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CAPITOLO III: PERSONA, SVILUPPO STORICO (1)

1. L’ANTROPOLOGIA DEI PADRI

Che cosa significa “immagine di Dio”?


1) Che dimensione dell’uomo? Che “aspetto” di Dio?
2) Come precisare il senso dell’idea d’immagine? La nozione di persona.

1.1 L’uomo a immagine di Dio: anima e corpo?

1) Dignità del corpo (scuola antiochena)

* Clemente Romano: “Dio con le mani sacre e immacolate, plasmò l’uomo, l’essere
superiore e che tutto governa, quale impronta della sua immagine” (Clemente Romano, Ai
Corinti, XXXIII, 4).
* Gli Apologeti: Giustino. Taziano.
* Ireneo: “Perché il Creatore ha fatto l’uomo in sembianza di Dio, e immagine di Dio è il
Figlio secondo l’immagine del quale è stato fatto l’uomo.” (Ireneo, Esposizione della predicazione
apostolica, 22)
“Ma l’uomo, Dio l’ha creato con le sue proprie mani, prendendo dalla terra gli elementi più
puri e più sottili, e mescolando con misura nella terra la sua potenza; giacché a quella creatura
egli ha dato le sue stesse forme, affinché, anche quello che è il suo aspetto visibile, fosse
forma di Dio.” (Ireneo, Esposizione della predicazione apostolica, 11)
Immagine, somiglianza e tricotomia (ruolo dello Spirito).
* Tertulliano: “Ma vi era colui alla cui immagine Egli faceva l’uomo, vale a dire il Figlio, che
destinato a diventare uomo più certo e più vero (homo certior et verior), aveva fatto sì che fosse detta sua
immagine quell’uomo che allora veniva formato col fango, immagine e somiglianza del vero
uomo.” (Tertulliano, Il battesimo, 5, 7)

2) Il primato dell’anima (scuola alessandrina)

* Ignazio di Antiochia. Atenagora. Clemente Alessandrino.


* Origene: “Giacché non là figura del corpo contiene l’immagine di Dio, né è detto dell’uomo
corporeo che è stato fatto, bensì plasmato, come sta scritto in seguito. Dice infatti: E DIO plasmò
l’uomo, cioè lo modellò, dal fango della terrà; questo poi, che è stato fatto a immagine di Dio, è il

nostro uomo interiore, invisibile, incorporeo, incorruttibile, immortale: in tali aspetti, infatti,
si vede più convenientemente l’immagine di Dio. Se invero qualcuno ritiene che sia stato fatto
a immagine e somiglianza di Dio questo uomo corporeo, sembra indurre che Dio stesso sia corporeo e

di forma umana: concetto di Dio manifestamente empio.” (Origene, Omelie sulla Genesi,
1,13)
L’anima umana è immagine del Verbo, non di Gesù Cristo.
* Atanasio. Ilario. Gregorio di Nissa (immagine della Trinità).

3) L’antropologia di Agostino

“Perché l’uomo non è soltanto corpo o soltanto anima, ma è composto di anima e di corpo.
Ma certo che l’anima non è tutto l’uomo, ma la sua parte migliore; e neanche il corpo è tutto
l’uomo intero, ma la sua parte inferiore. L’una e l’altra uniti hanno l’appellativo di uomo.”
(Agostino, La Città di Dio, XIII, 24, 2)
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Modello euristico: l’unione ipostatica.

Superiorità dell’anima.

L’anima è all’immagine della Trinità (De Trinitate, IX & XII).

Conclusione
Rivalutazione del rapporto della teologia con la filosofia (pagana): inculturazione - semina
Verbi.
Rischio di dualismo? Perdita dell’idea di Spirito?

Lettura per lo studio

L. F. LADARIA, Antropologia teologica, p. 124-131.

B. SESBOÜÉ (dir), Storia dei dogmi, II, L’uomo e la sua salvezza, Casale Monferrato 1997, 81-
103.

Lettura per approfondire

H. DE LUBAC, “Antropologia tripartita”, in Mistica e mistero cristiano, Opera Omnia 6,


Milano 1979, p. 59-117.

A. ORBE, Antropologia de san Ireneo, Madrid 1969.

M. TENACE, Dire l’uomo, vol. 2, Dall’immagine alla somiglianza di Dio. La salvezza come
divinizzazione, ed. Lipa, Roma 2005, p.112-143.
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1.2 Sviluppo storico della nozione di persona nei Padri

1) Le parole ricevute dai Padri

1) Prosôpon
- faccia, viso, volto
- ruolo: teatro (maschera) – senso grammaticale – ruolo sociale
Persona: teatrale – grammaticale – sociale - personalità giuridica.

Utilizzo dalla LXX e dalla cultura ebrea ellenistica (Filone…) di prosôpon:


- Paneh, panim: Gn 3,8; Sal 95,2.
“Non un inviato né un angelo, ma egli stesso (paneh) li ha salvati” (Is 63,9).
Una certa interiorità.
- Uso prosopografico.

2) Hypostasis
- base, fondamento
- senso ontologico: sostratto-soggetto = ousia.
- LXX: l’esistenza di qualcosa o qualcuno: “Vedi, in pochi palmi hai misurato i miei giorni e
la mia esistenza (hypostasis) davanti a te è un nulla” (Sal 39,6); cfr. 139,15.

2) L’assunzione di persona-prosôpon-hypostasis in teologia trinitaria (III°-VI° secoli)

Tertulliano
- Esegesi prosopografica.
- Consistenza ontologica: “La Parola è qualcosa di realmente sostantivo (substantiuum), che
possiede la sostanza in modo che possa essere considerata oggetto e persona (res et persona
quaedam) e sia così capace, essendo essa altro da Dio, di fare che vi siano due, Padre e Figlio,
Dio e la Parola?” (Adversus Praxean, VII, 5)

Ippolito utilizza prosôpon.


Origene introduce hypostasis.
“Noi adoriamo il Padre della verità e il Figlio, che è la verità; essi sono due realtà (pragmata)
per l’hypostasis, ma una sola per l’umanità, la concordia e l’identità della volontà.” (Contro
Celso VIII, § 12).
Basilio distingue ousia/hypostasis.
Gregorio Nazianzeno e Gregorio di Nissa re-introducono la parola prosôpon.

Basilio, Agostino, Boezio introducono una dimensione relazionale.


- Basilio: alcuni termini indicano una relazionale ( (schèsis). Cfr. Contro Eunomio, II, 9, 9-20.
- Agostino e Boezio: i tre “nomi” sono interamente relazionali.

3) La persona in Cristo, polo di unità e di volere (IV°-VI° secoli)

Tertulliano (due “condizioni” (duplex statum) in una persona), Girolamo, Agostino: la


persona è l’elemento chiave dell’unità.
“Tra Dio e gli uomini Cristo apparve come Mediatore affinché, unendo in un’unica persona
entrambe le nature (in unitate personae copulans utramque naturam), sublimasse l’umile
natura umana con la sua natura straordinaria e temperasse la sua sublimità con l’umana
caducità.” (Agostino, Le lettere, vol. 2, Lettera 137, 9)
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Cirillo di Alessandria unità “secondo l’ipostasi” (kath’hupostasin).


Concilio di Calcedonia: “due nature … in un solo prosôpon o hypostasis”.

Questa hypostasis-prosôpon è quella del Figlio eterno.


Massimo il Confessore: la volontà è di natura ma il volere è dell’ipostasi: l’ipostasi è il
principio dell’agire.

4) Utilizzo antropologico di persona-prosôpon-hypostasis: consistenza della distinzione, unità,


dignità

- LXX: prosôpon.
Origene hypostasis. Ripreso da Gregorio Nazianzeno e Gregorio di Nissa.
- Dalla cristologia proviene l’idea dell’unità sintetica: Agostino, Teodoro di Mopsuestia.
“In una singola persona l’anima si unisce al corpo (in unitate personae anima unitur corpori)
per essere uomo.” (Agostino, Le lettere, vol. 2, Lettera 137, 11)

Boezio
- La persona è una “sostanza individuale di natura razionale” (Contra Eutychen et Nestorium,
III, 6). “At hominis dicimus esse personam, dicimus dei, dicimus angeli” (Contra Eutychen et
Nestorium, II, 37).
- creazione della nuova categoria ontologica di proprietà individuale essenziale: dignità della
persona.

Lettura per lo studio

J. L. RUIZ DE LA PEÑA, Immagine di Dio. Antropologia teologica fondamentale, Borla, Roma


1992, pp. 152-156.
(or. spagnolo)

M. BORDONI, “Contributo della categoria teologica di persona”, in I. SANNA, La teologia per


l’unità dell’Europa, EDB, Bologna 1991, pp. 47-62.

Lettura per approfondire

A. MILANO, Persona in teologia: alle origini del significato di persona nel cristianesimo
antico, Edizioni Dehoniane, Roma 1996.