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RIVISTA INTERNAZIONALE DI FILOSOFIA E PSICOLOGIA ISSN 2039-4667, E-ISSN 2239-2629

DOI: 10.4453/rifp.2011.0007 Vol. 2 (2011), n. 1, pp. 66-73

Temi ed eventi

Anoressia e mimesi secondo René Girard


Rosa Sidella
Articolo ricevuto il 27 ottobre 2010, accettato il 13 aprile 2011

█ Riassunto Uno dei presupposti fondamentali della riflessione di Girard è la teoria del desiderio mimeti-
co: in tutte le relazioni umane, l’Altro viene avvertito come un rivale in quanto modello. Ritroviamo la
mimesi anche nel narcisismo, nelle relazioni d’amore e nei disturbi alimentari, come l’anoressia e la buli-
mia, disturbi che non possono e non devono essere inquadrati solo con l’ausilio della psicoanalisi. Bisogna
sempre, infatti, tener conto del contesto culturale e sociale entro cui si muove ognuno di noi e che impone
determinati modelli anche per quanto riguarda la cura e l’aspetto del corpo.
PAROLE CHIAVE: Girard; Anoressia; Mimesi; Desiderio; Psicoanalisi.

█ Abstract Anorexia and Mimesis in René Girard’s Thought - One of the basic premises of Girard’s
thought is the theory of mimetic desire, for which, in all human relationships, the Other as a model is per-
ceived as a rival. Mimesis is also found in the narcissism, in love relationships and eating disorders, such as
anorexia and bulimia, which cannot and should not be classified only in psychoanalytic terms. In fact, we
should in such cases consider cultural and social contexts, which also impose prescriptions about the care
and appearance of the body.
KEYWORDS: Girard; Anorexia; Mimesis; Desire; Psychoanalysis.

AUTORE DAI POLIEDRICI INTERESSI (critica problema, di forte attualità, dell’anoressia:


letteraria, antropologia, economia, diritto, re- problema che Girard aveva già affrontato in
ligione, psicoanalisi), René Girard gode da un articolo del 1996 intitolato Eating Disorders
molti anni di ampia notorietà anche in Italia. and Mimetic Desire, tradotto in italiano e pub-
Con la sua opera lo studioso francese ha pro- blicato nel volume Il risentimento. Lo scacco del
vato a spiegare come, alla base dei sistemi so- desiderio nell’uomo contemporaneo.1
ciali (da quelli arcaici ai contemporanei), e in Il saggio del 1996 viene oggi riproposto al
tutte le relazioni umane, agisca un unico prin- lettore italiano, in forma ampliata, in un mo-
cipio: la mimesi o desiderio mimetico. Egli, in- mento storico in cui la tematica affrontata ha
fatti, riconosce che ogni uomo è un essere conservato e semmai accresciuto tutta la sua
mancante e questa mancanza lo rende deside- drammatica attualità. Preceduto da una prefa-
rante, cioè, mimetico. In ogni società l’altro zione di Jean-Michel Oughourlian e da una
diventa un modello, da amare e imitare ma introduzione di Mark Anspach, il testo viene
con cui, nello stesso tempo, rivaleggiare. Con il arricchito e completato da una conversazione
tema del mimetismo ha a che fare anche il sulla stessa tematica svoltasi tra René Girard,

R. Sidella - Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” ()


E-mail: rosa_sidella@live.it

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Mark Anspach e Laurence Tacou. Ne Il risenti- L’estrema magrezza diventa, oggi, la condi-
mento, Girard aveva osservato come il risenti- zione indispensabile per essere maggiormente
mento, nella modernità, si sia espresso attraverso desiderabili, anche se, come spiega Tacou nella
tre figure: quella del solipsista2 (il risentimento in conversazione finale, «vi è addirittura una ten-
questo caso è generato dalla solitudine che scatu- denza a essere artificiosamente magri e grassi
risce dal sentire che la società non accoglie le nello stesso tempo, se si pensa ai seni siliconati,
proprie ambizioni personali), quella dell’anti- alle labbra gonfiate».10 L’accurata indagine sulla
conformista3 (il risentimento nasce qui dall’av- società attuale porta Girard, secondo Anspach,
vertire gli altri uomini come rivali che ci umiliano a minimizzare «l’importanza del contesto fami-
e feriscono) e quella del minimalista4 (il risenti- liare, insistendo piuttosto su quella del contesto
mento si trasforma, in taluni soggetti, nella for- sociale»11 e a discostarsi dalle interpretazioni
ma autodistruttiva dell’anoressia). «psicoanalitiche o di altro orientamento teori-
In Anoressia e desiderio mimetico, l’autore, co, che localizzano la radice del problema
astenendosi da una trattazione moralistica del nell’inconscio dell’individuo».12 Non si può,
problema, mira a mostrare come l’anoressia e secondo Girard, ricondurre l’anoressia al
la bulimia siano patologie contagiose indis-
giungibili. Solo in apparenza sono diverse per- “rifiuto di una sessualità normale”, dovuto
ché, in realtà, partono da una base comune, a un desiderio eccessivo della paziente “di
che è quella del desiderio di perdere peso in compiacere il padre” ecc. Può capitare che
una società che, con i suoi modelli televisivi, tali spiegazioni compaiano ancora in libri
cinematografici e pubblicitari, promuove la scritti ai nostri giorni, ma si tratta di voci
longilineità a tutti i costi. Secondo lo studioso, sempre più deboli. Questo genere di cose
l’imperativo che spinge le ragazze di oggi a emana un soffocante odore di stantio.13
«lasciarsi letteralmente morire di fame»5 è un
imperativo proveniente da «tutta la società»,6 Questo è il motivo per cui egli preferisce ri-
e tale imperativo si struttura come un sacrifi- correre a «una “psicoanalisi” di secondo grado,
cio che, in qualche modo, rappresenta un «ri- che è, se volete, una “psicoanalisi mimetica”».14
torno alla cultura sacrificale arcaica».7 Con Per l’autore francese,
l’aiuto dell’antropologia, Girard spiega l’insor-
gere di tali patologie con il fatto che la vita non la nostra isteria per la magrezza è proba-
si inquadra e non si fonda più sui valori tradi- bilmente unica, essendo inseparabile dalla
zionali riconosciuti, ma fa riferimento a nuovi nostra variante unica di un “individuali-
valori. L’insorgenza di questi specifici disturbi smo” tanto radicale quanto profondamente
alimentari è certamente determinata e/o favo- “controproducente”.15
rita dal crollo dei divieti religiosi ed etici e dal-
lo sviluppo dell’industria alimentare: «il cibo Vi è dunque un legame tra disturbi alimen-
industriale è certamente più facile da vomitare tari e individualismo? Per Girard si deve am-
della buona cucina delle nostre mamme».8 mettere sia la dimensione mimetica dei disturbi
alimentari sia la dimensione mimetica del narci-
I disturbi alimentari dimostrano, infatti, in sismo, però egli precisa di non credere «all’esi-
maniera caricaturale, quel che accade al de- stenza del narcisismo così come lo definisce
siderio una volta che si sia davvero liberato Freud».16 In realtà, «noi siamo tutti centrati su
da ogni autorità esterna, da ogni assoluto noi stessi e allo stesso tempo siamo dipendenti
religioso, da ogni norma rituale: il desiderio dagli altri, e le due cose sono inscindibili».17
fa in modo d’infliggersi delle penitenze e Girard vuole mostrare come la nostra società
delle sofferenze ben più atroci di tutte le sia caricaturale perché tutte le relazioni umane
costrizioni che su di esso gravano negli uni- sono di natura mimetica e questo a sua volta
versi tradizionali.9 avviene perché alla base della società e in tutte
68 Sidella

le relazioni umane vi è il confronto. Se è così, si to piuttosto per la loro indifferenza (esse non
deve allora dire che «all’origine dell’in- hanno bisogno di concedersi). Girard critica
dividualismo, non c’è sicuramente una scom- questa impostazione sostenendo che non è
parsa della mimesi, bensì una sua esasperazio- l’essenza della bella donna ad attirare i desideri
ne»18 e, quando è definito da una società il mo- maschili, ma è la strategia che lei utilizza a
dello mimetico ideale, ognuno cerca di superare permettere che ciò avvenga. Riferendosi criti-
tutti gli altri nell’obiettivo da raggiungere. camente a Freud, Girard osserva:
Si deve constatare che sono colpite con
maggiore facilità da anoressia soprattutto le Quella che egli chiama l’autosufficienza
ragazze più brillanti, istruite, ricche di talento, della civetta, la sua condizione psicologica
ambiziose e perfezioniste,19 quelle che riescono felice, la sua posizione libidica inespugnabi-
a incarnare al meglio il modello proposto dalla le, è in realtà la trasfigurazione metafisica
società: l’ideale di donna snella. L’estrema ma- del modello-rivale come noi l’abbiamo de-
grezza è il sogno ricorrente di tutte le donne scritta prima. La civetta cerca di farsi desi-
ma, per fortuna, solo poche riescono a mante- derare, perché ha bisogno di questi desideri
nere un fisico eccessivamente magro e solo una maschili, rivolti a lei, per alimentare la sua
percentuale minima muore a causa dell’ano- stessa civetteria, per comportarsi da civet-
ressia. Anche le bulimiche, secondo Girard, ta. Non ha, in altri termini, maggiore auto-
aspirano alla magrezza ma, poiché non riesco- sufficienza dell’uomo che la desidera, ma il
no a raggiungere questo obiettivo, «si abban- successo della sua strategia le consente di
donano all’eccesso opposto».20 In una società sostenere l’apparenza, offrendo anche a lei
tutti si imitano reciprocamente ma, più vo- un desiderio che può copiare. Il desiderio
gliono sfuggire all’imitazione, meno riescono a che le è rivolto è per lei prezioso, perché
farlo. Queste considerazioni vanno rapportate fornisce l’alimento necessario a un’auto-
anche alla questione del narcisismo. A tal pro- sufficienza che verrebbe meno se fosse to-
posito Girard si discosta dall’impostazione talmente privata dell’ammirazione. Come,
freudiana circa la bipartizione di desiderio insomma, l’ammiratore preso nella trappo-
oggettuale ed edipico e desiderio narcisistico. la della civetteria imita il desiderio che egli
Egli scrive: crede realmente narcisistico, così la fiamma
della civetteria, per splendere, ha bisogno
Freud vuole ad ogni costo mantenere la dif- del combustibile fornitole dai desideri del-
ferenza tra: 1) il desiderio oggettuale che l’Altro. La civetta è tanto più eccitante, e
impoverisce la libido e che esiste solo negli tanto più forte è la sua seduzione mimetica
uomini ‘veramente uomini’, quelli che han- quanto più numerosi sono i desideri che at-
no rinunciato a una parte della loro libido, tira. […] Si tratta dunque di fingere il mas-
ossia del loro narcisismo, e 2) il desiderio simo narcisismo, si tratta per ciascuno di
narcisistico, che si fonda essenzialmente su proporre agli altri il desiderio che egli prova
se stesso e che può avere un oggetto, di cui di se stesso, per costringere tutti questi altri
però si serve soltanto per arricchire la pro- a imitare questo desiderio allettante.22
pria libido.21
In realtà, come Girard rileva, «l’autosuf-
Il desiderio narcisistico, per Freud, è pre- ficienza dell’Altro è solo un’apparenza inganne-
sente soprattutto nelle belle donne le quali, di vole», che il desiderio cercherà di «disincantare
fatto, sono attraenti ma, al tempo stesso, si e demistificare».23 In la Filosofia dell’amore,
mostrano fredde e questo perché, a suo avviso, George Simmel aveva definito la civetteria co-
occupano una posizione libidica inespugnabi- me «la forma giocosa dell’amore»,24 che si attua
le. Il loro narcisismo attirerebbe i desideri ma- «con il dare o non dare o, in termini platonici,
schili, ma non tanto per la loro bellezza, quan- l’avere e il non avere»: la civetteria li «oppone
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nettamente l’uno all’altro facendoli tuttavia è, lo vede come io non lo vedrò mai. L’altro
sentire d’un sol colpo».25 E prosegue Simmel: possiede un segreto: il segreto di ciò che io
sono […]. Come coscienza, l’altro è per me
Caratteristico della civetteria nella sua ma- insieme ciò che mi ha rubato il mio essere e
nifestazione più volgare è lo sguardo lan- ciò che fa in modo che “vi sia” un essere che
ciato con la coda dell’occhio tenendo la te- è il mio essere […]. Io sono responsabile del
sta voltata per metà dall’altra parte. In esso mio essere-per-altri, ma non ne sono il fon-
è un allontanarsi cui tuttavia si accompa- damento.29
gna al tempo stesso un fuggevole offrirsi,
un momentaneo rivolgere all’altro la pro- Per Sartre, dunque, il desiderio si configura
pria attenzione e contemporaneamente ne- a partire dallo sguardo dell’altro, sguardo che
gargliela sul piano simbolico con l’orienta- attesta il mio essere. In Girard il proprio desi-
mento diverso della testa e del corpo. Fisio- derio, tutt’altro che autonomo, nei confronti di
logicamente, questo sguardo non può dura- un determinato oggetto, è sempre suscitato dal
re più di pochi secondi, sicché nella sua desiderio che un altro individuo prova per lo
elargizione è già preformata la sua sottra- stesso oggetto. Tra il soggetto desiderante e
zione, come qualcosa di inevitabile. Esso ha l’oggetto si interpone, insomma, come spiega
il fascino della segretezza, di un evento fur- Girard, un “modello”, un “mediatore”,30 e que-
tivo che non può durare, e nel quale perciò sto fa sì che la relazione, che si viene a instau-
il sì e il no si mescolano inseparabilmente. rare tra il soggetto e l’oggetto, non è mai diret-
Lo sguardo diretto, in pieno viso, per quan- ta e lineare, ma si pone secondo un piano
to possa essere intimo e appassionato, “triangolare”:31 soggetto-modello-oggetto.32 È
manca appunto di questo tratto specifico questo processo a rendere il desiderio mimeti-
della civetteria […] La civetta ama occupar- co ed esso, più che essere immediato, è media-
si di oggetti per così dire marginali, come to. Sartre e Girard hanno come riferimento la
cani, fiori o bambini, poiché ciò rappresen- dialettica hegeliana servo-padrone33 poiché, in
ta da un lato un sottrarsi a colui che si ha di ogni relazione umana, nel desiderio, può stabi-
mira, mentre dall’altro lato quel concedersi lirsi un rapporto del tipo servo-padrone:
gli viene presentato come invidiabile; tale
atteggiamento significa: non mi interessi nella doppia mediazione ciascuno si gioca
tu, ma queste cose, e insieme: questa è una la propria libertà contro quella altrui. La
parte che recito per te, è l’interesse per te a lotta ha termine non appena l’uno dei
spingermi a dedicarmi a queste altre cose.26 combattenti confessa il proprio desiderio e
umilia il proprio orgoglio.34
I “giochi d’amore”, attuati mediante lo
sguardo, chiamano in causa, dunque, il deside- E, a proposito dei conflitti in amore, così
rio. Tra i molti autori che si sono confrontati Girard si esprime:
con questa tematica, non si può non tenere in
considerazione quanto detto da Sartre. Per il L’essere amato si sdoppia in oggetto e sog-
filosofo il desiderio «non è solamente voglia getto sotto lo sguardo dell’amante. Sartre
[…] che, attraverso il nostro corpo, tende verso ha colto questo fenomeno e su di esso fon-
un certo oggetto. Il desiderio è definito come da, in L’être et le néant, la sua analisi
turbamento»,27 come qualcosa che «mi com- dell’amore, del sadismo e del masochismo.
promette».28 In ogni relazione: Lo sdoppiamento fa apparire un triangolo
ai cui tre vertici sono l’amante, l’amata e il
io sono posseduto dall’altro; lo sguardo corpo di questa. Chi dice contagioso dice
d’altri forma il mio corpo nella sua nudità, necessariamente secondo desiderio con-
lo fa nascere, lo scolpisce, lo produce, come cernente lo stesso oggetto del desiderio ori-
70 Sidella

ginale. Imitare il desiderio del proprio inizialmente sembrano non essere affatto
amante significa desiderare se stesso grazie innamorati l’uno dell’altro. Passano il tem-
al desiderio dell’amante. Tale particolare po a leggere il romanzo cavalleresco ‘Lan-
modalità della doppia mediazione si chia- cillotto del Lago’, dove la regina Ginevra,
ma civetteria. La civetta […] tiene vivi e rin- spinta da un traditore, Galeotto, si innamo-
focola i desideri dell’amante, non per ab- ra dell’eroe Lancillotto. Nel momento in
bandonarvisi, ma per meglio rifiutarvisi. cui il cavalier Lancillotto bacia la regina,
[…] La “disperazione” dell’amante e la ci- anche Paolo e Francesca si baciano. Così ha
vetteria dell’amata s’intensificano di pari inizio il loro amore… Una spiegazione di
passo poiché i due sentimenti sono copiati Dante sta nella frase ‘Galeotto fu il libro e
l’uno sull’altro. Un medesimo desiderio, chi lo scrisse’. Vale a dire che i libri non so-
sempre più intenso, circola fra i due com- no innocenti, dietro ogni libro c’è un autore
pagni. Se gli amanti non vanno mai che cerca di sedurti, che fa sì che tu voglia
d’accordo, non è per il fatto che sono trop- imitarlo. Nella mia terminologia il libro
po “diversi”, come ci insegnano il buon sen- svolge la funzione di mediatore, di modello
so e i romanzi sentimentali, bensì perché di Paolo e Francesca: il loro amore è dun-
sono troppo simili l’uno all’altro, perché que in un certo senso un amore copiato. […]
sono copie l’uno dell’altro. Ma quanto più Soprattutto nell’Ottocento, la lettura di
si somigliano, tanto più si immaginano di- Paolo e Francesca – da parte di intellettuali
versi. […] La passione romantica è dunque come George Sand – era quella di un mo-
esattamente l’inverso di ciò che pretende di dello di amore romantico, cioè assoluta-
essere. Non è abbandono all’altro, ma guer- mente spontaneo, originale. Paolo e Fran-
ra implacabile tra due vanità rivali. L’amore cesca sono diventati gli archetipi dell’amore
egoistico di Tristano e Isotta, primi eroi puro e autentico; quindi non copiato. Un
romantici, preannuncia un avvenire di di- amore talmente autentico da continuare
scordia. […] Tristano e Isotta ‘si amano l’un anche all’inferno. Il paradosso è che per es-
l’altro, ma ciascuno ama l’altro solo a parti- sere a loro volta spontanei Paolo e Francesca
re da sé, non dall’altro. La loro infelicità trae avevano bisogno di un modello, il che è
così origine da una falsa reciprocità, ma- l’esatto contrario della spontaneità. E così si
schera di un doppio narcisismo. Questo, a trascurava il fatto che, piuttosto che curarsi
tal punto, che in certi momenti si sente af- l’uno dell’altro mentre si stavano innamo-
fiorare nell’eccesso della loro passione una rando, Paolo e Francesca si concentravano
specie di odio dell’amato’.35 su un libro e si comportavano come i perso-
naggi del libro. Erano cioè del tutto mimeti-
In una intervista rilasciata a Sergio Benve- ci. La critica insomma non vedeva affatto
nuto, Girard prova a spiegare in cosa consiste che il vero deus ex machina della storia era il
il desiderio mimetico riferendosi ad alcuni dei libro – è il libro a sedurre.36
più grandi scrittori della storia (Dante, Cer-
vantes, Stendhal, Proust, Dostoevskij…). Ana- Nell’intervista, Girard si sofferma anche a
lizzando, in particolare, alcuni capolavori della illustrare la morte del desiderio. È bene, a tal
letteratura, egli dice: proposito, riprendere le sue parole:

Un esempio straordinario di desiderio mi- Se uno […] si concentra sul rapporto, come
metico si trova nel quinto canto dell’Inferno fanno gli scrittori di romanzi, si capisce che
di Dante, nell’episodio di Paolo e France- il desiderio è una strada a senso unico. Se
sca. Come sappiamo, è Francesca a raccon- va da una parte non può tornare dall’altra.
tare la storia del loro innamoramento. E chi desidera, desidera sempre di più e
Francesca è la sposa del fratello di Paolo e sempre più invano. Shakespeare è partico-
Anoressia e mimesi 71

larmente bravo a descrivere questo proces- ressiche è quello di diventare bulimiche e, per
so. Perché è importante nascondere il desi- evitare ciò, ricorrono a tutto, per esempio al
derio? Il desiderio è umiliante perché col fumo («il vero motivo per cui molti adolescen-
desiderio si confessa la propria debolezza: ti, e specialmente molte adolescenti, iniziano a
si ha sempre bisogno del mondo esterno. E fumare o non riescono a smettere di farlo, no-
il desiderio è sempre desiderio di narcisi- nostante le raccomandazioni delle istituzioni
smo. Freud coglie alcuni aspetti di questo. politiche, è il timore di ingrassare»45) e all’e-
Quindi l’altro deve mostrarsi più narcisisti- sercizio fisico.46 Nella conversazione tra Ans-
co di te, e il gioco della seduzione consiste pach, Tacou e Girard, in un confronto avvin-
nel sembrare sempre più indifferente all’al- cente, viene analizzato il fenomeno della moda,
tro. La psicoanalisi non parla nel modo giu- e in particolare, come fa Anspach, il caso di
sto di questa indifferenza e degli aspetti modelle «d’aspetto cadaverico»47 che svengono
correlati. Ma qualsiasi grande scrittore di in passerella, nonché tutte quelle «divinità ma-
teatro classico sì.37 ledette» che flirtano con «l’autodistruzione»,48
diventando gli idoli degli adolescenti. Su tali
Ci si era chiesti, in precedenza, se fosse pos- presupposti, si può davvero credere di isolare
sibile individuare un rapporto tra anoressia e l’anoressia e la bulimia dal contesto socio-
narcisismo e si era visto come Girard non ab- culturale prestando ascolto solo alla prospettiva
bia escluso né la natura mimetica dell’anores- psicoanalitica? Per far capire che ciò non è pos-
sia né la natura mimetica del narcisismo. sibile, Girard mostra il condizionamento eserci-
Nicole Avril, nella biografia della principes- tato, e non da oggi, anche dall’arte e dalla lette-
sa Elisabetta d’Austria (detta Sissi), anche lei ratura sulla nascita e sullo sviluppo del modello
affetta da anoressia, mostra come sia tale bel- anoressico e anche Oughourlian, nella prefazio-
lezza reale sia suo marito, l’imperatore France- ne, riferendosi proprio all’arte, precisa:
sco Giuseppe, fossero «due narcisi».38 In real-
tà, anche Girard, considerando la storia di le figure filiformi di Giacometti sono evi-
questa principessa «infelice»,39 mostra, age- dentemente il risultato di un violento de-
volmente, il «regime competitivo»40 che si era siderio di non mangiare, mentre le scultu-
venuto a creare tra Sissi e l’imperatrice Euge- re e i quadri di Botero rappresentano un
nia, moglie di Napoleone III, che fece poi da mondo di persone grasse, in cui non solo
modello a molte altre «dame aristocratiche».41 gli uomini e le donne sono obesi, ma an-
Si racconta, infatti, che le due donne, «in occa- che i gatti e gli uccelli. In questo caso l’arte
sione di un incontro tra i loro mariti imperiali è senza dubbio un modello da imitare, ma
[…] decisero di incontrarsi separatamente in è soprattutto un segno premonitore e rive-
un luogo nascosto per confrontare le proprie latore delle patologie del desiderio che se-
taglie»42 e che «le prime descrizioni cliniche gneranno la fine del XX secolo e l’inizio del
dell’anoressia risalgono al periodo in cui Sissi XXI. […] In una prospettiva mimetica, è
ed Eugenia esercitavano la loro più forte in- facile accorgersi come oggi l’ideale della
fluenza».43 bellezza femminile sia la magrezza. Le
Alla base della società, dunque, c’è il con- modelle sono sempre più filiformi e somi-
fronto, cioè la rivalità mimetica e certo si deve gliano a delle sculture di Giacometti. Nes-
concordare con Girard quando sostiene che suna star, nessun modello, nessuna top
una donna smette di nutrirsi in maniera co- model assomiglia invece a un personaggio
stante e regolare (nonostante il forte appetito), di Botero. Una prima analisi mimetica in-
diventando anoressica, solo per adeguarsi ai duce a pensare che l’attuale epidemia di
«capricci delle mode»44 del nostro tempo. Si anoressia sia dovuta a una diffusione con-
deve concordare ancora con l’autore quando tagiosa di questo modello di bellezza ano-
sottolinea che il maggiore tormento delle ano- ressica e filiforme tra le adolescenti, che si
72 Sidella

lasciano ingannare dal desiderio mimetico 1968, pp. 13-52 (trad. it. Il solipsista, in: R. GIRARD,
di dimagrire per assomigliare a quelle dee Il risentimento, cit., pp. 29-79, in particolare p. 58).
la cui magrezza è tanto decantata dal ci-
3
R. GIRARD, Système du délire, in: «Critique», 1972,
nema, dalla televisione e dalle copertine n. 306, pp. 957-996 (trad. it. L’anticonformista, in: R.
patinate delle riviste.49 GIRARD, Il risentimento, cit., pp. 83-150).
4
R. GIRARD, Eating Disorders and Mimetic Desire,
cit. (trad. it. Il minimalista, in: R. GIRARD, Il risen-
Girard, dal canto suo, accennando alle ope- timento, cit., pp. 153-188).
re di Kafka (la cui radicale anoressia si rispec- 5
R. GIRARD, Eating Disorders and Mimetic Desire,
chiava nelle sue opere e in particolare nel rac- cit. (trad. it. Disordini alimentari e desiderio mime-
conto Un digiunatore), Vigée, Vermeer, non- tico, in: R. GIRARD, Anoressia e desiderio mimetico,
ché allo stesso regime dietetico di Nietzsche50 cit., p. 35. Nel seguito si farà riferimento unica-
(«Gli alcolici mi fanno male. […] Basta l’acqua mente a questa traduzione italiana).
[…] Niente fra i pasti, niente caffè: il caffè in- 6
Ivi (trad. it. p. 88).
cupisce. Il tè fa bene solo di mattina»51 ecc.)
7
Ibidem.
dimostra come, in effetti, una buona parte del-
8
Ivi (trad. it. p. 59).
la nostra letteratura sia «imbevuta di spirito
9
R. GIRARD, Prefazione a R. GIRARD, Il risentimen-
to. Lo scacco del desiderio nell’uomo contemporaneo,
anoressico e bulimico».52 La nostra società è cit., p. ix.
impregnata a tal punto di simboli e modelli da 10
R. GIRARD, Eating Disorders and Mimetic Desire,
rendere la competizione inevitabile. E, con cit. (trad. it. p. 75).
buona ragione, proprio come fa Girard a que- 11
M. ANSPACH, L’anorexie et l’esprit du temps, in: R.
sto proposito rivolgendosi ai propri avi, si po- GIRARD, Anorexie et désir mimétique, cit. (trad. it.
trebbe così concludere: L’anoressia e lo spirito del tempo. Introduzione a R.
GIRARD, Anoressia e desiderio mimetico, cit., p. 22).
Se i nostri antenati potessero vedere i cada- 12
Ivi (trad. it. p. 13).
veri gesticolanti che riempiono le pagine
13
R. GIRARD, Eating Disorders and Mimetic Desire,
delle nostre riviste di moda, li interprete- cit. (trad. it. pp. 31-32).
rebbero verosimilmente come un memento
14
R. GIRARD, Des choses cachées depuis la fondation
du monde, Edition Grasset & Fasquelle, Paris
mori, un monito di morte che forse corri-
1978 (trad. it. Delle cose nascoste sin dalla fonda-
sponde alle danze macabre sulle mura di al- zione del mondo, traduzione di R. DAMIANI, Adel-
cune chiese medievali. Se spiegassimo loro phi, Milano 19962, p. 447).
che quegli scheletri disarticolati simboleg- 15
R. GIRARD, Eating Disorders and Mimetic Desire,
giano per noi il piacere, la felicità, il lusso, il cit. (trad. it. p. 46).
successo, probabilmente scapperebbero in 16
Ivi (trad. it p. 83).
preda al panico, immaginandoci posseduti 17
Ibidem.
da un demone particolarmente cattivo.53 18
R. GIRARD, Système du délire, cit. (trad. it. p. 140).
19
R. GIRARD, Eating Disorders and Mimetic Desire,
█ Note cit. (trad. it. p. 36).
20
Ivi (trad. it. p. 37).
1
R. GIRARD, Eating Disorders and Mimetic Desire,
21
R. GIRARD, Des choses cachées depuis la fondation
in: «Contagion: Journal of Violence, Mimesis and du monde, cit. (trad. it. p. 450).
Culture», vol. 3, 1996, pp. 1-20 (trad. it. Il mini-
22
Ivi (trad. it. pp. 448-449).
malista in: R. GIRARD, Il risentimento. Lo scacco
23
Ivi (trad. it. p. 457).
del desiderio nell’uomo contemporaneo, traduzione
24
G. SIMMEL, Schriften zur Philosophie und Sozio-
di A. SIGNORINI, Raffaello Cortina, Milano 1999, logie der Geschlechter, hrsg. von H.J. DAHME, K.C.
pp. 153-188; successivamente in R. GIRARD, Ano- KÖHNKE (trad. it. Filosofia dell’amore, a cura di M.
ressia e desiderio mimetico, traduzione di C. TAR- VOZZA, Donzelli, Roma 2001, p. 84).
DITI, Lindau, Torino 2009, pp. 27-65).
25
Ivi (trad. it. p. 74).
2
R. GIRARD, Pour un nouveau procès de “l’étranger”, 26
Ivi (trad. it. pp. 74-75).
in: «La Revue des Lettres Modernes», n. 170-174, 27
J.-P. SARTRE, L’être et le néant, Gallimard, Paris
Anoressia e mimesi 73

1943 (trad. it. L’essere e il nulla. Saggio di ontologia Milano 19942, p. 115).
fenomenologica, a cura di G. DEL BO, Il Saggiatore, 39
R. GIRARD, Eating Disorders and Mimetic Desire,
Milano 1997, p. 438). cit. (trad. it. p. 50).
28
Ivi (trad. it. p. 439). 41
Ivi (trad. it. p. 51).
29
Ivi (trad. it. p. 414). 42
Ibidem.
30
R. GIRARD, Mensonge romantique et vérité roma- 43
Ivi (trad. it. p. 52).
nesque (1961), Grasset, Paris 19803 (trad. it. Menzo- 44
Ivi (trad. it. p. 53).
gna romantica e verità romanzesca. Le mediazioni del 45
Ivi (trad. it. p. 39).
desiderio nella letteratura e nella vita, traduzione di L. 46
Ivi (trad. it. p. 38).
VERDI-VIGHETTI, Bompiani, Milano 1981, p. 7). 47
Ivi (trad. it. p. 85).
31
Ibidem. 48
Ivi (trad. it. p. 86).
32
S. TOMELLERI, Introduzione a R. GIRARD, Il ri- 49
J.-M. OUGHOURLIAN, Preface, in R. GIRARD, Ano-
sentimento, cit., p. 3. rexie et désir mimétique, cit. (trad. it. Prefazione in R.
33
Cfr. J.-P. SARTRE, L’être et le néant, cit. (trad. it. GIRARD, Anoressia e desiderio mimetico, cit., pp. 6-7).
p. 282); R. GIRARD Mensonge romantique et vérité 50
Ivi (trad. it. p. 44).
romanesque, cit. (trad. it. p. 96). 51
F. NIETZSCHE, Ecce homo. Wie man wird, was
34
R. GIRARD, Mensonge romantique et vérité roma- man ist (1898), in: Nietzsche-Werke: kritische Ge-
nesque, cit. (trad. it. p. 7). samtausgabe, hrsg. von G. COLLI, M. MONTINARI,
35
Ivi (trad. it. pp. 92-93 e 95). Walter de Gruyten, Berlin 1967 e segg., Abt. VI,
36
S. BENVENUTO, Differenza, identità, violenza. Bd III, 1969 (tr. it. Ecce Homo. Come si diventa ciò
Conversazione con René Girard, intervista fatta che si è, in: Opere di Friedrich Nietzsche, ed. diretta
a Parigi nel novembre 2001, in collaborazione da G. COLLI, M. MONTINARI, Adelphi, Milano
con M. MELONI, traduzione di G. JOELE, 1964 e sgg., vol. VI, t. III, 1975, Adelphi, Milano
http://mondodomani.org/dialegesthai/sb02.htm 2007, pp. 35-36).
37
Ibidem. 52
R. GIRARD, Eating Disorders and Mimetic Desire,
38
N. AVRIL, L’impératrice, Grasset, Paris 1993 cit. (trad. it. p. 62).
(trad. it. Sissi. Vita e leggenda di un’imperatrice, 53
Ivi (trad. it. p. 65).
traduzione di A. CRESPI BARTOLINI, Mondadori,

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