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Abitare Architettura Architettura Religiosa Contemporanea

Architettura

 4 dicembre 2009

Architettura Religiosa Contemporanea

Valentina Ciuffi

Il convegno, alla sua seconda edizione, coordinato dal prof. Esteban Fernández
Cobián della Escuela Técnica Superior de Arquitectura - Università de La Coruña,
si è avvalso di un comitato scientifico internazionale: Eduardo Delgado Orusco,
Università Politecnica di Madrid; Giorgio Della Longa, Università di Bologna;
Mercè Gambus Saiz, Università delle Baleari e il teologo liturgista Walter Zahner,
presidente dell’associazione Tedesca di Arte Cristiana di Monaco.

Text by / Testo di Carla Zito. Edited by / A cura di Marco Sammicheli.

Lo spazio sacro è stato, per molti secoli, fondamentale all’interno di diverse civiltà: la
Domus Ecclesiae dei primi secoli, come luogo di aggregazione, ha rispecchiato un certo
modus vivendi. Tuttavia assistiamo al passaggio, nel corso della storia, dalla Domus
Ecclesiae alla Domus Dei, dove nuovi canoni si appellano alla ricerca di una tradizione
monumentale per poi, rapidamente, a partire dal XX secolo, rifarsi a quelli della nuova
funzionalità. Sono questi i concetti più discussi, nel rispetto di un luogo, quello della
chiesa, che nel tempo ha rappresentato l’identità non solo cristiana, rivestendo un
primato tra gli elementi rappresentativi del modello di città occidentale. In questa fase di
ritorno alla semplicità, se così la si può definire, che dura ormai da mezzo secolo, ci si
chiede quale sia il concetto che genera l’identità nuova del luogo di culto, che come
oggetto architettonico tout court, vive ancora una situazione di limbo! Questi i temi
trattati dal 12 al 14 novembre ad Ourense, città della Galizia, già luogo di meditazione
per cristiani e non, sulla via per la città dell’apostolo Giacomo, così come luogo sacro
per eccellenza per la penisola iberica per le sue preesistenze paleocristiane

La costruzione dell’edificio sacro è al centro di ogni relazione, come oggetto


architettonico, come luogo di culto, contenitore della contemporaneità artistica, senza
mai dimenticare che in questo luogo è possibile vivere il Mistero come sintesi di
liturgia, spazio teologico e architettura. L’analisi del processo costruttivo all’indomani
del Concilio Vaticano II, parte con lo sguardo dell’americano Steven J. Schloeder,
architetto e teologo mentre una trascinante narrazione della Bologna del Cardinal
Lercaro viene raccontata dall’esperienza del progettista Glauco Gresleri. Tema
emergente diventa la “verità ecclesiale” dei luoghi di culto, tanto da determinare il nodo
centrale della tavola rotonda, condotta dall’architetto Giorgio Della Longa; ovvero
l’identità della chiesa proprio a cavallo del Concilio Vaticano II. L’interrogativo
profondo è su cosa tralasciare della tradizione, vista la frammentazione dei modelli della
chiesa cattolica e se partire, da capo, dalle nuove norme liturgiche.

Il mutamento architettonico del singolo manufatto di culto deve rispondere a


problematiche come quelle della riforma liturgica, già preannunciata in alcune realtà,
ma soprattutto a quel processo di secolarizzazione che diventa essa stessa nuova
tradizione e con cui il tempio cristiano deve confrontarsi affinché i fedeli possano
ritrovare una casa, tra le nuove case. Come, quindi, confrontarsi con le strutture
pastorali che cambiano la loro identità rispetto al passato. Significativo è l’esempio
della nuova chiesa e centro parrocchiale di San Jorge, a Pamplona, inaugurata nel 2008
e presentata dai giovani architetti Fernando Tabuenca e Jesús Leache.

Il racconto del processo costruttivo, durato circa 3 anni, sottolinea un’esperienza che si
è interfacciata con diversi momenti di crisi, fino al compimento dell’opera, commentata,
attraverso un caloroso abbraccio tra Gresleri e Leache, tra due generazioni a confronto,
come frutto di un’esperienza “incosciente” ma allo stesso tempo pura e matura. La
costruzione dello spazio sacro diventa poi un’esperienza pedagogica e sperimentale
attraverso l’intervento dell’architetto Soledad Garcia Morales dell’Università
Politecnica di Madrid. La concezione dello spazio religioso viene spiegata attraverso
una metodologia di indagine che vede protagonisti studenti credenti e non con l’intento
di penetrare lo spazio sacro, simbolico per antonomasia, attraverso un’esperienza
personale e contemplativa.

Come nel settembre del 2007, questo congresso si è si caratterizzato per lo spazio
dedicato a ricerche di giovani studiosi, nella singolare volontà di ricercare tematiche che
si relazionino col luogo di culto. Ad intervallare le lectio magistralis di storici e
progettisti, ci sono state dieci brevi comunicazioni, quasi sempre casi studio che
riflettono sulle tematiche del sacro a diversa scala e che, vista la partecipazione
internazionale, fanno riflettere sullo stato dell’arte dei singoli paesi, ovvero uno sguardo
interessante che il più delle volte ha delineato a chiare linee l’identità del singolo paese
di provenienza.

Carla Zito (Napoli, 1978). Architetto. Dottore di ricerca in Storia dell’Architettura


e dell’Urbanistica presso il Politecnico di Torino con il tema “Architettura Sacra a
Torino, tra crescita urbana e riforma liturgica (1965-1977)”. Da luglio 2009 è
assegnista di ricerca al Dipradi, Politecnico di Torino.