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Corso di Laurea: LETTERATURA, MUSICA E SPETTACOLO (D.M.

270/04)
Insegnamento: STORIA DELLA MUSICA
Lezione n°: 94
Titolo: Schubert: il Lied
Attività n°: 1

Facoltà di Lettere

SCHUBERT: IL LIED

© 2007 Università degli studi e-Campus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (CO) - C.F. 08549051004
Tel: 031/7942500-7942505 Fax: 031/7942501 - info@uniecampus.it
Corso di Laurea: LETTERATURA, MUSICA E SPETTACOLO (D.M. 270/04)
Insegnamento: STORIA DELLA MUSICA
Lezione n°: 94
Titolo: Schubert: il Lied
Attività n°: 1

Facoltà di Lettere
1. SCHUBERT: IL LIED

Il catalogo delle opere di Schubert mostra come il compositore non abbia tralasciato
alcun genere: la musica da camera (trii, quartetti, quintetti, sonate e altri brani per
pianoforte solo), la musica sinfonica (nove sinfonie, alcune ouvertures), la musica
sacra (messe e inni), la musica teatrale (alcune opere tra cui Alfonso ed Estrella e
Fierrabras). Ma il capitolo più corposo, al quale per lungo tempo venne associato il
suo nome (certamente almeno durante tutto il corso dell’Ottocento), è quello dei
Lieder: ne compose infatti a centinaia, dedicandovisi incessantemente per tutta la
vita. E proprio a questo denso repertorio è dedicata questa lezione (e le successive),
tralasciando quindi volontariamente tutti i restanti ambiti, che metterebbero in
campo questioni di stampo più ottocentesco.
Il Lied (la parola è intraducibile in italiano: il termine ‘canto’, che è quello che forse
si avvicina di più al concetto tedesco, non ne chiarisce veramente il significato, e lo
stesso dicasi per i termini di ‘canzone’ e di ‘romanza’) nel primo Ottocento
corrisponde ad un genere da camera vocale-strumentale per voce sola e pianoforte,
tipico della cultura tedesca (abbiamo già visto lo stesso termine utilizzato nell’ambito
della chiesa luterana: cfr. Lezione 0401).
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Insegnamento: STORIA DELLA MUSICA
Lezione n°: 94
Titolo: Schubert: il Lied
Attività n°: 1

Facoltà di Lettere
1. SCHUBERT: IL LIED

Il Lied riveste di musica brani poetici di dimensioni generalmente piuttosto raccolte,


di autori tedeschi più o meno noti. Tra i poeti maggiormente scelti dai compositori
spiccano certamente i nomi di Johann Wolfgang Goethe, Friedrich von Schiller,
Heinrich Heine, Adalbert von Chamisso, solo per citarne alcuni.
La maggior parte delle poesie messe in musica ha una costruzione strofica regolare,
cioè si compone di un numero sempre diverso di strofe che mantengono però la
stessa struttura sia nel numero dei versi, sia nella lunghezza del metro.
Due sono le principali tipologie di Lied:
1. Lied strofico: favorito appunto dalla regolarità delle strofe del testo letterario, il
Lied strofico è caratterizzato dall’uso della medesima melodia – eventualmente con
minime varianti – applicata ad ogni strofa poetica. Una sua possibile variante (Lied
strofico ‘modificato’) prevede una alternanza tra le strofe.
2. Lied durchkomponiert: ignorando la eventuale stroficità del testo poetico, questo
Lied è costruito in una forma aperta, dove la musica segue il testo dall’inizio alla
fine, senza ritorni.

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Insegnamento: STORIA DELLA MUSICA
Lezione n°: 94/S1
Titolo: Schubert: il Lied
Attività n°: 1

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Lezione n°: 94/S1
Titolo: Schubert: il Lied
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2. SCHUBERT: IL LIED

Schubert utilizzò indifferentemente l’un tipo e l’altro. Infatti «verso nessuno di questi
tipi mostrò una preferenza particolare: al punto che considerare un modello più
avanzato dell’altro sarebbe fuorviante.» (Sablich, op. cit., p. 48) La forma
durchkomponiert [tipo 2] appare nei Lieder di Schubert fin dall’inizio. «Se la forma
della ballata [tipo 1] costituì il vero e proprio laboratorio linguistico del Lied, (…) in
seguito Schubert tese piuttosto a recuperare e a raffinare il modello classico del Lied
strofico variato (…). La grande sfida degli ultimi anni consistette nel superamento
graduale di queste distinzioni verso una fusione dei generi: l’integrazione, in uno
statuto retto da figure simboliche, della forma aperta lineare [tipo 2] con quella
strofica circolare [tipo 1]. Fu questa forma mista, che aboliva i confini tra lirica,
epica e drammatica, a costituire la vera e propria individualità del Lied schubertiano,
istituendo una nuova specie: il Lied narrativo a sfondo psicologico.» (Ibidem)
Nei primi Lieder, Schubert guarda decisamente alla poesia romantica di Heinrich
Heine, di Wilhelm Müller e naturalmente di Wolfgang Goethe: essi «ribollono
costantemente di situazioni estreme, efferate e quasi orride: eccessi passionali,
fantasie di cadaveri, visioni spettrali, pianti e lamenti.» (Idem, pp. 48-49)
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Lezione n°: 94/S1
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Attività n°: 1

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2. SCHUBERT: IL LIED

Ma fu proprio Goethe che ebbe su di lui «l’effetto terapeutico (…) di temperare


questi eccessi stabilizzando una misura, una riflessione, un controllo stilistico più
bilanciato. (…) E se anche in seguito non mancarono riproposte di condizioni
esasperate o disperate, la loro espressione fu filtrata da un maggiore distacco, e
soprattutto tradotta in modo meno diretto e acceso, con più attenzione a cogliere in
profondità le relazioni che la suggestione poetica poteva produrre nell’elaborazione
musicale» (Idem, p. 49)
Il suo primo capolavoro in questo genere fu Gretchen am Spinnrade [La piccola
Margherita all’arcolaio] su testo di Goethe, che «rappresenta non soltanto la presa
di possesso del dominio del Lied da parte di Schubert ma anche la prima scoperta
della interazione tra i contenuti poetici e gli elementi musicali.» (Ibidem) Elemento
centrale di questo come di molti altri Lieder di Schubert è la cantabilità: ad un primo
ascolto appaiono solo come semplici melodie accompagnate dal pianoforte.
Ma, come vedremo attraverso l’analisi più puntuale di alcuni Lieder, il pianoforte non
rimane sullo sfondo: anzi, Schubert dedica all’accompagnamento pianistico grande
cura compositiva.
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Lezione n°: 94/S2
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Attività n°: 1

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3. SCHUBERT: IL LIED

Gli oltre seicento Lieder composti da Schubert sono quasi tutti esemplari a sé stanti,
slegati l’uno dall’altro. Vi sono però due casi distinti di cicli di Lieder, cioè di brani
che raccontano una storia e sono quindi collegati tra loro: il primo, composto nel
1823 e intitolato Die schöne Müllerin [La bella mugnaia], comprende venti Lieder su
testi di Wilhelm Müller che costituiscono a loro volta un ciclo narrativo: è la storia di
un giovane che, avendo perduto l’amore di una giovane mugnaia, vorrebbe por fine
ai propri giorni.
Il secondo ciclo, intitolato Die Winterreise [Il viaggio d’inverno], fu composto da
Schubert nel 1827 e comprende 24 Lieder su testi ancora una volta di Müller. La
storia, che fu scritta dal poeta tra il 1821 e il 1823, ha come protagonista un
viandante [Wanderer, in tedesco], tema questo caro ai poeti romantici, collegabile a
quello del viaggio. Il Wanderer infatti veniva spesso identificato con l’artista
intellettuale che compie un viaggio alla ricerca del senso della vita. Lo stesso
Schubert aveva dedicato a questo tema un Lied (chiamato appunto Der Wanderer) e
un brano pianistico in quattro movimenti, la Wanderer-Fantasie (1822) che trae
spunto da temi del Lied.
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Attività n°: 1

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3. SCHUBERT: IL LIED

Questo ciclo è un racconto in prima persona della fuga notturna del viandante che,
deluso per l’incostanza della donna amata, lascia la città e si addentra in uno
spettrale ambiente invernale, vagando solitario tra i ghiacci.
Ascolto: Schubert, Die Winterreise, I, Gute Nacht [Buona notte]

Fremd bin ich eingezogen, Straniero sono arrivato,


Fremd zieh' ich wieder aus. straniero vado via di nuovo.
Der Mai war mir gewogen Maggio mi sorrideva
Mit manchem Blumenstrauß. con molti mazzi di fiori.
Das Mädchen sprach von Liebe, La fanciulla parlava d'amore,
Die Mutter gar von Eh', la madre persino di nozze,
Nun ist die Welt so trübe, ora il mondo è così cupo,
Der Weg gehüllt in Schnee. la via sepolta dalla neve.

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Insegnamento: STORIA DELLA MUSICA
Lezione n°: 94/S3
Titolo: Schubert: il Lied
Attività n°: 1

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Attività n°: 1

Facoltà di Lettere
4. SCHUBERT: IL LIED

Ich kann zu meiner Reisen Io non posso scegliere


Nicht wählen mit der Zeit, quando mettermi in viaggio,
Muß selbst den Weg mir weisen da solo devo trovare la strada
In dieser Dunkelheit. in questa oscurità.
Es zieht ein Mondenschatten Si allunga un'ombra di luna
Als mein Gefährte mit, e mi accompagna,
Und auf den weißen Matten e sulle distese bianche
Such' ich des Wildes Tritt. cerco le tracce della selvaggina.

Was soll ich länger weilen, Che cosa aspetto ancora,


Daß man mich trieb hinaus? che mi si cacci via?
Laß irre Hunde heulen Abbaiano i cani impazziti
Vor ihres Herren Haus; davanti alla casa del padrone;
Die Liebe liebt das Wandern l'amore ama andare in giro
Gott hat sie so gemacht Dio lo ha fatto così
Von einem zu dem andern. dall'uno all'altro.
Fein Liebchen, gute Nacht! Amore mio, buona notte!
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Attività n°: 1

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4. SCHUBERT: IL LIED

Will dich im Traum nicht stören, Non voglio disturbare i tuoi sogni,
Wär schad' um deine Ruh', sarebbe un peccato per il tuo riposo,
Sollst meinen Tritt nicht hören non sentirai il mio passo,
Sacht, sacht die Türe zu! piano piano chiuderò la porta!
Ich schreibe nur im Gehen E scrivo, andandomene via,
An's Tor noch: gute Nacht, sulla porta: buona notte,
Damit du mögest sehen, perché tu possa vedere
An dich hab' ich gedacht. che ho pensato a te.

Si tratta di un Lied strofico, in cui la melodia della prima strofa viene ripetuta
nella altre tre. Ogni strofa viene introdotta da un breve interludio pianistico. Ci
sono però delle varianti: mentre infatti la seconda strofa non è scritta, ma
prevede semplicemente il ‘da capo’, la terza propone piccole varianti nella
melodia, mentre la quarta è in tonalità maggiore, si passa cioè da re minore a re
maggiore.
(I strofa: 0’00’’; II strofa: 1’27’’; III strofa: 2’41’’; IV strofa 3’53’’)
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