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INIZIO DELLA SANTA E GRANDE

QUARESIMA
Lunedi della prima settimana
Al Mattutino
Viene dato il segnale più tardi per il riposo serale. Tut-
ti andiamo in Chiesa, secondo il typikòn. Il sacerdote si
alza e fa metania al superiore ed entra nel Vima e pren-
dendo l’incensiere, sta davanti alla santa mensa e incen-
sando a forma di croce dice:
Benedetto il nostro Dio, in ogni tempo, ora e
sempre e nei secoli dei secoli.
E noi rispondiamo: Amìn quindi si canta il trisagio
senza metanie dopo il Padre nostro il sacerdote esclama:
Poiché tuo è il regno… e dopo Amìn si dice: Kyrie e-
léison (12) e subito il sacerdote:
Gloria la santa, consustanziale, vivificante, indi-
visibile Trinità, in ogni tempo, ora e sempre e nei se-
coli dei secoli. Amìn.
E iniziamo l’esasalmo senza metanie in gran silenzio e
profonda compunzione. Dopo che il diacono ha recitato la
synaptì e il sacerdote l’esclamazione, il monaco preposto
intona Alliluia secondo il tono della settimana e noi gli
inni trinitari del tono della settimana, che vediamo in fon-
do a questo libro, recitandone tre una volta sola oppure
uno solo tre volte, come stabilirà il superiore. Si cantano a
gran voce e lentamente. Poi recitiamo il primo kathisma del
salterio sotto una antifona, l’Alliluia e facciamo tre meta-
nie tutti insieme. Dopo la prima sticologia i kathìsmata ca-
tanittici con il Theotokìon del tono come sopra indicato.
Quindi la lettura dai libri di s. Efrem. Dopo la seconda sti-
cologia questo kathisma del triodion di Giuseppe.

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Tono 2. Tu che sei sorgente di pietà.

A cquistiamoci con la compunzione dell’anima le


divine primizie del digiuno, gridando: Cristo
Sovrano, accogli la nostra preghiera come scelto in-
censo e liberaci, ti preghiamo, dalla maleodorante
corruzione e dal tremendo castigo, perché tu solo sei
pronto a riconciliarti.
Gloria. E ora. Theotokìon, stessa melodia.
Tu che sei sorgente di pietà facci degni della tua
compassione, Madre di Dio, guarda al popolo che
ha peccato; mostraci come sempre la tua potenza,
poiché, in te sperando, a te gridiamo: Salve, come
un tempo Gabriele, archistratega degli incorporei.
E di nuovo la lettura da s. Efrem. Dopo la terza stico-
logia un altro kathisma di Teodoro.
Tono 2. La tua immacolata icona.

I niziamo con gioia l’augustissima continenza,


sfolgoranti per i raggi dei santi comandamenti di
Cristo Dio, per lo splendore della carità, il bagliore
della preghiera, la purezza della castità, il vigore
della forza, così da giungere risplendenti alla santa
risurrezione del terzo giorno, che illumina il mondo
di incorruttela.
Gloria. E ora. Theotokìon, stessa melodia.
Possedendo nelle sventure la tua irresistibile inter-
cessione, vengo mirabilmente liberato contro ogni
speranza da ciò che mi affligge, Madre di Dio, perché
sempre tu accorri presso quanti chiedono con fede
per disperdere la caligine dei molti peccati. Noi dun-
que a te gridiamo grati: Ricevi, Sovrana, queste umili
azioni di grazie, perché in tutto tu sei mia avvocata.

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Quindi la lettura dalla Storia Lausiaca. Il salmo 50 e
la solita preghiera: Salva, Signore, il tuo popolo. Dopo
l’esclamazione intoniamo subito Cantiamo al Signore
nel tono del canone del santo del giorno, riportato nel mi-
neo. Si canta con l’irmòs, in tutto sei tropari, ripetendone
alcuni se necessario. Dopo il versetto Allora si turbaro-
no i capi di Edom iniziamo il triodion e diciamo i 4 tro-
pari di Giuseppe. E al versetto Il Signore regna per i se-
coli inizia il triodion di Teodoro e cantiamo un tropario
per coro. Infine i due cori si uniscono e cantano assieme a
gran voce il tropario trinitario di Teodoro. E ora. Theoto-
kìon e di nuovo a voce ancora più forte diciamo Gloria a
te, Dio nostro, gloria a te e cantiamo l’altro tropario di
Teodoro: l’ode infatti ha 5 tropari. Quindi diciamo come
katavasia l’irmòs del secondo canone e facciamo così per
tutta la quaresima.
Dopo la terza ode kathisma dal mineo e lettura della
Storia Lausiaca. Alla sesta ode kathisma martyrikòn del
tono del giorno e lettura del sinassario del mineo del
giorno e alla settima ode il kontàkion martyrikòn del tono.
Triodion di Giuseppe.
Ode 1. Tono 2. Venite, popoli.

C ome piangerò adesso a sufficienza, come inizie-


rò a salvarmi, essendo vissuto da dissoluto? O
compassionevole, con i giudizi che sai, salvami.
Ecco il tempo, ecco il giorno salvifico, l’atrio del
digiuno: affrettati, o anima e chiudi gli ingressi delle
passioni al Signore che viene.
La marea burrascosa dei peccati mi sommerge nel
baratro della disperazione, ma io accorro al mare
della tua misericordia. Salvami, Signore.
Solo io mi sono asservito al peccato, solo io ho
aperto la porta alle passioni: Verbo longanime, sal-
vami per la tua compassione.

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Theotokìon. O fanciulla che concepisti la fonte
dell’impassibilità, risana me, ferito dalle passioni e
strappami dal fuoco eterno, o unica a Dio gradita.
Un altro triodion di Teodoro.
Tono e irmòs uguali.

V enite, popoli, accogliamo oggi il dono del di-


giuno, come tempo di penitenza dato da Dio:
con esso ci renderemo propizio il Salvatore.
Eccolo giunto, ecco introdotto il tempo delle lotte;
iniziamo tutti prontamente la gara di questo digiu-
no, portando in dono al Signore le virtù.
Gloria.
Monade semplice dalla triplice luce, Enade che
precede ogni origine, primordiale sovranità che tra-
bocchi di vita, Dio e Signore, Padre onnipotente, Fi-
glio e Spirito divino: salva il tuo mondo.
E ora. Theotokìon.
Celebriamo il santo monte di Dio, l’incontaminata
Maria, dalla quale è sorto il sole di giustizia per
quanti sono nelle tenebre: Cristo, vita di tutti.
Gloria a te, Dio nostro, gloria a te.
Un carro di fuoco accolse il mirabile Elia, armato
di digiuno; il digiuno rese Mosè capace di contem-
plare le realtà ineffabili: e noi che lo abbiamo accol-
to, vedremo il Cristo.
Gloria a te, Dio nostro, gloria a te.
Adamo prese del cibo e l’incontinenza lo espulse
dal paradiso. Ma noi, Signore, noi accolti dal digiu-
no, da esso possiamo venire resi figli della tua ubbi-
dienza, o amico degli uomini.
Irmòs. Venite, popoli, cantiamo un canto al Cristo
Dio che ha diviso il mare e ha guidato il popolo che

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aveva liberato dalla schiavitù dell’Egitto: perché e-
gli si è grandemente glorificato.
Ode 8. Il Dio sceso nella fornace.

S ono divorato dalle passioni, che accecano la vi-


sta della mia anima: nel fuoco del tuo timore
rinnovami, o Cristo, rischiarandomi con la luce della
salvezza, affinché ti glorifichi per tutti i secoli.
Odiando la sazietà delle passioni, mangia la deli-
zia dei beni, anzi deliziati col piacere del digiuno,
sfuggendo all’amarezza dei piaceri e vivi nei secoli,
o anima.
Per l’ebbrezza dei piaceri ho l’anima indurita e
oscurata, non oso guardare verso di te, unico Signo-
re: mandami la tua grazia e la tua luce a fammi tro-
vare la porta della penitenza.
Theotokìon. Elevasti ai cieli la nostra natura terre-
stre e corrotta; Con le tue preghiere, Vergine, invia
le nostre suppliche al Re e Dio tuo e di tutti.
Un altro irmòs. Celebriamo il Signore.

A ccogliamo gioiosi, o fedeli, l’ingresso del di-


giuno e non mostriamoci mesti, ma laviamoci
il volto con l’acqua dell’impassibilità, benedicendo e
sovresaltando Cristo nei secoli.
Col capo dell’anima unto dall’olio della compas-
sione, evitiamo di moltiplicare le parole quando ele-
viamo preghiere al nostro Padre che è nei cieli, be-
nedicendolo e sovresaltandolo per i secoli.
Benediciamo il Padre, il Figlio e il santo Spirito.
Celebriamo, fedeli, l’eterno Padre senza princi-
pio, il Figlio al pari di lui senza principio e lo Spirito
che dal Padre risplende, persone consustanziali
dell’unico onnipotente principio e potere.

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E ora. Theotokìon.
Maria da Dio eletta, vero propiziatorio dei cre-
denti, da te procede copiosa la remissione per tutti;
non cessare di rendere propizio il tuo Figlio e Signo-
re per quanti a te inneggiano.
Gloria a te, Dio nostro, gloria a te.
Avendo il Signore digiunato per lo spazio di qua-
ranta giorni, consacrò e santificò i giorni attuali, o
fratelli; giunti ad essi acclamiamo: Benedite e sovre-
saltate Cristo per i secoli.
Lodiamo, benediciamo e adoriamo il Signore.
Irmòs. Celebriamo il Signore che ha un tempo ir-
rorato di rugiada i fanciulli degli ebrei tra le fiamme
e in esse ha prodigiosamente bruciato i caldei e di-
ciamo: Beneditelo e sovresaltatelo per tutti i secoli.
Recitiamo Più venerabile.
Ode 9. Il Verbo, Dio da Dio.

I l giorno del digiuno diventi per te allontanamen-


to del peccato, o anima e insieme avvicinamento
e familiarità con Dio per sfuggire ai baratri del male
e desiderare le uniche vie che portano al riposo su-
perno.
Scivolato nei pensieri e trasgredendo nella carne,
gemo e mi lamento e a te grido: Salvami, Signore,
salvami, o unico buono e non condannare al fuoco di
quella geenna me, che sono degno della condanna.
Indossando la veste luminosa del digiuno, riget-
tiamo l’ebbrezza e le sue oscure vesti per risplende-
re infine nella luce delle virtù celesti, contemplando
con fede la luminosa passione del Salvatore.
Theotokìon. Sana la mia anima indebolita dagli
assalti dei pessimi demòni, o Sovrana pura, che con-

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cepisti Cristo, medico e redentore di noi che ti rico-
nosciamo Vergine incorrotta, o fanciulla.
Altro irmòs. Con inni incessanti.

I l tempo dei santi digiuni è giunto, iniziamoli con


una condotta buona, poiché è detto: Non digiuna-
te i tra liti e contese.
Sul monte Oreb, purificato dal digiuno, Elia vide
Dio: purifichiamo anche noi il cuore col digiuno e
vedremo Cristo.
Gloria.
Adoro un’unica natura, celebro tre persone, un
solo Dio dell’universo, Padre, Figlio e santo Spirito,
eterno principio.
E ora. Theotokìon
La casta genera il bimbo, la Vergine allatta: come
stanno insieme le due cose, sicché tu sia vergine par-
torendo? Dio lo compie: non chiedermi il come.
Gloria a te, Dio nostro, gloria a te.
È detto che di un sol giorno è tutta la vita dei figli
della terra; per quanti faticano con amore, sono qua-
ranta i giorni del digiuno, che vogliamo compiere
con gioia.
Irmòs. Con inni incessanti, magnifichiamo, o fede-
li, colei che oltre la natura, ha concepito in seno, se-
condo la carne, il Verbo che dal Padre eternamente
rifulge.
Quindi:

E’ veramente degno proclamarti beata, o Madre


di Dio, sempre beata e tutta pura e madre del
nostro Dio. Più venerabile dei cherubini, incompa-
rabilmente più gloriosa dei serafini, che senza cor-

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ruzione hai generato il Verbo Dio, realmente Madre
di Dio noi ti magnifichiamo.
Una metania il fotagoghikòn del tono. Alle lodi reci-
tiamo, non cantiamo, fino al versetto A te di deve glo-
ria, Signore nostro Dio e te rivolgiamo la gloria, Pa-
dre, Figlio e Spirito santo, ora e sempre e nei secoli
dei secoli. Amìn. Gloria a te, che ci hai mostrato la
luce. Subito dopo i due cori vanno ai loro posti e stando
di fronte simmetricamente, con voce moderata e volume
uguale iniziamo: Gloria a te, che ci hai mostrato la lu-
ce. Gloria a Dio negli eccelsi ecc. e tutti facciamo le tre
metanie. Al termine il sacerdote recita le suppliche e dopo
l’esclamazione cantiamo questo idiòmelon.
Tono pl. 1.

E cco giunto il digiuno, padre della temperanza,


accusatore del peccato, difensore della peniten-
za, modo di vita degli angeli e salvezza degli Uomi-
ni. Gridiamo, fedeli: O Dio, abbi pietà di noi (2).
Stico. Siamo stati saziati al mattino dalla tua miseri-
cordia e abbiamo esultato e gioito in tutti i nostri giorni.
Abbiamo gioito per i giorni in cui ci hai umiliati, per gli
anni in cui abbiamo visto il male. Guarda sui tuoi servi e
sulle tue opere e guida i loro figli.
E di nuovo lo stesso idiòmelon.
Stico. E sia lo splendore del Signore nostro Dio su di
noi e dirigi per noi le opere delle nostre mani.
Martirikòn. Benedetto l’esercito del Re dei cieli:
perché se anche i vittoriosi erano terrestri, cercavano
tuttavia di raggiungere la dignità angelica, non fa-
cendo alcun conto del corpo e rendendosi degni, con
la loro passione, dell’onore degli incorporei. Per le
loro preghiere, Signore, manda su di noi la tua
grande misericordia.

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Gloria. E ora. Theotokìon
Con voci di canto ti magnifichiamo, Madre di Dio
e Vergine pura, più santa dei cherubini: ti confes-
siamo Madre di Dio in anima e corpo, perché sei co-
lei che realmente ha generato il Dio incarnato. Inter-
cedi, o tutta pura, per le nostre anime.
Quindi:
E‘ bene lodare il Signore e salmeggiare al tuo
nome, Altissimo, per annunciare al mattino la tua
misericordia e la tua verità lungo la notte.
Trisagio e 3 metanie. Santissima Trinità. Padre no-
stro. Dopo che il sacerdote ha detto: Poiché tuo è il re-
gno diciamo questo apolytìkion.

S tando nel tempio della tua gloria ci sembra di


stare in cielo. Madre di Dio, porta celeste, aprici
la porta della tua misericordia.
Quindi: Kyrie eleison (40). Più venerabile. Nel
nome del Signore, benedici, Padre.
Il sacerdote:
Benedetto il Cristo nostro Dio in ogni tempo, ora e
sempre e nei secoli dei secoli. E noi rispondiamo:n Re
celeste, conferma… Poi si fanno 3 grandi metanie reci-
tando ognuno per se stesso la preghiera di Sant’Efrem:
Signore e Sovrano della mia vita.
Dopo di ciò 12 piccole metanie e di nuovo una grande
metania. Rialzandoci iniziamo: Venite, adoriamo (3) tre
metanie e salmeggiamo l’Ora Prima, dicendo una volta a
ciascun salmo l’Alliluia, facendo 3 metanie.
Bisogna sapere che i lunedi di tutta la santa quaresima
all’Ora Prima non recitiamo kathìsmata del salterio; a
tutte le altre ore recitiamo e facciamo a ciascuna antifona
3 metanie.

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Quindi il monaco preposto canta ciò che segue nel to-
no pl. 2.

A l mattino ascolta la mia voce, o mio re e mio


Dio.
E mentre noi ripetiamo questo versetto, egli si inginoc-
chia fino a terra e fa così ad ogni versetto.
Stico 1. Alle mie parole porgi l’orecchio, Signore,
comprendi il mio grido.
Stico 2. Perché ti pregherò, Signore; al mattino a-
scolterai la mia voce.
E di nuovo: Al mattino ascolta la mia voce.
Gloria. E ora. Theotokìon.

C ome ti chiameremo, o Piena di grazia? Cielo,


perché hai fatto sorgere il sole di giustizia. pa-
radiso, perché hai fatto germogliare il fiore
dell’incorruttela. Vergine, perché sei rimasta incor-
rotta. Madre pura, perché hai tenuto tra le tue sante
braccia come Figlio il Dio di tutti. Imploralo di sal-
vare le nostre anime.
Quindi recitiamo i seguenti stichi, ripetendo i primi
tre 2 volte, l’ultimo 3 volte, cantandolo a gran voce e len-
tamente.
Dirigi i miei passi secondo la tua parola e nessuna
iniquità mi domini.
Riscattami dalla calunnia degli uomini e custodi-
rò i tuoi comandamenti.
Fa’ risplendere il tuo volto sul tuo servo e inse-
gnami i tuoi decreti.
Sia piena di lode la mia bocca perché io inneggi
alla tua gloria, tutto il giorno alla tua magnificenza.

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Trisagio e 3 metanie. Santissima Trinità. Dopo Pa-
dre nostro il sacerdote: Poiché tuo è il regno e dopo
Amìn diciamo questo Theotokìon.

C ol cuore e con la bocca senza sosta inneggiamo


alla Madre di Dio più che gloriosa e più santa
dei santi angeli e proclamiamola Madre di Dio, lei
che del Dio incarnato è la vera genitrice e che sem-
pre intercede per le nostre anime.
Kyrie eléison (40). Tu che in ogni tempo. Kyrie e-
léison (3). Gloria. E ora. Più venerabile. Nel nome
del Signore, benedici, padre. Il sacerdote: Dio abbia
pietà di noi e ci benedica, faccia risplendere il suo
volto su di noi e abbia misericordia di noi.
E facciamo 3 grandi metanie dicendo la preghiera di s. E-
frem: Signore e Sovrano della mia vita; allo stesso modo
si fanno le 12 piccole metanie e un’ultima grande al termi-
ne. Poi il trisagio e 3 metanie e baciamo le sante icone.
Kyrie eléison (12) e il superiore recita questa preghiera.

C risto, vera luce che illumini e santifichi ogni


uomo che viene al mondo, s’imprima su di noi
la luce del tuo volto, affinché in essa vediamo la luce
inaccessibile; e dirigi i nostri passi al compimento
dei tuoi comandamenti, per l’intercessione della tua
purissima Madre e di tutti i tuoi santi. Amìn.
Segue la conclusione. Quindi ci rechiamo nel nartece e
dopo avere detto la solita preghiera, il superiore o il sacre-
stano leggono le catechesi del nostro padre tra i santi Teo-
doro studita come già scritto, cioè il mercoledi e il venerdi.
Così si fa per tutta la santa quaresima al Mattutino e
all’Ora Prima.
Intorno all’ora terza l’addetto alle lampade suona tre
volte il sìmandro e andiamo in Chiesa e prima di entrare
ognuno davanti alle sante porte 3 metanie e baciamo le

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icone; quindi ancora una. Il sacerdote benedice e noi ini-
ziamo il trisagio, facendo 3 metanie, poi si dice Padre
nostro e il sacerdote: Poiché tuo è il regno e noi: Amìn.
Kyrie eléison (12). Venite, adoriamo (3) e tre metanie
e recitiamo l’Ora Terza come di solito; alla fine del terzo
salmo: Alliluia e 3 metanie e iniziamo la recita del kathi-
sma del salterio. A ciascuna antifona facciamo 3 metanie
e al termine del kathisma cantiamo questo tropario.
Tono pl. 2.

O Signore che all’ora terza hai mandato sui tuoi


apostoli il tuo Santissimo Spirito, non toglierlo
da noi, ma rinnovalo in noi che ti preghiamo.
E noi rispondiamo inginocchiandoci fino a terra, come
anche ai due stichi successivi.
Stico 1. Un cuore puro crea in me, o Dio e uno
spirito retto rinnova nelle mie viscere.
Stico 2. Non rigettarmi dal tuo volto e il tuo spiri-
to santo non togliere da me.
Gloria. E ora. Theotokìon.

M adre di Dio, tu sei la vera vite che ha prodotto


il frutto della vita. Ti preghiamo, intercedi, o
Sovrana, insieme con gli apostoli e con tutti i santi
perché sia fatta misericordia alle nostre anime.
E subito leggiamo la Scala di s. Giovanni Climaco
Da oggi il monaco preposto inizia a svegliare i fratelli
per tutta la santa quaresima. Passeggia tranquillamente e
individua quanti sono assopiti e li sveglia per l’ascolto,
conforme al regolamento che si segue.
Dopo la lettura:
Benedetto il Signore Dio, benedetto il Signore di
giorno in giorno; e ci condurrà a buon fine il Dio del-
le nostre salvezze. Il nostro Dio è Dio per salvare.

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Trisagio. Santissima Trinità. Padre nostro. Poiché
tuo è il regno e questi tropari.
Tono pl. 2.

B enedetto sei tu, Cristo nostro Dio, che hai reso


sapientissimi i pescatori inviando loro lo Spirito
santo e per mezzo loro hai preso nella rete l’universo;
o amico degli uomini, gloria a te.
Gloria.

D à conforto pronto e stabile, o Gesù, ai tuoi servi


quando i nostri spiriti sono prostrati. Dalle no-
stre anime non separarti nelle tribolazioni; dai nostri
cuori nelle avversità non allontanarti, ma previenici
sempre; avvicinati a noi, avvicinati, tu che sei ovun-
que. Come stavi sempre coi tuoi apostoli, così unisciti
anche a quelli che ti amano, o misericordioso, affin-
ché, uniti a te, celebriamo e glorifichiamo lo Spirito
tuo santissimo.
E ora. Theotokìon.

S peranza, protezione, rifugio dei cristiani, balu-


ardo inespugnabile tu sei e porto senza tempeste
per chi è nella fatica, o pura Madre di Dio; e poiché
salvi il mondo con la tua intercessione, anche di noi
ricordati, Vergine lodatissima.
Kyrie eleison (40). Tu che in ogni tempo. Kyrie
eleison (3). Gloria. E ora. Più venerabile dei cherubi-
ni. Nel nome del Signore, benedici, padre.
Il sacerdote:
Dio abbia pietà di noi e ci benedica, faccia risplen-
dere il suo volto su di noi e abbia misericordia di noi.
E facciamo le 3 grandi metanie e le 12 piccole metanie,
come già scritto. Al termine ancora una grande e il superio-
re recita questa preghiera di san Mardario.

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S ovrano Dio Padre onnipotente, Signore Figlio u-
nigenito Gesù Cristo e santo Spirito, unica divini-
tà, unica potenza, abbi pietà di me peccatore e con i
giudizi che tu sai salva me indegno tuo servo, perché
tu sei benedetto nei secoli dei secoli. Amìn.
L’addetto alle lampade, dopo aver fatto la solita metania
al superiore, suona il sìmandro 6 volte.
Terminata la precedente preghiera aggiungiamo subito
l’Ora Sesta in questo modo: Venite, adoriamo (3). Tre
metanie. Al termine del terzo salmo: Alliluia e 3 metanie,
quindi recitiamo un kathisma del salterio e a ciascuna anti-
fona diciamo Alliluia facendo 3 metanie. Infine cantiamo
questo tropario.
Tono 2.

T u che il sesto giorno e alla sesta ora hai inchio-


dato alla croce il peccato che Adamo osò com-
mettere in paradiso, strappa anche il decreto di con-
danna dei nostri peccati, Cristo Dio e salvaci.
Stico 1. Ascolta, o Dio, la mia preghiera, non di-
sprezzare la mia supplica.
Stico 2. Io ho gridato al Signore e il Signore mi ha
esaudito.
Si fanno le metanie come già indicato.
Gloria. E ora. Theotokìon.

P oiché non osiamo neppure parlare a causa dei


nostri molti peccati, supplica tu colui che da te è
nato, Madre di Dio; può molto infatti la preghiera
della Madre presso la compassione del Sovrano.
Non disprezzare, o venerabilissima, le suppliche dei
peccatori perché è misericordioso e può salvarci co-
lui che ha anche accettato di patire per noi.
Si fanno 3 metanie.

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Quindi cantiamo il tropario della profezia dal Trio-
dion e leggiamo la profezia. Così facciamo per tutta la
grande quaresima a Terza-Sesta.
Tono pl. 1.

S ignore, Signore, davanti al quale tutto freme e


trema, al cospetto della tua potenza, a te ci pro-
striamo, o immortale; ti preghiamo, o santo: Salva le
nostre anime, per l’intercessione dei tuoi santi.
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Prokìmenon. Tono 4. Salmo 1.
Il Signore conosce la via dei giusti, ma la via degli
empi andrà in perdizione.
Stico. Beato l’uomo che non è andato nel consiglio
degli empi.
Lettura della profezia di Isaia (1,1-20).

V isione che vide Isaia figlio di Amos, a riguardo


di Giuda e di Gerusalemme, durante il regno di
Ozia, di lotam, di Acaz e di Ezechia, che regnarono
su Giuda. Ascolta, o cielo e porgi l’orecchio, o terra,
poiché il Signore ha parlato: Ho generato figli e li ho
innalzati, ma essi hanno operato con perfidia contro
dì me. Il bue ha conosciuto il suo padrone e l’asino la
greppia del suo signore, ma Israele non ha conosciu-
to me, il popolo non mi ha prestato attenzione. Guai,
gente peccatrice, popolo pieno di peccati, stirpe mal-
vagia, figli iniqui! Avete abbandonato il Signore e a-
vete provocato il santo d’Israele. Perché volete essere
colpiti ancora, aggiungendo iniquità? Ogni testa è
sofferente, ogni cuore nell’affanno; dai piedi alla testa
non c’è in lui nulla di sano, non è guarita la ferita, né
la piaga, né l’ulcera infiammata: non c’è impiastro da
applicarvi né olio né fasciatura. La vostra terra è de-
serta, le vostre città, arse dal fuoco; stranieri divorano

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davanti a voi il vostro paese ed esso è divenuto de-
serto, distrutto da popoli stranieri. Sarà abbandonata
la figlia di Sion come una tenda in una vigna e come
la capanna di un custode in un cocomeraio, come una
città assediata. E se il Signore Savaòth non ci avesse
lasciato un seme, saremmo divenuti come Sodoma,
saremmo stati resi simili a Gomorra. Udite la parola
del Signore, capi di Sodoma, prestate orecchio alla
legge di Dio, popolo di Gomorra. Che mi serve la
moltitudine dei vostri sacrifici? Dice il Signore: Sono
sazio dei vostri olocausti di arieti e non voglio né il
grasso degli agnelli né il sangue dei tori e dei capri; e
non venite a farvi vedere da me! Chi ha cercato que-
ste cose dalle vostre mani? Non continuate a calpe-
stare i miei atrii; è cosa vana il vostro portarmi fior di
farina e l’offerta dell’incenso è per me un abominio. I
vostri noviluni, i vostri sabati e il grande giorno, io
non li accetto; digiuno, astensione dal lavoro, le vo-
stre feste, la mia anima li odia; mi siete venuti a nau-
sea, non tollero più i vostri peccati. Se tendete a me le
mani, distoglierò lo sguardo da voi e se continuerete
a supplicare, non vi ascolterò: perché le vostre mani
sono piene di sangue. Lavatevi, rendetevi puri, to-
gliete via dall’anima le vostre malvagità davanti ai
miei occhi; smettere di fare cose cattive, imparate a
fare il bene; ricercate il giudizio, liberate chi è trattato
ingiustamente, fate giustizia all’orfano e alla vedova.
E poi venite e parliamoci, dice il Signore: e se anche i
vostri peccati fossero come lo scarlatto, io li farò
bianchi come neve; se saranno come la porpora li fa-
rò bianchi come lana. Se vorrete ascoltarmi, mangere-
te le cose buone della terra. Ma se non vorrete e non
mi ascolterete, la spada divorerà voi: poiché la bocca
del Signore ha parlato.

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Prokìmenon. Tono grave.
Servite il Signore nel timore ed esultate per lui
con tremore.
Stico. Perché si sono agitate le genti e i popoli
hanno meditato cose vuote?
E si fa la lettura dal Climaco. E subito dopo:
Presto ci prevengano le tue compassioni, perché
siamo impoveriti all’estremo; aiutaci, o Dio, salvato-
re nostro per la gloria del tuo nome; liberaci, Signore
e perdona i nostri peccati per amore del tuo nome.
Trisagio. 3 metanie.
Dopo l’esclamazione questi tropari.
Tono 2.

H ai operato la salvezza in mezzo alla terra, o


Cristo Dio; sulla croce hai steso le mani tue
immacolate per radunare tutte le genti che acclama-
no: Signore, gloria a te.
Gloria.

L a tua immacolata icona veneriamo, o buono,


chiedendo perdono per le nostre colpe, o Cristo
Dio, perché volontariamente, nella tua benevolenza,
sei salito nella carne sulla croce per liberare dalla
schiavitù del nemico coloro che avevi plasmato. Per
questo a te gridiamo grati: Hai colmato di gioia
l’universo, o Salvatore nostro, quando sei venuto a
salvare il mondo.
E ora. Theotokìon.

T u che sei sorgente di pietà, facci degni della tua


compassione, Madre di Dio; guarda al popolo
che ha peccato, mostraci come sempre la tua poten-
za poiché, in te sperando, a te gridiamo: Salve! Co-

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me fece un tempo Gabriele, capo supremo degli In-
corporei.
Questo Theotokìon si dice lunedi, martedi e giovedi.
Mercoledi e venerdi si dice quest’altro.
Stavrotheotokìon. Tono 2.

S ei più che gloriosa, Madre di Dio Vergine e a te


noi cantiamo; per la croce del tuo Figlio, infatti,
l’ade è stato precipitato, la morte giace uccisa; noi,
che eravamo morti, siamo risorti, resi degni della vi-
ta; e abbiamo ottenuto il paradiso, la felicità antica.
Perciò glorifichiamo grati il Cristo nostro Dio, per-
ché è forte, perché è l’unico misericordiosissimo.
Kyrie eleison (40). Tu che in ogni tempo. Kyrie
eleison (3). Gloria. E ora. Più venerabile dei cherubi-
ni. Nel nome del Signore, benedici, padre. Il sacerdote:
Dio abbia pietà di noi e ci benedica.
E facciamo le 3 grandi metanie con la preghiera di s. E-
frem, come già indicato. Dopo l’ultima metania diciamo il
trisagio facendo 3 metanie e baciamo le sante icone. Kyrie
elèison (12). Poi: Gloria a te, o Dio, speranza nostra,
gloria a te.
Segue la conclusione.
Questo è il modello e l’ordinamento che dobbiamo seguire
per tutta la grande quaresima a Terza-Sesta.
Bisogna sapere che dopo la conclusione, uscendo dalla
Chiesa, ci ritiriamo in silenzio nelle nostre celle e non c’è
permesso di fare altro. Così è stabilito dai santi padri.
Intorno alla nona ora l’addetto alle lampade suona il sì-
mandro 9 nove volte e ci raduniamo in Chiesa.
Dopo la benedizione sacerdotale: Re celeste. Trisagio.
Santissima Trinità. Padre nostro. Poiché tuo è il regno.
Kyrie eléison (12). Venite, adoriamo (3). Tre metanie.

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Salmeggiamo i tre salmi dell’Ora Nona. Alliluia. 3 meta-
nie. Recitiamo il kathisma del salterio e all’antifona si fanno
3 metanie. Terminato il kathisma cantiamo questo tropario
con gli stichi, facendo le metanie come indicato sopra.
Tono pl. 4.

O tu che all’ora nona hai gustato per noi la mor-


te nella carne, mortifica il nostro sentire carna-
le, o Cristo Dio nostro e salvaci.
Stico. Giunga la mia preghiera al tuo cospetto, Si-
gnore; secondo la tua parola, fammi comprendere.
Stico. Si presenti la mia preghiera al tuo cospetto,
Signore; secondo la tua parola liberami.
Gloria. E ora. Theotokìon.

T u che per noi sei nato dalla Vergine e ti sei sot-


toposto alla crocifissione, o buono, con la morte
hai spogliato la morte e come Dio hai manifestato la
risurrezione, non trascurare coloro che con la tua
mano hai plasmato, mostra, o misericordioso, il tuo
amore per gli uomini: accogli, mentre intercede per
noi, la Madre di Dio che ti ha partorito e salva, o
Salvatore nostro, il popolo che non ha più speranza.
Tre metanie e la lettura del Climaco, poi diciamo:
Non consegnarci del tutto alla sventura, per amore
del tuo santo nome; non sciogliere la tua alleanza e
non distogliere da noi la tua misericordia, per Abramo
tuo diletto, per Isacco tuo servo e per Israele tuo santo.
Trisagio. Santissima Trinità. Padre nostro. Poiché
tuo è il regno. Quindi questi tropari.
Tono pl. 4.

V edendo pendere dalla croce l’Autore della vita


il ladrone diceva: Se non fosse Dio incarnato
costui che con noi è crocifisso, il sole non avrebbe

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nascosto i suoi raggi, né la terra, scuotendosi, a-
vrebbe sussultato. Tu dunque che tutto sopporti, ri-
cordati di me, Signore, nel tuo regno.
Gloria.

I n mezzo a due ladroni si rivelò bilancia di giusti-


zia la tua croce: l’uno, dal peso della bestemmia,
fu trascinato nell’ade; l’altro fu invece sollevato dal-
le colpe e giunse alla scienza della teologia. O Cristo
Dio, gloria a te.
E ora.

V edendo sulla croce l’agnello e pastore e Salva-


tore del mondo, la Madre tra le lacrime diceva:
Esulta il mondo perché riceve la redenzione, ma ar-
dono le mie viscere vedendo la crocifissione che tu
per tutti subisci, o mio Figlio e Dio.
Kyrie eleison (40). Gloria. E ora. Più venerabile
dei cherubini. Nel nome del Signore, benedici, padre.
Il sacerdote:
Dio abbia pietà di noi e ci benedica, faccia risplen-
dere il suo volto su di noi e abbia misericordia di noi.
E facciamo le 3 grandi metanie recitando la preghiera di s.
Efrem, come già indicato e subito ci disponiamo in ordine
nei cori e iniziamo a cantare a cori alterni, ad alto volume e
lentamente le Beatitudini sul tono pl. 4.
Ricordati di noi, Signore, quando verrai nel tuo re-
gno. Facciamo una metania ad ogni Ricordati fino al Glo-
ria. E ora.
Le Beatitudini (Mt 5, 3-12).

N el tuo regno ricordati di noi, Signore, quando


verrai nel tuo regno. Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati i sofferenti, perché saranno consolati.

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Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi perché otterranno miseri-
cordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chia-
mati figli di Dio.
Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché
di essi è il regno dei cieli.
Beati siete voi quando vi insulteranno e vi perse-
guiteranno e diranno ogni malvagia parola contro di
voi, mentendo a causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra
ricompensa nei cieli.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo. E
ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amìn.
A questo punto i due cori si uniscono dicendo aumen-
tando il volume della voce: Ricordati di noi 3 volte come
indicato, facendo a ciascun versetto una grande metania.
Ricordati di noi, Signore, quando verrai nel tuo
regno.
Ricordati di noi, Sovrano, quando verrai nel tuo
regno.
Ricordati di noi, santo, quando verrai nel tuo re-
gno.
Quindi:

I l coro sovracceleste inneggia a te dicendo: santo,


santo, santo, il Signore Sabaoth, pieni sono i cieli
e la terra della tua gloria.
Stico. Accostatevi a Lui e sarete illuminati e i vo-
stri volti non resteranno confusi.

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I l coro sovracceleste inneggia a te dicendo: santo,
santo, santo, il Signore Sabaoth, pieni sono i cieli
e la terra della tua gloria.
Gloria.

I l coro dei santi angeli e arcangeli, con tutte le po-


tenze dei cieli inneggia a te dicendo: santo, santo,
santo il Signore Sabaoth, pieni sono i cieli e la terra
della tua gloria.
E ora. Credo in un solo Dio. Poi:

C ondona, assolvi, perdona, o Dio, le nostre colpe


volontarie e involontarie, in opere e parole, co-
nosciute e sconosciute, commesse di notte e di gior-
no, con l’intelletto e con la mente; tutto perdonaci,
perché sei buono e amico degli uomini.
Padre nostro, che sei nei cieli. Poi si dice il Kontà-
kion della Trasfigurazione
Tono grave.

S ul monte ti trasfigurasti e per quanto potevano i


tuoi discepoli contemplarono la tua gloria, Cri-
sto Dio, affinché vedendoti crocifisso comprendes-
sero che la tua passione era volontaria e predicasse-
ro al mondo che tu davvero sei il riflesso del Padre.
Poi il kontàkion degli Incorporei. Tono 2.

A rchistrateghi di Dio, liturghi della gloria divi-


na, guide degli uomini e principi degli incor-
porei, chiedete per noi ciò che giova e la grande mi-
sericordia, perché degli incorporei voi siete gli ar-
chistrateghi.
Martedì diciamo il kontàkion del precursore.
Tono 2. Cercando le cose dall’alto.

P rofeta di Dio e precursore della grazia, dopo a-


ver trovato il tuo capo, uscito dalla terra quale
sacratissima rosa, otteniamo continue guarigioni:

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poiché anche ora come un tempo, tu predichi al
mondo la conversione.
Mercoledì e venerdì. Stavròsimo. Tono 4.

T u che volontariamente sei stato innalzato sulla


croce, Cristo Dio, abbi compassione del nuovo
popolo chiamato col tuo nome; allieta nella tua po-
tenza i nostri re fedeli, dando loro vittoria contro i
nemici. Trovino nella tua alleanza uno scudo di pa-
ce, un trofeo invincibile.
Giovedì: Kontàkion dei santi apostoli. Tono 2.

G li araldi sicuri che fanno risuonare voci divine,


i corifei tra i tuoi discepoli Signore, tu li hai ac-
colti a godere dei tuoi beni nel riposo: perché le loro
fatiche e la loro morte più di ogni olocausto furono
gradite a te, che solo conosci l’intimo del cuore.
Un altro di san Nicola lo stesso giorno.
Tono 3. La vergine oggi.

A Mira, o santo, ti sei mostrato sacerdote: oggi,


infatti, compiendo il vangelo di Cristo, hai da-
to la vita per il tuo popolo, hai salvato gli innocenti
dalla morte; per questo sei stato santificato quale
grande iniziato della divina grazia.
Quindi il kontàkion del santo del monastero e infine
questo necròsimo.
Tono pl. 4.

I nsieme con i santi, dà riposo o Cristo, alle anime dei


tuoi servi, la dove non è affanno, tristezza, lamento,
ma vita senza fine.
Gloria. E ora. Theotokìon. Tono 2.

A vvocata mai confusa dei Cristiani stabile me-


diatrice presso il Creatore, non disprezzare le
supplici voci dei peccatori, ma accorri in aiuto, tu

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che sei buona, di quelli che gridano con fede: presto
intercedi per noi, affrettati a salvarci, tu che sempre
proteggi chi ti onora, o Madre di Dio.
Kyrie eleison (40). Tu che in ogni tempo. Kyrie e-
léison (3). Gloria. E ora. Più venerabile. Nel nome
del Signore, benedici, Padre. Il sacerdote: Dio abbia
pietà e le 3 grandi metanie. L’addetto alle lampade inizia
a battere il grande sìmandro. Mentre noi preghiamo in
silenzio il superiore inizia a leggere Venite, adoriamo
(3) facendo tre metanie e noi salmeggiamo il salmo 103
del Vespro. Il sacerdote recita tutte le preghiere del Lu-
cernario; alla fine del salmo introduttivo Alliluia e tre
metanie e quindi recitiamo Al Signore nella mia tribo-
lazione ho gridato (kathisma 18 del salterio). A ciascu-
na antifona Alliluia e 3 metanie e il resto del vespro come
sotto riportato.
In questo modo si cantano gli uffici del Mattutino e
delle Ore e del Vespro in tutti i giorni della Grande Qua-
resima.
Bisogna sapere che se qualche fratello va incontro al
Signore in questi santi giorni, durante la settimana non
si celebra la Pannichide al terzo giorno fino al venerdi se-
ra, quando appunto si celebra la sua Pannichide e il saba-
to la sua Divina Liturgia. Di sabato inoltre si faranno as-
solutamente i suoi nove giorni senza eccezioni. I 40 giorni
si faranno quando sarà compiuto il loro numero; prosfore
e suffragi in sua memoria inizieranno dalla nuova dome-
nica fino al compimento dei 40 giorni.

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