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C u ltu ra

i Beni Culturaliper

Cultura per i Beni Culturali

kermes

Associazione per il Restauro del Patrimonio Artistico Italiano P ROSPETTIVE 2010 I tempi sono duri

Associazione per il Restauro del Patrimonio Artistico Italiano

PROSPETTIVE 2010

I tempi sono duri per l’impegno che la nostra Associazione affronta. Sono passati vent’anni dalla sua fondazione

e dieci dalla separazione da Word

che la nostra Associazione affronta. Sono passati vent’anni dalla sua fondazione e dieci dalla separazione da

Monument Fund di cui costituiva il Comitato italiano. Sono tempi difficili per tutti, ma mal comune non fa mezzo gaudio, anzi! Trovare i fondi per realizzare restauri

destinati al Patrimonio pubblico non è mai stato uno scherzo, difficile trova-

re somme modeste, difficilissimo per

impegni di grande entità, o per affron-

tare tanti impegni di piccola o media entità. Nel panorama delle associazioni che fanno appello alla coscienza e alla generosità dei privati, nella rosa vastissima della ricerca di fondi per iniziative umanitarie, scientifiche e

per la conservazione dei beni patrimo- niali, si allineano infiniti gruppi di volontari e di organizzazioni tutte benemerite, tutte con ragioni valide da sostenere e tutte, chi più e chi meno, organizzate e credibili. In tempi di “vacche magre” è diffici-

le produrre uno sforzo concreto e otte-

nere collaborazione e donazione; ci

sono tanti appelli, non si può dire di sì a tutti, si fa molta fatica a tenere le redini di tanti solleciti postulanti. Il nemico comune, se si può chia- mare così, è spesso l’ingratitudine da parte di chi riceve, la facilità con la quale viene bypassato il riconosci- mento dei meriti di chi fa; talora si deve tener di mira chi ha ricevuto per- ché non dimentichi nome e profilo di chi ha dato. A.R.P.A.I. affronta con i propri mezzi

le richieste di intervento ma spessissi-

mo deve fare appello a donatori e

sponsors alleati, quindi deve difende-

re i diritti di chi ha creduto alle nostre

proposte, e dalla possibilità di essere visibili nasce quella di poter dimostra-

re

e convincere che ne è valsa la pena

o

che c’è una ragione, direi morale,

per partecipare agli impegni della con-

servazione del Patrimonio culturale. Troppo spesso le pubblicazioni sulle opere restaurate con l’intervento delle associazioni come la nostra dimenti- cano di citare il contributo fondamen- tale che ha permesso il recupero di opere artistiche in bella mostra nei tanti luoghi diversi dello smisurato “museo Italia”. I contributi concessi dallo Stato per

la conservazione del patrimonio sono

fortemente ridotti e sempre più sog- getti a “tagli” disperanti. Anche nel corso dell’anno 2009 abbiamo dovuto rivedere il budget previsto per i restauri ed estrapolare nuovi interventi economici per far fronte alla diminuzione dei mezzi disponibili, già garantiti dal Ministero per taluni interventi e poi sfumati nel- l’ondata delle restrizioni per causa di crisi economica. In novembre è stato presentato nei laboratori di restauro dell’Opificio delle Pietre Dure della Fortezza da Basso fiorentina il restauro in fase di completamento dello splendido arazzo (Traviamento del Figliol prodigo) di proprietà del Museo del Duomo di Vigevano, sostenuto da A.R.P.A.I. e da alcuni Istituti bancari (Intesa San Paolo, Fondazione Banca del Monte di Lombardia e Fondazione di Piacenza e Vigevano) da noi collegati nella ricer- ca di co-sponsors al progetto iniziato anzitempo grazie alla donazione di alcuni nostri Soci. L’occasione, apparsa come una prewiew dedicata ad un pubblico sol- lecitato dall’informazione mediatica e per invito, ha permesso di ammirare l’opera prima della definitiva fodera- tura, così che se ne è potuto vedere il retro che mantiene varie parti di colo- re intatte, o quasi, e numerosi parti- colari di esecuzione di straordinario interesse, che sono stati rivelati al pubblico per la prima volta. Il laboratorio dell’Opificio delle Pie- tre Dure, grazie alla presentazione di questo restauro durata quattro gior- ni, è stato visitato da qualche centi- naio di persone prevalentemente fio- rentine ma non soltanto e l’iniziativa è stata molto soddisfacente. Intesa San Paolo ha invitato i dipendenti fiorenti- ni e toscani, gli altri Istituti bancari ed A.R.P.A.I. hanno inviato la comu- nicazione dell’evento e l’invito a parte- ciparvi ad un vasto e vario pubblico. La presentazione del restauro era cor- redata dalla proiezione di un docu- mentario didattico sulle varie fasi del- l’intervento, che è stato realizzato dai servizi forniti da Intesa San Paolo. I costi finali per la realizzazione del restauro sono di quasi 290.000,000 euro. A.R.P.A.I. e i co-sponsors hanno contribuito per 125.534,00 euro, oltre ai costi di gestione dell’operazione e alle spese inerenti la ricerca dei finan- ziamenti e della programmazione e sostenimento degli eventi e delle atti- vità promozionali, che non sono con-

tabilizzati nella somma dichiarata ma che hanno rappresentato un onere considerevole per la nostra Associa- zione. Le prossime tappe, quando tra alcu- ni mesi il restauro sarà concluso, sono la presentazione del manufatto a Vigevano e successivamente nella mostra biennale del restauro Restitu- zioni a Palazzo Leoni Montanari, la prestigiosa sede di Intesa San Paolo a Vicenza. Contemporaneamente è in fase di conclusione il restauro del Tabernaco- lo dei Linaioli, capolavoro del Beato Angelico, di proprietà del Museo di

San Marco a Firenze. Il restauro ha presentato difficoltà imprevedibili per la fragilità delle com- ponenti cromatiche del manto della Vergine. La conclusione dell’opera è stata procrastinata di alcuni mesi per eseguire studi e indagini, quindi per il trattamento delle parti più che delica-

te del restauro.

Anche in questo caso si è reso necessario reperire nuovi fondi, che hanno garantito la prosecuzione del lavoro affrontando le necessità econo- miche sopravvenute. Il restauro è sta-

to finanziato da A.R.P.A.I. con un’e-

rogazione di 55.200,00 euro, ai quali

si aggiungeranno altri 17.000,00 euro

per le spese straordinarie di cui ab-

biamo parlato.

La Galleria Nazionale di Arte Antica

di palazzo Barberini a Roma ha solle-

citato il nostro sostegno per il restau- ro della monumentale Crocefissione attribuita a Bonaventura Berlinghieri (XIII sec.), che sarà restaurata nel prossimo anno ed esposta in una sala della nuova ala del palazzo acquisita dal museo. Il restauro è reso possibile dalla donazione di 15.500,00 euro da parte di un gruppo di nostri Soci, che ha costituito un comitato di donatori per il prezioso capolavoro. Da tempo stiamo operando per la costituzione di un gruppo di sponsors per restaurare le due ante bronzee della porta bizantina del santuario dell’arcangelo Michele di Monte Sant’Angelo sul Gargano. La porta

bizantina risale al XII secolo e fa parte

di un gruppo di porte in bronzo coeve,

che furono commissionate per diversi

siti monastici e per cattedrali dell’Ita-

lia meridionale e fuse a Costantinopo-

li, ove l’arte della fusione eccelleva poiché i bizantini avevano continuato la tradizione romana altrimenti dispersa e completamente decaduta

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C u ltu ra per i Beni Culturali

kermes

Cultura per i Beni Culturali

per i Beni Culturali kermes Cultura per i Beni Culturali in Occidente. Il terremoto in Abruzzo

in

Occidente. Il terremoto in Abruzzo ha provoca-

Sono pervenute nel corso del 2009 numerose richieste, da aree diverse

per il Patrimonio culturale è tra gli scopi precipui nel nostro statuto e,

to

perdite gravissime e la richiesta di

del territorio nazionale, dalle soprin-

oltre al fatto in sé fondamentale, è

interventi è pressante per ricostituire alcuni tesori del Patrimonio civile ed ecclesiastico nel territorio de L’Aquila. A.R.P.A.I. sta prendendo in conside- razione l’impegno di alcuni interventi

tendenze preposte, e nei primi mesi del 2010 il Comitato Scientifico e il Consiglio Direttivo dovranno vagliare le proposte corredate dalla documen- tazione richiesta per stabilire su quali

sempre più evidente la necessità di farci conoscere per trovare alleati che sostengano il nostro operato poiché, come ho detto in premessa, mentre crescono le richieste diminuiscono le

di

restauro di opere scultoree e pitto-

interventi potrà focalizzarsi la nostra

disponibilità e aumentano le difficoltà

riche pertinenti il Museo Nazionale

azione.

a

reperire quantità spesso impegnati-

d’Abruzzo.

Ho citato solo alcuni dei nostri

ve

di fondi e collaborazioni per porta-

La scelta mirata per il restauro di

obiettivi in progress: sta di fatto che

re

a buon fine i cantieri che si pro-

alcuni manufatti gravemente feriti è al

l'opera di A.R.P.A.I. deve focalizzarsi

spettano imminenti per salvare tanti

centro della nostra attenzione e pro- spettiamo di operare in sinergia con

anche nella comunicazione e divulga- zione della propria immagine e di

luoghi indispensabili della nostra civiltà e del patrimonio.

l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, che ha in carico di restauro un’impor- tante parte delle opere sfregiate o semi- distrutte del patrimonio abruzzese.

quella dei partners per toccare quanto più largamente l'audience di chi già ci conosce bene o appena. Diffondere la cultura dell'attenzione

Gian Antonio Golin Direttore A.R.P.A.I.

Gian Antonio Golin Direttore A.R.P.A.I. Associazione Restauratori d’Italia L A QUALIFICAZIONE
Gian Antonio Golin Direttore A.R.P.A.I. Associazione Restauratori d’Italia L A QUALIFICAZIONE
Gian Antonio Golin Direttore A.R.P.A.I. Associazione Restauratori d’Italia L A QUALIFICAZIONE

Associazione Restauratori d’Italia

LA QUALIFICAZIONE DEGLI OPERATORI DEL RESTAURO DI BENI CULTURALI

Il 2009 è stato un anno importante per i restauratori. L’emenazione dei D.M. 26 maggio 2009 n° 86 relativo alla qualifica dei professionisti operanti nel settore dei Beni Culturali e n° 87 sulla formazio- ne dei Restauratori hanno sancito l’e- sistenza e definito il campo operativo

di

una professione antica ed allo stes-

so

tempo appena nata.

La formazione dei tecnici restaura- tori (collaboratori) e dei tecnici con competenze settoriali (artigianato arti- stico), attiene alle Regioni, che

dovranno stabilire in maniera omoge- nea i livelli e le modalità formative. È tuttavia il D.M. 30 marzo 2009 n° 53 (Regolamento attuativo delle norme

transitorie dell’art. 182 commi da 1 a 1 quinquies del D.Lgs 42/2004) che ha acceso i riflettori sui restauratori. A fronte di un notevole impegno del Ministero per i Beni e le Attività Cul- turali nel redimere l’annosa questione delle qualifiche nel settore Beni Cul- turali, si contrappone una protesta confusa caratterizzata da slogan urla-

ti piuttosto che da considerazioni

costruttive e che apertamente ignora

le regole che dal 2000 ad oggi si sono

succedute. Quello che accade è il riconosci- mento professionale (non una sanato- ria) degli operatori tecnici e scientifici che, attraverso cinque differenti quali- fiche con competenze diverse, operano sui beni culturali sottoposti a tutela.

Di questi operatori solo due interven-

gono direttamente sull’opera: il restauratore ed il tecnico del restauro, che esegue le operazioni in autonomia dietro indicazione del restauratore.

Per chiarire meglio il contesto, la norma transitoria deve individuare il restauratore di beni culturali, ovvero colui che, secondo il D.M. 86/2009, … definisce lo stato di conservazione e mette in atto un complesso di azioni

dirette e indirette per limitare i pro- cessi di degrado, analizza i dati e li interpreta, progetta, dirige e coordina gli altri operatori, svolge attività di ricerca, sperimentazione e didattica,

ed esegue i lavori di restauro …”.

Il Decreto specifica e chiarisce

quanto già era espresso nel Codice dei Beni Culturali (D.Lgs 42/2004 art. 29

gli interventi di manu-

comma 6): “

tenzione e restauro su beni culturali mobili e superfici decorate di beni architettonici sono eseguiti in via esclusiva da coloro che sono restaura-

tori di beni culturali ai sensi della nor- mativa in materia” in linea con i con- tenuti critici della Sentenza della Corte Costituzionale (n. 9 del 13 gen- naio 2004). “La corte ritiene pertanto

… che la norma in questione (qualifi-

cazione del restauratore di beni cultu- rali n.d.r.) rientri nella materia della tutela dei Beni Culturali, perché essa concerne il restauro dei medesimi, ossia una delle attività fondamentali

in cui la tutela si esplica”.

La qualifica di restauratore di beni culturali, quindi, corrisponde ad un profilo professionale alto ed a respon-

sabilità di tutela dei beni culturali, che ora si acquisisce con le norme transi- torie ed in futuro si otterrà con un percorso formativo equivalente ad una laurea specialistica di tipo magi- strale. L’istituzione di un elenco di profes- sionisti, con una specifica formazione magistrale, presuppone l’omogeneità qualitativa di coloro che ne entrano a far parte nella fase transitoria, posto che nella fase successiva tale omoge- neità sarà assicurata dalla corretta formazione. Il tecnico del restauro “collabora con il restauratore eseguendo con autonomia decisionale … determinate azioni dirette ed indirette … sotto il controllo diretto del restauratore”. Per questa figura professionale, della quale nessuno sottolinea mai abba- stanza l’importanza e della quale non

è definito il numero effettivo, ancora non è previsto un elenco, ma ci si augura che venga redatto in tempi rapidi. Anche in Europa il problema è sen- tito e già nel 1991 è stata fondata

E.C.C.O. (European Confederation of Conservator-Restorer’s Organization),

di cui l’A.R.I. (Associazione Restaura-

tori d’Italia) è tra i soci fondatori, e che

raccoglie 19 associazioni con lo scopo

di uniformare i livelli formativi e pro-

fessionali. Rendere uniforme la qualifica e la formazione dei restauratori e dei tec- nici del restauro in Europa è necessa- rio per ottemperare alla Direttiva Bolkenstain sulla libera circolazione

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