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Ipofisi

0,5cm altezza 0,8cm spessore 1,5cm larghezza 0,5g ovoidale grigiastro


Due lobi, adenoipofisi e neuroipofisi diversi avvolti da una capsula fibrosa di origine durale nella fossetta
ipofisaria della sella turcica e separato sempre dalla dura madre dalla fossa cranica media dal diaframma
ipofisario attraversato dal peduncolo ipofisario. La loggia è circondata lateralmente dai seni cavernosi, ant. e
post. dai seni intercavernosi che li unicìscono. Anteriormente anche chiasma dei nervi ottici. In rapporto
anche con circolo di Willis e n.c. III, IV e VI.
L’adenoipofisi a sua volta è divisa in tre parti: parte distale (anteriore, maggiore), parte intermedia (stretta
lamina contigua alla neuroipofisi e separata dalla parte distale dalla fessura ipofisaria) ed una parte tuberale
(infundibulare, adesa alla parete anterolaterale dell’infundibulo ipofisario).
Anche la neuroipofisi si può anch'essa suddividere in tre porzioni, in senso caudocraniale, il lobo posteriore
o lobo nervoso, l'infundibolo e l'eminenza mediana, che è la parte più ventrale dell'ipotalamo.

Vascolarizzazione:
Adenoipofisi circolo mirabile venoso: arterie ipofisarie superiori dal circolo di Willis alla parte superiore del
peduncolo ipofisario; capillari a cui pervengono i terminali assonici dei nuclei parvicellulari ipofisiotropi
dell’ipotalamo; venule che dal peduncolo ipofisario si portano all’adenoipofisi e formano sinusoidi dello
stroma ghiandolare; vene preipofisarie tributarie del seno cavernoso.
Neuroipofisi riceve le arterie ipofisarie inferiori dalla carotide interna; vene postipofisarie tributarie del seno
cavernoso.
No linfatico.

Struttura:
Adenoipofisi organizzata a ghiandola endocrina (cordoni e follicoli). Neuroipofisi simile al snc.

Adenoipofisi
Parte distale: struttura a cordoni circondati da connettivo reticolare in cui viaggia la rete venosa ricca di
sinusoidi
 Cellule secernenti proteine semplici (acidofile, PAS -) 1/3 della popolazione
o Cellule somatotrope, producono l’ormone della crescita o somatotropo STH. Più numerose, parte
centrale e dorsale della parte distale
Struttura tipica delle cellule che producono proteine (RE, ribosomi, Golgi, vescicole)
Stimolano l’accrescimento dei tessuti e catabolismo lipidico sul t. adiposo
o Cellule lattotrope o mammotrope, secernono prolattina PRL
Poche e piccole tranne nelle donne in gravidanza e allattamento dove raggiungono il 50% di tutta
la popolazione
PRL in gravidanza sviluppa la gh. mammaria e mantiene il corpo luteo, dopo stimola allattamento
o Cellule produttrici dell’ormone adrenocorticotropo ACTH. Piccole, poche, poco colorabili, vicino
alla fessura ipofisaria
Struttura tipica delle cellule che producono proteine, tranne ribosomi liberi
Poliproteina POMC: ACTH stimola la corticale del surrene, in particolare la parte fascicolata.
Secernono anche oppioidi derivati dalla stessa poliproteina, clivaggio non alternativo
 Cellule secernenti glicoproteine (basofile, PAS +) 15%
o Cellule tireototrope, producono l’ormone tireotropo TSH. Piccole, triangolari o stellate, parte
anteromediale della parte distale
RE ridotto, Golgi ridotto a un polo del nucleo, poche vescicole
TSH stimola produzione ed immissione sanguigna degli ormoni tiroidei
o Cellule gonadotrope, produttrici dell’ormone follicolo-stimolante FSH. Medie, parte dorsale e
laterale
RE voluminoso e dilatato, vescicole di due tipi: piccole ed elettrondense o voluminose
FSH stimola le cellule della teca interna a produrre estrogeni nella femmina e avvia la
spermatogenesi nel maschio e sopporta l’attività delle cellule di sostegno del Sertoli
o Cellule gonadotrope, produttrici dell’ormone luteinizzante LH. Leggermente maggiori delle
precedenti, parte centrale.
RE voluminoso appiattito, vescicole piccole ed eletrondense come FSH
LH stimola il corpo luteo a produrre progesterone e stimolano le cellule interstiziali del Leydig a
produrre testosterone
Ipertrofia dopo asportazione della gonade, più di FSH.
 Cellule cromofobe 50% della popolazione ipofisaria
o Cellule di riserva
Appartenenti a tutte le precedenti, ma degranulate o in fase iniziale di produzione
o Cellule follicolostellate
Piccole, forma irregolare, tramite gap junction si uniscono le une alle altre formando nidi di
cellule secernenti

Parte intermedia: nell’uomo non ben evidente, nell’adulto la fessura scompare. Cellule simili alle
corticotrope, producono POMC, ma il clivaggio è in sedi diverse, producono altre proteine, tra cui una MSH
stimola il i melanociti e quindi l’iperpigmentazione.
Parte tuberale: si adagia all’infundibulo contribuendo a formare il peduncolo ipofisario. Cellule poliedriche
in cordoni irregolari, contengono cellule gonadotrope e tireotrope, cellule cromofobe e follicolostellate
diverse con attività macrofagica e pinocitosi.

Neuroipofisi: componente nervosa, componente gliale e una vascolare.


 Componente nervosa: due tipi di fibre nervose: il primo tipo è rappresentato dalle numerose fibre del
fascio ipotalamo-neuroipofisario che trasportano neurosecreto all'ipotalamo, l'altro da fibre di varia
provenienza centrale che non trasportano neurosecreto, ma neurotrasmettitori e neuropeptidi. Le fibre
si portano a contatto con i vasi e contengono vescicole.
 Componente gliale: essenzialmente pituiciti di forme diverse, quando non vi è richiesta di secrezione
cambiano l’ambiente intorno agli assoni, iperpolarizzandoli.
 Componente vascolare: sinusoidi.
I neuroni ipotalamici producono vasopressina ADH e ossitocina.
Vasopressina agisce sul tubulo distale aumentando la permeabilità a Na con conseguente richiamo di acqua.
Ossitocina agisce su miometrio e gh. mammaria, per l’espulsione del feto ed espulsione del latte.

Tiroide
Regione anteromediana del collo. Due lobi a forma conica a base inferiore uniti da un istmo impari e mediano.
Vanno da metà cartilagine tiroide a 3° anello tracheale, 3cm x 0,5cm o 2cm (apice o base), mentre l’istmo è
tra le basi, 1° o 2° anello tracheale. In 50% dei casi un lobo piramidale che dall’istmo raggiunge l’osso ioide.
Parete liscia, rosso-bruna e molle; 20g nell’adulto. Ricoperta dai m. sternocleidoioideo, sternotiroioideo e
omoioideo e dalla fascia cervicale media, lungo la linea mediana solo fascia cervicale media (che forma la
guaina peritiroidea fibrosa) e superficiale, lateralmente anche sternocleidomastoideo e platisma. Dalla
guaina peritiroidea legamenti che la assicurano alle srutture circostanti: cartilagini tiroide e cricoide, primi
anelli tracheali e fascio vascolonervoso del collo, carotide comune vi lascia un solco. Lobo sinistro entra in
contatto con faringe/esofago e nervo laringeo ricorrente di sinistra. Nella guaina peritiroidea, anche detta
spazio pericoloso, anche le 4 paratiroidi.

Vasi e nervi:
Arterie tiroidee superiori della carotide esterna e arterie tiroidee inferiori rami del tronco tireocervicale della
succlavia. Le vene formano un plesso nello spazio pericoloso che forma vene tiroidee superiori per la
giugulare interna e tiroidee inferiori per le brachiocefaliche. Nervi del plesso cervicale e i due nervi del vago.
Struttura:
Dalla capsula connettivale partono setti, con vasi e nervi che delimitano i lobuli.

Follicoli
Organizzazione follicolare: una parete formata da un monostrato di cellule follicolari detti tireociti, l’epitelio
follicolare che poggia sulla membrana basale a ridosso dei capillari, forma vescicole chiuse, i follicoli tiroidei,
ripieni di materiale amorfo detto colloide. I tireociti producono ed immettono nel circolo T3 e T4.
Presenti anche cellule parafollicolari o cellule C tra i tireociti o nell’interstizio tra i follicoli e producono la
calcitonina.
Macrofollicoli se c’è ipofunzionalità, non immette in circolo, ma si forma una riserva. Appunto dimensioni
variabili. Il TSH trasforma i macrofollicoli in microfollicoli, fase di produzione a fase di immissione: i tireociti
diventano più alti e la colloide fluidifica, struttura detta segmento escretore.
I tireociti hanno dunque una doppia polarità funzionale.
T3 triidrotironina, T4 tiroxina.
In fase di sintesi: RE e Golgi voluminosi, mitocondri in zona apicale per l’assorbimento di ioni I, esocitosi
apicale e riduzione di altezza.
In fase di immissione, l’apice forma pseudopodi per la fagocitosi, fagolisosomi e vescicole espulse alla base
che raggiungono i capillari.
75% di T3 e T4 trasportati da una proteina di sintesi epatica. T4 è il 90%, di cui il 40% è trasformato in T3 che
è più attivo. Non hanno bersaglio preciso: in alcune cellule stimolano il metabolismo, in altre crescita e
differenziazione, tutto mediante interazioni con il DNA.

Cellule parafollicolari
Cellule parafollicolari o cellule C, grandi e a citoplasma chiaro, tra i tireociti applicati alla membrana basale,
talvolta formano piccoli nidi, non raggiungono mai il lume del follicolo. RE e Golgi voluminosi, vescicole con
un centro elettrondenso e un alone chiaro: si tratta di calcitonina accumulata insieme a serotonina e
somatostatina. La calcitonina inibisce il riassorbimento di Ca nell’osso, e quindi diminuzione della calcemia
nel sangue. Agisce in equilibrio con la paratiroide, regolati direttamente dalla calcemia plasmatica.

Paratiroidi
4, due superiori e due inferiori, adese alla capsula connettivale lungo il margine posteriore dei lobi tiroidei al
di sotto della guaina peritiroidea.
Sferoidali, 1mm di diametro e 0,2-0,5g di peso, colorito rosso-bruno tendente al giallo con l’età. Le superiori
si trovano ad 1/3 dall’apice, le inferiori nel terzo inferiore dei lobi. Anche ectopiche soprannumerarie. Le
inferiori in rapporto con le terminazioni dell’arteria tiroidea inferiore ed il nervo laringeo ricorrente.
Vasi e nervi in comune con la tiroide.

Struttura:
Il rivestimento connettivale forma uno stroma reticolare che lo divide in lobuli, con l’età infiltrazioni lipidiche
che rendono il parenchima meno compatto. Il parenchima è costituito da cordoni in cui si identificano due
tipi cellulari: principali e ossifile.
Le cellule principali scure sono gli elementi attivi della ghiandola, sono piccole e leggermente basofile. RE e
Golgi voluminosi, mitocondri, lisosomi e vescicole elettrondense.
Le cellule principali chiare sono cromofobe, scarsi organuli e granuli di glicogeno. Le cellule principali esaurite
sono simili alle chiare, ma mostrano segni di autofagia.
Le cellule ossifile sono acidofile. Compaiono intorno ai 6 anni, dopo la pubertà aumentano e possono formare
nidi. Nucleo piccolo, organuli scarsi e citoplasma occupato da mitocondri (acidofilia). Osservati stadi di
transizione, quindi anche le cellule ossifile potrebbero essere uno stadio delle principali.
Il paratormone è un ormone ipercalcemizzante. Osso, rene e intestino: riassorbimento, escrezione di fosfati
che aumenta la calcemia, nell’intestino stimola l’assorbimento di Ca mediante la vitamina D.
Isolotti pancreatici
Detti anche isole di Langerhans, raggruppamenti sferici 0,3-0,7mm nel parenchima, separati da una capsula
connettivale. Circa un milione molto più rappresentate nella coda. Presenti gangli associati a simpatico e
parasimpatico.
La capsula forma con vasi e nervi uno stroma reticolare in cui riposano cordoni di cellule intrecciati.
Per la composizione cellulare si identificano un primo tipo di isole localizzate nella parte superiore della testa,
corpo e soprattutto nella coda, definito lobo splancnico del pancreas e un secondo tipo nella porzione
inferiore della testa, lobo duodenale. Le isole classiche contengono tre tipi cellulari distinguibili al
microscopio elettronico o con metodi immunoistochimici.

Cellule A o alpha
15-20% di un’isola, sparpagliate tra le altre, forma poliedrica e piene di granulazioni.
RE poco sviluppato, Golgi voluminoso, mitocondri e lisosomi. Vescicole di secrezione delimitate da membrana
ben visibile, riempiono il citoplasma. Granuli a occhio di bue: centro elettrondenso, alone chiaro.
Secernono glucagone, regolate dalla glicemia e stimoli simpatici.

Cellule B o beta
75-80%, occupano la massa centrale, forma poliedrica.
RE discreto, ribosomi liberi, Golgi sviluppato, mitocondri più voluminosi e numerosi delle cellule A. Vescicole
con un cristallo centrale ed un alone più ampio che nelle cellule A.
I granuli contengono insulina, ma anche galanina e amilina (ruolo ignoto). Ormone ipoglicemizzante; sul
fegato in particolare glicogeno, muscolo striato e t. adiposo; ma anche tutte le altre cellule. Stimolo
dall’iperglicemia, ma anche da stimoli parasimpatici.

Cellule D o delta
5%, forma irregolare, periferia dell’isola mista alle altre.
Simili a quelle presenti nella mucosa gastrointestinale e secernono somatostatina, ad azione paracrina
inibitoria sulle altre cellule.

Cellule F o PP
Nel lobo duodenale le cellule A (qui meno dell’1%) sono sostituite da queste cellule, identiche, ma producono
polipeptide pancreatico (PP). Prodotto quando il cibo è prevalentemente proteico e per stimolazione vagale,
ha funzione opposta alla colecistochinina sulla secrezione di succhi biliari e succo pancreatico.

Ghiandole surrenali
Pari, retroperitoneale a contatto dei poli superiori dei reni e a lato delle ultime vertebre toraciche. Contenuto
nella loggia renale avvolto da tessuto adiposo della capsula renale. Fissato da legamenti alle pareti della
loggia e al diaframma.
Forma una piramide a base triangolare, base inferiore, margine laterale e mediale. L’asse del destro è
verticale, l’asse del sinistro è obliquo. Varia molto in base a età, sesso e salute, di base 5cm h x 3cm larghezza
e 5g di peso, aumenta in gravidanza. Non è presente un ilo. Corticale 80%, giallastra e più consistente; il
restante 20% è la midollare.
Il destro lascia un’impronta sul fegato con cui è in contatto attraverso due fasce di peritoneo; tramite il
foglietto retrorenale del peritoneo poggia sul pilastro laterale del diaframma che lo separa dal seno
costodiaframmatico della pleura, da T12 e 12 costa. Medialmente è in contatto con vena cava e nervi del
plesso celiaco. Il sinistro è in rapporto anteriormente con la borsa omentale e lo stomaco, pancreas e arteria
splenica; posteriormente poggia sul pilastro laterale del diaframma che lo separa dal seno
costodiaframmatico della pleura, da T12, L1 e 12 costa (più caudale perché “scivolato”); medialmente con
aorta e rami del plesso celiaco.
Vasi e nervi:
Ciascun surrene riceve tre arterie: arteria surrenalica superiore, ramo della diaframmatica inferiore, penetra
anteriore e posteriore; arteria surrenalica media, dall’aorta, penetra medialmente; arteria surrenalica
inferiore, ramo della renale, penetra alla base. Sotto la capsula danno luogo ad un plesso da cui originano
arterie brevi (per la corticale, formano sinusoidi per i cordoni e da queste venule portali che si risolvono nei
sinusoidi della midollare, rete mirabile) e arterie lunghe che sepimentano la corticale e arrivano dirette alla
midollare.
Vene superficiali per le parti più superficiali della corticale, mentre le vene profonde drenano il sangue da
corticale, midollare e fuoriescono come vena centrale per immettersi a destra nella vena cava, a sinistra nella
vena renale.
Nervi derivanti dal plesso surrenalico, rami postgangliari per i vasi e la corticale, rami simpatici pregangliari
per la midollare unico caso di innervazione simpatica colinergica, per cui la midollare è considerabile un
ganglio.

Struttura:
Corticale e midollare completamente diverse per funzione e origine. La capsula forma uno stroma reticolare
ricco di sinusoidi e si fa più spessa dove avvolge la vena centrale.

Corticale
Ghiandola endocrina a organizzazione cordonale, tridimensionalmente lamine, che formano tre zone
distinte: zona glomerulare, zona fascicolata e zona reticolare.
Zona glomerulare:
15%, in essa i cordoni si avvolgono a gomitoli separati dallo stroma reticolare. Cellule cilindriche unite le une
alle altre con gap junctions e desmosomi. Citoplasma acidofilo tipico delle cellule steroidogeniche: gocce
lipidiche, REL sviluppato, RER scarso e Golgi piccolo, mitocondri sviluppati e creste tubulari.
La loro attività ormonale consiste nella produzione degli ormoni aldosterone e desossicorticosterone (DOC)
a partire dalle gocce lipidiche. Detti mineralcorticoidi perché controllando la concentrazione plasmatica di
ioni mantengono la volemia agendo sul tubulo distale del rene che quindi riassorbe Na e acqua ed espelle
potassio. Liberazione regolata dal complesso renina-angiotensina, in minima parte anche da ACTH e l’ormone
natriuretico del cuore.
Zona fascicolata:
78%, cordoni ad andamento centripeto regolare intervallati dallo stroma reticolare. Cellule poliedriche più
grandi di quelle della zona glomerulare. Al MO appaiono vacuolari per artefatto dato l’alto contenuto di gocce
lipidiche. Al ME citoplasma tipico delle cellule steroidogeniche; inoltre presenti lisosomi e perossisomi.
Producono glicocorticoidi, soprattutto cortisolo e in minima parte corticosterone. Questi non si accumulano,
prodotti secondo il ritmo circadiano (più al mattino) sotto controllo di ACTH, oltrepassano subito la MP al
sangue dove al 90% viaggiano con carrier. Agisce su più tessuti in cui stimola la gluconeogenesi. Azione anche
antinfiammatoria, antiedemica e antiallergica riducendo la permeabilità capillare, ad alte dosi inibiscono la
risposta immunitaria.
Zona reticolare:
7%, più profonda, i cordoni formano un reticolo tridimensionale. Cellule piccole e ben colorabili perché
povere di lipidi. Al ME simili alla zona fascicolata, ma con grossi inclusi di pigmento lipofuscinico. Cellule in
degenerazione verso la midollare.
Producono ormoni steroidei ad attività androgena, di cui il deidroepiandrosterone (DHA) è il maggior
rappresentante. Questa zona risponde allo stimolo dell’ACTH e anche dell’LH. In condizioni normali viene
secreto in minime quantità, mentre aumenta in situazioni fisiologiche come la gravidanza o patologiche che
portano a virilizzazione nelle donne e pubertà precoce negli uomini.

Midollare:
Confini irregolari perché il margine con la zona reticolare è frastagliato. Formata da cordoni o nidi di cellule
tra sinusoidi e venule. Con particolari colorazioni (bicromato di potassio) le cellule mostrano colorito
brunastro, dette cromaffini. Presenti gangli simpatici e due popolazioni di cellule cromaffini.
20% Il primo gruppo è quello delle cellule secernenti noradrenalina, che sono argentaffini. Al ME tipica cellula
con sintesi proteica: RER voluminoso, ribosomi liberi, Golgi iuxtanucleare, pochi mitocondri a creste lamellari,
numerose vescicole elettrondense contenenti noradrenalina (norepinefrina) e altre proteine, qui la
catecolamina fa da precursore all’adrenalina, il vero ormone.
80% Cellule secernenti adrenalina (epinefrina) non colorabili con gli stessi metodi. Al ME presentano le stesse
caratteristiche, tranne vescicole meno elettrondense. Liberano il contenuto in risposta all’acetilcolina dei
nervi simpatici pregangliari con cui formano giunzioni citoneuronali.
La sintesi dell’adrenalina viene completata solo grazie alla presenza dei corticosteroidi che giungono
attraverso le venule. Rilascio mediato dall’ipotalamo. Ormone dello stress.