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Principi di redazione, riclassificazione e principali indici

del bilancio bancario


di Michele Devastato

Destinatari: alunni della classe quinta ITC

Esporre in modo sintetico ma puntuale il contenuto principale delle fonti normative e dei principi
contabili che sono alla base della redazione del bilancio delle banche.
Quindi prendere in considerazione i due seguenti prospetti di bilancio di una banca e procedere:
1. alla riclassificazione dello Stato patrimoniale, spiegando i motivi per cui attualmente non è più
necessario rielaborare il Conto economico;
2. al calcolo dei principali indici patrimoniali e reddituali, spiegando il significato di ognuno di
essi.

Stato patrimoniale (in migliaia di euro)


N. Attivo Anno n Anno n-1 N. Passivo Anno n Anno n-1
10 Cassa e disponibilità liquide 472.659 401.289 10 Debiti verso banche 17.029.260 11.536.266
20 Att. finanz. deten. per la negoziaz. 436.630 600.409 20 Debiti verso clientela 32.647.231 31.001.130
30 Att. finanziarie valutate al fair value 484.709 989.887 30 Titoli in circolazione 17.504.031 19.144.215
40 Att. finanz. disponibili per la vendita 9.294.615 7.393.848 40 Passività finanziarie di negoziazione 3.150.200 3.151.694
50 Att. finanz. deten. sino alla scadenza 12.075.367 9.040.172 50 Passiv. finanziarie valutate al fair value 10.034.275 7.301.591
60 Crediti verso banche 20.694.026 16.086.069 60 Derivati di copertura 284.879 369.879
70 Crediti verso clientela 35.602.336 35.412.939 70 Adeg. di valore delle pass. finanz … 132.608 104.937
80 Derivati di copertura 1.150.312 1.464.284 Passività fiscali
90 Adeg. di valore delle att. finanz. … 1.794 3.230 80 a) correnti 6.400 3.432
100 Partecipazioni 1.342.169 2.127.265 b) differite - -
110 Attività materiali 967.889 2.253.949 90 Pass. associate ad att. in via di dismiss. 21.331 27.601
120 Attività immateriali 424.623 231.381 100 Altre passività 989.354 1.390.564
di cui: avviamento 312.410 36.000 110 Trattam. di fine rapporto del personale 224.527 216.470
130 Attività fiscali 120 Fondi per rischi e oneri:
a) correnti - - a) quiescenza e obblighi simili - -
b) anticipate - - b) altri fondi 778.678 962.973
140 Attività non correnti… 3.996.682 3.133.950 130 Riserve da valutazione - 665.496
150 Altre attività 946.498 1.223.838 140 Azioni rimborsabili - -
150 Strumenti di capitale - -
160 Riserve 2.440.090 2.138.219
170 Sovrapprezzi di emissione 472.925 472.925
180 Capitale 1.625.023 1.306.155
190 Azioni proprie (-) - -
200 Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) 549.497 568.963
Totale Attivo 87.890.309 80.362.510 Totale Passivo e netto 87.890.309 80.362.510

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Conto economico
Voci Anno n Anno n-1
10 Interessi attivi e proventi assimilati 3.107.056 3.628.228
20 Interessi passivi e oneri assimilati - 1.845.392 - 2.477.882
30 Margine di interesse 1.261.664 1.150.346
40 Commissioni attive 826.159 850.887
50 Commissioni passive - 75.767 - 58.931
60 Commissioni nette 750.392 791.956
70 Dividendi e proventi simili 688.934 589.524
80 Risultato netto dell’attività di negoziazione - 261.540 66.982
90 Risultato netto dell’attività di copertura 81.542 90.687
100 Utili (perdite) da cessione o riacquisto di:
a) crediti 35.000 -
b) attività finanziarie disponibili per la vendita 339.113 241.141
c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza
d) passività finanziarie 377 1.041
110 Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value 251 184
120 Margine di intermediazione 2.895.733 2.931.861
130 Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di:
a) crediti - 13.729 - 23.842
b) attività finanziarie disponibili per la vendita - 35.955 - 48.306
c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza - 316.117 - 234.443
d) altre operazioni finanziarie 979 204
140 Risultato netto della gestione finanziaria - 364.822 - 306.387
150 Spese amministrative: a) spese per il personale b) altre spese amministrative - 1.783.827 - 1.699.014
160 Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - 33.000 - 5.329
170 Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali - 300.089 - 250.103
180 Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali - 70.800 - 38.140
190 Altri oneri/proventi di gestione 795.479 759.589
200 Costi operativi - 15.728 - 2.581
210 Utili (Perdite) delle partecipazioni
220 Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali - 422.297 - 460.197
230 Rettifiche di valore dell'avviamento
240 Utili (Perdite) da cessione di investimenti - 377 - 1.041
250 Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 700.272 928.658
260 Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente - 150.775 - 359.695
270 Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 549.497 568.963
280 Utile (Perdita) dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte - -
290 Utile (Perdita) d'esercizio 549.497 568.963

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Soluzione

Fonti normative

La redazione del bilancio è basata in primo luogo sul D.lgs. 27 gennaio 1992, n. 87, il quale (art. 5)
conferisce alla Banca d’Italia il potere di emanare circolari applicative sia riguardo alle “forme tecniche dei
bilanci e delle situazioni dei conti destinate al pubblico nonché alle modalità e ai termini” della loro
pubblicazione (comma 1), sia in relazione alle “modifiche, integrazioni e aggiornamenti delle forme tecniche
stabilite (…) nonché per l’adeguamento della disciplina nazionale all’evolversi della disciplina, dei principi e
degli orientamenti comunitari” (comma 2).
In effetti è quanto concretamente accaduto nel corso degli anni: dopo il provvedimento con cui nel luglio del
1992 la Banca d’Italia forniva le istruzioni per la compilazione del bilancio delle banche, nel 1998 essa ha
definito i dettagli per il passaggio dai bilanci in lire a quelli in euro.
Attualmente la materia è regolamentata dalla Circolare 22 dicembre 2005, n. 262, con cui sono stati
notevolmente modificati molti dei punti risalenti al 1992, in conseguenza dell’obbligo per le banche –
previsto dal D.lgs. 28 febbraio 2005, n. 38 – di redigere il bilancio in aderenza ai principi contabili
internazionali IAS / IFRS.

Principi di redazione e principi contabili

Come per tutte le altre imprese, il bilancio delle banche deve essere redatto con chiarezza e rappresentare in
modo veritiero e corretto (true and fair view) la situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato economico
dell'esercizio. In aggiunta a tale principio generale, il d.lgs. n. 87/92 stabilisce ulteriori principi e criteri di
redazione cui devono attenersi gli amministratori.
Molti di essi sono comuni a quelli previsti per le altre imprese: i principi della prudenza, della continuità e
della costanza valutativa, della competenza, della comparabilità, della prevalenza della sostanza economica
sulla forma giuridica.
Più specifico, invece, è il principio della prevalenza del momento del regolamento su quello della
contrattazione, sulla base del quale una qualsiasi operazione (ad esempio, un anticipo su Ri.Ba. o su fatture)
deve essere contabilizzata nel momento in cui produce un effetto finanziario, assumendo come data di
regolamento anche quella in cui matura la valuta attribuita dalla banca.
Secondo i principi contabili internazionali la rappresentazione chiara, veritiera e corretta deve essere tale da
illustrare anche la dinamica finanziaria dell’impresa, in modo che le informazioni di bilancio siano
usufruibili dalla pluralità di utilizzatori (stakeholder) che, sulla base di esso, debbano prendere decisioni
economiche. Di conseguenza:
• lo scopo fondamentale non è più quello di fornire una valutazione prudenziale del patrimonio, bensì
quello di evidenziare le prospettive future di realizzazione del reddito e le potenzialità aziendali;
• l’attenzione viene rivolta non più alla tutela dei soci e dei creditori ma agli investitori attuali e potenziali;
• le attività non vengono viste come semplici risorse derivanti da eventi passati, ma da esse ci si attende
flussi di benefici economici futuri, con la conseguenza che:
− i criteri base per la loro valutazione non sono solamente quello del costo storico o quello del valore
corrente (se inferiore al costo), ma per molte di esse viene introdotto esplicitamente quello del fair
value, che - secondo la definizione degli Ias 32 e 39 - rappresenta “il corrispettivo al quale
un’attività può essere scambiata, o una passività estinta, tra parti consapevoli e disponibili, in
un’operazione fra terzi indipendenti”. In sostanza, si tratta della valutazione al valore che si può
definire “di mercato”, tradotto dalle direttive comunitarie in “valore equo”;
− sono ammesse le rivalutazioni di molte di esse, se il fair value le rende plausibili, laddove la nostra
legislazione le consente solo in presenza di apposite leggi autorizzative;

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• la maggiore oggettività del costo storico - che però tradisce spesso l’inattualità dei valori contabili -
viene sostituta dalla maggiore soggettività del fair value, che però apporta il vantaggio di una maggiore
aderenza ai valori economici dell’impresa.

1. Riclassificazione dello Stato patrimoniale

Stato patrimoniale riclassificato (in migliaia di euro)


Attivo Anno n Anno n-1 Passivo e netto Anno n Anno n-1
Cassa e disponibilità liquide 472.659 401.289 Raccolta da clientela 32.647.231 31.001.130
Investimenti finanziari 24.783.802 21.615.865 Raccolta da banche 17.029.260 11.536.266
Impieghi economici (prestiti) 56.296.362 51.499.008 Altre passività 33.126.283 32.673.356
Altre attività nette 6.337.486 6.846.348 Mezzi propri 4.538.038 4.582.795
Utile d'esercizio 49.497 568.963
Totale Attivo 87.890.309 80.362.510 Totale Passivo e netto 87.890.309 80.362.510

L’attuale struttura di Conto economico rende superflua la riclassificazione dello stesso poiché mette ben in
evidenza i due principali margini reddituali che in passato non erano previsti:
 30 margine di interesse, dato dalla differenza (10 – 20) tra interessi attivi (e proventi assimilati)
riconducibili alle voci 10, 20, 30, 40, 50, 60 e 70 dell’Attivo e gli interessi passivi (e oneri assimilati)
riconducibili alle voci 10, 20, 30, 40, 50 del Passivo;
 120 margine di intermediazione, con cui si aggiunge al margine di interesse il risultato netto
conseguito con le commissioni, i dividendi, i crediti, le attività e le passività finanziarie; esso rappresenta
il risultato dell’attività tipica delle banche.

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2. Indici di bilancio

Rapporti Anno n Anno n-1


Mezzi propri 4.538.038 4.582.795
x 100 x 100 = 8,06% x 100 = 8,90%
Impieghi economici (prestiti) 56.296.362 51.499.008

Mette in evidenza l’incidenza del capitale proprio sull’ammontare dei prestiti concessi. Il basso valore è del
tutto fisiologico dato che le banche operano prevalentemente con capitale di terzi.

Mezzi propri 4.538.038 4.582.795


x 100 x 100 = 9,14% x 100 = 10,77%
Raccolta totale 9.676.491 42.537.396

Mette in evidenza l’entità relativa del capitale proprio rispetto alla massa fiduciaria intercettata da clientela
e altre banche. Anche in questo caso la percentuale è fisiologicamente contenuta.

Impieghi economici (prestiti) 56.296.362 51.499.008


x 100 x 100 = 67,99% x 100 = 68,47%
Capitale di terzi 82.802.774 75.210.752

Mette in evidenza quanti euro vengono impiegati in prestiti ogni 100 euro ottenuti da terzi. In questo caso i
due terzi circa del capitale di terzi vengono impiegati nell’attività tipica in prestiti.

Impieghi economici (prestiti) 56.296.362 51.499.008


x 100 x 100 = 64,05% x 100 = 64,08%
Impieghi 87.890.309 80.362.510

Esprime l’incidenza percentuale degli impieghi in prestiti rispetto al totale degli investimenti effettuati. Poco
meno dei due terzi di tutti gli investimenti sono caratteristici dell’attività bancaria.

Liquidità 472.659 401.289


x 100 x 100 = 1,45% x 100 = 1,29%
Raccolta da clientela 32.647.231 31.001.130

Indica quanta liquidità è immediatamente disponibile rispetto alla massa raccolta – in prevalenza scadente
a vista - che la clientela può prelevare in un dato momento senza far ricorso a strumenti di riequilibrio della
liquidità.

Liquidità 472.659 401.289


x 100 x 100 = 0,95% x 100 = 0,94%
Raccolta totale 49.676.491 42.537.396

Indica quanta liquidità è immediatamente disponibile rispetto alla massa raccolta sia dalla clientela sia da
altre banche.

Utile d'esercizio 549.497 568.963


x 100 x 100 = 12,11% x 100 = 12,42%
Mezzi propri 4.538.038 4.582.795

È l’equivalente del Roe delle imprese commerciali e industriali e, analogamente a questo, rappresenta il
rendimento del capitale proprio. Si tratta di una buona redditività.