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kermes Cultura per i Beni Culturali

Associazione per il Restauro


del Patrimonio Artistico Italiano
Progetti e restauri A.R.P.A.I. 2005 o comunque tratta- quanto riguarda
no il tema mariano, dipinti e apparati
L’ARPAI ancora interviene in maniera associato talvolta a decorativi l’interven-
risoluta – ossia offrendo un contributo figure di Santi, to di restauro è
di 35.000,00 euro – in un progetto di soprattutto di quelli appena cominciato.
restauro che consentirà di recuperare posti a protezione Avviato grazie ad un
per intero la ricca decorazione del San- delle attività agricole finanziamento della
tuario processionale della Madonna come Sant’Antonio e Lottomatica, cui si è
della villa. L’intervento dell’Associazio- San Cristoforo, o di aggiunto il contribu-
ne a fianco di altri Enti permette defi- grandi personalità to della Fondazione
Cultura per i Beni Culturali

nitivamente l’avvio del cantiere di della storia cristiana Cassa di Risparmio


restauro di un complesso pittorico di come San Giovanni, di Perugia, il proget-
assoluta rilevanza e di rara concezione. San Francesco, San to tuttavia potrà
L’intervento era stato sollecitato dall’al- Bernardino da completarsi solo gra-
lora Assessore alla Cultura di Perugia, Siena o San Bernar- zie all’intervento del-
la Dottoressa Anna Calabro Rossetto do di Chiaravalle. l’ARPAI che consen-
che aveva avviato varie ricerche di Contesa per lungo tempo tra i mona- tirà di portare a termine il secondo
finanziamento. L’intervento finanziario steri perugini di Santa Giuliana e di stralcio di lavori, recuperando le pareti
“a più mani” è riuscito ed incoraggia San Francesco al Prato, la proprietà Sud e Ovest escluse dalla prima parte
altre operazioni del genere. La piccola del piccolo santuario fu stabilmente dell’intervento. L’intervento prevede il
chiesa a pianta rettangolare, che si assegnata alle monache cistercensi ed fissaggio della pellicola pittorica e il
trova alle porte di Perugia, nell’abitato incrementò progressivamente la pro- consolidamento dell’intonaco e, suc-
di Sant’Egidio “del colle”, è caratteriz- pria fama al punto che ben presto alle cessivamente, la pulitura degli affre-
zata dalla presenza di due facciate sui pareti non rimase più alcuno spazio schi e la rimozione dello strato di para-
lati corti che consentivano l’antica libero per ospitare le immagini votive loid; gli intonaci di rifacimento segui-
usanza del passaggio continuo dei commissionate dai pii e facoltosi fedeli. ranno l’andamento naturale delle
fedeli, detta appunto delle “passate”. Tra la fine del XVI e il XVIII secolo, tut- murature e il restauro pittorico sarà
La presenza di una testimonianza arti- tavia, la piccola cappella perse noto- preceduto da accurate stuccature pro-
stica di così grande rilievo in un paese rietà e con essa andarono scemando pedeutiche alla reintegrazione dell’im-
rurale qual’è ancora oggi Sant’Egidio, è anche le visite e le donazioni dei pelle- magine che sarà eseguita con la tecni-
da attribuirsi alla posizione un tempo grini: la conseguenza fu un rapido ca del “rigatino” ad acquerello. Diretto
strategica del sito, posto lungo un decadimento della struttura e del suo dalla Soprintendenza BPPSAE dell’Um-
diverticolo della via Francigena che, ricco apparato decorativo. bria per quanto concerne il profilo tec-
passando per Assisi, conduceva alla Alla metà del Settecento un arbitrario nico, la responsabilità amministrativa
Santa Casa di Loreto: vi transitavano restauro volto ad adeguare la struttura e procedurale dell’affidamento dei lavo-
infatti, numerosissimi, i pellegrini ai coevi canoni estetici più che non a ri è stata seguita dagli uffici tecnici del-
diretti verso quei luoghi santi, ma, tutelarne il patrimonio iconografico, l’Assessorato alle Politiche Culturali
ancora prima di loro, queste zone condusse a una modifica strutturale del Comune di Perugia.
erano state frequentate dalle mae- dell’edificio e alla sistematica imbian- Il cantiere prenderà avvio entro la fine
stranze impiegate nella costruzione e catura di tutte le pareti, ad esclusione di questo mese di luglio e terminerà
nella decorazione della grandiosa basi- di quell’unico, originario affresco della entro 12 mesi, completandosi con il
lica assisiate, dunque dai maggiori Vergine col Bambino, in seguito “pro- restauro della cornice a stucco e dei
esponenti della cultura artistica tardo tetto” con una cancellata in stile neo- portoni d’ingresso.
gotica chiamati dalla committenza gotico. Fu soltanto nel 1911, però, che
francescana. prese avvio un progetto di restauro Marina Bon Valsassina
La piccola cappella all’ingresso dell’abi- coerente a cui
tato fu costruita attorno alla metà del seguirono, alla fine
XIV secolo per onorare, ma soprattutto degli anni ’70, ulte-
proteggere, un’immagine della Vergine riori interventi a
cui venivano attribuiti poteri miracolo- cura della Soprin-
si, eseguita “a fresco” da un anonimo tendenza. Tuttavia
pittore umbro vicino alla scuola del il restauro non fu
senese Pietro Lorenzetti (c. 1280- mai completato e
1348). La fama del luogo attraeva un molte delle prege-
numero sempre crescente di pellegrini, voli pitture andaro-
tra i quali vi erano anche i committen- no comunque rapi-
ti degli affreschi votivi che istoriano le damente deterio-
pareti interne della piccola cappella “di rando. Negli ultimi
transito” , trasformando questo sito in anni, in seguito al
una vera e propria “pinacoteca della sisma del 1997, la
devozione popolare a Maria Santissi- struttura della cap-
ma”: i soggetti delle pitture infatti sono pella è stata messa
ispirati per lo più alla Maestà originale, in sicurezza ma per

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