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La risoluzione del Consiglio

dell’Unità Popolare (Laïki Enotita - LaE)


sulle elezioni europee
Atene, 24 febbraio 2019

Il Consiglio Politico dell’Unità Popolare Grecia sulle elezioni europee ritiene


che:
 Il raggruppamento e il rafforzamento dei partiti della Sinistra Radicale
e Insoumis in Grecia e in Europa siano imperativi e necessari per dare
forza alla corrente del rovesciamento e rottura con l’Eurozona e l’UE,
nell’obiettivo del disimpegno e dell’uscita dall’Eurozona e dall’UE.
 Le azioni, le battaglie e gli interventi del nostro eurodeputato Nikos
Chountis hanno dimostrato che la Sinistra Radicale e Insoumis può
diventare la voce dei movimenti sociali del Parlamento europeo, nonché
la voce di denuncia delle politiche anti-sociali e neoliberiste dell’UE e la
promozione di una proposta alternativa contraria a queste politiche.
Di conseguenza, ci assumiamo la responsabilità di presentare una proposta
per l’intervento unitario della Sinistra Radicale alle elezioni europee, per
una politica di rovesciamento e rottura con l’Eurozona e l’Unione Europea.

Proposta dell’Unità Popolare Grecia (Laïki Enotita - LaE)

Per un intervento unitario della Sinistra Radicale alle elezioni europee,


per una politica di rovesciamento e rottura con l’Eurozona e l’Unione
Europea.

1.Oggi, nei paesi dell’Unione Europea, la ricchezza e il potere si stanno


accumulando a un livello senza precedenti tra i dominanti, ma anche
l’ingiustizia, l’intensificazione dello sfruttamento e l’oppressione dei
lavoratori e dei popoli.

• Le classi dirigenti hanno gestito la crisi del 2008 ostinandosi su riforme


neoliberiste e “politiche di fermezza” di fronte alle resistenze sociali e dei
lavoratori. Sulla base dei risultati ottenuti, queste hanno conseguito una
ripresa economica, alimentata principalmente dalla demolizione dei diritti
e dalle conquiste sociali e salariali. Di fronte alle contraddizioni attive del
neoliberismo e alle previsioni di una nuova recessione, si stanno preparando
per politiche economiche e sociali ancora più d’austerità.
 Le battute d’arresto e le sconfitte delle mobilitazioni operaie e popolari, con le tappe
emblematiche del 2015 in Grecia, il contrattacco della destra in America Latina e
l’imposizione dello stato d’emergenza anche nei paesi al centro del capitalismo
occidentale, hanno rafforzato la convinzione tra le forze istituzionali che i problemi
sarebbero ora limitati alle proprie rivalità e ai conflitti interni. L’attivazione delle
mobilitazioni dei Gilets Jaunes in Francia, la resistenza ai progetti imperialisti in
Medio Oriente, le mobilitazioni in Ungheria contro le leggi anti-operaie dimostrano
che il fattore popolare è ancora in primo piano. É proprio sul fattore del popolo che
tutta la nostra attenzione e la nostra azione deve concentrarsi perché è a questo che
dobbiamo rendere conto.

2. Il discorso politico che vuole esprimere il mondo della protesta deve fornire
risposte ad alcuni problemi cruciali, soprattutto in questo periodo che stiamo
attraversando.

 L’esperienza greca del 2015 dimostra che la strategia che mira a riformare l’UE
“dall’interno” è un’impasse totale. Il confinamento nella politica di “rimanere
nell’euro a tutti i costi” porta ad accettare l’abolizione della sovranità popolare, la
regressione o alla cancellazione del diritto del popolo di decidere del proprio futuro.

 La resistenza sociale all’austerità, per avere una qualche prospettiva di vittoria, deve
essere accompagnata da una politica di rottura e rovesciamento della zona euro e
dell’Unione Europea.

 La Sinistra Radicale in Grecia ha specifici doveri e obblighi per portare questa scelta a
livello europeo, nell’ambito dell’ampia corrente della Sinistra Radicale, all’interno di
forze che non avendo esperienze drammatiche simili, non fanno ancora questa scelta
con la necessaria chiarezza, nonostante i progressi e i processi positivi che si
verificano all’indomani dell’esperienza greca. Questo dovere è tanto più importante
nella situazione attuale, perché le forze della socialdemocrazia e del social-
liberalismo e le determinanti del Partito della Sinistra Europea (SYRIZA, Die Linke,
PCF, ecc.) convergono con le principali politiche dell’UE e considerano l’euro come
una strada a senso unico, lasciando così campo libero al presunto discorso anti-sistema
dell’estrema destra, dandogli così la possibilità di guidare ampie fasce della
popolazione.

3.La politica di rottura e di rovesciamento nei confronti della zona euro e dell’UE
deve essere associata a un programma di transizione che integri le rivendicazioni
popolari, annunciando chiaramente la prospettiva e il riferimento sociale a partire dai
quali si sceglie questa opzione centrale.

L’obiettivo di rovesciare l’austerità e il neoliberismo è al centro di questo programma.

L’aumento dei salari e delle pensioni, il rovesciamento della flessibilità dei rapporti
salariali e il sostegno al lavoro stabile e a tempo pieno, la riduzione della tassazione delle
classi popolari e lavoratrici e delle imposte indirette inique (come l’IVA e le tasse elevate
su carburante, acqua ed elettricità) sono aspetti essenziali dell’urgente necessità di
alleggerire i lavoratori e le classi popolari.

Ciò deve essere realizzato in parallelo con il rovesciamento dei guadagni reazionari che i
capitalisti hanno accumulato negli ultimi anni. Il rovesciamento della politica di
privatizzazioni, l’aumento della tassazione dei profitti e dell’enorme ricchezza
accumulata, la lotta per l’abolizione della “libertà” di circolazione dei capitali sono
anch’essi punti centrali.

Questi obiettivi sono direttamente collegati alla contestazione della legittimità e alla
richiesta di cancellazione del debito pubblico e a politiche volte a ripristinare la
proprietà pubblica, sotto il controllo sociale e operaio, del settore bancario e delle
imprese strategiche nei settori dell’energia e dei trasporti.

La rottura con la Politica Agricola Comune (PAC), che porta al declino e alla
riorganizzazione capitalistica della ruralità, è necessaria per garantire l’autonomia
alimentare a beneficio di tutti i lavoratori e delle classi lavoratrici.

L’esperienza comune dimostra chiaramente che la lotta per rovesciare l’austerità è


parallela alla lotta per difendere e consolidare la sovranità nazionale e popolare, vale
a dire il diritto democratico della maggioranza di prendere le decisioni che determinano
la sua vita. “Istituzioni” come la Troika e la Banca Centrale Europea, dispositivi come
l’approvazione preventiva da parte della Commissione Europea dei bilanci statali, l’euro
come strumento di attuazione delle politiche neoliberiste, le clausole dei trattati dell’UE
che promuovono il livellamento sociale e politico, devono essere denunciate e rovesciate.

4. In passato, l’UE ha preso decisioni critiche sulla creazione di un esercito europeo, sul
rafforzamento dell’industria della guerra, sul rafforzamento della presenza imperialista
in Africa, nell’Europa orientale e nel Mediterraneo orientale. Si tratta di una direzione
estremamente pericolosa alla quale siamo totalmente contrari. Allo stesso tempo,
sosteniamo la rottura con la NATO, promossa dal governo SYRIZA come principale alleato,
la chiusura delle basi militari, il divieto di missioni militari all’estero in ogni circostanza.

5. Le responsabilità dell’UE sono drammatiche per quanto riguarda i disastri militari,


economici ed ecologici che hanno causato ondate di rifugiati. Sosteniamo con forza i
diritti di uomini, donne e bambini che chiedono asilo sul territorio europeo, affinché
possano stabilirsi nei paesi di loro scelta, lavorare e vivere nell’uguaglianza con gli stessi
diritti che nei loro paesi d’origine.

Chiediamo l’abolizione dell’accordo reazionario Grecia-UE-Turchia e dell’accordo Dublino


III, che trasformano la Grecia e i paesi di prima accoglienza in prigioni per rifugiati e
immigrati, lo scioglimento di FRONTEX e l’abolizione dei campi di concentramento che
ospitano i rifugiati sulle isole. Allo stesso modo, chiediamo pari diritti occupazionali,
sociali e democratici per i migranti, compreso il sostegno alla loro integrazione nel
movimento sindacale e nelle sue organizzazioni nei paesi di accoglienza. Stiamo
combattendo contro le guerre imperialiste che aumentano il flusso di rifugiati e migranti.
Allo stesso tempo, sosteniamo tutti i migranti greci che vivono e lavorano nei paesi
dell’Unione Europea e nel mondo.

6. La minaccia del cambiamento climatico e del generale degrado ambientale in nome


di una crescita capitalistica incontrollata è una realtà, oggi particolarmente sensibile in
molte regioni. C’è urgente bisogno di profondi cambiamenti nell’organizzazione della
produzione e della società per evitare una grave catastrofe, le cui conseguenze saranno
principalmente subite dalle classi popolari.

7. Durante il periodo di crisi, le politiche comuni europee, consistenti nell’affrontarla con


mezzi neoliberisti, e l’accettazione delle istituzioni imperialiste di “globalizzazione” da
parte di tutte le parti dello spettro politico hanno lasciato spazio allo sviluppo di una
nuova tendenza internazionale di estrema destra che, in nome del protezionismo e del
ripiegamento nazionalista, rafforza ulteriormente il potere del capitale utilizzando le
stesse armi neoliberiste contro i lavoratori e le classi popolari.
L’attuale tendenza dominante negli Stati Uniti, in Brasile, Ungheria, Italia e Ungheria sta
adottando misure per dividere la classe operaia (che si rivolta in primo luogo contro i
rifugiati e i migranti) e stabilire un autoritarismo contro il movimento operaio e ogni
variante della sinistra, mentre allo stesso tempo, diffondendo il razzismo e il sessismo nella
società, sta violando ferocemente i diritti delle donne e aumentando la discriminazione
basata sul sesso, la razza, la religione e l’orientamento sessuale.

L’accordo tra Salvini e Le Pen, sotto la benedizione dei consiglieri di Trump, ha preparato
un’offensiva dell’estrema destra alle elezioni europee. Questo spazio politico deve essere
designato come l’avversario mortale di tutti i movimenti sociali e delle organizzazioni
progressiste.

Ma non c’è alcuna illusione da farsi sul “centro estremo” neoliberale, presentato come un
baluardo contro l’estrema destra nascente, come sostiene Alexis Tsipras, sostenendo
apertamente la fusione con i socialdemocratici e i verdi. Al contrario, bisogna riconoscere
che la politica neoliberista del governo europeo e dell’UE apre la strada allo sviluppo
dell’estrema destra razzista e nazionalista e che solo una lotta attiva contro il “centro
estremo” e i governi dell’UE possono combattere efficacemente l’estrema destra.

Sta diventando chiaro che le elezioni europee stiano divenendo una battaglia importante
ma difficile, direttamente collegata al compito di ricostruire il movimento sociale e la
sinistra radicale a livello nazionale ed europeo.

Per farvi fronte, è necessario un raggruppamento massimo di forze. Questa osservazione è la


linea di demarcazione tra ogni serio tentativo di riorganizzazione e gli automatismi gratuiti
del verbalismo e del settarismo, che portano ad una situazione di stallo.

Sosteniamo il coordinamento e la cooperazione con le iniziative lanciate nello spazio europeo


con l’obiettivo di unire le forze della Sinistra Radicale e rompere con l’attuale riferimento di
SYRIZA, il partito della Sinistra Europea, con la politica di euro-riformismo.

Sosteniamo il coordinamento, la cooperazione e l’unione delle forze del movimento popolare


greco, democratico, anti-memorandum e anti-austerità, e della sinistra radicale, nella
prospettiva delle elezioni europee e sulla base della resistenza alle politiche di austerità e
alle riforme neoliberiste, resistenza all’imperialismo, razzismo e nazionalismo, sulla base
dell’analisi secondo cui tali obiettivi possono essere raggiunti solo attraverso la politica di
rottura, rovesciamento, uscita dalla zona euro e disimpegno dell’UE, attraverso la volontà di
attuare un programma di progressiva transizione, trasformazione produttiva e sociale, con
riferimento al popolo.

Riteniamo ancora che la lotta per un’Europa di paesi e popoli sovrani profondamente
democratici e indipendenti sia oggi più che pertinente, e necessaria. Per un’Europa dei
popoli che costruirà la cooperazione politica ed economica più avanzata,
internazionalista ed egualitaria, opponendosi a ogni egemonia e nazionalismo e alla
presenza della NATO.

Traduzione a cura di Andrea Mencarelli e Giacomo Marchetti