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Chi siamo

La F.S.I., (Federazione Sindacati Indipendenti), è un soggetto sindacale che si muove già da un ventennio nel
panorama italiano.

Il nucleo dell’organizzazione nasce , infatti, nel lontano luglio del 1993, quando lo SNATOSS, l’ADASS e altre
due organizzazioni, la FASE e la FAPAS decidono di costituire una rappresentanza sindacale unitaria
denominata R.S.U. “SNATOS5-ADASS-FASE-FAPAS”.

Alla RSU aderiscono successivamente il SOI (ostetriche) ed il SUNAS (assistenti sociali), consentendo alla
RSU di incrementare ulteriormente il dato associativo sia nel comparto sanità (dove la rappresentatività è
assodata) che negli altri comparti della P.A. Si forma, in tal modo, la RSU “Snatoss-Adass- Fase-Fapas-
Sunas-Soi”. Nel dicembre 1994 è riconosciuta la maggiore rappresentatività sindacale nazionale, così come
previsto dal D.Lgs n°29/93. In virtù di tale riconoscimento partecipa da subito, attivamente, alle trattative
ed alla firma del CCNL del comparto della Sanità valevole per il quadriennio 1994/97. Il 2 gennaio 2001 la
F.S.I., per unanime volontà delle organizzazioni costituenti, assume l’attuale denominazione formale, dando
vita alla nuova struttura organizzata su base federativa.

L’obiettivo dichiarato è quello di catalizzare intorno al progetto tutte le organizzazioni indipendenti che
operano nel settore, al fine dì creare una forza sindacale che nel rispetto del patrimonio storico e culturale
di ognuno costituisca un interlocutore unico per il governo e le parti datoriali pubbliche e private e sappia
esprimere una progettualità ed una capacità critica qualificate.

La F.S.I., si inserisce, pertanto, con forza e caratteristiche innovative nel panorama sindacale italiano,
determinando un vero sconvolgimento negli equilibri sindacali e politici cristallizzati da decenni.

Di seguito elenchiamo alcune conquiste fondamentali conseguite grazie all’impegno ed alle battaglie della
FSI

RICONOSCIMENTO DELL’AUTONOMIA PROFESSIONALE

Dopo innumerevoli battaglie e aver partecipato direttamente all’attività parlamentare e di governo


preliminare alla stesura di numerosi progetti e disegni di legge, la FSI, nel 1994, ha ottenuto l’emanazione
dei Decreti Ministeriali contenenti i profili professionali trasformando cosi gli operatori da ausiliari a
professionisti.

Una vittoria legislativa che la FSI (che allora agiva come Snatoss) ha dovuto difendere dagli attacchi della
categoria medica e delle sue numerose associazioni le quali, con vari ricorsi al tribunale amministrativo
regionale del Lazio, tendevano a negare agli operatori la giusta dignita e l’agognata autonomia
professionale. Dignità e Autonomia professionale che sono stati riconosciute, in fase successiva, anche dalla
Legge numero 42 del 1999.

ABOLIZIONE DEL DPR 111. deI 1019 E POSSIBILITÀ DI CARRIERA PER IL PERSONALE DEL SERVIZIO SANITARIO
NAZIONALE

Grazie alla Federazione Sindacati Indipendenti ed alla sua incisiva azione contrattuale i lavoratori della
sanità il 7 aprile del 1999, con il contratto collettivo nazionale di lavoro (costato alle regioni
1.340.000.000.000 di vecchie lire in aggiunta allo stanziamento contrattuale previsto) hanno ottenuto lo
scardinamento della vecchia normativa che sanciva lo Stato giuridico del personale delle unità sanitarie
locali (761-1979) e una nuova classificazione giuridica ed economica in cui sono state sancite quattro
diverse categorie (con due livelli super) e numerosi gradini economici di sviluppo di carriera sino ad allora
impediti dalla sopra citata normativa del 1979.

ACCESSO DELLE PROFESSIONI ALLA DIRIGENZA

Con l’approvazione delle leggi 251 del 2000 e 138 del 2004, norme fortemente richieste dalla nostra
organizzazione con azione di forte pressione sugli organi legislativi dello Stato, sono state istituite le
posizioni dirigenziali per le professioni sanitarie e sociali ed è stato fatto obbligo alle aziende di convertire i
relativi posti in dotazione organica. Una grande affermazione dei principi enunciati dalla nostra
organizzazione che ha sempre sostenuto la

necessità di superare la vecchia organizzazione: idonea per le arti ausiliarie ma non per le nuove professioni
sanitarie che non necessitano di capi operai. Purtroppo un successo parzialmente sminuito dalla
inadempienza del sistema e delle aziende che stanno opponendo una strenua resistenza all’applicazione
della normativa.

FORMAZIONE PROFESSIONALE A CARICO DELLE AZIENDE

Decisivo anche nel campo della formazione l’intervento della nostra Federazione la cui delegazione
trattante ha impegnato l’agenzia per la rappresentanza negoziale (ARAN) in una contrattazione difficile che
ha portato all’adozione dell’articolo 20 del C.C.N.L. del 19/04/2004 con cui si è posto fine ad un vergognoso
mercato legato all’aggiornamento professionale, in cui gravitavano grandi e piccoli speculatori. Grazie alla
nostra Federazione gli operatori del sistema sanitario hanno, quindi, oggi la possibilità di scegliere se
partecipare all’aggiornamento predisposto dall’azienda gratuitamente o invece crearsi un percorso di
aggiornamento professionale personalizzato.
ISTITUZIONE DEGLI ORDINI PROFESSIONALI

Con l’approvazione definitiva Legge i febbraio 2006, n. 43 si supera quella vergognosa dicotomia italiana
per cui le professioni da una parte avevano una formazione universitaria e dall’altra avevano ancora i
collegi, residuati di un passato remoto. Con l’istituzione degli Ordini - una richiesta avanzata dalla nostra
organizzazione sin dalla fase precedente e preliminare all’approvazione dei profili vi sarà una maggiore
tutela dei professionisti che si iscriveranno ai relativi Albi(bisogna infatti ricordare che il collegio lo avevano
solo gli infermieri e i tecnici sanitari di radiologia medica) e le nuove professioni potranno dialogare alla pari
con le altre professioni precedentemente dotate di ordine quali ad esempio quella di medico e di
farmacista.