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Immagine 1 Nero Come si siede Paolo alla tastiera, illuminarlo con il suo faro, poi
illuminare tutto quando entra la ballerina
Musica Metamorfosi (coreografia proveniente dall’esterno adagiando in un punto
visibile risalto lo stemma del teatro)… Alfonso porta la targa del teatro a Tania.

Appena smette la musica di Paolo…

ALFONSO MONOLOGO (spiega dove si trovava)

Alfonso: Pronto… cosa non ho capito… si sono io…, un attimo esco fuori, dove mi
trovo la linea non è delle migliori… Ecco, ora La sento bene… Alfonso Ferraioli sono
io, ma non ho capito lei chi e… Cosa? ... Ospedale Civile di Parma? ... Reparto
trapianti… Immagine 2 Battito Buio totale solo luce su Paolo per riaccendere dopo
il filmato quando si a buio lasciare il battito dura 15” poi si passa all’immagine
successiva

Immagine 3 Filmato (la doneresti la felicità)

Musica (Anime) per pochi secondi poi sfumare…

Laura: Appena ci diedero la notizia che per la nostra giovanissima bambina, si


bambina, nonostante i suoi diciassette anni, ormai non c’era più niente da fare, ci
stringemmo in un solo corpo io e mia moglie, noi due, il papà e la mamma.
Tutto crollava, solo macerie intorno a noi, poi una voce accompagnata da un dolce
viso e due mani che racchiusero in
Un’unica entità le nostre, ci spiegò della donazione degli organi e di come la nostra
bambina avrebbe potuto salvare altre vite. (stop musica)

Non capivamo perché parti della nostra bambina avrebbero dovuto essere utilizzate
per questo, rifiutammo categoricamente non volevamo assolutamente nemmeno
sentirne parlare.

Scappai via da quell’uomo con il camice bianco seguita da mio marito, avrei voluto .
0afferrarlo e sbatterlo forte, poi ho capito dopo, era solo un modo per sfogare il
dolore, non era rabbia verso di lui, anzi.
Avvolsi teneramente il braccio attorno alle sue spalle, sentivo una parte della mia
carne che avevo tenuta nel mio grembo scappare via…
Guardai la sua tenerezza in quel braccio che mi avvolgeva non solo le spalle, ma
l’anima intera…
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Ci abbracciammo tenendoci guancia a guancia, così che le nostre lacrime si


fondevano come le nostre mani, per scappare via in una sola entità… era la nostra
bambina che andava via, che lasciava noi, i suoi sogni, il suo fidanzatino, così in un
attimo.
Tenendoci per mano ci allontanammo da quel posto, come a voler scappare via da
chi aveva proposto quelle cose, ci incamminammo lungo il corridoio senza nemmeno
sapere dove andare, era la prima volta che eravamo entrati in quell’ospedale
lontano dal nostro paese…
Camminavamo come degli automi, trovammo una stanza con una porta aperta ed
alcune sedie, vi entrammo senza nemmeno vedere dove eravamo, cademmo affranti
su di esse e tenendoci abbracciati chiudemmo gli occhi avvolti in un torpore.
Non so quanto tempo siamo stati così, aprii gli occhi e guardai mio marito ancora
con gli occhi chiusi, improvvisamente una grossa porta che prima non avevamo
nemmeno notato si aprì e uscirono due persone che camminavano un poco
barcollando, poi dopo pochi secondi ne uscì un altro su di una sedia rotelle spinto da
un infermiere, nel frattempo anche mio marito aveva aperto gli occhi ed osservava la
scena.
Un ragazzino ed una giovane ragazza, ad occhio avrebbe l’età di nostra figlia,
uscirono accompagnati da due infermiere e si allontanarono. Le infermiere
ritornarono dopo poco, io gli chiesi: Che reparto è? Una di loro rispose: Reparto
dialisi, chissà se mai avranno la possibilità di abbandonare quella macchina e
ritornare a svolgere la loro vita. E varcò di nuovo quella porta…

Lunga pausa con musica entra Alfonso e si ferma vicino a Laura…

Dolore, Tristezza, Malinconia, Senso di colpa assaliva le nostre menti. Abbiamo


smesso di piangere, certamente il dolore non era affatto sparito, tutt’altro, ma
abbiamo capito che avremmo potuto salvare delle vite nel nome della nostra
bambina.
Abbiamo lasciato quella sala e tornando sui nostri passi, ripercorrendo a ritroso quel
corridoio siamo ritornati al punto in cui era pervenuta la proposta.
Ci siamo stretti di nuovo in un abbraccio con il medico e abbiamo acconsentito a che
la vita vincesse sulla morte… a Dx)

Riprende la Musica Anime durata del tempo per la coreografia (sistemare il pacco)
poi Stop

Alfonso: “Il Dono” per sconfiggere la morte…


Quattro aprile ore 3,15 mi sveglio, e come al solito iniziano a frullare nella mia
testa pensieri, impegni e tante iniziative. Penso al teatro, agli incontri nelle scuole, ai
testi, alla nuova commedia… ovvio che ad un certo punto il pensiero viene attirato
da quello che in questo momento assorbe gran parte delle mie energie mentali…
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“Chi salva una vita, salva il mondo intero…” Frase che è sempre nella mia
mente, ed è entrata completamente in me. Improvvisamente penso alla morte e alla
vita… che strano, eppure sono mesi che scrivo. La pubblicazione è quasi completa,
ma solo ora questo pensiero mi avvolge, prendendomi… “Chi salva una vita salva il
mondo intero”. Così riusciamo anche a sconfiggere la morte? È la domanda che
arriva nella mente all’improvviso. Resto per un attimo perplesso e smarrito,
domanda che mi ripeto di continuo. “Chi salva una vita salva il mondo intero”, ma
allora così riusciamo anche a sconfiggere la morte? … e ancora… e ancora… e
ancora… per un attimo ho quasi un timore per i miei pensieri, timore che ormai la
follia sia completamente entrata in me. La vita che sconfigge la morte… Utopia?…
Forse no… sicuramente no! Mi rianimo, ma allora non sono folle, magari solo un po’.

Interagisco con i ragazzi…

Alfonso: Iniziamo d’accapo…


Scusatemi, cerco, se è possibile di farlo, abbiate un pò di pazienza e seguitemi prima
di giudicarmi completamente folle, magari lo farete alla fine, ecco, mi auguro di
riuscire a farmi capire:
(Raccoglie una rivista medica)
Ecco vedi, questa è una rivista sui trapianti, in cui si spiega cosa si può prelevare da
un donatore…
Ecco facciamo una cosa, chiedo collaborazione dal pubblico, per far vedere
Quante persone possono beneficiare dei Doni… (2 Reni. 2 Fegato. Intestino.
Polmone. Cuore)

(a mano a mano che si menzione un organo o tessuto una persona si alza in piedi.
Quando finisco di elencare i vari organi e fatto alzare le persone…)

Se intendiamo morte e vita nell’uomo… mi spiego… Se vicino ad una vita che va via,
dove lo si può, si moltiplicano le vite che possono salvarsi attraverso le donazioni
degli organi… provate ad immaginare, la signora in nero che in quel momento è
riuscita a vincere sulla vita, ma quella sua pur vittoria, si tramuta in sconfitta, perché
immaginate quante vite si possono salvare, tante… mentre lei invece vi girava
intorno come un avvoltoio nell’attesa dell’estremo, è costretta a scappare via vinta
dalle vite che riprendono… “Chi salva una vita, salva il mondo intero”, forse
non so se sono riuscito a spiegarmi bene, ma non sono un folle… va bene, avete
ragione, ma solo un pochino, quel tanto che in fondo è utile a portarci verso La
Felicità.
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Oltre il tempo

Tutti riprendo posto.


Laura: Dono… ci sono doni che vengono materialmente consegnati, chi lo fa ha la
soddisfazione di guardare in faccia colui che lo riceve, osservare la sua reazione, il
viso che si illumina nel guardare quanto ricevuto nelle proprie mani, il donatore può
anche ricevere l’abbraccio che lo gratifica. Il dono può essere il regalo tanto
desiderato dal bambino che non può riceverlo dalla famiglia, guardare i suoi occhi
felici è una delle cose più belle da vedere.
Può essere il dono alla famiglia disagiata, può essere un regalo particolare, donare la
possibilità di un lavoro ad un disoccupato con bambini.
Possono essere tanti, anche una preghiera è tale, ma poi c’è il dono della vita, di chi
effettua un cammino di Responsabilità verso di essa… Donare la vita a
qualcuno, è quello a cui corre il primo pensiero di quasi tutti, il dono della vita
proveniente dalla nascita e questo fa parte del dono che il donatore tocca, poi c’è il
dono non per la vita che nasce, ma per quella che RINASCE

Musica (Oltre il tempo)


Coreografia raccoglie un quaderno dal pacco e lo consegna ad Alfonso
Dopo fato questo la musica in sottofondo…

Alfonso: Girando su di un mio vecchio quaderno ho trovato


“Per ricordarvi di me” un testamento avvolto dalla polvere del tempo.
“Verrà un giorno in cui il mio corpo giacerà su un lenzuolo bianco, rincalzato con
cura sotto ai quattro angoli di un materasso, in ospedale. Ad un certo punto un
medico dichiarerà che il mio cervello ha cessato di funzionare, e che la mia vita si è
fermata. Allora non cercate di prolungarla artificialmente con l’aiuto di una
macchina, e non chiamate il mio letto “letto di morte”, chiamatelo piuttosto letto di
Vita e lasciate che tutte le parti del mio corpo vengano utilizzate perché altri
possano vivere meglio.
Immagine 4 Foto Occhi Date i miei occhi ad un uomo che non ha mai visto l’Aurora –
il Viso di un Bambino – l’amore di una Donna.
Date il mio Cuore ad una persona che per esso ha patito infinite sofferenze;
Date i miei Reni a chi è legato ad una macchina per sopravvivere;
Togliete dal mio corpo tutte le ossa - i muscoli – i nervi e studiare il modo per far
camminare un bambino minorato;
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Esplorate ogni angolo del mio cervello, prendete le mie cellule, se necessario, e
conservatele: forse un giorno serviranno affinché un ragazzo privo di parola possa
urlare quando gli lanciano un pallone
Immagine 5 Foto pioggia sui vetri E una Bimbetta sorda possa sentire il ticchettio
della pioggia sui vetri.
Bruciate quel che resta di me e spargete le ceneri al vento, serviranno a far nascere i
fiori. Immagine 6 Foto fiori
Se dovete seppellire qualcosa, seppellite i miei difetti – le mie debolezze – e tutti i
pregiudizi contro i miei simili.
Date i miei peccato al diavolo, la mia anima a Dio.
Se volete ricordarvi di me, fatelo con una buona azione, con una parola di conforto
verso qualcuno che ha bisogno di voi, se farete tutto ciò Vivrò per sempre.
(riprende la musica fino a finire…)

Laura: Riappropriamoci dell’amore. Amore significa…

Alfonso: E mo’ cosa ti salta in mente, come ti viene di fare un trattato sull’amore?...
(Musica Anime… Coreografia con un foglio
Laura: … scusate non tocca a me fare o tentare di rattoppare un trattato sul
significato dell’amore. Esso arriva, ti coglie e fa in modo che ognuno di noi possa
offrire qualcosa ad esso… magari un Dono. Anche solo pensare, muoverti da quello
che quotidianamente fai, recarti in un posto in cui non sei mai andato, apponendo la
Immagine 7 Foto foglio tua firma su di un pezzo di carta… un pezzo di carta?… Non
lo è, possiamo chiamarlo un pezzo di VITA! Infatti su quel pezzo di carta c’è la vita
che puoi donare ad un tuo simile solo avvolgendolo del tuo amore e apporre la tua
firma, magari la guardi con soddisfazione, sicuramente un brivido ti correrà lungo la
schiena… hai fatto qualcosa di GRANDE! Significa che autorizzi a prelevare gli organi
dal tuo corpo in caso di morte cerebrale e ti rendi disponibile per prelievo di
midollo. Potrebbe non accadere mai, ma con questo gesto hai già fatto qualcosa di
eccezionale, qualcosa che porterai per sempre nel tuo cuore, hai aperto gli orizzonti
del tuo vedere e del tuo sentire l’Amore.

Immagine 8 (Filmato di Valentina con Angelicus)


Valentina non è un eroe!
Valentina è un mondo di bene.
Valentina è la Vita che rinasce.
Valentina è tante Storie.
Valentina è sempre Ragazza.
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Valentina è Amore puro.


Valentina non ha salvato una Vita.
Valentina ha salvato Tante Vite.
Valentina è Esempio.
Angelicus dal vivo…
Alfonso Quella mattina del quel Primo giugno del 2017 Valentina viveva la Sua vita
di ragazza quindicenne, quando qualcosa vi si è frapposta in essa ed è stata
scaraventata e inghiottita dall’asfalto polveroso di una strada a poche decine di
metri da casa sua.
Ma Valentina, grazie alla scelta, fatta con un coraggio indescrivibile dai propri cari,
ha potuto essere Salvatrice di Vite, sconfiggendo la morte varie volte a favore dei
bambini che fanno usufruito dei suoi Doni.

………………………….. Provo ad immaginare…


Penso a piccolini in attesa di un rene, io seppur adulto conosco bene le sofferenze
che si vivono durante la dialisi, immagino un bambino o bambina, che vive a giorni
alterni per quattro ore attaccata ad una macchina… credete, non lo auguro a
nessuno ciò che si vive è veramente incredibile.
Nonostante le sofferenze, si vive, a differenza di quello che non può fare chi è in
attesa di un fegato… o ancora di più di un Cuore… quanti bambini e no, muoiono
perché non si arriva in tempo a ricevere un organo nuovo. Non si arriva in tempo
perché le donazioni sono estremamente poche.

Laura: Valentina… Il tuo nome è sempre Vivo nella mente e nei cuori di tutti quelli,
che seppur senza conoscerti vivranno di te e di tutti quelli che ricorderanno con
una preghiera chi gli ha dato la possibilità di ritornare a vivere con il gran Dono
che tu assieme a tanti altri avete saputo regalare.
Valentina invece Ha donato, la mamma vede le foto di un bambino che Vive grazie
all’amore Donato.

(lettera): Musica Metamorfosi non daccapo poi in sottofondo.


Alfonso: Cara Annamaria,
Le volevo fare le mie più sentite condoglianze per la perdita della sua cara figlia
Valentina.
Ho saputo però che in questa tragedia così grande, è riuscita a trovare la forza di
donare gli organi, salvando molti bambini.
La volevo dunque Ringraziare per questa decisione che ha preso, è grazie a lei vivo
una vita serena come gli altri.
Tramite vari appelli che Lei ha fatto, sono venuta a sapere che cerca la ragazza con il
cuore di sua Figlia… allora eccomi!
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Le scrivo questa lettera per farle sapere che sto bene in questa mia nuova vita che
conduco. Per ora però, vorrei rimanere nell’anonimato, so bene che il suo sogno è
quello di abbracciarmi, ma io non sono ancora pronta, perciò Le chiedo di aspettare.
Chissà che un giorno, quando me la sentirò, io non le possa far riascoltare il cuore
della Sua Valentina, come Lei desidera, avendo così anche la possibilità di
ringraziarLa personalmente.
Per ora spero che questa lettera Le possa far piacere.
Le sono vicina e la penso sempre.
Le auguro un buon Natale e un felice Anno nuovo.
La ragazza con il cuore di Valentina
Musica alta a finire…

Laura: Legge la lettera della ragazza che vive con il cuore della sua Valentina e spera
un giorno di poter ascoltare di nuovo quel battito…
per quella ragazza è arrivato in tempo il cuore che l’ha fatta ritornare vivere…

Alfonso: Tu la doneresti la felicità…

Musica: Metamorfosi

Alfonso… Prima mi siedo di fronte al pacco osservandolo in silenzio mentre va una


dolce musica… (creare una coreografia fino a quando il pacco viene raccolto e
consegnato nelle mie mani…) Resto impassibile a guardare nel vuoto per alcuni
istanti, fino a quando il pacco mi scivola dalle gambe dove era stato poggiato…
Viene ripreso e riportato a posto, però questa volta con il coperchio completamente
chiuso… L’osservo con aria triste, sfioro il coperchio chiuso e vado via.
(Laura si avvicina al pacco… lo riprende tra le mani, lo scruta, lo apre, guarda
all’interno… raccoglie il libro e inizia a sfogliarlo, mentre una musica si sente
nell’aria si sente nell’aria.
Intanto lei si siede e appena finisce la musica inizia a leggere)
“IL DONO… Io sono vivo e vivo i miei giorni in una nuova dimensione…
Forse sono io che lo credo, ma in realtà è quella che normalmente si vive! E’ passato
troppo tempo, molto; da quando io bambino sereno, un po’ birbantello e
spensierato, vivevo i miei primi cinque anni di vita… E’ successo qualcosa a quel
punto. Quella serenità e spensieratezza è stata impacchettata, conservata e posta su
Immagine 9 Foto di una rotaia di un binario, con la speranza di riaprirla il più in
fretta possibile… Ma tutto si è incamminato… il pacco era lì, a vista, la vita correva
irrimediabilmente, ma mai si avvicinava.
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Correre-correre-correre… quel pacco divenuto impersonale era sempre lì, riuscivo a


capire cosa c’era dentro… Lo sfioravo, tentavo con tutte le mie forze di impadronirmi
del suo contenuto, con l’illusione di riuscirci, magari era talmente vicino che gridavo:
“Eccolo” (pausa)
Musica alta per 10 secondi poi in sottofondo.

Alfonso: Ma era solo un’illusione, le rotaie continuavano senza toccarsi… E io ero lì,
forse non riuscivo a rendermi conto nemmeno di quello che mi accadeva…
Non importa, qualsiasi cosa succedesse, seppur attaccato ad una macchina, ero vivo
vivo per il mio “teatro”,

Immagine 10 Filmato teatro

Alfonso: si il “mio” teatro, non quello dei teatranti, degli attori, delle tournée, degli
spettatori, degli agenti, ma il MIO!
In ogni momento mi ha seguito, assieme a tante care persone che mi hanno
accompagnato nei miei dolori, nelle mie sofferenze, nei miei momenti bui. Loro,
molte volte, non se ne rendono forse nemmeno conto, ma buona parte di me gli
appartiene.
Immagine 11 Musica Canzone Coreografia solo Tania

Alfonso: (appena finisce la canzone) “Sapete a cosa pensavo?


Al famoso caffè sospeso che si usa a Napoli… zitti, vi prego di non far sentire quello
che dico a quella donna che mi gira intorno, altrimenti dice ancora una volta che
sono pazzo… sicuramente dirà con quella sua area strana: “Cosa c’entra ora il caffè
sospeso? I’è vist che si completamente pazzo!!!”

Musica Metamorfosi

Alfonso
Il Dono
La scatola con il dono non viene consegnata,
è lì sospesa ad osservare il muoversi dell’umanità che
Corre. Lavora. Ama. Lotta. Litiga. Ruba. Imbroglia…
Ma il Dono è lì pronto all’occorrenza…
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Il Dono è vero Amore.


Il Dono è una scelta di Vita.
Il Dono è una scelta per la Vita.
Coreografia con la tazzina di caffè
Il Dono è qualcosa che ricorda le vecchie abitudini dei Napoletani
con il loro caffè Sospeso,
sospeso per il bisogno.

Il Dono è lì che aspetta


Il Dono aspetta di ridare la vita
Il Dono aspetta chi da troppo tempo è in attesa per ritornare a Vivere.

Loro, Angeli, hanno riempito la scatola con il Dono


solo per amor verso l’umanità tutta,
non sapranno mai in anticipo a chi è destinato,
ma sanno che “Chi salva una vita salva in mondo intero.
Così che L’umanità continuerà ad esistere
forte – viva – certa.

Il Dono è pronto a Ridare la Vita


Il Dono è la sconfitta della morte
Il Dono è una scelta di Civiltà

Musica stop
Alfonso: Quanti giovani ho incontrato che aspettavano quel caffè sospeso…
Con uno di Loro sono stato vicino di poltrona, un ragazzo universitario ventenne,
laureatosi durante il periodo della dialisi.
E la sua allora fidanzata che con lui viveva tutto l’amore possibile…
Storia Enrico e Alessia

Musica… Negli occhi miei coreografia


Laura: Ma il vento non ce l’ha fatta a distruggere il fiore perché è risbocciato, è
ritornato più splendente di prima accompagnato sempre da una dolce mano, penso
che sia stata una parte fondamentale a sorreggere quel fiore nel momento dello
stropiccio del vento, una mano di una dolce e giovanissima ragazza innamorata che
ha stretto a sé il fiore nel momento critico, ha combattuto contro il vento maledetto
con la forza che la donna riesce a mettere quando è innamorata fino a quando è
arrivato il dono.
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Alfonso: Ora quei ragazzi sono felicemente sposati e conseguenza di quel Dono
hanno una splendida bambina… Questa è Vita! Vita. Vita……………

Alfonso: Prima che Il Dono possa arrivare


Vivi l’attesa… ogni volta che squilla il telefono hai un sobbalzo… vivi attaccato ad
esso, controlli continuamente se la suoneria è al massimo…
Ma gli organi sono pochi… immaginate che per un rene si attende in media quasi tre
anni… Caspita ma senza rene si può vivere, senza cuore no!
Allora incomincio a pensare a chi è lì in attesa di un organo vitale…
Proviamo a pensare a come un genitore. Un figlio. Una moglie o un marito si possa
sentire. Fretta, si si vive con la fretta, fretta per la Vita…
Proviamo adesso invece a pensare che quell’attesa sia a viverla un nostro caro…
Qualcuno a cui teniamo più della nostra vita… come ci sentiremo?
Chiediamoci se ne vale la pena Donare per la Vita…

Immagine 12 Filmato L’attesa

Laura ancora dal libro: Molte volte gli organi non possono essere espiantati perché
manca la possibilità di avere l’autorizzazione, ecco perché basterebbe aderire al
prelievo dei propri organi quando si è ancora in vita. Per carità non voglio dire che il
trapianto sia il toccasana assoluto, ci saranno sacrifici, cure, mille attenzioni, a volte
rigetti e conseguenze negative, ma alla base di tutto ti da la SPERANZA.
Gli antichi dicevano che la speranza era l’ultima dea a lasciare un corpo, perché essa
è lì presente fino all’ultimo respiro. La morte più grave per un essere umano è la fine
di ogni speranza.
Aiutarla a tenerla viva è già tanto, si evita di avere persone che lo sono solo in
apparenza, ma in realtà sono morte dentro, questo è lo stato peggiore per un umano
che verrebbe assalito dalla disperazione e sarebbe allora veramente la fine.
La vita è veramente una cosa meravigliosa… è bellissima, ecco possiamo dire,
ricordandomi di Peppino, lui cantava la “Bellezza contro le mafie” noi possiamo dire
anche: “La Bellezza per la Vita”, essa si difende fino allo stremo, ma deve esserci
sempre la speranza…
Speranza… in fondo è facile avere questo, basta metterci in cammino verso la
Responsabilità per la Vita, si può fare, la si può realizzare attraverso un DONO.
Immagine 13 Battito e Buio totale il tempo del battito durata 15” poi riaccendere

(Alfonso sul palco parla a telefono)


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… mi dica, sono io… Nessun problema, … niente no non sto prendendo alcun
farmaco, non ho influenza ne febbre… si stamattina ho fatto anche la dialisi … si
sono pronto a partire… certo parto subito, il tempo di organizzarmi al massimo fra
un’ora parto… si certo. Lo so come funziona, ho già accompagnato mio fratello è li
che è stato trapiantato anche lui… Si grazie… Metto il telefono in tasca e con le mani
si copre gli occhi restando così per qualche istante…

Poi con calma faccio una telefonata a mia moglie.


Poi a Salvatore…

Laura Si avvicina ed esclama: Io vado a casa, poi passi da me quando vai a prendere
l’autostrada, il tempo di infilare una mutanda in borsa e vengo con voi… senza
attendere risposta va via…

Alfonso cerca di andargli appresso ed esclama solo: Saraaa…


Un sorriso di tenerezza mi prese pensando alle persone vere, lei è così, schietta,
diretta, senza ipocrisia, né preamboli, anche se spesso mi fa disperare. Tra tanti che
volevano venire a cui categoricamente ho detto di no, perché una donna, una
ragazza a me tanto cara è salita in macchina ed è venuta con noi, vivendo assieme la
lunga attesa? Forse qualcuna, quella mamma approfittando del bene, dell’amore,
della bontà di questa cara ragazza ha voluto essere presente attraverso lei. Ho
guidato quei settecento chilometri con sentimenti indescrivibili, mi avvicinavo al mio
dono, Passa il tempo, percorro chilometri, il telefono tace, buon segno… Sento di
avere una maturità senza fine, sento di vivere in una dimensione fuori dal normale,
una sensibilità unica. Arrivo in reparto, lo conoscevo bene, lo avevo vissuto con
mio fratello nel momento del suo trapianto, lì nello stesso posto, in fondo Lui mi ha
sempre fatto d’apri strada, mi è sempre stato avanti…

Musica Negli occhi miei Solo luce centrale sul pacco e lasciarla sempre così fino
alla canzone dei Nomadi quando cantano “Allora Vivo”... accendere tutto
Coreografia

Alfonso: Ti ho raggiuntooo, ho riafferrato quel pacco che mai ho maledetto, mai ho


rinnegato, mai ho creduto o pensato di poter perdere definitivamente… Adesso ce
l’ho tra le mie mani… l’ho aperto con calma, senza rabbia e mi sono riappropriato
del suo contenuto… “la serenità” e “la spensieratezza” dei miei cinque anni.
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Non mi interessa quanto tempo ho impiegato per riprendermi, tutto ciò mi è servito
per raggiungere il mio stato attuale. Vivo io Vivo Forte

Immagine 14 Canzone VIVO FORTE Luci: Sulla prima strofa continuare a tenere
solo la luce centrale, poi su “Allora vivo” illuminare tutto anche i colori tenere così.

Dopo la passerella Laura di nuovo al libro e legge un breve passo…


Inizia così un’ulteriore attesa, l’attesa che mi doveva portare in sala operatoria e li
credo di aver raggiunto il massimo della pazzia, nel corridoio del reparto dopo aver
indossato i famosi camici, si due perché uno aperto avanti e uno infilato all’indietro,
altrimenti o scopri avanti o dietro, vi ricordate il film di Benigni “Il piccolo diavolo”?
Lui faceva le sfilate con le camice da notte presentando “Modello Giuditta”, questo
io facevo in quei corridoi, era pazzia ovviamente, niente affatto coraggio, era un
modo di reagire alla tensione.
Laura lascia il libro: Guarda chist cosa scrive… e poi dice che non è un folle, ma
famm o piacere…

Alfonso: Mi dicono che sono un folle…


Si, e mi piace esserlo… mi piace esserlo perché con tale scusa posso fare quello che
voglio…
Tanto è un folle, dicono tutti… tutti mi sopportano e mi giustificano.
Posso chiamare stupido il potente del mio paese… e perché no, anche quelli dei
paesi vicino…
Io sono folle, che vulit a me… folle, folle, folleee…
Mi affaccio al balcone e vedo quella papera della signora che se la vuol tirare con i
suoi abiti appariscenti, catene al collo e ai polsi, con grosse piastre che secondo lei
sono anelli e soprattutto un trucco da Vaiassa… mi precipito per le scale, cerco di
anticiparla nella sua entrata in piazza e mi faccio trovare sulla sua strada…
Mi inchino e gli chiedo: Signò, ho bisogno di un pò di ferro per costruire una
soppalco, lo vendete a pezzi o a quintale?... ha dimenticavo, mi date anche i colori
per dipingerlo poi…
La Vaiassa pur se infastidita, fa un sorriso arrabbiato e tira avanti pensando… E’
Folle…
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Viva la follia…
Nelle stellate sere d’estate mi stendo sul ballatoio del balcone e guardo il cielo… e
mi osservo quel bellissimo panorama e preso dalla mia follia vedo qualcosa in ogni
stella…
Ecco quella, si quella diritta al centro, si guarda bene, quella che sembra un pochino
più grande, ecco vedi sembra sorridere per la gioia, la vedi? L’ho riconosciuta, è la
stella della Pace… si proprio così, sorride perché è la pace che fa sorridere.
Guarda guarda… vedi quella, è triste, è la stella che contiene tutte le persone che
scappano dalla fame e dalle guerre morti nelle profondità marine…
Penso anche io con tristezza: Forse è meglio essere folle…
io credo invece che il vero folle è colui che permette tutto ciò.
Ecco vedi… lo vedi quell’intero gruppo di stelle tutte vicine come uno stormo di
rondini… si in quella direzione, guarda quante sono, sembra che si tengono per
mano l’una con l’altra, che bello… tutte insieme come se facessero un girotondo…
voglio chiamarlo “Il girotondo della Vita”…
Ogni stella contiene un Angelo, un Angelo davvero particolare…
Lo sai da cosa sono formate quelle stelle?... no, non lo sai… non puoi saperlo, io
invece posso, anzi lo so... lo so perché c’è anche la mia… ecco, è li, vedi quella un pò
spostata sulla sinistra, vicino a quella che ha quella leggere scia… si eccola… è mia,
me la guardo sempre quando il cielo è così ed ho anche individuato bene come si fa
ad arrivarci…
Non adesso, ora non posso, non mi è consentito, ma appena verrà il momento di
lasciare questo balcone potrò farlo… andrò direttamente lì, tanto come ti ho detto
ho imparato già la via…
Saluterò con una stretta di mano tutti gli Angeli delle stelle e mi recherò lì, si lì, sulla
stella che ti ho fatto vedere, darò anche all’Angelo che troverò una stretta di mano…
a lui però restituirò qualcosa di suo che un giorno pur senza conoscermi mi Donò, lo
abbraccerò forte forte e gli dirò Grazie… grazie per avermi donato la Felicità…
E tu la Donereste la Felicità?
E’ proprio bello essere folle… ed ora lasciatemi stare anche un folle ha sonno… mi
metto qui a fissare il cielo e mi addormento, mi farò raccontare dalle stelle tutte
cose belle, le cattive non le voglio ascoltare…
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Soprattutto sognerò che non ci sia più nessuno che debba aspettare per troppo
tempo con ansia il trillo di un telefono e una voce dall’altro capo che gli dica… “Si
prepari a venire, l’aspettiamo, c’è un organo che può essere destinato a Lei” … e nel
frattempo un’altra stella si illumina in cielo…
Aspettate, a voi voglio bene e vi do un consiglio, non pensate a quello che dico, sono
preso dalla Follia… Buona notte…
(Brano Paolo con fisarmonica)
Se potete però donatela la Felicità, non vi costa niente… e fa tanto bene.
Foto 15 dedicato Alfonso adagia la testa sul pacco abbracciandolo…
La fisarmonica continua a suonare e le luci si abbassano lentamente fino a
chiudersi completamente.
Come si ferma il suono della fisarmonica contare fino a 5 e riaccendere.