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Cultura per i Beni Culturali kermes

Associazione per il Restauro


del Patrimonio Artistico Italiano
Croce (lucchese) e “delizia al cor”. al piano nobile, dove, oltre alle sale famiglia di pittori attivi in Lucca, Ber-
Il contributo dell’ARPAI ai restauri già dedicate alla pittura del XVI e XVII linghiero, e uno dei suoi figli, Bona-
delle opere della Galleria Nazionale secolo, alle monumentali decorazioni ventura. Nel tempo furono evidenziate
d’Arte Antica in Palazzo Barberini di Pietro da Cortona e di altri artisti le differenze dalla Croce di Berlinghie-
a Roma “barberiniani”, saranno visitabili altri ro del Museo Nazionale di Villa Guini-
sei ambienti restaurati e allestiti. In gi (Lucca) a favore del rapporto con
Nel caso della Galleria Nazionale d’Ar- una fase successiva verrà aperto il opere ritenute della fase tarda di
te Antica di Roma in Palazzo Barberi- secondo piano, ove saranno esposti Bonaventura, la Croce delle Oblate di
ni, ARPAI è riuscita, pur in tempi dif- dipinti del Sei-Settecento. Careggi (Firenze) e le parti di Dittico
ficili dovuti alla crisi economica e In questa fase la partecipazione nelle Gallerie dell’Accademia (Firen-
all’emergenza aquilana, a contribuire convinta dell’ARPAI è stata di confor- ze): secondo tale opinione l’opera della
al restauro della preziosa croce luc- to e di incoraggiamento al lavoro ala- Galleria Nazionale dovrebbe datarsi al
chese, che qui cominciamo a presen- cre e non privo di difficoltà della Gal- 1260-1270. Più recentemente (Bosko-
tare, consapevole di partecipare al leria Nazionale e della Soprintenden- vits) anche questo riferimento è stato
raggiungimento di un più ampio za, tuttora in corso. Il restauro della considerato generico. Si parte sempre
obiettivo strategico perseguito dal- Croce di scuola lucchese permetterà dall’ambito berlinghieresco, accostan-
l’amministrazione: la piena valorizza- di presentarla al meglio, così da pro- do la Croce in esame a quella citata di
zione della raccolta della Galleria porre al pubblico il proficuo ‘dialogo’ Berlinghiero in Villa Guinigi e a quel-
Nazionale e della meravigliosa resi- con altri tre esemplari: quella esegui- la attribuita ad un altro suo figlio,
denza dei Barberini. Il palazzo, capo- ta da un seguace dello spoletino Marco, nella pieve di Villa Basilica: l’a-
lavoro dell’architettura barocca, fu Alberto, di proprietà Jacorossi, in nonimo autore avrebbe potuto esegui-
acquistato dallo Stato nel 1949 pro- comodato presso la Galleria Naziona- re la Madonna con Bambino in trono
prio per poter degnamente esporre le le, e le altre due della Galleria rispet- (Walraff-Richartz Museum, Colonia)
opere della Galleria Nazionale, istitui- tivamente di Simeone e Machilone, ed avere partecipato alla realizzazione
ta nel 1895; solo con la recente libe- anche loro di Spoleto, e del fiorentino del mosaico della facciata della chiesa
razione di ampi spazi precedentemen- Maestro del Bigallo. di San Frediano a Lucca.
te occupati dal circolo ufficiali (2006- Nella Croce restaurata grazie all’AR- Il Cristo sulla croce della Galleria
07), tutto ciò ha cominciato gradual- PAI è sempre stato riconosciuto il rife- Nazionale riprende in maniera più
mente a esser reso possibile. Dal rimento all’influsso dei Berlinghieri. sciolta le lumeggiature sulle figure di
prossimo settembre il pubblico potrà All’interno di questo ambito culturale Berlinghiero. Ad un influsso pisano
ammirare al pianterreno la sezione dei i tentativi di precisare la paternità potrebbe ricondursi l’ornato geometri-
“primitivi” (secc. XI-XVI), e proseguire sono altalenati fra il capostipite della co – file di rombi ancora visibili nono-
stante il loro degrado – e l’effetto di
profondità del suppedaneo e della cor-
rispondente sagomatura della carpen-
teria, che suggeriscono confronti con
esempi di Enrico di Tedice e Michele
di Baldovino.
Anche il motivo del san Giovanni
orante con le mani velate e lo sfondo
delle crocifissioni dei due ladroni,
sembrano poter stabilire collegamenti
con l’ambiente pisano.
La Croce si trovava nella chiesa di
San Donnino di Lucca, non lontana
dal Duomo; passò poi in proprietà alla
famiglia Ottolini Balbani, dalla quale
fu acquistata dallo Stato nel 1921. La
chiesa di San Donnino, oggi abitazione
moderna, è già ricordata in età longo-
barda; rimangono tracce del paramen-
to murario, mentre nell’interno riman-
gono tracce di una decorazione a moti-
vi geometrici, databile tra XIII e XIV
secolo. Non è possibile avere idea più
precisa delle dimensioni dell’edificio,
ma si può supporre che la Croce, per le
sue dimensioni, costituisse l’elemento
maggiormente caratterizzante l’inter-
no della chiesa, al cui interno poteva
probabilmente essere collocata sulla

La Croce di Berlinghieri prima del restauro.


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traversa tra la navata e il presbiterio. re strato di preparazione a gesso e A destra: La Croce di Berlinghieri dopo la puli-
Il restauro è stato effettuato nella colla, in modo da ottenere una super- tura.
sede della Galleria Nazionale dal ficie levigata con caratteristiche di A sinistra: La Croce di Berlinghieri dopo il
dicembre 2009 al febbraio 2010. Gli buona assorbenza. Nella preparazione restauro.
esami preliminari hanno focalizzato la ancora fresca l’artista ha inciso diret-
struttura lignea, probabilmente di tamente a mano libera i contorni delle originale e della tecnica esecutiva.
castagno, che è composta da più parti figure, le pieghe principali delle vesti e L’impegno dell’attuale restauro era
assemblate tra di loro seguendo la delimitato le zone da dorare. La suc- quindi teso al recupero delle caratteri-
tradizione costruttiva della scuola luc- cessiva doratura è realizzata con stiche peculiari della Croce del pittore
chese. Su tutto il perimetro dell’opera diverse tecniche a foglia metallica. lucchese.
è stata realizzata direttamente nel La pittura è realizzata a tempera È stato possibile individuare i vari
legno della struttura una modanatura all’uovo con pigmenti finemente maci- interventi precedenti, concentrati
in rilievo che funge da cornice. La nati, come si può percepire dal parti- soprattutto nel bordo perimetrale e
parte corrispondente al viso del Cristo colare tipo di cretto dovuto all’invec- nello spessore della croce. In queste
e all’aureola è sporgente rispetto al chiamento di questa tecnica che zone la rimozione degli strati non ori-
piano dell’opera, i motivi decorativi a forma un finissimo reticolato. Il colore ginali si è rivelata lunga e difficoltosa
rilievo dell’aureola del Cristo sono è stato steso a velatura per le campi- a causa dell’irregolarità della superfi-
stati creati modellando la camotta di ture delle figure e poi in modo più cor- cie, delle molteplici lacune degli strati
lino incollata al legno di supporto. poso a punta di pennello per tracciare pittorici, della delicatezza della camot-
Dall’esame della struttura si deduce in forma grafica le figure, le luci e le tatura a vista e della presenza del
che la croce nasceva per essere pog- ombre. frammentario strato rosso originale. È
giata su una traversa o su un altare, Il degrado del supporto si innesta stata inoltre rimossa una sottile tela
mediante una struttura a incastro, su una scelta originaria di materiali precedentemente applicata in alcune
come indicano la svasatura dell’estre- non ottimale per taglio e stagionatura; zone dove l’irregolarità della struttura
mità inferiore della croce e gli anelli e si riscontrano inoltre estesi attacchi di lignea era maggiore e che debordava
i ganci sulle traverse e sui bracci, utili insetti xilofagi e bruciature nella parte ampiamente sugli strati pittorici origi-
a tensionare i tiranti che ne permette- inferiore e sul retro che contribuisco- nali mascherando in parte il profilo
vano la leggera inclinazione. Secondo no al generale indebolimento della della cornice.
la tradizione dell’epoca, sull’intera struttura. Questa situazione ha por- L’eliminazione degli strati di vernice
superficie è stato prima steso uno tato, probabilmente nel XIX secolo, a e delle riprese pittoriche, realizzata
strato di preparazione bianca, sul rinforzare la struttura con l’inseri- sulla base di quanto selezionato con
fronte è stata poi applicata una inca- mento di angolari di ferro e con la opportuni test, ha permesso di recu-
mottatura realizzata con una tela con sostituzione della traversa centrale perare in pieno le caratteristiche origi-
trama a nido d’ape intessuta fitta- con una staffa metallica. nali della pittura a tempera all’uovo
mente, il retro e lo spessore della La superficie pittorica appariva com- che risultava deturpata dagli strati
croce sono invece stati coperti da una promessa dalla presenza di estese ridi- scuri ad effetto smalto.
stesura di colore rosso. pinture e spesse vernici ossidate, oltre
Sul supporto tessile applicato sul che da sporco d’ambiente tale da impe- Daniele Ferrara, Chiara Merucci,
fronte è stato quindi steso un ulterio- dire la corretta lettura del cromatismo Sandra Pesso

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