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Ciclo ad assorbimento acqua-ammoniaca

di Luigi Bianco
Analisi del ciclo ad assorbimento delle macchine frigorigene, ossia delle
macchine che producono una potenza frigorifera a partire da una potenza
termica resa disponibile da una sorgente calda, a differenza di quanto accade
per le macchine a compressione di vapore che utilizzano lavoro meccanico.

Università: Politecnico di Torino


Facoltà: Ingegneria
Corso: Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio
Esame: Tecniche del freddo e criogenia
Docente: Silvi
Luigi Bianco Sezione Appunti

1. Ciclo ad assorbimento acqua-ammoniaca

Le macchine frigorigene ad assorbimento sono delle macchine che producono una potenza frigorifera a
partire da una potenza termica resa disponibile da una sorgente calda, a differenza di quanto accade per le
macchine a compressione di vapore che utilizzano lavoro meccanico.
Il compressore meccanico del fluido del ciclo inverso è sostituito da un complesso assorbitore-generatore. Il
primo componente detto assorbitore, attraverso un solvente, permette di portare in soluzione il fluido
refrigerante che pertanto si mantiene ad una pressione bassa; il componente generatore, col riscaldamento
della soluzione, riemette il soluto ad una pressione superiore a quella ottenuta nell’assorbitore.
Questo ciclo richiede che il fluido frigorigeno sia solubile in un solvente con una notevole variazione di
pressione di vapore in funzione della temperatura. Nel caso in esame il soluto è ammoniaca e il solvente
acqua.

Del ciclo ad assorbimento raffigurato si intende:

. Determinare capisaldi, rapporto di circolazione e portate.


. Rappresentare sul diagramma entalpia – concentrazione il ciclo e le energie scambiate.
. Determinare il numero di piatti teorici.
. Effettuare l’analisi di primo e secondo principio del ciclo.

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2. Analisi del ciclo


Dati di progetto

I calcoli sono svolti a partire dai seguenti dati:

Determinazione capisaldi e rapporto di circolazione

Si procede di seguito a esporre le modalità con la quale si determinano i capisaldi e il rapporto di


circolazione di macchina. Si fa riferimento al diagramma h allegato per la visualizzazione dei punti trovati e
alle procedure grafiche per determinarli.

Punto 2

La temperatura al punto 2 è nota, ed è pari a 35°C. La concentrazione di ammoniaca nella parte tradizionale
di impianto è D con valore 0,99. E' conveniente avere nel punto 2 liquido sottoraffreddato. Da queste
informazioni il punto 2 è facilmente individuabile sul diagramma h. E' necessario a questo punto scegliere
un valore di pressione per il quale il punto 2 è un punto di liquido sotto raffreddato; tale pressione è la
pressione di condensazione pH. Si adotta la pressione la cui relativa isobara è immediatamente al di sopra
del punto 2 (15 bar).

Punto 1

Il punto 1 è individuabile sul diagramma h come vapore saturo alla pressione pH e concentrazione D . Il
punto 1 si troverà sulla linea di rugiada e la temperatura in tale punto è ottenibile mediante l'utilizzo della
curva ausiliaria relativa alla pressione pH.

Punto 3

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La valvola di laminazione nella parte tradizionale è attraversata dalla portata mD di concentrazione D,
laminando e portandosi dalle condizioni 2 alle condizioni 3. La laminazione vede conservarsi entalpia e
concentrazione, di conseguenza il punto 3 coinciderà sul diagramma h con il punto 2.
Ovviamente la pressione è pL. Tale pressione è una scelta progettuale (anche se in questo caso nota): è
conveniente termodinamicamente avere una pressione molto bassa, ma problemi di carattere tecnologico
richiedono che questa sia superiore alla pressione atmosferica. Per tali ragioni è stata assegnata una
pressione di 1,2 bar. Il titolo in questo punto è calcolato come:

Ove hLS e hVS sono rispettivamente l’entalpia di liquido e vapore saturo, che si determinano
semplicemente intersecando la retta D con le linee di bolla e di rugiada per la pressione pL

Punto 4

Il punto 4 rappresenta le condizioni all’uscita dall’evaporatore. Essendo D<1 si avrà un temperature glide.
Tale effetto sarà rilevante nell’ultima parte dell’evaporazione, quando l’acqua, meno volatile
dell’ammoniaca, comincerà ad evaporare. L’evaporazione non può essere completa poiché la temperatura
del vapore saturo alla pressione pL è maggiore della temperatura di cella. Di conseguenza l’evaporazione è
fermata quando la temperatura ha raggiunto il valore di -23°C. Il punto 4 si individua intersecando
l’isoterma T4, costruita con la linea ausiliaria relativa alla pressione pL con la verticale isoconcentrazione.
Allo stesso modo di quanto visto per il punto 3 il titolo si calcola come:

Punto 5

Il punto 5 identifica le condizioni della portata mR in uscita dall'assorbitore. La temperatura in tale punto è
fissata (35°C) e lo stato termodinamico corrispondente è necessariamente quello di liquido sottoraffreddato,
poiché la portata dovrà entrare nella pompa. La concentrazione di ammoniaca nelle è detta concentrazione
della miscela ricca (R) ma il suo valore non è noto. Anche in questo caso il suo valore sarà una scelta
progettuale, in ogni caso minore di una concentrazione limite. Tale concentrazione massima è la
concentrazione corrispondente a quella a cui si ha del liquido saturo alla pressione pL (punto K sul grafico
h). In questo caso si è assunta una R pari a 0,25. L'intersezione della verticale isoconcentrazione R e
l'isoterma T5 nella zona di liquido sottoraffreddato definisce il punto 5.

Punto 6

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La portata nelle condizioni 5 viene pompata fino alla pressione pH. Si può verificare che l'incremento di
entalpia dovuto al lavoro di pompaggio è difatti trascurabile rispetto le entalpie in gioco e di conseguenza si
assumerà un valore di entalpia costante durante il pompaggio. Ovviamente la concentrazione è la stessa di
quella del punto 5, e di conseguenza il punto 6 coincide con il punto 5, e lo stato termodinamico sarà sempre
di liquido sotto raffreddato essendo la pressione pH maggiore della pressione pL.

Punto 8

Le condizioni 8 caratterizzano la portata mP di liquido saturo alla pressione pH uscente dal separatore. La
concentrazione di ammoniaca P nella portata nello stato di liquido saturo è detta povera. La temperatura nel
punto 8 è assegnata pari a 160°C. Il punto 8 giacerà sulla linea di bolla in
corrispondenza dell'isoterma T8. Per tale punto passa la verticale isoconcentrazione P che viene quindi
determinata in questo contesto, e risulta essere pari a 0,13.

Rapporto di circolazione

Dai dati fin qui ricavati è possibile determinare il fattore di circolazione. Esso è definito nel modo seguente

Dai dati fin qui ricavati è possibile determinare il fattore di circolazione. Esso è definito nel modo seguente

Tale rapporto e univocamente determinato a partire dalle concentrazioni R, P e D. L'espressione è la


seguente:

La formula, di cui la dimostrazione è omessa, deriva dal bilancio di ammoniaca all'assorbitore.

Punto 9

Le condizioni 9 sono realizzate sottraendo nello scambiatore rigenerativo una certa potenza termica (QSR)
alla portata entrante nelle condizioni 8. Se la superficie di scambio a disposizione fosse infinita la
temperatura del punto 9 raggiungerebbe quella del punto 6. Nel caso reale esiste una differenza di
temperatura fissata a 7°C; la temperatura nel punto 9 è 42 °C.
Chiaramente lo stato termodinamico del punto 9 è quello di liquido sottoraffreddato alla pressione pH.
Il punto 9 è individuato dall'intersezione dell'isoterma T9 e l'isoconcentrazione P.

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Punto 10

La portata mP lamina passando dalle condizioni 9 alle condizioni 10. Come per il caso del punto 3, il punto
10 coinciderà col punto 9. La pressione passa da pH a pL. Si verifica che il punto 10 è nella zona del liquido
sotto raffreddato essendo al di sotto della linea di bolla.

Punto 7

Dall'espressione del bilancio di primo principio applicato allo scambiatore rigenerativo e dalla definizione di
rapporto di circolazione f, si ottiene la seguente espressione

Che può essere riscritta nella forma

Tale espressione ha una valenza grafica molto importante sul diagramma h e ci permette di individuare il
punto 7. E' necessario tracciare la retta passante per i punti 8 e 6: l'intersezione tra questa retta e la verticale
isoconcentrazione D ci permette di individuare il punto A1 la cui importanza sarà sottolineata più avanti.
Segue la tracciatura della retta passante per 9 e per 6, la quale intersecherà l'isoconcentrazione D nel punto
A0. Si ottiene il triangolo 8A9.
L'intersezione tra la verticale R e il segmento 8A0 consente di individuare un punto che si denomina con Y.
Il rapporto di circolazione f è proporzionale alla differenza (D-P), e di conseguenza sul diagramma h il
segmento rappresentante la differenza tra questi valori di concentrazione si può identificare con la lunghezza
f (con un coefficiente di scala 1/(R-P)). Da ciò deriva che il segmento D-R può essere rappresentato dalla
quantità (f-1), mentre R-P dal valore 1. Fissato l'angolo al vertice di un triangolo isoscele il rapporto tra la
base e l'altezza costante: confondendo il triangolo 8-A-9 con un triangolo isoscele si constata che il rapporto
dei segmenti (8-9)/f è pari, per la proprietà dei triangoli enunciata al rapporto (Y-6)/(1-f), e di conseguenza
per l'espressione sopra riportata, il punto Y coincide con il punto 7.

Entropia

I valori di entropia sono ricavabili dal diagramma s. Per i punti in zona bifase è necessario tracciare le
isoterme relative alle diverse pressioni. L'entropia dei punti 3, 4 e 7 si calcola a partire dal titolo
termodinamico e l'entropia del vapore e del liquido saturo con concentrazione D.

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3. Capisaldi ricavati da diagramma


Nella tabella seguente sono riassunte le variabili termodinamiche in ogni punto del ciclo oggetto di analisi.

Energie scambiate

Il funzionamento del ciclo è reso possibile dallo scambio di flussi di energia sottoforma di calore. Questi
flussi sono scambiati dal fluido circolante con l'ambiente, la sorgente calda e la sorgente fredda. Volendo
rappresentare l'energia scambiata sul diagramma h è necessario riferirsi ad una determinata portata. Risulta
comodo esprimere il calore scambiato rispetto alla portata mD. Da questa scelta si ricavano dei valori di
energia per unità di massa, i quali sono rappresentabili sul diagramma h.

Calore scambiato all'evaporatore

Essendo la portata circolante nell'evaporatore pari a mD il calore scambiato nell'evaporatore tra il fluido
frigorigeno e la cella risulta essere:

Il quale è rappresentabile come differenza delle ordinate di 4 e 3

Calore scambiato al condensatore

Analogamente a quanto visto nell'evaporatore, il calore scambiato dall'evaporatore con l'ambiente è

Il quale è rappresentabile dalla differenza tra 1 e 2 sull'asse delle ascisse.

Calore scambiato nell'assorbitore

All'interno dell'assorbitore convergono diverse portate in differenti condizioni. Ricordando la definizione di

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rapporto di circolazione il bilancio di primo principio applicato al sistema assorbitore può così essere
formulato

La quantità f(h10-h5) può essere rappresentata geometricamente sul diagramma h facendo uso di un punto
ausiliario B di entalpia pari ah h10 e concentrazione R. Se individuiamo un nuovo punto ausiliario C, in
corrispondenza del valore h10 per l'entalpia e D per la concentrazione, si individuano i triangoli simili 5-10-
B ed A0-10-C, le quali altezze sono rispettivamente quantificate con 1 ed f.
Dalle proprietà dei triangoli simili risulta che

di conseguenza

Il quale è rappresentabile come differenza tra le ascisse di 4 e A0.

Calore scambiato nello scambiatore rigenerativo

Dall'espressione del primo principio, e mediante la definizione di f si ricava:

Da quanto esposto per la determinazione del punto 7 si ricava che la differenza delle ordinate di A0 e A1 è
pari a qSR essendo sul diagramma h il triangolo 6-8-7 simile al triangolo A1-8-A0. Dunque:

Calore scambiato nel separatore/generatore

In questo componente si individuano due flussi di calore distinti: applicando il primo principio si
puòdeterminare solo il calore netto scambiato dal componente con l'esterno. L'espressione è la seguente:

Costruendo i punti E ed F come intersezione tra l'orizzontale h8 costante e le concentrazioni R ed D si


verifica che la differenza di entalpia (h8-hA0) coincide con la quantità f(h8-h7). Sostituendo e semplificando
si ottiene

Che è rappresentabile sul diagramma h come differenza tra le coordinate verticali di 1 ed A1.

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Volendo rappresentare esclusivamente il calore che la sorgente calda deve fornire è necessario far uso della
nozione di poli di distillazione, che rappresentano lo stato termodinamico delle portate mD ed mp se la
separazione della portata mR potesse avvenire adiabaticamente.
All'interno del separatore il calore qD è sottratto presso la testa della colonna. Si identificano le condizioni
della portata mD di concentrazione D prima di questo raffreddamento con le condizioni P,che rappresentano
un polo di distillazione. Ovviamente si avrà che hP sarà maggiore di h1 e che qD è la differenza tra queste
due entalpie.

Il polo di distillazione è una scelta progettuale, che influenzerà la struttura del separatore come si vedrà in
seguito. In questo caso si è scelto il polo P in corrispondenza del valore di entalpia 2000kJ/kg. Sostituendo
l'espressione di qD appena determinata si arriva al risultato:

che è rappresentabile sul diagramma h.


Applicando il primo principio al separatore adiabatico ideale, denominando con P' le condizioni
termodinamiche del secondo prodotto del separatore si ottiene la seguente relazione:

Graficamente ciò corrisponde a tracciare una retta passante per 7 e P: l'intersezione di questa con la verticale
isoconcentrazione P rappresenta il secondo polo di distillazione P'.

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4. Risultati
Le procedure di calcolo ricavate dall’applicazione dei primo principio della termodinamica ai vari
componenti della macchina portano ad avere i risultati riassunti nella tabella seguente

Calcolo delle portate

La portata mD circolante nella parte tradizionale è determinata a partire dai fabbisogni dell'utenza.
Dai dati risulta che questi sono pari a 10 kW.

La portata risulta essere pari a 9,3 g/s. Da questa si determinano le restanti portate individuabili nella
macchina:

Tali portate risultano essere rispettivamente 66,67 g/s e 57,36 g/s.

Potenze scambiate e rendimento

Moltiplicando la portata mD per i calori scambiati per unità di massa si ottengono le corrispondenti potenze.
I risultati sono contenuti nella tabella seguente.

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Il rendimento di primo principio vale 0,395 ed è espresso come:

Il lavoro della pompa è considerato trascurabile.

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5. Determinazione del numero di piatti teorici


La distillazione all'interno del separatore avviene favorendo l'evaporazione dell'ammoniaca, la quale ha una
tensione di vapore più alta ma comunque confrontabile a quella dell'acqua: tale situazione rende necessario
l'utilizzo di una colonna di distillazione . Supposte condizioni ideali, in ogni piatto si raggiungerà un
equilibrio tra la fase vapore e la fase liquida, e i fluidi saranno saturi. Le cadute di pressione sono trascurate.

Per determinare il numero dei piatti teoricamente necessari alla distillazione della portata mR fino ad
ottenere la portata mD con concentrazione D è necessario dividere la colonna di distillazione in una sezione
di arricchimento, ove sarà sottratto il calore |qD|, ed una sezione di esaurimento dove sarà somministrato il
calore qB.

Sezione di arricchimento

Con riferimento alla superficie di controllo rappresentata in figura, la quale racchiude la sezione di
arricchimento, ricordando l'espressione di qD, il bilancio di massa e di energia permette di ricavare la
seguente espressione

Ove

V rappresenta le condizioni del vapore saturo;


L rappresenta le condizioni liquido saturo;
P identifica il polo superiore di distillazione.

Si fa notare che all'interno del separatore non vi è solo una coppia di V ed L, poiché si identificano diverse
portate, ognuna caratterizzata da una concentrazione di ammoniaca diversa e dunque stati differenza in

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corrispondenza della saturazione.

La relazione è valida per tutti i piatti, ed indicando con k il generico piatto questa si presenta nella forma
seguente

Graficamente tale espressione è rappresentabile con un segmento congiungente i punti LK,VK e P. Per il
piatto più alto (1° piatto) è noto il punto P, mentre il punto L1 è ricavabile dalla condizione di equilibrio
termodinamico tra il vapore saturo prodotto dalla colonna nelle condizioni D (coincidenti con le condizioni
1) e il liquido saturo nelle condizioni L1; in altre parole L1 e D giacciono sulla medesima isoterma. Il punto
V1 si troverà per quanto detto sulla congiungente L1-P in corrispondenza della curva di rugiada. La portata
V1 è a sua volta in equilibrio termodinamico con il liquido in condizioni L2. Tracciando l'isoterma si
determina L2 e di conseguenza V2. Si itera tale procedura fino a quando la retta passante per i punti LK e P
si trova a destra della retta polare. La scelta arbitraria di P conduce ad avere tre piatti teorici.

Sezione di esaurimento

Con riferimento alla superficie di controllo rappresentata in figura, la quale racchiude la sezione
diimpoverimento, il bilancio di massa e di energia permette di ricavare la seguente espressione

Ove P' identifica il polo inferiore di distillazione. Tale relazione è valida per ogni n-esimo piatto:

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Come nel caso della sezione di arricchimento, graficamente tale espressione è rappresentabile con un
segmento congiungente i punti Ln,Vn e P'. Per il piatto più basso è noto il punto P', mentre il punto VN è
ricavabile dalla condizione di equilibrio termodinamico tra esso ed il liquido saturo prodotto dalla colonna
nelle condizioni B (coincidenti con le condizioni 8); in altre parole VN e B giacciono sulla medesima
isoterma. Il punto LN si troverà sulla congiungente VN-P' in corrispondenza della curva di bolla. La portata
LN è a sua volta in equilibrio termodinamico con il vapore saturo in condizioni VN-1. Tracciando l'isoterma
si determina VN-1 e di conseguenza LN-1. Si itera tale procedura fino a quando la retta passante per i punti
Ln e P' si trova a sinistra della retta polare. Il procedimento porta a determinare un numero di piatti teorici
pari a tre.

Si sottolinea che nella realtà la condizione di equilibrio termodinamico richiederebbe un tempo di contatto
tra le fasi vapore e liquido tendenzialmente infinito. Di conseguenza il numero dei piatti teorici risulta essere
un limite inferiore ai piatti realmente necessari.

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6. Analisi di secondo principio


L'analisi di secondo principio può essere effettuata sia a livello di macchina che di componenti.

Analisi globale

Per quanto riguarda i flussi di energia scambiati con l'esterno dai vari componenti gli unici ad essere
caratterizzati da un valore di exergia non nullo sono i flussi scambiati all'evaporatore e al generatore, che
coincidono rispettivamente all'exergia ottenuta e spesa (si continua a trascurare il lavoro della pompa)

L'exergia distrutta è data dalla differenza tra i due valori di exergia. La tabella che segue riporta i valori di
exergia sia in termini specifici che di potenza.

Il rendimento di secondo principio vale 0,247 si ottiene dal rapporto:

Analisi per componente

Per quanto riguarda i componenti, il lavoro perso su ognuno di essi si determina con un bilancio di exergia.
Le espressioni finali sono le seguenti:

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I corrispondenti valori di “potenza persa” si ottengono come prodotto del lavoro perso per la portata mD. Il
risultato dei calcoli è di seguito riportato.

Il valore del lavoro perso ottenuto secondo le due modalità differisce in quanto il calcolo per componente è
reso possibile dall'utilizzo dei valori di entalpia ed entropia ottenuti dal diagramma h s , la cui lettura è
difficoltosa, e dunque caratterizzata da errori.

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7. Considerazioni finali
Il confronto tra una macchina frigorifera ad assorbimento con una a compressione di vapore non può essere
effettuato in termini di energia. Se si esegue un confronto tra i rendimenti energetici ottenuti per le macchine
dell'esercitazione 2 si può apprezzare che la soluzione proposta dalla macchina ad assorbimento è dal punto
di vista termodinamico non conveniente, considerando anche il fatto che la temperatura della sorgente è
bassa. Con una sorgente a temperatura più alta il rendimento exergetico peggiorerebbe ulteriormente. La
soluzione risulta essere conveniente solo dal punto di vista economico nel caso si disponga calore residuo da
un processo, o nel caso in cui tale energia sia "gratuita".

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Indice
1. Ciclo ad assorbimento acqua-ammoniaca 1
2. Analisi del ciclo 2
3. Capisaldi ricavati da diagramma 6
4. Risultati 9
5. Determinazione del numero di piatti teorici 11
6. Analisi di secondo principio 14
7. Considerazioni finali 16