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Filarmonico » dall’Accademia dei Concordi, nei quali operarono

costantemente come solisti ed orchestrali i clarinettisti Petronio


Avoni e Giuseppe Magazzari. La dizione «Oboé» - presente sul
frontespizio della partitura e posteriormente cancellata - ne
attesta, infine, una probabile e successiva ripresa con questo
strumento, al quale, per la tonalità e l’estensione della parte
solistica, si adatta perfettamente.240

 Variazioni (in Sib)

ANNO DI COMPOSIZIONE: 1819 ca.


DEDICA: Al Sig.r Alessandro Abate professore di Clarinetto.
MANOSCRITTO: I-OS [Mss.Mus.B 4235].
EDIZIONI: Firenze, Cipriani, 1822 (I-Fc, I-MOl); Lipsia, Breitkopf
& Härtel, 1825 (D-DI); Hamburg, Sikorski, 1960, a cura di Jost
Michaels.
RIDUZIONI CON PIANOFORTE: Hamburg, Sikorski, 1960, a cura
di Jost Michaels (I-COcon, I-REim, GB-Lbl); New York,
Oxford University Press, 1970, a cura di David Glazer e Ralph
Hermann (GB-Lbl); San Antonio, Southern Music Company,
1991, a cura di David Hite e Jean Knox (I-Sac).
DURATA: 11’30’’
DISCOGRAFIA: Vincenzo Mariozzi (cl), I Solisti Aquilani,
Vittorio Antonellini (dir) - Nuova Era 6910 (1991); Alessandro
Carbonare (cl), Südwestdeutsches Kammerorchester Pforzheim,
Vladislav Czarnecki (dir) - Agorà Musica AG 111.1 (1997);
Wolfgang Meyer (cl), Polish Radio Symphony Orchestra,
Wojciech Rajski (dir) - Talent Records DOM 2910 45 (1999);
Lorenzo Guzzoni (cl), Accademia d’Archi di Bolzano, Georg
Egger (dir) - Arts 47634-2 (2003); Fabrizio Meloni (cl),
Orchestra “Accademia I Filarmonici” di Verona, Alberto
Martini (dir) - Amadeus AMX 003-2 (2006).
NOTE: Da una lettera indirizzata a Rossini, scritta a Firenze il 29
marzo 1852 dal violinista Ferdinando Giorgetti, sappiamo che il
compositore «con vera modestia ebbe a dire che è cosa fatta sol
per diletto e per soddisfare le insistenze d’un amico di sette lustri
240 ADRIANO AMORE, Note storiche, in «Gioachino Rossini, Variazioni in Do per
Clarinetto e Orchestra», Pisogne, Eufonia, 2009.

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fà». Questa composizione - oggi nota con il titolo di Introduzione,
Tema e Variazioni - fu dunque scritta da Rossini durante il suo
soggiorno napoletano, riutilizzando precedenti sue melodie
operistiche: l’Andante introduttivo si basa sull’Aria La pace mia
smarrita dal II Atto dell’Opera Mosè in Egitto; mentre le variazioni
sono sviluppate sul tema della cavatina Oh quante lagrime dal I
Atto dell’Opera La donna del Lago; nella coda finale viene poi
sviluppato e ampliato l’inciso presente nel finale della medesima
cavatina.241

SCARPONI, Ciro
(Torgiano, Perugia, 1950 - Perugia, 2006)

 Elegia for Danny

DEDICA: Ad un bambino portatore di handicap prematuramente


scomparso.
EDIZIONE (con orchestra d’archi): Pisogne, Eufonia, 2003.
EDIZIONE (con pianoforte): Pisogne, Eufonia, 2003 (I-MEcon).
DURATA: 9’
DISCOGRAFIA: Ciro Scarponi (cl), Giancarlo Cardini (pf) /
Simone Simonelli (cl), Orchestra d’archi “Novo Prometeo”,
Ciro Scarponi (dir) - Edizioni Musicali Eufonia CD 014 (2003).
NOTE: Nel 1996, l’autore restò sconvolto dalle immagini di un
documentario televisivo su Danny Purcell, un ragazzo
americano affetto dalla sindrome di Hutchinson-Gilford, una
rara malattia che produce un rapido invecchiamento e una morte
prematura. Covò nell’animo il dolore, fino all’urgenza di
dedicare un’elegia alla memoria del ragazzo, scomparso
nell’anno stesso del tragico documentario. L’Elegia - che nel
2003 ottenne il 1° premio al concorso internazionale di
composizione di Sanremo - è strutturata in forma libera, con
una vaga somiglianza al rondò nell’alternanza di inserti
improvvisativi a momenti di maggior rigore. Alla parte
introversa dell’inizio, affidata agli archi, risponde il clarinetto
241 ADRIANO AMORE, Il Clarinetto in Italia nell’Ottocento cit., p. 167.

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