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NARCISO E BOCCADORO, Hermann Hesse

Quei pochi che all'occasione sorridevano della semplicità dell'abate erano tanto più incantati di
Narciso, il fanciullo prodigio, il bel giovane dal greco elegante, dall'inappuntabile contegno cavalleresco, dallo
sguardo calmo e penetrante di pensatore, dalle labbra severe e ben disegnate. Gli eruditi amavano in lui la
straordinaria conoscenza del greco, quasi tutti la nobiltà e la finezza; molti ne erano innamorati Ma la sua
taciturnità, il suo dominio sopra se stesso, le sue maniere eccessivamente compiute urtavano taluni.
Abate e novizio portavano ciascuno a modo suo il destino dell'eletto, ciascuno a modo suo dominava
e soffriva. Sentivano fra loro un'affinità e un'attrazione reciproca più forte che verso tutti gli altri ospiti del
convento; e tuttavia non riuscivano ad avvicinarsi, a scaldarsi l'uno accanto all'altro.

…Non si poteva dir nulla contro di lui: era perfetto, era superiore a tutti. Ma pochi gli diventavano amici
davvero, tranne gli eruditi; la sua distinzione lo circondava come un'atmosfera di gelo…

- Perdonate, padre, non mi rendo conto con tanta precisione dei miei desideri. Le scienze mi daranno
sempre piacere: come potrebbe essere altrimenti? Ma non credo che esse debbano diventare il mio unico
campo. Non sono sempre i desideri a determinare il destino e la missione di un uomo: ci può essere
qualcos'altro, di predestinato.

- Perché hai questa convinzione? - domandò esitando il vegliardo. -Quale tua particolarità, oltre alla
dottrina, ti dà questa convinzione?
- La particolarità, - rispose Narciso lentamente, - di possedere un'intuizione dell'indole e della
vocazione degli uomini; non solo della mia, ma anche di quella degli altri. Questa proprietà mi costringe a
servire gli altri, dominandoli. Se non fossi nato per la vita monastica, dovrei diventare un giudice o un uomo di
stato.

ed ecco ora questo maestro straordinariamente giovane, serio come un erudito, e fine come un
principe, con una voce così dominata, fredda, positiva, avvincente Pieno di gratitudine, Boccadoro diede
ascolto a quello di cui si parlava, senza tuttavia comprendere subito. Provò un senso di benessere. Era
arrivato in mezzo a gente buona ed amabile, ed era pronto ad amarla e a fare di tutto per guadagnarsene
l'amicizia.

Continuava ad osservare il giovane maestro, compiacendosi della sua figura diritta e slanciata, del
suo occhio freddo e lampeggiante, delle sue labbra energiche che spiccavan le sillabe con precisa chiarezza,
della sua voce alata, instancabile.