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Iarbor I

Presented to the

LIBRARY ofthe

UNIVERSITY OF TORONTO
from

the estate of

GIORGIO BANDINI
e. E. GEORGES

DIZIONARIO
DELLA

LINGUA LATINA SECONDO

LA SESTA ED ULTIMA EDIZIONE TEOESCA


CON

PREFAZIONE ED AGGIUNTE DELL'AUTORE


.•M UNTE APPOSITAMENTE PER L'eDIZIONE ITATJANA

VOLUME I

DIZIONARIO LATINO-ITALIANO
TK/il»LZI01ii: con A<;iABUi«Tff:
COKDOITA DA

FERRUCCIO CALONGHI
Terza Tiratura

TORINO
ROSENBERG & SELLIER
LIBI! E RI A l.YTRItXA ZIOXALK
3 — VIA EOGir40-3
1898.
»r^

C. E. GEORGES

DIZIONARIO

LATINO-ITALIANO
SECONDO

LA SESTA ED ULTIMA EDIZIONE TEDESCA

CON

PREFAZIONE ED AGGIUNTE DELL'AUTORE


SCRITTE APPOSITAMENTE PER l'eDIZIONE ITALIANA

TKA»UZIO.¥E CO^ A4^<ilLraTE

C0^ UDITA DA

FERRUCCIO CALONGHT
'S,
.T%.

Tory.» Tiratura

7» / Vi r^ '

TORINO
ROSENBEP.G & SELLIER,
LIUTERIA IXTBIIXAZIOXALE
3 — VIA BOGINO — 3
189 8.
— VI —
servito grandemente per questa compilazione e spesso mi hanno cou-
aotto a risultati affatto diversi di quelli a cui giunsero questo o quel
compilatore di un cosidetto Dizionario ad uso delle scuole, attinto a
più aride fonti. Questo Dizionario vanta quindi sugli altri lavori di
simil genere un numero considerevolmente maggiore di vocaboli, che
hanno ogni ragione di figurarvi. Il materiale lessicografico è elaborato
come nel mio Lessico Completo; soltanto, dato lo scopo speciale di
questo libro, la trattazione di qualche vocabolo è talora più ristretta,
talora più diffusa, a seconda dei casi ; e di più, quando mi parve ne-
cessario, ho variato del tutto anche la disposizione della materia sotto
qualche vocabolo. Bei nomi propri ho registrato soltanto quelli che
occorrono negli Scrittori letti nelle scuole od in qualcuna delle loro
opere.
Le esigenze della scienza m'hanno suggerito numerosi emendamenti
ed aggiunte, che ho introdotto in questa edizione italiana.
Possa questo Dizionario, giunto in Germania alla sua sesta edizione
e tradotto due volte in Olandese, ottenere il favore delle scuole italiane.

Gotha, Gennaio 1891.

Vì\ov. D." e. E. GEORGES.


PREFAZIONE DEL TRADUTTORE

Il Dizionario, di cui presentiamo la traduzione italiana, è il Piccolo


Dizionario Latino-Tedesco di C. E. Georges (1), da non confondersi
col Dizionario Comjjleto (2) del medesimo Autore. Abbiamo omesso
nel titolo la parola piccolo, dietro varie considerazioni della Casa Edi-
trice e coll'assenso dell'Autore.
Mi dispenso dallo esporre metodo seguito dall'Autore nella com-
il

pilazione di questo lavoro; chi si occupa con amore di studi classici,


conosce le opere lessicografiche del Georges e crediamo plaudirà agli
Editori sigg. Rosenberg e Sellier, che ne vollero fornire una traduzione
per le Scuole Classiche Italiane.
Non è che i Dizionari latino-italiani che ora corrono per le mani dei
giovani, non. abbiano i loro meriti; basterebbe la considerazione che
i più moderni fra essi sono compilati in gran parte sul Porcellini De-Vit.
Ma appunto per ciò, meritava di essere tradotto in Italiano questo Les-
sico, condotto con un metodo alquanto diverso, elaborato accuratamente
e direttaynente sidle fonti, e che nell'interpretazione dei passi citati ha
altresì fatto suo prò delle molteplici edizioni annotate ed interpreta-
zioni sparse di Classici latini stampate in Germania. La parte poi che
riguarda i nomi propri, sia mitologici che storici e geografici, coi ri-
spettivi derivati, figura, soltanto in parte, in uno solo dei dizionari
scolastici latino-italiani: essa, oltre ad essere utile sempre, è talora neces-
saria, particolarmente per tradurre passi che contengono i cosidetti
derivati. Lo stesso si dica delle brevi dichiarazioni archeologiche ap-
poste ai nomi esprimenti cariche, uffici, e specialmente magistrature e
magistrati; usi speciali, come feste, cerimonie religiose e via dicendo:
e finalmente dei moltissimi termini tecnici.

(1) Kleines Lateinisch-Deiitsches JSandivorterbueh — 6» edizione, Lipsia, 1890.


(2) Ausfuhrliches Hatidworterbuch, ecc. — 7" edizione, Lipsia, 1879-80.
— vili —
Le aggiunte che ho inserito qua e là non hanno la pretesa di col
mare lacune dell'originale tedesco, ma soltanto di rendere il lavoro
più chiaro e profìcuo per le nostre scuole. Talora ho aggiunto l'intera
traduzione di passi dilTìcili; di spesso ho apposto l'indicazione nume-
rica dei passi, particolarmente là ove la traduzione datane dall'Autore
si scostava dalla comune interpretazione accolta nelle migliori edizioni
itahane; anzi, in quest'ultimo caso, ho aggiunto spesso tra parentesi
rinterpretazione comune. Qualche volta ho ritoccato, col consenso del-
l'Autore, qualche vocal)olo, servendomi specialmente del Lessico Com-
pleto nominato di sopra.
L'opera mia è stata lunga e faticosa: affinchè la traduzione rispondesse
bene all'originale, ho dovuto , fra le altre cose, raff"rontare la maggior
parte dei passi nei rispettivi Autori.
Da parte loro, i solerti Editori non hanno risparmiato alcuna cura,
acciocché l'edizione italiana non riuscisse inferiore, per la nitidezza della
stampa e la molteplicità dei caratteri, all'edizione tedesca, in ciò coadiu-
vati dalla spettabile Tipografìa dei sigg. Camilla e Bertolero.
Se gli egregi e benevoli Colleghi ci aiuteranno, e vorranno esserci
cortesi di osservazioni ed -aggiunte, ne terrò conto per la seconda edi-
zione, che, pel bene degli Studi Classici, oso sperare non lontana.
Intanto ringrazio di tutto cuore i chiarissimi Professori, che mi pre-
starono il loro valido aiuto nel lungo e difficile lavoro, ed in ispecial
modo il mio caro e dotto amico Prof. Pietro Rivoire, che' cooperò
altresì grandemente alla correzione delle bozze (1).

Torino, Febbraio 1891.

F. CALONCUII.

(1) Einsrrazio i chiarissimi Professori L. V., E. G. e G. G., pei loro benevoli articoli in-
seriti rispettivamente nella Gazzetta Letternria (1890, n" 17), nella Bihliotica delle Scuole
(anno 1", u. 19), nell'eco delle Scuole (nei numero del 1" luglio 1889 ed in altri), nonché
i numerosi Giornali, che, facendo cenno di questa pubblicazione, mentre usciva a dispense,

ebbero anche per •me lusinghiere parole.


A

1. .4, a, prima lettera deir alfabeto latino. prossima deìimìtnzione a circoscrizione della
— Come abbreviazione : &)còmesigla dinonie provenienza : a.) da parte di, riyuarUo a, in,
proprio, comun. corrispondente al prenome ab senatu desperare, Cic: tiinere ab alqo, Cic:
Aulus. b) nel computo degli anni, Annus, laborare ab alqa re, Caes.: fii-mus abequitatu,
comun. =Anno, p. es. A. U. C. anno urbis = Piane in Cic: inops ab amicis, Cic: medio-
condì tae. criter a doctrina instructus, Cic: ab omni
2. a, sib, abs, prep. colVabl. (affine ad laude felicior, Cic: quindi servus a pedibus,
ànó), col concetto fondamentale dì, 2)artenza lacchè, Cic: a manu, scrivano, Suet. P) di
da un punto; da (contrapposto allo ad a), = fronte a, davanti a, custodire ab alqo, Cic: ta-
1) di luogo : A) per indicare il punto iniziale tus a periculo, Caes. C)per indicare il punto
di un moto, 1 ) propr., per indicare il luogo o di lontananza nello stato, il punto della di-
la persona da cui si prendono le mosse, da.,, stanza, 1) propr., da, con abesse, distare e
via da... redire a foro, Plaut., a Caesare, Cic: sim. (V.); coi nuìnerali, distante di, ab milibas
fuga ab urbe, Cic: quindi ab ad, da... fino
. . . passuum duobus, Caes, 2) trasl.: a) generic,
a..., Cic: e così usque ab .ad, ovv. in, Cic
. . con dissentire, discrepare, alienum esse e sim.
2) trasl.: a) per indicare la persona da cui (V.), nella locuz. non ovv. haud ab re, non
si prende o si deriva q.c, da, emere ab alqo, inutile, vantaggioso, Liv. h)per indicare V or-
Sen.: solvere ab alqo, per mezzo di quale, (un dine ed il grado, dopo, parteìuio da, partic.
banchiere, ecc.), Cic: cognoscero e discere ab dopo aggettivi ordinali, quartus ab Arcesila,
alqo, Cic. h)per indicare la stirpe, Vorigiìie, Cic. Il) di tempo: A) coli' indicazione del
esse a M. Tullio, discendere da 31. Tullio, Cic; punto di partenza, da, ab bora tertia, Cic: a
ma esse a Zenone, essere della Scuola di Ze- condiscipulatu, Xep.: ab initio, da principio,
none, Cic: legati ab Ardea, Liv.: di origine Cic: coir indicazione del punto d'arrivo (con
etimologica, nomen invenisse ab alqa re, Cic: e ad, in, usque ad), p. es. ab bora septima ad ve-
per indicare la ragione, il motivo, V impulso, sperum,Caes. B) coli' indicazione del punto
per, in catuia dì, ab singulari amore, Balb. d'allontanamento, di lontananza, da, ab urbe
in Cic: ab obsidione, Liv. e) per indicare il condita, dalla fondazione di Boma Cic : ,

tutto di fronte alla parte, di, fra, unus ab tertio abs te die, tre giorni dopo che ci la.
novissimis, Caes. d) per indicare fautore o la sciammo, Cic. —
In composizione = da, via.
causa efficiente, di, da, per, per ntezzo di; anche abaclus, iìs, m. (abigo), u condur via (l'ar..
in seguito a, con verbi passici ed intransitivi, mento, il gregge), abigeato, PHn. pan. 20, 4.
ìnterfici, iuterire ab alqo, Cic: perire a morbo, abiicu!», i, m. (à^ag), tavola divisa a
Nep.: con sost., plaga ab amico, Cic: con ag- mo' di scacchiera, originariamente coìi cifre
gett., pieni animorum ab pristini diei meliore (ABr), opp. asse della tavola coll'orlo rile-
occasione, Liv.: talora coi gerundivi invece vato, a) come tavoliere, tavola da giuoco, Suct.
del dativo, specialmente quando precede già 'h)come tavola di lusso, a mosaico, posta come
un dativo, fortis et a vobis conservandus vir, ornamento nelle camere, per sostenere vasi
Cic: quibus (civibus) est a vobis consulendum, ed oqfi etti preziosi, Cic.
Cic. B) per indicare il punto d'inizio, di abalTèiisllTo, ùnis, f. (abalieno), aiieìia-
partenza, di una direzione: l) propr.: a.) da, mento, espropriazione, Cic top. 28.
spesso anche corrispondente al nostro a, in; ab-alivno, avi atum, are, alienare, I)
,

a supero mari, Cic: a puppi religatus, Cic: propr., dar via, allontanare da sé, detto partic.
a labris, Caes. b) dalia parte di, ad, in, da, di un possesso, espropriare, vendere, cedere
ab Eurota, Cic: a fronte, Caes.: ab occasu {contr. conservare), Cic. II) trasl.: a) ge-
et ortu solis, ad Occidente e ad Oriente, neric: abalienati jure civium, privati óìel di-
Liv. 2) trasl. a) per indicare la persona
: ritto di cittadinanza, Liv. b) alienare, allon-
per la quale, in prò della quale si fa una tanare, far ribellare, rendere indifferente (contr.
cosa, stare, facere ab alqo, dalla parte di alqra araicura facere), alqm ovv. aniraum,
qualcuno, in vantaggio di quale, per quale, Cic^:alqm ovv. voluntatem alcjs ab alqo, Cic.
(contr. centra od adversus alqm), Cic: così Abii<<>,bantis, m. ('X'^t-z,,Abante,re di
anche diceve ab reo. Cic: ab innocentia cle- Argo, padre di Acrisio, avo di Danae ed
mentissim US, j)er, ecc., Cic. h]per una piic Atalante. —
Ber iv.: A) .^.bauluus^ a, uni

Qeorges-Calonghi, Dizionaria latino-italiano


3 abaTUB a\)eo 4

('Apàvxsiog\ pertinente ad Abante, Abanteo. mam Macedoniam, Cic: se rus, Ter.: e se in


B) .IbanlTìidés, ae, m. ('ApscvxtàòYjs), un bibliotliecam ovv. in litteras, Cic: e se litteris,
Abanziude, cioà SUO figlio Acrisio 6 il pro- Cic: nel part. perf. pass, (mediale) abditus,
nipote Perseo. lungi daWuntano consorzio, ritiratosi a vivere,
aba\U»i, m. (avi avus), nonno del nonno,
i, in tectis silvestribus, Cic: agro, Hor. P) aiion.
ttimtioio, Cic: talora in significato generale ianare = esiliare, alqm in insulam, Tac. IIj.

;= aro, (lutenato, S'CU. col concetto accessorio del nascondere, nascon-


.4k(liiloiiyiiiii-S i. "i- ('Ap5aX(óvu{iog), dere, occultare, fcrrum intra vesteni o sempl.
Abdu/oniino, posto comc re u Sidone da Ales- veste, Liv.: se post nuiceriam, Liv.: se in prò-
iun'lro il Grande. ximas silvas, Caes.: se in suis tectis, Liv.: ab-
Abdóra, n. ('Ap5v;pa, xà), Abdera,
Urum, diti in tabornaculis. Caos.: in silvis abditos la-
città della Tracia, secondo alcuni oggi Po- tore, Cae?.: in silvam Arduennam abditi, Caos.:
listilo, famosa per la borghigianeria dei cultrum sub veste abditum Labore, Liv.: Am-
suoi abitanti; di qui Tesprtssione hic Ab- pbiarae sub terram abdite! Cic: ascensus ab-
dera, Cic. =
Ber ir.: Aj .4Inlérilé<!i, ae, ditus a conspectu, Liv.: trasl., tener nasconto,
m. CA^SYjpixr;;), di Abdera, Abdorite. B) \h- occultare q.c. alla mente, alVunimo, illuni,
(Ic l'Ila II 11$, a, UHI, Abderitano stolto. = quom abdis, Cic: abdenda cupiditas erat, Liv.
abdìealio, ònis, f. (1. abdico), u dinfaì-si abdollleil, mìnis, n., ventre, pancia, ad-
di q.c. di quale; di mi figlio (tìlii abdicatio), dome, sede dei bassi piaceri sensuali, Cic. ed a.
eacciiirlo dalla casa paterna (e diseredarlo), abdueo, duxi, ductum, ore, comlur via, ac-
Sen. rhet. — dictaturae, rinuncia, Liv, compagnar via, allontanare [contr.adducero),
1. abilieO, avi, àtum, are, allontanare da I) propr.: a) ogg. anim.: alqm ab aratro,
sé quale. <pc,, respingere, id totuill abdico Cic: alqm vi de foro, Liv.: alqm ad cenara.
atque eìcio, Cic. — Fartic, a) disconoscere, Ter.: alqm in servitutem, Cic: armenta, Ov.
scacciare da sé, abdicare alqui fratrem, Liv.: b) ogg. inan.: ritirare, sottrarre, clavein, Plaut.:
e così abd. filium, iiberos, Seu. b) cedere una caput retro ab ictu, Verg. II) trasl., a) ge-
carica, deporta prima del termine legale., ri- neric: alqm ab bis hominibus ad hanc ho- . . .

nunciarvi solennemente, magistratum, Sali.: e minum licentiani, Cic: h) alienare, inimicare,


se niagistratu, tutela, Cic. distaccare uno da un altro, alqm ab alqo, Cic:
ab-dleo, disi, ere, rivocnre, non per- ad se, tirar ale. dalla sua, Cic. e) rimuovere
dar risposta sfacorecole [termine au-
ìnettere, quale, da qualche abitudine, inclinazione,
gurale, contr. ad addicere), Cic. de div. 1, 31. attività e sim., distogliere, alqm ovv. aniraum
abditusi, a, um, part. agg. (abdo), na- ab alqa re, Cic: aciem mentis a consuetudine
scosto, occulto,fuor di vista, appartato, remoto, OCUlorum, Cic d) abbassare, avvilire qualche
I) propr., allo sguardo, in senso materiale : cosa, rendendola simile a qualche altra, ar-
vis abdita quaedam, Lucr.: partic. di luoghi, tom tantam a religionis auctoritate ad mer-
pars aedium, regiones, Sali.: loca, ripostigli, ced^m quaestumque, Cic
Sali.: di persone, abstrusus atque abditus, so- Alleila, ae, f., cittadella Campania ; ora
lingo, lontano dal mondo, Plin. pan.: il neutr. Avella. Deriv.: .4beliangi! comun.
sing. con prep.. con valore di sost. n pro- = AvvIlaillIS, a, um. Avellano, di A. Flur —
fondo, subita ex abdito vasti amnis eruptio, sost., Abellani, orum, m., gli abitanti di A.,
Sen.: neutr. plur. come sost., terrai penitas Avellani,
abdita, viscere della terra, Lucr. Il) trasl.,
le sib-eO, ti, ttura. Ire, andar via, andarsene,
allo sguardo, in senso morale: res abditae et partire [contr. adire, redire, manere) , 1}
obscurae, Cic: res occultae et peiiitus abditae, 2)ropr.: a) generic, abire (uscir dal
assol.,
Cic: voluntas abdita et retrusa, Cic: abditi sentiero, allontanarsi) Cophen jubet, Curt.:
alcjs sensus, Liv. e Tac. Neutr. plur., come — illinc. Cic: ab ilio, Plaut.: comitio, Liv.: ex

sost., abdita rerum, concetti fino ad ora sco- Africa, Sali.: ad alqm in Mauritaniani, Sali.:
nosciuti, concetti nuovi, idee nuove, Hor. art. kinc doaium, Liv.: ex conspectu, di navi,
poet. 49. Caoj. —quindi abi, va, ora per approvare =
abdo, dfdi, dlftuin, oro, mettere in disparte, bene, sta bene, bravo, abi, virum te judico,
porre da parte; p>erCÌÒ toijUere datjU ocelli, dallo Ter.: non es avarus, abi, Hor.: ora con mal
sguardo, allontanare, sottrarre allo sguardo, garbo, va =
via, va via, vattene, Ter.: etiam
ritirare, nascondere, I) in gcn.l hiuC procul tu bine abis? non vuoi ancora andartene ?
abdo faces, Tibull.: pedestres copias ab eo loco Ter.: cfr. quin tu abis in pestom malumque
abditas, Caes. equaru domo, mantenere in
: cruciatum? Cic: abi bine cum tribunatibus
casa.Verg.: virgo abdita (se. turri), rinchiusa, ac rogatiouibus tuis, Liv. b) partirsene, venir
Hor.: argentum abditum terris, ancor nasco- via, riuscire,donatus aboo, Verg. e Plin. ep.:
sto sotto terra, non ancora scavato, Hor.: partic. dell'uscir da un combattimento, pauci
partescorporis contoxit atque abdidit (natura), integri abeunt, Sali, e) ritirarsi da, lasciare
C'ic. p'ict., vultus et caput undis, Ov.: caput
: un impiego, una carica, consulatu, Cic. d) ab-
cristhta casside, coprire , Ov.: lateri capulo bandonare la vita, e vita, Cic: ad deos, Cic.
tenus <.nsem, immergere la spada nel fianco e) detto di tempo (anno, mese, ora, ecc.), pas-
sino all'elsa, Vorg.: e cos'i ferrum in armo sare, trascorrere, finire, Cic. f) di malattie,
ferae, Ov. corpus humi, sepjpellire , Fior.;
: guarire, passare, cessare (contr. remanore),
quinìi aiabdere se in alqm locum, nascon- Cic g) di sentimenti, svanire, sparire, affie-
Uei-si, rifugiarsi, ritirarsi in ijnalcìie luogo, se volirsi, Cic 11) di cose all'usta, all'incanto,
in iiioiites, Verg.: d-tto partic. per ritirarsi sfuggire, non toccare ad alc, ab alqo, Cic II)
dalla società, dall' uiiiuito consorzio, Se in inti- trasl.: a) gensric: ea (Seinprouia) luxuria
5 abequito ablego 6

praeceps abierat, era caduta da una scelle- tutto a q.C. di bene, di male, Cic: abiciamus
ratezza in un'altra, Sali.: non longe abieris, i.sta, lasciamo star ciò, Cic. 2) gettare « terra,
tu non anderrn avanti un pezzo, Cic: pre- calpestare, tenere in ahbiesione, a) avvilire, pri-
ti um retro abiit, è rifiassato. Plin. cp. bj di vare di ogni valore qualc. O q.C, Clc: partic.
abbandonare q.C, perdere, ultontumnsi, a) il sotto il rispetto morale, abbassare del tutto,
filo del discorso, sed abeo a seiisibus, Cic: demoralizzare, umiliare, Clc ablc SO, perdere
([uid ad Jstas ineptias abls? perchè ti perdi ogni vigore inorale, rnidersi vile, Cic Tusc.
in queste bazze'OÌe? Cic. pj nelVagire, nti- 2, "li (c/'r. sotto al n" h). ad umili h) destinare
rtirsi, ritirarsi da q.C, etiarii tu biuc abi.s? degradare, abbassare, COteras animantc.S
uffici,

Cic: impers., ne irrito incepto abiretur, Liv, ad pastum, Cic: e avvilire colla parola, cioè
e) deU'effelto, della riuscita di tin'azione, far apparire dappoco [contr. au.i,'ere, tollcre),
andar a /inire, /iiiire, riuscire, non sIc abirt', Cid: di carattere, SQ abic, avvilirsi, Q,\c. m-
Cic. d) di condizioni, perdersi, andar per- rad. 1,_14.
diito, affievolirsi, svanire, fldcs abiit, Liv.: iUa al»Te^llll«<, a, um, di legno d'abete, Liv.
mea, quae solebas antea laudare... abieruiit, ed a.
ebbero fine, Cic. e) passare, ritornare verso aliTès, ìibYÌ'tis, f., abete (tanto l'albero che
quale. q.C, abit res a Consilio ad vires il la/no), Verg. e Liv. Meton. —
gli og- =
vimque pugnantiuin, Nep.: abire in avi inores getti fatti di legno d'abete, p. es. la nave, la
et instituta =
ritornare, adattarsi ai co- luvria, Verg'.
stumi, ecc., Liv. i passare in q.C, (X.) passare,
\
allibo, ègi, actum, ere (ab ed ago), conàur
andare a finire, terminare in, in quos Sumptus via, lungi, fuori; portar via, cacciar via, a)
abeunt fniotus praediorum ? Cic. p) passare propr., anim.: mu3cas,Cic.: alqm rus. Ter.
CSI.
in =trasformarsi, in silvas, Ov. Partic, a) condur via per furto (rubare), pe-
al>-e(]llTtO, avi, are, andar via, partire, cus, Cic. p) trar fuori, espellere con arte me-
fuggire a cavallo, SvraCUSaS, Liv. 24, 1 10. .'j
, dica, partum, Cic. Y) mandar via, ripudiare,
ìilierralTo, onis. f. (aberro), il distogliersi, Suet. b) trasl.: scacciare, espellere uno Stato,
il distrarsi, a iiiolestiis, a dolore, Cic una condizione, pauperiem, Hor.
s»l>-erro, avi, atum, are, errar lungi, ÌÌImITo, ònis, f. (abeo), V andarsene via, di-
allontanarsi da q.C , I) pvopr.: a patrc, Plaut.: partita, partenza, Comici.
ex agmine, Liv.: pecore, Liv. II) trasl.: a) «7- ahltììs, US, m. (abeo), I) l'andarsene, par-
lontanursi da un termine, da un punto, sco- tenza, dipartita, Cic IIJ ni'ton. tiscita (come
starsene, venir meno a, ab alqa re, Cic. b) per- luogo), Verg. e (al pJur.J Tac
dere il filo del discorso, passare ad altro, Cic: ahic'clè, avv. col compar. (abjectus) in
ad alia, Cic. e) vagare col pensiero, a.) ge- modo ba s s o, a) riguardo alla condizione,
neric: essere distrutto, Aug. in Suet. Claud. 4. bassamente, in condizione volgare, bassa, TaC
P) distrarre,
distogliere la mente da q.C dì b) in signi f. morale, timidamente, in modo pu-
triste, a miseria, Cic: zisato assol., Cic sillanime, con pusillanimità, Cic
alifitre, ahforcin, V. absum. abjoelTOjònis, f. (abicio), il gettar via,
ab-hìn(*, aw., di qui, di qua, I) di luogo, trasl. debilitatio atque abjectio animi tui,
,

Lucr. 3, 9óo. II) trasl.. di tempo, a)co?racc. l'avvilimento e lo scoraggiamento dell'animo


= fa, da questo momento, abh. triennium. tre tuo, Cic. Pis. 88.
anni fa. Ter.: abh. annos XIY, Cic. b) coZZ'abl. abjcj'tus, a, um, part. agg. col compar. e
= priina, abh. XXX
diebus, Cic superi, (abicio), gettato via. in disparte : solo in
ab-llOl'i'cO, horrui, ère, aborrire, farsi in- senso trasl.: l^trascurato, rozzo, pedestre, sena-
dietro tremando, I) per isdcgno, sdegnare, abor- rius, Cic: oratio huinilis et abjecta {contr. ni-
rire,alqm,Cic.: alqd, Suet. Iljper avversione, mis alta et exaggcrata), Cic. 2) vile, basso,
ripugnanza, a,)propr.. indietreggiare davanti a) rispetto alla condizione, al grado, basso,
a q.C =sentir ripugnama di q.C, essere av- volgare (contr. amplus), faniilia, Cic. b) in si-
verso, contrario, non lasciarsi menomamente at- gnif. morale, timido, pusillanime, abbattuto.,
trarre da una cosa, non volerne sapere, ab alqa re, disperato, Cic. c) del Carattere = spregevole,
Cic: alqa re. Curt.: assol. {contr. eu[iere), Cic. abbietto, CiC
b) trasl., detto di cosa non compatibile con al5Ji<'To, V. abicio,
un'altra, contrastare con, non cotnbinare, urtare atum, are, togliere ad al-
al»-jfi<lii««, avi,
contro q.C, non avei- aleiina reiasione, non aver cuno, come giudice, per via di giudizio, e in
a die fare con q.C, discordare COn qualc, genere, la proprietà di una cosa {contr. adju-
esser lontano, dissimile, ab alqa re ed ab alqo, dicare), aUjd ab alqo, Cic: sibi libertatem, to-
Cic: longe ab alqa Cic: alqa re, Curt.: alci
re, gliersi la libertà, Cic.
rei, Liv.: iiiter se, discordare, Liv.: assai., Cic: ab-inns«i.iunxi, junctum, ere, slegare,
vestrae abhorrentes (inutili) lacrimae, Liv. I) pro'p. sciogliere gli animali dal giogo, Verg.
akìeio. jèci, jectura, ere (ab e jacio), gettar e Prop. II) tras!., separare, allontanare, dis-
ina, lnnyi; lanciarein distanza, gettar giti dal- gi7ingere, alqm, Caes.: se ab alqa re, tenersene
l'alto, Ij propr.: scutuni, Cic: tela ex vallo, lontano, Cic
Cae?.: se in burba, se ad alcjs pedes. Cic: e ab-jfli'O, avi, atum, are, negare con giura-
muro se in m;ire, Cic: anuluni in maro, Cic. mento, (d'iurare, alqd, Cic: creditum. Sali.
ii^ trasl.: 1) gettar Uh, a) gettar UX tretseura- ablatlvus, i, m. [con e senza casus] (aUa-
tamente, nel dìSCOrSO, Cic b) disfarsi di una tus da aufero), ablativo, Quint. ed a.
cosa niediante vendita, vendere ad ogni costo ablè^àlT» (Onis), f. (ablègo), il mandare
fa prezzo vilissimoj. Phaedr. e) dar via, ab- (via), juventutis ad bellum, Liv. 6, o9, 7.
bandonare q.C, lasciar andare, rinunciare del abiuiCO, avi, atum, aro, mandar via qual-
.

^ aWigurio alrrtipius 8

cimo, matulur lontano, allontanare, relegare, par-


abbohiinare, schifare (contr. optare), Liv.: quod
ile, per Uberarseue; costr. colsempl
acc. ojìp. abominor, che Dio tolga, Ov. e Plin. ep.: abo-
contemporaneam. alla dumanJa donde? minandus, abhominevole, detestabile, Liv.
(coU'a.h),ovi:dove? (con ad ovv. in), ovv. .4 borTgTiics,um, m. ('ApopiyLvss), gliAbo-
a che? {col supino in um), Cic. ed a. da cuidiscesero iLatini,orig.
rigeni,il popolo

ab-lTsturTo (ablì'gurrì'o), ivi, itum, ire, stanziato nei monti intorno a Beate (Rieti).
/) gpeittlci-e in banchetti, scialacquare, Ter. C ab-orior, ortus sum, iri, mancare, venir
Seriori. JI) in signif. osceno in Suet. gr. 23.
meno, perire (contr. oriri), Lucr. ed a.
ab-loCOj are, appigionare, dure in affitto, aborÌ!»C>or, risei, venir meno, perire, Lucr.
Suct. Caes. 26 e Vit. 7. 5, 781.

al»-ludo,cre = à-àò£cv, differire nel abortìo, Onis, f. (aborior) aborto, l'abortire,


tono, lìoct hacc a te non multum
trasl., Cic. ed a.
abludit imago, conviene assai lene al fatto aborliviis, a, um (abortus). abortivo, nato

tuo, Hor. sat. 2, 3,320. prinìu del tempo, fuor di tempo, Hor. ed a.
ab-iuo, lui, lutum, ere, portar via jìbortuiii, US, m. (aboriorj, aborto, Ter.,
lavando, I) lavare, portar via, a) di tUl Cic. ed a.
torrente, villas, inondare, Sen. b) di persone, ab-rado, rasi, rasum, ere, I) rascMar via,
Hiaculas e veste, Plin.: lacrimas, tergere, Tac.: radere, supercilia, Cic. IIJ trasl., estorcere
trasl., del caticellare macchie morali, Gic. parte dei possessi ad ale, Cic.
ed a. II) iJulire lavando, lavare, pxtrificare, ab-ripTOj ripui, reptum, ere (ab e rapio),
pedes alcjs, Cic: se flumine vivo, Verg. strappar via, IJ propr.: a.) alqm, trasvinar via,
all-nT'^O, avi, atuni, are, negare, rifiutare, rapire, Cic: alqm e ovv. a complexu alcj?, Cic.
e così anche ritenere, sottrai-re, non concedere, e Liv.: alqm de convivio in vineula, Cic: abr.
alci alqd, Verg. e Quint.: co?rinfin., Verg. se, fuggire, sottrarsi, Liv.: abr. se domum,
ab-nepo!», potis, m. (avi nepos), terso ni- entrar xnxcipitosam. in casa, Suet. p) alqd,
pote, Sen. ed a. rubare, portar via, rapire. Ter. e Nep. II) trasl.,
ab-IIC|»lÌ<s, ptis, f. (avi neptis), terza ni- alqm a similitudine parentis, Cic.
pote. Suet. ed a. abl*4>j^alTo, ònis, f. (abrogo), abrogaziotie,
.Ibiioba, ae, m., Abnoha, le montagne Mas,
cassazione, legis, Cic.: legis Oppiae, Val.
colla parte meridionale della Sdoa Nera ab-rogo, atum, are, I) (t. t. di atti
avi,
(dove nasce il Danubio). pubbl.) in seguito a domanda fatta al po-
abnooio, are (ab e nox), pernottare, passar polo, quindi mediante solenne conclusione,
la notte fuori di casa, Sen. ed a. a) revocare, abrogare una legge preesistente
abiioriilis, e (ab e norma), fuori di regola, (cfr.derogo), Cic. b) revocare alcuno da un
irregolare, sema nonna (di nessuna scita), Hor. impiego, da una carica politica, togliere, alci
Bat. 2, 2.3. magistratum, Liv. II) trasl., togliere, alci
ab-nìio, abnui, abniitturus, ere, accen- fìdein, ad alcuno il credito, Cic.
nare di no, con cenni, gesti, par tic. della abroloniiiii (habr'utonum), i, n. (àppó-
mano, negare, dir di no [contr. annuere, acci- zo'jo^), abrotono, sorta d'erba medicinale
pere, concedere, polliceri), a) di jìers., assol., Hor., Cels. ed a. —
Flur. eterocl., abrotoni
.,

Cic: alqd, Cic: coira.cc. e Z'infin., Cic: ra- graves, Lucr. 4, 123.
ram. de alqa re, Sali, b) di e. astr., tu>n aceon- al)-i'uiii]>o, rupi, ruptura, ere, I) strap-
gentire, ricusare, impedire, Tibull. e Plin. pare, sciogliere, spiccare con forza, a) propr.,
ab-niilo, are, accennare di no col capo ; alqd, Liv. b) trasl., abr. se, sciogliersi da al-
negare, scg. dalVa.cc. e Tinfin., Enn. tr. in Cic. cunché = sbrigarsene,liber arsane, ìaXxocimo,
de or. 3, 164._ Cic. II) squarciare, strappar via con violenza,
abulvo, levi, Ittum, ère, far andar via a) propr., alqd, Verg. e Liv. b) trasl.: a) offen-
= ridurre a nuHa, distruggere, a) materialm.: dere, violare, faS, Verg.: fidem, Tac. P) tron-
alqd, Verg.: alcjs corpus igni, Tac. ì>)politic., care =
prima, del tempo, ovv. d'un tratto,
moral. e spirit., annientare levare per sem- = inopinatamente, vitam, Verg.: medium ovv.
pre, togliere del tutto, mettere in disparte, porre inceptum sermonem, Verg.: studia, Quint.
in dimenticanza, abolire, Verg. ed a., alci ma- abriipiu, avv. col compar. (abruptus),
gistratum, Liv.: partic. una legge, una costu- propr. in modo rotto, spezzato, quindi
manza, uìia consuetudine, un editto e sim., trasl. = improvvisametite, repentinamente, a)
abrogare, abolire, sopprintere, Liv. nel discorso, incipere, ex abrupto, senza esor-
ìibiìloiitCO, olèvi, ore, andarsene man mano, dio, Quint. P) nclVagire, improvvisamente =
spegnersi sema aecoì-gersene, senza traceia, di precipitosamente, con precipitazione, seonaide-
c. astratte, Liv. e Verg. ratamente, inconsideratamente, Justln.
allolIlTo, Onis, f. (aboleo), l'abolire, H rivo- abi'uptlo, ònis, f. (abrumpo), I) U rom-
care ; abolizione, revoca, abrogazione di una jìersi, CIc de div. 2, 84.
rottura, corrigiae,
legge, ecc., Suet.: con e sema l'acti = amni- IIj ad Att. 11, 3, 1.
trasl., divorzio, Cic.
stia. Suet. e Quint. abruplus, a, um, part. agg. col compar.
abolla, ae, mantello a doppio giro, mantello e superi, {da abrumpo), rotto, spezzato, I)
«rto prr ì-i i^tirariri dal eattivo lenipo, Suct. ed a. propr. =
erto, ripido, scosceso, dirupato, Ca-
abomino, are, forma arcaica per abomi- tuU. e Curt.: sost., abruptum, i, n., ripida^
nor; pass. Cperf.) in Liv. (31, 12, 8) e (part. dirupata altezza burrone, precipizio, erto pen-
perf.) in Ilor. epod. 16, 8. dìo, sing. nei poeti, plur. in Plin. ep. II)
ab-oniTnor, àtus sum, Sri, quasi togliere trasl.: a) in gen., solo sost., abruptum, preci-
un Oracn, divertire il cattivo augurio, quindi pizio, china, rovina, Tac. b) detto del discorso^
: ,

9 al;s absolvo 10
spezzato, rozzo, rotto, Quillt. c) di Cnndtcre, da un luogo, lasciarsi dietro, ahbantlonare
timo, rozzo, tli/Jìcile, sdegnono, contumacia (V.), Verg.: /?//., pueritiam, Sen. b) coprendo, sot-
Tac: cso^t., per -àhrxipta , sd( (/nosamente,Ta,c. trarre (dio sguardo, togliere di vista, occultare,
ahs, V. 2. a (ab, abs). nascondere,, far sparire, a.) propr.: sirOS, Curt.:
alm-ef ilo, cessi, cessum. ero, andar vìa, Capreas (del fumo), Plin.ep.: campos (di inon-
andar allontanami e Sim. {coìltr. acce-
luiuji, dazione), Sen.: stella absconditur, Verg. P)
dere), I) propr.: a) generic: v.) di pers., a trasl., nascondere, tener celato, una COndiz fu- ,

curia, e foro. Liv. Elioduni, Tac: prirlic.


: gam furto, Verg.: ìiiiserias,Curt.:25as,'?. opprimi
come t. t. milit., ritirarsi, Snarta, Xep.: ab et abscondi {contr. eminere et apparerò;, Cic.
urbe, Liv. ^) di lonalità. scomparire dall'oriz- ahscim, tis, part.
rfj abstim (V.).
zonte, allontanarsi, Liv. 3) pregn., sparire, di- al>>«enlia, ae, fabsens), assenza, lonta-
f.

sparire, ritirarsi, jani (cor) absccdct, Cic. IIJ nanza {contr. assiduitas), Cic: trasl., testi-
trasL: a) di pers.: ritirarsi da qualche im- moniorum, mancanza di t, Quiut.
presa, da c[iialcìie carica e sim., irrito in- a lisi Ilo, Tre (ab e salio], andar via, fuggire
cepto, Cic: muneribus civìlibus, Liv. P) sot- saltando, Lucr. ed a.
trarsi dalla signoria di ale, dal partito di alt-s?iiiilis, e, dissimile, comun. con una
ale, allontanarsi, aOliandonare, alci, Ov. h) di negaz.. Caes.: coMat., Suet.
e. inan.: a) di condizioni, andarsene, sparire, ahsgiiihTaegis, a, nm (absinthìum). nicsco-
Ov.: di stati deiraììimo. Tar. <^) allontanarsi, lato con assenzio, assenziato, Sen. SUaS. 6, 10.
staccarsi, dimintcendo {contr. accedere), regno alisi nlliTii III, li, n. (àòivOtcv), assenzio
{di città). Liv. (Artemisia absinthium, L.), Lucr. e Quint.
absoessilO, ònis, f. (abscedo\ allontana- — Fig., tjualrosa d'amaro, ma salutifero icontr.
mento, l'andarsene, il ritirarsi {cOntV. aCCessio), meli, Quint. 3, 1, 5.
Cic. Tini. 12. § 44. alisis (hapsis), sTdis, acc. sTdn, f. (à'j»'-;),

nlii«ce!»<«u<«, US, m. fabscedo), dipartita, curvatwa (di UH arCo), arco, volta, Plin. ep. 2,
partenza, l'tdlontanarsi, allontanamento, a) di 17, 8.
pers., '\'erg'.: continuus, assenza contimiata, alt-sìsio, stVti, ere. andar via da un luogo
Tac. b) del sole, Cic. = aiiontaiunsi, I)propr., assol., Plaut.: luco,
nl>«(cI(!o, cìsi, cìpum. ere (abs e caedoì, Verg.: come 1. 1. milit., ab signis, Caes.: ovv.
tagliar via, recidere, troncare, I) prOpr.: caput, sempl. signis, Liv. e così assai., Tac: di
Cic: ramos, Caes. II) trasl.: a) disgiungere, e. inan., ab ore, sprizzare (di scintille), Verg.
separare, dividei'e, exercitum in dua-; partes, IIJ trasl., da un'attività, astenersi, obsidione,
Caes. partic. la voce, troncare, far tacere,
: Liv.: sequendo, Liv.: spe, Liv.: coZr infin.,
Quint. b) tagliare = togliere, impedire, aquain, Liv.: assol, ne absiste, non lasciare, Cic.
Liv.: spsni alci, Liv. ed a.
ab-«iciii(lo, scì'di, scissura, ere, distaccare, absolnie, avv. con compar. e superi.
toglier ficr, I) propr.. tagliare, strappare^ ve- (absolutus), compiutamente, compìetam,, pie-
steni, Curt.: venas, Tac: tunicam a pectore, nam., perfettam., Cic. ed a.
Cic: II) trasl.: a) staccare^ dividere mate- a!»s«lulTo,ònis,f. (absolvo), lo slegare,
rialm., terras Oceano. Hor. b) idealm' nte trasl., I) liberazione, assoluzione; partic. die-
a) leparare, dividere, innnc soldo, Hor. p) tron- tro Sentenza {contr. damnatio, condemnatio),
cftre = togliere del tutto, rapire, reditus alcjs,Cic: majestatis, dal delitto di lesa
dulces, Hor. maestà. Cic. II) compimento, perfezione, Cic.
ahseTse , avv. (absci^^us), propr., ta- a!>«i»8rslorTHS, a, um (absolvo), apparte-
gliando via: trasl. =
in breve, ristret- nente air assoluzione, assolutorio {contr. da-
tamente, in riassunto (del discorsoj, breviter ranatoriusì, sententiae, Sen. rhet. : tabella,
et abscise. Val. Max. 3, 7, ext. 6. Suet.
alt«ioT<!<To, ònis, f. (abscido), il ta gì i a r um, part. agg. con compar.
alt«i>r»liliiss, a,
via; trasl., il troncctre a mezzo il discorso, e superi, {da absolvo), compiuto, perfetto,
aposiopesi (à7:oGitò-v;a'.s), Cornif. rhet. 4, 67. completo, quindi anche incondizionato, non cir-
iilisoTsuK, a, uin, part. agg. col compar. coscritto, assoluto, Cic: adjectivum abs., al po-
(da abscido), tagliato via. trasl.. s.) di sitivo (contr. adj. comparativura, al compa-
luoghi, ripido, erto, Liv. b) di discorso e sim., rativo), Quint
troncato, spezzato (contr. plenus, latus), Quint. ali-solvo, solvi, soliitum, ere, slegare,
e Plin. ep. sciogliere,l)propr., Plin. e Seriori. II) trasl.,
ab<«eon(lT!v. avv. (ab=conditus\ nasco- sciogliere, a) liberare, se a Fannie, Cic: col-
stamente; detto del discorso, a) rispetto Tabl., alqm regni suspicione, Cic: col genit.,
alla forma, oscuramente, in modo oscuro, impli- timoris, Sen. b) in tribunale, ecc. assol- =
cite et ab-condite (contr. patentius et expedi- vere {contr. damnare, condemnareì. assol., ovv.
tius), Cic. de inv. 2, 69. b) rispetto al conte- costruito col genit., Cic, ovv. coirahl., Liv.,
nuto, oscuramente, in modo recondito, disseri, ovv. con de e Tabi., Cic. e) spicciare, a) al-
Cic. de fin. :ì. 2. cuno, tanto in gener. quanto in partii-, uh
alt«ieoii(litim, a. um, part. agg. [da ab- creditore =
pagare, soddisfare, Ter. p nel
SCOndo), nascosto, ignoto, celato, segreto, riposto racconto, trattare, spicciare, alqd quam pau-
e sim., Cic. ed a. cissimis, spicciar un argomento molto in
abs-eonilo, condi (raro condTdi), condt- breve, Sali.: assol., paucis de alqa re. Sali.
tum ovv. (più tardij consum, ere, nascondere, Y) pregn., sbrigare
=
compiere, completare,
occultare, a) mediante scostamento, al ge- render perfetto, condmi-e a fine, a perfezione
neric: gladio8,Cic. ?) facendo vela, partendo {contr. inchoare), Cic.
. ,

11 absonns absom 12

ab-^ìinus, a, uni, fuor di suono, vitutem, Caes. II) trasl.: a) generic: alqm
ah sono, J) propr. , , utonato discordante ex comitatu clarissimoruni virorum, mandar
aspro, sijarbato, VOX, Cic: di pers., vocc absoni, via. escludere, CAc: se a corpore, liberarsi, scio-

Cic. JI) trasl., cUe non è in armonia, seoncor- gliersi (detto dello spirito), C'ic: coU'indicaz.
diiutc, liifforme, sconvt'niente a q.C, a))Soni a del dove? =
condurre (da) a, trascinare (da)
voce iiiotuj;, Liv.: col dat., Liv.: as$ol., Lucr. a, ad bellicas laudes, Cic: a bono in pravura,

al»-«orb?o, sorbui {anche sorpsi), sor- Sali, b) tirar via —


rimuovere, allontanare, di-
stogliere, alqm ab alqo, Cic e) distogliere da,
Tituni, ere assorbire, int/hiottire, Hor.: di acqiic,
,

Ck.: fifl; assorbire, Cic. a rebus efcrcndi.s, Cic. d) distogliere, liberare


alisp . • • f V. asp . . (da un bene o da un malej, a bonis, a malis,
ak«>-qiio, prep. colYsibl., tolto, I) tolto Cic: a scrvitio, Cic: se a consuetudine, Cic:
ipoteticamente := se non, in prop. condizio- se a sollicitudine, Cic.
nali, absque te csset, se non fossi tu, se non aks-lrudo, trùsum ero, propr.,
triìsi, ,

7ni assistessi tu, Piaut.: absque lioc esset, se Sp i ng cr V i a quindi occultar bene, nascon-
;

non fosse lui, Ter. II) come tolto realmente: dere, se in silvani, Cic: sese tectnm inter et
n) ftioreM, eecetto, absque Auffusto, Aur. Vict. laqucaria. Tac: trasl., veritatem in profando
fciseiijsi/.absquo sontontia.sfw^'Cf volerlo,Q,nìnt. penitus, Cic.
alisir-iiiìiis, a. uiìi {alis e TP^IMUM, donde aksirusii«i, a. um, part. agg. (da abs-
toinetuni, toimikntus), che jion è dedito a be- trudo), ben occulto, nascosto, astruso, a) dì
vande inebbì-iuuti, che non beve vino, astemio c. inan., insidiae, Cic: disputati© abstrusior,

(contr. temulentiis, vinolcntus), Varr. fr., Hor. Cic, di persone, chiuso, dissimulatore, di ca-
ed a. rattere, Tac.
ahs-lorsro, tersum, ère, asciugare,
tersi, ak-suiii, abf'ui fafui), abesse (aggiungi ab-
t.-njere, astergere, I) propr.: a) mandar via forem od aforem, abfore od afore, abf ùtiìrus
tirgcndo, Cic: come 1. 1. dd linguaggio mari- ovv. àfutùrus), esser lungi, esser via (cOntr.
naresco, reinos, quasi radersi a vicenda per la adesse) e iirecis.: I) in seguito ad un o v i- m
gran vicinanza delle navi, frangersi (dietro mento (assenza), A) propr., esser disunite,
sfregamento), Curt. h)pregn., pulire tergen- non esserci, esser lungi, assente, ab ed QX
do, ripulire. Ter. II) trasl., togliere, cacciar urbe, Cic: ab alqo. Cic: domo et foro, Cic:
via q.C. di spiacevole, nictum, doloreni, Cic. assol., nulla, lege abesse (detto di esilio), Cic.
al>«i-lerreo. Vii, itum, ère, distogliere spa- B) trasl., a) di e. astratte, mancare, esser
rentando, alterrire, I) propr.: alqm, Cic.: ab estraneo (div. da deesse mancare, deside-=
alqa re, Cic. II) trasl., da un disegno, ecc., rarsi), col dat., abest historia litteris (dalla
trattenere, distogliere, alqill, Ter. e Suet.: alqm letteratura) nostris, Cic b) alci ovv. ab alqo,
ab urbe oppugnanda, alqm vitiis, Hor.
Liv.: non esserci col proprio aiuto, mancare, non aiu-
altslTiieiis, entis, part. agg. con compar. tare ale. (div. da deesse = abbandonare ale,
e superi, (da abstineo), che si tietw lontano fraternum nomenP.R.
lasciare), Cic: longe iis

(dall'illecito), astinente = disintercssato, afuturam, non gioverebbe loro nulla, ecc.,


Cic: col genit., Hor. — Deriv. avv. ak^ti- Caes.
iientr>r, Cic. II) riguardo alla posizione (distanza) di
altstTiifiilTa. ae, f. (abstineo), il tratte- un dato punto (nello spazio o nel tempo),
nersi da una cosa, a) come atto, col genit., esser lungi, lontano, distare, A) propr., dì
conviciorum, Sen. — Partic, lo astenersi, asti- pers., luoghi, ecc., aequo spatio, Caes.: mi-
ìien3a (.^ il conservar la giusta misura) nel libus passuum quattuor, Caes.: ab urbe milia
mangiare e nel bere, a vino, Cels.: e preqn. passuum CC, Cic: bidui (se. iter), Cic: quo-
(aSSOl.), il digii<nare., il patir la fame, TaC niam propius abes, perchè tu sei piti vicino,
b) come qualità, astinenza dalle cose illecite, Cic. B) trasl.: a) generic, essr»- /ii»i;/i, longe a
quindi ora -- spirito di.stiitwcA-.soto, disinteresse spe, Cic: procul seditione, Liv.:ille longe abe-

(contr. avaritia, cu])iJitas), Cic: ora in- = rit,ut credat, egli sarà ben lungi dal credere,
intctneratu {sinon. di Sanctitas),
tegrittX, vita Cic: e così pure impers., haud nniltum o non
Quint. longe paulum (non parum) o nibil abest,
aln«ilTii?o,ui,eDtum,cre (abs e teneo), «encr quin, etc, non ci manca molto, ci manca poco,
lontano, trattenere, a) att.: manus a se, Cic: nulla; non si è molto distanti da, ecc., Cic,
alqm a cibo, farlo digiunare, Cels.: vira finibus, Caes. ed a.: cosi anche abesse non potest,
Liv.: manum, Ter.: pregn., abst. alqm, mettere quin, etc, Gracch. in Cic: quindi tantum
alcuno in dieta, farlo digiunare, Sen. b) rifl., abest ut . ut, tanto è lontano che, ecc., Cic;
. .

abstincre .se ovv. scmpl. abstinere, tenersi lon- nella seconda propos.. ut etiam, ut quoque,
tano, astenersi, sc ab alqo, Cic: sc ostrcis, Cic: (u'vQ..:più di rado ut c^ ntra, come mLiv. 6,31,4.
abst. faba, Cic: injurià, Cic: pm raram. b) essere lontano, quindi esente, libero, da q.C.
coli' indica z. <i da che cosa? » col genit., di spiacevole, a culpa, Cic: col dat. dolori, di-
Hor.: coll'acc, Liv.: co/i'infin., Suet.: se abst. menticarsi, scordarsi un dolore, Ov. e) da
col ne e il r.ong.; acf^re ovv. non ab.st. con cose pers. sconvenienti, spiacevoli, che ap-
quin quo minus e il cong., Liv. e Suet. portino dolore, nella formola desiderativa,
ak-sto, are, star lontano, longius (contr. absit =
sia lungi, Dio tolga, carnifcx absit a
propiu.s .stare), Hor. art. poiit. 362. corpore civium Eom., Cic: e partic. absit in-
aks-tralio, traxi, tractum. ore, tirar via, vidia verbo, Liv., e sempl. absit invidia, Curt.:
strappar via, trascinar via, I) prOpr.: ju- sia detto senz' arroganza, senza superbia.
menta, Liv.: naves a portu, Liv.: alqm e sinu, d) tenersi lontano, e quindi essere avverso, a
alqm de raatris complexu, Cic: alqm in ser- periculis, Cic: a Consilio fugiendi, Cic. e) esser
13 absumo Acadeiuia 14

lungi ria q.C. 6 quindi non convenire, a prinripis bondanza, col genit.. rerum omnium, Cic:
persona, Nep.: a consuetuilinc soniiiiorum,Cic. amoi-is, Cic: assol., secondo il contesto, ora
f) estiir aneor lungi da nUunclu':, e quindi non a) di ciìji, indigestione., peso allo StOViacO. Suet.
rngginngere, a nitore Ciceronis, Quint.: virlute CI. 44. b) di dero , o, di beni, dovizia, ric-
alcis. Hor. g) (lilferire, esser diverso da q.C, chezza. Tac e) dfl discorso, sovrabbondanza,
roìi longe a si-clcrc', Cic: quindi in ixiragoni, juvj;nilis,Quint. 12. 1. 20.
essere piìi in alto, aotlemimi ai disopra, aver altlllKliilTo, ònis, f. (abundo). U sovrab-
vantaggio sopra, ecc, esser siipei-iore, eCC lon- bondare, lo straripare, verni fluminis. Fior.
4,
gissitne a te, Cic: opp. esser pUt tdibasso, 2, 27.
inferiore, star sotto, niulinni ab iis, Cii\ — allunile, avv. (aliundus). in snvrabiwn-
Deriv. il partìc: iìhyn!ns,i\?. assente {contr. danza, abbondantemente, piìt che a sufjieienza,
pracsens). a) di pers.: me absente, durante la OVV. abbastanza, Cic: sost., con e senza ge-
mia assenza, Cic: absente nobis, Ter.: di al- nit., milii abunde est, si etc, Plin. ep.: poten-

cuni, che quantunque in Boma, non pren- tine abunde, Suet.


devano parte ai pubblici brogli, per concor- SÌI>-Un<lo, avi, atum, are, straripare, tra-
rere alle cariche, ecc., Cic. ed a.: e di alcuni boccare, scorrer sopra, uscire, I) prOpr., dì
che non comparivano davanti al tribunale, fiumi, ecc., Tibull. e Liv. 77j trasl.: a) quasi
Cic. b) di luoghi ed altre cose, lontano, Hor. venir giù a torrenti, qìl.indi provenire in gran
nli-sfinio, sunipsi, snmptum, ere, pm'tar copia, de tcrris abundant horbarnm genera,
vìa, a) COììSumando, mandar a male, eon.sìi- Lucr. b) aver qualcosa in abbondanza, in so-
mare, dissipare, a) generic.: frugum alimenta, rrablwndanza, in (juantità maggiore della co-
Liv.: pecuniam in alqd, Siiet. p) il tempo mune, esseì' ben foi-nito di q.C. (contr. egere),
fpartic. il tempo che sarebbe destinato ad casco, Cic: ingenio et doctrinà, Cic: assol.,
altro), perdere, sprecare, tempus dicendo, Cic: della natura, Cic: e pregn.. di pers.. aver in
iuter has cogitationes bidunm, Curt. b) di- (juantitii. = esser ricco, Cic c) esserci in abbon-
struggendo, a) e. inan., distruggere, amntl- danza, Cic.
ìare, nel paSS. anche perdersi, svanire, andar- altìÌMO, ònis, f. (abutor), come t. t.retor.
sene, domos. detto del fuoco, Liv.: ungula = V.!X,zdypriCic,. uso d'una parola in signif, im-
absumitur. Ov. P) strappar via, annientare, uc- proprio, catacresi, CÌC. ed a.
cidere, ìlei pass, anche andarsene, perdersi, ahri«<7vc. avv. (abutor), impropHamente,
morire, multos, di contagio, Liv.: absumi ve- per catacresi (contr. proprie), Quint. ed a.
neno, morir di v., Liv. e) rar. nel senso di ali-u«i4|iio, prep. colVahì. usque ab, =
semplice jMrtenza, allontanamento, quindi sino da, Verg. e Tac.
pass, absumi = ijerdersi, sin absumpta salus, all-U<«U««, iis, m. ^nbùtor), «7 consumare,
Verg. consumo (contv. usus, Vvso), Cic top. 17.
avv. con compar. e superi,
nb!£iii*<l(>, ah-filor, ùsus sum, ùti, abusare, orig.
(absnrdus), in modo
stonato, I) propr.: canere, (nelTicso arcaico) colVacc., e, nell'uso classico,
cantar stonato (di un musico), Cic. Tusc. 2, coli ahi., I) = consumare, a) dilapidare, scia-
12. IT) trasl., senza senso, assurdamente, inet- lacquare, divitias. Sali, b) fare l'uso piìt com-
tamente, respondeie, Cic: haud ovv. non abs. piuto di q.C, usare completamente, usufrttire
dixit, seg. daiVa.cc. e daWinfin., Veli, e Tac del tutto,giovarsi di q.c.,otìo,Cìc.:ììkero menda-
ali-ìsnr«!im, a, um, agg. con compar. e cio, Liv.: valetudine Justin. IIJ usando di
viri,

superi., stonato, I) propr., stonato, detto di q.C, convertirla a q. scopo. a) usare a q. scopo,
suono e voce, Cic. JJ) trasl.: n)sema senso, sagacitate canum ad utilitatem nostram, Cic:
assurdo, Cic. b) inabile, inetto, Cic. errore bostium, giovarsi, opprofttnre, Liv.
antis, part. agg. con com-
al»iiii<lan<i, b) (in cattivo senso), abusare, patientia nostra,
par. J superi, (da abwnào), straripante, sov7-ttb- Cic: judicio ac legibus ad quaestum, Cic: hoc
bondante, I) propr., di fiumi, C\c. 77) trasl., conventu prò summa solitudine, Cic. e) usare
abìtondante, 1) =
fornito a dovizia di q.C, in senso improprio, verbo, Cic
a) di ogg. materiali, col genit., lacti<5, Verg.: JLbf'dim (Abydos), i, m, e f. ('Ap'jòo^, 5
omnium rerum, Nep.: assol., cena. Suet.: di ed i] forma second. Abjdum), Abìdo. città
;

2'>ers., che possiede a dovisia, che possiede molto, delVAsia Minore mlV Ellesponto, di fronte
ricco, dsvizioso (contr. egeus), Cic. b) ricco a Sesto; ora villaggio di Aidcs od Avido,
(li ogg. immateriali (contr. parcus. inops), col- celebre per In Icggfnda di Ero e Leandro.
Tabl.. rerum copia, ingenio, Consilio, Cic: as- — Deriv.: Abjdciuis, a, um ('APoSY|Vóc:),
sai., di oratori e di discorsi=iargo, concettoso, di Abido, Abideno, COmC SOSt., UH Abideno,
ricco, abbondante (contr. inops), Cic: in cattivo detto partic. di Leandro.
senso =prolisso (contr. pressus), Quint. 2) ab- 1. ac, corgiunz., V. atque.
bondante, sovì-abbondante (in .fenso buono, più 2. sìo =
ad, in composti davanti a e e q.
forte che copiosusì. abundante multitudine .4 e a dr lilla,ne, f. ("Aya?r,jista), Acca-
freti, superiorità delle forze. Liv.: quindi ex demia, 7) bosco ameno, dittante sei stadi da
abnndanti, per un di più, Quint. Atene, sacro iìi origine all'eroe Academo od
abiindanler, avv. con compar. e superi, Echedemo, con un ginnasio, nota scuola di
(abundans), abbondantemente, in quantitii, co- Platone: quindi meton., la filosofìa accade-
piosamente, a) generic. (contr. anguste), Cic mica, la setta a., la quale subì ì;arie modifica-
b) nel discorso, ampiamente, facondamente zioni, A. vetus e nova, Cic: e adulescentior A-,
ieontr, presse), Cic. la nuora Accad.. Cic. ILJtTasL: a)il ginnasio
ìibundaiilTa, ae, f. Tabundo), lo stra- di Cicerone nella sua villa presso Tusculo,
ripare^ trasl., abbondanza, copia, sovrab- che egli, come seguace della filosofia accade-
15 Acadonius accendo IS

mica, chiamò così ad imitazione deir Acca- importunarlo colle visite), Cic. d) comparire
demia greca, b) iì podere così nomato da all'incanto come o/ferente, ad hastam, Nep.:
Cicerone nd imitazione dell' Accademia Ate- e così ad illud scelus sectionis, Cic. II) trasl.:
niese, situato in Campania, tra Pozzuoli e a) generic: a) di pers., has naturae partes,
il lago d'Avernn, dorè f^ic. scrisse gli Aca,- avvicinarsi a = ricercarle, Verg., ad amici-
deniica. — Der iv.: .4<*aileiiiieu<i, a, um, tiam Fh'\\ì\)Y>'ì. gìiadagnnìsi, Nep.: quo propius
(''J^-/.y.tr\S.'.y.6c.). Il aiìpm-tPuenU^ all'-lccadeìtiia al niortem accedam. quanto x>iù m'avvicino
.Jteniesc, Acctitlonico, J)llÌlosophÌ. C'ic: j)/«r. alla morte, Cic. |j) di e. inan.: voluntas vostra
SOSf.. Acadeniici, Gruni. m., yli Accademici, i accedit ad poètani. si volge al poeta, Ter.: ma-
seguaci della fiìos. aecadem. (platonica), A. VC- nus estrema accedit operibus, si dà l'ultima
teres, Cic. Jì)appartenentr, riferentesi al- mano, Cic: accedunt anni, vien la vecchiaia,
l'Accademia di Cicerone, accademico, quae- Hor.: alci animus (coraggio) accedit, Cic. b)
stio. Cic: phir. sost., Academica. òrum. n., accedere a q.C. imprendere q.C, darfi, parteci-
titolo di ìina nota opera di Cicerone, Cic. pare a q.C, ad rem publicam, ad causam, ad
.4csideiiius, i. m. ('Ay.àSr,jio;). Aeademo, "vectigalia, ad periculum, Cic. e) acconsentire
eroe greco, cui in origine era consacrata ad una pjcrs. O cosa, adattarsi, accedere, ac-
V Accademia in Atene. contentarsi {contr. abliorrère ab etc), ad alqm,
ìiorilanlliis, Tdis, acc. ida, f. (àxaXav9tg), Cic: ad coudiciones,Cic.: col sempl. acc, T&c.i
cardi'ììino, V. rtr. gè. 3, 338. col dat.,QuÌnt. à) avricinai-si, accostarsi, cioè
1. a4-niilliiii«. m. e f. (6 ed r, ày.avGo?),
i, esser simile, propius deo ovv. ad deos.Cic: alci
J) acanto, brancorsina (Acanthus moUis, L.), proximum,Cic. e: come aumento, aggiungersit
erba leggiadra, gradita alle api. piantata di apparsi, accrescersi, crescere (contr. decedere,
spesso sull'orlo delle aiuole ed imitata in recedere, deminui, auferri), quo plus aetatis ei
opere d'arte, su colonne ed abiti, Verg. e quanto più invecchiava, Cic: ad
accederet,
P1ÌD. IIJ pianta spinosa dell'Egitto, detta causam accedit novum crimen, Cic: annus
anche acacia, che i moderni vogliono iden- tertius accedit desiderio nostro, Cic: pretium
tifirare colla Mimosa nilotica (L.), Verg. accedit agris. cresce. Plin. ep.: huc accessit ma-
e Veli. nus Ventidii, si aggiunse, Cic: quindi la locu-
2. .4oanllnis, i. f. ('Ay.avGog), Acanto, zione huc accedit ovv. eo ovv, eodem accedit
città marittima sulla punta orientale della = « cjò si aggiunge, huc accedit sumiiius ti-
peni'fola Calcidica (di MacedoniaJ; oggi mor, Cic: eo accedebathortator assiduus Sal-
Hierisso. lustius, Cic: accedit eodem vulgi voluntas,
.Ikonrniìn. ànis, m. ('Ay.apviv), Acamano, Cic: e così spesso accedit huc {ovv. huc ac-
jjlur. .4onrn!lin»s, uni, acc. as, m. CAy.ap- cedit), accedit eo (ovv. eo accedit), e sempl.
vàvì;), gli abitanti delVAcarnania, gli Acar- accedit col quod o coìTnt e il cong., Cic: così
yiani, amnis Acarnanum, VAcheloo. Agg., — pure ad Appli Claudii senectutem accedebat,
.4cnrniiiiii«t. a, uni, acamano, Nep. Tliem. ut CaeCUS esset, Cic. f j toccare (in sorte), alci, Cic.
1,2. —
J)c r i V.: /tenrnanìn, ae, f. ('Ay.ap- acceleralTo, ònis (accelero), accelera-
vavfaì. Acarnania, regione della Grecia, tra zione, Cornif. rhet. 3, 23.
TEtolia e l'Epiro, anche oggi Acarnania. ac-celì^ro, avi, àtum, are, J) tr., cuscO^e-

— Der iv.: .4earn!iiiìeus, a, um ('Ay.ap- rare, iter, Caes.: graduili, il passo, Liv. II)
VOCV'.y.Óc), Aearnanico, dell' A. intr., affrettarsi, dirigersi presto, Cic: CfCmO-
.4<*a«ilii<i.i. m.C A.v.'X'jZOz),-icasio, D figlio nani, Tac.
del re tassalo Pelia, padre di Laodamia, acccmlo, cendi, censum, ere (ad e *cando^
fratello di Alceste. II) schiavo di Cicerone. causat. di candeo), accendere, porre q.e, (dal
.4ooa Larentia. Acca Zarenzia, dea del ter- di fuori) nel ftioco, appiccar fuoco {contr. exstin-
rilorio romano (personificazione del terri- guere), I)propr. e meton.: 1) ^5ro^r.; lumen^
torio di Roma suoi prodotti), moglie,
e de' faces, Cic: tus, Liv.: del fuoco stesso, llion
secondo la legqcnda, del pastore Faustolo, (incendiare), Hor. 2) meton., a) accettdere it
nutrice di Romolo e Remo, madre dei dodici fuoco su q.C, accendere, foculum, Liv.: aras,Ov.
fratelli Areali. b) far splendere, far luccicare, luua radiis solis
ao-oi-llo, cessi, cessnm, ere, andare, venire accensa, Cic. II) tras!., a) generic: si haec
a, accostarsi, accedere, aiwicinarsi ad UìUl accendi aut commoveri arte possint, se ciò si
meta (contr. abscedere, retrocedere, abire, jyuò ridestare o sviluppare coli' arte, Cic. b) in-
IJpropr.: generic: a) di p';rs.: a.àurhem,
a) fiammate, accendere, eceitare l'nnimo di alc,
Cic: ad manum, V. manus; in aedes, in od ale, clamore invicem suos, Curt.: animura
Apuliam, Cic: in fnnus, seguire il corteo fu- alcjs oratione. Sali. : animum ad virtutem,
nebre, Cic: col sempjl. acc, Ariminuin, Cic: Sail.: alqm in rabiem, Liv.: bello (dat.),Verg.t
gcopulos. Verg.; Jugurtbain, Sali.: a«sol., Cic. alqm invidia, Sen.: amore accensus, Liv.: e
^idi e. ùm>i.: accedit ad aures sermo, Ter.: così alqm centra alqm ovv, in alqm, istigare,
nomen faniaque ad nos accedit, Liv. febris : Sali, e Tac. e) stato, mia condizione, su-
uno
acoedit, viene (contr. decedit), Cic. b) rivoi- seditionem, proelium, Liv^
scitare, accendere,
gpfsi, arviciixarisi ad alc. pregandolo, doman- partic passioni e sim., spera, invidiam, Liv.:
dando il suo aiuto, ad Caesarem, Cic. c)«itì- CUram alci, Liv. d) aumentare, accrescere, vim
cinarni, apprensarai ostilmente, assaltare, venir venti, Liv.: pretium, Sen.: partic passioni
contro, ad moenia, Liv.: ad has XIV cohortes, {contr. sedare), discordiam, sobillare, ecci-
Pompei, in Cic muros, Nep.: muris (dat.),
: tare, Liv.: fiduciam Tyriorum, confermare,
Liv.: ad eorfu* alcjs, Cic: e così ad alqm cora- Curt.: dolorem, pertinaciam, Tac: vitia, Ov.:
minu?, farsi ben vicino ad uno (scherz. = intempcstis remediis delieta, Tac.

17 accenspo acciugv 18

ac-consìro, ère (ad e census). anci-ivprc, piedi di ale, (supplichevole, SUpplcx), abbrac-
annoverare nel cenno, trasl. =
associare, ac- ciar le ginocchia di ale, (COme T;pOG~'!T:T£'.v),
censeor Hli, Ov. met. lo, 546. ad ])odes omnium, Cic: ad alcjs gcnua, Ter.:
acconsu»*, i, m. (accenseo), T) subalterno, genibus alcj«, Liv. b) di percezioni sensi-
donzello di inagisirato, in lioma e nelle fro- bili ^= tolpire i .sensi, giungere, arrivare finO
vincie, Cic. Il) phir. nccensi, òrum, m., sol- ad essi, a) coU'indicazioìte del senso a cui
dati soprannumerari reclìitatì dalla quinta q.c. arriva, ad auros (di suoni, parole, ecc.),

classe, e destinati a sefinirc V esercito, 2ìcr so- Cic: auribus, Liv.: ad oculos animumque, Cic.
stituire coloro che. cadevano nella battaglia, p) colTindic. della j)ersona a cui q.c. giunge,
soprannumerari; restiti, armati alla leggera, ut vox ctiam ad bostes accideret, Liv. y) «S"
detti comun. acceiisi \ehi\, perchè erano solo sol. = giungere all'orecchio, venir riferito, cor-
vestiti e non erano armati, se non quando rere (detto della fama, voce e sim. [come Ttpoj-
prendevamo le armi dei caduti, Cic. e Liv. 7:ì7:teiv]), unde (clamor) accidisset, Liv.: fama

aoccnlìis, us, m. (ad e cano), accento, ae- accidit dassem adventare, Liv. II) trasl.: ad
[come vers. del greco TipoocoSta) di
eentiiazione un oggetto, riattaccarsi, connettersi, come q.C,
uvaparol'i, di una sillaba, Qiiint. ed a. di spjeciale, riferirsi, appartenere, cetera, quae
noocptiiliis, a, nm (acccpto), accetto, qno buie generi accidunt, Quint. b) accadere, avve-
sit acceptatius, Sen. ben. 2, 7, 3. nire, darsi il caso (scmpiTC colVidea di caso, di

aOOt'IJlTo, onifJ, f. (accipio), il ricevere, ri- cosa inaspettata, impreveduta, come il Tipos-
cevimento, Cic: frumenti, Sali. nt~T£tV greco), col dat. pers. =
accadere, ca-
««•copio, avi. atum, are (frequent. di ac- qua acciderent, se mai si
pitare, negotia, si

Cipio), ricevere in bel modo, ripetutamente C presentasse qualche affare. Cic: si qua cala-
regolarmente, argentum, Plaut.: mercedes a mitasaccidisset, Cic: si quid adversiaccidisset
dibcipulis, Quint, (contr. si quid secundi evenisset), Nep.: accidit
noco|)lii«>, a.tim, part. agg. con compar. ìbrtunis omnium pernicies, Cic: si quid gra-
e superi. Ula accipio), accetto =
ben Visio, desi- vius ei a Caesare accidisset, se Cesare si fosse
derato, amato, detto di pers. e cose, con e comportato severamente verso di lui, Caes.
senza alci, Cic. Quindi partic: a) accidit, si dft il caso, avviene,
aocci'so, ìjre, in manoscritti ed edizioni, quod, Cic; colVin-
coll'ut e il coìig. ovv. col
invrce di arce-so (V.). fin., Cic. quid nbi accidat (od accideret
p) si
acOCSsTo, ònis, f. (accedo), Vaecedere. rac- od acciderit od accidisset), cioè aa) con e
costarsi, ravvicinarsi, ]) propr. (contr. alisces- senza adversi =^ se a lui dovesse incogliere
sio). di pers., ad corpora, Cic: passivo, suis ac- g.c, di male, un caso triste, un infortunio (in
cessionibu.', colle udienze, che egli dava, Cic: guerra, ecc.) e sim., Cic. pp) con e senza
d,i e. inan., morbi, accesso, Saet. Il) trasl., humanitus. .se gli dovesse incogliere q.c. di
aggiunta (che accresce), aumento, accresci- ciò che suol accadere agli uomini, modo eu-
mento, I) come atto: pecuniae, Nep.: dignita- femistico per dire se dovesse morire, se tnai
ti<, Cic: virium, Liv. 2)meton., come oggetto morisse, Cic e \ cll. c) riuscire, andar n finire,
che si aggiunge, aggiunta, aggiungimento, con- bene, Plaut.: hoc qnor.^um accidat. Ter.: si
tinuazione, accessionern adjunxit aedibus, Cic: secus ovv. aliter (altrimenti =
non secondo
accessio punica belli (di Siface), Liv.: come si desidera) accideret, Cic: centra opinionem
1. 1. fìlos., aggiunta determinante, Cic Ac 2, accidere.Caes.: peJHSvictoribusSequanis quam
112: come termine di finanza, ciò che ag- Aeduis victis accidisse, andò peggio, Caes.
giungevasi come soprappiù ai tributi che si 2. accTilo, cidi, cisum, ere (ad e caedo),
pagavano alla repubblica o al padrone, opp. fagliare, I) propr.: arborem, Caes.: crines,
tributo estorto, giunta, tassa pagata in soprap- tosare, Tac: pregn., dapes, consumare,Y erg.:
piii (contr. àecessìo, diffalco, deduzione), Cic. XJ) trasl., debilitare, snervare, distruggere, ro-
aoecssiìs, US, m. (accedo), l'avvicinarsi, av- vinare, nel passivo anche cadere in rovina,
vicinamento (contr. abscessus, decessus, disces- andar a fondo, corrompersi, robur juvcntutis,
sus, recessus), I)propjr. emeton.: a)generic., Liv.: res hostium, Liv.: così pure accisae
di pers., ad urbem, Cic: di e. inan., solis, res, Cic.
Cic: lunae, aestuum, il crescere, Cic. b) ac- ao-oinso, cinxi, cinctum, ere, Cic, cin-
cesso, adito ad ale, V. e) mcton., accesso, come gere, cingere attorno, IJ propv.: a) la Spada,
lHogo,JA\\: ad iiisulam, Suet. II) trasl.: ad res lateri eiiseni, Verg. gladiis accincti, Liv.: e
:

ssi\uta.T(ìs,inclinazione istintiva a, ecc. (contr. pregn., turmas ad munia peditum, apparec-


recessns a rebus pestiferis), Cic: ad causam, chiare, mettere in arnese, Tac: quindi miles
accessione (contr. recessus, ritirarsi), Cic. acciuctus, soldato pronto, in arme e bagaglio,
AocTànus, a. um, V. Attius. Tac. b) un abito, feminae accinctae pellibus,
aceidens, entis, I) partic. di acctdo (V.). Tac II) trasl.: generic, armare, allestire, do-
II) sost., accidens, tic, n., accidente, circo- tare, fornire, a) con, di uìi istrumento e sim.,
stanza estrinseca, -i cjiipaprf/.ós ; plur. in solam. mediale: accingi iisdem armis, facibus,
Sen. e Quint. Verg. b) di un aitilo, assistenza e sim., alqm
1 aecTdo, cidi, ere (ad e cado), cader presso,
. paternum ad fastigium,Tac.: rifl. acc. se e me-
cader sopra, cadere a, I) propr.: 1) in gen., di diale accingi, armarsi, fornirsi, adottarsi, a) di,
pers., ad terram. Plaut.: di e. inan., in mensas con q.c, se juvene, adottarsi un giovane
(detto di rose), Ov assol.. di armi, di proiet-
: (come sostegno della vecchiaia), Tac: studio
tili, cadere sopra, venir addosso, giunger sopra, popularium acciuctus. Tac: magicas accingier
gravius, Caes. 2) partic: a) di supplicanti artes, Verg. p) accingersi, apparecchiarsi, cor-
per ottenere un aiuto, una grazia =^ cader ai rere pronti ad «no scopo, dirigersi preparati
19 accio accipiter 20

n ntxol. Ter. e Liv.: co7i ad ovv. in e


rf.c,
come 1. 1. milit.. alqm male accipere, dare una
rnrc, Liv.: col dat., Verg.: coZrinfin., Verg. sconfìtta ad ale, Nep. ricevere per mezzo
e)

é Tac. dei semi, a) col senso esterno od interno, ma-


nc-rTo, itnm, Ire. nf tir are
Ivi (u), — terialmente moralmente, percepire, accogliere
mandar a chiamare, in sé, comprendere distinguere, aceorgersi, sen-
fnr vnnire, chiamare a aè,
.

alqm ex Etruria, Cic, tire, sensu accipi, Cic: acc oculis animove sen-
ai nropr.: pueros. Cic:
Liv. alqm domum, in curiam, sum, Cic: alqd auribus.Cic: alqd animo magis
n Benevento,
:

Rnet.: alqm ad reanandnm Romam


Curibus, quam vultu, Liv.: accipite (leggete, richia-
Tic: alqm in regnum. Liv.: alqm doctorem mate alla memoria) veterem orationem Ar-

fili'!, b) trasl.: mortem conscientia, Veli.


Cic. chytae.Cic: accipite nunc quid imperarit.Cic:
aocT|HO. copi, ceptiim, ore (ad e capio), e coir indicazione del modo, dello stato d'ani-

yrcndeìsi, portar ria, ricevpre (contr. dare, tra- mo, col quale si riceve, si percepisce, si com-
dere). I) = Séxo|iat, detto di accettare cosa prende q.C. alqd aequo animo, durius, Cic:
A) in gen.: ai in assai., volenti animo de ambobus. Sali, p) col-
offerta, riccrcre. aceetiare,
Viano: a)ofjfj.i)>an.: accipe, tene argentum, T intelligenza, colla facoltà comprensiva, com-
prendere, concepire, capire, quae parum accepi,
riaut.: acc. pecnniam. ricever denaro, Cic,
in cattivo senso =
lasciarsi pagare, cor- Cic: quindi farsi insegnare q.C, informarsi
rompere, ab alqo. Cic. ab alqo per alqm, Cic: di q.C, causam, Cic.: e imparare, apprendere,
rome t. t. commerciale, alqd (alci) acceptum haec arte accipi posse, Cic: acc celeriter quae
ferre referre o fiìcere, accreditare ad ale. una. traduntur, Nep. f) col giudizio, accogliere,
somma come pagaia a noi fnel libro dei prendere, comprendere, capire, giitdicare, spie
expensum
conti), rorì-r a credito di ale, {coutr.
gare, alqd aliter atque est. Ter.: alqd ad ovv. in

ferre. addentare ad ale. come pagato da contumeliam, Ter. e Suet.: alqd in bonam par-
fìoi), flcceptnm ferre o referre in Cic. acc tem. Cic: alqd in omen. IJv.: con doppio acc,
facere in Plin. ev.: e fig. =
attribuire a conto beneficium contumelinm (come.ec^.). Cic: con
di ale. q.C. di huono O di cattivo, esser de- prò e Z'abl., verisimilia prò veri.s, Liv.
ìiitoì-e ad ale. di alriinchè, riconoscere q.C. da, Bì pregn ..aecetlarc =
no>ì rifiutare{contr. reì-

quale, acceptum reforre, Cic, acc ferre, Val. cere. repudiare\ TOpropr.: usuram iiumquam

Max., acc. fac, Sen.: parim sponsionem acc. ab alqo, Nep.: est in non accipiendo nonnulla
facere =
a sp. discedere, Cic: e partic. sost., gloria, Cic. b) trasl., ricevere, accogliere, non

acr-eptum. i. n. e accepta.òrnm. n..t7 ricevere, respingere = accondiscendere, mostrarsi con-


Varere (covtr. expcnsiim, expensa, datai, co- tento di q.C, concedere q.C. ammettere (contv.
dex nccej)ti et cxpensi. libro dei crediti e dei abnuere, repudiare!, condicionem. Cic: pacem,
debiti, l'avere e il dare (nel registro), Cic.: Liv.: orationem, Caes.: omen, Cic: nomen,
ratio acceptorum et datnrum. Cic: quindi in nella lista degli elettori, JAv.: jnàìcìum, im.-
acceptum referre, mettere nella colonna delle pegnarsi in un proresso, Cic: e spesso nel
entrate, sennare sul registro nel conto del- dialogo, accipio, son contento, va bene, Ter.
la ver e. Cic. pi di ogg. inan.: puellam mihi e Hor.
in manum dat. accepi (raccolsi), Ter.: acc. II) in s''nso più largo ^=geneTÌc.. ricevere,
puerum in manum. cujus abavi mani-
.Tustin.: da quale q.C che ci si dia. co-
ottenere, avere

bus esset accepta (Materldaea), ricevuta. Cic: munichi, tramandi, senza che noi Vahbiam
armis obsidibusqne acceptis, Caes. b) ricevere cercata (contr. dare, tradere, reddere), ai rice-
in, sopra, in un corpo, in wn luogo, accogliere, vere q.C offerta, consegnata, lasciata, adulte-
far stare, far entrare, introdurre, a) ogq. inan.: rinos nummos prò bonis, Cic: lucrum, Cic:
atx.)prnpr.: alqd in cervic^s Csul collo, anche littera"=ab alqo, Cic: exercìtum ab alqo, Caes.:
fq.J,TÀv.: sucos ore. Ov.: herbam in potu.pren- stipendium de pnblico, Liv.: bereditatem a
<7crc. Jn^tin.: auras follibns, raccoglier e. far en- patre, Nep.: e così per eredità, sestertium vi-
trare. Verg.: di sngq. inan.. acc. onu^ (della cies a patre, Nep.: solis lumen ("della luna),
schiena, delle spalle), Cic p3) trasl., assuynersi Cic: venenum (prendere). Quint.: morem a
(come un carico) un impiego, un incarico, majoribus. Cic: plausum. Cic. b) ricevere, ot-
qualche cosa da condurre a termine, da, ammi- tenere, honorem ab alqo, Cic: muneris par-
«tsfrare, alc.is cauRam,Ter.: decumas,Cic.: ovv. tem, Liv. e) ricevere, percepire, a) sentire,
un incomodo da sopportare, hunc metum, provare, ricevere, sopportare, soffrire, volupta-
Ter. P) ogg. viventi, alqm gremio, Verg.: mili- tem ex alqa re, Cic: vulnus. Cic: detrimen-
tes urbe tectisve, Liv.: alqm in sinus suos. Ov.: t«m, Caes.: dolorem, Cic: injuriam, soffrire
ho?tem in Italiam.Liv.: trasl.. ricevere ale. in {contr. facere), Cic. P) ricevere, comprendere,
una data relazione, alqm in civitateni, in arai- udire, sapere, cum optatissimum nuntium ac-
citiam. Cic. in deditionem, Caes.: di luogo, cepissem. colVacc. e Tinfin., Cic: quae geran-
die riceve chi in esso entra, ricevere, accogliere, tur, accipies ex Pollione. Cic: partic venir a
tellus fes.sos portu accipiet, Ver?.: pavidos Sa- sapere per fama, per tradizione .storica, fama
mnites castra sua accepere, Liv, —
Partic: atque auditione accepisse, colVacc. e Tinfin.,
aa) 1-icevere, accofflirre, trattare alc. COme Ospite, Cic: accepisse ed a majoribus sic'accepisse,
alqm apnd se, Plaut.: alqm hospitio agresti, colVa.cc. e Z'infin., Cic: ut do Hercule accepi-
Ci''.: alqm regio apparatu, Cic: alqm bene, ele- mus, Cic y) imparare, apprendere, disciplinam
ganter. Cic. ^)ricerere quale, in questo od in ab alqo. Caes.
quel modo =
trattare, amichevolmente, alqm aocTpYtPr, tris, m. [f. solo in Lucr.] (ac-
leniter clementerqne, Cic: e da nemico, acco- cipio), nibbio, I) propr.: a) generic. ue- =
gliere =
trattare, alqm vebemcnter, alqm male ce.llo dì rapina, Cic b) partic: a) nibbio, fal-
verbis, Cic: alqm verberibus ad necera, Cic: e chetta, Col. ed Hor. P) falco, sparviero, Ot.
21 accitus aocumnlate 22

li) trasl. di pers. avide, rapaci, pecuniae litis tempus, apprestare un tempo favorevole,

acc, Comici. Cic: exordiuni in plures causas, usare in più


aeoTlus (adcltiis),u, m. (accio), «7 chiamare casi, Cornif. rhet. e Cic: rifl., se acc adat- =
a sé. eUiaììiaUt, Cic. ed a. tarsi, acconciarsi (sottomettersi) a q.c. quale,
.%c<'ìiis, fi. m. V. Attius. secondo q.c. o quale, ad alcjs arbitrium et nu-
aef liliiiiilio, Qnh, f. (acclamo), I) u gri- tum totuui se tìngeve et accommodare, Cic: se
4Ìare a, verso, Cornif. rhet. IIJ partic, ffridio, iiu rem ])ubiicain et ad nia^nas res gerer.das,
/Urliiata, disapprovazione clamorosa, Cic; OVV. Cic: se dicenti. Quint.: esempi, accommodare
acclamazione, grida favo-re rol i [cOìltr. plaUSUS), alci de habitatione, accordare una dilazione.
Liv., rei narratae vel probatae, esclamazione Cic. B)generic. : poi-tare a q.c. &) apporre,
sopra ecc., Quint. attribuire, à'ùf. cffigicni, Curt.: alci vcrba, porre
ac-t'ijimo, avi, àtiim, are, yridare a, a) in bocca, Quint. b) indirizzare, dedicoì-e, ri-
con e -utenza il dat. pers., a) disapprovando, curain pratis, Quint.: nonnul-
volgere.^ volgere,

alci, Cic. p) anpluudcndo, acclamare, onmes lam operam bis studiis. Quint.: se ovv. ani-
acclainarunt, Liv.: ei acclamatum est, Plin. mum alci rei, occuparsi, incaricarsi di q. e,
ep. b) COlVacc. pers. 2)roclamare, chiamare, applicarsi, badare, Suet.: c COSÌ pure se alci,
alqm servatorem, Liv.: si noccntem aoclaina- impegnarsi, accordar.^ con alcuno, Suet.: e
vcrant, se lo proclamavano colpevole, Tao. se duccm alci, darsi come duce, ecc., Suet.

acciaro, avi, are, far vedere chiaramente, ac-COIillllO(IllS, acconcio, proprio a, alci
tno.ttrari- chiaramente, Liv. 1, 18, 9 {clove ac- rei, Verg. Acn. 11, .522.

olavassis =
acclaraveris). ac-crc«lo, crèdfdi, crèdftum. ere, esser
acoITlliì», e, inclinato, piegato verso, appog- proclive^ inclinato a credere, credere, alci alqd,

giato a, I) propr.: trunco arboris, Verg.: pa- Plaut.: alqd, Lucr.: alci, Hor.: «ssoZ., vis accr.,
rieti, Justin. : colla acclinia malo, Ov.: di Cic, non accr., Xep.
e. inan., lenitev acclini jugo, Ov. II) trasl.: ac-crc«»co,crèvi, crètum, ere, acm-eseere,

accl.falsis animus, reso inchinevole alVerrore aumentare, crescere, cioè IJ crescere tìi sè, in-
(dalla voluttà), Hor. sat. 2, 2, 6. grossare crescendo, salire man mano, alzcersi

aC-<'linO, avi, atum, are, inclinare, piegar [contr. decrescere), flumen subito accrevit,

verso q.c, I) pvopr.: se in illum, Ov.: di luo-


Cic: accrescit dolor, Nep.: cum dictis factisque
ghi, castra tumulo sunt acclinata, Liv. II)
vana accrescerei fìdes, crescendo sempre più,
Liv.: trimetris accrescere jussit nomen iara-
trasl.: liaud gravate se ad causara senatus,
beis, Hor. II) accrescersi (aumentando), ati-
Liv. 4, 48, 9.
lìicntare, aggiungersi, VCtcribuS negotiis nOVa
aecITvis, e, ed aeelTviis, a, um, che ha
accrescunt, Plin. ep.
pendio, che sale, aditus acclivis, Caes.: Collis
accrelto, onis, f. (accrefico\ il crescere, ae-
acclivus, Liv.
creseimento [contr. dcminutio), luminis, Cic
aoolT»i(as, àtis, f. (acclivis), pendìo, ripi-
Tusc. 1, 68.^^
dezza, Collis, Caes. B. G. 2, 18, 2.
aCCubltlO, ònis, (accumbo). lo sdraiarsi
f.
accula, ae, m. (accolo), colui che abita
a, il coricarsi, partic. « mensa (secondo il co-
vicino, l'abitante dei dintorni, ejus loci, Liv.:
stume romano del triclinium), Cic: epularis,
Cereris (jì^esso il tempio di Cerere], Cic. :
Cic.
appos. accolae fluvii, i fiumi tributari, Tac. aC-Cllbo, are, star sdraiato presso, giacere,
ac-ciilo, colui, Cultum, ère, abitare presso, sfar coricato, I) in gen., Nep.: juxta acc.,Verg.:
abiuire, locum. Cic: viani, Liv. di e. inan., Sulpiciis horreis, essere, trovarsi
accoiiiiiiodsKc, avv. col compar. e su- (detto di un cadus), Hor.: e di luoghi, Tarpejo
peri., in modo adatto, a proposito, corrispon- monti, Suet. II) partic: a) stare a tavola,
dentetnente, conforme, Cic. giacere a mensa sul triclinium, in convivio,
accoiiiniodalTo, ònis, f. (accommodo), Cic: apud alqm,pre.sso quale, (alla sua ta-
adottamento, a) il disporre, disposizione, l'ac- vola, come ospite, convitato), Cic: cum alqo,
comodare, l'adattare una cosa giusta ad una presso ale (come compagno di mensa], Plaut.:
data altra, alcjs rei ad alqd, Cornif. rhet. e infra alqm, Liv. b) in signif. osceno, dormir
Cic. b) Vadattarsi = indulgenza, Cic. Verr. con una pers., usare concubito, Plaut. e Suet.
3, 189. — Il perf. acc'ub'ui e il supino accubttum ap-
accomiiioflaliiììi, partic. agg. col
a, um, partengono ad accumbo.
compar. e superi., adatto, conveniente, cor- ac-ciinil>o, cubili, c'ubYtum, ere, sdraiarsi
ritpotidente acconcio , comnùsurato, di pers.
, a, coricarsi, distendei-si, in gen. (cOntr.
!)
:= atto, idoneo, capace, ad alqd , Cic. : alcl sedere, ambulare), cum alqo, Ter.: in acta cum
rei, Cic. suis, Nep. II] partic: a) a tavola, sul tri-
accoiiiiiioilo, avi, àtum, are, accomodare clinio, sdraiarsi, coiùcarsi, prender posto, quindi
q.c. a q.c, adattare, I) pr!)pr.,orig. viaterinli, anche talora per la continuazione dello stare
aggiustare, adattare, acconciare, coronali! slbi sdraiato, aver posto, giacere, staì-e, in COnviviO
ad caput, Cic: calauticam capiti, Cic: insi- alcjs, Cic: apud alqm, presso di ale. (alla sua
o^nia, Caes. II) trasl., ogg. astr. e pers.: A) tavola, mensa), come invitato, ospite, Cic:
adattare q.c. a qualche altra, adattare, ag- eodem lecto, Liv.: a.ssol., Suet. b) giacere con
giustare, ordinare a Seconda di q e, confor- una pers., finirsi carnalmente con una pers.,
memente a q.c, commisurare, proporzionare, alci, Tibull.
sumptus ad mercedes, Cic: testes ad crimen, accììniiìlatc, avv. co/ superi, (accumu-
aggiungere, far venire opportunamente, Cic. latus da accumulo), cunmlatamente abbon- =
orationera auribus auditorum, Cic: orandae dantemente, largamente, Comlf. rhet. 1, 27.
23 accumulator acer 24

nooiìmìiliilor, ùris, m, (accumulo), «ccm- alqm Parlo crimine, Nep.:


fendere), as.sol., Cic:
tnulatore, aminassatore, opuin, TaC. ann. 3, 30. alqm ambitus, Cic: alqm capitis, di delitto
ao-ouiMiìlo, avi. àtum, are. far su a muc- capitale, Cic: alqm de veneiiciis, Cic: alqm
chio (cuniulus). (icciimulfire, ammucchiare, I) inter sicarios, di assassinio, Cic: col quod
propr.: auget, adilit. acmimulat (pcciiniam), (perchè, di), Nep.: colTacc. e Tinfin., Tac.
Ciò. Ili trasl.: a) concedere, dare, condonare, Acc, ès, f. ("AxYj), città della Galilea;
prestare in abbondanza, alienas res, Liv.: alci oggi S. Giovanni d'Acri.
suininum honorem, Ov.: e trasl.: i>rovvedere, iicco, ère (dalla radice AC, doìide deri-
fornire in abbondanza., colmare, alqm donis, vano anche acuo, acies), essere addo, Cato
Ver?, b) accitniiilare, accrescere, aggiungere, r. r.148.
caedem caede, strage a strage, Lucr.: cu- ìiccr, ccris, n. (dalla radice AC), acero,
1.

ras. Ov. sorta di albero e legno del medesimo, Ov.


aeeurjile, avv. col compar. e superi, e Plin_.
faccuratus). con cura, accuratamente, con accu- 2. acfT, agg. con compar. e su-
acris, e,

ratesza, con cautela C sim., Cic. ed a. peri, [nel arcaico anche di due sole desi-
lat.-

aocfiriilYo, Unis. f. (accuro), accuratezza, nenze acer, acre, ovv. acris, acre] (dalla radice,
diligenza. C\<\ Brut. 238. AC, come acuo, acies, ecc.), aguzzo, tagliente,
aocfìraliis. a, um, partic. agg. con com- IJ propr., d'armi, ecc., Tac: acrioribus sti-
par. e superi, (da accuro), fatto con cura, ac- mulis (fìg.), Tac. II) trasl.: A) di oggetti
curato, diligente e sim., solam. di e. inan., che colpiscono e dei sensi
i nostri sensi

Cic. ed a. stessi; gusto, al palato, piccante,


a) acre, al

accuro, avi. atum. .ire. fare, condurre q.c. pizzicante, ptmgente (contr. moUis, lenis, dul-

con curri, trattare con diligenza, amìninistrare, cis), cibus, Celsus: mei, Cic. b) al tatto, imn-

far con arcuratez::a, alqd, CÌC. ed rt. gente, -penetrante, e in genere, doloroso, acerbo,

ac-curro, cucurri e curri, cursum, ere, vivo, tempestates, Caes.: sol, Hor.: dolor, Cic.

coì-rere n, accorreì-e, aSSOL, Ter. e Cic: ad e) penetrante per Vudìto, di suono acuto, stu-

alqm. Cic: equo admisso ad alqm, accorrere a dente, tibia, Hor.: flammae sonitus, Verg.: vox
briftlia sciolta, Caes.: Eomam, Cic: in Tnscu- acrior (contr. jucundior), Quìut.: syllabae acres
lanum, Cic: di idee che si affacciano j^resto (contr. leniores), Quint. di) penetrante, riguardo
alla mente. Cic. all'odorato, acuto, pungente, soffocante, odor,
acciirsìis, ùs, m. (accurroX Vaccorrere, Lucr.: vis fumi acrior, Liv.: unguenta summa
il giungere di corsa, attacco repentino, Tac. et acerrima suavitate condita (contr. ung. mo-
ed a. derata, con lieve profumo), Cic. e) (come
acCUSjllnlis, e (accuso), accusabile, degno Ò^Ug), riguardo alla vista, vivo, abbagliante?,
di accusa = biasimevole, riprovevole, Cic. TUSC. splendor, Lucr.: rubor, Sen.: anche del senso
4. '5-
della vista, acuto, fm'te, acerrimus sensus
accflSJilTo, Ònis, f. (accuso), accusa, que- videndi, Cic. B) di oggetti die colpiscono
rcia, querimonia, IJ in gcH.: rlictorices, contro i sensi interni, e dei sensi interni stessi:
ìa rett., Quint.: accusationes Hanni-
plur., a) di sensazioni, sentimenti =
pungente, sen-
balis, contro Annibale, Liv. II) partic, ac- tito, doloroso, vivo, penoso, aere, dolor, Verg.:

cusa pubblica [comun. in cause criminali), acrem sui memoriam relinquere, Tac. b) delle
a) propr. [contr. defensio), Cic. b) meton., ac- forze intellettive e delle loro manifestazioni,
cusa =accusa scritta [contr. defensio), Cic. forte, vigoroso, acuto, penetrante, fine, pronto,
accfi«SlTviiis, i, m. (accuso), con e senza acies (ingenii), Cic: iugenium acerrimum,
casus, nei Gramm., (tccusativo, Quint. ed a. Cic: judicium acrius, Cic: memoria, Cic. e)
acClisiilor, Oris, m. (accuso), accusatore, come qualità morale, a.) rigtiardo alla vo-

D in gen., Nep. Lys. 4, 3. II) partic. pub- lontà, fervido, vivace, forte, energico, gagliardo,
blico accusatoie,raram. a) in cause civili, come zelante, diligente, ardente, acre, acuto, costante,
in Cic. partit. or. 110; comun. h) in cause perseverante, laborioso, operoso (contr. iuers),
criminali (contr. reus, accusato, patronus, ingenìum, Sali.: animus, Cic: investigator,
defensor, difensore, judex, giudice), Cic: Cic: testis, Cic: poter (forte, gran bevitore),
quindi all'epoca imperiale =
accusatore di Hor.: civis acerrimus, Cic: acrior in rebus ge-
professione, delatore, Suet. rendis, Cic: homo ad perdiscendurn acerrimus,
acciisatoiMC, avv. (aecusatorins), fono m Cic: partic. di guerrieri, Cic: acer in armis,
d'acrusiitore, in ìnodo accusatorio, loqui, Cic: Verg.: e così equus (generoso destriero), Verg.
agere cum alqo, Cic. p) riguardo alTaffettO, ardente, intenso, forte,
accutiiilòrTiis, a, um (accusator), perti- vivo, fiero (contr. mo'lestus, quietus, leuis, mi-
nente air accusatore, accusatoì-io , da accusa- tis, mollis), pater, Ter.: amator, Cic: co^
tore, di accusatore, auimUS, Icx, Cic: VOX. LlV. degli animali, feroce, fiero, ardente, indomito,
acciìssllrix, trHs, f. (accusator), accusa- indomabile, furioso, leo, Nep.: cancs, Cic: e
trice, Plin. ep. 10. 59 (67) e seqg, degli affetti stessi, violente, vivo, forte, veemente,
accrifso, 5vi, àtum, are (ad e causa), «<- appansionato, sfrenato, cupiditas, luctus, Cic:
etiaare, incolpare,biasimare qìi.alc. ff.C, I) quindi y) generic: di cofte astratte, e nei
in gen. (contr. excusare. expurgare, laudare), poeti anche di concrete, ora =
focoso, ardente,
alqm liberius, Cic: alqm de litterarum negle- energico, acuto, vivo, forte, risoluto, acnora
gentia. Cic: in quo te accuso, Cic: inertiam Consilia (contr. cauta), Tac: acerrima Consilia
alcjs, Cic. II) p'irtic come 1. 1. giudiziario, (coM^)-. inertissima), Hirt. in Cic: cura dili-
accusare nlc pubblicamente, chiamare in giu- gentiaque, Cic: poet., pocula, in cui si può
dizio (comun. in cause criminali; contr. de- bere molto =
grandi, Hor.: ora ardente. =
25 acerbe Achaemenes 26

impetuoso, violento, pungente, crudo, or-


fiero, '
monti, in molti [contr. singuli), a) propr., Lucr.
rido, bellum, Cic: nox. triste, brutta, Cic. : e Auct. b. Alex, b) trasl., alla rinfusa, som-
supplicium, custodiae, Tac: annona, rincaro mariamente e sim., Cic.
(Ielle binde, prezzo elevato d. b., Tac.
— acervo, avi, atum, are (acervus), ammuc-
L'acc. neutro acre funziona da avverbio {= cJiiare, ammassare, riunire in gran quantità,
acriter), Sali. fr. ammonticchiare, ù.)propr.: mortuos, \A\.:fig.:
nc«*rl»ó, avv. con compar. e superi, (acer- alias super alias leges,a//^mn^er leggi a leggi,
hns), nccrbaincnte, solo trasl., I) attivO =^^ acer- Liv. b) trasl., nel discorso, ammassare, rac-
bamente, riyidam,, neveram,, crudam., aspram., cogliere, Quint.
in modo nemico, rozzam,, fieratn., crudelnu, a<'er»us, i, m. {dalla rad. AC, donde
(contr. coniiter, leniter), Cic. II) passivo = àyo), àYc'pO)), mcutsa riunita, mucchio, cu-
con ajj'anno, con dolore, sdegnosamente, di mal mulo (come un sol tutto, o come grande mol-
animo, alqd ferre, Cic. titudine di cose). I) pj-opr.: tritici. Cic: pe-
SÌCCrl»T(a!>>, atis, f. (aCCrbus), acerhìtA, l'es- cuniae, Cic: caecus acervus, dcl Caos, Ov.
sere aecrOo, I) propr.: il sapore acerbo di frutti II) trasl.: a) mucchio, massa, cumtUo zz= quan-
non maturi, Cic. II) trasl.: a) crudezza, acer- tiui, scelerum, Cic. b) specie di argomenta-
bità, dissocievolezza, durezza, severità, asprezza zione, risultante dall'unione di piìt sillogi-
vrso gli altri {contr. comitas, lenitas), inimi- smi, detta sorite (atopsiivjg), Cic. ed a.
coruni, Cic:morum, Cic: censoria, Liv.: poe- sicesco, acni, ere (aceo), diventar acido,
narum, Liv.: ed asprezza, acerbità, durezza, inacetire, inacidire, Hor. e Col.
tnordaeità, dcl discorso, sententiarum, Cic: et Accsta. ae, f. Cky.iGirì), antica città sulla
suppliciorum et verborum acerbitates, Cic: e costa settentrionale della Sicilia, così chia-
passivo ;^= l'acerbo odio degli altri contro di mata dal re Aceste più tardi Egesta; dai
;

noi, Suet. b) acerbità, tristezza degli avveni- Romatii chiamata Segesta (V.); oggi Castel-
menti, della sorte, ecc., angustie, teniporis Sul- lamare. —
Deriv.: Aceslenscs, tum, m.,
lani, mortis, Cic: quindi plur. acerbitates, gli abitanti di Acesta, Acestesi, Acestani.
angustie, colpi dell'avversa fortuna, travagli, Àcesles, ae, m., Aceste, re di Sicilia, di
disgrazie, Cic origine troiana.
aot>l*l»0, are (acerbus), esacerbare = far àcclakììlum, i, n. facetum), propr., vaso
parer maggiore, formidine crlmen, Verg. Aen. da aceto, quindi vaso a calice, calice, Quiut.:
11,407. plur. = bussolotti, Sen.
acerltUS, a, Um {dal 2" acer), acerbo, astrin- sicelum, i, n. (aceo), vino addo e poscia
gente, ai sensi, I) propr.: a) che stringe il aceto, genere, I) propr., Cic. ed a. II) trasl.,
iti
j

palato, acerbo al gUStO {cOJltr. dulcis, niitis, mordacità (di detti), tono satirico, pungente,
suavis), sapor, Plin.: partic, di frutti, acerbo, Hor. ed a.
maimatnro, pirum, Varr.: iiva, Phaedr.: e fìg.,
j4eliaei, òrum, m. ('Axatoi), Achei, così
immaturo, precoce, prematuro, virgo, Ov.: fu-
chiamati dal loro capostipite Acheo; popolo
nus, Verg. {cfr. n" II, b): partus, Ov.: res, Cic.
della Grecia, che in origine risiedeva in Tes-
b) spiacevole all'udito, stridulo, penetrante, VOX,
saglia, e passò in seguito nella costa setten-
Cornif. rhet. e) acuto al tatto, tagliente, pene-
trionale del Peloponneso, che da loro si
trante, intenso, frigus, Hor.: acc. plur.
poet. come avv., acerba sonans, Verg.
neutro
d) spia-
chiamò Achaja. —
Appellativo: a.) per Greci
in gen. b) gli abitanti di una colonia greca
cevole alVaspetto, vultus acerbi, accigliato,
imbarbarita sul Ponto Eusino, Ov. ex Pont.
scuro, Ov.: acc plur. neutro poet. come avv.,
acerba tuens, torvo, Verg. II) trasl., a) di
4, 10, 27, — Deriv.: A) Aehaeus, a,
um ('Ayatóg), pertinente alVAcaia, Aculeo,
pers., duro, rozzo, severo, austero, rigido, ru-
B) <%eliaTa, ae, f. ('Axata), ovv. in prosa
stico, burbero, accigliato, scortese {cOìltr. niode-
Achaja, ae, f., a) il paese degli Achei,
ratus, remissus), in eligendo, Cic: iniraicns,
TAcaia, nella parte settentr. del Peloponneso.
Cic: acerbos e Zenonis schola exire, troppo b) dopo la conquista di Corinto (146 av. Cr.)
burberi, Cic. b) di condizioni e sim., acerbo,
nome di tutta la Grecia, come prov. romana.
duro, triste, amaro, doloroso, penoso, incen-
C) Acliaììis, adis, f. ('Axaia;), Achea,
dium, Cic: supplicium, Cic: funus, Cic: {cfr. uìiAchea. D) Acliaiciis, a, um {'Axaixós),
n' I, a): mors, Nep.: n. plur. sost., acerba, acaico, greco, uegotium, Cic: homiues, persone
amarezze, tristezze della sorte, angustie, Coruif.
che vanito in Grecia, Cic: E) .4cliai«i,Tdis e
rhet.
tdos, f. ('Ayatg), u»»'4c7tea; poet., il paese degli
acernus, a, um (acer, ccris), d'acero, di
legno d'acero, trabes, Verg.: mensa, Hor.
Achei =Grecia. F) AcliiiTu!*, a, um, poet.
per Achaicus, Acaico OVV. greco, G) AcllTvi,
iiccrra, ae, f., cassetta che conteneva l'in- orum, m. {da ^A.yjxiFol), Acinvi, i Greci (nei
censo {pei sacrifizi), turibolo, Cic. ed a. poemi Omerici). —
Proverb., quidquid de-
Àcerrae, arum, f., città della Campania, lirant reges, plectuntur Achivi (il popolo),
vicina a Napoli, sul fiume Clanio (esposta Hor. ep. 1, 2, 14. —
Agg. Aebivui», a, um,
spesso alle inondazioni di questo fiume); ora achivo, greco,
Acerra. —Deriv.: Acerraiii, òrum, m,, Achaemenes, is. m. ('Axai|iÉvY]s), -!«/»«-
gli abitanti di Acerra, Acei-rani. mene, proavo degli antichi re persiani, capo-
sicerviìiis, is, m. (acervus), pel greco stipite degli Achemenidi (V. in seguito).

octìpsCxv];, argomentazione mediante accumu- Deriv.: A) Achaemeiiidae, arum, m.
lamento {V. acervus), Cic. de div. 2, 11. ('Ax,ai!J.£vi5aO, Achemenidi, la più illustre fa-
accrvatiiu, avv. (acervo), a mucchi, a miglia persiana, dalla quale si sceglievano
,

27 Achaeus acq mesco 28

t re. B) Acliaoiiieiiiusi, a, um, persiano dulcis), alci, di e. inan., Hor.: di pers., Sen.

OVV. pnrto. b) mordace, aspro, homo acidae linguae, Seu.


.4('lia<>ii<i,r. Aoliaei. rhet.

.i< hiisi, -iaji, -icus, -is, -ìus, -ja, acic!*, èi, f. (dalla radice AC, donde anche
acuo, genit. anche aeìe), acutezza, filo [taglio],
F. Achaei
Acume, I) propr., filo fdi una lama], taglio ajjìiato,
.Icliarnae. àrum, f. {"Ay^oip'/'xi},
securis, Cic: fig., patimur hebescere aciem
demo dell'Attica.
horum auctoritatis, il valore, Cic. II] trasl.:
Aclielouii, i, m. ('AxsXtoos), Acheloo, il
A) degli occhi: a) acutezza, oculorum, Caes.
più ijrande fiume della Gre<.>a, che nasce
b) forza visiva, a) acutezza della vista, buona
dal Pindo, serve di confine tra VEtolia e
vista,con e senza oculorum, Cic: forza visiva
VAcaiììonia, e si getta nel Mar Ionio ; oggi
nel moto e nell'azione, mira, sguardo, Catull.:
Aspropotamo; nella mitologia il jJt'ft antico
dio fluviale, padre delle Sirene. Deriv.: — poet. =
il brillare, il lume delle stelle, Verg.

P)
pupilla, Cic: meton. /poet.) occhio, Verg.
A) Àehelóìas, adis, f., ed .Ìcli?lois, Ydis, e) forza, acutezza, acume, dello spirito, animi,
f. ('Ax^Àw'-;), Acheloiade. figlia di Acheloo, ingenii, mentis, Cic: la forza visiva dello spi-
al piar. = le Sirene. B) ..li'liPIóuis, a, um rito in azione, mira, sguardo, acies in omnes
('Axs^vtói.o;'!, (leU'Acheloo, Callirihoe, Ov.: po- partes intendere, Cic. B) come t. t. milit.,
cula, acqua, Verg. fronte di un esercito schierato a battaglia,
.4 flit' rón, ontis, acc. ontem et? onta, m. mostrando un allineamento simile al filo di
('Ayjpwv), Achei-onte, IJ fiume della Tespro- una lama esercito schierato (a battaglia)
,

zia^che attraversa la palude Acherusia e si a) ordinanza, fila, schiera, Caes.: prima, Liv.
getta nel Mar
Jonio; oggi Phanariotikos. b) l'insieme delle file, tutto l'esercito (ordinato
IT) {anche Acheros), fumé del Bruttium oggi ; a battaglia), exercitus nostri, Cic: aciem iu-
Micene, secondo altri Lese. Ili) nella mi- Struere, Cic. e) battaglia, giornata campale,.
tologia, fumé del regno dei morti, che tutte le Pharsalica, Cic: in aciem producere, Nep.:
ombre dovevano passare, quindi per l'Averno cadere in acie, Liv.: poet., Vulcauia acies,
stesso (in prosa Acheruns, V.). Deriv.: — Verg. — con altra meta]., di discussione,
A) AflifToiilTa, ae, f., piccola città della prodire in aciem, Cic.
Lucania: oggi Acerenza.. B) Aclierusìus, ììcTna, V. acinus.
a. um ('Axspo'Jaio;), ncUeronteo, a) delVoltre- acTnacesi, is, acc.em eden, m.(àx'.vàxT;s),
tomba, dell'altro mondo; tiasl., y'ita,, affitta^ sciabola ricurva e corta, scimitarra dei Per-
piena di dolori, Lucr. siani, Medi ed a., Hor., Tac. ed a.
Acheros, V. Acheron, «" II. ìieTiius, i, m. ed aeiBiuiii, i, n. [forma
.4('lit''riiii«i, untis, acc. untem ed unta, m. second. acina, ae, f., Catull. 17, 4), acino, grano
[raro f.). /orma lat.parali, ad Acheron, dell'uva e di altri frutti, uvae, Suet.: ex acini
partic. = l'altro mondo, V oltretomba (costr. ì'inaceo, Cic.
con ad, ab, ex, ovv. come i nomi proprii di sjoTpeiiser, V. acupenser.
città, ecc., alla domanda dove? [moto a Acìs, cidis, acc. Acin, voc. Aci, m. ('A-z/.g),.
luogo] col semplice acc, e donde? col piccolo fiume della Sicilia, che discende dal-
sempl. abl.; dove? [stato] col sempl. abl., l'Etna, e corre rasente alla costa: la sua
ed anche col locat. Acherunti nelValtro = acqua è chiara, ma molto fredda; oggi
mondo). fiume di Jaci.
/%c>Siillé<i, is, m. (W.yiXXt'òz), quindi nei acli!>>4 clidis, f., freccia corta, che SÌ lanciava
poeti anche genit. Achillèi ovv. Achilli, acc. per mezzo di una coreggia, Verg. ed a.
Achillea, voc. Achille, abl. Achilli), Achilie, AciiiriiiTa, ae, f. i'Ay.p,covia}, AcmoniUf
il più illustre eroe della guerra Troiana, per città della Grande Frigia, sidla via da Do-
valore e per bellezza, figlio di Peleo, re di rileo a. Filadelfia; oggi Ahatkoi. Deriv.: —
padre di
Tessaglia, e della Xereide Teti; AcillonCIISÌ<!i, e, di Acmonia; plur. SOSt.,
Pirro (Xeottolemo). — Quindi come iippell., Acmonenses, lum, m., gli abitanti di Acmo-
un Achille =
un eroe bello e forte, oppure nia., gli Acntonesi,
un giovane b. e f. — Deriv.: A) Aciiìl- ac«>iiitiiiii, i, (ày.cv'.xcv), (erba velenosa),
lèll'», a, um ('Ax-^À£10;Ì, che si riferisce ad acònito; poet. per veleno rapido in genere,
AciiUi e. Achilleo. B) At'liillule!* , ae, m., Verg. ed a.
Acliillide.
aCOI*, oris (da aceo), acetosità, acidezza,
j4<*IiTvì el IfliTvtis, V. Achaei. gusto acido, Quiut. c (plur.), Plin. ep.
AohrailTiia,
ae, f. {^ A-/_po(.òvjrj) la parte ,
ac-iiuT«*«eo, quYèvi, quiètum, ere, acquie-
piii importante di Siracusa, per grandezza tarsi, trovar quii'te, giungere a quiete, I] del
e p)er numero di abitanti. corpo, riposarsi, a) di ess. anim., Cic: quindi
AfulJilTa, ae,
f. ('Ax'.òa?/;?- ), sopran- a) con e senza somno =
dormire, Curt. p) eu-
nome di Venere, dulia fonte Acidalia in fem. =
morire, Tac: assol., Nep. b) di e. inan.,
Beozia, dove si bagnavano le Grazie, figlie riposare, giungere a riposo, adminiculo, appog-
delta dea. giarsi (della vite). Col.: civitas acquiesceus,
af idus,
um, agg. con compar. e su-
a, Cic: rem famiiiarem saltem acquiescere, non
peri, (aceo), acido, I) propr., addo al gu- rimaner intaccata, Liv. II] dello spirito, a)
sto, Hpiacwolé al gw^to ed alVo forato, sap ir, generic, >''po««»-<', mentis agitatici nutnijuam
Plin.: inula, Hor. //)tras!.: h)si,iacp.i;ole,s-jra- acquiescit, Cic b) nell'animo, tran'jniitixzarsi,
xUc'jie, non accjtto al seiiso interiore [contr. ucnuietursi, trovar sollievo, consolazione, con-
,

29 acquiro adito 30

torto, Cic: in alqa re, Cic. e) ne propri desi- riam acerrime in alqm exercere, Sali.: delVim-
deri, ecc., Cuhìiursi ^= femutt-si con coi>HJÌa- peto del discorso, fademente, uspram,, fieram,,
cenza, trucarsi soUUiafatti di ij^.c. Ojjp. jn'ocar snperbam., alqd vituperare, Cic dj generic,
piacwe, sodiliafuziono ili q.C, iu adulesCeil- ucrem. ^z^ motto, assai, acerrime occupatus,
tium cantate, Cic: Clodu morte, Cic: col Nep.
dat. , Seu. d.) calmarsi riti propri dubbi, a(;roàilia, n. (ày.póa|ia), nat-ratore, parla-
convincersi, quindi generic, jiUarsi ui aU:, tole festevole, Oiitfvne, Cic ed a.
prestar fede, accoiisentii-e, upy fucine, col dat., aui'oa^tis, is, f. i^ày.póac.;), lezione, rela-
Suet. zione, Cic. ed a.
ac(|u7ro, quìsivi, qulsitum, ere (ad e AcrucerauiiTa, ùrum, n. ('Ay.p&y.spa-j-
quaero I, Ij <ju<aUnjnure inoltre, uc(jiiisire,uc(jui- vta, -ca), I) come parte dei montes Ceraunii
sture [coHtr. detrahere de etcj, acquirerc ad City. Cerauuia, K. Cerauuius. II) appell.per
fidem, crescere la riputazione, aumentare il ogni luogo pericoloso, ìuiec Acroceraunia vita,
credilo, Cic: gratias, Cic li) genenc. (con Ov. rem. 7:39.
sforzo e fatica), (juuUuynure , provucviute .-Icritcoriiilliiis, i, f. ('Ay.poy.óptv6og),
acquistare, pruotrami, sibi digllitateui, Cic: Acrocorinto, Cittadella di Corinto.
periculuin, liostes alci, Justin.: preyn., yuada- 1.acla, ae, f. (àxxrj, Udo dei mure, spiag-
ynare g.c. = airiechirsi, C,)uilit. gia, luogo riposto, ombroso, che porge nella
.ieracus», a, uni (ày.pai&s), -icrco (:^= o>»o- calda stagione placido ed accetto soggiorno,
rato nell'alto), epiteto di Giovc e di Giunone. Cic ed a.: quindi [purtic. nel plur. actae)
.Veraji^iis , Aeraj^aiitiMU!», V. Agri- meton. spesso -^^^ lieto soggiorno, luogo di
gcntuui. gradita ricreazione, non di, rado anche =
acratu|thr)i-iiiii [ove. -oii), i, n. (àxpa- vita voluttuosa in rioa al mare, in actis esse
to.f ópovy, vitsu pel fino schietto, Cic ed a. noitris, Cic
acrèdùta, ae, f. [forse da acus, eris ed 2.acla, òrum, n., V. ago.
edo, come tidecula da ficus ed edoj, nome .4claeòii, onis, m. ('Ay.xaitov), Atteone,
di un animale, secondo alcuni cilena, = figlio di Aristea e di Autonoe, nipote di
secondo altri =
yriUo, Cic poét. de div. 1, Cadmo; trasformato da Diana, per averla
14 (come traduzione del greco ò'Ko'/.'r(ii-i di egli veduta mentre stava bagnandosi, in uà
Arato). cervo e dilaniato dai cani della dea.
acrlvìilus, a, um
(dimin. di acer), piut- 4etaeu*<i, a, um, V. Acte.
tosto «cTf, aOjuaiito acre, pungente, mordace, Ade, ès, f. propr. paese co-
('Ay.x-(i),
satirico, iile acriculus, queU'uoino mordace e stiero, nome antico dell' Attica. ^D e-
pungente^ Cic. Tusc o, o&j. riv.: A) .4ctaeiis, a, um {^ A.y,iu^;oc,), poet.
aci'lilir>llTa, ae, f. (acer), agrezza, gusto = attico, ateniese. —
Sost., Actaca, ae, f.,
acre, odore acre, sapore picaatite di Un Clbo l'Ateniese, di Orizia; pjlur. Actaei, òrum, m.,
e Sim., Scriptt. r. r.; trasl., aeutessa, forza, Actei = Attici. \j) AcUìi*», adis, f. ('Axx'.ds),
energia, vivacità, nel tratto, nelV espjorrc ecc., , picei. = attica.
Cic: vivacità della dissussione , veemenza, .4clTa«!i, adis, f., V. Acte erZ Actium.
discorso concitato [coritr. seniio, csposisiune
aclTo, ònis, f. (ago), il porre in movimento,
calmaj, Comif. rliet.
movimento, Ij movimento di chi espone, unito
.4eri.«'Tus, m. ('Axpioios), Aerisìo, re
li, all'analoga modulazione della voce, a) dei-
d'Argo, pjadre di Danae, avo di Ferseo. — Voratore, esposizione, Cic b) dell' artista
JJeri V.: A) .AerTsìune, ès, f. f Av.pia'.wvy;), drammatico e sim., esposizione, azione scenica,
fiylia di Acrisia, DanUt. \i) .\l'l'l>>iUllell!<, Cic II) movimento dell'azione, \) in gen.,ii
a, um (^'Ay.p'.s'.oy/siosj, acrisioneo, arces, Argo, fare, azione, attività, l'operare, l'agire, aperta
Ov. C) Acrìsiiouìjkdes, ae, m. ('Ay.pia'.cD- rerum iilarum, Cic: gratiaruni, ringrazia-
vixoYjsj, Acrisioniade = Perseo. mento, rendimento di grazie, Cic: liouesta,
ai'rilCr, avv, con compar.
e superi, Cic: col genit. sogg., corporis, Cic: vitae,
(acerj, acremente, impressioni die ri-
I) delle vita pratica, C'ic. 2) purtic, Vagire in pub-
cevono i sensi esterni, e dell'attività dei me- blico e precis.: a) generic., ogni azione po-
desimi, a) delVattività del senso della vista, litica =
negoziazione, proposta (davanti al po-
acritcr intueri- solem, guardar fiso il sole, polo, al senato), discorso pubblico, Cic ed a.
Cic b) deli impressione sul tatto, dolorosa- b) azione davanti ai tribunali, ajil tratture,
mente, acerbamente, con strazio, cacduilt acer- condurre un processo (comc difensore), difesa
rirue virgis,Cic. e) dei T impressione sull'udito, davanti al tribunale, causae, Cic. P) procedi-
forte, ad alta voce, con vigore, gagliardamente, inento giudiziario, azione g., xirocesso, accusa,
]*ronuiiiiare, Pila. ep. IIj ddl'atticità del causa, civiiis, Cic: actionem iustituere ovv. iu-
senso interiore, di affetti^ ecc.: a) della forza teudere, Cic: quindi eco.) accusa ^=. formoia
visiva e comprensiva della mente, acutamente, d'accusa, Cic: e generic, formala giuridica,
finem., a fondo, videre vitia, Cic: iutelligere, Hottilianue, sulle eredità, Cic ^,3) discordo
Cic. bj dell'attività del volere e dell'agire, d'aecHsa faccusa pronunciata et voce), accusa
vivamente, energicam., rigidam>, severam,, co- scritta, Cic. <''''''*" d'accusa, diritto a pro-
YT)
raggiosa.n., repugnare, Cic: a errime egi; Cic. cedere, Zò) disam ina giudiziaria del pro-
Cic
degli a/fetti, fortemente, vivant.,
e) dell" attività cesso, termine, altera, Cic.
acrem., dolorosam., crudelin., appassionutamé, acuto, avi, iitum, are (freq. di ago), trattare
acrius cuperc; Curt.: acerrime exspectarc, asijet- molto, spesso, causas inultas, Cic: tragoedias,
tare ardentemente, affannosam., Cic: victo- recitar spesso tragedie (come istrione), Cic
31 Actium acno 32

AolTum, li, promon-


n. i'A-/.-'.cv), Azzio, via per cui si passa, passaggio, Cic b) pas-
prima sempìicemente
torio (ìeirAcarnania, sivo, moto, rivolgimento, Yeig. II) partici
con un tempio dedicato ad Apollo dagli A) il moto di chi espone, a) dell'oratore, il
Aryonauti, presso il quale si celebravano porgere (V. actio), Quint. b) degli attori, dei
ogni atin" una festa e giuochi in onore mimi, <iziotve, moto, gesto, Liv., quindi meton.,
del Dio ; più tardi con una città di egiial a) rappresentazione di una commedia, ecc., di
nome, fondata da Augusto in memoria della una parte di essa, Liv.: e P) atto di una com-
sconfitta data colà ad Antonio e Cleopatra media, ecc., in quocumque actu, Cic: e trasl..
(31 nv. C), con tempio e giuochi rinnovati extremus actus aetatis, Cic. B) il moto di chi
j)er la medesima ragione ; Ofjgi Punta fpro- opera, operosità, atto, faccenda, 1) in gen.: in
montorio e città). —
Deriv.: A) Acllii- actu mori, esser operoso sino alla morte, Sen.:
OUS, a, Uin ('A7.Iiay.O5), azziaco, di Azzio, in ceteris vitae actibus, Quint. 2) partic:
Bj (poet.J /tvlTiis, a, um ('Axx'.os), azziaco, a) actus rerum o forensis o sempl. actus, af-
di Azzio. fari forensi, Quint. b) metOU-: a) azione com-
aclìuiieììla, ae, f. (dimin. di actio), pic- piuta, fatto, Traj. in Plin. ep. 10, 97 (98), 1.
cola oi-itzione forense, Plin. ftp. 9, 15, 2. p) occupazione, ufficio, Traj. in Plin. ep. 10,
;%ctìii!!i, a, um, V. Actium. 28 (37).

nolTvu«i, a, um l'agoì. attivo, pratico [contr. actutuill, avv., subito, immediatamente,


coutoiiiplativus), Sen. ed a. Cic. ed a.

ac'Ior, òris, m. (ago), I) colui che muove, aeula, V. aquuia.


che pone in tnocimento, che spinge, peCOfis, aculoalus, a, um (aculeus), mitnito di
pastore, Ov. IIj trasl. A) colui che agisce : pungiglione, di aculeo, trasl. aj acuto, pun-
:

col discorso: a) espositore in genere, Cic. gente, mordente, litterae, Clc bj sottile, acuto,
b) oratore, espositore, parlatore in SCnatO, Cic. sopbisma, Cic.
de legg. 3, 40. e) colui che agisce sulle scene, aculeus, i, m. (dimin. di acus), aculeo,
die recit-a, «/<« espone, che sostiene una parte; punta, Ij propr.: a) di metallo, punta di ai-mi
secundarum, Cic: alienae personae, Cic:
attore, da getto, sagittae aut glandis, Liv. b) di ani-
quindi assoL, attore drammatico in genere, mali, pungiglione, apis, Cic IIJ trasl., partic.
Cic. B) colui che fa, esecutore, a) generic, ese- al plur., 1 aculeo, il pungente, partic : a) acu-
)

cutore, autore, tnediatoì-e, curatore in genere, tezza di conclusioni logiche e del giudizio,
rerum, Cic. actor auctorque, Nep. bj come
:
Cic. b) di severo procedere, rigore, severitatis,
t. t.giudiz., accusatore, avvocato, procuratore, Cic: e della capacità di danneggiare, aculeo
attore, colui che intenta processo, pubblico ora- amisso, Liv.: cfr. aculeo jara emisso, Cic. e) di
tore, con e senza causae (causarum), comun.
mordacità, punta del discorso, a) riguardo
nei processi criminali (contr. reus), j;m ra- all'impressione, spina, aculeos relinquere in
ram. nelle cause civili (contr. possessor, 2ios- animis, Cic. P) detto pungente, puntura, aculei
sessore delVuggetto d'accusa), Cic. e) cura- orationis, Cic: fuerunt nonnulli aculei in C.
tore, amministratore, di beni, di pOSSCSSi, CCC,
Caesarem, stoccate, frecciate, frizzi, ecc., Cic
economo, jiiugyiordomo, tesoriere, actor SUm- d) spina del dolore, sollicitudinum aculei, Cic.
inarum. cassiere, Saet. actor publicus, fi- :
2) cosa commovente, impellente {come stimu-
scale, Tac lus), spina, sprone, stimolo, Cic
AelorT<lé!i, ae, m. ('AxxopiSy)?), Actoride
acumen, mYnis, n.(acuo),pMn«o, I) propr.:
(= discendente di, da A.), come Menezio,
scorpii, pungiglione, Cic. poèt. : stili (dello
figlio di Attore; Patroclo, nipote di A.
Cic: auspicium ex acuminibus, dalle
stilo),
aclùiirìola, ae, f. (dimin. di actuaria, punte luccicanti (delle lande), Cic. Jf) trasl.,
V. 1. actuarius), barchfttta (veloce), Cic ad Att. acutezza dello Spirito, a) acume, acutezza, fine
10, 11, Qedalir. intelligenza, finezza, ingenii, Cic : acumeu
1. acliìarius, a, um (ago), che vien tuum, Cic plur., Hor. b) spirito, acutezza,
:

posto facilmente in moto,


rapido, navi- Cic. de or. 2, 244. e) acutezza, sottigliezza, scal-
gium, navis, barca, brigantino, galera, Cìc: trezza, alsing. e plur., Cic quindi meretricis
:

anche sost., actuaria, ae, f., Cic. acumina, arti furbesche, Hor.
2. aclÙariU!», li, m. (ago), I) tachigrafo, iicuo, acuì, aCÙtum, ere, acuire, appuntare,
stenografo, Sen. ed a. IIJ specie di prowisio- rendere aguzzo, aguzzare, (contr. obtundere,
niere, direttore dei viveri (all'epoca imner.J,
retunderej, I) propr.: serrara, Cic: sagittas
Eutr. 9, ed a. cote, Hor. IIJ trasl.: a) aguzzare, come t. t.
aclùr>««è, avv., con azione fervida, ap- gramm., syllabam, pronunciarla con tono pili
passionata; con passione, appassionatamente, acuto più chiaro, accentuare (contr. gravem
non act. , senza passione, Cic. de or. 3, ponere, inflecterel, Quint. h) addestrare, acuire,
102: da esercitare, affinare, linguam exercltatione di-
actÙÓHUS, a, um factus), J) pieno di moto ingenium, Cic.
cendi, rendere sciolta, Cic. : :

e di vita, potente, Cic.


125. II) (col or. illos aetas acuet,renderà assennati, Ter.:
li
compar.) pietw di operosit-i, operoso, attivo se ad exagitandam legationem, Cic. e) quasi
(con^r.^nihil^ agens), virtus, Cic: vita, Sen. aguzzare =: dar Vultima mano, aliquo modo
aclUI^, US, m. (actus), U mettere in moto, acuì et corrigi posse, Cic. d) render acuto, accre-
io spingere, I) in gen. : a) attivo =^ il con- scere una condizione; animare, infiammare, ec-
durre il bestiame, Cic: quindi meton. (t. t. citare una passione, industriam, Cornif. rhet.:
giurid.^, diritto di far passare per qualche curam, Liv.: alci metum, Verg. iram hosti, :

luogo bestie da tiro o veicoli, e il luogo o la Liv.: iras militum, Liv. e) spronare, ^citare,
33 acupenser ad 34

animare, spingere quaìc. ad affetti VÌVI, pas- da me = a casa mia (ehez moi), Cic. ed a.
sioni, sensaziu ni, sentimenti, ecc., alqm, Cic; bj in estensione, fino a, a, ad, a Salonis ad
alqm ad alqd {p. es. ad aemulaiidas virtutes, Ori.'uni, Caes.: con usque, jj. es. dona usque
ad crudelitatem), Cic. ad Numantiara misit ex A.«ia, Cic.
acìi|ieiisei*, soiis, m. (acus e pesna = 2) 2ìer indicare la vicinanza, la direzione,
penna), ^esce molto pregiato dagli antichi, nello stato =
i\) presso, vicino, a, sedere ad
probab. storione, Cic. ed a. latus alojs, jacère ad pedes alcjs, Cic: villa,
acu$, US, f. (dalla radice AC, donde acno, quae est ad Baulos, Cic: pugna ad Trebiam,
acies, acer ed a.), ago da cucire e da ricaìnare, Liv.: adesse ad {xirtam, Cic: esse ad dextram,
Cic: aca piugere, ricamare, Verg.: per tener Cic: esse ad mauum ( V. manus), Cic: pnrtic.
insieme i capelli, spillone, forcina, Quint. esse ad urbem, detto dei magistrati romani,
iìciìle, avv. con comp. e superi, (acutus), che viaggiavano con seguito, investiti di cch-
acnUimenh; trasl., I) coi sctisi, cernere, Lucr.: mando militare e stabilivano il loro sog-
di suono, ecc. {contr. graviter, basso), sonare, giorno in questo od in quel luogo, Cic: e
Cic. II) culla mente, acutamente, con acume, esse ovv. remanere ad urbem, esse ad portas,
con ingegno, con ispirito, e sim. Cic. dei generali muniti del comando supremo,
ìlCiitììlllS, a,um (dimin. di acutus), medio- che si trattenevano davanti a Roma, ma non
cremente acuto f alquanto, piuttosto acuto; fine, erano autorizzati ad entrare in città, Cic:
epiritono, conclusioues, Cic. de uat. deor. 3, 18. esse ad alqm, in casa di quale, (come visita-
aefilii*», a, um, part. agg. con compar. e tore), Cic: e spesso ad alqm =
presso, davanti
superi, {da acuo), acuto, agmzo, appuntato, ad ale, per indicare la persona sotto la cui
quindi affilato, tagliente {contv. hebcs, retu=us direzioìie, colla cui compartecipazione, da-
obtusus e sim.), I) propr., sia di oggetto ap- vanti a cui si svolge q.c, ad judiceni agere,
puntato ad arte, sudes, Caes.: cuspis, Verg.: Cic: ad tibicinera hostias immolare, coll'ac-
O per natura: appuntalo, terminante a punta, compagnamento del flauto, Cic: cos'i pure ad
angoloso, cornuto e simili, cornua lunae, Cic. alqd, presso a q.c, per indicare l'oggetto, sotto
fr.: pinus, dalle foglie agxtzze, 0\. II) trasl.: l'influsso del quale accade q.c, ad vinum,
A) actito per tutti i sensi e pel corpo in gen., ad lumina, ad tibiara, Cic. b) a in, ad =
1) pei singoli sensi, a) per l'udito =
acuto, forum, Ter.: ad villam, Cic: ad aedem Felici-
chiaro, stridente, quindi di sitotio acuto (contr. tatis, Cic: e cos'i ellitt., ad Castoris (se. ae-
gravis, grave, basso), sonus, Cic. vox, Hor.:
: dem). Cic: e per indicare il luogo, ad capita
COìne 1. 1, gramm., accentuato, con accento acuto bubula, al luogo detto, ecc., Suet.
(contr. gravis), syllaba, Quint. b) al tatto, B) trasl.: 1) della direzione nel moto, nel-
acuto- tagliente, pungente, jyenetrante, gelu, Sol, l'estensione: a,) della direzioìie nel moto : a)
Hor. 2) che influisce su tutto il corpo, come generic., coi verbi che significano muovere,
t. t. medico =acuto {contr. longus, vetustus, eccitare, spingere e sim., come movere, indu-
cronico), morbus, febris, Cels.: poet., acuta cere, impellere, hortari, invitare, ed a. (V.).
belli, duri casi, rischi della guerra, Hor. B) ^) per indicare desiderio, inclinazione, coi
di acutezza, itcume della mente, a) del senso sostant. cupiditas, aviditas, alacritas, ed a.
interiore, nares, nasi delicati, aguzzi; criti- (V.): cogli agg. avidus, propensus, intensus,
coni, Hor.: cernis acutum, hai vista acuta acer, ed a. (V.): con verbi, summa conten-
(pei difetti altrui), Hor. b) di pers. e condiz. tione ad officia certare, Piane in Cic. y) per
riferentisi à persona, di ingegno acuto, spi- indicare il termine, lo scopo, il fine, a, per,
ritoso, ingegnoso, fine, profondo, acuto, furbo, con sostant. (partic. ad col gerundio od il
<isUUo {contr. retusus, hcbes), a) generic: in- gerundivo), mentis ad omnia (a, per tutto)
genia, Cic: homo, Cic: acutus ad fraudem, caecitas, Cic: adjutorem esse ad injuriam,
imbroglione esperto, Nep.: raotus aniinoruni Cic: occasionem ad rem gerendam fore, Cic:
ad excogitandum acuti, Cic: studia, che ri- con agg., come natus, factus, doctus, idoneus,
chiedono acume d'ingegno, Cic. ^) come 1. 1. utilis, ed a. (V.); dopo i verbi adjuvare, con-
tet., acuto, profondo, semplice ed efficace, ora- feiTe, facere, couficere, esse fservire) ed a.
"tor,Cic: sententiae, Cic. (V.): parim. dopo decernere, deligere ed a.
ìid {are. ar) prep. coH'acc, a, ad, verso (V.J: quid ad rem? che cosa ha a che fare?
{contr. in colTacc), IJ di luogo : A) propr.: Cic: quid ad me? cotne mi riguarda? che
1) per indicare la direzione nel moto e nel- me ne importa? Cic: quindi ax) con rimedii,
l'estensione ; a) nel moto, a, verso, presso, vi- partic. farmachi, per, contro a, quae sint ani-
cino, proficisci ad Gapuam, Cic: ad Syphacein, madversa a medicis... radicum genera ad mor-
Liv.: venire ad Cn. Pompeji castra, Cic, ad sus bestìarum,ad oculorum morbos, ecc., Cic:
^Iqm, da ale, Cic, sopra quale., Caes.: ducere quindi anche in questo caso dopo verbi come
cohortes ad alqm locum, Caes.: ducere legiones esse (essere = servire), valere, posse, proficere
ad hostem, contro il nemico, Liv.: mittere le- ed ^^)2)er indicare l'ufficio a cui si
a. (V.).
gatos ad alqm, Caes.: mittere librum ad alqm, destina quale o q.c, servos ad remum dare,
mandare, dedicare, Cic: quindi ellittic, libri Liv.: argentum ad vescendum factum, posate
ad Rhodios (se. missi), ai Hodiesi, Nep.: e nelle d'argento, servizio (da tavoìaj d'argento, Liv.
dediche in capo ai libri, M. T. Ciceronis ad ò}per indicare la relazione tra una cosa ed
M. Brutum oratjr e sim.: col genit. dei nomi un'altra, aa) riguardo a, rispetto a, di fronte
degli Dei, sottintendendo aedem, p. es. ad a, con sost., erant buie studia maxima expo-
Dianae (se. aedem) venire, Ter.: nel linguag- sita praemia vel ad gratiam voi ad opes vel ad
gio famigliare, par tic. con pron. pers., per dignitatem, Cic: nomina ad aliquid, relativi,
indicare la casa, l'abitazione e sim., ad me, Quint.: con agg., insignes ad laudem viri, Cic:

Georges Calonqhi , Dizionario latino-italiano.


d

35 adactio adaquor 3&

tutus ad ictus, Liv.: vir ad cetera egregius, Cic: ad vesperum, Cic: ad diem dictam.Cic:
Liv. li» relKtzione a, in confronUt a, ri- ad diem, al giorno, al giorno stabilito, Cic:
p^j
quid ad priniUIll CODSU-
spetto a, di fronte a, ad tempus, a tempo debito, Cic: ad extremum,
latuni secundus'PLiv.: virum... nihil ad Per- infine, finalmente, Cic b) dopo, fra, ad aiiimm

siuiu, Cic: e di relazioìie aritmetica,


a, tribunum pi. fore, Cic: ad annos decem, Cic
ut unum ad deceni, sic decem ad centum,
adaclTo, OUÌS, f. (adigol, io spingere, il

Quint. b) di estensione ed aumento, fino a,


costringere a qc,
iiri.sjuraudi,^resi«Jione di
j

a) generic: virgis ad uecem caedi, Cic: ad giuramento, Liv. 22, 3S, 5.


estreinuiii, ad ulliiimm, fino all'estremo, al- ìitlavlU!», US, m. (adigo), l'avvicinare a,
Vultimo =
nel più alto grado, Liv.: ed ad demis adactus (lAur.), i morsi, Lucr. 5, 1328.
ultimuiu, airestremo =
« quando giunge al- sid-aeqilv, avv., eyuaUnent*-, purimente,
l'estremo », Curt.: ad sumuiain, al totale = anche seguito da ut (come, die/, Liv. 4, 4ù,
in tutto, in genere, Cic. P) nelle determin.di 5 (dubbio).
quantità; scrobein ad niediuui compiere, Liv.: ad-aeqilO,avi, atum, are, adeguare, ugua-
ad plenum, Hor. y) "c/ computo dei numeri, gliare, I)
propr.: moles moenibus, Caes.: de-
dei denari, aa) per indicare il giungere fino vastando, teeta solo, radere, Liv. II) trasl.:
ad un dato numero e sim., fino «, a, ad assem A) uguagliare, pareggiare, confrontare, CUm
perdere, Hor.: ad uuiumuni convenit, Cic; ad virtute fortunam, Cic: se virtute nastris,
uuum (unam) onines, tutti fino ad uno, cioè Caes.: alqm sibi, Tac: formani, aetatem, gè-
fino all'ultimo, Cic. ed a.: ed anche sempl. nus mortis magni Alexandri fatis, uguagliare
ad unum. Cic: ad inipubeies, fino agli impu- paragonando, Tac. ann. 2, l'ò: alci rei vix
beri; compresi, ecc., Caes. ^'^)per indicare quidquam adacquare posse, potere a mala
ravvicinarsi, la cicmanza, prossimità ad pena paragonare q.c. di ugualmente grande,
un dato numero, circa, pressupoco, (fuimus) Liv. 1, 56, 2. B) uguagliare, raggiungere ugua-
omnino ad ducentos, Cic: cum anuos ad L gliando, aititudiiiem muri, Caes.: alqm gratis
natus esset, Cic: quindi anche avv., occisis apud Caesarem, Caes.: deorum vitam, Cic:
ad hominum milibus quattuor, Caes, senatorum urna copiose absolvit, equitum
2) di poi re appresso, venir presso, diogg.: ad lequavit (diede un ugual numero di voti
Si)per indicare ciò che si avvicina ad alcun- di condanna e di assoluz.), Cic
ché, SI aggiunge a o presso q.c, «> presso, vi- SÌ4làÌ:;ìlllll, U, n., adagio, provei-bio, Geli.
cino, oltre, quod ad jus civile pontificium ap- 1. praef § 19.
petatis, Cic: hoc unum ad pristinam fortunam adaiiianìì'us, a, um (adamas), duro come
defuit, Caes.: nisi quid vi» ovv. vultis ad haec, l'acciaio, il ferro; infrangibile, nares, Ov. met.
Cic: quindi &à hoc, ad h&ec, oltracciò, inoltre 1, 104.
(arrogi). Sali., Liv. ed a.: ad id quod, oltre adaiiianlTiiiis, a, um (à§a|iàvxivog da
quello che, Liv.: ad omnia, ad cetera, Liv. àSdfiaj), di acciaio, duro come acciaio, coitéo
h)per indicare la ragione ed il seguito, la ferro; infrangibile, saxa, Lucr.: tunica, Hor.
conseguenza, a, sopra, in seguito a, respondere adii ma! antH, acc. anta, comun. m.
ad alqd, Cic: ad iamam belli novas legiones (àòd[iy.z 1, V i n amabile quindi
pjrofjr. ,

scribere, Liv.: ad spem diuturnitatis, Cic. e) I) il ferro più duro, acciaio, nei poeti generic.
per indicare la norma, la regola secondo cui per tiietallo duro, tninerale saldo, fer^rei ceppi,
avviene q.c, secondo, conforme a {cuntr. COU- Verg. e Ov. —
Quindi nei poeti come emble-
tra) ad perpeudiculum, ad istorum normam, ma di un cuor duro, insensibile, inflessibile,
Cic: agore ad praescriptum, Caes.: ad hunc lacrimis, voce sua adamanta (i sassi, un cuor
modum, in questo modo, Cic: ad teaipus, a di macignoj movere, Ov. II) diamante, Plin.
tempo, secondo le circostanze, Cic. icfr. sotto
ad-ììniO, avi, atum, are, invaghirsi, inna-
al n" II, 1, b, e n" II, 2, a): ad verbum, alla
morarsi, a) «»*»"»• molto, di amore puro, quale.
lettera (p. es. ediscerc), Cic.
q.c, alqm, alqd, Cic. b) amare quale, di
Iljditempj: 1) per indicare Vestensione
amore sen^ufde, Ov. e Suet.
finoad un dato punto del tempo a) avuto :
ad-a|»Pi'To, periii, pertum, Ire, aprire, I)
riguardo al tempo passato fra i due mo-
menti estremi, fino a, ab consulatu ejus usque
come contr. ad operire, velare = scoprire
ad extremum tempus, Nep.: ab bora octava
una cosa coperta, denudare, render visibile^
quae velanda sunt, Liv.: caput (come saluto),
ad vesperum, Cic: ab coadita urbe ad libera-
Sen.: caput alci fdavanti a quale), Val. Max.
tam, Cic: usque ad haiic aetatem, Cic: ad
summarn senectutem, Cic: ad vesperum, Cic: II) come contr. a claudere =
aprire una cosa
chiusa, disserrare, &) propr.: fores pjrtae,.
ad id tempus, Caes. ed a., così pure ad id
Liv.: OS, Ov. b) trasl.: ad criminatioaem invi-
locorum, fin qui. Sali, e così sempl. ad id, ad
dorum aures regis, Curt.
hoc, Liv.: ad eum finem, dum, ecc., Cic: quem
ad finem ? fino a qual punto, fino a quando? ada|iei*lTIÌ!«, e (adaperio), che ai ptià
aprire, Ov. trist. 3, 11, 45.
Cic. b) riguardo alla durata del teiiqjo, per,
circa, ad exiguuMi tem|)us, Cic: ad anuos DC, ad-a|>to (avi), àtum, are, adattare, galeri-
Cic: ad tempus, per un tempo, durante un culum capiti, Suet.: essedum, disporre accon-
certo t., Cic. ciamente, aggiustare, Suet.
per indicare Tcntrare in un punto o
'i,] iidsi<|iio, are (ad e aqua), condurre ail'ab-
dietro un punto del tempo, a) «, in, alqm ad beverutoiv, abbeverare; pass, adaquari, aiutare
mensem Jauuarium exspectare, Cic: te Lao- all'abbeveratoio, del bestiame, Suet. Galb. 7.
diceae fore ad meum adventum, ed mio ar- ad-a<|lliM', atus sum, ari, attingere, pren-
rivo, Cic: ad luccm, al mattino^ di mattùut, der avijua, Caes. ed a.
37 adauctns adduco 38

adaiirlu<i, ùs. m. (adaugeo), aumento, ae- addilàmonliim, i, n. (addo), aggiunta,


crencimeuto, LuCT. 2, 1122. appendice, trasl., Cic C Sen.
a(l-au;;«-o, auxi, auctuni, ère, autnentare ad- do, dTdT, dttum, ore, I) dare, recare,
nncora, «ccrMcere, bonuiHjCic.: causam (contr. mettere, porre in un luogo qualc. q.C (contr.
deprimere), Cornif. rhet. demere, adimere), a.)prt)pr.: a) c.inan.: epi-
ad-aii;;e<>CO, ere, aumentare, crescere, au- stulas in fasciculum, Cic: album in vestimen-
ntentarsi.Lucr.e Cic. poet. tura, mettere sopra, ecc., Liv.: solcam pedi,
ad-bìi»0, btbi, ere, bere, beversi, prendersi Ov. alci calcar o calcarla, spronare qualc.
:

bevendo, a.) propr.: plus paulo, Ter. b)trasl.: (figurai.), Hor. e Plin. ep. P) una pers. =
imprimersi net cuore, verba puro pectore, Hor. associare, aggiungere, dare, alci comitcm,
ade... tutti i vocaboli che cominciano Verg.: alci custoden), Tac: bis copiis rector
così, si cerchino sotto acc... (come comand.) additus Annius Gallus, Tac:
ad-d«*CVt, conviene, si addice, SCgUÌtO dcil- Teucris addita Juno, aggiunta per loro danno,
Tinfin., Sen. ed a. come persecutrice, Verg. b) trasl., dare, ag-
ad-dt*nseO, ère, addensare, rendere ancor giungere, ispirare, fìdcm contioni, Liv.: alci
piti denso, serrato, acies addensent, Verg. Aen. animum , Cic IIJ aggiungere aumentando,
10, 432. accrescci'e {contr. demere, adimere, detra-
ad-dlCO, dixi, dictura, ere, permettere, ag- here), a) propr.: a) generic. : unum gra-
giudicare, I) coyne t. t, del linf)uu(j(jio augu- num, Cic: addere gradum, raddoppiare, stu-
rale, permettere q.C. = notare q.c. come favo- diare il passo, Liv.: addere in spatia, far giri
revole, detto dfgli uccelli fatidici (col loro su giri, Verg. ad quattuor priore? quintam
:

volo, ecc.) e degli au^pizi; commi, assol, decuriam, Suet. p) in iscritto, aggiungere or-
mostrarsi propizio, con senza dat. pers. dinando, apporre come appendice, in oratio-
{contr. abdicere), Liv. II) aggiudicare, asse- nem quaedam, Cic: multas res novas in edi-
come giudice, aggiudicare, assegnare,
giutre, a) ctum, Nep. in sententiam suam uti, ecc.,
:

a quale, come proprio [partic. del pretore, aggiungere alla proposta che, ecc.. Sali.
le cui tre azioni sono éo, dico, addico), alci Y) aggiungere, dar di piit, COme offerta, Nov.
bona, Cic: liberum corpus in servitutem, Liv.: com. fr. in Cicer. de or. 2, 255. S) come
alqm arbitrum, assegnare quale, come arbitro, t. t, di aritmetica = sommare, addizionare
Sen. {quindi figurai., certis quibusdam senten- (contr. deducere, sottrarre), Cic. de off. 1, 59.
tiis quasi addictum et consecratum esse, essere b) trasl.: a) generic: paulum alci aliquid,
legato come mediante la sentenza di un giti- sorpassare di un poco, Cic. (e così cui niliil
dìce un vincolo religioso, Cic): partic, asse- addi potest, insuperabile, Cic.) ad iter cir- :

gnare, aggiudicare, come pvoprio « qualc. un cuitum, Caes.: historiae majorem sonum, Cic:
debitore insolubile, alqm alci, Cic. {quindi 2i<ì- operi nocteni, valersi anche della notte per
dicbiì, il debitore aggiudicato quale schiavo il lavoro, Verg.: alqm Trojae periturae, coin-

al creditore, schiavo per debiti, Liv.: e figu- volgere nella rovina di Troia, Verg. p) ag-
rai., nullius addictus jurare in verba magistri, giungere ìin tempo come termina', concedere
7ion legato [come ìino schiavo per debiti] a ancora, paucos dies ad rem publicam geren-
giurare, ecc., Hor.); e generic. dichiarare, dam, Cic: addito tempore, col tempo, Tac
coìulanìwre quale, come debitore verso uno, Y) aggiungere,
apporre ad una COSa detta, pro-
addictus erat tibi? Cic: cupiditati petulan- seguire con q.c, verbum non amplius addam,
tiaeque addici, debba sottostare alla, ecc., Hor.: ad hoc maledicta alia, Sali. addniit :

Cic. b) aggiudicare, di cM mette ulVusta etiam de Sabini morto, Caes.: quo ego non ji'ir-
(partic. i beni dei debitori) o affitta a chi sim qua de re agitur addere, Cic: adde-
offre di più e di. chi dà a cottimo, in ap- bat se audisse, Ter.: scg.da ut e j7 cong., Ca'S.:
palto costruzioni a chi domanda meno,
le quindi addito, colfaggiunta, Tac: amplitudo,
fundum Cic: opus HS lOLX milibus,
alci, addo etiam utilitatem, e, di più, anche l'uti-
Cic: qtiindi add. alci alqd nummo sostertio lità, Cic: così partic. adde o addo bue col-
sempl. nummo, dare., donare per il mi- Tacc, aggiungi, arrogi, adde ductus aquavum,
nimo prezzo, Cic: e come venditore in ge- Cic: adde huc unguentarios, Cic: adde quod
nere, aggiudicare, cedere in vendita, vendere, adde huc quod, Liv. e As. Poli, Cic. ep. m
aedes, Cic: regna pecunia, Cic. e) aggiudicare ad-dTieeO, ère, insegnare (ancora), artcs,
come proprio, a) generic. dare in proprietà, Hor. ep. 1, 5, 18.
^
in preda ; consacrare, cedere, abbandonare, alcjs addormisco, ere (incoat. di *addormio1,
bona publicum, confiscare^ Cic: alqm libi-
in dormire un poco, fare un sonnellino, Suet. CI. 8.
dini alcjs, Cic: alqm morti. Cic: partic. se alci, ad-dììluto, avi, atum, are, esser propenso
darsi cotnple.t<imcnte a nìialc, consacì-firsi, di- a dubitare, nutrire alcuni dubbi, avere alcuni
ventar SUO aderente fin senso Cattivo farsi = scrìipoti, indugi<ire, assoh, Cic: de in alqa
schiavo), se senatui, Cic: quindi alci ad- re seguito da num, an, utrum, Cic: con
dictus, obbligato, dedito, soggi-tto (o schiavo) 0, acc. generale, illud addubito, utrum... an,
quale, Cic. p) ascrivere, aUribìiire uno Scritto, Nep.: res addubitata. indugiata, Cic.
orationes alcjs nomini, Quint. 10, 1, 70. ad-duoo, du.xi, ductum, ere, IJ tirare q.c.
addiotlO, Ònis, f. (addico), aggiudicazione, vicino, trarre a sé, dietro a sé, a) generic: ra-
l'assegnare come proprietà, bonorum, Cic l. mulum (contr. remittere, lasciare andare),
Verr. 12. Ov.: securim, levar in alto. Ov.: pedeni, al-
ad-d̫iOO, dldTci, ere, I) apprendere inol- zare p. camminare, Ov. h) partic: v.) trarre.

tre, imparare ancora^ alqd, Cic II) ai>pren- tendendo fortemente, tendere {contr. remittere »,
dere, appropriarsi imparando, Cic. funes.Caes.: ballistas vehementius, Cic. P) con-
S9 adductius adeps 40

trarre, raggrinzare, cuteni, Ov.: frontem, COr- con usque da dum, donec, quoad),
e seg.
Tìigare (cupamentej la fronte (per affanno, Ter. e Cic. IIj trasl. rispetto al grado:
,

tristezza; contr. remittere frontem), Sen. II) a) per uguagliare due cose nel paragone,
prendt^-e quale, seco [come dux) per andare seri, da ut O quasi ^
nello stesso grado (mi-

in Uìl luogo O presso quale., condurre, tras- aura),., in cui che, Comici, b) per rin-
portare, coiuiitr seco, accompagnare (contr. ab- forzare il concetto nel paragone «osi, =
ducere), A)pì'opr.: a) ess.anim.: sdqm secnm, tanto, inunione con verbi, agg., sost. ed avv.,
Cic: exercitum subsidio alci. Nep.: ad aegros e seg. da ut o (quando precede una negaz.)
medicum, Cic: alqm iu jus o in judicium o da quin e il cong., Cic. ed a.: adeo non
sempl. alqm, trarre iti giudizio, Cic: alci adeo uihil, ut, ecc., così punto, così poco,
pueros venales ex Gallia, condurre, Cic. p) o /g. che, ecc., Liv.: e rafforzando il concetto, af-
iiian.: auruin secum, Liv.: partic. guidare, fatto, cosi, tanto. Ter. e generic, per
Verg. e)
condiii-ì-e un corso d'acquii, un acquedotto, accrescere il già detto con qualcosa di più
a^iuam, Cic. Bitrasl.: a) generic: tnti-odwrfl, grande, inaspettato, ami, di più, persino, ma
trasportare, philosophiaiii ili corpus cloqueii- quel che è pia, duccm hostium intra moeuia
tiae, Quint. h) partic.: a) recare in un dato atque adeo in senatu videmus,Cic. dìposposto
sito, porre in una condizione, a,hi\n in sermo- come enclitico ad una parola, per far spic-
nem, in invidiam, retidcre oggetto di, ecc., care con speciale importaìiza una cosa o la
Cic: alqm iu suspicionera alci, Nep.: res in sua proprietà =
appunto, addirittura, affatto,
extremum discrimen, Cic: est res jam in eum massimamente, con verbi sost., agg., Comici
locum adducta, ut, ecc , e giunta a tal punto, e Verg.: con avv., Comici e Cic: con pronomi,
che, ecc., Cic. p) condurre, port<trc, muovere, partic. spesso ìd adeo, p. es. id adeo, si pla-
Kpingere, indurre, destinare quale, ad un^a- cet, considerate, Cic: dopo le cong. condiz.
zioìie, determinazione, disposizione d'animo, si, nisi e sim., se mai, se poi, Comici: colle
alqm ad iracundiam, Cic: in consuetudinem, cong. sive, aut, vel, oppure, o piuttosto, anche
Caes.: o ad cjnsuetudinem, Cic: adduci ad soltanto, Comici e Cic: con atque, e piuttosto,
suspicanduni, Cic: non facile adduci ad cre- e più. giustamente, e meglio, Cic. e) per Conva-
denduii), Xep.: adducis me, ut tibi assentiar, lidare il già detto fé sempre nel principio
Cic: adductus sum officio, ut, ecc., Cic: ad- della prop.), tanto, così, talmente, adeo prope
ductus Bruti precibus, dalle preghiere di Br., omnis senatus Hanuibalis fuit, Liv. f) adeo
Cic: adductus raercedula, per una meschina non, rinforzando dopo una negazione, tanto
ricompensa, Cic: jìartic. indw-re alcuno a poco, così poco, Tac: partic. dopo ne... qui-
credere, coinp/ut. alqm adducere ut existiraet, dem, Veli.: eziandio adeo {senza non) dopo
seg. dall'acc. e Z'infin., Cic: e non possum ad- ne... quidam e quoque, tanto più, Tac.
duci, ut putem, non adducor ut putem, seg. 2. àd-eo, li [rar. ivi), ì'tum, ire, andare,
dalVacc. e Z'infin., Cic, e sempl. adducor, seg. venire a verso q.c. qualc. {contr. abire, fu-
dalV&cc. e rinfin., Cic: e non ovo. vix posse gere), I) propr.: ad fundura, ad
a) in gen.:
adduci, ut, ecc., Cic: e affatto assol., adducor me, Cic: ilio flàj, Caes.: Eomam atque in eoa-
igitur et propemodum assentior, Cic. y) appor- veutum, Cic: curiam, entrare, Liv.: epulas,
tare uno stato, una condizione, febres, Hor. prender parte, Ov.: quindi adiri, di luoghi =
a(l<lu<>lTii!<i, avv. compar. (adductus), più esseì-e acccssihiie, Liv. h)partic.: a) come 1. 1.
aspraìtiente, severamente, Tac. hlst. 3, 7 C ^fmcte., adire ad praetorem in jus o sempl.
Germ. 43. adire in jus, andare in giudizio, Cic: e così
a«lductu«i, a, um, part. agg. coZcompar. ad Caesarem in jus, Caes. p) visitare, pereor-
{da adduco), 3i} ristretto,angusto, stretto {Xhìca.) rere (praticare) un luogo, ecc, Lycias urbes,
ex spatio paulatira adductior. Mela: trasl., Ov.: inberna, Tac: eas quoque natioues, Caes.
di oratore, pressior et circumscriptior et ad- Y) ricorrere per consiglio,
diritto aiuto a
ductior, più hrrfve, più conciso, più, serrato quale, rivolgersi a quale. a q.c, alqm de
(nell'espressione), Plin. ep. b) conugato, in- filia, Ter.: praetorem, Cic: alqm scripto, Tac:
crespato (della fronte, ecc., come segno di se- quindi interrogare per conoscere il futuro,
rietà, ecc.J, adducto fere vultu, Suet.: trasi., qualc. un oracolo, magos, Cic: libros -Si-
della pers. stessa, rigido, severo, Tac. byllinos, Liv.: e avvicinarsi pregando, suppli-
iìd-eJo, èdi, èsum, ere, I) divorare, ad- care, mille àomoSjOy.: e accostarsi pregando
dentare, rodere, jecur, Cic: di sogg. inan., a un dio, ad un tempio, venerantem deos,
alqm, abbruciare (del fuoco), Ov. scopulus Cic: aras, Cic. 5) andar verso una pers. o un
adesusaqui3, corroso, Ov.: adesi lapides, levi- luogo con intenzione ostile, assalire, azzuf-
gati dalfacqua, lisci, Hor. IIJ trasl., consu- farsi, oppida, Sali.: virum, Verg. II) trasl.:
mare in parte, distruggere, rovinare le sostanze, a) andare ad un negozio, accedere, intrapren-
pec'iniam, Cic: bona, Tac. dere q.c, ad causas, Cic.: ad rem publicam,
.4dcl|»lii ovv. alla greca Idelplioc, Cic b) non sottrarsi; sottoporsi, sobbarcarsi ad
òram, m. (à^sÀ-.poi), i J!'ratelu,giiAdeiji, com- una sorte, ad una condiziona, ad periculura,
media di Terenzio. Caes.: o sempl. periculum, Cic: inimicitias,
àdciii|ilTo (ademtro, ònis, f. (adimo), il Cic. e) come 1. 1. giuridico, adire heredita-
togliere, privare, civitatis, Clc: provinciae, Ter. tem, venire in possesso di una eredità, Cic.
1. adeò, avv. (ad e co, il dat. arcaico di iidcp!», dlpis, e, adipe, grasso che si trova
is, id), fino al punto, al segno, I) propr.: nella cavità dell'addome e specialm. nella
A) di luogo, neU espressione figurata, adeo membrana perciò detta adiposa,Va,rr.: meton.,
res rediit, la cosa giunse al punto (peggio- Cassii adipes, la pancia di C, Cic. Cat. 3, 16 :

randoj, Ter. B) di tempo, finché {rafforzato trasl,, l'ampolloso nel discoTSO, Quint. 2, 10, 6.
. . ,

41 adeptio aiihnc 42

ìidoplio. òms, f. fadipiscor). acff^iìsto, eon- manns o^enibus, abbracciar le g. colle m., Ov.:
siguiinenio, boni (contr. depnlsio mali), Cic: e fig., manus vectigalibus, metter le mani nei
commodi {contr. vitatio incomniodi), Cic. dazi, Cic: vincula captis, Ov.: conaqg. astr.,
ad-equTlo, avi, atum,I) cavalcare
.are, adbibere animos et mcntes vestras ad etc, Cic.
verso, correre a cavallu ver.^O. €CC., ad DOstrOS, IIJ partic: .A.) prendere inoltre, aggiungere
Caes.: in dextrum cornu ad suos, Liv.: col q.C. alqd ad pancm (come companatico
,

dat,, portis, Liv.: per arniatos, Curt.: ab suis, come soprappiìi, ecc.), Cic: con ogg. astr., ag-
Liv.: assai., Liv. II) cavalcare accanto, circa, giungere una cosa ad un'altra, congiungere,
juxta, Suet. unire, alqd ad domestlcum niorcm, Cic.:qnat-
ndf... ttdti i vocàboli che cominciano tuor initiis quintam naturam, Cic. B)pren-
così, si cerchino sotto aff. .
dere, adoperare per uno scopo determinato,
ailp: . . . tutti i vocaboli che cominciano cioè a) adoperare un ogfj. (cosa css. anim .)

COSÌ, si cerchino sotto apgr . . come mezzo per quale, o q.c, valersene, itn-
a«l-liaer?o, haosi, haesutn, ère, aderire, piegare, usare, far uso, preSSO qualc. q.C. «
gtare attaccato (fortemente) a q.C, I) propr.: usare, mosti-are, dimostrare un modo di pen-
saxis (dat.), Liv.: in rorpore, Ov. II) trasl.: sare di operare verso qualc o q.c, odorf^s
ai rispetto al luogo ed al t^mpo, unirsi a q.c, ad deos, ut etc, Cic: orationem ad vulnus,
toccare, confinare, assol., Tac: COl dat. loci, Cic: diis prece?, Cic: aegro medicinam, Cic:
'J'cr.: colVacc, Cic. poèt.: tempus adhaerens, judici motus, Cic: alci consolationem litteris,
immediatamente sussefiucnte, Qiiint. b) ade- Cic: alci vim, it.wre, Cic: alteri calcarla, al-

rire fortemente, sUir vicino ad ima pcrs. COSU, teri frenos = con uno gli sproni, coìVoltro
non distaccarsi mai da UVa pcrs. COSa, a) di le briglie ffìri.), Cic: offirium erga alqm. rc-

pers., da una persona (come compagno co- verentiam adversus deos, Cic: saevitiam in fa-
stante, ecc.), lateri adhaerere gravein donii- mulos, Cic: plus studii, quam ille, ad dicen-
iium, stare ai fianchi, Liv.: ad un Ixogo, dum, Cic: morbis remedia, Cic: niodum vitio,
stativis castris (dat.), Ter.: ad una condizione, porre ìtna misura, Cic: memoriam contume-
nulli fortunae adhaerebat animus, adattarsi, liae, ricordarsi di, ecc., Nep.: e con in e Tabi.

Liv. b) di e. inan.: cui Canis cognoinen = in q.C, iambum in fabulis, Cic: sermonem
adhaeret, è applicato per sempre, Hor. e) es- in poculis, introdurre, Cic: in amicorum pe-
sere attaccato a q.C come appendice, sum- riculisfidem et diligentiam, Cic: e col sempl.
musque in marerine versus adhaesit, era at- acc, studium atque aures (amore e gusto per
taccato, scritto in margine (per mancanza di le produzioni poetiche, e un orecchio fine e

spazio), Ov.: quindi di pers., formare un'ag- conoscitore), Cic. b) invitare, ammettere una
giunta, entrare in q.C, te vix extremum . . . pers. per q.c (per aiuto, soccorso, consiglio,,
adliaesisse, esser riuscito per miracolo, Cic. servizio), Dianam ad partus, Cic: alqm ad
5Ìd-liaero«sfo, hae-i, haesum, ere, rima- ministerium, Liv.: alqm in auxilium, Justin.:
nere attaccato, confitto, aderire, stare attaccato, partic alqm in o ad consilium, ad delibera-
I) propr.: srravis lateri craterae limus adhae- tionem, Cic e Caes.: e così consiliis, Curt.:
sit, Hor.: e fg., tamquam in quodam incili alqm in convivium, Nep.: e così cenae, Suet.:
jam omnia adhae?erunt, rimasero stagnate, quindi spesso sempl. adbibere alqm, prendere
arenata. Cael. m Cic. ep.: di armi, tizzoni jìer aiuto, valersi per aiuto, condurre, prender

scagliati, ad turrim
Caes. cfr. fig.. ratio,
, seco, recar seco, far venire, invitare ale. (COVÌS

simul ac emissa est, adhaerescit, aderisce, adiutore, consigliere, compartecipe, testimo-


resta impressa (nelVanimo), Cic: di navi e nio di veduta o di udita, uditore, compagno
naufraghi, ad saxa Sirenum, Cic: cfr. fig., e siin.: contr. removere), medicum, Cic: te-
ad eam (disciplinam) tamquam ad saxum, stem, Cic: fratrem, Caes.: e con aw. ac- —
Cic II) trasl.: a) attaccarsi in qualche luogo, cogliere,trattare qualc in qualche modo, alqm
rimanere attaccato, tenersi fortemente aggrap- liberaliter, severius, Cic: e sic se adbibere in
Tpato, non cedeie, v.] dì pers. c ogg. persoììif, potestate, ut etc, comportarsi, Cic.
aduna pers. (come compagno costante, ecc.), ìid-hinnio, ivi e ti, Itum , Ire, nitrire

etrressibus, Tac: ad un luogo, nactus hoc verso, partic per liindine, equo, Ov.: e(iuae,
litus adhaesi, Ov.: si potes in bis locis adhae- Ov.: trasl.: di persone libidinose, Cic. Pis. 69.
rescere, fermarsi. Cic: ad una condizione, adliorlalTo, ònis, f. (adhortor), esorta-
ad uno stato, justitiae, non dipartirsi da, ecc. zione, Cic: phir. in Liv. e Sen.
justitiam deserere), Cic. p) die. inan.:
(co>z^r. sidliortsilftr, òris, m. (adhortor), esoi-ta-
ad omnium vestrum studium, riuscire, incon- tore. confortatore, TjÌv.: operis (allavoro), Liv.
trare, Cic: qnae prava sunt fastidiis adhae- ad-llOI'tor, atus SUm. ari, iìicoraggiure,

rescere, lasciar un'impressione cattiva, Cic. esortare, invitare, spingete (contr. deliortaii ,

]t)fermarsi, inteì'rontpersi, del disCOrSO 6 del- di pers. ed ogg. personif, milites, Liv.: omnes
Toratore. Cic. cohortes ordinesque, Caes.: alqm ad laudcm,
ìidliaeMO, ònis, f. (adhaereo), adesione, Cic: se adversus alqd, Sen.: alqm in bellum,
€Oììgiumione, adhaesiones atomorum inter se, Tac: seg. da ut e il cong., Cic: seg. da ne
Cic de fin. 1, 19. quo e il cong., Suet.: o col se7npl. cong.,
adliae<iu«>, ùs, m. (adhaereo), adesione, Ter.: seg. dalVinfin., Sen.
aderenza, Lucr. 3, 381 e altr. adUilc, avv. (ad e buie, contratto bue),
ìidliìbeo, hlbui, hlbltum, ère (ad e haboo), sin qui, sino ad ora, dal punto di partenza
porgere, IJ in gen., porgere, rivolgere, collo- sino ad una meta determinata {quindi con
care, sovrapiìoti'e, porre a o sopra, eCC, vultum usque), propr. di luogo, ma nelVuso della
ad alqm, Ov., medicas manus ad vulnera, Ov.: lingua solo piit di tempo, Ij considerando
,

43 AJiatorix aditus 44

come escluso il presente =


fin qui, fino ad ]
(partic. contro il loro volere, colla violenza),
ora, a) il presente reale, Cic. ed a.: quindi \
vos Italiam, Verg.: alqm fulmine ad umbras,
usque ailhuc e adhuc seinper, sino nd ora. Co- i
precipitare, Verg.: come t. t. giurid., arbi-
mici e Cic: adirne dum etc, durunte tutto il ti'um arbitrium {arcaico per ad arb.) adigere
tempo, fino ad ora, Cic: unus adirne, fino ad alqm, citare, far venire davanti all'arbitro,
ora il solo, Cic: con negaz., adhuc non o Cic. e) cose, triremes per aestuaria, trarre,
ncque adhuc, Cic: nihil adhuc, Cic: adhuc spingere, Tao.: turrim, spingere innanzi,
nulius e nullus adhuc, Cic. b) il presente re- 'u'àCi.: partic, cacciar dentro coìi UH martello

lativo, finora, fino allora, disertos COgnosSC e sim., tigna fistucìs, affondare travi col bat-
nonnullos, eloqnentem adhuc neminem, Cic. tipalo, Caes.: scagliare, lanciare dardi., ex lo-
If) Considerando come non escluso il pre- cissuperioribus telum in litus, Caes.: e cacciar
sente, ancora, ancor sempre, a) di ciÒ che dentro armi da punta, immeriiere, alci enseni,
dura ancora contro aspettazione o speranza, A''erg.: scalprum in articulo, Liv.: ferrum per
t-rat adhuc impudens, qui etc, Cic: fluctuans pectus, Ov. fèrrum jugulo, Suet.: quindi
:

a Urne animo, Liv. h) di ciò die dura ancora meton. fpoet.), vulnus, produrre una ferita,
piìi a lungo, più oltre, insatiabilis avaritiae est alte, Verg.: Tac. II) trasl., spìngere,
alci,

adhuc implere velie, quod jam circumfiuit, costringere, condurre, determinare , obbligare
Curt. e) di ciò che accade ancora oltre o ac- quale. q.c ad una cosa, -a) pers.: alqm ad
canto ad un'altra cosa, unani rem adhuc iusaniam. Ter.: colVìnfin., nei poeti e in Tac:
adiciam, Sen. à) particella rinforzntiva ed assol., acriore in dies adigi cupldine promi-
comparativo, ancora, si adhuc viliorem ma- scuas scenas frequentandi, Tac: come t. t. di
teriam obtulisscs, Sen. e)sert. da ut o qui e atti pubblici e milit., adigere alqm ad jusjii-
il cong. =
coni . . . da, tanto . . . da, Cael. in randum o sempl. jusjurandum, Caes., o jure-
Cic. ep. 8, 11, 8. jurando e sacramento, Liv.: costringere al giu-
.4«llalftri\, rigis, m., Adiatorige, prin- ramento, far prestare il giuramento di fedeltà. ;
cipe dfi Cornavi. cfr. adjurat in quae adactus est verba, egli
ìidìoTo, jèoi, jectum, ore (ad e jacioì, get- presta il giuramento a cui fu costretto, Liv.:
tare Ut, gettare sino a sopra q.c, I) in così anche adigere alqm in alcjs verba jusju-
senso stretto: a.)propr.: teluiii, Caes.: adje- randum e sempl. adigere alqm in verba alcjs,
i suoni che urtano, toc-
ctae (auribus) voces, far prestai' giuramento a quolc, nei termini
cano, Cic: e prov, alci rei album calcu- voluti da un altro,Ca.es.: e nel passivo, adigi
lum, apjìr vare una cosa, Plin. ep. 1, 2, 5. sacramento alcjs o prò alqo e in verba alcjs,
b) trasl.: a) gittare, rivolgere lo sguirdo (bra- prestare a quale il giuramento di fodeltà,TilC.
moso, ecc.) su q.c, alqo iinprudentiam oculo- e Suet.: infine sempl. adigere alqm, Tac b)
xnm, per inavvertenza rivolgere uno sguardo e. inan.: in facieni prorae pinus adacta novae,
verso, Cic: oculos cupiditatis ad alqd, Cic: recata nella forma, foggiata come, Prop.
oculum alci rei, Cic ^) rivolgere T animo, hi sidìnio, èmi, emptum (emtuui), ere (ad e
mente =l'inclinnzione, Vattenzione ad una emo), levare, toglier via, a) generic, partic
pers. cosa, animum ad alqm, Ter.: ad alqd, q.c. d'iniportuno, di fastidioso, vincula ca-
Liv., alci rei, Liv. II) in senso più largo, nibus, Ov.: e togliere, alleviare a quale un
porre, collocare, mettere .sopra, accantO, in q.C, male, curas. Ter.: doiores, Hor.: metum. Ter.
A) in gen.: rogum bustumve novum fad) aedes b) prendere, togliere, rapire un possesso, un
alienas, collocare, XII tabb. in Cic: capiti bene, ecc. ad ale. (contr. dare, donare, ad-
insignia Curt.
, e fig., Arraeniae manum
: dere, tribuere), pecuniam, vitam, Cic:
alci
n.ssalire TA., Veli.: virus in anguem, instil- munus, Liv.: spera, Cic: alqd ab alqo, Cic:
lare Ov.
, con ogg. astr., animos juveni,
: poet. coir infin., togliere =^ proibire, vietare,
inspirare, Ov. B) partic, porre, collocare, Hor. e) strappare una pers. a quale, alqm
ugyiiingeie, come aggiunta, supplemento, au- (alci), Gìc: partic della morte, strappare, ra-
mento a q.c, a) materiatni.: nggerem ad mu- pire, alqm alci. Ter.: quindi ademptus, rapito,
nitiones, Caes. hjidealm.: ix) generic. (e ontr. ìnorto, Hor.
demere, dctrahere): ad belli laudem doctrinae a<lT]>sìtu<«, a, um (adeps), adiposo, gretsso,
et iniorenii gloriam, Cic: muneri agri aliquan- trasl., dictio, gonfia, ridondante, Cic. or. 25.
tum, Liv.: Democrito perpauca, ampliare al- a<lipÌ!>icoi*, deptus sum, dipisci (ad e apì-
quanto D., Cic: aliquid novi ex etc, Cic: SCor), giungere ad avere, I) propr. raggiun- =
centuriones, Liv.: e più tardi (senza acc. del- gere nello spazio, alqm, Liv. II) trasl., a)
^^^99J ^'^l dat-, aggiungere alcunché ad una raggiungere q.C a cui SÌ è aspirato, a) rag-
cosa, aumentarla, ingrandirla, magnitudini giungere, conseguire intellettualm., coìnpren-
Pori, innalzare ancora m'uigior mente, Curt. di-re, Cic Rose. Am. 131. p) conseguire comi'
^) aggiungere, unire al «7n< t^e^to, nam quid desiderato, ottenere, guadagnare, Senectutem,
ego adiciam, Prop.: hisadicio, seg. duiracc. e laudem, Cic: victoriam, Caes.: jus suum, Liv.:
Z'infin., Quint.: quindi Ime adice {come huc col g«nit., Tac: ad. per alqm, seg. da ut e il
adde), aggiungi (col pensiero), arrogi, natas cong., Cic: partic. perf. pass., Sali, ed a.
septem, Ov.: adice, quod (che, ecc.), Tac b) generic, ottenere, nomen a tonso capillo, Ov.
Y) cregcere il prezzo (negli incanti), aggiun- ailTtììiii, US, m. (2. adeo), avvicinamento,
gere, supra adjecit Aeschrio (nom.), Cic. accesso (contr. abitus), I) propr.: a) generic:
ìiilTso, ògi, actum, ore (ad e ag6'), con- litoris, Cic: diffieiles»-aditus habere ad pastura,
durre, spingere a, verso, IJ propr.: a) bestitùne Cic b) partic. la possibilità, il permesso, il
(contr. abigere), pecus e vicis longinquioribus, diritto di andare in un Tùogo, adito, accesso,
Caes.: equos per publicum, Suet. h) persone in forum, Cic: aditus in domum familiarior
45 adjaceo niljuro 46
(più libero) erat, jìià libero, Liv.: e mi una carattere, caratteristica,il sostanziale, la na-
pers., adito, ufiienza [die qiiiiìc. ottiene; cfr. tura di una
pers. o cosa, pietatis adjunctum
,
'
aiitiiissio), homo rari aditus, raramente acces- esse, Cic: in adjunctis morari, Hor.: projiiora
sibile, Liv.: aditus ad alqiii diffìcilior, Cic: hujus causae et adjunctiora, He. b) cornei, t.
e) meton., adito, entrata, colile liio/jo (contr. retar., adjuncta, òrum. r\., circostanze che ac-
cxitus), insulae, templi. Cic: duo aditus in Ci- compagnano concomitanti ; le eircostame di
, i

lieiam ex Syria, Cic. IIJ tras]., a) passo, in- tempo, luogi-, ecc., Cic.
yroHno in q.c, primus aditus et postulatio :iiiÌun;;o, junxi, junctum, ere. annodare,
Tuberonis liaec fuit, Cic: qui aditus ad eau- congiiingere, 1) propr.: a) animali
attac- =
sam Hortensio patuerit, Cic b) adit.o, accesso care, equos, Ov.: plostcllo mures, Hor.
b) viti
= ad alcjs aurcs, Y insi-
possibiiitit, occasione, == congiungi re a, ecc., ulniis vites, maritare,

nuarsi, Cic: ad honorem, Cic: nactus aditus Vero-. II) trasl., generic, congiungere, unire,
ad ca conanda, Caes.: aditus et cau«ia posta- A) nello .spazio o nel
tempo a) ogg. inan.:
:

laudi, Caes. a) nello spazio, parietem ad parietem


commu-
nd-jììOi'O, ère, giacere presso accanto, nein, Cic.:accessionem aedibus, Cic:
litteras
a) delia posizione ficofjraf. di un luogo o di Cic: partic. a/ 2)rts.s«Vo. adjunctum esse, unirsi
un popolo, ad ostium Ehodani, Caes.: maro, ad un luogo, toccare^ confinare, fundo UXOris
Nep.: Etruriam,Liv.: ac^ro Romano, Liv.: adja- Cic: adjunctus fundus Cic. P) nel tempo, al-
centes populi, i vicini, tac: quindi adjacentia terum (anni tempus) hiemi adjunctum est,
(n. pi.), adiacenze, dintorni, Tac. b) di pers. Cic: horum aetatibus adjuncti duo C. Fannii',
e cose, vallo, Tac: adjacet undis moles, Òv. C. et M. filli, fuerunt, Cic. b) pers., eongiun-
adieolTo, òuis, f. (adicio), unione, aggiunta, geì-e, associare, unire, Samnitium exercitum,
1) in'fjen., caloris, Sen.: litteraruni [contr. de- Liv.: e in un paragone. ]\ìxi9. scientiam
elo-
trnetio), Quint.: di pers., populi .Albani, Liv.: fa- quentiae tamquam ancillulam pedisequam-
miliarum adjectiones, agriregazione di nuore que, Cic B) generic. recare estern-imente o
/".. Tac, nel discorso, verbormn, Quint.: syl- internamente in una untone, connessione,
iabae {contr. detractusì, Sen. )het. II) come relazione: H) ogg. inan.: a.) annodare, ag-
1. 1.: 1 ) retorico, ripetizione di lina parola nella giungere, nel discorso, a q.c, verba ad nomen
ì^rop., f/reco ètiì^su^ic, Quint. 9, 3, 27 e sjq. adjuncta, epiteti, Cic: e aggiungere al già
2) commerciale, aggiunta al prezzo, alVin- detto, congiungci-e a q.c. similitudiues (esempi)
Canto. offerta maggiore, Liv. 38, 14, 14. adjungens, Cic: e aggiungere nd racconto,
niliOfliés, iis, m. (adicio), accostamento, comun. seg. dall'acc. e Tinfin., Cic P) nella
avvicinamento, odoris (ad nares), Lucr. 4, 671: deduzione, annodare, connettere a q.C, far di-
assol., Lucr. 1. 689. pendere da q.c, rebus praesentibu-: a-ljungerc
a<l-ìri«ITro, avi, atum, are, a) aggiìidìcm-e, atque annectere futuras, Cic: sequentia (le
assegnare (come giudice od arbitro) q.c. a conseguenze), Cic. y) aggiungere, annettere pO-
g^HflZe. (con/r. abjudicare), ?l) propr, alci cau- liticavi, a q e, Ciliciam ad imperium populi
sam, Cic. generic, ascrivere, attri-
b) trasl., Eom., ao-ros populo Eom., Cic: vectigalia (se.
buire q.c. a quale, (come merito, qualità), ad imperium populi Roin.), Cic. ^j aggiun-
alci salutem imperii, Cic. gere q.c. a q.c quale =
ascrivere, attribuire,
n<IÌrinienllini, i, n. (adjuvo), mezzo di ap- prestare, procacciare, fidein visis, Cic: hono-
poggio, dì avanzamento; appoggio, aiuto, quindi rem populi Eom. rebus, Cic: e sibi alqd, pro-
anche vantatrgìo (contr. detrimentum, incom- cacciarsi, guadagnarsi q.C. sibi auxilium, Cic:
modum), alcjs rei, ad alqd, Cic: alci rei (per benevolentiam (se. sibiì lenitato nudiendi, Cic.
q.c), Cic: alci esse adjumento ad alqd o in e) congiungere q.c. ari un'altra, come con-
alqa re, Cic: alci adjumentum afferro ad alqd, seguenza, arcompayiiamento, aqgiunta=^far
Cic: hoc adjumento uti, Cornif. rhet.: di pers., seguire, aggiungere, accompagnare, unire, con-
Cornif. rhet. e Ov. giungei-e, accoppiare con q.C, aii honestatem
ndjiinclTo, òuis, f. (adjungo\ aggiunta, voluptatem, Cic: verbis solutis numeros, Cic
trasl.: /) at'accamento, ìinione, a) generic.: ^) congiungere, legare quasi fattività spiri-
naturae nd hominem, Cic: animi vel volun- tuale a q.c =
tendere deliberatamente e se-
tatis, V inclinazione, Q. Cic. b) come fìgtira riamente verso q.c, rivolgere, ^nimxxìw ad ali-
retar. ^^ auvsJleuynsvov, ti rapporto di un quod studium. Ter.: crimen et suspicionem ad
predicato a più concetti, di modo che il pre- praedam.Cic 'h)pers.: v.)pon-e quale immo
dicato fverho) viene posto al principio o alla, scritto Cime partecipe di un dialogo, dare
fine della prop., Cornif. rhet. 4, 38. Cic. de una parte, alqm ad suos sermones (scritti po-
or. 3, 206. II) partic, aggiunta che aumenta, litici in forma
dialogica), Cic: ei dialogo
a) generic.: vìrtutis, conperazione, Cic ver- : adjunctum avr la terza parte,
e«se tertium,
borum, Cic b) come 1. 1. retrr., aggiunta Umi- Cic. P) stringere alcuno (se) in rapporti po-
tatricc, che toglie Vassolutezza della prop ,
litici, morali o sociali con quale, (sé) o q.c,
limitazione, Cic de inv. 2, 171 e sgg.: quae- legare, unire, congiungere con q.C, riunire,
dam cum adjunctionenecessitudines,wecp.ss?Yà urbem ad amici iam Hor., in societafcem,
,

ipotetiche (contr. simplices et absolutaeì, ibid. Nep.: bellicosas nationes falciX Nep.: alqm
niljlinolitr, òris, m. (adjunsfo), die ag- (sibi) socium, Cic: alqm sibi amicum, Nep.:
giunge, ille ulterioris Galline, che fece dare a uxorem (se. sibiì, prendere, Cic: e se alci rei
Cesare altresì il governo della Gallio Trans- ad alqd, unirsi a, ecc. se comitem fugae
alpina, Cic. ad Att. 8, 3, 3. alcjs, Cic: se ad eausam alcjs, Cic
ndjiinolU!B,a,um,part. agg.(c?aadjungo), 1, a4ljnro =
adjuvero, da adjuvo (V.),
strettamente unito, SOSt., a) adjunctum, i, n., 2. a<ljiiro, avi, àtam, are, I) aggiungere
.

47 acljiito admiratio 4S

tmeora ad UH giuramento, haec, Liv. 43, 14, a) cotne1. 1. delV agricoltura, sostegno, paio,

5. JI) giurare, affermare assiettrare =


pro- Cic. b)generic, appoggio, manico, mezzo (per
mettere con giuramento, COmUìl. SCg dalV slCC. spingere avanti, ecc.), strumento, Liv. II}
e Tinfin., Cic: parim. per omnes alci deos, trasl., appoggio, aiuto, soccorso, Cic.
seg. dairacc. e Tinfin., Ter.: e adjuro Stygii ad-minìsler, m., I) ministro, servo,
stri,

caput (per ti capo) fontis, Verg. aiuto, victus Cic: nei sacrifizi,.
cotidiani,
adjfilo, avi, atum, are (freq. di adjuvo), Caes.; nelV assedia, opus et administros, il la-
appoggiare, aiutare, assistere tltia pers. COSa voro e i lavoratori, Sali. II) trasl., aiuto per
con tutto lo zelo, alqm, Comici: alci onus, q.c, partic. in senso cattivo, strumento, com-
Ter.: assoì., Comici. plice, Cic.

adjritor, oris, m. (adjuvo), aiutatore, ao- ad-niTnislra, ae, f., serva, aiutatrice, ttti'

ftenitore, a) generic. , m
setiso cattivo = nistra, trasl., artes hujus administrae co-
. . .

eompìice, alcjs, alcjs rei, Cic: ad alqd a in mitesque virtuti>;, Cic. de imp. Pomp. 36.
alqa re, Cic: in psaltria hac eniunda. Ter.: adniini«!itràtio, ònis, f. (administro), IJ
contra patriam, Cic: assoh, me adjutore, Cic. aiuto, assistenza, sine hominum administra-
V) adiutore deìV attore principale sulla scena tione, Cic. de off. 2, 12. IIJ amministrazione,
(colui che rappresenta ima parte secondaria, condotta, cura, governo, maneggio di una COSa,
che accompagna col flauto o col canto, ecc.), navìs, Caes.: administrationes portus, libero
Phaedr.: trasl.,Ter. ed Hor.: come sottomaestro uso, Cic: belli, condotta, Cic: mundi, rei pu-
[greco hT.otihxov.'xkQz), (^mnì.:partic. Vadiu- blicae, Cic: assai., omnis administratio, l'in-
tare di Un impiegato dello Stato, aggiunto, tiera cura deir assedio, Caes.: officia et admi-
aiutante, (frane, attaché), Cic: gli amici e nistrationes, uffici e cariche dello Stato, Tac.
ministri dell'imperatore. Veli, e Suet. adniini<«lralivii<«, a, um (administro),
ailjrildrTiim, \i, n. (adjuvo), aiuto, soc- inclinato ad operare, pratico fcontr. intellectu
corso, assai., col genit, sogg. e ogg., Sen.: contentus, teoretica), ars, Quint. 2, 18, 5.
di una pers., As. Poli, in Suet. adiiiini^trator, oris, m. (administro),
adjuirìx, trlcis, f. (adjutor), aiutatrice=: amministratorv, reggitore, belli gcrendi, Cic.
fautrice, pioinotrice, Cic: in alqa re, Ter.:tuo- de or. 1, 210.
rum prima adju-
sceleruni, Cic: pai-tic, legio ad-niTiii$ilro, avi, àtum, are, ammim-
trix, lalegione ausiliaria, costituita da Ne- strare q.C, condurre, curare, maneggiare, reg-
rone, formata di marinai (classici), Tac. liìst. gere, governare, intraprendere, al generic:
2, 43 e 3, 44._ navem, Caes.: negotium, Cic. b) nella guerra,
^
ad-Juvo, juvi, jutum (raro jìlvàvi, juv2- a) della suprema direzione, bellum, condurre
t\im).j\l\hTe, aitttare, promuovere, a) generic: (come generalissimo), Cic: bellum cum Cim-
a) con ogg. pers.: alqm, Cic: alqm opera, Ter.: bris, Cic: summam rerum, avere il comando
se raanibus, appoggiarsi, Liv.: alqm in alqa supremo, Cic: exercitum, Cic: e così rem
re, Ter. e Cic: alqm ad alqd, Cic: con acc. publicam, reggere militarmente lo Stato, con
pers. e acc. pron. neutr., quidquam me Con- senza exercitu e sim., Caes. e Liv.: atque
silio, Ter.: con ut e il cong., Cic: con ne e
haec ita Caesar adrainistrabat ut etc, a ,

il cong., CatuU.: nel prov., fortis (=:^ fortes)


ciò provvedeva, Caes. P) della direzione ri
fortuna adjuvat, ai forti soccorre fortuna. cura di singole j) irti o del comando (come
Ter. Phorm. 203; Cic Tusc. 2, 11; Liv. 34, subalterno del comandante supr.), per se
37, 4. ^) con oggetti materiali o astr. = so- quae videbantur administrabant, prendevano
stetiere ([.C, prottiuoKere, aiutare, mitrire, tnan-
quei provvedimenti, che loro parevano oppor-
tenere q.c., iguem {contr. exstinguere), Liv.:
tuni, Caes.: ea, quae amissa sunt, admiuistrare
e ignes (trasl. =
fiamma amorosa), favorire, et reficere, sotto la sua guida, riparare a ciò
Ov.: maevorem orationis lacrimis suis, Cic: che s'era perduto, Caes. '{) di ogni negozio
in-ultum eorum opiuionem adjuvat, quod (la z=z eseguire, condurre, curare, dextram partem
circostanza che, ecc.), Caes. y) assai. = essere operis, aver cura del lata destro del lavora-
favorevole, utile, giovevole ; contiibtiire, alqd, = espugnare dalla parte di destila, Caes.: e
Cic: non multum, Caes.: e come t. t. filos.,
causae adjuvautes, mediate (conti: proximae,
aSSol, =maneggiare, poi' mano, far il proprio-
servizio, lavorare, Caes. c) dell' amministra-
immediate), Cic: e non haec esse adjuvantia
zione, del governo dello Stato e delle sue
causarura, cause cooperanti, Cic. \>) moral-
cariche, rem publicam, Cic: provinciam, Cic:
mente, eonfoì-tare, incoraggiare, alqm, Cic.
quindi anche omnem mundum, Cic
adi . . . , tutti i vocaboli che cominciano adiiiìraliìiis, e agg. col compar. (admi-
cos'i, si cerchino sotto ali
ror), ammirabile, meraviglioso (in SensO buonO
. .

ad-llliiluro, are, accelerare,


fectionem, Caes. b. g. 7, 54, 2.
affrettare, de- e cattivo), Cic: in alqa re, Cic: quindi Tta- =
pé.^oE,OC„sorprendente, strano, paradossale, Cic^
ad-niclTor, mensus sum, Iri, misurare, adniTraltilItas, atis, f. (admirabilis). Tes-
frnmentum exercitui, Cic, militi, Liv. sere ammirabile, Cic de off. 2, 38 e altr,
4dnir>lil!«, i,?m. CAòiiTjxo;), Admeto, IJ adniIi*al»Tliter, avv. (admirabilis), mira-
principe di Fere nella Tessaglia, marito di bilmente, meravigliosamente (in senso buonO e
Alceste (figlia di Pelia). la quale diede la
vita per lui. II) re dei Molossi.
cattivo), Cic. ed a.: quindi = uapaSógwg, ù»-
modo sorprendente, strano, paradossale, di-
adiuTiiTciìlo, are (adminiculum), soste- cere. Cic.
nevp, vitem, Cic de fin. 5, 39. adiuiralTo, ònis, f. (admiror), V ammi-
adiiilnTouliim, i, n., 8osf<'(//u>, I)propr,: rare, a) = ammirazione, meraviglia per Una
,

49 admirator admcneo 50

pers. cosa, stima, alcjs, Cic: divitiarum, prender parte ad una cosa, a.) ammettere in
Cic. adrairatione affici, essere ammirati,
: un consiglio, in un affare, alqm ad consUium,
Cic: plur., adiuirationes, esclamazioni di Cic: ovv. ad colloquiuni, Caes.: horum in
meraviglia, Cic. b) meravUjHa , stupore di numerum, Nep. P) ammettere come uditore,
quale, alcjs, Cic: tam atrocis rei, per, ecc., rieeveì-e, alqm, Suet. d) della cortigiana, la-
Liv.: adiniratiouem habere, movere, destar sciare entrare un UOmo presso di sé, ricevere,
ìiierav., Cic. alqm, Prop. e) far congiungere animali (ma-
adimriitJir, Oris, m. (admiror), ammira- schi femmine), eqiium equae, Justin. B)
tore, Scn. ed a. trasl.: l)/«»ci«»' giunger» q.c. (comc parole,
a<l-niTi'or, àtus sum, Sri, a) ammirare, preghiere, un lamento, ecc.), lasciar luogo,
stimare, considerare un OgQCttO con ammira- adito; ricevere, ammettere, ad animum, ne ad
zione fcome splendido, grande nel suo genere), aures quidera, Liv.: precationem, Liv.: sola-
Ktimare, res gestas alcjs, ingenium alcjs, Cic: tium, Plin. ep. 2) permettere, accordare, «once-
alqiil, Cic. b) meraingliarsì di una COSa, tro- dere, lasciare accadere una COSa (un fatto, ecc),
varla sorprendente, percepire con sorpresa, stu- a) generic: litem fdel giudice), Cic: religio-
pirsi di q.c, alqd, Cic: nihil, Cic: alqm in nes, Cic: come 1. 1. del linguaggio augurale,
alqa re, Cic: e sempl. in alqa re, Cic: e sempl. admittunt aves, ^/7i uccellilo permettono, pro-
de alqa re, o de alqo, Cic: seg. dalVacc. e mettono tin esito favorevole, Liv. b) tirarsi
7'infin., Cic: con quod, cur, unde, Cic: par- addosso q.c. moralmente degno di pena, ren-
tic. fut.pass, admirandus, a, um, deyno di dersi colpevole {con senza in se), coìnmettei-e,
ammìi-azione, ìneraviglioso, Cic. ed a. in se tantum facinus, Cic: culpam in se, Ter.:
ad-nii«!>ceo , niiscìii, mixtura (mistum), facinus, Cic: scelus, Nep.
ère, I) mischiare, mescolare q.c, a) propr.: admixlTo, ònis, f. (admisceo), mescola-
aquae adini.xtus Cic: admixto calore,
calor, mento, mistura, Cic. ed a.
Cic. generic, mescolare insieme
b) trasL: a) adniodoratc, avv. (*admoderatus), ade-
= aggiungere, unire, bis (legionibus) Anto- guatamente, in modo conùspondente, alci rei,
nianos milites. Caes.: plebejos, Liv.: versus Lucr. 2. 169.
Orationi, Cic. P) immischiare, far entrare, im- adinodiini,avv.(ademodus), fino alla
plicare una pers. in q.c. (come partecipe), se, misura o al grado conveniente,
Ter.: alqm ad id consilium, Cic: Trebatium per indicare che la misura o il grado ad-
nostrum iste (in questa cosa), Cic. II) me- dotti sono sufficientemente raggiuìiti, I)
scolare, mischiare con q.c, a) propr,: aér nelle determinazioni quantitative esatta- ,

multo calore admixtus, Cic: quod (genus ra- mente, per l'appunto, partic nelle determina-
dicis) admixtum lacte, Caes. b) trasl.: urbes zioni numeriche, almeno, ben, turres adra.
maritimae admiscentur novis sermonibus ac di- CXX, Caes.: mille aditi, hostium, Liv.: post
sciplinis, j»re«fZon famigliarità con, ecc., Cic: mensesadm. septem, Justin. II) nelle deter-
hoc cum iis rationibus admisceri nolo, Cic. minazioni di grado, pienamente, in alto grado,
admisssirTu«>, li, m. (admitto), con o nel senso piit largo della parola, affatto, del tutto,
senza equus o asinus copritore , stallone, A) in gen.: a) con agg. (partic.) e avv., forma
Scriptt. r. r.: trasl., di pers. libidinose, Cic adm. impolita et piane rudis, Cic: neque adm.
adniissìo, ònis, f. (admitto), adito accor- sunt multi, Nep.: b) con avv.. adm. raro, Cic.
dato presso i principi, udienza {cfr. aditus), fr.: satis adm., Liv.: col superi., maxime admo-

Sen. ed a. dum, Cornif. rhet.: parim. adm. nihil e uullus


a(liiii>»<i>tim, i, n. (admitto), colpa tirata adm., ncssìcna cosa, nessuno affatto, Cic. e
sopra di sé, misfatto, scvlleraggine e sim., Clc. Liv.: e colle parole indicanti il grado di età,
ed a. come adra. infans, Tac: puer adm. adulescens,
admicitTo, ònis, f., V. admixtio. Cic: adm. juvenis, Tac: adm. senex, Eutr.:
adiiii<«ltm, a, um, V. admisceo. parvulus adm., Justin.: non adm. grandis
ad-iuitto, misi, missum, ere, mandare natu, Cic e) con verbi, exacto adm. mense
a, I) =
far andare, mandare, spingere, av- Februario, Liv.: me adm. diligunt, Cic B)
ventare sopra, in, A) propr.: a) spronare UH partic, nelle risposte affermative e di ap-
cavallo, far correre addosso, equum in alqm, provazione, intieramente, perfettamente, certa-
spingere contro, Liv.: equo admisso, a gran mente {cfr. Cic. de legg. 3, 26)7LA. Advenis
carriera, Cic. b) far avvicinare q.c, man- modo? PA. Admodum, Ter.
dare, spingere, affrettare il movimento la ad-IIIÒlTor, ìtus sum, ni, fabbricare ap-
eorsa di q.c, suos in verba novissima fluctus, presso, Curt. 8, 10 (37), 24 dubbio {altri
Ov.: se {dell' ondaj. Ov. : e cosi admissae legge obmol.).
jubae, ondeggianti in giù, Ov.: admisso passu, ad-iiioneo, ni, Ytum, ère, far pensare ale,
a passo admissae aquae,
affi ettato. veloce, Ov.: rammentandogli una cosa, avvertendolo di
che scorrono con impeto, Ov. B) trasl., pone q.c, avvisare, ammonire, a) col richiamare
q.c. in cammino, lasciar Ubero, semel admis- alla memoria =
far pensare quale a q.c,
sum coèrceri reprimique non posse, Cic de richiamare in mente, ricordare, a) generic,
fin. 1, 2. II) = lasciare aiutare venire ver SO, alqm de alqa re, Cic. ed a.: coli' acc.^
alcjs rei o
lasciare entrare, A) propr.: a) ge-
ricevere. gener. di cosa, alqrg haec (e colVacc. di altri
neric. [contr. arcere): alqm ad capsas, in cu- pron.). eam rem, multa, Cic ed a.: rar. col-
biculum, Cic: lucem in thalamos, Ov. b) la- Z'acc. di cosa determinato, come ante actos
sciar passareqimlcper un udienza, concedere, annos. Tibull.: seg. dall'acc. e Tinfin., Cic:
accordare l'ingresso, ammettere {contr. arcere, seg. da prop. relat. con quantus, qui e sim.,
escludere), alqm, Cic. ed a. e) ammettere a Cic. P) come 1. 1. del linguaggio d'affari, ri-
.

ftl adnionitìo ^dolec 52

ejrdait a qufìJc. (un debito), alqm, Cic: alqm seguire, portare unO stoto d'animO sopra quaJc,
aeiis alieni, Cic. b) col richiamare alla mente, onines motus illi (animo) suos, omnia lugubria.
alVintelligcnza, ricordare a quale. ^= a.) far Sen. yy) rivolgere l'animo a q.c, mentem ad
j^ensare qtUllc.a q.C, significargli, avvertire alqd, Cic: acumina graecis chartis, Hor. b)
amichevolmente quale, di una cosa, infor- come 1. 1. milit.. accostar macchine da guerra,
mare, ammonire, avvisare [colla SteSSa co- avvicinare, appressare, ecc, Opus ad turrim

struzione del n" a), Cic: al passivo, multa hostium, Caes.: adversus alqm locum, Liv.:
cstis admonemur, Cic; e P) coti accenno alla Fcalas moenibu^, Tac: opera muris, nel con-
risoluzione od azione, cui si mira am- = testo comun. sempl. opera, Liv.: scalas, Caes.:
monire ale. di far q.C, esoì-tare, indurre, sti- e far avvicinar soldati, accostarsi, avvicinarsi
molare {contr. deterrere), asso!., Plaut.: serj. con questi, e.\ercitum Ariminum (a liimini),
da ut ne col cong., Cic: col sempl. cong., Liv.: armatos muris, Liv.: assol., jam admn-
Cic: col partic. fut. pass., excedendum potius vebat rex, s'avvicinava. Curt. e)come t.t. del
adiiionebant, Tac: con in o ad e Tace, alqm linguaggio dei sacrif.: fìliam victimam ari.s,
in consilium, ad aleae lusum,Suet.: ad thesau- Liv.: peCUS aris, Verg. d) portar vicino, awiei-
rum reperiendum admoneri, Cic: coZZ'infin., tmre una locai., ecc., a) mediante un moto :
Cic ed a. —
Quindi y) far pensare quale, a Pharos continenti admota est (mediante un
q.C. cioè avvi.inre morahu. e mnterinlm. dei terretnoto). Sen. mediante avvicinamento,
:

suoi obblighi, con-ffggere, punire, castigare, e lina via più breve, relazioni /'commercio) più
COSÌ spingere (ad operare), telo bijugos, Verg.: frequenti e sim., adraoveri linoa.s, Sen.: terras,
libero^ aliqnando etiam verberibus, Sen. Plin. ep. p) riguardo alla posizióne, accostare,
a«lntonT|To, ònis. f. (admoneo\ V animo- por vicino, urliem ad mare, Cic ITJ partic:
« ire, a) con richiamo alla memoria == il ri- a) far servare un Ogg. come mezzo, adoperare,

durre in mente q.C. ricordo, avviso, ClC. ed a. tisare, rivolgere a o contro quale., a) mczzo

bì con richiamo all'intelligenza =


l'ammonire materiale, partic. come t. t. medico, lierba-ì,
di q.C. rimostranza fatta ad alc, avvertimento, Ov.: remedia, Sen. :curationom ad al(]m,Cic. P)
avviso, correzione amichevole, esortazione, Cic ogg. immater., orationem ad sensusanimoru'a
(anche al phir.J: quindi anche correzione se- atque motus inflammandos, Cic: preccs sup-
vera e dì fritto, castigo, punizione, Suct. pliciter admotae, Curt.: partic. infondere un

aiiiniimUlr, Oris, m. fadnioneo), ram- sentimento, ispirare, incutere, alci dcsiderìum


mentatore, ammonitore, esortatore a q.C, OlC: patriae, Curt.: terrorem. oppidanis, Liv. h)

opornm, Hv. trarre una pcrs. vcrso una


cosa come parte-
ndinoiiTtiim, i, n. (admonQo\ avviso, av- cipe, adiutore, amico, signore, ecc., attirare,
rcrtimento, ammonizione, plnr. in Cic de or. conciliarsi, porre a parte, promuovere, far i"<?-

2. 64.
niVe,alqm contubernio, ncerere, Suet.: alqm ad
ndiiionTtniB, m. (admonoo), avviso, ri-
u, cnram rei p' blicae, Suet. e) al passivo avvi- =
cordo, a) con richiamo alla memoria, loco- cinarsi nel tempo ad uno scopo, pervenire ad

rum admonitu. Cic. b) con richiamo alla unn cosa, oppresso Sejano ad spem successionis
mente, alT intelligenza, a) ricordo, ammoni- paulatim admoveri, Suet.: ndmotus supremis,
zione, avvertimento, correzione, alcjs admonita, avvicinandosi al suo fin", Tac. d) avvicinava
Cic ?) esoriatione a q.C, eccitamento, invito, quale, ad una relaz. intima, mors Agrippao
levi admonitu. Cic admovit propius Neronem Cacsari, pose iìi
a<l-inor«loo, mordi, morsum, ère, mor- più vicine relazioni con C, VeU., pnrtic se
dere, addentare, a) propr., Verg. e Prop. b) admovere ad ecc., avvicinarsi, se applicare et

trasl., adm. alqm, cercare di sottrar denaro propius adm., Cic: se ad id (lumen), Cic.
ad ale, spillar denaro ad ale. Comici. ail-llin^To , Tre, muggire, mugghiare a,
ndlllolTo, Òni«, f. fadmoveo), avvicina- verso, tauro, della vacca, Ov. art. am. 1, 279.
mento, dieitorum, il porre, TnppVcare le dita a«l-iiiiirni]!rs)tTo, ònis, f. (admurmuro),
(nel suonare istrumenti a corda), Cic. de susurro, mormorio (partic. di approvazione n
nat. deor. 2. 150. disnpprovazione) per q.c, Cic. (anche al
a(l-m«1voo, movi, motum, ère, accostare, plur.).
avvicinare, I) in gen., recare, dirigere, porre, a<l-iiiiirmiìro, avi, atum, are, mormo-
mettere, tenete ogg. iìian. esseri nnim. in, so- rare far sentire un mormorio, bisbi-
a, verso,

pra, presso, ecc. fcontr. amovere ab, ecc.), con- glio, susur)'o(partÌC. di approvazione o disap-

durre esseri anim. a o davanti a q.c. o quale, provazione) per q.c, Cic: impers., cum esset
avvicinare, si) generic, a) con ogg. corpor.: admurmuratum, Cic
fasciculum ad nares, Cic: aures ad vocem, ailnaiBoor, T''. agnascor.

Cic: alci stimul^s, calcar (fìgurat.), Cic: la- ailnìilo, V. annato.


tra poculis, Verg.: manum operi, por mano a<lniilii«i, a, um, V. agnascor.
a, metter mano n, lavorare intorno, Ov.: e a<lnsiv7;;o, V. annavigo.
osfilm., manu.s nocentibus, metter le mani ailneolo, V. annf^cto,
addosso a, ecc., Liv.: cos'i pure manus vecti- ailni ... e atlno . . . , tutti i vocaboli
galibus, Cic: infante.? papillae, Suet.: alci me- che cominciano cos'i, si cerchino sotto anni . .

dicum. mandare, Suet.: alci equum, condurre e anno ... per adnomeu, adnominatio, adno-
;

avanti, Liv.: anguescurribus.a^toccarea, ecc., sco, V. agno ...


Ov.: col sempl. acc, ienem, Cic: aurem.Cic: ailnii . . . f tutti i vocaboli che comin-
laevam, aiutarsi colla sinistra, Cic. P) con ciano coA, si cerchino sotto annu . . .

oga. astr.: aa) avvicinare, accelerare un mo- ad-Sleo, orili {arcaico anche olèvi, ul-
mento del tempo, diem leti, Curt. p?) far tum, ère, far esalare, I) come t.t. del
.

53 adolescens adoro 54

liììguaggio dei sacrif.: a) (con e sema flam- alqm ab alqo (cioè dal vero padre), Cic. e :

misj ridurre in vapore, in fumo far bru- = sempl. alqm, Suet.: e alqm in familiam, Suet.,
ciare le vittime, le cose offerte come sacrifizio, in regnuiii, Sdì. b) trasl. a) parlando di
:

vìscera tauri flammis, Ov.: verbenas, Verg.: eredità = render partecipe di un bene, ado
honores alci, rendere onori ad ale. col fumo ptari in bona libertatis nostrae. Fior. e della
:

dei sacrifizi, venerare ale. col fumo dei sa- prestazione del nome di chi adotta. C. Sta-
<TÌfi2Ì, Junoui, Ver£T. b) far fumar l'altare,
lenu.'f, qui ip.-^e se adoptaverat et de Staleno

cioè onorare col fuoco dei sacrifizi, culle Aeliuni fecerat, il quale con un auto-ado-
vittime, aitarla taedis. Verg.: flammis pena- zione si era aggiunto il nome di Elio, Cic:
tcs, Verg.: cruore captivo aras, Tac. II) far frater, pater adde: ut cuique aetas, ita quem-
«altre in fiiinu, uhbruciare in genere, alqd, Ov. que facetus adopta, fallo tuo, Hor. P) dell'in-
e Col. nestare le j^iante, fac ramum ramus adoptet,
ìidiileseen*!!, -ceiilia, -centulus, V. fa che ìin ramo s'innesti all'altro, Ov.
adulesoens. ecc. sidiir. dòri:^, n., farro, frumento, Hor. ed a.
1 a«!o!c!>ico, uìèvi (ra;-. ol'ui), ultum, ore l'ad adÓI'<^U*«, a, Um (a or;, di farro, di fru-
e olesco), crescere, I) propr.: di pers., Cic. mento, liba, focacce di frumento, Verg. Aeii.
ed a.: di animali, Verg. ed a.: di piante, ecc , 7, 109: sost., adtlrea, ae, f., ricompensa in

Cic. ed a. II) nasi., crescere, auntenture, native, grano per il dimostrato valore (nei tempi
a) rispftto al numero o alla grandezza, nu- antichij; quindi meion., gloria della vittoria,
iiierus in tantum
adolevit, salì così alto, Veli. Hor. carm. 4, 4, 41.
b) rispetto al tempo, crescere, progredire, ado- ad-iirior, ortus sum, ilrlri, farsi sopra
lescit aetas, Verg. e Tac. e) rispetto alla forza alzandosi, I) come da un agguato, insidio
interna (politica o morale), autnentare, raf- samente, ostilmente, farsi addosso a quale, o
firnarsi, Cic: dello Stato, Sali. q.c, avventurai contro qualc. q.c, assalire
2. a(l«>>le<<CO, ere (adoleo), fumare, ardere, quale. q.c, a) di fatto, partic. come t. t.
adolescuut ignibus arae, Verg. gè. 4, 379. milit., a) coir acc, alqm fuitibus, gladiis,
,4iloiiÌ!i, nidi?;, dat. nidi, acc. ntdem e nin, Cic: alqm a tergo, Cic: iniprudentes, Nep. :

voc. Alleni, m. ("ASov.;) e .4don, doni.s, m., navem, Cic: pagum, Caes. urbem vi, Liv.:
:

Adone, figlio di Cinira, re di Cipro, e di Me- di sogg. astr., oppugnatio eos aliquanto atro-
t ir me, amato da Venere per la sua straor- cior, quam antea adorta est, li assali, Liv.
dinaria bellezza, venne sbrinato a caccia P) assol., assalire,justà pugnà, Liv.: ex insi-
^Inun cinghiale, che Marte (secondo altri diis, Auct. b. Afr. b) con preghiere, con date

DianaJ per gelosia mandò contro di lui, intenzioni, con ingiurie, rimproveri, ecc.,
ma fu mutato da Venere in un fiore, che ri- alqm, Ter.: alqm tumultuosissime, Cic: alqm
cevette il nome di Adoniuiu, e ogni anno al jurgio. Ter. II) accingersi ad un'impresa
giorno della sua morte fu da lei compianto ; (partic pericolosa od almeno faticosa), ìn-
immagine della natura che muore e risorge traprendere q.C, sobbarcarsi a, hoC ipsum, Cic:
a nuova vita. partic seg. daU'inhn., convellere ea, quae, ecc.
ad-o|ierìo, pcViii, pertum, ire, coprire, Cic: urbem oppugnare, Nep.
(contr. adaperire), I) coprire velando, rico- ìidurnàlè, avv. (adornatus da adorno^,
prire, velare, adoperto Capite, Liv. Ili chiu- adornatamente^ con eleganza, splendide atque
^lere ciò che è aperto, serrare, fores, Suet.: adornate declamare (contr. circumcise ac sor-
adoperta lumina somno, Ov, dide), Suet. rhet. 6.
ad-0|lTiior, ari, presumere, congetturare, ad-ornii, avi, atum, are, accomodare una
Lucr. 4, 813. cosa ad uno scopo, a) per l'utile, l'uso =
ado|>lalTo, ònis, f. (adopto), sinon. di ado- provvedere del necessario, allestire, apparec-
ptio, adozione, l'adottare come figlio, Cic. ed a. chiare, preparare, ordinare, mettere in ordine,
aduplTo, ònis, f. (ad e OPO, don le «Yfreq. naves, Caes.: accusationem, Cic: con ut e il
opto", l'adottare nella condii, di figlio o nipote; cong., Ter. b) per ornamento =
provvedere
adozione, partic. di uno il quale era ancora di q.c. per ornamento, abbellire, adornare, or-
sotto la potestà paterna (cfr. arrogatio', Cic. nare, a.) materialm., fo um magno ornatu,
ed a. Cic: alqm insigni veste et curuli regia sella,
adoptTvu«i, a, nm fadoptio), appartenente Liv. P) idealm. jnstì honores alqm ad^rnant,
,

all'adozione, di cui ha avuto luogo l'adozione, Liv.: benefacta verbis, magnificare, Plin. ep.
adottino, filius {contr. naturalis, vero, natu- Ìid-Óro, avi, àtum, are, rivolgere le proprio
rale], Suet : famiglia in cui uno
sacra, della paiole a quale, indirizzare il discorso a quCllc,
è stato adottato, Cic: nomen, assunto me- I) rivolgersi solennemente con parole, cioè
diante (di) adozione (contr. nomen gentile), invocare supplicando lina divinità, supplicare,
Suet.: trasl.: di frutti, innestato, Ov. e coir acc. di cosa =
pregare per q.c, coli' acc.
ad-0|»l0, avi, àtum, are, scegliere, eleggere pers., alqm,Verg.eLiv.:pacem deùm, Liv. :cou
per q.c, Ij in gen.: a) ogg. anim.i sibi alqm ut e il cong., Liv., o col sempl. cong., Prop.
patronum, Cic. %) e. inan.: Etruscas opes, IIj pregare quale, senza parlare, venerare,
prendere in aiuto, Ov. II) partic: a) acco- adorare, algenenc: Phoebum, Ov.: quindi
i/liere come figlio o nipote, adottare
quale, una perS. COSU
onorare, venerare, atnmirare,
{partic. uno che è ancor soggetto alla po- (riconoscendo il suo alto valore), Enniuni
testà paterna [cfr. arrogo], mediante una sicnt sacros vetustate lucos, Quint. b) =
7ipoo-
compra simulata, per as o aes et libram era- xuvslv, salutare e riverire, seCOndo il COStUllie
ptuin ovv. testamento, facendolo erede delle
;
orientale, qualc (partic. il signore) colla
costanze e dei nome), alqm sibi filium, Cic: maìio destra portata alla bocca e l'incurcarsi
adp.
adultus 56
55
servile, adulatore, vile piaggiatore, Cornif. rhct.
di tutto corpo, >ito:itrare la propria venera-

ziottf, adorare, alqm Persfiruni more,


Justin,: ed n.
adùlatorius a, um (adulator), apparte-
C. Caesarem ut deuni, Suet.
nente all'adtilazione, adtdatorio, exemplar adu-
Hd|»... tutti i vocaboli che cominciano
latorii dedecoris, esempio di adulazione ver'
COSI. H ctrchino sotto app...
ad-quTesoo, ad-quiro, ad-quTsitìfo, gognosa, Tac. aun. 6. 82.
1'. acau...
jidulescens, ^iutis, part. agg. coZ compar.
ad-rndo, rasi.ràsum, ere, radere, rader {da adolesco), adolescente, giovane, a) agg.l
ria, par tic. barba e capelli; ynozzare, actor- homo, Cic: filia, Cic: adulescentior Acaderaia,
ciare rùtni(C0Htr. abradere), Hor. ed a.: trasl., Cic b) sost.: a) m., adolescente, giovanetto^
giovane (eontr. puer, grandis natu, senex),
XsiTO'JpYiov illud... nescio an sati.«, circumeisum
tainen et adrasum est, tolto via fquajittinque Cic. ed a.: anche in opposiz. al più vecchia

non sema danno) =


concluso e definito, od antico dello stesso nome, il giovane, Cic.
Plin. ep. 2, 12, 1. ed a. p) f., ragazza, fanciulla, vergine, Ter.
.idràiiiiytleiiin, i, n. ('Aepap.uTxsiov), e adule$>oeiitTa, ae. f. (adulescens) IJ ado- ,

Adraiiivliìoii, li, n. ('A5paiiÙTxiov), Adra- lescenza, giovinezza {contr. pueritia, senectus).^

tnitteo, città marittima della MiSÌa,non lungi Cic. ed a.: ab adulescentia, Cic: trasl., del

dai piedi dell'Ida: ora Adramiti o Edremit. tempo, Fior, praef. § 6. IIJ meton., gioventù*
— iJtriv.: Adrsiiiiyllenus, i. m. ('A5pa- = i giovani, Cic. Arcb. 16; de sen. 25 e 48.

JlUTTTJVÓ^), di Adramitto, Adramitteno.


adulc^ieenlìilus, a (dimin. di adule-
Adrastea {ow. -la), ae, f. ('ASpàoTSia), scens), a) agg., giovinetto, homo, Ter.: filia.
Adra:itea =
colei cui non ai può sfttggire, so- Ter.: me admodum adulescentulo,Cic. b) sost.:
prannome di Nemesi. a) adulescentulus, i, m., giovinetto, Cic: ab
Adra<itii<i. i, m. ('ASpao-co?), Aiirasto, re adulescentulo, sin da giovanetto, Cic. p) adule-
di Argo, padre di Argia e Deifile e mediante SCentula, ae, f., giovinetta, donzelletta, Comict,
costoro, suocero di Polinice e Tideo; uno dei adìilo, avi, atum, are, strofinare a q.c.y
sette a Tebe, il quale solo per la velocità del I) propr., dell'aquila, pinnata cauda saiigui-
suo cavallo Arione sfuggì alla morte: Adra- nem nostrum, tergere strofinando, Acc. fr.:
stiis pallens, pallido come un morto, dal pal- dello strofinarsi per far carezze, propizio dei
lore mortale. perchè ornerà, Verg.Aen. 6, 480. cani, Lucr. II) trasl., adulare, lusingare
adreelii«« (arrectus), a, um, V. arrigo. quale., Dionysium, Val. Max.: al passivo, nec
ad-renii^O, avi, are, remare verso q.C, adulari nos sinamus, Cic.
litori. Fior.: assoh. Fior. adulor, àtus SUm, àn,strofinar(si) accarez-
adrc'po, V. arrepo. zando, far carezze, I) propr., di animali, do-
Adria, Adrìaciis, Adrìanus, Vedi minum, Sen,: assol., ferae adulantes.Ov. II)
Hadr trasl.: a) = Itpoaxuvò), rivei-ire strisciando
adrldeo. adrTjso. adripto, adrlsTo, servilmente un grande
della terra, Dareum,-
adrisor, aidrodo, V. air Val. Max.: more adulantiura procumbere, Liv.^
adros; V. arrog b) adulare quale, strisciare davanti a qualc.y
adròsor, adròtiHS, V. arrosor, ecc. far la corte ad unO, far il piaggiatore COH alc.,.
Adruiiietum (Hadrùmètum), i, n. ('A- alqm, Cic: alci, Nep.: assol, Cic.
t^où\xr,:oc,), Adrumete, città capitale del By- adiilter, i, m. e sidiiltera, ae, f. e agg,
zacium (pai-te merid. delVAirica), piazza ììdullcr, era, crum, I) sost., adultero, adul-
mercantile stdla costa del mare ; ora Hercla tera, m., Cic ed a.: f., Hor. e Tac: nei poeti
HercUa, secondo altri Susa. Deriv.: — anche in senso più largo =
drudo, amante^
AdrrilllètTllll*», a, um, di Adrumeto: plur. in genere, Ov. II) agg.: A) adultero o generic.
sost., AdJTÌmetini, Orum, m., gli abitanti di lascivo, impudico, conjux, Ov.: crines, accon-

Ad.. Adnimetini. ciati lascivamente, Hor. B) falsificato, falso,


ad<i tutti i vocaboli che cominciano clavis, chiave falsa, Ov.
COSI, si cerchino sotto ass stdiillerTniis, a, um (adulter), falsificato,,
adxc...., adftp...., adst tutti i vo- nummus [contr. u. bonus),
adulterato, falso,
caboli che cominciano così, si cerchino sotto Cic: signum (sigillo), Cic: eia vis, chiave falsa
asc asp
, ast ,
{contr. ci. vera), Sali.
adi tutti i vocaboli che cominciano adulteriuin, li, n. (adulter), adulterio,.
così, si cerchino sotto att Cic. ed a.
Aduatùva, ae, f., castello in mezzo al adultero, avi, atum, are (adulter), I) se-
paese degli Ehuroni; ora Tongres. durre per l'adulterio , infamare , disonorare ,.
Adiinlììei, hx\im,Aduatuci, popolo cimbro stuprare, alqm, Suet. e Hor.: di bastardo me-
nella Gullia Belgica, nell'odierno Brabante scolamento di popoli. Fior.: assol. ^= commet-
meridionale. tere adulterio, Cic: cum alqo, Justin. II) mit-
adulali'^, lantis, part. agg. (da adulor), tare con elementi estranei fpartic. cattivi),
adiUntorio, verba, Plin. pan. 26, 1. falsificare, falsare, adulterare, faciem arte, tra-
adAliitTn, ònis, f. (adulor), 7) carezze sformarsi, Ov.: jus civile pecunia, Cic.
dei cani. Cic. II) trasl.: a) condotta, por- 1. adultus, a, um, V. adoleo.
Unnento atrigciante verSO chi è altolocato, 2. adultu<«, a, um, part. agg. col compar.
Liv.: quindi = T:po3y.'JVY,0'.5, riverenza servile (da adolesco), cresciuto, rafforzato, diventato
verso i principi orientali, Liv. b) generic. grande, aditilo, I) propr., di pers., animali
mdìilaxione, lusinga, aervilisnio, Cic. e piante, Cic. ed a. II) trasl.: a) riguaì-do
aduliìlSr, òris, m. (adulor;, lusingatore ai tempo, avanzato, puer aetate adulta, già
57 adumbratim advcntus 58

tnediocremeyite cresciuto, Cic: aestate jam a.:advecta classis, Verg.: e Pompejano navi in
adulta, già avanzata, Tac. b) cresciuto in- LucuUi hospitium, Cic: ex ca-tris citato equo,
tensivam., a) politicam., rafforzatosi, divenuto correre a briglia sciolta, Liv.: cisio ad urbeiii,
potente, Athcnae, Cic. P) moralm., adulto, aoi- Cic: col dat. pers Cic. fr.: co//'acc. pers.,
lupputo, populus, Cic. Verg. e Tac — ,

Partic. sost., advecti, immi-


ìidiinikrAlìni, avv. (adumbratus), gì-os- grati (contr. indigonae), Tac. .\gr. 11.
aoliinainentc, in abbozzo, LuCl". 4, 361. ad -velo, are, velare, tempora lauro, Verg.
adiiiiikriitTo, ònis, f. (adumbroj, a) adoni- Aen. .5, 246.
bratnento, abbozzo di q.C, CÌO. Or. 103. b) ap- adveiia, ae, e. (advenio), forestiero, stra-
parenza, bencticii, Val. Max. 7, 8. ext. 8. niero, I) propr,: d.)dipers. (con/r. indigena),
a<liiiiil»i*alii«i, a, uni, part. agg. (da advena quidam, Cic: anus,Ter. b) di uccelli=:
adumbro), trasl.: a) nolo in abbozzo, solo aecen- uccello di passaggio, volucres advcnac (coìttr.
nato, adombrato, dii, Cic: imago gloiiae {contr. vernaculae), Varr.: adv. grus, Hor. e) di e.
emincns effi^'ies virtutis), Cic: quindi quasi inan., Thybris, Ov.: amor, amore per una
adumbratae intellcgentiae (rerum omnium), ragazza straniera, Ov. IIJ trasl., straniero,
nozioni ancor solo incompiute, oscure, la- novizio, inesperto in q.C, in sua patria, Cic.
tenti, Cic. b) privo di esistenza, finto, esistente ad-VellTo, veni, ventum. Ire, venire, arri-
solo nella fantasia (contr. VCrus), l"eS, Cic: vare, giungere (contr. abire, exire, proficisci),
opinio, Cic: e generic. finto, simulato, comitia, I) propr.: a) di pers., assol., advenis modo?
Cic: vir, marito in apparenza, posticcio, Cic. Cic: a portu, Piaut.: Atheuis Megaram, Cic:
ad-iiinltro, avi, atum, are, fai-e un ab- in provinciam, Cic: col sempl. acc, Tyriam
bozzo di q.C, tino schizzo; abbozzare, adotnbrare, urbem, Verg.: col dat. pers.. Ter. e Tac: col
disejjnare, indicare solo nelle linee gem-rali, supino in um, me altro accusatum advenit,
a) propr., alqd, Quijit. b) trasl.: a) ritrarre Ter. b) di e inan., litterae advenere, Suet.:
in generalo COn parole, abbozzare, adombrare, del tempo, giungere, interea dies advenit, Cic.
accennare, fictos luctus dicendo, Cic. Pj imitare IIJ trasl.: a) di condizioni e avvenimenti,

un'usanza, seguire, Macedonum morein, Curt. giungere, avvicinarsi, irrompere, prorompere,


aillincTlàs, atis, f. (aduUCUs), cm-vatura morbi advenientes et crescentes, Cic: ubi pe-
ad arco, rostri, Cic. ed a. riculum advenit. Sali, b) di acquisti, toccare
in sorte a qualc, amicitiam, foedus, Nuraidiae
ad-lincUS^a, MXW piegato in dentro in forma
,

di uncino, adunco, uncinato (contr. reduUCUS), partem mox adventuram. Sali.: res sua spoute
unguis, Cic.inasus, naso aquilino, Ter. raox ad eum advenit, Liv. e) di circostanze,
advenit id, quod, ecc., a ciò si aggiunge
atl-iino, avi, àtum., are, radunare, unire,
che, ecc., Lucr. 3, 823.
Justin. ed a. fpartic. nel partic. perf. pass.).
advenliciii!»,a, ura (advenio), 7) che viene
ad-urgeo(ad-urgueo),ère, incalzare, alqra
dal di fuori, a,)ingen. (contr. innatus, insitus);
remis, dare la caccia, Hor. carra. 1, 37, 17.
externus et adv. tepor, Cic: externa atque adv.
ad-UI'O, USsi, Ustura, ere, brìiciare, abbru-
visio, impressione di cose esterne, Cic: neutr.
ciare, I) propr., cibi (cucinandoli). Ter.:
plur. sost., assumpta et adventicia (contr. in-
capillum, Cic: sine gemitu aduri, lasciarsi
nata atque insita), Cic. b) partic: a) che
abbruciare (di pers.), Cic: del sole, sicca
viene da paese straniero, forestiero, straniero,
et adusta erant omnia, Curt.: del gelo e avventizio (contr. vernaculus), genus (avium),
del vento, disseccare, danneggiare, Verg. ed a.
uccelli di passaggio, Varr.: doctrina transma-
II) trasl., infiammare, della fiamma d'amore,
rina atque adv., Cic. P) ottenuto mediante
Hor. ed a.
circostanze fuori dei nostri calcoli, straordi-
ad-ii!!>quc =usque ad, I) prep. coH'acc., nario, fuori del «omune, accidentale, strano, res,
sino a, insino a (di luogo, tempo, e nell'indi-
Cic; pecunia, Cic: fructus, guadagno di so-
cazione del grado), Verg. ed a. Il) avv. = prappiìi, Liv.: ex adventicio, come felicità cor
usque, in ogni luogo, dappertutto, Ov. ed a.
suede, Sen., o da sostanze altrui (contr. de
sidiislus, a, am, part. agg. col compar. meo), Plin. ep. Il) pertinente all'arrivo (ad-
(rfrt aduro), adusto, bruciato dal sole, bruno, ventus), cena, banchetto per Tarrivo, Suet.
ed a.
color, Liv.
Vit. 13.
advccticìiis, uni (adveho), importato
a, advento, avi, atura, are (intens. di ad-
da paese straniero, dal di fuori (contr. verna- venio), appressarsi, avvicinarsi, essere in catn-
culas), vinum, Sali. Jug. 44, 5. tnino, partic coir idea access, di premura =
adieclo, are (intens. di adveho), provve- accostarsi a passo veloce, prestamente; aeeon-ere,
dere continuamente, importare. Tao. ann. 6, 13. aopraggiungere, a) di pcrs.: assol., Cic: eX
advectus, ùs, m. (adveho), importazione, Macedonia, Curt.: ad Italiam, Cic: Eomara,
Tac. hist. 4, 84. Tac b) di e. inan., ad-
Sali.: col dat. pers.,
ad- vello, vexi, vectum, ere, condurre, tras- ventat senectus, mors, Cic: adventante urbi
portare, recare, provvedere, procurare, a) attivo: clade, Liv.
frumentum ex agris Komam, Cic: Corcyram adventììs, iìs, m. (advenio), IJ arrivo, di
peditum mille secum,Liv.: jjoei., unda advehit soldati = l'avvicinarsi, l'accostarsi (cotltr. di-
rates, Ov. b) passivo, advehi, venir condotto (anche al plur.J: in
scessus, decessio), Cic.
=-- venir trasportato, andare, giungere, venire, urbem, Cic: ad Pompejuin, Cic: trasl., ad-
arrivare, per nave, con a senza navi, in car- ventibus se offerre, andar incontro al venire
rozza (con senza curru, cisio, ecc.J: a ca- di quale, Cic. ep. 6, 20, 1: di e inan.,
vallo [con senza equo) =
venire a cavallo, ca- classis adv. Oreum fad 0.), Liv.: adv. lucia.
valcare a questa o a quella volta, asSOl,, Ter. ed Sali.: adv. in animos et introitus imaginum,

59 adverbium adverto 60

eie. J7)trasl., malornra. il giungere, Cic. adversus infestusquo, infensus et adversus),


Genit. adventi. Ter. Pliorm. 154. adversus alci, Cic: col genit., adversus populi
adverbium, l'i, n. (ad e verbuni)^ avverbio, partium, Sali.: adverso senatu, adversa patrura
Qaint. ed a. voluntate, contro il volere del s., Liv. b) di
nd«er«>ilrTii<i, a, um (adversusì, vòlto di e. man., contrario, cioè a.) sfavorevole, opposto,
fronte, dnlla parte anteriore; opposto, quindi impropizio (contr. secundus, prosperj, adversis
D iv qen., solo sost., adversaria, Grum, n.. libro auribus, Liv.: valetudo adv., indisposizione^
di note, brutta copia, straccio, stracciafoglio (che Liv.: auspicia adversissima, Suet.: res adver-
sta sempre aperto, sotto gli occhi; contr. sae, Cic: ovv. casus adversi, Nep., o fortuna
tabulae o codex accepti et espensi, libro ma- adversa, Verg. e Nep., avverso destino, sven-
stro, con « dare ed avere », Cic. IlJ pregn., tura, sciagura, infortunio: col dat., res plebi
ad HìlO come avversario, a)
che uta di fronte adversa. Liv.: annus frugibus adv., Liv.: neutr.
agg.. opposto, contrario, avversario, che fon- sost.. adversum, i, n. o commi, plur. adversa^
trnsta, assoì. col dat., Cic: factio, parte av- òrum, n., sventura, sciagura {contr. seconda,
versaria. Nep. b) sost., a) adversarius, li, prospera), Cic. ed a.: si quid adversi (advorsi)
avversario, nemico, antagonista, rivale, Ter, € acciderit o accidisset, Ter., Cic. e Nep.: res hu-
Cic: adversarii, ìa parte avversaria in guerra, manae semper in advorsa mutantur, si cam-
Cic: e adversaria, ae, f., avversaria, Cic. ep. biano, volgono in male, Sali. P) odioso, odiato,
2, 4. 2. p) adversaria, òrum, n., affermazioni quìs omnia regna advorsa sunt, Sali. 2) come
dell' avversario , ragioni contrarie dell' altra t. t. dialett., opposto ad un concetto, che è a

parte, Cic. or. 122. indica il contrario {contr. par), Cic: adversa
adversjllrix,trìcis, f. (adversator), avver- virtuti malitia,Quint.: neutr. plur. sost., paria
saria, nemica, contraria. Comici. paribus referunt, adversa contrariis, Cic.
adversiìo, ònis, f. (adverto), il rivolgere a, 2. adver«>u<i (advorsus) e adver«»uni (ad-
aniini, il rivolgere la mente, Vanimo a g.c, versum), ^ro/»?*. partic. di adverto, rivolto
Cic. Arch. IG, verso, I) come aw., dì fronte, verso, incontro,
adversor (advorsor), atiis, ari (adverto), alci adversu:n ire, andare incontro (partic^
porsi di fronte a quale. opporsi, fare opposi-
, degli schiavi che vanno a prendere il pa-
zione (partic. morale) ad ale. [contr. fovere, drone), Lucr. e Ter.: adversus arma ferre, Nep.
ed a.: con in e labi.,
assentari), col dat., Cic. IT) prep. coU'acc. {anche posposta all'acc,
Liv.: non adv.. s^g. da quo minus e il cong., pron. in Sali, e Nep.), A) indica la dire-
Cic: assol.. adversante fortuna, Cic zione; 1) di luogo, incontro, verso, adv. Colles,
1. adver«ins fadvorsus). a, um, part, agg. Caes. 2) riguardo all'agire o sentire, contro
col superi, {da adverto), vòlto di fronte : I) quale. q.c. (però senza il concetto access^
propr., vòlto di fronte dalla parte anteriore, dell' « ostilità », indicando solo l'andare in-
che si trova sulla parie davanti dirimpetto, contro per l'attacco o la difesa), adversus cura
posto davanti, anteriore [cOUtr. averSUS, SUpinUS, venit, venne incontro a lui, Nep.: adv. quem
resupinus), et ad versus et aversus impudicus ibatur, Liv.: adv. alqm dirnicare, Nep.: adv.
est. davanti e di dietro, Cic: dentes adversi, rem publicam facere. Caes.: adv. alqm stare,
denti anteriori, Cic: manus, palma della Nep.: e respondere adv. alqd. a q.c, Liv.: cos'i
ivano,CÌQ.: adverso cox'^ore,davanti, sul petto, pure del contraddire, opporsi, contro, in con-
Cic: adversa vulnera, adversae cicatrices, sul traddizione con, adv. legem, adv. rem publi-
petto. Sali, e Cic: in adversum os vulnera- cam, Cic: adversus quod, contrariamente a
tur, nel volto, Caes.: adversis hostibus occur- ciò, che ecc., Liv. 32, 2, 5: e dei mezzi di
rere, che fanno fronte, sulla fronte, davanti, difesa e salvezza, egregium adv. tempestate»
Caes.: adversos concitare equos, l'un contro receptaculum, Plin. ep.: quindi invictus, mu-
l'altro, Liv.: itinera a,dver?a,marcia di fronte, nitus adversus alqd o alqm, Sali.: fortis adv.
Tac: bastie adversae cadentes, cadenti sul alqm, Phaedr. B) indicando la posizione, il
davanti, Liv.: hastis adversis, rivolte contro, sito =^ dirimpetto, \) nello spazio, di fronte,
Verg.: solem adversum ÌDìnen,guardar dritto vis à vis, adv. aedes publicas, Liv. 2) di
verso il sole, Cic: adv. fulgur, lampo che fronte a quale, o q.c, a) := al cospetto di,
guizi i davanti agli occhi, Suet.: lectus adv., in presenza di quale, davanti, id gratum fuisse
il lettanuziale (che sta di fronte alla porta), advorsum te habeo gratiani, davanti a te,
Prop.: in adversos montes, Liv.: advorso colle, agli occhi tuoi. Ter.: uti excusatione adv,
sul colle di fronte. Sali. adverso flumine,
: eos, Cic. b) nel paragone, contro =
in para-
risalendo il fiume, la corrente {contr. secundo gone di, accanto a, adv. alqm comparari, Liv.
flumine), Caes.: e così adversum amnem sub- e) del procedere, trattare con ale, rispetto^
rectus, Verg.: adversissiminavigantibus venti, di fronte, anche in relazione con ale, quonam
venti assai contrari, Caes.: neutr. sing. e modo me gererem adversus Caesarem,usus tuo
plur. sost, hic vcntus adversum tenet Athenis Consilio sum, Cic: adversus me omnia audere,
proficiscentibus, soffia incontro, Nep.; partic. a mio riguardo, Cic: partic. spesso di senti-
con prep., in adversum, di fronte, Verg. e menti obbliganti, come amore, stima, vene-
Liv., l'un di fronte all'altro, Prop.: ex ad- razione verso qtialc q.c, est pietas justitia
verso, dirimpetto, Liv., ovv. davanti, Suet. adversus deos, Cic: adv. deos impii, Cic: gra-
IL) trasl., 1 che sta di fronte quasi come
)
tus adv. alqm, Sen.
avversario, cioè a) dipers.,opposto, di fronte, ad-verlo (advorto), verti (vorti), versura
avversario, antagonista (però pi il riguardo alle (vorsum^, ere, volgere, rivoltare verso (contr.
aspirazioni ed all'aziona, che non alla di- avertere), I) ogg. mater.: a) generic se in :

sposizione dell'animo, quinti spesso uniti plateam, Ter.: agmen urbi, Verg. b) come 1. 1.
GÌ advesperascit ad Volvo 62

nautico, colla nive, ecc., volgere, rivolgere, permesso, terniine legale per avere un consulto
clas.-em in portum, Liv.: proras tcrrae, Verg.: legale con periti ove (nell'epoca imperiale)
jiotae advertuiitur arcuue, sì diriijon le navi di procurarsi l'a.i.si.'itenza legale, Cic. e Sen.: e
a, ecc., si approila a, ecc.. Verg.: pa.sfiivo me- trasl., generici dilazione, sospensione, termine
diale coir acc. della meta, Scy thicas ad vertitur legale, Sen. ed a. h) concr., meton. i pe- =
oras, Ov. Ilj rivolgere gli orr/ftni dei sensi, riti chiamati a comiglio, tanto i giureconsulti
la mente, quale, verso un punt), u)t nyjeUo, chiamati prima a consiglio privato e poi
A) verso un altro p u n t o, ad un altro davanti al tribunale, quanto gli amici che
oggetto: a) rivolgere gli organi dei sensi a consigliavano, assistenti in genere, Cic. ed a.
q.c, partic. gli occhi ==^ guardate a, o ailvftcaliis i, m. [propr. partic. di ad-
verso q. e. ; le orecchie = prestar attenzione, voco), colui che è e h i a m a i o, pregn. =
uneoituie q.c, lumina iu quuincumque aeJis a) nei tempi della repubblica, amico, perito,
partern.Ov.: vultus sacris.Ov.: aurei ad vocem, e scgnatam. giureconsulto, il quale chiamato
Ov.: aurem niunitis, Prop.i e della divinità, a consiglio per una lite, ima quistione da
nuiueu iiuilisVcrg.: e senza indicare il do ve, portarsi in tribunale, sosteneva davanti al
adv.oculos.Curt. h)ranimo, a)auimura (ani- medesimo una delle jxir ti colli sua presema,
iiios) e (raro) menteiii advertore (unito aui- = Cic. e i a. b) nell'epodi imperiale patro- =
inadvertere, V.J =
rivolger la mente, l'animo, nus causae, colui che conduce il processo
il pensiero, l'attenzione; badare, stare attento, per quale, difensore, pi-oeurutore, patrocina-
osservare q.c, iiieateiii bue, Verg.: animos ad tore, avvocato, Quint. ed a.
religionem. Lucr.: col dat., aniinos moiiitis, a«l-v5cO, avi, atiun, are, cliiamare, far ve-
Ov.: seg. da ne e il cong. « badare di = nire a, pregn. ^= chiamare, invitare, per qual-
non, ecc. » animuin advertaut, ne quos offen- che azione, consiglio; come consigliere, adiu-
dant, Cic: assol., animum adv., Cic: e sempl. tore, ecc.,I) in gen.: a) |3ers.; contionern
advertere, come paucis, adverte, docebo, Verg. populi, concilinm, Cic: alqm in cousilium,
planiiiiuin advertere (unito animadvertere,= Cic: populum in ovv. ad contionern, Liv.: e
V.) = (in seguito alT attenzione), osservare senza acc, adv. ad contionern, Liv.: adv. ad
Q.c, notare, vedere, riconoscere, alqill Ì!l COIl- obsignandum, Cic: adv. eo senatum, Sali.: ad-
tione stantem, Cic: vitiam, Caes.: inter saxa vocari aegro (dat.), Ov.: e cos'i gaudiis. lior.
repentes cocbleas, Sali.: seg. dall'acc. e Tin- p) ogg. inan.: omnia arma, Verg.: senatus po-
fin., Cic. e da prop. relat., Cic: e
Caes.: seg. puliqae Rom. oblitterata jam nomina aa^cvs^-
sempl. advertere (senza animum), seg. dal- mento, prestar giuramento, in nome di, ecc.,
l'acce sim.,T,iC.: e con animo (animis), cowe Tac. hist. 1, 5ó: desiderare iracundiam advo-
ad nos pervenisse animo adverto, Plin.: quae catam, desiderare l'aiuto, Cic: e cos'i adhi-
dicam animi» advertite vestris, ponetevi in bere oculos advocatos, artem advocatam sen-
mentcVerg.: quindi a.a.] percepirei: provare, sibus, prendere in aiuto, Cic. II) partic:
sentire, »\(\i\ gvAw'itGY , pr mdere in
mala parte, a) come t. t. giurid.: cf.) nei tempi della re-
Ter. heaut. 570. p3) percepire con risenti- pubblica : aa) del giudice, adv. in consilium
mento e quindi punire, castigare, durius, Tac: e adv. alqos sibi, chiamare a sé periti per
iu alqm, Tac. yj auimuin alcjs o alqm adver- un consiglio sopra una causa, Cic PP) delle
tere, lenUere alc. attento, avvertire, acciocché parti, ciiiainttre, invitare un amico, un pe-
faccia una cosa, Tàz. ^) attirare sopra di rito, partic. un giureconsulto per consiglio
sé, a) gli organi dei sensi di quale, ge- in una causa e perchè assista personal-
mitus ac planctus etiani. inilitum aures oraque mente in tribunale, produrre, alqm, Cic:
advertere. Tac. b) l'animo o quale, (col suo alqm coiitra alqm, Cic: assol, aderat fre-
animo) =
rivolgere su di sé l'attenzione di alc, quens, advocabat, Cic. P) nelVepoca impe-
attrarre, oMiuium auimos in se, Sen.: aìqm, riale, cercrt7'e, prendere un procuratore, un av-
Tac. e) tirarsi addosso un male morale, re- vocato, hic advocat, hic adest, Sen.: centra
centia veteraque odia, Tac. anu. 4, 21. Caesarem adv., Sen.: qtiindi scherzosam., ve-
acl-vcspei'a<«cit, avit, ere, comincia a niam advocandi peto, chiedo tempo (per il
ed a.
farsi sera, si fa buio, Cic. desiderato lavoro), di prender consiglio, Plin.
ad- vigilo, atum, are, vegliare presso
a,vi, ep. 5, 8, 11. b) chiamare in aiuto una divi-
q.c, vigilare, a) mderiahn., ad custodiam ur- nità, deum sibi, Catull.: deos, Liv.
bis, Cic: uepotl, TibuU. b) morahn., dedicare advSlatus. abl. n, m. (advolo), volo vei-so
la propria vigilanza ad una CO'ia, vigilare, ve- gualcite luogo, Cic poet. Tusc 2, 24.
gliare, stfire attento, usar attenzione. Ter.: pro ad-vftlo, avi, atum, are, volare a, I) propr.,
rei dignitate, Q. Cic. di uccelli, ad aves,Cic: in Italiani trans mare,
advui'alTo, ònis, f. (advOCO), il chiamare a Varr.: in forum, Liv. II) trasl., volare =
a ffret-.
quindi pregn. come t. t. = con-
Me, l'invitare, tarsi, venire, andare velocemente, a) di per S,
guita, consulto generale 'ìi periti SU materie dif- assol., Cic: ad alqm, ad urbem, Cic: ad pabula-
ficili, int imo a quistioni diffìcili, I) in gen., tores, piombare a Idosso a, ecc., Caes.: Koinam
Cic. il. Verr. 1, l'29. IIJ pirtic: a) astr., e Lucania, Eutr.: Larino (da L.) Romam,
consulto legale, in advocationibus, Cic ep. 7, Cic: rostra, volare (precipitarsi) air, Cic:
10, 2 da quando gli advocati nelV epoca
: e in auxilium, Suet. b) di e inan., ejus ecScoXov
imperiale comparvero a trattare le cause in mihi advolabit ad pectus,Cic.: fama raalitiinti
nome di quale, =
trattazione di una causa, advolat Aeueae, Verg.
assistenza davanti al tribuiuile, avvocatura, ad-VOlvo, vi, lùtum, ere, voIg<re a, acco-
Quint.: quindi nella locuzione advocationem stare, congesta robora focis, Verg. Quindi —
postulare, petere, dare, consequi = occa^iione. ad voi vi e se advolvere, rfì su2jplichevoli,caiUre,
G3 advorsum aelituus 64
pedibus alcjs.Liv. e Curi:
j>ro»frai*i, genibus acdififalio, òuis, f.(aedifico), eostruziotte,

genua adv. genibus alcjs, Liv.


alcjs, Sali. tV.: se I) astr. =
fabbiica, consilium aedificationis,
advor<«uiii, aJvorsus, ad\ orlo, V. ad- Cic: aedificatioueiu abicere, deporre il pen-

versuni, advorsus, adverto. siero di fabbricare, Cic. II) concr., mcton.


adfluiii, i, n. (à3oxov) e comun. pìur. = edilìzio nel suo principio e compimento, co-
adyt:i,' oruui, n. (àduxa), t7 noti accessi- struzione, fabbrica di un edifizio, Cic: plur. edi-
=la parte più t-iposta (intet-Uettn ai pro- fizi, Tac,
bile
fani) di un santuario, partìc. quella da cui i aedil'icaiiiincula, ae, f. (dimin. di ae-
degli dei,
sacerdoti comunicavano i responsi dificatio), piccolo edifizio, fabbrichetta, Cic. ad

recesso, Verg. ed a.: ima adyta, di una tomba, Q. fr. .3, 1, 2, § 5.


Verg.: poet. generic, ex adyto cordis, dal aedificatòr, òris, m, (aedifico), costrìit-

più profondo, ecc., Lucr. tare, I) in gen„ mundi,


fabbi-icatore, architetto,

Aeacìdéìus, oìdcs, V. Aeacus. Cic. II) pregn., amante del fabbricare, sma-
Aeacus, i, m. (Aiaxds), Eaco, re mitico di nioso di fiihbr., Nep. ed a.

Egina, figlio di Giove e di Egina o Europa, sisvdii'ìciuiii, li, n. (aedifico) o^n« edi/isio,

padre di Peleo e Telamone, e così capostipite fabbrica, aedificia publica, privata, sacra, pro-

degli Eacidi {Y. sotto Aeacides); a motivo fana, Cic: extruerc aedificium in alieno, Cic.

della sua pietà e rettitudine, dopo la sua aedìfico, avi, àtuui, are (aedes e facio),

morte, insieme con Minosse e Radamanto, edificare, fabbricare, a) assol. = costruire, eiH-

re delle ombre nelVAverno. Ber tv.:— gere un edifizio, Cic. ed a. b) COÌVa^cc. fab- =
Aeiieìdés, ae, m. (A'.axiSY]^), iMcide, discen- bricare, fondare, costruire, creare, domum, ur-

dente maschile di Eaco, quindi figlio, nipote bem, navem, liortos, Cic: mundum, Cic: rem
(partic. Achille), pronipote e discendente in publicam (ut architectus), Cic.
genere. — Der iv. da questo: Aeacidt'ius, aedilieTiis, a, um (aedilis), concernente
a, uni, appartenente ayli Eacidi, degli Hacidi, Vedile, appartenente alV edile, che muove dal-
regna, V isola di Egina, Ov. Tedile, edilizio, dell'edite degli edili, a) agg.:
Aeacé, és, f. (Aiaiv] vyjoos), Eea, nome munus, Cic: scriba, Cic: vectigal, imposta de-
di un'isola, preso dal mito della spedizione gli edili (tributo che gli edili esigevano dalle
degli Argonauti, sede della maga Circe e di Provincie per sopperire alle spese dei giochi e
Calipso. — Der iv.: Aeaeus, a, um (Aìalog), delle largizioni al popolo), Cic b) sost., aedi-
di Eea, &) soprannome dì Circe,YeTg.: quindi licius, li, m., uno che è stato edile, ex-edile, Cic.

Ae. artes, Ae. carmina, arti magiche, parole acdilis, is, m. (aedes), edUe, ufficiale dello
magiche, Ov.: Ae. Telegonus, figlio di Circe, Stato, I) in Boìna vi erano in principio due
Prop. b) soprannome di Calipso, puella, Prop. aediles plebei o plebis ovv. plebeji, edili delia
Aekutìus, li, m., EOhsìo, gentilizio rO' plebe, creati dopo la pace del monte Sacro (260
mano; quindi .4ebulTu!», a, um, ebuzio, di di R., 404 av. Cr.) insieme coi tribuni: nel-
un Eùuzio, lex, Cic. Tanno 388 di Roma si aggiunsero due aediles
Aecrilnnuiii, i, n., città degli Irpini nel curules, edili eumii. Gli aediles plebis cura-
Sannio, nel Medio Evo Eclano, presso al- vano soltanto i giuochi della plebe, gli a>eài\e3
Todierna Mirabella. curules soltanto i giuochi romani o grandi,
aed«|»)il, 7. edepol. hi comune tutti gli edili erano incaricati
aedu!» e aedis, is, i.,propr., fabbrica, della polizia, della sicurezza pubblica, ed
edifizio come abitazione, quindi I)al sing.: in particolare della sorveglianza sul mer-
A) un abitazione che consta di uno spazio, cato (quindi Justin. 21, 5, 7, aediles, come
a) casa, Hor. b) camera, stanza, Lurt. B)sa*i- traduzione di ÒL^Qptx.'^Q\ì.o'., direttori del mer-
tempio; ogni volta che il senso non è
tiiario, cato). L'anno 44 av. Cristo (710 di R.), Ce-
dato dal contesto, colVaggiunta di sacra o sare nominò ancora due edili di condizione
del genit. del nome di una divinità, aedes plebea, gii aediles cereales, ai quali venne
sacra, Cic: aedes Minervae, Cic: plur., com- affidata esclusivamente la sovrintendenza
plures aedes sacrae,Cic.:duae aedes, Fortunae sopra il mercato e il vettovagliamento della
et Mortis, Liv.: aedes deorum, Hor. e Suefc.: città, Suet. Caes. 41. II) nei municipii e
nel contesto sempl. aedes, p. es. del tempio di nelle colonie vi erano aediles duumviri, trium-
Apollo Palatino (in cui si leggevano pubbli- viri, ecc., i quali in alcune città costituivano
Camente i componimenti poetici), Hor.: trasl., la suprema magistratura, ma per lo più,
aedes a.\xTa.ta,edifizio informa di tempio, sotto erano una specie di magistrati inferiori, in-
cui era stato collocato il cadavere di Cesare, caricati come in Roma, per lo più della sor-
catafalco, Suet. JI) al plur. aedes, tum, f., veglianza sulle costruzioni, sui mercati e del-
abitazione, casa, come complesso di Stanze Vordinam. dei giuochi, e che avevano anche
(contr. pergulaj, unae. Ter.: ruinosae, Cic: sa- una giurisdizione a ciò attinente.
lubres, pestiJentes, Cic: liberae, abitazione aedìlilas, atis, f. (aedilis), edilità, carica,
libera, Liv.: trasl. = celle delle api, Verg. anche funzione dell'edile, Cic. ed a,
aedìciila, ae, f. (dimin. di aedes), pic- aedis, is, f., V. aedes.
colo edifizio, I) al sing. =
piccolo san- aediliiuiis, i, m., V. aeditumus.
tuario, tempietto, piccola cappella, Victoriae, aedYliìens, tis, m. (aedes e tueor), ««-
Liv.: per lo più solo come nicchia nelle pa- Stode del tetnpio, Lucr. 6, 1273.
reti dei tempi e e delle case o negli angoli aedTtiìinu!» (aedYttmus), i, m. (aedes), cm-
sporgenti delle case, Cic, Liv. ed a. II) plur. stode del tempio, Serv. (in Cic) ed a.
aediculae, àrura, f-, piccola (meschina) abita» aedTtuus, i, m. (aedes), custode del tempio,
mone, casnccia, Cic. ed a. Cic. ed a.: trasl., aoditui, quasi custodi nel
65 Aeduus Aesros fluincn C6

tempio del merito (dei poeti), Hor. ep. 2, resoluto, dubbioso, Sali.fr. b) di condiz. mo-
1, 280. rali, mentali,o che toccano Vanimo, la mente,
,te(luii<i« m., ikluo, piar.
(Haeduus), i, penoso, doloroso, gravoso, deplorevole, amor,
AimIùì (Hacdiii), m., Mini, popolo
òiuiii, mors,Verg.: sunectus, Ov.: aegris oculis intro-
della Gallia tra V Arari (ora Saónc) e il spicere aìqd, di mal occhio, Tac
Li'jer fora Loire), la cui città piìi notevole At';teTm, ci, acc. ea, m. Aiysóc)- -^i/''<'>
f

era Bibracte. figlio di Pan'Hone, re di Atene, padre di


.'leéta, ae, m. raro .teclcs, ao, m.
, Teseo. — Der iv.: Ae;;Tiir>s, ae, m. {Alye'.-
(AìrjXYj;), fe'e'a, re di Ea nella Colchide, figlio t-qz), Egide =discendente di Egeo, partic. il
di llelios (dio del sole), padre di Medea, figlio Teseo.
coW aiuto drìla quale gli Argonauti gli ra- Ac^Taléìi!», ei, m. {M'^i'xkz\ìz), Egialeo,
pirono il vello d'oro. — Deriv : A) Acc- figlio di Eeta, fratello di Medea, chiamato
laeiis, a, uni (AìYjTatog), appartenente ad anche Ab sirto.
Ecta, eeteo, fines, cioè la Colcitide, CatuU. Aej;ide«*, V. Aegeus.
B) Aeelìas ìidis, f. (Airiudg), figlia di Eeta, Aerini ììrufii, i. f. (Aiyiis.oupozX Egimuro,
cioè Medea, Ov. C) Àeéliiic, ès, f, (Aìir]XLVY]) isola del golfo di Cartagine, circondata da
= Aeetias, Ov. pericolose secche e scogli, a 30 miglia da
.ieiilla, ae, f. e Aerìiluiii, i, n., JEfuia, qtiesta città; ora Djamur o Zimbra.
piccola città aui monti degli Equi (nel La- Aerina, ae, f. (Aiyiva), Egina, isola del
zio), a settentr. di Frenesie Deriv.: . — golfo Saronico, tra V Attica e VArgolide. -
Aefììlaniis, a, um, dì JEfuia, Deriv.: Ae^^iiieiise^^, tum, m., e la forma
Ae^aeoii, Ouis, m. ( Aìyaitóv), V. Briareus. greca .Ae^Tiielae, àruyi, m. {\^.-^<,vì]zoi.'.), gli
Aej|;aeii!», a, uiu a) fiome
\Ai-(a.io<;), «</eo, abitanti di Egina, Eginesi.
delV arcipelago tra la costa orientale della Al'jl^Tllìlllll, ti, n. (.-Vìyìv'.ov), Egìnio, città
Grecia e l'Asia Minore, utare JSijeo, Arcipe- dei Timfei in Macedonia, ai confini del-
imjo, turco Ak-Denghiz, Aeg. mare, Cic: l'Epiro; ora Erkinia. —
Deriv.: .Aej^ì-
Aeg. aequor, Ov.: nei poeti anche sempl. iiTenses, tura, m., abitanti di Eginio, Egi-
Aegaeuin, i, n. b) )jertinente al mar Egeo, niesi.
fluctus, Mela: tumultus, Hor. Ae^iftn (AegYum), ti, n, (Aiyiov), Egìo,
Acgai!^!*, ìuin, f., con o senza insulae, lina delle dodici città achce sul golfo di Co-
gruppo di tre isole sulla costa occidentale rinto; ora Vostitsa.
della Sicilia, tra il promontorio Lilibeo e ae^ist, gtdis, acc. comitn. gtda, f. (aìyf?)»
Drepanuni (cioè le isole Aegusa Hiera e , egida, a) secondo la leggenda omerica (da aC^,
Phorbantia; ora gruppo delle Egadi, Favi- commovimento tempestoso), lo scudo di Giove,
gnana, Maritimo e Levanzo), nelle cui vi- ch'egli scuote colla sinistra, scagliando il
ciname si diede una battaglia navale, che fulmine colla destra, per destare tempjeste e
decise le sorti della prima guerra punica spavento (adunque l'oscuro nembo solcato
(241 av. Cr.). dai lampi), Verg, Aen. 8, 354. b) secondo
A.e;i;oae, àrum, f. (Alys'-a-), -Ej/ea, IJ città la leggenda più tarda (da al;, capra), come
délV Emazia, in Macedonia. II) città della arma speciale di Minerva, talv. come scudo
Cilicia; ora castello di Ajas Kala. De- — nel suo braccio sinistro, ordin. come squa-
riv.: Acgcalfs, ae, m. {Xi-{£idxric,),di Egea, moso usbergo, colla testa di Medusa in
egeate, e Ac^eàtlcs , ae, m. (AìysiocSYjs), mezzo, e cogli orli circondati da serpenti,
egeiide, V. Hor. carni. 3, 4, 57. Ov. met. 2, 754 e sgg.:
neger, gra, grum, Uidisposto, I) fisicam., e 6, 79. Verg. Aen. 8, 435 e sgg.: per respin-
indisposto, egro, infermo, aintnalato, sofferente gere e difendere altrui, Ov. met. 5, 46 quindi :

(contr. sanus), anim., del loro


a) di ess. trasl. =^ scudo, riparo, arme, Ov. rem. 346.
corpo, ecc.: ol) di ess. anim.: Tiro, Cic: sus, AegTsos, i, f. (AlyLaaos), Egiso, antica e
Verg.: giaviter aegrum esse, Cic: homiiies potente città della Mes^a inferiore, sulle rive
aegri gravi morbo, Cic: aeger ex vuluere, Cic: del Danubio; ora Jsaktschi o Tultscha.
aegi3r pedibus, Sali.: sost., aeger, gri, m., un Ao^isthus, i, m. (AiYt-aSos), Egisto, figlio
ammalato, Cic: e aegra, grae, f., un'ammalata. di Tieste, seduttore di Clitennestra, insieme
Ter. p) del corpo e delle sue parti: corpus, alla quale uccise il marito di lei Agamen-
Cic: stomachus, Hor.: e cosi di Stati conside- none; fu poi ucciso da Oreste: appell. un
rati come corpi, pars rei publicae, malata = Egisto =ìin adultero, Suet. Caes. 50.
scompigliata, Cic: res, Liv. y) di condizioni Aerili Ili, r. Aegion.
attività fisiche, aofferente, valetudo, Cic: e Aeglé, es, f. {M'^'k-fì),Egie, nomedidonna,
st-anco, debole, quindi anche grave, difficile, partic. della più bella delle Naiadi, resa
anhelitus, Verg.: balatus, Ov.b) di vegetali, da Hdios madre delle Grazie, scambiata da
seges,Verg. llj mor(dm., indisposto, e precis. Seneca colla maggiore delle figlie, Aglaja.
fs^r ogni specie di commovimento della pas- aegftceròs, rotis, m. (aivoy-^pio?), capri-
sione, malato, egro,infernto, preoccupato, mesto, corno, come segno dello Zodiaco, lat. puro
di malumore, tnalconientu, annoiato, rattristato, capricoruus, Lucr. ed a. poeti.
triste, a)di pers., del loro animo, della mente : Ae£;o!!« ililiiien, mtnis, n. (Aìyò; r.o-aiiós
homines, Verg.: animus, Sali.: municipia, diffi- = fi II me della capra), Egospotamo,
cili, cherifiutano l\ibbidienza,Ta.c.: colVahì., fiume e città del Chersoneso Tracio; ora Ca-
aeger animo, Enn. in Cic, e animi, Liv.: aeger lata; noti per la sconfitta decisiva toccatavi
animus avaritià. Sali.: aeger amore, Liv.: curis, dagli Ateniesi per opera di Lisandro (405
Yerg.: e col genit. causae, aeger consilii, ir- av. Cr.).

Georges-Calonghi, Dizionarii latino-italiano.


,

67 aegre aemulus 6»

ncjcr?, avv. col compar. e superi, (aeffer), .4('ITii<«, a, um, jEUo, nome di una gens^7«-

J) funtidiosantente, inai volentieri, ilolorosatnente hea rom ina (che comprendeva le famiglie dei
(conlr. volupi, aegre est Jiiilii o meo animo, mi Paeti e dei Tuberoues), come agg. =
elio, lex

rncrescc, mi fa male, mie grane, e siin., Co- Aelia (et Fufia) de comitils, Cic Deriv.:—
mici: aegre facere alci, far dispiacere, far Aellàniis, a, um, eiiano, di Elio, orati un
mah ai ale. Ter.: aegre alqd ex alqo audire, culae, di L. Elio Tuberone, Cic: jus, le legis
Ter.: aegre feire, provare a/fanno, dolore, actiones, raccolte da Sesto Elio, Cic.
Cic. II) con fatica, futicosutnente, con sforzo, Ài'lir», iis, f. ('AsXXo) =
rapida come tem-
ilijjìcihnente, u utento (contr. fiicile), a) ge- pesta, da àsXXaì, Aeiio, I) una delle Arpie^
neric; aegre divelli, aegrius depelli, Cic.: die- Ov. met. 13, 710. II) cune di Atteone, Ov,
Ims XX aegerrime conficere alqd, Caes. b) con met. 3, 219.
fatica = appena, (/uai,i non {hÌìIOiI. di vix, 4eiiiTlianii«i, a, um, V. Aemilius.
quindi uniti vix et aogre, vix aegreque). se Aeiiiilìus, a, um, Emilio, nome di una
tenere, Cic. e) con fatica =
con interna vio-
delle piii anticìte genti patrizie di Mouia,
lenza, maU-oientiet-i, pati, IjÌv.: ferre alqd, Cic:
dalle sette famiglie pili notevoli della quale
aegerrime id fc-rre, Liv.: e aegre ferre coZ/'acc. (Barbulae, Lepidi, Mamercim, Papi, Pauli, Re-
e Tinfìn., Cic, (jVV. col quod, Curt.: aegre ha- gilli, Scauri) uscirono uomini segnalat'ssimi.
Ijere, coli acc. e Z'infin., Liv.: aegre carco, Cic. — Come agg. =Emiiio, Aem. tribus, una tribù,
aes'*«<»< ère(aeger), essere auunaiato,ljncT. rustica,, Cic: Aem. via (anche sempl. Ae»
3. luti f 822.
inilia), la strada maestra fatta dal coìisole AI,
rtoj;re«»oo (aegrisco), ere (aeger), anima- Emilio Lepido (567 di B.J, la quale diitac-
lardi, I) fuiicam., di pers., ecc., Lucr. Il) mo-
candosi dalla via Flaminia, conducev i da
ralm.: a) di pers., a/JHygersi, rattristarsi, loa- liimini (per Bologna) fino a Piacenza, làv.
giore sollicitudiiie,Tac. b, diaffetti, inasprirsi,
ed a.: Aem. ludus, scuola di gladiatori sta-
violontia Turui aegrescit uiedendo, Verg.
bilita da P. Emilio Lepido, Hor.: Aem. ratis,
ae;ci'Tiiióiiia, ae, f. (aegt;r), sent mento
nave che portò a Roma il bottino facto da
di tristezza, travaglio d'animo, tristezza, do-
Eni. Paolo nella guerra con Perseo, Prop.
lore (cfr. aegritudo, n" II), Cic. ed a.
ae^;ri*eo, 1'. aegresco.
— Deriv.: Actuìlislnns, 2i, \ì\\\, apparte»
nente alla gente Emilia, Emiliano, P. Scipio
ae;;rìiri(lo, dTuis, f. (aeger), condizione di
Aemilianus Scipione Africano Minore
,

chi è sofferente, indisposizione, I) del corpo,


propr. figlio di L. Emilio Paolo, poscia
lo star male, tnalattia, infertnitù, TaC, 6 plur.,
figlio adottioo di Scipione Africano Mag-
Eutr. II) dell animo, travaglio, tristezza, come
giore, Liv. ed a.: sost., Aemilia-ia, òrum, n.,
affanno, cordoglio, cura, ancJte al plur., Cic
sobborgo di Roma, e prccis. probah. quello
ed a.
della Porta Fontinalis, ove più tardi Traiano
aegror, òris, m. (aeger), »»a;attta, Lucr. 6,
stabli un Forum, Suet.
1130.
ae;;rólalio,
AcninnTa, -ii1«j, -iiiiiìì, V. Haemonia.
ònis, f. (aegroto), l'essere am-
malato, il sentirsi male, indisposizione, tna- aeitiììla, V. aemulus.
lattia, I) del corpo, V. Cic. Tusc. 3, 23 e altr. aeiiiùiiilì'o, ònis, f. (aemulor), lì emula-
(uìiche al plur.). II) delVanimo, malattia, zione, gara, laudis, Nep.: alit aeuiulatio inge-
travaglio d'animo, V. Cic TusC. 3, 8 cd altr. nia, Veli. II) in S nSO cattivo, invidia, ge-
ae;;i*r»tO, are (aegrotus), essere ammalato losia, rivaliti, ìiep. ed a.: plur., aemulationes^
(contr. sauum, saniorem es!>e), I)propr.: A) gelosie, Cic.
fisicam., essere ammalato, amnèalare, graviter aeinììlalor, òris, m. (aemulor), cmuìot
(gravi US, gravissime), Cic: veheinenter diuque, Seu. ed a.: Catoais, imitatore, Cic.
Cic: periculose. Cic: leviter, Cic: mortifere, aciiiìiialii<i, US, m. (aemulor) = aemu-
Plin. ep.: graviter aegrotare coepisse, amma- latio (V.), emulazione, TSiC: in StiUSO cattivOy
larsi gravemente, Cic. B) moralm., essere am- invidia, gelosia, lac
ìnaiato, soffrire, ea res, e.K qua animus aegro- aeiitiìlor, atus sura, ari, sforzarsi di essere
tat, Cic: quo me aegrotare putes animi vitio? affatto uguale ad una pers. COS'I, I) in senso
Hor. II) crasi., di e. astr., scemare, eecUa- buono, sforzarsi di raggiungere lina perS. O
sarsi, aegrotat fama vacillans, Lucr. cosa, gareggiare con qualc. in q.c, a) di
ae«;ròlu!«, a, um (aeger), cìm non sta bene pers coir acc: alqm.Nep.et^a.; ejusinstituta,
(contr. sanus), I) indisposto, infermo, amma- Cic: studia alcjs, Liv.: col dat., alci, Quint.:
lato, sofferente, Cic: (li Stati, res publica, in- assol., Tac. bj trasl., di sogg. inan., quasi
ferma (sconvolta), Cic: di animali., leo, Hor.: gareggiare COn Una COSU nei SUOI pregi, ugua-
SOSt., aegrotus, i, m., un ammalato, Cic. IIJ gliarla, coWsLCc, illas acclamationes, Plin. pan.
turbato da passioni, malato, infermo, animus, II) in senso cattivo, emulare invidiosamente
malato d\xm')re. cuore infermo. Ter. una pers. O cosa, essere geloso, invidioso di
Ae;;y|tlTiis, a, um, V. Aegyptus. q.c, guardare con occhio invida una perS. O
j4e;:;y|ilii<i, i, f. (AiyoTrios), ^f/Mo, tneton. cosa, coU'acc: umbras suas, Prop.: eomun.
= esercito egiziano, Verg. 8, 687 e 705. — col dat., alci, Cic. ed a.: vitiis, Tac: cum alqo,
Deriv.: .44^«;y|>liu<», a, um (Aìyutwxio?), Liv.: Inter se, Tac: affatto assol., Cic. ed a.
egizio, rex, Cic: Nep,: litterae, gero-
belluiii, aeillìllllS, a, um, che si sforza di ttgtia-
glifici, Tac: S)St., Aegyptius, ii, m., un Egizio, yiiare in tutto Una pers. (in) una cosa, I)
un Egiziono, sing, e plur. in Cic in senso buono, emulo, die emula, che gareggia,
aeliilo<», i, m. (aiX'.vog), canto lamente- emulatore, eompetitore, rivale, a) propr., COI
vole, Ov. am. 3, 9, 23. dat., quae (patria) nunc subit aeraula laudi,
69 Aenuis Aeolus 70
Verg.: comun. col genit., se aeniuliim mea- àiòii?|>éM (ìilieiii|iu!i«), pl'dis (aeneus e pe$),
runi laudiuiii exstilisse, Cic: co/Z'acc, facta dal (lini) PO', ili bronzo, boVCS, Ov. ber. 6, 32.
consulta(iue cjiis aemulus erat (= aemulatus .4oii«»liarliiis (.4lièiioliarliii!<), i, in.,
erat), Sali, fr.: sust., aemulus, i, m., alcjs, Cic. Aenobarbo (dalla barba rossa), nome di una
ed a.: citra aciiiuluin, senzn nari. Ouint. b) famiglia della gens dei Domizii.
trasl., die utjuuijlUi, pureggia nelViim. ilflle .4eiioM, V. Aenus.
qualità, un Oijrfetto, tibia tubae aemula, Ilur. 1. ìieiiiis e aiiùiiu<4, a, ura (aes), bronzeo,
JI) ,n senso catti co, geloso, inviUiusv, rivale, di bronzo, I) propr., crater,Vorg.: sost., aenuni
coìnpetitort, a) generic,: Carthairo aeicula im-
O ahenuni, i, n. (se. vas), vaso, cratere di bronzo,
perio Romani, Sali.: l'eiiioto aeniulo, l'ac: di Cato e Verg.: partic. della caldaia dei tin-
e. inan., aeiii. seiiectus, invidiosa (dei pri-

vilegi della (jiovcntà), Verg. b) pirtic, ae-


tori, Ov. IIJ poec. trasl., di bronzo =
fermo,
saldo, invincibile, m;inus, ineluttabile, Hor.
mulus, i, m., e aemula, ae, f., il o la rivaie in 2. ileniis, i, f. (Alvog), juno, città della
aììiore [sinon. di rivalls), m. in Cic, f. in Ov. Tracia, allo sbocco deHEbro, di fronte a
AeiiiiiM, V. Haeiiius.
Aeniiria, ae, f., Knaria, isola vulcan'ca,
Samotracia ; oggi Enos. Deriv.: .4enTi,—
òrum, m. (Aivtoi', gli abitanti di Eno, Eni,
con sortienti calde, sulla costa occidentale Liv.
dell'Italia, dirimpetto olla Campania, così ;ieolcs, um, m. (AioXsts), Eoli, uno dei
chiamata come luoc/o di approdo di Enea, rami principali degli Elleni (così chiamati
presso i greci Pithecusa {V.), nei poeti lut. da Eolo, filjlio di Élleno, V. Aeolus n" I), la
anche Inarime (V.); ora Ischia. Alcuni — quale dalla sua sede originaria in Tessa-
distinr/uono due isole, Aenaria e Pithecu.sa. glia, si estese fino al Peloponneso e poscia
.4('iica, ae, f. (Atvsia), i:iiea, città della infine all'Asia Minore ed alla vicina isola
Calcidica sul golfo Termaico ; secondo la di Lesbo (patria di Saffo); presso i Latini
leggenda locale, fondata da Enea. De- — anche .4colìi, òrum, m.. gli Eoli dell'Asia
vio.: /ieiieales, ura, m. (Aìvsàxai), abi- Min. —Deriv.: A) .4eolTciiM, a, um (Aio-

tanti di Enea, lineati. Xiv-óc), eolico, digamma , littera, Quint. B)


Aeiieadési, V. Aeneas. Aeoliiis, a, um (AióXtos), eolio, eolico, partic.
Aeiioas, ae, m. (Aivaiag; acc. greco Ae- in riguardo a Saffo, nativa di Lesbo, Hor.
uean, Aivsiav), linea, figlio di Anchise e di e Ov.
Venere, eroe dell'Eneide, proavo dei Ro- AeolTa, ae, f., I) Eolia, regione delV Asia
ììiani, onorato dopo la sua morte come Jup- Minore (= 1. lì) 4v»iTa (Aio-
Aeolis, V.).
piter Indiges; quindi Aeneae mater. Venere, Xia), isoUi Eolica;
piar. Aeoliae iui^ulae, il
Ov.: Aeneae urbs, Roma, Ov. Deriv.: — gruppo di isole vulcaniche, a nord della Si-
A) Aeiiràtlés, ae, m. (AìvsdSrjg), Mneade cilia (la più grande è Lipara, quindi Aeolia
(= discendeìite di Enea), a) sing a) il : Lipare, ancor oggi Lipari); secondo il mito,
figlio di Enea, Ascanio. p) Augusto, come sede di Eolo, re dei venti, e di Vuicuìio ;
discendente, per imm'iginariagenecdogia,da oggi le Lipari.
Enea. b)plur., Aeneadae, darum (e -dum), /IcalìtMis, a, um, V. Aeolus.
m., a) =
i compagni di Enea, o i Troiani ,4eolT«lC'!», 1^. Aeolus.
in genere. P) = i liomani. B) A.eiieìf!!i. ulos, 4eolTi, V. Aeoles.
acc. Ida, f., Jineide, il celebre poema di Vir-
.4e»lis, iTfdis, acc. Ilda, f. [AlnXlc,], noiìdn,
gilio, il cui eroe è Enea. C) .4eiic'Yii!«, a,
reqione della Misia nell'Asia Minore, a
uni, di Unea, appartenente, attinente ad Enea.
Nord del fiume Ermes, sede di dodici Stati li-
/teiieale*^, V. Aenea. beri, formanti la nota confederazione eolica.
aéiiuàtores, uni, m. (aeneus), suonatori 2. 4eolì<!>, V. Aeolus.
di tube e di bucine, fromOetti, Sen. ed a. 4er>llu^, V. Aeoles e Aeolus.
Aenéìis, -eiiis, V. Aenea.s. 4eulu.«>, i, m. (AioXos), I) Eolo, figlio
aeiieìas e alieiieiis.a, um (aes), dì bromo, di E Ih no e nipote di Deucalione,
re della
hromeo, Ij propr.: a) riguardo alla materia: Magnesia Tessalica, capo-stipite della razza
statua, Cic: signa, Hor.: sost., aèneura, i, n., Eolica. II) figlio o nipote di Ippote [chiavi.
vaso di bronzo, Cato e Pliii. b) al Colore, (j'iu'nrfi Hippotades), signore delle isole Eolie
bronzeo, rossiccio, fulvo, barba, Suet. II) poet. (Lipari) da lui denominate (V. Aeolia n" IIJ.,
trasl.: a.) bronzeo =
impiegabile, invincibile, secondo la leggeiuUi idk tarda, re dei venti.
fermo, murus, turris, Hor. b) aenea proIesi, lu
ruzza (l'eM) del bronzo, Ov. met. 1, 125.
— Deriv.: A) 4eulT(le>«, ae, m. (AìoXìSyjs),
Eolide, a) (discendente di Eolo n" I): et.) figli
Aenìàiies, uni, m. (Alv.àvse), liniani, = Sisifo ovv. Atamante ovv. Scdmoneo. p)
antica popolazione elhnica dell' Etea fcioè nipoti= Cefalo (figlio di DeioneJ od Ulisse
della regione intorno al monte Età, attraver- (la cuimadre Anticlea prima del matrimonio
sata dallo Spercheo) nella parte merid. della con Laerte avrebbe avuto relazioni con Si-
Tessaglia. sifo), b) discendente dall'Eolo troiano =
aeiiì;:;iiia, niìitis, n. (aiv'.yiia), I) indovi- Miseno. B) 4cutÌ!«. Mos, f. (AioXis), a)
nello, eniijiiui, Quint. ed a. IIJ trasl., a) cosa Eolide, discend. femmin. di Eolo n" I la =
oscura, accenno oseuro, enigmatico; enigma, figlia eli lui Canace, ovv. la figlia Alcione.
somuioruni, Cic: aeuigma Oppiurura (sugli b) (da Eolo, il" IJ), eolio, eolico, insulae (V.
J, Cic: pervenit res usque ad aeuignia, al- Aeolia, n" IIJ. C) .4e<>lius, a, um (AlóXi.os),
lusione, motto, frizzo, Quint. b) esposizione appartenente ad E., di E., a) di AeoluS, n" I
oscura, enigmatica, allegorica, Cic. postes, di Atamante, Ov. b) di Aeolus n" II
aequabilis Aequi 72
71

Ante, figliai di lui, Ov.: tyrannus, detto corrispondente, a) generic: aequalis cetcris
virgo. \

e iverne in cui E. tiene meiiibris, proporzioti'ito, Suet.: di e. inan.:


di "Eoìo, Ov.: antra, le
iniberaequalioraccidens auribus,Liv. '[))eguaie
chiusi i venti, Or.: procellae, Verg.
ne<|uahTli.fii, e, agg. col campar, (aequo), nel contegni, nel comportarsi, costante, coe-
rente, equanime, nihil acquale homini fuit ilH,
equabile, eguale, iinifatme, costruite, a) di C.
inan.: partes undique aequabiles, Cic: aequ. Hor.: aequalem se omnibus exhibens, sempre
tributio (ìaovo(ita), Gic: motus certus et aequ., gentile con tutti, Eutr.
Cic: perennis anmis et aequ., Cic: del corso aeqiialìtat<,atis, f. (aequalis), eguaglianza,
dell'orazione, aequ. et temperatuin genus ora- I) di ima superficie, eguaglianza, piano, uni-
tionis, Cic: di diritto e dell'applicazione di formità esteriore, aequalitas illa (maris), Sen.
esso, equabile, uguale pei- tutti, jus equ., JUS in II) uguaglianza interiore, 1) di cose e pen-
onines aequ., Cic: nihil eà jurisdictione aequa- sieri altrinienti diversi: a) generic: simili-
bilius. b) di pcrs.: cunctis vitae officiis
Cic tudo aequalitasque verborum, paronomasia,
aequabilis, Tao.: e [come Koivóg), affabile, yen- Cic: aequalitas fraterna, eguaglianza di pen-
tue nel tratto, cogli altri, in suos, Tac siero e di azione, Cic. b) eguaglianza di età,
neqiial>ìlTl:'is, àtis, f. (aequabilis), eqtta- coetaneità, Cic Brut. 156. c) eguaglianza di

liiitti, motus, Cic: elaboraiit alii


uijiiagiianza, diritti e libertà p 'litiche in Stati liberi,
eguale condizione, eguaglianza dei citt idini,
in lenitale et aequabilitate (« eguaglianza »
di discorso), Cic: quindi a) aequ. juris e Tac 2) di una cosa in sé, nnifoi-mità, confor-
mità, congruenza, eguaglianza, congruentia ae-
sempl. aequ., l'equabilità, l'imparzialità nel-
r applicazione della legge, neW amministra- qualitasque, Plin. ep.: nel comportarsi, aequa-
zione della giustizia, equità, eguaglianza di- litate pensare, Quint.

nanzi alla legge, Cic: e generic, la conces- acqiiàlìler, avv. col compar. (aequalis),
sione di eguali diritti e libertà cittadine, Cic: egualmente, in maniera eguale, IJ ne'Ia Su-
e il aeiUitnento dt giustizia (politica) da CIÒ perficie, unifoì'memente, Collis ab summo aequ.
derivante, Cic. bj il comportarsi equabil- declivis, Caes. II) riguardo al contenuto,

mente, impei-turhahilità, Clc 1) rispjetto od altro, conformemente, corri-


aei|iialȓlilcis avv. col compar. (aequa- spondentemente, distribuere, Cic. 2 in Sh, uni-
,

bilis), equuOUinentc, uniformem., egualin., Cic.


formemente, oratio aequaliter constanterque
ed a. ingrediens, simmetrica ed eguale, Cic: nel
aequaevus, a, um (aequus ed aevum), comportarsi, aequalius parere, Tac.
di eguale età, coetaneo Vcrg. e Suet. aequanTmTlàs,atis, f. (aequus eanirau-i),
acqiiàli<«, e, agg col compar. (aequo), I) equanimità, modo equo di p nsare e Sentire
eguale, conformato egualmente all'estemO ed verso ale, indulgenza, modei-azione, Ter. II)
all'interno, I) dì eguale superficie, eguale, imperturbahilitii, pazienza, alversus alqd, Sen.
piaìui.hca., Sali.: terrn ab onnni parte aequ.,Ov. acquatto, ouis, f. (aequo), uguagliamento,
II) generic, di aspetto, grandezza, altezza, uguaglianza, bouorum, Comunismo, Cic: juris,
estensione, contenuto eguali, 1) eguale, cor- Liv.
rispondente, conforme, a) generic. (contr. im- acque, avv. (aequus), I) ugualmente, à.\i^%

parj tumuli, Liv lingua et moribus aequales, trabes aeque longae, Caes.: benevolentia ci-
Liv.: col
:

liit.,
:

pars pedis aequalis alteri parti, vium non aeque omnes egent, Cic. —
Quindi
Cic: con Inter e Tace, virtutes sunt inter se in paragoni, egualmente, non altrimenti, a)
aequales et pares,Cic con cum e Z'abl., gloria colle particellecompurat. et, atque (ac),
tua cum inultis viris fortibus aequalis est, quara, quara ut e sim., eosdera labores non
Sali, fr.: sost., col genit., creticus et ejus ae- esse aeque graves imperatori et militi, Cic:
qualis paean, Cic. b) eguale riguardo all'età, tibi sunt aeque noti ac raihi, Cic: Egnatii
al tempo, a) coetaneo, della stessa età, aa) di absentis rem ut tueare, aeque a te peto, ac
pers. {contr. natu major, natu minar), soror, si mea negotia esseut, Cic: ut aeque ju-
Nep.: col dat., Attalu^ aequalis sibi, Curt.: menta nitida ex castello educeret, ac si in
exercitus aequalis stipendiis suis, che contava campestribus ea locis habuisset, Nep.: nihil
tanti anni di servizio quanto egli stesso, aeque eos terruit, quam praeter spera robur
Liv.: col genit., calo quidam aeq. Hieronymi, et color imperatoris, Liv.: con curn e l'abl.,
Liv.: e SOSt., aequalis, is, e, compagno, coe- novi aeque omnia tecum, t into come te. Ter.:
taneo, amico d'infanzia, camerata, Cic. C Vcrg. poet. anche aeque. aeque... in confronti re-
.

gpi) di e. inan.: corpus, Vèrg col dat., Dejo- : ciproci, aeque pauperibus prodest, locupletibus
tari benevolentia est 'psius aequalis aetati, aeque, Hor. b) senza particelle comparative,
dura da tutta la sua vita, Cic: con cum e quanioil termine di confronto risulta chiaro
Z'abl., aequali tecuai aevo, Ver.^.; col genit., dal contesto, pauci quibuscum essem aeque
sacrificium acquale hujus urbis, Cic. P) ri- libenter (se. ac tecum), Cic: ut postea num-
guardo al tempo, contemporaneo, coetaneo, quam dextro (oculo) aeque bene usus sit (se. ac
\coìitr. senior, junior), aa) di p^rs., col dat., sinistro), Nep. II) {col compar.), giustantente,
aequalis illis temporibus scriptor, Liv.: col ge- rettamente, bene, sin vis obsistat, ferro quam
nit., Philistus aequalis temporum illorum, Cic: fame aequius (meglio) perituros. Sali, fr.: so-
SOSt., aequalis, is, m., «»»» contemporaneo, Cic. cietatem condicionis huraanae muniflce et
P3) inan.: memoria, Cic: memoria aequ.
di e. aeque tuens, Cic.
iliius aetatis {contr. me. noria senior), Cic. Acqui {anche Aequìculi [non Acqui-
e) che ha nello Slato una condizione inedia, coli]), orum, m., Equi, antico popolo italico,

aequ. civis {contr. eminens, princeps). Veli. 2, agricolo, predatore e guerriero, fra i Sabini
124, 2. 2) eguale a sé, coeiente, consentaneo, e i Marsi, gli Ernici, i Volsci ed i Latini.
73 aequilibris aequus 74

— Deriv.: a) Ae<|uieus, a, um, deyu Kquì. diritti per tutti, Liv. 2) uguagliare una
b) .%e4|iiT<'iilii*>, a, uni, equicolo = equlco. co<ia ad un'ultra, a) rispetto all'altezza:
sic'<|iiìlTI»rì«i, e (acquus e libra), equUi- acquare solo (dai.) omnia, radere al suolo,
Orato, livellato, orizzontalf, Vitr. 5, 12, 4. Liv.: oov. Numantiam , Veli.: cfr. omnia
aeqiiTiibritiìM, iltis, f. (aequilibris), legge fiammis acquata (cioè solo), Liv.: e fig.,
ilcll'equilihrio, ugual distribuzione , Cic. (Ic nat. solo dictatura.s c<>nsulatu.sque, fare tahithi
de. 1, 109. rasa della ditt. e del cons., Liv. b) eguagliare
a<'qiiiiTi>r7iiiii, ti, n. (aeqtiilibris), e(pti- in numero, quantità, mettere a pari, con cum
lilnio, livello, ScD. ed a. e Tabi. col dat., nuTiicniiii cum navilais,
/icqiiiiiir'ITiiiii,Ki, n., luoffo disabitato in Verg.: si.as (.pescuiii potentissimis, Caes.: qui
Roma sotto la parte occidentale del Campido- (libri) se jam illis fere aequarunt, pareggiano
glio, poco dal carcere [ora sepolto sotto
hint/i per numero, Cic: e nel tempo e nella durata,
le rovine su cui si estende la via di Marforio), per soninum vinumquc dies noctibus, dor-
mercato partic. di animali pei sacrifizi. mire e gozzovigliare gl'omo e notte, indi-
jicMiiiTiaortTiilis, e (aequinoctiuin), egui- stintamente, Liv. e) uguagliare, pwìe ad
nozitde, circulus, l'equatore, Sen.: aestus (ma- ugual grado nei diritti, nel grado, teiiuio-
rea), Son. res cum principibus acquari se putant, Cic:
acM|iiTnoclTiiiii, l'i, n. (aequus e nox), Laelios sibi per omnia. Veli, d) nel giudizio,
equinozio, eijuagliunza de' giorni e delle notti, pareggiare, paragonare, confrontare, omnium
Cic. ed a. scelera vix cum hujus parva parte acquari
acqiiiporo (aequì'pliro), avi, atum, are conferrique posse, Cic: Hanuibali Pliilinpum,
(acquus e pnro), »»£/i<a</<ia»''', trasl.: 1) giìtdi- Liv. B) q.c. con sè =
raggiungere, pareg-
COndo, paragonare, confrontare, alqm alci, Liv. giare q.c, a) in altezza: cujus (flnminis) al-
2) uguagliare, raggiungere, alqill alqtl re, Nep.: titudo summa cquorum pectora aequabnt.
al(jni, Liv. Curt. b) in velocità, cursum alcjs, Curt.:
aoqiifla<!i, àtis, f. (aequu-), M</""</'««ii«ff, J) alqm cursu, pareggiare alcuno nella corsa^
in sé: a eguaglianzu (opportunit/i), loci, Auct'. Liv.: sagitta acquans vcntos, Vcrg. e) nel v-
b. Hisp. 29, 4. b) propoì-zione, simmetria, com- lore, nel grado, nella natura: argenti facti
moditas et aequitas membroruin,Suet. e) coìi pondus L niilia talentorum aequabat, Curt.:
e senza animi, equitù, equanimità, pazienza, munia comparis aequ., Hor.: Appii odium,
moderazione, rassegnazione, talcolta anche in- essere odiatocome A.. Liv.: alqm equestri
differenza, Cic. II) rispetto ad altro : a) egua- gloria. Liv.: facta dictis, Liv. ; e/^r. haec di-
glianza invnnzi alla legge, eguaglianza di di- cendo, Plin. ep.: alla domanda in che? in
ritto, egual condizione rispetto ai diritti e abl., is triumphus... signis et spoliis ferme
alle libcrtit, Cic. de off. 2, 41 e de rep. 1, 53. aequabat (se. Cornelii triumphuin), Liv.: as-
b) principio di equitù proveniente dal ricono- so/., nani qui agit, ut prior sit, forsitau, etiam

scimento di questa eguaglianza di diritti, si non transicrit, aequabit, Quiut.

a) generic, contegno, procedere eqilO e giustO aequor, oris, n. (aequus), piano, pianura
di una pers., equità, giustezza, Cic: causae, = superficie piana, IJ in gen.: speculorum,
Cic: belli, Cic: coiidicionum. Caes. ^) partic. Lucr.: e al plur., patula aequora mundi, Lucr.
in contrapp. allo stretto diritto positivo (jus), II) partic: 1) superficie della campagna, pia-
eqìio contegno sccondo il vcro stato della cosa, nura, piano, campi, Verg.: e al plur., campo-
equità, servare àequitatem, Cic rum patcntium aequora, Cic: comun. senza
ac<(iio, avi, fituni, are (aequus\ rendere campi, immensum, di deserto, Verg.: agit
eguale, eguagliare, I) in sè, appianare, spia- aequore toto, Verg,: quindi per solum. ter-
nare, locura, Caes.: arcani cylindro, Verg.: reno, suolo, campo, proscissum, arato, Verg.
acquata agri planitie?, Cic: mensa acquata, gè. 1, 97. 2) la super fìcte orizzontale dell'ac-
messa diritta o equilibrata. Ov.: acquare qua, a) del mare, supei-ficie del mare e anche
frontem (frontes) ovv. acieni (t. t. milit.), (a' sing. e plur.) nmre, vastum maris acqu.,
formare ima linea o una fronte in linea Verg.: comun. al plur., aequora ponti ovv.
retta (contr. sinum in medio dare, promi- maris, Lucr., Hor. ed a.: più spesso senza
nere), Liv. IIJ rispetto ad altro, uguagliare, maris, ecc., profundum, Curt.: et quoniam
A) q.c. a q.c, e precis.: 1) eguagliare cose magno feror aequore. erro sul vasto mare
omogenee fra di loro, pareggiare, distribuire (fi(j. = ho preso a trattare ampia materia),
equamente, a) rispetto alla materia, al nu- Ov. met. 15, 176: al plur., saeva aequora,
mero, ecc.: sortes (t. t.), eguagliare le sorti Verg.: penetrare aequora, Val. Max.: meton.,
(in modo che a chi tira le sorti non ne l'acqua marina entrat'i nella nave, aequor
giunga alle mani una piuttosto che un'al- refunderc in aequor, Ov. h)diun fiume,\erg.
tra), Cic: pecunias, introdurre eguaglianza Acn.8, 89 e 96.
di sostanze, Cic: pedites, metterne altret- acqiioi*eii<i, a, um (aequor), pertinente al
tanti (quanti gli altri), Liv. b) rispetto nmre, del mare, marino, gcnus, di peSCÌ,yeTg.:
alla natura (qualità), al grado, ecc., vi- rex, di Nettuno, Ov.: Britanni, circondati
res, Liv.: certamen. pareggiare la lotta, a dal mare, Ov.
le forze da ambedue le parli, Liv.; cfr. aeqiiii«i, a, um, agg. col compar. e su-
acquato Marte, Liv.: aequato omnium peri- peri., eguale, J) in sè stesso, 1) propr.: a)
culo, con eguale pericolo per tutti, Caes.: della superfìcie del suolo, piano, orizzontale
di agguagliamenti per conelusione di leghe (contr. supeiior ovv. inferior, acclivis ovv. de-
e sim., leges, Liv.: foedera, concordare, Hor.: clivis, pronus), aequus et planus locus, Cic:
acquato jure omnium, con eguaglianza di in aequum locum se demittere, al piano,
75 acr aeranuin 73

Cacs.: piulo aequiore loco consistere, Caes.: diosus, inferiores crudelis, Cornìf. rhet.j
in
ex aequo loc loqui, in S':nato{contr. ex infe-
> qu'ndi le espress oni avverb.: ex aequo,
'()

riore loco, ai (fimi ici che mercino un seggio uniformemente, egualmente, sol eX aequo meta
più alto che Voratore, ex superiore loco, dalla distabat utràque, Ov.: mundum ex aequo tem-
tribuna, al popolo), Ciò.; cfr. ex superiore et perantia, ciò che tiene in equilibrio il mondo,
ex aequo loco sermones habitos, in faccen'ìc Sen.: e in eguali relazioni (politiche), con
puhblich'^ e jirivate. Cic: sost., aoquum. i, n., eguali diritti, ex aequo venire in amicitiam,
tt^-reno piano, stiperficif piana, campo piano, Liv.: in acquo, in pari grado, in eguale valore,
libero e aperto, iu aequo campi, Liv.: in ac- condizioni, rapporti, diritti, ne in aequo liostcs
quuni descendere, desjredi. Liv. (e in aequum vestri nostrique apud vos sint fabhiano presso
descendere, fìg. =
abbassarsi del tutto verso di voi eguali diritti) a.Q, nos socii; immo ne
ale, Sen.): anche sommiut d un'altura, in meliore jure sint, Liv.: in aequo eum duarum
equum eniti,Tac. ann. 2. 80. b) di altri og- potentissimarum gentium summis imperato-
getti, egìiale, diritto, orizzontale, aoqua frons ribus posuerunt, uguagliarono, Liv. b) che
(t. t. milit.), linea fronte diritta, Liv.: sta- 2yrocede egualmente, imparzialmente verso le
terà posila examine aequo (in equilibrio), 2ìers., partic. in cose giu'liziarie, giusto, equo
Suet. (contr. iniquus), a) di pers., retto, equo, im-
2) trasl.: ?C) piano =
equo, favorevole [contr. parziale, jadex, Cic: se alci aequum
praebere,
iuiquus), di luoghi, locum se aequum ad dimi- Cic: adeste aequo animo, Ter. e. inan.,
p) di
candum dedisse, Caes.: et^i non aequum locum giusta, retto, equo, conveniente (contr. iniquUs),
videbat suis, Nep.: ut quibus locus aequior judicia, Cic: condicio, Nep.: postulatio, Cic:
esset, pili favoriti dalla posizione, Liv.: di quod aequum sit in Quinctium id iniquum esse
tempo = favorevole, opportuno, et tempore et in Naevium, C'ic: partic. spesso aequum est,
loco aequo instructos, Liv.: judicium aequiore è giusto, è conveniente, at quibus verbis? modo
tempore fieri oportere, Cic. fr. b) dell'animo, « aequum modo « non iniquum »,
sibi videri »,
equo, costante, qìUeto, calmo, rassegnato, pa- Cic: col dat,, sicutaequum est homini, Cic:
ziente, cont^eiito, indifferente, COnCCdo, et quod coWacc. e Z'infìn., aequum est vos ignoscere,
animus aequus est, et quia uecesse est, Cic: Ter.: aequum esse eum et officio meo consu-
quod adest memento componere aequus, Hor. lere et tempori, Cic: quas (causas) a vobìs
Partir, spesso avverbial. neU'ahl. aequo ani- aperiri aequum Tac dial.: neutr. sost.,
est,
mo, con pazienza, rassegnazione, calma, indiffe- aequunij i, n., giustizia, equitù, l'equo, in jure
renza; seìiza dolore, di buon animo, se mo- aut in aequo, Cic: per aequa per iniqua, con
iieri pati, Cic: ferre coU'acc. ovv. Tace, e ogni mezzo buono o cattivo, ad ogni costo,
Tinfin., Cic: aequo animo alqd accipere, Sali.: P'ìr diritto o per traverso, Liv.: abl., aequo
al plur., animis lubentibus aut aequis alqd re- col comparai, (=quam aequum est), lìHi del
ni ittere, Cic. giusto, del conveniente; troppo, soverchiamente,
Iljeguaie di natura, per qualità, l)propr.: gravius aequo. Sali.: largius aequo, Hor.: spesso
a) eguale^^:^ egualmente largo, lungo, alto, esteso, ^(n^Y^ aequum et bonuni e aequum bonumquo
pesante, a\ di c. OMO fj enee : aequa latitudine sempl. aequum bonum, il giunto e n buono, il
atque ille contestici us a^ger fuerat, Caes.: Cic ed a.: fit rCUS
retto e l'onesto, la giustizia,
aequo fere spatio abesse, Caes.: sequitur pa- magis ex aequo bonoque quam ex jure gen-
trem non passibus aequis, con più breve tium Bomilcar, Sali.: di qui come 1. 1. la for-
P'ìsso. Verg. aequis pedibus procedere (del
: mala giurid. quod o quantum aequius melius
•listico), come aequis numeris (dell'esametro), melius aequius, come è più giusto e meglio,
Ov, P) di e. eterogenee: urbs erat in summo Cic: e cosi utrumque fieri sit melius atque
nubibus aequa jugo, Ov.: aequum arcibusag- aequius, Quint.: e finalmente la locuz. aequi
gerem attollunr, Ov. b) eguale =
egualmente bonique o sempl. aequi boni facere alqd, giti-
distribuito,egualmente grande, acquis portio- dicare alcunché guardando alla giustizia
nibus pensionibus (dare, solvere), a rate =^ prendere in buona partCt contentarsi, ag-
eguali, Liv.: col termine di confronto intro- gradire, Ter., Liv, e Cic. e) verso altri, in-
dotto da atque Cac). cum, coll'ahl., cum clinato, favorevole, propenso, proclive, benigno,
aequam partem tibi sumpseris, atque populo amico (contr, iniquus, iuimicus), nobilitate
Romano miseris, Cic: ut ita sortem aequam inimica, non aequo senatu, Cic: meis aequis-
sibi cum collega dent, Liv. simis utnntur auribus, Cic: col iat., aequa
2) trasl.: &) eguale intrinsecamente, a) ge- Venus Teucris, Pallas iniqua fuit, Ov.: con in
neric: eguale, in aequa laude ponere, tenere de- e Z'abl., aequus in boste fuit, Prop.: phir.
gno de la medesima lode, Cic: aequo et pari sost., aequi, gli amici (contr. iniqui), comun.
cum civibus jure vivere, Cic: aequa condicio, coord. aequi et iniqui ovv. aequi iniquique,
aequum certamen proponitur, Liv.: e come t.t. amici e nemici, Cic c Liv.: col genit., absen-
milit., aequa pngoa., indecisa, di esito incerto, tium aequi, Tac.
lÀv.: aequo proelio od aequo Marte discedere aer, acris, acc. comun. aera, m. (3i.rip),
(contr. superiorem esse o discedere), Caes. e aria, aere, atmosfeia (contr. aether, l'etere,
Justin.: cos'i ;mre aequa manu discedere (contr. aqua, l'acqua), Cic: regione dei fenomeni
superiorem esse o discedere), Sali.: aequo Marte atmosferici e del clima, aer crassus, purus et
pugnare, con egual speranza di vittoria, Liv. tennis, temperatus, Cic: al plur., aeres loco-
p) eguale, pari in numero, in forze, nel grado rum salubres, Vitr. —
Poet. trasl., summus
{contr. superior o inferior), numerone an vi- aer arboris, sommità, ulta cima, Verg.: alqni
ribus aequi non sumus? Verg.: in superiores obscuro a^re saepire, con una inihe, Verg.
contumax, in aequos (eguali) et pares fasti- acrarìum, li, n., V, aerarius, n" //, B. 2.
.

77 aeranus aes 78

nornrTn«,a.nTii(aos). I) p<n^infinu> airaes, cervi (come immagine della loro resistenza e


tii tonte, tii in-onxo. hì'omeo, nii^talluiii, mitiiern velocità nella rorsn), tauri. Ov.: cerva. Verg.
di rame. Vitr.: ars, nrtf di fondere, lavorare il«*rill«, a, um (ner, àéptOg), aereo, apparte-
iì bronzo, Jnstin.: structnrao, scavi rii mi- nente all'aria, dell'aria, a) che si trora tiel-
niere, Caes. IIJ pertinente al denaro, alla ìho- l'aria, altcnim (aniniantium genusì peniii-
jieta. A) agg.: ratio, il calcolo e In dimivìi- gerum et at^rium, Cic: donius, il cielo, H^r.:
zionedeVa mon/ta di rame, la valuta calante, viae, Varia, 0\.: mei, mirle dell'aria miele ^
Cic: quaestoros. tribuni,!'. quaestor,tribunus. cadente (secondo la credenza degli antichi)
1?) sost.: 1 aorsliMii"», ì'i, m.. erario, comun. nella rugiada dal cielo, Verg. b> alto, eccelso,
al pi. aerarli, òruin m.. ah' frarU, cioè i citta-
. cupressus. Catull.: inons. Vorg.
dini di appartenenti alTinf ma classe,
Roma .4?po|»f,ès. f. %iirft|»a, ae, f. ('AspóiT7)\
(?

i quali, liberi do ogni nitro owre diaucrra e jlerope, figlia di Catreo (re di Creta), nipote
di cariche, erano solo <toqaetti ad un dato tri- di Minosse II. moqlie di Plistene o ''secondo
buto in drnaro ini^TA)pet bisogni della guerra la leggenda pHi tardai del padre di lui,
e dello Stato: classt^, nella quale dal cen- Atreo; madre di Agamennone e Menelao,
sore, per pena, potevano essfr fotti passare druda di Ticst''.
cittadini di clas'^i pH'i elevate : quindi aera- aerriajTno*iiis, a, um (aerugo), coperto di
rinm alqm falere. Liv.; ed aerarios fieri. Liv.: verderame, rugginoso, lamcllae, Sen.: manu.
nlqm in aerario,»; referri [p''r mezzo degli scri- tocca dalla ruggine del denaro mendicato,
bae) jnbere. Cic; aerarium relinquere alqm, mendicante, Sen. rhet.
<^ÌC. 2^ aorslrìlllll, Vi, n.. e^-ario, tesoro, a) aeriiso, gtnis. f. (nes), /) verderame, rit'f-
l'erario ili lìontn. In cru-sa dello Stato {/'fr. n- gine, witìiralc ed artifiriale. Cic. II,' fa.,
s(>ns), cioèparte del tempio di Saturno,
la \Mivore, invidia, che cerca di attaccarsi al
dove stavano il tesoro dello Stato, ed inoltre bene altrui, come fa la ruggine al metalh,
Varchivio di Stato e le insenn" delle legioni; Hoi". 2 cupidigia di guadagno, avidità, ava-
'

quindi ppcuniam in aerarium referre, inferre, rizia,che penetra, come ruggine, nel cuore
doferre, redigere, Cic, Liv. ed a.: aerarium delVuomo. Hor. art. poet. 330.
sanctius (ovv. panctumì. il tesoro segreto desti- aoi'llllina, ae. f.. tribolazione, affanno, tra-
nato p''i casi di urgenti necesntà, Cic. ed a.: vaglio, dolore, fatica, Herculis perpoti aeru-
fìg., ope" (pc. dicendi) velut sanctiore quodam nmas. Cic : incìdere in aerumnam, Cic.
«erario reconditae, Qnint. 10, 3. 3. Una parte aoriiiiiiial>Tli<<>. e faerurana), travaglioso,
luiova fu creata da Augwtfo eoZraerarium mi- calamitoso, Lucr. e Seriori.
litare fea.'isa per sovvenzioni ai veteraniì.Tac.
aeriiiniio<iii<s, a, um. agg. col compar.
ann. 1, 7«. Suet. Aug. 49. Meton., il denaro
e superi, (aerumna), pieno di travagli di
delVerario. iì tesoro pìilMìco, la rnssa dello
Stato, Cic ed a. b) tm re, Cic ad
il ti-.xoro di
affanni = calamitoso, disgraziato, Cic: pOet.,
aeruninoso navigare salo, su mare burrascoso,
Att. 3:6. 1. ca.^sa di guerra, per con-
agitato, Cic. poet.
tribuzione dei singoli Stati Greci collegati,
aes, aeris, n., rame. Il propr . tanto rame
commune aerarium, Nep. .\rist, 3, 1 f 3: te-
puro. come la lrga.,bronzo. regio aeris ac plumbi
soro formato per contributo di privati {^iern-
uberrima, Justin.: pedestris ex aere statua.
rimii privatum). per gli uccisori di Cesare,
Cic: multa ex aere fabre facta. Liv.: aes fnn-
Nep. Att. S, d: a Sira'^us^ un aerarium san-
dere procudereque, Jnstin.: jìoct-, dell'età del
ctius rome archivio, Cic. Verr. 4, 140.
bronzo, Hor. epod. 16, 64 e sgg. IT) meton.,
aernOi*, a. um ('aes\ I) fornito di me-
ciò che è preparato con rame : A) in gen.
tallo,

rame),
\) j/iiei-iilto

nflvis.
o munito di ntetallo (bronzo,
con rostri di
Caes.: classis.
fpartic. nei poeti), rame, bronzo statue, =
vasi, armi e sim., di bronzo, di rame (anche
bronzo. Ver?.: lecti, con piedi di bronzo, Cic:
di ferro) {plur. solt. nel nominat. ed acc.
aeratae ^c\e^,poet. =
esercito armato, Verg.:
aera), aes cavum, caldaia, Ov.: aera aere re-
so.tt.. aeratae, arum, f. (se. naves). navi da
pulsa, cembali, timpaìii, Ov.: cosi pure no-
guerra, corazzate, Sen. de ben. 7, 20, 3.
cturno aeris sono. Veli.: ejus aem refigere,
2) fornito di denaro, ben fornito, ben gìiernito
tavole della legge, di bronzo, Cic: aere cière
(scherz. =
ricco), tribuni non tain aerati,
viros. colla tromba. Ver?.: aera unca, ami,
<l'iam ut appellantur aerarii, non ricchi, ma Ov.: dempto aere, elmo, Ov.: geminant aera,
piuttosto poveri dell'infima classe; con allu-
armi, Hor raarmor a-^raque, statue d' marmo
:

sione ad aerarius n" TI. B, 1. Cic. ad Att. 1,


e di bronzo. Hor.: il'i robur et aes triplex
1 6. 3. 7^/) fatto di rame, interamente di rame,
circa pectus erat. aveva una corazza di legno
ili bromo, fores, Tibnll.: securis, Verg.: cuspis,

Ov.: fig.. bronzeo, di bronzo feriìlO COme = di quercia e di triplice bronzo fra ben =
impavido, imperterrito. Hor. P>1 part'C. de-
bronzo, nodi, murus. Prop.
nirro, 1 asse di bronzo dì rame, in origine
1 aerPiis, a, um (aes), J' di rame, di non monetato (aes rndet, consisteìite in pezzi
bronzo, fyronzeo. aerea signa. Liv. : tnbula,
di rame, calcolati secondo il peso, roscia
Suet.: ensis, Verg. II) fornito, tnunito di bronzo,
fìisoin pezzi quadrati od oblunghi ; in ori-
puppis, rota. Verg. gine assi di una libbra (VibrAÌes asses); qìiindi
2. iiorrMiti (quadrisillabo), a, nm, V. aérins. aere et librS e sim., V. libra aes grave, antica
:

aerYft'i*, fÌTa. forum (aes e fero), poi-tante moneta, cioè l'as.se Calcolato di una libbra,
oggetti di bronzo, manus, Ov. fast. 3, 740. usato più tardi come semplice moneta di
aepipes . pedis (aes e pes). dai pi» di confronto per riportare colTuso della bi-
bronzo, dai pie di bronzo, epiteto di tori e lancia, al denaro corrente, monete di rame.
;

79 Aosar Aesopus 80

di diverso j^cso, che avevano corso le une Ao<iioliylii$i, i, m. (AioxóXoc;), Bschilo, I)


accanto alle altre, dona milia grayis aeris, ilcelebre poeta tragico (nato nel 525 av. Cr.
Liv.: e partic. nelle multe, denis milibus aeris ad Eleusi), che si può chiamare il padre
(Tiavis reo? condeinnavit, Liv. Spesso il genit. della tragedia attica. —
Deriv.: Aeseliy-
aeris cUUticam. p?r aeris librae o asses, co- leiis, a, um {klajùXzioi^, di Eschilo, cothùr-
viun. con milia, come terna o quinquaginta nus, Prop. IIJ retore di Gnido, contempo-
iiiilia aeris (assij, Nep. e Liv.: come pure
cogli raneo di Cicerone.
avv. numerali nelle somme in cifre rotonde da Acsori(n|»Tii<s, li, m. ('AaxXyjzióe), JE.sc«-
un milione in su (coll'omissioìie di centena Apollo e della ninfa Coronide,
lapio, figlio di

milia), habere aeris inillies (100 milioni) o discepolo di Chirone nella medicina e nella
tricies fo milioni), Cic: argentuni^ aere so- caccia ; ebbe da Epione i figli Podalirio e
lutum invece del sesterzio (d'argento)
est, Macaone; dopo la sua morte fu posto tra
l'asse (di rame), ossia invece del tutto, un le stelle come Serpentario ("Ocpioùxog,
quarto (perchè allora 4 assi equivalevano ad Opliiucus, lat. Anguitenens), e a motivo della
un sesterzio), Sali.: quindi &es, partic. dopo sua grande scienza medica, onorato come dìo
l'ultima riduzione dell'asse {V. as) come mo- della medicina, Aesculapii fanum, Cic: Aescu-

neta spicciola, pressapoco come il nostro soldo, lapiiteniplum, Tac. —


Deriv.: /iescììisì-
curque juvent iiostras aera vetusta manus. pìiiin. Vi, n. (= 'AoxXrjTislov), tempio di
Aera dabant olini, Ov. 2) generic, denaro di Escidapio, Liv. 38, 5, 2.
rjualsiasi genere {come pecunia, nummus), acsciilf-liiiii, i, n. (aesculus), bosco d'ischi,
anelila aere suo enipta, Ter.: meo .suiii pauper Hor. carm. 1, 22, 14.
in aere, son povero, però senza debiti, Hor.: aesoiileiis, a, um (aesculus), fatto con
trasl..suo aere censeri, venir stimato secondo ischio, d'ischio, frons corona d'ischio, Ov.
,

il valore intrinseco fnon secondo circostanze met. 1, 449.


esteriori), Sen. Fartic, a) aes meum, tuum, nesoììliis (esciilus), i, f., spe te di quer-
suum etc., mio, ecc., proprio denaro, attivo, cia d'aito fusto che cresce sui monti, sacra
quindi trasl.. est alqs in meo aere, appar- a Giove, a motivo del suo legno forte [quindi
tiene quasi al mio attivo, mi appartiene, mi rigida, Hor.) e duraturo, usata pire feribil-
è obbligato, Cic.: al contrario aes aliennm mente come legname da costruzione ; secondo
(rar. alienum aes), altrui, preso ad imprestito alcuni rovere (Quercus Robur, Willd.), se-
(aes mutuum in Sali. Jug. 96, 2), passivo, condo altri ischio (Quercus esculus, L.),
debiti, aes meum alienum, i miei debiti, Cic.: Verg.. Vitr. ed a.
aes alienum focere o centrali ere, Cic: aes al. Aesopus, i, m. (AiavjTiog), Esepo, fiume
grande conflare, accwmilare immensi debiti. della Mista, il qua^e forma il confine orien-
Sali: in aes al. incedere, Cic: aes al. habere, tale della Troade e sbocca nella Propontide
Cic: aere alieno deiiiersum esse, ingolfato nei secondo l'opinione comune chiamato ora
d biti, Liv.: aere al. oppressum esse, soccom- Satal Satal Dere; secondo Lealce, Boklu;
bere sotto il peso dei debiti, Cic: alqm aere secondo Prokesch, senz'altro Potamos (il
al. levare, Cic: aere al. exire ovv. expediri, Cic, fiume).
ovv. exsolvi. Liv., liberarsi dai d- biti: aes al. /%cseriiTn, ae, f., città del Sannio sn?
roinuere. Plin. ep., solvere o dissolvere, Cic, Volturno; ora Isernia. Deriv.: Aescr- —
persolvere,Sall.,exsolvere,Plin.ep.: aeris alieni nliiiis, a, um, pertinente ad Isernia, di iser-
oru. alieni aeris solutio,Liv.: nìiche aes solo = nia; phir. sost., Aesernini, gli abitanti di
« debiti prò aere Tusculanum proscripsisse
y>, Isernia; e Aeserninus, nome di un celebre
audio, Cic, admonitus hujus aeris alieni, di gladiatore, quindi il proverbio fquando uno
questo debito (della promessa inadempiuta), pili debole si vuol misurare con uno più
Cic. b) mercpdc, soldo, paga, per lavoro forte), cum Aesernino Samnite Pacidejanus
servizi ì)restati, a) generic. quod ad aes : comparatus vidercr (sarebbe stato come se
exit, riesce in denaro =
ha per iscopo il Pac. avesse dovuto misurarsi con Es.), au-
guadagno, Sen. ^) soldo dei soldati, stipendio riculam certe abstulisset, Cic. ad Q. fr. 3, 4, 2 j
(compiut. aes militare), aera militibus consti- cfr. Lucil. sat. 4, cui versi Cic. de opt.
15 («

tnere, dare. Liv.: aera omnibus proccdunt, gen. 17 imita in modo


che si adattino ad
Liv.: quindi sarcast., omnia istius aera illa Eschine [lioè Aes.] e a D- mostene [rioè Pac]).
vetera, tutte le sue antiche campagne Call'a- Acsìs, is, acc. im, f., fiume delTUmbriOy
more ed al giuoco), Cic. 3) plur., aera, detiari al confine del Piceno; ora Fiumesino.
che servivano n fare i conti; quindi anche Acsòn, unis, acc. ona, m. (AIocdv), Esone,
le singole poste di una somma, Cic fr. figli" di Eretico e di Tira, nipote di Eolo I,
4<»snr, sìiris, m., fiume presso Crotone fratellastro di Pelia padre di Giasone.
:

vrl Bruzzio; ora Esaro. —
Deriv.: Ac»»- Deriv.: a) Aosoniilés, ae, m. (AìgovlSy)?),
r«"ns, a, um, deivr^naro, flumen, Ov. Esonide ffigJio di Esone), di Giasone, Prop.
.% «'sellili fs, is. e i, m. {\lGybi-f\z), raschine, ed a. b) AesonTllS, a, um, esonìo, di Esone,
J) filosofo ateniese, discepolo di Socrate, heros, Giasone, Ov.
chiamato quindi comun. il socratico. II) Aesópéiis, V. Aesopus.
Napoletano, discepolo di Cameade e uno Acsópiis, i, m. (Aiaomoc;). Exopo, I) ce-
dri maestri della miova Accademia in Atene. lebre favolista greco, della Frigia, dei tempi
I li) celebre oratore ateniese (nato il 389 di Creso (verso la metà del 6" sec. av. Cr.),
av. Cr.), avversari 'li Demostene. IVJ di
<
dal cuinome più tardi tutte le farnh- furono
Mileto, oratore, asiatico, contemporaneo di chiamate esopiche. —
Deriv.: Aesòpeii»
Cicerone. e AesopTiis, a, uni (AiotiTcsiogj, eaopiano,
81 Aesquiliae acstimo 82
logi, Sen.: fabulae, Phaedr. IT) Claudins o la «possessione stimata », aestima-
Clodius Aesopus, attore trafiico in Roma, tionem accipere, Cic: mihi et res et condicio
contemporaneo ed amico di Cicerone, nella numerato malim quam aesti-
placet, sed ita, ut
sua sfera altrettanto segnalato, quanto Ro- Tnatìone, preferisco
il pagare in contanti, che
scio nella commedia. a permuta, Cic: quindi nel contesto anche =
;%c<iqiiTIT»c, ecc., V. Esquiliae. « pagamento mediante beni stabili valutati
acslHs, fitis, f. [etim. affine ad atOfo [ar- ad alto prezzo » p « beni stabili valutati ad
dere] ed aestus), la stagione calda e più serena, alto prezzo », praedia in aestimationem ab
estate, I) propr.: 1) in senso largo la = alqo accipere, dover accettare, come paga-
metà dell'anno chf comprende la prima- mento, beni stabili valutati molto, Cic: ae-
vera e Testate proprio (conir. liiems\ Arabes stimationem aliquam accipere, essere danneg-
campos hieme et aestate peragrantes, Cic: giato (come un creditore dei Cesariani), Cic:
partic. come la stagione 2)iù adatta alle spe- aestimationes suas vendere non posse, i beni
dizioni militari (j)oichè piresso gli antichi ricevuti in pagamento, Cic. J7) trasl.: 1) ap-
ordinariamente non si facevano spedizioni prezzamento, cioè estimazione, stima e ricono-
militari d' inverno), aestas integra, Cic: totius scimento di una cosa o pers. nel suo vero va-
aestatis res gestae, Cic: inità aestate, Caes.: lore intrinseco, honoris, Liv.: verae magnitu-
prope exacta jam aestas erat. Caos.: novem dinis ejus, JAv.-.phir., infra aliorum aestima-
aestatibus. Veli.: e come stagione dei Lagni, tiones se mctiens, Veli. 2) come t. t. filos. -^
aestas una (un'estate, una stagione di bagni), à.E,ix degli Stoici, attribuzione di un pregio,

non plures. Cic: anche come il nostro e.-^tate, apprezzamento, stima, Cic: all'incOntrO, pro-
per indicar l'anno, scptima post Trojae exci- più proprio apprezza-
])ria aest. virtutis, il

diuni jam vertitur aestas. Verg. 2) in senso mento =valore assoluto della v., Cic.
stretto = estate propr. detto (= i tre mesi aeslìwialor, òris, m. (aestimo), es<ii/iaf ore,
dal solstizio d'estate all'equinozio di au- stimatore, apprezzatorc, riconoscitore, I) di una
tunno, cioè dal 22 Giugno al 22 Seti. ; ma cosa secondo il suo valore estrinseco, stima-
secondo il calendario rurale dei Romani, dal tore, rerum, Cic: frumenti, Cic. II) di una
9 14 Maggio al 7 o 12 Agosto, aestas nova cosa secondo il suo vero valore intrinseco,
(principio dell'estate), adulta (cuore dell'e- incautior fidei, Liv.: imraodicus sui, Curt.
state), praeceps fscorcio). Sali, fr.: ineunte ae- acslimo (aestumo), avi, <àtum, are, sti-
state, Cic: aestate nova, Verg.: media aestate, mare, calcolare, tassare, valutare, apprezzare,
Cic: aestate summa, nel cuor dell'estate, Cic: Ij in senso stretto, riguardo al valore in de-
affecta jam prope aestate, sul declinar del- naro, all' importo: frumentum (F. aestimatio
l' estate, Ciò., iw II) 7neton. =
aria estiva, aere frumenti), Cic: domum, Cic: coZZ'abl. o il
sereno, Verg. gè. 4, 59 e nltr.: e calore estivo, genit. di prezzo, alqd ternis denariis, Cic:
canifoiare. Hor. carm. 1, 17, 3. alqd magno, permagno, Cic: permittite, ut
acsITfer, fora, forum (aestus e fero), die liceat, quanti quisque velit, tanti aestimet,
porta, che reca calore; ardente, cahlo,Yer^. ed a. Cic: mancipia aest. tanto pluris, Liv.: tenuis-
ae<«lTnisll>TIÌ<», e (aestimo), stimabile, de- sime in donationem histrionum, Cic: con ex e
gno di stima (coutr. inaestimabilisì, Cic. de fin. Z'abl. col sempl. abl. della misura (= se-
3, 20. condo), alqd ex artiiìcio, Cic: alqd pecunia,
nc^tinialTo, onis, f. (aestinio), estimazione, Cic: e partic. come 1. 1. giurid., litem alci o
stima, I) propr.. apprezzamento di una COSa alcjs, stimare l'oggetto della contesa (il danno
secondo il suo valore estrinseco, calcolo, com- recato o il possesso acquistato illegalmente),
puto, stima del valore o del costo, aequam insieme alle spese processuali ; imporre una
aestimationem facere, Caes.: in aestimatio- multa a quale, determinare la multa pel reo
nem venire, essere stimato, Liv.: aestimatio- condannato, Cic: litem capitis, stimare come
nem habere, far la stima, il calcolo, Cic: cpiisiione capitale, fare iena quistione capi-
partic, aest. census, estimo delle sostanze tale, Cic: quindi voluntatis nostrae tacitae
(nel censo). Cic: aest. frumenti, estimazione, velut litem aestimari vestris Inter vos sermo-
calcolo del prezzo delle biade, e precis. per nibus audio, quasi imporre una multa, voler
parte del Senato, per stabilirne la somma castigare, Liv. II) in senso largo, 1) ««-
che veniva pagata daìTerario al pretore mare, valutare, calcolare, ponderare, apprez-
(legato o questore), per la compra del fru- zare q.c. in una certa misura, secondo Usuo
mento che gli occorreva nella provincia, valore intrinseco, per pronunciare quindi il
senatus aest., Cic; per parte del pretore, la proprio giudizio [cfr. esistimo), Cic: col
determinazione del prezzo, che gli agri- genit. e Tabi, di prezzo, magni o magno,
coltori della provincia potevano o (spesso) uonnihilo, Cic. : se magno, Liv. :se parvo,
dovevano pagare, invece di p)rovvedere il Sen.: minoris, Nep.: unius assis, Catull.: levi
grano, Cic. e Liv.: aest. litis, nel contesto an- momento, assai poco, Caes.: con avv., illa
che sempl. Re9.t., estimazione dell' oggetto della multo gravius aest.. Caes.: levius tempestatis
lite, della multa che deve pagare il reo con- quam classis periculum, Caes.: con ex e 7'abl.
dannato, Cic. (cfr. aestimo n" 1); e aest. col sempl. abl. della misura, secondo cui
multae, stima della multa, Liv. aest. (posses- si stima, Yulgus ex veritate panca, ex opi-
sionis), estimo di un possesso in quistioni di nione multa aestimat, Cic : quae pars ex
debiti, dove il creditore accettava, in luogo tertia parte Galliae est aestimanda, ptiò for-
di pagamento, un bene stabile stimato un mare circa la terza parte (calcolando di di-
tanto da arbitri; quindi meton. =
« paga- videre la G alila in tre parti), Caes.: ex ae-
me ìlio in beni stabili stimati», e quo, Liv.: civitatem viribus, Liv.: alqd vita
S3 aestivo aetas 84
ardere d'amore p Verg. b) ondeg-
(secondo la v.j. tener caro come la vita, Curt.: r
illa, lei.
giare in affannosa inquietudine, liuttuare nel
con (iopp. acc, quod caram aestiii'aiit. ten- i

aest. alqm, l'ittc&rtesza, titubare, esser perplesso, travagliato;


tjor>o curo. Sali.: quindi spesso ;

aestuabat dubitatioue, Cic: sic anceps iuter


alqJ. tenere turi debito conto una pers.
cosa
^secondo Usuo valore reale, stimare Ueynmnente utrunique animus ae.sta;it, Quint.
acxlìiò^e. avv. col compar. (aestuosus),
j

O imparare a stimare, apprezzare e


riconoscere,
ardentemente, con ardorei, Hur. epod. 3, 17.
f«t aliquis. qui se in-pici. aestiiuari tastidiat,
ae<»lMÓSII>», a, UìU (aestus). 1) ardente,
Liv.: electus quem contubernio (ubi.) aesti-
2| ritenei-e, riconoscere, stimare, caldo, iiifocutij, Syrt-^s. Calabria, Hor.: via, Cic:
inaret. TaC.
.jitidicai-e, ecc, sicut ego aestuino. Sali.: sig. impotentia astri, Hor. II) ondeggiante., agi-
quod breve ilìud spa-
relat.. aestiinat tato, procelloso, freta, Hor. carni. 2. 7. 16.
da prop.
Ae^v- ae<>lìi!». lìs. m. (aiOcu), ribollimento pro-
ti ain liabeat. Quinr.: con prò e Tabi.,
piios prò suciis, Curt.; con dopp. acc. vitam dotto dal calore interno, I) il bollire, bol-
colVacc. e Z'infin., lore, essultant aestu latices, Verg. Aen. 7,
unicum bonuni. Curt.:
Turpe aestiniantes alqd cominissum a suis, 464: quindi &) calore, ardoi-e, vampa del
Pbaedr. fuoco, projiiusque aestus incendia volvunt,
aesilìvo, avi. àtum.. are (aestivusì, passar Ver?, b) calore, ardore, vampa, afa, calore in-
tenso, del sole, del giorno, della stagione, di
l'estate in qualche luogo {contr. hibernare),
Suet. ed a. una regione (cont. algor, frigus;. fervidus ae-
ae!slìvu<i, a. um faestas), ciò che accade, stus, Hor.: fervore atque aesm anima inter-
avviene, cresce, dura in estate, estivo, d'estate, clusa, Liv.: plur.. neque frigora. ncque aestus
{cnntr. hiberoust, dies, nienses. tempora, Cic: facile tolerare.Suet.: aestus medii. Verg.: poet.
calore estivo, afa == estate, Ov. trist. 4, 1. 57.
feriae, Geil.: sol. Ver?.: aura, Hor.: avis, Liv.:
saltus. pascoli (boschi) estivi. Liv.: i^abulum, c) bruciore, ardore, delle ferite, nelle malati e,

Sen.: ve'^tiinenta. Sen.: cubiculum, Plin. ep.: aestu febrique jactari. Cic. JI) il ribollire di
castra, Tac: plur. sost.. aestiva, òrum, n., liquidi, i quali si agitano quasi come l ac-

aWsc. castrai, accampamenti, quoì-tieri d'e- qua che bolle, lì propr.: a) il rifrangmsi
state dell'esercito i contr. hilernaKCic: iro- delle onde, il ribollire; e [lutto, maroso, caval-
delizie, Cic: melon., lone, onda, fervente? undae, Ov.: ao-
at-.stibus
nie, praetori-, luogo di
campagna (mUitnre), spedizione l'per he gli sturii secare,Verg. Partic.. flusso e riflusso,
antichi romun. facevano la guerra soli, d'e- aestus raaritind o marini, Cic: decessus aestu.';,
state). Cic. 3) (se. locai soggiorno d'estate, riflusso, Taes.: aestuum acces«us et recessus,
attiro del origge. pasture, pascoli estivi | contr. flusso e riflusso. Cic: minuente aestu, Caes.:
liiberna. Varr.i: e meton., d gregge al pa- aestus decedit, Liv. b) U ribollire e fermentare
scolo e-'tiro. Verg. gè. 3, 472. di un liquido; quindi in Lucr. ^= erTUisso
acikiriarìiiin, i i n. fae^tu?', luogo
.
della terra, del fluido magnetico attraverso
dove Yacqua ondeggia, ribolle, a) il medium dell'aria, V. Lucr. 6, 824 e altr.

lof/una, ossia terreno in vicinanza del mare 2) trasi.: ix\ commovimento delle passioni, ecci-
e inond'ito dal flutto di esso, stugno, aestuaria tazione, ardore, violenza, impeto, civilis belli,

a:; paiudes, Caes.: aestuaria Oceani, .Justin.: o Hor.: regum populorum, Hor.: e delVamore,
et
insenatura naturale art ficcale, seno, Tac. ut pelagi, sic adjuvet aestum, Ov.
pectoris
Aar. 22 o bassa foce di un fiume esposta alle
:
b) stimolo interno, potenza interna, che ci

ìnare^, aestuarium Tamesae, Tac. ann. 14, 32. spinge irresistibilmente, consuetudinis, Cic:
b) meton., braccio di mare a guisa d' fiume quasi quidam aestus ingenii tui, Cic: aestus
o lago, il quale mantiene anche il flusso e quidam insolite adulescentibus gloriae, Cic
riflusso. Plin. ep. 9. -83. 2. e) penosa incpiietudine, affanno, incertezza, im-
ae^lHO, avi. atum. are ("aestusì, msef/Mifo barazzo, qui tibi aestus, qui error, quae tenebrae
a violento calore interno, ribollire, rumoreg- erunt. Cic: explica aestum meum, Plin. ep.:
giare, 1) del fuoco e de' suoi effetti: &) del maeno curarum fiuctuat aestu, Ver?.
fuoco, avvampare, infuriare, aestuat ignis, .4e<iìila, .4e<»uiiiiii, .4e«uiàiius, le-

Vertr. e Ov. bì degli effetti del fuoco, di cose zioni erronee in luogo di Aefula, ecc.
= ribollire per la vampn. avvampare, euo- aelài», àtis, f. (sincop. dall'arcaico aevi-
«er e, esser cocente, ealdissinto, infocalo: rrrdere, tas, da aevum), età, I) parte di tempo toc-
esustus ager morieatibusae-tuat herbis.Ver?.: cata in sorte ad una pers. n cosa, a seconda
ai eSS. annn. =
divampare, ardere, aver caldo, della loro natura intrinseca, 1) tempo della
provar caldo, essere acceso per il calore contr. vita, vita considerata nella sua durata nel
algerei, al?endo, aestuando. Cic: sub pendere tempo (mentre vita =
la vita, considerata
aestuat arbore^, Ov. JIj di acque ed altri li- sotto il rispetto di forza vitale), a) generic:
quidi, 1) propr.: ai delle onde, ribollire, on- breve tempus aetatis, Cic: aetatis spatio pro-
deggiare, agitarsi, eurge' aestuat. Ver?.: ^Inura h&ti, provati da una lunqa vita, Cic: volat
semper aestuat unda, Hor. h) di liquidi in aeta-s. Cic: aetatem a?ere nudam, Cic: aeta-
fermentazione, fermentare, interea teneris tem degere inter feras, Cic: aetatem consu-
tepefactis in ossibus humor aestuat. Verg.: mere, conterere in alqa re. Cic: aetatem, un
«tomachus semper aestuans (malaticcio) erat, secolo, un'eternità, eternamente, Ter. heaut.
Plin. ep. 2) trasl., dell'animo a) essei-e agi-
: 78: così pure aetate. Fior, b) una etti d'uomo
tato dalla passione, essere fortemente com- (di 30, rar. e soltanto nei poeti, di 100 anni),
mosso, desiderio nostri, Cic: invidia. Sali: ae- una generazione, tertiam jam aetatem homi-
stuat in?ens uno in corde pudiir mixtoque num vivehat Nestori. Cic 2) l'epoca della
i

inisania luctu, Verg.: partic. dell'amore, in vita, in cui uno precisamente si trova, età
85 aetatala aethra 86
della rif<t. anni, età e shigoli gradi di etA, a) 2. nelerno, are (aeternus), rendere etemo,
propr.: ai sema determina zioìie più esatta: eternare. Hor. carm. 4. 14, 5,
aetas succedit aetati,Cic.: filius id aetatis,Cic.: aeternus, um
{sincop. da aevitemus
a,
nuche (di più pers.) in phir.,\ìnc\int numero, da aevum), eterno,
I) in senso stretto, tem-
viiir.unt aetatibus,Cic: e partic ora gio- = pus, Cic: deus, Cic. II) in senso largo,
roitii,propter aetatem tjus, Caes.: dedecora, a) et/^-no =
di eteriìa durata, immortale, non
quae actas ipslus (la sua giovctitù egli = caduco, die non si spegne mai, indistrìtttil/ile,
vJìa sua giov.) pcrtulit, Cic: aetatis maxime duraturo, perpetuo, gloria, Cic: consilia, che
poenitebat, Liv.: caras eris Romae, donec te vanno all'infinito, Hor.: neutr. plur. sost.,
deseret aetas, Hor. ora : =
età avanzata o aetcrna moliri, azioni immortali, Cic. —
tarda, aetatis vacatio, Nep.: morbo atque ae- Quindi le esjiress. avverò.: a) in aeterniim,
tate confectus, Sali.: aetate Sfravis, Liv.: ora eternamente, per sempì-e, Liv. ed a.
P) aeter-
= età ìuatiira, virile, ciim in aetatem veni, num. etei-nament-e, setiza intei-ruzìone, sempre,
pater mihi uxorcm fratris sui filiam dedit, Verg. e Tac y) aetemo, etemameìite, perpetua-
Liv. : di e. inan.. aetatem ferro (del viuo), mente, Ov. e Plin. b) eterno =
che dura eterno
sopportare gli anni, poter diventar vecchio nella memoria, di nome immortale, Per'yama,
(e senza gicastarsi), Cic. fr.: così pure aetatem Verg.: virtus clara aetemaque habeiur. Sali.
pati, Sen. p) con determinazione più esatta : aolhèr, cris (ì-aram. eros), acc. ora, m.
ab initio aetatis, o ab ineunte aetate. Cic: a (alGr,p), I) come nom. appell.: A) sfera del
primo tempore ovv. a primis temporibus aeta- fuoco, aria più tenue, efei-e [contr. aèr), Lucr.
tis, Cic: a prima aetate. Cic: flos aetatis o flo- e Cic: nei poeti lo spazio del cielo che cir-
rens aetas. gioventù. Cic: bona aetas, i buoni conda ogni cosa, nel quale stanno gli astri,
anni. Tetà buona, Cic: ad petendum (magi- cielo, etra, partic. come sede degli dei, fama
stratum) leo-itima aetas, Liv.: aetas militaris, super aethera notus, Verg. stellae sub ae- :

anno legale per servizio inilit. (il 17"),


il there fixae, Ov. quitidi meton.: a) {come
:

Sali.: quaestoria (il 25". sotto Augusto il 22"). caelum) cielo = abituanti del cielo, dèi, oneravit
Quint.: senatoria {'il 2ó"), Tao.: consularis (il aethera votis, Verg. b) cielo = rivelazioni di-
45"), Cic: aetas jam constans, Cic: nondam Delphosque meos ipsumque re-
vine, responso,
ctnstans, Suet.: firmata. Cic: imbecilla. Sali.: cludam aethera, Ov. 'B)poet. trasl.: 1) (=
infirma. Cic: teuera. Liv.: media, Cic: adulta, aer) aria, in genere, liquidus. Hor.: pervins,
Cic: grandior, Cic: ineravescens.Cic: extrema, Ov.: verberare aethera pennis. Verg. 2) altezza
exacta, Cic: decrepita. Cic: longissima, Cic: piìt serena =
mondo superiore /"in COntrapp.
aetas iiiferior, superior, Cic: di e. inan.. aetas alV inferno), aethere in alto, Verg.: tanges
p">pubrum et civitatum, Cic: aetas arborum, aethera. Ov. II) come nome proprio, intere,
Plin. b)??je^on. =j3 e rson e di una data figlio delVErebo e della notte, padre del
età. età, puerilis aetas, età puerile = i fan- Cielo, identificato con Giove come dio fpcon-
ciulli. Cic: aetas robustior, Liv.: omnes aeta- datore, marito della 3Iadre Terra.
tes, ordine?,;rrso«e di ogni età, giovani e actlierTii!ii, a, umfaìGÉpioc), IJ pei-tinente
vecchi, Cic. IIj parte del tempo che tocca aWct/;re, etereo, natura. Cic: haustus. VerE:.:
S'ito esternamente ad una pers. o cosa, a) in quindi pertinente al cielo, celeste, domus, Hor.:
senso stretto, eut, epoca, tempo, Eomuli aetas, arces. Ov.:ignes, celeste, sacra ispirazione,
Cic: clarlssimus imperator suae aetatis, Liv.: Ov. It) poet. trasl.: \) pertinente all'aria in
nostra aetate, Quint.: heroicis aetatibus^ Cic: genere, aqua, pioggia, Ov. 2) pertinente ai
illustrium hominum aetates et tempora, Cic: mondo (nostro, in contrapp. alT inferno),
meton., età, epoca =
ìionuni di una data età, vesoi aura aetheria, respirare, vivere, Verg.
generatone, dura aetas, Hor.: veniens aetas, .4ctluo|>e<>, pum, acc. pas, m. (A'.Oio-^; ,

Ov. b'' in senso largo, periodo di tempo, tempo Etiopi, abitanti delVEtiopia (in senso stretto
in genere, sempiternae saeculorum aetates, e largo), neri di colorito; al sing., .4c-
Cic: aurea aetas (età ddVoro), Ov.: omnia liliops, opis, m. (AìGioc}^), moro, nero, in
fert aetas. Ver?.: quidquid sub terra est, in genere [contr. albus). Fior.: cum stipite Ae-
apricum proferet aetas, Hor.: longa aetas, la thiope, con uno stolto di un moro, Cic:
lunghezza del tempo. Hor. —
Genit. plur. agg. Aethiopes lacus. laghi dell'Etiopia, Ov.
comìin. aetatuni; però anche aetatium. — Deriv.: 1) .4clliT«tpTa, ae (Aì0:o7t{a\
nelàliilii, ae, f.fdimin. di aetas), fanciul- in senso largo, tutti i paesi sul confine meri-
lezza, tenera ettt, in primis puerorum aetatulis, dionale della torà : in setiso stretto (Aetliio-
Cic: partic, età o gioeentìi fresca pei piaceri pia supra Aegyptum\ il paese situato a S. di
sensuali, vexatores aetatulae tuae, Cic File risalendo il Nilo, limitato dal golfo
aelernilas, àtis, f. (aeternusì, e«e»'ii« du- Arabico e che si estende fino alle coste del-
rata, I) eternità, aet, immutabills, Cic: ex l'Oceano indiano, ora « Habesch, Abissinia,
aeternitate ovv. ex omnì aeternitate, Cic Ajan, ecc. », sino circa al 10" di lat. sud,
II) ete^rna durata, immortalità, aeternitas ani- presso gli antichi diviso in orientale e occi-
morum, ìiel contesto anche sempì, aetei'ni- dentale (quindi anche talv. plur.) per paese :

tas, immortalità, Cic: imperii, Suet.: quindi dei Stori in gcìiere, ex Aethiopia ancillula =-
a) eterna durata della memoria, eterna me- una mora, uria nera. Ter. 2) .4etliTopìeus,
moria, eternità, alci aetemitatem immortali- a, um (AìGion'.y.ósì, etiopico.
tatemque donare, Cic b) eterna felicità, ro- 1. ae, f. (AlGpal. Etra, figlia del
4ellira.
patus per aetemitatem tuam salutemque, re Pittco di Trezenc, resa da Egeo madre
Plin. ep. di Teseo.
1. aelcrno, avv. V. aeternus. 2. aellira, ae, f. (ai9pa), etra, eterea re-
87 Action affectus 88

g!one delie stelle, sereno azmtrro del cielo, aria Ov.: sequentis aevi memoria, Tac. Forma —
limpida, pura, Verg. ed a. second., aevus, i, m. (ò alwv), omnem per
.4i>tTon, ònis, m. ('Aexuov), Aezìone, ce- aevom (arcaico =
aevum), Lucr. 3, 603.
lebre pittore greco, vissuto intorno ni 350 av. Afer, V. Afri.

probab. contemporaneo di Alessandro ailahìlìs, e, agg. col compar. (affoi'), af-


Cr.,
fabilf. gentile. Cic. cd I
il Grande.
rt.

.4clna, ae, f. fAt-VY): quindi anche la allalMlitaii:, atis, f. (affabilis), affabilità,


piacevolezza, Cic. de 2. 48.
forma greca Aeiné, ès, f.), IJ vulcano della off.

Sicilia ; ancor oggi Etna. Secondo la fa- — ailiìliré, avv. (ad e faber), con maestria,
vola, il monte che Giove rovesciò sopra il
ingegnosamente, factus, Cic. I. Verr. 14.
gigante Tifeo o Encelado; quindi prov. onas allalìm (adf.ì, aw. (da ad e fatim), abba-
Aetnà de sen. 4.
ffi-avius. Cic. Neil" interno^ — stanza, siifjìeientemente, vesci, Cic: SOSt. Col
genit.. babetis alfatim lignorum, Liv.
le fucine di Vulcano e dei suoi Ciclopi, i
quali vi fabbricavano i fulmini di Giove. — allalììs, iìs, m. (affor), il parlare, discorso,
allocuzione. Verg. ed a.
Deriv.: Aelnaous, a, um (Aixvaìos), ap-
mneo, aflcelalTo, ònis. f. faffecto), IJ il tendere,
partenenteali" Etna, a) dell'Etna,
aspirare a q c, sapientiae, Sen.: parlic. di-
Ciclopi, Yerg.: pastor,
i^nes, Cic: fratres, i il
spreg. = affettazione, pretesa di q:C., Germa-
Ciclope Polifemo, Ov.: pZwr. sost., Aetnaei,
r>rum, m,, gii abitanti intorno all'Etna, Justin.
nicae originis, Tac. II) (t. t. retar.) €iffeita- =
zione, sntania di essere originale, il manierato,
Lì meton. =
siciliano, tellus. Sicilia, Ov. II)
ricercato ; leziosaggine, Quint. e Suft.
città appiè dell" Etna; prima Innesa, ora
aflcelàlor, animato dalla
Nicolosi. —
Beriv.: Aelnciisis, e, ap-
òris, m.(a.fiectQ),
bramosìa, dal desiderio dì q.C, justi amoris,
partenente alla città di Etna; plur. sost.,
Eutr.: partic. dispreg., regni, Quint.: Cicero
Aetnenses, tum, m., abit. della città di Etna.
niniius risus aff., troppo amante del ridicolo,
Addii, orum. m. {Al'taXoi}, EtoU, abit. Quint.
delVEtolia. i quali più tardisi unirono nella alloclYo, f. (afficio), IJ attivo =; in-
ònis,
Irqa Etolica. —
Agg.: Acldlu«i, a, uni flusso, inun-essionesopva, ecc, praesentis mali
(ÀtxtoXó;), Etoiio, plagae, con allusione a sapientis (sopra il s.) affectatio nulla est, Cic.
Mcleagro e alla caccia di Calidone, Hor.: e Tusc. 4, 13. II) passivo: 1) relazione, quae-
cos). arma, cuspis. delVEtoUo Dinì7iede,Yei-g.: dam ad res aliquas aff., Cic. top. 68 e 70. 2)
urbs Arpi. ^it'à di Argiripa od Arpi nel- stato, natura, caeli, astvorum, costellazione,
VApulia, fondatada Biomede{V. Diomedes),
— Cic.— Partic, a) stato del corpo, complessione,
Verg. Beriv.: 1) ielolia, ae, f. (Aìtw- disposizione, firma corporis aff., ferma salute
X'.a), Etolia, paese della Grecia oce. tra la del corpo, Cic. Tusc. 5, 27. b) stato della
Locride Ozolia e l" Acarnania, a mezze- mente, animo, disposizione, coudizione, sentire,
giorno della Tessaglia e dell'Epiro, ora con senza animi, Cic: quindi pregn. « di-
pressapoco Artinia e Lepanto. 2) AelolT- sposizione affettuosa, tenera » inclinazione, —
ciis, a, uin (AtTcoXiy.ói;), etoUo. 3) Aelólis, affezione, affetto, amore, tenerezza, vera, .Tustiu.:
lì'dis, f. (AìxcoÀC;). donna Etolia, Deiaiiira nulla affectione animi, non per predilezione,
(figlia di Eneo, re Ov. 4) Aelò-
dell" Etolia), Tac.
lìus, a, um (AixcóXtos), EtoUo, heros, V Etoiio aficoto (adf.), avi, atum, are (afficio), IJ
Biomede, Ov. accostarsi a q.C, prendeì'e, afferrare, viam
aevitìis, atis, f. (arcaico per aetas, da 0\\:m])o, prendere la via delVO., Verg.: e cosi
aevum), etri =
parte di tempo che tocca in quod iter affectat, videtis. Cic: passivo, gravi
sorte ad un/x pers., et<x dell'uomo, XII tabb. morbo affectari. esser afflitti.lAv.: poet. assol.,
in Cic. e Seriori. ubi nulla datur dextra affectare potestas, cioè
aeviini, i, n. (auóv), I) tempo senza li- di afferrare le navi, Verg. IIJ tendere, aspi-
miti, eterno; eternità, Lucr. ed a. poeti: in ae- rare con zelo a q.C, a) generic, in senso
vum, per sempre, Hor. II) età, A) parte di buono, affluentiam, Nep.: potiundae Africae
tempo toccata in sorte ad una pers. o cosa, sipem, sperar di realizzare il disegno, "Lìv.:
secondo la sua intima natura, 1) tempo della in senso cattivo, aspirare a q.C, cercare pazza-
vita, naturale, durata della vita, vita, a) in mente, contro giustizia, immortalitatem, Curt.r
gen.: imbecilla (natura hominum) atque aevi regnun),Liv.: co?rinfin.,Ov. e Quint. h) cercar
brevi?, Sali.: aevum traducere leniter, Hor.: di trarre dalla sua, di guadagnarsi qualc, CÌ-
di e. innn., perbrevis aevi Carthao;inem esse, vitates. Sali.: studia militum, Tac. e) affettare,
b) parile, unetfi d>uomo (di 30 anni), tina fare ariificiosamente, rem, Quint.: quindi af-
generazione, ter aevo functus, Hor. 2) epoca fectatus, a, um, del discorso, ecc, affettato,
della vita in cui una persona precisamente manierato, ricercato, speSSO in Quint.
si trova, etti della vita, anni, età, grado di età, 1. afleetiis, a, um, part. agg. coZ superi.

a) generic: meum, Hor.: primum, Ov.: omnis (da afficio), affetto, I) COll"a.h\. dotato di =
aevi bomines, Suet.: intetrer aevi, nel fior q.C, provveduto, virtutibus, vitiis, Cic. II)
degli anni, Verg.: occulto velut aevo, a poco a assol., affetto, in qualche modo,fìsicam. o
poco, Hor. b) partii. .tarda età, aevo confectus, moralm., \)fisicam., che si trova in un dato
Verg.: grandi.s aevo, Tac. B) parte del tempo stato, disposto, fatto, accomodato, a) generic,
eterno che tocca in sorte soli, esternamente manus recte affocta (in buona condizione
ad una pers. o cosa. 1) tempo secolo, età, = di salute, in istato normalej, Cic: oculus
ingenia nostri aevi, Veli.: omnibus aevis, Ov. conturbatus non est probe affectus fnon è
2) tempo in genere, veteris non inscius aevi, in uno stato conveniente, buono) ad suura
89 aflectus afficio 90

iiiunus finsfondum, Cic. trasl., del cielo,


: prius quam fama ao nuntius afferretur, Caes.:
(iuoinodoaffecto caelo eoinpo5>itis(jue siderihus fama affert o^fall'ertur, coll'acce Z'infin.,Liv.:
(sotto quale costellnzionc) quodiuo anhnal jnii spc'iso afferre alqd ovv. de alqa re, vipor-
oriatur, Cic. b) di affezioni dannose, atfetto = tare, recare, riferire, raccontare q.c. COmc no-
imlcbolito, rovinato, COrpUS
tuiaalito, sofferente, tizia, novità, annunzio, messaggio, fama,
aff., Liv.: Caesar graviter afFectus, Cic: vale- voce e sita., alqd novi, Ter.: miros terrores (no-
tudine affectus, Caes.: aotate o seuectutc jam tizie spaventevoli) ad alqm, Cic: de Korteusii

affectus, Cic: alìecta jam aetate, Cic: hinc re- morte nubi est allatum, mi è giunta la nuova,
miges firmissimi, illinc iuopia affectissimi, Cic: partic. colV&cc. e i'infin., Caelium ad
Veli.- trasl., eivitas aegra et attecta, Cic: af- illuni attulisse se quaerere, etc, Cic: cum cre-
iecta res fumiliaris, Liv.: aftecta alcjs fides bri afferrcnt nuntiimale rem gerere Dariura,
(credito), Tac. e) riguardo al tempo, pros- Nep.: crebri rumores aOeruntur (sì'soho sparse
simo alta fine, belluiii affectum videmus et, voci con una certa insistenza) Belgas contra
ut vere dicam, paene confectum, Cic: aestate populum romanum conjurare, Caes. 2) ri-
jam prope atfecta, sul cader dall'estate, Cic. portare, mettere innanzi, esjìorre, adduì-re una
fr. 2j moralm., che si trova in una certa ragione e sim., ovv. q.c. come ragione, as-
disposizione o condizione, commosso, preso, serzione, motivo, obbiezione, negazione, di-
disposto, magis atfectis aniiiii.s judiciim quam scolpa, causam, Cic: rationes, cur lioc ita
doctis,]-»"* commovendo che perswidcndo ig., sit, Cic: ed assol.: cur credam, afferre possura,

Cic: eodem modo erit sapiens affectus erga posso rendere ragione del jìerchè io creda,
amicum, quo in se ipsum, Cic: est miro quo- Cic: nihil afferunt, qui negant, non si mette
dam modo affectus (disposto), Cic: affectos innanzi nidla fin che si dice di non, ecc.,
animi travagliati, Liv.
aniinos recreavit, gli Cic: hic mihi afferunt mediocritates, qui ven-
afloclus, ùs, m. (afficio), stato fisico
2. gono colle loro m., Cic: aetatem, addurre
o inorale prodotto da impressioni esterne, come scusa, Cic 3) portare, recare a =. portare,
J) condizione fisica, disposizione, corporis, Cels. eff'ettiiarc, cagionare, occasionare, fare, dare, ad
3, iJi extr.: e sema corporis, Cels. 2, L5 extr. OVV. in una pers. o cosa, alci mortem, alci

Il) stato dell'animo, disposizione dell'animo, perniciem, Cic: detrimentum, incommodum,


1) in gen.: animi, Cic: mentis, Ov.: assol. =^ Caes.: alci laetitiam, doloreni, Cic: salutem
stato d'animo, disposizione d'animo, commozione alci,Cic: alci rei, Caes.: in re militari nova.
del cuore, sentimento, tacitus, Ov.: liunc af- introdurre novità, Nep. 4) contribuire ad
fectura adversus onmes habere, Sen. 2) sen- un qualche s^opo, successo, esito, multam
timento vivo, appassionato =
affetto, com- utilitateni reipublicae atque societati, Cic;
mozione d'animo, passione, avaritiae, Quint.: quindi afferre aliquid, contribuire a q.c, gio-
affectus erumpunt, Quint. Partic, a) di af- vare a q.c, aiutare a, in q.c, aliquid ad COm-
fetti vivi, passione ;;:= cupidigia, bì-ama, Plin. muue:ii utilitatem, Cic: ad bene vivendura
pan. ed a. b) di affetti miti, passione ^^ incli- aliquid, Cic: ed il contrario, nihil afferre, non
nazione, tenera inclinazione, propensione, tene- portare alcun vantaggio, ad communem fru-
rezza, amore, alcjs, Sen.: erga alqm, Plin. ep. ctum, Cic 6) aggiungere, apportare, tnettei-e
aflero, attuli, allàtum, afferre (ad e fero), di piit q.c, come aggiunta, aumento, multa
recare, portare, procurare, procacciare, sotnmi- addunt atque afferunt de suo, Cic: ad paternas
nistrare, I) propr.: 1) c. inan., huc scyphos, magnas necessitudines magnani attulit acces-
Hor.: lapidem ad introitum aedis, Nep.: ar- siouem tua vohmtas erga me, Cic: quis at-
gentum alci, Ter.: alci pugionem ab alqo, Cic: tulerit, chi ha apposto la clausola alla ro-
alqd domo, Cic: alimenta nubibus, recare, gazione, chi ne fu l'autore, Cic
Ov.: partic, epistulam o litteras ad alqm, re- all'ìcio, feci, fectum, ere (ad e facio), IJ
care, Cic: te qui vivum casus... attulerint, fare q.c. in aggiunta ad alcunché;
portarono, condussero, Verg.: quindi se af- quindi (come 1. 1. retor. dialett.J =
mettere
ferre, recarsi in un luogo =^ andare, entrare in relazione, connettere, collegare, eae res, quae
in un luogo, Ter. e Verg.: afferri hanc ur- quodam modo affectae sunt ad id de quo quae-
bem, avvicinarsi, esser spinti a, Verg. 2) di ritur,che sono in certa qual relazione, ecc.,
e. inan., recare conte pi-ovento, portare, pro- Cic. top. 8 ed! 11. II) influire, fare impressione
durre, uvam (di vite), Varr.: fig., magnura su quale o q.c, e precis.: A) alqm alqa re, si-
proveutum poetarum (di un'epoca), Plin. ep. gnifica influire sull'oggetto col mezzo indicato
II) trasl.: A) in gen.: recare, portare, mo- dalVa.h\.; rendere tale til altro, ecc. In ita-
strare in q.c, avere, consulatum in farmiliam, liano si traduce quasi sempre col verbo deri-
Cic: animum vacuuni ad res difficiles scri- vato dal sostantivo in ablativo, o con frase
bendas, Cic: uihil ostentationis, Cic: alci au- equivalente, cos'i afficere dolore, addolorare,
xiliura, Ter.: manus afferre alci o alci rei, met- laetitia, rallegrare, e via dicendo. Esempi:
ter le mani addosso ad una pers. o cosa, a. alqm maxima laetitia, Cic: ignominia mor-
Cic: manus sibi, uccidersi, Piane, in Cic: ma- tuum, egestate vivum, Cic: res sordidas deo-
nus suisvulneribus,r»i«oi>rt7-e le piaghe, G'ic: rum honore, prodigare onori divini, ecc., Cic:
senza dat., prò se quisque manus affert, aiu- alqm injurià, far torto ad ale. Ter.: alqm
tare, Cic: alci (virgini, pudicitiae e sim.) vim, maximis praemiis, Cic. victorem exercitum
:

far violenza, Cic: e parivi, vim et manus stipendio, regalare, Cic: hunc liberum popu-
afferre, Cic. lum servitute, r durre in ischiavitù, Cic: ci'
B) 2icrtic.: 1) recare, portare ima notizia, ves rom. morte, cruciatu, cruce, Cic: alqra
jucundissimum vobis nuntium,
voce, ecc., non sepultura, da?-gr/j sepoltura, Cic: alqd macula,
Cic: qui de me rumores afferrantur, Cic. fil,: macchiare, Cic: eo nomine, quo etc, dar
affiifo
aftiicto 92
91

nnme, Cic: dolorem usdem ver-


ecc.,
afliiiU, e (ad e finis), confinante, I)propr.:
gii il |

esprimere, Cic: tali medi- gens affiiiis Mauris fconfin. coi MauriJ, Liv.
bis, quibus. etc,
cainine vultuni, impiastrare, Uv. e cosi — |

i II) trasl. 1} imparentato pei- via di inatri-


:

pedum doloribus affici, ìiionii, parente, alter uiìIjì affinis erat, Cic: e
nel passivo, tautis
morbo poet., viiicula affiuia, i vincoli di parentela,
ut etc, aver tanto male, ecc., Cic:
morbo Ov.: pia spesso sost. (m. e f.), questo quel
affectuin esse, essere ammalato, Ter.:
mortifero atfectuin esse, Cic: gravi parente =^ cognato, cognata (in seni,'!/ Stretto
gravi et
fsser ferito gravemente, Caes.: e largo), suocero e genero, Cic: cognati et
vulnere affici,
affines, parenti (in genere) ed affini (in
magna difficultate affici, essere implicato in
partic), Cic: in tono scherzoso, del marito
una grande difficoltà, Caes.: beneficio affici,
Cic: pio dolore esse affeituin, della druda, Cic Verr. 2, 36 e altr. 2) af-
esser beneficai ,

magno dolore affici, prof ire fine, cioè confidente, immischiato in q.C, con-
essere preso, Cic:
Caes.: adiniratioue afficiuntur sapevole, partecipe, complice, socio, col genit.,
grande dolore,
qui etc, si meravif/liano molto coloro, i rei capitalis, Cic: col dat., facinori, Cic.
ii,

quali, ecc., Cic. B) aìqm, fare impressione airiiiìlii!<, atis, f. (affinis), I) a/jinità, per
sul corpo sull'animo di ale, 1) (p à raro) via di matrimonio, cognazione, aftìnitate alqm
sul corpo, poi're in una data condizione, di- attingere, Cic: affinitate conjungi cum alqo,
apoìi-e, tratture, a) generic, oxercendum cor- ìsep.: plur., propinquitatibus affiuitatibusque

pus etita afficienduni est, ut etc, abituarlo, Conjuncti, Caes.: meton., cognazione ^^ il co-
Cic: Svracusanam civitatem, ut abs te affecta gnato stesso, Justin. 17, 3, 5 (plur.). II)
est,ita"in te es^e animatam videmus fin doppio stretta relazione, parentela, litteraruui, Quiut.

senso, cioè trattata e disposta), Cic. 1, G, 24.


b) partic, impresaionare con danno,
danneg- aniriiialc, avv. (affirmatus da affirmo),
giare, indebolire, acstus, labor, fames, sitis affi- affermativamente, con asseveranza, in modo sa-

ciuDt corpora, Liv.: fanies affecit exercitum, crosunto, Cic de oft'. 3, 104.
Liv. porre in una certa condizione (buona
2) aniriualio^ Ouìs, f. (affirmo), afferma-
no), disporre e sim., ut aniinos eorum ita zione, asserzione, conferma, Cic. ed a.
afficiat, apud quos aget, ut etc, Cic: ut ei, afliriiio, avi, àtuin, are (ad e firmo) =
qui audireut, sic afficereutur auirais, ut etc. render fermo, duraturo, trasl.: I) confermarct
Ce: litterae tuae sic me affecerunt, ut etc. assodare, rinforzare, ea ros Troianis spom af-
Ce.: ipsa mea legens sic afficior (mi fa un tale firmat, conferma nei Tr. la speranza, Liv.:
effetto, mi suscita tali sentimenti), ut eie, Cic. societas jurejurando affìrmatur, vien confer-
ainu;o, fisi, fi.\uin, ore (ade figo), aj?;</i/ere, mata, Liv. II) confermare, convalidare, asso-
1) pro'pr.: litteram illam (K) ita vehementer dare q.C. colle parole o coi fatti, com'i vero,
ad caput, ut etc, Cic: alqm cuspide ad terram giusto, a) generic. (coìiir. refellere), alqd,
ovv. terrae, inchiodare, Liv.: Prometbeum ad Cic: transfugarum dieta, Liv. b) affermare,
C.iucasum, ovv. sempl. Caucaso, Cic: alqni asserire, assecerure, sostenere, difendere q.C.
cruci, Liv.: armateuiplo, appendere, Quint. come come dimostrato {contr. dubitare,
vero,
JI) trasl., a) attaccare, incatenare, inchiodare, negare, abnuere), Cic: rem prò certo, Liv.:
stringere, infiggere, piantare, fermare, tener saldo certuni affiniiare n^n ausini, Liv.: omui asse-
q.c. quale, a) e. inan.: Ilhaca illa in asperri- veratione tibi affirmo, colVacc. e Z'infìn., Cic:
jiiis tamquani nidulus affida, Cic: humo
saxis si ulla alia de re obscura affirmare posseni,
divinae particulain aurae, Hor.: ed astr., contì- dire con sicurezza, parlare in, modo deter-
nentia cum ipso negotio sunt ea, quae semper minato, Cic
affisa esse videntur ad rem ncque ab ea sepa- afilalii», ùs, m. (afflo), I) il soffiare,
rari possuut,Cic. p) pers.: homines in esigua respiro, soffio, vento, od a
che giunge a q.C.
terrae parte affixi, Cic: alqm lecto ovv. lectulo quale, afflatus et vis frigoris, Sen.: soffio, re-
(di disgrazie, della vecchiaia, obbligare al spiro d'un animale, Ov.: esalazione di vapori,
letto), Hor. e Sen.: anus affixa foribusCe/te ri-
ex terra. Cic: del fuoco, ignes caelestes adus-
mine continuamente), Tibull. alci affixum :
sisse levi afflatu fcon leggiero tocco, sfiorando)
esse tamquam magistro, «oh scostarsi da lui, vestimenta, Liv. vaporis, Liv. II) trasl.,
:

Cic: affixus lateri sinistro, standogli fermo soffio, alito dello spirito divino, siue aliquo
alla sinistra, Verg. b) tener fermo, imprimere, affiatu divino, Cic: sino quodaui afflatu quasi
far entrare, nel paSÙVO rimaner fermo, entrare, l'uroris (di ispirazione), Cic.
memoriae, Quint.: affigi aniiius uostris, Cic.
anico, ère (ad e ^inj) piangere a, piangere,
fictum, ore (ad e fingo), w-
,

Hniii;;u, tinsi,
Hauptj.
Hor. art. poet. 101 {secondo lo
trarre ad imitazioni', foggiare, aggiungere for-
aniivlatio, f. (afflicto), a/Jlizione penosa,
mando, Ij prupr., di artisti: alci manu-;. Cic:
tormento, travaglio, Cic TuSC. 3, 27 6 Son. ad
partem corporis,Cic: multa natura aut afiinglt
Ilelv. 17, 5 {secondo il Koch).
(crea, dà forma) aut mutat, Cic. II) trasl.,
aggiungere (a torto) alìlieti», ònis, come ilprec, Sen. ad Holv.
1) dare, attriOuire, riferire,
colla ìmmig inazione, qui niiiil opinione affiii- 17, 6 (16, 11: forma dubbia invece dtlVàì^ì-
ctatioiiis sostenuto dal Koch).
gat as^uniatque ad aegritudinein, Cic: quia
buie generi inalorum non affingitur illa opinio aniic*tu,àvi, atum, are (intens. di affligo),
fpregladizioj, Cic. 2) aggiungere inventando, I) battere con violenza sopra quale, o q.c,
fingendo, nel raccontare, (juid error affinserit, 1) propr.: afflictare se, b ittcrsi il petto (come
Cic: multa rumore affingcbantur.Caes.: ncque segno di d l ire, ecc.). Sali, e Tao. 2) trasl.,
afflictare se oov. al medio afflictaii. a/jUggersi-
vera laus ei detracia, ncque falsa affida, Cic:
li^Uiiuji afliiigentoo vana auditis, Liv. I
darsi xicnsiero, angustiarsi, 'icr. e ClC, dtì qUlf
93 afflictor ftlTiico 94

bus (rebus doinesticis)velieiiieiitisRÌiTieaffiictor, spirare). A) propr., del veni/). delVaria, terea


Cif. li) preotì-y sl>iitt''rp, uintore. con forza, tantum afflante vento, Liv.: del respiro, Tau
malamente, l)prnpr.: om'iaiias iiaves (rlt tem- roruin afftari ore, Ov.: dello sbuffare dei ca-
pefit'l), Caes. 2j trasl., ffPiiff/ere, colpirti, mal- valli del sole (^^ aria del mattino), nosqne
tratpire, far penare, travtiglinre, opprimere, iSVU- nìiiprimus equis Oriens afflavi! anhelis, Verg.:
vius vehementiiisqiie at'fliitari (se. inorbu), del lampo, del fiz-co e del caldo in genere, me
Cic: affJictari sjravi morbo, Liv.: affi. Hatavos divùm jiater fulminis aftìavit ventis. Verg.: e
(mokstare) Tac: Italiiini luxiirifi saevitiaque,
, COSI fdminis telis ovv. fulminum igrnibus a^-
trm^nf)linre, 'Va.c. flari, esser colpito dal fulmine. Ov.: sancii af-
aMlirir»!', òvis, m. fafflìgoì. ohbattitore, ai- flatique incendio, scottati, ahbrtinati, Liv.
ter^riiturr, (lififllitati'', Cic. Fis. 64. B) trasl., «.vpiVnre, afflata est numine quando
afOM'IiiM, .1. um, part. agg. col compar. jam propiore dei, Verg.
((In affiigo). 1) ridotto a vial partito, triste, nfllìioilis, entis, par\ agg. col compar.
sfortunato, infelice (contr. iiiteger, floreiis), (da affluo), ]) che scorre in abbondanza verso,
Cic: afflictior condicio, Cic. 1) nvinuto, afflitto, die c'è in abbondanza, in sovrabbondanza af- ,

contristato, affjTitudine afflictiis (travaf/linto), fluente, copiae, Cic: ex affluenti, Tac. JI) ab-
Cic: affiicti animi bononini, Cic: afflicti et bondante; dotato, fornito, ricco di q.c„ opjbiis et
fracti animi fnif., Cic: pliir. sos^, excitare ni'- copiis,Cic: amicitia ditior et affluentior, che
fiictos, Cic. o) disprezzato, disonorctto, reietto, spesso dà più di quel che riceve, Cic.
homo aftlictus et perditus, Cic ìifllììcnlrr, avv. col compar. Caffluens),
a"llTs«» flictnm, ere (ad e iì\^o), I)
flixi. IO abbondanza, copiosamente', con profusione,
battere contro, sbattere contro, lanciare contro, Cic. e Ne]).
urtare, battere coìi vioìenzn. A) in gen.: na- al'JtuClllTa, ae, f. faffluens). affluenza, ab-
vem ad scopnlos, Cic: alqni terrae, Ov.: vasa bondanza, omniuDi rerum, C)c: munditiain,
parietibus, Liv.: trasl., se affii^ere, offlù/ffer^i,
non affìuentiam (non lusso) affeotabat, Nep.
Ci '. de div. 2, 6. B) pre(/n., gettar ai snolo,
afllìio, fìuxi, fluxum, ere (ad e fluo>, af-
abbaUere, atterrare, \) propr.: avborem, Caes.:
fluire, scorrere verso q C, I) propr.: ì) in
statuam, Cic: equi viriqne afflicti (in balfri-
istretto senso, di fumi, ecc., Eurotas prope
flliaj, Sali. 2) trasl.: ubi Jlars communis et
affluii moenibus, Liv. 2) in senso largo, di
victum saepe erigeret (aoUevrirp) et affligeret
altri oggetti: a) come t. t. della fUos. epi-
(abbattere) victorem,Liv. 28, 19, 11. II) dan-
cur.. dell' « affluire » di atomi ed immagini,
neggiare, piagare, rovinare, sbattere, sconquas-
necessario a-l una percezione, ad doos af-
sare, 1) ]irrtpr.: fusti caput alcjs, Tac: navos,
fluere, Cic
b) di cibi, venir su (nello sto-
qnae gravissime affiictae erant (avariate),
macoj, cibo affluente, Suet. e) di moltitudine
Caes.: fig., cum ])rospero flatu ejus (fortunae)
di pers., affluire, affluente cotidie multitu-
utimur, ad exitus pervehimnr optatos et,
dine ad famam belli spemqun praedae. Liv.
cum refiavit, affli<:[iinur, naufraghiamo, Cic
giungere (impercettibilmente),
2) trasl.: a) af)liggere ridurre a inai par- = 7/J trasl.: \)
insinuarsi, voluptas ad sensus cum suavitiite
tito, trattar duramente, tribolare, recar grande
affluii et illabitur, ^««n(7e dolcemente ai sensi,
pregiudizio tleprintere
, umiliare abbattere, , ,
Cic: nihil ex istis locis non modo litterarum,
alqin, Cic: barbariam, Cic: eqiiestrem ordi-
sed ne rumoris quidem affluxit, Cic 2) af-
nem, Cic: causam suscept?im, far cadere ap-
fluire, esserci in abbondanza, cum domi otium
posta, perdere, Cic: vastatione opes liosfium,
etdivitiae affluerent, Sali.: ubi efi'useaffluunt
Liv., e nel passivo vectigalia bellis affliguntnr,
si sminuiscono. Cic: nno genere morbi affligi,
opes, Liv.: quindi alqà re =
posseder in ab-
bondanza, in sovrabbondanza, essere ben foìtìiti,
Cic. b) contristare, aemlire, affliggere, scorare
unguentis affluens, pieno di unguenti, Cic:
quale, od il suo animo (contr. levare), alqni,
voluptatibus, Cic.
Cic: animos affligere et debilitare metn, Cic.
all'or (ad-for), fatus sum, fari, IJ v. att.,
e) peìH'ertire i costUOli ; render peggiore, piti
triste, saeculi mores, Fior.
parlare ad ale., alloguire, a) in gen.: versibus

nfilo, avi, àtum, are (ad e fio), 7) soffiare iisdem alqm, quibus, etc, Cic: nomine alqm,
verso, spirare, A)j)ro2v.: a» intr.,r7e/ r^«^o, Pfie Verg.: quindi « jmrlare ad ale. accomiatan-
dosi, congedandosi », salutare, affari extre-
parte», ex quibns ventus afflare solet, Varr.:
iliodori, giungere al naso, emanare, olezzare, mum, Verg.: hos ego digrediens atfabar,Verg.:
e dopo la sepoltura d'un morto, sic po^ituin
afflabunt tibi non Arabum de gramine odo-
res, Prop odores, qui afflarentnr e florilms, corpus (dato il supremo addio),
affati discedite

Cic. b)
:

tr., del fuoco, calidum membris afflare Verg. b) partic, uiloquire pregando implo- =
vaporem, I^ucr. B) trasl., a) intr. soffiare, rare, deos, Verg precando Vestam, Ov. II)
:

spirar verso (come vento che gonfn le vele)


il V. pass., perf., afifatum esse =
esser detto,
= esser favorevole, i,ì\\\. cui placidum leniter esser stabilito dal fato, seg. da ut e il cong.,

afflat amor.Tibull.: afflante fortuna. Quint. b) Sen. nat. qu. 2, 38, 1. Questo verbo si usa
tr.: a.) soffiare a=^apportare,aì'recare,rximoT\s soltanto ìieirindic. pres. 2^ pers.: nella 1''
nescio quid afflaverat commissione Graecorum pers. imperf. indie, nella 2^ pers. dell'im-
frequentiam non fuisse. Cic ^)ispirare, comu- peraf.. nell'infin. e nel partic.
nicare (impercettibilmente), (genetrix) laetos aflTuu' ed aiTdroni, V. assum.
oculis afflarat honores. Ver?.: e del veleno del- aflVYro. frlciìi, frictum, are fad e fnco\
l'invidia, si quem reperiat, cui aliqnid mali sfregar contro, stropicciare a, fig. = attaccare
fancibns afflare possit, Cornif. rhet. JI) spi- ad ale. per contatto, alci rubiginem suam,
rare, soffiare (= commuovere col soffio, collo Sen. ep. 7, 7.
95 affrictus Asrenor 96

affriolìis, nbl. u, m. (affrico), lo sfregare, vento di SO o di OSO, greco A.'.'i^; per tutti
lo stropicciare, Sen. iiat. qu. 5, 14, 4. quelli che abitano al di qua del mar Medi-
nflTii, '. assuni. terraneo, esso soffia dalla parte di sera, e

afluls;eo, fulsi, ère (ad e fulgeo), apparire porta temporali e procelle, creber procellis,
splendente a, di fronte; splendere a, I)propr.: Verg.: praeceps, protervus, Hor.: anche agg.,
Africae procellae, Hor.: e personif. come dio
Venus [come pinneta) affulsit, Ov.: caeli ar-
dentis species affulserat, il cielo aveva sjìlen-
di questo vento, Africus pater, Prop.
àuto come un mare di fuoco. Liv. II) trasl., .4;;ainvdi>s,is, m. CAYap.rj5yi$), Agamede,
a) dello sguardo benigno di una divinità figlio di Ergine (re di Orcomeno).
che appare, ecc., riftdyere, riuplendere, vultus A|i;aniciiiiioii (Agamemno), onis, acc.
ubi tuus affulsit, Hor. b) delVastro, o raggio oneni e 2^oet. una, m. ('AYa[i£p.va)v), Agamen-
della sorte, della speranza, ecc., rifulgere, none, figlio (o nipote) e successore di Atreo,
splendere, arindere, apparire, COIlSuli rei ma- re di Micene, fratello di Menelao, marito di
joris spes affulsit, Liv.: et mihi talis fortuna Clitennestra, padre di Oreste, di Elettra e
affulsit, brillò, Liv. di Ifigenia, capitano supremo dei Greci sotto
afliiiido, fudi, fiìsuni, ore (ad e fundo), Troia; ritornato in patria fu ucciso dalla
infondere, ijettar dentro, versare in, spargere in, moglie e dal drudo di essa, Egisto. De- —
I) propr.: veuenuni vulneri, Tac: ei (nido) riv.: A^anieiiiiionTu««, a, um ('AYa[i£[i.vó-
vim geuitalom, Tac. II) trasl.: 1) affundi, VlOg), aguìnennonio, di Agamennone, classis,
a) del rossore dellavergogna rubor qui gra- :
Liv : puella, Ifigenia, Prop.
vissinùs quoque viris subito affimditur, sale A^sìilippv, ès, f. ('AxaviTiTtY]), Aganippe,
d'un tratto al volto, Sen. b) di moìtitudine fonte ninfa di questa fonte, figlia del dio
(e
di persone, = rivei-sarsi dentro, in e sim., fluviale Permesso) dell'Elicona in Beozia,
ecc.
estendersi, stendersi, equituui tria milia COrui- sacra alle Muse ed ispiratrice dei poeti. —
bus affunduntur, Tac. 2) affusum esse, esser Deriv.: a) A^ani|»póus, a, um di Aga-
gettato = esser prostrato, prostrarsi, gettarsi, nippe, lyra, dedicata alle Muse, Prop. b)
tumulo, Ov,: genibus alcjs. Fior.: amplecti .4ì;'aili|>pis, ptdos, f., discendente da Aga-
pedes affusaque poscere vitam, Ov. nippe.
aflTitùruit, V. assuni. a^liiso, Ònis, m. (ago), cavallaro, servo di
Liv. ed Hor.
stalla, palafreniere,
afÒi'CMii, afSrc, V. absura.
.4.friinìus, um, noìue
a, di una gens Àif^allioclés, is, m. ('A^aSouX'^s), Aga-
plebea ; i più noti membri di essa sono : tocie,tiranno di Siracusa, nato nel 362 av. C.
IJ L. Afranius, poeta comico di Roma, che
a Terme, da genitori di bassa condizione.
fiorì probab. inturno al 130 av. Cr., contem- À^atliyriia, ae, f. CA.YÓ.Bopvx), Agatirna,
poraneo di Terenzio. II) L. Afranius, fido città della costa settentrionale delia Sicilia;
partigiano e abile luogotenente di Gneo oggi S. Agata.
Pompeo Magno. —
De riv.: AlVaiiTanus, jì^ìitliyrsi, òrum, m. ('AYaQupooO- -^^*'
&, um, Afraniano, di Afranio, tirsi, popolo dì confine degli Sciti, sul Ma-

.4 fri, òriim, m., gli abitanti delV Africa, ros ; quindi in una parte della Tramilvania
partic, in senso stretto, gli abitanti del ter- e del Panato di Temesvdr; si dipingevano
ritorio di Cartagine ( V. sotto Africa n° 2), di un color turchino chiaro o si tatuavano
Afri, Africani (partic. ì Sacerdoti di Giove [quindi picti).
Aminone nel deserto Libico, Nep. Lys. 3, Agave, ès, f. ('Aytxui^), Agave, figlia di
2). — Sing. dirus Afer,_«Zi Annibale, Hor. Cadmo, moglie di Echione, madre di Fenteo
carm. 4, 4, 42. —
Agg. Afér, fra,frum, afro, che succedette all'avo sul trono, e che essa
africano, pedites, Liv.: aequora, tra l'Africa in un furor bacchico dilaniò, prendendolo
e la Sicilia, Ov.: avis, gallina faraona, Hor. per una bestia feroce.
— Deriv.: A) Africa, ae, f., anche terra As;c(liiicuui, i, n., città capitale dei Se-
Africa, Africa, in senso largo, la parte del
l) noni nella Gallia Lugdunese; oggi Sens in
mondo che i greci chiamavano Aipóyj, an- Champagne.
nessa dapprima, ora all'Asia, ora all'Eu- a:i;ellulu«i, i, m. (dimin. di agellus), cam-
ropa, poscia per comune consenso divisa dal- piceiio, poderetto, Catull. e Seriori.
l' Asia dall'Istmo di Suez. 2) in istretto senso, sigeilii»», i, m. (dimin. di ager), campi-
Africa propria ovv. Africa provincia, il terri- cello, poderetto fpovero, da nulla ovv. gra-
torio ove sorgeva Cartagine, più, il paese tra zioso), Cic. ed a.
le due Sirti. B) /iLfrìcanu*», a, um. Afri- asci"»» »iìitis,n.(aYi')iia agmen), nome =
cano, appartenente all'Africa (tanto in senso di una schiera di soldati scelti (amici, Ixaìpo'.),
largo che stretto), bellum, Cic: e causae (fac- a cavallo ed a piedi (cetrati, UT^aaTiio-cai),
cende), Cic: possessiones, Nep.: sost., Africa- usata nell'esercito macedonico da Filippo ed
nae, àrum, f. (se. bestiae), belve dell'Africa = Alessandro, Liv. e Curt.
pantere, leoni, leopardi e tigri, che servivano jÌ;;cnur, oris, m. ('Ayt^vcùp), Agenore, re
partic. 7ìei giuochi circensi (ludi circenses), dei Fenici, fjilio di Nettuno e di Libia,
Liv.: ed Afrlcanus, come sopramiome dei due fratello di Bèlo (del padre cioè di Egitto e
celebri Scipioni, V. Cornelius. C) .Afrìciis, Danao), padre di Cadmo, di Europa e d'al-
a, uni, africo, d'Africa, africano, ora, Liv.: tri, padre o nonno di Fineo (re dei Traci),
praesidia. Sali.: partic. ventus Africus (Cic), proavo di Didone e quindi anche dei Fenici
oirv. Africus ventus (Liv.) e comun. assol. (CurtaginesiJ, quindi nei poeti Agenoiis urbs
Africus, i, m., Africo (il VCnto A.J Garbino, = Cartagine, Agenore natus Cadmo. = —
S7 ager aggi avo 98

Deriv.: 1) Aj;eilÒréus, a, uni, appar- tani, ecc., Hor., Suet.ed a.: quindi poet. per
tenente ad Agenore, Ui A., doni US, di Cadmo, vallo, in difesadi una città, muro di cinta,
Ov.: bos, quello che portò via Europa (Giove aggerem mur(jruni,Verg.: primas in litore sedes
trasformato), posto tra le costellazioni, Ov. castroruni in niureni pinnis et aggere cingit,
2) ,4j;enftrìdes, ae, m. {"Ayri^opibrig,), nome Verg. e) argine innalzato per difesa contro
patronimico, Ayenoride, detto di Cadmo e le incursioni dei vicini, Tac. ami. 2, 19.
Ferseo (discendente di Danao). 2) generic, riparo, difesa, argine poStO
uger, agri, m. (àYpós), I) ogni pezzo di contro alcunché; a) per proteggere i campi,
terra, campo, campagna, tei-reno, podere, ager terreus, Varr.: agresti;-, Tac b) per sicurezza
fertilis, Cic: agrum colere, Cic: agrum con- di una riva, di un porto, argine, molo (detto
serere, Cato. —
Quindi in contrapp. a ter- anche raoles), Verg., Tac ed a.: quindi {nei
reno caseggiato o boscoso, campo, a) in con- poeti), scarpa della riva e t'iva (come argine
trapp. a città, campagna in genere, in prosa naturale), gramineus ripae agger, Verg.:'ber-
commi, al piar., vastati agri sunt; urbs as- bosus agger, Ov. e) jj(?r assiixintre la via
siduis exbausta funeribus, Liv.: non solimi attraverso luoghi paludosi, argine per pas-
ex urbe, veruni etiara ex agris ingentem nii- saggio, pontes et aggeres huniido paludum im-
nierum perditorum hominum collegerat, Cic. ponere, Tac d) pavimento d'una strada (anche
b) in contrapp. a monte, valle, iguotos niou- strada) fatto a rialzo nel mezzo, agger viac,
tes agrosque salutat, Ov. e) in contrapp. al Verg. e Tac. hist. 2, 24 e 3, '2L
mare, in agrum, dalla paHe di terra, vergere 3) (poeticam.) ogni sorta di innalzamento
inagrum, Liv.: in agros, Liv. d) come deter- artificiale o naturale sul suolo, come a)
minazione di lunghezza, in agrum, in lun- partic. del suggestus, come bigoncia degli
ghezza (contr. in fronte ovv. in frontem, in oratori, costruita con terra e zolle; come
larghezza), Hor. II) territorio di una re- quell'elevazione di terra che costituiva il tu-
gi :ne, Tusculanus, Cic: Helvetius, Caes. mulo, tumuiiqiie ex aggere fatur, Verg. b)
Agi" sii il US, i, m. ('AYYjofXaoi;), Agesilao, avello, tumulo, Verg. ed a. e) rogo, pira, Ov.

re di Sparta, figlio del re Spartano Archi- ed a. d) di monti e colli come argini na-
damo, vincitore del sntrape Persiano Tissa- turali, vette, aggeres Alpini, Verg. e) di ogni
ferne presso il Pactolo in Asia (395 av. Cr.) « mti e V h i » elevato, argine, aggeres ni-
€ pili tardi dei Greci presso Coronea in vei, Verg.: medio ex aggere (di legna), Ov.:
Beozia. agger arraorum, Tac.
aSS^'"** (ad-gemo), ere, gemere a (con aggerniìo, ònis, f. (aggerare), argina-
quale), Ov. fast. 5, 400. mento, arginatura, argine, Plia. 2, 1, 20 (plur.).
as;ger, oris, m. (2. aggero), I) il mate- 1. aggero, avi, àtum are (agger), I)
,

riate, il necessario per argini (pel vallo), la terra propr., innalzare, riparare, fortificare COmC Se
pei' l'argine, per fortificazioni, per ripari, per si facesse un argine, arginare, Tac. ann. 1,
riempiere, anzitutto come
milit., per for-
t. t. 63. IIJ trasl., ammucchiare, amntonticchiare,
tificare il campo
fcfr. sotto il n" II), agge- cadavera, Verg.: ossa, Tac, fij., accrescendo,
reiu petere, comportare, Caes.: aggere et cra- aumentare, ingi-andire, accrescere, dictis iras,
tibus fossas explere, Caes.: rates (injunctas) Verg.
terrà et aggere integere, guernire con terra 2. aggero (ad-gero), gessi, gestum, go-
e pietre, Ca.6s,: poet., moliri aggere tecta, por rore, apportare, metter insieme, partic. in
mano a fabbricar la città, cingendola di quantità quindi con fatica, portare in un
e
un vallo, Verg. luogo, ammonticchiare,ammassare, I) propr.:
II) trasl., ogni argine, riparo, diga, forti- luta et limum, Cic. fr. aggeritur tumulo
:

fieazione, vallo, trincea, parapetto e sim., fatto tellus, Verg. II) generic: 1) aggiungere
di terra ammucchiata, 1) anzitutto comun. aumentando ^= accrescere (con fatica), qua-
come t. t. milit., a) argine, formato colla drantes patrimonio, Phaedr.: opes opibus,
terra scavata dalla fossa, per rinforzare il Sen. 2) aggiungere in quantità =« eolmare,
campo, su cui si erigeva il valium (fatto ricolmare quale, di q.c, probra, Tac
con palizzate, pali e graticci), bastione di agge«*tìis, ùs, m. (aggerere), ammaaaa-
terra per fortificazione, aggere, vilieis, tur- inento, adunamento, provvista, pabuli, ligQO*
ribus oppidum oppugnare, Cic: aggerem rum, Tac: copiarum (vettovaglie), Tac.
apparare, instruere, esstruere, facere, jaccre, agglomero (ad-gluniero). avi, atum,are,
Caes.: aggerem ad urbem promovere, Cic: ag- piropr., «far su a gomitolo •», quindi
geri ignem inferre, Caes. b) argine, vallo, for- poet., trasl., stringersi presso quale, unirsi ad
tificazione, come difesa di un luogo contro Verg.: se lateri nostro, Verg,
ale., se,
gli assalti nemici, agger Tarquinii, comun. agglutìuo (ad-glùtino), avi, atum, are,
sempl. agger, condotto da Servio Tullio per agglutinare, attaccare, appiccicare e sim., DO-
sicurezza della città di h'oma, in quella parte vum prooemium, Cic: alqd fronti, Cels.
della città che si estende in piano verso le- aggràvesoo (ad-gravesco). ere, aggra-
vante dalla porta Collina sino aU'Esqui- varsi, di malattia, Ter. Hec. 337.
ìina; innalzato poi da Tarquinia il Superbo, aggrado (ad-gravo), avi, atum, are, ag-
detto da Cicerone maximus, perchè era lungo gravare, reìvler piit grave, trasl.: I) render
7 stadi. In questi paraggi (attorno alTodierna grave, opprimente, cioè a) riguardo alVin-
Porta S. Lorenzo) ridotti probahil. da Me- tensità =
aggravare, rendere pericoloso, ineru-
cenate ad uso di passeggio pubblico, si acco- dire, valetudineni, Suet.: dolorem, Curt. b)
glieva molta gente, e là quindi esercitavano riguardo alla natura, qualità, render oppri-
il loro mestiere giocolieri, indovini, ciarla- mente, grave; aggrucun:, ridurre a mal par-

Georges-Calonght, Dizionario latino-italiano.


,

affsrredio ag'ito loa


99

tifo,iuoplara sociorum, Liv.: quo (bello) si ag- == pronto, vivace, spedito, celere, agile, att ivt>

gravatile res essent, Liv.: sorteiu alcjs, Curt. [contr. oderunt agUem gnavumque
tardus),

JI) aggravare in genere, a.)fisicam., morbo (che lavora speditamente e con senno) re-
quartanae aggravante (se. eum), Suet. b) missi, Hor.: nunc agilis fio, un uomo d'affari
inoraìm., tnettcr a carico di alc, aggravare, (uomo distato), Hor.: agilioremmihi animum
di prove, niliil reum, Quint. 5, 7, 18. credebam, Sen.
ajKfjredio, ore, forma second. attiva di ìi'^ÌITla»», àtis, f. (agilis), agilità, mobiliUi,
agijredior, aiulare a, 1) propr.,
uveicinarsi, speditezza del movimento, na.yìmn,'L\s.: trasl.:
avvicinare alc. con qiuilcJie scopo, per gua- agilitas (movevolezza), ut ita dicam, mollitia-
dagnarselo, cercar di cattivarsi, nel paSSivO, quc naturae (del carattere), Cic.
hoc aggrederer donis,
restiterat, ut a te fictis A^i<», Agim ed Agin, m. ('Ayt?),.
gtdis, acc.
Cic. IIJ trasl., andare a q.C., impreìvìei-e,
fr. Agide, nomedi re Spartani, di cui i più
accingersi a q.C. facilHiiiis quibusque aggres- noti sono iProclidi: I) Agide I, figlio del
sis, Justin. 7, 6, 5. re Archidamo II, fratello di Agesilao; re-
aajgrfJior (adgrodior), gressus sum, gnò dal 426 al 397 av. Or. II) Agide II.
grcdi (ad e gradior), «»i</aj-e a, avvicinar:ii a figlio di Archidamo III, regnò dal 338 al
q.C. quale, I) propr.: \)ingen.: a) ad ale, 330 av. Cr. Ili) Agide III, figlio di Eda-
ad alqm e sempl. alqni, Comici, h) andare, mida II, regnò dal 24i al 240 av. Cr.
giungere, metter piede iti UH dato luogO, non a<;;;TtakìlÌìit, e (agito), agile, leggero, facil-
repelletur. quo aggredì cupiet, Cic. 2)partic., mente movibiie, aer, Ov. met. 1, 75.
avvicinarni a qualc. q.C. pur iscopi partico-
à^'ìtsllìO, Ònis, f. (agito), agitazione, moto,
lari, a) con intenzioni benigne, avvicinarsi,
IJ propr.: ag. (mobilità) et inotus linguae,
venire ad uno, cercar di guadagnare, di catti-
Cic: ag. motusque corporis, Plin. ep.: ag.
varsi, tentare, alqni Romao, Cic: alqm arte fluctuum, Cic II)
lecticae, Liv.: agitationes
alqm pecunia, Sali.: trasl.,
(astuzia), Liv.: trasl., 1) dello spirito in istato di commo-
alcjs modestiam acrius, porre a più dura zione, ottività, agitazione, agitatione et motu
prova, Tac. b) con intenzioni ostili, aggre- esse vacuus^ Cic: mentis ag., esercizio ed oc-
dire, assalire, aitivar addosso a quale, alqm,
cupazione dello spirito, Cic. 2) l'occuparsi di
Cic. ed a.: alqm ferro, Ov.: murum, Sall.:23e>-
q.C, esercizio, disbrigo di q.C, rerum magna-
seguire giudiziarìam., accusare, chiamar in
rum ag. atque administratio, il pensare e il'
giudizio, alqm, Nep.: alqm legibus icontr. vi),
compiere, Cic: studioram, Cic.
Suet. //
trasl., andare a, dirigersi VCrSO q.C.
agitsitor, oris, m. (agito), conduttore di
come meta, scopo; assumersi, cominciare, in-
un animale, aselli, Verg.: equorum, auriga,
ti-aprendere, aucipiteni causam, Cic: facinus,
Liv.: poet., raagnos honores, ricevere, Verg.:
Yerg.-.partic assol. =
co(;chiere, auriga, nelle

corse del Circo, Cic. ed a.


ad causam, Cic: ad rem publicam, prender
a^ilaluSj, a, um, part. agg. in compar.
parte al governo. Veli.: ad injuriam facien-
(agito), agitato, commosso, vivace, vivo, Sen. C
dam, Cic: ad dicendum, cominciar a par-
Quint.
lare, Cic: CoU'infin., cominciare, fare il ten-
tativo di, cercare di, ecc, dicere de etc, agile, a^TSediini, V. ago alla fine.
Cic. aSi'ìlo, avi, àtum, are (intens. di ago),
aggrego (ad-grego), avi, àtum, are, porre in moto, spingere con vivacità, COn cele-
propr. « aggiungere al gregge » quindi ;
rità, I) propr.: 1) dello spingere animali,
trasl., aggregare, accomunare, associare, rifl., veicoli, ecc. :^ spingere, far andare, e (partlC,
se aggregare, e passivo aggregar!, in signi/. nei poeti), condurre, dirigere, guidare in ge-
medio = associarsi, raccogliersi, unirsi, eodem nere, a) generic: currus ad fìumina, Verg.:
ceteros undique collectos naufragos, Cic: ego equum, esercitare, Verg. e Nep.: uavem trire-

te in nostrum numorura aggregare solco, Cic: mem, far aggirare (nel porto), Nep.: lanige-
filium ad patris interituin, Cic: se ad eorum ros greges hirtasque c&-pe\lsLS, poet., per « aver
amicitiam, Caes.: se Romauis, Liv.: assol., cura », Verg. b; del cacciare le fiere, ecc. =
alius alia ex navi, quibuscumque signis occur- cacciare, incalzare, inseguire, feras, Cic: aquila

rerat, se aggregabat, Caes, insectans alias aves et agitaus, Cic: tota urbe
a^rgres.-ìo, Guis, f. (aggredior), I) in re- fi ìiemici), Verg.: chelydros, scacciare, Verg.
torica, assalto dell'oratore forense, Cic. or. 2) del vento =
agitare, sconvolgere, turbare,

50. JI) in dialettica, sillogismo, Quint. 5, mare ventorum vi agitari atque turbari, Cic:
austro agitata Cliarybdis,Ov. 'ò) del moto delle
10, 4 e sgg.
ag?ruberno, are (ad e guberno), cei-car onde = agitare, scuotere, sbattere, agitata
di governare, trasl., 5Ìc aggubcruantc fortuna, fluctibus Helle, Prop. detiuit saxis agi-
:

ut etc. Fior. 2, 8, 1. tatus humor, Hor. A) di rapido ed instabile


a^ìlis e, agg. col compar. {a.go), agile ; movimento delle cose in genere porre in =
quindi inan., agile, destro, spedito,
1) di e. rapido movimento, agitare^ agitari Inter se COIl-
I)propr.: classis, Liv.: renius, Ov.: sinistra cursu, degli atomi, Cic. 5) di ogni sorta di
manu agiliore et validiore, Suet. 2) trasl., moto in contrapp. alla quiete, a) generic,
pronto, agile, fugace, natura ingcnii bumani porre in movimento, muovere, agitare, quod
agilis et velox, Quint. Il) di e. anim., del loro ipsum agitatur aliuude, Cic: quod pulsu agi-
corpo, dei sensi, ecc.: \) propr., mobile, agile, tatur externo, Cic; mens agitat molem
destro, veloce al corso, ecc, dea, di Diana. Ov.: muove il tutto, Verg. Fartic. b) di moto ra-
Cyllenius, di Mercurio, Ov.: agile et vividum pillo e frequente, tnuovere qua e là, volgere (juu

corpus, Plin. ep. 2) trasl., agile nelVoperare e là, agitare, scuotere, COrpora buC illuc, Sali.
.

101 Afflale 102

digitos (nei conti), contar sulle dita, Plin. ep.: legibus aevuin, Verg. vita horninum sine
:

alas, Ov.: hastam (-- thyrsum), squas>;are, cupiditate agitabatur, Sali.: quindi a.ssol. =
agitare, Ov.: habenas manibus, poet.per «.gui- passare la vita, aver da vivere, vivere, agitandi
dare », Ov. e) del moto del corpo (nel correre, inops, senza mezzi di sussistenza. Sali, fr.:
andare in barca, in arrazza e nim.J, muo-
< (Gallia) nuiic malis fructibus ipsa vix agitai,
^-ere, far del moto, nuiic mari, nuuc terra agi- Sili. fr. d) (se. se) volgei-si, stare, trattenersi,
tare corpus, Plin. ep. fermarsi, indugiare, laeti, ncque procul, Ger-
II) trasL: 1) spronare, spingere, stimolare, mani agitabant, Tac: equitatum omnein . .

indurre a q.c. (coìiic se SÌ si^Tottasse ima be- jiro castris agitare jubet. Sali.: consul dum
quelli gloria Turni obliqua invidia stimu-
.shVty, Inter primores agitat, Liv.: quindi vivere, airi-

lisqueagitabatamaris.Verg.: est deus in nobis, tare,dimorare in qualche luogo, partic. di


agitante calesciiiius ilio, Ov.: in furias agitan- popoli nomadi, Libyes propius mare agita-
tur equae, Ov. 2 dure tu caccia, iiknetjuire, per-
) bant, Sali, e) comporuirsi, postremo ferocius
seguitttre, tormentare, fastidire, molestare COMC agitare, quam solitus erat. Sali.
se fosse una fiera, ajgeneric: ut eos agitent i4;:;laié, ès, f. C XyXaCiyi), Agiate, nome
insectenturque furiae, Cic: scelcris poenis agi- della più vecchia delle Grazie.
tatur, Cic. —quindi b) perseguitare, Inasi- .4;;;lsi<i|>lirin, ontis, m. ('ÀY^aocpùiv), a-
mare, censurare, dileggiare quale. q.C. COn giaofonte, celebre pittore di Taso (intorno al
parole, vesanum poètam, Hor.: personas, Cic: 420 av. Cr.J, padre e maestro di Polignoto
alcjs saevis fastidia verbis, Hor. 3) agitare, ed A risto fonte.
porre in ugitasione, sconvolgere, turbare (di ri- .4^lauro<i, i, f. {' Aylccopoc,, comun. 'A-
voluzioni politiche, ecc.), come un mare, tri- YpauXog). Agiamo, figlia di Cecrope.
buniciis seditionibuso<;y. procellis agi tari, Liv.: a^^iiien, nilnis, n. {da ago), tratto, tratta,
rebus agitatis, Cic. 4) agitare q.c. nei discorsi tanto il movimento, quanto la moltitudine o
= trattare, discutere, res agitata in contioiii- la massa in movimento, I)ingcn.: \)diess.
buSjjactata in judiciis,Cic.: per omnes locos de anim.: a) di pers., moltitudine, schiera, agmeu
facto consulis agitnri, Sali.: agitatum, ut tri- perpetuum totius Italiae, Cic: agmen patricio-
buni inilituin creareutur, Liv. 5) agitare q.c. rum, mulierum puerorumque agmina,
Liv.:
nella mente, nello spirito =
esser in pensiero Liv.: Eumenidum agmina,
Verg.: agmina co-
per q.c., pensar sopra, meditare, considerare, mitum, Ov. b) di animali =
branco, frotta,
esaminare, e in rapporto a qualche scopo = muta (di cani), stormo (di pernici), mandru
aver in mente q.C, pensare, nnrare, tetidere a (di cervi), rapidum, di cani da caccia, Ov.:
q.c, meditare, in animo bellura, Liv.: rem in ìèrarum, Ov.: cervorum, Verg.: aligerum, di
mente, Cic: rem cura animo, Sali, fr.: rem cigni, Verg.
animo (animis), Cic: rem mente, Cic: rem 2) di e inan.: a) corrente, eorso d'acqua,
secum, Sali.: e senza l'aggiunta in animo e dulci fluit agmine flumen, scorre con placida
sim., res multum agitata, Cic: fugam, Verg.: corrente, Lucr. e Verg.: e di rovescio, diluvio
haec multos dies noctesque, Sali.: colVinfin., d'acqua, immensum caelo venit agmen aqua-
ut mente agitaret bellum renovare, Nep.: col rum, Verg. b) di atomi, Lucr. 1, 606. e) di
de e Vabl., de Ehodani transitu, Liv.: col- nuvole, Lucr. 6, 100. d) di colpo di remi,
Tace. pron. seg. da propns. relat., id plebes agmine remorura celeri, con rapido remare,
agitabat, quonam modo etc, Liv.: alla greca, Verg. Aen. 5, 21 1 e) delle spire del serpente,
.

col partic, Alexandrum interempturi se-


. . . extremae agmina caudae, Verg.: illi [dracones]
ditionibus agitastis, Justin. 14, 4, 12: assol., agmine certo Laocoonta petunt, s'avviano
ipse longe aliter animo agitabat, avea ben altri dritti contro Laocoonte, Verg. f) di quan-
pensieri, disegni nella sua mente. Sali. Jug. tità d'affari, Plin. ep.
11, 1. %) porre in moto, agitare, eccitttre, eser- II) come 1. 1. milit., schiera, cioè 1) astr.:
citare lo spirito, quibus (curis) agitatus et schiera, marcia di un esercito, colonna in marcia,
exercitatus animus, agitato, occupato, come in agmine. Sali.: citato agmine iter, Liv.: de
di cose che V animo fa scopo de' suoi sforzi, exercitu, de castris, de agminibus dicere, Cic:
Cic: geometria agitari aniraos et acuì ingenia, rudis agminum, delle marcie (poet. della =
Quint.: in cattivo senso, in tribunatu Grac- milizia), Hor. 2) concr.: a) esercito, colonna
ohum, assalire a parole, Cic 7) generic. in marcia, schiera in marcia, a) di soldati
(come ago), porre q.c. in movimento a) fe- = a piedi, phalanx, agmen magis quam acies,
steggiare, celebrare, condurre feste e solennità Liv.: agmen suorum,Liv.: agmine, in ischiera,
festive, Dionysia, Ter.: festos dies, Cic: cho- agmine ingredi, agmine ire ad Urbein, Liv.:
rOS, Verg. h] coìuUirre, aver a mano, fare, eser- agmine iustructo, in ischiera allestita, pronta
citare, agitare, trattare, imprendere on ener- ( alla marcia, Liv.: agmine facto, in ischiera
gia, azioni e condizioni di og ni genere, cercar serrata, Verg.: agmen pilatum, Verg.: o ju-
di condursi secondo esse, conservare, conside- stum, Tac, schiera che marcia compatta
rare, aver in mente, imperium, Sali.: justitiam, in fila, esercito ordinato a battaglia : agmen
Plin. ep.: mutas artes, Verg.: praecepta pa- confertum, esercito compatto, serrato, Sen.
rentis mei, Sali.: e così nel pass, agitari, esser ad Marc 16, 4 (cfr. sotto al n" d il passo
esercitato, ecc. = domiiuire, regnare, luctUS di Verg. gè. 3, 869 e segg.): agmen qua-
atque gaudia agitabantur, Sali.: dissensio cum dratum, l'esercito che marcia in ordine {così
jam inveterasset ac multos annos esset agi- da aver la fronte su ogni lato, e procedere
tata, Cic: ed assol. nel pass, impers., pau- in ordi'.ie di battaglia, col bagaglio nel cen-
corura arbitrio belli domique agitabatur, si tro, dimodoché tutto intero l'esercito for-
agiva, Sali, e] condurre, v^ivere, passare, sub mava quasi un parallelogramma, non eguale
103 a?na ago 104

dunque aà un bataillon carré); quindi spesso nomen), soprannome, agnomina bellica. Fior.
asinine quadrato, in ordine, in file serrate, 3, 8, 1.
in ordine di battaglia, « en ligne », p. es. a^noniìnatìo (adnòmlnàtto), Onis, f. (ad
incedere, ire, ingredi, Sali, e Curt.: munito e gnomino =nomino), come fig. retor. =
agniine, in {schiera coperta, Sali.: e contr. Tiapovofiaaioc, il metter insieme due vocaboli
agrnine incauto, ut inter pacatos, Liv.: agra, somiglianti per suono, ma affatto differenti
obliquum, che marcia obliquamente, di fianco, di signific, paronomasia (come lenones e leo-
Curt.: agni, primum, Vavanguardia, testa nes), Cornif. rhet. e Quint.
(dell'esercito in marcia), Caes.: medium, il agnosco (adgnosco), nòvi, nttum, ere, ri-
entro, Caes.: extremum o novissimum, retro- conoscer ', I) conoscere, riconoscere, distin-
guardia, Caes.: agmen ducere, comandare, guere nel suo vero essere, riconoscere per
q.c.
condurre una schiem, o un esercito, Cic: quello che è da segni, caratteristiche, a) ge-
agmen claudere, chiudere e coprire la schiera, neric: tura agnoscit animus illa reminiscendo,
Caes.: agmen cogere, chiudere Vesercito, ut Cic: jara agnosco Graecum, riconosco, cioè
nec duces simus nec agmen cogamus (fig.), mi rammento, Cic: cfr. unde illi versus ? non
affinchè non siamo né i primi né gli ultimi, enim agnosco, Cic: accipio agnoscoque deos
Cic. p) di cavalieri, agm. equitum, Liv.: agm. (gli dei = la mano degli dei), Verg.: col me-
equestre, Ov. b) schiera di navi, squadra, flotta, dium dei sensi, auribus notos ut possis agno-
naviuni agmen, Liv. 21, 27, 8 e altr. e) di scere cantus, Cic. poet.: inde (da ciò) agnosci
schiera di bagagli, omnium impedimentornni potest vis fortunae. Veli.: deuin ex operibus
agmen cogere, Hirt. b. G.: non minoro agniine ejus,Cic.: agnosco ex me, io sperimento in me
rerum captarum quam suo prae se acto, Liv. stesso, Cic: cum idem aspexit agnovitque in
d) trasl., di schiera, mandr a, stormo di animali, alio, Cic. b) un oggetto che si è già ricono-

che formano, per così dire, un esercito, con- sciuto conosciuto, riconoscere, raffigurare,
ferto agrnine cervi torpent mole nova, Verg. a) una pers.: quem ut agnovi etc.,Cic.: uornine
gè. 3, 369 e segg. {cfr. sopra aln" ». il passo audito, agnovere virum, Liv.: cultu regio agno-
di Sen. ad Marc. 16, 4): e pastu decedens sci, Curt. p) ogg. inan.: rem (di giudice), Cic:

agrnine magno corvorum exercitus, Yerg.: e parvam Trojam, Verg.: loca, Quint.: navis D.
di sogg. inan. personific., venti veiut agrnine Bruti, quae ex insigni facile agnosci poterat,
facto, qua data porta, ruunt, Verg.: sic ordi- Caes. 1 1) riconoscere come cosa vera, effettiva,
nandus est dies onini?, tamquam cogat agmen, esistente, valida, a.) una pers.: sortilegos, Cic:
sia l'ultimo {V. n" a), Sen. filium, quem ille natum non agnorat, eundem
agna, ae, f. (agnus), agneiia, vetula, Varr.: moriens suum dixerat, Nep.: necdum agno-
pnlla, Hor. verat eum, qui postea regnavit, Liv.: alla do-
.4gnalìa, Yum, n. pi. = Agonalia (V.), manda come chi? coli' a.cc.predicat.,a,\qxa
secondo Ov. fast. 1, 325. non ducem,Liv.: aliquem regem, alqra filium,
agnasscor (ad-gnascor), nàtus sum, nasci Curt.: al passivo, alla domanda come chi?
(ad e nascer), nascer vicino, nascer dopo, partic. col nomin. predio., at nunc si quis tanti habi-
come t. t. giurid., detto di figli che nascon tet, vix ut senator agnoscitur. Veli, p) ogg.
dopo, quindi che vengono al mondo sia du- inan. = riconoscere, confermare, confessare,
rante la vita del padre che dopo la sua morte, ammettere, constatare, concedere una COSa
avendo già il padre fatto testamento o avendo (contr. abnuere), agn. crimen, Cic: facti illius
adottato uno come figlio, Cic. de or. 1, 241 gloriam, Cic: deorum cognationem, Cic: alla
e Caecin. 72. domanda come che cosa? eolV &cc. pre-
a;:;nntTo (adgnàtio), ònis, f. (agna3cor),con- die., quod meum quodam modo agnosco, Cic:
dizione deyli agnati, consanguineità da parìe di dextros agnovit in alite divos, Phaedr.: col-
padre, agnazione, fondata sulV adozione Sulla Z'acc. e Z'infin., et ego ipse me non esse ver-
generazione da parte di pers. di sesso masco- borum admodum inopem agnosco Cic. ,

lino appartenenti alla famiglia, Cic. ed a. Agnosse, sincop. =
agnovisse, Ov.: agnòtu-
a;;naiu!* fadgnàtus), a, uni, I) partic. di ras = agniturus. Sali. fr.
agnascor CV), II) sost. agnatus, i. m., , agnu««, i, m. (dcjivós), agnello, Cic. ed a.
\) figlio nato dopo, 9Ìoè che vicne al mindo ago, ègi, actum, ere (àyo)), mettere in
quand già (per parentel i, adozione o testa-
I moto, cioè spingere innanzi q.c, IJpropr.,
^tomento) si trova nella famiglia un legit- nello spazio =
far muovere, far andare in-
timo erede; al pìur. in Tao. Germ. 19 e hist. nanzi, guidando, conducendo, 1) in gen. =
•5, 5. B colui che è parente da parte di padre, far andare innanzi, condurre, guidare, a) ani-
per nascita o per adozione, agnato, spesso mali, detto di guardiano, pastore, ecc., mer-
{partic. al plur.J in Cic. ed a. cede caballum, Hor.: capellas protenus, Verg.:
a^ncllu>t, i. m. (dimin. di agnus), agnel- bovem Romam,Liv.: bovesad flum ina, Verg.:
lino, come termine vezzeggiativo, nei Comici. pecora per calles, Curt.: celso Nysae de vertice
a^nlnus, a, um (agnus), appartenente ad tigres, Verg.: capellas potam, Y&rg.-.poeticam.
<igneiio, di agnello,
pes, Plin.: sost., agnina, coZrinfin., orane cum Proteus pecus egit altos
ae, f. carne d'agnello, Plaut. e Hor.
(se. caro), visere montes, Hor. P) persone, come condot-
a^nllTo, ònis, f. (agnoscoj, il riconoscere, tiero, guida, ecc., copula vinctum ante se
cognizione, conoscenza, animi, Cic: litterarum, Thyum, Nep.: alqm virgis in urbem, Liv.:
Timparare a conoscere le l., Quint. alqin ad mortem, Tac: quindi anche [come
agnitftr, òris, m. (agnosco), conoscitore, àys'.v) =r portare, condurre seco, multis mi-
Quint. 12, 8, 13. libus actis armatorura ex ea regione, Liv.:
agnóiuen, mTnis, n. (ad e gnomen = come t. t. milit., agmen agere, metter in mo-
-

105 ago ago 106

vimento in scJiiera =
porsi in cammino con portar via [ferre] e condur via [agere], la
efìsa,farla marciare, Liv.: comun. al pas- proprietà viva e morta; ora detto dei proprie-
sivo, agmen agitur, la schiera (l'esercito) si tarii (quindi in senso non ostile), res, quae
mette in movimento, in cammino; marcia, ferri agique possunt, beni mobili, Liv.: ora di
con avv., come citius, raptim e sim., Liv.: nemici, saccheggiar e, metter a ferro e a fuoco,
e nel linguaggio famigliare, ^^em se, spin- portar via, ferre cuncta atque agere, Liv.:
gersi^ € andare, venire », quo liinc te a^is? ferre agere plcbeni plebisque res, Liv. d) con-
Ter.: ecce gubernator sese Palinurus agebat, durre con un dato sforzo materiale (sbat-
Verg. y) «pi'H/^''* = guidare, eontha-re, diri- tendo, spingendo, colpendo, curvando) verso
gere cavalli sotto un carro, un cocchio; un qualche luogo, partic. in modo che stia ferino,
cocchio, un carro, una barca, un veicolo in entri dentro, sublicae oblique agebantur, .si
genere, jumenta ovv. cnrrnm, guidare le be- piantnvatio, Cao>\: pinus ab alto ad torrani,
stie il carro, esser cocchiere, Liv. e Curt.: curvare, Ov.: fundam circum caput, girare,
per patris corpus carpentnm, Liv.: navim, vibrare,Werg.: basta alci per armos acta, Ilor.:
Hor.: in litus naves, sul lido, Liv. S) ge- quindi in crucem agere, crocifìggere, Cic. e)
neric, metter in movimento, spingere, muo- condurre, in direzione non interrotta, a) di-
vere, far andare c. inan., detto di pers., agons sporre nello spazio, tirare,condurre, parieteiii,
Carmine quercus (di Orfeo), Verg.: vocem, Cic: aggerem, cuniculos, Caes.: cuniculos ad
Cic: trasl. di e. inan., longeque (mare) agit aerarium, Cic: cloacam maximam sub terram,
fluctus ,Curt. :duplex ngitur per lumbos Liv.: molem mari {^entro il marej, Curt.: cos'i
spira, passa attraverso i lombi, Verg.: agen- partic. come t. t. di agrimensura, limitem
te» frigora venti, che conducono, portano, agere, segnare il confine, Tac: e poet, latnm
Verg.: corpora agunt contagia late, spar- per agmen limitem agit ferro, si apre la via
gono, diffondono, Ov. s) come t. t. milit., attraverso, Verg.: e fig., idem limes agendns
porre in movimento, mandar innunzi, avvicinare erit, cioè si dovrà usare il medesimo mezzo,
le macchine da assedio ad un luogo, vineas Ov. p) di piante =
mettere vcrso l'interno
turresque ad oppidum, Caes. testudinean,
: (del terrenoj o verso l'esterno, radices, Varr.:
Sali. e fig., vera gloria radices agit atque propa-
2) partici a) spingere a moto piìi veloce gatur, Cic: e cos'i gemmas, folla, florem, fron-
(partic. contro volontà, con violenza), cac- dam, Scriptt. r. r. e Plin.: ossa robur agunt,
ciare innanzi, spingere, animali e pers., eqno
a.) le ossa diventano di legno duro, Ov.: actae
temere acto, spinto il suo cavallo cdVimpaz- ad sidera pinus, cresciuti in altezza, giunti,
saia, Liv.: proverb., agas asellum, puoi ben Verg. y) generic. fare, far comparire, cuin
:

frustar l'asino fma esso tuttavia non impa- spumas ageret in ore, colla schiuma alla
rerà a correr veloce) =
tu sei e resti quello bocca, Cic: rimas, fendersi, spaccarsi, scre-
di prima, Cic. de or. 2, 258 qua impetas
: polarsi (di legna, alberi, del terreno, ecc.J,
egit equos, dove la smania, la furia sjìinse i Cic
cavalli, Ov.: quàquemque metus
agebat, dif- II) A) in gen.: a) tnettere in moto at-
trasl.:
fugerunt. Curt.: quindi al passivo, agi = tivo, far andar innanzi, condurre, guidare,
esser cacciato innanzi, sospinto, trascinato, con- poruire, animus cuncta agit atque habet,
dotto; correre, muoversi con impeto, volare, Sali.: e cos'i alqm transvorsum agere, portar
turba fugentiura actus, Liv.: quo multitudo via quale, quasi prendendolo a traverso,
omnis agebatur, Liv.: agi per auras, Verg. trasportare. Sali. per reges actura genus
:

P) di cose, membris agit atra venena, mandar omnes Latinos. che passò per tutti i re latini,
fuori, schizzare, stillare,Yerg.: e partic. ani- Hor.: e Tros Tyriusque mihi nullo discrimine
mam agere. mandar fuori lo spirito vitale =a ageÌMT, saranno trattati, Yerg.-.alla domanda
essere agli estremi, render l'ultimo spirito, dove? a che? in che? colVìn ovv. ad e
l'ultimo respiro. Cael. in Cic, Liv. ed a.: Tace, a) condurre, trasportare, portare in una
nel bisticcio, eodem tempore et gestum et data condiz., alqm in furorem, Quint. si :

animam agere, cavar fuori, Cic. b) cac- quis ad illa te agat, Hor. P) condurre, spin-
ciare innanzi, molestando, cacciando, per- gere, determinare, risolvere ad una
induri-e,
seguitaìido o porre in movimento, a) animali risoluzione, ad un'impresa, poetiiata dulcia
e pers. =
far andare innanzi a sé, cacciare, dar sunto et quocumque volent, auimnm auditoris
la caccia, perseguitare, cervos (di CanÌJ,Yerg.: agunto, Hor.: alqm confestim ad certameu,
apro.s, Verg.: per juga longa canes, Ov.: glebis Liv.: Latinos falsis criminibus in arma, Liv.:
aut saxis aut fustibus alqm de fundo praeci- alqm in fi*tiadem, Verg.: poet. coll'ìnhTì., de-
pitera, Cic: praecipites Pompejanos, Caes.: sertas quaerere terras auguriis agimur divùrn,
alqm in exsilium, Liv.: Orco (all'Orco), Hor.: Verg. b) porre in movimento disordinato,
fugientes hostes ad naves, Justin. P) cose, dar la caccia, perseyuitare, tormentare, angu-
acta borea pinus, spinto, cacciato cpia e là, stiare, tribolare, agnnt eumpiaecipitem poenae
sbattuto, Ov. e) (come àysiv), portar via, con- civium Eomanorum, Cic: acerba fata Eomanos
dur via, trasportare da qualche luogo, partic. agunt, Hor.: agentiaverba. paro/e che condu-
come bottino, inde actae boves. Liv.: quindi cono alla disperazione, Hor. e) porre in mo-
portar via rubando, rubare, redigunt actas in vimento furioso, eccitare, agitare, ubi (multi
sua rura bove«, Ov.: e cos'i praedam o praedas tudo) aut studio agitur aut ira, Curt. d) far
(pecoris et mancipiorum) agere, portar via, ondeggiare dallo stato d'equilibrio, smuovere,
come preda, bestiame e schiavi, e generic, perpetua naturalis bonitas, quae nullis ca>ibu3
predare, far bottino, Sali, e Liv.: quindipar- neque agitur ncque minuitnr.Xep. Q)porrc in
.tic, ferre et agere [come cf éps-.v -/.ai ays-.v) = movimento nel senso di € porre in azione*,
. :

ago ago 108


107

eccitare, injìainmare, ntautenei-f. in azione, in va male, bene, per quale, Cic: e sempl. prae-

discus a^it, Hor. sat. 2, clare agitur etc, Cic.


si
eneicisio, seu te
13. f) rifl., agere fassol.J ovv. agere se, Quindi a) aliquid agere, fare q.c, operare,
2,
a) agere fossol.) — andar vagando in qual- essere attivo, in contrapp. aU'ozio, alla quiete,

che luogo, condursi, tratt^?nersi, trovarsi, stare, alla tranquilla riflessione, aliquid agentes
essere, apud priuios, Sali.: luultuin et fami- imagines [contr. mutae, vagae), Cornif. rhet.:
liariter cuiu alqo, trattare, Sali.: circa muros e senza aliquid, p. es. qnoifche essi) egerunt
et in stationil)us solute ac neglegenter, Liv.:
(hanno fattoj quod reliquerunt, Cic: aliud
. .

quindi abitare, dimorare in qualche ÌUOgO, agenditempus, aliud quiescendi, Cic: auden-
Africa, quae procul a mari incultius agebat, dum atque agendum, non consultaudum in
Sali. P) con se ed assoL, condursi in questo
tanto malo esse, Liv.: e il contrapp. nihil
quel modo, coutportarsi , mostrarsi, tanta agere, »»o»j far nulla, essere inoperoso, nuniquaui
mobilitate Nuniidae sese aguut, Sali.: negle- se plus agere, quam cum nihil ageret, Cic. b)
eseguire, effettuare, fare,in dato modo e grado,
genter se et avare agentes, Eutr.: e {senza se)
feroces prò victoribus agere, comportarsi fie- non nihil egisti hoc loco, Cic: niliil agis. Ter.:

ramente da vincitori. Sali. nihil agis, dolor, Cic: quindi potere, decider:-.,
stato, una con- influire, in dato ìHodo e grado, inultum agit
B) condut^c un'attività, uno
dizione, 1) di tempo, quasi « far venire ed sexus, aetas, condicio, Quint. e) eseguire con

andar via », quintae tempora lucis, Ov.: ver zelo q.c, a) attendere a q.C, hoc age, hoc
inagnus agebat orbis, era primavera, Verg.: agite, bada, badate, attento(i), Comici ed a.:

quindi a) con annus ed %in numero ordinale hocine agis an non ? vi attendi o no ? Ter.:
= essere in un anno ( = averlo raggiunto, ma id ago sedulo, ci penso seriamente, vi at-
tenda) seriamente, Ter.: nisi id agat et adsit,
non ancora oltrepassato), avene questa o quel-
l'età, quartini) aununi ago et octogesiniura, se di ciò non si cura, Cic; e il coìitrapp.
Cic: sextum et octogesiinum annuni agens, alias resagere, Ter. e Cic, ovv. aliud agere,
di S6 anni, Liv.: e (di una data sezione del Cic, occuparsi di cose estranee, aver la
tempo), nel passivo agi, volgersi, correre, e mente occtipata di pensieri estranei, cioè
nel perf. ^ esser trascoì-so, passato, essere essere disattento, negligente, distratto. P) oc-
cti parsi di q^c, pensare a g.c, mirare a qual-
alla fine, mcnsis agitur hic jam septimus.Ter.:
ut tunc principium anni agebatiir, s'era al che scapo, a qualche fine; meditare, incari-
principio dell'anno, Liv. P) passare, vivere, carsi di alcunché, occuparsi in ispecial guisa
condurre UH tempo (la vita, gli anni, una di q.c., far di tutto, nescio quid mens raea
jìarte di tempo), aetatem procul a re publica, maj US agit, Ov. quid agaut, quid cogitent, Cic.
:

Sali.: aetatem inlitteris, Cic.:vitam ruri,Liv.: id si egisseut, Cic. : in omni vita nihil aliud
tolerabilem seuectutem, Cic: pleraque tem- egi, mi proposi sempre come unico scopo, Cic:
pora in venando, Sali.; hiemem sub tectis de intranda Britanuia, Tac: e partic, id agere
suis, Liv.: ibi liiberna, Liv.: noctem metu, {raro hoc agere ovv. sempl. agere), ut ovv.
Curt.: totani eam noctem cum magno animi ne, ecc., agire o pensare con uno scopo,
metu perpetuis vigiliis, Liv.: quindi assai. = prendersi partic pensiero allo scopo di, o di
vivere, esistere, essere al mondo, homines, qui non ; occuparsi, pensare a q.c, mirare a q.c,
tura agebant, Tac: siue certis legibus agere, aver intenzione di, ecc., far di tutto per, ecc.,
Liv.: incerta pace agere, Liv. non enim id agit ut insidietur et ob^ervet, sed
2) condurre un'azione o condizione, agire, jam favet, Cic: cortiorem eum fecit id agi ut
riguardo a q.C, curarsi di compiere, con- pons dissolveretur, Nep.: qui agit, ut prior sit,
durre a ternune, fare, curare, CUm SCribas et Quint.: itaque neque tu multum interfuisti
aliquid agas eorum, quorum consuesti,Luccej. rebus gerendis, et ego id semper egi, ne inte-
in Cic: quod agendura aut faciendum sìt, ressem, Cic: tu, dura tua navis in alto est,
id non recusem, Cic: agerent facerentque, ut hoc age fguarda) ut mutata retrorsum te
e re publica ducerent, Liv.: multa agendo nihil ferat aura, Hor.
agere, Phaedr.: jucundi acti labores, Cic: nel 3) agire, esporre fcol gestO, eccj (V. actio
linguaggio famigliare, quid agis? che fai? n" II), a) di oratore, esporre, recitare, de-
come va'ì Cic. ed a.: quid agitur? die si fa ? clamare, haec ille egit, Cic: quae sic ab ilio
come va ? Comici : parim. nelle domande de- acta esse constabat, oculis, voce, gestu, ut etc,
privanti da dubbio, imbarazzo, paura e sim., Cic: assai., agere cum dignitate ac veaustate,
quid faciam? quid agam? die (devo) fare? che Cic b) di attore drammatica, a) declamare,
farò? Comici: quid ages? Ter.: e nell'inter- una monodia, un verso, ecc., accom-
espoì-rc
rog. indir., ncque satis centurionibus consta- pagnando la recitaz. colla dovuta mimica,
bat, quid agerent, Caes.: e la formala age, age, canticum aliquanto magis vigente motu, Liv.:
ut lubet. Ter.: assai., se non interfuisse, sed hunc versuui eo gestu, Cic: e così fabulam
egisse (dice di esserci entrato fcome testi- (comoediam, tragoediam), recitare una parte.
monio]) dicit, Cic: industria in agendo, ce- Comici e Cic. primas partes, la parte ili
:

leritas in conficiendo, Cic: vigilando, agendo, protagonista, la prima


parte, Ter. : e cos'i
bene consulcndo prospere omnia cedunt. Sali.: P) agere alqm (scr-
(fìg.) priores partes, Cic.
partic. coti avv., procedere, oi>erare, agire in vum, lenonem, Ballionem e sim.), rappresen-
qualche maniera, male, Cic: modice. Cic: tare, il personaggio, la parte di, ecc. (sulla
leuius, Sali.: facile justeque, Tac: quindi male, scena). Ter. e Cic: e partic trasl., sostenere
bene, praeclare agere cum alqo, agire, trattare una parte nella vita, comportarsi da, conte-
male, bene, motto bene con qualc, Plaut. e Cic: nersi (seriamente ad ipocritamente) e sim.,
e cos'i al passivo, male, bene agitur cum alqo, nobilem, Cael. in Cic: rainistrum imperatoris,
109 ago ago 110

Tac. e) esprimerli, rendere ringraziamenti in senatu de alqo oyy. de alqa re, Cic; agitur
e lodi a voce o per iscritto, alci gratias cum populo de alqo,
in curia de alqa re, Suet.:
ovv. (in tono solenne, di preghiera e sim.J davanti al popolo (con una proposta formale),
grates, Cic: diis laudes gratesque, Liv.; cfr. Cic: ut ante, quaui rogatio lata esset, nulla
gratia. res ageretur, Cic: de provinciis, de pace, de
4) condurre, appreature UU apparecchio, UH condicionibus, Cic: niliil oninino actura esse
apparato, uno stutu, una. condiz., a) featey- de nobis, Cic: ed agi per .senatum, per po^
giare, solennizsare, celebrare una festa, riti fe- puluni, venir concluso, trattato dal S., dal
stivi in geniere, festos dies aiiniversarios, Cic: popolo, Cic: così pure multitudinis arbitrio
Idus, Hor.: dieni festum Dianae per triduum, res maximas agi, Cic. P) agere causam alcjs,
Liv.; clioros, dirigere, Trop.: tiiuinpliuiu de sostenerne parti, essere del suo partito, Cic.
le
alqo.Cic. h] di condizioni d'ogni specie, a.) di e) come 1. 1. giurid., discutere q.c. davanti ai
quiete, utantenere , usuercare q.C, pemintere, tribunali, cos'i in nome proprio che d'altri,
perdurare in q.c, fr.: otia, Ov.:
paceiii, Sali, come difensore od accusatore: a) come di-
alta sileutia, Ov. di azione, aa) generic.
P) fensore, agore causam ovv. rem, condurre,
:;= tnantettere proLwetlere , imprendere t con-
,
trattare, discutere zm processo, difendere una
durre, eseguire (partic. come circonlocuzione causa, causas amicorum tractare atque agere,
per esprimere fazione espressa dal sostantivo CÌjC.: causam centra alqm apud consulem, Cic:
congiunto col verbo), vigilias ad aedes sa- cum pro.xiiiie res agentur, quando sarà il
cras, Cic, ovv. in portu, Liv.: stationem, V. giorìio d'udienza, Plin. ep.: assol., agere =
statio joca atque seria curn huraillimis, Sali.:
: condurre un processo, discutere un pr., partic.
sua vota, manifestare i propri desideri, Ov.: come oratore, proctiratore, avvocato, difensoi'e,
cfr. arbitri uni e cura. '^^} di azione direttiva, hospes in agendo, estraneo alle cose giudi-
nella vita pubblica, tenere ^= disporre, pre- ziarie, profano, Cic princeps in agendo,
:

parare, ordinare, condurre^ eseguire, dirigere, oratore, Cic: ad ovv. apud alqm (judicem),
senatum, Cic: censum, Liv.: forum ovv. con- Cic: prò se, Plin. ep.: nihil cum Verro de co-
ventum (giorno d'udienza, d'abboccamento), tidianis criminibus, muovere, far lite a V.,
Cic. e Caes.: regnum, Liv.: honorem, coprire, Cic. P) di accusatore o di parte che vuol far
Liv.: e di rendite, entrate, amministrare, est- valere i suoi diritti, intentare una lite, ttna
gei-e, Judaicum fiscum a«erbissime, Suet.: j)ar- cmisa, un processo, con e senza (ex) jure, lege
tic. agore belluni, condurre una guerra (se- (fondandosi sid diritto, su di una legge),
condo il piano (ma Sauini-
stabilito). Sali, far valere i propri diritti, prendere le vie legali,
tiura bella, qaae continua per quartum jam muovere un'accusa, accusare, processare, liti-
volumen... agimus, delle quali ci occupiamo gare (davanti ai tribunali), quid at^as mecum
[come scrittori], Liv.): anche levibus proeliis ex jure civili et praetorio, non habes, Cic:
cum Gallis actis, combattute, Lir. e) nel agere ex syngrapha, Cic: ag. sumrao jure, col
linguaggio dei sacrifizi --= fare, cioè colpire pili rigoroso diritto, Cic: ag. lege in heredi-
la vittima col martello e poscia ucciderla tatem, Cic: de eadem re pluribus legibus ag.,
del tutto; nel qual caso quando il mini- accusare ripetutamente, Suet. e senza lege
stro dei sacrifizi (jìo^a,) domandava: agone? e sim., grave (crimen est) me agente, te acca-
faccio? (colpisco?) Ov.; e il Sacerdote rispon- sante nuUum, Cic: cum alqo agere de alqa
deva : age ovv. hoc age, fa, colpisci, Suet. re, Cic: trasI.,agerenttecumlegePythagorei,
e San. ti accuserebbero, ti citerebbero in giudizio,

5) condurre ima trattazione su q.c, a) Cic; partici aa) agere col genit. della colpa
generic, trattare di q.c. con quale, parlare, = accusare, muover lite, accusa ad ale, per ecc,
intrattenersi, conferire, abboccarsi, patteggiare ; con e senza cum alqo (contro alcuno), furti,
insistere presso qualc. con preghiere, esorta- Cic: injuriarum, Cic ciZ a.: injuriarum cum
zioni; pregare, sollecitare, spingere, esoi'tare, alqo, Quint. pP; alqm roum agore, far com-
avanzar proposizioni., pretese, offerte, e sim., ut parire qualc. come accusato davanti ai tribu-
agerem cum Leccejo de vestra vetere gratia nali, citare, presentare accusa COlltrO di alcUllO
reconcilianda, Cic: quod mecura per litteras davanti ai tribunali, denunciare, Liv. ed a.:
agis (tratti per iscritto), mallem coram egis- trasl. = accusare, calunniare, infamare, in
ses fne avessi trattato a voce), Cic: utrura genere, Ov. e Curt.: e spesso culpae, criminis
per procuratorem ageres, an per te ipsum, reus ovv. rea agor, Prop. ed Ov. yj agitur de
Cic: egit cum Ciraone, ut, ecc., fece a Cimane re ovv. res, dell'oggetto dell'accusa, si tratta
la proposta Nep.: egit mecum ac-
di, ecc., di, l'accusa versa su, si discute intorno a, OVV.
curate multis verbis, ut, etc, Cic: agere varie, per ecc.,qua de re agitur ovv. quae res agi-
rogando alterni.s suadendoque coepit, ut, etc, tur, il punto della quistione, Cic: non ca-
insistere in tutte le maniere, ora pregando, pitis ei res agitur, sed pecuniae. Ter.: agun-
ora persuadendo, ecc., Liv.: is ita cum Cae- tur injuriae sociorum, Cic: agitur, liberine
sare egit [espresse): si pacem faceret, ecc., vivamus, an mortem obeamus, Cic: trasl. e
Caes.: quae (patria) sic agit (si fa inten- pregn., si tratta di q.c. = è in pericolo, è in
dere), Cic: assol. =
farsi negoziatore, agente; rischio, va a rischio, corre rischio q.C, nOD
trattare,agente Servilià Cic. ilio aactore , : agitur de vectigalibus, neque de sociorum in-
atque agente, Caes.: agendi viam non video, juriis, Sali.: in quo (bello) agitur populi Ro-
Cic mani gloria, agitur salus sociorum atque ami-
b) come t. t. di atti pubbl.: a) presentare corum, Cic: cura fama ejus ageretur, Liv.: net
q.c.davanti al popolo od al Senato, trattare, perf., acta res est ovv. comun. actum tst,
condurre a conclusione, concludere, discuterCf propr. la trattazione-è fatta, è conchiusa =
Ili agon 112

è finita, è fatta, acta res est, perii, Ter.: si proro- imperiale, destinato alla revisione in cose
gatur, actuiii est, Ciò.: e così pure actum est civili e militari, Aur. Vict. Caes. 39, 44.
de, ecc., i limta, è spacciata, per ale. o per q.c„ Partic. perf. pass. sost. acta, òrura, n.^
è fatta, per qunlc. o q.c., è perduUt, per quale. I) azioni, gesta, fatti, atti, opere, COnie testi-
o q.c., ile ine. Ter.: de Servio, de imperio, Liv.: monianze parlanti delV attività di quale,
quod scribis èYyripa.[ia., aetum de isto est, {contr. facta, ciò che avviene per mezzo di,
Cic: e così coineprov., rem actam ovv. sempì. per opera di quale, in genere; res, ovv. res
aotuiii agere,fare cosa già fatta =
affaticarsi gestae, gesta, imprese, partic. di guerra), belli
tucano, coH parole fatti, intorno a ciò che domique acta, Ov., acta Herculis, Quint.: nunc
non si può più cambiare, rem aotam lio- quàcunique nos commovimus, ad Caesarisnon
dierno die agi (si tratterà di cosa già fatta) mode acta, veruni etiara cogitata revocamur,
et frustra habiturum orationem, qui, ecc., Cic II) atti pubblici, in Senato, nei Co-
Liv.: Ph., actum, aiunt, ne agas (lascia stare mizi, ecc., quindi leggi, editti dei magistrati
quello che non puoi cambiare). D. non agam ? e più tardi degV Imperatori. Questi acta ve-
(io lasciar stare ?) Ter.: e cosi sed acta ne nivano presentati al Senato per essere esa-
agamus, ma non parliamo di ciò, che non minati, sanzionati o respinti; quindi acta
può mutarsi, Cic. alcjs servare, Cic: confirmare. Veli, e Suet.,
Imperat. ajst', tiìi^Tte, quasi interiezione tueri, Suet.: e ?7 conimrzo, acta alcjs dissol-
per invitare, animare {quindi anche age, vere, rescindere, Cic. e Suet.: in acta principis
parlando a più), orsii, succia, animo fspesso jurare, giurare di volersi attenere in tutto ai
rinforz. da da dum
altre particelle), partic. decreti (attij delVimperatore, Tac ann. 1,
e sis, quinii le forme agedum, agitedum, age- 72: partic. gli aiti registrati ; catalogo, re-
sis, J) in esortazioni stringenti, via, presto, gistro, protocollo di questi acta del Senato e
succia, generic: age fiat, Ter.: agitedum,
a) del papolo : a) del Senato, atti ufficiali, acta
ite Liv.: age nuuc refer animum, sis,
mecum, senatus, Suet.: acta patrum, Tac. b) del pO'
ad veritatem, Cic: en ovv. hcia age rumpe polo, chiamati Sicta, diurna ovv. sempl. diurna
raoras, Verg.: age colla V pers. plur. del populi Eom. ovv. sempl. diurna (Tac. e
verbo, age age nunc jam experiamur, Ter.: Suet.), acta publica (Taci, diurna Urbi»
e colta 2' pars. plur.,mittite agedum legatos, acta (Tac), acta urbana (Cic. e Plin. ep.),
Liv. b) in passaggi, nel discorso, per far no- rerum urbanarum acta (Cic) e sempl. acta
tare con attenzione speciale ciò che segue (Cic), ci-onaca giornaliera, specie dì giornale,
(spesso con nunc, vero, porro), age nunc piibblicato a cura dello Stato, che dava
iter... comparate, Cic: age vero considerate, notìzie tutti i giorni sopra cose politiclie
Cic: age porro, tu cur... imperasti? e ^oz, e private e veniva posto in mostra in
Cic. e) apostrofando vivacemente, quasi come luoghi pubblici, perchè fosse letto dal popolo,
die, orsù, dimmi, ehi, olà, age SCis quid lo- talia dìurnis Urbis actis mandare, scrivere
quar ? Ter. IIJ per troncare un discorso e nel giornale, Tac: beneficia in acta noa
passare ad altro: a) come segno di disap- raitlo, non strombazzo ai quattro venti,
provazione del già detto, come il nostro: Sen.: sic in fastos actaque publica relatura est,
va.' lascia stare, ah! age novi tuurn animum ; Suet.: habebam acta urbana usque ad Nonas
va, che ti conoS'-.o, ah! ti conosco troppo Martias (quando era in Cilicia), Cic.
bene! Ter.: sicine agis, Parmeno? age, come a^òn, ònis, acc. sing. òna, acc.plur. ònas,
puoi parlare così? via! Ter.: age, inepte, m. (àytóv), agone, combattimento, nei giuocht
ah ! baie! Ter.: age hoc malum milii commune solenni, portato dalla Grecia, in Roma, par-
est cum omnibus, pur troppo, Cic. b) come
tic, da Nerone in poi; lai. puro certamen,
segno di assenso, però col desiderio di pas- comun. gymnicus (yuiivixós), per esercizi gin-
sar ad altro, sia, va bene, bene, sta bene, sia
nastici e di destrezza corporale, equester
pur così, age sit ita factum, quae causa cur
(IjiTtixó;), nella corsa dei cavalli, ecc., mu-
Komam properaret? Cic: Da. quiescas. Si. sicus (|iouat,xcc), nelle arti predilette alle 3Iuse
age igitvir, ubi nunc est ipsus, Ter.: e d'impa-
(cioè suonare il flauto e la cetra, cantare e
zienza, age age jam ducat. Ter.: quindi age
poetare), Plin. ep.: trasl., nunc demum agon
sane, bene, benissimo, molto bene, sta bene, ne
sono (Siam) lieto (i), age sane, inquam, Cic: age
est (vùv Y^P ioTiv àycuv) =
ora finalmente
deve sorgere una lotta, ora è tempo di pro-
sane, omnes, Liv. e) come segno di assenso
varsi, Suet.
apparente o forzato, quando non si può ri-
ì'um ed òrum, festa (romana}
Jk;s;r>iisìlìa,
spondere ne SI, ne no e si pasm, sopra alla
istituitada Ntima Pompilio e che si cele-
rispjosta assoluta con uno sta bene, va bene,
brava al 9 Gennaio, al 20 Maggio e al 10
age, veniam, Ter.: age, age, exponamus adu-
le-jcenti, Cic. d) quasi come fac, nel supporre
Dicembre in onore di Giano (come Janus
Agonius, protettore dei lavori e degli affari).
un dato caso, posto che, age vero laudo ali-
quem num offendo? Caecin. in Cic: XKirtic.
;
— Deriv.: Agonali*», q, che appartiene,
con si, age si paruerit etc, Cic. che si riferisce alle dette feste.
Part. pres. apcn*, entis,
I) agg., parlante, A$;onìa, òrum, n., &) vittime pel sacrifizio,
espressivo, vivace, solo nel contesto del dis- Ov. fast. 1, 3.31. b) =
Agonalia (V.), Ov.
corso, come imagines agentes, acres, insigni- fast. 5, 721.
tae, Cic: acer orator, incensus et agens, che Asrasaiilìnus, a, ura = Acragantinus,
ha un esposizione viva, Cic II) sost.: 1) = V. Agrigentum.
actor, attore, Quint. ed a. 2) agens ovv. agens a;;rarius, a, um (ager) che ai riferisce ai
rerum [COmun. al plur.) agente O commissario campi, alle campagne; campagnuolo, agrario.
113 agrestis Agyrìum 114

I) in gen.: parcntes, che vivoìio in campagna, ! tinim, a, um, agrigentino, pliir. sost., Agri-
Aur. Vict. JI) partic. come t. t., agrario, gentini, òrum, m., gli abitanti di Agrigento,
che riguarda il terreno pubblico, partlC, lu agrigentini, Cic: 6 (da Acragas) Acrìigan-
sua occupazione (possesso) e ripartizione, lex, iTnus, a, um ('AxpaYavxìvog), di Acraga,
proposta di legete che riguarda la riparti- Acriiyantinot
zime dei campi, Cic. ed a.: largitio, larga agripnia, ae, m. (ager e peto), che aspira
distribuzione di terre, Cic: facultas, il po- a posseder campi, che va in cerca di possessi
tere, la facoltà di fare una ripartizione agricoli, cacciatore di terre (quindi fautore
agraria, Cic: triumvir, che presiede alla ri- della legge agraria),Cic ad Att. 1.5, 29, 3 e IG,
partizi ne, ecc., Liv. seditiones, tumulti
: 1, 2: in senso buono (pel greco xXv)poùyo?;)
collo scopo di provocare una distribu- = colono, Cic. de nat. deor. 1, 72.
zione, ecc.. Liv.: huic toti agrariae rationi .4gi*i|t|>a, ae, m., Agrippa, nome di una
adversari (esser contrario al progetto, ecc.), famiglia romana, i cui membri più celebri
Cic: agrariam rem tentare, tentare di pro- furono : I) Agrippa Menenius, celebre per la
muovere una distribuzione, ripartiz., ecc., sua favola del ventre e delle membra. II)
Cic: sost., a) agraria, ae, f. =
lex agraria M. Vipsanius Agrippa, nato nel 63 a. C. (6'Jt
(V. sopra), Cic. ad Att. 1, 18, 6. b) agrarii, di B.J. morto nel 12 av. 0. (742 di K.), Va-
òrum, m. =
alcuni, che mediante le leggi mico intimo di Augusto fin dalla gioventù,
agrarie speravano di venir in possesso di marito di Pomponia, figlia di Attico, poscia
terre ; fautori delle leggi e ripartizioni agra- di Marcella, figlia d'una sorella di Augusto,
rie. Cic e Liv. indi di Giulia, figlia di Augusto; fu grande
n^rc^ilis, agg. col compar. e (negli
e, generale e uomo di Stato. Ili) Agrippa Po-
scritt. Seriori) col superi, (ager), che si trova sturaus, figliopostumo del precedente, man-
nei campi, nella campar/na, I) agreste, ville- dato in per raggiri di Livia, da suo
esilio,
reccio, .selvatico, \)propr.: palmae, Cic: poma, nonno Augusto (che prima lo acca adottato),
Verg. 2) trasl.: a) liero, rude, rozzo, ferino, nell'isola di Planasia; assassinato appena
in-utale, all'aspetto, vultus, Ov.: figura, Prop.
Tiberio saVt al trono.
b) selvatico, moralmente, rozzo, crudele, senza
.4grìp|>cna, ae, f.. Agrippina, nome di
cuore, domiuus, Cic: animus agrestis ac du-
donna appart. alla famiglia Agrippa; con
rus, Cic: quae barbaria India vastior aut agre-
questo nome sono note: I) le figlie di M. Yi-
stior, Cic. II) che si riferisce alla campagna
psanio Agrippa; a)da Pomponia(V. Àgrippa,
= die vive in campagna, che riguarda l'agricol-
n° II): moglie di Tiberio, b) da Giulia:
tura, paesano, villano, agreste, campestre (cOìltr.
la casta e fedele consorte di Germanico, ma-
urbauus), 1) 2>''Oi>»'.-'bospitium, Cic: vestitus,
dre di Caligola, esiliata dopo la morte del
Nep.: vita, Liv.: Numidae, che si occupano
marito, nell'isola Pandataria (30 d. C),
deir agricoltura. Sali.: quindi homo agrestis
dove morì di fame (33 d. C). IIJ nipote di
ovv. sostant. sempl. agrestis, is, m., paesano,
M. Vipsanio Agrippiu, figlia di Germanico
villano, uomo di campagna, ecc., Cic, Hor.
e di Agrippina (n" I, bj, moglie di Gneo
ed a. 2j trasl., rustico, in contrapp. a gentile, Domizio Enobarbo (da cui ebbe L. Domizio,
fine, educato = rozzo, non educato, zotico, in-
che fu poi l'Imperatore Nerone); poi di
colto,ruvido (dunque sempre in cattivo senso,
Crispo Passieno, infine di sxio zio l'Impera-
mentre rusticus comtiìi. =
semplice, goffo),
tore Claudio; è distinta dalla sua nobile ma-
genus hominum, Cic: rustica vox et agrestis,
dre comun. coli' appellativo di «iunior e».
Cic: vita baec rustica, quara tu agrestem vo-
Fu da lei promosso l'invio di una colonia
cas, Cic: quindi agrestiores Musae, le Muse
alla borgata degli Ubii (oppidum Ubiorum ),
più rozze, cioè le discipline pratiche, come la
sua patria, nel 50 d. C: quindi C'olonla
giurisprudenza, ecc. (in contrapp. alla filo-
— AgrippTiiensìs ovv. Colonia Claudia
sofia), Cic. Genit. plur. agrestum [per
y4us;u><it» 4s:rippTnen«»iiiin ovv. senz'al-
agrestium), Verg. ed a.
tro 4£;rippTnJ*? capitale della bassa Ger-
1. a^rlcctla, ae, m. (ager e colo), agri-
coltore, paesano, villano, Cic ed a.: deus agri-
mania, oggi Colonia sul Reno ; gli abitanti
di essa erano detti 4grippTnenses, lum,
cola, ^ro(eiiore dei campi (Silvano), Tibull.:
m., Agrippinesit
e così pure caelites agricolae, gli dèi protet-
tori, ecc., Tibull. —
Genit. plur. agricolùm,
.4gyTéìis, ei ovv. eos, m.
soprannome di Apollo, come protettore delle
('Ay'Jisus), -4{^ieo,

Lucr. 4, 584.
2. A^-rTcula, ae, m., Gnaeus .Julius, Agrì-
vie (à-fuiai) e delle piazze pubbliche ; come
cola, nato nel 40 dopo C, a Forum Julii dio tutelare delle persone al loro uscire di
(oggi Fréjus, in Provenza), figlio di Grecino casa e al rientrarvi, in onore del quale da-
Giulio, suocero dello storico Tacito; morto vanti alla porta di casa i Greci ponevano
nel 93 dopo C.
colonne a foggia d'obelisco, su cui ardevano
a;s;rioiillio, -ciillor, -eultura, V. cul- incensi.

tio. cultor, cultura. .4gylla, ae, f. ('AyuXXa), Agiila, nome an-^

.4^ri;:;entum, i, n. (pei Greci 'Axpàyas, tico greco della città etnisca di Cere; oggi
quindi anche la forma Acragas), Agrigento, Cervetri. — Deriv.: .4gyUTnus, a, uni,

una delle colonie greche più fiorenti sulla £Zi.4.,Ag)ilina urbs, poet. =
Agylla: e sost.,
costa meridionale della Sicilia, situata su un Agyllini, òrum, m., gli abitanti di A.
alto e largo jwggio (quindi arduus Acragas) JikgVrTiini, li. n. ('Afòp'.ow), Agirlo, città
Sili fiume Acragas (oggi Fiume di San Bia- della Sicilia sul fiume Ciamosuro (oggi Tra-
gio); oggi (Urgenti. —
Deriv.: .4grìgeii- chino), di una certa importanza ai tempi
115 ah alacer 116

le penne I) propr.: galli plausu


di Cicerone; patria dello storico Dio^oro;
delle ali),

oggi S. Filippo d'Argiro. —


Deriv.: .4g>- premunt alas, movere alas, Ov.: alas
Cic. :

rineniii», e, di A.: phir. sost., Agyrinenses, expandere, Plin.: alas quatere, Verg.: delle
inm, m., gli abitanti di A. api, alas eripere regibus apum. Verg.: a per-
sone, alas accommodare huitieris, Ov.: di Mer-
ali, Inter., ah! oh.' ahi! di meraviglia, di
curio, hic paribus nitens Cyllenius alis con-
sdegno, di dolore, di gioia, ecc., nei Comici,
stitit, Verg.: poet.di barche, navi e sim. (con-
Verg. ed a.: ripetuto, ah, ah, Hor.
cepite come uccelli), classis centenis remiget
.4hain, ae, m., Aaia, cognome della gens
alis,Prop. (cfr. alarum remi ovv. remigium,
Servilia. Noto è partic. C. Servilius Ahala,
delle ali, Verg. ed a); ovv. la vela, velorum
colui che in qualità di magister equitura, uc-
pandimus alas, Verg.: e poet. come immagine
ci!^e il sedizioso Melio.
Aliarna, ae, f., Aarna, città delVEtru- del moto rapido ovv. placido, impercettibile,
ria; ocjgi Bargiano. di venti, madidis notus evolat alis, Ov.; del
fulmine, emicat et venti? et fulminis ocior
ahen..., V. aèn.
alis, Verg.: del tempo, Sen.: della morte, Hor.:
ai (ai), esclamazione di dolore, ahi ! Ov.
del sonno, Tibull. II) trasl.: A) la parte del
inet. 10, 215.
corpo umano analoga alVala degli uccelli;
Aiax, m. (= Ala;, ma formato da
acis,
ascella, umbonibus incus.«aque ala sternere ho-
Alav.-osi. Aiace, nome di due celebri eroi stes, Liv.: sub ala fasciculum portare librorum
greci all'assedio di Troia. I) figlio di Oileo,
fsottu il braccio), ^ox.: partic. la cavità ascel-
re della Locride {quindi Oileus ovv. Oilei ed lare coperta, di peli, che manda uno spiace-
Oileos [se. fìlius], ovv. Locrus ovv. Narjcius
vole lezzo caprino di sudore, gravis hirsutis
[dalla sua patria Naryx nella Locride]).
cubet hircus ia alis, Hor.: alas veliere, strap-
Il) Telamone, re di Salamina [chia-
figlio di
pare i peli delle ascdle, Sen. B) come 1. 1.
mato quindi Telamonius), il 2)rimo eroe del-
milit.. ala dell'esercito; dapprima erano le
Vesercito greco, dopo Achille. La sua sorte
schiere della cavalleria romana, di solito di
fu spesso soggetto di tragedie; Aiax è il 300 uomini per ogni legione, destinate a
titolo d'una tragedia di Ennio e di un altra,
proteggere ai due lati la linea dei fanti ; in
rimasta incompiuta, dell' Imper. Augusto;
seguito si chiamo così una sezione degli al-
fu anche soggetto di pittura ; infatti Aiax è partic. di cavalieri, che propriamente
leati,
U7i quadro di Timomaco a Cizico.
dovevano coprire i fianchi della legione ro-
aien«>, entis, part. agg. (da aio), che dice
mana, m.aperb anche spesso venivano posti
di rì (contr. negans), che afferma, negantia
in prima linea, comun. di 500 uomini; e
contraria aientibus, Cic. top. 49.
quando gli allenti ebbero acquistato il diritto
aio, verb. IJ dir di sì, affermare,
difctt.,
di cittadinanza, truppe ausiliarie in
asserire (contr. negare), Ter. e Cic. II) asse-
genere (cavalleria e fanteria), che servivano
rendo, dire, affermare, sostenere {cOìltr. UQ- neìVesercito romano [comun. alarli equites,
gare), partic. nel citare, riferire le asserzioni alariae cohortes o sempl. alarli, V. alariusi,
di un altro nel discorso indiretto (come in- Campanorum ala, Liv.: alqni alae alteri prae-
quit nel discorso diretto), però anche nel di- tìcere, Cic: talora anche per schiera di
scorso diretto (partic. nella loeuz. ut alt, ut cavalleria di 500 o 1000 uomini presso gli
aiunt, come dice, come dicono), comun. ìiel altri popoli, come della « Guardia del corpo *
corpo del discorso, talora anche preposto (co- dei re Macedoni in Nep. e Liv.: e per schiera
mun. con una particella come sic). Ter. e Cic: di cavalieri in gen., ed in partic. di
nel citare una frase proverbiale, docebo sus, « cacciatori a cavallo », Verg.
ut aiunt, oratorem, Cic: e di leggi, (ut) ait .4lnl>anda, ae, f. ed orum, n. (i} e xà
lex, (comej dice, vuole la legge. TJlp. dig.: e
'AÀà^avòaV Aiabanda, città della Cariapoco
nelle frasi proprie del linguaggio famigliare:
lungi dal Meandro, fiorente pel commercio
a) quid ais? a) di meraviglia., che dici? è
e l'amore alle arti, ma di cattiva fama pn
mai vero? come? può tnai essere ! nei Comici.
pi per farsi dire q.c. da quale, che dici tu?
suoi costumi voluttuosi. —
Deriv.: 1) A lii-
che ne pensi? nei Comici, b) ain per aisne,
kandenSÌS, e, di Aiabanda: plur. SOSt.,k\di-
bandenses, i'um, m., gli abitanti di Aiabanda.
credi tu? dici sul serio? è possibile?
Comici:
così ain tu? Comici e Cic: e di forte mera- 2) .4lai»an<leùs, cos, m. ('AXa[5av5£us), na-
tiro di Aiahanda ; nomin. plur. alla greca
viglia, ain vero? Comici; ovv. ain tandem?
Comici, Cic ed a. .4lal>nii4li«i (Alabandeis, 'AXaPavSsìg), gli

ìIlÌu«ì L.o<|ucn<« ovv. .4ìu<i Lioc.ltTim, abitanti di A.


m. (aio e loquor j =
voce die annunzia, cioè la .4laliarolie<», V. Arabarches.
voce che avvertì i Romani prima dell'arrivo alal»a<iilrr, stri, m. ed alal>a<i>triini,
dei Galli, e che, dapprima non ascoltata, fu stri, n. (àXà^aa-pOS ed -ov), vasetto, boccetta
poi onorata come divinità in un tempio a contenente ttnguenti, fatta a foggia di pera,
lei dedicato, essendosi avverate le sue pre- liscia, senza manico, di alabastro oppure di
dizioni. vera onice orientale, Cic. fr., Plùi. ed a.
ala, ae, f. (da ago, dunque ^= agla; di qui alsicer, cris, ere, agg. col comp. (anche
il dimin. axilla, come mala da mando, donde nel masch. alacris in Enn., Ter., Verg. e
il dimin. maxilla, palus da pango, dunque Tac), eccitato, commosso, I) in gen.,
= paglus e di qui il dimin. paxillas), ala eccitato, commosso da dolore, passione, quid
d'uccelli, ecc., come organo del moto (men- tu es tristis? quidne es alacris? Ter.: multos
tre pennae ow. pinnae =
ali, per indicare alacres exspectare (essere in grande, affan-
,

117 alaoritas AlLianus 113

nosa aspettazione), quid statuatur, Cic. IIJ (secondo la leggenda), madrepatria dei Ro-
quindi anche dedito,
gioioso, allegro, vicace, mani, situata su una lunga e stretta gio-
disposto ad agire {contr. tristis, humilis, per- gaia (perciò Longa) fra il monte Albano e
territns; e spesso coord. alacer et promptus), il Lago presso l'odierno convento di Palaz-
;

a) di pers. e del loro animo, Catilina alacer zola. Essa, quand'era fiorente, mandò pa-
atque laetus, Cic: alacres animo esse, Cic: recchie colonie nei dintorni, ma fu distrutta
omuinm animos alacres videro, Sali.: alacri et per sempre dai Romani, fino dai tempi di
prompto ore ac vultu huc atque illuc intueri, Tullio Ostilio. —Deriv.: 4lbauu<», a, um,
con aspetto e tratto franco e disinvolto, Cic: albano, di Alba, poet. =
romano; plur. SOSt.,
alacer Claudio frfi r/to/a), Curt.: alacriores ad Albani, òrum, m., gli abitanti di Alba, Albani,
inalcficia, Cornif. rhet.: ad bella suscipicnda — Partic. mons A., la vetta occidentale degli
Oallonim alacer et promptus est animus odierni monti Albani; oggi Monte Cavo,
Caes.: di e. inan. personific, voluptas, vivo il monte sacro dei Latini, con un tempio di

piacere, Verg. b) di animali, pieno di vita, Juppiter Latiaris posto sulla più alta vetta,
vivace, focoso, equus, Cic. ferae bestiae, Cov-
: a cui una via selciata conduccva le proces-
nif. rhet. e) di cose, imprese, clamor, Liv. sioni nelle feriae Latinae (festa delVallcanza
alacrità»», àtis, f. (alacer), alacrità, alle- dei Latini) e così pure igoterali romani per
grezza, prontezza, vivezza, spirito, pavttC. ri- Vovazioìie ; là si trovavano gli Albani tumuli
guardo alVagire, a) di pers., ingens, Liv.: atque luci e il nemus Albanum; là trovavansi
egregia animi, Cic: alacritas rei publicae le viti, che davano il famoso vinuni Albanum.

defendendae, Cic: alacritas studiumquc pu- — lacus A., lago ameno, ai piedi del mons
gnandi, gran volontà di combattere, Caes.: Alb., dalla parte di occidente ; oggi Lago
mira suni alacritate ad liliganduin, gran vo- Albano, deviato alT assedio di Veio, mediante
lontà di, ecc., Cic: al. perfecti opcris, giubilo un emissario, quindi Albana aqua, l'acqua
per, ecc., Liv. bì di animali, canuni tanta del lago Albano. —
Albanum, i, n. isc. prae-
alacritas in venando, Cic. dium), Albano, nome delle grandi ville di
jiliiorìter, avv. coZ compar. (alacer), ala- Pompeo e di altri ricchi Romani, in ispecie
cremente, vogliosani., vivant., prontatn,, Justin. degli Imperatori Nerone e Domiziano (il cui
1. 6, 10.
Albanum vien detto anche A. arx ed A. seces-
.4lanianiiì, òrum, m.. Alemanni, nome sus) da cui più tardi sorse un municipio (Mu-

collettivo di popoli germanici discendenti nicipium Albanum) ad ovest del lago omo-
dcigji Svevi. tra il Danubio, Vaìto Reno ed
nimo : nf rimangono oggi ruderi interes-
Meno; smg. soprannome santi presso l'odierna Albano sulla via
il 4iaiiiaiiiiii!»,
delViìnptrat. Graziano, che sconfissegli Ala-
Appia. — A. la pidicinae, pezzi di lapis Al-
bauus(f7t'<to o/'ti piperino, a Napoli piperno
manni.
pipiernoì, che scavato nelle vicinanze del-
.4 la ni, orum, m. ('AXavoi), Alani, popolo
Vantica Alba Longa, veniva usato spesso
nomade, oriqinariam. caucasico (da Ala,
per costruzioni, ecc., Vitr..- quindi A. co-
che in snrmat. signif. monte), chiamato dai
lumuae, colonne di piperino, Cic. fr. e Suet.
Greci e Romani « scitico » noto ai Romani ;
II) Alba Fuceutia o Fucentis o Marsorum,
per la sua valorosa cavalleria.
origin. città dei Marsi, poi colonia romana
ìilapa, ae, f., schiaffo, ceffone, alapam alci
nel !Sannio sul lago Fucino {oggi Celano),
ducere (infliggere, dare) gravem Phaedr.: ,

posta su un alto qioqo, comun. sempl. Alba,


dato dal padrone allo fichiavo, come segno di
come anch'ora Albe, fortezza importante e
affrancamento, multo majoris alapae mecum
veneunt. presso di me la libertà si vende
prigione di Stato dei Romani. —
Deriv.:
AlbcDisi*»^ e, Aibense, appartenente ad Alba
molto più cara, Phaedr.
alare»», V. alarius. Fuc, che si riferisce ad A.; plur. sost., Al-
benses, funi, m., gli abit. di Alba Fue.
alarilis, a, ura (ala), che appm-tiene alle
truppe delle ali, equitcs, Liv.: cohortes, Caes.: 1. .llliani, V. Alba w" /.

plur. SOSt.. aliirìi, òrum, m., t soldati com- 2. Albani, òrum, m.. Albanesi, gli abit.
ponenti le aH.Caes. e Cic: detti anche àliires, delV Albania, regione asiatica, probab. da
ium. m.. Tac identificarsi cogli Alani (V.J. — Deriv.:
aiattm, a, um (ala), prowedtito di ali, alato, .4lbanii<s, a, um, appartenente alV Albania,
plantae. di Mercurio. Verg.: equi, dei ca-
Albano.
valli del sole, alipedi, Ov. Albanu«i, V. Alba, n° I e 2. Albani.

alauda, ae. f., allodola e prccis. allo- albatiis, a, uni {da albus), vestito di
dola col ciuffo puro galerita bianco, con abito chiaro (cOntr. atratus, pul-
[lat. e
cassita); trasl., nome
di una legione gallica latus, in abito nero, da lutto), Cic ed a.

raccolta da Cesare a sue xpese (cos) detta dal Alben<<iì«:, ed -es, F. Alba, n" IL
pennacchio, che i stioi soldati portavano sul- albeo, ère falbus), essere bianco, Verg. ed
l'elmo), Suet.: quindi i soldati di quella le- Ov.: quindi albens, bianco, chiaro, Ov. e Tac:
gione Alaudac e legio Alaudarum, Cic albente caelo, sulV albeggiare, Caes.
Alba, ae, (da connettersi con albus,
f. albe.<>eo, ere (albeo), divenir bianco, detto
àXcpóg, sabin. alpus, nwnte coperto di neve), anche di capelli, Lucr., Hor. ed a.: partic.,
Alba, nome di alcune città poste su luoghi divenir chiaro, risplendere, per fu0CO,per luce,
elevati, fra le quali sono degne di partic. albescitmare, Cic: albescunt flaminarum longi
menzione : IJ col soprannome di Longa, la tractus. Verg.: albescit lux, albeggia, Verg.
più antica città latina, fondata da Ascanio Albiiinu!», a, um, V. Albius.
albico Alcathous 120
119

albico, avi, are (albns), esser bianco,


bian- bianca (detto in genere di q.c. di raro),

cheggiare, Hor., Plin. ed a.


Cic. ep. 7, 28, 2 : album calculum adicere alci
agg. col compar. e su- rei = approvare q.c. Plin. ep. 1, 2, 5. b)
albìdiis, a, ara,

peri. (albu5\ bianco, chiaro, Ov., Plin. ep.


ed a. bianco = canuto, capili!, Tibull.: Coma, Ov.:
asinus, Quint.:plunibum,sto5'no.Caes. e) pai-
llbìnisauni, -mini, V. Inganni. lido, smunto, macilento per malattia, spavento,
.4lb?nSvanus,i,m.,-j;6«no»aHo, i^Celsus
cure, ecc., aquosus allo colore languor, del-
Albinovanns. <7iOi!rtne vanaglorioso, segretario Vidropisia, Hor.: albus ora pallor inflcit, Hor.
intimo di Tiberio : Orazio gli dedica l'epi- d)chiaro,spiendido, delle stelle. so],2^hsiT,'E,nrì.:
stola S"- del lib. 1' e gli raccomanda di essere admisso Lucifer albus equo, Ov.: quindi me-
più originale, nello scrivere, in eTi}. 1, 3, 15 e ton. ^= chiaro, che rende chiaro, notus (Xsuxó-
sgg. II) C. Pedo Alb. poeta epico contem- •voxoz),lioT.:Ja.fetus,ìloT.:efìg.,ciiiaro=zpro-
poraìtco ed amico di Ovidio. pizio, stella, Hor.: genius albus et ater, Hor.
Albìnus, m., Albino, cognome romano,
II) SOst., album, i, n., 1) bianchezza, color
i,

partir, della gens Postuinia ; è noto partic. bianco, il bianco, alba et atra discernere non
AulusPostumins Albinus. comole nel 603 di posse, Cic: alba et atra ignorare, Cic: come
Homa, noto come atttore di una storia romana materia colorante, colunmas albo polire, dare
in lingua greca. un intonaco bianco, Liv.: album in vestimen-
.4lbi«i, is, m. (antico germ. Alf, Elf, Elve
tum adderò, mettere il bianco (colla creta
r= fiume), TAba, fiume della Germania. bianca), vestir di bianco, Liv.: di macchie
nome di una gens ro-
.4lbiiis,ti, m., Aibio, bianche sulla pelle degli animali (bos) ma-
mana di cui son noti partic: il poeta Albius culis insignis et albo, Verg.: sparsis pellibus-
Tibnllns (F. Tibullus) e Statius Albius Op- albo, colla pelle chiazzata di macchie bian-
pianicus, di Laternio, condannato da giudici che, Verg.: album oculi, oculorum, il Manco
corrotti; in seguito fu accusato Cluenzio di dell'occhio, Cels.: album ovi, chiara trofo, Cels.
averlo avvelenato. — Der iv.: Albianus^ 2) tavola bianca (Xsuxctìjia), comun. intona-
a, Um, di Albio, Albiano, cata con gesso (per farvi annotazioni, partic.
.4lbrila, V. albulus. da esporre al pubblico), albo, hstos circa forum
albììlus, a, um (dimin. di albus), bianco, in albo proposuit, Liv. —
Partic. : a) la tavola
candido, columbus, Catull. — Quindi come su cui il Pontefice alassimo notava gli av-
nom. propr.: I) Albula, ae, f. (cioè aqua), venimenti dell'anno e che conservava pressa
nome antico del Tevere. II) Albula, ae, f, di sé {gli annales maximij, Cic: referre in
{cioè aqua) ovv. Albulae aquae ovv. sempl. alhnm, registrare negli annali, Liv. b)album
Albulae, arum, f., ruscello formato da parec- praetoris, Valboper l editto, compilato annual-
chie sorgenti sulfuree presso Tivoli, noti mente dal Pretore, allatto di prender pos-
lungi da Roma; si getta nel Teverone e già sesso della sua carica (colle formole riferen-
nella remota antichità le sue acque servivano tisi alle azioni ed alle eccezioni) e per le
per cure, come bagni e bevanda; anche ora disposizioni transitorie del Pretore; quindi
Solfatare di Tivoli ovv. acqua zolfa. ad album sedentes, coloro che sono al cor-
album, i, n., V. albus. rente colVeditto, ecc. cioè che conoscono-
,

4lbunea, ae, f., Aibunea, nome di una bene le formole giudiziarie, giurisperiti, Sen.:
ninfa profetica (più tardi ritenuta come se ad album ac rubricas transferre, assumersi
Sibilla) a cui era sacra una delle sorgenti come unico incarico la conoscenza letterale
sulfuree (Albunea cfr. Albula n" II sotto
;
delle formole dell editto pretorio e delle leggt
albulus) sui colli di Tivoli (forse Vodierna del diritto civile, Quint. e) catalogo, registro,
acqua solforata d'Altieri), come pure una ruolo, album senatorium, catalogo dei Sena-
grotta (Albuneae domus, probabilm. oggi tori, che, da Augusto in poi, venne esposto

Grotta diNettuno),un bosco (sotto la cascata in pubblico; da esso venivano cancellati


della fonte con un oracolo di Fauno) ed un (eradi) i nomi di coloro che venivano espulsi
tempio (che esiste ancor ora) sopra la ca- dal Senato o per altra ragione non eran più
scata delVAniene. Senatori, Tac: album (judicum), la lista delle
4lbui-iiu<», i, m., alto e selvoso monte decurie dei giudici scelti dai questori, Sen. e
della Lucania, dietro a Pesto; oggi Monte Suet.: albumprofitentium citharoedorum, lista
di Postiglione. dei citaredi, che volevano presentarsi in
albii!>i, a, urn [rad. ALB, da connettersi pubblico, Suet.
con à?>cpóg), bianco {contr. ater, niger), I) Aleaeus i» i^- ('AXxaìoc), Alceo, lirico
agg-: 3) generici Color, Cic: dentes, Verg.: gre-o di Mitilene, nell isola di Lesbo (fiorì
equi (cavalli bianchi pfl carro trionfale), intorno al 610-602 av. CrJ.
Liv.: parma, ancor bianco fsenza intagli o Alcaineneiii, is, m. {AXv.a.iiéw,C,), Alca-
cesellaturej, Verg.: di abiti (partic. delle di- mene, il più celebre discepolo di Fidia, na-
vinità), vestis, Ov. e Curt.: quindi poet. trasl,, tivo del di Limne in Atene (seconda
demo
per « bianco vestito, vestito di bianco-», Hor. altri .sarebbe nato a Lemno).
sat. 1,2, .36: proverb., albus aterne sit ignoro, 41catli4Ìé, ès, f. ('AXxaBóyj), Alcatoe, la
non so se sia un banco od «« moro =
noi rocca di \t egara, così chiamata da Alcatoo;
conosco affatto di persona, Cic. Phil. 2, 41 : poet. per tutta la Meg aride, sul golfo di
eqnìs praecurrere albis, correr innanzi su ca- Corinto.
valli bianchi (come in un trionfo) = oltre- 4lcsilliou«;, i, ra. ("A/'.xaGoos), Alcatoo,
passare di grati lunga. Hor. sat. 1, 7, 8: alba figlio di l'elope, colui che ricostruì le mura
inSf uccello bianco, cioè raro, una mosca di Megara abbattute dai Cretesi; quindi urbs
:

121 Alce ales 122

Alcathoi =
Megara, Ov.: coni pure Alcathoi condo le avea predetto vn sognoj: e Teti,
moenia, Ov. per tanto amor coniugale, li trasformò en-
Alce, cs, f. ('AXxY]), Alce, città dei Car- tramhi in alcioni.
pctani nella Spagna tarragonese ; oggi pro- alea,ae, f., giuoeodidadi,e quindi g^neiric.
bah. Alcazar. giuoco di fortuna, d'azzardo.^ proibito a Poma
alcédo, dYnis, f., alcione, Varr. ed a. dalla lexTitiaet Publicia et Cornelia, fuorché
alees, is, f.tedesco Elch ovv.
{dall'ani, nel mese di Dicembre all'epoca dei Saturnali ;
Elk, cioè forza, quindi bestia forte; cfr. Ij prò pr.: Inderò alea. Ciò, ed aleam, Suet.
Passow alla voce àXv.ri), alce, sorta di qua- al» a se oblectare, Suet.: alqd in alea perdere,
drupede che vive neipaesi nordici, Caes. ed a. Cic: prosperiore alea liti, Suet.; jacta alea est,

Alee««ti«i, ttdis, acc. tin, ovv. tini. f. ed il dado è gettato, Snet.Cdes.'S2. //jtrasl., ge-

Alooiiilé, ès, f. ("AXxYjoxi; ovv. 'AXxi^axTjj, neric, aimentura, rischio, pericolo, incertezza
Aiceste, figlia di Pelia, moglie di Admeto, dell'esito, fortuna, caso, sorte, repentaglio, belli,

signore di Fere, che ottenne dalle Parche Liv.: dare in aleam tanti casus se regnumque,
la vita di suo marito in compenso della pro- Liv.: alca est in alqa re, Cic.:inestalci rei, Ov.:
pria, ma fu a lui restituita da Proserpina, in dubiam irn perii servitiique aleara ire, gio-
e secondo un'altra tradizione, da Ercole, che care gioco incerto del riuscir padroni o
il

la rapì all'Ade. sua sorte La fu soggetto di servi, Liv.: poriculosae plenum opusa leae, Hor.
tragedie presso i greci ed i romani. alcariU^, a, um [alea), pertinente al giuoco

j4le«Mis, ei ed cos, m. ('AX^sug), Alceo, dei dadi o d'azzardo, lex, Plaut. mil. 164.

figlio di Perseo, padre di Amfìtrione, nonno àleatSr, Òris, m. (aleij, giocatore di dadi,
di Ercole. —
JDeriv.: AlcTdés, ae, m., d'azzardo ; giocatore di profess one, biscazziere
Alcide (discend. di Alceo) — Ercole. famoso per astuzia ; ai tempi di Cicerone
4lo7l>iades, is, m. ('AXvctptàSYìs), Alci- divenuto sinonimo di infame, Cic. ed a.
biade, ateniese, figlio di Òlinia e di Dino- alealòrTus,a, um (alcator), c/ic siriferisce,
ma'-a (figlia dell' Alcmeonide Megacle), edvr che appai'tiene al giuoco o al giuocatore di dadi,
cato da Pericle suo padrino (privignus), di- d'azzardo, damua, Cic: forum, tavoliere, Suet.
scepolo molto caro a Socrate. alee, V. allec.

Alcìdamài», antis, m. ('AXxtSàjiac;), Al- liccio, V. Allecto.


eidanxante, retore greco di Elea, nelV Eolide, Aioli campi epoet. AlcTa nrxB (greco
discepolo di Gorgia. 'AXt^I'ov TiEòiov, xò, da òcXy], l'andar errando),
AlcTdecii, ae, m., Y. Alceus. pianura ubertosa della Cilicia, sulla costa,
.4loYn<Su«>, i, m. ('AXx(voog), Alcinoo, fi- dove sorge Mallo, tra i fiumi Piramo e Saro;
glio di Nausitoo, nipote di Nettuno, secondo dove, secondo il mito, Bellorofonte precipitò
la tradizione (omer.) il supremo principe giù da Pegaso e, accecato dal fulmine di
dei Feaci a Scheria (Corcyra, oggi Corfù), Giove, andò lungamente errando.
padre di Nausicaa, celebre per aver accolto Alemanni, V. Alamanni.
ospitalmente Ulisse naufrago sulle coste di .4lcm5n, monis, m. ('AXyjjkdv), Alemone,
Corcira (cautibus Alcinoi). / suoi giardini padre di Miscelo, fondatore di Crotone. —
erano pieni di frutta d'ogni specie, quindi Deriv.: .4lemi4nldcs, ae, m. ('AXirjiiovi-

proverò. Alcinoi silvae, frutteti ripieni di gTjg), Aiemonìde (figlio di Alemone), detto di
frutta, Verg.: e poma dare Alcinoo, di cosa Mis'^elo.
superflua, Ov.: Alcinoi Juventus, Feaci ("= aleo, ònis, m. (alea), dedito al giuoco (dei
molle, lussuriosa), Hor. dadij, giocatore, biscazziere, Cat. 29, 2 ed a.
AlemaeA ed Alcmaeòn, onis, m. ('AX.- ales,lltis(ala), <i.che ha ali e le usa-»
y.[j.aia)v). Aiemeone, I) figlio di Amfiarao e (mentre alatus signif. solo <im unito di
di Erifile, uccise sua madre, assecondando ali »J, I) agg., alato, (nei poeti), 1) propr.:
cosi il desiderio paterno e dell'oracolo e di- al. avis (aìóXoc òpvts), Cic. kxdX.'. partic. di

venne perciò pazzo. II) filosofo greco e me- esseri mitologici, Pegasus, Ov.: deus, di Mer-
dico di Crotone, discepolo di Pitagora. Ili) curio, Ov.: puer, di Amore, Hor. 2)poet. trasl.,
arconte ad Atene. Deriv.: Alcinae- — fuggevole, rapido, veloce, auster, Verg. passus, :

jinfiis, a, um, Aicmeonio, furiae, le f. che Ov. II) sost., m. e f., uccello, e precis. di uc-
perseguitavano Aiemeone (n" l), Prop. celli grossi, mentre avis =
uccello, signif. in
Alcmàn, mànis, acc. mana,m. ('AXxiidcv), genere un animale che ha ali e penne e fa le
Alcmane poeta lirico greco
, probab. dì ,
ava. volucris, animale atto a volareXquindi
Sardi nella Lidia (670-640 av. Cr., circa). anche insetto alatoj, a) in gen., Lucr. ed a.:
Alcména ovv. Alcumena, ae, f., anche matutinis obstrepit alitibus, Prop. b) partic,
Alonicne, ès, Aictnena, figlia
f. ('AXx|j,-i^vr)), a) di determinati uccelli, Jovis al., Verg. ed
di Elettrione, moglie di Amfìtrione in Tebe, Ov.: regia al., Ov., al minister fulminis, Hor.,
madre di due gemelli. Ercole ed Ificlo, il aquila; parim, (come stella) sempl. ales, Cic.
primo figlio di Giove, il secondo di Amfi- poét.t Phoebeius o Phoebea al., del corvo,
trione. Ov.: Chaonis al., Ov., ow. al. exterrita pennis,
alc^'òn, (àXxùwv), alcione (lat.
onis, f. Verg., della colomba: Daulias al,, usignuolo,
puro ed Ov.: dilectae Thetidi
a'icedo, V.), Plin. Ov.: Junonia al., pavone, Ov.: imitatrls e rara
alcyones (alludendo ad Alcione e Ceice, al, del pappagallo, Ov.: cristatus al., del gallo,
V. Alcyone), Verg. Ov.: Palladis al., nottola, Ov.: Gaystrius al.,
AlcySnó, ès, f. fAXx'jóvr)), Alcione, figlia cigno, Ov.: e così albus o canorus al., detto
di Eolh, si lanciò in mare, vedendo il ca la- dil cigno che canta (in cui s'immagina tras-
vere dello sposo galleggiare sull'acqua fse- formato il poeta), Hor.: quindi ales senz'altro
. —

123 Aksa alias 124

per cantore. Maeonii carminis al., ilcantore malaya) che costituiscono a N. 0. il confine
(Iella meonm poesia (ileyli erni omerici), Hot.
dell'India, a dieci miglia dall'odierna Oa-
pi nel linguaggio Augurale, alites uc- = bul. 4) Alexandria ultima ('AX. èaxàxY)), ul-
celli che servivano ai presagi, col « volo », tima città fondata da Alessandro il Grande

mnitre osoines, « col canto », Cic. ed a.: sullo Jassarte, nella Sogdiana; probabil-
quindi ale? {come avis) poet. =
augurio, pre- mente l'odierna Khodjend.
txigio (stella), bonS ovv. secunds alite, greco B) Alexandrìnil<«, a, um. Alessandrino,
alaltf cpviOt, Catull. ed Hor.: potiore alite, di Alessandria (d'Effitto), lex, re d'Egitto
Hor.: mala ovv. lugubri alite, greco àTcatotcp (Tolomeo Aulete), Cic: vita et licentia, vita
cpvLG'., Hor. — Xegli epici si riscontra il dissoluta, come si conduceva ad Alessandria,
genit. plur. alituum. Lucr., Verg. ed a. poeti. Caes.: navis, nave della flotta commerciale

.4lè<«a, V. Halesa. egiziana allestita da Augusto, Sen.: bellum,


guerra di Oesare nell'Egitto dopo la batta-
alc«ioOj ore (*aleo da alo, come pendeo da
glia di Farsaglia, Cic: plur. sost., Alexan-
pendo), cominciar a crescere, crescere, Lucr. 6
drini, òruni, m., gli abitanti di Alessandria^
Varr.
Alessandrin^^
.4l^Ma, ('AXeoial, Alesia, città dei
ae, f.

Manduhii nella Gallia lugdunese, in forte


Alfenus i,m.,compiut.F. AlfenusVarus,
P. Alfeno di Oreì/iona ; che da umile
Varo,
posizione su di un colle, distrutta da Cesare,
calzolaio divenne ragguardevole giurista, di-
più tardi ricostruita ;tiel m. evo St. Rein d' A-
scepolo di Servio Sulpicio Bufo, console
lise. ina di nuovo rovine fin dal nono secolo.
sotto Augusto (2 dopo Or.), celebre per la
V. Halesus.
.4le<iU«!>,
suo. latinità classica.
Alèteì», ae, m., Aiete, troiano, compagno Alf Tu<«, li, m., Alfio, nome di famiglia
di Enea. romana; i più noti sotto questo nome sono:
.4letrYuiu, li, n., Aietrio, antichissima I) C. Alfius Flavus, am co di Oicerone. II)
città degli Ernici, sui monti del Lazio, più usuraio famoso a Eoma, il cui proverbio
tardi colonia e municipio romano (munici- era: vel optiraa nomina non appellando fiuut
})ium Aletrinas); oggi Alatri. — Deriv.: mala.
Aletrinsis, nàtis, di A., municipium (V. al;;a, ae, alga, greco cpùxog, usata come fo-
sopra). Cic: plur. sost., Aletrìnates, lum^ m., raggio solo in caso di estrema necessità, Auct.
gli abitanti di A. beli. Afr., del resto inutile e priva di valore,^
alex, V. allec. alga inutilis, Hor.; quindi pr over b. di q.c. priva
Alexander, m. ('AXé^avSpoc;), Ales-
dri, affatt'i di valore, vilior alga, Verg. ed Hor.
sandro, nome proprio, che si riscontra molto aigeo, alsi, ère, provar freddo, aver freddo,
spesso nelV antichità. I più noti sotto questo patire, sopportare il freddo, essere agghiacciato'
vome sono I) Paride, figlio di Priamo, che
: {contr. aestuare), Cic. ed a.
otteyine piii tardi il nome di Alexander algesco, alsi, ere (aigeo), provare senso
('AÀÉ^avSpog = protettore di uomini, da di freddo, raffreddarsi, ne alserit, Ter.
ille
àwrip ed 6cXs^o\iot.i), come persecutore dei la- adelph. 36.
droni e protettore dei pastori. II) Alessandro 1 al|&'idus, a, am (aigeo), di natura fredda,
di Fere {quindi Pheraeus) tiranno della Tes- freddo, ghiacciato, nix, Catull. 63, 70. Donde:
saglia, noto per la sua crudeltà (regnò dal 2. Alf;'Tdui>i, i, m. (se. mons). Algido, ca-
370 al 357 av. Or.): fu ucciso dalla moglie tena di monti nel Lazio, da Tusculo e Vel-
Tebe e dai fratelli di essa. II IJ Alessandro i, letri sino a Freneste, scabrosa, ma magnifi-
figlio di Neottolemo, principe dei Molossi, camente boscosa e ricca di pascoli; antichis-
fratello di Olimpia e quindi zio di Alessan- sima sede del culto di Diana ; oggi Monte
dro il Grande; giunse colVaiuto di Filippo, Compatri. — Deriv.: a) Algidum, i, n.,
alla cui corte era stato educato, alla signoria piccola città forte degli Equi su uno dei
dei Molossi in Epiro (342 av. Or.), e fu uc- monti della detta catena, probab. presso l'o-
ciso a tradimento (336 av. Or.J. IV) Ales- diernaC&va.. b) Alì;'ìdus, a, um, dell'Algido,
sandro il Grande, figlio di Filippo e di Olim- terra, la terra detta di sopra, Ov.
pia, nato nel 356, morto nel 323 av. Or., algìir, gòris, m. (aigeo), freddo, I) soggett.
sali al trono il 336 avanti Oristo. = ii- senso del freddo, freddo intenso, acuto.
Deriv.: A) Alexandria ovv. èa, ae, f. Sali, ed a. II) oggett. freddo, che fa agghia-
('AXs^àvSpEia), Alessandria, nome di varie dare (= frigus), Lucr.
città fondate da Alessandro il Grande nelle algììs WS, m., preclass. algor (V.),=
sue spedizioni; le più note tra di esse sono : Lucr. ed a.
1) Alexandria d'Egitto, soprannominata Ma- 1. illiiì, avv. (alius), se. via, per altra via,
gna, fondata ad occidente della foce Oano- Liv. ed a. ^

pica del Nilo (332 av. Or.) ; sotto i Tolomei, .


2. AlTa, ae, f., V. Allia.
capitale del regno e residenza di re amanti /iliaeiiion, V. Haliacmon.
del lusso e delle arti; centro delle scienze, fa- sili SÌ!» (se. vices), avv., I) in altro tempo
vorite straordinariamente da quei principi (diverso da ora), un'altra volta, tanto riferito
;
anche ora Alessandria, e in turco Skanderia. al futuro che al passato, sed alias jocabiinur,
2) Alexandria Troas, chiamata anche sempl. Cic: m
contrapp. a nunc e sim., sed alias
Troas, situata a mezzogiorno di Troia, sulla pluribus: nunc etc, Cic; si impetro, quid
costa. B) Alexandria ad Caucasum, al punto alias malim quam hodie has fieri nuptias?
d'incontro dell'Ariana, India e Battriana, Ter.: unito con altre particelle, si umquanr»
sul declivio occi'l. dei .Monti della neve (Hi- alias ante, tum etc, Cic: neque tum solimi,
,

125 alibi alienus 126

sed saepe alias. Nep.: semper alias, Suet.: non altrui (^al passivo =
giungere in mano altrui),
alias,in nessun altro tempo, Liv.: alias... alias, me fals<à suspicione alienatum, rigettato, Sali.:
allevolte... alle volte, ora... ora. non potest quis- parsinsulae prodita atque alienata, Liv.: cum
quaui alias beatus esse, alias niiser, Cic: alias velut occisos alienasset, avendoli allontanati
alitcr, ora ad un modo, ora ad un altro Cic: ^ (nasoostij, Justin. 2) partic: a) come t. t.
alii sunt alias, di pensare diverso, Cic: alias gtudtz., cedere, vendere q.c. ad un altro me-
aliuJ, ora questo, ora quello, Cic: e COSI alias diante Za juris cessio (e coord. vendere atque
in aliam rem, Cic. II) trasl.: 1) in un altro alienare), vectigalia, Cic. b) un bambino, uno
luogo, altrove, in altro luogo, nusquam alias schiavo, allontanare dalla famiglia, dare in
tani torrens fretuiii, Justin. 2]per altri risijetn, possesso ad altri, cacciare, alqin (cOntr. alqiU
del resto, sermone graeco alias proniptus et suum lacere, adottare come tuj^^^)-, Ter. e Liv.
i'aciiis, Suet. 3) non alias quam, per nessun'ai- e) (come 1. 1. medico) alienari, del corpo e delle
tra ragione, circostanza, causa; in nessun altro sue parti = morire, atrojizzars,i alienatur cor-
caso,che; non altrimenti che, nOU alias niagis pus, Sen. d) alcjs mentem, intorpidire, intontir
sua contumelia indoiuisse Caesarem ferunt, la mente ad ale. =
togliere H senno ad ale, pri-
quam quod etc, Tac. vare della ragione, dell'intelligenza, far uscir di
alTItT, avv. (alius), I) altrove, in altro luogo, senno, far impazzire alc, render pazzo, stolido,
rarum alibi animai, Curt.: alibi... -àWhi (anclie Junonis iram ob spoliatum teinplum alienasse
più volte ripetut >), in un luogo,,, in un altro; mentem, Liv. Fià spesso al pass. = alie-
qua,., Uì; anche talora Ilio ovv. illic . . natas discordia mentes hominum (affatto ac-
alibi, p. es. alibi pavorem, alibi gaudium in- cecate) eo placalo compotes sui fecisse, Liv.;
gens facit, Liv.: alibi primuni, alibi postre- quindi anche delle pers. stesse alienata ,

mum agnien, alibi etc, Liv.: alibi alius ovv. mente, uscito di sé, impazzito, pazzo, deli-
aliter, uìu» qua, l'altro là; l'uno in quésto, l'altro rante, Caes.: velut alienatus sensibus, come
in quel modo, Lucr. e Liv.: con negazioni, nec un pazzo, Liv.: ed alienatus ad libidinem
alibi, Verg.: nusquam alibi, Cic: alibi quam, animo, fuor di sé per la sfrenata libidine,
paragonando, altrove che, comun. colle negaz. Liv. II) trasl.: 1) in gen., allontanare, ri-
non, nusquam al., in nessun altro luogo che, trarre, rendere estraneo, indifferente ; distogliere
Liv. ed a. II) trasl.: 1) in altro, in altra cosa, la mente, l'animo, i sensi, da q.c, alienatis
Comici, Liv. ed a. 2) di pers., presso altra a memoria periculianiinis, dimenticando, Li\ .:
persona, Ter. e Liv. 'ò)per alioqui, dei resto, velut alienato ab sensu animo, indifferente,
Curt. ed a. Liv. 2) partic: a) allontanare, riguardo al
ìtlica (halfca), ae, f., spelta (come ptisana sentimento, da sé, oppure da alcun altro =
= orzo), e la bevanda che si prepara con respingere, alienare, rendere avverso, disaffezio-
essa, Sen. ed a. nato, mal disposto e sim., nel pass, [particol.
tiliCÙltT, avv. (aliquis ed ubi), in qualche nel partic. perf.), inimicarsi, cessare di essere
luogo, hic al. parare, Cic: hic prone adesse al., ùmici, diventare avversari, discordare e SÌ)n.
Ter. (contr. conciliare, reconciliare, allicere e sim.J,
aITcunde, avv. (aliquis ed unde), da gucd- oranes a se bonos, Cic: alcjs voluntatem ab
ehe luogo, IJ propr.: aut decedere nos al. cogit àlqo, Cic: omnium suorum volantates (se. a
aut prohibet accedere, Cic II) trasl., da se), Caes.: sibi alqm, Liv., ovv. alcjs animum,
qualche luogo, a) =
da qualcuno, al. quaerere, Vell.:insulae'alienatae (ribelli), Nep. b) alie-
audire, Cic. b) da o in q.c.. Ter. e Cic nari ab alqa re, tenersi lontano da q.c, cioè
alìd =
aliud, V. alis. sentire una naturale avversione, rifuggire da
uliéliallO, onis, f. (alieno), alienazione, q.c, a falsa assensione ed ab interitu, Cic.
allenamento, I) come t. t.giudiz., il cedere alTiJnuKy a, um (alius), appartenente ad
la proprietà di u. e. ad un altro, espropria- un altro, proprio di un altro, altrui, d'altri
zione, alienazione, vendita, Sen.: quindi al. sa- {contr. meus, tuus, suus, proprius), I) propr.:
ci'orum, alicnamento e trasporto dei sacra 1) in gen.: puer, Ter.: mos. Ter.: pecuniae,
gentilicia ad un'altra
gens, permezzo di una Ter.: aes alienum (denaro altrui), debiti ( V.
finta vendita, Cic. IIJ trasl.: 1) l'alienarsi aes. n" II, B, 2, a), Cic: nomina, altrui, de-
coli' animo da ale, con cui prima si era d'ac- biti fatti da altri, Sali.: pavor, altrui, cioè la
cordo, il distaccarsi, l'allontanarsi, alcjs ab paura che hanno gli altri, Liv.; ma metu
alqo, Cic: cousulum, Cic: exercitus, Caes.: alieno, per i>aura degli noi ab-
altri (che
quindi avversione, inimicizia, in alqm, Tac. biamo, ecc.), Ter.: alienis mensibus aestas,
2) come t. t. medico, al. mentis e sempl. al., nei mesi che non appartengono all'estate (cioè
delirio, alienazione mentale, Cels. e Sen. nei mesi invernali), Verg.: sost., alienum, gii
alTénì»'ena, m.
(alienus e geno
ae, = altrui beni, gli altrui possessi, l'alimi [contr.
gigno), nato altrove, forestiero, straniero, SOSt., suum), alieni appetens, sui profusus. Sali.:
un forestiero, uno straniero [cOìltr. indi'^ena, largiri ex ovv. de alieno, Cic e Justin.: ex
dome4icus, suus), Cic. ed a. alieno praedari, Liv.: territorio, terra altrui, in
àiiènlj^eiiu^, uni (alienus e geno
a, = alieno aedificium extruere, Cic: plur., aliena
gigno), I) che contiene elementi stranieri l'uno = cose, interessi, faccende, affari altrui, aliena
all'altro, eterogeneo, Lucr. ed a. II) forestiero, curare. Ter. 2)partic.: a) estraneo rispetto
non del paese, Sen. ed a. alla famiglia, persona, patria di ale, a) ri-
alieno, avi, àtum, are (alienus), trasferire spetto alla famiglia, parentela o persona,
la proprietà, alienare, IJ prOpr.t 1) in gcn., estraneo, forestiero, non congiunto, non avente
dar via, cedere, allontanare, espropriare, ì-espin- alcuìwt parentela, relazione, intimità; non appar-
gere; darà, mettere in mano altrui, in potere tenente (contr. meus, tuus, suus e propinquus,
Alile alìorsura 128
127

sanguine coujunctus, amicus, fami- Verg.: Amor, Verg.: axis, del Carro di Ce-
affinis,
lieres alienior, rere, tiratodai serpenti, Ov.
liaris), assoi, ille alienus, Ter.:
Cic: silTmentai-Tu<>>, a, um (alimentum), ali-
Cic: honiines aììenìssimì, affatto estranei,
regibus, Liv.: mentario, che si riferisce, appartiene air ali-
col dat., non alienus sanguine
mentazione, lex, probab. sulla distribuzione
con ab e Tabi., alienissimus a Clodio, Cic:
alienus, i, m., forestiero, cives potiores dei mezzi di sussistenza ai cittadini poveri,
sost.,
peregrini, propinqui quam alieni, Cic.: Cael. in Cic. ep. 8, 6, 5.
quam
suaque omnia alienissimis crediderunt, in alinientuiii, i, n. (alo), comun. al plur.,
se
alimento, nutrimento, I) in gen., Clc ed CI.: al.
mano di persone straniere affatto, Caes. p) ri-
spetto alla patria, straniero, domi atque in ignis, Liv.: alimenta igni dare, Curt.: trasl.,

patria mallem, quam in esternis atque alienis addidit alimenta rumoribus adventus Attali,
locis, Cic. b) rispetto a proprietà fìsiche,
ete- Liv. II)partic. (come 1. 1. giurid.), alimenta,
rogeneo, contrai-io, fit quoque, ut (nebula) cae-
alimenti, viuo, tutto ciò che uno dà ad un altro
per mantenerlo, come ciò che i genitori danno
lum corrumpat reddatque sui simile atque
alienum {contrarlo a noi), Lucr. II) trasl.: ai loro figli e viceversa, Plin, pan. ed a.:

a) dipers.: a) nelle opinioni, nel modo di ve- quindi meton., spese necessarie per mantenere
dere, non indipendente, non originale, in pliy-
ed educare un ragazzo, Quint. 7, 1, 4; 9, 2,
sicistotus alienus est, Cic.de fin. 1, 17. P) nel 89 e, come xpocpsìa e GpsTixVjpta, « mercede
:

sentire, nel pensare, nella disposizione delVa- di mitrici e di educatori », Cic. de rep. 1, 8.
nimo, nel modo di vivere, estraneo, alieno, mal StlìlUOIlTlllll, li, n. {sXo), alimento, alimen-

disposto, avverso, contrario, ostile, indifferente tazione, Suet. ed a.

verso quale, o q. e. {contr. amicus, familiaris, alio, avv. (alius), di moto a luogo, in un
conjunctusì.voluntatespopuli, Cic: homo, Cic: dato luogo, altrove, I) propr.: SÌ offendet me
neque solum illis aliena mens erat. Sali.: con bei celebri tas, alio me conferam, Cic: Komani
ab e Tabi, alienus ab alqo ovv. ab alqa re a- aliovequo raitterent legatos, Liv.: alius alio,
nimus, Cic: col dat., alienus alci animus {contr. l'unoqua ,,,, l'altro là, Cic e Liv.: aliunde alio,
animus in alqm pronior),Tac.:homonubi alie- da questo luogo a quello, Sen.: alio atque alio,
nissimus. Cic: col genit., domus non aliena quaelà,&en. i/)trasl.: l) altrove ^^ ad un' al-
consilii, non straniera alla congiura, Sall._ tra persona, ad altri, a te causam regiam alio
Cat. 40, 5 joci non alienus, non nemico degli transferebant, Cic: quo alio nisi ad nos socios
:

scherzi, Ov. b) di e. inan. fogg. concr. ed COnfugerent? Liv. 2) altrove, a qualco.i' altro =
aslr.), estraneo alla natura, o qu<i lità propria, ad altro oggetto, sermonem alio transferre,

alle condizioni, alle circostanze, allo scopo; Cic: hic alio res (familiaris), alio ducit buma-
noìi rispondente, ìton comune, non appropriato, nitas, qua ... Za, Cic. 3) « qualcos'altro =
ad
disadatto, svantaggioso, dannoso, a)aSSOl.: malis altro scopo, cupiditatis nomen servet alio,Cic.:'
ridere alienis, con riso simulato, mefistofelico. hoc longe alio spectabat. Nep.: colla negaz.,
Hor.:alieno loco proelium committere, attaccar nusquam alio natus,quam nd serviendum.Liv.
battaglia in un luogo svantaggioso, Caes.: alToquì, ovv. aliòquTn, avv. (alius e
alieno tempore, fuor di tempo {contr. suo tem- quoi ovv. qui ed alius e quoine ovv. quìne),
pore), Cic: aliena ovv. alieniore aetate, Plaut. e per altri rispetti, nel resto, del resto, altrimenti,
Ter.: suo alienoque Marte pugnare, in modo I) come eccettivo e concessivo: l)in senso
solito ed insolito, Liv.: aliena verba, improprie stretto : a) eccettivo, nunc pudore a fuga con-
{contr. propria), Cic, e coord. translata et tineri, alioquin prò victis haberi, Liv.: vitiis

aliena verba, Cic: e non alienum est coZ^infin., mediocribus ac mea paucis mendosa est na-
non è fuor di luogo, non è fuor di propo- tura, al. recta, Hor. b) concess.: triumphatum
sito, non alienum esse arbitror breviter expli- de Tiburtibus, al. mitis Victoria fuit, Liv.:
care, quae mihi sit ratio etc, Cic: neutr. quindi anche qna.mqna,m Sii., Suet.: cum al.,
plur. sost., aliena loqui, dire sciocchezze, stra- Plin. ep 2) geìuralizzando il concetto: &)dei
nezze (di pazzi), Cels. edOv. ^)con ab e resto anche, altrimenti, al di fuori di ciò, tot.
Tabi.: navigationis labor alienus non ab aetate al. negotiis districtus, Quint. b) del resto, in

solum nostra, verum etiam a dignitate, Cic genere, in generale, Asiana gens, tumidior al.

Y) col sempl. abl.: aut sua persona aut tempore, atque jactantior, Quint.: Caesar validusal. sper-
Cic: dignitate imperii, Cic. 5) col dat.: alle- neudis honoribus, Tac: quindi con et; et
nissimo sibi loco, contraopportunissimo hosti- alioqui, Plin. ep.: et alioqui. . . et, tanto in ge-
bus conflixit, Nep.: quod maxime buie causae nere.., quanto anche, et al. Opportune situm,
est alienum, Cic: si id non percipitur accomo- et transitus eà est in Labeates, Liv.: e co^i
datumne naturae sit an alienum, secondo na- cum alioqui . tum, come in genere. . così
. . .

tura contrario a n., Cic: e parim. col- ecc., Liv. e) senz'altro, di 2)er sé, corpus, quoà
Tinfin., non putavi alienum essemeis institutis illa (Phryne) speciosissima al. diducta nuda-
haec ad te scribere, Cic. e) col genit.: omnia verat tunicà,Quint. II) condizionale: altri-
quae essent aliena firmae et constantis assen- menti, in caso contrario, del resto, se no, sed
sionis a virtute sapientiaque removit, Cic. credo minimain olim istius rei fuisse cupidi-
^) con ad e Vaco, (riguardo a): omnium au- tatem; alioquin multa extarent exempla majo-
tem rerum nec aptius est quidquani ad opes rum, Cic: ut illorum officium est docere, sic
tuendas quam diligi, nec alienius quam ti- horum praebere se dociles; alioqui neutrum
nieri, Cic. sine altero sufficiet, Quint.
Al'fae, .llifiinus, V. Allifae. alToi>!!<uni, sincop. da aliovorsum (alio-
jilTjCer, gura, gcrum l'ala e gero), che porta versuni), avv., altrove, trasl. == in altro verso,
le ali, che ha le ali, alato, agmen, UCCelU, in altro senso, altrimenti, VCreor ne alior-
,

129 alipes aliquis 130

suin atque ego feci, acceperit (lo abbia preso), !


aliquaiitr», V. aliquautus.
Ter. eun. 82.^ I
alìqiiaiilììliitii, i, n. (dimin. di aliquan-
alìpcs, pedis (ala e pes), I) (dìpede, che tum), un poco, al. suspicionis, Cic al. aeris
ha ah ai piedi, deus alipes e sempl. alipes, alieni, Cic: con verbi ed ugg., al. progredì,
Mercurio, Óv. equi, i cavalli di Febo,
: Cic: al. tristis. Ter.
Ov. Ilj poet. trasl., veloce, piè-vetoce, equi, all<|iiaiilus, a, um (alius e quanlus), in-
Verg.i anche sost. seiiipl. alipede^, di cavalli, dica tuia via di mezzo tra il troppo ed il
Verg. troppo poco, alquanto, in discreta quantità, di-
AITpliao, .%.lì|iliniius, V. Allifiie. screto, sujjicicnit; alcuno, uumcrus, Sull.: iter,
AIi|»liei*a,ae,f. ('AÀ!.-^rjpaof<;.'AXicps'.pa), Liv.: spatium, Liv. nel tardo latino, plur.
=
:

Alifeta, città forte dell' Arcadia, posta sopra aliquot, alquanti, aliquauta oppida, Eutr.:
un monte dirupato, non lungi dal confine sost., aliquantum, i, n., una discreta, buona,
dell Elide, al sud delVAlfto. certa parte, quuntitù, grandezza, pezza, un di-
ali|iiliis>, i, m. (ala e Tpìias), significò in screto grado {coìitr. aliquid, niliil^, iu re ali-
origine lo schiavo che levava ai bagnanti i quantum, in gubernatoris inscitia niliil est,
peli sotto le ascelle, poi in genere a tutto il Cic: partie. col genit. partii., al. aeris alieni,
corpo, Seu. ep. 56, 2. Cic: al. itineris, Caes.: al. uoctis, Cic: al. tem-
aiiptus '^t^' n^- (àXsizxvjs), lo schiavo che poris, Piane in Cic: al. laudis, Cic: Tace, ali-
strofinava ed ungeva il padrone nel bagno, quantum e Tabi, aliquanto =^ alquanto, discre-
e di più gli ordinava la dieta e gli esercizi tamente, non poco, notevUmente, a) COn verbi:
del corpo ; una specie di medico particolare, qui processit aliquantum ad virtutis aditum,
Cic. ep. 1, 9, 15. die s'avvicinò non poco alla v., Cic: epula-
all<|USt, avv. (aliquis), I) in qualche parte, mur... intra legem et quidem aliquanto, non
ìh qualche luogo, evolare, Cic.: evadere, Liv. poco, Cic. coi comparativi per accrescere o
P)
JIJ trasl., in qualche modo, per qualche via, diminuire il grado, a seconda del contesto,
mezzo, resciscere alqd. Ter. noce re, Verg.
: alquanto, piuttòsto, non poco, parecchio, discreta-
ìiliquaiiidiri, avv. (aliqui e diu), I) di mente, aliquantum ad rem est avidior. Ter.:
tempo = "" certo tempo, anche pr^gn. = melius aliquanto, Cic: carinae aliquanto pla-
lungo tempo, Aristuiu Atlieuis audi'vit al., niores, Caes. g) coi concetti di tempo: aliquanto
Cic: ubi al. certatum, Sali.: aliqu delude post ovv. post aliquanto, alquanto dopo, Cic:
ovo. postea, Caes.: aliqu... postremo ovv. tan- aliquanto ante, alquanto prima, Cic.
dem, Liv. II) trasl., di luogo =
per un certo silTqiiàteiiU!^, avv. (se. parte, da aliquis
tratto, Ehodauus al. Gallias dirimit, Mela. e tenus), fino ad un eerto punto, I) propr.,
alTquaiiiiuuItU!» , oov. aiTqiiaiii (se. nello spazio, per un certo tratto, Mela ed a.
partem) muìtuf», alquanto, parecchio, vcstrùm II) trasl., fino ad un certo grado, Sen. ed a.
aliquam multi, Cic. Verr. 4, 56. alTqiii, lillquae, aliquod, plur. altqui, all-
alI«|uan4lTri, V. aliquamdiu. quae, alTqua, pron. indef. agg. (alius-qui),
aliquaiido, avv. (aliquis), I) in contr. quasi alius nescio qui, qualche (per indicare
ad un tempo determinato, a) una volta, un un oggetto solamente riguardo alla sua qua-
tempo, riferito al passato, presente e futuro; lità, mentre aliquis, aliquid, pron. sost., al-
al passato, qnis civis meliorura partium al. ? cuno, indica un
oggetto riguardo alla sua
Cic: al futuro, illucescet al. Illa dies, Cic: al personalità, al suo nome), a) in contrapp. ad
presente, sero, veruni al. tamen, almeno una un oggetto determinato, impiobis saepe aliqui
volta (in contrapp. a « mai affatto »), Cic: scrupulus in animis haereat, Cic: sive plura
si forte al.. Ter.: ovv. si al., Cic, se mai, opp. (argumenta) sunt, sive aliquod unum, o sola-
di un tempo lontano, ma indeterminato se = mente quale, Cic: qui alieni rei est, che serve
tnai, se mai una volta, se mai un tempo, All- a q.c, Cic. h)in contr. a a nessuno », alcuno,
quando talora indica anche, in contrapposto qualche, aliquo pacto, Ter.: aliqua ex parte,
ad in praesentia, adhuc, nunc (realmente iìi qualche modo, Cic: aliqua re publicà,
espressi, o sempl. pensati), un caso reale in in circostanze tollerabili dello Stato, in una
tempo indeterminato, passato o futuro, altre Stato tollerabili', Cic: talora =
qualche altro,
volte, un tempo, uìui voltn, Cic. ed a. b) nel ira aut aliqua perturbatione, Cic e) con nu-
linguaggio famigliare, per indicare che q.c. merali, come in greco xi^, pir un calcolo ap»
deve accadere in qualche occasione, una volta, prossimativo, tres aliqui aut quattuor, Cic. a)
dioenduni al. est, Cic. e) in esortazioni e de- aZ neutr. plur. SOS^. =
a.Vh[m(ì, qualcosa, alcuìia
sideri, una buona volta, una volta, scribe al. ad cosa, alcunché, in narratloue aliqua eicienda,
DOS, quid agas, Cic. d) di ciò che avviene Quint.: quindi anche come aliquid col genit.,
dopo lungo indugio od aspettativa, spesso trium rerum aliqua consequemur, Cic.
unito con tandem, una (tuona volta, una volta ìilìquis , altqua àltquid ,plur. alTqui ,

finalmente, Cic: e COSÌ al. jam, Cic II) in pron. indef. sost. ed agg. (aliu3-quis),jjropr.
contrapp. a ciò che non avviene mai, di rado, = alius nescio quis, questo ovv. quest'altro
spesso sempre, talvolta, talora {contr. num- fra i morti, alcuno, qualche, alcuna cosa, nel
quam, raro, semper, saepe), Cic. ed a.: quindi plur. anche, alcuni, qualcuno, certuni, I) in
in propos. parii^i'ye: aKquaudo... aliquando gen.: a) solo: quisquis est ille, si modo est ali-
owy. aliquando... nonnunquam, talora... talora, quis, Cic: aut ipse occurrebat aut aliquos niit-
ora... ora, Sen., Qulut. ed a, tebat, Liv.: vellem aliquid Antonio praeter ili um
alTqiiaiiUsper, avv. (aliquautus e per), libellum libuisset scribere, Cic. fem. aliqua, :

per alquanto tempo, per un po' di tempo. Co- Ov.: agg., aliquis deus, un dio, un qualche
mici, Justin. ed a. dio, Cic: aliquis error. Verg. b) rinforzato

Georges- Calonghi, Dizionario latino-italiano.


131 aliquo alius 132

alTtt^r, avv. [dalVarcaico alis), altrimenti,


alius. aìeun altro, qualcos'alti-o, sin, ut
SOri-
da ]

evauuerunt, aliquid aliud videbimus, Oic. in altra maniera, I) propr.: A) in gen.: a)ge-
bis,
neric: non faciendum Cic: non
c)rjH/b>". da unus. qualche, un qiKiiciie, aliquis
fuit aliter, ali-

unus pluresve divitioves, Cic: unum aliquem ter, liaud aliter, non altrimenti, proprio così,

dieni, un qualche giorno, Cic d) partitilo Hor. e Verg.: fieri aliter non potest. Ter.,

con ex, de ovv. col genit., aliquis ex vobis, ovv. fieri non potest aliter, Cic: aliter... ali-

Cic: aliquis meorum, Cic ter, distrib.,sed al. leges, al. pliilosophi tol-
Cic: aliquis de tuis,

e) aliquid col genit. di un sost. ovv. di tin


lunt astutias; e così si trova ire, quattro,
agg. neutr. delia 2' declin., come Taggett. cinque volte in Cic, Quint. ed a.: aliter atque
aliqui, p. es., aliquid viriuni, Cic: falsi ali- aliter, ora in questa, ora in quella maniera,

quid, Cic. f) anche con agg. qualific, aliquis in diverse guise, Sen.: aliter alius, Vano in
imbecillior, uno più debole, Cic: aliquid divi- questo, l'altro in quel modo, Vuno così, l'al-
num, q.c. di divino, Cic: in quo est aliquid tro così, quoniam al. ab aliis digerantur, Cic
extremuni, dove c'è qualcosa di estremo, Cic: b) inpropos. comparai., affermative e nega-
quid con maggior de- tive : aliter... atque (ac), altrimenti... che, di-
anche pel comune tale
ter/Hmo^i-i-a. aliquid in sorano tale, quale, ecc., versamente... da, al. rem cecidisse atque opi-
Cic: cfr. aliquid Inijus modi, Cic. g) in prò- natus sis, Cic: ne sim salvus, si al. scribo ac
sentio, Cic: e così aliter... quam, Cic. ed a.;
^os. condiz. con si, nisi, etc, Cic. ed a. h)
colla 2" pers. sing.. esoriare aliquis, Verg.: e non (haud) aliter, non altrimenti, cioè ugual-
collettivam. colla 2" pers. plur. {come ~dz), mente, seguito da quam si, quam cum, ao si,
aperite aliquis actutum ostium. Ter. i) Tace. non altrimenti... che se... da, con quam si e
aliquid =^ «»» g-c-, in qualche modo, un po% sì quam cum in Ov., Liv. ed a., con ac si anche
in me al. offendistis, Cic: sublevare alqm al, in Cic: non aliter... nisi, non con altri mezzi,
Caes. perlucensjam al. lux, Liv. Iljpartic: a nessun'altra condizione, non altrimenti
A) facendo spiccare un indeterminato singolo che se non, Cic. ed a. B) pregn.: \) altrimenti,
in mezzo a molti altri, qualcuno, qualcheduno, riguardo alla qtialità (proprietà, natura),
alcuno, dixerit hic aliquis, Catull.: est aliquis, nella locuz. aliter esse, di pers., ego isti nihilo
qui se inspici, aestiniari fastidiat, Liv. B) sum al. ac fui. Ter.: die. inan, quod certe
pregn.. q-c. d'importante, qualcosa di grande, SI sciolonge aliter esse, Cic. 2) altrimenti, in modo
nuuc aliquid as^equi se putant, Cic: quindi a) opposto, al contrario (contr. eodem modo), al.

esse aliquem ovv. aliquid, come in greco xivà evenire. Sai!.: qui al. fecerit, abbia agito in
ovv. 1'. elvai, esser qualcosa, cioè essere di un modo contrario, Sali.: cum videres al. fieri,
certo valore, aver un certo diritto, valer qualcosa, Cic. IIJ trasl.; altrimenti, in caso contrario,
poter dire q.e., aver qualche importanza, voler del resto(come oi.XX(oc,), jus semper est quae-
dire, contare q.c, est aliquid iiupsisse lovi, è situm aequabile; neque enim al. jus esset, Cic:
qualcosa, non è poco, Ov. b) dicere aliquid, ncque aliter Caruutes iuterficieudi Tasgetii
come XÉysiV ti, affermare q.c. d'importanza, non consilium fuisse capluros, neque Eburones, etc,
senza fondamento, C\c. c) nel linguaggio fa- Caes.
migliare, aliquid, qualcosa =
qualcosu d'im- aiiììki, avv. (alius ecZubi; stato in luogo),
portante, segnatamente q.c. di desiderato, altrove, Sen.: aliubi... aliubi, qua... là, Sen.:
accetto, fiet aliquid, succederà q.c, Ter.: e aliubi atque aliubi, qua e là, ora qua, ora lày
così Vestorio aliquid significes, digli q.c. di in diversi luoghi, Sen.
bello, di accetto, un complimento, Cic: ed a il II III, V. allium.
aliquid, in linguaggio metaforico, per go- ìilTunilr, avv. (alius ecZunde; di moto da
dimento sensuale, si de Amelia aliquid aut luogo), d'altronde, da altro luogo, da altra
Lollia, Cic persona o cosa, Cic. ed a.: alii aliunde coibant,
aiTqiió
, avv. (aliquis), I) (di moto a Timo veniva di qua, Valtrodilà, Liv.:perpetua
luogo), in qualche luogo, alqm secum rus ali- aliunde alio commigratio est, Sen.: aliunde stat
quo educere, Cic: migranduni Rhodum aut semper, aliunde sentit, sta con un partito e
aliquo terrarum arbitror, Brut, in Cic. ep. tiene dall'altro, Liv.: aliunde... quam, da altro
IIJ enfatlCUm., altrove, in qualche altro luogo, luogo... che, ecc., Cic: contr. aut suniptum
proficisci al., Ter.: concedere al. ab eorum (verbum) aliunde ut mutuo aut factum ab
oculis. Cic. ipso, Cic.
alÌ4|IIOl, num. indecl., alcuni, alquanti, ììlTu<s, a, ud, genit. alius, dat. aM, acc.
più di uno, al. amici, Ter.: al. epistulae, Cic: altuin, am, ud, ecc. (V. &]is; da connettasi
id aliqiiot de causis accTderal, Caes. con aXlac,), uti altro, altro (e precis. « altro »
all<|ii«>tTr*s irilTqiiolìeii««), avv. (ali- fra molti,mentre alter =
altro, fra due; V. le
quotj, qualche volta, alcune volte, rispondente eccezioni al n" II, 2], IJ propr.: A) in gen.:
alla domanda : quante volte? al. ex alqo Labeonem seu quem aliuiii arbitrum, Cic:
aodisse, Cic: al. jaiii a te iste locus tactus est, alius vir erat, Liv. Si osservi quanto segue :
Cic a) alius ripetuto più volte nelle proposiz. di-
^ _
sili»», alid, genit. alis, dat. ali od alei (forma stributive, talora anche con non nulli (non-
arcaica di alius, donde aliter, aliquis, ecc.), nulli), quidam, ceten, partim e sim., l'uno.,^
un altro, CatuU. 6 Lucr. l'altro; gli uni, gli altri, alli... alii..., Cic ed a.:

AITìkO, ònis, m., AUsone, castello alla alii... Cic: alii... alii... non nulli, Cic:
reliqui,
con/lurnza della Lippe e ddla Lise (Lupia aliae... aliae... quaedain, Cic: alii... quidam,
tìt kXho) fahbr icaio da Drusa, secondo alcuni
,
liv.: pars... alii, Sali.; alii... pars. Sali.: talora
presso V odierna Elsen. secondo altri alla con- manca una volta alius; virgis cacdi alili, alii
fltienza dei due delti fiumi presso Licsborn. securi subici, Liv.: aliud... aliud, parte... parte,
133 ali... allcfforia 134
aliiid tufi gratili, aliud nostra ; all' incontro nUlalinr, lapsus snm, labi, con impercet-
aliud est maledicere, aliud accusare, altro è... tibile dolce movimento, ati-ivare a, volare»,
altro è, Cic. b) ripetuto in un altro caso e scorrere «, sdrucciolare a, striseiara a, eX oc-
co'suoi fZer/va^t alio,aliorsum, alibi, aliunde, culto Cdi serpi', Liv.: cxtrinsecus (di umi-
alitar, alias, locuzione ellittica come ingreco, dità), Cic: crescenti aestu (del mare), Verg.:
alias alluni, l'un l'altro, Cic: alii alio in loco, col dot. od acc. dello scopo, antiquis oris,
altri in uno, altri in altro luogo, Cic: aliud approdare, ecc., Verg.: fama allabitur aures,
alii muiieratur, nd uno dona questo, ad altri Verg.
^
qìicllo, Cic: aliud alio dissi pavit, disperse, al-lìilioro, .Ire, I) alfaticarsi intorno a q.C,

gettò qua e là, Cic: jussit alios alibi fodere, COll'ut ed il COng., Hor. epod. 8, 20. II) ag-
Liv.: alii iiliunde coibant, convenivano chi da giungere con fatica un lavoro, Hor. carm 1
questo, chi. da quel luogo, Liv.: aliter cum 38, r».
^
con altri una cosi, con altri idi al-
aliis loquì, al-lacriiiiaiis, antis (ad e lacrimo), pian-
tra, Cic: alias aliud sentiunt, ora questo,
illi gente per fi.c., Juno, Verg. Aen. 10, 628.

ora quello, Cic: quindi alius (aliud, etc), allapmix, ùs, m. (allabor), l'atto dello ac-
ex alio, Cic: alius super alluni, IjÌv., alius post costarsi a, strisciarserpentium, Hor.
cicino.,

alium.Sall., unodopo l'altro; aliusatquo alius, epod. L 19, Val. Max. 1, 6, 8.


Cic, alius, delude alius, ove. aliu-; post aliuin, al-liilro, «avi, atum,;lre, «««»•«!• cojifro, trasl.
Sali., Vuno e l'altro, ora questo, ora quello, di persone, apostrofare gridando, insultando,
separati, e) lo seguono le particelle ac, atqae, assalire con ingiurie, alqm, Quint.: magnitu-
et, piti di rado nisi ovv. quam (nei buoni dinem Africani, detrarre, sparlare del grande .

scrittori solamente dopo una negazione od Scipione (l'Africano), Liv.


una interrogazione ipotetica, perchè sorge aliatila, allatiìi'u«s, V. afìFero.
in entrambi i csi una relazione compara- al-laii(lal>ìlÌ!», e, molto lodevole, Lucr.
tiva), longe alia ac tu scribis, Cic: alius esseni, 5, ir,8.
atque nunc suni. Cic: lux longo alia est solis allec allcx, ècis, m. e
(hallec), ecis, n. e
et lychnoruni, Cic: nihil aliud nisi, Cic: nihil f., (non Salamoia), specie di
salsa di pesce
aliud quxiu, Xep.: segue talora anche Z'abl., consumato che si preparava colle ostriche ed
praeter iti luogo di quam, nec quidquam altri testacei, nonché pesci di mare, special-
aliud liberto te quaesisse, Cass. in Cic ep.: nec mente colle triglie (mullus), Cato, Hor. ed a.
quidquam aliud philosophia est praeter stu- allcclalTo (allecto), l'allettare, alletta-
diuni sapientiae, Cic: alius quam in propos. mento, Quint. 1, 10, 32.
affermative, soltanto in Plin. ep. e Suet.: e 1. .iliecto (Alecto), f. ('AXXyjxto), où;),
così rinforzando, uihil aliud nisi oov. quam, Aletto, una delle tre furie {si trova solo nel
seguendo un verbo di modo finito, nienVaitro nom. ed acc).
se non che (dove è da supplire il tempo del allecto, avi, àtum, are, allettare, ade-
2.
verbo ago o tacio che risulta dal contesto), scare, Cic ed a.
tribunatus Sestii nihil aliud nisi meum nomen alleetus, i, m. (part; del 2" allego), scelto,
causamque sustinuit, Cic: parim. quid aliud innalzato, nuovo eletto, aggregato ad uti qual-
quam? c/ie più che altro, quibus quid aliud
'.^
che collegio, all'epoca imper. = chi veniva
quam admonemus, cives nos eorura esse, Liv. elevato per favore dell' imperatore ad un
d) aìiud sost., Cic. de rep. 1, 69 ed altr.; col alto grado, saltando le cariche interine-
genit., aliud commodi, Cic: aliud praecipui, die (per es. al grado pretorio, senza aver
Cic. B) partic: 1) come t.t. del linguaggio amministrata la pretura), alleetus iiiter prae-
augurale, alio die « in un altro giorno, oggi torio^, Plin. ep. 1, 14, 5.
no •», per indicare, che i Comizi doveano essere allenii tio, ònis, f. (allegare), « mandar
riman lati adaltro giorno, per cattivi pruno- via, lo spedire, l'allegare una persona (come
siici avuti, Cic 2) pregn. =
di altra, cioè di mediatore e sim.) ad ale, omnes ad islam al-
dioersa natura (proprietà), alium fieri, diventar legationes, Cicli. Verr. 1, ÌS6: e in bisticcio,
un altro, cambiirsi affatto, Cic: e 1. 1. par- quibus allegationibus illani sibi legationera
lamentare, in alia omnia ire ovv. discedere, expugnavit, Cic. H. Verr. 1, 44.
esser dell'opposizione (nel Senato romano), 1. al-lé^o, avi, atum, are, /} mandare,
Cic: aliud ovv. alias res agere, non badare, spedire, deputare ale. come messo, media-
pensare ad altro, Cic. lljtrasì.: l)l'aitro = il tore {e precis. in faccende private, mentre
rimanente, Divitiaco ex aliis Gallis maximam per pubbliche, legare), 1) in gen.: amicos,
fidem habebat, Caes.: al. acios, Liv.: al. vulgus, Cic: alqm ad alqm ovv. alci, Cic. 2) partic,
Liv. 2) {come alter) =
l'altro di due, partic. disporre, suboì-nare alc. ad Una frode. Co-
{come sopra al »" J, b) con alius ripetuto in mici. II) trasl., Cj[UaSÌ far parlare q.c. per sé,
un altro caso, alia, alii, Sali.: alius alia via, allegare, riferirsiad alcunché, chUnnare in te-
Liv.:duo Romani super alium alius corrue- stimonio far valere, addurre, patrocini!
q.c,,
runt, Liv. e in enumerazioni ordinat've,
: jus, Plin. ep.: hoc Senatui, presso il S., Plin.
unam... aliam... tertiam, Caes.: quinli con pan.: munera, preces, mandata regis sui Scyro-
un nome proprio posto come appellativo, un themidi allegant, portano innanzi a, Tac.
altro = Idi secondo, al. Ariovistus, Tac 3) 2. ai-lego, lègi, lectuni, ere, scegliere, ag-
Vaitro = il vicino {contr. ipse), Cic. de or. 2, gregare, eleggere a scelta in una associazione,
211. — Genit.fem. aliae, Lucr., Cic. e Liv. in un collegio, ecc., omnes de plebe, Liv.:
al-1..., in composizione per 2ii\.A (mediante alqm in Seuatum, Suet.
assimilazione del d coll'ì seguente), come al- allc;:^orTa, ae, f. (àXXr^yopia), fig. retor.,
labor per adlabor e cos'i via. allegoria, Quint. 5, 11, 21 ed altr.
135 allevameutuni Allobroges 136

alIrviiiiU'iiUiiii, i, n. (allevo), allevia- stra del Volturno,non lungi dal suo sbocco
tiu-ntu, avllievo, CÌO. Sull. 66. nel Sabato: ora Alife in Terra di Lavoro.
itllevruìo, òiiis (allevo), IJ u tirar su, il — Deriv.: .4liìrsiiiii!«, a, um, di AUfe,
levare; uizumento, huincroium allevatio et ager, Cid.-.sost., Allifana, òrum, n.(sc. pocula),
contractio. Quiiit. 11, 3, 83. Ilj trasl., alle- coppe di terra, piuttosto capaci, fabbricale
riaiitento, giudo debole di U. C, doloiìs diutui- ad Alife, boccali, Hor.
uitatoiii allevatio consoletur, Ciò. de fiu. 1, 40. al -Ugo, avi, atum, are, legare, attaccare a
al-leVO, avi, atum, iire. lecar ««, alzar nu, (contr. solvere), I) propr., 1) in gen.: cauem,
sollevare, tirar via, tener su, tener dritto, ap- Pbaedr.: auulum, (^uint.: alqm ad statuam, o
poggiare, sostenere, 1) propv.: veluni (la jìur- ad palum, alcuno {come condannato) prima
tieni), Sen.: se clipeo, Curt. quibus (laqueis):
delVes'Cuzione, Cic: quis generum meum ad
allevati inilites facilius asceiiderout, Sali.: ocu- gladiumalligavit? chi ha legato il mìo genero
los, Curt.: faciem alcjsiiianu, Suet. II) trasl.: alla spada .^ (scherzo sulla lunga spada del
l)m gen., hic depriiuitur alternis et extoUitur, piccolo L-ntido), Cic. 2) coll'idea accessoria
ac modo in caelum allevatur, modo defertur del movimento frenato, tener fermo, trattenere,
in terram, ora si innalza al cielo, era striscia legare, ancora (Khodiae navis) unco dente ve-

verso terra, Sen. ep. 72, 9. 2) partic: a) alle- lut manu ferrea injectà alligavit alterius pro-
viare le sofferenze fisiche e morali, sollicitu- ram, Liv.: unco non alligat (naves) ancora
dines nieas, Ciò.: ed alleviare la parte malata, morsu, Verg.: poet., unda alqm, trattenere,
O la persona sofferente, sollevare, recar con- rinserrare, Verg. 3) stringere mediante un
forto, sollievo; consolare, a.) fisicam., nel pas- legame O una fasciatura, a) cingere, avvol-
sivo = riaversi, de allevato tuo corpore, Cic: gere una x>arte sofferente del corpo o una fe-
lieo viribus allevor uUis, Ov. p) moralm., rita con una fasciatura, bendare q.c, porre
abjectos aut submittentes se, Quiut.: auimuiu una benda SU q.C, fasciare, VuluUS, Liv.: OCU-
a maerore, Curt.: pjussivo allevari, ricrearsi, lum, Cic: brachium, crus, Sen. b) cingere con
trovar conforto, consolarsi, alleVOr, CUm loquor ceppi, incatenare, alqm, Seu. rhet.:leoues, Sen.:
tecuin abscns.Cic.: col face, di relaz., allevatur alligare se ac venire patitur, Tac. II) trasl.;
aniiuuiu, prende coraggio, Tac. bj mitigare, 1) in gen., legare, vincolare, mantenere, tener
tnenomare Vimpìortanza il di q.c, e la cosa fermo, in modo che sia immobile, non si
stessa, iiotas {note vergognose), Tac. e) soste- muova dal suo posto, videas civitatis voluu
nere, appoggiare, alqui, aiutare, Tac: alqd tatem solutam, virtutem (forza di operare,
suniniis eloqueutiae viribus, Quint. attività) alligatam, Cic: cedeudum celeriter,

Allìa (.4liai, ae, f., .Aiiia, fiumicello del ne forte alliger, Cic: torpor gravis alligat ar-
Lazio, che nns^e nei monti a nord di Crustu- tus, Ov.: quindi a)t. t, nel ludus latruncu-

merio nei Sabini, e si getta nel Tevere, sei lorum, alligatus calculus, chiuso, Sen. ep.
miglia sopra Roma; celebre p>er la sconfitta 11 7, 30. b) di combiìiazione eh imica, arenae,
toccata dai Romani contro i Galli nel 390 quae humore alligautur, Seu. ep. 6-5, 2. 2)
av. Cristo (Allieusis pugna ovv. clades) ai 18 partic: a) legare, affesionare alc (ad aìc.)
di luglio, il qual giorno (dies Allieusis) in mediaìUe amicizia, benefizi, ecc., alci filium,
seguito fu ritenuto nel calendario romano Ter.: nuptiis alligatus, Cic: non modo bene-

come infausto (uefaslus). Deriv.: .41- — ficio, sed etiam beuevoleutiae signifieatione

lieii<»i««, ajìpartenoite all'Allia, presso


e. alligari, Cic. b) come t. t. retor., legare me-
uWAUia, Aiiiense, pugua, Cic; cladcs, Liv. : diante certe leggi, od a certe leggi del ritmo,
dies, Liv. e così limitare medittìite q.c od a q.c, ut verba
allìfcfacTo, feci, factum, ere (alliceo e neque alligata sint quasi certa lege versus,
Sen. e Suet.
faciol. allettare, invitare, ncque ita soluta ut vagentur, Cic: (poésis)
allTeìo, ere (ad e *laeio), ai-
lexi, lectuni, alligata ad certam pedum necessita tem, Quint.
lettare, adescare, guadagnare, attirare, trarre e) vincolare e limitare moralmente il volere

a sé [contr. alienare), oratione benii;ua multi- con giuramento, p:dto, promessa, dovere esi-
tudinis animos ad benevolentiam, Cic: homi mili, legare, impegnare, obbligare, alqm, Cic:
nuui studia ad nostras utilitates ali. atque alqm stipulatione, Cic: foedere alligari, Liv.:

excitare, Cic: dicendo mentes, Cic: adulc- sacra gentilicia,


sacris alligari, obbligarsi ai
scentem, Cic: trasl., di sogg. inan., magnes Cic. ad omnia verba se alligare, attenersi
:

lapis, qui ferruiii ad se alliciat et attrahat, verbalmente a cose imparate a memoria,


Cic: nihil (est), quod inagis alliciat ad diligen- Quint. d) alligare se, legarsi ad un fallo, cioè
durn (se. quam virtus), Cic rendersene colpevole, co//'abl., se SCelere, Cic:
allìilo, lì^i, lì^um, ere (ad e laedo), urtare col genit., se furti. Ter. quindi alligatus, iìn-
:

q.c. con viole iza, gettar contro, percuotere, p)licato in un fallo, in un delitto, complice, Cic.
(s)battere contro, I) propr.: alqd pilac, al pila- al-liiio (adi.), levi, Ittura, ere, ungere a,
ad scopulos, Caes. II) trasl.,
stro, Lucr.: allidi tingere, segnare, attaccare, iscliedani, Pliu. :

recar danno a q.c, virtutem, Sen.; quindi atrum transverso calamo


inconiptis (versibus)
allidi =
incontrare min disgrazia, in daiuna- siguum, cancellare con un tratto sopra, Hor.:
tionibus, Cic trasl., macchiare, intaccare con q.C, attaccare^
4lli<MiM<*, V. Alba.
e, alci vitia sua, Sen.: sordes sententiis, Cic.
.4llìeini<*l AlTènus),i, m., Aiiieno, cognome 4ir|»iiae, V. AUifae.
romano, sotto cui è jtar tic. noto: Q. Allienus, allìiiiii (alili III ), fi, n., aglio, Scriptt. r. r.
pretore Va. di li. 705 (49 av. Cr.) ed a.
4liTrac, arum. f., nei tempi antichi già 4ll«»l»i*<>;;'e<«, um, m., Aliobrogi, popolo
città fiorente dei Sanniti, sulla sponda sini- di montanari molto bellicoso e 2}otente nella
.

137 allocutio Alpious 138

Gaìlia Narbon., la cui sede prinnpaìe era phantop, equos, mantenere, Cic: latrociniis so
tra /"Isara (ora IsèreJ, il TJhodanus (liodano), suosque, Caes.: publice ali, Nep.: panico ali,
il laous Lemanus (kiffo di Ginevra) e le Alpi Caes.: alerò flamniam, Quint.: beilum se ipsam
Graie, nell'odierno Delfinato e Savoia, colla aut, Liv. II) trasl., alimentare, promuovere,
capitale Vienna (ora Vienna ani Rodano), e ra/forzare, rinvigorire, aumentare, honOS alit
di fronte agli Elvezi colla città di frontiera artos, Cic: civitateni, Caes.: spcni, audaciam,
Geneva (ora GinevraJ. —
Il nomin. sing. Cic
illol»rov in Plor. epod. 10. Ci. Deriv.: — silìiò, i-s, f. (à'/.i-q)^ aloè, Cels. ed a.
.^Iloltro^ieil*», a, Um, Allobrogico. .lluùiis (lrisilliibo),\'ì,m. e AXttìzò(;),Aloeo,
alliicfilTo, [inis, f. (alloquor), aiioeiizìonf, gigante, figlio di Nettuno e di Canade, ma-
discorso, Plin. ep. e Suet. — Partic, comn il rito di Ifimedia, la madre degli Aloidi —
greco -apaiiuGia, u pni-iare consolante, conno- Deriv.: AlóTdae, arnni, m. (\AXw£l5ai\
laìtiento, conforto, Catull. e SCH. Aloidi, cioè Oto ed Efialte, così chia-
illloqilTuni, li, n. (alloquor), t7 parlare, con mati da Aloco, ma ^gli di Nettuno e di Ifi-
iin nitro, iliscorso, cnortasiont:, conforto, conso- media, moglie di Aloeo; essi, come i Gigaìiti,
Imiuno, TjÌV. cd n. vollero dar la scalata al cielo, e per punizione
ni-lu(|iior, lociìtus (luqniitus) sum, lu'qui, vennero nel Tartaro legatidorso contro dorso
parlare a qìialc, partic. Salutando, pregando ad una colonna e tormentati dal grido inces-
amichevoìinentr, confortando e consolando, sante di una civetta.
confortare qìtalc, Cic. ed a. ìilogTa, ao, f. (àXo^ioc), iri-agìonevoletza,
al-luci^O, luxi, ère, far lume, risplenilere, mancansa di senno, e precis. al plur. = idee
col dat., Suet. Vit. 8: as.<iol , Sen. cp. 92, 5. stolte, pazze, Sen. apoc 7, 1.
allriciiiniio, alIrioTiior, V. aluc. . AloTdae, àrum, m., V. Aloeus.
al-lrnio, lusi, lllsum, ore, giocare, scher- Alpés pYum, f. {celtico alb, alp = « al-
zare, perdere il tempo, celiare con quale. q.C, tura, alto monte»; nei poeti anche nelsing.:
I) propr.: a) dipers.. ad iil (scortum),Ter.: Tre- genit. Alpis, acc. Alpem, e abl. Alpe), le Alpi,
batio, Quint.:quasi 7i.\\\ià(i\\^,quasi scherzando, la grande catena di monti che circonda,
Suet.: Galba alluden.s varie et copicse, mo- spinge con molteplici rami-
l'alta Italia, e si
strando la sua arguzia in tutta la sua va- ficazioni verso Settentrione ed Oriente, in
rietà ed abbondanza, Cic: nec plura alludens, mala fama presso gli antichi, a motivo del
non scherzando più oltre, Verg. b) delle onde clima rigido, delle tempeste, della neve e
= battere contro q.C, scherzare contro, allu- come luoghi inospitali, quindi infames fri-
deatibus undis, Ov.: colVacc, quae fluctus salis goribus Àlpes, Liv.: A. hibernao, Hor.: A.
alludebant, Catull. J7)trasl.: genus eorum, veuto>ae, Ov. —
Deriv.: a) .4lpTcii.'ii, o,
qui sapientiae alludunt fche sì accostano nm, alpino, sost., Alpici, òrum, m., gli abitanti
alla sapienza). Sen.: prope posita speique no- dede Alpi, Alpigiani, Nop. Hanu. 3, 4. b) Al-
strae alludentia seqnaniur, ciò che si offre pTiiiis, a, um, alpino, delle. Alpi, amnis, Liv.:
alla nostra speranza, Sen. nives, Verg.: hostes, i Galli, Ov.: caseus, cacio
al-liìo, lui, ere, bagnare q.C, scorrere vicino delle Alpi o svizzero, Aut. Seriori: gentes,
a q.c, di mari, fiumi, fluvius latera haec Liv. ed a. ; quindi Alpinus, il cantore delle
alluit, Cic: aninis moenia alluit, Tac: moenia Alpi, epiteto di scherno dato da Orazio al
alluuntur a mari, Cic: urbs mari alluitur, Liv.: poeta tronfio ed esagerata M. Furius Biba-
eorum ossa ita jactantur fluctibus, ut num- cuuls, a motivo di un suo cattivo verso sulle
quam alluantur, es'^er bagnate da loro, cioè Alpi, Hor. sat. 1, 10, 36.
toccate, Cic: in doppio sen^o, Jlassilia cum... Al|»lièìa«i, adis, f., V. Alpheus.
barbariae fluctibus alluatnr, dal mare Africo .-%ljtiio<iìltooa, ao, f, ('AXcfsotPciaV Aife-
e dai /lutti della, barbarie e della rozzezza, sibea, figlia di Fegeo, re di Psnfide in Ar-
Cic. Flacc. 63. cadia, prima moglie di Alcmrone; abbando-
alIrtvTòS, èi, f. (^^]\no),inon>la.tÌQne,allaga- nata da lui per Callir roe, vendicò Vuccisione
me>ìto, luogo allagato, Cic.ed a. di Alcmeone compiuta dai suoi fratelli, colla
allìivTo, ònis incremento che su-
f. (alluo), morte di entrambi.
bisce a poco a poco un tratto di terreno, per .%l|tlii-(is od .%l}»lir'us, i. m. ('AXxsiósX
deposito di terra, cngionnto partic. da un Aifeu, fiume principale del Peloponneso, il
fiume, alluvione (contr. abluvio), alluvionum et quale, .secondo gli antichi, nasceva come
circumluvionum jura, Cic do or. 1, 173. ruscello presso a Filare. Il suo frequente
allllllS, a, unì {da alo), che d<l vita, nntri- apparire e scomparire sotterra, diede origine
ntento) almo, benefico, benigno, buono, che con- al mito, secondo il quale, esso, come dio dd
forta, ristora, Venus, Hor.: e (della mrdes.) fiume, figlio deli" Oc ano e di Teti, per amore
alma Verg.
paren?;, Verg.: sol, Hor.: ager, di Aretusa fV.), scorresse sotto il fondo del
alllU«, i, f., alno, ontano, Cic fr. ed a.: mare fino alla fonte Aretusa in Ortigia, nel
meton. (poet.) =
nave, barca di legno di on- porto di Siracusa, per quivi congiungersi con
tano. Verg. ed a. lei. — Der iv.: a) .Alphòlas, ìldis, f. (*'AX-
alo, arui, altum e (dopo Aug.) alYtum, rizii'xc, od *")\X:ùr;irlc), Aifeiade. soprannome

ero, annientare, nutrire mantenere con = della ninfa e fonte Aretusa fV. sopra), h)
mezzi di sussistenza di ogni genrre, sosten- .Aiiilióiis. a, um, appartenente alTAlfeo,
tare, far crescere, allevare (mentre nutrire, nu- Pisao (in Italia), fondata dagli abitanti di
trire ^dar da mangiare). I) propr.: ^gcWn^ Pisa neir Elide (ore scorre V Alfeo). Verg.
eum non satis alit, Cic: exercitum, Cic: ele- .4li)Toii<« ed .il|Mnii«, a, um, V. Alpes.
ÌÓJ Al\As altenuis 140

Al|Hs. V. Alpcs. Cic. p) indelermin. =


l'uno e l'altro, questo e

.lUTeiisU, e, V. Alsiura. quello =


alcuni, alcuni fiochi, Cic ed a. c) al-
Alslniii, Ti. jnù an-
n., A(sio, ima delle terum tantum, altrettanto, Cic: altero tanto
tiche città dell' Etruria, tralago di Brac- il longior, altrettanto lungo, Nep.: e così altero
ciano e il mar Tirreno, a N.O. di Boma ; tanto major, Cic. 2} coi nomi appellai, ed i
ora rilhifjgio di Palo, nelle cui vicinanze proprii usati coyne appellai. un altro, un =
Pompeo e altri Bomani ragguardevoli pos- secondo, cioè « simile nelle sue qualità, al-
sedevano poderi. — Deriv.: Alsìeii«i«*,'e, Vappellativo enunciato», me sicut alternra
aisieitse, villa, Cic: ])opulus, Liv.: sost.. Al- parentem diligit, Cic: alter Verres, Cic. e :

sieiise, is, n. (se. pracdiuni), il podere di Bom- così alter ego, un secondo io (di amici molto

pco ad Àìsio, Cic. intimi), Cic: e tamquam alter idem, quasi un


iilsìiis, a, um (sUgeo), freddoloso, uhm cor- secondo lui, Cic. d) l'alt)-o = posto di fronte,
pora, Lucr. 5, 1013. opposto, ripa, la sponda opposta, Caes.: pars,
almiS, a, um
(aigeo), refrigerante, fresco, la jìarte opposta, contraria, Cic: parim.
rinfrencante, che reca conforto, solo nel neutr. factio, Nep.: aeies, Liv.: fortuna, Liv. Quindi

compar., iiihil alsius, Cic. ad Q. fr. 3, 1, poet., altro == diverso, mutato, rispetto alla

2, S 5-
cond zione antecadente, metuit secundis al-
aliarla, tum, n. (altus) (preclass, e class, teram sortem, Hor.: e quoties te speculo vi-
solt. al plur.) [quindi anche unito soltanto con deris alterum, un altro, del tutto mutato (cioè
numeri distributivi] , aitare fornito di un «brutto»), Hor. II) trasl.: 1):^:= alteruter,
piano, destinato agli olocausti, ab altaribus uno di due dei due, non uterque, sed alter,

fugàtus, Cic: altaribus admotum jurej arando Cic: non in alterius favorem inclinati, verso
adegit, Liv. nessuno dei due, Liv. 2) l'altro il vicino, =
alle, avv. (altus), IJ in alto, tdto, a) pì-ossiino, qui niliil alterius causa facit, Cic.
propr.: estollere pugionem, Cic: cadere, dal- Quindi ^Max con una negazione o una prop.
l'alto, Cic: se tollere a terra altius, Cic: il comparatvo, rinforza come un
n"gati.va e
altissime evolare, dell'aquila, Suet. b) trasl.r secondo p>er «nessun altro » in genere ;

alte spectare, innalzare lo sguardo ten- = nil obstet tibi, dumue te sit ditior alter, Hor.
dere ad una meta elevata, Cic: ingenium al- — Dat. femm. più S2ìesso alterae. Comici,
tissime riSSUrgit, Plin. ep. IIJ profondamente, Caes. ed a.
a) propr.: ferrum haud alte in corpus descen- allcrcatto, onis, f. (altercor), aiterco,con-
disse, Liv.: sulcus altius impressus, Cic. b) Lentuli et
tesa di parole, disputa, J) in gen.:
trasl.: verbuin transfer re altius, troppo ardi- Caninii, Cic: dialogorum, Son.: altcrcationes
tamente, usare in metafora troppo astrusa, in senatu factas audio, Cic. II) t. t. giudiz.,
Cic. : prendere da lontano, Cic:
alte petere, le repliche e controrepliche più brevi fatte

altius prima repetere ab origine, risalir su dopo la reciproca dimostrazione dalle parti
alla prima origine, Verg.: altius (più ad- contendenti e dai loro avvocati, in cui si
dentro) disserere, Tac: altius perspicere, ^e- potevano ancora ima volta, raccogliere i
netrar piiì^t addentro), Cic. JÌUnti principali, disputa, discussione, Cic e
alter, t'era, tcrum, gcnit. altcrlus {poet. Quiut.
alt'erTus). dnt. alteri (da alis), lUmo dei due, allorealor, òris, m. (altercor), altercante,
l'altro (allineo atro alias, l'altro, infra molti), contendente (come t. t. giudiz., cfr. altercatio,
J) propr.: A) in gen.: necesse est, sit alteram n" II), Quint. 6, 4, §§ 10 e 1-5.
de duobus, Cic: niihi cum viris ambobus est aJlerco, avi, are, forma attiva per la seg.,
amicitia, cum altero vero magnus usus, Cic: cum Andr. 653.
patre, Ter.
alter cxercitus, Liv.: alter eonsulum, Liv.:alter altereor, atus sum, ari (alter), avere una
ambove (dei consoli), Cic: absente eonsulum contesa di parole, altercare, contendere, parlare
altero ambobusve, Liv.: alter ex censoribus, (0 ciarlare), disputare, I) in gcn.: cum alqo,
l>iv,:binas a te accepi litteras, quaram alteris Caes.: Inter se, Liv.: poet. trasl., altercante
mihi gratulabare. Cic: utrique alte is freti. libidinibus pavere, contende con, ecc., Hor.
Sali.: tuis unis et alteris litteris, Cic: duplices II) come t. t. giudiz., contendere, disputare,
similitudines,uuae rerum, alterae verborum, replicare, colVavversario(V.'A\ÌQrc&.\Ào n" li),
Comif. rhet.: hos libros alteros quinque, Cic. in altercando invenit parem neminem, nella
Distribut., alter . alter, Vuno . . , Vaitro, alter
. . discussione, nelle rcpliclie e controrepliche,
perdidit, alter vendidit, Cic: alter liic, Cic: . . . Cic.
alter . iste, Cic, plur., di pjiii o di tutte le
. . alleriiTs, V. alternus.
parti, alteri dimicant, alteri victorem timent, alterno, avi, atxim, are (alternus), IJ tr.,
Cic. Finalmente il secondo alter in zen caso fare,produrre q.c. alternando, alternare; avvi-
diverso, alter alteri us ova frangit, Cic: alteri cendare con q.c, fidem. ora far credere, ora
alteros aliquantum attriverant. Sali. H) par- no, Ov.: vices, alternare, Ov. II) intr., alter-
tic: 1) l'altro = secondo (secundus),
a) ge- nare, avvicendarsi, Verg.: trasl., ponderare una
neric: proximo, altero, tertio die, Cic: qua- cosa dopo T altra, essere infra due, Verg.
driennio post alterum consulatum, Cic: eris alternus «i. uin (alter), l'uno dopo l'altro,
alter ab ilio, il secondo dopo lui, Verg. Colle alternato, alterno, 1) in gen.: alternis trabibus
decine e centinaia, altero vicesimo die, il ac saxis, Caes.: alternis diebus, Liv.: alternis
giorno 22, Cic: anno trecentesimo altero, paene verbis, qunsi ad ogni terza parola,
Vanno 302, Liv. b) unus et {od atque o aut Liv.: alternis versibus, anche sempl. alternis,
vel) alter, unus alterque, l'uno e l'altro, a) in canti alternati, Liv. e Verg.: alterni ser-
determinato =
uno o due, unus et alter dies, inones, dialogo, Hor.: alterni metus, Liv.:
,

141 altcrutcr aluciuatio Ui


coirahl., signa ubi sunt alterna
pcregriiiis alliis, a, um, part. agg. col compar. e
coluiniiis Belides, dove alternate con coloìme superi. ((Za alo), divenuto grande, grande :
straniere vi sono le .Ha (uè ecc., Ov. II) quindi secondo il punto di veduta dell'osser-
partic: A) come t. t, chlla metrica alter- = vatore, alto profondo, I) alto, A) Conside-
nante, tra esametri e pcntaìuetri, in versi rato dal basso in alto {contr. humilis, pro-
elegiaci, elegiaco, pedes, Cic: veisus, Cic, car- fundus), 1) propr.: ripa, Caes.: mons, Caes.:
Tiieii, Ov. li) comi" 1. 1. giurici., reicere alterna altissima mx, Caes.: colu niella tri bus cubitis
Consilia o altonios judices o altornas civitates non altior, Cic: alti.ssinius caeli complexus,
(che erano stabilite come giudici), rifiu- Cic: altiorem fieri, farsi più alto, cammi-
tare, ricusare i giudici tratti a sorte, re- nando sulla punta dei piedi, camminare pet-
ciprocamente, vicendevolmente, ciò che pote- toruto, Cic: altus = ai7:u; (eccelMoj, come
vano fare per hìki v(dta accusato e accusatore, epiteto di grandi città (a motivo della loro
<3ÌC. C) Tabi, plur., alterni^, ultAsmatiitniunte, a posizione elevata o dell' altezza delle loro
vicenda, Llv. ed a.: alternis... alteruis, ora... mura), Cartlingo, Roma, Verg.: urbes, Hor.:
ora. Sen. coU'acc. della misura, signum (statua) seiAem
allor-iilci', allri'-iitra (più frequente pedes altum aut inajus, Liv.: con tenus e il
cìie altera utra;, aller-ùlrum {piìi fre- genit., aqua fermo genu tenus (fino al ginoc-
quente che alteruni utrum), genit. aller- chio) alta, Liv.: sost., altum, i, n., altezza, a)
in gen.: in altum cditae arces, Sen.: ordo sena-
a'at. altei'Utrì, "no dì due O dei due, COl- torius quasi editus in altum, Cic: altiora pi-
Tisclusione dell'altro, ne alteruter alterimi trae, la parte superiore {contr. ina e summa ,

occuparet. Nep.: alteruter vestrùni, alteruter Curt. \)) partic: a.) l'altezza, l'alto del cielo,
de filiis, Cic.: altera utra Victoria, Liv. ab alto, Verg. P) altezza ^= alto mare, in altuni
allToiiiotiis, a, uin (altus e cingo), suc- provehi (fg.), Cic: in portuni e.x: alto invebi,
cinto, Phaedr. 2, 5 (6), 11. Cic: in alto constitui, Caes. 2) trasl.: a) dei
aElTli>«, e (alo), che può venire o viene gradi di condizione, di dignità, di carica,
ingrassato, da inyrassaìe, inyiassuio, grasso, altior ordo, Sen.: altior, altissimus dignitatis
Loves, Yarr.: plur. sost., altilia, iuni, n., vo- gradus, Cic: sost., in altum (grado elevato)
litili (uccelli, polli) ingrassati, Hor., Sen. sublati honiiues, Sen.: excelsa et alta sperare,
ed a. mirar in alto (= alte dignità), Liv. b) della
altiiicoiiii!» , a, um (alte e sono), altiso- voce, ecc., aito, chiaro, acuto, altioie voce,
nante, che ì'isuona dall'alto., Clc. IJOet. ed a. Catull.: altissimus sonus, Quiut. e) delle divi-
poeti. nità e persone altolocate, anche di personi-
ailTlonaiis, antis (alte e tonoì, aìnto- ficazioni, augusto, sublime, ApoUo, Verg.:
nante, che tuoìia dall'alto, Cic. poet. cd «. Caesar, Hor.: Koma, Ov.: e alto per nascita,
poeti. dì xtirpie iUu.ftre, Aoiieas, Hor. dj riguardo al
allTlfldo, diuis, f. (altus), I) altezza, 1) tono, allo stile, elevato, sublime {contr. humi-
propjr.: niontium, Cic: muri, Nep.: in altitu- oratio, Cic. or. 192. Q)rigimr do all'animo
lis),

dinem peduin XV effectis operibus, Caes. : e alla mente, elevato, magnus et altus vir, vir
plur. inipendentium niontium altitudines
, altus et excellens. Cic: homo alta mente prae-
Cic: e meton., altezza =
altura, punto elevato, ditus, Cic: qui altiore animo sunt, Cic. B) mi-
Val. Max. 7, 6, 5: plur. altitudines moeniuni, surato in ampiezza, alto =ampio, lontano,
Cic har. resp. 49: altitudines montium, Liv. distante, soU. fìg., alqd ex alto fda lontano)
21, 30. 6: altitudines, quas cepissent hostes, petere, Verg., repetere, Cic. II) profondo. A)
Liv. 27, 18, 9. 2) trasl., ulte-za, elevatezza, cons deralQ dall'alto in basso, 1) propr.
fortunae, orationis, Cic: animi, grandezza {contr. summus): aqua, fluiiien, Caes.: radix,
d'animo, aito sentire, Cic. part. or. 77. Cic. Cic: sost, altum, i, n., la profondità del-
ep. 3, 10, 10. Liv. 4, 6, 12 (diverso da sotto l'acciua, ecc., puteus in altum actus. Sen.: ex
al n" II, 2). II) profondità, 1) propr.: tìu- alto emergere, Cic. 2) trasl.: a) profondo, di
minis, maris, Caes. e Cìc.:plur., speluncarura r poso, quiete, silenzio, ecc., soiunus, Liv.:
concavae altitudines, Cic. 2) trasl., altitudo silentium, Verg. b) profondo, interno; che è
animi, arte (facoltà) di dominare e nascondere posto, radicato, aderisce profondamente, alta
i proprii sentimenti, tranquillità diplomatica, mente, Verg.: altior sollicitudo, Quint. e) pro-
taciturnità [grecopaOuTT^s ), Cic. de off. 1, fondo = nascosto, occulto, dissimulatio,Curt.:
88. Tac. ann. 3, 44 {diverso dal n" l, 2): si altior istis sub precibus venia ulla latet,
detta pure altitudo ingenii, Sali. Jug. 95, Verg. d) che va a fondo = astruso, profondo,
3 : in altitudinem
conditus, raccolto, in sé altiera studia artesque, PHn. ep.: altissima
stessn, in profonda dissimulazione, Tac. hist. eruditio, Quint. e» sost., altum, i, profon-
n.,
4, 86. dità, intimo, fondo d' IVcinima, ingentem mo-
ailiiiìiioììlus a, um (dimin. f?* altius), al- lem irarum ex alto animi ciere, Liv.: ex alto
quanto (troppo) Suet. Aug. 73.
alto, (profondamente) dissimulare, Ov. 'Q) misu-
allTvolaii<>, aniis (altus e volo), aiUvo- rato in ampiezza, a) profondo, che si estende
^ante, die vola in alto, Lucr. ed a. poeti. profondamente, portus, Verg.: pectus, petto
altftr, Òris, m. (alo), nutritore, balio, ali- 2>ro fondamente arcuato, Verg.: sost., altum,
tìtentalore, tnanteniiore. Cic ed a. i, n., profondità, altezza (della CClsa, eCC), l'in-

altrìx, trìcis, f. (altor), attrice, nutrice, terno, in altura concedere, Lucr. b) trasl., se-
allevatrice, terra, Cic: terra altr. Ulixi, j)'!- condo il tempo, l'età, antico, nobile, venerando,
tria, Verg. — Partic, nutrice, balìa, Cic. poèt. sanguis, Verg.: Clausus, Ov.
^d a. aiucìiiiìtio, ònis, f. (al ucioor), rfiscorao
,

143 aliicinor aiiiaus 144

priro <Ji senso . sciocchezza , sogno, allucina- 653: partic. bacino, vasca da bagno, Cic. ed a.

zione, S.^11 (le vit. 6 (ai pìiir.).


beat. 2(]. IV) alveo, letto di un fiume, alv. flumlnis
Verg.: ex medio alveo, Liv. V) alveare, amia,
iilrM>Tiior, ìltus ?-\\m, Àxì {da connettersi
ciarlare O agire Scriptt. r. r. ed a.: vitiosae ilicis alveo, della
C'in àÀ'Jf)). parlar vanamente
(trattare) vanamente, tliin sema senso, sognare, cavità di un albcro,in cui stanno, s'annidano
pronominale, quae Epi- le api, Verg. VI) tavoliere per i dadi, prov-
Cic. ed a.: cnlì'acc.
est, Cic.
veduto di un alto orlo, Suet. ed a.: meton.,
curu? aliioinatus
ed giuoco dei dadi, Val. Max. 8, 8, 2.
alrniir'ii, niTnis, n., allume, Vitr. a,
riliiiitii:i. ae, f., V. alumnus, n" IL alvii«, i, i.. volta, cavità; quindi I) ca-
vità inferiore del ventre, basso ventre, alveo,
ìiiiiiiiiiiiS ^> um (alo, alnius), partic. nei
poetiesost. = chi è od estate nutrito, pancia P canale intestinale. A) propr.l VtXXX-
gatio alvi, Cic Bi trasl.: V)-uiero, Cic ed a
(•tirato ed allevato, alunno, allieco, I)
2) stomaco e apparato digerente in genere,
alumnus, i, m., allievo, a) propr., Verg. ed a.:
contr. nutricula. Hor.: contr. jiaedagogus, Cic ed Ov. II) alveare, arnia, Scriptt. r. r.
paese ed a. IIIJ scafo, venire della nave. Tac. hist.
Qiiint. Piirtic. col genit. o co/Z'agg. del
alunno, 3. 47.
luogo, ove uno cresce o crebbe, figlio,

videret, Cic: Pae- .4iyallé«>, is oci, m. C\X'Mz-r,c,), AUatte^


Italia aluinnum suiim . . .

re della Lidia, padre di Creso.


ligni ruris al, Ov.: al. legiouuni, allievo delle
legioni =
educato nel campo, Tac: di ani- 4ly/'ia, ae, f. VW^i^ly.). AHzin, piccola
città delVAcarnania, con un tempio dedicato
viali, parvi alumni, i piccini del gregge, ìlor.
Il) trasl., d i scolar i =
allievo, discepolo, alunno, ad Ercole e un porto; ora Porto Candello.

riatonis, Cic: quasi al. disdplinae meae, Cic:


ani, I^. amb.
iiiiia. V. hama.
fgo pacis, ut ita dicam, alumnus, Cic. II)
anial»Tli«i, e, agg. con compar. e superi,
alumna, ae, f., alunna, allieva, a.) jjvopr., Ov.,
Suet. ed n.: di ani mali, aquai dulcisalamnae, (amo), IJ amabile (contr. invisus), di pers., "

</t rane, Cic. poèt. b) trasl.: bene constitutae


Cic. ed a.: col dat., turbae, Sen.: di e. astr.,
quaedam eloquentia,
civitatis quasi al. Cic.
mores, Cic: Carmen, ^ra^wso, Hor. II) am
ITI) neutro: numen alumnum, Ov. a destar l'amore, Cic de off. 1. -56.
alliaiMSTlor, avv. (amabilis), I) amabil-
.4liiiilìnitl (H;d.),Ti. n.('AXoùvxtov), Alun-
mente Hor. ep. 2, 1, 148. II) amorosa-
,
zio, città sulla costa setV ntrionale della Si-
mente, benignamente, am. in alqm Cogitare,
cilia, non lungi daìV odierna Caronia, sopra
nn nota pei suoi vigneti.
erto colle, e- —D Anton, in Cic ep.: spectat amabilius juve-
nem. Ov.
riv.: .iliinliiiii'i (Hai.), a, um.rfè Ahmzio;
SOSt.. Aluntinus, i, m., abitante <H Alunzio,
.-iiBialShoa, ae, f. ('AiidXOs'.a), I) Amai-
Melisso di Creta, la
tea, ninfa, figlia del re
(alumeu), I) cuoio sottile e
iililla, ae, f.
quale col latte di ima capra allevò Giove.
morbido, preparato e colorito con ni lume e
Secondo altri, quelli capra stessa si cìiia-
ìiOCi di galla, cuoio d'allume, cuoio di Samo, di
Coì-dova, dell'Atlante, Caes.
mavi Amalthea, e un corno di essa, rottosi a
ed a. IL) meton.:
caso contro un albero, venne ij iti tardi posto
ciò che è preparato come cuoio di allume:
correggie delle scarpe (corrigiae), quindi
da Giove come corna Amaltheae o Copiae (V.
1 )

cornu, 7t° I) fra le costellazioni. Quel corno^


anche scarpa, Ov. ed a. 2)neo, Ov. art. am.
che stillava nett ire ed ambrosia, 'va. quindi
Z. 202._
imagine delT abbondanza ; quindi Xm^ìthèa.,
nlv;u*tiiiii,Ti, n. (alvus) = alvearium ('V'.),
ae, f. ('A[iàÀ6s'.x) cAmalthèam (Amalthìum),
Cic fr. ed a.
probab. antico santuario
n. ('A[jLXÀ9slov),
n. (alveus) = alvearium (V.),
i,
ah-eiire, is,
della ninfa Amaltea
nelle vicinanze del
,

Quint. ed a.
podere di Attico nell'Epiro, sul fiume Thya-
alv^arTiiiii, Yi, n. (alveus), I) luogo ove mis. Sul moiello di questo, se ne fece tino
si serbano gli alveari (alvei), Varr. e Plin. simile Cicerone nel suo Arpino. II) uno
II) alveare, Scriptt.r. r. ed a.
Sibilla.
alvrolim, m. (dimin. di alveus), pic-
i, aaiiandiiiTo, i^nis. f. (amando), aliontana-
cola cavità a foggia di ventre, quindi I) pic- ììi^nto, esilio, relegazione, rUSticiUa (in villa),
colo vaso, secchia, tinoz.ta, piccolo truogo, Liv. Cic Rose Am. 44.
ed fi.: prirtic, inaffìatoio, Phaedr. 2, 5, 15; ;l-iiiaii4lo, avi, àtum, are, ordinare ad
gabbione, Liv. 28, 45, 17. II) tavoliere mu-
alcuno di recarsi in un luogo lontano, ban-
nito di un alto orlo, su cui venivano gettati dire quale, mandar fuori del paese, esiliare,
i dadi da zma coppa in cui si erano prima sia per motivo di sicurezza, Cicerones in Grae-
agitati, Cic. ed a.: meton., tavoliere =^ giuoco
ciam. Cic: sia per allontanare qii de. dalla
•hi dadi, Cic .Ardi. 13. IIIJ piccolo letto di
nostra presenza O vicinanza, mandar via, esi-
un /lume. Curt. 6, 4 (10), 4. liare quale, in un luogo, alqm Lil^bacum,
alvriis, i, m., cavità a foggia di ventre, Cic: alqm extra Italiam aliquo, Liv.: alqm in
oblunga, quindi I) recipi'Hte in forma di ultimas terras, Cic: quin-li trasl., res similes
tinozza, tinozza, truogo, Scriptt. r. r. ed a. procul (porre lontano) a sensibus, Cic. de
II) albero incavato in forma di burchiello, nat. deor. 2, 141.
barca, piroga r|lCvd;'jXov), Liv. ed a.: poct. .4iHitmeii>ie«i, V. Amanus.
per navicello, barchetta, in gcu., Verg. ed a.: aiiians, antis, part.agg. (da^mo^, amante,
e la cavità inferiore della nave, fondo della che ama qaalc.oq.c, ben disposto verso quale,
ìlare, scafo, carena. Sali, ed a. Ili) bacino, affezionato a lui, amico e sim., I) agg.: 1)
eatineilu, di forni'.i allungata, Ov. niet. 8, propr.: col genit., amans tui, Cic: patriae,.
,

145 ainnnter amb 146

Cic: tui amantior, Cic: aniantissimus rei pu- sencctus facit, Cic. 3) delle parole in cui si
blicae, Cic. "2) ni'toìi., di coste mediante le manifesta l'amarezza del sentimento, amaro,
gitali si manifesta amore, autorei-olo, umiche- mordace, pungente, acerbo, sermo, Hor.: salcs,
vuie, affettuoifo, caro, amantissima
aiiKHitia, Quint.: lingua, Ov.: hostis amare! Verg.
vcrba, Ov. e Cic: nomen amantius, Cic. .iiiiarynlliìs, ìfdis, f., Amarintide, so-
II) sost., amante, innamorato, amatore, Cic. prannome di Diana, da Amarjnthos, vil-
ed n. laggio dell' Eul/ea, con un tempio sacro a
ììnianlor, avv. con compar. e superi, Diana.
(amans), umorci-ol mente, affettuosam., amiche- \n\tì%Z'n\iSy i, m.,fnime del Lazio; ora
vohn., Cic. ed a. Amasene.
.'linaiilTa, ae, f. (\\\i!x^/zio(,), Amamia, città ;*lliaslri««,tr'rdis, f. CÀiiOLZzpt.z), A mastri,
alquanto lontana dalla
deirilliria <jrcca, città della Paflagonia, situata sopra una
costa; ora Nivitza, col paese omonimo; penisola, con doppio porfo; ora Amasserah,
i suoi alitanti Aiiiaiilinni, òrum, m., — Deriv.: .4iiia<«lrTaou«>, a, um, di Ama-
Amnnziani. stri, orae = coste del Ponto, Ov.
auiaiiiìcnsis, is, m. a manu servus, = .'4ltliila, ae, f. (propr. l'amata), Amata,
schiavo che serviva come scrivano, ama- moglie del re Latino, madre di Lavinia, la
nuense, scrivano, segretario, Suet. Ncr. 44 prima sacerdotessa di Vesta a Lavinia.
ed a.
Aiiial!ius,thuntis,acc.thunta('A|j,aOo'3s),
,4iiiaiiii!s^ i. m. ("A|j.avo5), Amano, ramo
Amatiinte, I) m., fglio di Aerias, secondo la
del Tauro nell'Asia minore, il quale cor- leggenda fondatore di Amatunte e del tem-
rendo da N. E. a S. 0. fino al golfo d'Isso, 2no di Venere, che ivi si trovava. II) f., an-
divide la Cilicia dàlia Siria e la Cataonia
tichissima città sulla costa meridionale di
dalla Commayene; ora Alma Dagh. Gli abi-
Cipro; ora « Paleo-Limisso », celebre per il
tanti del moni". Amano, AinsliiTonscs, tempio e per il culto di Venere, chiamata
ì'um, m.
ainàraoiiim, i. n. (àjJiapdxivov), amarn-
quindi \.ini\i\\\\iiiA ('Ajia6o'jcia). — De-
cinu, profilino di maggiorana, LllCT. 2, 847-
riv.: Allialllllsiacil*», a, um, di Amatunte.
aiiiaraciim, n.
aiiiiitor, ùris, m. (amo), amatore, cioè
aiiiai*aeii«>, i, e. e i,

(à|JLapa7tOg e -ov), amaraco, maggiorana, erba I) amico, amante di q.C. qualc, pacis, Cic:
e fiore odorosi, Catull. ed' a.
antiquitatis, Nep.: amator tuus, Cic. IL) colui
che ha relazioni amorose, amante, innamo-
aiiiai'a<ilns, i, m. Cà|iapavxoi;, che non
rato, adorcftore, partic. in senso cattivo, dnulo,
appassisce), ainuntnio, sciamito, Tibiill. ed a.
con compar. e superi, (ama-
ììiiiai'o, avv.
adulter an amator, Cic: e pregn. amator =
mulierum, propenso all'amore, amante dell'al-
VUs). amaramente, trasl. ^= con amarezza,
tro sesso, donnainolo, aliud cst amatorem esse,
aspramente, acerbam., Scil. ed a.
aliud amantem, Cic: vinosus amator, Hor.
SÌinàl'TtTc** , èi, f. (amarus), amarezza,
amiittlrié, avv. (amatorius), amwosa-
Catull. 68, 18.
niente, teneram,, Cic. Phil. 2, 77.
aiii:lrTtn<io, (Itnis, f. (amarus), l) ama-
aiiiatr»rTii«i>, a, um (amator), pertinente
rezza, come proprietà naturale e inoltre gusto
aWarnsitoT o all'amore fsensuale), amatorio,
amaro, Varr. cPlin. Il) trasl., ciò che desta
amoroso, tenero, galante, lezioso, sermo, Cic:
un sentimento amaro, acerbo, a) lo spiacevole,
poesis (Anacreontis), di argomento erotico,
il disaggradevole, Quiut. 1, -3, 20: quindi lù
Cic: voluptas, Cic: medicamentum, Suet., lo
spiacevole, ciò che in ima voce offende l'orec-
stesso che il sost. amatwium, ii, n., « filtro,
chio. Quint. 11, ?>, 169. b) amarezza
-l-/.p£a,
dell' animo, sentimento amaro , cura acerba ,
pozione amorosa, ecc. », Sen. e Quint.
Val. Max. 4, 4. prooem. extr. e) amarezza di Aimsl/.on, zìjnis, acc. zona. f. ('Aiia^wv),
una mente malata, irritata, inasprimento, am. Amazzone, comun. plur. Ainazoncs, um,
odii, orZ'O acerbo, Val. Max.: cui sententiae acc. onas, f. ('Aiia^óvsgì, le Atnazzoni, I) po-
tantum bilis quantum amaritudinis inest
,
polo mitico di donne guerriere, U quali, go-
Plin. ep. d) amarezza, asprezza del discorSO, vernate da una regina, non soffrivano alcun
decretorum, Justin. uomo tra di loro; la leggenda le fa venire dal
aniilriir, òris, m. (amarus), amarezza = Caucaso nell'Asia occident de, partic. nella
contrada dell'odierna Trehisonda, sul fiume
gusto amaro, Lucr. e Verg.
l'ermo'ìonte (ora Termeh), nei campii di Te-
ìimarii<«, a, um, amaro {contr. dulcis),
miscira, ma anche nelle isole di Lesbo e Sa-
I) propr.: a) al gusto, salix, Verg.: calices
motracia, e persino ndla Grecia (Beozia,
amariores, vino piii piccante, pili vecchio,
Atene). J7) trasl., eroina dell'amore, la quale
Catull.: sost., amarum, pZ»?*. amara, l'amaro,
milita, per dir cos'i, sotto le bandiere di A-
l'aspro [contr. dulce, duJaia), Cic. b) all'odo-
rato, acato, piinginte, fìiilrlus, Verg. 7J) trasl.,
more, Ov. art. am. 2, 743. —
Deriv.: 1)
1) spiacevole, ripugnante, acerbo, sgradevole,
.4uiazoni<>ii«i, a, um ("AiiaLcv.xó;), delle
amaro, casus, Ov.: rumor, Verg.: sost. amara, Amazzoni, da Amazzoni. 2) .4lliazonÌS, Ul-
òrum, n., l'acerbo, amaro [t= cura acerba, ecc., dis, f. ('Aiia^ov's), comun. plur. Amazonides,
contr. dulcia), R<a\: e così amara curarum, forma second. poet. rZi Amazones, Amazzoni.
Hor. 2) [come Ti'.xpój) dell'indole e del com- 3) .4iiia?.«nius. a, um ('Ap.aCdviGs), Ama-
portarsi dirchi sfoga volentieri contro altri zonio, pharetra, Verg.: quindi vir, cioè Ippo-
i suoi sentimenti irritati, amaro, pungente, ir- lito, figlio di Teseo e di un'Amazzone, Ov.
ritabile, violento, mulieres, Ter.: amariorem me aiuii, propr. ambi, anche am ovv. an {cfr.
.

h: ambactus ambio 148

àii^l), prepos. inseparabile, intorno, anche in quin, ecc., Liv. 1)litiyare, contrastare, conten-
cerchio, cioè da due o più tutte le p'irti (i dere intorno ad un diritto o possesso (contra-
jj«/i</^o.^'/(f'''«anibedo,amplector,anquiro.ecc. stabile o dubbio), anzitutto a parole, partic.
illlll»a<*lH»>) il rn., servo stipendiato, Caes. in tribunale, ma anche coi fatti, ii, qui ambi-
guiit, le parti contendenti, Cic: cum eo, qui
b. ff. 6, 15, 2.
f. («e/ sing. solo in ubi., al-
allibii;:*:!''» is, heres eat, Cic: de hereditate, Cic. II) essere
l' incunlro nelplur. in tutti icasi)[a.mh e ago], discorde con sè stesso = essere in dubbio, in-

lo spingere, V andare, il correre deciso, irresoluto, incerto, intorno a qualcosa,

intorno a qualche cosa, giro, e in (Alexandruui) regnum Asiae occupaturum esse


qwmto non va non viene condotto allo haud ainbigere, Curt.: quaenam post Augu-
se pò per la diritta via, tortuosità, giravolta, stuin militiae condicio, ambigentes, coloro che
strada storta, labirinto , 1) prOpT., partlC. vivevano in apprensione dubbiosa, Tac.
di « andare errando », ambage reraissa, aillltT^-ìic, avv. (ambigUUs), Ij ambigua-
Ov.: e degli « andirivieni » del labirinto, niente, in modo equivoco, dlccre, scribertì, Cic:
Viiriarum ambage viiirura, Ov.: dolos tecti agere, Tac. Il) irresolutamente, indecisamente,
ainbagesque resolvit, Verg. II) trasl., del di- Liv. e Tac.
scorso che non va diritto al suo argomento, aiiiliT^^uita!», atis, f. (ambiguusi, antbi-
ma vi gira intorno, a) ambagi, giro di parole, gtiità, equivoco, oscurità, doppio senso, CiC. ed U.:

narrare, Ter.: missis ambagibus, ^jer


ariib. alci plur. in Sea. e Quiut.
dirla in breve, senza arzigogoli, Hor. b) oscu- illIlkijS^UII!», a, uni (ambigo), /) «he si piega
ritA facilmente prodotta coli' aggirarsi in- da due lati, per ambiguum favorem, cercando

torno ad una cosa, enimma, ambigtiità, equi- dinon 2)6 r de re il favore dei due, Liv.: ua-
voco, parole tnisteriose, eniiniiiaticlie, velate; tum (esse) ambiguo inter marcia ac femiuam
discorso, espressione, sentenza eniinniatica ; sexu infantem, ermafrodito, Liv.: ambiguus
della Sibilla, Verg.: della Sfinge, Ov.: dr'gU fuerit, modo vir, modo fenùua, Scython, di
oracoli, Tac: e di « fatti enimmatici, ve- aspetto variabile, mutabile, Ov.: Proteus, il
lati » come « rappresentazione simbolica » quale assume ora questa, ora quella forma,
di un pensiero, tacitis aiubagibus, mediante mutabile, 0\.: in viruin soliti vultus mutare
le significazioni enimmatiche, simboliche, ferinos ambigui prosecta lupi, che ora ha Va-
Liv.: per anibages, come imagine simbolica, spetto d'uomo, ora di lupo, lupo mannaro,
Liv. e) detti o fatti ambigui che velano la Ov.: virgo, Sirena e Sfinge, Ov.: viri. Cen-

verità e la giustizia, tergiversazioni, pretesti, tauri, Ov.: Salaniis, una seconda Salamina,
sotterfugi, inganni, vix pueris diguae ambages, Hor.: aquae, operanti ora in un modo, ora in
Liv.: falsi positis ambagibus oris, senza le cir- un altro, di doppia efficacia, Ov. II) trasl.:
conlocuzioni di un discorso ingannatore, Ov. A) vacillante, dubbio, incerto, non sicuro, a) ptaS-
.4.iiil»sirri, òruin, m., Ambarri, ptopolo sivo: si dudum f uerat ambiguum hoc mihi,Ter. :

dr.Ua Gallia, sulT Arari (Saóne), ad oriente haud ambiguum regeiii alterum meà morte fa-
degli Edui. e con essi affini ed alleati. ciam, Liv.: sost., ambiguum, i, n., cosa am-
mangiare intorno,
ailll»-<>(lo,èdÌ, èsuill, ere, bigua, incerta; dubbio, t/ècerfe^sa, reliuquere IR
quindi consutnare inlieru^nente,
rosiceliiare , ambiguo, Lucr.: rumor iu ambiguo est, dà
Verg. e Tac: trasl,: del fuoco, Lucr. e Verg. luogo a doppio giudizio, Ov. bj attivo == di-
amili, V. amb. scorde con sé, vacillante, indeciso, irresoluto, in-
.4iiil»Taiiì, òrum, m., Ambìani, popolo certo, CoZ genit., imperandi, Tac: futuri, Tac.
belga sulla costa, nell'odierno dipturtimento B) del discorso, ambiguo, equivoco, e generic,
della Somma, colla capitale Samarobriva {ora enimmatico, confuso, oscuro, verba, Cic: VOCCS,
Amiens). dieta, Ov.: oracula, Cic: sost., ambiguum, i,
.4iiil)ìl»arTi, òrum, m.. AtnbibarH, popolo n., espressione ambigua, ambiguità, Cic. ed a.
gallico, appartenente alle civitates Armo- c) ambiguo =: SU cui non si pjuò foìidarc,
ricae, nell'odierna Normandia (ove esiste an- di cui aie. non si può fidare, incerto, utuisi-
cora la città di Amhières). euro, dubbioso, 1) in gen.: ictus Scolpo), Liv.:
aniki^EO, ere (amb ed ago), condurre una fides, Liv.: auctor (messo), Ov.: doinus, Verg.
co^a da due parti, solo trasl. rifiettere da = 2) partic: a) dubbioso, dubbio, incerto, tnalsi-
due parti intorno a q.c, cioè essere discorde, curo, riguardo al possesso {contr. certus),
Ij con un altro, 1) essere di parere dubbioso ager, Liv.: ambiguae domi res, strettezze do-
O contrario intomo a quuicosa, addurre un ìiiesticlie fi debitij, Tac: sost., ambigua, au-
tiubhio o ttna dijjicultà, disputare, contendere, ci pitia {contr. certa), Tac: non sane alias ma-
dubitare di q.c, combattutila, e partic. al passivo gis in ambiguo Britaunia fuit, Tac. b) incerto,
= essere dubbioso controverso, a) att.; haud vacillante, riguardo al seguito, fine, esito, res
ambigarn, hicine fueiit Ascanius, au, ecc., vo- ambiguae, avversa fortuna (contr. res secun-
glio lasciar indeciso, \À\ b)pass.: a)person.:
. dae, buona fortuna), Tac. ann. 1, 64.
id jus quod ainbigitur iuter peritissimos, Cic: Àiukìliireli, òrum, m., AmbUareti, po-
omnis res eandem hibet naturam ambigendi, polo gallico, alleato degli Edui, probabil-
richiede sempre uguale maniera nel dispu- mente a iV. di questi; forse identico agli
tare prò e contro, Cic. fi) impers.: cum de Ambluareti.
vero ambigetur, Cic: ainbigitur, quauam Han- Ainliiliali, òrum, m., AmbUiati, piccola
nibal Alpes traiisierit, Liv.: ambigitur quoties, nazione della Gallia, sulla Samara{Somxna.).
uter utro sit prior, Hor.: a.sijici aliquando eam Jkmhìórix, rigis, m., Ambiorige, principe
volucrem non ainbigitur, Ter.: id ambigitur. degli Kburoni nella Gallia Belgica.
belline Liv,: neque ambigitur, aiubiOj ivi e li, ìtum, ire {da amb ed eo);
149 aiv.bitio anibitus 150

benché non sì coniughi secondo eo, ma segna (ambitiosus), a) ambiziosamente, vanagloriosa-


regolarmente la quarta coniugazione ; solo mente, per ambizione, per vanagloria, peterc
HcirimpeTi.siha anche ambibat), I) andare, regnum, Liv., provinciam, Quint.: e per desi-
yirare intomo a q.c, X)j)ropr.: ut terram derio di brillare, per con vanità, fastosamente,
hinae cursus proxime anibiret, Cic: partic., con alfettazione, eum Ca'iUm furre, Tac. h) stu-
tjifure intorno ad un
lungo, evitandolo, deviis diosamente, per desiderio di favore, di grazia,
ploruiiique itiiieribus patriain, Tac. B)trasl.: con istanza, con ujjizi, pei- con riguardi, per
a) girare intorno, correre intorno =
«ii-condare riguardi egoistici, in modo paHiyiuno, con par-
q.c, insula quam amnis Euplirates ambiebat, de triumpho agore, Cic: non ainb. seri-
ziaiitfi,

Veli, b) far girare, correre una cosa intorno bere, Cic: amb. corrigere orationem, con in-
=
ad un' a lira circondare, cinj/ere COH q.C, pla- dulgenza piena di riguardi, Cic.
gis silvas, Ov.: clypei oras ambiit auro, fregiò, aiiiliilìÓMUS, a, urn (ambitio), letteralm.
Verg, II) andare intorno COììie supplicante, disposto ad andare intorno, quindi
A) presso molti, i quali hanno qualcosa da I) in geìl., che va sempre intorno, circonda,
decidere, per ottenere il loro voto, la loro ap- avvince, lascivis hederis ambitiosior, che av-
provazione, -ricoi^rere, accoittar^ii ad eStii, vica- vince l'amante più stretto che, ecc., Hor.:
tim, Cic: singulos ex senatu, Sali.: seg. da ut amb. ornamenta, lussureggianti, ricercati,
ne e il cong., Suet.: partic. dei candidati, Hor. Il) pregn., che si adopera volentieri
iquali andavano da un cittadino alV altro per conseguire onori; quindi trasl.: a) che
per farsi dare il voto, bìWjHare, irrigare, aspira molto agli onori, e prccis.: a.) che ago-
assol.,Q,\Q. Pbil. 11, 19: nel passivo, am- gna onori e grado nello Stato, ambizioso, avido
biunlur, mgantur. Cic: populus facit eos (sce- di onoìi, impera tor, e plur. sost., ambitiosi,
glie per le cariche), a quibus est maxime Cic. p) che aspira molto a segnalarsi in
ambitus, Cic. B) andare attorno a ciascuno genere, ambizioso, avido di onori, superbo, va-
separatamente con preghiere, con lusinghe, naglorioso, homo minime ambitiosus, Cic: di
ricorrere a qualc, avficinarsi a lui, rivolgersi oratori, vano, affettato, Quint. e trasl., di
:

Il lui, per ottenere qualcosa, ricercare quale, e. inan.) ambizioso, vanaglorioso, sontuoso, fa-
di q.c.,preyare,rcgìniim. affata, Verg.: conubiis stoso, mors, che agogna alla gloria futura,
Latinuni, fare a Latino la richiesta della fi- Tac: exsequiae, Sen.: del discorso, Quint. b)
glia, Vorg.: ille unus ambiri, coli, Tac: seg. che aspira ai favori nella vita imbhlica, am-
d(drìnhn., donec ultro ambiretur consulatum bizioso, chemira ai favori, die vaglieggia favore,
accipere, Tac. quindi anche pieno di riguardi, partigiano,
aillltltìo» òuis, f. (ambio), l'andare intorno venule, dux indulgens ambitiosusque, Liv.: qui
come supìplicante, IJ propr., come 1. 1., bnga ita sit ambitiosus, ut etc, Cic: e trasl., di e.
per ottenere una carica onorifica, ricoì- inan.: ambizioso, prodotto dall'ambizione, fon-
rendo personahn. al popolo, istanza per una dato sulVamb., per riguardi egoistici, ro<''atÌO-
carica, concordo, sing. e plur. in Cic. ed a.: nes, amicitiae, Cic. e) generic, cJie tende, die
ambi tic annua (della dignità reale presso i mira ardentemente ad una cosa, che briga per
Veienti), Liv. IIJ trasl. a) l'aspirare ad
: ambisce una cosa, Musa nec in plausus am»
onori, e precisam.: a) «7 tendere, l'aspirare biliosa mea est, Ov prò guato mater ambi-
:

ad onori e gradi
nello Stato, Vanibire, mire tiosa sua fuit, Ov.: trasl., di e. inan.: no-
ambiziose, sforzi e progetti ambiziosi, antbizione, ster in has omnes (puellas) ambitiosus amor,
brama, di oitòri, me ambitio quaedam ad Ov.: amb. preces, preghiere calde, interes-
bonorum studium duxit, Cic: in Scipione am- sate, Tac.
bitio major, Cic: naserà ambitione ftrista am- 1. aiiiltllim, a, um, V. ambio.
bizione) laborat, Hor. p) Vaspirare agli onori 2. aiiil)ìlu<s^ US, m. (ambio), l'andare in-
presso altri in gen., ambizione, vunagloì-ia, in torno, I) in gen.: 1) astr., ambito, giro, eorso,
gen., quindi anche studio di comparire, va- siderum, Cic: saeculorum, Tac. 2) concr. :
nità, pompa, fusto, ambitio et luxuria, Seu.: a) giro =
la via che descrive ciò che gira in-
ambitione relegata, senza vanagloria, Hor.: torno, circuito, orbita, incurvatura, sinuosità,
magna euni (Platoneni) ambitione Syracusas secundussupra terram, Cic: propeiantisaquae,
perduxit. con molta magnificenza, con gran Hor. Trasl., a) =
ambages, amtai^ri, multos
pompa, Nep. b) il tendere, aspirare al favore, circa rem unam ambitus facere, Liv, P) =
il vagheggiare il favore della moltitudine Tispicppaatg, perifrasi, circonlocuzione, alqd per
di singole pers., di cui si fa uso per uno scopo ambitum enuntiare, Suet. b) giro = incurva-
determinato, desiderio di ottener favore, con- tura che gira intorno a q.c, cerchio, circolo,
seguintcnto di favore, l'ottener considerazione, oWo,iem<;t>, extremitatem rotundo ambita
caeli
riguardi, x>roccdere riguardoso, attenzione con- circuniicere, Cic: partic, amb. aedium, an-
discendenza indulgenza piena di riguardi, gusto spazio sentiero lasciato intorno ad
riguardi verso la persona, riguardi egoistici, uìia casa, pel quale si può camminare, Cic.
buoni servigi, parzialità, ambitio pOpulaiis, Ju- top. 24; trasl. :^= r.zpiotoc,, periodo del di^
stiu.: ambitione labi, Cic: jus .sibi per am- scorso (come 1. 1. retor.), V. partic. Cic. Brut.
bitionem dictum non esse, Liv. e) generic, il 162 e or. 204. e) giro =:^ spazio che un oggetto
tendere con ardore, l'aspirare a q.C, l'ambire, occupa nella sua estensione, estensione, am-
il vagheggiare q.C, gloriae, Tac: conciliandac piezza, caeli, Suet.: castra lato ambita, Tac:
provinciae ad spes novas, Tac: assol. :== sup- e dei confini del tempo, totani pueritiam am-
plica, istanza, magna ambitione admitti non bitu suo astringere, Seu.: e amb. orationis,
poterat, .Justin. corso, delineamenti (discorso), Val. MaX. 6 :

aiiibìtTo!»e, avv. con compar. e superi. cos'i non imagine et ambita rerum, sed rebus
151 Ainbivariti aniburo 152

incendit, Quint. IPipregn., Vamiare intorno aniliuhàiae, arum, f. (dal siriaco abub,
come sappi icaìite, \\propr., soiiecit<izione u- anbub =
tibia), specie di baiadere, cioè

lefjale, ti-ntiitivo di ottenere in qualunque modo ragazze siriache, le quali in Roma si gua-
cariche ed onori, cuccia ayli impieghi, broglio, dagnavano il vitto cantando canzoni dei
partic. mediante la corruzione, lex de am- loro paesi e conducendo mala vita, Hor. e
bita, Cic: ambitus alqm accusare, darnnare, Suet.
Cic: aiiib. snffracrioruni, compra di voti, Tao. anilirilalio, ònis, f. (ambulo), il cammi-
'2) trasl.: ai ì'aspirare. il tendere agii Onori, nare, l'andar su e giù, qua e Uì, I) in qeu.,
partie. ?" modo eccessivo, vanaglorioso, l'am- p. es. dell'oratore sulV arringo, Quint. 11,3,
hive gli onori, ambizione, COSÌ nella vita pub- 126. II) partic, V andare, a spasso, per fare
blica che nella privata, caret ambitu, Plin. un po' di moto, H passeggiare, passeggiata,
ep.: hic erit alendus ambitu. Quint.: quindi Cic: meton., passeggio, passeggiata, luogo di
anche generic: bramosia di brillare, vana- passeggio, ora coperto, ora no, Cic ed a.:
gioria,ambizione,(\nidam intellegeudi ambitu«, Magni, il Portico di Pompeo, Catull.
vanagloria di conoscitori, Quint. bi lo smo- amltìilalTiineììla, ae, f., piccola passeg-
derato tendere, anpirare al favore, il vagheg- giata, due passi, Clc. ep. 2, 12, 2 meton. : =
giare il favore, nella vita pubblica e pri- piccolo luogo di passeggio, tecta (coperto), Cic.
vata, potentium, Tac: ne hoc munus meum ad Att. 13, 29, 2.
ambitu cnrrumperetur, Plin. ep.: quindi anche ainltììlo, avi, àtum, are (dimin. di am-
l'usar riguardi, il comportarsi troppo pieno di bioj, camminare con passo naturale, non af-
riguardi, indulgenza o condiscendenza piena di fettato, camminare, andare intorno, su e giù,
riguardi, riguardi egoistici, partigianeria, sine qua in gcn.i a.) intr., contr. cubare,
e là, I)

ambitu, Cic: judicum ambitu evaserat, Tac. Plaut.: contr. sedere, Cic: contr. currere,
e) il a q.C, Vam-
tendere. Taspirare smoderato Sen.: contr. salire (di uccellij, Plin.: contr.
Iure, il brigare, vagheggiare q.C, UXOrius,
il incedere (avanzarsi), Sen.: dell'oratore sulla
gli sforzi pieni di raggiri di una donna, tribuna, Quint. 11, 3, 127 e 130: e del passo
Tac: uxor maorno ducta ambitu, Sen.: col trascuratamente grave del superbo e del
genit., ambitu remanendi aut eundi (suppl. ricco, Hor. epod. 4, 5 partic .del passo natu-
:

in provincia m), Tac. rale, non affettato di chi è affaccendato e


.ÌLiiil»ivai'ilì, ùrum, m., Ambivariu, na- di chi viaggia, ecc., viaggiare, camminare, av-
sionegallicn villa Mosa, nella contrada deh viwsi, andare, si recte auibulaverit, se ha cam-

l'odierna Breda. minato andato di buon passo, Cic: am-


è
.4ml>TvTii!S TiirpTo (Ij.); -^"<?'o Amhivio bula, ora muoviti, vattene, Ter.: ambulare in
'Turpio, attore noto in Roma per la natura- jus, andar dal giudice per litigare, Ter.: e
lezza del suo porgere, contemporaneo di Te- finalm. come marciare, di soldati, eoàeni modo
renzio, di Oli recitò le commedie. autem arabulat Caesar, ut etc, egli fa tali
.4mlilii:)riMK V. Ambilareti. marcie, Cic: milites bellum, ambulando, coii-
aillltO. ae, O (aUCpCO, à[icpdxep0l), amhidue, fecerunt, solo con marcie e contro-marcie,
amendue, entrambi (operanti insieme nello Cael. in Cic. p) trans, coìlacc. dello spazio
stesso tempo, mentre uterque =
« entrambi* che viene percorso, cum (Xerxes) Hellesponto
distinti in luogo e tempo), Cic. ed a. juncto, Athone perfosso, maria ambulavisset,
.4iiiltrai>Ta, ae. f. ('A|i^pa-/,ia), Ambracia. terram navigasset, avendo marciato sul mare
città (e contrada) sul confine meridionale e navigato sulla terra, Cic: o colVa.cc. del
delV Epiro, .sw/rArachtus od Aretho; oggi tratto che vien lasciato indietro, biduo aut
Afta, —
Der e ?v 1) 4iiii>i*aoTeiisì<«, e, di triduo septingenta milia pa<suum, Cic. Il)
Aiidiracin: plur. sost., Aiiibracicnses. ium. m., pregn., per lorender sollievo, ricrearsi, far
gli abitanti di Ambracia. 2^ 4ml»ra<>Ta<i, del mot", passeggiare, andare a si)asso, in hor-
adis, f,, di Ambiacia. 3) 4llll»l*a<'i»le!i, ac, tis cum Galba, Cic: pedibus per urbera, Suet.:
acc. am, m. ('A;i3pa"/.'.('')f/;c;), nativo, oriundo satis jam nmbulatum est, Cic.
di Ambracia. 4i 4iiil»raeTii«i, a, um ('Ap,- anili-ut'o, ussi, ustnm, ere, far consu-
Ambrticio, sinns, golfo
'iylv.'.o-;) , Ambracto ; mare tutto intorno, sulT intiera superficie, od
ora Golfo di Arta, Liv. almeno in molti ptunti di essa, al fuoco, bru-
4iiil»t'r>iie«>, uni, m. , Ambroni, popolo ciare, abbìitciare, incendiare, ecc, tutto intorno,
mitico, il quale aveva probabilmente la sua di fuori, o tneti't (in parte) fmentrc nàlUO ^=
sede nplla contrada di Embrun. soltanto in alcuni luoghi, comburo invece ed
aniltrotiTa, ae, f. (à|ippoaia), ambrosia, exuro =incendiare intieramente), I)propr.:
I) cibo digli Dei {come ncctiiT « bevanda degli 1) del fuoco, sociorum ambustus incendio,
Dei » ), Catull. e Cic: orator ambrosia alendus, Cic: magna vis frumenti ambusta, Tac: ut
di un oratore eccellente, Cic: come cibo dei pars vestis ambureretur, Suet.: delVincen-
cavalli del Sole, Ov. II) unguento degli Dei, diare mediante il fulmine, ambustus Phae-
olio profumato, usato come mezzo per con- thon, Hor. 2) del gelo, danneggiare, far gelare,
servare la lieìlezza del corpo: atto a rendere ambusti multoruiii artus vi frigoris, a molti
i mortali immortali, Ver?, e Ov. le membra assiderate dal, ecc., Tac. II)
ainlM*r»<«ìii«>, a, um /dc^i^póoto?), di am- trasl.: A) in gen.: tot circum me jactis ful-
btos-ia =r divino, di natura divina, come epiteto minibus quasi ambustus, Plin. ep. 3, 11, 2. B)
di tutto ciò che possiedono gli dei, e di ciò partic: a) di danni che si soffì-ono nelle so-
che per la sua bellezza, soavitii, ecc., .si in- stanze, qui anibustas fortunarum mearum
nalza al disopra delle cose terrene, Verg. ed reliquias suas doiiios comportari juberent, i
a. poeti. manomessi avanzi delle mie sostanze, Cic de
:

153 aiTìcisus aniicus 154

domo 113. il quale non è siato


h) di colui e yàCìo) , avvolgere, mettere indosso, vestire, co-
condannato in [/indiziò, ma twìnineno dichia- prire, e rifl. se amicire o passivo aiuiciri, met-
rato innocente, riamnatioiie collef^ae et sua teì-si indosso, avvolgersi, velarsi (il termine pro-

prope ambastus evaserat, salvatosi appena la p)rio de ir indossare, vestire la sopravveste;


pelle, uscitone liei rotto della cuffia, Liv. 22, alVincontro induere dell indossare un abito
Hb, ò: e così aiiìbustae, coloro che sono e vestire del coprire, vestire il corpo in gen.j,
state assolte dall' « Istanza », Val. Max. 8, 1, I) propr.: simulacrum araiciebatur cotidie
p. 3S0, 3; ediz.Halm. veste, Suet.: se toga. Brut. fr. (e ainictus toga,
aiiic>Tsii«», a, uin, V. ancisus. laena e pallio, Cic): anche sempl. se amicire
ìimellus, i, m., aineiio, sovta di pianta = vestirsi, Suet.: e pregn., amicitur (di un

grato alle api, Ver^. e Col. oratore che compare sulVarringo), egli dà
e fiore
alla toga le convenienti pieghe (cfr. arnictus
.4 nienti niis, ì, m. ('Ajiévavos, ^me/jauo,
n° Ij, Plin. ep. 2, 3, 2. IIJ trasl., velare, rive-
torrente della Sicilia, il quale scende dai
stire, coprire, nube caudentes humeros, Hor.;
fianchi meridionali delVEtna e passa per
amicta vitibus ulmus, Ov.
Catania; ora Indicello; poet. Amenana flu-
aniìeitìa, ae, f. (amicus), amicizia [contr.
Miiua.
inimicitia, simultas), I) propr.: a) in rela-
iiuicns, eutis, agg. con compar. e superi,
zioni civili, sociali, vetus, Cic: intima, Nep.:
(a e niens), privo di mens (di mente, di ra-
est milii amicitia cum alqo, Cic: amicitia est
gione), che non opera secondo la mens, o
inter alqos, Cic: amicitiam facere, j ungere,
senza mens, ametUe , demente, mentecatto,
gerere, dimittere, Cic: amicitiam renuntiare,
diasennato , passo, fuor di aè fper Orrore,
Cic: esse in amicitia cum alqo, Nep. b) in re-
paura, ece.J, fuor di senno, foi-sennato, àcppCDV
lazioni politiche, vincolo d'amicizia fra due
(cfr. demens), a) di per s.: ne trepides aniens,
popoli i loro governanti, Caes. ed a. Stor.
Lucr.: amens metu o terrore, Liv.: e di chi
agisce da insensato, insensato, delirante, amens
IIJ meton., amicizia =
amici, s/>2r7.,Domitius
Celer, ex intima ejus amicitia, Tac: plur.,
animi, Verg. b) meton. di e. astr., pì'ivo di
amicitiae et dignitates, amici e magistrati,
senso, insensato, consiliuni, Cic.
iiinenlatiis, (amentnin), provi-eduto
a, ura
Cic. — Il lat. arcaico ha la forma secon-
daria aniicTlIes, èi, f., Lucr. 5, 1017.
di una Korreggia, hastae, Cic. Brut. 271 6
(figurai. =
le armi pronte), Cic. de or. 1,
aniictu!*, US, m. (amicio), l'avvolgersi la
sopir avves te ; quindi Ij il modo di gettarsi
242.
attorno e di portare la sopravveste, partic.
iinientia, ae, f. (amens), mancanza di
la toga, l'avvolgersi, pieghe, foggia di Vestire,
mens, cioè demenza, pazzia, frenesia, il com-
partic. la toga, am. neglegentior, Quint.
portarsi da insensato, da demente, eCC, Cic.
amictum alicujus imitari, Cic. II) meton. ao-
ed a.
pravveste=^ vestito che serve come sopravveste,
ainenluni (ammentum), i, n. (propr.
X) propr.: ajgeneric: amictui esse, Cic. Tusc.
agiraentuni, mezzo per muovere, spiìujere),
5,90. \))mantello a guisa di scialle, soprav-
correggia in forma di cappio, nei giavel-
veste, soprabito,duplex, doppio vestito (= ve-
lotti, fermata alla metà dell'asta, per dare
stito di duplice stoffa), Verg.: purpureus,
al giavellotto scagliato un impeto maggiore;
Hor.: e della foggia della yXcd^x nei giuoclii
greco àYxuXv), Caes. ed a.: amenta torquent,
poet. =
scagliano giavellotti colla correggia,
pubblici, Graeci arnictus, Tac. Bj trasl.: a)
velo del capo usato nel j^regare, velo di varie
Verg.
specie, Verg. e Ov. b) ogni velame, velo, veste,
Auiei'ia, ae, f. ('Aiispia), Amerio, antico
caeli, Lucr.: nebulae, Verg.
e notevole municipio deW Umbria, non lungi àniìciiiaj ae, f. (dimin. di amica), cara,
dal Tevere; ora Amelia, non lungi da Spo- piccola amica, antanza, Cic. ed a,
leto. —
Der iv.: Ainerinus, a, um, appar- a ini cui uni, i, n. (amicio), mantello, so-
tenente ad Ameria, di Ameria, Amerino ; plur.
pravveste (sopra l'abito), portato da persone
sost., Amerini, 5rum, m., gli abitanti di Ame-
dei due sessi, jìartic. anche dalle cortigiane,
ria, Amei-ini.
Cic. ed a.: agreste duplex am., doppio (grosso,
ànie<», mttis, probab. m., staggio, stanga
sp)esso)mantello da contadino, Nep.
per le reti da uccellare, Hor. epod. 2, 33.
i, ni- (dimin. di amicus), pic-
ìtniTcùlus
jknie!i«tralus, i, f. ('A[iTjaxpaxo5), Ame- colo amico, caro amico, Cic ed a.
strato, Città sulla costa settentr. della Sicilia,
simicus, a, um (radice AM, donde anche
sul fiume Alesa; ora Mistretta. Deriv.: — amo e amor), I) agg., amico, legato in ami-
Aniestràtinusi, a,um, di Amestrato; plur. cizia, affezionato, benevolo, propizio, favorevole
sost. Amestratini, orum, m., gli abitanti di (contr. inimicus), a) di pers.: tribuni amici
amestrato. sunt nobis, Cic: amicior libertati omnium,
anielliyslus, i, f. (àiaiO-jotog, ri), ame- Nep.: successor amicissimus, Cic. b) di e. inan.:
tistu, pietra preziosa di color violetto, Ov. e ventus, Ov.: nec dis amicum est nec mihi, seg.
Plin. dalVacc. e Vinùn., piace, è caro, Hor.: amici
amica, ae, f., V. amicus n" II, B. animi est, coll'infin., denota amicizia, Cic.
ìiniicè , avv. (amicus) , amichevolmente, II) sost.: A) amicus, i, m., a) amico, con
affettuosam., favorevoim,, am. facis,Cic: ami- cui si scambiano i sacri sentimenti dell'amore
cissime loqui de Caesare, Caes.: col dat., vi- e della stima, il buon amico in genere =
vere vitae hominum amice, vivere come amico colui, che è buono con noi, bonus, Nep.: in-
degli uomini, Cic. timus, Cic: vetus, Cic: raagnus, Cur. in
aniicio, mtcùi, e niixi, mictum, ire (arab. Cic: fidus, intidus, Cic: verus, Cic: Cato ami-
155 anùgro amo 156

cissimus meus, ti mìo carissimo am., Qxc.-.pn ecc.). esser prit'ato di una cosa (contr. retinere),
patronus, patrono, Hor.: per socius, compa- praedam oiiineni, Liv.: arma et impediraenta,
gno, camerata, Ov.: e COmC il nOStrO amico
= Nep.: messem, Cic: classes, Cic: oppidum,
veneratore di q.c, veritatis, Cic. b) in vela- Sali.:mullos suos, molti dei suoi, Nep.: oculos,
Caes.; lumina oculoruni, Nep., e sempl., lu-
z ioni poi itiche, amico politico (il quale non era
sempre socius, alleato, vientre il socius era mina, Cic: aspectum, Cic: patriam, Liv.: exer-
sempre amicus). Cic, Liv. ed a. dei
e) nome citum, Liv.: vitam, Cic: animam, Cic: opti-
eon-sic/lieri, cortigiani, ministri dei principi, raates, il favore degli ottimati, Nep.: causam,

Nep. e Liv. d) amici =


éxaìpoi ìtittsìs, guar- litem, Cic: jus imperii, Cic: consilium cum
dia del corpo, a cavallo, presso i Macedoni, re, Ter.: fidem, credibilità, credito, Phaedr.

Curt. B) amica, ae, amica, a) amica, «om- 1, 10, 2. — Quindi partic, perdere in causa
pagna, Comici e Ov. b) amante, concubina, della morte, uxorem, Nep.: filium consularem,
druda, Comìci, Cic. ed a. Cic: liberos, Sulpic in Cic. ep.: magnam par-
ii-iiiTgi'O, are, migrare, Koniam, Liv.
tem exercitus fame aut frigore, Liv.: luget
1,

.

amissam, Ov. Partic. sost., amissa, òrum.


34, 7.
Amìloar, V. Haniilcar. n., il perduto, Nep. Timoth. 3, 2. Perf. —
sincop. ainisti, Ter. Eun. 241; Hec 251.
AiiiTnaciis e JLinTiièiis ('Aii'.vatos.'Aiii-
Mm,diAminea, contrada delV Italia aiiimeiiliim, V. amentum.
v£to?), a,
.4iiiiiidii (Hammòn), mònis, m. ('Ap-iJ-wv),
nell'agro Piceno, che produceva vino ecoel-
Amìneo,
Ammone, divinità egizia e libica, originar,
lente,
venerato in Tebe nell'Alto Egitto, poscia
.4mT<iivni, F. Amisus.
partic. nel deserto di Libia nell'oasi chia-
.4iiiT!>>ia, ae, m. (ó ^k\s.iGlfx.<^,Amisia, fiume
mata ora Siwah, con un tempio di fama
della Germania settentr., ora Ems.
mondiale; anche nell'Etiopia, poi nella
anii<«!iTo, onis (aniitto), perdita, oppido-
Grecia [come Zsòj "A^icov) e più tardi in
rum, dignitatis, amicorum, Cic: partic. per- Roma {come Juppiter Ammon) venerato ,

dita mediante la morte, carissimorum, San.:


sotto la figura di un ariete o diun uomo con
tanti viri, Plin. ep. una testa d'ariete e colle corna ricurve.
anii«i!>>u<», ùs, m. (amitto), perdita, Siciliae, aiiiiiiefiìa, ae, e. (amni.-:; e colo), che sta,
Nep. Ale 6, 2. vive presso un fiume, salix, Ov. met. 10, 96.
ÀlllTsilS {od -iis), ì, f. ('A[l'.a05), Amiso, niiinìcìilii««, i, m. (dimin. di amnis), fiu-
ragguardevole città marittima del Ponto, micello, Liv. 36, 22, 8.
ora Samsun. —
Deriv.: .4iiiT«>ciii, òrurn, amili!!!, is, m.,propr. ogni acqua corrente,
m., gli abitanti di A., Amiseai, partic. corso d'acqua di una certa grandezza
amila, ae, f., sorella del padre, zia patema e forza, fiume, navigabile e che sbocca diret-
(contr. inatertera, so?'e/Zrt della madre), Cic. tamente nel mare (all'incontro fiuvius e fìu-
ed a. men ^^ fiume ordinario), Cic. et? a. .-amnis na-
AmTlcrnum, ì, n., Amitemo, antichis- vium patiens, Liv.: aranis piscosas, Ov.: come
sima città della Sabina, ove ora sorge S. Vit- flumen (astr.) =
cwrente, prono amni, Verg.:
torino, patria dello storico Sallustio. — secundo amne, secondo la corrente, Verg.:
Deriv.: a) AmilcrnTnus, a, um, amiter- adverso amne, contro la corrente, Cwxt.: poet.
nino; plur. sost., Aiiiiterniui, òrum, m., gli delle correnti dell' Oceano, con o senza Oceani
abitanti di Am., gli Amitemini. b) (poet.) (come 'Qxsavòc; 7toxa|iós, Omero), Verg. e
AlllTlerilll«i, a, um, di Amitemo. Tibull.: e di torrente, Verg.: come pure di
a-lllill0,mìsi, missum, ere, mandar (lungi) piccoli fiumi, affluenti, ruscelli, Hor.: final-
da sé, I) (== faire aller), mandar via, licen- mente « corrente d'acqua » per « acqua »,
ziare, far andare, 1 ìpropr.: erum hinc domum, Verg. Aen. 7, 465 e 12, 417. —
Abl. sing.
mandare a casa, Plaut.: pactione amisso Pu- comun. amne; nei poeti, raram. in prosa,
blio legato, Sali. hist. fr. 2) trasl., fare andar anche amni.
q.c. a bella posta, lasciar andare (impunito) siiiio. avi, atum, are {radice AM, donde
q.c, rintettere, rinunziare a q.C, Unam hanc anche amor e amicus), amare, per inclina-
Doxiain, Ter.: fortitudinem, deporre il valore, zione o passione, contr. odisse {all'incontro
Cic: omnes has provincias, Cic: matrimo- diligere = « amare » per alta stima, rive-
nium. Tao.: fidem, rompere la data parola, renza, ammirazione, ecc., contr. neglegere e
Xep. Eum. 10, 2 {diversam. in Phaedr., V. spernere), I) amare per inclinazione, voler
sotto al n" II, 2, b) vitam, Cornif. rhet. e Cic. bene., aver caro, amare alqm, amari ab alqo,

(cfr. n" II, 2, b): animam, Lucr. e Cornif. Cic: amare alqm singulari amore, Cic: Inter
rhet.: spiritum ante quam ultionem, Tac. II) se, amarsi (l'un l'altroj, Cic. Quindi a) l'e-
(= laisser aller) lanciar andar via, lasciar ca- spressione asseverativa, ita (sic) me dii (bene)
dere, lasciar andare, lasciar (s)fuggire, l)propr.: ament od amabunt, così mi venga Dio in
analuin, Ter.: alqm prope e nnanibus Inter aiuto; gli è vero, come è vero Dio, Ter. b)
tumultum, Liv.: praedam de raanibus, Cic: amare se, di pers. vanitose, essere invaghito
ex oculis manibusque.Liv. 2) trasl.: a.)trascu- di se stesso, compiacersi di sé stesso, stimarsi,
rare, lasciar passare sema profitto q.C, per Cic: quin teque et tua amares, Hor. e) amare
trnscuranza, leggerezza, inettitudine, occa- alqm de o in alqa re o quod, ecc., sapersi ob-
sionem, Ter. e Cic: tempus (il momento op- bligato a quale, per q.c, essere oUhligato, vin-
portuno), Cic. b) lasciarsi sfuggire, perdere colato, saper grado, de randusculo multum te
una rosa che si possiede già (con o senza amo, Cic: anche col sempl. acc. pers., merito
propria colpa, per inavvertenza, per caso, te amo, Ter.: e cos'i credo igitur hunc me non
157 amncne amoveo 158

amare (non sin contento di me). Cic. Quindi Sali. fr. ed a.: quindi meton.: a) il frutto del-
Vespressione elìitt. dello sti-'e epistolare, Vamomo, pure amonto, Verg. ed a. b)
detto
amabo o amabo te (""ma non mai amabo balsamo di amomo, preparato COl fl'UttO di
vos, ecc.), propr., ti sarò multo obbligato (se esso, amomo, Ov. ed U.
tu vii dirai, farai ciò, ecc.). con preijliiere siiiior, òris, m. (dalla radice AM, donde
(= oro, quaeso, piecor), sii così buono, ti aìiche amo e amicus), amore per inclinazione
jyrego, fammi il piaeere, di yrtiziu, ii.l, ailUlb'J, op'issione {contr. odiuni;, I)propr. e meton.:
adjuta me, Ter.: amabo advola, Cic: seg.
te, l] propr.: amor novus, vetus, Cic: fratemus,
da ut e il cong., amabo te, ut transeas, Ter.: Cic: noster in te amor, Cic: amor in patriam,
amabo te ne assijjnes, Cic. di umaie q.c., «fcr Nep.: tuus amor erga me singularis, Cic: amor
caro, compiaeerni di q.c. (così momentanea- adversus eandem libertam, Tac; amor juve-
mente come durevolmente, per inclinazione, num (per i giov.), Cic: amplecti o prosequi
per un impulso, per il piacere di possedere, alqm amore, Cic: in amore esse alci, essere
per affinità elettiva), litteras, Cic: araat janua amato da quale, Cic: habere amorem erga
limen, rimane volentieri chiusa, Hor.: ainas alqm, Cic: habere alqm in amore, amare, Cic:
dici pater, ami, Hor. carm. 1 2, 50 quindi
, :
in senso ignobile, am. primus, prima prova
amare CO^Tinfin., amare =
far volentieri q.C, d'amore, sfogo amoroso, Prop.: dell'a-
essere avvez;:o a fiire, solere, quae ira lìeri ailUlt, more degli animali, Verg.: al pjlur. amores
ciò che Vira fa volentieri. Sali.: e quibus hominum in te, Cic: amores paerorum (per i
unus amet quavis aspergere cunctos, Hor. II) fanc), Nep.: mihi est in amoribus, è amato
amaro qualc. con passione, sensualmente, es- dame, Cic: e in senso ignobile, di amorazzi,
sere innamorato di alc, alqm, Comici, Verg. amoreggiamenti, tresche, amores et hae de-
ed a.: e partic. assol., come il nostro amare liciae, quae vocantur, Cic: nutrit amores Cyn-
= « avere, mantenere un amante, una ra- thia, il fuoco d\imore,Vso'^.:personif., Amor,
gazza » ed eufem. =
godere dei piaceri del- dio dell'amore, Autore, Cupido,V(ìYg., Ov. ed a.:
Vamore. Ter., Sali, e Hor. al plur., dèi d'amore. Amorini, Ov., Hor. ed a.
aiiiooiic, avv. con compar. e superi. 2) meton.: a) oggetto amato, autore, favorito,
(amoeUiis), in modo yrudevole ai Seusi, deli- amor et deliciae generis humani, Suet.: e
ziosamente, piacevolmente, Plin. ep. ed a. partic. al plur., amores et deliciae tuae, Cic:
aiitoeiiTla>*, atis, f. (amuenus), piacevo- e in relazione colVamore sessuale, autore =
lezzaper i sensi, a) anzitutto di liiof/hi, ame- l'amato, Vaotuta, Ov. b) poet., oggetto che pro-
nità, delizia ; sito, posizione, dintorni ameni, duce, eonciiiu amore, matri praereptus amor,
hortorum, Cic: doinus, Nep.: piar, anche = escrescenza d'amore, strappata via alla ca-
amene contrade, Cic b) di altre cose, piace- valla madre, Verg. Aen. 4, 516. IIJ trasl.,
volezza, delizia, diletto, votttttà, vitac, Tac untore, ci')è VÌVO, uppassionato desiderio di
aillOeilll*», a.Um, ameno, delizìuso, ridente, q.c, concupisce iza, brama, voglia, desio, COn-
«aro, piacevuif, s.) anzitutto di luoglti. ri- sulatus, Cic: CDgnitionis, Cic: {per cui poet.
guardo al loro aspetto, locus, Cic: rus, Hor.: amor cognoscere, in Verg.) e col genit. del
amoenissimus Italiae ager, Liv.: sost., amoena, gerundio, am. liabendi, Hor.
orum, m., contrade amene, belle, ridenti, Asiae, .4iiii>r;^i>«> e -iis, i, f. {^A\iopyóc,), Amorgo,

litorum, Tac: per plaua et amoena exercitum una delle isole Sporadi nell'Arcipelago; ora
ducere, Quint. h) di altre cose, piacevole ai Morgo.
sensi, dilettevole, gradito in genere, consita a inolio, ònis, f. (amoveo), ilrimuovere. al-
magis amoenis quam necessariis fructibus, lontanamento, doloris, Cic. de fin. 1, :>7 e 2, 9.
Liv.: cultus amoeuior, vestito troppo elegante a-iiioveo, movi, mutuili, ère, rintuovem o
fdi una Vestale), Liv.: ingenium (indole), T.:c spinger lontano da qualcllC luOgO, portar via,
a-lllollUI*, Ihùlltus SUm, Iri, rimuovere cOn condiir via, ntetter da parte, allontanare, sot-
uno sforzo, mettere da parte, allontanare, [J traìi'e (contr. admovere^),I) propr.: A) m
propr.: ohJGct? onera, Liv.: quindi riti amo- , gen.: a) ogg. inan.: frunientuni, Cic: eotidia-
liri se, rimuoversi, andarsene, levarsi d'in- uum victum ab alqo, Nep.: scripta et imagines
nanzi, Ter. II) trasL: 1) una pcrs., togliersi ex bibliothecis, Suet.: Porcia lex virgas ah
d'intorno, ritnitouere, cacciare dal suo posto, via, omnium civium Rom. corpore amovit, Cic. b)
uxoreni, Tac: alqm specie honoris, Tac 2) una pers., nebulonem istum ex bis locis, Cic: testeni
cosa, a) levar via, allontanare, rimuovere, to- hanc a se. Ter.: custodein, Prop.: amoto patre,
glierequalcosa di s^/radeoole, dKunoso, ecc., in assenza del padre, Tac: quindi rifl. se amo-
dedecus, Tac: invidianì crimenque ab alqo, vere = togliersi, leoarsi, allontanarsi, Ter.,
Tac: e così delloralore, colla sua. dimostra- Liv. ed a. B) partic: a) {eufem. =
furari),
ZlOfie, levar via, respingere, dissipate, i-imuo- portar via, condur seco, metter da parte, invo-
vere, confutare qualcosa di dannoso alla pro- lare, rubare, boves per dolum, Hor.: pyxidem
pria parte (come sospetto, mala fama, punti veneni, Suet. b) {eufem. =
relegare) allonta-
d'accusa, alqd prooenii'), Quint. b) nel
ecc.), nare ima peis. dalla corte in un'isola, rele-
discorso, lasciar da parte qualcosa, amoHor et gare, bandire, esiliare, in insulam, Tac. IIJ
amoveo nomeu meum, Liv. trasI.: A) in gen.: togliere, rintuovere, allon-
aiiidlitio, òuis, f. (amolior), il rimuovere, tanare, iiistornare, levar via una cosa sgrade-
allontanamento. Fior. 4, 7, L'i. vole, inquietante, dannosa, ecc., metuni, Ter.:
aiiioiiiuiii anioiiioii, i, n. fa|j,(i)[xov), bellum, Liv.: ab se culpain, Liv. B) partic:
pianta aromaHca dell'India, Media, Arme- a.) ogg inan.: x) togliere o lasciar da parte q.c.

nia e fneipoeti ) Assiria,col frutto della quale nel discorso, lasciar fuori, abbandonare, aino-
si preparava un balsamo prezioso, amomo. lior et amoveo nomeu meum, Liv.: amoto ludo,
159 Amphiaraus ami^llus 160

lasciati gli scherzi, Hor. p) tener lontano q.c. Pacuvianus Amphio, Amfione nella tragedia
come recante danno, comitas adsit, assentatio di questo titolo, composta da Pacuvio. —
procul amoveatur, Cic; sensuni doloiis mei a Deriv.: Aiiì|>Iiìòii7uì>, a, um, di Amfione.
sententiii dicenda amovebo, Cic. b) allonta- Ampliipftlis, acc. ini, f. ('AticpCuoXis),
nare una persona da una carica, ecc., Satur- AnifiiìoU (originar, colonia ateniese), città
ninuiii quaestorem a sua frumentaria procura- della Macedonia, situata tra due bracci dello
tione. Cic. de bar. resp. 43. Strimone poco prima della sua foce (dotide
.4iii|>liiai'siu!<, i, m. ('A|J.cpidpaog), .4»»- il nomej, sotto i Romani città libera e
fiatao, eroe, vate e interprete di sogni, della capoluogo della Macedonia prima (orien-
stirpe dei Melnmpodidi in Argo, figlio di tale); ora rovine presso Neokhorio, turco
Oicle (od Apollo) e di Ipermnestrn. ; marito di Yenikiuy. —
Deriv.: /liii|»lii|»olTlaiiiis,
Erifile, padre di Alcmeone, Amfìloco ed a., di a, um, di Anifipoli.
Euridice e Demonassa ; contro sua volontà, Aiii|>ìiÌ!!««!>a, ae, f. (''A!Jicpiaaa\ Antfissa,
prese parte alla spedizione dei Sette contro antica capitale dei Locresi Ozolei nella Fo-
Tebe, e fuggendo Policlimeno che lo insegui- cide,j)resso all'odierna Salona.
va, fu, per volere di Giove, inghiottito dalla aiii|>liTlliualruin, i, n. (àp,cpi6éaTpov),
terra insieme coi cavalli e col cocchio, e reso anfiteatro, luogo per gli spettacoli presso i
inmortale. —
Dcriv.: a) /tiiipiiTài'èia- Romani, con uno spazio vuoto nel mezzo,
lies, ae, m., di Ainfunao (discendente mascol. detto arena, in cui si davano gli spettacoli
ili Anifiarao) =
Alcmeone. b) AnipliTa- delle fiere e dei gladiatori, Tac. ed a.
I aèll««. a, um ('Alicpiapàsios), di Anifiarao, AiiipliilrTlc, ès, f. ('AiJicpitptTy)), A.mfi~
ain|«liThi»ITa, ae, f. (àiiqjipoXia), anfibo- trite, Nereide o Oceanide, moglie di Nettuno,
lotjia, fijìiii-oco, Int.puro ambìguitas, Cic. ed a. dea del mare (partic. del Mediterraneo):
aiii|>liìi>riieii5'!«f acc. yn, m. (àiicpc^pa/us poet. appellai, per Mare (Oceano in genere).
= breve davanti e di dietro), come 1. 1. della Aiiipliitr^t'un e arcaico Aiiipliitrìio,
metrica = il piede anfibraco u - v (contr. aiu- onis, m. ('Ap,cptxpuwv), Amfitriune, figlio di
jihiiiiacrns - u -), Quint. 9, 4, 82 e 105. Alceo, re di Tirinto, nipote di Perseo, ma-
:%iii|>iiiolì»'oiie<«, um, acc. as, m. ('A[icpi- rito di Alcmena, la quale a lui partorì
y.ZÙO\SC,i, Ainfisioni lega degli Ainfisioni, a Ificle ed a Giove Ercole. Deriv.: — Am-
Delfo e presso alle Tertnopili, confederazione pliitr^'oiiTatlèii», ae, m. ('A|icpLTpua)vid5y]s\
di dodici popoli (dapprima per lo più tessali) discendente di Anfitrione, cioè Ercole.
con iscopi religiosi e politici. ampliSra, ae, f. (àjjicpopsuj), I) anfora,
/4nipliilu<*lii , Orum m. ('AiicptXoxoi),
, grande vaso di forma cilindrica, fatto per
Atnfiivciti, popolo di stirpe epirota, stanziato lo pili di terra, ma anche di vetro, comun.
nelVAcarnania (ad Est del golfo d'Ambra- per conservare il vino, dopo che aveva finito
cin); il loro paese, /^inpIiTloeliìa, ae, f. di fermentare nei doliis (controssegnute coi
('A[icpiXoy^ia\ Amfilochia, come pure il loro nomi dei consoli sotto i quali erano state po-
cnpoluogo .4r»;o!» j%iii|>liìloclnuiii, i, n. ste in serbo, notae), spesso in Cato, Hor. ed a.
('Apyo; TÒ 'Afi^iloy^i/tóv!, oggi Philokia. (meton. per « vitio », Hor. ed a.): per riporvi
%iii|»liìlocliii<i>, i, m. ('AiJi-^JtXoxog), Atn- il miele, Gìc. ed Hor.: metallo fuso, Nep.:
fiioeo, figlio di Amfiarao, il quale con Mopso come sarcofago Prop. II) trasl.
, come ,

fondò parerchie città greche (come Mallo misura: \) per i liquidi {detta anche qua-
ed a.) sulla costa della Cilicia. drantal) ^=^ 2 urnae o 8 congii o48 sextarii,
OHI itiiMii a4M'ii<«, i, m. (àp,cpi[Jiaxpoi;, lungo cioè = litri 26, Cic. ed a. 2) per indicare la
davanti e di dietro), t. t. delta metrica, il portata di una nave, inquantochè Z'amphora
piede amfimacro - ^ - (detto anclie creticus ; in gen. doveva pesare 80 libbre romane (qui
co)>tr. auipliibrachys u - w ), Quint. 9, 4, 81. per lo più il genit. plur. ampborùm), naves
AiiipliTiioiiius, i, m. ('Ap.cpivo[i05), Am- onerariae, quarum minor nulUi erat duùm mi-
finomo, giovane di Catania, il quale col fra- lium amphorum, Lentul. in Cic. ep.: navis plus
tello Anapo salvò i suoi genitori attraverso quara treceutarum amphorarum, Liv.
il fuoco dell'Etna. /4itipliry**o$«, i, m. ('Aiicppuadj), Amfriso,
4iii|»liT«lii, unis, m. ('Aiiiytwv), Amfione, fiumicello costiero della Tessaglia, il quale
figlio di Giove e di Antiope, figlia del Te- shocca nel golfo Pagaseo, presso cui (se-
lano Nitteo; fratello gemello di Zete, col condo il mito) Apollo custodì per nove anni
quale divise la signoria di Tebe, e fortificò il gregge del re Admeto (quindi pastor ab
la città con una rocca, seguendo i sassi del Anijdiryso, Apollo), Verg. —
Deriv.: Aiii-
Citerone i suoni magici della sua lira, e pliry<ȓii!*, a, um, antfrinio, poet. =^ Apol-
ordinandosi da sé stessi in un, muro (quiridi liìu'o, sibillino.
Amphionis arces, le tehane rocche, Ov.j. Am- ampie, avv. (aniplus), I) ampiamente, no-
fané sposò Niobe, figlia di Tantalo, la quale tevolmente, amplissime dare agrum, Cic. II)
gli partorì parecchi figli e figlie ; per questa grandetnente, magnificami, splendidum,, exor-
sua fecondità essendosi Niobe anteposta a nare triclinium, Cic: amplissime efferri, Cic: e
Latona, i suoi figli vennero uccisi dalle nel discorso, sublate ampleque dicentes (contr.
saette di Apollo e Diana. Per il dolore ca- attenuate presseque die), Cic. Partic:
gionatogli dalla perdita de' suoi figli, Am- aiiipITii»», avv. conipar. I) (partic. nel lin-
fione si tolse la vita colla propria spada. guaggio famigliare) della maggior compren-
N'iobe venne sulla solitaria rupe del Sipilo sione di un'azione, più ampiamente, cioè più,
mutata in un sasso e anche come sasso sen- ancor piìt, lìiìi fortemente, invitare, COH ìiiag-
tiva ancora il dolore injUttule dagli dei: gior insiòten.ìa,Tet.: amplius aequo lamen tari,
161 amplector ampliatio 162

Lucr. 77) di rapporti ìocali, rispetto


trasl., saxa manibus, Liv. b) partic, abbracciare
alla comprensione ed estensione nel tempo quale, amichevolmente o amorosam.. Comici^
e nel numero, più oltre, più (adunque di V. ed a. ii) avvincere, cingere, come con brac-

grandezza estensiva, come magis d'inten- cia mani, attumiare, circoìutare, arboris
siva, plus di quantitativa), a) assol., del stirpem (di un serpentej, Lucr.: ansas circura
tempo della durata di un'azione nel tempo, acantho, ornare, V'er<^.: hostium aciem, Liv.:
a) generic: più a lungo, più oltre, più, non e luoghi, locum munimento, Liv.: del fuoco,
luctabor tecum ampi., Cic: proelio ampi, non appiccarsi, proxima quaequc et deinceps con-
lacessit, Caes. Quindi come t. t. giudiziario, tinua, Liv. Il) trasl.: A) in yen., cingere
amplius pronuntiare, cioè colla formoìa AM- q.c. comecolle braccia o tener fermo culle
PLIUS, pi't oltre più tardi, pronunciata mani, cioè ajferrare q.c. con piacere, accettare,
dal presidente, rimandare ad un termine accogliere, cogliere, prendere, alqm tamquaifl
convenuto la sentenza decisiva intorno ad obsidem consulatus mei, Cic: victoriara prò
una cosa non ancora sufficientemente chiara sua, Liv.: occasiones oUicfandi mei avidissime,
a tutti alla maggior parte dei giudici, i Plin. ep. H) partic: ì) uObraceiure con amore,
quali perciò avevano dichiarato Non Liquet chiudere nel ciioi'e, prendere sotto la sua spe-
[sulle tavolette N. L.], Cic: trasl., ampi, de- ciale protezione, pì-eyiare altamente, onorare,

liberandum censeo, Ter. P) in compre, paga- coltivare, Octaviam, Tac: alqm amore, alqin
menti e sim., amplius non peti, la cautela amicissime, Cic: quindi hoc se amplectitur
che più tardi non ni posata sollevare alcuna ul- uno, di ciò si vanta, Hor. 2) abbracciare
teriore pretena, Cic. b) di tempo determinato q.c. con amore, prendo' viva parte ad una
e poi generic. di quantità numeriche, dì più, cosa, incaricarsi specialmente di una COSa,
ancor più, più di, ecc.; oltre, orapOSpOStO, Ora interessarsi, pregiare altamente, dar molto

anteposto al numerale, a.) come apposizione grande valore ad Uìia COSa, tenere in pregio, ri-

del caso richiesto dalla costruzione speciale, conoscere tanto amore suas possessiones,
(J.C.,

col nom., acc, genit. {solt. non col dat.), Cic: artem, Cic: rem publicam, Tac: nobili-
ampi, sunt sex menses, Cic: triennium ampi., tatem et dignitates liominum, Cic. 3) abbrac-
Cic: ampi, centum cives Romani, Cic: septin- ciare e ritenere coll animo, meditare, conside-
crentos jam ampi, annos, Cic: non ampi, pe- rare, ponderare, nou omnia consilio, Cic:
dum DC, Cacs. P) con quam, p. es. reiciundi cogitationem toto pectore, Cic 4) comprenderò
aiDpl. quam triumjudicum potestas, Cic: non q.c, raccogliere sotto q.C, raccìiiudere in unO,
ampi, quam terna milia aeris, Nep. y) con cosa, idem (honestum) interdum virtutis no-
abl. dipendente, triennio ampi., Cic :non mine, Cic: ceterovum supplicioruui omnes
ampi, quinis aut senis ndlibus passuum inte- acerbitates (se. seutentià sua), Cic: quindi
resse, Caes. S) assai.: binas aut ampi, donios trasl. di cose, abbracciare ;=: racchiudefre in
(due pili) continuare, Sali.: quindi anche sé, comprendere, contenere, illae (tabulae) UCr-

come più = più spesso. Ter.: uec ampi., Suet. petuae existimationis tìdem et religionem am-
e) di ogni accrescimento, il quale come con- plectuntur, Cic. 5) abbracciare tielV esporre,
tinuazione di una serie di oggetti od azioni, cioè a) coìnpiere, trattare, ragionare, argU-
ne aumenta Vestensione, di piti, ancora di mentum pluribus verbi», Cic: omnes res per
piti = oltre a ciò, inoltre, ancora, più oltre, scripturam, Cic bj comprendere, trattare
quid est, quod.jani ampi, exspectes? Cic: quid sommariamente, omues oratores qui ubique
viso quid vultis ampi.? Cic: quid quaeris sunt aut fuerunt, Cic: omnia communiter,
ampi.? Cic: et alia ampi., Sali. Quindi le Liv.
locuz.: a) non dico amplius e nihii dico (o di- aiuplexor, atus sum, ari (intens. di am-
cam) amplius, non dico più nulla, taccio, non p irtic. cingere amorO-
plector), I) avvicinare,
dico altro, quando quale, non esprime la sua samente ale, abbracciare. Comici, Cic ed a.
opinione, partic. per non offendere, Cic II) trasl.: 1) cingere con amore, ut dixl, Ap-
P) hoc amplius, ancora,
inoltre, oltre a ciò, Cic pius totum me amplexatur, si mostra teneris-
ed a.: e così eo ampi., Suet.: bis ampi., Quint.: simo con me, ini soffoca quasi colle sue ca-
quindi 1. 1. di coloro che votavano in Senato, rezze, Cic. 2) tener f'ertno q.C. con predilezione,
i quali volevano accompagnare il loro as- afferrare come un bene desiderato, stimar»
senso ad un'opinione altrui con un'aggiunta, altamente, far gran conto di una COSa, <tttri-
come Servilio assentior : et hoc ampi, ceuseo, buire un gran valore, riconoscere q.C, volupta-
e oltre a ciò sono di questo parere, è questa tem, Cic: otium, cercar di promuovere il
ancora la mia opinione, Cic y) nihil o nec mantenimento della quiete, della pace (nello
amplius quam, tnente di più o altrimenti, Stato), Cic: species mirifice, sprofondarsi
Cic ed a.: COSÌ
che, ecc., nient'altro, soltanto, intieramente nelle idee, Cic. Forma iin- —
ellitt., nihiI amplius quam o nec quidquam perat. attiva amplexato, Cic. CIu. 124.
amplius (a<^it), quam, ecc. Suet. 3) ellitt., aiuplexu!», US, m. (amplector), Z'atnrineere,
nihil amplius, soltanto ciò, nient'altro, non altro. cingere, I) colle braccia, a) amichevole, amo-
Ter. e Cic: parim. si nihil amplius (se. effì- roso = abbracciaìnento, antplesso, Verg., Veli.
ciam), Ov. ed quindi meton., come il nostro amplesso,
a.:
anuplt^ctor, plexus sum, plecti (am e ple- (eufem.) ^= coito, Ov. ed a. h) ostile, nella
Cto, Jlkév.lù), I) propr., intrecciarsi avvitic- lotta, Ov. met. 9, 52. II) ogni avvincere, an-
chiarsi intorno a una cosa pers., quindi A) gcì-e, serpentis, spire, strette, Cic: terrarum,
colle braccia o mani, avvincere q.c. o quale, circuito. Liv.
abbracciare, cingere, stringere ; tenere abbrac- anipiTatio, ònis, f. (amplio), come 1. 1., di-
ciato, stretto, avvinto, a) generic: aram, Tac: lazione, proroga della sentenza giudiziaria tn

Georges-Calo nghi, Dizionario latino-italiano. 6


,

163 ainplifioatio anii^ulla 164

una quistiuite non ancora chiara 2)cr i giu- nente, magnificenza, nominis, Cic: rerum
dici ( r. aniplio n" II, b, pj, Seu. coiitr. 1. o, 9. gestarum, Nep.: animi,' grandezza d'animo,
a Uip lì rifa Ilo, DDÌS, f. (amplitìco), allatya. Cic. ^) grandezza che s'impone facendosi vor
mento, inyraiutiiututv, acctiscittieìtto, I)])rO'pr., lere presso gli altri e pel suo grado elevato,
pecuuiae, rei l'auiliaris, Cic. II) trasL: a) »>»- elevatezza, alta digniUt, posto ragguardevole

gratuiimeiitu, aectencituLiito intcìisivo, bonohs nello Stato, majestas est ampi, ac dignitas
civitatis, Cic: ad summam am}jlitudinem per-
ut gloriae, Cic. b)cowiet. t.rei.,«»/«i>«/ìc«»ioue,
gpieyuzione che dii iHUevo ad UH oggetto iti venire, Cic 4) come t. t. retor., ampiezza e
iene o in male, esposizione che cerca di ecci- dignità, altezza.^ suhliinitù,, jnagnificenza del-
tare le passioni, di commuovere gli animi, Vesptrcssione o del porgere, ed a.
Cic. —
ricca di asuberuuza e di slancio, Cic. e Quiut. Partic., amplitudo Platouis, ricca, magnifica
auiplìf'ìculor, òris, m, (ainplitico), «m- esuberanza, Cic.
jìlijicaiore , inyiuiiditvre , acct escitore , trasL, aiii{»STu«j V. ampie.
rerum, Ciò.: dignitatis, Cic. «ÈIIS||ÌU!!>, a, Um, esteso, ampio, spazioso,

auiplifìeo', avi, atuni, are (aiiiplus e facio), vasto, rilevante, grande [COntr. exigUUS, parvus),
render più grande, piii anixiio; aniiìliure, allar- I) propr.: a) riguardo al circuito esterno ed
gare, ingrHiuiire, 2) pvópr.: a) iìi circuito, ur- allospjuzio interno, capra, Varr.: curia, donius,
bem, civitàteui, Cic. b) in numero, forza, Cic. b) che abbraccia molto in numero, quan-
ingrandire, accrescere, rafforzare, divìtias, Cic: tità, altezza, lunghezza, durata, ecc., grande^
Ibrtuiiam, migliorar le circostanze, le condi- ì'ilevante, abbondante, ricco, notevole, esteso,.

zioni, Cic: sonuiu, Cic. II) trasl.: a)generic. largo, pecuuia amplissima, Cic: numerus am-
ingrandire, accrescere, rafforzare, elevare, in- pliar, Sali.: copiae amijliores, Caes.: anche nel
nalzare inttnsivam. {co.dr. iniuuere), volu- compar. neutr., araplius sost. (da non confon-
ptateni, Cic: auctoritatoui, Cic: gloriani, Cic: dersi ColVavv. amplius, V.), di piìi, maggior-
pauci honore et gloria amplificati^ Cic. \})comc mente, non daturus som amplius, Cic: impo-
1. 1. retor., a) dar maggior rilievo ad un og- nebat amplius, quam ferre possent, Cic: e seg.
getto in bene O in male, porre in più. chiara dal genit., an-Mra di più, amplius negotii,
luce, ingrandire, amplificare {contr. attenaure, Cic: amplius obsidum dare, Caes. II) trasl.:
niiiiuerej, ali^d dicendo aaipl. atque ornare, a) generic, intensivam., grande, significante,
Cic: ampi, rem ornando, Cic: alqd ampi, et importante, riguardo alla comprensione, oc-
augere {contr. iufii-mare atque frangere), Cic. casio, Cic: ovv. riguardo alla forza interna^

Pj innalzare,
uìnpliare Vtsposizicne SteSsa, forte, potente, impetuoso, amplior Hiorbus, Ter.:
darle forza c xiuìhcio, orationem, Cic. e Quint. ampia spes. Sali, b) graìuie, riguardo allo
aiu|»lio, avi, atum, are (amplus), far più spilendore esterno od al valore intrinseco,
grande in COmprenSiOne, ingrandire, antpUare, tnagniflco, splendido, maestoso, mirabile, onore-
allargare, accrescere, aunteniare, IJpropr.: a) vole, praemia,Cic: res gestae, Cic: funus,
in circuito, estensione: templum, Suet. b) in Nep.: e così amplum
est « è onorevole », am-
grandezza numerica, in forza, ingrandire, plum Tuscis ratus, trovandolo onorevole per
aumentare, iniuilzare, numerum, Plill. pan.: i Tusci, Liv. e) grande, ritjuardo al valore
reiu (le sostanze), Hor. li^' trasl., intensiv.: presso altri e ulVaìta condizione, posizione
a) generic: iusequenti praetura ampliato ho- esterna, aito, altolucuto, altatnente onorato
nore, Auct. b. Hisp. h) partic: aj innalzare ragguardevole, segnalato, homo virtute cognita.
COlV espressione., far spiccare, magnificare, Han- et spectata fide amplissimus, Cic: amplae et
nibalis bellicis laudibus ampliatur virtus Sci- honestae familiae, Cic: ampHssimo genere
pionis, Quint. ^) come t. t. g,udiz., del pre- natus, Caes.: amplissind cives, Caes.: neutr.
sidente, prorogare, rinviare ad un termine compar. sost., ego (ero) aedilis, koc est paulo
convenuto il giudizio definitivo, la sentenza ajuplius quam privatus, Cic: e amplissimus,
in una causa, la quale non è ancora ch'ara come titolo delle alte cariche dello Stato
a tutt lilla maggior parte da giudici {in (consoli, senatori, decemviri, ecc., collegi
cui. t-ssi dichiaracuno son liquet), servendosi sacerdotali), chiarissimo, illustrissimo, colle-
de?Za /orw/oZo AMPLIUS {V. sotto ampie): gium deceiiivirale, Cic: honor, il consolato,
(ciò poteva accadere più volte in un pro- Cic: ordo, l'ordine senatorio, Plin. ep.: ma
cesso; u?r ótconiro comperendinare, rinviare amplissimorum ordiuum viri deiecti, dall'or
la sentenza, in una quiatione già chiarita, dine grado dei senatori, cavalieri e tribuni
al « terzo giorno », come secondo termine), erarii. Cic: ainplissimum sacerdotium, Cic.
causam, Cic: causa septies ampliata, Val, Aiii|i»iaafti (se. lacus), rar. .4nig><<aii-
Max.: hoiniu'in nefarium, la sua causa, Cic. clu«i (Ams.),i, m., piccolo lago negli Irpini.
aiii|tlìlutlo, dtuiii, f. {3Ln\\)his), proprietà non lungi da Aeculanum {tra Frigento), fa-
detiainpìns, I) propr., grandezza impuneitte moso per le sue esalazioni mefitiche; vicino-
per la ne, ampiezza, estensione
sua estOcSi ad esso si trovava un santuario della dea Me-
grande, rilevante, ragguardevolezza, siuiulacrum phitis con una spelonca, dalla quale esala-
modica amplitudine, Cic; ampi, corporis, per- vano vapori soffocanti (quindi presso i poeti
sona alta e oen fatta, Plin. ep.: urbis, Cic considerato coutelungo d'accesso alTinfernoJ,
li) trasl.: 1) grandezza che si estende in com- ora lago mo feti co cZ'Amsanto.
prensiotie, amplitudiiie» quaedani bonorum aiii|>iilla, ae, f., I) vaso di forma allun-
exeitabantur. certi ampliamenti dei beni ve- gata cirìi collo stretto e due manichi, di vetro^
nivano sollecitati, sorgevano, Cic. 2) gran- di terra ed anche di pelle per conservare t
dezza imponente pir ragguardevolezza tste- liquidi, partic. unguenti, belletto, olio, am.-
riore, suoumitù, aievaiezzm, splendore impo- polla, boccetta, Plin. ep. ed a.: partic. [com^.
165 ampnllor an 1C6

XtìxoOo^), vaaetto di unguento o hdlrltn. Tic. Plin. TF) {iÌL>v)'{Z'xy.ri), mandorlo, Scriptt. r. r.

de fin. 4,30. II)poet. trasl. {come traduzione e Plin. — Deriv.: aitiy;;(lalìii»<<, a, uni
di XTÌxu9og), parole pompose, stile atitpolioso, (àlluv^aXlVOg), di mandarle, oliiUIll, Plin.
aiiipoHoxiM, Hor. art. poet. 97. aiiiys;daluiu, i, n. (àii'jv^a/'.ov), man-
ampullor, (ampulla n" II) come
ari ,
dorla, /'ratto del mandorlo, Ov. e Scriori.
versione di XyjXuGi^Wj parlar gonfio, mnpoUono, .«iiiymònr, ès, f. ('.Aiioikóvv]), Amimotw,
Ilor. .'p. 1, 3, 14. pglia di Danao, amata da Nettuno, il qwile
ani|>ÌÌtatiO,unÌ3, f.(amputo), troncamento, in premio, le fece scaturire da una rupe
potamenCo, amputazione, taylio, sarmentoruni (presso Argo) una triplice fonte.
{contr. iminissio), Cic.:liuguae, Val. May. Aiiiynlas, ae, m. ('A|.iuvt!zg), Aminta,
aill-]>ÌÌIO, avi, atuni, are, taytiar via, tron-
nome greco di uomini, par tic. di parecchi re
di Mucrdonia, fra cui è noto « Aminta 1 >>,
care, morsure, mediante un taglio fatto alViii-
figlio di Arrideo, padre di Filippo il Mace-
torno, le porti inutili o nocive in un corpo,
IJ propr.: 1) come t. t. dell' agricoltura: a)
done, avo di Alessandro ti Grande. De- —
riv.: .4»iyiitiadc!<, ae, m., discendente di
potare, tagliar eia, troneiire legno seccO
germogli inutili, rami e sim. (contr. irninit-
Aminta, cioì: Filippo.
.4iiiyiitr»i\ to'ris, m. ('A|.IJt'JVXOlO Amili' '

tere, lasciar stare e crescere), falce rainos


iuutiles, Hor.: circuincldat (tagli [il tutto]),
tore, re dei Dolopi, padre di Fenice. ]> c- —
r 2 v.:.4iiiyii(<>rTdès, ae, m., fglio di Amin
amputet (tagli via, poti [parti inutili o dan-
tore ^= Fenice.
nose delV albero]), Cic. b) pregn., liberare
aiuysli>>, tTdis, f. (àpucxig), n vuotar /-«
un aVxro dai suoi germogli rami inutili,
rimuniUtrc, ripulire, potare, vitelli l'erro, Cic.
coppa in un sol fiato, in un sorso, quando
'i)recidere, ironvaie, tnozzare unii parte del
senza chiudere una volta le labbra, si versa
il vino nella bocca, come facevano i Traci.
corpo, a) generic, alci manus, Sen.: alci
il tracannare, Hor. Carm. 1, 36, 14.
caput, Suet.: aureiu alcjs, Tac: pregn., ca-
strare, evirare, exoletos suos , Seii. rhet. b)
.liiiylSiaoii, oni.s, m. ('A|jL'j9a.ov), Ami-
taone, Eolidc, indovino di Argo, padre di
come t. t. della medicina, tuyliur via parli,
membra malate, amputare, segare, mozzare, Melampo, lliante ed Eolia. Deriv.: —
oi) propr., in corpore quidquid est pestiferuiu,
Antylliaoniu«i, a. um, Amitaonio.
5Ìn, cong. f}ion da ócv e nemmeno da aO o
Cic. ([19 -J- II) trasl., sceìnare il tutto, ta-
gliando via le parti superflue ; limitare, rac- da autne, ma primitivo), rinforz. anche con
corciare, diminuire, a) generic, seutentiaruin ne in amie, introduce il <i secondo » membro
circuniclJere et amputare inultitudineiii, Cic:
di una prop. disgiuntiva, in cui si esprime
« dubitando » « interrogando >> il proprio
legiouura uumerum, Tac. b) rome t.t. di retor.,
infracta et amputata loqui, parlar rotto e
giudizio indecso e si asp' tta richiede la
decisione da un altro, come il nostro o, o se,
tronco (cioè senza continuità armonica), Cic
I)in proposiz. dubitative disgiuntive,
/tiii|»yeTdÓ!», V. Ampycus.
dopo tutti i verbi eh", esprimono dubbio, in-
Aiti|)ycu>», i, m. ("A|i7:uxo$), Ampico, imo
certezza e simili, come dubito, dubium in-
dei Lapiti, figlio di Pelia, padre del celebre
indovino Mopjso. —D
eric: .4iii|»y<M4lòs,
certum est, nescio
video, scio, doceo, disco etc,
etc, refert, interest,
1) in e precis.:
anche
ae, m.. Ampicide (discendente di Ampico),
una d isg iunz ione completa: a se- )

cioè Mopso.
guendo come antitesi al primo membro an-
F. Ampsancti.
vtiii<>a lieti,
teposto con utrum, utrumne od anche ne od ;

.4iiirilTiis, m., Amuiiu, figlio di Proca,


li,
assol, desinite dubitare, an, Cic: utrum . . .

re di Alba Lojiga, il quale cacciò dal irono il


ut nescias, utrum
an, Cic: honest'anmi
. . .

fratello maggiore Numitore ne uccise il ,


factu sit au turpe, dubitant, Cic: refert etiani
figlio e fece esporre sul Tevere i nipoti Ro-
qui autliant, senatus an populus an judices,
molo e Remo, nati dalla figlia di lui (Ve-
Cic; quindi b) in una frase accorciata, senza
stale) Rea Silvia {quindi Ani. dirus, Ov.).
un verbo di dubbio e sim , quasi interrogando,
aiiinrea,ae. f. (à|i,ópYYj), impuritàacqiiosa o piuttosto, od anche, senza particella nel primo
che si .icpitr'i nello spremere le ulive, morcUiu, membro e anche senza influsso sul verbo,
fecfia dell'olio, Verg., Col. ed a.
Cn. Octavius est, an Cn. Cornelius quidam,
.Iiiiyclai', àruin, f. {'AiJiuxXat), Amicie, Cic: non plus duobus au tribus luen-ibus. Cic:
città della Luconia, non lungi da Terapne^ e così e) come sive, anzi scambiandosi con,
20 stadi a S.E. di Sparta, sède di Tindaro, questo, quando uno, non certo di una cosa,
patria dei Dioscuri, di Elena e di Cliten- non osa decidere, e la ritiene almeno per in-
nestra, con un santuario e un colosso di
differente, OfOvvero, sive fatali vecordià, au .. .

Apollo Amicleo, presso cui ogni anno si ce- ratu?, Tac.


lebravano le feste in onorf di Giarinto (Hya- Spesso 2)ellitticam., quando mediante
cinthia). —Deriv.: .laiyelaeu»», a, urti, lo speciale rilievo dato al secondo membro,
appartenente ad Amicle, amicleo, fratree, i il primo, facile a supplirsi, viene in eerta
JDioscuri, Verg:.: quindi poet. spartano, ca- = modo omesso, se non, così in primo luogo:
nis. Verg.: ahena, porpora della Laconia, Ov.
a) nella locuzione diiiiito aii (in tutte le
.4nife!au!es ovv. .4ni)'oiTdé*«, ae, m., persone e tempi), e nella f^rmola liaud scio
VAtnicUde (discendente da Amichi, fonda- an ovv. neseio an, come espressione ur-
tore di Amicle, cioè suo figlio) Giacinto. bana e modesta della convinzione soggettiva,
auiygdala, ae, f., I) {i.iiuytiXT,), man- io dubito, non so bene, se non, cioè io credo
doWtt,amjgdalanux, Plin.:aniygdalaeamarae, quasi, presumo, suppongo, che, CCC, OVV. COH
.

Ànaces aaadema 168


167
am., quando è espresso solo
2) e 11 itti e
riservatezza ancor maggiore, dulntem
ovv.
non il secondo membro con an, mentre il primo
dubitaverim an, haud sciam an, dubiterei,
saprei se, se noti, qii'ndi s^ìesso forse, pro- = membro, facile a supplirsi dal contesto, viene
omesso (non mai nelVinterrog. diretta sem-
babilmente, verosimilmente, a quanto credo, du-
plice), e precis.: aj quando si interroga con
bito an hunc piimuni omuium ponam, Nep.:
nos etiam cum peri- ironia, presupponendo una risposta contra-
tameune dubitemus an ei
atque ria fnegativaj, ma col tono di chi aspetta
culo venditemus, Cic: vir sapieatissinius
Cic: risposta affermativa, o. o piuttosto, ovvero,
haud scio an omnium praestantissimus,
quod nescio an tu pri- o forse? [dove, Senza ironia, s'interroghe-
extremum illud est,

munì putes, Cic. —


S'intende che la nega- rebbe con num o ne), aa etiam id dubiuui
^ione della propos. dipendente da dubito an est? Cic: an putas? Cic: quindi aa non (won
espressa annon) con valore affermativo {dnve, senza
e haud scio an o nescio an deve venire
con non e (dopo i due ultimij con ne . . ironia s' interrogherebbe con nonne), quo
quidem, nuUus, nemo, nihil, numquam, fretus sim? an non dixi esse hoc futurum? o

minus, etc, dubitet an turpe non sit, Cic.: non h" io detto ? Ter.: asi haec ab eo non di
quod haud scio an non possis, Cic.:^ haud scio cuntur? Cic: partic. b) quando si, desidera o
an ne opus quidem sit, Cic: meà seutentia si presuppone il contrario, e farebbe meravi-

haud scio an nulla beatior esse possit, Cic: glia, quando la cosa dovesse venire affermata,
forse che9 forse? (quindi anche insieme alle
haud scio an minus hoc vobis probaturus sirn,
Cic: parim. b) generic, in frasi che espri- esclamazioni eho, amabo, obsecro), aa cea-
mono dubbio, non sapere e sim., moriendum ses, nihil inter nos convenire ? Cic. e) quando

enim certe est, et id incertum an eo ipso die, per confutare un'opinione altrui, o sostenere
se in, ecc., Cic la propria, si pone innanzi interrogando una

3) sema riguardo al senso disgiuntivo proposizione generale notoriamente vera, od


(non mai però in Cicerone, molto spesso anche si vuol dimostrare un caso discutibile
nella prosa dopo Augusto), dubitando in ge- con un altro simile indiscutibile (argumen-
nere, come uum, se, e con disposizione al ne- tum a minore ad majus) (non di rado rin-
gare, dubito an idem tibi quod tunc milii sua- forzando con vero) o forse, 0, quae tandem id
deam, Plin. ep.: quis scit an adiciant hodiernae ars non habet? earum dico artium, quae con-
crastina summae tempora di superi? Hor.: e ri- jectura continentur et sunt opinabiles. An me-
2jetuto se... se, hunc tu ignorantem an sedeat dicina ars non putauda est? Cic. d) quando,
putas scire, an vivat, an videat, an otiosus in genere, si vuol confutare l'opinione con-
sit,Sen.: partic. nescio an, in bocca di chi traria od esporre la propria come indiscuti-
dubita significa piuttosto ciò che gli sembra bile, o forse, forse che, ora, in dominos quaeri

inverosimile, non so se, cioè non credo die, de servis iniquum est. Anne quaeritur? Cic:
ecc.; forse non, difficilmente, nescio an tibi an potest quis dubitare, qnin etc? Cic. e)
gratìus opportuniusque accYderit, Caecin. in spesso dopo un'altra interrogazione, alla
Cic ep.: an profecturus sim, nescio, Sen. quale sì contrappone qualcosa coinè propria
II) in propr. interrogativo - dis- congettura, o, o forse, sed quid Curio ? an iilam
giuntive: 1) in doppia interroga- orationem non legit? Cic: quindi anclie fj in
zione compiuta, a) nella realf indeci- senso affermativo, dove in proprio nome
sione di ehi domanda Vtma cosa o V altra; e senza riguardo ad opinioni diverse o d'altri
precedendo unapropos.con utrum, utrumne, si porrebbe il nonne, o... 7ion? dunque non?
ne a) nelV interrogazione diretta, o,
assol., forse non? partic. in contrapp. ad un'inter-
ovvero, utrum ea vestra an nostra culpa est ? rogazione precedente, quidnam beneficio pro-
Cic: Romamne veniam, an hic maneam, an vocati facere debemus? an imitari fertiles
Arpinumfugiam? Cic. '^) nelV interrogazione agros etc, Cic
indiretta, o se, o, id utrum Eomano more lo- Infine 3) (per esprimere l'incertezza in
cutus sit, an quo modo Stoici dicunt, postea genere) anche nell'i nterrog azione in-
videro, Cic. h) precedendo una decisione per diretta semplice =
num, se, in obscuro
luna Valtra cosa, e precis.: a)per affer- est, an didiceris, Plin. ep.: tria sine dubio
mare il primo membro anteposto con non o spectanda sunt: an sit, quid sit, quale sit,
ne, non manum abstines, an tibi jam mavis Quint.: consulnit an etc, Curt.
cerebrum dispergam hic? Ter.: me certiorem Aniiees, um, m. ("Avaxss, antico plur.
facias, P. Crassus vivone patre suo mortuus (/^ àva^) =
signori, protettori, difensori, epiteto
sit, ut ego meminisse videor, an post? o se non, dei Dioscuri.
oppure se, Cic. p) per affermare il secondo /4nacliarsÌ!«. sMìs, m. ('Avcc^apoig), Ana-
membro, dove poi la minore probabilità del carsi, scita di famiglia principesca, il quale
primo viene significata con num o ne, num ai tempi di Solone, per desiderio d'istruirsi,
HoTiTerum, num Hesiodum coegit in suis
. . . venne in Atene e vi acquistò grande cre-
studiisobmutesceresenectus? an in omnibus dito pe' suoi semplici costumi e pel suo in-
bis si idiorum agitatiovitae aequalis fuit?Cic.: gegno.
unum illud nescio, gratulerne tibi, an timeam? Anacr^un, ontis, acc onta, m. ('Ava-
Cic. e) an non o annon, o non, come colla ri- xpéwv), Anacreonte, celebre poeta lirico, na-
petizione, così anche coli' omissione del verbo tiv di Teo nella Jonia (559 av. Cr.) miri
• ;

del primo membro, dove c'è vera disgiunzione il 478 av. Cr. —
Deriv.: .4 iiacrfon-
o si è disposti ad affermare il secondo membro, iTim, a, uni ('Avay.psóvxsioc;), anacreontico.
nelV interrogazione diretta, pater ejus rediit, jinadenia, mìitis, n. (àvaSrjiJia), benda
annon? Ter.: num tabulas habet, annon? Ter. per i capelli, del capo, comc ornamento delle
169 Anasfiiia Anchises 170

donne, sinonimo di mitra (V.), in T-ucr. crito, compagno di Alessandro il Grande


4, 1121. nelle sue spedizioni.
.4na;;nia, ae, f. ('AvaYvJoc). antichissiìna 4naxitnaader, dri, m. ('Ava£c|jLavSpo;),
città del Lazio, capitale degli Ernici, in una Anassimandro, Celebre filosofo ionico di Mi-
contrada fertile e amena sopra un'altura, letn, il più prossimo discepolo di Taletc.

appiè della quale convergevano la via La- .4na\'iHii>ncs, i';,!!!. ('Ava^c|iév/;g), --*«««
vicana e Praenestina (compitum Anag^ni- simene, I) celebre filosofo ionico, di Mileto,
num); ora Anagni. —
Deriv.: .iiuisjnT- discepolo almeno continuatore prossimo di
niisi, a, um, di Amtgni; sost., a) Aiiagninus,
Anassimandro (verso il 600 av. Cr.). IT) re-
i, m., abitante di Anagni. b) AnagTiinnm, i, n.,
tore e storico di Lampmco, diicpolo del ci-
Anagnino, podere di Cicerone nel territorio nico Diogene (verso il 365 av. Cr.).
di Anagni. anccps, ctpYtis (an e caput; ahi. sing. co-
aita^nostos, ae, m. (àvaYvióox-^s), let- mun. ancìpiti), bicipite, bifronte, I) propr.:
un-e, latino puro lector (schiavo liberto), Janus, Ov.: ancipiti niirr.ndus iniagfinc .Tauus.
Cic. ed a.
Ov.: poeticam. acumen montis, con doppia
:1nali>(>(n, ae, m. (da àvaXéyw), raccogli- vetta, Ov. II) tras!., che ha. due parti, \) a

tore di rimufiuyli o di briciole, tìtolo di unO


doppio taglio, a due tagli, SeCUlis, Ov. 2)gene-
schiavo, quale aveva durante il pranzo da
il
TÌc.'.cheva da due parti opposte, a) nello spazio,
che va od è volto ila due parti, che è gettato, coì-re
togliere ciò che rimaneva sulla mensa, e ciò
da due parti o da due direzioni opposte, da fronte
che cadeva dalla tavola, Sen. ep. 27, 7.
ìinaleptrÌ!«, trtdis, f. [da dcvaXajiSavw), e da tergo, munimenta, Liv.: tela, Liv.: anci-
cuscinetto per le spalle, Ov. art. am. 3, 27.3. pites ad ictum, presentando ambo le parti
aiialoì:;ia, ae, aec. an, f. (àvaXoyta), I) (petto e spalle) ai colpi (di persona), Liv.:
ugual rapporto, proporzione fra due O piH cum anceps hostis et a fronte et a tergo ur-
geret, Liv.: ancipitibus locis
pri ini, Nep.: e
cose, analogia {lat. puro comparatio pro-
portiove), Sen. ep. 120, 4. II) come t. t. così pure proelium, Caes. {diverso dal
anc.
il" 3, e, a), certamen, Justin. [cfr. al n" 3, a),
gramm.: conformitù di casi simili 7ìulla for-
1]
mazione delle parole, analogia (contr. anoma- parim. anc. periculum, Sali.: anc. malum,
lia), Quint. 1, 5, 13. 2) /'nella stilistica) unità
interno ed esterno, Sali.: anc. metus et
e simmetria dell'esposizione, analogia, COme lo ab cive et ab hoste, Liv.: e così pure terror,
scritto di Cesare de aiialos^ia, Suet. Caes. 56.
Caes. b) rispetto alla natura, che è propenso
anapae>!>tu$, a, uni (dcvd:iacaTos, riper-
ad ambedue le parti, doppio, anfdno, bilaterale,

anapesto, pes, il piede « anapesto »


bestiae quasi aneipites, anfibi, Cic: anc. di-
cosso),
\j yj - fsimile a un dattilo battuto indietro, cendi faciendique sapientia, Cic. 3) che oscilla
cioè inverso), Cic. ed a.: sost., a) anapaestus, fra due parti, che ha due lati, che si volge da
i, m., a) =
pes anap., tm anapesto (V. sopra), una
vìa,
dalValtra parte, a) generic. fatonim
Cic: disputationcs, Cic: cain ipsa per se
Quint. 9, 4, 48 e sgg. Pi verso composto di
anapesti, Cic. or. 190. b) anapaestum, i, n. res anceps esset, Liv. b) «-/le ha due lati =
poesia fcunto) in anapesti, Cic. TuSC. 3, 37 ambiguo, di doppio senso, anc. sententia, ora
e altr.
culum, Liv.: anc. jus, diritto controverso,