Sei sulla pagina 1di 1

Cultura per i Beni Culturali kermes

Associazione per il Restauro


del Patrimonio Artistico Italiano
I restauri di A.R.P.A.I.: nonché tre presenze esterne al mondo romano. allievo di Francesco Salviati, e l’olandese Lam-
La decorazione si articolava secondo uno sche- bert Sustris.
la Sala dei Giganti ma tripartito: ciascuna figura era accompagna- L’argomento storico, lo schema tripartito e le
dell’Università di Padova ta da un titulus, un testo latino in prosa che finalità della decorazione si ricollegano diretta-
proponeva una sintetica biografia del perso- mente al ciclo trecentesco, con significative
Il programma di interventi di A.R.P.A.I deciso naggio e un elenco delle sue imprese; le figu- varianti nella selezione dei 50 personaggi illu-
nel 2003 avvierà quest’anno il restauro del re erano inoltre abbinate a riquadri con scene stri assunti come exempla.
ciclo pittorico della Sala dei Giganti al palazzo che rappresentavano i momenti più significati- Il programma iconografico nacque nell’ambito
del Liviano dell’Università di Padova. vi delle gesta narrate dai tituli. dei cenacoli umanistici di Padova, animati da
La prima fase consisterà nell’elaborazione di Il ciclo pittorico assumeva un chiaro significato Pietro Bembo, da Sperone Speroni e da Marco
una serie di analisi sullo stato di conservazio- ideologico-politico, nel contesto di un pro- Mantova Benavides; vi contribuirono essenzial-
ne del ciclo di affreschi cinquecenteschi, di gramma di “autocelebrazione” da parte della mente i protagonisti della cultura antiquaria
saggi per identificare eventuali sopravvivenze committenza, con un palese intento di assimi- locale, quale Alessandro Maggi da Bassano, col-
di precedenti pittorici trecenteschi, quindi si lazione dei valori che quegli antichi eroi rap- lezionista e stimato conoscitore di cose antiche.
passerà al progetto esecutivo per l’intervento presentavano. La problematica va comunque Il programma decorativo si presta a molteplici
di restauro. considerata nel quadro di un più ampio e arti- interpretazioni, secondo diverse chiavi di lettu-
La Soprintendenza P.S.A.D. del Veneto, l’Univer- colato sistema decorativo di ispirazione classi- ra. Sul piano politico, è evidente la celebrazio-

Cultura per i Beni Culturali


sità di Padova e il Comitato Scientifico di ca che interessava anche altri ambienti del ne della Repubblica veneta, novella Roma, che
A.R.P.A.I. sovrintenderanno le varie fasi prelimi- palazzo dei Carraresi, di cui si ha notizia grazie afferma il proprio dominio e inaugura l'esercizio
nari ed esecutive del complesso cantiere. alle fonti documentarie, come la Sala Theba- del “buon governo”, proponendosi soprattutto
L’impegno economico previsto è di circa rum, in evidente rapporto con la Tebaide di come garante della pace, con un’immagine
500.000 euro che verranno stanziati per fasi Stazio, la Camera Herculis, forse una delle can- destinata ad assumere un ruolo centrale nell’i-
successive e vedrà la partecipazione di cellerie del Principe, e ancora le Sale “di Camil- deologia di propaganda della Serenissima dalla
A.R.P.A.I., dell’Università patavina e di un grup- lo” e “di Lucrezia”. metà del XVI secolo. Si avverte peraltro una
po di donatori, privati e associazioni, che sarà decisa apertura nei confronti dell’ambiente ari-
coinvolto nel progetto. Il Lions Club delle Vene- stocratico e intellettuale padovano, di cui ven-
zie ha già promesso una fattiva partecipazione gono celebrate le radici classiche e l’antica tra-
a fianco di A.R.P.A.I. dizione, in un contesto storico che vide effetti-
La Sala Virorum Illustrium, o Sala dei Giganti, vamente sancita la funzione dello Studio uni-
era in origine uno dei principali ambienti di rap- versitario come supremo polo culturale del ter-
presentanza del palazzo dei Carraresi e doveva ritorio veneto.
il suo nome ad un ciclo di affreschi con uomini E alla vita dell’Università di Padova la Sala dei
illustri che ne decorava le pareti, ora quasi inte- Giganti è stata sempre legata, se già dieci anni
ramente perduto. Il Pro-Rettore di Padova, Irene dopo la sua realizzazione vi si organizzavano
Favaretto, la Soprintendente Anna Maria Spiaz- feste da ballo per gli studenti, come si legge
zi e il Dottor Giulio Bodon, hanno fornito ad nelle Vite di Giorgio Vasari (1550): “la sala
A.R.P.A.I. la loro collaborazione e i primi docu- degl’imperadori romani, dove nel tempo di
menti per la promozione del restauro, mentre carnovale vanno gli scolari a danzare”. In pas-
l’Università di Padova inaugurerà l’anno petrar- sato adibita per molto tempo a sede della
chesco nella cornice della stessa Sala. Biblioteca Universitaria, la Sala, oggi annessa
Appare infatti, tra i ritratti degli Illustri, il ritrat- all’edificio del Liviano di Giò Ponti, rappresen-
to del Petrarca, unica sopravvivenza della deco- ta uno dei più prestigiosi monumenti di pro-
razione originale trecentesca seppur sovraccari- prietà dell’Ateneo padovano, che talvolta vi
ca di rifacimenti operati nei secoli. ospita anche eventi pubblici, in particolare
Committente fu il principe Francesco il Vecchio conferenze e concerti.
da Carrara, mentre l’elaborazione del program- Su questa iniziativa artistica cinquecentesca,
ma figurativo venne affidata al Petrarca, che, evento corale che vide coinvolti intellettuali,
durante il soggiorno padovano, per esortazione letterati e scrittori, e diede vita ad uno tra i più
del carrarese, attendeva alla stesura del De viris importanti cicli umanistici di uomini famosi,
illustribus, una serie di biografie di antichi non esiste sino ad oggi un’edizione critica. A
uomini famosi; l’opera, rimasta incompiuta alla
morte dell’autore, fu portata a termine da uno colmare tale lacuna è ora in fase di attuazione
stretto collaboratore del Petrarca, Lombardo un progetto di ricerca, finanziato dall’Ateneo
della Seta. padovano, coordinato da Irene Favaretto, cui
Il ciclo di affreschi con viri illustres, parallelo prendono parte Giulio Bodon, Elisabetta Sacco-
figurativo del testo letterario, si colloca crono- mani e Vittorio Dal Piaz. Il lavoro ha avviato per
logicamente tra il 1367 e il 1379; in un’ulterio- la prima volta un’indagine sistematica del
re fase, tra il 1379 e il 1388, vennero eseguiti Verso la metà del XVI secolo la Sala dei Gigan- monumento nella sua complessità, così da
anche i ritratti del Petrarca e di Lombardo nel ti fu restaurata, nell’ambito di un ampio inter- restituire alla Sala dei Giganti un’adeguata valo-
lato corto occidentale della Sala. vento di ristrutturazione che interessò l’area rizzazione, come spetta ad una delle principali
L’attribuzione del ciclo trecentesco è controver- della reggia carrarese per dare vita al comples- testimonianze storico culturali del Cinquecento.
sa. Le fonti ricordano i nomi di Altichiero e so architettonico del palazzo del Capitanio, Nell’ottica del recupero di uno dei momenti di
Ottaviano da Brescia, Guariento e Jacopo Avan- sede dell’autorità preposta al comando milita- maggiore prestigio storico artistico in Italia,
zi; in base alle testimonianze iconografiche for- re di Padova dalla Serenissima Repubblica. A.R.P.A.I. si adopera a costituire un fondo eco-
nite da alcuni codici miniati che forse riflettono Tra il 1539 e il 1541, sotto il dogado di Pietro nomico all’insegna del programma ”adottiamo i
in parte la decorazione della sala, gli studi più Lando, per volontà del Capitanio di Padova Giganti” che potrà, entro breve tempo, avviare
recenti sembrano propensi a riscontrare affinità Girolamo Corner, un nuovo ciclo di affreschi, il restauro del ciclo pittorico e affiancare con
con l’opera di Jacopo Avanzi. quello esistente, venne eseguito da Domenico nuove ricerche l’opera degli studiosi che ne
Il ciclo doveva comprendere 36 personaggi sto- Campagnola e pittori della scuola locale, fra cui hanno per primi evidenziato l’importanza.
rici, fra i quali quattro re di Roma, ventiquattro Stefano dall’Arzere, con la partecipazione di
uomini della Repubblica e cinque dell’Impero, altri artisti, quali il toscano Giuseppe Porta, Giulio Bordon e Gian Antonio Golin



Interessi correlati