architetto, Imhotep (a destra), che era anche Sesostri I:
medico e astrologo. E al quale fu riservato
un culto semidivino.
tre faraoni in uno?
Opera immortale. Come mai Djoser finì, a leggenda narra che il sovrano sedò le rivolte
per primo, seppellito sotto una piramide dei Libi e dei Nubiani, strinse alleanze com-
d
a gradoni, a Saqqara (v. foto sotto)? Quel meerciali fin sul Mar Nero, fece erigere templi,
monumento funebre rivoluzionò la storia cosstruire dighe e scavare canali (come quello di
dell’architettura: fino ad allora, infatti, le colllegamento tra il Mar Rosso e il Nilo). Ammini-
tombe reali egizie erano costituite da stanze strò equamente la giustizia e liberò i prigionieri
scavate nel terreno e ricoperte di mattoni di guerra, diventando così simbolo di pace e
crudi. Imhotep scelse invece di usare la pie- serenità della XII dinastia (1870 a.C. circa): una
tra e di costruire non una sola mastaba (la specie di supereroe egizio.
stanza a forma di parallelepipedo che copri- Tra mito e realtà. La verità storica è che la sua fi-
va la camera funeraria), ma ben cinque, una gura leggendaria riunisce le imprese di tre grandi
sopra l’altra. Secondo un’ipotesi, la piramide sovrani: Sesostri I, II e Amenemhat. Quello che c’è
simboleggiava l’unione tra Cielo e Terra. E i di sicuro è che il regno di questo faraone, parago-
gradoni sarebbero serviti a Djoser, una volta nato dagli antichi Greci ad Alessandro Magno, fu
morto, per raggiungere le stelle. tormentato da continue congiure di palazzo. Ne
resta testimonianza in un’opera letteraria dell’e-
poca: il Racconto di Sinhue, storia di un cortigiano
Statuetta di Imhotep, progettista della in fuga dai disordini politici che dopo un esilio di
piramide di Saqqara (sullo sfondo). 25 anni riesce a tornare in patria.

65
PRIMO PIANO

SAPERNE DI PIÙ Statua in calcare


di scriba seduto,
proveniente dalla
L’EGITTO SVELATO necropoli di Saqqara.

Tutti i segreti di una civiltà che durò più


di trenta secoli e ci affascina ancora. Ecco
i libri che ci spiegano com’era.
Storia dell’antico suprema autorità politica, un
Egitto re-dio, ma anche una personalità
Nicolas Grimal sacra che aveva il compito di
(Laterza) mantenere l’equilibrio cosmico e
Libro fondamentalee garantire l’armonia tra uomini e
per chiunque forze sovrannaturali. Christian Jacq mitologia egizia, che ha segnato la strato di una complessa piramide
si avventuri nel ci porta così a seguire le tracce di continuità culturale nei tre millenni sociale. Un capitolo è riservato
mondo dei faraoni. L’autore, ben 350 faraoni, da Cheope alla della civiltà nilota. All’ombra anche al morto e a come veniva
che ha una grande esperienza celeberrima Cleopatra. delle piramidi si professò infatti preparato per l’Oltretomba.
di scavi e di ricerche, evita ogni un divino fortemente creduto e
sensazionalismo e dipana la storia Vita quotidiana articolato, con un’intensità che Sulle rive del Nilo o
dell’Egitto attraverso i monumenti degli Egizi ha ben pochi paragoni non solo Edda Bresciani
e le opere d’arte, senza mai Franco Cimmino nelle società antiche, ma anche in (Laterza)
scindere storia e archeologia. (Bompiani) quelle moderne. L’Egitto dei faraoni
La narrazione dei fatti va dall’Egitto Esperto di fama comprende un
preistorico fino alla conquista da internazionale e L’uomo egiziano periodo lunghissimo:
parte di Alessandro Magno saggista, Cimmino A cura di Sergio più di 30 secoli. Ma
(IV secolo a.C.) e il volume è ci presenta nella suaa verità
erità più Donadoni (Laterza) la civiltà del Nilo ebbebe
integrato da molti schemi concreta l’uomo dell’antico Il contadino, un’eccezionale continuità e una
riassuntivi, cartine e illustrazioni. Egitto: i rapporti con la legge, l’artigiano, lo scriba, grande vitalità. L’autrice, forte
con la burocrazia, con la struttura il funzionario, il di esperienze archeologiche
L’Egitto dei grandi faraoni familiare, con la religione, con la sacerdote, il soldatoo, ultratrentennali, documenta la
Christian Jacq (Oscar Mondadori) scienza, le idee sull’amore e sulla lo schiavo, lo straniero, il sovrano. società egizia presentandone
Uno dei più celebri egittologi, morte, le capacità di adattamento In questo saggio curato da un i ritmi quotidiani, dal lavoro
romanziere di successo, spiega qui e le spinte che condussero alle maestro dell’egittologia italiana, nei campi alle attività di grandi
che il segreto della civiltà egizia rivolte. troverete un paragrafo dedicato costruzioni, dallo sport e i giochi
risiede nella grandezza della figura a ciascuno di questi protagonisti alle danze e le preghiere, dal
del sovrano, il faraone, immutata Gli dèi egizi dell’antico Egitto. Per poter così rapporto con il Grande Fiume
dai più remoti albori sino all’epoca Roberto Buongarzone (Carocci) scoprire aspirazioni, atteggiamenti, e la “Terra Nera”, il Kemet, come gli
tolemaica. Egli non era solo Una dettagliata introduzione alla sofferenze, diritti e doveri di ogni Egizi chiamavano il loro regno.

La Storia raccontata in queste


pagine rivive anche in tv

A nche questo mese History,


il canale di Sky intera-
mente dedicato alla Storia,
al mondo, uomini e donne
sopravvissuti all’oblio. Grazie
ai pareri degli esperti e alle
EGITTO: GLI SPOSI
MUMMIFICATI
Dietro l’oro e i lapislazzuli dei
affronta il tema del Primo ricostruzioni della grafica più sarcofaghi e dei corredi fune-
piano al centro di questo nu- avanzata, le mummie, egizie e rari scoperti dagli archeologi
mero di Focus Storia: l’Egitto non, tornano in vita e raccon- nel corso degli ultimi due
dei faraoni. Lo fa con una serie tano la loro storia. secoli, dietro ai faraoni e alle
in sei episodi sui misteri delle Dietro a ognuno di questi sei loro tombe, si nasconde il vero
mummie e con un filmato de- episodi scoprirete le vite di an- cuore pulsante dell’Egitto: la
dicato a una coppia ritrovata tichi faraoni, ma anche degli gente comune. L’archeologo
mummificata. Incas che furono mummificati Jo Fletcher ci parla delle sco-
per ragioni in parte misteriose perte legate alle mummie di
LA MUMMIA PARLANTE (a destra, immagine di una due sposi mummificati, di cui
Pelle inalterata, lineamenti mummia inca). cerca di ricostruire la vita quo-
riconoscibili, capelli ancora Dal 19 luglio, tutti i giorni, ore tidiana e quel che ci racconta-
al loro posto: si tratta delle 8:50; dal 6 agosto, ogni sabato no migliaia di anni dopo.
mummie meglio conservate e domenica, ore 10:50 Sabato 27 agosto, ore 21:00

66
GRANDI PERSONAGGI E
AVVENIMENTI DEL PASSATO.
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ricostruire gli avvenimenti, conoscere i
personaggi, rivivere le epoche del passato con
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Chi erano le sibille?


Domanda posta da Ada Sarti.

SCALA
N ell’antichità erano delle profe-
tesse, di solito giovani vergini
che si pensava fossero legate agli
La Pizia (o sibilla delfica),
nel santuario di Delfi, in
Grecia, in una stampa.
dèi e a cui erano attribuite doti
divinatorie. In epoca arcaica, in
Grecia, erano associate al culto dei
serpenti; nella fase classica venne-
ro integrate nei culti e la loro figura
si diffuse in tutto il Mediterraneo.
Profezie fumose. Le sibille vi-
vevano in grotte e antri, situati in
zone vulcaniche o sismiche. Qual- Famiglia
cuno sostiene che l’estasi che le da record
portava alla divinazione dipendes- Una coppia italiana
se in realtà dalla presenza di vapori degli Anni ’30
velenosi propri di quelle zone. Le premiata per il
sibille furono molte in epoca sia numero di figli
greca sia romana, le più famose (nove). Oltre che dai
sono quella di Cuma vicino a Poz- premi, la natalità
era incentivata dalla
zuoli, la sibilla di Eritre in Turchia e
tassa sul celibato.
quella di Delfi (la Pizia) in Grecia.
Caratteristica tipica delle loro pro-
fezie era quella di essere talmente
ambigue da risultare difficili da in-
terpretare. Ancora oggi, infatti, per
indicare qualcosa di enigmatico si
usa il termine“sibillino”. (g. z.)
FOTOTECAGILARDI

Qual è il leader politico moderno


che ha governato più a lungo?
Domanda posta da Claudio Serra.

Il primato è del Líder Máximo, Fidel


Castro (a destra), che è stato al
potere a Cuba per 49 anni. Dopo
Dietro le quinte. Castro fu pre-
sidente fino al 24 febbraio 2008,
quando lasciò la carica al fratello,
la rivoluzione condotta a fianco di Raúl. A Fidel rimase tuttavia un
“Che” Guevara, il 16 febbraio del ruolo ancora politicamente fonda-
1959, Fidel divenne primo ministro. mentale, era segretario del Partito
Un incarico che, dopo quasi 20 an- comunista (fino all’aprile del 2011).
ni, il 2 dicembre 1976, lui stesso ac- Tra i leader ancora in carica il record
corpò a quello di presidente. Prima è del primo ministro del Bahrein
THE LIFE PICTURE COLLECTION/GETTY IMAGES

di questa data, infatti, il presidente (una monarchia costituzionale)


era Osvaldo Dorticós Torrado, una Khalifa bin Salman Al Khalifa, in
carica inutile però, poiché di fatto il carica da 46 anni. Seguito dal
potere era esclusivamente in mano presidente della Repubblica del
al primo ministro. Camerun, in carica da 41. (m. l.)

70
E
ra un’imposta che i single Cara libertà. Gli scapoli paga-
Che cos’era la (uomini) tra i 25 e i 65 anni
dovevano pagare allo Sta-
vano in base al reddito e all’età.
I più giovani (25-35 anni) dove-
tassa sul celibato?
Domanda posta da Simone Dardo.
to. La tassa fu introdotta da Mus-
solini nel 1927 per incrementare
vano versare 70 lire all’anno (cir-
ca 55 euro di oggi), poi l’aliquota
(con poco successo) matrimoni e scendeva con l’età a 50 lire, fino
nascite, e di conseguenza far au- all’esenzione totale per i “signori-
mentare la popolazione e l’eserci- ni” dai 66 anni in su. t
to italiano. Maria Lombardi

Quando furono realizzate le prime dentiere?


Domanda posta da Clara Cattaneo.

G ià gli Etruschi usavano pro-


tesi dentarie, nel 600 a.C. E,
a quanto evidenziato dai ritrova-
Rivoluzione industriale e la conse-
guente diffusione dello zucchero
(al posto del miele) per preparare i
Per trovarne di veri, gli
“odontotecnici” dell’epoca
andavano al seguito degli
menti archeologici, erano denti di dolci, che fece aumentare i proble- eserciti ed estraevano denti buoni
uomini o animali tenuti insieme da mi di carie dentaria. ai caduti in battaglia. A
una banda d’oro (a destra). I Roma- Di grido. I dentisti dovettero Waterloo, nel 1815, furono
ni ripresero la tecnica e la diffusero ingegnarsi. Nacquero protesi con raccolti svariati barili di
SSPL/GETTY IMAGES

in Europa, dove dentiere di questo intere arcate dentarie realizzate denti, tanto che sfoggiare un “den-
tipo sono state utilizzate fino al mettendo fianco a fianco denti veri te di Waterloo” in Europa divenne
XVIII secolo. Tutto cambiò con la con denti in porcellana o avorio. di gran moda. (d. v.)

71
A cura di Giuliana Rotondi

I discorsi dei grandi spiegati in parole semplici

Lasciate che l’Europa sorga!


Winston Churchill Discorso tenuto all’Università di Zurigo il 19 settembre 1946.

Churchill è considerato, al Il dibattito sulle radici


pari di Adenauer, Schumann
e De Gasperi, uno dei padri
fondatori dell’Europa. Tenne
questo discorso dopo la
fine della Seconda guerra
“V orrei parlarvi del dramma
dell’Europa (...). Qui è l’origi-
ne di gran parte delle culture (...) nell’an-
culturali dell’Europa è
complesso: c’è chi le fa
risalire alla classicità da
cui sono scaturiti i valori
individualistici moderni,
mondiale. Churchill era chi al cristianesimo che per
convinto che solo un’Europa tichità come neiiscorso
tempitenuto
moderni. Se un gior-
da W. Chur- secoli ha unificato territori
unita potesse garantire la chill all'Università di Zuri- molto diversi tra loro. C’è
pace e debellare i germi no l’Europa si unisse per condividere
go il 19 settembre 1946 que- chi vede in Napoleone
del nazionalismo ed evocò il primo ad aver diffuso
gli “Stati Uniti d’Europa”. valori di laicità in vasti
L’Ue in realtà nascerà solo
sta eredità comune, allora tre o quattrocen-
q territori europei e chi invece
nel 1992, come evoluzione riconosce negli antichi
della Comunità economica to milioni di persone godrebbero di felicità Romani o in Carlo Magno i
europea (Cee) del 1957. “padri nobili” dell’Europa.
(...). Tuttavia proprio in Europa è sorta Quando Winston Churchill
parlava di Europa nel 1946
quella serie di terribili conflitti nazio- alludeva al patrimonio
culturale e ai valori politici
nalistici (...) Eppure esiste un ri- e sociali che si erano formati
nel corso dei secoli. Da qui
si doveva partire, secondo
medio (...). Consiste nella rico- lui, dopo le macerie della
Seconda guerra mondiale.
struzione della famiglia dei
popoli europei e nel dotar-
Il nazionalismo, radicato
la di una struttura che le in Germania, ma anche in
tutti gli altri Paesi europei,
permetta di vivere in pa- è quindi indicato come il
principale responsabile
ce (...). Dobbiamo creare del massacro di milioni
di europei nella Seconda
una specie di Sta- guerra mondiale. Churchill
era consapevole che
un’entità sovranazionale
ti Uniti d’Euro- avrebbe potuto limitarne
gli effetti. La stessa idea era
pa (...). Perciò stata espressa da altri prima
V. SIRIANNI

di lui: tra questi, il filosofo


vi dico: lascia- tedesco Immanuel Kant che
ne scrisse nel libro Per la
te che l’Euro- pace perpetua (1795).

pa sorga!

DEA/GETTY IMAGES
A cura di M. Picozzi e F. Ceccherini

I misteri del castello La tenuta di Mayerling dove


Rodolfo d’Asburgo (a sinistra)

di Mayerling e la sua amante Maria Vètsera


(sotto) furono trovati morti.

In una fredda mattina del 1889, la


quiete del castello di Mayerling vien
ne
rotta da alcuni spari. Dentro, si
scoprono i cadaveri dell’erede al
trono d’Asburgo e dell’amante.

? IL CASO

BETTMANN ARCHIVE/GETTY IMAGES (2)


Il 30 gennaio 1889 gli ospiti del castello po sul cuscino. Rodolfo al suo fianco con lontana dal principe per gusti e cultura. La
di Mayerling (a 40 km da Vienna) erano una pistola serrata nella mano destra a baronessa Maria Vètsera, invece, era nata
stati invitati dal principe Rodolfo d’Asbur- pochi centimetri dalla testa. Il principe, 30 il 19 marzo 1871. Il padre apparteneva
go. Di prima mattina tutto era già pronto anni, era l’erede di Francesco Giuseppe, alla piccola nobiltà ungherese e il nonno
per la battuta di caccia, prevista per la che da decenni era sul trono della più era un banchiere di origine greca, che
giornata. Ma a un certo punto un rumore potente monarchia d’Europa, l’Impero aveva accumulato una fortuna. Era vivace
di spari riecheggiò nelle stanze e nei cor- austro-ungarico. e anche colta e brillante, grazie ai tanti
ridoi raggiungendo il cortile, dove tutti Moglie e amante. Nato il 21 agosto 1858, viaggi nei quali aveva accompagnato i
erano in attesa del principe. Rodolfo aveva trascorso un’infanzia senza genitori. Ma quei continui cambiamenti le
Il cognato di Rodolfo, Filippo di Coburgo, grandi difficoltà, ma in un clima formale e avevano forgiato un carattere complesso,
che accorse tra i primi, si trovò dinanzi ricevendo ben poco affetto dai genitori. incline a improvvise malinconie. Nel 1888
agli occhi una scena drammatica: Maria Il 10 maggio 1881, a 23 anni, aveva spo- Rodolfo e Maria si erano incontrati nel ca-
Vètsera giaceva sul letto, composta, con sato la diciassettenne Stefania del Belgio, stello imperiale, si erano innamorati e nel
un rigagnolo di sangue che colava dal ca- un’adolescente pallida, magra, sgraziata e 1889 erano diventati amanti.

LE INDAGINI
Dopo la scoperta dei corpi, Filippo di e quella di Rodolfo dovette trascorrere ta, all’ingresso della principessa Stefania.
Coburgo ne ordinò la rapida rimozione e almeno un’ora, un intervallo di tempo La sera del 26 gennaio anche Francesco
Maria Vètsera fu sepolta in fretta e furia. di cui nulla si sa. E molti restano i dubbi Giuseppe aveva avuto un diverbio con il
La morte di Rodolfo venne dapprima sull’ipotesi del suicidio. Perché, infatti, figlio, intenzionato a lasciare la moglie e a
attribuita a un incidente di caccia, poi a Rodolfo si sarebbe ucciso? Certo non per chiedere al pontefice l’annullamento del
una paralisi cardiaca, infine a un avvele- una gravidanza indesiderata, poiché i due matrimonio. Dodici giorni prima della tra-
namento da parte di Maria, che si sarebbe erano amanti da solo 2 settimane. I giorni gedia Maria aveva fatto testamento e alla
poi suicidata. Solamente dopo 2 giorni precedenti la tragedia, però, erano stati madre, prima di raggiungere Mayerling,
uscì la notizia che Rodolfo si era ucciso, “in segnati da duri contrasti famigliari. aveva lasciato un ultimo messaggio: “Non
un momento di alienazione mentale”. La madre di Maria, la baronessa Vètsera, posso vivere. Oggi ho deciso. Prima che tu
Nessuna certezza. Sui cadaveri non fu aveva scoperto il portasigarette che la fi- m’abbia raggiunta, sarò in fondo al Danu-
mai condotto alcun accertamento glia voleva donare a Rodolfo, e si era infu- bio”. Il 29 gennaio aveva aggiunto ancora:
post mortem, e nemmeno si cercarono riata quando, due giorni dopo, Maria non “Poiché non ho potuto resistere all’amore
i proiettili esplosi. Tra la morte di Maria si era inchinata come prevedeva l’etichet- vado con lui”.

73
74
ROBERT CAPA/MAGNUM/CONTRASTO
ANDALUSIA, Spagna
5 SETTEMBRE 1936
Robert Capa, allora giovane fotoreporter sconosciuto, era al
seguito dei repubblicani che combattevano l’esercito franchista,
durante la Guerra civile spagnola. Presso Cordova fotografò un
miliziano mentre crollava nell’erba. Sull’autenticità della foto sono
stati avanzati dubbi, ma il suo valore simbolico è indiscutibile.

Lo scatto più noto:


ma è vero o falso?
La foto del miliziano spagnolo ucciso
è una delle più potenti immagini di
guerra. E una delle più controverse.

O ttant’anni fa, il 23 set-


tembre 1936, la rivista
francese Vu pubblicò una foto
se sono stati avanzati dubbi
sull’autenticità della scena. Si
mise in discussione anche il
che divenne subito il simbolo luogo dei fatti: Cerro Muriano
della guerra civile spagnola: o Espejo, molto più a sud di
un combattente dell’esercito Cordova, dove sino al 22-25
repubblicano che cade, colpi- settembre non si combatté?
to a morte dal fuoco nemico. E persino il nome dell’autore:
L’immagine, corredata dal ti- Capa o Gerda Taro, la sua al-
tolo “Morte di un miliziano”, trettanto giovane assistente?
oltre a colpire le coscienze re- I negativi sono andati per-
se una celebrità il suo autore, duti e l’autore, nelle intervi-
il giovane fotografo di origine ste, dichiarò che lo scatto riu-
ungherese Robert Capa, che scì per caso, alzando la mac-
l’aveva scattata qualche gior- china fotografica sulla testa. E
no prima, il 5 settembre. sappiamo che il 5 settembre a
Dubbi e certezze. Dopo Cerro Muriano si combatteva,
che la foto, insieme ad altre che Capa e la Taro erano là e
di Capa, fu pubblicata dal- che quel giorno morì Federi-
la rivista statunitense Life, co Borrell Garcìa, poi ricono-
tutto il mondo sembrò capi- sciuto nella foto dai parenti.
re quello che stava accaden- C’è infine una considerazio-
do in Spagna. Ma riuscire a ne estetica: la morte “posata”
fotografare un uomo mentre è spesso trionfalistica, mentre
muore, seppure in uno scat- questo scatto divenne un’ico-
to un po’ mosso e sfuocato, na contro ogni guerra. t
non è facile. Così, a più ripre- Irene Merli

75
SOCIETÀ

Da patriarchi a compagni di giochi: come


è cambiata la figura famigliare più amata

Tra nonni
e nipoti

76
Economia domestica
La sua prima lezione, dipinto di Eugenio
Zampighi (1859-1944): una nonna
di campagna che inizia a insegnare
alla nipotina i lavori “da ragazza”.

Fiabe
d’autore
Lev Tolstoj (1828-
1910) con due
dei molti nipoti:
il grande autore
russo scrisse anche
un libro di fiabe e
racconti.
ALINARI

VIZI PRIVATI, PUBBLICHE VIRTÙ. Innanzitutto oc-

S
econdo gli stereotipi in circolazio-
ne fino a pochi anni fa, le nonne era- corre precisare una cosa: la categoria sociologi-
no quelle che facevano le tagliatelle e ca dei nonni è molto recente e appartiene infatti
andavano in chiesa alla domenica, i alla società moderna, quella industriale.
nonni quelli che raccontavano storie e procu- Nel nostro Paese se ne cominciò a parlare
ravano la legna per stufe e camini nelle case nell’Ottocento, quando si diffusero nelle città i
di campagna. Un’immagine molto lontana da valori delle nascenti élite borghesi. L’Italia si sta-
quella che conosciamo oggi. va trasformando e le famiglie più in vista si die-
I nonni, secondo le più recenti analisi dei so- dero un gran da fare a rivisitare in chiave moder-
ciologi, spesso con la loro pensione pagano ra- na lo stile di vita dei nobili. Ovvero quel modo di
te del mutuo e spese di asilo di figli e nipoti. E vivere fatto di bon ton, ricchezza e perbenismo,
se sempre meno donne anziane stendono pasta ma amalgamato con i nuovi valori importati dal-
fresca fatta in casa, aumenta il numero di chi, la Francia, dove la borghesia aveva fatto la rivo-
superati i 70 anni, si iscrive a corsi di pilates e si luzione: intraprendenza economica, libertà, indi-
avventura in iperboliche sessioni di informatica, vidualismo e soprattutto separazione della sfera
maneggiando Skype, WhatsApp e Facebook. Per pubblica da quella privata. La formazione di una
non parlare del ruolo chiave di baby-sitter. Ma famiglia smetteva di essere decisa a tavolino e
HIP/SCALA

come è avvenuta questa trasformazione? diventava sempre di più una faccenda di cuore.

77
Anticamente gli
anziani erano
molto ascoltati.
Ma la figura sociale
del nonno si
affermò soltanto
con l’Ottocento e
la borghesia

Cosa non
si fa...
Un nonno inglese
del 1937. All’epoca,
a genitori e suoceri
si chiedeva di
trasmettere usi
famigliari e tradizioni
popolari.
SCALA

78
MANUALE VIVENTE. E i nonni? Loro si ritaglia-
rono una nicchia che prima non avevano. «Il
ruolo essenziale dei nonni nelle nuove famiglie
era l’istruzione dei nipoti. Almeno all’inizio
dell’Ottocento, prima che in Italia nascesse la
scuola pubblica obbligatoria per tutti. La loro
funzione era poi trasmettere i valori famiglia-
ri e le regole del vivere sociale», spiega Elena
De Marchi, autrice con Claudia Alemani di Per
una storia delle nonne e dei nonni (Viella). «Il
nonno borghese trasmetteva i valori della mo-
rale pubblica, la nonna quelli religiosi. Non so-
lo: a lei spettava anche il compito di tramanda-
re il sapere della famiglia e della casa, le tradi-
zioni e le norme di comportamento femminili».
Ieri come oggi essere donne non era facilis-
simo. Ed essere nonne, men che meno. Il fatto
di indossare la gonna implicava infatti una rigi-
dissima etichetta, che le nonne dovevano inse-
gnare. “Una donna che è nonna, rinunzi pure a
tutte le velleità di conquista, anche se è ancora
giovane”, recitava un manuale di galateo di fine
Ottocento. “Adotti un costume severo, non bal-
li assolutamente più, infine si astenga da tutto
ciò che può destare un riso di scherno sul labbro
di chi la osserva”.
«La cosa non stupisce», racconta Elena De
Marchi. «In Italia una rivoluzione borghese non
ci fu mai e i valori che si diffusero furono ibri- Perno del focolare
di: si trattò molte volte di una semplice attua- In alto, nonna e nipotina nel 1960.
ALINARI

lizzazione dei cliché nobiliari». Un modello ben Qui sopra, nonni, mamma e nipoti
rappresentato dalla nonna paterna di Leopardi: in un altro quadro di Zampighi,
Virginia. Rimasta vedova a soli 25 anni, rifiutò pittore specializzato nel genere.
tutti i pretendenti. E visse al piano superiore del In campagna, gli anziani avevano
palazzo del poeta, a Recanati. Giacomo e i fra- l’ultima parola su soldi e non solo.
telli salivano da lei con gioia, felici di trascorre-
re il tempo con la nonna. Alla quale nel 1810 (a
12 anni) il poeta dedicò una poesiola. Certo, lo
stile era acerbo, e più che amore i versi spriz-
zano deferenza: “[...] Or dunque il frutto nobi-
le della fatica mia / Umil presento, e inchinomi
a Vostra Signoria. Spero che in volto placido ac-
cetterete il dono [...]”.
ALLA CONTADINA. Per ogni famiglia “alla Le-
opardi” del nostro Paese, ne esistevano centi-
naia che vivevano dove le regole erano molto
diverse: in campagna. Lì i nonni non solo co-
mandavano, ma anche tenevano i cordoni del-
la borsa.
Nelle masserie del Sud Italia e più ancora nel-
la Bassa padana a dominare era la famiglia pa-
triarcale. I nonni vivevano perlopiù nella stessa
casa assieme ai figli e ai nipoti, ricoprendo ruoli
di primissimo piano. La cosa è facilmente spie-
BRIDGEMANART/ALINARI

gabile: «Quando erano presenti e ancora abili


al lavoro, erano loro la figura di riferimento di-
nanzi al proprietario della terra. Non solo: coor-

79
Latte e regole
Una nonna accudisce
la nipotina, nel XIX
secolo. A destra, dall’alto:
tre generazioni sulla
spiaggia di Blackpool
(Gb), negli Anni ’40
e nonno e nipote

HIP/SCALA
americani nel 1935.

WHITE IMAGES\SCALA

SCALA
Quando le donne iniziarono a lavorare, i nonni
Una festa
tutta per loro tornarono ad avere un ruolo sociale ed economico
L a festa dei nonni oggi
in Italia si celebra il 2
essenziale. Lo stesso che svolgono ancora oggi
ottobre. Perché? Non è un
dinavano anche il lavoro della famiglia sul po- Presenze affettive nella vita dei nipoti, prive
caso: nel calendario litur-
gico cattolico, il 2 ottobre dere», spiega la storica. «Questo fece sì che te- però di quell’autorevolezza guadagnata nel cor-
è la festa degli Angeli Cu- nessero il potere economico e materiale, aven- so dell’Ottocento. «Gli equilibri erano però de-
stodi. La ricorrenza però do spesso l’ultima parola in diverse questioni: stinati a cambiare ulteriormente con la metà del
è relativamente recente figli e nipoti inclusi». Novecento», afferma Elena De Marchi. «Grazie
e non ha una vera e pro-
La letteratura e il cinema li ha ritratti più vol- alle conquiste del femminismo, le donne si so-
pria tradizione, se non la
moda lanciata negli Stati te. Erano il brusco Padron ’Ntoni dei Malavo- no liberate in parte del loro ruolo di casalinghe
Uniti  di celebrare “l’im- glia di Giovanni Verga. O il nonno Anselmo del a tempo pieno e sono entrate nel mondo del la-
portanza del ruolo svolto film L’Albero degli zoccoli di Ermanno Olmi: un voro». Trovarono però un welfare insufficien-
dai nonni all’interno delle ingegnoso contadino che sostituiva in gran se- te. E fu così che tornarono protagonisti i nonni.
famiglie e della società in
greto, con la complicità della nipote Bettina, lo Non è un caso se alla fine degli anni Settanta
generale”.
Affari. Negli Usa la festa è sterco di gallina a quello di mucca come con- in America è stata addirittura istituita una festa
nata nel 1978 e si festeg- cime, riuscendo a far maturare i suoi pomo- a loro dedicata (v. riquadro a sinistra): si era ca-
gia la prima domenica di dori un mese prima di tutti gli altri. Un nonno pito che il loro ruolo sociale ed economico era
settembre. La ragione è affettuoso, molto amato, ma soprattutto mol- importantissimo. E che emancipazione femmi-
tutt’altro che romantica:
to rispettato. nile e progresso, in assenza di uno stato socia-
anche se le coccole dei
nonni non hanno prez- QUALCOSA È CAMBIATO. Durante il Ventennio le forte, passavano anche attraverso il sostegno
zo, si è capito che il loro fascista, però, le cose per i nonni italiani peg- delle generazioni più anziane.
aiuto innesca una spirale giorarono. Forse non erano abbastanza forti per Non senza qualche ambivalenza. Se i valo-
economica positiva, per- incarnare l’ideale del giovane maschio batta- ri di oggi vorrebbero anziani tonici, atletici e
mettendo alle mamme
gliero. In ogni caso, a partire dal Ventennio, il “performanti” fino a 100 anni, resistono co-
di lavorare di più e alle
famiglie di tagliare alcuni Novecento virò piuttosto dalla parte dei padri. munque cliché del secolo scorso: i nonni de-
costi: in Italia, si calcola, Le nonne si chiusero in cucina a fare le taglia- vono occuparsi dei nipoti come chiocce. E al-
ogni anno i nonni fanno telle e i nonni divennero cantastorie, responsa- le nonne, nonostante corsi e crociere, si chiede
risparmiare tra 496 milio- bili di tramandare le usanze e le tradizioni po- ancora di preparare le tagliatelle la domenica. t
ni e 1,3 miliardi di euro.
polari, niente di più. Giuliana Rotondi

80
MARY EVANS/SCALA
Album dei ricordi
Cornovaglia (Regno Unito):
una nonna dei primi
del Novecento ripara i
pantaloncini del nipotino
(che forse non ne aveva altri).

81
STORIE D’ITALIA

ASCT/ANSA
POLA (ISTRIA)

Nel 1947 Maria


Pasquinelli uccise un
ufficiale inglese, per
protestare contro la
cessione dell’Istria, Esuli istriani lasciano
italiana, alla Iugoslavia Pola, nell’inverno 1947.

LA MAESTRINA
TERRORISTA
M
aria Pasquinelli indossava dato rimase ferito. Dopodiché Maria la- Mina
un cappotto rosso. E una sciò cadere la rivoltella e rimase lì, immo- vagante
donna con il cappotto ros- bile: ai piedi del cappotto rosso si allarga-
Maria Pasquinelli
so non vuole certo passa- va rapidamente una macchia di sangue. spara all’ufficiale
re inosservata. Il brigadiere generale bri- PASIONARIA. Maria Pasquinelli era una britannico Robert
tannico Robert De Winton, l’ufficiale più maestra, nata a Firenze il 16 marzo 1913. De Winton. La
alto in grado nel governo militare alleato Sosteneva una strana alleanza tra par- donna protestava
di Pola (Istria), fino a quel momento ita- tigiani e X MAS fascista per impedire il contro il Trattato
liana, era appena sceso dalla sua auto e passaggio dell’Istria alla Iugoslavia e, co- di pace che l’Italia
aveva fatto pochi passi. Erano le 9:30 di me quasi tutto il Paese, riteneva il tratta- avrebbe firmato
un freddo 10 febbraio 1947 e nella città to di Parigi inaccettabile. Alla Iugoslavia quello stesso 10
istriana era ancora più gelido: quel gior- andavano infatti terre dove si parlava ita- febbraio 1947.
no l’Italia firmava a Parigi il Trattato di liano, un pezzo d’Italia martoriato dalle
pace che la privava dell’Istria, di gran persecuzioni degli sloveni e dalle violen-
parte della provincia di Gorizia, delle iso- ze dei fascisti, dalle foibe e dall’esodo di
le egee e delle colonie in Africa. Inoltre, massa dei nostri compatrioti.
lasciava Trieste in un limbo da cui sareb- Maria era una bella donna dai capelli
be uscita soltanto nel 1954. scuri, lo sguardo acuto e, come raccon-
Mentre De Winton stava per passare in tarono poi i testimoni al processo, con
rassegna i soldati del comando inglese, un carattere impetuoso: decise che con-
la donna col cappotto rosso uscì da un tro quel trattato bisognava agire. E scel-
gruppo di curiosi, si mosse verso di lui, se il gesto più doloroso: uccise un uomo
gli arrivò alle spalle, estrasse una pistola che era padre di un bambino di due mesi,
A. MOLINO

Beretta dalla borsetta e sparò quattro col- che non aveva altra colpa se non quella
pi. L’ufficiale morì quasi subito e un sol- di rappresentare le truppe alleate.
82
ALINARI

La condanna a morte diventò


ergastolo. Dopo 17 anni la
Pasquinelli ottenne la grazia
e tornò libera nel 1964
A PROCESSO. Dopo gli spari, la arrestaro-
no e la portarono via. In tasca aveva un
biglietto con la rivendicazione: “Mi ribel-
lo, col proposito fermo di colpire a mor-
te chi ha la sventura di rappresentarli, ai
Quattro Grandi” (Stati Uniti, Regno Uni-
Il pasticcio
to, Unione Sovietica e Francia).
d’Oriente
Il 10 aprile 1947, quando Maria fu con-
Si manifesta per Trieste
dannata a morte dalla Corte suprema al-
che, dopo essere stata
leata, il pubblico protestò rumorosamen- annessa all’Italia al
te. Lei, dopo essersi dichiarata colpevole, termine della Prima
era rimasta impassibile, come una statua. guerra mondiale,
Anzi, fraintendendo una frase del presi- diventò “territorio
dente della corte, il colonnello John W. libero” con il trattato
Chapman, che le ricordava il suo dirit- del 1947. Sopra, a Pola
to all’appello, aveva dichiarato che mai si imbarcano i bagagli
avrebbe chiesto la grazia. degli esuli diretti a
Maria, in ogni caso, non finì davanti a Trieste, nel 1947.
un plotone di esecuzione, anche perché
i britannici volevano evitare di fare di
ANSA

quella donna un simbolo. Per questo l’ac-


cusa, rappresentata dal capitano Leaning,
si limitò ai fatti e non calcò troppo la ma- Se ne stava seduta quasi distratta fra le tore del settimanale cattolico Il campano-
no. E questo anche se Maria aveva ucci- suore che le erano state assegnate come ne, nel 1930 aveva ottenuto l’abilitazione
so De Winton pur sapendo che l’ufficiale “scorta” durante il processo, ringraziò la come maestra a Bergamo, poi il diploma
non aveva alcuna responsabilità sul trat- corte e non disse nulla quando, anziché di direttrice didattica e quindi quello di
tato, né sulle violenze dei partigiani iugo- finire sul patibolo, fu portata in carcere insegnante di storia e filosofia (materie
slavi contro gli italiani d’Istria. con la pena commutata in ergastolo, pri- precluse alle donne) a Urbino nel 1939.
La difesa sostenne che la Pasquinel- ma a Venezia e poi a Firenze. Dal 1932 al 1941 insegnò alle elemen-
li aveva agito in “stato di necessità”, per IMPETUOSA. Resta da capire come matu- tari a Milano poi passò, fino al 1943, alle
evitare altre uccisioni di italiani. Molti rò l’idea dell’attentato. Maria era più che medie di Spalato, in Dalmazia.
speravano in una dichiarazione di infer- una nazionalista: era fascista convinta. Il suo temperamento le costò la diffi-
mità mentale, ovvero che il suo patriot- Nel 1933 si era iscritta al partito e dal ’39 denza dei superiori. Mentre era croceros-
tismo fosse dichiarato “morboso” e che aveva fatto parte della Scuola di mistica sina volontaria in Libia, per esempio, fu
potesse sfuggire alla condanna a morte. fascista a Roma. Era una donna “moder- rimpatriata perché si era presentata per
La corte militare non accettò. Lei, del re- na”, nonostante il maschilismo del regi- combattere al fronte, con la testa rasata
sto, fece di tutto per apparire normale. me. Figlia di Umberto Pasquinelli, diret- e vestita da uomo. Per il suo carattere di
84
ULLSTEIN/GETTY IMAGES
Il confine tra l’Italia e Fiume nel 1920:
a sinistra soldati italiani, a destra un
volontario di D’Annunzio, che l’anno prima
aveva dichiarato italiana la città.

lei diffidarono anche i partigiani d’Istria, in prima pagina: “Generale inglese ucci-
che aveva tentato invano di coinvolgere so da una donna a Pola”, titolava anche
in un piano di “difesa dell’italianità” sul “Abbiamo firmato, chiediamo giustizia
confine orientale. Così, Maria fu arresta- per l’Italia”. E commentava: “Una triste
sta sia dai fascisti sia dai partigiani co- giornata per l’Italia”.
munisti del maresciallo Tito. IMPASSIBILE. Dopo 17 anni di carcere,
DALLA PARTE DI CHI? Si è parlato, in al- nel 1964, Maria si decise a chiedere la
cune ricostruzioni, dei legami di Maria grazia, che ottenne, per poter curare la
con i servizi segreti e dell’ipotesi che l’at- sorella malata. Ma non avrebbe mai rin-
tentato di Pola avesse lo scopo di accen- negato l’attentato. Anche se, ormai an-
dere la miccia di una rivolta anti-titina. ziana, confessò alla giornalista triestina
La giornalista Claudia Cernigoi ha svela- Rosanna Giuricin: “La morte del briga-
to recentemente che i servizi segreti bri- diere mi peserà finché vivo. Sento il suo
tannici erano informati delle sue inten- fiato sul collo e il tempo non riuscirà a
zioni, ma si “dimenticarono” di avvisare cambiare la tragedia che è stata”.
De Winton. È vero comunque che il ge- La ragazza col cappotto rosso visse
sto di Maria, che mise in imbarazzo per- cent’anni: è morta il 3 luglio 2013, in
sino il governo di Alcide De Gasperi, in- una casa di riposo a Bergamo, celebrata
terpretava un umore diffuso: il giorno come un’eroina dagli esuli istriani. t
in cui il Corriere della Sera annunciava Valeria Palumbo

La spinosa questione dei confini orientali


I l 10 febbraio 1947 il diplo-
matico Antonio Meli Lupi
di Soragna firmò a Parigi, a
cedere alla Iugoslavia una
vasta area: Fiume, il territorio
di Zara, gran parte dell’Istria,
Tira e molla. E pensare che
per Trieste (e Trento) l’Italia
si era gettata nella Prima
1924 anche Fiume, dopo l’im-
presa di Gabriele D’Annunzio
che la occupò per 16 mesi, e
nome del governo italiano, il le isole di Lagosta e Pelagosa, guerra mondiale. L’Austria, dopo un lungo tira e molla,
Trattato di pace seguito alla il Carso triestino e goriziano e sconfitta, le aveva ceduto fu annessa al Regno d’Italia. I
fine della Seconda guerra l’Alta Valle dell’Isonzo. altri territori dell’Impero, non fascisti scatenarono una vio-
mondiale. Oltre a cedere Trieste rimase “territorio tutti di lingua italiana. Tra lenta repressione ai danni dei
territori alla Francia, all’Al- libero” e solo nel 1954, pur questi, l’Istria (oggi croata) non italiani e questo portò
bania, alla Grecia e perfino perdendo la sua provincia aveva una percentuale di alla successiva catena di ven-
alla Cina (la Concessione meridionale, tornò all’Italia, italofoni tra il 36,5%, censito dette. E anche alla particolare
di Tientsin), l’Italia perse le grazie anche all’inasprirsi del- dagli austriaci, e il 58,2%, severità delle potenze alleate
colonie d’Africa. E dovette la Guerra Fredda. registrato dagli italiani. Nel nelle trattative di pace.

85
MEDIOEVO

Con le loro navi arrivarono in Nord America, sul Mar Nero,


in Inghilterra, Islanda e Groenlandia. Furono grandi navigatori,
ma anche i principali mercanti di uomini del loro tempo

VICHINGHI
SCHIAVISTI

Merce preziosa
Un mercato vichingo di schiavi catturati in guerra o
durante le razzie, in un’illustrazione novecentesca.
Le più apprezzate erano le donne: le europee erano
molto richieste da arabi e nordafricani.
GETTY IMAGES
U
omini forti e indomabili, guerrieri au- via con le loro veloci navi, i drakkar da guerra
daci, grandi navigatori e... schiavi- e i knarr mercantili, erano chiamate dai naviga-
sti. I Vichinghi, protagonisti dell’Al- tori nordici “serbatoi”. Ossia riserve di schiavi.
to Medioevo di viaggi avventurosi BOTTINI UMANI. Le donne erano la merce più
che li portarono oltre i confini del mondo no- apprezzata dagli schiavisti del Nord. Questo per
to, erano anche i principali mercanti di schiavi una semplice ragione di mercato: c’era grande
del loro tempo. richiesta, soprattutto da parte delle popolazio-
«Non solo i Vichinghi furono i primi ad appro- ni nordafricane e arabe, di schiave europee. Fu
dare sulle coste nordamericane. Si spinsero fino così che i Vichinghi tracciarono per primi nuove
alle rive del Mar Nero, risalendo i grandi fiumi rotte attraverso il Mediterraneo, sfruttate secoli
dell’Est, per intrecciare scambi commerciali fino dopo dai pirati berberi che salpavano dal Nord
nella lontana Baghdad. Si insediarono in Inghil- Africa, anche loro in cerca di schiavi.
terra, Islanda e Groenlandia, approdarono in Si- Se le donne erano le più richieste per la ven- La società degli
cilia e fondarono il potente regno di Kiev», spie- dita, i maschi rimanevano di solito al servizio
ga Johannes Brøndsted, storico della civiltà vi- di re e guerrieri vichinghi. Rappresentavano in- uomini del Nord
chinga. Quelle terre, raggiunte dalla Scandina- fatti il bottino di guerra più prezioso, da sfrutta- funzionava così
«
L i chiamavano Vichinghi,
Normanni, Ascomanni,
Lochlannah, Rus», spiega
lo storico Rudolf Portner
nel suo saggio L’epopea dei
Vichinghi (Garzanti). «Per
gli Arabi erano madjus, cioè
“demoni pagani”». Al di là del
nome, tutti i popoli che ne
subivano le razzie li descri-
vevano come rozzi, sporchi e
assassini. In realtà, la civiltà
dei Vichinghi non era poi così
“barbarica”. Avevano i loro ar-
tisti (sopra, la polena a forma
di drago di una nave) e si go-
vernavano con un’assemblea
pubblica, il thing. In queste
assemblee si discutevano
i problemi dei villaggi, si
trattava tra capivillaggio e si
processavano i criminali.
Paganesimo. I Vichinghi
rimasero a lungo fedeli alle
divinità germaniche: Odino,
Thor e Freya (dea della ferti-
lità), attorniate da un grande
numero di creature minori,
come le guerriere Valchirie.
Molto legati alle loro tradizio-
ni, furono tra gli ultimi popoli
a convertirsi al cristianesimo.
Quanto alla società vichinga,
era divisa in due sole cate-
gorie: liberi e non liberi. Tra
i primi, i più potenti e ricchi
erano i böndir, vale a dire i
proprietari terrieri. I böndir
erano i soli a portare armi,
avevano l’obbligo di combat-
tere ma anche il privilegio di
intervenire alle assemblee
dei villaggi.
Una pecora in banca. Tra i
Vichinghi, infine, era diffuso
un tipico metodo per quanti-
ficare la ricchezza, basato sul
numero di animali al pascolo:
più era grande, più garantiva
al proprietario terriero presti-
gio e peso politico.
ALINARI/BRIDGEMAN

87
I trael, così venivano chiamati gli schiavi, si occupavano

MONDADORI PORTFOLIO/BRIDGEMAN
del lavoro nei campi e delle bestie. Chi li uccideva pagava
un risarcimento, a seconda del valore della“merce”

NONDADORI PORTFOLIO/BRIDGEMAN
Razziatori
La cattura di donne e bambini
in un dipinto ottocentesco che
raffigura la vita dei Vichinghi.

Come nasceva
un regno
vichingo
I Vichinghi non furono so-
lo un popolo di predoni o
di pirati che, una volta oc-
cupato un territorio, non
se ne interessavano più. Se
diventarono una forza po-
litica nell’Europa medioe-
vale, fu grazie al fatto che
esportarono nelle terre re fino alla morte (dello schiavo, ovviamente). in quella greca), i trael non se la
dove si insediarono il loro Ovunque arrivavano, i Vichinghi rapivano uo- passavano dunque troppo ma-
metodo di governo. mini e donne. Ma che posto avevano gli schia- le. Per esempio, godevano dello
Strategie. L’iter era il vi in quel mondo? stesso menu degli uomini liberi.
seguente: all’inizio, dopo
aver sconfitto i nemici, i NUTRITI. I “non liberi” in norreno (la lingua Dettaglio non trascurabile, con-
Vichinghi facevano ritorno del popolo del Nord) erano chiamati trael. I tra- siderando l’epoca e il clima rigi-
ai loro villaggi in Scandi- el erano sia prigionieri di guerra, sia prede di do della Scandinavia: una dieta ric-
navia, lasciando soltanto scorrerie, ed erano destinati soprattutto al lavo- ca di grassi e proteine era un elisir di lun-
avamposti commerciali ro nei campi. Più che una forza-lavoro incate- ga vita.
e militari nelle terre
conquistate. nata, però, erano manodopera obbligata a oc- INSEPARABILI. Sulla testa di ogni trael,
Proprio questi avamposti cuparsi della manutenzione delle fattorie nei però, pendeva una spada di Damocle
diventavano poi centri di villaggi. mortale. Se il padrone cadeva in batta-
approvvigionamento e Date le premesse, si potrebbe pensare che fi- glia, i suoi schiavi venivano decapitati
basi per ampliare il raggio nire nelle mani dei Vichinghi fosse una delle con un’ascia rituale e il loro tronco ve-
delle potenziali razzie.
Obiettivi principali, le città peggiori disgrazie che potessero capitare. In re- niva tumulato insieme al defunto, co-
più ricche. Successiva- altà, i signori del Nord aveva un codice di com- me offerta. Padrone e servitore erano
mente venivano insediati portamento piuttosto ferreo nei confronti dei legati a doppio filo.
luogotenenti che in alcuni propri uomini di fatica. Naturalmente a nessu- Esistono alcune macabre prove di
casi si autonominavano no erano risparmiati maltrattamenti e percosse: queste esecuzioni rituali. Per esem-
sovrani o imponevano alla
popolazione la propria in fondo, i trael erano il gradino più basso del- pio sull’isola di Flakstad, nell’arcipela-
dominazione. Accadde la scala sociale. Per questo l’uccisione di uno di go delle Lofoten, dove alcuni ricercato-
in Irlanda, nei pressi di loro non veniva punita dalle assemblee intertri- ri hanno recentemente scoperto diverse
Dublino, sulle coste inglesi bali che si riunivano per giudicare i reati: come sepolture vichinghe dell’anno Mille. So-
sottratte agli Angli e nelle risarcimento ai loro padroni bastava un corri- no tre sepolture multiple, e fin qui nul-
terre degli Slavi, dove i
primi sovrani dello Stato spettivo in denaro o in natura. Come se si trat- la di strano perché era normale seppelli-
di Kiev, in Ucraina, aveva- tasse di un oggetto o di un capo di bestiame. re i parenti tutti insieme, come nelle nostre
no nomi scandinavi. Una D’altra parte, proprio questa regola faceva sì “tombe di famiglia”. La cosa strana è, inve-
volta preso il controllo di che ogni schiavo rappresentasse un bene: quel- ce, che in ogni fossa ad alcuni scheletri manca-
nuove terre, vi si applicava li più forti, sani e robusti erano ricercati e vale- vano i crani. Erano quelli degli schiavi, sepolti
la struttura sociale vichin-
ga, basata sul clan guidato vano circa tre volte un bambino. con i loro padroni per servirli anche nel viag-
da un guerriero (nella foto, Considerata la condizione dello schiavo nel- gio verso l’oltretomba. t
un elmo dell’epoca). le società e nelle culture antiche (per esempio Matteo Sacco

88
La preghiera del guerriero
“Ecco là io vedo mio padre, ecco
là io vedo mia madre e le mie
sorelle e i miei fratelli, ecco là io
vedo tutti i miei parenti defunti,
dal principio alla fine. Ecco,
ora chiamano me, mi invitano
a prendere posto in mezzo a
loro nella sala del Valhalla,
dove l’impavido può vivere per
sempre”.
Queste parole venivano recitate da
ogni guerriero che si accingeva a
imbracciare la spada e lo scudo prima
di combattere. A loro era riservato
Di solito era il figlio del il Valhalla (l’aldilà dei guerrieri),
ALINARI/BRIDGEMAN

defunto a dar fuoco alla pira un luogo dove avrebbero banchettato


funeraria. La sua nudità con gli dèi e dove sarebbero scesi in
era simbolo di purezza. battaglia al fianco di Odino.

VERSO IL VALHALLA
Nel rito funebre di un nobile o di un grande guerriero
il morto, con il cavallo e le armi, era posto su una barca
che veniva incendiata e spinta al largo. Sulla
quale non potevano mancare cibo e vino.

IL MENU DEL FUNERALE IL FEDELE DESTRIERO


Il seppellimento in barca era sim- Il cavallo era sacrificato dopo
bolo del lungo viaggio verso l’al- la morte del padrone per ac-
dilà: i parenti vi mettevano pesce compagnarlo da Odino.
secco, latte di capra, frutta e vino.
SOL 90

ARSENALE
Il guerriero veniva
adagiato tra scudi di
diverse forme, spade,
asce e coltelli.

I DUE CADAVERI
Il morto veniva sdraiato
su lenzuola di cuoio con
l’elmo, la spada e la lancia
preferiti. Lo schiavo (in
questo caso, una schiava)
veniva lavato e vestito
dall’anziana del villaggio
prima del sacrificio. In alcu-
ni casi, veniva decapitato.
COSTUME

Vietato a chi?
Maria Callas a
Venezia nel 1957, in
una foto di Mario De
Biasi (1923-2013).
La Chiesa definì il
caffè “bevanda del
diavolo” e i sultani lo
vietarono alle donne.

90
Di conforto
Agli esordi della
Seconda guerra
mondiale, nel 1939,
alcune crocerossine
offrono caffè caldo
a soldati tedeschi in
partenza per il fronte.

A casa, al lavoro o al bar:


Miracolo in galleria
attorno a una buona tazza di Milano, 1957: i tavolini della
Galleria Vittorio Emanuele II,
caffè da secoli si chiacchiera e si restaurata dopo la guerra,
in un altro scatto di De Biasi.
socializza. Lo raccontano queste
foto, tra cui alcune d’autore
A cura di Anita Rubini

A domicilio
Berlino, 1931: quando
non c’erano i distributori
automatici, il caffè si
consegnava alla scrivania.
MARIO DE BIASI/MONDADORI PORTFOLIO (2)
ULLSTEIN BILD/GETTY IMAGES (2)
Alla turca
Cairo, Anni ’50:
davanti a un caffè
“turco”, preparato
con il pentolino di
rame. Già alla fine
del ’600 in città
si contavano 643
“case del caffè”,
che erano luoghi
d’incontro.

GETTY IMAGES (3)


Il caffè giunse in Europa nel ’600 e fu chiamato“vino d’Arabia”: i musulmani
CORBIS/GETTY IMAGES

Novità
La distribuzione automatica
entrò nelle fabbriche
ROGER VIOLLET/GETTY IMAGES

italiane negli Anni ’60. Nella


foto, un modello americano
del periodo.
92
Sosta
bollente
La nazionale
brasiliana di
calcio confortata
da un caffè caldo
nell’intervallo di
una partita. Erano
gli anni Cinquanta.

lo bevevano al posto dell’alcol: il nome arabo qahwa significa “eccitante”

Espresso
Avventori in un caffè
parigino nel 1937. In Italia
appena quattro anni prima
Alfonso Bialetti aveva
inventato la moka.

Tazza grande
La prima colazione negli
Usa degli Anni ’40. Tuttora
è il Paese con il record
di consumatori di caffè,
seguito dal Brasile.
I GRANDI TEMI
IL SECONDO IMPERO

NAPOLEONE III
ADOC/CONTRASTO

Tra feste di corte, guerre


coloniali, colossali opere
pubbliche e crinoline,
la Francia dal 1852
al 1870 voleva essere
la capitale del mondo.

Età dell’oro
Un banchetto al
teatro delle Tuileries
in un quadro del
1867. Qui sopra, foto
di famiglia al castello
di Compiègne:
in realtà si tratta di
un fotomontaggio
che raffigura
Napoleone III, la
moglie Eugenia
e il figlio.
INTANTO NEL MONDO

I
balli in costume alle Tuileries, dove la spregiudicata contes- FRANCIA ALTRI PAESI SOCIETÀ E CULTURA
sa di Castiglione volteggiava conquistando il cuore dell’im-
peratore. Le feste a Fontainebleau e a Saint Cloud, aperte a
chiunque avesse abbastanza denaro. Una tragica battaglia
tra francesi e prussiani che segnò la fine di un sogno imperiale. 1852
Il Secondo impero fu tutto questo: un ventennio di fasti, guerre, Harriet Beecher Stowe
conquiste, ma anche di cambiamenti nell’architettura e nel co- pubblica La Capanna
stume, di progresso e di censura. In un certo senso fu un’epoca dello zio Tom.
d’oro, che riuscì a ridare alla Francia, umiliata dalla Restaura-
zione dopo l’epopea napoleonica, un ruolo centrale in Europa. 1853 1853
L’IMPERO DELLE CONTRADDIZIONI. Protagonisti della rinascita fu- Scoppia la Guerra di Viene rappresenta-
rono Napoleone III, nipote del primo Bonaparte (era il figlio del Crimea (sopra): Fran- ta per la prima volta, al
fratello Luigi), la bellissima e biondissima imperatrice spagnola cia, Gran Bretagna, teatro La Fenice di Ve-
Eugenia de Montijo e uno stuolo di parenti, discendenti di Na- Regno di Sardegna nezia, la Traviata di Giu-
e Impero Ottoma- seppe Verdi, senza trop-
poleone I. L’avventura di Napoleone III iniziò nel dicembre del no contro la Russia. po successo.
1851, quando si fece proclamare imperatore con un “golpe par- Si concluderà con il
lamentare”. Il suo sarebbe stato un regno all’insegna di visto- Congresso di Pari-
se contraddizioni: moderno, ma autoritario e colonialista. Do- gi del 1856 e con un
po la conquista, nel 1853, della Nuova Caledonia (Oceania), nel ridimensionamen-
to dell’influenza della
1861 nacque una sorta di protettorato francese in Libano e ven- Russia sul Mar Nero.
ne occupata la Siria; nel 1863 venne imposto il protettorato sul-
la Cambogia, mentre l’Algeria era considerata un’estensione del- 1855 1856
la Francia oltre il Mediterraneo. Il 15 maggio si inau- Gustave Flaubert
gura a Parigi l’Esposi- pubblica il romanzo-
zione Universale che scandalo
viene onorata dal- Madame Bovary.
la visita della regina
Vittoria.

1858
Felice Orsini
(a destra) attenta al-
la vita di Napoleone
III: scaglia tre bombe
contro la carrozza im-
periale mentre i so-
vrani stanno andan-
do all’Opéra. Otto i
morti, ma Napole-
RMN/ALINARI

one ed Eugenia re-


stano illesi. Orsini
viene processato e
ghigliottinato.

Napoleone III attacca


il Vietnam (nel 1887
il Paese entrerà a far
parte dell’Indocina
francese, insieme alla
Cambogia e al Laos).

1859 1859
In Italia scoppia la Se- 1861 Viene pubblicata in
conda guerra di in- Viene proclamata l’U- Inghilterra L’origine
dipendenza in cui nità d’Italia (senza Ro- delle specie di Charles
la Francia scende ma e il Veneto). Darwin, subito tradotta
in campo a fianco in varie lingue (sopra).
del Regno di Sarde- Scoppia la Guerra di
gna contro l’Austria. secessione america-
Ne ricaverà Nizza e la na; si concluderà nel
Savoia. 1865 con la vittoria
dell’Unione contro i
Confederati del Sud.

95
I GRANDI TEMI
IL SECONDO IMPERO

ADOC/CONTRASTO (2)

Città nuova
Uno dei boulevard disegnati dall’urbanista Haussmann, in un
dipinto di Jean Béraud. A sinistra, dall’alto, la corte imperiale
a Fontainebleau nel 1860 (Napoleone III e il figlio sono sulla
gondola) e l’influente contessa di Castiglione.

L’imperatore
L’imperatore francese
francese riuscì
riuscì nel
nel grande
grande intento
intento di
di rivoluzionare
rivoluzionare la
la città
città con
con
Al suo interno, il Secondo impero dava pari dignità a borghe- eleganza rimase il Washington, che inaugurò la linea Le Havre-
si arricchiti e aristocratici, ma imponeva un’etichetta di corte de- New York nel 1864), la Banca di Francia aprì succursali ovunque
gna del Re Sole. E, pur proclamandosi papista, restava terra di e gli istituti di credito spuntavano come funghi.
libertini. NAPOLEONE “IL PICCOLO”. La restaurazione dell’impero, pro-
A mettere il turbo alla rinascita francese ci pensò lo sviluppo clamata il 2 dicembre 1852, accentrò tutto il potere nelle mani
dell’industria, vertiginoso soprattutto nel tessile e nell’acciaio, in dell’imperatore. Era Napoleone III a nominare i componenti del
Normandia e in Alsazia. La rete ferroviaria passò dai 2mila chi- governo, del consiglio di Stato e del senato. Il parlamento era
lometri del 1852 ai 17mila del 1870 (si andava da Parigi a Marsi- eletto a suffragio universale, ma non poteva prendere iniziative.
glia in 17 ore, un record per l’epoca); furono varati grandi tran- In pratica, era un contentino per i liberali. Questa anomalia man-
satlantici diretti negli Stati Uniti e in Brasile (famoso le furie una gloria nazionale, lo scrittore Victor Hugo:

E Haussmann “creò” Parigi


S e Parigi è come la vediamo
oggi in gran parte è merito
del barone Georges Hauss-
delle acque. L’operazione che
avrebbe rivoluzionato il volto
della capitale francese, eli-
colossale per molti. La città
non aveva subìto, fino ad allo-
ra, cambiamenti così radicali
di Vincennes. Poi si passò alle
stazioni ferroviarie: nel 1855
fu inaugurata la Gare de Lyon,
mann, prefetto della Senna. minando i vecchi e insalubri e non mancarono le critiche. dieci anni dopo, la Gare du
Napoleone III aveva grandi quartieri medioevali, ebbe Soprattutto quando, per dare Nord. Lo stile architettonico
progetti per la capitale: sta- in Haussmann un esecutore visibilità alla cattedrale di No- dei palazzi fu armonizzato e
zioni da cui partissero treni risoluto e poco sensibile al tre-Dame, furono demoliti gli sorsero il teatro dell’Opéra,
per tutta Europa, spazi verdi, fascino del passato. edifici che le stavano intorno. l’ospedale dell’Hôtel-Dieu, la
viali alberati con imponenti Business. Il programma di ri- I grandi boulevard, che tuttora Borsa, i mercati delle Halles.
palazzi. Senza tralasciare costruzione, deciso dallo Sta- sono la caratteristica di Parigi, E anche gli Champs-Élysées
rete fognaria, illuminazione to ma realizzato da impren- furono aperti allora, come i assunsero allora l’aspetto che
pubblica e canalizzazione ditori privati, fu un business parchi del Bois de Boulogne e vediamo ancora oggi.
INTANTO NEL MONDO

1863
Inizia la rivolta po- 1862
lacca contro la Rus- Victor Hugo pubblica
1864 sia che si concluderà il romanzo I miserabili.
Parte la spedizione nel 1865.
francese che porterà
alla proclamazione di 1865
Massimiliano d’Asbur- Claude Bernard pub-
go (sotto) imperatore blica l’Introduction
del Messico. Nel 1867 à la médicine expéri-
Massimiliano vie- mentale, testo fon-
ne fucilato e nasce la damentale per la
repubblica. sperimentazione
scientifica.

Lev Tolstoj pubblica la


prima parte di Guer-
ra e Pace sulla rivista
Russkij Vestnik.

1866 1866
Nasce la Confede- Johann Strauss figlio
razione tedesca del compone il celebre
Nord, primo passo valzer Sul bel Danu-
verso l’unificazione bio blu.
della Germania.
RMN/ALINARI

L’Italia scende in
guerra accanto al-
la Prussia contro l’Au-
stria (Terza guerra di
indipendenza), gua-
un sistema di finanziamenti privati dagnando l’annessio-
ne del Veneto.
“Dopo l’Augusto, l’Augustolo! E che, per il fatto che abbiamo avu-
to Napoleone il Grande, adesso dobbiamo avere Napoleone il Pic- 1867 1867
colo?”. Per lui rimase sempre, in senso dispregiativo, Napoléon Nasce l’impero au- Émile Zola pubbli-
le Petit (peraltro l’uomo in questione superava di poco il metro stro-ungarico. L’Un- ca il romanzo realista
e sessanta). La libertà di stampa non esisteva: anche se nel 1861 gheria ottiene il ri- Thérèse Raquin.
conoscimento di
in Francia circolavano 25 giornali per un totale di 225mila copie Stato pur sotto la so- L’impressionista
al giorno, come i libri erano soggetti a censura. vranità di Francesco Monet dipinge le
FEMMES FATALES. I “lustrini” del Secondo impero riuscirono co- Giuseppe. Femmes au jardin.
munque a nascondere le ombre del regno. Se sul fronte dell’e-
mancipazione femminile l’imperatrice Eugenia ottenne l’ammis-
1868
sione delle donne nei pubblici uffici, a segnare quell’età spumeg- In Giappone la dina-
giante furono donne che “facevano tendenza”. Come la contessa 1870 stia imperiale Meiji si
Walewska (cognome polacco ma fiorentina, nata Ricci e moglie La Francia dichiara apre alla rivoluzione
del ministro degli Esteri, nonché amante dell’imperatore), la prin- guerra alla Prussia. La industriale, vengono
cipessa di Metternich, la contessa di Castiglione (la più celebre sconfitta dei france- aboliti i diritti feudali
si a Sedan (sotto) pro- e viene adottata una
amante regale). A loro si aggiungevano le “grandi orizzontali”, le voca la fine del Se- costituzione simile a
cortigiane che dominavano la scena nei salotti parigini. condo impero. quella prussiana.
La vita di corte scorreva fra teatri, salotti, balli, corse di caval-
li e stazioni termali. Il tempo era scandito da sontuose feste nel-
le residenze imperiali: le Tuileries, Compiègne, Saint Cloud (di-
strutto nel 1870 durante la Guerra franco-prussiana), villa Eu-
genia a Biarritz (oggi un hotel) e Fontainebleau con il lago dove
stazionava una gondola con gondoliere fatta venire da Venezia.
A corte vigeva un cerimoniale complicato, che contrastava con
la facilità di accesso alle feste: erano ammessi aristocratici e am-
97
I GRANDI TEMI
IL SECONDO IMPERO
La fine del Secondo impero fu segnata da una guerra, contro i prussiani. Il
basciatori, letterati e artisti, ma anche gente che aveva fatto i sol- selezionati per categoria: diplomatica, militare, artistica, monda-
di con l’industria e le banche. L’impero si celebrava in una fe- na, aristocratica; circa 80 per volta. Si trattenevano quattro giorni
sta continua e propagava i suoi costumi dall’alto verso il basso: ballando al suono della pianola, facendo giochi di società, sciara-
i borghesi imitavano gli aristocratici; il popolo, a sua volta, face- de, quadri viventi. Di queste serate i giornali parigini davano am-
va di tutto per assomigliare alla borghesia. pi resoconti e la borghesia cercava di imitare i divertimenti degli
CALENDARIO FESTAIOLO. Alle Tuileries (palazzo poi bruciato du- aristocratici. Così l’impero con una furba operazione di marke-
rante la Comune di Parigi, nel 1871) si tenevano i ricevimenti per ting manteneva il consenso e favoriva l’identificazione del po-
Capodanno, Carnevale, l’apertura dell’attività legislativa e Fer- polo con la coppia regnante.
ragosto (data di nascita di Napoleone I), con migliaia di invitati. IL PARADISO DEL COMMERCIO. Il Secondo impero fu anche l’epo-
Le signore arrivavano scortate dalla servitù carica di bauli per- ca in cui nacque l’alta moda. Il merito fu di Paolina di Metter-
ché ci si cambiava d’abito più volte nel corso della serata e per nich, nipote del principe Clemente di Metternich, bruttina ma
Capodanno era d’obbligo il mantello di corte, un lungo strasci- colta, affascinante, e amica di Eugenia. Si deve a lei la scoperta
co della stessa stoffa del vestito. di un sarto inglese, Charles Worth, che divenne il fornitore uffi-
Più informali (si fa per dire) erano i “lunedì dell’imperatrice” ciale dell’imperatrice, nonché ricchissimo e famoso. A Milano in
per 500 persone, che si tenevano nel Salone blu e spesso era- quegli anni il Corriere delle dame scriveva di lui: “A Parigi in via
no in costume: nel febbraio del 1857 la contessa di Castiglione della Pace risiede un certo inglese di una reputazione molto este-
si presentò vestita da “dama di cuori”, in mussola bianca sulla sa nel mondo dei crinolini [sic]. Egli ha creato un’arte, cioè quel-
quale erano sparsi cuori rossi. Quel costume voleva alludere al la di serrare la cintura delle signore con una precisione incompa-
legame d’amore che la incatenava a Napoleone III. rabile e sconosciuta fin ad ora”. La crinolina era diventata una
Al castello di Compiégne dove la Corte passava l’autunno or- gabbia composta di cerchi di osso di balena e vimini, capace di
ganizzando grandi cacce in mezzo ai boschi, gli ospiti erano sostenere le ampie gonne che fecero per anni
la fortuna delle seterie di Lione: si arrive-
rà al punto che per confezionarne una
erano necessari 30 metri di stoffa.
Moda ed economia del resto
si stavano intrecciando.
LESSING/CONTRASTO

98
conflitto si rivelò un disastro francese
Nacquero infatti in quel periodo i grandi magazzini, come La
Samaritaine (1870). Non erano proprio a buon mercato, ma il
crollo dei prezzi del cotone, grazie all’incremento della produ-
zione tessile innescato dalla rivoluzione industriale, permise di
creare tessuti stampati, alla portata di quasi tutte le donne: una
moda “democratica”. E proprio la voglia della borghesia di vive-
re secondo la grandeur dettata dalla corte lanciò l’altro settore
tutto francese: la cucina. Nel 1868 Urban Dubois, il primo gran-

GETTY IMAGES
de chef d’Oltralpe, pubblicò Cuisine de tous les pays, études co-
smopolites, libro base della cucina francese. Insomma, molto di
quello che oggi consideriamo tipicamente francese è un’eredità
del Secondo impero. Suez, l’ultimo successo imperiale
INESORABILE DECLINO. Nella seconda metà degli anni Sessanta
del secolo, questa ubriacatura sembrò fermarsi. Molte, troppe,
ombre cominciarono ad addensarsi sull’impero. L’impegno di
L’ inaugurazione del Canale
di Suez avvenne il 17 no-
vembre del 1869 sulle note
sapevo più contenere, esulta-
vo... E un anno dopo eravamo
spodestati!”.
Napoleone III nelle costose guerre d’indipendenza italiane aveva della Marcia egizia composta Dispendioso. L’apertura
fatto perdere consensi, la questione romana alienava le simpa- per l’occasione da Johann del canale che collegava il
tie dei cattolici, le richieste di liberalizzazione della vita politica Strauss figlio, alla presenza Mar Mediterraneo al Mar
dell’imperatrice Eugenia (la Rosso e da lì all’oceano India-
erano prepotenti e il tentativo coloniale in Messico si era conclu-
Francia era insieme all’Egitto no, fu l’ultimo grande suc-
so nel sangue, con la fucilazione dell’arciduca Massimiliano d’A- finanziatrice dell’impresa), cesso del Secondo impero.
sburgo. Napoleone III tentò, con grande difficoltà e tiepidamen- che così la raccontò anni Il progetto, in realtà, era di
te, il passaggio a una monarchia parlamentare. Ma gli scioperi dopo al diplomatico Maurice un italiano, l’ingegnere Luigi
e le proteste divennero sempre più frequenti e violenti. L’ultima Paléologue: “Sotto il cielo Negrelli (trentino, quindi
d’Egitto, una magia di luce… all’epoca cittadino austria-
speranza, ancora una volta, fu una guerra: l’idea che il conflit-
Cinquanta navi mi aspet- co). Ma il diplomatico fran-
to con la Prussia potesse ridare lustro e vigore all’impero, soste- tavano all’entrata del lago cese Ferdinand de Lesseps
nuta da Eugenia, sembrò convincente. Ma fu il canto del cigno. Timsah. Il mio yacht, l’Aquila, aveva comprato da lui piani
Su quel campo di battaglia di Sedan la Francia fu sconfitta e il aprì il corteo: seguivano quelli e studi per iniziare i lavori,
re imprigionato. Subito a Parigi la folla proclamò la repubblica e del kedivé (il viceré d’Egitto, nel 1859. Il canale, costato il
ndr), dell’imperatore France- doppio del preventivo origi-
l’imperatrice Eugenia riuscì a raggiungere l’Inghilterra. Clamo-
sco Giuseppe, del principe di nale, era lungo 164 chilome-
rosa l’ascesa, altrettanto clamorosa la caduta. t Prussia Federico, del principe tri, aveva una larghezza di
Franca Porciani Enrico d’Olanda. Lo spettacolo 53 metri e una profondità di
era così prodigiosamente 8. Nell’agosto dell’anno scor-
magnifico, e proclamava così so è stato inaugurato il suo
La disfatta altamente la grandezza del raddoppio, un’imponente
Palazzo Borbone a Parigi (attuale sede regime francese, che io non mi opera di allargamento.
dell’Assemblea Nazionale)
il 4 settembre 1870. È appena arrivata

BPK/SCALA
la notizia della sconfitta dell’esercito
francese a Sedan. Con le ore contate
Napoleone III a cavallo a
Sedan, pochi giorni prima
della sconfitta francese
e della sua cattura.
SPECIALE OLIMPIADI

Tiro alla fune


e altre stranezze A cura di Aldo Bacci

Le discipline tutte da ridere (ma anche discutibili) che hanno fatto


capolino nelle prime edizioni delle Olimpiadi moderne. Per poi sparire.

BETTMANN ARCHIVE/GETTY IMAGES


TIRO ALLA FUNE PER CAMPIONI
Anversa 1920: il Regno Unito
(medaglia d’oro) sfida gli Usa.
Partecipò anche l’Italia.

Tiro alla fune della discordia


Alla gara prendevano parte non solo le nazionali, ma
anche squadre miste, come quella formata da danesi e Palla basca
svedesi che vinse la prima edizione nel 1900, a Parigi. Le
squadre erano composte da un numero variabile di atleti:
si passò da 6 (Parigi 1900) a 5 (Saint Louis 1904) a) e a
L a palla ba ca (pelota o pilota
basca) eso ord dì ai Giochi di
Parigi 1900, dove il 14 giugno
8 atleti (Londra 1908, Stoccolma 1912, Anversa 1920). Il si sfidarono solo le sq adre di
tiro alla fune ha un primato storico: in questa disciplina Spagna e Fran n
ncia. A uscirne
nel 1900 gareggiò il primo atleta olimpico di colore. E vincitore fu ill duo iberico.
sempre in questa gara, nel 1908, ci fu una delle prime La specialità p prescelta
contestazioni: colpa delle scarpe chiodate della squadra fra le molte varianti
a
della polizia di Liverpool, che favorivano gli inglesi e fu la jai alai ((iin
provocarono l’abbandono per protesta degli statunitensi. basco “festa felice”)
e
o cesta punta,
praticata con unau specie
di “cucchiaio” di vimini
Scherma con il bastone a forma affusolata,
o detto
chìstera. All’eeppoca questo
D i origine italiana e rinascimentale, rilanciata in
Francia nell’Ottocento, anche grazie agli scritti
cinquecenteschi del maestro bolognese Achille Marozzo,
sport era molto popolare
e legato a grosses
scommesse:
questa disciplina entrò nel programma olimpico solo
la sua
a Saint Louis nel 1904. A trionfare fu lo schermidore
successiva PELOTA OLIMPICA
statunitense Albertson Van Zo Post, che però in alcune
esclusione daaii Giochi fu dovuta In posa con la
classifiche è menzionato come cubano. Lo sport, detto chìstera a Parigi
all’eccesso di professionismo.
p
anche “canna da passeggio”, consisteva nell’uso di un 1900.
bastone come arma, con tecniche schermistiche.

100
POPPERFOTO/GETTY IMAGES

Pallacorda
L a pallacorda è forse più famosa per i suoi
significati storici che per gli eventi sportivi:
nella Sala della Pallacorda a Parigi si tenne, nel
1789, il giuramento che segnò l’inizio della
Rivoluzione francese. Ma nel curriculum di questa
disciplina ci sono anche due edizioni olimpiche.
A Parigi 1900 gareggiarono solo squadre francesi,
sei contro sei e quattro contro quattro. A Londra
1908 invece nessun francese, ma 9 britannici e
due statunitensi (tra cui il vincitore) in un’unica
gara di singolare.
Nata forse nel XIII secolo e nota anche con i nomi
di trincotto e jeu de paume (“gioco di palmo di
mano”, poiché inizialmente i giocatori colpivano
la palla col palmo della mano protetta da un
guanto), ha dato origine a molti sport, tra cui il
tennis. È stata anche una delle prime discipline
professionistiche, già cinque secoli fa.

Nuoto a ostacoli
CRUDELTÀ SPORTIVA
L’australiano Donald
F u un tratto della Senna a essere attrezzato per
questa bizzarra competizione di Parigi 1900. I
12 nuotatori in gara, provenienti da cinque nazioni,
MacIntosh, bronzo a Parigi
1900 con 18 uccelli uccisi. dovevano percorrere 200 metri lungo i quali dovevano
arrampicarsi su una pertica, superare una fila di barche
salendovi da un lato e tuffandosi dall’altro e infine
Tiro al piccione superare altre imbarcazioni nuotando sott’acqua. Vinse

Q uesto cruento sport, presente ai Giochi olimpici


di Parigi (era anche il debutto del tiro a volo),
consisteva nell’uccidere quanti più piccioni possibile
l’australiano Frederick Lane davanti a un austriaco e a
un britannico.

nel tempo stabilito. Chi sbagliava due tiri veniva


eliminato. Vinse un belga, con 21 punti segnati. Fu
l’unico caso (la gara non si ripeté più) in cui alle
Olimpiadi furono uccisi volontariamente animali. Croquet
Molti termini del tiro a volo sono presi da questa Sette uomini e tre donne (tutti
disciplina: trap (usato per indicare il tiro classico) francesi) parteciparono alle tre
deriva dalle cassette dove si tenevano i piccioni, pull gare di croquet che si tennero
(il “tira!” urlato dall’atleta per far lanciare il piattello) a Parigi nel 1900 (a destra):
voleva dire tirare la cordicella che liberava l’animale. singolo a una palla, singolo
E il piattello si chiama anche “piccione d’argilla”. a due palle e doppio erano le
specialità. Secondo gli storici,
il croquet, che fu codificato
definitivamente a metà ’800
Salto in alto e in lungo a cavallo in Inghilterra, trae origine
dalla pallamaglio, un gioco
È in questa disciplina comparsa una sola volta (Parigi
1900) che l’Italia vanta il primo oro olimpico della
sua storia: lo vinse il conte Gian Giorgio Trissino, che
napoletano del Trecento. A sua
volta dal croquet derivano il golf e anche il biliardo.
Scopo del gioco è segnare punti facendo passare
conquistò anche un argento, montando il cavallo Oreste.
una palla, colpita da una mazza, sotto alcune
Non si trattava del classico percorso a ostacoli, ma di gare
piccole porte. Queste ultime formano un percorso,
di salto in alto e salto in lungo a cavallo. In quell’edizione
al termine del quale si deve colpire un picchetto
era la prima volta che l’equitazione partecipava ai Giochi
posto al centro del campo.
olimpici, dove tra l’altro sarebbe tornata solo nel 1912, per
rimanerci stabilmente.

101
SPECIALE OLIMPIADI

ESORDIO
COL BOTTO
Thorpe iniziò giocando
a football americano per
le scuole dell’Oklahoma,
che se lo contendevano
nelle loro squadre
offrendogli qualche
soldo.
BETTMANN ARCHIVE/GETTY IMAGES COLORE M. ANGIOI
OLYCOM
Jim Thorpe nacque in una riserva e diventò “l’atleta
più forte del mondo” a Stoccolma 1912. Poi lo
accusarono di professionismo e gli tolsero le medaglie

L’indiano

TUTTO
Una vita da cinema
Sotto, la gara di lancio del
peso di Thorpe alle Olimpiadi
di Stoccolma nel 1912. Sulla
vita dell’atleta fu girato nel
1951 anche un film (sopra, la
locandina americana). Nei panni
di Thorpe, l’attore Burt Lancaster.

L
a leggenda racconta che nacque un
giorno di maggio del 1887 in una ri-
serva indiana dell’Oklahoma. Men-
tre veniva al mondo il Sole illuminò
l’interno della capanna dei genitori con una
lama di luce: per questo lo chiamarono Wa-
Tho-Huk, “Sentiero lucente” in lingua algon-
china. Ebbe, però, anche un nome da “bian-
co”, Jim Thorpe, perché suo padre era metà
irlandese e desiderava che il figlio potesse vi-
vere in mezzo ai “visi pallidi”.
Essere un mezzosangue indiano significa-
va, però, avere ben poche speranze nella socie-
tà americana dell’epoca. Si viveva alla giorna-
ta, di piccoli lavori, oppure si annegava il tem-
po nell’alcol. “Sentiero lucente” però aveva do-
ti atletiche straordinarie. Riusciva a primeggiare
nel football americano e nel baseball e la prima
volta che si cimentò nel salto in alto superò i
175 centimetri di altezza senza neppure togliersi
i pantaloni di tutti i giorni. Le squadre scolasti-
che dell’Oklahoma cominciarono a contenderse-
lo e Jim comprese che i suoi muscoli potevano
regalargli un destino diverso, migliore di quel-
lo riservato alla maggior parte dei nativi ameri-
cani. Prese a gareggiare ovunque e anche a ra-
cimolare qualche decina di dollari di ingaggio.
Ancora non sapeva che quei pochi spiccioli gli
sarebbero costati cari.
BETTMANN ARCHIVE

LA STELLA DI STOCCOLMA. La grande occasio-


ne per Thorpe giunse con le Olimpiadi di Stoc-
colma, le quinte della storia moderna, previ-
103
CORBIS/GETTY IMAGES

Atleta a tutto
tondo
Salto in lungo a
Stoccolma 1912:
Thorpe gareggiò
anche nel salto in alto,
nel pentathlon e nel
decathlon.

L’accusa di professionismo cendo quattro o prove su cinque, mentre nel de-


cathlon si piaazzò nei primi quattro in tutte e
gli causò il ritiro di tutte dieci le prov ve disputate. Gli avversari finiro-
no a distanze abissali nel punteggio fina-
le medaglie olimpiche. le. Arrivò anche quarto nella gara di sal-
Trent’anni dopo la sua n alto e settimo nel lungo. L’Olim-
to in
piadde era ai suoi piedi e ricevette un
morte, nel 1983, furono premmio speciale dallo zar Nicola II di
Russia. Durante la consegna delle meda-
restituite ai figli di Svezia, Gustavo V, lo salutò di-
glie il re d
cendogli: “Signore, lei è il più grande atleta
del mondo””. E Jim, che poco si intendeva di
cerimonialii e bon ton, rispose semplicemen-
te: “Grazie, signor re”.
EROE
In Americca lo aspettava una parata trionfale
ALLA BASE
a Broadway e l’impressione di vivere in un so-
“Sentiero lucente” (è il
nome di Thorpe in lingua gno, come racccontò lo stesso Thorpe anni dopo:
algonchina) eccelleva “Sentivo la geente urlare il mio nome, e non riu-
anche nel baseball. Qui è scivo a capiree come una persona potesse avere
con la maglia dei New così tanti amiici”. Era diventato un eroe a stelle
York Giants, e strisce, l’eseempio di un possibile riscatto per i
nel 1914.
nativi americaani delle riserve. Fu però una bre-
ve illusione: il sogno americano non era ancora
fatto per un in ndiano delle riserve.
ste tra maggio e luglio del 1912. PER UN PUGNO DI DOLLARI. In quegli anni era
Jim non si dedicava con assi- prevista un riggida (e ipocrita) divisione tra atleti
duità all’atletica leggera. Pre- dilettanti e professionisti.
p I dilettanti erano i
feriva gli sport di squadra, “puri” a cui erano
e riservate le Olimpiadi e nel
ma si qualificò ugualmente gennaio 1913 circolò la notizia che Thorpe, pri-
per le gare di salto in lun- ma di Stoccollma, aveva giocato a baseball per
go, salto in alto, pentath- denaro. La so omma in questione era misera, po-
lon e decathlon. In que- chi dollari, e la segnalazione tardiva perché il
ste ultime due discipline regolamento prevedeva che le irregolarità ve-
si gareggiava rispettivamen- nissero denun nciate entro trenta giorni dalla fi-
te in cinque e dieci prove tipiche ne dei Giochi.
dell’atletica – dai salti alla velocità pas- Thorpe si illluse che bastasse la sincerità per
sando per il mezzofondo – e a emergere chiarire la su ua posizione. Scrisse una lettera
GETTY IMAGES

era l’atleta più completo. “Sentiero lucente” aperta: “Sperro di essere parzialmente scusato
era quell’atleta: nel pentathlon dominò, vin- dal fatto di esssere stato solo un povero studente
AP/ANSA
indiano e di non saperne abbastanza su tutte
queste cose. Infatti, non sapevo di fare qual-
cosa di sbagliato, perché facevo quello che
moltissimi studenti come me avevano fatto,
semplicemente non usando il loro vero nome”.
Con il suo disarmante candore mostrò che il
“re era nudo”: erano tanti gli olimpionici che
avevano intascato compensi professionisti-
ci contando sulla “distrazione” dei dirigenti
e su identità fittizie. La lettera, però, firmò la
sua condanna e il Comitato olimpico in-
ternazionale gli tolse vittorie e meda-
glie. “Sentiero lucente” protestò
ma non gli rimase che buttarsi RITORNO
veramente nello sport profes- ALLE ORIGINI
sionistico, giocando a football Thorpe, a sinistra, viene
americano e a baseball fino a accolto da un gruppo
oltre quarant’anni. di indiani d’America in
una riserva vicino a
VERSO IL TRAMONTO. Alla fine St. Petersburg, in
degli anni Venti la sua parabola Florida.
di atleta declinò, i soldi finirono
in fretta anche per la crisi economi-
ca che aveva messo in ginocchio gli Sta-
ti Uniti nel 1929. L’amarezza prese il soprav-
vento. L’ex eroe di Stoccolma ormai era co-
stretto ad accettare lavoretti: muratore, mari-
naio, buttafuori, cowboy nei rodei e comparsa
in western di serie C, naturalmente nel ruolo
del “pellerossa”. Cosa poteva pretendere, in
fondo, un mezzosangue nato in una riserva?
Thorpe cominciò a bere. Si ridusse a vivere
in una squallida roulotte non lontano da Los
Angeles e non servì a risollevarlo neppure la
decisione dei giornalisti sportivi americani di
proclamarlo, nel 1950, miglior atleta della pri-
ma metà del XX secolo. Non lo consolò nem-
meno, nel 1951, il film Jim Thorpe-All Ame-
rican (in italiano, Pelle di rame) con il divo
Burt Lancaster che vestiva i suoi panni. Thor-
pe non ci guadagnò un soldo: aveva venduto
i diritti sulla sua biografia nel 1931, per 1.500
dollari. Una miseria.
Viveva oramai di beneficenza quando morì
nel 1953, distrutto dall’alcol e con il marchio
del “pellerossa che aveva barato”. Il governa-
tore dell’Oklahoma negò il permesso di eriger-
gli un monumento e allora le sue spoglie furo-
no acquistate da una piccola città della Penn-
sylvania, Mauch Chunk. Le autorità stavano
cercando un modo per attirare turisti, rinomi-
narono la loro cittadina Jim Thorpe e punta-
rono sul mito di “Sentiero lucente”. Fu una
scommessa fortunata: trent’anni dopo la mor-
BETTMANN ARCHIVE/GETTY IMAGES

te, nel 1983, il Comitato olimpico internazio- Onori e gloria a termine


nale riabilitò Thorpe e riconsegnò ai figli le
Il sindaco di New York William Jay Gaynor
medaglie del 1912. Quel giorno, finalmente, si congratula con Thorpe per le vittorie ai
il Sole tornò a lambire, per sempre, il sentiero Giochi di Stoccolma del 1912. In seguito
del più grande atleta del mondo. t le medaglie gli furono però ritirate.
Roberto Roveda

105
SPECIALE OLIMPIADI

I Giochi della
DISCORDIA
Altro che tregua olimpica! Tra risse, boicottaggi, attentati (ma anche
proteste pacifiche), pochi eventi garantiscono altrettanta visibilità
POPPERFOTO/GETTY IMAGES

106
O
limpiadi di Città del Messi- magine, però, fa il giro del mondo e di- Germania, era all’epoca tra i maggiori pro-
co, 17 ottobre 1968, premia- venta uno dei simboli dell’eterno intrec- tagonisti della Grande guerra che stava di-
zione dei 200 metri piani. Sul cio tra sport e politica. laniando l’Europa ed era quindi impossibi-
primo e sul terzo gradino del ORIGINI TRADITE. Sebbene la Carta Olim- le organizzare la manifestazione sportiva,
podio salgono due velocisti afroamerica- pica vieti ogni “dimostrazione o propagan- così come avverrà poi durante la Secon-
ni: Tommie Smith e John Carlos. Men- da politica, religiosa o razziale”, le Olim- da guerra mondiale, quando salteranno
tre nell’aria risuona l’inno statunitense piadi sono state spesso la cassa di risonan- le edizioni di Tokyo 1940 e Londra 1944.
e sventola la bandiera a stelle e strisce, za di questioni extra-sportive: manifesta- E pensare che nell’antichità era la guer-
i due abbassano lo sguardo a terra e al- zioni di protesta, episodi di terrorismo e ra a doversi fermare, non gli atleti. In Gre-
zano in cielo un pugno chiuso, guantato boicottaggi ai Giochi sotto forma di assen- cia, tra l’VIII e il IV secolo a.C., durante
di nero. È un omaggio al “Black Power”, ze clamorose. Senza contare che le guerre i Giochi che si tenevano a Olimpia, vige-
il movimento per i diritti civili dei ne- del XX secolo hanno provocato la cancel- va infatti una tregua che sospendeva ogni
ri negli Usa, ma il gesto più forte è l’ol- lazione di diverse edizioni. conflitto tra le città-Stato partecipanti. Era
traggio alla bandiera, che costerà ai due La prima Olimpiade sospesa per guerra vietato mettere in pericolo atleti e spetta-
atleti l’espulsione dal- fu quella di Berlino 1916, sesta dei Giochi tori diretti all’evento, costretti di volta in
la squadra ameri- olimpici moderni che avevano preso il via volta ad attraversare territori nemici. «Per
cana. La loro im- nel 1896 ad Atene. Il Paese ospitante, la comprendere il significato e l’importanza
OLIMPIADI
“ARIANE”
1936: Hitler voleva Diritti civili sul podio
celebrare la Messico 1968: gli atleti Tommie Smith e John
superiorità Carlos sul podio fanno, occhi a terra, il saluto
ariana del movimento nero “Black Power”. A sinistra, la
cerimonia di apertura a Berlino, nel 1936.
GETTY IMAGES
Le Olimpiadi si sono fermate a causa delle due guerre mondiali. Nella Grecia
di tale tregua bisogna tenere in conside- l’Ungheria, che aveva tentato di sfuggire dolo al volto, il che scatenò la furia dei ti-
razione che i Giochi olimpici, celebrati in all’orbita sovietica. fosi delle due squadre. L’incontro è passa-
onore di Zeus, erano soprattutto un even- «Gli egiziani scelsero a quel punto di to alle cronache come il “bagno di sangue
to sacro», spiega Nicola Sbetti, autore del non partecipare ai Giochi per protestare di Melbourne”. In realtà non ci fu un ve-
volume Giochi di potere. Olimpiadi e poli- contro gli israeliani, così come fecero Liba- ro spargimento di sangue (a parte le ferite
tica da Atene a Londra, 1896-2012 (Mon- no e Iraq. In parallelo, per manifestare dis- dell’ungherese): la polizia intervenne su-
dadori). «Era dunque necessario preser- senso contro i sovietici, diedero forfait l’O- bito per sedare la rissa e la partita si con-
varli garantendo il silenzio delle armi. Va landa, la Spagna e la Svizzera», riprende cluse con la vittoria dell’Ungheria.
detto però che la tregua non coinvolgeva Sbetti. «Il Cio, il Comitato olimpico inter- MASSACRO A MONACO. Ben più pesante fu
l’intero territorio greco, ma soltanto l’a- nazionale, criticò queste assenze ma non il clima che si respirò a Monaco di Bavie-
rea geografica utile a garantire il regola- prese provvedimenti di alcun tipo. In que- ra nel 1972. Il 5 settembre il terrorismo, in
re svolgimento della manifestazione». In sto modo, contribuì indirettamente a legit- cerca di un’azione clamorosa davanti alle
ogni caso, due millenni più tardi, di que- timare i boicottaggi che segnarono in se- televisioni di tutto il mondo, ebbe la me-
sta tregua non rimarrà che il mito. guito la storia olimpica». glio sui Giochi. Otto estremisti dell’orga-
RISSA IN VASCA. Dopo le due guerre mon- A Melbourne le tensioni internaziona- nizzazione palestinese Settembre Nero as-
diali la politica tornò a inquinare la storia li scoppiarono fin dentro le competizio- sassinarono in un assalto due atleti israe-
olimpica in occasione dei Giochi di Mel- ni. La partita di pallanuoto tra Ungheria e liani e ne sequestrarono nove.
bourne 1956. Prima del loro inizio, due Urss si trasformò in una battaglia fra oc- Dopo aver chiesto invano la liberazione
eventi avevano scosso la geopolitica mon- cupanti sovietici e patrioti ungheresi. A un di alcuni detenuti nelle carceri israeliane,
diale: Israele, con il sostegno di Francia e certo punto il capitano ungherese, Erwin minacciarono di uccidere uno a uno tutti
Inghilterra, aveva invaso l’Egitto, colpe- Zador, per vendicare il suo Paese invaso gli ostaggi. Finì, quella volta davvero, in
vole di aver nazionalizzato il Canale di dai carri armati dell’Urss sferrò un pugno un bagno di sangue: l’azione delle forze
Suez. L’Urss aveva fatto altrettanto con a un giocatore russo. Questi rispose feren- speciali tedesche provocò la morte di tutti

Rivali amici
L’americano Jessie Owens
medaglia d’oro nel salto in
lungo (oltre che nei 100,
200 e staffetta 4x100) con
il rivale tedesco Luz Long
(medaglia d’argento) alle
Olimpiadi di Berlino 1936.
Fu l’inizio di una lunga
amicizia, al di là della
politica.

C RON OLOGI A
Anversa 1920. A Parigi 1924. Germa- Berlino 1936. Nelle Tokyo 1940 e
Politica causa della I guerra
mondiale molti Pae-
nia assente, a causa
dell’occupazione
“Olimpiadi di Hitler”
i trionfi dell’atleta
Londra 1944. Non
disputate, causa II
e Olimpiadi si non partecipano. francese della Ruhr. nero Jesse Owens. guerra mondiale.

108
antica, invece, si fermava la guerra per i Giochi
gli atleti israeliani, di cinque terroristi pa- la fine dell’apartheid, nel 1992, come ri-
lestinesi e di un poliziotto tedesco. torsione per le sue leggi sulla segre-
PALCOSCENICO PER TUTTE LE CAUSE. Per- gazione razziale. E 12 anni dopo
ché tante tensioni intorno agli stadi olim- il tema era ancora così sensibile ORRORE
pici, luoghi che dovrebbero essere il tem- che a Montreal 1976 molte na- IN DIRETTA
pio della pace e della sportività? Sempli- zioni africane si rifiutarono di
1972: 8 estremisti
ce: pochi altri eventi garantiscono una vi- presentarsi al via, in segno di
palestinesi
sibilità globale paragonabile. protesta per la presenza del-
uccidono 11 atleti
Lo sapevano bene anche gli attivisti per la Nuova Zelanda. La sua col-
israeliani
i diritti civili dei neri, a Città del Messico pa? Avere inviato gli All Blacks
1968. Alla vigilia, alcuni atleti afroameri- – la squadra nazionale di rugby –
cani, per manifestare contro il razzismo, in tour nel Sudafrica dell’apartheid.
diedero vita all’Olympic Project for Hu- Tre decenni prima, un altro atleta di co-
man Rights (Ophr), organizzazione che lore, statunitense, aveva fatto parlare di
mirava a boicottare le Olimpiadi. Mancò sé mandando di traverso ai nazisti i Gio-
l’obiettivo, ma ottenne i pugni chiusi di chi di Berlino 1936. Si chiamava Jesse
Smith e Carlos. Owens. Le sue quattro vittorie smentiro-
E se in Australia e in Germania era sta- no clamorosamente la tanto sbandierata
to il dissenso politico a rovinare la festa supremazia degli atleti ariani. E creò non
olimpica, ai Giochi di Tokyo 1964 fu nuo- poco imbarazzo a Hitler, che vedeva in
vamente il razzismo a “invadere il cam- quelle Olimpiadi l’occasione per celebra-
po”. Quell’anno il Sudafrica fu escluso re i fasti del Reich millenario e la superio-
dalle competizioni, e tale rimase fino al- rità della razza ariana.

Mascotte
L’orsetto Misha, mascotte dei Giochi di Mosca GETTY IMAGES (3)

’80. A destra, alcuni momenti del sequestro


degli atleti israeliani a Monaco 1972.
BETTMANN ARCHIVE/GETTY IMAGES

AFP/GETTY IMAGES

Londra 1948. Melbourne 1956. Tokyo 1964. A cau- Città del Messico Monaco 1972.
Assenti le nazioni Rissa tra ungheresi e sa dell’apartheid, 1968. Smith e Car- Estremisti palestine-
responsabili del II sovietici per invasio- il Sudafrica viene los omaggiano il si uccidono undici
conflitto mondiale. ne dell’Ungheria. escluso dai Giochi. “Black Power”. atleti israeliani.

109
Nelle ultime edizioni i “temi caldi” sono stati la violazione dei diritti
in Cina, il conflitto nel Medio Oriente e, quest’anno, i profughi siriani
GUERRA FREDDA IN PISTA. «Chi per molto contro gli Stati Uniti. Il clima di scon- altri boicottaggi, quello statunitense si ri-
tempo non rischiò brutte figure fu l’Urss, tro tra Urss e Usa, tra “l’impero del ma- velò di scarsa efficacia», continua lo sto-
che non partecipò ai Giochi fino al 1952, le” comunista e gli “sfruttatori imperiali- rico. «L’unico risultato fu la “vendetta”
poiché li giudicava un’istituzione “bor- sti” è reso bene dalla serie di ripicche alle sovietica a Los Angeles 1984, boicottate
ghese”», spiega Sbetti. «Il blocco orien- Olimpiadi degli Anni ’80. Defezioni a ca- anche da altri Paesi comunisti, come la
tale organizzava delle proprie competi- tena colpirono l’edizione di Mosca 1980, Germania Est. In tal modo venne peraltro
zioni alternative, le Spartachiadi (v. ri- disertata dagli americani e da decine di meno la partecipazione di numerosi atleti
quadro in basso)». Che cosa cambiò nel Paesi della Nato in polemica con l’inva- abituati al “doping di Stato”, il che facili-
1952? «I motivi del mutamento di rotta sione sovietica dell’Afghanistan. tò le cose agli atleti americani».
sovietico sono riassunti in una frase at- Alcune nazioni presenti a Mosca si ri- SPIRAGLI DI PACE. Edizione dopo edizio-
tribuita a Stalin: “Gareggiamo, e non sen- fiutarono comunque di partecipare alla ne, i Giochi sono tornati a svolgersi in un
za successo, con le nazioni borghesi sul cerimonia d’apertura. O, come fece l’Ita- clima di relativa serenità. Ma con l’arrivo
piano economico e politico [...]. Perché lia, sfilarono le insegne olimpiche anzi- del nuovo millennio la politica è tornata a
non farlo anche nello sport?”». Il ritor- ché quelle nazionali, rinunciando al pro- fare capolino tra i cerchi olimpici.
no degli atleti russi fece del- prio inno e a far gareggiare gli atleti dei A Pechino 2008, per esempio, il pomo
le Olimpiadi una del- corpi militari. della discordia fu la repressione cinese in
le arene più celebri Esserci, per noi italiani, fu una scelta Tibet. Alla fine però non si registrarono
RESA della Guerra fred- vincente: arrivarono due storiche meda- defezioni: troppi gli interessi economici
DEI CONTI da, combattuta a glie d’oro, con Pietro Mennea nei 200 me- in gioco. E quest’anno, per Rio de Janei-
suon di medaglie tri e Sara Simeoni nel salto in alto. «Come ro 2016, il primo tedoforo a trasportare la
1956: ungheresi e fiamma olimpica è stato il nuotatore siria-
sovietici se le danno no Ibrahim Al-Hussein, che ha perso una
in una partita di “Bagno”
di sangue gamba a causa di una bomba. Come re-
pallanuoto cita una recente risoluzione dell’Onu, la
Melbourne 1956:
Erwin Zador, tregua olimpica vale ancora, per tentare
atleta ungherese, di “edificare un mondo pacifico e migliore
con un taglio sul grazie allo sport e all’ideale olimpico”. t
sopracciglio. Matteo Liberti

Le Spartachiadi

I n alternativa ai Giochi olim-


pici, considerati un’espres-
sione dell’odiato capitalismo
nel dimenticatoio ma, anzi,
proseguirono la propria
storia all’interno del blocco
occidentale, dal 1928 l’Unio- sovietico. E, affiancate da
ne Sovietica organizzò una eventi analoghi riservati
serie di competizioni sporti- espressamente alla gioventù
ve: le Spartachiadi. Il nome e ai sindacati, arrivarono a
era un omaggio a Spartaco, coinvolgere milioni di atleti.
l’ex schiavo e gladiatore che Edizioni locali. Competizio-
capeggiò nel I secolo a.C. ni con lo stesso nome inizia-
una rivolta di schiavi contro rono inoltre a svolgersi dagli
la Repubblica romana, dive- Anni ’50 anche in Albania e
nendo più tardi un simbolo in Cecoslovacchia. Dopo la
del proletariato. dissoluzione dell’Urss la tra-
Tradizione. Quando l’Urss dizione delle Spartachiadi è
ULLSTEIN/GETTY IMAGES

decise finalmente di parte- stata ripresa da diversi Paesi


cipare ai Giochi olimpici (a ex sovietici con un nuovo
partire da Helsinki 1952), le spirito, come manifestazioni
Spartachiadi non finirono sportive a carattere locale.

Montreal 1976. Pae- Mosca 1980. Gli Usa Los Angeles 1984. Seul 1988. La Corea Atlanta 1996. Un
si africani boicottano boicottano per pro- L’Urss e quasi tutto il del Nord, Cuba e fanatico cristiano fa
in polemica con la testa contro la politi- blocco sovietico non l’Etiopia boicottano i esplodere una bom-
Nuova Zelanda. ca estera dell’Urss. partecipano. Giochi sudcoreani. ba: due morti.

110
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Magazine Publishing Coordinator e Business Manager Carolina Cefalù
Periodico associato alla FIEG Accertamento Diffusione Stampa Codice ISSN:
Coordinamento Tecnico Valter Martin (Federaz. Ital. Editori Giornali) Certificato n. 7151 del 14/12/2011 1824-906x

112
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CURIOSITÀ ANTICHITÀ

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Gli animali che hanno fatto la Storia Frine, l’etèra


Dai cavalli dei conquistadores alla pulce che seminò la peste, dal lombrico al baco da Nella Grecia del IV secolo a.C., la bellissima musa
seta che fece la rivoluzione industriale, 10 animali che ci hanno cambiato la vita. che ispirò il pittore Apelle e lo scultore Prassitele.

ITALIANI NOVECENTO
GAMMA-KEYSTONE/GETTY IMAGES

GETTY IMAGES

Olimpionici da ricordare Ungheria 1956


Dorando Pietri, Alberto Braglia e Luigi Beccali, tre campioni Sessant’anni fa i carri armati sovietici ponevano fine al sogno di libertà
delle Olimpiadi per tre vite diverse. dell’Ungheria, a Budapest. Ricostruiamo quei giorni drammatici.

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GETTY IMAGES

Tempo di saldi: in attesa dell’apertura degli ingressi, il 29 giugno 1953, le clienti degustano tè e leggono
giornali offerti dal personale di C&A, un grande magazzino a Londra. Le prime vendite a prezzi scontati furo-
no introdotte nel 1928 negli Stati Uniti, quando il negozio Macy’s di New York decise di porre rimedio a una
stagione di incassi deludenti con i primi “saldi”. In Italia, invece, le prime vendite ribassate regolamentate
(come quelle di oggi) risalgono al fascismo. Era il 2 giugno 1939 quando un’apposita legge stabilì la distin-
zione tra “vendite di liquidazione” e “vendite straordinarie”, dedicate soprattutto a capi di abbigliamento.
114