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RIVISTE & RIVISTE

Pensiero filosofico & letterario


Nel luglio 1994 usciva il primo miglia, insomma, dai panni spor-
numero di un mensile destinato a chi da lavare agli spaghetti da
far discutere. Mai prima di allora cuocere. Quarto e ultimo argo-
si era scritto, con pretese di di- mento, questo sì una vera bomba
vulgazione, di filosofia in quel lanciata contro i conservatori che
tono e, per di più, in area anglo- fanno ostruzione fra le mura del
sassone (notoriamente impervia Campidoglio di Washington: «Se
all’astrazione se non per quella la filosofia fosse più frequentata
attinente alla logica matematica, di quanto essa è ora, gli uomini
Bertrand Russell docuit). Come politici di tutti i partiti cessereb-
presentò il direttore di allora, bero di dire stupidaggini, ottusità
Rick Lewis, la nuova rivista? Es- e tautologie» (if more people
sa avrebbe dovuto rispondere a knew some philosophy, then the
quattro requisiti. Primo, quello di politicians of all parties would
far divertire i filosofi di profes- find it much harder to get away
sione (it will provide some relati- vo della rivista fra quelli elencati with the inanities, non-sequiturs
vely light and amusing reading dal fondatore e primo direttore – and tautologies). Un argomento
matter for people involved in phi- «se le loro vite hanno un senso, e che piace, che bene si presterebbe
losophy). Secondo, quello di in- perfino se gli animali hanno un’a- a essere sviluppato alle nostre la-
trodurre alla filosofia in modo in- nima» (whether their lives have titudini, quelle italiane degli asini
dolore gli orecchianti e curiosi (it any meaning, even whether ani- che salgono sugli scranni di Mon-
will provide those new to philo- mals have souls). Pochissimi tra tecitorio per ergersi a soloni
sophy with a painless introduc- essi conoscono il pensiero del- (spesso avendo in tasca la sola li-
tion to the subject). Bisogna dire l’Occidente (very few know much cenzina di terza media), un argo-
che l’editor sfonda, è vero, una about Western philosophy). Il no- mento – attualissimo – dal quale
porta aperta già da un pezzo per stro eroe, parliamo del direttore di potrebbero scaturire, argomenta
la colta genia dell’East Coast e un mensile all’apparenza eroica Lewis, delle «idee più chiare in
per i barbuti intellettuali che af- (come lo è tutto ciò che non porta fatto di vita pubblica» (some
follano i cafè della Bay Area, a in cassa il becco di un quattrino), clearer thinking on public issues).
San Francisco; ma non potrà far- avrebbe potuto parlare di storia Bene, ora che lo spazio da noi de-
lo per gli agricoltori del Midwest del pensiero (crocianamente) an- dicato a Philosophy Now scema e
e per gli alligatori delle Evergla- ziché di semplice, in realtà terrifi- si fa esiguo, sveleremo un piccolo
des, giù in Florida, la cui unica cante, perché ontologicamente segreto al nostro lettore. Semi-
preoccupazione sembra essere apodittico, pensiero (come se po- nando falsi indizi e dubbi malevo-
quella di fare un solo boccone dei tesse esistere qualcosa in grado di li, gli abbiamo fatto credere di sta-
turisti di passaggio (altro che riassumere, con un solo termine, re parlando di un mensile ameri-
Kant, altro che Hegel!). o con un’equazione affidata ai cano. Niente affatto. Questo men-
«Molta gente di questo Paese si saggi di Princeton, l’intera filoso- sile si compone e si stampa, incre-
interessa seriamente ad argomen- fia dell’Occidente (ammesso che dibile dictu, a Londra. Il suo at-
ti di filosofia», prosegue allegra- sia possibile definire, al di là della tuale direttore è Grant Bartley. Né
mente Lewis, che non è Jerry. A poetica perifrasi fattane da Hei- poteva essere altrimenti per un
loro importa davvero sapere se degger, l’estensione di quest’ulti- magazine of ideas, una schietta e
Dio esiste (it really matters to mo). Corollario. Lewis accusa le benemerita «rivista di idee» (eh,
them to know whether God poche riviste di filosofia esistenti quando mai Donald Trump e i
exists). Importa anche a noi, che di trattare, in veste di specialisti suoi tirapiedi facinorosi si interes-
non siamo filosofi. Interessa loro della materia, con un’esigua sano di filosofia ed esprimono
sapere – è questo il terzo obietti- schiera di specialisti: tutto in fa- idee?). Fra gli Easy Reads – le let-
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ture rilassanti – elencati in secon- nel cuore delle generazioni futu-
da di copertina figurano le Medi- re, questa sarà Anterem (riduttiva-
tationes di Cartesio e gli scritti di mente definita di «ricerca lettera-
Russell, giusto come stuzzichino ria», mentre essa lo è anzitutto di
per approcciare comodamente e vita e di pensiero).
in allegria una materia alquanto Vorremmo invece, davanti a un
ostica. Il suggerimento non sareb- bicchiere semipieno di amarone,
be mai e poi mai – never, ever! – domandare a Ermini perché mai,
potuto giungere da un americano. nella presentazione che da sem-
Troppa stima noi abbiamo dei sa- pre questa benemerita rivista fa
pidi virgulti filosofici d’Albione di sé nella seconda di copertina,
per poterli paragonare ai rami egli si erga a paladino di un pen-
sfioriti e vizzi delle colonie di Sua siero «non più metafisico e quin-
Maestà. Di filosofi è ricca la ver- di nuovamente e radicalmente
de Inghilterra, ma ne è assoluta- iniziale», o aurorale, come Hei-
mente priva la prima economia al Ma, scusate se è poco, Ermini degger chiama la radura – Lich-
mondo. Tanto per dire che, se è non solo ha ragione, ma ha tutte tung – delle origini; ma soprattut-
vero che non in pane solo vivet le ragioni dalla sua parte. Quanto to perché mai, con la poesia che
homo, talvolta l’abbondanza del più inagibile si va facendo il dato da sempre ne accompagna i versi,
primo è ben lontana dal fare del ottuso della coscienza sociale, se- quelli racchiusi in raccolte bellis-
secondo, dell’uomo, un essere fe- dotto dalle lusinghe dell’intercon- sime quali Il compito terreno dei
lice e in grado di ragionare con la nessione digitale, subornato dalle mortali (Mimesis, Milano 2010)
propria testa. dipendenze (in tutte le sue forme, o Il secondo bene (Moretti & Vi-
da internet al sesso a buon merca- tali, Bergamo 2012), Ermini si
Anterem to, dalla ludopatia all’hoarding prefigga di rinunziare alla ricerca
in buona salute behavior dei collezionisti) tanto
più solitaria, tanto più eroica ci
di un «senso centrale» (caro a un
altro grande nome della poesia
appare, eroica e tragica, circonfu- mitteleuropea, Paul Celan); e
Pensiamo al poeta e italianista ve- sa dell’alone vago del martirio, perché sempre lui, Ermini, riten-
ronese Flavio Ermini, classe eme- lambita dall’aureola della santità ga che il solo principio a contare
rita 1947, come a un monumento laica, la figura di Ermini. Per tutte sia quello dell’erranza, «vera ci-
vivente (forse scomodo, ma cio- le ragioni qui esposte la sua crea- fra dell’esperienza umana». For-
nonpertanto vivente, anzi, più ve- tura editoriale, Anterem, rivista se un bicchiere di amarone ci il-
geto e robusto che mai), all’eccel- poetica vegeta e in buona salute luminerà, restituendo alla Parola
lenza della rete di saperi condivi- anch’essa dalla sua data di fonda- su prestigio hechizante e a noi,
si, all’importanza di spartire con zione, il 1976, non solo a noi pia- che siamo parolai, o parolieri, il
altri competenze e risultati, di ce. E piace molto. È da pochi nostro Destino di guitti beati e in-
ibridare fra loro i linguaggi e le giorni uscito il numero 97, mono- curanti. Dovremo presto tornare
arti. A Strutturalismo finito da un grafico come lo sono tutti, dal ti- a parlare di questa straordinaria
pezzo, Ermini ancora esige – pof- tolo accattivante: Per oscuri sen- rivista (tirata in ben 4.000 esem-
farbacco – che la poesia, sulle or- tieri. L’editoriale è bellissimo, plari) e di tutte le iniziative cultu-
me di Paul Klee, abbia, tra i suoi tutto all’insegna dell’interiorità e rali che intorno a lei, a Verona ma
fini, quello di «rendere visibile dell’esortazione che Trakl – qui non solo, ruotano come una gi-
l’invisibile». In nome di un’epi- ben tradotto da Gino Zaccaria – ci rella intorno al suo perno.
stemologia della parola, della rivolge a non lasciarci irretire dal-
creazione letteraria, della sapien- la bellezza effimera, ma a votarci Carlo Alessandro Landini
za poetica, che ci riporta alla all’interiorità dell’essenza. Nuo-
mente le vicissitudini filosofiche vamente Husserl! Gli oscuri sen-
della fenomenologia tedesca di fi- tieri? Quelli di mondi che si as- Un numero di Philosophy Now costa £
ne Ottocento e l’ermeneutica hei- siepano sopra le nostre teste, qui 2.80. Per informazioni si può visitare il sito
www.philosophynow.org o scrivere al di-
deggeriana. Agitare la parola poe- glissent au-dessus de nous, assi- rettore, rick.lewis@philosophynow.org.
tica in nome di una Lebenswelt cura Yves Bonnefoy. Ma anche (e Un numero di Anterem costa € 20,00.
tracimante valori e sensibilità è qui il ricordo si fa personale): L’abbonamento biennale (con l’invio di 4
più simile al lavoro di un barman nam et si ambulavero in medio numeri della rivista) costa € 60,00. Versa-
che a quello di un poeta. Com’è umbrae mortis non timebo mala. menti sul c.c.p. n. 10583375 intestato alla
rivista (la cui redazione ha sede a Verona,
possibile, si domanderà qualcu- Siamo perfettamente consapevoli via Cantore 1). Per notizie o richieste si
no? E perché dovrebbe un poeta dell’azzardo ma, creda a noi il let- può consultare il sito dell’editore: www.an-
cedere alla tentazione di pensare? tore, se mai una rivista rimarrà teremedizioni.it.

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