Sei sulla pagina 1di 82

GEOTECNICA

Identificazione e
Tensioni Geostatiche
Rocce Ignee
originate dal consolidamento del magma:
1) Effusive
2) Piroclastiche
3) Intrusive

Rocce Metamorfiche
(originate da processi di alterazione (4)

Rocce Sedimentarie
(originate da processi di disgregazione e deposito (5)
Rocce effusive (o vulcaniche)
- Consolidamento rapido in superficie
- Struttura porfidica o vetrosa
- Porfidi

Rocce intrusive (o plutoniche)


- Consolidamento lento all’interno della Terra
- Struttura cristallina
- Graniti

Rocce piroclastiche
- Frammenti espulsi durante fenomeni
vulcanici esplosivi e successiva
deposizione all’aria o in acqua
- Tufi
Rocce Sedimentarie
- Originate da processi di disgregazione e
deposito in un ambiente fluido (acqua o aria)

- Degradazione ed erosione delle rocce


superficiali
- Trasporto dei prodotti erosi fino al bacino di
sedimentazione
- Sedimentazione
- Diagenesi

- Pietra serena

- Calcari
Rocce metamorfiche
- Originate da processi di alterazione
all’interno della crosta
- Gneiss
Prima classificazione
• Terre – (Terreni)
• Rocce
Terra ( o Roccia Sciolta)
Roccia ( o Roccia Lapidea)
Roccia lapidea Roccia sciolta
Compatta Porosa (terreno)

Solido

Gas

Liquido

Aumento di porosità e di presenza delle fasi fluide

I terreni naturali, o rocce sciolte, discendono da:


formazione incompleta o trasformazioni delle rocce
lapidee
SISTEMA MULTIFASE

Schemi a ‘fasi separate’

VT = Vs + Vv = Vs + Vw + Va W = Ws + Ww
Schemi
a ‘fasi separate’

(Wa=0)
Va
Vv
Vw Ww
VT WT

VS WS

VT = Vs + Vv = Vs + Vw + Va WT = Ws + Ww

solido = scheletro continuo di particelle solide + complessi di


adsorbimento,

liquido = corrisponde al solo liquido libero (interstiziale), in genere


acqua
→ analisi con l’idraulica dei mezzi porosi

gas = corrisponde in genere all’aria → privo di peso


CARATTERISTICHE FISICHE GENERALI - CFG
lo stato naturale di un mezzo multifase si può
caratterizzare attraverso proprietà fisiche definite dai
rapporti tra volumi e pesi di fase solida e di fasi fluide

Rapporti tra pesi e volumi

Rapporti tra pesi

Rapporti tra volumi


CORRELAZIONI TRA PESI E VOLUMI
Va
Vv
Vw Ww

WT
VT
VS WS

VT = Vs + Vv = Vs + Vw + Va WT = Ws + Ww
WT
γ =
- peso dell’unità di volume totale VT

Ws
- peso dell’unità di volume della parte solida γs =
Vs

WS
- peso dell’unità di volume del terreno secco γd =
VT

- peso dell’unità di volume dell’acqua γw

- peso dell’unità di volume del terreno alleggerito γ ' = γ −γw

γs
- peso specifico dei grani Gs =
γw
- peso dell’unità di volume γ
D

Campione di terreno

2
V = π∗ D h W = peso del campione di terreno
4
γ =W (kN/m3)
V
- peso secco dell’unità di volume γd

Campione di terreno

h
Misura del peso specifico del solido γs
Ws= peso materiale solido
(preventivamente essiccato)

Ws
peso solido Ws
γs = =
volume solido Vs

Vs = volume d’acqua spostato


nel ‘picnometro’ (differenza pesi)
o nel ‘volumenometro’ (lettura buretta)
Peso dell’unità di volume alleggerito γ’

γ '=γ sat −γ w
peso immerso dell'unità di volume, γ'
(= terreno saturo 'alleggerito' dalla spinta idrostatica)

γ' = γ sat − γ w = γ s (1 − n) + γ wn - γ w = γ s (1 − n) − γ w (1 − n) = ( γ s - γ w )(1 − n)

equivale all'applicazione del 'Principio di Archimede':

“Un corpo immerso in un liquido è soggetto a una sottospinta


pari al peso del liquido spostato (= volume del corpo)”

Corpo = Terreno saturo


Volume = 1

Peso corpo = γsat ⋅ 1


Sottospinta = γw ⋅ 1
_____________________
Risultante = γsat - γw = γ’
CORRELAZIONI TRA MASSE E VOLUMI

Va
Vv
Vw Mw
VT MT

VS MS

VT = Vs + Vv = Vs + Vw + Va MT = M s + M w

MT
ρ=
- massa dell’unità di volume totale VT

Ms
ρs =
- massa dell’unità di volume della parte solida Vs

MS
ρd =
- massa dell’unità di volume del terreno secco VT

- massa dell’unità di volume dell’acqua ρw

- massa dell’unità di volume del terreno alleggerito ρ ' = ρ − ρw


CORRELAZIONI TRA PESI

- w (contenuto d’acqua)

Ww
w= • 100(%)
WS

Determinazione del contenuto d’acqua w

Ww W − W2
w= • 100 = 1 • 100
Ws W2 − Wc
CORRELAZIONI TRA VOLUMI

Va
Vv
Vw

VT
VS

VT = Vs + Vv = Vs + Vw + Va

- Grado di saturazione: S

VW
S= • 100(%)
VV

S = 0 % terreno asciutto

S = 100 % terreno saturo


Porosità: n

VV
n= • 100(%)
VT

Indice dei vuoti: e

V Valori tipici
e= V sabbie: 0.4 - 1
VS
argille: 0.3 – 1.5

e n
n= e=
1+ e 1− n
Misura delle C.F.G. - Riepilogo

Proprietà misurate
γs, γ, γd, w
→ Proprietà calcolate
n, e, S

γd γs
⇒ n = 1− e= −1
γs γd

Vw w γ
⇒ S = ≡ ⋅ s
Vv e γw

Valori di CFG per terreni tipici

e=
n w sat =
e γ d = γ s (1 − n) γ = γ d (1 + w )
Materiale Gs n 1−n Gs (kN/m3) (kN/m3)

Sfere uniformi - 0.26-0.48 0.35-0.92 - - -


Ghiaia 0.25-0.40 0.30-0.67 - 14-21 18-23
Sabbia 0.25-0.50 0.30-1.00 - 13-18 16-21
Limo 2.6-2.7 0.35-0.50 0.50-1.00 - 13-19 16-21
Argilla tenera 0.40-0.70 0.70-2.30 0.4-1.0 7-13 14-18
Argilla dura 0.30-0.50 0.40-1.00 0.2-0.4 14-18 18-21
Torba 1.8-2.2 0.75-0.95 3-19 2-6 1-5 10-13
Determinazione dell’indice dei vuoti e

Vv V − Vs V V V V ⋅ γ w ⋅ Gs
e= = = −1 = −1 = −1 = −1
Vs Vs Vs Ws Ws WS
γs
γ w ⋅ Gs

Determinazione del grado di saturazione S

Vw Ww
S= • 100 = • 100
VV γ w ⋅Vv
Analisi granulometrica
Terreni e classi granulometriche

Analisi Granulometrica Di Una Terra


Scopo
Una terra è costituita da un insieme di grani di forma e dimensione
differenti. Scopo dell’analisi granulometrica è quello di determinare la
distribuzione percentuale dei grani, per massa, secondo le loro
dimensioni.
Procedure:
Terreni granulari (d > 75 µm)  analisi mediante
stacciatura
Terreni fini (d < 75 µm)  analisi mediante
sedimentazione
. La distribuzione ottenuta viene rappresentata mediante la “curva
granulometrica”.
0.002 mm 0.06 mm 2 mm 60 mm
Pesate Interpretazione
m1
d1
m2 i
d2 ∑mj
trattenuto al setaccio i: j =1
Ti = ⋅100
mtot
mi
di

N
∑mj
mN passante al setaccio i: j =i +1
dN Pi = ⋅100 = 100 − Ti
mtot

Ghiaia d > 2mm


Sabbia 2mm > d > 0.06mm
Limo 0.06mm > d > 0.002mm
Argilla d < 0.002mm

Nomenclatura (posto F1> F2> F3> F4):

F1 = frazione prevalente  ‘F1’


25%<F2<50%  ‘con F2’
10%<F3<25%  ‘F3-osa’
5%<F4<10%  ‘debolmente F4-osa’
Per l’identificazione di terreni composti da più frazioni si
segue il criterio:
siano A, B, C, i nomi degli intervalli principali (argilla, limo
D); siano p1, p2, p3 le percentuali di A, B, C presenti nella
terra in esame;
se per esempio p1> p2 > p3 il terreo viene denominato col
nome della frazione A, seguito dai nomi delle frazioni B e C
preceduti dalla congiunzione “con”, se il corrispondente p
è compreso tra il 50 e il 25%,

seguiti dal suffisso “oso” se p è tra il 25% e il 10%;

o infine seguiti dal suffisso “oso” e preceduti da


“debolmente” se p è compreso tra il 10 e il 5%.
Si definisce terreno di granulometria uniforme se D60/D10 <2
dove D60 e D10 sono i diametri corrispondenti al 60% ed al
10%di passante rilevati dall’analisi granulometrica

D60
U=
D10
1) Limo con argilla sabbioso
2) Sabbia debolmente limosa
3) Ghiaia con sabbia
Curva granulometrica e definizione della frazione
granulometrica

d10 d60

d 60
Coefficiente di uniformità, CU oppure U: CU =
d10

(∝ disuniformità!) ⇒ CU=1  terreno monogranulare


CU >>1  terreno assortito
Analisi granulometrica per sedimentazione

• L’analisi granulometrica per sedimentazione viene riservata


alla frazione di terreno passante al setaccio di apertura
0.075mm. La prova consiste nel misurare ad intervalli di
tempo prefissati la densità di una sospensione di terreno in
acqua distillata con un densimetro idoneo: dalle misure si
risale alla distribuzione granulometrica della frazione fine di un
terreno
Legge di Stokes
V = C D2
Correzione del menisco
Correzione temperatura
Correzione del dispersivo
Come si ottiene il diametro d?
Invertendo la Legge di Stokes
(sedimentazione particelle sferiche):

γs − γw 2 1800η
⇒ ⇒
Hr
v= d d= v =k v d =k
1800η γs − γw t

Hr = profondità baricentro idrometro: lettura idrometro corretta di Cm per effetto


del menisco

Come si ottiene la frazione passante p?

 Gs
= a=
 Gs − 1
Limiti di consistenza - Fondamenti

Obiettivo:
quantificare il grado di interazione solido-acqua (dipendente da
granulometria e mineralogia)
attraverso identificazione di stati fisici di riferimento (limiti di Atterberg o
di consistenza)
che esprimono transizioni di comportamento del terreno al variare del
contenuto d’acqua
• limite di ritiro wS

Gli stati fisici di interesse tecnico sono normalmente 'umidi‘ per cui
si fa in genere riferimento a:

• limite di plasticità wP

• limite di liquidità wL
Limite di plasticità – Procedura standard

Principio:
il limite plastico è convenzionalmente fissato dal contenuto d’acqua wP
in corrispondenza del quale un provino di terreno,
ridotto in bastoncini fatti rotolare sotto il palmo della mano
su una superficie liscia (p. es. una lastra di vetro) comincia a fessurarsi
ad un diametro di 3 mm

Esecuzione della prova:

LIMITE DI PLASTICITA’
wP

Il valore di wP è assunto come w medio su almeno due


serie diverse di misure
Limite di liquidità – Metodo ASTM (Casagrande)

Principio:
il limite liquido è fissato convenzionalmente dal contenuto d’acqua wL in
corrispondenza del quale un provino di terreno, posto in una coppetta di
dimensioni normalizzate, suddiviso in due parti con un apposito utensile
solcatore, e fatto rimbalzare da un’altezza di 10 mm per 25 volte, determina la
chiusura del solco per la lunghezza di 13 mm

Coppetta (o ‘cucchiaio’) di
Casagrande

Assetto iniziale Configurazione finale


inizio fine

Interpretazione:
w è il valore corrispondente a 25
colpi ottenuto mediante
interpolazione tra le misure
eseguite
(in scala semilogaritmica)
PI (IP) = indice di plasticità

PI = wL − wP
PI Terreno
0-5 non plastico

5 - 15 poco plastico
15 - 40 plastico
> 40 molto plastico

LI (IL) = indice di liquidità

w − wP w − w
LI = n = n P
PI w −w
L P

LI Terreno
LI< 0 Solido o semisolido

0 <LI<1 Plastico
1<IL Liquido
INDICE DI CONSISTENZA

wL − wn wn − wP
IC = = 1 − LI LI =
PI PI

wP w wL

>1 1 IC 0 <0

aumento IC  aumento resistenza a taglio


riduzione della compressibilità

wp wn wL
INDICE DI ATTIVITA’

(Skempton, 1953)

A = Indice di plasticità = PI
% in peso inferiore a 0.002 mm CF

A Terreno
< 0.75 inattivi
0.75 < A < 1.25 normalmente attivi
> 1.25 attivi

100
90
80
indice di plasticità, I (%)

70 A. elevata
60
50
40 I A = 0.75
30 I A = 1.25
20 A. bassa
I A = 0.5
10
0
0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100
frazione argillosa, CF (%)
Carta di plasticità di Casagrande (1948)

Molte proprietà dei terreni a grana fine sono empiricamente


correlate all’indice di plasticità
Carta di plasticità (USCS)
80
70
indice di plasticità, IP (%)

60 linea A: IP = 0.73(wL-0.20)
50 CH

40 CL

30 CL
ML
OH
20 MH
10 OL
ML
0
0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100
limite di liquidità, wL (%)

M = limi
C = argille L = bassa plasticità
O = sostanze organiche H = alta plasticità

ML Limi inorganici da bassa a media plasticità

CL Argille inorganiche da bassa a media plasticità

OL Limi e argille organiche di bassa plasticità

MH Limi inorganici di alta plasticità

CH Argille inorganiche di alta plasticità

OH Argille organiche da media a alta plasticità


TERRENI GRANULARI

vibrazioni
sabbia sabbia
sciolta densa
emax emin

eo indice dei vuoti in sito


γd peso dell’unità di volume del terreno secco

emax − eo γ γ − γ d min
Dr = ⋅100 = d max d ⋅100
emax − emin γ d γ d max − γ d min

emax = minima densità, misurata con


deposizione “pluviale”
emin = massima densità, misurata con
addensamento per vibrazione
Compattezza e consistenza

Significato:
Individuazione dello stato naturale di un terreno
in relazione alle sue condizioni limite di porosità e/o contenuto
d’acqua

Terreni Proprietà CFG di riferimento Parametro

Granulari Compattezza Indice dei vuoti, e Densità relativa

Fini Consistenza Contenuto d’acqua, w Indice di consistenza

Densità relativa dei terreni granulari


emax − e
Dr = ∈ [0,1]
emax − emin

emin e emax

Dr 0
1
Indice di Consistenza dei terreni fini

wL − w wL − w
Ic = = ∈ ]− ∞,+∞[
wL − wP IP

wP w wL

>1 1 IC 0 <0
Compattezza e consistenza

Valutazione empirica della compattezza dei terreni granulari

Compattezza Dr Test
0.0 ÷ Possibile infliggere a mano una barra d’acciaio per
Molto sciolta
0.2 circa 1 m
0.2 ÷ Abbastanza facile da scavare con la vanga o da
Sciolta
0.4 penetrare con la barra
Mediamente 0.4 ÷ Difficile da scavare con la vanga o da penetrare con la
sciolta 0.6 barra
Molto difficile da scavare con la vanga o da penetrare
0.6 ÷ con la barra
Densa
0.8 È possibile infiggere un picchetto per 5–10 cm con la
mazza battente
0.8 ÷ Impossibile da scavare con la vanga o da penetrare
Molto densa
1.0 con la barra

Valutazione empirica della consistenza dei terreni a grana fine

Consistenza Ic Test
Molto molle < 0.0 Si estrude tra le dita quando è pressata
Si modella con leggera pressione delle dita
Molle 0.0 ÷ 0.5
Facile da incidere con l’unghia
Moderatamente Si modella con forte pressione delle dita
0.5 ÷ 1.0
consistente Abbastanza facile da incidere con l’unghia
Non modellabile con la pressione delle dita
Consistente >1.0
Difficile da incidere con l’unghia
Molto
>> 1.0 Molto difficile da incidere con l’unghia
consistente
STATO TENSIONALE NEI TERRENI
Tensioni geostatiche

In molti problemi di Ingegneria Geotecnica è necessario stimare l’effetto che


una perturbazione (per esempio l’applicazione di un carico) produce sul
terreno
Tensioni geostatiche o litostatiche:
Stato tensionale dovuto al peso proprio del terreno:
- Approccio rigoroso
- Approccio ingegneristico

Approccio Rigoroso
Meccanica mezzi discontinui o PARTICELLARE
Solido particellare + Fluido continuo

Forze interparticellari
Approccio Ingegneristico
Meccanica continuo
Solido & Fluido = continui sovrapposti

Tensioni
Deformazioni
Pressioni

Da questa natura multifase scaturisce una delle problematiche più


delicate della Meccanica delle Terre: la ripartizione dello stato di sforzo
tra la fase solida e la fase liquida.
>> Principio delle tensioni efficaci
Componenti normali e tangenziali

Componenti Normali Componenti Tangenziali


Compressione → Contrazione Taglio → Distorsione

δN δu

δw δT

δN
σ = lim δT
δA→0
δA τ = lim
δA→0
δA
δw
ε = δlim δu
l →0
δl γ = δlim
l →0
δl

In meccanica delle terre prevalgono i fenomeni di compressione


 ad essi si attribuisce segno positivo
PRINCIPIO DELLE TENSIONI EFFICACI
Terzaghi 1923 e 1936

Lo stato tensionale in un punto può essere definito attraverso la


conoscenza delle 3 tensioni principali TOTALI σ1, σ2 e σ3. Se lo spazio
intergranulare è riempito con acqua avente pressione ‘u’ (pressione neutra
o pressione dei pori), le tensioni totali possono scomporsi in 2 parti.
La differenza tra la tensione totale e quella neutra viene definita come
TENSIONE EFFICACE rappresenta l’aliquota di pressione che è
sopportata interamente dalla fase solida

σ’1 = σ1 - u

Le tensioni efficaci controllano il comportamento meccanico dei terreni


cioè la compressibilità e la resistenza

L’evidenza sperimentale e accurate analisi hanno mostrato (Skempton, 1960)


che per sabbie sature e argille il PRINCIPIO DELLE TENSIONI EFFICACI
costituisce una eccellente approssimazione della realtà.

Nel caso dei terreni parzialmente saturi, e nel caso delle rocce, l’equazione σ’
= σ – u non è verificata.
PRINCIPIO DELLE TENSIONI EFFICACI

Equilibrio traslazione verticale:


P = P’ + (A-Ac) . u
P’ è la forza intergranulare
(A – Ac) . u è la forza idrostatica

P P '  A − Ac 
= + u
A A  A 

 Ac 
σ = σ '+ 1 − u poiché nei terreni granulari Ac/A->0 si ha
 A 
σ = σ '+ u
σ = tensione totale
σ’ = tensione effettiva (o efficace)
u = pressione neutra
Tensioni geostatiche:
Piano campagna orizzontale

x
y
z

Elemento: dx dy dz σz
τ yz
Wz ∂τ xz
τ xz τ xz + ⋅ dx
∂x

∂τ yz ∂σ z
τ yz + ⋅ dy σz + ⋅ dz
∂y ∂z
In direzione: z


 

+  + 


 =γz


Piano campagna orizzontale

σz = σ1 σz = σv
σz
σx = σy = σ3 σx = σh = σo

σx
σy



=γ  =  =  +  = 

Esempi:

Terreno omogeneo , assenza di falda 

A σv

zB
γ
B
1
σ z = σ v = σ’ v =γ z
γ
σ zA = σ vA =γ z A = 0
σ zB = σ vB =γ z B z
Terreno stratificato, assenza di falda
σv
γ1
γ1
1 n −1 n −1
σv ( z ) = ∑ γ i hi + γ n ( z − ∑ hi )
1 1

γn 1
γn
z
Terreno omogeneo, presenza di falda

p. c.
σv , u, σ′v

p. l. f.
zw γz w
γ sat
1

σ v (z )
σ′v (z )

z
Se è presente una falda in quiete da profondità z = zw (pelo libero):
per z < zw ⇒ le tensioni verticali efficaci (σ’v) coincidono con quelle totali (σv=γz)
per z > zw ⇒ u(z) = tensioni idrostatiche, σv (z) = tensioni totali calcolate con γ = γsat

σ'v ( z ) = σv ( z ) − u( z ) = [γzw + γ sat ( z − zw )] − γ w ( z − zw ) ≡ γzw + γ ' ( z − zw )


Tensioni litostatiche orizzontali
NB: le equazioni di equilibrio sono insufficienti per ottenere le tensioni
orizzontali!
Approcci possibili:
Razionale (ipotesi di mezzo elastico)

dalle relazioni di Navier + condizioni di simmetria indefinita (εh = εx=


εy=0):

εh =
1
[σ h −ν (σ h + σ v )] = 0 ⇒ σ h (1 −ν ) = νσ v ⇒ σ h = ν σ v
E 1 −ν

Inconvenienti: difficoltà di misura di ν, ambiguità tensioni totali/efficaci

Empirico (dall’evidenza sperimentale)

si esprime la tensione orizzontale efficace σ‘h(z) in funzione di σ‘v(z)


mediante un parametro empirico, il coefficiente di spinta a riposo k0
(misurabile in situ o in laboratorio, o esprimibile mediante correlazioni) t

σ’ h = k 0 σ’ v
Procedura:
n −1 n −1
σv ( z ) = ∑ γ i hi + γ n ( z − ∑ hi ) σv , σh , u, σ′v , σ′h
1 1

u ( z ) = γ w ( z − zw)
σ'v ( z ) = σv ( z ) − u

σ'h ( z ) = k0,i σ'v ( z )


σ′h (z )
σ h ( z ) = σ' h ( z ) + u σ′v (z )

z σh (z ) σv (z )
Esempi:

Terreno omogeneo , assenza di falda

A σh

zB
γ
B
1
σ v = σ’ v = γ z

σ’ h =k 0 σ’ v =k 0 γ z k0 γ

σ hA =k 0 σ vA =k 0 γ z A = 0
z
σ hB = k 0 σ vB =k 0 γ z B

Terreno stratificato , assenza di falda


A σh

γ 1 k 01 zB
B

γ 2 k 02 k 02 > k 01

σ vB = σ’ vB = γ 1 z B
z
σ’ hB+ = k 01 σ’ vB =k 01 γ 1 z B
σ’ hB- = k 02 σ’ vB =k 02 γ 1 z B
Coefficiente di spinta a riposo: k0

Terreni NormalConsolidati (NC):

2!"#$% 1 − !"#$%
 () = 1 +
3 1 + !"#$%

 () = 1 − !"#$% Jaky (1944)

Terreni Sovraconsolidati (OC):

La massima tensione sopportata durante la storia geologica


(indicata con σ’p) risulta superiore a quella attuale (σ’vo). I depositi
che sono stati assoggettati durante la loro storia a tensioni σ’p
superiori alla tensione σ’vo attuale sono definiti sovraconsolidati e
l’entità del fenomeno di sovraconsolidazione è individuata da un
parametro OCR (OverConsolidation Ratio) denominato grado di
sovraconsolidazione:
′*
( =
′+

 ( =  ()( , Mayne e Kulway (1982)

- = 0.46 ± 0.06

- = sin $′
TENSIONI INDOTTE DA CARICHI IN SUPERFICIE

P P

Semispazio elastico-lineare omogeneo ed isotropo –


Boussinesqu (1883)
Stato tensionale indotto da carico superficiale
indefinito

Schema: semispazio sottoposto a sovraccarico uniforme (σz(0) = q)

x
q
y
σ v (z ) z
σ h (z )
σ h (z )
γ

z
σ v ( z ) = q + σ v 0 ( z ) = q + ∫ γ dz = σ v 0 ( z ) + ∆σ v
0

σ v ( z ) = q + γz

′3 (z)= σ’v(z)= 4 +  


Stato tensionale indotto da sovraccarico concentrato

Schema: semispazio caricato da forza concentrata F [kN]


F Soluzione di Boussinesq
θ x
r y
R z σz sistema (x,y,z)
σz ⇓
σx σx , σy , τxy = f(F,x,y,z,ν)
τ rz σθ σz , τxz , τyz = f(F,x,y,z)

σr σy
r = x2 + y2
z R = r 2 + z 2 = x2 + y2 + z 2
coordinate cartesiane θ = arctan( y / x)

 3F  x 2 z 1 − 2ν  1 ( 2R + z ) x 2 z  
σ x =  5 − − + 3 + 
 2π  R 3  R (R + z) R (R + z) 2 R 3  

σ = 3F  y z − 1 − 2ν − z  
2
1 ( 2R + z) y 2
  + + 
 y 2π  R 5 3  R (R + z) R 3 (R + z ) 2 R 3  
 
 3F z 3
σ z =
 2π R 5
 3F xz 2
 τ xz =
 2π R 5
 3F yz 2
τ =
 yz 2π R 5

 3F  xyz 1 − 2ν  (2R + z) xy  
 τ xy =  −  
2π  R 5 3  R 3 (R + z) 2  

Stato tensionale indotto da sovraccarico concentrato

Schema: semispazio caricato da forza concentrata F (kN)


F
θ x
r y
R z σz
σz
σx
τ rz σθ
σr σy sistema (r,z,θ)

σr , σθ = f(F,r,z,ν)
σz , τrz = f(F,r,z)
coordinate cilindriche

 F  3r 2z (1 − 2ν)R 
σr = − 2
− 3 + 
 2 πR  R R + z 
 F(1 − 2ν)  z R 
σθ = − −
 2πR 2  R R + z 
3
σ = 3F z
 z 2π R 5
 2
τ = 3F rz
 rz 2π R 5
Semispazio soggetto a sovraccarico lineare

Schema: semispazio con sovraccarico lineare p = [F/L] [kN/ml]

Problema a simmetria piana (εy=0) ⇒ coordinate cartesiane

La soluzione è ottenuta
per sovrapposizione ed
p integrazioni della soluzione
x per carico concentrato:
dy

R = x2 + z2
γ=0
P
E, ν
z

σy = f (p,x,z,ν)
 2p x 2z
σ
 x =
 π R4
σx , σz , τxz = f (p,x,z)
 σ = ν ( σ + σ ) = 2 pν z
 y x z
π R2
 3
σ z = 2 p z
 π R4
 2p xz 2
τ
 xz =
 π R4
Semispazio soggetto a sovraccarico nastriforme

carico nastriforme q = [F/L2] = [kN/m2]

B
La soluzione è ottenuta
q per sovrapposizione ed integrazioni
x della soluzione per carico lineare:

P
γ=0 Anche in questo caso risulta:
E, ν
z σy = f(q, x, z, ν)
σx , σz , τxz = f(q, x, z)

; ; ; ;
5 (: ) (= ) = (: )
< < < <
 = 789# − 789# + ; <
− ; <
6 = : < : : <
< <

; ; ; ;
5 (: ) (= ) = (: )
< < < <
 = 789# − 789# − ; <
+ ; <
6 = : < : : <
< <

5 < <
> = ; <
− ; <
6 : : < = : <
< <
Semispazio soggetto a sovraccarico nastriforme

B
 q
σ x = π [α − sin α cos(α + 2δ)]
 2q
q σ y = ν( σ x + σ z ) = αν
x  π
 q
σz = [α + sin α cos(α + 2δ)]
 π
α δ τ = q sin α sin(α + 2δ)
γ=0  xz π
P
E, ν
z σ /q
0.00 0.25 0.50 0.75 1.00
Distribuzione delle tensioni in asse 0
σx
Per x = 0 risulta α+2δ = 0: σy
1
 q σz
σ x = [α − sinα] = σ3
π
 2q
σ y = ν(σ x + σ z ) = αν = σ 2 2
 π
 q
σ z = π [α + sinα] = σ1
τ = 0 3
 xz
B z/B
e poiché è anche α = 2 arctan  
 2z  4

• gli incrementi di tensione sono esprimibili


in forma adimensionale: σ/q = f(z/B) 5

• si estinguono ad una distanza proporzionale a B


(p.es. risulta σz < 0.2q per z ≈ 4B)

• la componente σx si estingue più rapidamente


della σz
Semispazio soggetto a sovraccarico nastriforme
Semispazio soggetto a sovraccarico nastriforme

Distribuzioni con la profondità


degli incrementi di tensione verticale
al variare della distanza dall’asse

All’aumentare della distanza:

• l’incremento in superficie ‘salta’ da q a 0.5q a 0

• gli incrementi in profondità tendono ad uniformarsi


e poi anche a crescere al di fuori della fondazione
Semispazio soggetto a sovraccarico circolare
carico q = [F/L2] = [kN/m2]

Problema a simmetria radiale ⇒ coordinate polari

La soluzione è ottenuta per sovrapposizione ed integrazioni della soluzione per


carico concentrato:

q ⋅ rdθ ⋅ dr
dθ R
rdθ dr
r P
z

•In asse (r=0), gli incrementi di tensione valgono:

  
σ = σ = σ = q (1 + 2ν) − 2(1 + ν)z + z3 
 h 2
( )
3
x y
 R 2 + z2 R 2 + z 2 

  
  z 3

σ v = σ z = q 1 −


 ( ) 3 
R 2 + z 2 

τ xz = τ zy = τ yz = 0

Anche in questo caso risulta:

σh = f(q, P, ν) , σv = f(q, P)
P (posizione del punto P)
Semispazio soggetto a sovraccarico circolare

σv
q

r
R
z
R
Semispazio soggetto a sovraccarico circolare

Isobare degli incrementi di tensione verticale σv :

x
R

σv
z q
R

a parità di larghezza (R = B/2), gli incrementi di


tensione si attenuano più rapidamente
rispetto alla fondazione nastriforme
Esempio di incrementi di tensione prodotti da un
sovraccarico circolare

Ipotesi:
• sovraccarico uniforme circolare = peso dell’acqua
nel serbatoio
• si considera la sovrapposizione (tensioni litostatiche)
+ (incrementi)
• per l’assenza di falda ⇒ tensioni totali ≡ tensioni
efficaci
Semispazio soggetto a sovraccarico rettangolare - I

Tensioni verticali lungo uno spigolo di un’area rettangolare di carico

q  BL BLz  1 1 
Soluzione di Steinbrenner (1934): σz = arctg + + 
2π  zR 3 R 3  R12 R 2 2 
L

R1 = B2 + z 2

B R 2 = L2 + z 2
R 3 = B2 + L2 + z 2
Semispazio soggetto a sovraccarico rettangolare - II
Applicando il principio di sovrapposizione degli effetti,
è possibile ottenere le tensioni verticali in un generico punto:

• lungo una verticale di bordo (sovrapposizione di 2 aree rettangolari)

σ zP ( ABCD ) = σ zP ( AQPD ) + σ zP (QBCP )

• lungo una verticale interna (sovrapposizione di 4 aree rettangolari)

σzP ( ABCD) = σzP ( AQPT ) + σzP (QBRP) + σzP ( PRCS) + σzP (TPSD)

• lungo una verticale esterna (sovrapposizione di 4 aree rettangolari)

σ zP ( ABCD) = σ zP ( AQPT ) − σ zP (BQPS) − σ zP ( DRPT ) + σ zP (CRPS )


Carico netto
Tensioni superficiali e capillarità

Tensione superficiale + Adesione liquido-solido ⇒ capillarità ( menischi)

πd 2
• Equilibrio in un tubo di diametro d: γ w h c = πdT cos α
4

(α = angolo di contatto, dipendente da materiale e rugosità della parete)


(T = tensione superficiale, nell’acqua in media ≈ 70 mN/m)

4T cos α
• Altezza di risalita capillare: hc =
γ wd

4T 0.30
p. es., tra acqua e vetro, α ≈ 0 ⇒ h c ≈ ≈
γwd d
(hc, d in cm)

Generalizzando, l’altezza di risalita capillare


è inversamente proporzionale alla larghezza del ‘condotto di risalita’.
• In questa zona, l’acqua è a pressione (assoluta) uw
minore di quella atmosferica ua

Legge idrostatica nella colonna ⇒ u w − u a = −γ w z < 0

Altezze di risalita e di ritenzione capillare


Esperienza di
Lane & Washburn (1946)

Diametro zona saturata massima


Indice dei vuoti
Terreno caratteristico per drenaggio risalita
e
D10 (mm) hcs (cm) hcr (cm)
grossa 0.82 0.27 6 5
fina 0.30 0.29 20 19
Ghiaia
sabbiosa 0.20 0.45 20 28
limosa 0.06 0.45 68 106
grossa 0.11 0.27 60 82
Sabbia media 0.02 0.48-0.66 120 240
fina 0.03 0.36 112 165
Limo 0.006 0.93-0.95 180 359