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GIOSUÈ

Il libro di Giosuè descrive l’invasione, la conquista e la divisione di Canaan da parte


del popolo d’Israele che ha come guida Giosuè successore di Mosè.
Giosuè è un eroe biblico, il suo nome deriva dal termine Yesua che significa “Dio
salva” ovvero “salvezza del Signore”.
Il libro narra vicende riconducibili al 1250 a.C. quindi sarebbero sorti in epoca assira
al fine di contrastare l’ideologia militare assira e sottolineare che Dio stesso aveva
donato la terra ai figli d’Israele poiché Canaan da Regno era diventata un’insieme di
piccole città stato indebolite.
Giosuè introduce il popolo d’Israele, favoriti da YHWH, nella terra promessa a loro
destinata, già abitata dagli Hittiti e dalle popolazioni d’Egitto. Il libro non tratta del
resoconto puntuale della guerra bensì della ripresa di tradizioni. Decisiva è la
presentazione d’Israele come un tutto compatto sotto un’unica guida(GIOSUÈ) e fedeli
a Dio. Nei CAPITOLI 23 - 24 Yhwh realizza le sue promesse donando loro la Terra che
tuttavia si può perdere se non si resta fedeli.
Giosuè rappresenta un modello di guida che non troverà più un vero e proprio
seguito(es. Aronne). Il libro si conclude con l’invito al popolo a una sollecita
riconoscenza nei confronti di Dio che ha donato il paese.
Il genere letterario non ha sicuramente il carattere del racconto storico ma ha un tono
epico. Non ha finalità storica ma teologica cioè la Fedeltà a YHWH. Il filo conduttore
del libro di Giosuè con Deuteronomio è l’alleanza. Il libro si compone di due parti, il
tutto è incorniciato da discorsi tra yhwh e Giosuè, tra Giosuè e il popolo e l’addio di
Giosuè: 2-12 la conquista del paese / 13-22 la divisione del paese.

LA STRUTTURA
-Gs 1: introduzione
-Gs 2-12: conquista
-Gs 13-21: distribuzione della terra
-Gs 22-24: epilogo e rinnovo dell’alleanza; sintesi della storia della salvezza, la scelta
di servire Dio.
CAPITOLO 1: Il libro di Giosuè si presenta come la ripresa di temi già noti in
Deuteronomio: netta corrispondenza tra missione di Mosè e missione di Giosuè
CONTINUITÀ CON MOSÈ – CENTRALITÀ DELLA TORAH – MODELLO DI FEDELTÀ

CAPITOLO 2: Il focus del libro di Giosuè è il tema del DONO espresso con il verbo
Natan (dare la terra)
CAPITOLI 3 - 4: Evento decisivo del popolo d’Israele è il passaggio dal mare dei
Giunchi in continuità con quello del fiume Giordano. Al mare dei Giunchi si passa da
una schiavitù a una esistenza guidata da YHWH, al fiume Giordano si passa da una
esistenza nomade a una sedentaria.
CAPITOLO 5: La vita nel paese è inaugurata a Galgala, sede di un santuario, tramite: la
circoncisione e la celebrazione della Pasqua. Entrambi ricordano il fondamento della
loro identità; la promessa ai Padri (Gn 17) e l’evento salvifico di cui è memoriale la
Pasqua (Es 12).
CAPITOLO 8,30-35: In questa pericope si narra la costruzione di un altare sul monte
Ebal: l’allusione a Dt 27 fa pensare a una rinnovata alleanza. Il presente episodio,
come altri, ha la funzione sociale di costruire l’identità della comunità.
CAPITOLO 22: La funzione del racconto di tale capitolo attesta che Israele non è solo
una definizione territoriale, bensì è la fedeltà a YHWH a definire Israele.
CAPITOLO 23: Come il pentateuco termina con le ultime volontà di Mosè, così la
vicenda di Giosuè si conclude con l’esposizione delle sue ultime esortazioni al
popolo.
CAPITOLO 24: L’impegno da parte del popolo nei confronti di YHWH è espresso in
questo capitolo. Giosuè è trattato come Mosè conclude un patto e ha a che fare con la
Torah, l’ambientazione del racconto è a Sichem per facilitare l’accoglienza della
Torah da parte dei samaritani.

Gs 24 è parallelo a Gs 23. Mentre il capitolo 23 si presenta come un sommario del


libro di Giosuè, il capitolo 24 sembra pensato come la conclusione dell’Esateuco. Lo
scopo di tale capitolo 24 sarebbe stato di separare il libro di Giosuè da quelli
successivi per connetterlo con i precedenti.
IL TESTO

La documentazione mostra che le tradizioni testuali di Giosuè ha una notevole


differenza tra il testo greco (LXX) e quello ebraico (TM), in particolare in alcuni
racconti il testo greco è più breve rispetto a quello ebraico. Infine vi sono altri
racconti che sembrano riflettere un testo diverso dalla LXX e il TM. A complicare la
questione circa la priorità della versione originale subentra il ritrovamento di alcuni
frammenti ritrovati a Qumran. Le differenze tra TM, LXX e Qumran confermano che
la storia redazionale di Giosuè è proseguita fino a un’epoca assai recente.

TEOLOGIA

L’affermazione teologica principale del libro di Giosuè è contenuta in 21,43-45. Con


questa enunciazione si dichiara che le promesse di YHWH agli antenati del popolo
hanno trovato la loro realizzazione nelle vicende narrate nel libro; allo stesso tempo
mostra che il libro va letto come premessa e contesto della successiva storia di
Samuele e dei Re nella quale il popolo d’Israele ha ottenuto la liberazione dalla
schiavitù egiziana e la rivelazione della legge di Dio, ha stipulato un patto con
YHWH quindi dovrà mostrarsi fedele e dimostrare l’impegno a Colui che ha donato
ad Israele la terra.

In certo qual modo la vicenda narrata nel libro di Giosuè è parallela e presenta
analogie interessanti: in entrambi i casi si tratta degli inizi del paese, la fedeltà e
l’obbedienza di Abramo culminano nell’ottenimento di un figlio così la fedeltà e
l’obbedienza del popolo culminano nel dono della terra. (Gs 24)

Va notato come che il libro di Giosuè, così come il Deuteronomio, enfatizza il dono
della terra, sottolineando al contempo il rischio della perdita futura della stessa; in tal
modo il libro diventa un’esortazione che spiega e un programma per una “nuova” vita
nella terra: come la disobbedienza ha provocato la perdita della propria terra, così
l’obbedienza consentirà nuovamente al popolo di rientrarne in possesso. (Gs 23)
La cornice narrativa del libro, insiste sulla fedeltà di Giosuè (Gs 1; 24), la sua
condotta fedele e obbediente servo di Dio come Mosè, configura il leader ideale del
popolo; di Giosuè come Giosia (unico re che riceve piena approvazione nella storia
deuteronomistica) si mette in risalto l’obbedienza a quanto YHWH ha prescritto
tramite Mosè. Anche il libro di Giosuè, come il pentateuco, va compreso come
progetto nella prospettiva di una immagine ideale di Israele. Al dono della terra deve
dunque corrispondere una società fondata sulla giustizia e sull’equità, e offrire a ogni
figlio e figlia d’Israele la possibilità di realizzarsi in questo mondo e di sentirsi
partecipe in prima persona della vita che Dio offre al suo popolo.

Una differenza fondamentale che si nota fra il libro di Giosuè e quello dei Giudici:
mentre nel primo il ruolo centrale è svolto da un personaggio che domina sia i singoli
racconti sia la composizione dell’intero libro, nel secondo entrano in scena figure
senza continuità tra loro.

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