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Gruppo 1: Gabriele Pisacane,Ciro Samo,Lucia Sellitto,Angelo Stabile

Obiettivo dell’esperienza:
misurare la resistenza interna di un voltmetro e di un amperometro
abstract:
ci apprestiamo a calcolare il valore di una resistenza tenendo conto della
non idealità degli strumenti di misura utilizzati.
introduzione:
un voltmetro ed un amperometro sono appostiti dispositivi utilizzati per
misurare rispettivamente la differenza di potenziale tra i capi di un
conduttore e la corrente che fluisce internamente ad esso.
Idealmente un voltmetro viene connesso in parallelo ed è tale da non
permettere che la corrente passi attraverso di essi in modo da non
compromettere la topologia del circuito. (si può schematizzare con
relativa semplicità come un aperto).
L’amperometro invece, laddove fosse ideale, si comporterebbe da chiuso
non opponendosi in alcun modo al passaggio di corrente misurandone poi
l’intensità.
La verità è che però voltmetri ed amperometri ideali non sono
realizzabili,in un voltmetro reale parte della corrente fluisce in esso così
come in un amperometro reale non è possibile che un conduttore non
opponga alcuna resistenza al passaggio di corrente ,questo implica che le
misure fatte sono effettivamente affette da un piccolo errore.
Un voltmetro reale è in verità costituito da un voltmetro ideale con in
parallelo una resistenza 𝑅𝑉 .
Un amperometro reale invece non è altro che un amperometro ideale
con in serie una resistenza 𝑅𝐴 .
Realizzazione esperienza:
nella prima esperienza abbiamo verificato l’ohmicità di un resitore
costruendo la caratteristica vi misurando la caduta di potenziale ai capi
del resitore e la corrente che fluisce in esso considerando in questo caso
di avere a che fare con strumenti ideali il circuito è rappresentato nelle
figura A.

A
R v figura A

Come abbiamo appena enunciato questo non è il circuito effettivo in


quanto abbiamo trascurato la resistenza del voltmetro il vero circuito nel
suo complesso avrebbe una forma del genere. (figura B)

A
v R 𝑅𝑣 V figura B

La resistenza misurata con il metodo prima descritto era in realtà


l’equivalente al parallelo tra R ed 𝑅𝑣 ossia 𝑅𝑒𝑞 che rispetta questa
relazione
1 1 1 𝑅𝑅𝑉 𝑅𝑉
1) = + 𝑅𝑒𝑞 = =𝑅 ( ) 𝑅𝑒𝑞 < 𝑅
𝑅𝑒𝑞 𝑅 𝑅𝑉 𝑅+𝑅𝑉 𝑅+𝑅𝑉

In questo caso si può notare che stiamo sottostimando il valore di R


approssimandolo con 𝑅𝑒𝑞 commettendo un errore pari a
𝑅𝑅𝑉 −𝑅 2
𝛿𝑅 = 𝑅𝑒𝑞 − 𝑅 = −𝑅 =
𝑅 + 𝑅𝑉 𝑅 + 𝑅𝑉
Negativo per quanto detto in precedenza .
Guardando l’espressione 1) è evidente che se R tende all’infinito il valore
della resistenza equivalente misurata è pari proprio a quella del voltmetro
Determinata così la resistenza del voltmetro è possibile ricavare R e
costruire un grafico VI che ci aspettiamo abbia una “pendenza” maggiore
rispetto a quello costruito con 𝑅𝑒𝑞 .
Il metodo ivi utilizzato viene anche detto a “valle”.
Procediamo ora analizzando il cosiddetto metodo a “monte” il circuito
adesso assume questa forma. (figura C)
(a)

A
v R figura C

(b)

In condizioni ideali la differenza di potenziale tra i punti (a) e (b) sarebbe


la stessa di quella ai capi della resistenza questa idealità non sussiste
perciò la reale configurazione del circuito è rappresentate nella figura C.
(a) 𝑅𝐴

A
v R figura C

(b)
Quindi in verità la differenza potenziale misurata è quella ai capi
dell’equivalente della serie 𝑅𝐴 ed R dove 𝑅𝑒𝑞 è pari alla somma delle due
2) 𝑅𝑒𝑞 = 𝑅 + 𝑅𝐴 𝑅𝑒𝑞 > 𝑅 stiamo sovrastimando R!
Si può notare che la 2) tende ad 𝑅𝐴 per R che tende a 0 e siamo in grado
in questo modo di misurare la resistenza interna dell’amperometro.
Determinando anche in questo caso la caratteristiva VI otteniamo una
retta che ha pendenza maggiore di quella effettiva mentre nell’altro caso
eravamo in presenza di una retta a pendenza minore rispetto a quella
reale allora il valore vero di R sarà una via di mezzo tra le due.
GRAFICO:

Conclusioni:come ci aspettavamo il valore di R ricade nell’intervallo


stimato inoltre,per fortuna,i dati ottenuti sono concordi a quelli proposti
dalla casa di produzione.

Referenze:libro di testo,internet ed appunti .