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La ricerca sul campo in educazione

L'oggetto della ricerca in educazione

Il termine ricerca evoca diversi ambiti di studio e di applicazione come la riflessione teoretica proprio della
filosofia la ricerca storica, artistica e letteraria, caratterizzata dal Re analisi Critica delle fonti, notte
dell'analisi dei testi, la ricerca empirico sperimentale, che viene condotta sia Nelle scienze umane sia in
quelle fisiche e naturali.

Tutte le ricerche nascono da una curiosità domanda, procedono ad una raccolta di dati, da una domanda,
procedono a una raccolta di dati teorici o empirici e li valutano criticamente per dare una risposta,
generalmente provvisoria, alla domanda iniziale.

Ogni tipo di ricerca richiede una scelta di metodi di indagine predefiniti, accurati e adeguati al trattamento
del problema che intende affrontare. Fare ricerca significa, in un ampia accezione, utilizzare un metodo
rigoroso per affrontare un problema in modo critico. Nell'ambito dell'educazione, verso la fine del secolo
scorso, la ricerca in educazione è stata soprattutto riflessione teoretica. Anche nel nostro sistema di studi la
pedagogia è stata luogo collocata nell'ambito della filosofia. All'interno della riflessione filosofica sulla
teoria e sulla pratica dell'educazione trovavano poi spazio anche resoconti di esperienze con funzione di
illustrazioni delle teorie medesime. La pedagogia fa proprio il ragionamento sperimentale proposto dal
medico e fisiologo Claude Bernard che ha come momenti fondamentali L'osservazione provocata e il
procedimento secondo il quale è possibile applicare il metodo sperimentale alla medicina, allora perché
non applicarlo anche la pedagogia, che a sua volta studia eventi e fenomeni umani di grande complessità
dinamicità? Da quel momento il dibattito sulla pedagogia scientifica sul metodo sperimentale in pedagogia
si estende e si approfondisce e" ricerca in educazione" diventa un espressione usata prevalentemente per
indicare l'indagine sperimentale sui fenomeni educativi e in particolare su temi quali l'apprendimento, la
didattica, i metodi di insegnamento. La ricerca empirico sperimentale in educazione è stata soprattutto
ricerca didattica e ha riguardato l'efficacia dell'insegnamento o i confronti Tra esperienze, approcci didattici
e sistemi scolastici.

Il dibattito sulla sperimentazione

Si può parlare di sperimentazione quando si intende sottoporre a verifica rigorosa modelli e procedimenti
educativi, e ciò al fine di giungere ad applicare modelli di analisi scientifica hai fatti educativi ed
eventualmente a misurarli. Per poter compiere queste operazioni è necessario operazionalizzare concetti o
costrutti teorici per verificarne o falsificare la validità.

I problemi studiati dalla ricerca sul campo in educazione

Il dibattito sui fini sui mezzi dell'educazione e la tendenza dominante a ritenere solo questi ultimi
sottoponibili a verifica empirica e sperimentale Orienta la ricerca sul campo essenzialmente verso la
didattica e gli aspetti applicativi. Ma le grandi differenze tra individui rendono difficile la ricerca nel campo
dell'educazione, è difficile identificare campioni e gruppi di controllo con caratteristiche comuni isolabili e
confrontabili come per esempio il sesso l'età il tipo di esperienze familiari avute. Questi campioni tendono
Inoltre a modificarsi Ea non rimanere stabili nel tempo, e la maturazione il cambiamento dei soggetti nel
periodo in cui percorre la sperimentazione non è sempre facilmente controllabile. Vi sono poi le difficoltà
dovute ai limiti di correttezza professionale che ogni ricercatore deve imporsi, evitando strumentalizzazioni
interventi che possono creare disturbo accettando i rifiuti di chi può non essere o non essere interessato a
farsi soggetto della ricerca. Un ulteriore Aspetto che complica La ricerca è costituito Dalle caratteristiche
personali dei soggetti.

Il metodo sperimentale

Lo sviluppo del metodo sperimentale in pedagogia e contemporaneo e lo sviluppo del metodo


sperimentale in psicologia. Il metodo sperimentale non è altro che un modo di conoscenza. La sua
caratteristica fondamentale è il tendere verso la coerenza di un sistema di rapporti controllati mediante
esperimenti. In generale quando si parla di metodo sperimentale siano presenti quattro fasi

1 l'osservazione prima occasionale poi sistematica che consente di individuare fatti ed eventi significativi e
problematici e di descriverli il più accuratamente possibile

2 la formulazione di ipotesi sul significato dei fatti descritti

3 la sperimentazione propriamente detta e cioè il metodo della verifica delle ipotesi

4 interpretazione e l'elaborazione dei dati raccolti.

La caratteristica generalmente considerata propria del metodo sperimentale e la ripetibilità delle sue
procedure: Un esperimento è valido se riprodotto in condizioni uguali da gli stessi risultati. Infine una
ricerca si può definire sperimentale se risultati a cui perviene sono misurabili cioè esprimibili forma
quantitativa.

Abbiamo cercato di dimostrare quanto sia attuale il dibattito sulla ricerca qualitativa in educazione e come
per altro e sono presenti ancora uno statuto chiaro è comune a tutti i ricercatori ne un'ampia tradizione di
ricerca. Il tentativo è di estendere l'esercizio la ricerca sul campo a te mi Qual è la relazione tra adulti e
tradursi e bambino affrontare nella loro dimensione socio emotiva e anche all'interno di contesti non
consueti per la ricerca sul campo in educazione quale Quello familiare ci induce un'attenzione particolare
alla dimensione clinica e quindi proporre approcci metodologici ad ampio spettro che vanno al di là delle
procedure già sperimentate e codificate nella ricerca in educazione.

L'intervista nella ricerca educativa

In una prima definizione l'intervista può essere considerata uno scambio verbale tra due persone Una delle
quali l'intervistatore cerchi ponendo delle domande più o meno rigidamente prefissate di raccogliere
informazioni opinioni dall'altra cioè l'intervistato su di un particolare tema. Dal momento che durante
l'interazione ruoli definiti perlocutori sono differenti, tale scambio verbale cioè intervista non si configura
come una situazione simmetrica Ma come una situazione asimmetrica in cui la persona che intervista deve
essere capace di metterli intervistato a proprio agio, deve essere Inoltre in grado di ascoltare l'altro e di
aiutarlo a esprimere ciò che sente o pensa e deve quindi, prima di tutto, saper tacere o parlare solo quel
tanto che possa incoraggiare l'altro esprimersi. Ovviamente lo scambio per intervista può svolgersi non solo
fra due ma anche fa più persone si parla in questo caso di intervista di gruppo. Qualunque sia il tipo di
intervista che si intende utilizzare, vi sono alcune regole fondamentali che vanno rispettati sia dal
intervistatore sia da colui che stila un questionario. Infatti il nonno rispettarle può far variare in maniera
assai significativa risultati del lavoro di ricerca.

Gli atteggiamenti dell'intervistatore


Durante l'intervista a ciascuno dei due protagonisti ha un ruolo ben chiaro cui sono legati precisi diritti e
precisi doveri. Dal momento che la relazione non è simmetrica anzi si tratterebbe di un rapporto fra
superiore cioè l'intervistatore esperto è un inferiore cioè intervistato, diritti e doveri sono altrettanto
asimmetricamente distribuiti in particolare in intervistato a tutti i diritti e l'intervistatore a tutti i doveri.

Già rogers Parlando del rapporto terapeutico sosteneva che il terapeuta aveva tutti i doveri mentre al
cliente cioè paziente erano riservati tutti i diritti. In particolare i diritti del cliente erano quelli di essere
accettato in maniera incondizionata quindi fra l'altro di non essere giudicato e di avere di fronte a Se una
persona che cercasse di immedesimarsi in lui utilizzando la tecnica delle empatia. Nello stesso tempo
cercare di immedesimarsi in lui in modo empatico ed essere congruente erano precisi doveri del terapeuta.
L'intervistatore qualsiasi sia il tipo di intervista utilizzata si trova nella stessa situazione Con l'aggravante che
egli desidera che l'altro gli fornisca le informazioni che sta cercando e quindi si trova nella condizione di
dover chiedere un favore non di farlo come avviene nel rapporto terapeutico in cui il paziente che chiede
aiuto.

Alcuni dettagli significativi

Prima di tutto quindi l'intervistatore Dovrà decidere alcuni Piccoli dettagli. Dove intervistare? La scelta del
luogo in cui intervistare può influenzare l'andamento e risultati dell'intervista stessa. Ancora una volta
psichiatri psicoanalisti si sono espressi su questi temi sostenendo che il luogo in cui si deve svolgere il
colloquio non deve essere troppo anonimo ma neanche troppo connotato, deve essere un luogo tranquillo
in cui non si venga disturbati con una porta che non permetta di essere osservati dal fuori e possibilmente
dotata di chiave. Particolare attenzione va posta al luogo dove sedere quello dove far sedere il paziente.
Forse queste indicazioni vanno tenute presente anche nel momento in cui si debba condurre un'intervista
anche se la situazione è molto differente, per esempio normalmente l'intervistatore non ha una propria
stanza per di più dotata di chiave Ma opera nei luoghi più disparati a volte a casa dello stesso intervistato a
volte in luoghi pubblici. Ma perché l'intervista funziona ambedue gli attori devono sentirsi a loro agio Perciò
il luogo prescelto Deve conferire a tutti e due gli interlocutori. Nella pratica il luogo in cui condurre
l'intervista spesso deve essere contrattato con intervistato cui vai spiegato che solo luogo tranquillo
permetterà l'intervistatore di lavorare bene. Una volta trovato il luogo idoneo È importante che
l'intervistatore si interroghi sulle possibili conseguenze derivanti dalla scelta di sederti o di non sedersi e di
dove sedersi. In effetti Queste sono scelte che possono influenzare sia il modo di porre le domande sia le
risposte. Ancora una volta nella scelta del posto in cui sedersi giocano le menti di dominanza e
sottomissione così come la distanza fra i due interlocutori indica il grado di intimità esistente.

La registrazione dei dati

La scelta di Come registrare i dati è legata agli obiettivi della ricerca e al tipo di intervista utilizzata. Perciò
l'uso del registratore è piuttosto che di Fogli stampati dipende da ciò che si vuole ottenere: Nel caso del
registratore l'analisi permetterà di ottenere oltre ai dati quantitativi molti dati qualitativi relativi per
esempio le sfumature del tono della voce.

Esistono diversi tipi di intervista:

1 intervista libera intervista libera moltissime analogie con il colloquio terapeutico. Infatti l'intervista è
centrata sulla persona che può spaziare scegliere assolutamente quale percorso seguire nel suo discorso sul
tema proposto dal intervistatore il quale con i suoi interventi cercherà semplicemente di stimolare
l'intervistato a parlare più liberamente possibile.
2 intervista semistrutturata. In questo tipo di intervista del tutto simile all'intervista libera per modalità e
per approfondimento dei temi vi sono alcune domande che l'intervistatore deve obbligatoriamente porre
nel corso del colloquio.

3 intervista strutturata. Nel caso dell'intervista strutturata le domande sono assai precise sono decise in
anticipo e seguono un ordine prefissato una sequenza che ricercatore a ritenuta ottimale per ottenere le
informazioni che stai cercando.

4 intervista rigidamente strutturata. Può essere paragonata a un questionario che è in effetti un'intervista
molto strutturata. In questo tipo di intervista non solo la formulazione e la scansione delle domande sono
rigidamente prefissate ma anche le risposte sono già previste. Infatti Le possibili risposte che possono
essere assai semplici sì o no Oppure più elaborate sono già determinate dal ricercatore.

Analisi delle interviste

Il lavoro del ricercatore non si limita alla strutturazione e alla eventuale conduzione dell'intervista ho delle
interviste, ma una volta che i dati sono stati raccolti inizia un lavoro di analisi che varierà non solo in
funzione del tipo di intervista di cui si è serviti ma anche del tipo e della qualità delle informazioni che si
intendono andare a cercare. In genere almeno per le interviste strutturate la metodologia di analisi e decisa
contestualmente alla stesura delle domande e il vero problema è quello dell'interpretazione. Per le
interviste libere la metodologia di analisi Può variare non solo a seconda delle informazioni che si era deciso
di ricercare Ma anche sulla base di ciò che si Effettivamente ottenuto, dalla ricchezza alla povertà del
materiale, dalle impressioni che ricercatore riceve rileggendo e risentendo a mente fredda le interviste e
quindi il problema è prima di tutto quello di scegliere come Codificare i dati raccolti. Questa analisi e prima
di tutto una codifica dei dati raccolti. L'analisi dell'intervista e coinvolge elementi di statistica di analisi del
contenuto, pone problemi di interpretazione di scelta di modelli sulla base dei quali interpretare i termini,
l'andamento delle risposte, il complesso dei dati e i dettagli. È una materia sulla quale spaziano psicologi,
sociologi, esperti di statistica, psicoanalisti e linguisti e tante altre ancora, in una parola è un terreno assai
Vasto di cui qui potremo solo offrire alcuni assaggi.

La scelta del tipo di intervista

A seconda degli obiettivi che si proporrà di raggiungere o della fase della ricerca in cui si troverà, il
ricercatore potrà Dunque scegliere quale tipo di intervista utilizzare. La scelta del tipo di intervista da
utilizzare Dipenderà anche dagli obiettivi della stessa ricerca: Se si desiderano sondare gli atteggiamenti, i
sentimenti, le aspettative, le motivazioni, le opinioni profonde dei soggetti è meglio predisporsi a interviste
libere. Un ulteriore elemento che condiziona la scelta del tipo di intervista da utilizzare sta nella quantità di
persone che si intendono intervistare. In una parola sta nel campione di soggetti Dai quali il ricercatore
desidera ottenere delle informazioni. Si tratta di interviste strutturate dove sono necessari parecchi
soggetti perché il lavoro di comparazione e semplificato dal fatto che tutti i soggetti vengono sottoposti alle
stesse domande e il lavoro di analisi e in qualche modo già predisposto nel momento in cui viene pensata e
costruita l'intervista. D'altro canto in una ricerca qualitativa che predilige in intervista libera non sarà tanto
importante intervistare una gran massa di soggetti ma scegliere Alcuni piccoli campioni sui quali agire in
profondità.

Intervista ricerca qualitativa in educazione

In educazione si predilige l'intervista Perché descrive e anche perché le persone i soggetti preferiscono
parlare anziché scrivere. L'intervista è uno degli strumenti di indagine di cui si può servire ricercatore che
conduca in campo pedagogico una ricerca descrittiva secondo la definizione di Lawson e Lowell o
qualitativa. Peraltro si è anche visto che l'utilizzo di tale tecnica non è riservato solo alla ricerca qualitativa
in campo pedagogico ma è tipico di ogni ricerca qualitativa nel campo delle scienze umane.

Pro e contro l'utilizzo del intervista nella ricerca educativa

Molti sostengono l'intervista affermando che le motivazioni che sostengono l'utilizzo di quest'ultima nella
ricerca qualitativa stanno Prima di tutto nel fatto che molte persone preferiscono parlare Piuttosto che
scrivere e che di conseguenza è più facile ottenere risposte più esaurienti e pronte intervistando le che
sottoponendolo a un questionario. Inoltre l'intervista risulta particolarmente adatta nei confronti dei
bambini. Un ulteriore pregio dell'intervista consiste poi nel fatto che può prefigurare un approccio flessibile
Al soggetto ma anche che configura la possibilità di un'indagine sulle motivazioni e gli atteggiamenti dei
soggetti studiati.

L'osservazione

L'osservazione è una forma di rilevazione finalizzata all'esplorazione e conoscenza di un determinato


fenomeno. Consiste nella descrizione il più possibile Fedele completa delle caratteristiche di un particolare
evento o comportamento o situazione e delle condizioni in cui si verifica. L'osservazione e quindi un
comportamento specifico di attenzione un particolare evento: Ti distingue da dice guardare poiché è uno
sguardo intenzionale mirato è attivo non generico che tende a mettere a fuoco ciò che L'Osservatore
ritiene più rilevante è significativo in relazione ai suoi interessi alle sue motivazioni e alle ragioni che hanno
promosso la rilevazione dei dati. L'osservazione è un momento indispensabile nel processo di ricerca
scientifica sia nella fase che precede la formulazione delle ipotesi sia nella definizione di queste.
L'osservazione rappresenta iniziale della procedura sperimentale. Seguono poi il momento della
formulazione di ipotesi quello della sperimentazione propriamente detta che ha lo scopo di verificare le
ipotesi è quello della elaborazione e interpretazione dei risultati.

Osservazione ed esperimento

L'osservazione può essere contenta sul campo (ambiente naturale) o in laboratorio (ambiente artificiale).
Ciò che distingue Però il metodo osservativo dal metodo sperimentale non è tanto il luogo della rilevazione
quanto il ruolo del ricercatore rispetto alle variabili indipendenti rispetto all'ambiente. Ciò che distingue
L'osservazione dall'esperimento rinuncia al controllo delle variabili indipendenti attraverso una qualche
forma di manipolazione sperimentale. Si parla anche di osservazione naturalistica espressione che si usa
Generalmente per indicare tutti i tipi di rilevazione in cui il ricercatore non esercita genere di controllo sul
proprio oggetto di studio, si parla anche di osservazione condizioni controllate quando il ricercatore sceglie
di imporre un certo grado di controllo sulla situazione da osservare. La scelta tra ricerca sperimentale e
ricerca osservativa può essere guidata solo da un'attenta riflessione sul problema che si intende indagare.
Si tende Inoltre a sottolineare l'importanza della fase osservativa della ricerca: Ciò significa riconoscere il
bisogno di comprendere prima di spiegare o di misurare e la necessità di descrivere in modo rigoroso e
accurato le situazioni educative la cui complessità non sempre può essere restituita Attraverso procedure
che prevedono l'isolamento il controllo di tutte le variabili in gioco.

Cenni storici

Il ricorso al metodo osservativo nello studio del comportamento e dello sviluppo umano è tutt'altro che
recente. Le biografie infantili compilate da studiosi del XVIII e XIX secolo sui progressi nella crescita dei
propri figli forniscono i primi esempi di osservazione e testimoniano l'interesse per un approccio di tipo
osservativo allo studio dello sviluppo. Fino agli anni 20 e 30 si assiste a un crescente ricorso al metodo
osservativo nello studio dello sviluppo. La fortuna del metodo osservativo conosce invece una lunga battuta
d'arresto fra gli anni 30 agli anni 50 quando insieme all'affermarsi dell'approccio comportamentista si
verifica una netta opzione per le procedure di tipo sperimentale in laboratorio. Per lungo tempo il metodo
sperimentale mutuato dalle Scienze Naturali sarà considerato L'unico in grado di offrire alla psicologia
dignità e rispettabilità scientifica, di fornire dati certi obiettivi quantificabile e generalizzabili fino a quando
non si intensificheranno le critiche alla sperimentazione applicata allo studio del comportamento umano
infantile in particolare. Critiche che porteranno alla Rinascita dell'interesse per il metodo osservativo e alla
sua rivalutazione. Altre diverse ragioni stanno alla base della crescente insoddisfazione per le procedure
sperimentali e sembrano particolarmente pertinenti per la ricerca in campo educativo:

1 la mancanza in tali procedure di una sufficiente base descrittiva e osservativa per la conoscenza del
fenomeno studiato che deve invece essere preliminare all'introduzione delle opportune manipolazioni
sperimentali.

2 la crescente consapevolezza della complessità del comportamento. Non sempre possibile Infatti
considerare il trattamento sperimentale come un'unica causa dei risultati di un dato esperimento: È
necessario vedere anche le interazioni che esso può avere con il normale Corso dello sviluppo.

Le ragioni del rinnovato interesse per la metodologia osservativa da parte della ricerca psicologica ed
educativa degli ultimi decenni sono da ricercarsi anche nello sviluppo di tecniche e strumenti di
registrazione e analisi di dati osservativi sempre più raffinati che hanno garantito Maggiore rigore
attendibilità alla rilevazione e hanno contribuito a togliere il metodo osservativo quell'alone di soggettività
impressionismo vaghezza che caratterizzava ancora per esempio la diaristica di fine secolo.

OSSERVAZIONE ETOLOGICA

L'etologia è la scienza che studia il comportamento animale e la sua evoluzione allo scopo di identificare
quei moduli comportamentali che si trovano in maniera costante in tutti gli esseri appartenenti alla stessa
specie e che sono quindi determinati geneticamente, innati.

Lorenz definisci l'etologia come biologia del comportamento. Si parla di etologia umana quando i principi
teorici e metodologici dell' approccio etologico vengono applicate allo studio dell'uomo, per indagare il
comportamento umano e quello infantile in particolare.

Gli studi etologici hanno esercitato un'influenza profonda a livello teorico anche sull' elaborazione di
modelli di spiegazione dello sviluppo (la teoria dell'attaccamento di bowlby è uno degli esempi più
significativi in questo senso) ma i contributi più rilevanti forniti dall' etologia sono quelli di tipo
metodologico, riguardanti cioè che guidano la rilevazione è l'analisi dei dati osservativi. La metodologia
osservativa adottata dagli etologi prevede che:

Il comportamento del soggetto venga studiato nel suo ambiente naturale di vita

La non interferenza dell'osservazione, un tipo di virgola cioè partecipante

La descrizione analitica e non valutativa dei comportamenti osservati. Una semplice descrizione dettagliata,
completa è il più possibile obiettiva di tutto ciò che si vede accadere che ha come unico scopo la
costruzione dell etogramma. per etogramma si intende Infatti un repertorio, o catalogo, minuzioso e
dettagliato di tutti gli schemi comportamentali propri del soggetto o dell'animale osservato dove le
categorie di comportamento che compongono l'etogramma sono definite in termini descrittivi e operativi.
(la costruzione di un etogramma completo è possibile solo raramente nel caso dell'osservazione specie
animali inferiori, è quasi impossibile nel caso di esseri umani, sia che frasi su descrizioni che riguardano
aspetti fisici Del comportamento, sia sulle conseguenze del comportamento stesso. D'ORICO)

Le tecniche di rilevazione e registrazione dei dati più usate nelle metodologie osservative di tipo etologico
sono tre:

Dettatura al registratore: Valore descrivere oralmente tutto ciò che vede accadere parlando al registratore.

Video registrazione: si tratta strumento di rilevazione molto attendibile è affidabile in quanto consente non
solo una descrizione molto fedele, quasi dal vivo, dei comportamenti osservati inoltre, trattandosi di una
tecnica di registrazione automatica, non è condizionata da un eventuale affaticamento dell'osservatore.

Check list di comportamenti: La checklist è un elenco di comportamenti che un soggetto può manifestare in
una determinata situazione. Si tratta di uno strumento osservativo di tipo strutturato, UN elenco di
comportamenti preselezionati di cui si vuole accertare la presenza o misurare la frequenza

È opportuno anche considerare i limiti, i risvolti negativi derivanti dall'adozione acritica di alcuni dettami
metodologici mutuati dalla approccio etologico.

Limiti dell'approccio ecologico sono:

1)In primo luogo è opportuno essere consapevoli del fatto che anche la descrizione più accurata e fedele di
un fenomeno, libera da valutazioni e interpretazioni, non garantisce mai la assoluta oggettività (ma sempre
comunque la fonte di errore è l'osservatore. può capitare che eventuali distorsioni dell'osservazione siano
da ricondurre al metodo osservativo adottato o alla tecnica di registrazione o alla procedura di codifica dei
dati.

2) fino a che. Inoltre, è possibile osservare senza ipotesi, senza avere in testa idee o aspettative sulla
situazione che si andrà a indagare?

3) è necessario essere consapevoli dei rischi connessi a un'eccessiva enfasi sulla rilevazione di tipo micro
analitico, del fatto che la descrizione a livello micro analitico non garantisce di per sè l'oggettività della
rilevazione, soprattutto quando è il comportamento umano e quello infantile in particolare a essere
segmentato in categorie di osservazione.

Molto utile è l'Interosservazione come soluzione al problema dei rischi di errore connessi al carattere
soggettivo e selettivo dell'osservazione. Consiste nella negoziazione e discussione analitica tra più
osservatori dei comportamenti osservati.

Gli strumenti dell'osservazione

È molto importante scegliere lo strumento in quanto questo non solo condiziona l'attendibilità ma anche le
procedure di analisi e interpretazione dei risultati.

Osservazione descrittiva carta e matita: È una delle tecniche osservative più utilizzate, una modalità di
registrazione degli eventi che consiste nel produrre protocolli di descrizione del comportamento in corso
senza utilizzare nella rilevazione alcun sistema di codifica. Osservazione descrittiva e anche uno strumento
molto formativo che sollecita il misurarsi in prima persona con il flusso degli eventi da registrare.
La modalità di osservazione più conosciuta è quella della descrizione dei comportamenti in contemporanea:
L'Osservatore registra ciò che succede nell'esatto momento in cui compie la seduta osservativa.

Vengono però fatte anche osservazioni a posteriori: L'Osservatore presta attenzione all'evento
successivamente pone per iscritto ciò che ha rilevato. Questa modalità osservativa viene principalmente
usata in ambito psicoanalitico zia perché il protocollo osservativo prevede principalmente di evidenziare ciò
che L'Osservatore ha ritenuto più rilevante e sia perché nel momento in cui si studiano variabili relazionali
risulterebbe molto disturbante comunque interferenze il prendere appunti in situazione ecco perché è più
usata quella a posteriori.

L'osservazione videoregistrata viene frequentemente utilizzata nelle ricerche di tipo osservativo perché è
una delle possibili tecniche per effettuare un osservazione del comportamento di soggetti differenti (il
singolo individuo, la coppia, il gruppo) la videoregistrazione offre una serie di vantaggi sia dal. di vista della
qualità della rilevazione, sia dal punto di vista del confronto intersoggettivo tra osservatori diversi. I
vantaggi della videoregistrazione sono:

- osservazione su più soggetti: Si può rilevare temporaneamente il comportamento di più soggetti e inoltre
ci permette di rivedere più volte il filmato in modo che L'Osservatore non esperto abbia il tempo di cogliere
e trascrivere le caratteristiche del comportamento dei soggetti.

- minor perdita di informazioni: La videoregistrazione racchiude in sé molte più informazioni rispetto a


quelle che L'Osservatore registra in contemporanea.

- differenti livelli di analisi: Il filmato si può rivedere più volte anche a distanza di tempo per successive
analisi su variabili differenti ed è molto importante anche per studiare il comportamento non verbale

- scambio e controlli intersoggettivi i maggiori: Il filmato può essere visto da più osservatori
contemporaneamente.

Solo due svantaggi negano l'uso della telecamera: Il primo riguarda l' intrusività dello strumento che può
incrementare la reattività dei soggetti osservati. Il secondo svantaggio riguarda l'ampiezza del campo di
osservazione che può essere troppo grande infatti la telecamera registra quasi interamente tutta la realtà
tanto che si presenta il rischio di avere un enorme quantità di dati e quindi la videoregistrazione stessa
deve essere sottoposta a una codifica piuttosto selettiva.

L'osservazione come strumento di formazione nella pratica educativa

In ambito psicopedagogico L'osservazione è diventata uno strumento di formazione per chi opera in campo
educativo, uno strumento di lavoro dell'educatore- insegnante. L'osservazione Rappresenta in uno
strumento esplorativo privilegiato: Insegnante osserva per conoscere meglio e più a fondo il
comportamento degli allievi, per capire le dinamiche relazionali del gruppo dei pari, per riflettere sulle
modalità del proprio intervento

La ricerca azione (qualitativa)

In contesti educativi non sempre è semplice condurre una ricerca formale, prettamente conoscitiva (sia che
essa sia di tipo teorico o sperimentale) anche perché per l'operatore è difficile orientarsi fra un imponente
mole di ricerche che offrono sostegno a ipotesi molto spesso tra loro contrastanti. Nonostante la ricerca di
tipo conoscitivo abbia prodotto un elevato numero di relazioni e di rapporti permane uno stato di disagio
insoddisfazione fra gli operatori che richiedono nuovi strumenti di verifica e valutazione del loro operato.
Per rispondere a questo bisogno di aderenza alla realtà educativa e di maggior contatto e confronto con chi
opera in campo, alcuni ricercatori hanno pensato all'opportunità di fondare un modello di ricerca
partecipante che non si limitasse a consultare gli operatori per la definizione dei problemi da studiare, ma
che coinvolgesse questi ultimi direttamente nelle diverse fasi di conduzione della ricerca stessa.

La ricerca partecipante si prefigge di superare il modello di conoscenza della realtà educativa che vede
ricercatori e operatori impegnati su fronti diversi, uno teorico e l'altro pratico, senza la possibilità di
verificare in maniera congiunta i risultati della ricerca stessa negli specifici contesti educativi. La ricerca
partecipante intende cercare nuove forme di collaborazione fra Chi opera e chi fa ricerca, che garantiscano
al tempo stesso l'aderenza ai problemi e ai contesti concreti e la loro verifica in campo da un lato, e la
rigorosità dei procedimenti e dei risultati della ricerca dall'altro. La ricerca- azione rappresenta la forma più
strutturata e in alcuni casi più avanzata di ricerca partecipante, anche se non sempre appare dichiara È
facile definizione. La ricerca- azione intende condurre ricerca i cui risultati non fossero utilizzati solo dai
ricercatori ma anche dagli operatori coinvolti nei processi studiati.

Origini e sviluppi storici della ricerca- azione

La denominazione Action research da cui deriva il termine italiano ricerca- azione o ricerca- intervento
venne coniata da un gruppo di ricerca che opera va in campo amministrativo nelle Indie inglesi negli anni
Quaranta. Questo gruppo intendeva condurre ricerca i cui risultati non fossero utilizzati solo dai ricercatori
ma soprattutto dagli operatori coinvolti nei processi studiati. Ancor prima però kurt lewin uno psicologo
ebreo tedesco emigrato negli Stati Uniti sostenitore del movimento gestaltistico, (i suoi studi in questo
campo si sono concentrati soprattutto sui processi motivazionali e interpersonali) ehi avevo operato una
prima teorizzazione diretta collegare l'attività di ricerca alla modificazione al miglioramento dei sistemi
sociali e delle situazioni reali con cui veniva a contatto. Analizzando i contesti e le realtà su cui intervenire
(centri educativi, fabbriche da riconvertire dopo la Seconda Guerra Mondiale, o più In generale
organizzazioni amministrative da adeguare la nuova situazione socio-economica)

La ricerca- azione mira contribuire contemporaneamente alla risoluzione dei problemi pratici immediati di
una specifica situazione e agli obiettivi della Scienza sociale per mezzo di una mutua collaborazione (cliente
- ricercatore) all'interno di un contesto etico mutualmente accettabile (rapoport)

Sintetizzando il contributo di Lewin alla definizione della Ricerca azione, le sue linee principali nel costruire
il nuovo modello sono:

- collaborazione/ confronto fra ricercatori e operatori sia nella definizione dei problemi concreti da
indagare sia nello svolgimento della ricerca stessa

- superamento della pretesa neutralità del ricercatore e della ricerca che non si limita a conoscere un
fenomeno Ma che deve diventare un agente di cambiamento socio- educativo

- attenzione alle dinamiche sociali e alle situazioni ambientali del contesto educativo preso in esame come
variabili da considerare fra le altre nello svolgimento della ricerca.

Il tavistock Institute ha approfondito è sviluppato alla teorizzazione di Lewin. La ricerca realizzata da tutti i
membri della comunità che partecipano a essa seguiti da esterni che hanno il ruolo di consulenti. Fra i
consulenti operatori si stabilisce un rapporto che alcuni definiscono di parità ma che altri preferiscono
considerare di reciprocità. La ricerca azione consiste in un processo diretto al cambiamento di
comportamenti e per questa ragione considera privare i problemi e le fasi della progettazione
concretizzazione e valutazione della ricerca stessa. Una ricerca azione per esame attento e articolato delle
dinamiche di gruppo e delle forze sociali che aiutano o impediscono il lavoro del gruppo nello svolgimento
della ricerca intervento.

I quattro tipi di Ricerca azione individuati io ci sono:

Diagnostica

Partecipate

Empirica

Sperimentale

In Italia le prime ricerche azione vengono iniziate negli anni 70 e sono state in seguito applicate in molti
ambiti.

Vantaggi difficoltà e limiti della Ricerca azione nel contesto educativo

È utile cercare di riflettere su quelli che risultano essere i limiti e i vantaggi della applicazione del metodo
della Ricerca azione contesti educativi. Per quanto riguarda i vantaggi sappiamo che la ricerca azione attiva
modi semplici per acquisire informazioni su come prendere le decisioni in modo adeguato al contesto e per
sviluppare teorie educative autonome. La ricerca azione permette Inoltre un miglioramento del
comportamento insegnante in quanto può portare a nuove definizioni dei ruoli degli insegnanti degli allievi
e della stessa scuola e allo sviluppo di nuovi curricoli per migliorare il processo educativo. Stabilisce la
necessità Per gli insegnanti di inserire il loro rapporto reciproco fra le variabili che possono facilitare
l'efficacia e la validità della ricerca. Spinge gli accademici a semplificare il loro linguaggio ea esplicitare
obiettivi metodologie e passaggi cruciali delle loro ricerche. La ricerca-azione offre a efficace di risoluzione
dei problemi che tiene conto del contesto e del momento specifico in cui si svolge la ricerca. Ovviamente
offre anche un modello capace di utilizzare diversi strumenti conoscitivi e formativi.

Tra gli svantaggi e le difficoltà della Ricerca azione biella difficoltà da parte dei committenti o di Chi valuta la
ricerca di accettare un intervento di tipo qualitativo anziché quantitativo che risulta più costoso per la
continua presenza del ricercatore E perché è rivolto inizialmente a un numero ristretto di operatori che
costituiscono Dunque anche un campionamento limitato. Vi è anche la difficoltà nell'accettare un nuovo
ruolo del ricercatore che non si presenta come un elemento esterno e neutrale. Difficoltà nell'accettare un
nuovo ruolo dell'operatore che partecipa attivamente al processo. Difficoltà nel trovare operatori sul
campo disposti a impegnare tempo ed energie a mettere in dubbio le proprie sicurezze.

L'intervista biografica

Strumento di ricerca qualitativa per conoscere e analizzare la soggettività di chi racconta.

L'approccio autobiografico è la raccolta l'analisi di testi verbali o scritti come racconti o diari che
ricostruiscono globalmente e rispetto ad alcuni punti di vista la storia di sé. Il racconto della propria storia
di vita e la raccolta di storie di vita risultano rilevanti sia sul piano dell'auto formazione come riflessione su
di sé e comprensione di sé, sia come strategia formativa nella scuola o in altri contesti in cui l'occasione per
raccontarsi è il modo di raccontarsi consentono Al soggetto di definire se stesso, la propria cultura,
permettendo così di esercitare la memoria a varie strategie cognitive. L'approccio biografico può venire
utilizzato in educazione sia in progetti di Ricerca azione, sia in contesti in cui la relazione educativa si
riferisce all'ambito clinico (pensiamo per esempio all'esplorazione delle relazioni di cura e dei legami tra
adulti e tra adulti e bambini in famiglia o nei servizi sociali ed educativi al fine di mettere in atto un
opportuno sostegno educativo, ai rapporti tra giovani, adulti e figure tutoriali nella scuola) oltre che
costituire valide strategie di formazione, la raccolta di racconti autobiografici e anche uno strumento di
ricerca qualitativa per conoscere e analizzare la soggettività di chi racconta, lo stile cognitivo, le strategie di
memoria, i modelli relazionali. L'approccio biografico in educazione è stato autorevolmente introdotto in
Italia, soprattutto nell'ambito dell'educazione degli adulti da Duccio Demetrio. ,

L'approccio biografico nella ricerca sociale

Pur essendo uno strumento qualitativo l'intervista biografica Può essere utilizzata in modo complementare
all'indagine campionaria quantitativa per selezionare i soggetti di cui si analizza la storia raccontata. La
raccolta è l'analisi delle biografia richiede un atteggiamento conoscitivo particolare diverso da quello con
cui si raccolgono, si leggono, sì interpretano dati quantitativi, che tenga conto della soggettività e del punto
di vista sia di chi si racconta sia di chi raccoglie il racconto. Per questo si preferisce parlare di approccio
piuttosto che è di metodo biografico.

L'approccio biografico nella ricerca psicologica recente

La storia raccontata della propria vita fornisce un'immagine di sé e permette di cogliere come il relatore
percepisce, ricostruisce e racconta la propria identità. Non importa Dunque tanto se quel che viene
raccontato È vero, piuttosto è significativo riflettere su che cosa è soggetto vuol dire di se. Nell'intervista
biografica Lejeune parla di patto autobiografico che ha come regola l'assoluta libertà del relatore di
scegliere i fatti da raccontare e come raccontarli. Il racconto autobiografico Si colloca all'interno del
pensiero narrativo. Per quanto riguarda il modo in cui si narra la propria storia, il racconto di se ha in
genere una trama che attraversa una serie di eventi che presentano certi caratteri di unicità oh
intenzionalità, è attraverso una sequenza ordinata, anche se è costellata di sguardi all'indietro e al avanti,
flashback e flashforwards, ci presenta un immagine dell'identità attuale di chi narra attraverso le
trasformazioni che partono dal passato più lontano.

Bruner raggruppa le caratteristiche del racconto di sé in alcune proprietà:

1) sequenzialità: Disposizione in una successione temporale degli eventi narrati con una durata anticipativa
o retroattiva

2) particolarità e concretezza degli eventi narrati che riguardano specificatamente singoli Individui e in
genere persone

3) intenzionalità: Racconti di eventi e vicende orientati da scopi, opinioni, sentimenti, stati d'animo

4) opacità referenziale: Si parla di personaggi dei loro sentimenti e non di ciò che è vero o falso e si valuta la
coerenza del racconto piuttosto che il suo rispecchiare la realtà, siamo nel campo della rappresentazione.

5) componibilità ermeneutica: Necessità di fare riferimento al contesto per comprendere valutare gli eventi
narrati

6) violazione della canonicità: Sono sempre presenti Rotture della normalità eventi o svolte particolari pur
in una struttura Canonica È riconoscibile
7) composizione pentadica: Sono sempre presenti in una narrazione 5 elementi un attore un'azione uno
scopo una scena uno strumento organizzati secondo un alternanza di equilibrio e squilibrio ricomposizione
dell'equilibrio

8) incertezza la narrazione usa frequentemente il linguaggio metaforico non ha un andamento lineare ed è


aperta e lascia uno spazio tra realtà e immaginazione

9) appartenenza un genere: Attraverso le metafore organizzatrici e altri artifizi Ogni narrazione assume uno
stile o un tono che tende a rimanere costante

Forme di interviste biografiche

Le interviste biografiche possono essere condotte in diversi modi

Interviste aperte: Il soggetto riceve una sollecitazione molto ridotta è aperta assieme ad alcune indicazioni
sulla finalità della ricerca. Le tecniche dell'intervistatore in questo caso tenderanno a essere quelle del
intervista non direttiva di Rogers limitando al massimo le domande e sospendendo le interpretazioni
valutazioni, riprendendo a eco, riformulando, riproponendo il soggetto temi rimasti sospesi, affermazioni
ambigue, brani tra loro e congruenti, possibilmente con le sue stesse parole, riflettendo i sentimenti
espressi.

Interviste semistrutturate: Si tratta di intervista in cui il tema oggetto della ricerca è fornito dal
intervistatore, ma in cui viene lasciata ampia Libertà il soggetto sia nella scelta dei contenuti sia nella
sequenza.

Interviste strutturate: Le interviste strutturate di orientamento geografico consistono in una sequenza


molto precisa di domande aperte che seguono un percorso fisso. Intervistatore deve aver memorizzato
perfettamente le domande nella loro sequenza in modo da poter ascoltare con attenzione ed empatia il
soggetto, partecipando solo con interventi a eco oh brevi riformulazioni, in questo modo il soggetto
percepirà di essere ascoltato con genuino interesse. Il vantaggio di queste interviste e di fornire materiale
comparabile.